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Ercolano: 78 anni di carcere per i Papale e Palomba per l’omicidio Scarrone

I giudici della Corte di Appello di Napoli hanno condannato a 78 anni di carcere complessivi i tre esponenti del clan Ascione Papale di Ercolano accusati dell’omicidio di Giorgio Scarrone. Due anni in più rispetto alla richieste del procuratore generale ma comunque  meno dell’ergastolo a cui erano stati condannati in primo grado. Nel dettaglio Pietro Papale e Bartolomeno Palomba, sono stati condannati a 24 anni di carcere ciascuno (il pg ne aveva chiesti 28). Più pesante invece la condanna per Mario Papale: 30 anni di carcere (il pg ne aveva chiesto 20).
Giorgio Scarrone fu ucciso nel 2008 e aveva come unica colpa quella di essere, fratello di Agostino Scarrone, killer del clan Birra-Iacomino, diventato  collaboratore di giustizia. Fu una vendetta trasversale quella che colpì il giovane Giorgio, il quale era del tutto estraneo alle logiche criminali dei cartelli camorristici Birra-Iacomino e Ascione-Papale,  in lotta per anni per il controllo degli affari illeciti nella città di Ercolano
Si trattò di una vendetta nei confronti del fratello che aveva preso parte agli omicidi di Gaetano Pinto e di Antonio Papale, quest’ultimo era il fratello del boss Luigi. A commissionare l’atroce omicidio a Salvatore Fiore – secondo gli inquirenti – che fu aiutato a mettere a segno il piano da Bartolomeo Palomba (che fungeva da conducente del ciclomotore utilizzato per la spedizione “punitiva”), furono Mario e Pietro Papale, reggenti del clan.
Ad inchiodare i tre imputati sono state anche le dichiarazioni fatte durante il processo dalla collaboratrice di giustizia Antonella Madonna. Secondo la “pentita”, alla riunione nella quale fu decretata la morte di Giorgio Scarrone presero parte anche Salvatore Fiore, Mario Papale, Bartolomeo Palomba, Pietro Papale e Mario Ascione.

(nella foto da sinistra Mario Papale, Pietro Papale, Bartolomeo Palomba)

Tragedia di Rigopiano, notificati 23 avvisi di garanzia per omicidio plurimo colposo e lesioni. Indagato anche l’ex Prefetto

Pescara.  La Procura di Pescara, guidata dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia, ha notificato 23 avvisi di garanzia ipotesi di omicidio e lesioni plurime colpose nell’ambito della vicenda dell’Hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, travolto il 18 gennaio scorso da una valanga che provocò 29 morti. Tra gli indagati, anche il presidente della provincia e l’ex prefetto di Pescara, Antonio Di Marco e Francesco Provolo, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e altri dirigenti pubblici.
Ipotizzati anche i reati di falso e abuso edilizio. Gli indagati sono Bruno Di Tommaso, Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara, Paolo D’Incecco, Mauro Di Blasio, Ilario Lacchetta (sindaco di Farindola), Enrico Colangeli, Pierluigi Caputi, Carlo Giovani, Vittorio Di Biase, Emidio Rocco, Ernesto Primavera, Sabatino Belmaggio, Andrea Marrone, Luciano Sbaraglia, Marco Paolo Del Rosso, Massimiliano Giancaterino, Antonio De Vico, Antonio Sorgi, Giuseppe Gatto, Giulio Honarati, Tino Chiappino, Francesco Provolo, Leonardo Bianco, Ida De Cesaris.
Le notifiche degli avvisi di garanzia sono in corso presso il Comune di Farindola, la Provincia di Pescara, la Regione e la prefettura del capoluogo adriatico. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all’omicidio e lesioni colpose, all’abuso d’ufficio e al falso ideologico, alla rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

Pizzo ai cantieri del Metanodotto: 40mila euro per ‘stare tranquilli’

Sono quattro gli arresti per una tentata estorsione alle ditte che stavano eseguendo i lavori per la realizzazione di una variante ad un metanodotto della Snam. A finire in carcere sono Diego Spina, 39 anni di Casalbore, Marino Tascione, 53 anni di Casalbore, Carmine De Rosa di 33 anni e Vincenzo De Rosa, di 37 anni di Paduli. L’indagine ha preso via dopo i danneggiamenti presso i cantieri della “Tre Colli Oil e Gas spa” nello scorso agosto. La ditta “Tre Colli”, aggiudicatarie dell’appalto si era avvalsa di alcune imprese locali in subappalto che hanno ricevuto cinque attentati: il primo ai danni di un escavatore a Paduli di propriètà di una ditta di Rotondi, un altro a Casalbore coinvolti un trattore e di un escavatore, inoltre fiamme per un cassone scarrabile a Paduli e un furgone.
Infine il rinvenimento a Casalbore di una tanica di benzina con un accendino vicino ad un’escavatore. Una vera e propria intimidazione per ricevere il pagamento di 40mila euro dalla ditta in appalto per evitare ulteriori danni alle attrezzature. Le indagini hanno portato a Vincenzo De Rosa fratello di Carmine, Diego Spina e Marino Tascione. Inoltre veniva tenuto sotto controllo un bar dove si celebravano gli incontri tra estorsioni e il responsabile del cantiere. Così i carabinieri hanno ricostruito i vari contatti delle ditte appaltanti con coloro che volevano tentare l’estorsione
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“Questi fatti al centro dell’indagine – commenta in una nota il procurate Aldo Policastro – costituiscono espressione delle quotidiane difficoltà con le quali devono rapportarsi gli operatori economici nel territorio anche nei piccoli comuni ove vengono realizzate grandi opere. Le condotte estorsive vengono attuate senza alcuna remora per il potenziale danno cagionato allo sviluppo economico dei territori”.

Serie A: Di Bello per Udinese-Napoli, tutti gli arbitri della 14esima giornata

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Sara’ Marco Di Bello a dirigere la gara della capolista Napoli, domenica impegnata sul campo dell’Udinese del nuovo tecnico Massimo Oddo. Con il fischietto di Brindisi ci saranno i guardalinee Ranghetti e Passeri, gli addetti alla Var Damato e Illuzzi, mentre Minelli sara’ il quarto ufficiale di gara. L’anticipo di sabato sera, Cagliari-Inter, sara’ diretto da Luca Pairetto di Nichelino con Vuoto e Del Giovane guardalinee, Mariani e Martinelli saranno gli arbitri Var, Piscopo il quarto ufficiale di gara. Genoa-Roma, gara in programma domenica alle 15, e’ stata assegnata a Piero Giacomelli di Trieste, mentre il posticipo di domenica sera tra Juventus e Crotone verra’ arbitrato da Claudio Gavillucci di Latina.

CALCIO: SERIE A. DESIGNAZIONI ARBITRALI SERIE A – 14esima GIORNATA – 26/11 – ORE 15

Bologna – Sampdoria (25/11, h.15) arbitro: Maresca di Napoli (Paganessi-Fiore)

Chievo – Spal (25/11, h.18) arbitro: Pezzuto di Lecce (Marrazzo-La Rocca)

Sassuolo – Verona (25/11, h 18) arbitro: Valeri di Roma (Dobosz-Opromolla)

Cagliari – Inter (25/11, h.20.45) arbitro: Pairetto di Nichelino (Vuoto-Del Giovane)

Genoa – Roma arbitro: Giacomelli di Trieste (Lo Cicero-Fiorito)

Milan – Torino arbitro: Irrati di Pistoia (Peretti-Tolfo)

Udinese – Napoli arbitro: Di Bello di Brindisi (Ranghetti-Passeri)

Lazio – Fiorentina (h.18) arbitro: Massa di Imperia (Schenone-Tasso)

Juventus – Crotone (h.20.45) arbitro: Gavillucci di Latina (Liberti-Mondin)

Atalanta – Benevento (27/11, h.20.45) arbitro: Pasqua di Tivoli (Santoro-Baccini)

Violenza sulle donne, la facciata del Cardarelli si illumina di rosso

Napoli. Anche quest’anno la facciata del Cardarelli si illumina di rosso (colore universalmente associato al ricordo delle vittime del femminicidio) e resterà illuminata da stasera fino al 25 novembre per dire stop alla violenza contro le donne. E’ il piccolo contributo dell’Azienda Ospedaliera per mostrare alla città la solidarietà alle donne e nel contempo spingere a riflettere su questo problema purtroppo ormai diffusissimo. L’Ospedale Cardarelli è vicino alle donne vittime di violenza con il Centro Dafne – codice rosa (Padiglione M, piano terra), aperto al pubblico il lunedì ed il mercoledì dalle ore 9 alle ore 13. Il Centro svolge la sua attività da circa un anno attraverso un percorso sanitario dedicato all’ascolto e all’assistenza alle donne che hanno subito violenza

Smartphone e polizia e carabinieri in borghese per vigilare sulla Movida di Napoli: le misure anti-violenze

Napoli. Ci saranno più carabinieri e poliziotti in borghese e l’utilizzo degli smartphone per inviare immagini in sala operativa: queste alcune delle misure decise nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo gli spari e la violenza ai ‘baretti’ di Chiaia nel cuore della movida napoletana. Ad annunciarlo il Questore di Napoli, Antonio De Jesu al termine della riunione che si è tenuta stamane in Prefettura. “Più risorse, anche in borghese, da parte della Polizia e dei Carabinieri – ha detto Antonio De Iesu -Ci sarà anche l’utilizzo di smartphone per mandare le immagini in sala operativa e che sarà molto utile a fini investigativi”. Il tema, quello della videosorveglianza, ha fatto sapere il questore, “ce lo porremo di sicuro”. “Abbiamo una rete di sorveglianza esterna – ha sottolineato – ma all’interno dell’area interessata essa è carente”. “Vedremo di progettare e come dovrà essere finanziata – ha aggiunto – una videosorveglianza dedicata ai baretti”, cioè la zona del quartiere di Chiaia piena di locali notturni dopo ci sono stati i maggiori problemi. De Iesu ha evidenziato che “ci sarà un ulteriore rafforzamento di controlli con pattuglie miste con i carabinieri”. Sarà garantita, assicura, “un’adeguata cornice di sicurezza che sarà visibile, ma non invasiva”. I controlli selettivi “non saranno un prefiltraggio come facciamo allo stadio, perchè sarebbe impensabile”, ma “sicuramente, nei punti di accesso all’area, eviteremo che entrino motorini, faremo dei controlli a campione”. “Questo è un impianto di carattere preventivo, non repressivo, per dissuadere gruppi, branchi di soggetti che possono pensare di spadroneggiare in quell’area – ha concluso – affinchè sappiano che le forze dell’ordine ci sono, in maniera equilibrata, tecnicamente strutturata”.
E in merito alla sparatoria dello scorso week end a Chiaia, De Jesu ha spiegato che un team della Squadra Mobile, coordinato dai magistrati della Procura di Napoli, guidati da Giovanni Melillo. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica era stato convocato dopo la sparatoria che ha visto il coinvolgimento di giovanissimi tra i 14 e i 19 anni, con un bilancio di quattro feriti. “Ci sono grande sensibilità  e attenzione a tutti questi eventi – ha detto De Jesu – per cercare di capire e comprendere il contesto ambientale in cui nascono e crescono queste persone e sicuramente ci sarà il coinvolgimento della Procura dei minori. C’è un grande dinamismo da questo punto di vista”. “Soluzioni magiche non ce ne sono – ha aggiunto – c’è da testare e sperimentare forme di controllo del territorio, che è la base, c’è da interrogarci tutti insieme sia con la Procura ordinaria sia con quella dei minorenni, in piena sinergia con il Comune, per cercare di comprendere questi fenomeni così gravi, perchè avvengono e quali sono rimedi o le iniziative per cercare di ridimensionare questa carica di violenza in aree sensibili della città”.

Idee di regali natalizi originali

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Si avvicina il periodo delle feste invernali e come ogni anno molti di noi si chiedono quali regali per Natale fare ai propri cari. Chi ha la fortuna di viaggiare per lavoro può approfittare delle trasferte all’estero per scovare oggetti che non siano soltanto originali ma anche utili.

È anche vero che ormai è possibile trovare qualunque prodotto in rete, acquistarlo con una carta prepagata e farselo spedire direttamente a casa. Ma il problema resta immutato. La vera difficoltà si nasconde proprio nel concetto di originalità e utilità. Non tutto quello che è utile è originale e non tutto ciò che è originale è necessariamente utile. Riuscire ad abbinare le due caratteristiche in un solo regalo sarebbe il massimo.

Abbiamo scelto tre oggetti che a nostro avviso vi permetteranno di fare felici le persone a cui volete bene.

La doccia che razionalizza il consumo dell’acqua

La prima proposta di regalo si chiama Nebia. È il frutto di un lavoro di ricerca, lungo circa cinque anni, da parte di una startup californiana. L’idea ha avuto una tale risonanza che persino la Apple, nella persona di Tim Cook, ha deciso di finanziare il progetto. Inutile negare che un regalo originale, utile e anche “ecologico” gode della nostra simpatia incondizionata.

Nebia infatti è un sistema che, applicato alla doccia, permette di atomizzare l’acqua in milioni di goccioline. L’apparecchio è dotato di un doccino in grado di nebulizzare il flusso e consentire un risparmio d’acqua non indifferente: circa il 70%.

Oltre a evitare gli sprechi Nebia permette un’irrorazione della superficie corporea circa dieci volte superiore rispetto ad una doccia normale. Il costo si aggira intorno ai 250 dollari ma verrà ammortizzato dal risparmio ottenuto sulla bolletta dell’acqua, e farà bene al nostro ambiente.

Il trolley del futuro

G-RO è il trolley del viaggiatore moderno. Il progetto, come nel caso di Nebia, è stato finanziato con il crowdfunding su Kickstarter. Si tratta di una valigia hi-tech costruita con materiali di qualità; è capiente e dotata di accorgimenti indispensabili per il viaggiatore della nostra epoca tecnologizzata. È infatti provvisto di tasche adatte a contenere computer portatili e tablet, oltre che documenti e bottigliette d’acqua.

Chi viaggia spesso sa cosa voglia dire affrontare i controlli all’imbarco negli aeroporti. G-RO è una valigia pensata per i viaggiatori che vogliono superare agilmente i controlli, senza essere costretti ogni volta ad aprire il bagaglio per estrarre liquidi e oggetti elettronici.

G-RO è dotato anche di:

  • un power bank, ossia una batteria portatile esterna da 23.000 mAh, provvista di uscite USB e attacco per laptop. Si possono ricaricare i propri supporti, dallo smartphone al portatile, anche contemporaneamente.
  • un modulo GPRS, ossia un terminale remoto, e di un bluetooth che consentono alla valigia di essere rintracciabile nel caso di furto o smarrimento. È controllabile da app sul telefono.

Per quanto riguarda la sua funzione classica, quella della trasportabilità, G-RO è dotato di due ruote grandi che si adattano ad ogni superficie. La maniglia è ergonomica e si estrae da un vano esterno; in questo modo lo spazio in valigia non ne risente. È un’ottima idea per un regalo natalizio il cui costo si aggira intorno ai duecento dollari.

Un regalo per chi ama il vino biologico

Chi ha dimestichezza con l’enologia conosce la questione solfiti.

Con il termine solfiti si indica l’anidride solforosa, un elemento che viene addizionato al vino; solitamente si tratta di metabisolfito di potassio e ha la funzione di disinfettare e stabilizzare il prodotto. Non è un elemento che si trovi naturalmente nell’uva ma attualmente non è stata ancora trovata un’alternativa a questo additivo necessario alla conservazione del vino.

Quali sono gli effetti indesiderati dei solfiti? Gli esperti lo sanno bene. Oltre ai danni per l’organismo esistono anche dei fastidiosi effetti collaterali. Solitamente un vino non biologico, ossia addizionato di solfiti, provoca una leggera emicrania in una buona percentuale di consumatori abituali di questa preziosa bevanda.

Dunque i solfiti hanno ragione di esserci solo fino a quando il vino è chiuso nella bottiglia. Ma una volta aperto? Solitamente si lascia respirare la bevanda per disperdere circa il 40% dell’anidride solforosa, il restante 60% però rimane nel bicchiere e viene ingerito dall’organismo.

L’idea geniale, a cui nessuno aveva mai pensato, è proprio questa: una volta aperta la bottiglia i solfiti non servono più. Come liberarsene?

Ci hanno pensato gli inventori di Ullo, uno strumento a forma di cono in grado di depurare il vino attraverso un filtro delle dimensioni di un calice. Grazie a questa invenzione intelligente sarà possibile, versando la bevanda dalla bottiglia al bicchiere o al decanter, ottenere il vino rispettandone il sapore originale ed evitare anche il mal di testa da solfiti. Il tutto con una sessantina di dollari di spesa.

Napoli, armato di forbici rapina un uomo: arrestato 29enne di San Giorgio a Cremano

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Questa notte, verso le ore 2.30, un equipaggio del Commissariato Vicaria Mercato, in servizio di controllo del territorio, sulla fascia oraria notturna, nel transitare in via Concezio Muzy è stato avvicinato da un giovane che riferiva di aver subito una rapina, da due persone che lo avevano bloccato mentre entrava nell’androne del portone di casa in via Campagnari. Uno dei due, lo aveva minacciato con un paio di forbici, lo aveva aggredito e strattonato e gli aveva preso il cellulare ed il portafoglio con una banconota da 10 euro, ed insieme ad altro giovane, si era allontanato in direzione via Lavinaio.
L’esatta descrizione del rapinatore e la tempestiva diramazione della nota via radio da parte dei poliziotti, ha concesso agli agenti del Commissariato Vasto Arenaccia di individuare, in Piazza Garibaldi un individuo corrispondente esattamente alla descrizione. Lo hanno controllato ed era un 29enne di San Giorgio a Cremano, A.C. che ha palesato una immediata insofferenza.
La vittima del reato, avvicinatasi al luogo dove era stato fermato il presunto rapinatore , ha riconosciuto, senza alcun dubbio nel giovane colui che lo aveva minacciato con le forbici e derubato. Il P.M. di turno presso il Tribunale di Napoli, opportunamente contattato disponeva l’arresto e l’accompagnamento preso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.

Malore improvviso: muore a 50 anni Angelo Barretta sindaco di Cellole in provincia di Caserta

Cellole. Un improvviso malore ha stroncato, nella notte, la vita di Angelo Barretta, sindaco del Comune di Cellole in provincia di Caserta. Barretta, che aveva compiuto 50 anni pochi giorni fa, era stato eletto sindaco del comune dell’alto Casertano a maggio 2016. A ottobre è stato candidato ed eletto al Consiglio provinciale di Caserta con la lista “Campania Libera”. E’ proprio un consigliere regionale campano del gruppo “Verdi, Psi, Campania Libera”, Luigi Bosco, a ricordare il sindaco Barretta con un post su Facebook: “Questa mattina la nostra comunità, mi permetto di dire regionale, perché tale era la sua valenza, ha perso un grande uomo. Angelo Barretta – scrive Bosco – non era il sindaco di Cellole e consigliere provinciale, Angelo Barretta era l’amico di tutti, la persona che tutti avremmo voluto avere al nostro fianco come confidente, come spalla, come tanto altro si può immaginare di ricevere da un uomo”.

Napoli, ferisce e rapina una ragazzina: arrestato 18enne

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Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno arrestato Paul Andrei Todirascu, di 18 anni, responsabili del reato di rapina aggravata. Ieri sera al Corso Umberto incrocio con via Carminiello al Mercato, i poliziotti hanno notato il giovane che strattonava una ragazzina impossessandosi di un Iphone 7 plus. Quindi è fuggito nelle strade interne mentre la vittima era rimasta a terra e dolorante. Con l’intervento anche di una volante del Commissariato Vicaria Mercato, gli agenti hanno subito raggiunto e bloccato il rapinatore rinvenendo lo smartphone rapinato.
La giovane adolescente per la violenza subita è stata poi medicata in ospedale. Gli agenti le hanno restituito il prezioso cellulare. I poliziotti hanno arrestato il Todirascu conducendolo presso la Casa Circondariale di Poggioreale e stanno indagando in merito ad altre rapine di cellulari avvenute nella zona con le stesse modalità.

Parete, uccide i genitori: il Gip convalida il fermo di Afratellanza. Il 40enne resta in carcere

Parete. Resta in carcere dopo la convalida del fermo e l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere Graziano Afratellanza, il 40enne di Parete che lunedì sera ha trucidato gli anziani genitori con un coltello e poi è scappato. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le indagini sono indirizzate ora a capire la genesi di questo duplice omicidio da parte di un uomo con seri disturbi psichici e in cura per problemi di comportamento e depressione all’Asl di Aversa. Graziano Afratellanza era fuggito dopo il delitto e ritrovato dai carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa, coordinati dal maggiore Antonio Forte, in via Santa Maria a Cubito, nel territorio di Villa Literno. Il 40enne dopo l’arresto non ha mai ammesso di aver ucciso nel sonno i familiari. La difesa punterà molto sulla salute mentale dell’indagato e sulla sua capacità di intendere e volere al momento del fatto. L’uomo, un anno fa, aveva subito un trattamento sanitario obbligatorio, e poi era tornato a casa in via Scipione l’Africano, dove è avvenuto il duplice delitto. Le due vittime Francesco Afratellanza, 82 anni e la moglie Antonietta Della Gatta, 79 anni, originaria di Gricignano di Aversa, sono nella sala mortuaria dell’ospedale di Aversa in attesa dell’esame autoptico disposto dalla procura di Napoli Nord.

Napoli, il Black Friday dello shopping nel Villaggio del Contadino alla Rotonda Diaz

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Nel weekend del black friday hanno deciso di fare acquisti il 54% degli italiani sotto la spinta delle promozioni e delle iniziative vantaggiose previste nei negozi, nei mercati e su internet. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti che per l’apertura del Villaggio contadino sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz a Napoli dove l’appuntamento con lo shopping convenente si estende per la prima volta alla tavola e per tutto il weekend lungo un percorso di quasi 1,5 km di mercati, ristoranti contadino ed esposizioni ad hoc sarà possibile acquistare direttamente dagli agricoltori, anche terremotati le eccellenze del made in Italy ma anche gustare piatti da gourmet con tutti i menu a 5 euro preparati dagli agrichef.
Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè per il black friday il 24% degli italiani farà acquisti solo nei negozi, supermercati e mercati il 17% sono online ed il 13% sia sul web che nel dettaglio tradizionale. Anche se si tratta di una iniziativa nordamericana nata già negli anni ’60, si sono moltiplicate anche in Italia promozioni commerciali per l’occasione che si allargano- precisa la Coldiretti – dal web ai grandi gruppi fino ai mercati contadini. La tendenza nazionale non è pero’ quella di concentrare le offerte in un periodo limitato ma – continua la Coldiretti – di spalmarle durante l’intero week end.
Tra gli acquisti piu’ gettonati – sostiene la Coldiretti -tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza e l’enogastronomia anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio.  Al primo black Friday della tavola organizzato dalla Coldiretti a Napoli sarà presentato con diecimila agricoltori il nuovo censimento del patrimonio enogastronomico nazionale per nuove idee in cucina e non mancheranno i consigli degli agrichef contadini della Coldiretti che saranno al lavoro per far scoprire le ricette storiche ‘salva tipicità’ conservate da generazioni nelle campagne.

Camorra, il boss pentito Amirante: ”Antonio ‘o nannone sparava tutte le sere contro le case dei Buonerba”

Il boss di Forcella,Vincenzo Amirante,  pentito dalla scorsa estate sta raccontando agli investigatori quelli che sono stati i protagonisti della faida di Forcella che ha visto contrapposti  l’alleanza tra la sua famiglia  insieme ai Brunetti ai Giuliano e ai Sibillo contro i Buonerba. Fatti, nomi e interpreti della stagione della Paranza dei bimbi. Il suo ultimo verbale è del 4 ottobre scorso ed è allegato all’ordinanza di custodia cautelare che ha colpito uno dei killer più spietati della Paranza, ovvero Antonio Napoletano ‘o nannone accusato di aver ucciso il meccanico innocente Luigi Galletta.
E, come riporta il Roma, il boss pentito alla domanda secca del pm:”È a conoscenza di confilitti a fuoco tra il gruppo Buonerba e il gruppo Sibillo?”. Amirante risponde senza problemi: “In quel periodo ero latitante, sicché le notizie le apprendevo dalle persone del quartiere tra le quali un tale “Savio”, nipote della moglie di mio figlio, e da Gabriele Iuliano, il quale abita in via Oronzio Costa, e se si affaccia dal balcone vede la casa dei Buonerba. Iuliano in quel periodo veniva a casa mia proprio quando succedevano queste cose. Queste persone mi hanno raccontato che Pasquale Sibillo, ’o nonno e ’o cafone passavano e spassavano e sparavano continuamente contro il balcone dell’abitazione del Buonerba.
Antonio Napoletano era quello che si faceva vedere più spesso quando i fratelli Sibillo erano latitanti e quasi tutte le sere anche lui andava a sparare contro il balcone dei Buonerba. Questo fino alla sera in cui fu colpito gravemente. Il Napoletano in quel periodo aveva anche ferito alle gambe un ragazzo a Porta Capuana. Al Napoletano spararono dal balcone i Buonerba. I Sibillo e gli affiliati pretendevano l’estorsione dai Buonerba per consentirgli di gestire le piazze storiche che avevano in via Oronzio Costa. Mi meraviglio che nella vicenda non sia stato coinvolto Ciro Brunetti, visto che la sua zona di influenza era quella di San Giovanni a Carbonara. I Buonerba vivevano chiusi in casa. Sempre da Gabriele seppi che Emanuele Sibillo andava anche lui a sparare contro l’abitazione dei Buonerba.
La sera della sua morte Emanuele era seduto dietro la moto del fratello Pasquale e su un’altra moto c’erano “’o cafone” e Pio Corallo. Per come raccontatomi dal Pico Corallo durante la nostra comune detenzione a Secondigliano, Emanuele Sibillo, una volta colpito, cadde dal mezzo condotto dal fratello. Sicché ’o cafone salì dietro il mezzo come terzo passeggero per sostenerlo. Pio Corallo mi ha anche riferito che Lino Sibillo schiaffeggiò ’o cafone rimproverandolo di non aver portato i giubbotti antiproiettile che aveva in custodia. Sibillo fu portato all’ospedale”.

Napoli, fotocopiavano libri per gli studenti: sette denunce

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I finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito una serie di controlli nelle zone limitrofe ai poli universitari. I militari hanno eseguito ispezioni nei confronti di alcune copisterie per di controllare la diffusione dell’illecita pratica, soprattutto in ambito universitario, di fotocopiare testi didattici ed opere letterarie. Nelle copisterie controllate, i libri venivano fotocopiati per intero e venduti agli studenti alla metà (o anche meno) del prezzo di copertina.
I finanzieri hanno trovato 6.346 master utilizzati dai titolari delle copisterie per stampare i successivi testi. Inoltre, sono stati sequestrati più di 100 libri di testo, nonché alcuni hard disk e supporti informatici vari. Sette responsabili denunciato per le violazioni previste dalla normativa di settore.

Pompei si ribella al nuovo centro commerciale

Pompei. La città mariana si ribella al polo commerciale che nel 2019 sorgerà a pochi passi dagli scavi ma sul territorio di Torre Annunziata. I ristoratori si sono costituiti nel comitato “Pompei Ristora”, la prima della categoria nata a Pompei e con l’intenzione di battersi legalmente contro il centro commerciale “Maximall Pompei”. Un investimento fatto da privati per un totale di circa 150 milioni di euro. Il polo commerciale, sviluppato su due piani, occuperà una superficie di 195mila metri quadrati, avrà 200 negozi, un hotel, sale cinema e 24 ristoranti.
“Il comitato – spiega Polisto Amitrano, leader del nuovo organismo – nasce dalla necessità di dar voce alle specifiche esigenze ed istanze della categoria mentre nei comuni limitrofi si portano avanti progetti che incideranno molto negativamente sull’economia pompeiana. Il colossale centro commerciale che stanno realizzando nell’area industriale dismessa del- la Italtubi, con decine di strutture commerciali e ricettive e con lo sguardo rivolto al flusso turistico di- retto al sito archeologico, sembra trovi consenzienti, se non imperdonabilmente distratti, i sindacati di riferimento. “Pompei Ristora” ora c’è e intende sollecitare e supportare l’amministrazione comunale in tutte le iniziative che eventualmente potrà e vorrà intraprendere per scongiurare la grave minaccia o, comunque, limitarne gli effetti. Non è per niente tollerabile che su noi di Pompei gravino i costi della pressione urbanistica dovuta al turismo e altre comunità ne traggano beneficio”.

Benevento: un anno per Lucioni

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A distanza di un solo giorno, dopo che martedì la Procura Nazionale Antidoping aveva allungato i termini di sospensione di Lucioni di ulteriori trenta giorni, ieri lo stesso organismo ha depositato al Tribunale Nazionale Antidoping la propria richiesta di sanzione a carico dei soggetti coinvolti nella vicenda che si ricorderà riguardava il rinvenimento di sostanze dopanti nelle urine di Lucioni successivamente al match tra Benevento e Torino del 10 settembre scorso. Gli investigatori sportivi hanno chiesto un anno di squalifica per il calciatore e quattro anni di stop per il medico sociale giallorosso Walter Giorgione che avrebbe somministrato al calciatore uno spray anticicatrizzante che, però, conteneva una sostanza, il Clostebol, iscritto nell’elenco dei prodotti dopanti. Adesso bisognerà attendere che venga fissata la data dell’udienza dinanzi al Tribunale Nazionale Antidoping che ha un calendario già determinato sino al 30 novembre ma che terrà udienze sino al 23 dicembre, con una interruzione per la festività natalizie fino al 7 gennaio. È presumibile attendersi che la «vicenda Lucioni» possa essere discussa e, quindi, decisa entro Natale. Nel qual caso i giudici sportivi confermassero la richiesta della Procura, Lucioni potrebbe tornare in campo a settembre del 2018, dovendo scorporare dalla sanzione eventualmente applicata il periodo di sospensione che il calciatore ha già scontato.

Asl Napoli 3, esposto di Cgil e Uil sull’affidamento degli incarichi

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Un esposto al governatore Vincenzo De Luca, ai presidenti delle Commissioni Sanità, Raffaele Topo, e Trasparenza, Valeria Ciarambino, del Consiglio Regionale, ai direttori (generale, sanitario ed amministrativo) ed alla stampa per denunciare le gravi criticità che permangono nell’Asl Napoli 3 Sud e che minano alla base il diritto alla salute dei cittadini della fascia pedemontana e costiera del Vesuvio.
A mettere tutto nero su bianco sono stati i delegati territoriali (Bugione e Celotto) e il Coordinatore della Cgil Funzione Pubblica (Michele Maddaloni) e il delegato territoriale, Roberto Petricciuolo ed il coordinatore, Gennaro Cesarano, e il vice, Domenico Iapicca, della Uil Fpl che chiedono un “tavolo di concertazione, per porre urgenti e non più derogabili correttivi con iniziative concrete e ben individuate”.Sotto accusa l’assenza di “una chiara e trasparente risposta sanitaria” e di una “concertata programmazione” e “lo scollegamento della Direzione Strategica dai reali bisogni assistenziali per garantire la funzionalità dei Presidi Ospedalieri, il ruolo dei Distretti Sanitari, dei Servizi essenziali addetti all’assistenza (cure domiciliari), dei Dipartimenti e dei Servizi Centrali”.
È un quadro desolante quello che emerge dall’ennesimo dossier recapitato ai vertici della sanità: esternalizzazione dei servizi, gestione operativa personale, istituti contrattuali, piano triennale di fabbisogno e di assunzione, mobilità e concorsi, la carenza di Osa. Insomma i problemi sono tanti ma manca una linea d’azione per affrontarli alla radice, evitando di correre da una emergenza all’altra. “Gli incarichi affidati di Direzione di UOC dei Servizi, dei Presidi e dei Distretti – s legge nella nota – in molti casi risultano scaduti da tempo, o non rispettano le normative vigenti”, ma vengono “mantenuti in regime di proroga, penalizzando chi ha titolo o ha diritto”.
Eppure gli elementi per invertire la rotta di sarebbero. L’Azienda Sanitaria Locale Napoli 3 Sud per la prima volta si è dotata di un “Atto aziendale”, che è una sorta di carta di servizi che fissa le linee strategiche. La Regione Campania nell’approvarlo lo ha vincolato ad alcuni sostanziali adempimenti, da portare a termine entro il 5 dicembre assegnando “al Commissario ad acta” l’incarico prioritario di attuare i Programmi operativi 2016-2018 e gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.
“Ad oggi, scrivono i rappresentanti dei lavoratori, non è stata recapitata ai sindacati una bozza di piano operativo per la rete ospedaliera che sia in coerenza con il fabbisogno assistenziale, la sicurezza degli ambienti, la copertura delle carenze di personale, l’ottimizzazione ed miglioramento dei servizi e l’eliminazione delle barelle”. L’offerta sanitaria dei Presidi Ospedalieri “a tutt’oggi è sicuramente insoddisfacente, i pronto soccorso devono essere riorganizzati, abbiamo numerose carenze strutturali in riferimento al d.81/08, carenza personale infermieristico e tecnico, in misura abnorme mancano gli Operatori Socio Sanitari, che, in alcuni casi risultano assegnati ai Distretti Sanitari, dove non sono previsti”.
I vertici dell’Azienda sarebbe, inoltre, poco solleciti a colmare le lacune inerenti il personale paramedico: “Siamo l’unica Azienda campana che attiva solo l’istituto della mobilità, comunque previsto in via prioritaria dalle norme contrattuali, conseguentemente bisognerebbe attivare le procedure concorsuali, mai attivate. Il dubbio è legittimo, non sono attivate perché non si è in grado di espletarli o cosa? Le legittime aspettative di giovani di questo territorio, devono aspettare la prossima mano per poter avere la possibilità che l’Asl Napoli 3 Sud, produca un bando di concorso per il personale di comparto”. Di qui la richiesta di un “tavolo di concertazione, per porre urgenti e non più derogabili correttivi con iniziative concrete e ben individuate”.

Vico Equense. Faito bloccato, i bambini saltano la scuola: si pensa a video lezioni

Vico Equense. L’obiettivo primario è ripristinare i collegamenti tra Faito, Castellammare di Stabia e Vico Equense nel più breve tempo possibile. E’ l’obiettivo che si è posta la Regione Campania che ne ha discusso in commissione Ambiente e Bilancio. Intanto mentre la Politica e le Istituzioni decidono il da farsi il tempo passa e non mancano i disagi. Ad avere la peggio sono i 17 studenti di Faito dell’ Istituto Comprensivo “Caulino” impossibilitati ad andare a scuola. L’interdizione dell’ ex statale 269 a causa della frana del 6 novembre ha impedito ai ragazzi di seguire le lezioni con regolarità. Inizialmente le famiglie si sono organizzate con laboratori alternativi poi hanno forzato il blocco ed accompagnato i bambini a scuola. I ragazzi di Faito seguono così le lezioni a giorni alterni, ovvero solo quando è beltempo e si riduce il rischio di altre frane lungo il tratto che dalla montagna porta in città. Visto che non si sa ancora quando sarà riaperta la strada i genitori chiedono immediate soluzioni. Così si sono mossi il Comune di Vico Equense e i vertici dell’ Istituto Scolastico “Caulino” che sono pronti a valutare due opzioni: il distacco delle insegnanti sulla vetta del monte e l’organizzazione di video-lezioni. Al momento, quest’ultima sembra l’ipotesi più accreditata ma non è ancora nulla di certo.

Riina: Facebook si scusa per aver rimosso condoglianze e le ripubblica

ìFacebook ha chiesto scusa alla famiglia del ‘capo dei capi’ Totò Riina per aver cancellato per errore alcuni messaggi di condoglianze postate sul social network dopo la morte del boss. Una portavoce di Facebook ha spiegato che “i post erano stati eliminati per errore´ e adesso sono stati ripubblicati”. Subito dopo la morte di Riina centinaia di persone avevano postato commenti di condoglianze sulla pagina Facebook del figlio Salvo. In tantissimi avevano anche messo un ‘like’ al messaggio. Tanti utenti non facevano cenno allo spessore criminale del boss. Questi commenti avevano provocato le lamentele da parte di alcuni utenti del social network ed erano partite segnalazioni per “violazione degli standard di Facebook”.
La società fondata da Mark Zuckerberg ha specificato che le regole del sito non consentono contenuti che esprimono “sostegno a leader di organizzazioni comporti in comportamenti violenti, attività terroristiche o organizzazioni criminali”.
I messaggi arrivati sulle pagine dei familiari di Riina, per il social network, non rispettavano la “policy” aziendale perchè contenevano espressioni apologetiche nei confronti della mafia. Un portavoce del social network ha riferito a Associated Press che quei messaggi, segnalati da diversi utenti, erano stati rimossi per errore. Sulla pagina di Maria Concetta Riina e di Antonino Ciavarello e’ visibile adesso l’articolo del Fatto Quotidiano che riferisce delle scuse di Facebook.
“Voglio ringraziare pubblicamente tutte le centinaia, migliaia di persone che hanno manifestato a me e alla mia famiglia, le più calorose condoglianze in un momento davvero duro e molto triste per tutti noi. Abbiamo sentito una vicinanza discreta ma molto affettuosa da nord al sud Italia. Grazie di cuore per tutto ciò. Salvo Riina”. E quanto scrive sul suo profilo Facebook Salvo Riina, detto ‘Salvuccio’, il figlio minore del boss mafioso, postando il link di un articolo in cui Facebook chiede scusa alla famiglia Riina per avere rimosso le condoglianze per la morte del capomafia.

Coppa Italia Serie C. Casertana avanti: 3 – 1 alla Samb dopo i supplementari

Vince e passa il turno di Coppa Italia di categoria la Casertana di mister D’Angelo. Nel match serale disputato al ”Pinto”, i falchetti hanno superato la Sambenedettese dopo i tempi supplementari con il punteggio di 3 – 1 dopo aver terminato i primi 90′ di gara in parità.
Apre le danze Di Pasquale per gli ospiti dopo pochi minuti di gara; il match, decisamente in salita per i padroni di casa fin dalle prime battute, si accende nella ripresa con l’ingresso dell’argentino Luis María Alfageme: sono suoi i goal che valgono il momentaneo pareggio che porta il match ai supplementari ed il goal vittoria dopo 2′ dall’inizio del primo tempo supplementare. Il goal della sicurezza porta la firma di Cigliano; falchetti vittoriosi e avanti in Coppa Italia Serie C.

Tabellino

Casertana – Sambenedettese 3-1 | Di Pasquale 7’ pt (S), Alfageme 20’st, Alfageme 1’pts, Cigliano 10’pts (C)

Casertana: Benassi, Finizio, Ferrara (Donnarumma 22’st), Lorenzini, Forte (Alfageme 8’), Padovan (Tripicchio 19’st), Cigliano, Santoro, Carriero, Colli, Polak. A disp.: Avella, Cardelli, Donnarumma, De Marco, Marotta, Minale, Tripicchio, Alfageme, De Rose. All. D’Angelo

Sambenedettese: Pegorin, Conson, Ceka (Mattia 17’st), Bove, Sorrentino, Troianiello, Di Pasquale (Patti 42’st), Rapisarda, Vallocchia (Valente 1’pts), Di Cecco, Diamonte. A disp.: Aridità, Gelonese, Mattia, Miceli, Di Massimo, Esposito, Candellori, Valente, Bacinovic, Miracoli, Patti. All. Capuano

Arbitro: Camplone da Pescara

Assistenti: Basile da Chieti e Cantiani da Venosa

Ammoniti: Lorenizi, Damonte, Valente, Rapisarda

Espulsi: Alfageme e Patti 8

Rec.: 0’pt; 3’st

Mario Miccio