Marcianise. Violenze fisiche e psicologiche alla moglie e al figlio di sette anni: arrestato dalla polizia. Stamane, il personale della Polizia di Stato, delegata dalla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere, ha eseguito un’ordinanza cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale sammaritano nei confronti di A. M. M. ,accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate dall’aver commesso il fatto in danno di minore e corruzione di minorenne. L’indagine diretta dalla Procura della Repubblica e condotta dal Settore Anticrimine del Commissariato di Marcianise, che, nell’arco di poche settimane, ha consentito di svelare un contesto di vessazioni, violenze fisiche e psicologiche, cui l’indagato assoggettava il suo nucleo familiare e, in particolare, la moglie ed il primogenito di 7 anni.
Le investigazioni sono scaturite dalla denuncia presentata ad ottobre dalla moglie dell’arrestato, che ha denunciato le umiliazioni e le sofferenze che era costretta a subire sin dall’inizio del rapporto coniugale, iniziato nel 2007.
Dalla denuncia della vittima è emerso il comportamento dell’indagato, caratterizzato, fin dal principio, da sistematici insulti ed offese; le vessazioni psicologiche erano sovente accompagnate da schiaffi, percosse e spintoni.
La donna ha denunciato che analoghi comportamenti erano rivolti ai due figli nati dalla relazione – un maschio ed una femmina -, evidenziando la particolare violenza nei confronti del primogenito, attualmente di 7 anni: sin dall’età di 4 anni l’aggressività del padre lo offendeva e percuoteva per motivi banalissimi, spesso reagendo in misura sproporzionata a quelli che si possono considerare meri capricci d’infanzia.
Secondo la denunciante – corroborata da certificazione medica – la violenza dell’uomo era culminata, nel settembre 2017, in una lesione procurata, con una forchetta, sul dorso della mano del figlio.
Le condotte dell’indagato nei confronti del minore, infine, sono degenerate in atteggiamenti sessualizzanti, consistiti in palpeggiamenti del sedere e degli organi sessuali del figlio e nel denudarsi in sua presenza, esibendo gli organi genitali e mimando gesti di autoerotismo.
Violenze fisiche e psicologiche su moglie e figlio di sette anni: a Marcianise finisce in carcere il marito ‘orco’
Camorra, la polizia trova alla Sanità due pistole replica nascoste nei contatori dell’Enel
Nel corso dei predisposti servizi di prevenzione e controllo del territorio nel Rione Sanità, gli agenti della sezione Volanti dell’U.P.G. hanno rinvenuto e sequestrato due pistole in metallo, una del tipo semiautomatico, di marca Bruni modello FS 92 ed una a tamburo, calibro 380 modello Olympic 38, perfette imitazioni di quelle autentiche, entrambe sprovviste del tappo rosso. La pistola del tipo semiautomatico era corredata di caricatore, ma priva di cartucce. Il rinvenimento è stato effettuato dai poliziotti in uno stabile condominiale in Piazza Sanità, all’interno di un vano per il contatore dell’energia elettrica, posto nell’androne.
La nuova tendenza: la festa di compleanno diventa fluo
Il tuo compleanno è alle porte e stai cercando un’idea originale per la tua festa? Tra le tendenze più in voga di quest’anno c’è il fluo party. Si tratta di una festa all’insegna della luce, ricca di gadget luminosi di ogni genere.
A molti sarà capitato di vedere ragazzi in discoteca agitare questi bastoncini fluorescenti mentre ballano. Puoi organizzare una festa con questo tema anche a casa o in un’altro luogo; è adatta a grandi e piccini. Unico requisito…il buio. Perché l’effetto luminoso sia visibile, infatti, i bastoncini fluo devono essere usati nella quasi totale oscurità. Per questo motivo vengono predilette location al chiuso e orari serali.
I colori psichedelici e fluo sono stati protagonisti sulle passerelle di moda del 2017. Il giallo evidenziatore, il rosa e il verde neon danno un vibrante tocco di colore e attirano l’attenzione. Anche tantissime star, da Kylie Jenner a Katy Perry, hanno optato per questi colori audaci con le loro acconciature.
Pertanto, questa tendenza non può mancare alla prossima festa che organizziamo.
Come funzionano gli accessori fluo?
Il processo chimico alla base dell’effetto fluorescente non è affatto complicato.
Nel tubicino di plastica c’è un primo reagente detto perossido d’idrogeno, che altro non è che acqua ossigenata. All’interno del tubo di plastica c’è una piccola ampolla di vetro contenente il secondo reagente, di solito un estere. Quando lo stick viene leggermente piegato, l’ampolla si rompe, le due sostanze entrano in contatto e si producono fotoni…cioè luce! Semplice no?
L’effetto dura tra le 8 e le 14 ore ed è possibile attivarlo solo una volta. I bastoncini luminosi non si possono riutilizzare.
Vediamo quali sono i must have per un compleanno fluo
Iniziamo dagli inviti. Crea dei simpatici biglietti d’invito dai colori sgargianti per far sapere ai tuoi amici il divertente tema che hai scelto.
Decora l’ambiente dove si svolgerà la festa con palloncini led, sfere e bastoncini luminosi e servi le bibite con ghiaccio luminoso. Sì hai letto bene…esiste persino il ghiaccio fluo.
Distribuisci agli invitati divertenti gadget da indossare durante il party e da portare a casa come ricordo. Ne esistono di tutti i tipi: braccialetti, collane, occhiali, spille, ecc.
Hai un lato artistico? Puoi trasformare la tua pelle in un’opera d’arte procurandoti della vernice fluo con la quale disegnare su te stesso e i tuoi amici.
Non sempre è facile repire questi articoli, puoi acquistare tutti questi prodotti online. Il nostro consiglio è quello di affidarsi a venditori certificati. Ci sono tanti siti con un’ampia offerta, uno di questi è www.braccialettiluminosifluo.com/ specializzato in gadget fluo luminosi e led per feste.
Che festa sarebbe senza musica? Assicurati di avere pronta una compilation del tuo genere preferito, con abbastanza canzoni da durare per tutto l’evento. A nessuno piace ascoltare lo stesso brano troppe volte. Magari inserisci qualche traccia di musica elettronica che ben si abbina all’effetto psichedelico fluo.
Infine, puoi organizzare dei giochi con gadget fluo. Per esempio, se il luogo lo permette, un’idea interessante è il Twister Fluo. Su un grande lenzuolo bianco si disegnano cerchi colorati con la vernice fluo, mentre su un cartoncino con montata una freccia si scrivono le parti del corpo (mano destra, mano sinistra, piede destro, piede sinistro) e i quattro colori. A turno i partecipanti girano la freccia e seguono le indicazioni. Il risultato sarà un divertente intreccio multi color!
Ambassador 2017, Lino Guanciale e Francesca Cavalllin per il Premio Penisola Sorrentina
Ogni fine anno la direzione artistica del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, kermesse di cultura e spettacolo di rilievo nazionale inserita tra i grandi eventi della Regione Campania, nomina due Ambassador dell’anno, un personaggio maschile ed uno femminile, sulla base dei consensi, delle segnalazioni della critica, del gradimento ottenuto tra i personaggi che si sono resi protagonisti del prestigioso Premio nazionale riservato ai protagonisti della cultura e della televisione.
Ad essere incoronati della palma di “Ambassador 2017” sono due attori del piccolo schermo: Francesca Cavallin (premiata nel 2013 e dal 2014 giurata della rassegna) e Lino Guanciale, il re delle fiction, protagonista di serie di successo come “Che Dio ci aiuti”, “Non dirlo al mio capo”, ma soprattutto “La porta rossa”, insieme con Gabriella Pession. Francesca Cavallin per la RAI ha interpretato il ruolo di Bianca (moglie di Lele, interpretato da Giulio Scarpati) nella serie fortunata “Un medico in famiglia” oltre ad essere stata protagonista, insieme con Luca Zingaretti, della serie dedicata ad Adriano Olivetti e quest’anno aver riscosso grande successo nel ruolo di Pina nella fiction “Di padre in figlia”. “Ci vorrà un po’ di tempo ma vedremo la seconda stagione. A maggio si parte, Carlo Lucarelli e gli autori stanno lavorando ad una serie che sia ancora più avvincente della prima”, dichiara l’attore nativo di Avezzano ma ormai di casa a Trieste. A tracciare il profilo di Lino Guanciale è Francesca Cavallin, componente della Giuria di qualità diretta da Mario Esposito: “Lino è un attore completo. Un attore di prosa, di cinema, di televisione. È un uomo straordinario che da molti anni fa un lavoro eccellente nelle scuole e contribuisce ad avvicinare i nostri ragazzi alla recitazione, al teatro, alla prosa, ma soprattutto al valore profondissimo del nostro lavoro. Dando alle giovani generazioni il senso straordinario del nostro Paese e del suo patrimonio artistico-culturale”.
Camorra, omicidio del fratello del boss a Terracina: restano in carcere killer e basisti
Il Tribunale delle Libertà ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che il 14 novembre scorso aveva colpito Arcangelo Abbinante, figlio del boss Antonio, e il 41enne Giuseppe Montanera, accusati di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Gaetano Marino ‘o monkerino, fratello del boss di Secondigliano Gennaro Marino ‘ o mekkey, ucciso nell’agosto del 2012 sul lungomare di Terracina.
Restano in carcere anche il 50enne Carmine Rovai e il 55enne Salvatore Ciotola, che avrebbero invece fornito l’appoggio logistico al gruppo di fuoco partito da Napoli: il primo affittando gli appartamenti utilizzati come base dal gruppo di fuoco. Secondo la ricostruzione fatta dalla Dda di Roma il 23 agosto del 2012 Gaetano Marino si trovava allo stabilimento balneare “Il Sirenella”, dal quale, poco prima delle 17, si era allontanato per raggiungere la strada. A pochi metri dal lido fu centrato da tre colpi calibro 9×21 al torace e, in rapida successione, altri otto a distanza ravvicinata. Grazie alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia dopo cinque anni si è fatto luce sull’omicidio inquadrato in una vendetta del gruppo Abete-Abbinante-Notturno maturata all’indomani dell’omicidio del loro affiliato Ciro Abrunzo.
Giudice corrotto, sequestrati a Mario Pagano i soldi presi dagli imprenditori e i finanziamenti per un agriturismo
Sentenze aggiustate per gli amici: il sequestro preventivo nei confronti del giudice di Roccapiemonte, Mario Pagano, finito ai domiciliari per un’inchiesta partita dalla Procura di Nocera Inferiore e approdata a Napoli per competenza, è di 500mila euro. La somma è relativa al totale delle somme percepite dagli imprenditori per attività corruttive e all’ammontare dei finanziamenti indebitamente percepiti dalla Eremo, la società proprietaria di un agriturismo, riferibile allo stesso magistrato e a componenti del suo nucleo familiare. Secondo il quadro indiziario descritto nell’ordinanza cautelare, Pagano avrebbe “omesso di astenersi” dalle cause in questione “nonostante lo specifico obbligo imposto dalla legge e, prima ancora, adoperandosi perché tali cause venissero assegnate a lui”.
Oltre a Pagano è finito agli arresti domiciliari il funzionario giudiziario Nicola Domenico Montone, in servizio al Tribunale di Salerno all’epoca dei fatti. Divieto di dimora nei confronti degli imprenditori Luigi Celestre Angrisani, Riccardo De Falco, Giovanni Di Iura – questi tre sono tutti proprietari di centri clinici convenzionati tra Nocera Inferiore, Cava e Roccapiemont – e Roberto Leone ed infine obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti del consulente fiscale Antonio Piluso.
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha promosso l’azione disciplinare per il giudice Mario Pagano, gia’ magistrato a Salerno e attualmente in servizio al tribunale di Reggio Calabria, finito agli arresti domiciliari su mandato del gip di Napoli nell’ambito di una inchiesta su favori che il magistrato avrebbe fatto a imprenditori amici, trattando cause civili che li coinvolgevano con esito favorevole, non astenendosi dal farlo nonostante l’obbligo specifico imposto dalla legge. Il Guardasigilli ha inviato gli atti alla disciplinare del Csm chiedendo la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio per il giudice.
Sarno, riceveva i clienti nella villa blindata l’ex rapinatore diventato gestore del traffico di droga nell’Agro
Riceveva i clienti a casa per questo che Pasquale Robustelli, 54 anni, in via Sarno Palma a Sarno aveva allestito tutto intorno alla sua villetta un sistema di videosorveglianza per tenere sotto controllo non soltanto i clienti ma anche per non essere colto di sorpresa dalle forze dell’ordine nel caso di controlli. La villa era recintata e lui effettuava le consegne attraverso una fenditura ricavata all’interno della stessa recinzione. Vecchio conoscenza delle forze dell’ordine, aveva fatto parte della batteria di rapinatori di banche insieme a quelli di Scampia che negli anni scorsi aveva compiuto una serie di rapine a banche e uffici postali.
Era lui uno degli organizzatori della piazza di spaccio di Sarno e che vendeva cocaina ai giovani dell’agro finito in carcere insieme ad altri cinque persone ieri mentre altre cinque invece sono finite ai domiciliari. Insieme con Vittorio Santaniello, ex calciatore, aveva messo in piedi una rete di spaccio autonoma e non collegata alla criminalità organizzata. Fatta da giovani e coppie di insospettabili che si muovevano attraverso le chat e con linguaggio cifrato. Anche Santaniello (la moglie Maria Squillante si trova ai domiciliari) è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Era già stato arrestato per droga insieme con la madre nel 2012.
In carcere sono finiti anche Loredana D’Angelo, Bruno Gaudiello, Francesco Ianniello e Mario Sodano. Ai domiciliari, invece, oltre alla moglie di Santaniello anche, Luigi D’Angelo, Giovanni Stellato, Maria Cirillo e Marcello Amato.
Dodicenne minaccia di darsi fuoco a scuola perché vittima di bulli
Un alunno di 12 anni, che frequenta la seconda media dell’istituto comprensivo Rosario Porpora di Cefalu’ in provincia di Palermo, si e’ gettato del liquido infiammabile di sopra e con un accendino ha minacciato di darsi fuoco. L’episodio e’ avvenuto ieri ma si e’ appreso oggi. Il tentativo di suicidio e’ stato evitato dagli insegnanti. Secondo i carabinieri il ragazzino sarebbe vittima di atti di bullismo da parte di studenti di altre classi. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il contesto che ha portato il dodicenne a minacciare di darsi fuoco.
‘Solo’ 15 anni di carcere a Giuseppe Mallardo, il boss della truffa alle assicurazioni
Condanne lievi inflitti dai giudici della Settima Sezione del Tribunale di Napoli (Presidente Paglionico) nel processo di primo grado, col rito ordinario, a carico di Giuseppe Mallardo ed degli altri imputati coinvolti nel processo per truffe alle assicurazioni per conto del clan Mallardo. La condanna
più alta è per Giuseppe Mallardo che ha incassato 15 anni rispetto ai 24 richiesti dall’accusa; due anni di reclusione per Annabella d’Anania, Michele di Napoli, Maria Giammone; due anni e due mesi per Salvatore Napolitano; 3 anni e 4 mesi per Massimiliano Muto, 12 anni per Roberto di Napoli; Eugenio Guaglione a 3 anni e 6 mesi; Alfio Petralia a un anno.
Sono stati invece assolti Salvatore Ciccarelli per il quale erano stati chiesti 12 anni; Luisa Topo erano stati chiesti 5 anni), Luigi Mallardo, Pasquale Palma, erano stati chiesti 6 anni. Gennaro Spadafora (erano stati chiesti 5 anni), Rodolfo Crispino (erano stati chiesti 10 anni), Giovanna Mandara (erano stati chiesti 8 anni).
L’inchiesta, come ricorda Il Roma, risale al novembre 2014 quando ci fu una vasta operazione della Guardia di Finanza tra La- zio e Campania per catturare Giuseppe Mallardo alias ’o chiatton, esponente di spicco dell’omonimo clan giuglianese, che fu sorpreso a Cassino. Era lui la mente del clan che aveva organizzato una maxi truffa da milioni di euro ai danni delle compagnie assicurative.
Traffico di droga, scoperto l’elicottero ‘schermato’ utilizzato per portarla in Sardegna: tre arresti
Per eludere i controlli sempre piu’ stringenti nei porti e negli aeroporti, trasportavano la droga dalla penisola alla Sardegna a bordo di un elicottero “Alouette”. Il velivolo ad ala rotante e’ stato individuato e sequestrato dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Cagliari, impegnati nell’operazione – denominata “Fronte del porto” – che ha consentito di mettere fine a un vasto traffico di stupefacenti e di arrestare in flagranza di reato tre persone. Sequestrati anche 11 chili e mezzo di cocaina e beni per un valore complessivamente superiore ai 500 mila euro: oltre all’elicottero, schermato tramite un trust registrato nello Stato americano del New Mexico, tre auto e quote di due societa’ di capitali, intestate a prestanome.
All’elicottero i trafficanti avevano pensato per ‘dribblare’ le verifiche doganali delle Fiamme gialle e aprire vie di comunicazione alternative con il continente, ma le accurate e complesse indagini hanno vanificato le “nuova frontiera” criminale individuando il mezzo aereo utilizzato per il trasporto degli stupefacenti, piu’ volte atterrato e decollato senza autorizzazione, fuori dalle aree consentite: il velivolo, pilotato dal pluripregiudicato L.S., 41 enne emiliano, arrivava nell’isola senza aver contattato gli organi istituzionali delegati al controllo del traffico aereo civile. Su L.S. gli specialisti anticrimine del G.i.c.o. di Cagliari hanno concentrato accurate e parallele indagini patrimoniali che hanno portato all’emissione d’urgenza – da parte della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo sardo – del decreto di sequestro preventivo eseguito oggi : tre settimane fa l’uomo era finito in manette in provincia di Pavia, perche’ implicato anche in un ingente contrabbando di tabacchi lavorati esteri scoperto dalle Fiamme gialle locali.
In particolare, il 41enne, assieme a due complici moldavi, e’ risultato coinvolto nella realizzazione di una vera e propria fabbrica clandestina di sigarette allestita all’interno di un capannone del Pavese, attrezzato con macchinari industriali utilizzati per la produzione e l’impacchettamento di sigarette. Il conseguente sequestro ha riguardato oltre 35 tonnellate di tabacchi lavorati esteri. Nell’occasione la Dda cagliaritana ha accelerato i tempi di emissione del sequestro dei beni risultati nella disponibilita’ di L.S. in misura “sproporzionata” rispetto ai propri redditi: una corsa contro il tempo necessaria ad evitare che L.S., messo in allarme dalla vicenda delle sigarette e dalle possibili conseguenze sul proprio patrimonio, potesse sottrarli per sfuggire, in caso di condanna, alla successiva confisca. Ulteriori dettagli saranno diffusi nel corso della conferenza stampa fissata per le 10, presso la Sede del Comando regionale Sardegna, in viale Di.
Camorra, blitz contro il clan Troia: 37 arresti
E’ in corso un’operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Napoli per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal locale gip a carico di 37 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso e di associazione dedita allo spaccio di stupefacenti e di banconote false. Si tratta di presunti sodalizi criminali operanti a San Giorgio a Cremano e zone limitrofe e riconducibili, secondo i carabinieri, alla famiglia “Troia”. Nel corso delle indagini dirette e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, i militari dell’Arma hanno documentato che la gestione delle piazze di spaccio di cocaina, crack, marijuana ed hashish era stata motivo di scontro con altre organizzazioni criminali e aveva dato luogo a numerose azioni violente, tra le quali l’esplosione, ad aprile 2016, di una autobomba posizionata nei pressi dell’abitazione della presunta reggente del clan.
Sentenze di favore e soldi al giudice Pagano: indagati anche altri due magistrati e il sindaco di Roccapiemonte
Rolex, regali, assunzioni, ma anche soldi elargiti alla Polisportiva di famiglia: il giudice Mario Pagano veniva ripagato così dall’imprenditore nocerino Luigi Celestre Angrisani, titolare insieme alla compagna Irene Miceli, della clinica Villa dei Fiori, delle numerose sentenze favorevoli intentate contro l’Asl e che avrebbero fruttato milioni di euro alla struttura sanitaria convenzionata. Una modalità, quella del giudice arrestato, usuale e ripercorsa in numerosi capi di imputazione formulati dalla Procura di Napoli e avallati dal Gip. Oltre ai regali e ai contributi alla Polisportiva di famiglia il giudice avrebbe preteso l’assunzione, in questo caso da parte di Angrisani, di alcune persone con le quali i Pagano, Mario e Carmine, avevano rapporti di natura ‘politico-clientelare’. Ma ci sono anche le ‘soffiate’ di magistrati amici proprio al giudice Pagano che riguardavano Angrisani e i procedimenti penali in corso, come nel caso dell’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio, rivolta al sostituto procuratore Roberto Lenza della Procura di Nocera dai colleghi napoletani, Ida Frongillo e Celestina Carrano. E ancora le sentenze favorevoli per gli imprenditori Riccardo De Falco e Fabrizio De Giura, anch’essi titolari di due cliniche private convenzionate, Silba e Villa Silvia, per milioni di euro, in cambio di contributi da 9 e 10mila euro per la Polisportiva Rocchese, presieduta dal fratello del giudice, Carmine Pagano, attuale sindaco di Roccapiemonte. E ancora i favori per Roberto Leone della Royal Trophy.
Il giudice finito ai domiciliari, ieri mattina, svolgeva gran parte del suo lavoro nell’ambito della giustizia per avere un ritorno economico personale o familiare: questa la ricostruzione degli inquirenti napoletani dopo circa due anni di indagini. Gran parte degli imprenditori indagati che, guarda caso, erano stati anche coinvolti in procedimenti giudiziari di natura civilistica proprio davanti al magistrato sono diventati grandi sostenitori della Polisportiva Rocchese, la società sportiva di famiglia e bacino di voti per l’attuale sindaco di Roccapiemonte, anch’egli stamane perquisito dagli agenti della squadra mobile di Napoli e dai militari della Guardia di finanza di Napoli, per ordine della Procura napoletana.
Tra i nuovi indagati figurano anche altri due magistrati (non destinatari di avviso di garanzia), per due singoli episodi, estrapolati dal contesto in cui è finito Mario Pagano. Il primo riguarda, appunto, una presunta rivelazione del segreto d’ufficio del pm Roberto Lenza, della Procura di Nocera Inferiore, accusato di aver rivelato a Pagano, di un procedimento in corso nei confronti di Luigi Celestre Angrisani per Villa dei Fiori. L’altro episodio riguarda il giudice salernitano Maria Elena Del Forno, accusata di abuso d’ufficio.
E’ finito nel registro degli indagati con una perquisizione e conseguente sequestro anche un altro noto imprenditore del salernitano Eugenio Rainone, di Sarno, noto per la realizzazione del Crescent di Salerno, accusato di corruzione per aver sovvenzionato la Polisportiva Rocchese dei Pagano in cambio di sentenze favorevoli per la Costruzioni generali Rainone.Altra pesante accusa è quella rivolta al giudice e ai suoi fedelissimi per la costituzione di una cooperativa e la richiesta di ammissione al finanziamento a fondo perduto per la realizzazione di un agriturismo, l’Eremo, mai realizzato. A guidare la coop, Nicola Montone, il funzionario del tribunale – già finito nel registro degli indagati ad aprile scorso – e arrestato stamane insieme al giudice Pagano. Ma accusati di truffa ci sono anche la cognata di Mario Pagano, Ermelinda Aliberti e il consulente Antonio Piluso, destinatario di un divieto di dimora. E ancora Filippo Romano e la moglie Assunta Ingenito, imprenditori edili che avrebbero fornito false fatture a Pagano per la ristrutturazione dell’Eremo-agriturismo, e Peppino Sabbatino che avrebbe dovuto fornire gli arredi per la struttura ricettiva. Una truffa che si sarebbe consumata con un giro di danaro fittizio nel 2012, ai danni della Regione Campania che erogava il finanziamento a fondo perduto per la struttura situata in località Montrizzo e mai aperta. Sia Piluso, sia Sabbatino erano stati ‘graziati’ dal giudice Pagano in alcune cause civili con sentenze favorevoli, quelle di cui avevano beneficiato anche Giacomo Sessa, un altro imprenditore, questa volta con la complicità del Got Augusta Villani, poi sospesa dal Csm dopo le perquisizioni dello scorso anno.
Nel mezzo di sentenze vinte per diversi milioni di euro complessivi tanti regali, ma soprattutto favori, e soldi – tanti – per a Polisportiva Rocchese, titolare della squadra di calcio locale che ha beneficiato di tantissimi finanziamenti, tutti legalmente tracciati attraverso bonifici bancari. Oltre ai sette indagati colpiti da ordinanza di custodia cautelare, stamane sono state notificate altre sette informazioni di garanzia, con la formula della perquisizione e del sequestro nei confronti, in particolare, dell’attuale sindaco di Roccapiemonte, Carmine Pagano, fratello di Mario, nella sua qualità di presidente della società Polisportiva Rocchese; Vincenzo Coppola, Luigi Grimaldi, Irene Miceli; Eugenio Rainone, Francesco Sperti, viceprefetto già commissario prefettizio in alcuni comuni dell’Agro; e Peppino Sabbatino.
Un’inchiesta, quella sul mondo della giustizia ‘fai da te’ del giudice Mario Pagano – meglio conosciuto come Don Mario – che è destinata ad allargarsi e a concretizzarsi con le nuove acquisizioni disposte dalla Procura di Napoli.
Intanto dopo l’arresto di ieri il Ministro della Giustizia, Andrea Orlano, ha promosso l’azione disciplinare nei confronti del magistrato arrestato e firmato la richiesta di sospensione dalle funzioni e dallo stipendio, al Csm.
Rosaria Federico
Trump ha dato l’ordine : si torna sulla Luna
La NASA tornerà sulla Luna: ormai questa non è più un’ipotesi ma una certezza. Nel corso delle prossime ore, in occasione del 45esimo anniversario dall’ultimo allunaggio con la missione Apollo 17, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump firmerà un ordine direttivo che impegnerà l’ente statunitense a lavorare per raggiungere questo scopo.
Chiamato con il nome di Space Policy Directive 1, l’ordine impone alla NASA di dare il via ad un “programma esplorativo innovativo”, il cui scopo sarà quello di “inviare astronauti sulla Luna” e in seguito anche su Marte. Questa eventualità è stata già anticipata ad ottobre dal vicepresidente Pence, il quale aveva ribadito l’importanza della Luna all’interno del programma spaziale statunitense.
Tornare sul nostro satellite permetterà di iniziare a porre le basi da cui partire per l’esplorazione del Sistema Solare, con prima tappa Marte. Tuttavia restano dei dubbi riguardo l’efficacia di questa mossa, la quale potrebbe avere più un effetto simbolico che reale. Le critiche che vengono mosse alla decisione di tornare sulla Luna riguardano l’effettiva utilità di questa tappa; in molti la ritengono una deviazione con la quale prendere tempo, in attesa di migliorare le tecnologie che possano permettere il viaggio verso Marte.
Anche SpaceX ha sempre trattato la Luna come un aspetto estremamente marginale della propria corsa allo spazio, ritenendola quasi un elemento di intralcio in un discorso che va ben oltre i suoi confini. Restiamo in attesa di scoprire quale sarà il contenuto completo del SPD-1 e i suoi effetti nel breve periodo sulla politica adottata dalla NASA.
La Pay TV è protagonista del mercato televisivo italiano
La Pay TV è la protagonista del mercato televisivo italiano. Questa tendenza emerge dall’XI rapporto di ITMedia Consulting “Il mercato televisivo in Italia:2017-2019. Come Cambia la TV”.
Il 2017 viene descritto come un anno di transizione: alla crescita registrata l’anno precedente (+5,4%) è seguita una contrazione dell’1,1% se si considera il canone (-10%), mentre se si considerano solo pubblicità e Pay TV, si ottiene una crescita dell’1,6%. L’incremento registrato dalla Pay TV, pari al 2,6%, la pone come prima risorsa del mercato (la pubblicità è stata quindi superata).
Le previsioni per i prossimi 2 anni ritagliano un ruolo importante per la cosiddetta “Broadband TV”, ovvero i servizi in streaming (Netflix, Amazon Prime Video, Infinity, TIMVision eccetera). Nel 2019 sarà questa tipologia a divenire la modalità primaria di accesso alla TV in 3,5 milioni di abitazioni, superando il digitale terrestre nell’offerta pay TV. Complessivamente il mercato registrerà una nuova crescita, anche se inferiore rispetto al passato. Il traino della Broadband TV sarà utile per la Pay TV, che ne sfrutterà l’effetto positivo sul mercato per continuare a crescere più di ogni altra risorsa.
I tre colossi, Rai, Mediaset e Sky, continueranno a dividersi il 90% del mercato nel 2019. Perderanno però circa due punti percentuali per via degli operatori presenti con canali “free to air” (gratuiti) sul digitale terrestre e della Broadband TV. Il principale attore sul mercato sarà Sky, che aumenterà il divario con Rai e Mediaset. Gli altri operatori cresceranno fino ad oltre il 10%.
Le innovazioni tecnologiche la faranno da padrone, con offerte personalizzate multipiattaforma e multischermo, canali tematici, servizi non lineari e Video On Demand. ITMedia Consulting sostiene che solo gli operatori che saranno in grado di sfruttare al meglio le sfide tecnologiche dei prossimi anni potranno aspirare a giocare un ruolo centrale in questo nuovo scenario.
Rivelata dalla Cina la presenza di un Impianto artificiale sulla Luna ?
E’ delle ultime ore la notizia che il Presidente degli USA Trump firmerà un ordine direttivo per la NASA: si torna sulla Luna.
Ed è strano che in tanti anni nessuna potenza mondiale ha messo fisicamente piede sulla Luna. E chissà perchè nessuna potenza mondiale ha stabilito un avanposto sulla Luna.
Probabilmente non è abbastanza rilevante oppure qualche altro motivo a noi sconosciuto?
E’ difficile rispondere a queste domande in maniera chiara e netta ma possiamo immaginare che ci sono delle ragioni abbastanza semplici tutto sommato.
Forse uno dei motivi è stato spiegato dal dott. Michael Salla che ha scritto un rapporto proprio su qesto argomento nel quale dichiara che «sulla superficie del nostro “satellite naturale” esiste un complesso militare extraterrestre (MIEC), e c’è una forte possibilità che un regime alieno operi attualmente sulla Luna in tandem con gli umani».

Questa foto che sembrerebbe ritrarre una struttura artificiale sulla superficie lunare è stata resa pubblica dalla Cina ed è la conferma visiva che c’è qualcosa di anomalo sulla superficie lunare.Qualcosa di segreto e non pubblico.E probabilmente il governo Cinese è al corrente della situazione o forse addirittura si può immaginare che possono essere in contatto con i costruttori di questi edifici e questo spiegherebbe il motivo per cui la Cina abbia investito pesantemente nei radiotelescopi.

Nel rapporto il dottor Salla fornisce ulteriori informazioni:«Mi è stata inviata qualche foto da una fonte che sostiene che la Cina possiede immagini ad alta risoluzione, scattate dal modulo orbitante “Chang’e-2”, che mostrano chiaramente edifici e strutture sulla superficie lunare. Una prova schiacciante che la NASA abbia deliberatamente bombardato importanti aree della Luna, nel tentativo di distruggere manufatti e strutture molto antiche. Le foto, che devono essere ancora pubblicate, mostrano chiaramente i crateri di impatto nucleare e la presenza di detriti causati da potenti esplosioni, forse un tentativo della NASA per distruggere la verità. Sembra che la Cina si stia muovendo verso la piena divulgazione della realtà extra-terrestre. Se queste immagini e quelle che verranno, saranno verificate e considerate autentiche, allora la NASA potrebbe essere indagata per frode e tradimento. La Cina pubblicherà, di volta in volta, tutti i dati e le immagini del “Chang’e-2”. Una rivelazione che è prevista già nelle prossime settimane e poi nei mesi successivi. Speriamo che questo sia l’inizio di una nuova era».


Uno dei maggiori esponenti di questa teoria, Milton Cooper, un ufficiale dell’intelligence navale , ha dichiarato che «“LUNA”, è una base aliena sul lato più lontano. È stata vista e filmata dagli astronauti dell’Apollo. Una base istituita per portare avanti un’operazione mineraria che utilizza macchine molto grandi ed esiste anche un’imbarcazione aliena gigantesca individuata e descritta durante questi avvistamenti, che dimostra l’esistenza di navi madre»” rivelando quindi che la US Navy Intelligence Community conosce perfettamente la base aliena. e il suo obiettivo principale è quello di estrarre dal sottosuolo alcuni materiali. Inoltre si parla anche di un gigantesco vascello alieno trovato nelle vicinanze della satellite e presumibilmente usato dagli extraterrestri per immagazzinare il materiale estratto e dentro al vascello alcuni “dischi volanti” probabilmente utilizzati per viaggiare proprio sulla Terra.


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Camorra, pena ridotta al boss Cimmino: confermate le condanne ai suoi uomini
Si è concluso il processo d’appello che vede alla sbarra alcuni esponenti del clan Cimmino. Tra questi il promotore del clan del Vomero, il boss Luigi Cimmino, coinvolto nella inchiesta che aveva portato gli inquirenti a ritenere che costui, durante la libertà vigilata scontata lontano dalla città di Napoli, avesse ricostituito il suo clan. Rischiava grosso: 18 anni era stata la richiesta formulata dall’accusa nei suoi confronti, richiesta reiterata anche in secondo grado dal Procuratore Generale.
La sentenza emessa dalla Corte di Appello di Napoli, terza sezione, presieduta dal dott. Carbone, è arrivata al termine di una udienza fiume, dedicata in questa ultima udienza alle arringhe dei difensori di Cimmino Luigi: l’avvocato Dario Vannetiello e l’avvocato Giovanni Esposito Fariello. A scongiurare il forte inasprimento della pena sottili questioni giuridiche sollevate dalla difesa del boss che hanno avuto il merito di convincere la Corte in ordine ad un tema particolarmente importante: la inammissibilità della pur articolata impugnazione proposta dalla direzione distrettuale antimafia. Il 12 ottobre dello scorso anno infatti all’esito del giudizio di primo grado, svoltosi con le forme del rito abbreviato, in accoglimento di alcune questioni di diritto e di fatto prospettate dall’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, Cimmino Luigi fu assolto da uno dei due episodi di estorsione e riportò la mite condanna totale per anni 7 di reclusione per ben tre gravi reati di cui fu ritenuto responsabile.
Fu puntualmente proposto ricorso dalla direzione distrettuale antimafia considerata la notevole differenza tra quanto chiesto e quanto irrogato con la sentenza emessa dal Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli, dott. Umberto Lucarelli; in particolare, l’accusa si doleva della mancata applicazione nei confronti del capo clan dell’aumento della pena per la recidiva, essendo gravato da precedenti penali di spessore. Infatti, al boss Cimmino veniva non solo contestata la qualità di promotore ed organizzatore del gruppo mafioso, delitti di estorsione e di falso, ma anche l’essere soggetto recidivo per essere stato in passato già per ben due volte condannato per associazione camorristica.
Durante le udienze svolte durante il giudizio di appello, la tesi della Antimafia è stata portata avanti con decisione dalla Procura Generale che aveva chiesto ai giudici di aumentare ad anni 18 la pena al Cimmino, mentre l’accusa aveva chiesto di confermare la pena inflitta in primo grado a Palma Pasquale (anni 4 e mesi 8), Ferrante Pasquale ( anni 5 e mesi 4) Montalbano Raffaele (anni 5 e mesi 4) e Festa Luigi (anni 6). L’esito del giudizio di secondo grado è stato innegabilmente favorevole al capo clan atteso, la Corte di appello, ha innanzitutto dichiarato inammissibile l’impugnazione proposta dal P.M., cosi impedendo qualsiasi aumento della pena nei suoi confronti. Non solo. In accoglimento di una specifica richiesta formulata dagli avvocati Vannetiello ed Esposito Fariello, la Corte ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra le due precedenti condanne riportate in passato da Cimmino con i tre reati per i quali si procedeva. Di conseguenza la pena di anni sette inflitta a Cimmino in primo grado, ritenuta troppo bassa dall’Ufficio di Procura che ne invocava diciotto, è stata ulteriormente ridotta ad anni tre e mesi sei di reclusione.
Inoltre, è stata pure esclusa la aggravante mafiosa rispetto ad uno dei tre reati per i quali era intervenuta condanna : quello di aver concorso nel delitto di falsificazione di certificazioni sanitarie per ottenere permessi dal Magistrato di sorveglianza onde ritornare nella città di Napoli allorquando Cimmino era sottoposto alla misura della casa lavoro. Mentre sono state confermate le condanne inflitte in primo grado ai ritenuti partecipi della associazione : Montalbano Raffaele, Palma Pasquale, Festa Luigi, Ferrante Pellegrino. La Corte ha indicato in giorni novanta per il deposito della motivazione. Dopodichè la parola passerà alla Corte di cassazione; ma quello che ora appare altamente probabile è l’uscita a breve dal carcere di uno dei boss storici della regione Campania, atteso che dei tre anni e mesi sei inflitti, Cimmino risulta averne già scontati circa due.
(nella foto il boss luigi Cimmino e da sinistra nei riquadri Pasquale Palma, Luigi Festa, Raffaele Montalbano e Pasquale Ferrante)
Sentenze aggiustate a Salerno e soldi al giudice: ecco tutte le accuse a Pagano & C.
Salerno. Il giudice Mario Pagano, già magistrato del Tribunale di Salerno, attualmente in servizio presso il Tribunale di Reggio Calabria, è agli arresti domiciliari al termine di indagini disposte e coordinate dalla Procura di Napoli perché “si sarebbe adoperato nel tempo per favorire imprenditori ai quali era legato da consolidati rapporti di amicizia, trattando cause riferibili a tali amici con esito favorevole per questi ultimi” e “ricevendo dagli imprenditori utilità varie”. In seguito alle indagini disposte e coordinate dalla procura della Repubblica di Napoli, il gip ha adottato sette ordinanze cautelari eseguite oggi, di cui due applicative degli arresti domiciliari, quattro del divieto di dimora e una dell’obbligo di dimora. Le indagini condotte dalla squadra mobile di Napoli e dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza partenopea, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di una pluralità di indagati, per cui il gip ha disposto la misura dei domiciliari nei confronti del giudice Mario Pagano, già magistrato il tribunale di Salerno e del funzionario giudiziario Domenico Nicola Montone, quella del divieto di dimora nei confronti degli imprenditori Luigi Celestre Angrisani, Riccardo De Falco, Giovanni Di Giura e Roberto Leone, ed infine quella dell’obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti del consulente fiscale Lucci Antonio. Nell’ordinanza cautelare infatti è descritto il quadro indiziario relativo alle condotte del giudice Mario Pagano che si sarebbe adoperato per favorire imprenditori ai quali era legato da rapporti di amicizia, trattando cause civili riferibili agli amici con esito favorevole per questi ultimi, omettendo di astenersi nonostante lo specifico obbligo imposto dalla legge e, prima ancora, adoperandosi perché tali cause venissero assegnati a lui. In cambio di tali condotte, il giudice Pagano avrebbe ricevuto dagli imprenditori utilità , consistenti in molti casi nella corresponsione di somme indebite di denaro a beneficio della società sportiva Polisportiva Lucchese, di cui il dottor Pagano era direttamente responsabile e, in altri casi, in forniture varie come cucine, impianti di climatizzazione a beneficio di un agriturismo a Roccapimonte riferibile allo stesso magistrato, come titolare di fatto della società Eremo, proprietaria della struttura, e a componenti del suo nucleo familiare. I reati ricostruiti nell’ordinanza firmata dal procuratore della Repubblica aggiunto, Alfonso D’Avino, sono di corruzione in atti giudiziari, contestando al dott. Mario Pagano, all’imprenditore Luigi Angrisani Celestre, titolare di fatto della casa di cura Angrisani-villa dei Fiori di Nocera Inferiore, che avrebbe corrisposto somme di denaro per un totale di 65.000 € a beneficio della Rocchese, oltre ad un orologio dal valore di 20.000 € ed avrebbe anche provveduto ad assumere, presso la struttura sanitaria, diverse persone segnalate dal magistrato; corruzione in atti giudiziari contestata al dottor Mario Pagano e agli imprenditori Riccardo De Falco e Giovanni Di Giura, titolari delle case di cura villa Silvia da Roccapiemonte e Materdonini, i quali avrebbero corrisposto somme di denaro per un totale di € 40.000 a beneficio della Rocchese; corruzione in atti giudiziari contestata sempre al Dottor Mario Pagano e l’imprenditore Roberto Leone, titolare della società Royal Trophy, il quale avrebbe corrisposto in più occasioni forniture gratuite di materiale sportivo a beneficio della Rocchese; truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubblica, contestata tra gli altri il dottor Pagano, a Nicola Montone, al consulente fiscale Antonio Piluso, avente ad oggetto un finanziamento regionale di € 300.000 beneficio della società cooperativa Eremo in vista della realizzazione di un agriturismo a Roccapiemonte, ottenuto attraverso una serie artificiose di operazioni fittizie, realizzate, mediante l’apparente costituzione di capitale sociale e per un attraverso false fatture che provano l’acquisto di materiali attrezzature varie il tutto grazie al coinvolgimento di altre persone; falso in atto pubblico contestato sempre a al Dottor Pagano, al consulente fiscale Antonio Piluso, relativo alla realizzazione di una falsa denuncia di smarrimento di assegni apparentemente utilizzati per la costruzione del capitale sociale della Eremo e finalizzata alla truffa aggravata. E, corruzione in atti giudiziari contestata Dottor Pagano, al consulente fiscale Piluso Antonio che, in cambio di favori assicurati dal giudice nella gestione di alcune cause a lui riferibili, avrebbe prestato gratuitamente la prova attività professionale e avrebbe preso parte al giro di false fatture finalizzata alla truffa aggravata; tre episodi di corruzione in atti giudiziari contestati al Dottor Pagano in relazione a favoritismi nella gestione di cause riferibili alla società ‘plus gioco legale limited’, Sakar forni e Termoidris, il cui titolare in cambio di favoritismi della gestione delle cause in cui erano interessate le rispettive società, avrebbe assicurato: il primo, la corresponsione di un contributo in denaro a favore della Lucchese e anche L’emissione di fatture per operazioni inesistenti di circa 200.000 € per la realizzazione della truffa gravata; il secondo, la mancata esatta esazione del credito per la fornitura di cucine alla cooperativa Eremo; il terzo, la progettazione dell’impianto di climatizzazione della cucina allestita presso l’agriturismo della Eremo; infine associazione per delinquere contestato tra gli altri al giudice Mario Pagano e al funzionario giudiziario Domenico Nicola Montone e a Antonio Peluso finalizzata alla commissione di una pluralità di reati, tra cui corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio, millantato credito, traffico di influenze illecite, accesso abusivo a sistema informatico, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Contestualmente le misure cautelari personali il gip ha disposto il sequestro preventivo diretto nei confronti del giudice Mario Pagano di circa 500.000 €, somma corrispondente al totale delle erogazioni effettuate nel tempo dagli imprenditori per le attività corruttive all’ammontare dei finanziamenti indebitamente percepiti dalla Eremo grazie all’attività truffaldine posta in essere dal magistrato. Le indagini proseguono anche al fine di verificare degli altri elementi.
Pagano è stato trasferito a Reggio Calabria nel settembre 2016, per decisione del Csm per incompatibilità ambientale. Su di lui il Csm aveva aperto un fascicolo nell’aprile del 2016. Attualmente Pagano è in servizio alla seconda seziona civile del tribunale di Reggio Calabria. L’inchiesta scoppiò ad aprile dello scorso anno quando gli agenti della Squadra Mobile effettuarono numerose perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta. Il fascicolo, nato da un’inchiesta giudiziaria su matrimoni fasulli aperta dalla Procura di Nocera Inferiore, fu trasferita per competenza a Napoli.
Reggia Caserta: restauratori lavorano al ripristino del soffitto crollato
Dopo il distacco e il crollo dell’intonaco dal soffitto del vano finestra nella stanza delle dame, avvenuto nella tarda mattinata di domenica, alla Reggia di Caserta arrivano gli esperti di una ditta specializzata in restauro che dovranno ricostruire la porzione danneggiata e verificare la sicurezza dei vani di tutte le finestre che affacciano su piazza Carlo III, dove e’ ubicato l’ingresso principale. Gli interventi inizieranno domani, fa sapere la direzione del monumento patrimonio dell’Unesco. La stanza, attigua a quella molto nota dove e’ ubicato il “bagno della Regina”, restera’ chiusa per la durata delle opere di ripristino, mentre non ci saranno chiusure di altre stanze. “Una ditta specializzata effettuera’ la raccolta e la catalogazione dei frammenti di intonaco per la successiva ricostruzione” spiega la nota della Direzione affidata al manager Mauro Felicori. “Appena compiuta questa operazione – prosegue – affiancata da una verifica del soffitto, la Sala delle dame sara’ riaperta ai visitatori. Sara’ infine realizzato il restauro del soffitto, che si prevede di ultimare entro la fine di gennaio 2018”. “Nei prossimi giorni – conclude la nota – avremo anche i dati forniti dal software installato di recente per il monitoraggio delle facciate”. Subito dopo il crollo, verificatosi mentre gli Appartamenti erano aperti, ma senza che nessun turista restasse ferito, Felicori aveva spiegato che “a causare il distacco dell’intonaco” non era stato “alcun cedimento di natura strutturale”, ma si poteva supporre che si trattasse “dell’esito di un rifacimento integrale compiuto dopo un terremoto negli anni ’30 che non ha ben aderito al supporto, e degli interventi di rafforzamento eseguiti nel 1985, quando ancora si realizzavano iniezioni di cemento che nel tempo si sono rivelate talvolta incompatibili con la calce”.
Vasco: si procede per stadi con il Vascononstop Live tour
Vasco riparte da Torino l’1 e 2 giugno allo Stadio Olimpico, con il Vascononstop Live 2018. Lo spettacolo rock più potente ed emozionante a mondo. Dopo Modena Park, lo stesso Komandante annuncia dalla sua pagina Facebook che“Per l’estate 2018 prossima, noi procediamo per…Stadi. Il concerto del 1 luglio scorso è stato un evento straordinario, ma unico e irripetibile”.
Dopo Torino sarà la volta di Padova il 6 e 7 giugno allo Stadio Euganeo; si prosegue l’11 e 12 giugno a Roma all’Olimpico e poi il 16 e 17 allo Stadio di San Nicola a Bari. Ultima tappa Messina il 21 giugno allo Stadio San Filippo.
L’apertura della vendita generale sarà giovedì 14 dicembre alle ore 13.00, per Il Blasco Fanclub invece sarà possibile acquistare i biglietti già a partire da mercoledì 13 dicembre dalle ore 10.00. (Biglietti disponibili su Vivaticket al link vascononstop.vivaticket.it)
Parte quindi da Torino l’estate del Blasco, la città che ha appena segnato un doppio sold out per il concerto dei Depeche Mode – quello del 9 e quello che avrà inizio tra poche ore – e che ha riempito il Pala Alpitour con circa ottocento persone provenienti da fuori Italia e metà del pubblico pagante arrivato da fuori regione.
Il Napoli ha mal di gol: solo tre reti in 5 partite
Il Napoli ha il mal di gol. Ecco il virus che deve affrontare improvvisamente la squadra azzurra, svuotata mentalmente e in crisi di fiducia, dopo due sconfitte consecutive e lo scialbo 0-0 contro la Fiorentina. Maurizio Sarri ha lanciato piu’ di un campanello d’allarme soprattutto sullo stato mentale dei suoi giocatori, stressati da una stagione gia’ lunghissima: “Paghiamo la preparazione del preliminare di Champions, che vuol dire un mese in piu’ di tensione rispetto alle altre squadre”, ha detto nel dopopartita della gara contro la Fiorentina, ammettendo il momento di appannamento dei suoi. I dati sulla corsa danno ragione a Sarri sullo stato fisico di Hamsik e compagni, ma la verita’ e’ che gli automatismi e il palleggio in velocita’ si sono appannati e in piu’ gli avversari hanno adattato delle contromosse al gioco tutto pressione e fraseggi verticali della squadra di Sarri. I numeri lo confermano: nelle ultime cinque gare di campionato il Napoli ha vinto due volte (contro Milan e Udinese), incassando due pareggi per 0-0 e il ko contro la Juventus. Dallo 0-0 con il Chievo del 5 novembre gli azzurri hanno segnato tre gol in cinque partite di serie A, mentre nelle precedenti cinque gare i gol fatti erano stati 13. Un calo nettissimo che spiega anche la perdita della testa della classifica, ormai in mano all’Inter. “Siamo tornati a creare le nostre cinque sei palle gol”, ha spiegato Sarri dopo il match con i viola, cercando vedere il bicchiere mezzo pieno, ma con la consapevolezza che senza i gol di Mertens e le invenzioni di Insigne il tridente si e’ inceppato. Ne’ ha giovato l’innesto di Zielinski che non ha la dimestichezza con il gol dei “piccoletti”. Il problema sono i ricambi: arri ha inventato Mertens prima punta lo scorso anno, facendo il botto. Ora, con un fisiologico calo del belga in zona gol, non ci sono alternative. L’ideale sarebbe Milik che pero’ e’ ancora in pieno recupero: oggi il polacco e’ stato a Roma per una visita di controllo che a dato parere positivo sull’evoluzione del legamento operato, ma il suo ritorno in campo e’ ancora lontano. Dopo aver venduto i due attaccanti di scorta Zapata e Pavoletti la scorsa estate, le alternative sono finite, in attesa che il mercato di gennaio porti in azzurro Inglese dal Chievo, attaccante che in serie A ha segnato, nella scorsa stagione che e’ stata la migliore, dieci reti, ma che quest’anno e’ gia’ a quota sei. Oggi il Napoli, ha intanto conosciuto l’avversario dei sedicesimi di finale di Europa League: e’ il Lipsia, reduce dall’eliminazione in Champions League ma secondo in Bundesliga alle spalle del Bayern. Un avversario tosto ma abbordabile. L’andata si gioca il 15 febbraio al San Paolo, il ritorno in Germania.



