Infermiere del Nord razzista inviata una nota alla Regione Lombardia

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“Le parole usate sui social da Alessio Federico sono indegne ed e’ necessario capire se questa persona esiste davvero e, soprattutto, se e’ davvero un infermiere che lavora in un ospedale lombardo”. Lo hanno detto il consigliere regionale della Campania dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanita’, e Gianni Simioli de La radiazza, per i quali “e’ assurdo che si facciano scelte tra chi assistere tra un ottantenne lombardo e un bambino napoletano”. “Ho preparato e inviato una nota ufficiale alla Regione Lombardia per chiarire questa vicenda e verificare se davvero e’ un infermiere in servizio per la loro sanita’ visto che risulterebbe effettivamente tirocinante qualche anno fa presso la Clinica San Siro di Milano a cui ho scritto”, ha aggiunto Borrelli, precisando che “nella nota ho anche chiesto che, qualora fosse accertato che e’ davvero un infermiere della sanita’ lombarda, siano avviate immediatamente tutte le procedure per arrivare al duro sanzionamento o anche al licenziamento di una persona che arriva addirittura a fare scelte su chi assistere sulla base delle sue assurde convinzioni razziste”.  E anche dal Cardarelli di Napoli non tardano ad arrivare le risposte. In una nota Antonio Di Nardo dei Cobas scrive: “La risposta allo “pseudo infermiere” del Nord non tarda ad arrivare. Abbiamo sempre visto la nostra professione come un dono, un qualcosa di innato in ognuno di noi che sceglie questa strada per salvare la vita al prossimo. Non importa l’etnia, il colore della pelle, siamo professionisti dell’assistenza, quella che non neghiamo mai a nessuno. In corsia siamo per molti degli angeli per altri dei semplici operai che aspettano il ventisette, a noi poco importa siamo professionisti dell’assistenza che non neghiamo mai a nessuno. Un infermiere del Cardarelli!”







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