AGGIORNAMENTO : 1 Febbraio 2026 - 21:26
7.6 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 1 Febbraio 2026 - 21:26
7.6 C
Napoli
Home Blog Pagina 8334

Inchiesta Fanpage, Legambiente lancia allarme su smaltimento dei fanghi a depurazione in Campania

0

“Non ci sono soltanto le ecoballe da smaltire. L’inchiesta di Fanpage ha riportato all’attenzione nazionale un allarme ambientale che dura da decenni e che la politica non ha voluto risolvere: quello dello smaltimento dei fanghi di depurazione, un vero e proprio buco nero. In Campania sono circa 350mila le tonnellate di fanghi da depurare ogni anno provenienti dagli impianti presenti in regione. Il prezzo medio per lo smaltimento si aggira intorno ai 145 euro a tonnellata, portando quindi il giro d’affari legale a 50 milioni di euro all’anno a carico dei vari enti, da quello regionale a quello locale. Tonnellate di rifiuti speciali che oggi vengono trasportate in Puglia o in Sicilia vista l’assenza in Campania di discariche e di impianti di trattamento adeguati. Uno scenario questo che stimola gli appetiti illeciti di imprenditori senza scrupoli a danno del territorio e dell’ambiente”.
Così Stefano Ciafani e Mariateresa Imparato, rispettivamente direttore generale nazionale e presidente regionale di Legambiente lanciano l’allarme sullo smaltimento dei fanghi di depurazione in Campania.
“Una cosa è certa – denunciano Ciafani e Imparato di Legambiente – lo smaltimento dei fanghi di depurazione non è certo un’emergenza. Da almeno trent’anni gli addetti ai lavori, amministratori locali e regionali, conoscevano bene l’entità delle quantità da smaltire, che è destinata a crescere in maniera proporzionale alla qualità della depurazione. Semplicemente si è sempre fatto finta di nulla, senza voler affrontare la questione in maniera sistematica e strutturale, adeguando gli impianti stessi per il trattamento in loco dei fanghi. E così come avviene per la frazione organica dell’umido, anche per i fanghi da depurazione si preferiscono movimentazioni e smaltimenti in località remote. Residui che potrebbero, invece, essere disidratati e inertizzati, producendo magari energia da fonte rinnovabile o riutilizzati, laddove compatibili, anche in agricoltura. Come purtroppo accade spesso in Campania è mancata la volontà politica di affrontare questa problematica, dando vita anche in questo caso a una gestione che fa acqua da tutte le parti. Il vero nodo resta quello legato ai Servizi Idrici che in questa regione non hanno funzionato a dovere, producendo così costi ambientali ed economici sempre più elevati. Insomma, mentre la politica resta a guardare i cittadini, l’ambiente e il territorio continuano ad essere gli unici a pagare”.

Casavatore, rifiuti: informativa antimafia alla società Delta Srl. Prima grana per i commissari prefettizi inviati dal Ministero

Casavatore – Rifiuti, informativa antimafia alla società Delta srl. Prima grana per i commissari prefettizi inviati dal Ministero. Nemmeno si può parlare di un fulmine a ciel sereno, relativamente al provvedimento che avrebbe colpito in queste ore la società Delta srl in ATI con le New Ecology che gestisce l’appalto dei rifiuti in città a Casavatore. Il tutto, sarebbe scaturito a seguito dell’arresto di uno dei rappresentanti, Aniello Esposito. Esposito è stato arrestato a gennaio scorso dalla Dda di Catanzaro nell’Ambito dell’Operazione Stinge e oltre 50 i milioni sequestrati alla cosca Farao-Marincola. Nelle maglie della giustizia sono finiti Politici, imprenditori, colletti bianchi, tutti affiliati alla cosca Farao-Marincola della provincia di Crotone che dal Sud Italia, secondo gli inquirenti, avrebbe delocalizzato i propri centri di interesse nel Nord Italia e all’Estero per ripulire gli ingenti flussi di denaro provenienti da attività illecite. Calabria, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia, Campania, Germania: Queste le zone in cui la cosca avrebbe investito i propri capitali attraverso una fitta rete di imprenditori collusi. Tra gli arrestati, spicca il nome di Aniello Esposito, imprenditore napoletano residente in provincia di Avellino, domiciliato a Cardito e marito di un Consigliere Comunale di opposizione ad Afragola. L’Esposito è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e concorso in peculato per la gestione e amministrazione di un centro di accoglienza per migranti minorenni non accompagnati.
Stando a quanto emerso dalle indagini, l’imprenditore avrebbe gestito per conto della cosca ben 3 centri di accoglienza per migranti, uno Cirò Marina, uno a Dugenta in provincia di Avellino ed uno ad Afragola. Una gara d’appalto che già quando fu espletata negli anni scorsi, sollevò una serie di dubbi visto che la delta srl veniva inquadrata come ditta di pulizie e non come azienda di igiene urbana. Una «complessa» fase amministrativa che sarà condotta con «assoluta trasparenza e vigilanza, tenendo, come sempre, in considerazione la naturale ed importante salvaguardia dei livelli occupazionali degli operatori di igiene ambientale che, nell’ultimo mese, hanno dimostrato senso di responsabilità e rispetto nell’assolvere i propri compiti». Ma al di là delle parole l’aria è tesa ed in pochi hanno voglia di rilasciare dichiarazioni.

Salvio Amarante

Protesta degli sfollati nella sede del comune di Pozzuoli

Un sit in e’ stato messo in atto questa mattina da un centinaio di occupanti del campo container di via Carlo Alberto Dalla Chiesa ad Arco Felice, presso la sede centrale del comune al Rione Toiano. Il gruppo dopo aver stazionato per qualche ora dinanzi all’ingresso degli uffici comunali si e’ trasferito nell’atrio della palazzina dove ha sede l’ufficio del sindaco, paralizzando le attivita’ degli uffici. Non sono mancati momenti di tensione. Chiesto un incontro urgente per conoscere gli sviluppi dopo l’ordinanza di sgombero dei container per la presenza di amianto. Il provvedimento sindacale prevedeva lo sgombero delle 43 famiglie dal campo container, alcune delle quali presenti dal bradisismo del 1984, entro lo scorso 30 gennaio. Provvedimento sospeso in seguito alle pressioni e alle proteste degli occupanti che chiedevano certezze di una sistemazione alloggiativa. Oggi la nuova protesta con una delegazione dei sindacati degli inquilini. Assente il sindaco, il vertice richiesto e’ stato fissato per giovedi’ prossimo.

Scavi Ercolano, domani primo focus Group destinato alle guide turistiche

Continua al Parco Archeologico di Ercolano il processo di coinvolgimento delle Guide Turistiche della Regione Campania, e dopo l’inaugurazione dell’allestimento della bottega del Plumbarius ed i workshop dell’artista Catrin Huber, in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project, mercoledì 21 febbraio si terrà il primo Focus group a loro destinato. Il Focus group è una tecnica di rilevazione per la ricerca sociale basata sulla discussione tra un piccolo gruppo di persone, invitate da uno o più moderatori a parlare tra loro, in profondità, dell’argomento oggetto di indagine. Il Focus group del Parco di Ercolano ha lo scopo di monitorare e registrare, attraverso la voce delle guide turistiche, opinioni, suggerimenti, critiche e aspettative dei gruppi di visitatori del sito, su modalità di fruizione, attività di valorizzazione e coinvolgimento e possibili progettualità future. Saranno 12 i partecipanti a questo primo appuntamento, al quale ne seguiranno altri durante l’arco del 2018, scelti secondo criteri di eterogeneità e prevedendo la rotazione dei componenti per i prossimi incontri, che toccheranno tematiche differenti. Al fine di uniformare il livello di approfondimento delle conoscenze sull’area archeologica, prima del focus group i partecipanti faranno una visita guidata al sito con esperti archeologi. Il focus group successivo, verrà interamente filmato dall’Herculaneum Conservation Project, conduttore dell’indagine, per l’ulteriore osservazione dei partecipanti alle sollecitazioni suggerite dal moderatore. Così dichiara il Direttore del Parco Francesco Sirano “Sono orgoglioso del dialogo che abbiamo aperto con le guide, vorrei assegnare a questi professionisti un ruolo importante e sempre aggiornato nella trasmissione dei valori culturali di Ercolano”.

Casavatore, dopo le polemiche chiude il comitato elettorale della lista NOI con Salvini

Casavatore.Dopo le polemiche, chiude il comitato elettorale della lista NOI con Salvini. In quattro e quattro e quattr’otto hanno smontato tutto. Banchi, sedie, manifesti e striscioni spariti. Il tutto dopo che i carabinieri avevano avviato una serie di controlli fuori i comitati elettorali dei vari candidati alle politiche, e quanto pare annotando le presenze scottanti. Infatti, all’esterno del comitato elettorale era stato notato oltre a un ex sorvegliato speciale, un ex candidato al comune Mauro Ramaglia, ed un ex consigliere Salvatore Pollici, rinviati a giudizio per voto di scambio aggravato dal metodo mafioso. I due hanno partecipato, così come certificato dai numerosi presenti, all’apertura della campagna elettorale e della presentazione dell’aspirante deputata, Giuseppina Castiello. Sembrava essere tutto passato con lo scioglimento per camorra nel 2017, ma la Gomorra casavatorese sembra inarrestabile. Ovviamente la candidata, potrebbe non conoscere i suoi elettori, ma appare difficile pensare che lo stessa non sapesse di quanto accaduto a Casavatore visto che ha avuto un eco mediatico nazionale con la certificazione della DDA che la camorra era in piena sintonia con la politica locale. Ora si vedrà se nei prossimo giorno verrà riaperta.

Salvio Amarante

 

Le nuove strade per investire: consigli pratici

0

Investire è un’arte da sempre portata avanti e che negli ultimi anni sta cambiando radicalmente il proprio modo di porsi agli utenti. Siamo nell’era del multimediale e internet non poteva non imprimere il proprio marchi di fabbrica anche in questo settore.
Mettiamoci poi che le notizie viaggiano ad una velocitò molto più rapida rispetto a prima: oggi un prodotto che esce sui mercato può fare il giro del mondo in poche ore. Si pensi al caso delle criptovalute, la più nota delle quali è il Bitcoin.
Si tratta di strumenti finanziari che negli ultimi mesi hanno vissuto una crescita incredibile che mai sarebbe stata possibile senza il potere di diffusione della rete. Proviamo ad immaginare se qualche anno fa, prima dell’avvento del multimediale, un tale prodotto avrebbe potuto raggiungere un così ampio numero di utenti.
E allora ecco che investimenti e tecnologia si rincorrono avvitandosi su loro stessi e dando orine a nuovi prodotti e strade alternative per fruirne. L’esempio più classico, diventato ormai tradizionale e non più da considerarsi innovativo, è quello del trading online. Una parola che racchiude un concetto, quello di investire utilizzando gli strumenti disponibili in rete.
L’idea nasce oltre oceano e si sviluppa anche in Italia a partire da qualche anno: e questo malgrado la diffidenza verso tutto ciò che è innovativo che solitamente nutrono gli italiani. Si badi bene, non che non vi siano motivi per dubitare: se si approfondisce per cercare di capire cos’è il trading online si arriverà alla conclusione che si sta parlando di uno strumento finanziario, anzi più precisamente di un modo per trattare strumenti finanziari, che implica forti rischi.
Come d’altra parte tutti gli investimenti, da sempre toccati dal fattore pericolo che il web ha soltanto amplificato. Oggi si va a investire su un qualcosa di non materiale, che non può essere toccato, non è tangibile. Vale per quanto detto sopra sulle criptovalute, che rappresentano la sublimazione di questo concetto: monete, quindi strumenti per natura materiali, che sono smaterializzati.
E il trading online è stato una sorta di molla che ha dato il via  questo cambiamento portando in rete tutto ciò che un tempo era nei faldoni di cartone in una banca o presso un qualche ufficio. I risultati sono stati evidenti in termini di semplificazione visto che oggi accedere al mercato è realmente facile. Nuove strade che nascondono i medesimi pericoli, o che anzi sarebbe più corretto dire li abbiano amplificati.

La Finanza scopre a Nocera un negozio virtuale di abiti contraffatti

Le Fiamme Gialle di Nocera Inferiore hanno controllato un soggetto di nazionalità italiana in possesso di svariati abiti e accessori contraffatti di rinomate griffe del settore dell’abbigliamento, commercializzati on line attraverso un sito internet su portale di e- commerce. Il responsabile è stato denunciato alla competente Procura della Repubblica di Nocera Inferiore per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.
L’attività di servizio svolta, conferma la costante presenza della Guardia di Finanza sul territorio a contrasto dei fenomeni illeciti, che possono arrecare gravo danno ai consumatori e ai commercianti rispettosi delle regole di mercato. Ora l’indagine continua per risalire ai fornitori della merce contraffatta.

Inchiesta Fanpage, Cantone: ‘Il sistema di smaltimento dei fanghi è molto problematico’

0

“Su richiesta del presidente della regione Campania abbiamo sottoscritto un protocollo di vigilanza collaborativa, gli atti di gara sulle ecoballe li abbiamo controllati in modo molto rigoroso, ma non esiste nessun sistema che possa escludere atti corruttivi”. E’ quanto dichiarato dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone in una intervista rilasciata al Gr Rai delle 8. “Della Sma, la societa’ che si occupa dello smaltimento dei fanghi – ha aggiunto Cantone – non ci siamo occupati, e’ totalmente controllata dalla Regione Campania, nei mesi scorsi abbiamo fatto delle ispezioni, il sistema degli appalti e’ risultato essere molto problematico, gli esiti di quella ispezione li abbiamo trasmessi alla Procura della Repubblica di Napoli”. Cantone si e’ poi soffermato sull’inchiesta di Fanpage dicendosi “basito” da un dato particolare dell’inchiesta “non avrei mai pensato – ha dichiarato il presidente – che certi metodi di smaltimento illegale dei rifiuti continuassero, forse sono stato ingenuo, ma vedere il filmato in cui un delinquente criminale afferma di smaltire i fanghi buttandoli nelle fogne, mi ha colpito molto”.

Va ad Arezzo a truffare 10mila euro ad anziana: scoperta e denunciata pregiudicata napoletana

0

E’ stata individuata dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Arezzo, con la collaborazione della Polizia Ferroviaria di Arezzo, quella di Napoli e della Polizia Municipale di Arezzo, una donna, C.M., 46 anni, residente a Napoli, pregiudicata, che nella tarda mattinata di ieri aveva truffato un anziana nel centro storico di Arezzo, sottraendole la somma contante di 10.000 euro. La vittima è stata così raggirata: ha prima ricevuto una chiamata telefonica da parte di un sedicente avvocato, il quale le riferiva che suo figlio aveva avuto un incidente stradale ed aveva investito un ragazzo, e quindi, essendo stato trovato sotto l’effetto di stupefacenti e non avendo copertura assicurativa, era in stato di fermo presso una caserma dei carabinieri. Per evitare il suo arresto, allora, l’anziana madre doveva consegnare come cauzione la somma richiesta. Una volta caduta nella truffa, l’interlocutore le ha detto che sarebbe venuta una sua incaricata a riscuotere il tutto.  Ricevuta la visita dell’inviata, la vittima, sola in casa, le ha consegnato il denaro, per rendersi conto subito dopo di essere stata raggirata. Allertata quindi la centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri di Arezzo che, ha coordinato tutte le forze di polizia sul territorio, diramando le ricerche del caso. Le indagini hanno consentito di individuare la donna ricercata mediante il sistema di videosorveglianza urbana del Comune. Grazie ai filmati è stato possibile ricostruire il percorso fatto dalla donna che, da casa della vittima ha raggiunto la stazione ferroviaria. Dalle indagini condotte in collaborazione con la Polizia Ferroviaria di Arezzo, sono stati individuati i treni utilizzati dalla truffatrice: prima è andata a Firenze Santa Maria Novella e poi, da li, con un Frecciarossa verso Napoli. Una volta giunta presso la stazione di Napoli Centrale, la donna è stata immediatamente fermata e identificata dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Ferroviaria di Napoli. La perquisizione ha permesso di rinvenire la somma indebitamente sottratta alla donna di Arezzo che, sequestrata, le sarà a breve riconsegnata. La truffatrice è stata quindi denunciata in stato di libertà e dovrà rispondere del reato di truffa aggravata.

Inchiesta Fanpage: ufficiali le dimissioni di Roberto De Luca

0

Roberto De Luca non e’ piu’ assessore al Bilancio e allo Sviluppo del Comune di Salerno. A chiarire la vicenda e’ stato lo stesso sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli a margine di un incontro nel rione collinare di Giovi. “I nostri avversari politici – ha detto il primo cittadino – usano tutti gli strumenti per una facile propaganda scadente. Roberto De Luca, con un gesto di grande signorilita’, di grande onesta’ intellettuale e di grande responsabilita’, ha rassegnato le dimissioni da assessore. Ringrazio Roberto De Luca per la sua grande sensibilita’, lo dico con grande dispiacere perche’ sono fermamente convinto della sua totale innocenza in questa torbida vicenda che e’ stata costruita ad arte con la consapevolezza dei fini. Questa e’ una campagna di diffamazione rispetto alla quale vedremo quali saranno le posizioni da dover assumere in tutte le sedi possibili”.

Napoletani scomparsi, il governo messicano: ‘Stiamo indagando sul coinvolgimento della polizia locale’

0

E’ arrivata una prima svolta nell’inchiesta sulla scomparsa dei tre napoletani in Messico. Le autorità messicane infatti stanno indagando, come richiesto dalla famiglia dei tre napoletani e su richiesta dell’ambasciata italiana, per accertare l’eventuale coinvolgimento della polizia nel caso della scomparsa dei tre napoletani di cui si sono perse le tracce da 20 giorni nello stato di Jalisco. I tre, Raffaele Russo, 60 anni, il figlio Antonio di 25 e suo cugino Vincenzo Cimmino, 29, sono stati arrestati in una stazione di servizio dove si erano fermati per fare rifornimento a Tecalitlan e le autorità dello Stato stanno “Valutando, in base alle informazioni disponibili” se la polizia è stata coinvolta nella scomparsa, ha detto il segretario generale del governo messicano Roberto Lopez all’agenzia di stampa internazionale Reuters. Intanto i familiari dei trre fanno sapere che si sentono “abbandonati dalle autorità”. Sostengono di aver lasciato il Paese “per paura”. “Abbiamo paura di sporgere denuncia”, ha detto al telefono (da una localita’ imprecisata) Francesco Russo, affermando che ne’ l’ambasciata italiana in Messico ne’ la procura di Jalisco li ha chiamati per informarli dello stato delle indagini. Suo padre Raffaele, 60 anni, il fratello Antonio di 25 e suo cugino Vincenzo Cimmino, 29, tutti originari di Napoli, sono stati visti per l’ultima volta il 31 gennaio a Tecalitlan e i familiari ne hanno denunciato la scomparsa il giorno dopo alla procura di Jalisco. Francesco ha spiegato che il padre e’ un pensionato che per sopravvivere vende “giacche e profumi” in strada da quando e’ arrivato in Messico, a settembre dell’anno scorso. Prima di arrivare a Jalisco, Raffaele e’ stato in diverse citta’ del Messico, tra le quali Cancun, e poi si e’ stabilito a Ciudad Guzman insieme agli altri due familiari, giunti nel Paese di recente. Francesco afferma che il giorno in cui il padre si trasferi’ a Tecalitlan gli aveva raccontato di essersi trasferito in questa localita’ in cui non conosceva nessuno, alla ricerca di fortuna. L’ultimo contatto telefonico di Raffaele con gli altri due familiari scomparsi risale alle 14:30 del 31 gennaio. Mezz’ora piu’ tardi, i due hanno cercato inutilmente di mettersi in contatto nuovamente con l’uomo, che soffre di ipertensione, e ipotizzando un malore o un incidente, sono andati nel punto in cui il gps dell’auto noleggiata segnalava la sua ultima posizione. I due giovani si sarebbero poi fermati per fare benzina e li’ sarebbero stati avvicinati da “diversi poliziotti a bordo di un’auto e due moto, che gli hanno intimato di seguirli”. Antonio, prima di sparire, sarebbe riuscito ad inviare un messaggio via whatsapp all’altro fratello Daniele, che si trovava anche lui in Messico con Francesco, il quarto fratello, dicendo di essere stati intercettati da poliziotti in motocicletta che li avevano costretti a seguirli. Poco dopo anche i telefoni dei due giovani avrebbero smesso di funzionare. I familiari temono quindi che i loro congiunti siano in carcere, anche perche’ le autorita’ messicane hanno prima confermato che due dei tre napoletani erano stati arrestati, ma in un secondo momento hanno negato questa circostanza. I familiari hanno anche ipotizzato un rapimento, ma non sono arrivare richieste di riscatto.

Fiumi di droga dal Sud America per i clan di Ponticelli e San Giovanni: 17 arresti. I NOMI

Nella mattinata odierna, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, la Squadra Mobile partenopea ha eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari, a carico di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e alla commercializzazione di droga e detenzione e porto di armi da guerra.L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha consentito di individuare un’organizzazione internazionale dedita al narcotraffico, ritenuta in rapporti d’affari con i clan di camorra operanti nell’area orientale di Napoli.Il traffico di droga ha riguardato le diverse tipologie di sostanza stupefacente, con particolare interesse per la cocaina. Stabili sono risultati essere i rapporti con la Colombia, la Spagna e l’Olanda, luoghi in cui venivano stipulati gli accordi per l’acquisto e il trasporto dello stupefacente in Italia. Una volta giunto sul territorio nazionale, lo stupefacente veniva destinato ad alimentare le piazze di spaccio partenopee, con particolare riferimento a quelle presenti nei quartieri di Ponticelli e San Giovanni, nonché di altre regioni, come la Toscana (Massa Carrara) e il Lazio (Latina e Frosinone).

Nel corso delle indagini, numerosi sono stati i viaggi effettuati dai promotori dell’organizzazione verso gli Stati menzionati, nonché le trasferte dei cosiddetti “corrieri” effettuate per rifornire le piazze di spaccio fuori regione.Cospicui sono stati i riscontri oggettivi effettuati nel corso dell’attività investigativa che hanno consentito di cristallizzare una realtà di elevato spessore criminale; nello specifico, nel corso dell’indagine sono state tratte in arresto, in flagranza di reato, 5 persone, e si è proceduto al sequestro di:

– 12 pistole di diverso calibro,

– 2 mitragliette UZI,

– 1 fucile di precisione,

– 636 proiettili di calibro diverso,

– Katana, caricatori, bilancini elettronici di precisione e abbattitore di frequenza, c.d. Jammer,

– 20 kg di cocaina,

– 20 kg. di hashish,

– 5 kg.di marijuana,

– denaro in contanti pari a circa € 10000,

– € 170.000,00 in banconote da € 20,00 false.

Durante le operazioni sono state sequestrate anche 6 pistole di vario calibro, materiale da taglio e circa € 70000,00 in contanti..

Di seguito si riportano i nomi degli arrestati:

1) BUSIELLO Valter Alfredo, Napoli 1974; 2) CRISCUOLO Giuseppe, Napoli il 1979; 3) DE CESARE Ciro, Pollena Trocchina (NA) 1990; 4) DE MATTEO Daniele, Napoli 1983; 5) GROSSI Antonio, Fondi (LT) 1962; 6) INCARNATO Raffaele, Napoli 1983; 7) MARIOTTI Adolfo, Massa 1964; 8) PICCOLO Antonio, Napoli 1978; 9) SCARPA Antonietta, Napoli 1979; 10) SCOGNAMILLO Ciro, San Giorgio a Cremano (NA) 1993; 11) SCOGNAMILLO Pasquale detto Bombò, San Giorgio a cremano (NA) 1982; 12) SITO Giuseppe Napoli 1970; 13) TEATRO Gaetano, Napoli 1983; 14) TODISCO Nunzio, Napoli 1985; 15) TROTTA Davide Adolfo, Cassino (FR) 1980; 16) UVALE Salvatore, Napoli 1990; 17) SCOGNAMILLO Pasquale, Napoli 1980.

Avellino: continua la caccia al socio, spunta Gravina

0

Ai microfoni di Sportchannel 214 Walter Taccone parla del possibile nuovo soci:”Abbiamo avuto delle chiacchierate con Giulio Gravina, l’amministratore delegato, che sembra intenzionato a dare una mano all’Avellino, il calcio è una sua passione e ci eravamo sentiti a Roma. Se son rose fioriranno, ci sono buone possibilità di avere finalmente un socio importante, che ha dimostrato negli anni il suo valore sul campo e se vuole investire nell’Avellino ben venga. Sapete che cerchiamo un socio, non è una novità, ho rifiutato offerte anche piu’ importanti ma mi davano poche garanzie, queste persone me ne danno di piu’. Taccone come al solito non metterà in tasca un euro, abbiamo pagato le ultime spettanze, la mia famiglia ha investito 7 milioni in questa squadra, e non prenderò nulla. Lascerò tutto nell’Avellino e chi verrà si farà carico del 70% delle spettanze future. Io resto comunque, come ho sempre detto, come presidente onorario della squadra “.

Napoli: è Milik il vero acquisto

Dietro l’angolo, l’atteso nuovo ritorno dell’attaccante. Cosi scrive questa mattina La Gazzetta dello Sport:”Racconta «radio Castel Volturno» che Milik nelle ultime due settimane non si è più limitato agli «undici contro zero» ma ha iniziato a giocare le partitelle con i compagni e ha dato risposte convincenti. Ora è dunque in condizione di essere protagonista, magari per una porzione di partita, ma deve vincere le sue ultime remore, che sono però di carattere psicologico. Ecco perché una settimana in più in sede a fare altro lavoro specifico, evitando probabilmente il viaggio in Germania, potrebbe regalargli la convinzione di sentirsi pronto per Cagliari.

Re Ciro: altro che Immobile, questo scuote tutto

0

Doppietta al Verona, Lazio sempre più su e lui, Ciro Immobile, dominatore assoluto della classifica cannonieri con 22 gol all’attivo. Per il ragazzo di Torre Annunziata, è il momento migliore di una carriera che ad un certo punto sembrava avvolta dal punto interrogativo e che invece ha avuto lo snodo giusto. Immobile al momento Re della Lazio, del campionato e dei cannonieri. Ma nella Nazionale che verrà, dovrà esserci lo spazio giusto anche per lui, capace di diventare leader nei momenti complicati e di non sottrarsi ad alcuna responsabilità. Immobile smuove tutto, cominciando dalle reti delle porte avversarie.

Portici, studio dentistico abusivo: scattano i sequestri

I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno posto sotto sequestro uno studio medico dentistico privo delle prescritte autorizzazioni previste dalla legge per lo specifico settore. In particolare, i finanzieri della compagnia di Portici, nell’ambito di un’attività info-investigativa hanno scoperto nella centrale via Libertà uno studio medico dentistico sconosciuto al fisco, ma non agli abituali clienti, i quali, ignari delle carenze autorizzative, si affidavano alle cure del professionista, attesi i prezzi fortemente concorrenziali praticati. Al termine dell’attività ispettiva, eseguita congiuntamente dal personale dell’Asl Napoli 1 centro, che ha attestato l’assenza delle autorizzazioni sanitarie, sono stati posti sotto sequestro tre locali: due adibiti a gabinetto odontoiatrico con relativa attrezzatura chirurgica, arredi, farmaci di vario tipo, strumentazione odontotecnica per piccole lavorazioni e/o riparazioni di protesi dentarie ed il terzo dedicato alla sterilizzazione degli strumenti chirurgici. Il responsabile è stato segnalato all’autorità giudiziaria per l’esercizio dell’attività odontoiatrica in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa di settore. Sono inoltre in corso accertamenti allo scopo di ricostruire compiutamente gli elementi positivi di reddito sottratti al fisco. Le funzioni di polizia economico-finanziaria svolte dal corpo, oltre a contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e a recuperare i tributi sottratti al bilancio dello stato, costituiscono un vero ostacolo alla diffusione dell’abusivismo nel sistema economico, a sostegno e a tutela di tutte le attività lecite che operano nel rispetto della legge.

Tenta il suicidio il giorno della sua laurea

Si è sparato un colpo di pistola alla testa ed ora è in coma all’ospedale di Salerno. L.G. 26enne avrebbe dovuto discutere la tesi di laurea ieri mattina, ora è in prognosi riservata con la speranza che possa salvarsi nonostante i numerosi traumi riportati. Erano passate da poco le dieci del mattino di ieri quando al pronto soccorso è giunto il 26enne in condizioni gravi. I medici l’hanno trasferito con urgenza al San Leonardo di Salerno. L.G. si stava preparando per raggiungere l’università di Napoli Federico II con la famiglia. Avrebbe dovuto laurearsi in Scienze e Tecnica dell’Ambiente. Familiari ed amici erano pronti, aspettavano lui per avviarsi verso il capoluogo campano. Troppi i tempi di attesa così nel chiamarlo lo hanno ritrovato nel bagno, agonizzante. L’arma utilizzata è quella del padre, regolarmente detenuta. L’uomo è un commerciate di Mercato San Severino. La famiglia è molto conosciuta e la notizia ha scosso il quartiere e l’intero paese. Il proiettile è entrato dal lobo parietale destro ed è uscito dalla guancia sinistra. Probabilmente perderà l’occhio destro e dovrà subire numerosi interventi di ricostruzione. In ospedale sono riuniti amici e familiari. Intanto si cerca di capire le motivazioni di un gesto così estremo. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Mercato San Severino che stanno cercando di vagliare qualsiasi ipotesi. E’ stata contattata anche la stessa università nella quale il giovane avrebbe dovuto discutere la tesi di laurea. Tutti si chiedono il perché di questo gesto. Non sembrava dimostrare problemi o disagi il 26enne che conduceva una vita felice che portava avanti insieme alla sua fidanzata.

Torna in libertà il boss Raffaele Anastasio ‘zi Felice’

0

E’ tornato in libertà Raffaele Anastasio, elemento di spicco dell’omonimo clan e nipote di Aniello Anastasio, o’ zio, storico capo della cosca. Nell’agosto dello scorso anno era stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione. Era già stato condannato per estorsione con metodo mafioso alla pena di anni 4 e mesi 8 ,interamente espiati ,a seguito di un provvedimento di fermo emesso dalla dda dott D’Onofrio nel luglio del 2010, ed arrestato, dopo alcuni mesi di latitanza a marzo del 2011. Per Anastasio il pm aveva chiesto 13 anni e sei mesi ridotti obbligatoriamente di 1/3 a 9 anni per abbreviato. Era detenuto a Teramo da maggio 2016,. La Cassazione però ha annullato quella condanna e quindi Raffaele Anastasio detto “don Felice” , difeso dagli avvocati Rosario Arienzo e Giancarlo Nocera, è tornato libero.

Napoli, blitz antidroga nella zona orientale: numerosi arresti della Squadra Mobile

Napoli. Dalle prime ore di questa mattina, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli la Polizia di Stato di Napoli, con oltre cento uomini impegnati, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di promotori e sodali di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ritenuta in rapporti d’affari con i clan di camorra operanti nell’area orientale di Napoli.Le indagini dei poliziotti della squadra mobile hanno accertato che gli ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, in prevalenza cocaina, importata prevalentemente direttamente dalla Colombia e dall’Olanda, è destinata al mercato del capoluogo e di altre regioni italiane, in particolare Toscana e Lazio. Oltre ai significativi quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, nel corso delle indagini è stato sequestrato anche un vero e proprio arsenale tra pistole e mitragliatrici.

Ad is loading…
Ad is loading…