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Napoli, pusher del Cavone arrestata due volte in sei giorni

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Luisa Lepre, pregiudicata di 32anni, era stata arrestata solo 6 giorni fa dagli agenti del Commissariato di Polizia S. Ferdinando, perché responsabile, in concorso con il fratello Vincenzo, del reato di detenzione e spaccio di cocaina ed oggi, nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, è stata nuovamente bloccata ed arrestata dagli stessi poliziotti, perché responsabile del medesimo reato.
Gli agenti, infatti, hanno sorpreso la donna in Piazza Municipio, nei pressi di un noto risto-pub mentre, in sella ad uno scooter, dialogava con un giovane al quale consegnava un involucro. Il comportamento della donna insospettiva, non poco, i poliziotti tanto che provvedevano subito a fermarla e, con l’ausilio di personale femminile, veniva trovata in possesso di ben 6 dosi, già confezionate, nonché un involucro, contenente sostanza solida, non ancora tagliata, risultata essere “cocaina”, da cui era possibile ricavare almeno una ventina di dosi.
La donna che, abilmente, aveva nascosto la droga nel reggiseno, è stata trovata in possesso anche della somma di circa 500 euro La 32enne, che al suo attivo registra vari precedenti penali, in seguito all’arresto del 17 novembre scorso, era stata sottoposta alla misura dell’obbligo di presentazione alla P.G. Gli agenti hanno condotto la donna alle camere di sicurezza della Questura, in attesa d’esser giudicata, nella giornata di domani, con rito direttissimo.

Napoli, stesa a Forcella sotto casa dei Giuliano

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Spari questo pomeriggio a Forcella. Tra vico Zuroli e via Vecchia Vicaria sono stati esplosi alcuni colpi di pistola ma non risultano feriti. Sul posto sono accorse le volanti della Polizia di Stato per ricostruire l’accaduto. Gli investigatori sono sulle tracce del gruppo di sicari che in sella ad alcune moto hanno compiuto l’ennesima stesa di camorra nel centro di Napoli.
Già in tarda mattinata c’erano state delle avvisaglie da parte di esponenti dei clan Mazzarella e D’Amico di san Giovanni a Teduccio che negli ultimi tempi si sono uniti e hanno dichiarato “guerra” al gruppo Rinaldi di San Giovanni a Teduccio che insieme con i Giuliano controlla il racket ne mercato della Maddalena. Un corteo di moto infatti era prima transitato in via Ravello nella zona controllata dal clan Rinaldi e poi in piazza Mercato a Napoli, ma senza esplodere colpi. nel pomeriggio il segnale di sfida e di forza è stato più marcato con l’esplosione di numerosi colpi di pitsola.

Assolto il camiciaio dei Vip, ma le sue aziende nel frattempo hanno chiuso

 

L’imprenditore Fabio Borrelli, meglio noto come il camiciaio dei Vip agli inizi degli anni Duemila, e’ stato assolto dal Tribunale di Nocera Inferiore, con la formula “perche’ il fatto non sussiste” dall’accusa di associazione a delinquere e altri reati ”pur in pendenza della oramai maturata prescrizione di tutti i reati”. Una associazione, secondo l’accusa, finalizzata a truffe per ottenere finanziamenti pubblici. Lo rendono noto i legali dell’imprenditore, gli avvocati Virginio Marino e Vincenzo Di Vaio.
”Solo per un capo d’imputazione (su 9 contestati) – sottolineano i penalisti – e’ stata dichiarata la prescrizione, per una societa’ di fatto estranea al gruppo Borrelli”. Borrelli fu arrestato otto anni fa nell’ambito dell’inchiesta che diede vita al processo conclusosi con la sentenza assolutoria. Borrelli, – si legge nella nota dei legali – era un imprenditore ed erede del noto marchio Luigi Borrelli, con un gruppo di aziende che rappresentavano un brand leader nel total look, con un fatturato pari a circa 25 milioni annui, e con negozi monomarca in tutto il mondo.
”Successivamente agli arresti ed ai sequestri degli opifici, le aziende entrarono in crisi con il mondo creditizio sino ad arrivare al licenziamento di oltre 300 dipendenti ed alla interruzione di un indotto che occupava altre 600 persone. Le societa’ riconducibili al gruppo Borrelli, fallite nelle more del giudizio, – hanno affermato gli avvocati – sono state assolte ai sensi del D. Lgs. 231/01 in tal modo riconoscendosi la totale assenza di responsabilita’ anche delle persone giuridiche.
I finanziamenti pubblici, pari a svariate decine di milioni di euro, sono stati interamente revocati, mentre alla luce della sentenza, di cui si attendono le motivazioni, potrebbero ritenersi del tutto legittimi. ”Una pagina giudiziaria – ha detto Borrelli – che mostra le storture del nostro sistema processuale, che, pur a fronte dell’eccellente lavoro dei giudici del dibattimento, rende tardiva giustizia, quando purtroppo le aziende non esistono piu”’.

Pozzuoli, lavori urgenti all’acquedotto: domani stop servizio per 3 ore

I quartieri di Pozzuoli alta, diecimila residenti circa, rimarranno con i rubinetti a secco per tre ore domani mattina dalle 9,30 alle 12,30. L’interruzione, come ha comunicato il ciclo integrato delle acque del Comune di Pozzuoli, e’ dovuta a lavori urgenti da eseguire al serbatoio di via Vecchia delle Vigne. La zona interessata e’ compresa tra via Coste d’Agnano, Rione Solfatara e via Vecchia delle Vigne. L’interruzione idrica causera’ inevitabili problemi alle scuole pubbliche che insistono nell’area, tre istituti tra superiori e medie-primarie, alle diverse scuole private presenti e ai numerosi uffici ed esercizi commerciali. Per le scuole previsti orari ridotti o in alcuni casi sospensione delle attivita’.

Coniugi uccisi: il sindaco di Parete proclama il lutto cittadino

Lutto cittadino, domani a Parete nel Casertano, per i funerali di Francesco Afratellanza e Antonietta Della Gatta, gli anziani coniugi di 82 e 78 anni massacrati a coltellate nel proprio letto, nella notte tra domenica e lunedi’. Lo ha proclamato il sindaco Gino Pellerino, che conosceva bene i due anziani. In carcere per il duplice omicidio c’e’ il figlio della coppia, il 40enne Graziano, che da anni soffre di disturbi psichici, e che avrebbe agito in preda ad un raptus. Il primo cittadino, subito dopo la tragedia, aveva ricordato che Graziano era in cura dall’Asl, e che tutti conoscevano i suoi problemi.
Dalle indagini e’ emerso che in qualche circostanza passata l’uomo si e’ scagliato con violenza verso i genitori, sebbene nessuna denuncia fosse mai stata presentata in passato contro il figlio dalla coppia di anziani, che erano persone molto umili e semplici. “Il sistema sanitario ha fallito – dice oggi in una nota Pellegrino – non si possono lasciare sole due persone anziane con il proprio figlio che soffriva di una grave malattia mentale.
Le vittime sono tre. Anche il giovane omicida e’ una vittima della sanita’ italiana. Lui non era un criminale, ma era solo una persona malata. Purtroppo il nostro sistema sanitario si e’ mostrato incapace di affrontare tale situazione. Questa cosa bisogna dirla ad alta voce nella speranza che tragedie del genere non si verifichino in futuro” conclude il sindaco.

Premi: Miss Europe Continental, a Napoli la finalissima

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Sara’ assegnato per la prima volta a Napoli il titolo di Miss Europe Continental: sabato prossimo, 25 novembre (ore 20,00), il Teatro Mediterraneo alla Mostra D’Oltremare ospitera’ la finalissima del concorso che vede in lizza 39 ragazze provenienti da vari Paesi del continente. ”Avere la finale europea del mio concorso a Napoli mi emoziona e mi riempie di orgoglio, perche’ e’ la mia citta’ – spiega il patron Alberto Cerqua – Ho messo in campo una produzione al top, probabilmente la migliore tra quelle create nella mia carriera. Conduttori sono ancora una volta Veronica Maya e Marco Senise, sara’ un grande spettacolo di colori, luci, bellezza. Dietro a tutto questo c’e’ una grande macchina organizzativa, nata cinque anni fa”. Le ultime edizioni si erano svolte a Caserta, Paestum e Spoleto. Le concorrenti, giunte gia’ a Napoli per gli gli ‘shooting’ fotografici ufficiali tra Lungomare e Piazza Plebiscito, oggi a Castel dell’Ovo hanno incontrato anche il sindaco Luigi de Magistris che le ha salutate. La serata finale sara’ trasmessa da Fashion Tv a dicembre. In giuria anche l’attrice spagnola Sara Miquel, (‘Una Vita’) la sudamericana Mariana Rodriguez, Maria Monse’, Marco Moraci Alex Pacifico.

Napoli, sabato riapre la galleria Laziale

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E’ prevista per sabato la riapertura al traffico della Galleria Laziale chiusa dallo scorso 12 novembre per la caduta di alcuni calcinacci. Dall’incontro – si apprende da una nota dell’assessorato alla Mobilita’ del Comune di Napoli – che si e’ svolto stamani tra l’assessore alla mobilita’ Mario Calabrese, i servizi tecnici del Comune di Napoli e i responsabili di Rfi che stanno realizzando l’intervento di messa in sicurezza della Galleria Laziale, e’ emerso che questa prima fase dei lavori e’ in avanzato stato di realizzazione e, pertanto, per la giornata di sabato se ne prevede la riapertura al traffico”.
“Contemporaneamente alla ultimazione della prima fase dei lavori sulla galleria laziale – prosegue la nota – sara’ avviato il doppio senso di circolazione nella galleria 4 giornate. Cio’ consentira’ la realizzazione della seconda fase dei lavori (manutenzione straordinaria) nella galleria laziale senza impatti sulla mobilita’ tra Fuorigrotta e il centro”.

PD Napoli, Oddati: “Congresso da ripetere, oggi farsa che danneggia il partito”

“Non c’erano i tempi per organizzare bene il congresso, non erano state fatte le procedure corrette. L’unica mediazione possibile è la ripetizione del congresso. Quella di oggi è un’ulteriore farsa che danneggia l’intero partito. Siamo qui per far nascere un’area politica vasta e ampia che dia battaglia nel congresso e vincere”. Così Nicola Oddati a margine dell’assemblea provinciale del Pd NAPOLI.

Mertens e Insigne in lizza per premi Uefa

Prosegue la preparazione del NAPOLI in vista della sfida di domenica in casa dell’Udinese. Allenamento pomeridiano a Castelvolturno per la squadra di Sarri che ha diviso i suoi in due gruppi. Chi ha giocato in Champions ha svolto lavoro aerobico e di seguito una serie di partitelle di calcetto con le porte piccole. Gli altri uomini della rosa sono stati impegnati in attivazione e seduta tecnico tattica. Chiusura con partita a campo grande contro la Primavera. Milik e Ghoulam proseguono il lavoro differenziato secondo le rispettive tabelle personalizzate. Domani allenameno pomeridiano. Intanto, dopo la bella vittoria di martedi’ in Champions League sullo Shakhtar Donetsk, la Uefa ha inserito Dries Mertens e Lorenzo Insigne in due concorsi di prestigio. L’attaccante belga fa parte dei 50 campioni nominati per il “Team of the year” che poi attraverso le votazioni sul sito ufficiale della Confederazione del calcio europeo daranno vita ai Top 11 del 2017. “Mertens – sottolinea il NAPOLI – ha segnato 34 gol la scorsa stagione e gia’ 13 quest’anno tra Coppe e campionato. In tutto sono 47 reti alle quali vanno aggiunti ben 24 assist”. Non solo il belga, perche’ il “tiro alla Insigne” ormai e’ noto in tutta Europa. Lo splendido gol dell’attaccante italiano contro lo Shakhtar Donetsk e’ stato inserito dalla Uefa nelle 5 nomination per la rete piu’ bella della settimana per la quinta giornata di Champions League. ).In nomination con l’attaccante azzurro ci sono i gol di Modric (Real Madrid), Son (Tottenham), Alves (Psg) e Griezmann (Atletico Madrid). Insigne e’ stato anche inserito nelle nomination per il titolo di MVP, miglior giocatore dell’ultimo turno di Champions League. Insieme al numero 24 del NAPOLI ci sono Neymar (Psg), Lewandowsky (Bayern Monaco), Carrasco (Atletico Madrid), Hazard (Chelsea), Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Werner (Lipsia), Kane (Tottenham).

Premi: ‘Landolfo’ a Napoli per giornalismo e impegno

E’ giunto alla sesta edizione il Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”: lunedi’ prossimo, 27 novembre (ore 11,00), si terra’ a Napoli la cerimonia di consegna presso la sede dell’Istituto di Cultura Meridionale in via Chiatamone 63. Il Premio ricorda e valorizza l’impegno del giornalista, segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania, gia’ vicedirettore del quotidiano “Roma”, fondatore e presidente dell’Arga Campania. Per la carta stampata vincitori ex aequo sono Maria Elefante (‘Eroina? Meglio il provolone’ – Famiglia Cristiana) e Antonio Folle ( ‘Napoli, per lo smog livelli da primato: stop alle auto inutile’ – Roma). Menzione speciale per l’ articolo ‘Porte aperte, ecco il depuratore di Gradelle’ di Antonino Siniscalchi (Il Mattino) e per Claudia Bonasi per ‘Sant’Antuono, benvenuto Carnevale’ (il Mattino. Per la sezione radio-tv, ex aequo, vincono i servizi ‘Piano di evacuazione, rischio Vesuvio’ di Roberto D’Antonio (La7) e ‘Un bivio per via Krupp’ di Daniele Morgera (Rai). Menzione speciale a ‘Aira alla Commissione Ecomafie: fermate i demolitori disonesti’ di Monica D’Ambrosio (Ricicla Tv)e al servizio ‘Con i carabinieri forestali a cavallo sullo scenario lunare del Vesuvio dopo i roghi’ di Nello Fontanella (Il Mattino Tv). Premio Internet e foto – videoreportage, ex aequo, a ‘Incendi, i rifugiati sentinelle sul Vesuvio’ di Carmine Alboretti (Paginevesuviane.it), ‘Pozzuoli, veleni e camorra: cosi’ muore la Foresta di Cuma’ di Gennaro Del Giudice (Cronacaflegrea.it) e menzione speciale ai servizi ‘Cosi’ lo Stato e’ stato truffato con le ecoballe’ di Agata Marianna Giannino (Il Giornale.it), ‘Non e’ soltanto Pummarola’ di Giuseppe De Silva (Kompetere Journal), ‘Una notte con agenti sentinella nelle discariche abusive di Giugliano’ di Maria Rosaria Ferrara (TeleclubItalia.it). Il premio e’ indetto dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dal Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, dal quotidiano “Roma” e dall’Arga Campania. La giuria e’ composta da Ottavio Lucarelli (presidente dell’Odg Campania), Claudio Silvestri (segretario del Sugc), Antonio Sasso e Pasquale Clemente (direttori del “Roma”), Geppina Landolfo, Antonella Monaco e Gianpaolo Necco (vertici Arga Campania) e da Gennaro Famiglietti (presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale)

Castellammare. Starace e Zingone: ” Amministrazione si impegni a garantire il funzionamento della macchina comunale in vista dei pensionamenti”

Un comune che invecchia quello di Castellammare e che vedrà entro l’anno prossimo diversi uffici restare completamente svuotati causa pensionamenti dei dipendenti. Un tema al centro dell’ultima interrogazione a firma del gruppo Per Castellammare . “Da una verifica effettuata -rilevano i consiglieri Starace e Zingone – a fine 2015 i posti di lavoro si sono ridotti a 383, poi 368 nel 2016 e alla data odierna risultano in servizio 349 dipendenti e che a dicembre 2018 andranno in pensione altri 50 dipendenti pervenendo a 299 unità lavorative; Di questi 50 pensionamenti 19 andranno ad incidere pesantemente sulla struttura e gestione dell’Ufficio Tecnico già profondamente decimato negli ultimi anni. Meno dipendenti vuol dire meno servizi ai cittadini e un non corretto funzionamento della macchina comunale. Ecco perché- affermano i consiglieri- abbiamo presentato questa interrogazione. Ci preme sapere quali azioni il sindaco ha intrapreso o intende intraprendere come intende far fronte alla carenza di personale in generale e come intende in particolare riorganizzare l’Ufficio Tecnico. nonostante l’Ente sia in dissesto finanziario e di conseguenza le assunzioni sono bloccate, l’Amministrazione – concludono i consiglieri- può chiedere una deroga a tale blocco: quale piano di assunzioni intende mettere in campo per supplire le diverse figure professionali che verranno a mancare. Vista la mancanza assoluta di programmazione da parte di questa amministrazione ci preme prevenire il blocco della macchina amministrativa la città non potrebbe permettersi anche questo “

Benevento: la difesa del capitano

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 In riferimento alla richiesta di deferimento nei confronti del capitano del Benevento Fabio Lucioni dinnanzi alla Prima Sezione del Tribunale Antidoping, con richiesta di un anno di squalifica per la violazione dell’art 2.1 delle NSA (art. 2.1 Codice WADA), il legale di Lucioni, Saverio Sticchi Damiani ha diramato una nota pubblicata sul sito del club campano. “La Procura nel proprio atto di deferimento ha ritenuto ed accertato che il ‘Clostelbol’ sia stato assunto dal Sig. Lucioni in quanto contenuto in uno spray cicatrizzante e che tale farmaco sia stato somministrato direttamente dal medico sportivo del Benevento per curare una abrasione riportata dal calciatore nel corso di un allenamento. La Procura – si legge nella nota – ha quindi accertato “che non c’era alcun tentativo da parte del Lucioni di imbrogliare”.
Inoltre, la stessa Procura ha accertato la credibilità dell’atleta anche in ordine ai tempi ed alle modalità di assunzione dello spray dichiarati dall’atleta (ossia una sola volta, al termine di un allenamento svoltosi tre giorni prima della gara di campionato disputata contro il Torino). Rispetto a tale ricostruzione – prosegue la nota – la procura per proporre la sanzione (di anni uno) è partita dalla pena massima di 4 anni, per poi ridurla a due anni ‘per mancanza di intenzionalità’, ulteriormente ridotta nella misura di un anno ‘per non aver agito il Lucioni con colpa o negligenza significativa’.
È stata dunque riconosciuta dalla Procura ‘un grado di colpa dell’Atleta non significativo nella misura in cui l’essersi affidato al medico sociale per una esigenza terapeutica reale ha avuto un ruolo rilevante nella dinamica dell’assunzione’. Unica responsabilità ascritta al sig. Lucioni nell’atto di deferimento è rappresentata dal fatto che ‘l’atleta avrebbe dovuto chiedere al medico specifiche informazioni sul farmaco. Se così avesse fatto prima della somministrazione, egli avrebbe appreso il nome del prodotto e con un semplice controllo online avrebbe scoperto la natura dopante’. “Sulla base di tale deferimento, che ci si astiene dal commentare – conclude l’avvocato Sticchi Damiani – inizierà a stretto giro il processo dinanzi al Tribunale Nazionale Antidoping, dove il sig. Lucioni cercherà di dimostrare la propria assoluta mancanza di responsabilità”.

Rispetto e parità di genere nell’informazione, il 25 novembre verrà presentato il Manifesto di Venezia

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Una corretta informazione per contrastare la violenza sulle donne, come chiede la Convenzione di Istanbul. E’ la sfida ambiziosa che pone e si pone il Manifesto di Venezia, ovvero il Manifesto delle giornaliste e dei giornalisti per il rispetto e la parità di genere nell’Informazione (Contro ogni forma di violenza e discriminazione attraverso parole e immagini) che verrà presentato ufficialmente sabato prossimo 25 novembre, dalle 10.30 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, con il patrocinio del Senato, della Camera, del Ministero dell’Istruzione e del Comune di Venezia.
Perché Venezia? Perché è la città che ha dato i natali a Elena Lucrezia Corner Piscopia, prima laureata al mondo il 25 giugno 1678.
Perché il Veneto? Perché è la regione che ha dato i natali a Tina Anselmi, prima ministra della Repubblica italiana, nominata il 29 luglio 1976.
Perché il 25 novembre? Perché è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Perché il Teatro La Fenice? Perché da anni è in prima linea in una originale campagna di denuncia culturale del femminicidio.
L’iniziativa rivolta alle giornaliste e ai giornalisti, promossa da Commissione Pari Opportunità Fnsi, Sindacato giornalisti Veneto, Cpo Usigrai, associazione GiULiA Giornaliste, ha raccolto finora circa 700 adesioni in tutta Italia, fra cui anche direttrici e direttori di testata, associazioni stampa e ordini dei giornalisti regionali, compresi i vertici di Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna ed Elisabetta Cosci.
Giulietti e Verna, insieme alla direttrice di RaiTeche, Maria Pia Ammirati, al responsabile della comunicazione della Basilica di Assisi, Padre Enzo Fortunato, all’editorialista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, al direttore dell’Avvenire, Marco Tarquinio, al direttore di Rainews24, Antonio Di Bella e alla inviata Rai, Tiziana Ferrario, saranno i protagonisti del talk show in programma dalle 10.30 alle 13.
Sarà l’occasione per creare quel dibattito che è alla base della proposta del Manifesto di Venezia per sensibilizzare le redazioni ma anche avviare un percorso di formazione rivolto alle scuole. Non a caso nella creazione del logo e nella realizzazione grafica del materiale informativo è stato coinvolto il liceo artistico Guggenheim di Venezia.
Aderire, con la propria firma, al Manifesto di Venezia è un’azione concreta, un atto condiviso, nella convinzione che la pratica quotidiana della parola giornalistica contribuisca a modificare la rappresentazione del mondo: per questo l’informazione attenta e rispettosa risulta fondamentale e deve diventare ancor più necessaria. In tutti i campi. Non si tratta di una carta deontologica ma di una disponibilità ad accettare, a valutare, le raccomandazioni suggerite nel testo che è e rimane punto di partenza di una riflessione in continua evoluzione.

Il Manifesto di Venezia si focalizza sul contrasto alla violenza contro le donne, per il carattere strutturale assunto da tale fenomeno nel nostro paese e non solo. Nessuna pretesa di limitare o di censurare la libera espressione, al contrario un contributo ad alimentare il dibattito e a superare stereotipi e pregiudizi, a volte inconsapevoli, che possono aggiungere sofferenza a quella già vissuta da chi ha subìto violenza fisica e psicologica.

Il testo è frutto di un’elaborazione condivisa da chi ha promosso il progetto: “Noi, giornaliste e giornalisti firmatari del Manifesto di Venezia – si afferma nel documento – ci impegniamo per una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali e giuridiche. La descrizione della realtà nel suo complesso, al di fuori di stereotipi e pregiudizi, è il primo passo per un profondo cambiamento culturale della società e per il raggiungimento di una reale parità”.

Napoli, stesa di moto di uomini dei Mazzarella e dei DAmico sfida i Rinaldi sotto casa

Nuovo atto di sfida tra i clan della camorra nella zona Orientale della città attraversata dal qualche mese da uno scontro tra i clan Mazzarella e D’Amico di San Giovanni a Teduccio e i Rinaldi. Le forze dell’ordine stanno cercando conferme ma soprattutto  le immagini attraverso il servizio di telecamere pubbliche e private poste lungo la zona che dalla parte di San Giorgio a Cremano attraversa San Giovanni a Teduccio fino ad arrivare al centro di Napoli in piazza Mercato.
Una stesa senza spari questa volta si sarebbe verificata intorno alle 12 di oggi. Un corteo di una decina di moto con a capo i due nuovi ras dei Mazzarella e dei D’Amico sarebbe arrivato fino in via Ravello a San Giovanni a Teduccio, zona controllata dal clan Rinaldi. Qui ci sarebbe stata una plateale provocazione con un “invito” a scendere in strada agli avversari. Naturalmente da parte Rinaldi per evitare inutili “scontri” nessuno si è fatto vivo.
Il corteo di moto è poi proseguito a piazza Mercato e piazza del Carmine. Una sorta di dimostrazione di forza e a “marcare” il territorio. Gli inquirenti stanno cercando di risalire agli autori attraverso tutte le telecamere poste lungo il cammino fatte dalle moto. La tensione tra le due famiglie malavitose è altissima da giorni con stese e attentati.

La showgirl Carmen Di Pietro si confessa: “Ho avuto una storia con Maradona”

Napoli. “Ho avuto una storia con Maradona. Non l’ho mai detto, per non fare scoppiare un disordine. Era l’inizio degli anni 90 con Diego ci siamo frequentati per un anno e mezzo”. Così, Carmen Di Pietro racconta in esclusiva al settimanale Spy un clamoroso scoop: la relazione clandestina, durata un anno e mezzo, con Diego Armando Maradona, all’epoca in cui era il calciatore più forte del mondo e l’idolo di Napoli. “Una sera in cui ero andata a trovarlo a Napoli” ha raccontato Carmen Di Pietro “Stavo facendo il bagno in un hotel vicino alla stazione. Lui è arrivato in anticipo, io ero ancora nella vasca. Così ho indossato un accappatoio e sono andata alla porta. Gli ho aperto che ero ancora tutta bagnata. “Posso continuare a lavarti io?, mi ha detto. Così siamo tornati nella vasca. Una volta per me Maradona è scappato dal ritiro dicendo che un suo parente stava male. “Certo che sto rischiando”, mi disse. “lo sto facendo per te”. Allora ero spensierata, libera e lui era un idolo. Ero innamoratissima, ma non è che pensassi al matrimonio. Ero così giovane. Facevo i primi provini come modella, era l’epoca in cui dormivo sui treni, figurati se pensavo a chiamare i fotografi”. Maradona, diventa così il secondo idolo calcistico del Napoli ad avere avuto una relazione con Carmen Di Pietro. Nel 1993, la showgirl intrecciò una focosa relazione con Daniel Fonseca, che ai tempi era sposato.

Nola, l’Odec approva il Conto Preventivo 2018, il presidente Ranieri: ”Sosteremmo con iniziative concrete lo sviluppo della professione”

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Approvato il Conto preventivo 2018 dellOrdine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Odcec) Nola. Le votazioni sono avvenute durante l’assemblea generale degli iscritti che si è tenuta il 21 novembre presso la sede dellOrdine. Nel corso della riunione particolarmente autorevole lintervento del consigliere Tesoriere Luigi Bifulco, il quale con molta concretezza ha chiarito i contenuti del documento di programmazione per lesercizio 2018 fornendo esaurienti risposte alle domande rivolte dai colleghi, poi del presidente del Collegio Sindacale Salvatore Falco che ha espresso il suo parere favorevole ed infine sono state presentate le linee programmatiche che puntano al miglioramento delle condizioni professionali.
Così come ha sottolineato, proprio, il presidente Domenico Ranieri. Il nostro impegno sarà volto al sostegno dello sviluppo della Professione, ha affermato Ranieri, incentivando, in questo periodo di particolare crisi economica, la diversificazione delle aree di competenza della professione di dottore commercialista, fornendo agli iscritti alcune possibilità per cercare di renderli più efficaci ed efficienti nello svolgimento della propria professione. Ringrazio tutti per la fiducia che mi hanno accordato, per chi ha contribuito al positivo risultato della prima parte di gestione del nostro Ordine, ai colleghi del Consiglio che hanno dato il contributo necessario al soddisfacimento delle richieste degli iscritti in uno al personale di Segreteria.
Il 2017 è stato lanno in cui ci siamo insediati e numerosi sono stati i momenti importanti organizzati dallOrdine, tra questi il corso Giustizia o i corsi per i revisori degli Enti Locali, oltre agli eventi che hanno permesso di mettere a disposizione circa 150 crediti formativi per gli iscritti e per la gran maggioranza gratuiti. Lattività formativa, divenuta ormai obbligo giuridico oltre che deontologico, ha rappresentato sempre un impegno costante dellOrdine per approfondire i temi della professione e per organizzare seminari e convegni volti ad offrire un panorama formativo quanto più possibile variegato e come detto, assolutamente gratuito o con costi accessibili. Anche per lanno 2018 il programma è ambizioso, infatti oltre quella obbligatoria avremo percorsi formativi che si aggiungeranno quali ad esempio quello per lottenimento dei crediti per la iscrizione negli elenchi dei gestori dellOCCS, o anche quello relativo alla Revisione Legale; in itinere poi, mediante un percorso di concerto con le Università partenopee, la creazione di una equipe scientifica che delineerà insieme al Consiglio eventi di specializzazione in materie di primaria importanza per nostra professione. E non soltanto, un Ordine in crescita e in rafforzamento, come ha aggiunto lo stesso presidente.
Come già più volte accennato in varie occasioni ufficiali e non, nel corso del 2018 si vorrebbe valutare l’acquisto dellimmobile da adibire a sede dellOrdine, commenta Ranieri, affinché possa essere da impulso alla partecipazione di tutti i Colleghi alla vita dello stesso anche in relazione al fatto che nel progetto potrebbe essere prevista la creazione della sala Convegni, ideata e disegnata come spazio multi-uso per lottimizzazione delle attività di formazione e di riunione delle Commissioni di studio nonché del Consiglio dellOrdine. Il prossimo anno ci vedrà comunque impegnati in prima linea in quanto, dopo aver siglato un accordo per il Coordinamento Regionale degli undici Ordini della Campania ad opera dei relativi Presidenti, il sottoscritto, indicato quale coordinatore del gruppo, si farà portavoce delle esigenze della categoria per meglio affrontare le problematiche con le Istituzioni”.
Un lavoro impegnativo per il quale il presidente Ranieri invita tutti i colleghi “a partecipare in modo propositivo, collaborativo e soprattutto attivo alla vita dell Ordine anche attraverso ladesione, più volte sollecitata, alle Commissioni di Studio istituite, perché solo lunione farà la nostra forza e quella dell Istituzione a cui apparteniamo.

Dreaming Italia, la mostra fotografica a Castel dell’Ovo. Cinquanta autori per un racconto del Paese

In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Nuova Fotografia Organizzata e il progetto di Francesco Ciotola, mercoledì 29 novembre alle ore 17.00 si inaugura la mostra fotografica Dreaming Italia. Nelle Sale delle Terrazze di Castel dell’Ovo, sarà possibile visitarla fino a lunedì 11 dicembre (lunedì-sabato 10.00-18.00, domenica 10.00-13.30) e sarà ad ingresso libero.
La mostra è un viaggio alla scoperta dei luoghi più intimi del nostro Paese, ispirata alle campagne di rilevamento del territorio condotta da cinquanta professionisti. Il progetto intende diventare un appuntamento annuale e costituire, nel tempo, un archivio-collezione fruibile al pubblico. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, vede il sostegno di importanti realtà culturali e produttive della città come Museo Cappella Sansevero, Pasticceria Poppella, London Store Napoli, La Locanda del Grifo, Pasticceria Mennella, Didedo Studio e Fineart Lab.
In un’epoca in cui il concetto di Nazione è reso, al tempo stesso, superfluo dalla globalizzazione e sopravvalutato dalle logiche nazionalistiche, il percorso espositivo propone una ricerca dell’identità italiana attraverso i paesaggi, i volti e le storie personali. Un’attività che ha coinvolto cinquanta autori professionisti, ciascuno dei quali ha partecipato con una propria immagine ‘emblema’ dell’Italia; una pluralità di visioni che rendono la fotografia, uno strumento per esplorare le criticità contemporanee e offrire spunti di riflessione per narrare un sistema vario e complesso, in continua trasformazione, oltre lo stereotipo, le logiche semplicistiche, didascaliche, o meramente descrittive dei posti. Un lavoro sociale, come sociale è tutta l’arte che ha come riferimento le campagne di rilevamento del territorio, maturate in gran parte dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la fotografia cominciò a rappresentare maggiormente il punto di vista dell’autore, acquisendo così lo status di ricerca.
“L’aspetto più interessante di questa operazione, dai forti risvolti sociologici e antropologici, è la rottura di qualunque schema generazionale. Hanno, infatti, risposto all’appello professionisti di ogni età, anche con quaranta anni di riconosciuta carriera – dice Francesco Ciotola, che confessa di aver sempre avuto il pallino per le campagne di rilevamento del territorio, inaugurate all’inizio del Novecento negli Stati Uniti e più tardi in Francia – Campagne come la Security Farm Administration e la Datar ad esempio, rappresentano il punto di partenza per un autentico rinnovamento del welfare. Dai lavori di tutti gli artisti, emerge una forte malinconia, un elemento che non era né annunciato, né preventivato e del quale si dovrebbe discutere”.
Alla sua prima edizione, Dreaming Italia intende diventare un appuntamento annuale e formare, nel tempo, un archivio-collezione fruibile al pubblico. Il Progetto, ha attraversato il Paese durante il 2017, con un allestimento iniziale al quale hanno contribuito quindici autori, a cui ha fatto seguito l’open call nazionale. Le immagini accompagneranno i visitatori in un cammino scandito dal vissuto quotidiano; non semplici riproduzioni ma interpretazioni soggettive della natura delle cose. Sguardi autoriali, intrisi di un vissuto proprio per suggerire una rivelazione, al di là della rappresentazione.

Artisti presenti in mostra: Adelaide Di Nunzio, Andrea De Franciscis, Antonio Prochilo, Benedetto Grillone, Biagio Ippolito, Cecilia Battimelli, Chiara Arturo, Ciro Battiloro, Claudia Mozzillo, Claudio Morelli, Corrado Costetti, Corrado Pastore, Cristina Cusani, David De La Cruz, Davide Scognamiglio, Diego De Dominicis, Fausto Palomba, Francesco Ciotola, Francesca Rao, Fulvio Ambrosio, Giovanni Ruggiero, Giovanni Scotti, Giuseppe Ricciardi, Marco Iannaccone, Ilaria Abbiento, Ilaria Tortoriello, Irene Maria Di Palma, Luca Anzani, Luca Di Martino, Luigi Fedullo, Luigi Grassi, Marco Ghidelli, Maria Avallone, Mario Laporta, Mattia Meirana, Michele Salvezza, Nicola Casamassima, Nico Vigenti, Roberta Basile, Salvatore Pastore, Salvino Campos, Serena Petricelli, Sergio Riccio, Stefania Piccioni, Stefano Cardone, Stefano Di Martino, Susy D’Urzo, Vera Maone, Vincenzo Pagliuca, Roberto Salomone.

Camorra: fine pena mai per il boss stragista del clan Gionta di Torre Annunziata

I giu­dici della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna al carcere a vita per il boss Umberto Onda detto “Umbertino”. Il 44enne di via Bertone apparteneva all’ala stragista del clan Gionta di Torre Annunziata e sotto la sua reggenza negli anni scorsi si diede vita a una stagione di sangue fatta di omicidi e di epurazione interna nei confronti per persona che avevano gravitato con i nemici dei Limelli-Vangone di Boscotrecase  e poi passati con i Gionta.
Umbertino, detenuto al 41 bis nel carcere di Opera lo scorso anno si rese  protagonista di una clamorosa protesta contro le restrizioni del regime del carcere duro minacciando il suicidio. Durante la sua reggenza sarebbe stati uccise sei persone tre delle quali direttamente da Onda. Con lui è stato condannato a 14 anni di carcere il pentito Aniello Nasto, il killer che partecipò in prima persona alla stagione delle ven­dette.
Il primo a cadere sotto i colpi dei sicari dei Gionta fu Ciro Bianco, detto “o’ squalo”, il volto nuovo dei “Valentini”, in passato vicino al clan “Limelli”, ucciso in via Castello con 13 colpi di pistola calibro 9 al torace, all’addome e al collo. “Ciro Bianco è la prima persona che ho ucciso – raccontò il pentito Aniello Nasto all’Antimafia nel 2013 – . L’omicidio venne deciso in carcere. Bianco doveva essere ucciso perché era ritenuto un confidente delle forze dell’ordine. Inoltre in Montenegro, mentre era latitante, si era appropriato dei soldi del clan”.
Poco dopo l’esecuzione di Bianco ci furono altre 5 vittime: Domenico Savarese, trucidato all’interno della sua autorimessa di Trecase. E poi l’ex dipendente delle Poste Liberato Ascione, pregiudicato per reati di spaccio e porto d’armi, ritenuto dagli inquirenti vicino ai “Limelli-Vangone”. Il motivo? Sempre Aniello Nasto a raccontarlo alla DDA di Napoli: “A Torre Annunziata era necessario fare piazza pulita di tutti i soggetti già affiliati in passato ai Limelli”. Due settimane dopo l’omicidio di Ascione, avvenuto in via Settetermini a Boscoreale, vennero uccisi anche i cognati Carlo Balzano e Angelo Scoppetta. Balzano fu punito perché “era inaffidabile, non rispettava le regole del clan”, nonostante secondo il pentito prendesse una “mesata” di 2000euro.
A sparare, per l’inchiesta, fu il killer Umberto Onda  almeno 16 i colpi d’arma fuoco esplosi il 29 settembre 2004 fuori al bar “Ittico Madonna Della Neve”, in via Dogana, a due passi dalla Basilica. Una scena da far-west. La morte di Angelo Scoppetta, invece, non era prevista. Si trovava nel posto sbagliato, al momento sbagliato, in sella ad uno scooter insieme al bersaglio del raid. Per Aniello Nasto, Scoppetta “era una brava persona”. Infine nel  settembre 2005 Domenico Scoppetta, cognato di Carlo Bal­zano. i killer lo trucidarono con ben 37 proiettili, di cui 20 vanno a segno. Il tutto all’interno del parco Penniniello. la roccaforte dei Gallo-Cavalie­ri. Scoppetta – ex affiliato dei Limelli – viene raggiunto da un commando armato. A sparare è il killer Michele Palumbo “munnezza”., poi diventato pentito.
“Il sangue di Scoppetta mi schiz­zò fin sulla camicia”, raccontò in uno dei verbali che hanno fatto luce sul massacro. Il colpo di gra­zia fu però di Umberto Onda che “ha sparato quando era già morto”, come raccontò Palumbo. Scoppetta  secondo i Gionta – si stava organizzando per vendicare la morte del fratello e del cognato. E quel massacro capace di una”carica di violenza esorbitante”, come scrivono i giudici, è l’ultimo atto di quella scia di sangue.

Napoli, De Iesu: “Ulteriore rafforzamento nelle zone della movida da venerdì”

“Abbiamo deciso un ulteriore rafforzamento nelle zone della movida insieme all’Arma dei Carabinieri, già venerdì. Ci concentreremo sulla fascia più critica, dalla mezzanotte alle cinque-sei di mattina, per garantire una cornice di sicurezza visibile, non invasiva, il nostro obiettivo è rendere la zona fruibile dai giovani in serenità”. Così il questore di Napoli Antonio De Iesu a margine del comitato ordine e sicurezza in Prefettura.
“Ci saranno dei controlli amministrativi anche da parte della polizia municipale per far rispettare ciò che è nell’ordinanza del sindaco. Ci saranno certamente più risorse anche in borghese da parte della Squadra Mobile e servizi con gli smartphone inviando contenuti fotografici alla centrale operativa. Sarà sicuramente necessario progettare servizi di videosorveglianza dedicati ai Baretti, vedremo come reperire le risorse”.
“Mettiamo in campo un controllo soprattutto preventivo – ha concluso De Iesu – per evitare che il branco possa sentirsi libero di spadroneggiare”. Sui fatti di sabato notte a Chiaia: “stiamo sul pezzo. A livello investigativo c’è un team della Squadra Mobile che sta lavorando senza sosta, in sinergia con i magistrati coordinati dal procuratore Melillo”.

Per la rassegna Be Quiet, Alfredo D’Ecclesiis al Piccolo Bellini

A partire dalle ore 21.00 di domani 24 novembre, presso il Piccolo Bellini in via Conte di Ruvo 14, il cantautore Alfredo d’Ecclesiis, già frontman dei Bluesaddiruse e da tempo membro del collettivo Be Quiet, si esibirà all’interno dell’ormai nota rassegna.
L’artista napoletano, con i Bluesaddiruse nel 2011, dà alle stampe il primo album omonimo edito dall’etichetta “Suonidelsud” di Peppe Ponti su suggerimento di Willy David (storico produttore di Pino Daniele). Negli anni apre i concerti di James Senese, Jimmy Burns, Enzo Avitabile, Capone Bungt Bangt, Osanna, Bisca, EPO, Blue Stuff ed altri. Partecipa a tre edizioni del “Tributo a Mario Musella” riscuotendo molti consensi ed alla IV edizione del festival “Musique Sans Frontieres” a Parigi. Il secondo album della band, “ViaNova”, è del 2016.
Oggi, spogliato dall’elettricità e dalla durezza della sua band, vestirà per l’occasione i panni del songwriter approfittando dell’intima e raccolta eleganza del teatro che l’ospiterà.
Atmosfere acustiche e sgangherate d’ispirazione ”waitsiana” e veri e propri gospel napoletani si alterneranno a brani che andranno a omaggiare artisti divenuti di riferimento per il cantautore, condizionandone la formazione artistica. Ad accompagnarlo sul palco del Piccolo Bellini una line-up d’eccezione: alle chitarre il cantautore Marco D’Anna e Gian Paolo Costantini (Bluesaddiruse, Compagnia SoleLuna) e al sax e loop-station Bruno Tomasello (stereoRebus). Ogni spettatore avrà, inoltre, in omaggio, il mini album “Preghiere e fronne”, lavoro autoprodotto e registrato prevalentemente a cappella con brani spiritual in dialetto e canzoni già note stravolte con lo stile “a fronn’ ‘e limone”.
Seguirà il concerto di Pierpaolo Iermano che, in quest’occasione, presenterà al pubblico il suo secondo lavoro discografico “Bagnoli Babylon”.