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Giò Cristiano e Dean Bowman in concerto all’AvaNposto Numero Zero

Venerdì 8 dicembre alle ore 21.00, si esibiranno sul palco dell’AvaNposto Numero Zero Giò Cristiano e Dean Bowman, nell’unica data napoletana del loro “Jazz Gospel Project Tour”. Un viaggio alle radici della black music, un percorso che attraversa tutta la storia della musica Afro-Americana cominciato nel 2010 e già approdato all’album Voodoo Miles (2015), che ha visto la partecipazione del sassofonista Daniele Sepe.
Il viaggio, questa volta è declinato in chiave acustica, proponendo un tuffo nella vocalità black gospel più autentica, accompagnato solo dalla chitarra e dal piano dello special guest Lorenzo Natale, per la prima volta con il duo. Uno spettacolo intimo molto lontano dalle sonorità elettriche del disco, per un pubblico attento. L’evento, nasce dall’intesa e dalla collaborazione con la direzione artistica del teatro che, con questo concerto, che verrà registrato e diffuso come produzione AvaNposto, si propone come un luogo di riferimento del jazz a Napoli, con l’obiettivo di dare vita ad una rassegna in tema e che, a partire da gennaio, ospiterà corsi di chitarra e pianoforte, organizzati in collaborazione con la casa discografica Aspro Cuore Recording.
Dean Bowman è uno degli artisti più rappresentanti della scena jazzistica Newyorkese. La poderosa tecnica vocale e la profondità delle sue interpretazioni, lo hanno reso uno dei più importanti musicisti della scena mondiale. Il “jazz vocalist con l’animo da rocker” è, infatti, stato al fianco di musicisti del calibro di John Scofield, Don Byron, Screaming Headless Torsos, Mingus Big Band, Brass Fantasy, Lester Bowie, Uri Cane e molti altri.
Giò Cristiano, chitarrista napoletano classe ’79, ha lavorato al fianco di musicisti del calibro di Reggie Washington. È un musicista enigmatico, costantemente alla ricerca di nuovi percorsi in territori, al confine fra diverse tradizioni e culture, in grado di esplorare diverse regioni sonore, immergendosi con naturalezza nelle sonorità del blues gospel, della tradizione popolare mediterranea e del jazz contemporaneo. Nel corso del tempo, si è impadronito di diverse tecniche, che lo hanno portato a definire uno stile molto personale, lontano da manierismi e stilemi.
L’ingresso è riservato ai soci di AvaNposto Numero Zero (via Sedile di Porto 55, Napoli / via Mezzocannone) con un contributo associativo di dodici euro.

”Caccia allo sbirro” sul web compare di nuovo la pagina degli antagonisti

Oscurata qualche mese fa dalla Polizia postale, è stata ricreata la pagina web “Caccia allo sbirro” non indicizzata dai soliti motori di ricerca ma esistente nei “bassifondi” del web.
Il sito contiene minacce esplicite rivolte ai rappresentanti delle forze dell’ordine con una specie di schedario che si propone di individuare, identificare e rintracciare uomini e donne in divisa per “mettere alla gogna gli agenti che imperversano contro le masse popolari”.
Rispetto al febbraio scorso – quando si riuscì ad oscurare la pagina web – oggi c’è un’altra novità:due poliziotti napoletani – il primo, ex dirigente della Questura di via Medina, e il secondo, un ispettore in servizio alla Digos di Napoli – vengono indicati come “schiavi del regime”, entrambi indicati ed associati, nel delirante messaggio postato, come “infiltrati, spie, collaboratori del regime non conosciuti alle masse popolari”.

Tra gli “sbirri che difendono i fasci”, come riporta Il Mattino, adesso compare anche il nome dell’ex dirigente della Digos di Napoli, Antonio Sbordone, attualmente questore di Reggio Emilia. A lui viene dedicata una pagina web sulla quale compare una foto identificativa (peraltro sbagliata) all’interno della quale compaiono quattro campi vuoti che si chiede agli utenti di compilare. Ma non c’è soltanto Sbordone. Con tanto di foto pubblicata, che lo ritrae durante una manifestazione organizzata dai centri sociali a Napoli qualche anno fa, compare anche un altro noto poliziotto napoletano il quale ancora oggi è in servizio presso la Digos partenopea, e mentre per Sbordone vengono evidenziati i dati personali, per questo secondo poliziotto l’appello che compare sul deep web è chiarissimo: “Dati personali non disponibili. Se lo conosci compila il formulario qui sopra”.
Il portale è quindi uno schedario, un archivio da consultare per mettere all’indice poliziotti e carabinieri che controllano e di investigano sui movimenti politici e centri “antagonisti”, spesso finiti nel mirino della Digos e dei Ros dei carabinieri. Si legge: “La polizia politica basa la sua forza anche sul fatto che i suoi agenti, infiltrati, spie e collaboratori, non sono conosciuti alle masse popolari. Farli conoscere è un modo pratico per rendere il loro sporco lavoro se non impossibile, almeno difficile. Facciamo circolare le loro foto e i loro dati!”.
Ancora: “Denunciamo le azioni di controllo, intimidazione e l’infiltrazione degli sbirri e dei loro collaboratori nei partiti e nelle iniziative dei comunisti, degli antifascisti, degli antimperialisti e negli organismi delle masse popolari.

Cacciamo gli infiltrati, gli spioni e i collaboratori della polizia politica e delle agenzie private. Denuncia anche tu i servi del regime!”. E un esplicito invito alla violenza: “Rendiamo il loro lavoro sempre più difficile e sempre meno allettante per coloro che non sono ancora stati assoldati dalla borghesia imperialista”.
Il 28 febbraio era già scoppiato il caso: l’allarme era stato lanciato dal Ministero della Giustizia con una circolare indirizzata al personale della polizia penitenziaria con il chiaro invito a non pubblicare foto sui social, soprattutto se in divisa. Da domenica sulla riapertura del sito indaga la Digos affiancata dalla Polizia Postale. Una informativa è anche già stata trasmessa in Procura.

Come trovare il broker migliore per voi

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La prima cosa da sapere nel tentare di rispondere a questa domanda è definire esattamente quali sono le vostre esigenze. Non serve essere particolarmente scaltri per indovinare che se state leggendo questo articolo con qualcosa in più di un interesse passeggero per i suoi contenuti, probabilmente siete giovani uomini, o donne, che si sono appena imbarcati in una carriera, part-time o full-time, nel trading Forex. Non penso abbiate molta esperienza, e poiché siete all’inizio di un lungo viaggio, cercherete di non spendere troppo del vostro prezioso denaro.

Non c’è bisogno di dire che ci sono diversi tipi di broker. I broker normali trattano direttamente con i loro clienti e i broker resellers mantengono i contatti fra i clienti e i broker più grandi. I primi sono generalmente considerati più affidabili, ma questo non è sempre vero. C’è anche una differenza fra quelli che sono conosciuti come broker con servizio completo e broker con sconto. Come suggerisce il nome, i broker con servizio completo rispettano le aspettative e hanno un’offerta molto più ampia dei broker con sconto. Il servizio completo include la fornitura di consigli personalizzati sulle esigenze di ogni individuo. Inevitabilmente, dovrete pagare di più un “vero” broker di quanto paghereste per un trade online.

La scelta più probabile e sensata per un trader giovane, con meno disponibilità finanziaria ed esperienza, sarebbe quella di un broker con sconto. Sono abituati a trattare con questo tipo di trader, sono molto diffusi e mettono a disposizione una serie di strumenti ad investitori inesperti e nervosi sulla mossa successiva. Tuttavia, l’investitore o il trader non viene eccessivamente guidato, e niente batte la necessità di acquisire esperienza preziosa.

Il denaro giocherà un ruolo importante nelle decisioni che dovrete prendere. Dopo tutto, ogni Dollaro pagato è un Dollaro in meno nel portafoglio. Esaminiamo insieme alcune altre stime finanziarie. Innanzi tutto, dovete disporre di una cifra minima per aprire un account di trading ( con un broker online la cifra varia tra 500$ e 1000$. Se state considerando di aprire un margin account, tenete a mente che questi account richiedono un deposito minimo più elevato rispetto ai conti standard.

In secondo luogo, ci sono le commissioni per ritirare effettivamente il vostro denaro. Che ci crediate o meno, potranno essere i vostri soldi, ma potrebbe essere un lavoraccio entrarne in possesso! Potreste scoprire che il vostro broker addebita delle commissioni per ritirare il denaro, o che ne rifiuta il ritiro se questo significa far scendere il vostro saldo al di sotto della soglia minima. Quando state scegliendo un broker, assicuratevi di sapere quanto sarà difficile farvi dare il vostro denaro. In ultima, assicuratevi che il broker sia regolamentato in Italia dalla Consob.

Generalmente, fare i compiti ripaga. Chiedete ad altre persone di raccontarvi la loro esperienza, non provate paura o vergogna nel rivolgere le vostre domande e preoccupazioni ai broker che state esaminando. Dopo tutto, è in gioco il vostro sostentamento!

Pensione di invalidità per 20 anni grazie a certificati falsi: arrestata una donna e il suo medico

Caserta. Medico psichiatrico e paziente ai domiciliari per i falsi certificati che hanno permesso alla donna di percepire una pensione di invalidità per venti anni. Il giudice dispone anche il sequestro di 268mila euro che corrispondono alle indennità percepite dalla donna.
I carabinieri di Teverola hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della procura guidata dal procuratore Francesco Greco, nei confronti di uno psichiatra originario di Aversa e della paziente, una donna di Teverola. Le indagini dei militari hanno permesso di accertare, a partire da giugno 2016, una serie di condotte illecite attraverso il rilascio di certificati medici ritenuti falsi. Il medico ha diagnosticato alla paziente una patologia schizofrenica inesistente. La paziente, grazie alle certificazioni, ha ottenduto un’invalidità con totale e permanente inabilità al lavoro dal 1997 ad oggi.
Nell’ambito della stessa indagine sono indagati altri tre medici, liberi professionisti, nei confronti dei quali i carabinieri hanno fatto delle perquisizioni. I tre professionisti hanno rilasciato attestazioni che si ritengono false, in sede di commissione di verifica straordinaria nominata dall’Inps di Caserta dei requisiti di invalidità della donna.
Contestualmente all’ordinanza i militari hanno eseguito un sequestro di beni per equivalente per l’importo di 268mila euro che corrispondono alle indennità di invalidità erogate in vent’anni grazie alle false attestazioni.

Avellino, condannato il prof che molestò la studentessa

Una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione è quanto stabilito dal tribunale di Avellino nei confronti di L.P., un professore accusato di molestie sessuali nei confronti di una sua alunna. L’episodio, denunciato dalla ragazzina allora 15enne, si sarebbe verificato a novembre 2010 all’interno di un laboratorio della scuola. Durante tutta la fase dibattimentale il professore si è sempre dichiarato innocente, ribadendo a più riprese di non aver mai commesso nulla di tutto quanto è accusato. Infatti nell’ udienza precedente rese delle dichiarazioni spontanee al tribunale irpino e raccontò che in quei dieci minuti trascorsi nel laboratorio con la ragazza lei “raccontò delle gravi vicende familiari che l’affliggevano in quel periodo” affermando anche di “non riuscire a comprendere perché si fosse inventata tutta questa storia. Non ho mai fatto del male a nessuno”. La vittima, costituita parte civile ha sostenuto di aver ricevuto apprezzamenti dal docente e che subito dopo abbia tentato di palpeggiarla e baciarla in quel laboratorio scolastico. I difensori del professore presenteranno ricorso in appello. “Presenteremo ricorso ha dichiarato l’avvocato Petrillo anche perché siamo convinti che il nostro assistito sia innocente e che sia inverosimile il racconto fornito dalla persona offesa in quanto le molestie, così come ricostruito dall’alunna, si sarebbero verificate alla presenza di altri 30 studenti e che dal quel laboratorio non sia uscita per nulla turbata dopo l’episodio denunciato”. Gli avvocati del professore hanno rimarcato più volte le contraddizioni nelle quali sarebbe caduta la persona offesa dimostrando la sua inattendibilità. Inoltre questa tesi è stata avallata anche da un alunno dell’ istituto. Infatti il giovane avrebbe dichiarato che i due “rimasero nel laboratorio una decina di minuti e di non avere notato nulla di strano nella ragazza una volta uscita dall’aula e che il professore iniziò subito la lezione”.

Consumer Reports premia iPhone 8 e 8 Plus: più resistenti di iPhone X

Consumer Reports ha pubblicato il suo confronto tra i nuovi iPhone 2017, ovvero i tradizionali iPhone 8 e 8 Plus e il nuovo iPhone X. Come al solito CR analizza i dispositivi attraverso dei test empirici che permettono di valutare anche aspetti come resistenza, durata della batteria, verifica dell’impermeabilità e prestazioni generali dei dispositivi messi sotto esame.

Il risultato del confronto vede vincitori i più classici iPhone 8 e 8 Plus, mentre per iPhone X il giudizio è meno entusiasta per via dei risultati ottenuti in due test: batteria e resistenza alle cadute. Per quanto riguarda il primo, Consumer Reports svolge un test automatico in cui un robot effettua operazioni come navigazione web, gps, foto, chiamate e molto altro – il tutto con luminosità massima al 100% – e il risultato ottenuto da iPhone X è stato di 19.5 ore, mentre iPhone 8 ne ha realizzate 19 e 8 Plus ben 21.

Il test di resistenza, invece, prevede una serie di cadute continue e, dopo le prime 50, 2 iPhone X sui 3 testati hanno cominciato a mostrare problemi di funzionamento del display – nessuno si è rotto – mentre il retro è stato pesantemente danneggiato dopo 100 cadute. Certo, nessuno scenario reale prevede una simile serie di cadute continue, tuttavia i due iPhone 8 hanno reagito decisamente meglio, evidenziando quindi una maggior fragilità del più costoso top di gamma.

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Netflix, serie interattiva non solo per bambini

Netflix sembra intenzionata a produrre una serie interattiva anche per adulti. La decisione sarebbe maturata a seguito del buon riscontro ottenuto con le prime serie per bambini, comparse in streaming a partire dallo scorso giugno. I titoli fino ad ora rilasciati sono “Il gatto con gli stivali – Intrappolato in una storia epica” e “Buddy Thunderstruck: La busta dei forse”. L’idea alla base di questi contenuti è quella dei libri con narrazione ramificata: in alcuni punti l’utente può interagire con il video e influenzare in parte lo sviluppo della trama. Per compiere le scelte si possono utilizzare dispositivi iOS e Android, alcuni Smart TV e i set-top box Roku.
Coinvolgere i bambini in questo tipo di fruizione è ritenuto più semplice rispetto agli adulti, anche per via della minore complessità degli intrecci narrativi. Creare una trama ricca e con tanti possibili bivi può rivelarsi un’impresa piuttosto ardua. Ciononostante Netflix sembra voler tentare questa strada, in modo da offrire anche agli adulti una serie che possa essere vista più volte in modi sempre differenti. Al momento non sono disponibili indiscrezioni sulla tipologia di serie in lavorazione e sulla possibile data di uscita.

Christmas Endless Lights – Tramas de Luz, l’installazione all’hotel Mediterraneo a Napoli

Un originalissimo allestimento all’Hotel Mediterraneo di Napoli. Si tratta della terza installazione ospitata nella hall dell’hotel. L’opera “Christmas Endless Lights – Tramas de Luz”:  cinquanta mila metri di sottilissimo filo di rame colore ottanio utilizzato dall’artista spagnola Ana Soler.
Nelle passate festività, gli spazi dell’hotel, sonno stati abbelliti da opere di diversi artisti come Lello Esposito, Riccardo Dalisi e Marco Ferrigno.
Oltre all’albero, la hall ospita una grande matassa sempre dello stesso colore che, sospesa al soffitto, accompagna i clienti dall’ingresso fino alla reception.
”Un mix di fili aggrovigliati che rimanda alla napoletanità, alla ricerca di una via d’uscita dalle difficoltà affidandosi alle proprie capacità – ha spiegato l’artista – ma anche e soprattutto alla speranza, al legame tra reale e divino, che a Natale è ancor più forte”.

Scarpe contraffatte importate dalla Cina, arrestato a Caserta un cittadino marocchino

Nel pomeriggio di ieri, nell’area industriale di Marcianise, personale del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta ha intercettato e sottoposto a controllo un furgone condotto da un cittadino marocchino, all’interno del quale erano stipati decine di imballi contenenti ognuno 12 scatole di scarpe sportive contraffatte con marchi Adidas e Nike, risultate prodotte in Cina e importate attraverso la Spagna. L’immediato sopralluogo presso il corriere di spedizione da cui erano state appena ritirate permetteva di intercettare un ulteriore carico in attesa di consegna, avente le medesime caratteristiche qualitative e quantitative. In totale sono state sequestrate 1.600 paia di scarpe, per un valore di circa 50.000 euro, mentre il soggetto responsabile del traffico illecito, S.M. cittadino marocchino di 30 anni, è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per i reati di ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

Castellammare, blitz nel centro antico: fermati 4 pregiudicati per il duplice ferimento di settembre

Castellammare di Stabia. Quattro pregiudicati sono stati fermati nella notte nel centro antico stabiese nel corso di un blitz da parte dei carabinieri. I fermati sarebbero tutti vicini alla famiglia Vitale della zona del Caporivo. I militari hanno effettuato i fermi nell’ambito dell’inchiesta sulla sparatoria del 10 settembre scorso nel corso della quale rimasero feriti Michele De Luca, 57enne con diversi precedenti penali, fratello di Antonio De Luca, detto “Vaccarella”, vecchio boss della camorra stabiese braccio destro del defunto boss Michele D’Alessandro e reggente di tutti i traffici illeciti del centro antico fino al suo arresto agli inizi degli anni Novanta.
L’altro ferito è invece Giovanni Battista Panariello, 20 anni, detto ‘o figlio ro’ Palummiello. I due, e in particolare De Luca riuscirono a salvarsi dalla spedizione punitiva scappando all’interno del suo palazzo dopo aver ricevuto la prima pallottola nell’addome. Il ferimento aveva avuto un prologo in largo Pace con una lite tra De Luca e un giovane. Lite nata nell’ambito di una fornitura di droga. De Luca avrebbe avuto la meglio. Ma poco dopo nei pressi della sua abitazione si sarebbero presentati in tre che avrebbero prima fatto fuoco contro Panariello che cercava di far paciere e poi contro De Luca.

Omicidio stradale, corsa contro il tempo per evitare la scarcerazione dell’attore Domenico Diele

Salerno. Corsa contro il tempo per evitare la scarcerazione dell’attore Domenico Diele, ai domiciliari per omicidio stradale aggravato dall’uso di sostanze psicotrope. Entro il 26 dicembre dovrà essere fissata l’udienza preliminare a carico dell’imputato, ai domiciliari con braccialetto elettronico, da giugno scorso. E’ in quella data che scadono i termini di sei mesi della custodia cautelare preventiva per l’uomo che nella notte tra il 23 e il 24 giugno scorso uccise la salernitana Ilaria Dilillo sbalzandola in aria mentre era in sella al suo scooter. L’ufficio Gip del Tribunale di Salerno sta predisponendo tutti gli atti per l’udienza preliminare, dinanzi al Gup Pietro Indinnimeo, fissata il 20 dicembre. Un intoppo burocratico e tenuto conto della pausa festiva potrebbe consentire a Diele di essere scarcerato, qualora l’udienza preliminare dovesse essere rinviata. L’attore tornava dalla Basilicata e viaggiava sulla sua Audi prima di copertura assicurativa, nonostante avesse la patente ritirata per uso di stupefacenti. Anche quella notte, secondo i test, aveva fatto uso di droghe e aveva – come sottolineato dalla Procura – delle sostanze stupefacenti nel posacenere dell’auto.
Dopo l’arresto ottenne gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Scafati, camion sprofonda in via Sandro Pertini nel tratto interessato dai lavori della rete fognaria. E’ emergenza

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Scafati. Una voragine nella strada ha quasi inghiottito un tir che trasportava scatole di pelati: è accaduto poco prima delle 8 di stamane in via Sandro Pertini, nei pressi del Centro Plaza. Un camion di grosse dimensioni proveniente da via Fosso di Bagni, all’altezza delle palazzine popolari e dell’ex cartiera è sprofondato in una voragine che si è aperta lungo la strada. Sul posto sono giunti gli agenti della polizia locale e i vigili del fuoco. Il camionista pare sia rimasto illeso. Il traffico veicolare, nell’ora di punta, si è bloccato. I mezzi provenienti da località Bagni sono stati deviati per il centro della città.
Anche quel tratto stradale è stato interessato nei mesi scorsi dai lavori per le fognature, e così come accade in altre parti della città sono numerosissime le buche, anche profonde che si aprono nel manto stradale dove sono stati posizionati i grossi tubi. Oramai le strade scafatesi sono diventate impraticabili, il rifacimento del manto stradale ma anche la messa in sicurezza di interi tratti interessati dalla realizzazione della rete fognaria, dovrebbe essere una priorità assoluta. Ad occuparsi del ripristino delle zone dove si sono svolti i lavori dovrebbe essere la ditta che ha ottenuto l’appalto regionale, ma nel corso dei mesi le strade di scafati sono state rattoppate alla men peggio, creando costanti pericoli per gli automobilisti e i pedoni. Stamane è crollato un tratto di strada di diversi metri che ha inghiottito parte del tir che trasportava scatole di pomodori per un’azienda conserviera locale.

Pomigliano, scarcerato l’imprenditore che uccise un giovane durante una lite

Pomigliano. E’ tornato libero da ieri l’imprenditore aeronautico Vincenzo La Gatta, 48 anni, arrestato all’una di notte del 24 dicembre per aver ucciso a colpi di pistola Giuseppe Di Marzo, 35 anni, raggiunto da un proiettile sparato a bruciapelo durante una lite. L’imprenditore ha chiesto e ottenuto di essere processato con rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena di un terzo e ieri alla prima udienza del processo davanti al Tribunale di Nola che lo vede imputato con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato, i giudici ne hanno disposto la scarcerazione dagli arresti domiciliari.
La risposta della famiglia della giovane vittima è in un comunicato che hanno diramato attraverso i legali: “La coincidenza della scarcerazione con l’anniversario della morte di Giuseppe fanno scrivere Barbara e Imma ha fatto riaffiorare tutto il nostro dolore facendo sprofondare la nostra famiglia in uno stato di profonda angoscia e costernazione. Non possiamo accettare che a fronte di una condotta così grave l’imputato abbia già riacquistato la sua libertà”.
La prossima udienza è prevista per il 22 dicembre e si preannuncia una battaglia di perizie. La difesa dell’imputato sostiene che si è trattato di legittima difesa. Gli avvocati della vittima concordano con quanto scritto dal gip nel decreto di arresti domiciliari ovvero di “atto sproporzionato” da parte di La Gatta. La sorella della vittima si era più volte lamentata di come sono stati trattati dalle forze dell’ordine nell’immediatezza del fatto: “Giuseppe era pregiudicato, ma aveva scontato tutti i suoi debiti con la giustizia, in galera, per reati molto meno gravi dell’omicidio.
Cercava un riscatto, invece è stato ucciso ed il suo assassino non solo è ai domiciliari, ma può anche recarsi al lavoro tre volte a settimana”. Il 35enne, secondo la versione fornita dall’omicida reo confesso, e da alcuni testimoni, la notte della sua morte era fuori un resort, di proprietà di un amico di La Gatta, e avrebbe infastidito alcuni clienti. L’uomo si sarebbe poi allontanato, ma avrebbe incrociato il proprietario della struttura e l’imprenditore omicida, e durante una colluttazione sarebbe stato esploso il colpo di pistola che ha ucciso Di Marzo.
“Quella sera mio fratello mi ha telefonata – ha spiegato la donna – e mi ha chiesto di mandare qualcuno a prenderlo davanti al resort. Era andato a spaccare legna per 30 euro quel giorno da alcune persone. Ma mentre era a telefono sentivo una persona dirgli di allontanarsi, e lui diceva che era in un luogo aperto, voleva solo un punto illuminato, visto che quella strada è buia. Cosa è accaduto dopo non lo so. Il medico legale ha dichiarato che è morto intorno alle 23,30, ma noi della sua morte abbiamo saputo il giorno dopo, da alcuni vicini di casa che avevano letto una notizia condivisa su facebook: mi sono recata personalmente dai carabinieri per avere conferma, e solo alle 13,30 mi hanno detto che era vero. Ora – ha concluso la donna – vorrei sapere cosa è realmente successo, dato che non credo che un colpo a bruciapelo alla tempia sia stato esploso per pura fatalità”.

 

 

A Sarno oggi si festeggia un compleanno speciale: i 100 anni di nonna Titina

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Gli anziani specchi degli anni che passano; bagaglio di tradizioni, storie raccontate alle nuove generazioni; cultura tramandata come libri parlanti. Un’ icona di storia e tradizione a Sarno è la signora Cristina Annunziata nata il 6 Dicembre del 1917 oggi compie 100 anni. Un secolo durante quali ha visto eletti nove Pontefici;  due guerre mondiali; il regime fascista; la povertà; la ripresa economica e tantissime esperienze impresse nei meandri della sua memoria a ricordo degli anni che furono. In più nella comunità sarnese la conoscono come “Titina” ai tempi fruttivendola in via Laudisio con la passione delle nacchere e delle tammorre. Un compleanno speciale, un traguardo di vita importante festeggiato questa sera a Villa Lanzara. Oltre alla famiglia della centenaria nonnina saranno presenti: il Sindaco di Sarno Giuseppe Canfora, l’assessore alle politiche sociali, Vincenzo Salerno, Don Roberto Farruggio. Ospite speciale per omaggiare la signora Titina e la sua passione Ugo Maiorano con la Paranza dell’Agro. 

foto:web

Legionella: chiuso un albergo di Sorrento

In tre stanze dell’hotel Johanna Park è stato riscontrato il batterio che aggredisce l’apparato respiratorio provocando la legionellosi. A confermare il dato sono le analisi che, considerata l’emergenza, inducono il sindaco Giuseppe Cuomo a ordinare la temporanea chiusura dei tre locali e la bonifica dell’intero albergo a quattro stelle in via Nastro Verde.
L’allarme è scattato la settimana scorsa, quando una cinquantottenne statunitense, al rientro in patria, ha dichiarato di aver contratto la legionellosi durante la sua vacanza nel nostro Paese. Immediatamente sono scattate le indagini epidemiologiche nei dieci alberghi italiani di cui la donna è stata ospite. Alla fine le analisi, eseguite dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpac) e trasmesse al dipartimento di prevenzione dell’Asl Napoli 3 Sud, hanno confermato la presenza di legionella pneumophila in sette dei dieci campioni prelevati in tre stanze dell’hotel Johanna Park.
Dalle verifiche è emerso che il batterio si è diffuso attraverso la rete idrica. A quel punto, il sindaco ha imposto la temporanea chiusura delle stanze 201, 206 e 307 dell’albergo. In più, l’ordine di mettere in pratica “tutti gli accorgimenti atti ad assicurare l’eliminazione del rischio di legionella e a garantire le condizioni di massima sicurezza” per le persone esposte.
Il provvedimento di Cuomo resterà in vigore fino a quando i nuovi test non avranno escluso qualsiasi rischio per il personale e per gli ospiti dell’hotel.
Intanto, la società che gestisce la struttura ha immediatamente commissionato le controanalisi, i risultati delle quali dovrebbero arrivare a breve. Ma tutto è pronto per la sanificazione dell’intera struttura.

La musica piange Jhonny Hallyday, l’Elvis francese

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“Il nero e’ nero”: la Francia e’ in lutto dopo la morte di Johnny Hallyday, ucciso dal cancro nella notte fra martedi’ a mercoledi’, che ha causato le prime reazioni di tristezza tra i suoi fan, i suoi amici e fino al vertice della politica, l’Eliseo. Con un comunicato alle 2:34 del mattino la moglie Laeticia ha annunciato la morte del cantante di 74 anni nella sua casa a Marnes-la-Coquette, nei pressi di Parigi: “Johnny Hallyday ci ha lasciato. Scrivo queste parole senza crederci, eppure e’ proprio cosi’ il mio uomo non c’e’ piu’, ci ha lasciato stanotte come ha vissuto per tutta la vita, con coraggio e dignita'”.
Fino all’ultimo momento, ha affrontato la malattia che lo stava divorando da mesi, dandoci tutte le lezioni di vita straordinarie.”, continua. Citando “il papa'” delle loro figlie adottive Jade e Joy, di Laura (nata dalla sua unione con Nathalie Baye) e di David (nato dalla sua unione con Sylvie Vartan), Laeticia Hallyday conclude: “Johnny e’ stato un uomo straordinario e’ e rimarra’ con noi per sempre. Amore mio, ti amo cosi’ tanto”. L’Eliseo ha reagito per primo all’annuncio: “Tutti noi abbiamo in noi qualcosa di Johnny Hallyday”. “Di Johnny Hallyday non dimenticheremo il nome, la bocca, la voce, o soprattutto le interpretazioni, che, con questo lirismo rozzo e sensibile, appartengono oggi pienamente alla storia della canzone francese”, aggiunge Emmanuel Macron in una dichiarazione.
Le radio e le televisioni hanno gia’ cominciato a trasmettere programmi speciali, Michel Polnareff, commosso, ha espresso la sua “immensa tristezza” su BFMTV. “Sara’ sempre con noi (…) E’ sempre stato un eroe, ho le lacrime agli occhi che lo dicono, ma, davvero, lo amiamo.” Per Andre’, corriere al lavora sui Grands Boulevards nel centro di Parigi, “Johnny era una grande figura, un grande monumento”. E’ stata creata una pagina Facebook in omaggio a “l’idolo dei giovani”. Poco prima delle 7, circa 60.000 tweet erano stati dedicati a Johnny Hallyday. Il cantante e’ stato ricoverato un mese fa per problemi respiratori e la notizia della sua morte era purtroppo quasi attesa.
All’inizio di marzo Johnny aveva annunciato di avere un cancro ai polmoni, diagnosticato nel novembre del 2016, che gia’ sapeva essere metastatizzato. Hallyday aveva sfiorato la morte almeno due volte: con un tentativo di suicidio nel 1966 dopo la richiesta di divorzio di Sylvie Vartan, e poi quando e’ caduto per diversi giorni in coma nel 2009 a causa di complicazioni a seguito di un’operazione. Johnny Hallyday ha combattuto fino alla fine. Sul palco, a giugno e luglio, con i suoi amici Jacques Dutronc e Eddy Mitchell, per il tour “Vieilles Canailles”. A volte con momenti difficili, ma sembrava trasportato dall’energia del suo pubblico. Per “rimanere vivi”, come si chiamava il suo ultimo tour (2015-2016), questo “animale da palcoscenico”, che ha riempito in 57 anni di carriera tutte le piu’ grandi scene, stava anche lavorando ad un nuovo album.
All’attivo piu’ di 100 milioni di dischi venduti e dieci Grammy, “teen idol” prima e poi ancora icona dei non piu’ giovani: dal rock’n’roll degli inizi in cui sembrava un “Elvis Presley” made in Francia, allo ye’ye’s, la varieta’ piu’ tradizionale con Michel Berger o Jean-Jacques Goldman negli anni ’80, per tornare negli ultimi anni alle fonti del blues e del rock. Questa longevita’ eccezionale, “Tu Follement” la sua prima canzone fu incisa nel 1960, e’ costellata da decine di successi rimasti nella memoria collettiva: “Souvenir souvenir”, “Penitenziario”, “Nero e’ nero”, “Tieni la notte”, “Per me iniziera’ la vita”, “Ti amo”, “Gabrielle”, “La musica che amo”, “La mia bocca”, “Qualcosa di Tennessee”, “Accendi il fuoco”, “Maria” solo per citarne alcuni. Nel corso di una vita vissuta a pieno ritmo, con i suoi incidenti, i suoi eccessi, i suoi amori tempestosi e pubblicizzati, le sue case in Svizzera e negli Stati Uniti in esilio fiscale, “Johnny” era diventato piu’ di un artista.
Una leggenda vivente, un cantante quasi ufficiale ma anche un personaggio a volte fastidioso per qualcuno, magari ‘graffiato’ dal suo modo di esprimersi, come il caratteristico “Ah que…” reso popolare dal suo burattino Puppet. “La mia vita e’ stata un tunnel di sofferenza, dove non mi sentivo sempre d’accordo con me stesso, vivendo di giorno in giorno, distrutto dalla paura del giorno dopo”, confido’ nel 2014 a Te’le’rama. “Sofferenza” che ha dimenticato quando e’ tornato in studio o e’ tornato sul palco, fino alla fine, “per essere Johnny Hallyday”, quello che ha definito “un lavoro”.

Torre Annunziata, scarcerato il fratello del boss arrestato mentre rubava un’auto

Torre annunziata. Alessandro Della Grotta, un 50enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine e fratello di Luigi Della Grotta, figura apicale del clan Gionta di Torre Annunziata, era stato arrestato dai carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia oplontina per tentato furto aggravato nella serata di domenica.
Aveva forzato la portiera di una Lancia “Y” parcheggiata lungo via Vittorio Veneto, vi era salito a bordo e stava forzando il blocco accensione -con un paio di forbici- per portarsela via, ma è stato notato dai militari in servizio in abiti borghesi e bloccato ed arrestato in flagranza. Il giudice del tribunale di Torre Annunziata ha deciso sulla richiesta di convalida dell’arresto ed accogliendo la tesi difensiva dell’avvocato Gennaro De Gennaro gli ha applicato l’ obbligo di presentazione alla P.G.

Camorra, si è pentito uno dei killer di Genny Cesarano

Ha capito che per lui sarebbe arrivata la seconda condanna all’ergastolo e così a 24 anni per non passare il resto della sua vita in cella ha deciso di passare dalla parte dello Stato.

E’ Mariano Torre, uno dei killer che la notte del 12 settembre 2015 uccise durante una stesa in piazza Sanità il giovane innocente Genny Cesarano. Le sue dichiarazioni sono state depositate ieri davanti al Tribunale del Riesame dove si stanno discutendo le posizioni dei 43 arrestati del nuovo gruppo del clan Lo Russo arrestati il mese scorso. Mariano Torre ha messo a verbale pochi giorni fa: “… le persone che avete arrestato per l’omicidio del 17enne Cesarano sono realmente coinvolte nel delitto. Si tratta di soggetti responsabili, me compreso, che hanno svolto un ruolo nell’assassinio di quel ragazzino.
Ma ce ne sono altri che non sono ancora finiti sotto accusa conosco il nome e il ruolo degli altri personaggi che all’alba di due anni fa entrarono in azione nella Sanità e contribuirono ad ammazzare un ragazzino che nulla centrava con la camorra”. Dichiarazioni seguite da una serie di omissis e che potranno essere confermate oggi in aula durante l’ennesima udienza del processo che lo vede imputato insieme a Luigi Cutarelli, Ciro Perfetto, Antonio Buono e al boss pentito Carlo Lo Russo. Il mese scorso lui e Cutarelli provando a mitigare le decisioni della Dda avevano ammesso in aula di essere gli assassini di Genny ma la pm Enrica parascandolo nel corso della sua requisitoria nel chiedere il fine pena mai aveva chiosato: “Non sono meritevoli di nessuna attenuante”.
E forse proprio a quel punto che Mariano Torre ha deciso di pentirsi anche perché dall’esterno sono filtrate le notizie di quello che stava accadendo nei quartieri una volta controllati dai Lo Russo. Il fratello Lino era stato selvaggiamente picchiato dal gruppo di Valerio Nappello che gli aveva “confiscato” anche una ingente somma di denaro provento dello spaccio. In attesa di quello che accadrà stamane la Dda sta cercando riscontri per gli altri nomi che mancano all’appello per chiudere il cerchio sugli assassini di Genny. Del resto lo stesso boss pentito Carlo Russo aveva più volte ribadito nel corso delle sue deposizioni di aver visto partire dalla sua finestra la notte della stesa un commando composto da 4 motorini con 8 persone in sella.

Camorra, usura ai commercianti di San Giovanni a Teduccio: preso uomo dei Mazzarella

Nel pomeriggio di oggi gli uomini del Nucleo Operativo della Polizia Penitenziaria di Secondigliano, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, hanno arrestato Salvatore Fido, 53 anni, ritenuto vicino al clan Mazzarella, operante nella zona di San Giovanni a Teduccio. L’arrestato è stato ritenuto responsabile dei reati di usura con l’aggravante del metodo mafioso, ai danni di commercianti locali. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale dove sconterà una condanna di 7 anni e 9 mesi di reclusione.

Sarri: ‘Pensiamo solo alla nostra gara, sarebbe bellissimo andare agli Ottavi per due anni di fila’

“Ho vinto un premio dove ho preso 500 voti dai calciatori e sono contento. Questa partita puo’ essere decisiva e non. L’unica cosa che mi darebbe gusto e’ quella di andare per due anni consecutivi agli ottavi dopo aver fatto piu’ punti in campionato nella storia del Napoli”. Lo ha detto il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, alla vigilia della sfida di domani sera in casa del Feyenoord valida per l’ultimo turno di Champions League. Il tecnico ha poi spiegato: “Per dare ragione a quelli che dicono che non cambio mai, giocherei in dieci…Abbiamo perso Milik e, a differenza di quelli che dicono che mi lamento, non l’ho fatto. Ho perso Goulham e non ho battuto ciglio, domani giochiamo senza Insigne e non ci lamentiamo, dobbiamo fare bene lo stesso. Sara’ una partita difficile, il Feyenoord e’ cresciuto molto difensivamente rispetto all’andata. Noi  corriamo il rischio di sprecare le energie nervose pensando alla partita dello Shakhtar e non alla nostra. Dobbiamo restare focalizzati sulla nostra gara. Cosa ci vorrebbe? Beh, forse un pizzico di c…. Con Guardiola mi scambio dei messaggi, di calcio in generale, ma l’ultima cosa che farei e’ parlare di domani, metterei in dubbio la sua professionalita’, offenderei la sua mentalita’. Sono certo che provera’ a vincere, poi se lo Shakhtar fara’ risultato avra’ fatto piu’ punti e meritera’. Il City provera’ a fare dei record, e’ la storia di Guardiola”.