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Rapinavano blindati e banche: la gang capeggiata dal pizzaiolo di Scafati a processo

Rapine a banche e poste: giudizio immediato per 13 dei 19 indagati coinvolti nell’inchiesta della Procura di Nocera Inferiore che ad ottobre scorso ha portato all’arresto del pizzaiolo Domenico Cocco e dei suoi complici. Il pm Federico Nesso ha chiesto il giudizio immediato per Cocco, Angelo Carbone, Antonio De Sandi, Angelo Pugliese, Francesco Cucchiarale, Lorene Huqi, Salvatore Della Ratta, Pasquale Panico, Ciro De Falco, Luigi Delli Carri, Ciro Bruno e Luigi Garmiele. Stralciate le altre posizioni per le quali non c’erano i presupposti per il giudizio immediato e per i quali il processo dovrà passare al vaglio dell’udienza preliminare o per i quali potrebbero esserci i presupposti per un’archiviazione. Scompare dall’elenco della richiesta di giudizio immediato la posizione di Luigi Cavallaro, il commercialista scafatese al quale il Gip aveva applicato la misura dell’obbligo di firma, poi revocata dopo l’interrogatorio. I 13 che dovranno affrontare il processo dinanzi ai giudici del Tribunale di Nocera Inferiore sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine ai danni di istituti bancari e portavalori. L’indagine della Squadra Mobile di Salerno ha portato alla scoperta di una gang che agiva tra la Campania, la Puglia e la Germania capeggiata da Cocco e Angelo Carbone con complici in provincia di Foggia, dove i rapinatori avevano anche una base logistica. Tra gli episodi registrati dagli inquirenti anche la programmazione di una rapina da 20 milioni di euro in Germania e alla scoperta dei responsabili di una rapina alla biglietteria degli scavi di Pompei. L’indagine era partita da un colpo commesso a Fisciano ai danni di un portavalori della Cosmopol che però era vuoto. Tra i colpi messi a segno dalla banda anche uno all’Unicredit di Foggia e uno, sempre ai danni della Cosmopol, ad Acerra. Dopo la richiesta di giudizio immediato i 13 indagati potranno chiedere riti alternativi, facendo approdare il processo dinanzi al Gup di Nocera Inferiore.

Casalnuovo, è un ex bombarolo della Nco l’uomo fermato dai carabinieri con il materiale esplosivo per far saltare i bancomat

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Era un ex bombarolo della Nco al servizio del super boss Pasquale Scotti, il braccio destro di Cutolo oggi pentito, il 60enne di Casalnuovo arrestato dai carabinieri insieme con due fratelli gemelli originari della Puglia. Vincenzo Bianco era un esperto di esplosivi e per questo che i due giovani nipoti di un boss della Sacra Corona Unita, si erano rivolti a lui. Probabilmente conoscenze del padre durate una comune detenezione. I due preparavano un assalto a uno sportello bancomat.
Bianco aveva preparato tutto l’occorrente per il  confezionato un potentissimo ordigno esplosivo :una cinquantina di chiodi a 4 punte, due barattoli con un chilo e mezzo di miscela esplosiva, una busta di cellophane con altri 226 grammi, 3 marmotte lastre rettangolari piene di esplosivo da inserire nelle cavità degli sportelli bancomat per farli saltare – e materiale per la pesatura, il confezionamento e l’attivazione dell’esplosivo (bilancia elettronica, cavi, fascette, pinza, nastro isolante, guanti, batteria elettrica).
I due gemelli, Giovanni e Vincenzo Stasi, 27enni, sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale, il bombarolo è agli arresti domiciliari Nel materiale sequestrato, oltre alle marmotte utilizzate per far saltare in aria i bancomat, i carabinieri hanno sequestrato anche quei grossi chiodi a tre punte, utilizzate dalle bande di rapinatori pugliesi, per bucare le ruote dei blindati.

 

Napoli: bomba sotto la casa di un indagato per camorra alle ‘Case Nuove’

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Un ordigno rudimentale e’ stato fatto esplodere poco prima dell’alba sotto l’abitazione di un uomo indagato per associazione camorristica, in via padre Ludovico da Casoria, nella zona delle cosiddette ‘Case nuove’. Lo scoppio e’ avvenuto verso le cinque di stamane, e ha danneggiato un’auto in sosta provocando anche il parziale cedimento di un balconcino affacciato sulla strada, al piano rialzato. Infranti anche i vetri di numerose abitazioni. Nessun ferito, sul posto gli uomini della Polizia di Stato. e gli uomini della scientifica per i rilievi del caso. L’uomo è stato portato in Questura per essere interrogato.

Il lavoro online del broker finanziario

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Nel mondo della finanza una delle figure di maggior spicco è il lavoro del broker, portata alla ribalta da film come “La Ricerca della Felicità” di Muccino e “The Wolf of Wall Street” con protagonista Leonardo Di Caprio.

Ma chi è davvero un broker finanziario? Come svolge il suo lavoro?

Nel trading finanziario il broker è una figura chiave, anello di congiunzione tra richieste ed esigenze del cliente e le offerte del mercato. E’, per dirlo in termini più semplici, l’intermediario tra chi vuole investire i propri capitali ed i vari segmenti del mercato finanziario in cui è possibile farlo.

Ma cosa fa nello specifico un broker finanziario?

Il broker che fa un lavoro online si occupa principalmente di investire i capitali del cliente, seguendone le direttive e suggerendo soluzioni, in strumenti finanziari con l’obbiettivo di trarne un guadagno.

Competenza principale per svolgere il lavoro del broker finanziario è quella di conoscere approfonditamente il mondo dei mercati finanziari e le caratteristiche del mercato stesso, in modo da poter proporre al cliente gli investimenti adatti alle sue necessità.

Essenziale è anche la sua capacità, acquisita col tempo attraverso le diverse esperienze operate sul campo, di interpretare le esigenze del cliente in base a dove desidera andare ad operare ed al suo profilo di rischio. Unendo queste due competenze il broker finanziario è in grado di indirizzare il cliente verso investimenti conformi ai suoi bisogni traendone un profitto.

Esistono diversi tipi di lavori online, è il broker finanziario che si differenziano per i vari segmenti di mercato nel quale si sono specializzati, come ad esempio i broker di materie prime che si occupano del commercio delle stesse. Esistono però anche broker a servizio completo la cui competenza spazia in più settori del trading finanziario.

Come si diventa broker finanziario?

Anche se non è necessario possederne una, in Italia non esiste purtroppo un corso di laurea specifico che indirizzi verso questa professione. L’unico percorso di studi che potrebbe essere preso in considerazione come punto di partenza, è quello di Economia, ma essendo il broker finanziario una figura che si occupa per l’appunto di finanza, una laurea in Economia non dà i requisiti necessari per svolgere questa professione ma soltanto un’infarinatura generale sugli argomenti base.

Può essere utile conseguire un master in Business Administration, ma sono lo studio di testi finanziari al fine di comprendere l’evoluzione dei mercati sempre in movimento e l’esperienza sul campo i migliori maestri.
Per praticare la professione di broker finanziario è necessario essere iscritti all’Albo dei Broker dopo aver superato gli esami scritti ed orali richiesti dallo stato.

Molti si chiederanno anche se è necessario avere un capitale proprio di rilevanza, all’inizio e anche se avere in partenza una copertura monetaria sostanziosa può essere d’aiuto, non è necessario essere ricchi per diventare un broker.

Ricapitolando, per diventare un broker finanziario:

  • non è necessaria una laurea
  • può essere utile intraprendere un percorso di studi in Economia
  • un altro titolo di studio utile è il master in Business Administration
  • è necessario superare un Esame di Stato scritto ed orale
  • è necessario essere iscritti all’Albo dei Broker Finanziari
  • non serve essere ricchi

Quanto guadagna un broker?

E’ anzitutto necessario chiarire che operare nel mondo del trading finanziario non è così semplice come può sembrare: la concorrenza è altissima ed il mercato così vasto che studio e talento spesso non sono sufficienti. E’ anche vero però che l’esperienza solitamente paga e che più il broker finanziario è in grado di immagazzinarne, più le possibilità di un buon rendimento si presentano alla giusta portata.

Quanto guadagna un broker dunque è una domanda alla quale si può rispondere soltanto tenendo in considerazione questi fattori, valutando che la risposta dipende da numerosi elementi.

Da tenere in considerazione è, ovviamente, l’ampiezza del suo portfolio clienti e la capacità di soddisfarne le esigenze suggerendo loro gli investimenti più conformi alle loro esigenze.
Si parla dunque dell’abilità del broker stesso che, con un portfolio ampio, aumenta le proprie possibilità di guadagno, arrivando addirittura a sfiorare picchi di 10.000 euro al mese.

All’inizio però non è così semplice raggiungere certi guadagni e molti broker finanziari lavorano online alle dipendenze di agenzie di brokeraggio con uno stipendio fisso non proprio esaltante al quale vengono aggiunte provvigioni.

Per raggiungere grandi guadagni bisogna lavorare sodo, come in ogni ambito, senza farsi abbagliare dall’idea che il lavoro del broker finanziario possa far diventare ricchi con uno schiocco di dita.

Studentessa 20enne del Salernitano ricoverata in gravi condizioni per meningite

Una ragazza di 20 anni di Polla in provincia di Salerno è ricoverata da ieri all’ospedale di Potenza San Carlo, per meningoencefalite non infettiva. Si tratta di una meningite virale, ovvero una infiammazione degli strati di tessuto che rivestono il cervello e il midollo spinale (meningi) e dello spazio ripieno di liquido tra le meningi (spazio subaracnoideo). È causata da virus e in questo caso, quindi, non risulta infettiva e non è stato necessario avviare le procedure della meningite infettiva per evitare il contagio.
La giovane studentessa universitaria , nel pomeriggio di venerdì scorso, è prima andata al pronto soccorso del Luigi Curto di Polla per la febbre alta e altri sintomi. Dopo gli accertamenti di rito i medici hanno deciso per il trasferimento in ambulanza all’ospedale San Carlo di Potenza, dove la ventenne è stata ricoverata nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni di salute sono gravi ed è ricoverata in prognosi riservata.

 

‘Scusate, qualcuno ha perso questi soldi?’ poliziotto in pensione di Castellammare trova 100mila euro per strada e posta la foto su facebook

Sta facendo il giro del web il post che il poliziotto in pensione di Castellammare di Stabia, Antonio Iozzino, ha postato nella serata di ieri sul suo profilo facebook. Iozzino infatti ha trovato per strada un vero e proprio tesoro di 100mila euro e dopo aver fotografato le banconote sparse per strada ha scritto sul suo profilo: “..mo mo` …mi trovo dopo Seiano …in penisola sorrentina…
Ops amici…. qualcuno di voi ha perso questi soldi…!!!?
Aspetto un vs contatto in modo di poterli restituire….👍👍😇😇😇💝💝💝
Un abbraccio affettuoso a voi tutti…”.
Erano banconote da 20 e 50 euro sparpagliati in strada insieme con una valigetta  da cui probabilmente sono usciti essendo stata schiacciata sotto le ruote di un’auto. Il post è stato condiviso anche dalla pagina e dal gruppo “Noi Poliziotti per sempre… dovunque per voi”. I commenti naturalmente si sono sprecati Iozzino, nel post, ha chiesto ai proprietari del denaro di contattarlo per poter restituire il tesoro. Le banconote sono custodite presso il commissariato di polizia di Castellammare.

Camorra a Ponticelli: ”Se ne deve andare. Quelli lo uccidono”: il commento in ospedale dopo l’agguato. LE INTERCETTAZIONI

“Enrì, non è il fatto che tu dai uno schiaffo a uno e, non è così. Non è questa vita qua, è finita. Basta. Se ne deve andare. Perché quelli lo uccidono, se ne deve andare, se ne deve andare. Quelli lo uccidono”. E’ il commento allarmato che uno dei familiari di Ciro Poli, uno dei pusher al servizio dei D’Amico “fraulella” del rione Conocal di Ponticelli, fa a Villa Betania mentre aspetta che i medici lo curino. Il giovane non sa di essere intercettato. E’ la sera del 20 luglio 2015. Poco prima in via Toscanini a Ponticelli Ciro Poli, all’ epoca 19enne e il minore Antonio D. C. restano feriti da colpi di pistola. Ciro Poli, come riporta Il Roma, appare molto preoccupato e  parla con i familiari. E si lasciano andare a commenti che evidenziano il loro rancore nei confronti di Flavio Salzano, all’epoca uno dei gestori delle piazze di spaccio dei D’Amico, sfuggito al maxi blitz Delenda e da latitante ucciso nel 2016 dal clan De Micco al quale si era legato e perchè poi aveva deciso di lasciare. Salzano tra l’altro era anche lo zio di Ciro Rigotti, il 20enne calciatore gambiazzato due giorni fa sempre al rione Conocal. Nella discussione intercettata si parla proprio di lui.
Enzo: “No, mi devi stare a sentire tu a me. Non fa nulla che sta lui davanti. Allora io ti dico quello che. Senti a me. Allora Flavio, che, che si deve affogare a Ischia, devo sapere una brutta notizia di quello. Io sto male che mi devo litigare con te, che sto qua, però io ti ritengo una persona adulta no? Come persona adulta voglio capire che questo ha il pus in testa”.
Donna: “E ma sta vicino a voi no?”.
Enrico: “Ci stava un compagno suo”.
Anna: “Stavano gli altri compagni”.
Enrico: “Quell’altro stava”.
Ciro: “Noi stavamo parlando vicino alla macchina dei ragazzi”.
Enrico: “No, stavano parlando”.
Donna: “Ah, stavano parlando. Anna hai capito?”.
Ciro: “E bello e buono loro, disse bombolone. Eccoli, eccoli. Accellerò, il tempo che io mi misi la mano in tasca, volevo mettermi la mano in tasca e volevo scendere da sopra al mezzo: baam, bam, bam. La l’ho visti vicino, faccia a faccia stavamo”.
Anna: “Quello li conoscere pure Assu, tanto li conosce”.
Ciro Poli all’epoca aveva una relazione sentimentale con la figlia di Ciro Naturale, soggetto legato ai De Micco. Invece Antonio D.C. sarebbe stato ferito per questioni legato allo spaccio.
Dalla conversazione intercettata e contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare che quattro giorni fa ha colpito 23 tra boss e gregari del clan De Micco oltre ai riferimenti a Flavio Salzano, che si trova ad Ischia e gli interlocutori parlano anche di Checco che, dal tenore della conversazione si identifica in Francesco De Bernardo e di Roberto ’o chiattone, che si identifica in Roberto Boccardi.
Luigi: “Può darsi che quello, secondo me era già tutto organizzato perché quello chiamò e lui non ha accettato proprio, disse andatevene a casa”.
Ciro: “No”.
Luigi: “A Ciruzzo disse vattene a casa”.
Ciro: “…. incomp…”.
Luigi: “Eh, per farlo togliere da mezzo alla strada, secondo me, perché quello lo sapeva che stava con te, già era tutto organizzato”.
Ciro: “Pure Cristian non ci stava. Io questo stavo pensando”.
Luigi: “Checco pure non ci stava?”.
Ciro: “Io questo stavo pensando oggi”.
Luigi: “E a me ora mi è venuto in mente. Carmine o piccione disse: “Cirù vieni di la, ti devo fare una imbasciata”. Si legge nell’ordinanza: “Mentre per Poli si rafforza l’ipotesi secondo la quale l’agguato sia da attribuirsi ad un movente passionale, per quanto riguarda Antonio D.C., le motivazioni del suo ferimento vanno ricercate, evidentemente, presumibilmente in un con- testo legato allo spaccio. Lo stesso gestiva una piazza di spaccio, come è emerso dalle conversazioni intercettate”.

Carcere di Poggioreale, i racconti choc dei detenuti al processo per gli abusi nella famosa ‘Cella zero’

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Abusi nei confronti dei detenuti del carcere di Poggioreale nella famosa “Cella Zero”: sono stati depositati verbali relativi agli interrogatori dei compagni di due delle presunte vittime degli abusi.

Il processo che si sta celebrando davanti al giudice monocratico della Terza sezione penale, Lucio Galeota, riprenderà a inizio marzo. Dodici agenti della polizia penitenziaria sono a vario titolo imputati per sequestro di persona, abuso di potere, lesioni e maltrattamenti. Ci sono quattro ex detenuti e la moglie di un quinto che intendono costituirsi parti civili. Nei verbali depositati ci sono i racconti delle vittime e dei compagni di cella.
Gli episodi al centro del processo si riferiscono agli anni che vanno dal 2012 al 2014. “Verso le 22 e 30 ero fermo accanto alle sbarre della cella quando un assistente della polizia penitenziaria addetto alla sorveglianza del piano si avvicinò a me e in dialetto napoletano disse: Tu hai detto che voglio fare il guappo…. . Fui condotto in una saletta senza arredi. Mi fecero spogliare anche degli indumenti intimi – si legge nella deposizione del detenuto ( i fatti risalgono al luglio 2013)- e i tre iniziarono a picchiarmi, insultarmi e farmi eseguire flessioni sulle gambe”.
Un altro episodio agli atti è relativo al Natale del 2013 ed è raccontato da un testimone compagno di cella del detenuto maltrattato: “Ricordo che quella sera il mio compagno di cella aveva avuto una discussione con l’assistente in servizio al padiglione Napoli, piano terra, lato sinistro. Subito dopo l’assistente si allontanava per fare ritorno dopo pochi minuti in compagnia di quattro o cinque colleghi in divisa. Lo prelevavano con tutta la sedia a rotelle (il detenuto era reduce da un infortunio, ndr) e lo portavano via… Faceva rientro in cella solo dopo circa tre giorni, se non sbaglio il 27 dicembre, e presentava segni di violenza sia sul viso che sul corpo. Ci raccontò che era stato portato prima ai cancelli uffici, dove era stato picchiato, poi all’Avellino destro, cioè il reparto per i detenuti con problemi mentali, e anche qui era stato picchiato. La sedia a rotelle era completamente fuori uso, in quanto era stato lanciato con tutta la sedia contro il muro”.
La stessa ricostruzione dei fatti viene poi confermata anche da un secondo detenuto: “Tornò dopo tre giorni e presentava lividi sul viso e sul corpo, ci disse che era stato percosso dalla guardie e poi recluso nel padiglione Avellino destro”. Tra le accuse, invece, c’è la testimonianza di un altro ex detenuto.
Ancora periodo prenatalizio, dicembre 2012: “Fui aggredito con pugni e calci. Uno degli agenti mi colpì in testa con le chiavi delle celle. Ci vollero due punti di sutura ma al personale sanitario raccontai di essermi fatto male da solo, con la maniglia della porta. Temevo ritorsioni, uno degli agenti disse che mi avrebbe fatto fare la fine di mio cugino e mio cugino fu trovato morto in cella con ipotesi di suicidio”.

 

Cinque Stelle: i trombati da Grillo si vedono a Quarto

Sindaci ex Cinquestelle pronti a fare rete per difendere i valori condivisi. I primi cittadini di Parma, Federico Pizzarotti, di Gela, Domenico Messinese e di Quarto, Rosa Capuozzo, si sono ritrovati nella cittadina campana per dialogare di possibili sinergie e condivisioni per un nuovo progetto politico. L’occasione è stata la presentazione dell’associazione “#Coraggio Quarto!”, varata dalla Capuozzo subito dopo l’espulsione da M5S, nel gennaio 2016, per proseguire l’esperienza amministrativa alla guida del comune flegreo.
“Puntiamo ad avviare un lavoro di rete – afferma Pizzarotti – a cui domani, a Roma, con il sindaco di Cerveteri, Pascucci, vedremo di dare ulteriore concretezza. Una rete tra amministratori usciti dai discorsi partitici che abbiano una base di valori condivisi. E’ prematuro pensare oggi a qualcos’altro. Questa di Quarto è una delle tappe di avvicinamento per creare la rete”.

Già a letto 467mila italiani con l’influenza, boom a Capodanno

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Sono già 467mila gli italiani finiti a letto a causa dell’influenza, il cui picco è previsto per Capodanno. Il dato è emerso nel corso del congresso della Società italiana di medicina generale (Simg) in corso a Firenze.”L’anno scorso – spiegano gli esperti – il virus ha provocato 2mila decessi in più rispetto alla stagione precedente, e il fenomeno potrebbe ripetersi”. Per questo i medici generici riuniti al congresso della Simg lanciano un appello: “E’ fondamentale – dicono – che tutti i cittadini si vaccinino quanto prima”. Quest’anno si prevede un virus meno aggressivo di quello dell’anno scorso, ma che colpirà un numero maggiore di persone come già avvenuto nell’emisfero australe.
“Rinnoviamo l’invito affinché tutti i cittadini e non solo le categorie a rischio si immunizzino” afferma Claudio Cricelli, presidente della Simg. “La campagna vaccinale ha avuto nelle prime settimane un buon riscontro – precisa -, ricordiamo che devono assolutamente immunizzarsi i pazienti colpiti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie, anziani, bambini e donne in gravidanza”.

Pompei, arriva il primo defibrillatore pubblico

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Arriva il primo defibrillatore pubblico a Pompei. Questa mattina al Comune è andata in scena la cerimonia per la prima installazione del macchinario salvavita, nell’ambito dell’iniziativa “Rotary for Heart” voluta dal Rotary Club Pompei-Villa dei misteri e dall’assessore alla sanità Antonio Coppola. Alla cerimonia era presente anche il sindaco Pietro Amitrano che ha presieduto il convegno moderato dal dottor Raffaele Esposito.
Sono seguiti i saluti del vicepresidente del Rotary Club Umberto Matrone che ha illustrato il progetto. Importante contributo è stato anche l’intervento della dottoressa Giovanna Grasso, anestesista rianimatore. A seguire i saluti della governatrice emerita del Rotary Maria Rita Acciardi. Il progetto è poi stato illustrato dal dottor Antonio Coppola, medico anestesista e assessore con delega alla sanità del Comune di Pompei.
“E’ importante dare informazioni utili alla cittadinanza su come salvare una vita umana in poche mosse – ha commentato – Con un defibrillatore a portata di mano si possono salvare vite umane, soprattutto perché in questi casi l’arrivo dei soccorsi potrebbe risultare tardivo. I soccorritori potrebbero avere solo pochi muniti per evitare il peggio. Siamo in una città frequentata da turisti provenienti da ogni parte del mondo, molti dei quali in età avanzata. Installando defibrillatori in diversi punti strategici potrebbe essere utile a garantire una sicurezza maggiore ai visitatori provenienti da ogni parte del mondo, sia per la bellezza dei nostri Scavi sia nell’ambito di un turismo religioso”. Infatti si tratta di una prima installazione, altri defibrillatori dovranno essere garantiti in più punti della città.

Autostrada: chiusura dello svincolo di Napoli Porto per 4 notti

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Autostrade Meridionali comunica che sulla A3 Napoli-Pompei-Salerno, per quattro notti consecutive con orario 22-06, dalle ore 22 di lunedi’ 4 alle ore 6 di venerdi’ 8 dicembre sara’ chiusa l’uscita dello svincolo di Napoli Porto, per chi proviene da Salerno, per lavori di manutenzione. In alternativa si consiglia di utilizzare l’uscita dello svincolo di Napoli Via Marina.

Napoli, dimenticare la Juventus: è già tempo di Champions

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Dimenticare la Juventus. Resettare, cancellare, azzerare la sconfitta, la prima del campionato, e ripartire. Il Napoli del bel gioco, la squadra spumeggiante, l’attacco atomico, la difesa rocciosa, tutto si e’ sciolto ieri sera come neve al sole. E’ bastato un gol di Higuain, l’ex compagno di squadra, diventato una sorta di implacabile vendicatore, per smontare il morale di una squadra intera. Il peggio e’ che non c’e’ tempo per curare le ferite dell’animo e anche quelle del corpo, visto che le condizioni atletiche dei calciatori azzurri, spremuti per mesi da Sarri senza neppure il sollievo del turnover, lo renderebbero necessario.
Neanche il tempo di digerire la batosta di ieri sera, che gia’ si torna in campo. E la posta in palio questa volta, se e’ possibile, e’ ancora maggiore rispetto a ieri sera. Mercoledi’ gli azzurri scendono in campo a Rotterdam, contro il Feyenoord per giocarsi la qualificazione agli ottavi di finale della Champions League. E’ l’ultima partita del girone e non ci saranno appelli. O dentro o fuori, aspettando il risultato della sfida tra City e Shakhtar, altrimenti ogni sforzo sara’ stato inutile e si retrocedera’ in Europa League. Gli azzurri sono ben consci di cio’ che li attende.
Non e’ un caso che oggi il capitano della squadra, Marek Hamsik abbia pubblicato sul proprio sito un commento che fa riferimento proprio alla necessita’ di rialzarsi immediatamente, partendo, appunto, dalla Champions. “Ora – scrive Hamsik – dobbiamo subito pensare alla Champions. Dobbiamo giocare a Rotterdam e poi attendere l’esito dell’incontro tra Shakhtar e Manchester City”. “Ci dispiace – osserva lo slovacco – di non aver vinto. Soprattutto per i nostri tifosi che hanno creato per noi una grande atmosfera. Abbiamo dominato per 70 minuti ma non sapevamo come superare la solida difesa della Juventus”.
intanto ci sono da verificare le condizioni di Lorenzo Insigne. Ieri nel dopopartita Sarri ha rivelato che il calciatore e’ tornato dagli impegni con la Nazionale accusando qualche dolore all’osso pubico. Probabilmente Insigne sara’ risparmiato mercoledi’ e al suo posto potrebbe giocare il giovane Ounas, visti gli scarsi ricambi che offre la rosa del Napoli. Proprio il tema dei ricambi, e quello della contrarieta’ di Sarri a ricorrere al turnover hanno caratterizzato oggi i commenti dei tifosi alla sconfitta di ieri con la Juventus. Molti accusano l’allenatore, in tanti se la prendono con il presidente De Laurentiis per la striminzita campagna acquisti della scorsa estate. Mentre i commenti si accavallano, il Napoli non si puo’ fermare. Mercoledi’ si decide una fetta importante dei destini dell’intera stagione azzurra.

Bandiera nazista: fa apparizione in caserma…

Una bandiera utilizzata in tutta Europa da gruppi neonazisti è apparsa in una camerata della caserma del VI battaglione carabinieri Toscana. La bandiera si vede in un video, pubblicato su ‘ilsitodifirenze’, ripreso dall’esterno della caserma Baldisserra. Nelle immagini, per un attimo, accanto alla bandiera appare anche un poster – forse un fotomontaggio – con un’immagine di Matteo Salvini. Dall’Arma si rende noto che il comandante del battaglione sta “valutando provvedimenti disciplinari” ed eventuali conseguenze penali del gesto.

Bimbo ingerisce farmaci: è grave

Un bimbo di tre anni è rimasto intossicato ed è ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi, dopo avere ingerito alcuni farmaci che erano in casa. Il piccolo che vive a Ostuni, è stato accompagnato la notte scorsa al pronto soccorso dell’ospedale cittadini e poi trasferito in ambulanza a Brindisi. Avrebbe ingerito degli antinfiammatori. Le sue condizioni gravi ma stazionarie, respira autonomamente ma la prognosi resta riservata.

Sentenza divorzio: quota del Tfr a lei

Alla moglie divorziata spetta una quota del Tfr del marito. Anche se l’uomo ha ricevuto l’indennità dieci anni dopo lo scioglimento del matrimonio. Un principio ribadito dal tribunale di Torino, che ha ordinato a un agente assicurativo di versare all’ex consorte 94.508 euro più interessi e spese processuali. Di per sé non è una novità. E’ la legge del 1970 a stabilire che il coniuge – se non è convolato a nuove nozze – ha diritto a una percentuale del trattamento di fine rapporto. A stupire, nel caso esaminato dai giudici subalpini, sono due aspetti. Il primo è il tempo trascorso dalla proclamazione del divorzio: un decennio. Il secondo è legato al cosiddetto “onere della prova”: l’agente assicurativo, come si legge nella sentenza, non ha saputo (o non ha potuto) dimostrare che in realtà quei 393 mila euro liquidati dalla compagnia non erano un Tfr, ma una sorta di buonuscita. Se fosse stato così, quei 94 mila euro sarebbero rimasti nelle sue tasche perché la Cassazione, nel 2016, ha affermato che non tutti i denari percepiti da un coniuge devono essere assoggettati al prelievo. Sfuggono, per esempio, i ricavi originati da un’attività di “natura imprenditoriale” esercitata “mediante una complessa e articolata struttura organizzata con vasta dotazione di mezzi e personale”.

Napoli, la città contro Higuain: storia dell’amore finito

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Tre anni a Napoli attraversati da un amore smisurato, solo di poco inferiore a quello a suo tempo riservato a Maradona. Poi il passaggio alla Juventus, ‘proprio’ alla Juventus. Un tradimento, un’offesa alla citta’ e ad un popolo, una pugnalata alle spalle, qualcosa che non si puo’ perdonare. I tifosi del Napoli e Gonzalo Higuain, una storia d’amore finita male, i cui strascichi continueranno almeno fino a quando l’argentino giochera’ in Italia. Lo scorso anno il Pipita scese in campo al San Paolo due volte nell’arco di tre giorni, in campionato e in Coppa Italia, e l’accoglienza fu tanto feroce da fargli perdere la testa. Quest’anno la replica.
Eppure ogni volta Higuain, con rabbia e determinazione, si e’ caricato sulle spalle la squadra e ha fatto male al Napoli. Quella fra il giocatore e i suoi ex tifosi e’ una frattura alla quale non c’e’ rimedio possibile. Non e’ d’accordo Maurizio Sarri, che non segue su questo piano i sostenitori, ma neanche la sua voce viene ascoltata. Il calciatore – forse ricordando l’amore smisurato che i partenopei gli avevano mostrato – ha sempre sostenuto, anche con gesti plateali fatti dal campo, che il colpevole di questa rottura sia stato a suo tempo Aurelio De Laurentiis. Un modo, forse, per scusarsi con la gente di Napoli che, pero’, non ha ammorbidito i sostenitori azzurri. Ieri sera al San Paolo e’ andato nuovamente in scena il litigio tra i due ex innamorati
Bordate di fischi, urla, offese terribili si sono levati dagli spalti ogni volta che Higuain ha toccato il pallone. Quando il Pipita ha segnato e ha esultato platealmente, la rabbia si fatta ancora piu’ intensa. Ai tifosi ieri ha fatto piu’ male la vendetta di Higuain che la sconfitta in se’. Nessuno sugli spalti ha mai pensato che il trattamento peggiore che avrebbero potuto riservargli, quello che forse gli avrebbe fatto piu’ male, sarebbe stato l’indifferenza.

Maradona folle genio con Goya nel “Museo della Follia” curato da Sgarbi a Napoli

“Se oggi dovessi ribattezzare la mostra qui a Napoli tralascerei Goya e la chiamerei da San Gennaro a Maradona – ha raccontato Vittorio Sgarbi – La follia è anche quella che un personaggio riesce a generare negli altri. Infatti San Gennaro, il cui sangue si scioglie periodicamente, rende folli i napoletani nella superstizione, ma Maradona li ha resi folli di gioia. Ecco perché ho scelto Diego Armando per chiudere il cerchio della mostra”.
La mostra “Museo della Follia da Goya a Maradona”, curata da Vittorio Sgarbi apre domani, domenica 3 dicembre, alla Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta di Napoli fino al 27 maggio del prossimo anno. Oggi è stata presentata in una conferenza alla quale hanno partecipato relatori eccellenti, quali Monsignor Vincenzo de Gregorio rettore della chiesa, il magistrato Nicola Graziano, lo psicologo Raffaele Morelli, il direttore del museo Madre Andrea Viliani e la direttrice dell’ospedale Santobono Pausillipon Annamaria Minicucci al quale Diego Armando Maradona ha ceduto in beneficenza il cachet ricevuto per l’utilizzo del suo nome.
Al calciatore argentino è stato dedicato un video ed anche un’istallazione dell’artista pisano Gianni Lucchesi che riprende 9 radiografie di un piede, ognuna delle quali rappresenta uno spettacolare gol di Diego Maradona, ma anche una della mano (che non poteva mancare), in ricordo della rete definita “la mano de Dios” segnata nella partita del 22 giugno del 1986 contro l’inghilterra.

La ‘Iena’ Nadia Toffa ricoverata in gravi condizioni

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Nadia Toffa, inviata e conduttrice della trasmissione televisiva Le Iene, è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Cattinara di Trieste, dopo aver avuto un malore.
Toffa, 39 anni, si trovava in un albergo del centro quando si è sentita male ed avrebbe perso conoscenza. Giunti i soccorsi, è stata portata in ambulanza ed è ricoverata nel Reparto di rianimazione.
L’inviata della trasmissione televisiva di Mediaset avrebbe avuto un malore intorno alle 14 nella sua camera d’albergo a Trieste, città dove è già stata più volte per servizi televisivi, ad esempio quelli sulla situazione dell’impianto siderurgico Ferriera di Servola. Toffa più volte ha avvicinato, o ha tentato di avvicinare, anche la presidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani, con la quale c’è stata qualche schermaglia verbale.
La direzione della Azienda Sanitaria Universitaria Trieste confermando il ricovero di Nadia Toffa, ha precisato che la “prognosi è riservata per patologia cerebrale in fase di definizione”. Probabilmente l’inviata delle Iene sarà trasferita nelle prossime ore al San Raffaele di Milano con un elicottero. Toffa è ricoverata nella Terapia Intensiva dell’Arta (Anestesia rianimazione terapia antalgica).

Luci d’Artista a Salerno, Serena Autieri accende l’Albero

Ora a Salerno e’ veramente Natale. L’Albero in piazza Portanova e’ stato acceso da una madrina d’eccezione, la bella ed elegante Serena Autieri. Alto 26 metri, quest’anno l’albero richiama la tradizione piu’ pura essendo verde, illuminato da 280mila lampadine a led che creano una suggestione di rimando con le luci che si intravedono nel centro storico. “Quello di oggi – ha detto l’attrice partenopea Serena Autieri – e’ un bellissimo ritorno a Salerno. E’ la prima volta che inauguro questo Albero di Natale che trovo stupendo. Sono onorata di essere qui oggi. Salerno e’ un po’ la mia seconda casa. Spesso vengo per vari spettacoli. E’ una citta’ che amo molto. Da campana non posso che amarla. E’ ordinata, mi piace passeggiare tra le strade e poi mia figlia qui ha tante amiche.
Anche a Capodanno saro’ a Salerno per presentare il concerto di fine anno”. La Autieri, prima che l’Albero iniziasse a brillare di luci, ha scaldato la folla intonando il ritornello di un classico della canzone napoletana Reginella, strappando scroscianti applausi. Prima di arrivare a piazza Portanova, l’attrice – accompagnata dal marito e dalla figlia Giulia – ha incontrato la stampa a Palazzo di Citta’, insieme al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli. “Sono molto contento – ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – di queste Luci d’Artista. Siamo particolarmente contenti perche’ questa edizione e’ stata, come sapete, travagliata. Devo, come sempre, ringraziare le imprese che hanno lavorato, i nostri operai che come al solito hanno montato anche sotto l’acqua i corpi luminosi.
Abbiamo una citta’ magica come sempre. Il sistema di viabilita’ funziona. L’amministrazione comunale – ha aggiunto il governatore – ha messo a punto un sistema rodato. Ho visto anche una presenza di forze dell’ordine adeguata. Mi sembra che ci siano tutte le condizioni per vivere con grande serenita’ questo evento. Il 7 dicembre la Regione Campania e il santuario di Montevergine offriranno a Papa Francesco il presepe che si monta ogni anno a Piazza San Pietro. Il 7 sera inaugureremo il presepe e la mattina avremo udienza dal Santo Padre. Sara’ un ulteriore momento di promozione della Campania oltre che un momento di grande spiritualita'”. Secondo il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli “quella di stasera e’ una serata particolarmente bella per la citta’ di Salerno con una madrina d’eccezione che ha acceso il nostro splendido albero. I
n citta’ – ha aggiunto il primo cittadino -si respira aria di festa e tranquillita’ grazie anche al controllo del territorio. Abbiamo lavorato intensamente con il Questore, il Prefetto e i nostri Corpi di Polizia Municipale affinche’ tutto procedesse al meglio, sia come circolazione che come sicurezza percepita dai cittadini e dai tanti turisti”.