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Napoli, bimba di sette mesi muore di meningite al Cotugno

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Una bimba di sette mesi è morta all’ospedale Cotugno di Napoli stroncata da un forma violenta di meningite. La piccola, originaria di Nola era arrivata nella giornata di ieri all’ospedale napoletano specializzato in malattie infettive proveniente dall’ospedale della sua città natale. La piccola purtroppo era già arrivata in condizioni disperate e a nulla sono valsi i tentativi degli specialisti del Cotugno di tenerla in vita. Era stata colpita  da una forma meningite evoluta con una sepsi: la famigerata Cid (Coagulazione intravasale disseminata) che è una delle possibili manifestazioni cliniche dell’infezione da Neisseria della meningite. Nonostante gli sforzi, gli interventi, i farmaci e la circolazione extracorporea messa in atto per pulire il suo sangue dalle tossine batteriche il cuore della piccola si è fermato in serata. Quello della piccola è il quinto caso di morte da meningite dall’inizio dell’anno in Campania.

Pompei, i consiglieri Perillo e Di Martino chiedono al sindaco il rispetto del programma

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Pompei. “Attuazione del programma nel rispetto del mandato elettorale, altrimenti bisogna fare un passo indietro”: è il messaggio che i consiglieri Salvatore Perillo e Stefano Di Martino, da gennaio confluiti in Forza Italia, inviano al sindaco di Pompei Pietro Amitrano. Un’analisi politica locale anche alla luce del risultato elettorale del 4 marzo scorso. Ed è proprio dal risultato delle urne che i due consiglieri iniziano una lettera aperta al sindaco Amitrano: “Caro Sindaco, le elezioni del 5 Marzo hanno segnato una importante svolta nella vita politica segnalando con forza il disagio dei cittadini di fronte ad una politica incapace di interpretare i veri bisogni della società civile. Oramai sono circa 9 mesi che la città di Pompei ha un nuovo governo cittadino – scrivono i due esponenti di Fi -. La tua elezione a sindaco è stata foriera di grande entusiasmo e di notevole partecipazione al voto, e anche grazie alla coalizione che ti ha sostenuto, hai raccolto un consenso superiore ad ogni aspettativa e che oggi ti consente di amministrare in tutta tranquillità. Dobbiamo rilevare però che in città si avvertono i primi sintomi di inquietudine e delusione. Fino ad oggi niente di importante è stato fatto se non amministrare l’ordinario e non sono ancora arrivati quei cambiamenti che la città di Pompei si aspetta e merita”. L’invito dei due consiglieri è a sciogliere i nodi politici e a dare una spinta ai progetti per la città. Perillo e Di Martino hanno confermato la fiducia al primo cittadino e si continuano a rivedere nel programma condiviso durante le elezioni ma esprimono perplessità sulle modalità con le quali Amitrano sta gestendo “le deleghe amministrative e le dinamiche della Giunta”. Chiedono inoltre visibilità per tutte le componenti consiliari per partecipare alla realizzazione del programma. “Se così non sarà dovremmo prendere atto di scelte contrarie allo spirito della coalizione con una conseguente deriva pericolosa che rischia di fare naufragare anche questo progetto politico e disorientare definitivamente l’intera cittadinanza – scrivono Perillo e Di Martino -. Ti ricordiamo tra l’altro che in campagna elettorale hai promesso solennemente di voler governare con la maggioranza che ti ha eletto e che non consentirai trasformismi. Siccome siamo sicuri non vorrai tradire il patto preso con gli elettori, ti sollecitiamo ad intraprendere tutte le iniziative idonee a garantire l’unità della maggioranza e l’attuazione del programma di governo.
In alternativa, siamo sicuri che sarai così sensibile da voler fare un passo indietro, in un interesse politico supremo che è il bene dei tuoi concittadini”.

Inchiesta rifiuti, nuovo video di Fanpage sui traffici del Nordest

I capannoni del Nordest al centro di attivita’ illecite di smaltimento dei rifiuti, preda di gruppi criminali che li prendono in affitto usando prestanomi e societa’ fittizie. E’ il tema al centro della quinta puntata dell’inchiesta di Fanpage ‘Bloody Money’, dedicata agli intrecci tra politica, imprenditoria e camorra. Domani sara’ diffuso il video integrale della puntata, oggi e’ in rete una anticipazione. Un trafficante di rifiuti offre all’ex boss pentito Nunzio Perrella, che indossa una telecamera di Fanpage.it, un affare. Un “ragioniere” racconta come, avvicinando ditte in crisi di impianti di smaltimento, con pochi soldi e attraverso dei prestanome, riesca a entrare nelle stanze dei bottoni delle aziende e pian piano a prenderne il possesso. In particolare l’affare e’ legato a un impianto di riciclaggio di rifiuti in provincia di Verona. Sfruttando i permessi di cui gode questo stabilimento, si fanno arrivare nell’impianto i rifiuti pericolosi che ne escono etichettati come semplice plastica. L’inchiesta racconta pero’ che alcune ditte (due in Veneto e una in Lombardia) si accorgano di aver ricevuto non plastica, come da bolla di accompagnamento, bensi’ rifiuti e cosi’ rispediscano il carico a Verona. Cio’ crea una serie di problemi che spingono alcuni dei soci “occulti” dell’impianto ad abbandonare l’affare mentre Fanpage va in Procura e denunciare l’accaduto.

Champions: la Roma vola ai quarti

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Roma ai quarti di finale di Champions League. La sentenza che deriva dal match di ritorno degli ottavi con lo Shakhtar è conseguenza dell’1-0 dell’Olimpico, firmato Edin Dzeko. Il bosniaco, autore del gol decisivo segnato al 52’, ha capitalizzato nel migliore dei modi la rete di Cengiz Under nella gara di andata, vinta dagli ucraini 2-1.

Partita da dentro o fuori all’Olimpico: la Roma affronta lo Shakhtar per vincere, basterebbe anche l’1-0 in virtù della rete segnata fuori casa. Dopo 23 secondi buon inserimento di Nainggolan che scarica per Dzeko ma l’appoggio del bosniaco dal limite dell’area è troppo morbido: Pyatov addomestica come se fosse un passaggio. Al 10′ Florenzi rischia l’autogol colpendo male di testa nel tentativo di opporsi a un calcio di punizione dello Shakhtar. Pericolo scampato per Alisson, con la palla che scorre a lato. La Roma fa fatica ad arrivare nell’area di rigore avversaria: al 20′ Fazio prova a suonare la carica con un’iniziativa sulla fascia sinistra partita da un suo grande anticipo, ma il suo cross non è all’altezza della situazione. Giallorossi che provano a guadagnare metri. L’occasione più pericolosa arriva al 24′ con Kolarov ispirato da Perotti che mette in mezzo per Dzeko ma Pyatov è provvidenziale ad allungarsi in anticipo sul bosniaco. Nel finale del primo tempo viene ammonito Florenzi: fallo ingenuo che gli costa il giallo.
Nel secondo tempo la Roma riesce a sbloccare il risultato con il gol liberatorio di Edin Dzeko, ben imbeccato da Strootman che lo pesca sul filo del fuorigioco: l’attaccante bosniaco anticipa l’uscita di Pyatov e, con l’esterno destro, mette in rete. Un vantaggio pesantissimo, che in virtù del gol segnato in trasferta nella gara di andata, porterebbe la squadra di Eusebio Di Francesco ai quarti. Al 67′, dopo l’ingresso in campo di Gerson per Under, Dzeko ha un’altra chance per colpire ma la sua cavalcata è ben arginata dalla difesa ucraina.
Al 73′ Kolarov pesca bene Gerson ma il brasiliano perde tempo nello stop e non riesce a trasformare l’azione offensiva nel raddoppio che avrebbe dato molta più sicurezza ai padroni di casa. Lo Shakhtar però rimane in dieci uomini per un fallo di Ordets su Dzeko lanciato a rete: fallo punito con l’espulsione del difensore. Gli ospiti si innervosiscono e nel giro di un minuto viene ammonito anche Facundo Ferreyra, che era diffidato. Fonseca prova ad aggiustare la situazione con un cambio: dentro Dentinho per Marlos.

Pietrelcina, attesa per l’abbraccio di papa Francesco con 20mila fedeli

Potrebbero essere piu’ di ventimila i pellegrini che sabato mattina aspetteranno l’arrivo di papa Francesco a Pietrelcina (Bn), il paese natale di padre Pio, prima tappa della visita sulle orme del Santo che poi condurra’ il pontefice a San Giovanni Rotondo. Papa Francesco incontrera’ i fedeli – per la stragrande maggioranza appartenenti ai Gruppi di preghiera della Campania, in localita’ “Piana Romana”, ad una manciata di chilometri dal centro abitato, proprio nel luogo dove 100 anni fa comparvero le stimmate al giovane frate che a San Giovanni Rotondo, nel foggiano, visse a lungo fondando, tra l’altro, anche l’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”. In attesa dell’arrivo di papa Francesco, secondo il programma curato da padre Fortunato, ‘guardiano’ dei frati cappuccini di Pietrelcina, sara’ una notte di preghiera con la Via Lucis e con l’adorazione eucaristica. L’unico spazio riservato nei pressi del palco e’ quello destinato agli ammalati e a una nutrita rappresentanza di migranti, ospiti dei centri del Sannio e dell’Irpinia. Le scuole di Pietrelcina, come quelle dei paesi limitrofi di Pago Veiano e Pesco Sannita, resteranno chiuse per ragioni di ordine pubblico. Alcuni esercizi commerciali hanno deciso di restare aperti tutta la notte della vigilia per accogliere i pellegrini che raggiungeranno dalla sera prima il piccolo borgo sannita per prendere parte alle funzioni di preghiera e alla messa, presieduta dall’arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca.

I 5 anni di Papa Fracesco, il cardinale Sepe: ‘Prega tutta la Chiesa napoletana’

“Santita’, in occasione del vostro quinto anniversario dell’elezione a successore di Pietro, come Vicario di Cristo, insieme ai vescovi ausiliari, a tutti i sacerdoti, oggi riuniti nel plenum diocesano, ai religiosi, alle religiose e al popolo santo di Dio, formulo a vostra Santita’ gli auguri piu’ sinceri, assicurando la preghiera di tutta la Chiesa napoletana, che ha sempre vivo il ricordo della Vostra visita pastorale nel 2015” scrive il cardinale Crescenzio Sepe in un telegramma indirizzato a Papa Francesco, per l’anniversario del suo pontificato. ”Il Signore vi doni, beatissimo Padre, pace e salute per continuare a pascere il gregge di Dio, come il Buon Pastore, e sentire l’odore delle pecore, con il cuore di Cristo. ‘A Maronn T’accumpagn!” conclude Sepe.

Camorra: clan Casalesi, cinque arresti dei carabinieri

Ha raccolto, secondo gli investigatori, l’eredita’ del fratello capoclan per creare una nuova frangia del clan dei Casalesi, copiandone la struttura tipicamente familiare e i modi violenti, con intimidazioni a colpi di ordigni esplosivi a quegli imprenditori che non volevano pagare il pizzo. Michele Bidognetti, 57enne fratello del capoclan Francesco detto “Cicciotto e Mezzanotte”, e’ stato per questo raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli nell’ambito di un’indagine realizzata dai carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa e coordinata dalla Dda di Napoli. I reati contestati l’associazione per delinquere di stampo mafioso, l’estorsione e la detenzione e ricettazione di armi da guerra. Altre quattro ordinanze in carcere sono state invece notificate a Michele Bidognetti, ovvero a Massimo Perrone, Emanuele Gatto, Vittorio Guarnieri e Luigi Moschino, tutti gia’ detenuti. Il divieto di dimora in Campania e’ stato notificato a Alessandra Capoluongo, 49 anni; e Girolama Schiavone, di 41 anni.

Vaccini, in Campania oltre 90%: raggiunto target ministeriale

Sulle vaccinazioni la Campania ha raggiunto negli ultimi mesi i target di adempimento ministeriale, superando il 95% di copertura vaccinale per la esavalente, e oltre il 92% per la copertura vaccinale del tetravalente e morbillo, recuperando un gap storico della Campania. Raggiunto l’obiettivo dell'”effetto gregge”. Così una nota di Palazzo Santa Lucia. La Regione Campania ha aderito “immediatamente e con convinzione” alla nuova legge sugli obblighi vaccinali n.119 del 31 luglio 2017 istituendo sin dai primi giorni l’anagrafe unica vaccinale che raccoglie i dati di informatizzati di tutti i nuovi nati dal 2001 al 2017 (ubicata presso Soresa spa). Ad agosto 2017 Regione ed Ufficio scolastico regionale hanno, inoltre, sottoscritto un’intesa per lo scambio dei dati. A novembre la Direzione generale della Tutela della salute ha offerto a tutte le scuole campane per il tramite dei servizi di Epidemiologia e Prevenzione regionale i dati dell’anagrafica vaccinale per semplificare il compito a tutti i dirigenti scolastici regionali. Lo scambio dei dati, nel rispetto della tutela dei dati sensibili, è avvenuto attraverso l’attivazione di indirizzi Pec aziendali dedicati.
A completamento dello scambio di informazioni tra le scuole (1977 su circa 2800) e le Asl, la Direzione generale della tutela della salute, per il tramite di Soresa ha effettuato una verifica delle coperture e inviato i dati a tutte le scuole che ne avevano fatto richiesta. In modo particolare i genitori degli alunni adempienti sono stati informati che per l’anno 2017/18 non occorrevano nuove certificazioni. Gli altri, invece, sono stati invitati a recarsi presso i centri vaccinali per ritirare l’eventuale certificazione cartacea o effettuare la prenotazione dei vaccini mancanti. Il cronoprogramma adottato dalla Regione ha dato così la possibilità (circa 60 giorni) a tutte le famiglie di soggetti risultati inadempienti di verificare la propria posizione vaccinale entro e non oltre la data del 10 marzo 2018 prevista dalla legge nazionale. Per l’annualità scolastica 20018/19 la Regione Campania ha informato il ministero della Salute e l’Ufficio scolastico regionale che continuerà ad avvalersi dell’anagrafe vaccinale regionale semplificando l’iter burocratico scolastico come previsto dalla legge.

Orfini a Scafati: ‘Accordo con M5s significherebbe la resa’

“Ci dobbiamo sedere con calma e discutere. Lo ripeto a tutti: e’ franato un modello, anche per fortuna, che vedeva nel Mezzogiorno un’organizzazione basata solo su tessere e preferenze. Dobbiamo rifondare il Pd e lo faremo dall’opposizione. Se i nostri elettori hanno votato Grillo, non dobbiamo corrergli dietro cercando l’accordo con il M5S. Farlo significherebbe smettere di combattere. Dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato e andarli a riconquistare. Le scorciatoie non funzionano. Questa e’ una stagione complicata. Se ci sono cose buone le valuteremo, ma il nostro percorso e’ un altro”. Cosi’ Matteo Orfini, presidente del Pd, oggi a Scafati, nel Salernitano, dove questa sera ha partecipato all’assemblea degli iscritti. “Il dato del Sud puo’ essere quello del Pd di domani se non affrontiamo veramente la crisi. Il comportamento dei dirigenti campani del partito e’ preoccupante: lunedi’ in direzione c’e’ chi alzava il ditino, c’e’ chi ancora pensa alle contrapposizioni, gli uni contro gli altri. Questo significa che non c’e’ consapevolezza di quello che e’ successo e della gravita’ della situazione. Non va bene regolare i conti tra di noi, altrimenti ci estinguiamo e spero che nessuno voglia farlo”. Cosi’ Matteo Orfini, presidente del Pd, a Scafati, nel Salernitano, dove questa sera ha partecipato all’assemblea degli iscritti. “Il centrosinistra e’ al minimo storico. Non e’ un fatto solo italiano, la sinistra europea e’ in crisi. C’e’ stata forte una frattura sociale. Da una larga parte di popolazione siamo stati considerati il partito dell’establishment, e forse perche’ davvero in alcuni casi lo siamo stati”, conclude.

Baby gang napoletana in trasferta ad Avellino: 4 denunciati per rapina

Avellino. Hanno approfittato del buio della sera nella villa comunale e hanno aggredito tre ragazzini, tutti 13enni, puntando loro contro dei coltelli per farsi consegnare gli smartphone e pochi spiccioli. Quattro ragazzi, due di Nola e due di Napoli tutti minorenni tra i 15 e i 17 anni sono stati denunciati per rapina e minacce. I carabinieri del comando provinciale di Avellino li hanno individuati grazie ai filmati di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nei pressi della villa comunale di Baiano. La rapina e’ stata messa a segno domenica sera e i tre ragazzini vittime della baby gang hanno raccontato tutto a rispettivi genitori che, a loro volta, hanno presentato una denuncia ai carabinieri. Le indagini sono scattate immediatamente e in meno di 48 ore i responsabili sono stati individuati e denunciati alla procura del tribunale per i minorenni di Napoli.

Tumore al seno: l’oncologo mette in guardia dai guru

Per combattere un tumore al seno chiede aiuto ad un naturopata, ma dopo pochi mesi si ritrova in fin di vita e quando finalmente si rivolge agli oncologi è troppo tardi. Vittima di questa vicenda è una donna di 46 anni, siciliana, morta un anno fa. A denunciare l’accaduto è stato l’oncologo del Cro di Aviano (Pordenone) Massimiliano Beretta, che mette in guardia, dalle colonne del Gazzettino, sull’affidarsi a questi “guru” che utilizzano soltanto sostanze naturali.Toccante l’email che la paziente ha inviato dalla Sicilia al medico dell’Istituto Tumori friulano per presentare il proprio caso: “Avevo seguito i consigli di un naturopata che conoscevo da anni, ma che si è rivelato poi un lupo travestito da agnello, definizione sin troppo generosa per questo personaggio che praticava radioestesia, fiori di Bach, metodo Hamer e poi mi ha ridotta in fin di vita, dolorante”. “Mentre lei credeva di sottoporsi a una terapia efficace, la malattia avanzava in modo ancor più aggressivo – ha spiegato all’ANSA Beretta – perché non incontrava l’ostacolo della chemioterapia, e soprattutto si diffondeva in un organismo ormai privo di difese. I dati che più ci allarmano sono quelli relativi all’autodiagnosi da motore di ricerca: una recente indagine di Medipragma ha accertato che l’81% degli italiani si rivolge al ‘dottor Google’ per trovare informazioni online su sintomi, diagnosi, malattie e cure”.

Terremoto Trump: caccia Pompeo dal Dipartimento di Stato

Brusca virata a destra dell’amministrazione Usa dopo l’ennesimo terremoto alla Casa Bianca, dove le porte sembrano girevoli come quelle di un Trump hotel. Via la colomba Rex Tillerson, al vertice della segreteria di Stato arriva il falco Mike Pompeo, rimpiazzato a sua volta da un altro falco: Gina Haspel che, previa confermata al Senato, sara’ la prima donna a guidare la Cia, dopo che Trump l’aveva gia’ nominata numero due nonostante la macchia delle torture, waterboarding compreso, contro sospetti membri di Al-Qaida. “Questione di chimica”, ha spiegato Trump, che pur ringraziando il “very good man Rex” ha ammesso che hanno “mentalita’ diverse” ed erano “in disaccordo su varie cose”, a partire dall’Iran. Mentre con Pompeo, ex deputato conservatore di origini italiane che gli serve il briefing di intelligence quotidiano, “siamo sulla stessa lunghezza d’onda” e “fara’ un fantastico lavoro”. “Con la sua leadership Trump ha reso l’America piu’ sicura”, lo ha ringraziato Pompeo. Tillerson e’ stato silurato dopo 14 mesi in modo umiliante, via Twitter. Lo aveva preavvisato venerdi’ scorso il capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly, costringendolo a interrompere il suo tour diplomatico in Africa. “Aveva tutta l’intenzione di restare”, ha assicurato un suo portavoce, Steve Goldstein. “Il segretario non ha parlato al presidente e non e’ al corrente del motivo” del licenziamento, ha aggiunto. Trump lo ha chiamato a cose fatte solo oggi, dall’Air Force One, come ha rivelato un teso e amareggiato Tillerson in una dichiarazione pubblica dove ha fatto prevalere l’interesse di stato dando priorita’ ad una “transizione morbida”, senza cedere a polemiche. Ora deleghera’ le sue responsabilita’ al vice John Sullivan e a fine mese se ne andra’, tornando alla vita privata. Eppure l’uscita di Tillerson era nell’aria da mesi, tanto che gli era stato affibbiato come soprannome ‘Rexit’. Troppi i motivi di contrasto fra Trump e l’ex numero uno di ExxonMobil, un outsider della diplomazia progressivamente isolato e contraddetto pubblicamente dallo stesso presidente. Al tycoon dava fastidio il suo stile felpato troppo establishment, persino il suo body language. Ma i conflitti veri erano sui dossier piu’ delicati. Tillerson era per restare nell’accordo di Parigi sul clima e in quello sul nucleare iraniano. Era contro lo spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. Si era visto sconfessare via Twitter sulla linea del dialogo con la Corea del Nord (“spreca il suo tempo”) e poi e’ stato tenuto all’oscuro quando Trump ha deciso di raccogliere l’invito di Kim. Aveva preso le distanze dalle dichiarazioni razziste di Trump dopo i fatti di Charlottesville e gli aveva dato del “deficiente” (moron), salvo poi smentire in modo vago. Era amico di Vladimir Putin ma anche una delle voci piu’ critiche dell’amministrazione sulle interferenze russe nelle presidenziali Usa. Secondo la stampa Usa, il presidente in ogni caso aveva gia’ deciso il rimpasto per affrontare meglio la sfida dei colloqui con Pyongyang, il dossier iraniano e i negoziati commerciali, dazi compresi. Un terremoto che, secondo il Nyt, promette altre scosse questa settimana, dopo il siluramento anche di John McEntee, assistente personale del presidente, cui era stato revocato il nullaosta di sicurezza. Nel mirino ci sono il ministro della Giustizia Jeff Sessions, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca H.R. McMaster e lo stesso Kelly. Da rimpiazzare pure il consigliere economico Gary Cohn: per Trump ha una buona chance l’economista e giornalista Larry Kudlow, suo “vecchio amico e sostenitore”. Intanto Trump cavalca l’assoluzione politica della commissione intelligence della Camera, che pur riconoscendo le interferenze russe sul voto Usa ha negato collusioni tra Mosca e la sua campagna. E vola per la prima volta in California dichiarando guerra alle sue politiche ‘santuario’ filo-immigrati e visitando i prototipi del muro al confine col Messico.

Napoli, quinto giorno di sciopero della fame della mamma del ragazzo trapiantato: Sos a Mattarella

Napoli. Giunta al quinto giorno dello sciopero della fame per sollecitare ”il ripristino dell’attivita’ di trapianti cardiaci pediatrici” (e’ salita anche sui tetti dell’ospedale Monaldi) e ”per garantire percorsi di cura definiti e sicuri per i bambini gia’ trapiantati”, Dafne Palmieri, battagliera ”e disperata” mamma di Massimo, oggi 16enne, ”ultimo sopravvissuto ad un trapianto di cuore pediatrico a Napoli”, lancia un appello al Presidente, Sergio Mattarella. ”Il Capo dello Stato in quanto garante della democrazia e in presenza di una colpevole assenza delle istituzioni locali che vanificano il senso della loro stessa esistenza, ha il dovere di intervenire per evitare altre morti”. ”Oggi abbiamo saputo che i dirigenti dell’Azienda ospedaliera dei Colli – sottolinea Palmieri – dicono che e’ tutto a posto. Come utente posso testimoniare che i percorsi di cui parlano non esistono, spesso la vita dei nostri figli e’ messa a repentaglio da una organizzazione carente e approssimativa a partire dalla fase iniziale del ricovero”.

Terremoto nei Campi Flegrei, Borrelli: ‘Serve un cambiamento nell’Ingv accusato di poca efficienza’

“Lo studio che attribuisce all’abbassamento del Monte Epomeo i terremoti ischitani, compreso quello dell’estate scorsa, confuta tutti i dati precedentemente forniti dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che fece anche degli errori gravissimi per i quali non sono mai state date le dovute spiegazioni e non sono stati presi provvedimenti verso i responsabili visto che nessun dirigente risulta essere stato spostato o rimosso”. E’ quanto afferma il presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “quello che e’ successo l’estate scorsa ha danneggiato gravemente la credibilita’ dell’ente di ricerca del quale purtroppo molti cittadini non si fidano piu’ e questa e’ una cosa molto grave in un territorio in cui si convive con il rischio vulcanico e sismico”. “Tra l’altro, gli errori di valutazione del Terremoto di questa estate portarono a una reazione inadeguata e alimentarono la falsa notizia che la causa dei crolli era l’abusivismo e non l’intensita’ della scossa” dice ancora  Borrelli. “Ora basta, si faccia chiarezza sulla gestione dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e, soprattutto, si faccia di tutto per far sentire sicuri chi vive nei campi flegrei”. dice. Aggiungendo che “proprio nei giorni della grande paura per lo sciame sismico nei campi flegrei, arrivano le dichiarazioni del vulcanologo Franco Boschi, uno dei massimi esperti in materia, che ha evidenziato, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, i limiti nell’affrontare i rischi esistenti in quella zona”. “Anche Boschi ha evidenziato quel che denunciamo da anni: la mancanza di attenzione verso quell’area e l’assenza assoluta di prove di evacuazione” ha aggiunto Borrelli per il quale “non si può perdere altro tempo e bisogna fare di tutto per recuperare la fiducia dei cittadini che ormai s’è persa anche dopo quello che è successo in estate quando furono commessi moltissimi errori di valutazione che denotano una scarsa conoscenza del rischio esistente”. “Quel che preoccupa sono anche le parole di Boschi quando dice che chi prova a esprimere dubbi sulla gestione dell’istituto viene allontanato o comunque messo in disparte e che l’ente sopratutto nel caso del terremoto di Casamicciola non ha dato prova di efficienza” ha concluso Borrelli per il quale “servono cambiamenti radicali nell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia”.

(le foto sono di Angelo Anastasio)

Napoli, nigeriano ferisce i passanti con una bottiglia rotta: bloccato dalla polizia

Gli agenti dell’ufficio Prevenzione Generale – unità di pronto intervento hanno fermato un cittadino nigeriano di 20anni. L’uomo nel tardo pomeriggio di oggi, brandendo il collo di una bottiglia rotta, sferrava fendenti ai passanti in Corso Novara, ferendone tre. La Polizia è intervenuta riuscendo a bloccare in via A. Poerio l’uomo, che ha una mano ferita.Sono in corso approfondimenti tossicologici e la sua posizione è in corso di definizione.
La persona operata in ospedale non e’ in pericolo di vita. E’ un uomo di 39 anni: ha riportato una ferita alla nuca. Le altre due persone hanno riportato ferite guaribili in 10 e in tre giorni. Il primo per una ferita al volto e il secondo per un trauma contusivo. L’aggressore, hanno accertato gli agenti della questura, e’ residente in un centro di accoglienza migranti di Avellino. La sua posizione e’ ancora al vaglio degli investigatori.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere disciplina l’attività delle Guardie Giurate Volontarie zoofile

Si comunica che, in data 12.3.2018, quest’Ufficio ha emanato alle Forze dell’Ordine del proprio Circondario nonché agli Enti territorialmente competenti una direttiva sull’inquadramento ordinamentale delle cd. Guardie Particolari Giurate Volontarie Zoofile, nominate con decreto prefettizio, ai sensi dell’art. 6, comma 2°, della Legge 20 luglio 2004 n. 189 (vigilanza volontaria zoofila) e delle Guardie Particolari Giurate Zoofile, nominate a norme di leggi regionali (vigilanza volontaria venatoria).
Con tale direttiva, si è inteso fornire alcune delucidazioni, con particolare riferimento alle attività svolte dalle “Guardie Particolari Giurate Volontarie Zoofile” nominate con decreto prefettizio (perché di ricorrenza più frequente) in quanto, si è constatato che, presso l’Ufficio di Procura, pervengono da soggetti appartenenti a talune Associazioni, numerose comunicazioni di notizie di reato, redatte a norma deirart. 347 c.p.p., contenenti, fra l’altro, anche attività di sequestro con richieste di convalida, aventi ad oggetto attività venatoria, materia non è di competenza delle predette Guardie Giurate Volontarie Zoofile. II problema ha assunto particolare rilievo in quanto si opera in un settore in cui, nel tempo, si sono succedute varie leggi, non organiche, che hanno:
– depenalizzato alcune materie (introducendo la figura dell’illecito amministrativo);
– trasferito alcune funzioni, prima riservate allo Stato, a Regioni ed Enti Locali;
– riconosciuto a soggetti privati, che non sono formalmente e stabilmente inquadrati nello Stato o negli Enti Pubblici, poteri di accertamento di reati e/o di illeciti amministrativi.
E’ evidente che si tratta di una eccezione alla regola generale secondo la quale le funzioni di Polizia Giudiziaria (art. 57 c.p.p.), di Polizia di Sicurezza (art. I del T.U.L.P.S.) e di Polizia Amministrativa (L. 689/81) vengono demandate solo a soggetti appa1ienenti all’apparato pubblico.
I soggetti, diversi da: Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Carabinieri Forestali dello Stato, con qualifica di agente od ufficiale di P.G., rivestono tale qualifica solo se in servizio.
II caso che più ci interessa, perché come si è detto più ricorrente, è quello di stabilire se le Guardie Particolari Giurate Volontarie Zoofile, in forza del decreto prefettizio di nomina ai sensi dell’art. 6, comma 2 della legge n. 189/2004, possano esercitare anche compiti di vigilanza venatoria, ciò anche in relazione alla previsione di cui all’art. 27, 2° comma, ultimo periodo, della legge quadro sulla caccia (L. n. 157 del 1992), che ammette a compiti di vigilanza in tale materia le “guardie ecologiche e zoofile riconosciute da leggi regionali”. Al tal riguardo è apparso opportuno una doverosa distinzione tra:
– le guardie particolari giurate volontarie zoofile nominate con decreto prefettizio ai sensi dell’art. 6, comma 2, della legge n. 189/2004, la quale ha stabilito che: “La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute”;
– le guardie particolari giurate zoofile nominate ai sensi di norme di leggi regionali, sono invece abilitate ài compiti di vigilanza venatoria di volta in volta previsti dalle leggi regionali stesse, in relazione alla previsione di cui all’art. 27, 2° comma, ultimo periodo, della legge quadro sulla caccia (L. n. 157 del 1992).
Le guardie giurate volontarie zoofile – ex legge 189/04 – sono agenti di polizia giudiziaria con competenza limitata al solo accertamento di reati aventi per oggetto animali di compagnia. Trattasi, dunque, degli illeciti penali commessi mediante maltrattamento degli animali e loro impiego in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate, con esclusivo riguardo agli animali domestici o di compagnia (non altri animali come ad es. la fauna selvatica). Tale disposizione non autorizza le guardie zoofile nominate con decreto del Prefetto aH’esercizio di compiti di vigilanza venatoria. con conseguenti attività di polizia giudiziaria (quali la redazione di informative di reato ex art. 34 7 c.p.p., sequestri, perquisizioni, ispezioni, ecc … ) in quanto, per l’espletamento dello specifico servizio venatorio “non” sono riconosciute le qualità di polizia giudiziaria.
Essi, inoltre, devono rispettare le limitazioni che abbia loro imposto il Prefetto. Il decreto di riconoscimento di guardia giurata volontaria zoofila rilasciato dalla Prefettura costituisce uno degli elementi necessari affinché il destinatario del decreto possa operare legittimamente.
Le predette guardie nominate dal Prefetto che abbiano notizia di un fatto penalmente rilevante e perseguibile d’ufficio sono obbligate ex art. 331 c.p.p. a segnalare l’ipotesi di reato e presentare denuncia alla Procura della Repubblica oppure ad un Comando di Polizia.
Invece, per quanto attiene le Guardie Particolari Giurat: Zoofile riconosciute da un Organo regionale è loro affidata la vigilanza venatoria, ai sensi del 2° comma deH’art. 27 della legge n. 157/1992, ossia la tutela della fauna selvatica in relazione all’attività di caccia.Le guardie giurate devono attenersi alle disposizioni del regolamento al T.U. Leggi di P.S. e portare solo divise autorizzate dal Prefetto. Rimane fermo il principio generale per cui le divise non devono trarre in inganno il cittadino circa la qualifica e poteri di chi hanno davanti; perciò le divise non devono essere confondibili con quelle di agenti di P.S. e non devono recare gradi e stellette.
Inoltre, per ciò che riguarda l’uso della paletta segnaletica di intimazione dell’ ALT, recante il simbolo dell’associazione, verosimilmente finalizzato ad intimare I’ ALT ai veicoli, non rientra nel novero delle uniformi e dei distintivi in dotazione alle guardie particolari giurate per le quali, ai sensi dell’art. 254 del regolamento di esecuzione del TULPS, è richiesta l’approvazione del Prefetto, secondo il procedimento individuato dall’art. 230 dello stesso regolamento.
Quindi, l’uso della paletta segnaletica di intimazione dell’ ALT non è rimesso all’arbitraria iniziativa di soggetti, che seppur animati da un lodevole spirito di collaborazione con le istituzioni, non ne abbiano alcuna potestà, ma è consentito unicamente a personale che, a termini di legge, esercita le funzioni di polizia stradale. I soggetti deputati all’espletamento dei servizi di polizia stradale sono stabiliti in maniera dettagliata dall’art. 12 del Codice della Strada, il cui tenore !!fil! consente di includervi le guardie giurate volontarie delle associazioni protezionistiche di cui si tratta.
Per quanto concerne, invece, l’utilizzo dei dispositivi supplementari di allarme da parte delle associazioni operanti nel campo della vigilanza zoofila si rappresenta che detto utilizzo risulta previsto daU’art. 177 del Codice della Strada e disciplinato dal D.M. 9 ottobre 20 I 2, n. 217, adottato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, recante il regolamento attuativo dello stesso articolo, in materia di trasporto e soccorso di animali in stato di necessità. In particolare, possono essere dotati di detti dispositivi i veicoli, immatricolati a nome di associazioni di volontariato riconosciute a vario titolo e operanti nel settore della protezione animali o della vigilanza zoofila, classificati come adibiti alle attività predette della categoria internazionale MI o NI (la carta di circolazione, ai sensi dell’art. 3 del medesimo D.M., è rilasciata alla stessa associazione di volontariato). Tali veicoli debbono essere condotti da guardie particolari giurate, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli artt. 55 e 57 del c.p.p. ed esclusivamente al fine dell’espletamento delle attività di cui all’art. 6 della legge n. 189/2004 (tutela degli animali d’affezione). Resta inteso che il concreto utilizzo dei dispositivi in argomento, come si deduce dall’intero testo regolamentare, risulta consentito esclusivamente per l’espletamento di servizi urgenti d’istituto che implichino il soccorso o il trasporto dei detti animali che versino in stato di necessità espressamente definito dall’art. 6 del D.M. 9 ottobre 2012, n. 217, che ne elenca i presupposti. L’art. 498 del codice penale punisce (al di fuori dei casi previsti dal precedente articolo 497-ter) chiunque abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario. Eventuali abusi da parte delle guardie zoofile saranno valutati e considerati ai sensi dell’art. 347 c.p.(usurpazione di funzioni pubbliche) o dell’art. 348 c.p. (abusivo esercizio di una professione).

Napoli, controlli al Vomero: tre giovani fermati con coltelli

Napoli. Nell’ambito del Progetto Sicurezza Giovani, gli agenti della Polizia di Stato del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale – Palermo – impegnati nei servizi di prevenzione, a Napoli nel quartiere Vomero, nella serata di ieri, 12 marzo, hanno denunciato in stato di libertà un minorenne, responsabile di detenzione di coltello e di sostanza stupefacente nonché , poco dopo la mezzanotte, due giovani di 24 e 20 anni sempre per detenzione di coltello.I poliziotti impiegati sul turno serale, transitando in via Luca Giordano, hanno incrociato un gruppo di quattro giovani che al loro arrivo hanno cercato di allontanarsi.Fermati e controllati uno di loro, un minorenne, è stato trovato in possesso di un coltello a scatto di cm. 17 del quale non ha saputo dare alcuna spiegazione e, nella tasca del giubbotto, aveva anche un involucro di carta trasparente con una dose di sostanza erbacea, pari a 0,51 grammi, verosimilmente stupefacente che ha riferito di utilizzare sporadicamente.Il padre del giovane è stato contattato ed è giunto sul posto dove, oltre a consegnargli il minore, gli è stato comunicato del deferimento del figlio all’Autorità giudiziaria competente per porto abusivo di arma e la segnalazione per la violazione della norma sugli stupefacenti.Poco più tardi, procedendo nel servizio di controllo del territorio, gli agenti sono arrivati in via Tito Angelini ed hanno notato due ragazzi che appena hanno visto l’auto di servizio si sono messi le mani in tasca ed hanno tentato di allontanarsi.Il gesto di mettere le mani in tasca, come a protezione di qualcosa, ha insospettito i poliziotti che hanno deciso di controllarli.Infatti nella tasca di uno dei due c’era un coltello a serramanico di 19 cm. e nella disponibilità dell’altro giovane, un coltello a serramanico di 14 cm.Entrambi sono stati denunciati in stato di libertà ed i coltelli sequestrati e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria. I controlli effettuati dalla polizia rientrano nel “Progetto sicurezza giovani” a Napoli.

Scafati, 13enne picchiato perchè omosessuale, l’Arcigay: ‘Educare alle differenze’

“Si aggiorna ormai con una frequenza allarmante l’elenco dei ragazzi e delle ragazze che in ogni parte del Paese finisco nel mirino di bulli e baby gang, diventando bersagli di violenze ed emarginazione”. Lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, riferendosi ad “un’altra terribile aggressione di stampo omotransfobico”, avvenuta a Scafati, nel Salernitano, ai danni di un tredicenne, picchiato perché gay da un gruppetto di ragazzi che frequentano la sua stessa scuola. Prima ancora “abbiamo letto atterriti – aggiunge Piazzoni – del suicidio di un diciassettenne a Torino, esasperato dalle angherie dei bulli”. “In ogni occasione lo ripetiamo: l’unico antidoto a questa deriva è l’educazione alle differenze – sottolinea Piazzoni -. Tuttavia, dietro al dolore e all’indignazione che tutta la politica esprime a commento di questi fatti, c’è un pezzo di quella stessa politica, trasversale a partiti e a schieramenti, che metodicamente ostacola i progetti che tante associazioni come la nostra portano avanti nelle scuole, rivendicando il diritto delle famiglie di sottrarre i figli da questi percorsi educativi. In questo modo, omotransfobia, sessismo, machismo, razzismo si trasmettono di genitore in figlio, come un fatto inesorabile, anzi perfino legittimo in quanto familiare e tradizionale. Di questa politica, che offre riparo ai violenti, non possiamo che vergognarci”. “Il Comitato Territoriale Arcigay Salerno – aggiunge il presidente locale Francesco Napoli – esprime la vicinanza di tutta la comunità al giovane tredicenne aggredito a Scafati. Il Comitato Arcigay conferma la disponibilità alla famiglia per un supporto legale gratuito e conferma l’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo. Sempre più le minoranze sono oggetto di aggressioni e discriminazioni che partono e si alimentano, specie tra le nuove generazioni, attraverso un linguaggio sempre più violento e pregiudizievole. La scuola e tutte le agenzie educative sono chiamate ad uno sforzo comune di contrasto alle discriminazioni e di diffusione di una sana cultura delle relazioni”, conclude.

Nancy Coppola debutta al cinema con il film ‘Il mio uomo perfetto’

“Il mio Uomo perfetto” è il suo film d’esordio al cinema di Nancy Coppola, cantante e attrice napoletana. Nelle sale a partire dal 15 marzo, il suo debutto cinematografico la vede impegnata in qualità di attrice e di produttrice. Al suo fianco, sul set, Eva Grimaldi, Francesco Testi e Antonio Palmese. Nel cast anche Andrea Roncato, Nadia Rinaldi, Claudia Letizia, Lucia Bramieri, Malena, Maria Del Monte, Mariano Catanzaro, Antonio Fiorillo. Prodotto dalla Evo Films e dal regista del film Nilo Sciarrone, il film che si districa tra colpi di scena, dialoghi esilaranti e panoramiche sulla bella Napoli. E’ un film politically correct per tutti, una delicata e romantica storia che racconta i sogni e i desideri che accomunano tutti.
“È sicuramente una nuova esperienza – commenta Nancy all’anteprima del film – Dopo 14 anni di carriera tra musica e teatro mi mancava la ciliegina sulla torta. È un nuovo stimolo per me e sono emozionata nei nuovi panni di attrice”.
Il film ha tutti i requisiti per essere dichiarato come successo in quanto il trailer ufficiale e la locandina del film appena pubblicati, hanno registrato migliaia di visualizzazioni e condivisioni sui social network e il promo caricato su Youtube è tra i video più cliccati d’Italia.
La storia è stata scritta da Giuliana Boni e ha come protagonista proprio Nancy Coppola nel ruolo di Antonietta: una bella e ambiziosa ragazza napoletana che sogna di incontrare l’uomo perfetto.
“Il mio uomo perfetto è un film love budget – spiegano i rappresentanti della Evo Films – un film fatto con amore: la costante del lungo percorso che ha portato alla sua realizzazione è stata la voglia di provarci e di realizzare un sogno che tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione del lungometraggio inseguivamo da tempo. Perché la storia di Antonietta non è altro che la metafora della storia di tutti quelli che hanno creduto in questo progetto, ovvero un gruppo di giovani sognatori appassionati del loro lavoro. Vorremo trasmettere con simpatia un messaggio umile e sincero: non è vero che i sogni non si avverano, come non è vero che l’uomo perfetto non esiste…A volte basta crederci!”
Nancy Coppola si augura che questo sia solo l’inizio della sua carriera cinematografica. Già sono in cantiere altri progetti. Ma non è tutto, tra dieci giorni l’uscita del suo nuovo album dal titolo “È tutto sotto controllo”: dieci canzoni d’amore uno speciale duetto con suo figlio Vincenzo.

Rapinatore seriale bloccato dalla polizia dopo una colluttazione: in un mese aveva fatto 5 rapine

Napoli. Gli agenti del commissariato di Pozzuoli hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, S.S. L., 56enne originario di Giugliano, per rapina aggravata. Il fermo è stato convalidato nella giornata di ieri dall’Autorità Giudiziaria. L’uomo è stato bloccato nel tardo pomeriggio di venerdì, quando i poliziotti, ormai sulle sue tracce, l’hanno intercettato in Via Terracciano, bloccandolo dopo una breve ma intensa colluttazione. L’uomo è stato trovato in possesso di una pistola a salve modello a tamburo calibro 9, perfetta replica in metallo privata del tappo rosso, che aveva nascosto nella manica del giubbotto, e di un coltello da cucina con punta molto affilata, che aveva in tasca. Gli agenti hanno accertato che l’uomo aveva commesso cinque rapine ad altrettanti esercizi commerciali tra il mese di febbraio e i primi giorni del mese di marzo, tutte messe a segno con lo stesso modus operandi, ovvero solo nelle ore serali e solo a esercizi commerciali nei quali erano presenti esclusivamente donne. Proseguono le indagini della Polizia di Stato per verificare se l’uomo sia autore anche di altre rapine.

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