E’ il barelliere Davide Garofalo, di 42 anni, uno dei killer dell’ambulanza della morte. Accusato di omicidio dalla Procura di Catania, avrebbe inoculato con una siringa aria nelle vene di pazienti terminali, un uomo di 57 anni e due anziani novantenni. La Procura nell’inchiesta sulle morti sospette ha sequestrato atti relativi ad una cinquantina di casi, le cui responsabilita’ si sono concentrate in dieci. Tre quello relativi alla responsabilita’ di Garofalo.
A Davide Garofalo, oltre all’omicidio volontario aggravato dall’avere favorito la mafia ,e’ stato contestato anche “l’avere agito con crudelta’ verso le persone, di avere approfittato delle circostanze di tempo e di luogo tale da ostacolare la pubblica e privata difesa e di avere commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera”. Secondo il procuratore aggiunto Francesco Puleio l’inchiesta ‘ambulanza della morte’ ha fatto emergere, “comportamenti che hanno anticipato il decesso di persone gravemente malate, allo stato terminale, per profitto, per denaro, con disprezzo totale della vita umana e della dignita’ della persona”.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura dopo avere sentito le dichiarazioni di testimoni e dei parenti delle vittime, i malati sono stati uccisi durante il trasporto con ambulanza privata dall’ospedale (in prevalenza di Biancavilla) alla loro abitazione da Garofalo presente sull’ambulanza in qualita’ di addetto ai trasporti. Per l’accusa, l’uomo iniettava aria nelle vene delle vittime, cagionandone la morte per embolia gassosa.
La Mafia uccideva gli anziani malati nelle ambulante per il business dei funerali: il killer è un barelliere
Sequestro beni per 800mila euro a Di Nardi, ‘re’ dei rifiuti del Casertano
Stamane il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta ha completato l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di 800 mila euro emesso dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere -su richiesta di questa Procura- avente per
oggetto disponibilità finanziarie della società “OHI DI NARDI HOLDING INDUSTRIALE S.p.A.”, con sede in Pastorano, esercente l’attività di
“raccolta dei rifiuti solidi non pericolosi’, nonché il patrimonio del relativo rappresentante legale prò-tempore, DI NARDI Alberto.
L’adozione della misura cautelare reale è intervenuta a seguito dell’esecuzione di specifiche indagini effettuate delegate dalla Procura alla Guardia di Finanza, all’esito delle quali si è acclarato che la società aveva omesso il prescritto versamento all’Erario delle ritenute operate per l’anno 2013, ponendo così in essere un’ingente evasione fiscale. Considerato l’elevato valore indiziario degli elementi raccolti nel corso dell’attività d’indagine, questa Procura -in virtù della normativa che prevede la possibilità di applicazione della “confisca per equivalente”- ha avanzato richiesta di sequestro, al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dall’evasione.
Il Gip, in conformità alla richiesta del pm, ha disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie della società e, per valori equivalenti, dei beni nella disponibilità del suo amministratore pro tempore, tra cui un appartamento, un negozio, un ufficio e un fabbricato commerciale siti in Pastorano. Pertanto, sulla base di tale provvedimento cautelare, il Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta ha sequestrato beni mobili e immobili, rapporti finanziari e quote societarie per un valore di circa 650 mila euro.
Quarto, legami con il clan Polverino: una perizia fa slittare la sentenza nei confronti di Armando Chiaro
Quarto. Ci sarà bisogno prima di alcune perizie tecniche prima di emettere la sentenza nei confronti di Armando Chiaro, ex coordinatore del Pdl a Quarto accusato di intestazione fittizia aggravata dall’aver favorito il clan Polverino. Lo hanno deciso i magistrati della corte d’Appello di Napoli, che hanno rinviato la sentenza.
Secondo l’Antimafia di Napoli, Armando Chiaro avrebbe intestato a suo nome un’abitazione di Coma Ruga, in Spagna, ma in realtà riconducibile, dice l’accusa, all’organizzazione camorristica egemone tra Marano e Quarto. Chiaro era stato condannto in prima grado a 7 anni e 6 mesi di carcere ridotti poi in appello a sei anni. Ma la sentenza di secondo grado (riguardante anche il sequestro dei beni degli altri imputati) è stata poi annullata dalla Cassazione con rimando ai giudici dell’Appello. Ma prima dell’ulteriore sentenza sarà necessaria una nuova perizia tecnica sui beni.
Fuochi d’artificio illegali, Polizia e Finanza sequestrano due quintali di botti ad Acerra
Acerra. Quasi due quintali di fuochi di artificio per un totale di 49.104 pezzi è il bilancio di un sequestro effettuato dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Acerra insieme alla Compagnia della Guardia di Finanza di Casalnuovo.
Ieri pomeriggio poliziotti e finanzieri hanno scoperto che, in un locale sottostante un’abitazione di via E.A. Mario, era nascosto un consistente quantitativo di fuochi d’artificio senza che fossero state rispettate le prescrizioni delle normativa in materia.
In particolare sono stati rinvenuti e sequestrati n. 4 batterie “Carmen” per un peso di 16 kg, n. 4 batterie “Andrew” per un peso di 16 kg, n. 16 batterie “Highe velocity” per un peso di 28,8 kg, n. 16 batterie “Fireworks” per un peso di 20 kg, n. 4 batterie “Alex” per un peso di 16 kg, n. 22 batterie “Wingless Angel” per un peso di 14,7 kg, n. 72 batterie “Garden sprint” di 48,2 kg, n. 12 batterie “Rock the sky” per un peso di 15 kg, n.3600 “Mini cicciole” per un peso di 1,7 kg ed infine n. 12 scatole di “Snapper poppers” per un peso di 1,5 kg. Un uomo di 50 anni è stato denunciato per detenzione in deposito di fuochi artificiali senza essere in possesso di apposita licenza del Prefetto e per omessa denuncia all’autorità della detenzione di materiale esplodente pericoloso per la loro quantità e qualità.
Discarica abusiva nel terreno di famiglia ad Acerra: nuovo processo per il re dei rifiuti Cuono Pellini
Acerra. Discarica abusiva nel terreno agricolo sequestrato dalla Polizia municipale: processo per Cuono Pellini e la mamma ottantennem Maddalena Crispo. I due sono stati rinviati a giudizio anche per omessa bonifica, cioè per non aver risanato il terreno in cui era stata versata una valanga di rifiuti. La prima udienza si terrà il 22 gennaio e il Comune di Acerra si costituirà parte civile. Uno dei tre fratelli già condannati l’anno scorso per disastro ambientale in via definitiva, dovrà tornare sul banco degli imputati. Cuono Pellini si trova in carcere da alcuni mesi insieme ai fratelli Giovanni e Salvatore, quest’ultimo ex maresciallo dei carabinieri, per aver sversato in buona parte dell’hinterland napoletano milioni di tonnellate di rifiuti tossici provenienti dal nord Italia e dalla Campania. I reati contestati a Cuono e a sua madre sono discarica abusiva, violazione dei sigilli e omessa bonifica. Il rinvio a giudizio è una citazione diretta davanti al giudice monocratico del tribunale di Nola, Chiara Bardi.
Si prospetta una battaglia giudiziaria. Il Comune di Acerra ha incaricato l’avvocato penalista Domenico Russo per la costituzione di parte civile al processo. L’appezzamento di terreno finito nel procedimento, ampio alcune decine di migliaia di metri quadrati, si trova in località Lenza Schiavone, area agricola a nord di Acerra, dove cioè i fratelli Pellini avevano dislocato il loro principale impianto di smaltimento dei rifiuti, poi sequestrato dalla direzione distrettuale antimafia nel febbraio di quest’anno insieme a un vero e proprio impero composto da centinaia di case, appartamenti, ville e auto di lusso, elicotteri e conti bancari milionari. Un tesoro valutato dalla Guardia di finanza 222 milioni di euro.
Monsieur le Marché, la fiera dell’artigianato e di design, torna a Napoli
“Monsieur le Marché”, la fiera creativa e di design torna a partire da domani venerdì 22 dicembre (dalle 18.00 alle 22.00) e sabato 23 dicembre (dalle 11.00 alle 22.00) allo Slash in via Bellini 45 a Napoli.
Per il quarto anno consecutivo, torna l’appuntamento natalizio nel cuore del centro storico, per chi vuole regalare un oggetto unico, realizzato dalle sapienti mani di artigiani, designer e creativi. Le possibilità di trovare il “dono” giusto da regalare sono tante: dagli abiti vintage alle illustrazioni dove Napoli è la protagonista, da preziosi gioielli a pupazzi di stoffa, realizzati con materiali di riciclo, che piacciono ai più piccoli. Tante sono le idee da “scartare” sotto l’albero: il mercato creativo “Monsieur le Marché” rinnova la sua formula collaudata che unisce lo shopping natalizio, accompagnato da aperitivo e tanto divertimento. Gli amanti del last-minute, quelli che non vogliono affidarsi all’online e preferiscono le abilità artigiane, trovano allo Slash, nel cuore del centro storico Napoli, il luogo ideale per un regalo fatto a mano. Tra gli espositori: AD Gioielli, Bobò, Creativi Tee Shirt, Guido MOJO, Francesca Rao, Klakson Design, Le Rivoltanti, Madel, Marianna Canciani Illustratrice, Pin (Prodotto Interamente Napoletano), Ramado Art, Reddcreations, Silvia D’Ambrosio Jewellery, The Closet, Velvet Vintage.
Napoli, rapinatori della Stazione centrale individuati e arrestati grazie al racconto di un giornalista
La Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria di Napoli ha eseguito nella giornata di ieri un’ordinanza di Custodia Cautelare degli arresti domiciliari per due giovani resisi responsabili di varie rapine, perpetrate lo scorso febbraio a bordo di un treno regionale sulla tratta Napoli-Caserta ai danni di due giovani viaggiatori. Grazie alla denuncia pubblicata sul quotidiano “ROMA” da un giornalista testimone di una rapina perpetrata lo scorso febbraio a bordo del treno regionale 24327 da tre giovani nella giornata di ieri è stata eseguita un’ordinanze applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dei due maggiorenni Mariano Staffa di anni 21 e Antonio Pascarella di anni 24, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.
Le indagini sono state condotte dagli uomini della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria di Napoli dopo aver appreso da un articolo di stampa dei fatti criminosi occorsi in data 13 febbraio 2017 a bordo di un treno regionale 24327 Napoli-Caserta. Il giornalista, testimone dei fatti criminosi, attraverso la sua denuncia sul quotidiano ha consentito agli agenti della Polfer di svolgere una serie di sopralluoghi a bordo del treno, di rintracciare alcune giovani vittime di rapine perpetrate sistematicamente da un gruppo di circa dieci ragazzi e tra questi lo Staffa ed il Pascarella.
Attraverso la visione dei filmati e la testimonianza delle vittime gli investigatori sono riusciti a ricostruire le dinamiche di più episodi di rapina, addivenendo alla identificazione di alcuni rapinatori. In particolare, in uno degli episodi ricostruiti, uno dei rapinatori si avvicinava alla giovane vittima e puntandogli un coltello alla gola gli intimava di consegnargli il telefono cellulare mentre un complice teneva bloccata la persona offesa ed un terzo complice faceva da palo.
Messaggi in codice tra i boss Casalesi: corrispondenza vietata tra il figlio di Sandokan e lo zio Walter. Arriva la conferma della Cassazione
Caserta. Boss detenuti al 41 bis: la Cassazione conferma lo stop della corrispondenza tra Nicola Schiavone, figlio primogenito del capoclan Francesco Sandokan e lo zio Walter. La lettere sospetta, sequestrata perchè conteneva delle parole sottolineate senza che si evidenziasse un pratico ed evidente motivo, aveva fatto scattare il divieto di corrispondenza tra i due detenuti. Divieto avallato dalla Cassazione. Le lettere, secondo i giudici della suprema corte, potrebbero nascondere dei messaggi in codice. Per Nicola Schiavone è stata anche respinta la richiesta di aumentare la durata dei colloqui con i familiari. Il provvedimento restrittivo sulla corrispondenza postale tra Nicola e Walter Schiavone era stato adottato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed è stato confermato dai giudici della settima sezione della Cassazione alla quale il figlio di Sandokan aveva fatto ricorso. “L’ordinanza impugnata si legge nella sentenza – ha preso in considerazione in modo dettagliato sia l’alterazione di alcuni vocaboli con azioni di ricalco non giustificate da nulla, alla luce di una elementare ragionevolezza, ed ha spiegato le ragioni del fondato sospetto, con motivazione adeguata e priva di illogicità”.
La stessa settima sezione della Cassazione ha confermato il no all’aumento della durata dei colloqui fra Nicola Schiavone ed i congiunti. In questo caso vi era stata una diversa interpretazione della norma, in quanto il Magistrato di Sorveglianza prima e poi il Tribunale dell’Aquila avevano ritenuto sussistere tale possibilità esclusivamente quando non era stato fruito dal detenuto il colloquio nella settimana precedente. Avverso l’ordinanza Schiavone aveva proposto ricorso personalmente, deducendo l’erronea applicazione di legge e la mancanza di motivazione: in particolare era stato eccepito come la motivazione dell’ordinanza fosse apparente e che soprattutto, utilizzando una interpretazione discutibile, finiva per restringere i diritti del detenuto a mantenere i colloqui. In entrambi i casi, quindi, ricorso inammissibile e condanna al pagamento di duemila euro alla cassa delle ammende.
In auto con due fucili rubati: in tre finiscono ai domiciliari nel Casertano
I Carabinieri della Stazione di Mondragone hanno arrestato in arresto per detenzione e porto abusivo di arma da fuoco in concorso tre soggetti. I militari dell’Arma, sulla strada provinciale per Falciano del Massico, durante un controllo alla circolazione stradale, hanno fermato e controllato i tre che viaggiavano a bordo di un’autovettura Fiat Punto.
Nel corso del controllo i carabinieri hanno deciso di eseguire una perquisizione veicolare a seguito della quale hanno rinvenuto un fucile automatico calibro 12, marca Smith & Wesson; un fucile sovrapposto calibro 12, marca Franchi e 55 cartucce per fucile, calibro 12, che da accertamenti sono risultati essere proventi di furto in danno di una 63enne di Falciano del Massico. Le armi e le munizioni sono state sequestrate. Gli arrestati, invece, sottoposti agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.
Furto del cellulare in piazza Garibaldi, arrestato cittadino extracomunitario
Furto: arrestato da Polizia e militari dell’esercito un cittadino extracomunitario. Continua la proficua collaborazione della Polizia di Stato con i militari dell’Esercito Italiano. Nell’ambito dell’operazione “Alto Impatto” nella zona d Piazza Garibaldi, ieri sera, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vicaria-Mercato insieme ai militari dell’Esercito Italiano, hanno arrestato Hamsas Abdlali , di 19 anni, cittadino marocchino, per il reato di furto con destrezza.
I poliziotti, nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo del territorio in Piazza Garibaldi, angolo Corso Novara, insieme ai militari hanno bloccato il cittadino marocchino che pochi istanti prima, con destrezza, aveva rubato il cellulare ad una giovane polacca di 22anni che era in compagnia del proprio ragazzo.
Il ragazzo ha visto la sottrazione del cellulare dalla borsa della sua ragazza e ha immediatamente attirato l’attenzione dei poliziotti e dei militari presenti in zona, indicando la persona che aveva sottratto il cellulare.
Gli agenti e i militari hanno bloccato il giovane marocchino trovandogli addosso il cellulare che successivamente è stato restituito alla legittima proprietaria. L’extracomunitario è stato arrestato ed è in attesa del giudizio per direttissima.
Coniugi spacciatori arrestati dai carabinieri a Villaricca. IL VIDEO
I carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania hanno arrestato a Villaricca due coniugi incensurati Pasquale Sarnelli, 48 anni e Francesca Mauriello, 40 anni (nipote di Giovanni, un 58enne ritenuto affiliato al clan camorristico dei “Ferrara” operante a Villaricca e nei comuni limitrofi nonchè cugino del capo clan, attualmente detenuto).Nel corso di una perquisizione domiciliare nella loro residenza i carabinieri hanno trovato una borsa che i coniugi avevano lanciato dal balcone all’arrivo dei militari. Dentro c’era un involucro contenente cocaina per 27 grammi e 5 dosi gia’ pronte, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento, diversi bigliettini e la somma di 170 euro in denaro contante. Nella casa anche una cassaforte a muro, che e’ risultata contenere 5.550 euro in contante.
Perquisizione eseguita anche in una mansarda in uso alla coppia. Dentro a questi locali sono stati scoperti 9 involucri di cocaina per un complessivo di 1.033 grammi, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento e bigliettini vari. A casa dei coniugi sono state trovate e sottoposte a sequestro amministrativo preventivo munizioni, una semiautomatica calibro 9 e un fucile da caccia calibro 12 legalmente detenuti dell’uomo. Gli arrestati sono stati condotti nelle carceri di Poggioreale e Pozzuoli.
Sarno, ai domiciliari per spaccio continuava l’illecita attività: arrestato
Sarebbe stata una segnalazione a portare nel mirino dei poliziotti i movimenti sospetti di persone nei pressi della casa di un 33 enne di Sarno. Ieri pomeriggio una pattuglia si è appostata in zona e ha notato un giovane uscire dall’abitazione di Giordano A. Fermato il ragazzo aveva addosso pochi grammi di marijuana acquistati proprio dal Giordano. Gli agenti procedevano
ad ispezionare la casa del soggetto già agli arresti domiciliari per reati collegati e hanno trovato altre dosi dello stupefacente segno che l’attività di spaccio proseguiva malgrado la condizione di detenzione. Arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti è stato rinchiuso in carcere.
Napoli, capo piazza latitante dei Quartieri Spagnoli arrestato in provincia
Aveva gia’ le valige pronte, ma ai carabinieri rassegnato si e’ limitato a dire: “a voi della Pastrengo non posso mentire. Mi conoscete bene”. I militari dell’Arma di Napoli hanno individuato e catturato il latitante Antonio Boccia, 39enne gia’ noto e ritenuto a capo di una ‘piazza di spaccio’ per lo smercio al dettaglio di cocaina nei Quartieri Spagnoli del capoluogo campano. L’uomo era ricercato dall’inizio di novembre, quando si era sfuggito a un provvedimento restrittivo emesso dalla magistratura.
I carabinieri lo hanno localizzato a Somma Vesuviana, dove si era nascosto in un villetta con ingresso indipendente nelle disponibilita’ del fratello, che comunque continua ad abitare a Napoli. Quando vi hanno fatto irruzione, stamane all’alba, Boccia era gia’ in piedi, 2 valigie pronte nell’armadio, verosimilmente in attesa di partire verso un nuovo nascondiglio. Il 39enne, che nel novembre 2015 era stato gambizzato nei pressi di una chiesa in vico lungo San Matteo, all’interno della quale si era rifugiato sanguinante per sfuggire all’agguato suscitando paura in un gruppo di ragazzini che stavano seguendo una lezione di judo, dopo le formalita’ di rito in caserma, e’ stato portato nella casa circondariale napoletana di Poggioreale. Deve espiare circa 3 anni e nove mesi di reclusione come disposto da una sentenza del Tribunale di Napoli conseguente a una condanna per spaccio di stupefacenti.
Napoli, al Cardarelli ‘Pranzo di Natale’ per pazienti e familiari
Il Cardarelli di Napoli offrira’ ai suoi pazienti costretti a trascorrere le feste in ospedale un pranzo “degno delle festivita’”. La Direzione strategica del Cardarelli ha deciso di far servire per le feste ormai prossime un menu’ “speciale”. “Essere costretti a trascorrere il Natale o il Capodanno in ospedale – spiega il direttore generale Ciro Verdoliva – e’ molto duro. Pertanto abbiamo voluto fare in modo che i nostri pazienti, quelli per i quali non ci sono indicazioni mediche contrarie, potessero avere un pranzo o una cena almeno simili a quelli che avrebbero scelto se fossero stati a casa”.
Per decisione della Direzione strategica lo stesso trattamento verra’ riservato anche ai familiari che potranno richiedere in reparto un ticket gratuito con il quale pranzare il giorno di Natale e di Capodanno presso la mensa ospedaliera. Anche ai pazienti affetti da patologie non gravi potra’ essere consentito di pranzare in mensa. “E’ solo un piccolo gesto che l’Azienda vuole dedicare ai propri utenti – aggiunge il direttore sanitario Franco Paradiso – e’ un modo per cercare di trasmettere un po’ di conforto a chi non potra’ trascorrere il Natale o la fine dell’anno a casa”.
Nei menu’ d’eccezione previsti nei giorni di Natale e per il Capodanno Ai pazienti saranno servite portate come lasagne, tortellini in brodo, risotto alla pescatora, arista di maiale brasata, salmone al forno e contorni della tradizione e come dolce il panettoncino. L’iniziativa – spiega l’ospedale – non prevede alcun aggravio di spesa per le casse dell’azienda ospedaliera grazie alla disponibilita’ delle societa’ che gestiscono il servizio di vitto e di mensa.
Faceva prostituire la figlia 12enne: chiesti 6 anni di carcere per la mamma-maitresse
La trentaduenne di Pontecagnano, finita in carcere lo scorso gennaio per aver fatto prostituire la figlia dodicenne, rischia sei anni di reclusione. Questa, almeno, la richiesta formalizzata ieri dal sostituto procuratore Elena Guarino davanti al Gup del tribunale di Salerno, Renata Sessa all’esito della sua requisitoria nel corso della quale ha chiesto a carico della donna la condanna per le accuse di organizzazione della prostituzione ed estorsione chiedendo invece l’assoluzione per l’ipotesi di reato di sfruttamento della prostituzione.
Pesantissime le accuse formulate a carico della donna che rischia anche di perdere la potestà genitoriale, incastrata nell’ambito di una delicata indagine ed accusata di aver venduto la figlia ad alcuni suoi clienti offrendola per pochi spiccioli. Era stata la stessa minore,come ha ricordato l’edizione di Salerno de Il Mattino, che si trova ora in una casa famiglia insieme alla sorellina di appena un anno, a confermare la primavera scorsa nell’ambito di un delicatissimo incidente probatorio, parte delle accuse nei confronti della genitrice.
L’adolescente aveva affermato di non essere mai stata protetta dalla madre che la portava con sé dall’anziano e da altri uomini con i quali si appartava lasciandola aldilà della porta. E di non poter mai perdonare la madre per “le cose brutte” che le ha fatto fare ma che, nel corso dell’incidente probatorio, non ha voluto rivelare. La donna, dal canto suo, ha sempre respinto ogni addebito affermando di non aver mai fatto prostituire la figlia, anzi di aver tentato di “far cadere in trappola” l’anziano coinvolto, temendo che davvero l’uomo volesse avere rapporti con la figlia.che si trovano ora nella stessa casa famiglia.
Droga e armi ai Quartieri Spagnoli: assolti e scarcerati la D’Amico e Nocerino
E’ stata scarcerata Maria D’Amico ’e fraulella, la 46enne esponente dell’omonima famiglia criminale del rione Conocal di Ponticelli nonché sorellastra del ras di Montecalvario, Enrico Ricci. La donna infatti è stata infatti assolta dalla Corte d’Appello di Napoli, dall’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio e porto e detenzione abusiva di armi comuni e da sparo con relative munizioni. Assolto anche il suo presunto complice Luigi Nocerino, di 49 anni.
I due hanno lasciato le rispettive prigioni e inaspettatamente trascorreranno il Natale in famiglia. In primo grado la D’Amico aveva rimediato tre anni di reclusione mentre Nocerino 4 anni e 6 mesi. Ieri però la Quarta sezione della Corte d’appello di Napoli, come riporta Il Roma, accogliendo la linea difensiva dell’avvocato Domenico Dello Iacono, ha infatti assolto entrambi gli imputati. Non è stato infatti possibile attribuire, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, il possesso delle armi e dei 25 ovetti di cocaina esclusivamente all’una o all’altro.
Al momento del blitz dei carabinieri, in casa, il 9 aprile del 2016, erano infatti presenti anche altre due persone, una delle quali minorenni. Non solo, un istante prima dell’irruzione la droga era stata lanciata in strada da uno dei quattro soggetti: ed è qui che è stata poi effettivamente recuperata. Di qui la decisione di assoluzione.
La Finanza sequestra 45mila prodotti cinesi nel Beneventano
Oltre 45mila articoli pericolosi e privi del marchio ‘Ce’, provenienti dalla Cina, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Benevento, nell’ambito dei servizi di tutela per la sicurezza e la salute dei consumatori, durante un controllo in un negozio a San Giorgio del Sannio, nel Beneventano. Fra i prodotti sequestrati, accessori per la casa e la persona, abbigliamento, articoli di bigiotteria e accessori per bici e motoveicoli, risultati non conformi ai requisiti imposti a tutela della sicurezza dei consumatori, sprovvisti di etichettatura e composizione chimico-merceologica, e quindi potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori. Denunciato il titolare del negozio. (Rre/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 21-DIC-17 09:11 NNNN
Salmonella nel latte, la Lactalis ritira il prodotto dal commercio
Lactalis ha raddoppiato le quantita’ di latte artificiale da ritirare dal mercato perche’ contaminate dal batterio della salmonella. Si tratta del secondo ritiro nelle due ultime settimane, dopo che il 2 dicembre scorso l’azienda frbncese aveva provveduto a un primo ritiro. Il 10 dicembre era stato il governo ad annunciare un ritorno indietro di 7.000 tonnellate di prodotto, pari a 625 partite. Questa volta il ritiro e’ piu’ consistente, ovvero 720 partite di prodotto. Secondo quanto era stato annunciato giorni fa dalle autorita’ sanitarie francesi, 20 bambini di eta’ inferiore a 6 mesi sono stati contaminati da salmonella in 8 regioni diverse della Francia.
Serena Autieri al Teatro Lendi in ‘Diana e Lady D’
Il Teatro Lendi (via A. Volta 176 – Strada provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino), chiude la prima parte della stagione 2017/2018 con Serena Autieri in “Diana e Lady D”, in programma dal 26 dicembre, alle 21.00 e in replica 27 e 28 dicembre.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Vincenzo Incenzo, è il primo spettacolo teatrale al mondo sulla vita della principessa triste. Serena Autieri sul palco inscena una performance verbale e fisica dai contrasti sorprendenti, facendoci rivivere l’ultima notte della principessa del popolo in un flusso di coscienza intenso e poetico, dove lampeggiano l’infanzia difficile di Diana, la stagione felice dell’adolescenza, la vita controversa con Carlo, le maestose cerimonie reali, le raggianti apparizioni nella moda e nella mondanità, il volontariato spettacolare, i discutibili amanti, la solitudine e il dramma. Fino al sorprendente, spettacolare epilogo che colpirà il cuore di ogni spettatore. 31 agosto, è la sera dell’incidente. Diana sta per lasciare l’appartamento all’Hotel Ritz di Parigi e raggiungere Dodi in macchina. Un ultimo colpo di cipria allo specchio ed ecco l’immagine riflessa, l’altra parte di sé: Lady D. È un susseguirsi di colpe, un turbinio di accuse, fino addirittura allo scontro fisico, ma è anche il tentativo estremo di essere ascoltate, comprese, abbracciate.
Il palco si fa luogo dell’anima e aldilà grazie al disegno scenico del premio Oscar Gianni Quaranta (Zeffirelli, Yvori, Ross, Corbiau). Le luci di A.J.Weissbard inventano suggestioni intense, sdoganando spazio e tempo. Le cadute e le resurrezioni vengono tratteggiate dalle ballerine di Bill Goodson. La luce e il colore incontrano la poesia nei vestiti di Silvia Frattolillo, costumista storica del teatro italiano. Immanente è la musica, a raccontare un cuore e un’epoca, con inediti e successi planetari registrati tra Londra e Los Angeles da musicisti di fama mondiale.



