Gli investigatori stanno cercando di trovare eventuali collegamenti tra il pestaggio avvenuto alcuni giorni fa in via Cesare Rossarol e il duplice omicidio Amoruso-Dragonetti avvenuto al Buvero il 5 settembre scorso. Il giovane picchiato è Antonio Esposito, genero del ras ucciso Salvatore Dragonetti, una delle due vittime dell’agguato di camorra. Il giovane, medicato in ospedale e dimesso con una prognosi di 5 giorni, è stato aggredito da persone che non conosceva in via Cesare Rosaroll e per sfuggire agli assalitori è corso verso via Oronzo Costa. Gli investigatori ritengono che il giovane pestato, che non ha legami con la criminalità organizzata, è stato preso di mira in considerazione della parentela con il ras ammazzato oppure il movente va cercato in vicende personali. Non è escluso nemmeno un errore di persona a causa dell’oscurità. Inoltre gli inquirenti stanno cercando di dare una spiegazione a tutta una serie d pestaggi che si stanno verificando tra persone di San Pietro a Patierno e quelli di San Giuvanniello. Pestaggi senza motivi apparenti fatti da uomini in sella a scooter di grossa cilindranta che poi fanno perdere le tracce nel giro di pochissimi secondi.
La Reggia di Portici diventa più fruibile grazie a una biglietteria attiva all’interno del sito reale
Dal giovedì alla domenica sarà possibile acquistare i biglietti d’ingresso per la Reggia di Portici, l’orto botanico e il Museo Herculanense non soltanto su prenotazione ma anche presso la biglietteria attivata nel sito borbonico, al costo di cinque euro. Le visite guidate per gruppi di massimo venti persone per volta, saranno organizzate su prenotazione, mentre per i bambini fino a 6 anni l’ingresso sarà gratuito, per i ragazzi dai 6 ai 17 anni costerà tre euro. Una grande e comoda novità resa possibile grazie alla collaborazione tra il Centro Museale, il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II che ha sede nella Reggia e la Città di Portici, se si pensa che fino all’altro ieri le visite erano ammesse solo per gruppi e su prenotazione. Più fruibile al pubblico, quindi, la dimora reale costruita per volere di Carlo di Borbone e della moglie Amalia di Sassonia e scelta come residenza estiva per il luogo ameno e l’aria salubre. Al suo interno, il Museo Herculanense con moderne tecnologie per raccontarne la storia e illustrarne i reperti provenienti dalle campagne di scavo che lì furono custoditi; infine l’orto botanico che svolge una funzione fondamentale per la didattica e la ricerca scientifica. “Da oggi si compie un importante passo in avanti nella direzione della piena fruizione dei tesori che la nostra città conserva e in questa direzione continueremo a lavorare per ampliare sempre di più e qualificare, anche attraverso i grandi eventi, il patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico della città”, commenta il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo. Per info: www.centromusa.it
Caso Catalogna: accusato per sedizione
E’ arrivato in tribunale dove sarà ascoltato dopo l’accusa di sedizione il capo del Mossos, la polizia catalana, Josep Lluís Trapero. Con lui anche un’altra responsabile degli agenti, Teresa Planas, e due leader di associazioni civiche indipendentiste, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. Verranno interrogati sul ruolo avuto nelle dimostrazioni del 20 e 21 settembre.
Tempesta Nate: già 22 vittime
Sono salite ad almeno 22 le vittime della tempesta tropicale Nate in Costa Rica, Nicaragua e Honduras: i tre Paesi centro americani sono in stato di emergenza mentre continuano le ricerche dei dispersi, che per il momento sono oltre 20. Secondo quanto riporta la Bbc online, in Costa Rica circa 400.000 persone sono rimaste senza acqua e migliaia hanno abbandonato le proprie case. Secondo gli esperti la tempesta dovrebbe diventare un uragano di categoria uno prima di arrivare negli Usa domenica.
Litiga con il marito e tenta il suicidio: salvata dai carabinieri
I Carabinieri della Stazione di Caserta, unitamente a quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, hanno tratto in salvo una cinquantatreenne di Caserta che, a seguito di un litigio per motivi sentimentali con il proprio marito si era allontanata a bordo della sua autovettura ed aveva inviato al coniuge un messaggio video in cui minacciava di suicidarsi ingerendo il contenuto di due confezioni di un forte medicinale. I militari dell’Arma, allertati dall’uomo, sono riusciti a localizzare l’autovettura in via Niccolini a Caserta, ed hanno quindi soccorso la donna, trovata ancora in vita nonostante avesse gia’ ingerito il farmaco. La stessa, a seguito dell’immediato intervento dei sanitari del servizio 118, e’ stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale civile di Caserta dove e’ stata ricoverata in prognosi riservata, non in pericolo di vita.
Napoli, il branco di Marechiaro ha agito con il consenso dei figli dei boss del Vasto
La zona “castello” nei pressi dello “scoglione” di Posillipo, diventa lo scorso maggio il set naturale di una vicenda orrenda che è stata ricostruita dai carabinieri della compagnia di Bagnoli e che vede al momento tre indagati finire in tre comunità diverse con l’accusa di violenza sessuale. Si tratta di A.P., E.A., R.R., tutti minorenni e ritenuti responsabili di aver attirato una ragazzina – all’epoca non ancora quindicenne – in una trappola, costringendola a subire ripetute violenze. Sono stati portati lontano dal contesto familiare che si è dimostrato incapace di inculcare nelle loro vite le regole più elementari di educazione e rispetto per il prossimo: questo il ragionamento del gip Angela Draetta che ha fermato tre dei cinque ragazzi coinvolti nella violenza sessuale ai danni della ragazzina. Una svolta investigativa dettata dall’incidente probatorio che si è celebrato dinanzi ai pm e ai giudici del Tribunale dei Minori, nel corso del quale la ragazzina ha avuto la forza di ripetere la testimonianza resa nelle primissime fasi di indagine e il coraggio di riconoscere i tre esponenti del branco che l’avevano assalita. Agli atti finiscono inoltre anche altri due minori, discendenti di clan storicamente radicati in zona Vasto Arenaccia, che erano sul posto e hanno fatto da vedetta. Erano li a controllare che non entrasse nessuno nella zona della “fenestrella” di Marechiaro mentre si consumava la violenza di gruppo contro la ragazzina. E’ stata la stessa vittima confermare la loro presenza spiegando il loro ruolo. Ma anche una coraggiosa amica della vittima dello stupro che era andata a cercarla preoccupata dalla sua assenza e cacciata via in malo modo dai due figli dei boss del Vasto. Loro sono solo indagati. Difesi dal penalista Matteo De Luca, ora i tre minori sono finiti in una comunità di recupero. Scrivono gli inquirenti, per sgomberare il campo da ogni possibile ambiguità sul comportamento della ragazzina: impossibile qualsiasi malinteso, perché con nessuno degli aggressori c’era un rapporto pregresso, fosse anche solo da un punto di vista virtuale. Ed è ancora il giudice a sottolineare la incapacità di una ragazzina (per altro più piccola di due anni rispetto ai propri aggressori) di porre un argine alla violenza del branco. Annichilita, disorientata – è la ricostruzione – appare normale che abbia detto ai suoi aguzzini di “fare ciò che volevano” a violenza avviata, purché la lasciassero andare. Non ci possono essere dubbi – insiste – sull’atto di violenza, anche alla luce di una differenza evidente: il branco ha infatti interrotto un flirt tra due ragazzini, all’insegna del consenso prestato dalla quindicenne al suo fidanzatino, un flirt sano, all’insegna della reciprocità, che non avrebbe mai potuto spingere quelli del branco a confidare nella disponibilità sessuale di una ragazzina che non aveva compiuto ancora quindici anni.
Premio Massimo Troisi: partite questa mattina le selezioni per il miglior attore comico
Al via questa mattina, in Villa Bruno, le selezioni per accedere alla semifinale del concorso miglior attore comico, indetto dell’ambito del Premio Massimo Troisi. il primo palco che hanno calcato i giovani talenti è stato quello della Fonderia di Villa Bruno, davanti al direttore artistico Paolo Caiazzo e ad esponenti del mondo dello spettacolo che hanno ascoltato, osservato e giudicato i concorrenti che hanno risposto al bando. I migliori avranno accesso poi alle semifinali del Premio Troisi il 13 e 14 ottobre, in Villa Vannucchi , avendo l’onore di esibirsi al fianco di artisti già affermati, quali Peppe Iodice,Marco Cristi, Enzo Fischetti e Sex & Sud, vincitrici dell’ultima edizione del Premio Trois e ancora Mino Abbacuccio Nando Timoteo, Peppe Laurato, Rosaria Miele. La finalissima si svolgerà domenica 15 ottobre, sempre in villa Vannucchi, quando a decidere il migliore tra i migliore sarà una giuria presieduta da Enzo De Caro, affiancato da Anna Pavignano, scrittrice e coautrice di Massimo Troisi. La giuria si completa con Gianni Parisi, Peppe Borrelli e Niko Mucci. Durante la serata finale a consacrare il miglior attore comico e a ritirare il premio per la miglior film comico dell’anno vi saranno Angelo Pintus e Ficarra e Picone. “Hanno riposto in tanti al bando di concorso per vincere il prestigioso riconoscimento – spiega il sindaco Giorgio Zinno – e questo ci rende orgogliosi e consapevoli che il ritorno del Premio Troisi è una kermesse di valore nel panorama artistico – culturale italiano, quest’anno anche grazie alla direzione artistica di Paolo Caiazzo. C’ è grande attesa per vedere sul palco i giovani che hanno voglia di mettersi in gioco per conquistare, come è già avvenuto nelle precedenti edizioni, il successo che meritano nel mondo dello spettacolo”. Intanto, da domani 6 ottobre il Premio Troisi darà spazio alla commedia, con il debutto nazionale, in villa Vannucchi, dell’attesissimo spettacolo teatrale di Eduardo Tartaglia (a cui è stata anche affidata la direzione del laboratorio teatrale ad indirizzo comico cui parteciperanno da ottobre a dicembre i giovani del territorio). “Sono felice di far sapere ai tantissimi che spesso mi chiedevano quando avrei scritto una nuova commedia che finalmente ci siamo – ha detto Eduardo Tartaglia – Debuttiamo in Prima Nazionale al Premio Troisi a San Giorgio a Cremano con il nuovo spettacolo “Tutto il mare o due bic?”. È un momento per me particolarmente emozionante. Ho vissuto qualche anno (3 e mezzo per la precisione) con qualche difficoltà di salute. Un anno fa ho ricevuto un nuovo rene. E sono ritornato ad una vita normale. E la mia vita normale è fatta anche di Teatro. Questo mi fa piacere condividere con tutte le persone che mi hanno sempre dimostrato affetto e stima”. Sabato 7 Ottobre poi è la volta di Federico Salvatore che presenta lo spettacolo “Napocalisse” e domenica 8 Ottobre, invece, Ciro Ceruti presenta la Cab-Commedia “I Nuovi Poveri”.
Il Vangelo del giorno
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,13-16.
In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, gia da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.
Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafarnao, sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».
Benevento: le parole di Lucioni
«Ringrazio la società che mi sta dando parecchio supporto morale. Mi auguro di risolvere questa faccenda nel minor tempo possibile. I compagni mi stanno vicino ed hanno capito che non ho alcuna responsabilità. Per quel che mi riguarda cerco di caricarli al massimo e di non far pesare loro questa situazione». Era un Fabio Lucioni sereno quello che ieri, di prima mattina, si è trasferito dal ritiro del Park Hotel «Mancini» agli uffici di Nado Italia in Viale dei Gladiatori (circa 25km separano le due strutture capitoline) per essere sentito a Roma dalla Procura nazionale antidoping. Il capitano del Benevento ha raccontato al Procuratore Capo Alberto Cozzella la sua dettagliata versione dei fatti, peraltro già esplicitata per sommi capi alla stampa dopo dopo aver saputo della positività.
Avellino: l’ombra sul primato
Montevergine per ritrovarsi nel segno della fede e della serenità, quella che l’Avellino, società e tifosi vogliono ritrovare dopo lo tsunami sollevato dal’inchiesta Money Gate che secondo le Procura di Palmi e Federale, vedrebbe coinvolti i vertici del club irpino e del Catanzaro di Cosentino. Accuse che mentre la squadra sale il grande scalone per la foto di rito, Walter Taccone smentisce davanti a microfoni e taccuini e rivela: «Voglio essere sentito dai magistrati, non dobbiamo dimostrare nulla perché non c’è nulla. Il presidente del Catanzaro ha ribadito che non ci siamo mai visti se non cinque minuti prima della gara; se nelle intercettazioni qualcuno parla di amici, dico: il mio telefono è sotto controllo da sempre, vedessero se sono intercorse chiamate, si scoprirebbe che non ci siamo mai sentiti nemmeno per scambiarci gli auguri». «Il mio interesse – conclude – è non voler arrivare a fare nessuna causa; vedrò se è possibile, di togliere il nome dell’Avellino da questa situazione prima di eventuali processi o deferimenti».
Salernitana: Bollini ritrova Bernardini
Il rientro del difensore fa tirare un sospiro di sollievo a Bollini. Il trainer granata contro l’Ascoli impiegherà il suo ministro della difesa nel pacchetto di tre centrali arretrati probabilmente a sinistra avanzando Vitale come quarto a centrocampo sull’out mancino. In tal caso, Zito scivolerà nuovamente in panchina. L’impressione è che la Salernitana tornerà a schierarsi con il 3-4-1-2, modulo con cui ha fatto bottino pieno proprio ai danni dello Spezia all’Arechi. Non solo. Scontato pure il ritorno a furor di popolo di Mattia Sprocati alle spalle del tandem offensivo composto da Bocalon e Rodriguez. L’ex Pro Vercelli è reduce dallo strepitoso secondo tempo di Parma ed è impossibile tenerlo fuori. Gli unici dubbi, invece, restano per il ruolo di esterno destro a centrocampo, complice l’assenza di Kiyine (convocato in nazionale marocchina). In ballottaggio come quarto di destra Oder e Di Roberto, con Gatto e Pucino in seconda battuta (per via delle non perfette condizioni fisiche dei due, dopo i rispettivi infortuni). Nel primo caso, Bollini si affiderebbe ad un incontrista puro prestando attenzione sia alla fase difensiva, sia ad un eventuale cambio di spartito tattico che con il ghanese in campo gli consentirebbe di cambiare musica senza attingere dalla panchina. Ieri, però, Bollini ha provato e riprovato Di Roberto in quella posizione. L’esterno offensivo mancino ha giocato in quella posizione ai tempi del Crotone di Juric. Dovesse spuntarla, per lui sarebbe l’esordio all’Arechi con la maglia della Salernitana (fin qui solo due apparizioni in granata, ma sempre in trasferta).
Casertana: occorre la svolta, occorre far punti
Il momento è certamente complicato, ma per la Casertana è ora di reagire. Questa sera a Cosenza la compagine rossoblù va a caccia di un risultato scacciacrisi, anche perché la situazione di classifica, complice anche il turno di riposo previsto in calendario già osservato, comincia a preoccupare (la Casertana è penultima con 4 punti, il Cosenza viaggia con un punto in più). Il tecnico D’Angelo, poi, un lavoro piuttosto anomalo. Un giorno di allenamento per preparare la precedente sfida con la Virtus Francavilla e appena due, di cui una di scarico per chi è sceso in campo martedì, per rifinire la preparazione in vista della trasferta in terra silana. «Le mie sensazioni sono di una squadra comunque attenta – dice il tecnico – ma che vive un momento di difficoltà sotto il profilo mentale e dei risultati. Con il mio staff e assieme alla società stiamo cercando di spronare i giocatori ad avere più entusiasmo ed essere meno preoccupati. Ma bisogna rialzarsi tutti insieme».
Napoli, arrestato a Pianura il nipote del boss Foglia
E’ stato arrestato ieri sera Vincenzo Foglia junior nipote omonimo del ras di Pianura, ultimo reggente in ordine di tempo del clan Pesce-Marfella. Il 26enne è stato trovato in possesso di quasi 100 grammi di cocaina, e due coltelli da 30 centimetri ognuno. Era in sella a uno scooter sotto sequestrato quando è stato beccato dalla polizia in viale Traiano. Ha cercato la fuga verso il suo quartiere a Pianura ma l’intervento di altre volanti di Pianura e Bagnoli hanno consentito di stanarlo in Socrate e arrestarlo. Stamattina sarà processato con rito direttissimo davanti al giudice monocratico. Vincenzo Foglia è figlio di Alfredo, e nipote di Vincenzo, il boss capostipite della famiglia criminale di via Provinciale a Pianura. Il boss nel marzo 2016, nel pieno della guerra con i Mele-Romano, subì un clamoroso agguato in corso Duca d’Aosta a Pianura. Fu Giovanni Bellofiore, uomo del clan, poi ferito in un agguato successivo, a salvargli la vita dando l’allarme appena in tempo nel corso di un agguato in via Duca d’Aosta.Un gruppetto di persone tra cui Bellofiore si trovava nei pressi di un circolo riceativo quando arrivarono una moto e un furgone con uomini armati pronti a fare fuoco. Bellofiore si accorse in tempo e diede l’allarme. Ci fu un fuggi fuggi generale e il commando dovette desistere perché c’erano anche mamme con bambini in zona e si correva il rischio di uccidere persone innocenti.
Arzano, rimosso dal suo incarico il geometra anticamorra
Arzano. Riorganizzazione della macchina comunale, scoppiano il caso Gennaro D’Auria. Rimosso dal suo incarico il geometra Anticamorra. Minacciato, aggredito in pubblica via per aver fatto il suo lavoro di denuncia contro le speculazioni edilizie, e ora con decreto sindacale svuotato del suo incarico di capo settore. Un partito locale sarebbe deciso a far intervenire i suoi parlamentari sul caso. I sindacati del comune tacciono come non mai in questi mesi, spariti, volatilizzati. E qualcuno solleva più di qualche dubbio sul perché solo D’Auria è stato rimosso dal suo incarico di caposettore, premesso che sul decreto del sindaco Fiorella Esposito, alcuni dipendenti sono indicati con l’appellativo “Sig.” senza evidenziarne alcun titolo accademico o laurea specifica. A commentare dal suo sito face book, il giornalista Anticamorra, Domenico Rubio. “Ecco il decreto sindacale di Riorganizzazione dei settori della macchina comunale e di nomina dei nuovi dirigenti. Quello che ci ha meravigliato tanto, con tutta franchezza ed onestà , è stata la nomina “immediata” di un nuovo dirigente all’Urbanistica. Non perché dovesse essere vacante di personale, ma perché nel rafforzamento degli uffici, quello che era stato indicato, con generale apprezzamento, e solo un mese prima come un dirigente di “garanzia”, non c’è più. Parliamo di Gennaro D’Auria, funzionario arzanese (vittima di dipendenti infedeli e colletti bianchi), e “diga” anche in queste settimane nel fermare tentativi spregiudicati sulle “solite impresentabili richieste edilizie” già bocciate in continuazione e tuttora oggetto di interesse dell’Antimafia. Ci è apparso, non me ne voglia alcuno, come un modo procedurale, seppur legittimo, per defenestrare qualcuno “scomodo” in un settore cardine, dove, come dimostrano gli atti dei due scioglimenti, si intrecciano negli anni gli interessi di politici affaristi, imprenditori pupari e professionisti in odore di camorra, camorristi-investitori del riciclaggio di denaro sporco . Sia chiaro da subito: saremo molto vigili sull’Urbanistica. E ricordo sempre che l’Antimafia ci osserva”.
Maradona nessuna denuncia alle figlie ma c’è un conto anomalo
Il manager di Diego Maradona, Stefano Ceci, ha smentito la notizia pubblicata dai media argentini secondo la quale Diego Armando Maradona avrebbe denunciato le due figlie Dalma e Gianina, per avergli sottratto quasi 2 milioni di euro (1 milione e 850 mila dollari) che poi sarebbero stati conservati in una banca uruguaiana. “Diego ha semplicemente denunciato da tempo la sua ex moglie Claudia che si è appropriata di conti corrente e immobili – ha detto ai microfoni di Radio Marte – Non ha denunciato le figlie, ma ha scoperto che in Uruguay c’era un conto corrente intestato alle figlie ma quando avevano l’età di 12-13 anni, quindi minorenni. Maradona si chiede come mai due minorenni abbiano avuto un conto corrente da 2 milioni di euro e le ha chiamate a testimoniare contro Claudia”.
Qualificazioni Mondiali: Argentina, qualificazione a rischio
Il Brasile non riesce a sconfiggere la Bolivia e l’altitudine di La Paz (3600 metri). Finisce 0-0 con la Nazionale di Tite comunque già qualificata a Russia 2018 con il primo posto nel girone sudamericano. Brutte notizie, però, per il PSG a causa dell’infortunio di Thiago Silva che esce alla mezz’ora a causa di un infortunio muscolare alla coscia destra. La classifica recita Brasile 38, Uruguay 28, Cile e Colombia 26, Perù e Argentina 25, Paraguay 24, Ecuador 20, Bolivia 14, Venezuela 9 a un turno dalla fine. Le prime quattro al mondiale, la quinta agli spareggi. Nell’altra partita della serata il Paraguay vince in Colombia 2-1 in rimonta con le reti di Cardozo e Sanabria.
L’Argentina non batte il Perù (0-0), è sesta nel girone sudamericano a un turno dal termine ma dice grazie al Paraguay di Cardozo e Sanabria che batte la Colombia in trasferta e rende l’albiceleste padrona del proprio destino. Battendo mercoledì l’Ecuador all’Estadio Olímpico Atahualpa (Quito) potrebbe almeno staccare il biglietto per gli spareggi senza guardare gli altri risultati. E nell’incredibile sceneggiatura del gruppo sudamericano di qualificazione al mondiale mercoledì è in programma anche lo scontro diretto Perù-Colombia ed una delle due con la vittoria dell’Argentina, andrà fuori. Ma resta la crisi senza soluzione di continuità dell’Argentina, ormai prigioniera di paure, incubi delle finali perdute, anche nella gestione Sampaoli con il peggior attacco del girone, 16 gol in 17 partite. Senza gioco, senza ritmo. Benedetto, la punta del Boca Juniors che Sampaoli preferisce a Higuain, con Icardi e Dybala in panchina anche per cambi esauriti, causa infortuni, spreca quattro assist di Messi, l’unico che cerca di accendere la Seleccion, a pochi metri dalla porta. Ovvero, le uniche occasioni concesse dagli avversari oltre ad un palo colpito dalla Pulce.
Dà fuoco all’asilo dove faceva vigilanza: 4 bambini morti e 50 feriti
Quattro bambini e il loro insegnante sono morti oggi nel Brasile sudorientale dopo che una guardia di sicurezza di un asilo infantile ha spruzzato su di loro dell’alcol e ha dato loro fuoco. L’hanno affermato funzionari locali. La guardia, che è stata a sua volta ricoverata con ustioni su tutto il corpo, è poi morta, ha chiarito il direttore dell’ospedale Bruno Ataite santos. Circa 50 persone sono rimaste ferite, molte con ferite gravi. L’incidente è avvenuto a Janauba, nello stato di Minas Geiras, giovedì mattina. La polizia sta cercando di stabilire le motivazioni che hanno spinto la guardia. Il presidente brasiliano Michel Temer ha espresso le sue condoglianze via Twitter. “Sono profondamente rattristato – ha scritto – per questa tragedia che ha coinvolto bambini a Janauba e voglio esprimere la mia solidarietà alle famiglie”.
Droga: 1 quintale marijuana sequestrato su un peschereccio a Bisceglie
I militari della Stazione Navale di Bari hanno effettuato un sequestro di marijuana a bordo di un peschereccio ormeggiato nel porto di Bisceglie. In particolare, nel tardo pomeriggio di martedi’ scorso, i finanzieri, durante gli ordinari controlli sui carburanti, hanno sottoposto a controllo diverse imbarcazioni. Su una hanno rinvenuto alcuni involucri contenenti marijuana. Nei confronti dei cinque membri dell’equipaggio, tutti cittadini italiani residenti a Bisceglie e Molfetta, sono state eseguite perquisizioni personali e domiciliari presso le relative abitazioni e la sede della societa’ armatrice a Bisceglie. Al termine delle attivita’ di polizia, sono stati sottoposti a sequestro il peschereccio, un furgone, 112,5 kg. di marijuana, 8.285 euro in contanti 4 bilancini elettronici di precisione, 3 coltelli e 44 cartucce calibro 32. I cinque membri dell’equipaggio nella flagranza del reato sono stati arrestati. Dall’inizio del 2017, sono circa 30 le tonnellate di marijuana trasportata via mare sequestrate, 38 gli scafisti arrestati e 23 i natanti sottratti alle organizzazioni criminali dalla Guardia di Finanza in Puglia; nell’intero anno 2016, sempre dalle Fiamme Gialle pugliesi, ne avevano sequestrate circa 22 tonnellate.
Crac Cirio e finanziamenti alla Lazio in Cassazione, chiesta una riduzione di pena per Cragnotti e Geronzi
Roma. E’ attesa per domani la decisione dei giudici della Corte di Cassazione per gli imputati coinvolti nel processo per il Crac Cirio. Il procuratore Generale, Mauro Iacoviello, ha chiesto di ridurre le pene inflitte in appello a Cesare Geronzi, ex presidente della Banca di Roma, di Capitalia e Mediobanca e a Sergio Cragnotti, ex patron del gruppo alimentare e della Lazio, tra i principali imputati nel processo. L’udienza si è svolta nell’Aula Giallombardo, piena di avvocati per via delle centinaia di risparmiatori che avevano investito nei bond con il marchio dei pomodori pelati e che sono rimasti coinvolti nella bancarotta che ha bruciato pù di 1100 milioni di euro, come appurato dalle indagini iniziate nel 2003. In particolare, Iacoviello ha chiesto la riduzione delle pene per Cragnotti e Geronzi, condannati in appello il primo a otto anni e otto mesi di reclusione, il secondo a quattro anni. Anche se non quantificato, è più sostanzioso l’alleggerimento di pena che, secondo Iacoviello, dovrebbe essere concesso per Geronzi, per il quale è stato chiesto l’annullamento senza rinvio per la vicenda Eurolat. Se le richieste del Pg dovessero essere accolte, la transazione da circa 240 milioni di euro con la quale Unicredit nel 2014 ha chiuso il contenzioso con l’amministrazione straordinaria di Cirio, autorizzata dal ministero dello Sviluppo economico, per risarcire i creditori – sebbene il crac sia di quasi quattro volte maggiore – sarebbe da considerare “ancora di più un ottimo risultato”, ha sottolineato l’avvocato di Cirio Nicola Madia. Per quanto riguarda invece la posizione di Cragnotti, il Pg ha chiesto l’annullamento senza rinvio solo per uno dei capi di imputazione, quello relativo ai finanziamenti dati alla squadra di calcio della Lazio. Per i rimanenti capi d’imputazione, il Pg ha chiesto l’inammissibilità del ricorso. Per quanto ancora riguarda Geronzi e gli altri ex funzionari della Banca di Roma Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola, il Pg Iacoviello ha chiesto, oltre all’annullamento senza rinvio del capo relativo ad Eurolat e di altre imputazioni, anche la conferma della bancarotta per distrazione per la vicenda Bombril, relativa alla partecipazione di Banca di Roma nella società lussemburghese del gruppo Cragnotti. Ad avviso del Pg, in generale, “non basta il consenso della banca all’operazione di finanziamento richiesta dall’imprenditore per considerare Geronzi come colui che ha consentito alla distrazione tramite l’autorizzazione all’operazione”. Diversamente, ha proseguito Iacoviello, sarebbe come ritenere “responsabile di un omicidio anche la persona che ha gonfiato le gomme o ha rifornito di benzina la macchina usata da altri per andare a compiere un delitto”. Gli altri imputati sono Andrea Cragnotti, che in appello ha avuto due anni e quattro mesi, Filippo Fucile, genero di Cragnotti (condannato in appello a tre anni e 10 mesi), Ettore Quadrani, consigliere Cirio condannato in appello a tre anni e quattro mesi. Gli ex funzionari della Banca di Roma, Locati e Nottola, sono stati condannati in appello entrambi a due anni, l’alleggerimento della pena chiesto per Geronzi riguarda anche loro. Per Elisabetta e Massimo Cragnotti è invece già stata dichiarata prescritta in appello la bancarotta preferenziale. I ricorsi delle difese contestano il verdetto emesso il 10 aprile 2015 dalla Corte d’appello di Roma. Geronzi è difeso da Franco Coppi e da Ennio Amodio, Cragnotti da Massimo Krogh e Luigi Panella.
La V Sezione Penale della Cassazione ha aggiornato a domani mattina il proseguimento della Camera di Consiglio dei giudici che devono emettere il verdetto sul crack Cirio. Per la complessità del procedimento il presidente del Collegio Maurizio Fumo ha rinviato a domani la decisione.














