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Si sfiora la rissa all’assemblea provinciale del Pd: interviene la polizia

Alta tensione all’assemblea del Pd provinciale di Napoli. E’ stato necessario l’intervento della Polizia per riportare la calma nella sala del Mav di Ercolano dove era in corso l’assemblea convocata dal segretario Massimo Costa per analizzare il risultato del partito alle elezioni del 4 marzo. A scatenare la bagarre è stato l’intervento dal palco di Nicola Oddati, già candidato alla segreteria provinciale sconfitto proprio da Massimo Costa e autore di un ricorso al giudice ordinario. Oddati ha chiesto le dimissioni di Costa, il presidente del Pd di Napoli, Tommaso Ederoclite, ha preso la parola per ricordare a Oddati che il tempo per il suo intervento era finito; Oddati ha quindi risposto contestando il metodo adoperato da Ederoclite. Nel frattempo in sala è nata una pesante discussione tra diversi gruppi di militanti del Pd e si è rischiata una vera e propria rissa. In sala sono entrati alcuni agenti della Polizia di Stato, presenza che ha permesso di riportare la calma. La discussione è poi ripresa con l’intervento di Marco Sarracino, ex segretario dei Giovani democratici di Napoli, della corrente di Andrea Orlando.
“Un alterco su una proposta organizzativa. Nulla di che”, secondo il neodeputato dem Lello Topo. Per Gennaro Migliore, sottosegretario alla Giustizia, si e’ trattato di “un momento di tensione immediatamente superato. Credo sia un errore, lo dico anche per i giornalisti, parlare di una sorta di lotta fisica”. A commentare l’ episodio anche Emilio Di Marzio: “E’ evidentemente una seduta di autocoscienza collettiva che spero si incentri, e si sta incentrando, sulla analisi politica. Ovviamente in tutte le sedute di autocoscienza ci sono animi tesi ma sono certo che prevarranno le ragioni delle analisi rispetto alle tensioni d’animo. Dobbiamo fare tesoro della lezione che ci hanno impartito i cittadini e superare le divisioni”. “E’ un partito che resiste oltre la fine”, commenta l’ex capogruppo in Consiglio regionale Peppe Russo.

Acerra, perseguitava la sua ex compagna: arrestato 43enne per stalking

Acerra. Gli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Acerra, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip nei confronti di un 43enne, accusato di stalking nei confronti della sua ex compagna e già destinatario di un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. Da circa un mese la donna si era più volte recata in commissariato, ad Acerra, denunciando di temere per la propria incolumità a causa dei continui tentativi, anche minacciosi, di riavvicinarla, da parte dell’uomo. Il 10 marzo era stato notificato al 43enne il divieto di avvicinamento, ma l’uomo la stessa notte si era ripresentato a casa della vittima, che si era nuovamente rivolta alla Polizia. Da qui la richiesta di aggravamento della misura cautelare.

Trapianti al Monaldi, domani riunione organizzative ma la protesta dei genitori continua

Napoli. Sanità: si terrà domani una riunione presso l’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli per definire modello organizzativo del Monaldi Napoli che metta insieme le migliori professionalità dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia pediatrica e della Cardiologia di trapianti. Lo si apprende da una nota congiunta diramata della Direzione Salute e del Centro trapianti della Regione Campania. “La sospensione dei trapianti pediatrici – prosegue la nota – è stata decisa un anno fa dal Ministero della Salute a seguito dell’accertamento degli esiti negativi degli interventi e della mancata integrazione delle equipe a fronte delle risorse impegnate. Tuttavia, attualmente, sono presenti nell’ospedale Monaldi le Unità Operative di Cardiochirurgia adulti, di Cardiochirurgia dei trapianti, di Cardiochirurgia Pediatrica, di Cardiologia Adulti e Pediatrica con relative UTIC, con le Unità Operative di Terapia Intensiva di cardiochirurgia per adulti e per l’età pediatrica. Tale strutturazione è in grado di soddisfare pienamente i bisogni assistenziali dei pazienti adulti e pediatrici nelle diverse fasi assistenziali del trapianto. Sulla base dei monitoraggi effettuati, sarà definito un nuovo modello organizzativo, anche in considerazione delle procedure avviate dall’Azienda ospedaliera per la riattivazione delle attività dei trapianti, prevista prima dell’estate, dopo il nulla osta del Centro Nazionale trapianti”.
Ma i genitori dei bimbi trapiantati continuano la protesta. Sono preoccupati i genitori dei bimbi trapiantati di cuore e danno appuntamento per domani, davanti alla sede del Monaldi, per continuare la loro protesta. Il Comitato dei genitori dei piccoli trapiantati chiede le dimissioni dei vertici delle due unità operative. “Per dissidi e conflitti interni le attività sono sospese – dice Dafne Palmieri, rappresentante del Comitato – non crediamo che sia un comportamento deontologicamente corretto”. “Siamo ancora più preoccupati dopo la diffusione della notizia secondo cui domani ci sarà una riunione nella sede dell’Azienda dei Colli – spiega – parlano di ‘definizione di un modello organizzativo integrato’, ma in realtà questo modello è stato già deliberato, prima nel dicembre 2016, successivamente con una integrazione del novembre 2017. Perchè discutere di un modello organizzativo?”. Palmieri, mamma di un ragazzino trapiantato, evidenzia che “le unità operative presenti ad ora al Monaldi non sono sufficienti per la presa in carico, da prima del trapianto, dei piccoli pazienti”. “Non siamo noi genitori a dirlo – aggiunge – ma un documento della Conferenza Stato-Regioni, del 18 gennaio 2018, che stabilisce che le attuali attività non sono sufficienti. I pazienti pediatrici trapiantati non hanno luoghi di ricovero”. “Non crediamo che ci sia una volontà reale di risolvere il problema – conclude – e temiamo che la soluzione a cui si va incontro tenda ad assecondare il conflitto, ma non a mettere in sicurezza la vita dei nostri figli”.

Consip, riprende domani il processo disciplinare a Woodcock: tra i testi il procuratore Fragliasso

Napoli. Caso Consip, riprende domani il procedimento disciplinare al pm di Napoli Henry John Woodcock per l’articolo apparso sul quotidiano Repubblica, il 13 aprile dello scorso anno, con le dichiarazioni attribuite al magistrato. Tra i testimoni che saranno ascoltati dalla commissione disciplinare del Csm ci sono la giornalista di Repubblica Lina Milella e il procuratore aggiunto di Napoli, ex reggente dell’ufficio giudiziario, Nunzio Fragliasso. Le dichiarazioni di Woodcock, che aveva tra l’altro negato contrasti tra le procura di Napoli e di Roma, erano state ritenute dal pg della Cassazione – che avviò l’indomani l’azione disciplinare – una grave scorrettezza sia nei confronti dei magistrati della procura di Roma che indagavano sull’operato dell’ufficiale del Noe Gianpaolo Scafarto sia del procuratore reggente di Napoli. Negli ambienti della procura di Napoli non si registrano reazioni nè commenti all’iniziativa disciplinare relativa alla inchiesta Consip in cui, insieme con Woodcock, è ”incolpata” anche la collega Celeste Carrano, che potrebbe essere ascoltata nell’udienza di domani. Le uniche voci raccolte escludono contrapposizioni e contrasti interni all’ufficio e sottolineano la fase di serena riorganizzazione che sta vivendo la procura sotto la guida di Giovanni Melillo.

Napoli: chiesto un minuto di raccoglimento per Necco

Un minuto di silenzio per commemorare la morte di Luigi Necco. È questa la richiesta fatta oggi dalla Ssc Napoli alla Lega Calcio in onore dello storico giornalista campano morto ieri all’età di 83 anni, istanza confermata anche dal seguente tweet della società partenopea: “Chiesta alla Lega l’autorizzazione per osservare un minuto di silenzio prima dell’inizio di Napoli-Genoa in memoria di Luigi Necco, figura storica del giornalismo e raffinato, inimitabile narratore di Napoli e del Napoli”. La risposta della Lega Calcio è attesa nelle prossime ore.

Traffico di droga: condannati i due agenti che fecero la scorta ‘abusiva’ a Gigi D’Alessio

Condanna in appello per gli agenti della Polizia di Stato diventati noti per aver fatto da scorta ‘abusiva a Gigi D’Alessio. Si tratta di Alessandro Albano e Domenico Petrillo, tuttora sospesi, accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, con esclusione pero’ dell’aggravante mafiosa. I due poliziotti, in servizio fino all’arresto del febbraio 2016 al Commissariato di Marcianise, divennero noti perche’ insieme al collega Nunziante Camarca – sotto processo con il rito ordinario al tribunale di Santa Maria Capua Vetere – scortarono, senza essere autorizzati, il cantante Gigi D’Alessio. La circostanza, riportata nell’ordinanza di arresto, si verifico’ nel dicembre 2013, quando i tre agenti, mentendo al dirigente del loro commissariato e falsificando le relazioni di servizio, fecero da scorta con l’auto della polizia, per le strade di Napoli, al cantante che doveva recarsi ad un evento di presentazione del suo nuovo cd. Peraltro Albano ha accompagnato Gigi D’Alessio anche nel suo tour negli Usa. Sulla vicenda il cantante e’ venuto anche a testimoniare in tribunale nel febbraio del 2017. Per Albano, condannato in primo grado a sei anni con il rito abbreviato, la Corte ha disposto una piccola riduzione a 5 anni e 8 mesi di carcere, mentre Petrillo (difeso da Mariano Omarto) e’ stato condannato a tre anni (tre anni e otto mesi in primo grado). I due agenti, insieme a Camarca, erano accusati dalla Dda di Napoli di aver favorito alcuni spacciatori di Marcianise, collegati al clan Belforte, rivelando loro notizie riservate sulle indagini che li riguardavano, in modo da sfuggire alla cattura, o arrestando persone legate ad altri gruppi di spaccio concorrenti. In totale la Corte ha comminato 16 condanne; pene elevate per i pusher Donato Bucciero (7 anni e 10 mesi), e Giuseppe Liberato (15 anni e 4 mesi). Condannato anche l’avvocato Giuseppe Foglia (un anno), accusato di assumere su indicazione di Albano le difese dei pusher che l’agente arrestava.

L’allarme del pm della Dda, Catello Maresca: ‘il sistema dei beni sequestrati ai clan non funziona’

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“Il testo unico della normativa antimafia si pone lo scopo di non far diventare un non valore il bene sequestrato ai malavitosi e acquisito dallo Stato. Purtroppo ad oggi una serie di disfunzioni procedurali fa sì che questi beni sequestrati perdano di valore: il 90 per cento delle aziende sequestrate fallisce, significa che il sistema non funziona. Bisognerà lavorare tanto, la strada intrapresa è poco coraggiosa, il legislatore ha perso più volte l’occasione di riformare questo sistema. Per me la strada privilegiata resta la vendita del bene, trovando al tempo stesso dei modi di reimpiego per le attività che hanno un valore sociale”. Lo ha detto Catello Maresca, sostituto procuratore della Repubblica di Napoli, aprendo il convegno “Custodia e amministrazione giudiziaria”, che ha chiuso il corso organizzato dall’Ordine partenopeo sul tema. “Il confronto con i magistrati è frequente e costante, lavoriamo su una materia delicata in un territorio non semplice – ha evidenziato Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli -. Per migliorare la situazione è necessario che ognuno faccia la propria parte: credo che ci sia bisogno di una maggiore sinergia con la magistratura e le forze dell’ordine e di procedure più snelle per una giustizia che dia migliori risposte alla collettività”.”Ci muoviamo in un ambito sempre in progress – ha spiegato Bruno D’Urso, presidente aggiunto dell’ufficio del Gip del Tribunale di Napoli -, dove il legislatore non perde occasione per intervenire anche solo per esprimere normative-manifesto com’è accaduto per l’ultimo aggiornamento del Codice Antimafia, che pure era partito con ottime premesse. Qualcosa è stato fatto soprattutto per la tutela dei terzi e l’idea di implementare l’organico dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, nata per portare ad un unicum la materia. Ma moltissimo altro resta da fare”. Livia De Gennaro, giudice per le indagini preliminari presso il Palazzo di Giustizia partenopeo, traccia un bilancio del corso sulla custodia e sull’amministrazione giudiziaria organizzato dall’Odcec Napoli: “Il corso ha visto la partecipazione di relatori brillanti che hanno dato un grande apporto. Ci interessa che ci sia un movimento culturale in tema di amministrazione giudiziaria, materia che ultimamente è stata messa da parte. Credo che quando parliamo di lotta alla criminalità organizzata, una buona gestione di questo settore sia fondamentale”. Per Arcangelo Sessa, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli, “si chiude un corso importante per i commercialisti, promosso con l’ausilio dei magistrati partenopei, con l’obiettivo di contribuire alla formazione di professionisti esperti delle nuove procedure del Codice antimafia”.

La missione del sindaco: a Roma per evitare il dissesto

Il sindaco Luigi de Magistris, lo ha assicurato più volte: per Napoli mai il dissesto. E ora gli occhi sono puntati sul tavolo tecnico di domani a Palazzo Chigi chiamato a trovare una soluzione sul debito Cr8 per sbloccare il pignoramento delle casse comunali e dare ossigeno alle finanze di Palazzo San Giacomo. Ma in futuro, quello che auspica il Comune, una “legge sul debito storico” che possa risolvere sì i problemi finanziari di Napoli, tracciando anche una strada per altri enti che potrebbero trovarsi nella stessa situazione del capoluogo campano.

Come funziona il mercato delle azioni: guida per principianti

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Quello delle azioni è un mondo che continua ad attrarre tantissimi investitori, appassionati alle prime armi o esperti del settore. Guadagnare è un qualcosa cui tutti ambiscono e investire diventa una attitudine da coltivare per cercare di raggiungere l’obiettivo: ecco che in un quadro di questo genere le azioni rappresentano un qualcosa di tradizionale nel settore degli investimenti. Anzi, forse l’investimento per antonomasia.
Da un po’ di tempo il mercato in questione è accessibile anche tramite internet; il tutto è emanazione diretta di quella grande rivoluzione che ha toccato il mondo della finanza e che è nota come trading online. Investire in rete per l’appunto, senza troppa fatica né spostamenti. E il pubblico ha dimostrato di apprezzare.
Cos’è che attrae così tanto del mercato borsistico? E soprattutto, quali sono le linee guida da seguire soprattutto adesso che il web ha reso gli investimenti in azioni più diretto e immediato? Cerchiamo di fornire una piccola guida al mondo delle azioni all’interno della quale dare indicazioni di massima per investitori, soprattutto quelli alle prime armi.  Le azioni sono da definizione una quota del capitale di un’azienda che è stata costituita nella forma di società per azione, spa. Quotandosi un Borsa tale azienda offre la possibilità agli investitori di acquistare parti di capitale, per l’appunto. Chi compra una azione detiene quindi un piccola parte di quella data azienda ed ha il diritto di ricevere una quota degli utili aziendali distribuiti a fine anno ai soci: i dividendi.
Fin qui la parte teorica e generale: perché poi nel concreto le azioni rappresentano da sempre un asset finanziario al quale ci si rivolge in larga parte per fini speculativi, quindi per ottenere risorse finanziarie. Non soltanto investimento a lunga scadenza, sperando nei dividendi: ma anche un qualcosa di più a stretto giro, soprattutto se si parla di modalità online.
Il mercato delle azioni è stato in effetti stravolto dal web dato che ne è risultata modificata la filosofia che è alla base del pensiero degli investitori. Su punta molto più, tramite la rete, sul tutto e subito: il cosiddetto short time. Il tutto tramite servizi di intermediazione offerti da piattaforme online, broker veri e propri, che mettono a disposizione il proprio software di accesso ai mercati per chi si registra sulla piattaforma stessa. È possibile inoltre utilizzare strumenti alternativi da legare alle azioni, come ad esempio i Cfd o le Opzioni Binarie.  
Tornando a parlare in generale del mercato borsistico, il dilemma è anche quello di scegliere tra borsa italiano o borse estere: al di là della nazionalità il consiglio è quello di investire su azienda ad elevata capitalizzazione, termine con il quale si va a indicare il valore stesso della azienda quotata.  È questo il valore da tenere a mente oltre, ovviamente, alla percentuale di rischio. che è sempre presente per le azioni e che anzi cresce di pari passo con la cifra potenzialmente guadagnabile.

Reggio Emilia: donna precipita e muore

Una donna polacca di 61 anni è morta dopo essere precipitata da una finestra dell’appartamento in cui viveva nel quartiere di Santa Croce, a Reggio Emilia. Sull’episodio indaga la polizia, vagliando diverse ipotesi, ma non sarebbero state trovate tracce di violenza sul corpo.
La donna, intorno alle 9, è caduta da un’altezza di circa sei metri. E’ stata ricoverata d’urgenza dal 118 ma è deceduta poco dopo in ospedale.

Nuovo Governo, Di Maio: “Niente aumento Iva”

“Credo che le clausole per l’aumento dell’Iva vadano disinnescate subito e non vadano rinviate per questioni tecniche”. E’ quanto ha detto il leader M5S Luigi Di Maio in un incontro con Confcommercio a Milano. Insomma idee chiare ma ovviamente sempre condizionate alla possibilità reale di andare al governo, considerate le evidenti difficoltà numeriche al momento esistenti. Cercasi partner, possibilmente in grado di non offuscare le stelle…

Nuovo Governo, Salvini: “Ragioniamo sul programma”

Tra lei e Di Maio c’è una contesa sui ruoli? “Non mi interessa chi vince: abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l’Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto siamo ben contenti di accoglierli.
Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza, mi interessa il progetto: se c’è condivisione di progetto ragioniamo”. Lo dice Matteo Salvini alla stampa estera.

Napoli, parla Grassani: “Younes ha messo 31 firme”

“Le dichiarazioni di Younes sono stupefacenti e sconcertanti, soprattutto considerando che si tratta di un calciatore della nazionale tedesca e dell’Ajax. Si potrebbe quasi sorridere, se non ci fosse di mezzo un contratto di prestazioni sportive, comprensivo di cessione dei diritti d’immagine, per un totale di 31 firme, poste su vari contratti, condivisi con il suo avvocato italiano. Se dice che non ricorda di non aver firmato alcun tipo di modello federale o contrattuale, che lo lega al Napoli dal primo luglio 2018, è circostanza fuori dalla realtà”. Così Mattia Grassani, avvocato del Napoli, ai microfoni di ‘Radio Kiss Kiss Napoli’, sulle parole del giocatore tedesco Amin Younes. “Il club azzurro ha i contratti dalla sua parte, la palla passa a Younes che, secondo le dichiarazioni che sta rilasciando, vorrebbe contestare questi accordi. Deve superare una montagna, però, dimostrando che non sia stato lui a firmare, lo ripeto, per ben 31 volte. Ci sono ancora le mail, in cui il ragazzo sollecitava il Napoli a fornirgli i contratti con le firme di De Laurentiis e successivamente girate al suo avvocato. Vorrà magari impugnare questo contratto, sulla base di non so che cosa. Ricorderete anche la sua gioia espressa in varie interviste di quei giorni, nei quali superò inoltre le visite mediche brillantemente. I contratti non si possono invalidare, in questo momento Younes è un tesserato del Napoli dal primo luglio 2018, e da qui non ne usciamo”, ha aggiunto il legale.

Napoli: la squadra migliore d’Europa per basso tasso di infortuni

Il Napoli sul trono d’Europa per quanto riguarda il basso numero di infortuni tra i suoi calciatori. E’ quanto ha stabilito il Football Research Group (Frg) pubblicando i risultati dello studio sugli infortuni del Club Elite Uefa (i 22 club che hanno partecipato alla Uefa Champions League). La squadra azzurra ha riportato – tra luglio e dicembre 2017 – 3 infortuni (uno in allenamento e due in partita), con zero lesioni muscolari e due rotture ai legamenti. Il rapporto, che prende in esame metà stagione 2017/18, considera i dati aggiornati e presentati da tutti i team partecipanti. L’analisi conferisce nuovamente al Napoli la leadership di squadra più in salute d’Europa. Ridurre gli infortuni vuol dire preservare il capitale umano e a fine campionato tutto ciò può fare la differenza. La Società sportiva Napoli fa della prevenzione uno dei punti di forza: da oltre 12 anni lo staff medico diretto da Alfonso De Nicola con Enrico D’Andrea e Raffaele Canonico (tre medici dall’esperienza consolidata nello sport) e il supporto del team di fisioterapisti (Massimo Buono, Giovanni D’Avino, Fabio Sannino, Marco Romano e Marco Di Lullo) lavora con l’obiettivo di contenere il numero di problematiche fisiche che possono verificarsi lungo la stagione. Dal report si evidenza che su un tasso medio di infortuni in allenamento per tutte le squadre pari a 2,5 traumi ogni 1.000 ore di allenamento, il Napoli ha fatto registrare i tassi individuali minori in assoluto.

Dopo Facebook, anche Google vieta le pubblicità sulle criptovalute

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Dopo Facebook, anche Google vieta le pubblicità sulle criptovalute. La controllata di Alphabet ha comunicato sul proprio sito che a partire dal prossimo giugno, vietera’ tutti gli annunci relativi alle monete virtuali con l’obiettivo di eliminare riferimenti a tutti i “prodotti finanziari non regolamentati o speculativi”. Il colosso dei motori di ricerca online eliminera’ anche tutti i contenuti correlati alle monete virtuali, inclusi quelli relativi alle initial coin offering (Ico), al trading e ai portafogli di criptovalute. Questo significa che anche le aziende che legittimamente sono attive nel mondo delle criptovalute non potranno piazzare le loro pubblicita’ su alcuna piattaforma Google o sui siti di parti terze associati al motore di ricerca. “Non abbiamo la sfera di cristallo nel sapere dove il futuro sta andando con le criptovalute ma abbiamo visto danni a sufficienza per i consumatori o danni potenziali per i consumatori”, ha spiegato Scott Spencer di Google. Ecco perche’ l’azienda vuole un “approccio estremamente cauto”. Proprio ieri Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, su un blog ha avvertito che “la rapida crescita di cripto-asset, l’estrema volatilita’ dei loro prezzi e le connessioni mal definite con il mondo finanziario tradizionale potrebbero facilmente creare nuove vulnerabilita'”. Secondo la stampa americana, gia’ da settimane gli inserzionisti si stavano lamentando con Google della presenza di annunci legati alla tecnologia blockchain, quella sottostante Bitcoin. La decisione di Google e’ giunta mentre il gruppo ha pubblicato il suo rapporto annuale sulle sicurezza delle inserzioni. L’azienda ha detto di avere tolto oltre 3,2 miliardi di pubblicita’ nel 2017 perche’ in violazione delle sue regole; si tratta di una cifra quasi doppia rispetto a 1,7 miliardi dello scorso anno.

Il tweet al vetriolo di Lorenzo Crespi: ‘La camorra controlla la soap Un posto al Sole’

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Sulla popolare soap di Rai 3 “Un posto al sole” ci sarebbe l’ombra di una gestione della camorra, almeno stando alla denuncia di Lorenzo Crespi, che ha pubblicato parole forti su Twitter.Dopo essere stato nei giorni scorsi al centro delle cronache in seguito all’intervista rilasciata a Domenica Live, l’attore 46enne, che sta vivendo un difficile momento sia dal punto di vista economico che di salute, torna a sfogarsi sul web. E questa volta prende di mira la serie televisiva Rai.“Sono più di vent’anni che Rai 3 in modo legale passa lo stipendio alla Camorra attraverso Un posto al sole, gestito totalmente da loro”, ha scritto l’attore. “Location, figurazioni, cestini, ogni cosa è gestita dalla Camorra, non esiste nulla di legale e di puro… Queste cose non dovrei urlare io, vergogna”. Il tweet è stato commentato dai suoi followers e qualcuno gli ha anche consigliato di fare attenzione.Crespi, abbandonato dalla tv e gravemente malato, non ha mai nascosto la propria vicinanza al movimento di estrema destra Forza Nuova. Ospite di Domenica Live, aveva già denunciato quanto accaduto sul set di “Gente di mare“. La ‘ndrangheta, in particolare il clan Mancuso, aveva le mani sulla fiction andata in onda dal 2005 al 2007. La produzione fu vittima di intimidazioni e l’attore ricevette addirittura una busta con dei proiettili.

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Napoli, 53 bombe artigianali sequestrate in un edificio a Fuorigrotta

Napoli. Ben 53 bombe carta di fabbricazione artigianale, provviste di miccia di accensione, sono state rinvenute e sequestrate dalla Polizia di Stato nel quartiere Fuorigrotta.
Gli agenti della sezione “Volanti” dell’U.P.G., in collaborazione con gli agenti del Commissariato di Polizia “S. Paolo”, stamane, hanno fatto irruzione in uno stabile in Via Giacomo Leopardi per effettuare delle perquisizioni rinvenendo e sequestrando, in un vano di pertinenza condominiale, all’interno dell’androne, le 53 bombe carta, di forma cilindrica, del diametro di 3×10 centimetri. Sequestrata anche della sostanza stupefacente, del tipo cocaina dalla quale era possibile confezionare una decina di dosi.

Infermiere del Nord razzista inviata una nota alla Regione Lombardia

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“Le parole usate sui social da Alessio Federico sono indegne ed e’ necessario capire se questa persona esiste davvero e, soprattutto, se e’ davvero un infermiere che lavora in un ospedale lombardo”. Lo hanno detto il consigliere regionale della Campania dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanita’, e Gianni Simioli de La radiazza, per i quali “e’ assurdo che si facciano scelte tra chi assistere tra un ottantenne lombardo e un bambino napoletano”. “Ho preparato e inviato una nota ufficiale alla Regione Lombardia per chiarire questa vicenda e verificare se davvero e’ un infermiere in servizio per la loro sanita’ visto che risulterebbe effettivamente tirocinante qualche anno fa presso la Clinica San Siro di Milano a cui ho scritto”, ha aggiunto Borrelli, precisando che “nella nota ho anche chiesto che, qualora fosse accertato che e’ davvero un infermiere della sanita’ lombarda, siano avviate immediatamente tutte le procedure per arrivare al duro sanzionamento o anche al licenziamento di una persona che arriva addirittura a fare scelte su chi assistere sulla base delle sue assurde convinzioni razziste”.  E anche dal Cardarelli di Napoli non tardano ad arrivare le risposte. In una nota Antonio Di Nardo dei Cobas scrive: “La risposta allo “pseudo infermiere” del Nord non tarda ad arrivare. Abbiamo sempre visto la nostra professione come un dono, un qualcosa di innato in ognuno di noi che sceglie questa strada per salvare la vita al prossimo. Non importa l’etnia, il colore della pelle, siamo professionisti dell’assistenza, quella che non neghiamo mai a nessuno. In corsia siamo per molti degli angeli per altri dei semplici operai che aspettano il ventisette, a noi poco importa siamo professionisti dell’assistenza che non neghiamo mai a nessuno. Un infermiere del Cardarelli!”

Il Comune di Ottaviano, in collaborazione con l’Isis “Luigi De’ Medici”presentano il Galà della legalità e della solidarietà

Nella giornata della memoria e dell’impegno nel ricordo delle vittime innocenti di mafia, le istituzioni, le autorità, le delegazioni di studenti e le associazioni campane si incontreranno con il Parlamento della legalità internazionale, presieduto da Nicolò Mannino, nel Palazzo Mediceo di Ottaviano per lanciare un messaggio forte, teso a difendere e promuovere la legalità, la trasparenza, la testimonianza attiva di valori assoluti ed inviolabili. Appuntamento al 21 marzo alle 17, per dare il via ad una rete tra il Parlamento della legalità internazionale, le istituzioni e le scuole del territorio: un impegno destinato a durare nel tempo.
È la prima volta che il Parlamento della legalità internazionale sceglie per la Giornata di commemorazione delle vittime innocenti della mafia un Comune e non la Capitale. Negli anni passati, infatti, l’evento si è svolto a Roma. Il significato simbolico di questo evento segna un’altra importante conferma per il territorio vesuviano, centro di cultura, di riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico e artistico, di partecipazione politica e civile.
La manifestazione è stata presentata questa mattina al Comune di Ottaviano, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Luca Capasso, l’assessore alla cultura Marilina Perna, il dirigente scolastico dell’Isis “De’ Medici” Vincenzo Falco, la referente per l’istituto scolastico Ida Scognamiglio, la coordinatrice regionale per la Campania del Parlamento della legalità internazionale Floriana Nappi.
“Ho fortemente voluto che il 21 marzo fossimo con il presidente Nicolò Mannino e i giovani nel Palazzo Mediceo per testimoniare un cammino di cultura e di libertà che renda questo nostro tempo degno di essere vissuto”, ha spiegato Floriana Nappi, mentre l’assessore Marilina Perna ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle scuole: “C’è bisogno di un patto di corresponsabilità tra scuole, famiglie ed istituzioni per valorizzare adeguatamente le risorse dei nostri ragazzi”.
Il dirigente Falco ha, invece, aggiunto: “La nostra scuola ha il dovere di lavorare per garantire un futuro agli studenti e, in questa ottica, è fondamentale l’educazione alla coscienza civica e alla legalità”. Gli studenti dell’Isis realizzeranno la cena che si terrà nelle stanze di Palazzo Mediceo il 21 marzo. Il 23, invece, il presidente Nicolò Mannino dialogherà con i ragazzi nell’aula magna dell’istituto, in via Zabatta. Nella settimana dal 19 al 23 Mannino sarà a San Giuseppe Vesuviano per la Settimana della Legalità.
“La legalità si persegue ogni giorno: nei fatti, nelle azioni, con la concretezza. Eventi del genere devono rafforzare la nostra cultura e indurci a proseguire quotidianamente nel rispetto delle regole. Se io oggi sono qui è perché altri ottavianesi, come Pasquale Cappuccio e Mimmo Beneventano, hanno sacrificato la loro vita in nome della legalità e della democrazia”, ha concluso il sindaco Luca Capasso.
Il Parlamento della Legalità Internazionale è un movimento culturale apartitico, interconfessionale e interreligioso. Nato anche per volere del giudice Antonino Caponnetto – coordinatore del pool antimafia di Palermo che succede al suo fondatore Rocco Chinnici – che da subito ne diventa “Presidente Onorario”, il Parlamento della Legalità Internazionale ha come obiettivo e finalità quello di dialogare principalmente con il mondo scuola e società civile affinché chiunque, a partire dal proprio talento naturale (letterario, artistico, musicale, sportivo, o quant’altro) si metta in gioco per cooperare allo sviluppo del territorio.

Napoli: a Bruni, Carosone e Murolo intitolati due rotonde e un largo

” Oggi, a tre grandi artisti scomparsi, che hanno notoriamente offerto un grande e fondamentale contributo per far conoscere la melodia napoletana in tutto il mondo, mi riferisco a Sergio Bruni, a Renato Carosone, e a Roberto Murolo, secondo quanto diffuso da alcuni organi d’informazione, nell’ambito del quartiere Vomero saranno intitolate tre strade – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. In verità non di strade si tratta ma di due rotonde in cemento, con alcune piante al centro, una posta all’incrocio tra via Rossini e via Gemito, intitolata a Sergio Bruni e l’altra all’incrocio tra la stessa via Rossini e via Paisiello, intitolata a Roberto Murolo, nel mentre a Renato Carosone verrà intitolato uno slargo, che si determina alla confluenza di ben cinque strade, le vie Paisiello, Annella di Massimo, Carelli, Doria e Zingarelli. Rotonde e largo posti in aree tra le più trafficate del quartiere collinare e, a mio avviso, anche scarsamente rappresentative “.
” Vero è – sottolinea Capodanno – che molte delle strade e delle piazze del “Nuovo Rione”, il Vomero appunto, nato a partire dal 1885, nell’ambito della legge per il Risanamento di Napoli, sono state intitolate a grandi artisti, la maggior parte dei quali aveva operato anche a Napoli, nell’ambito della pittura, della scultura, dell’architettura e della musica, quali Bernini, Solimena, Stanzione, Alvino, Cimarosa, Giordano, Scarlatti e Vanvitelli. Ma è altrettanto vero che, se pure per onorare la memoria dei tre grandi artisti, si volesse rimanere al Vomero, a ciascuno di essi si potrebbe intitolare uno dei tanti tratti di strada che hanno denominazioni non rapportabili ad artisti famosi o illustri “.
” Mi riferisco – aggiunge Capodanno – a strade come corso Europa, o come via Piave, via Timavo o via Acitillo. Così come ci sono anche molte doppie o triple intestazioni. A partire proprio da via Acitillo, esistendo anche un vico Acitillo, così come per S. Stefano esiste la via, il fosso e la piazzetta. Oltre a via Cimarosa, esiste anche un vicoletto Cimarosa che corre lateralmente alla stazione superiore della funicolare Centrale. Del toponimo Belvedere si hanno addirittura quattro versioni, oltre alla via anche il vico, il viale e la piazzetta dedicata quest’ultima ad Andrea Belvedere, pittore ma anche autore teatrale “.
” Se poi non si vuole sconvolgere l’attuale toponomastica, anche in considerazione del fatto che a ciascuno dei tre grandi interpreti della canzone napoletana, nel 2014, furono già intitolate alcune traverse di via Nino Bixio, nel quartiere Fuorigrotta, – continua Capodanno -, meglio sarebbe stato intitolare ai tre artisti, una per ciascuno, le tre rampe di scale poste nell’area di San Martino, le prime due in via Scarlatti e la terza in via Cimarosa. Proprio in questi giorni, in occasione del 15esimo anniversario della morte di Roberto Murolo, avvenuta il 13 marzo 2003, aveva rilanciato la proposta d’intitolare a quest’ultimo le scale che corrono nei pressi dell’abitazione dove visse e morì, oggi sede del museo a lui dedicato. Al riguardo ci sono a Napoli precedenti illustri con l’intitolazione di scale cittadine a Giancarlo Siani e, più di recente, ad un altro grande artista, Massimo Troisi, al quale sono state dedicate le scale di via Mariconda “.
” Molto meglio una rampa di scale – sottolinea Capodanno – dove la targa dedicata al personaggio può essere ammirata e fotografata, anche dai turisti, piuttosto che una rotonda, posta al centro di un incrocio, per raggiungere la quale le persone dovrebbero effettuare un attraversamento con possibili immaginabili conseguenze, alla luce anche del notevole traffico esistente nelle aree individuate “.

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