La Squadra Mobile della Questura di Caserta a Villa Literno ha tratto in arresto in flagranza del reato tre albanesi. I reati contestati ai tre sono tentato omicidio, porto abusivo di arma comune da sparo con relativo munizionamento, resistenza a pubblico ufficiale e possesso non giustificato di oggetti atti ad offendere e di arnesi atti allo scasso, lesioni personali, nonche’ per la ricettazione di un’arma, un’auto e un enorme quantitativo sigarette e altri prodotti rubati. Roland Cami, in Italia senza fissa dimora, cosi’ come Qerim Cami, e Eduard Vesi, questi ultimi due pregiudicati per reati specifici, componevano una ‘batteria’ rapinatori che, utilizzando un’Audi A8 grigia rubata, ha commesso diversi furti e rapine in diverse regioni del Centro/Sud Italia, utilizzando, come appoggio logistico, un’abitazione di Villa Literno. La “banda dell’Audi grigia”, come la definivano gli investigatori, era specializzata nei furti in esercizi commerciali; in piu’ circostanze aveva forzato posti di controllo delle forze dell’ordine e, per quanto fosse segnalata persino la targa della vettura, non si riusciva a fermarla.Ieri notte le indagini hanno portato i poliziotti nei pressi del covo, e l’Audi e’ stata vista entrare nel portone di accesso con quattro persone a bordo. Chiuso il cancello e circondata l’auto, i quattro sembravano arrendersi e in due dei accennava a uscire dall’abitacolo. Il conducente ha pero’ messo nuovamente in moto il veicolo, facendo risalire gli altri occupanti e partendo in retromarcia per investire gli agenti e abbattere il cancello dell’abitazione. A questo punto i poliziotti hanno sparato alcuni colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’Audi, in particolare del motore e delle ruote. I malviventi hanno abbandonato la macchina per tentare la fuga a piedi; inseguiti tre di loro sono stati bloccati e un quarto ha fatto perdere rapidamente le proprie tracce. Nella perquisizione dell’auto, venivano sequestrati una pistola semiautomatica marca Beretta cal. 7,65, completa di 3 cartucce, diversi arnesi atti allo scasso, stecche di sigarette di svariate marche del Monopolio di Stato, 350 biglietti “Gratta e Vinci” nonche’ il cassetto di una macchinetta cambiamonete con all’interno oltre 3000 euro. Due sono in carcere mentre Qerim Cami e’ piantonato in stato di arresto nek reparto di ortopedia dell’ospedale civile di Aversa, per una ferita da arma da fuoco riportata al polpaccio destro durante le fasi dell’operazione. Vesi era gia’ stato tratto in arresto a gennaio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per furto in abitazione e scarcerato appena lo scorso 14 marzo.
Agenti simulano incidente fuori alla sua casa per scovare lo spacciatore: tre arresti
Agenti della Polizia di Stato simulano un incidente stradale per costringere alcuni spacciatori di droga, intenti a fare un festino in casa, a uscire per la curiosità e a farsi prendere con le mani nel sacco. E’ accaduto a Falciano del Massico, nel Casertano; tre le persone denunciate per detenzione di stupefacenti. Gli investigatori del Commissariato di Sessa Aurunca tenevano d’occhio da tempo un 40enne, sospettato di vendere la droga in casa; non sapevano pero’ come entrare evitando che l’uomo gettasse lo stupefacente. Cosi’ hanno escogitato l’espediente di simulare un incidente stradale proprio all’esterno dell’abitazione del pusher; questi, insieme ad altri due amici che erano in casa in sua compagnia, e’ quindi uscito per andare a vedere cosa fosse successo. I poliziotti si sono a questo punto qualificati; con loro c’erano anche due unita’ cinofile antidroga della Questura di Napoli. Sorpresi e delusi, il 40enne e gli amici non hanno potuto far altro che rientrare in casa scortati dagli agenti e dai cani; questi, appena entrati nell’appartamento, si sono diretti a passo veloce verso il divano, abbaiando a facendo poi scoprire la droga, celata all’interno. Alla fine i poliziotti guidati da Mario Russo hanno sequestrato 7 grammi di cocaina, 10 grammi di hascisc e alcuni spinelli già confezionati e pronti per l’uso.
Napoli, tre minorenni bloccati in un fast food armati di machete e coltello
Napoli. Continua la sinergia tra Polizia di Stato ed i militari dell’ Esercito Italiano impegnati nelle campagne di prevenzione, in particolare nella “sicurezza giovani”.Questa notte gli agenti del Commissariato di Polizia Vicaria su segnalazione della Sala Operativa, sono giunti in Piazza Garibaldi , dove una Pattuglia dell’esercito aveva notato, in un fast food tre ragazzini, probabilmente armati.Gli agenti unitamente alla pattuglia dell’Esercito hanno controllato i minori, tutti e tre di etnia rom di 12, 13, 14 anni , che avevano nella loro disponibilità un machete , una tenaglia e un coltello multiuso.
Le armi rinvenute sono state sequestrate e , su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, i tre minori sono stati collocati in una idonea struttura di accoglienza.
Gente de Zona all’Arenile di Bagnoli, sabato 2 giugno. Il gruppo fenomeno del Cubatòn
All’arenile di Bagnoli, in via Coroglio 14b, Gente de Zona in concerto.
Si tratta del gruppo leader nel genere musicale Cubatón (Reggaetón Cubano), il primo vero fenomeno “pop” di Cuba. Il loro successo ha eclissato quello delle storiche orchestre di Timba Cubana e oggi sono, a livello planetario, il gruppo di maggior successo nella musica cubana. Arrivano direttamente dall’Havana: Alexander Delgado, Nando Pro e Jacob Forever in pochi anni hanno conquistato i teenagers cubani e, grazie anche ad innumerevoli tournée mondiali, hanno raggiunto un vasto pubblico anche in Europa e negli USA.
Molto popolari nel loro paese d’origine i Gente de Zona (Gente del vicinato), nelle sue produzioni musicali, ha unito il sound reggaeton con ritmi tradizionali come il Filín e il Mambo. Con quattro album di successo, e dopo quindici anni di carriera, sono esplosi a livello internazionale grazie anche alla collaborazione con la mega-star latina Enrique Iglesias; nel 2014 il brano Bailando raggiunge vette di popolarità uniche con ben 2 miliardi e mezzo di visualizzazioni su Youtube decretandolo come uno dei più ascoltati della storia musicale moderna.
Nel 2015 una seconda collaborazione importante segna un nuovo passo verso la fama: con l’artista statunitense, di origine portoricana, Marc Anthony pubblicano due singoli La Gozadera, che si aggiudica il certificato di disco d’oro in Italia e che vale al gruppo una vittoria ai Latin American Music Awards nella categoria “miglior canzone tropicale”, e Traidora. Sempre nello stesso anno compaiono nel singolo He llorado (como un niño) dell’artista spagnolo Juan Magán.
Molte le collaborazioni e tra le più celebri ricordiamo quella con Pitbull (Yo quiero, 2014 – undici milioni di visualizzazioni su youtube) e Jennifer Lopez (Ni tu ni yo, 2017 – 80 milioni di visualizazioni su youtube) che confermano il loro strepitoso successo negli Stati Uniti e a livello mondiale. In queste settimane Gente De Zona è presente nelle airplay radiofoniche con il brano Nadie ha dicho di Laura Pausini.
Prezzi Biglietti
Area Gold 35.00+5.00
Posto unico 22.00+3.00
Biglietti disponibili in prevendita
www.go2.it
Info-Line 333 71 13 112
Tentò di rapinare uno stabilimento balneare di Varcaturo con un’ascia: arrestato
Nell’ ambito di un’ indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, Carabinieri di Varcaturo, stazione dipendente dalla Compagnia di Giugliano in Campania, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 39enne, residente in Pomigliano d’Arco, gravemente indiziato del reato di rapina ai danni dello stabilimento balneare della fascia costiera denominato “Lido Smeraldo” avvenuta il tre febbraio scorso. Le indagini, scaturite dalla denuncia sporta presso la Stazione Carabinieri di Varcaturo dal proprietario dello stabilimento e dalle sommarie informazioni testimoniali rese da un dipendente dello stabilimento, permettevano di appurare che l’indagato, introdottosi all’interno dello stabilimento balneare mediante effrazione della finestra, veniva sorpreso dal dipendente mentre rovistava all’interno del registratore di cassa. L’individuo portava con sé una grossa ascia con lama di metallo e, incurante di essere stato scoperto, l’alzava ripetutamente contro il dipendente minacciando di colpirlo. Solamente temendo l’arrivo delle Forze dell’Ordine, abbandonava l’arma dandosi alla fuga a bordo di un’ autovettura della quale il dipendente riusciva però ad annotare il numero di targa. Le indagini, esperite immediatamente dai militari intevenuti sul posto, permettevano di risalire tramite il numero di targa dell’autovettura FIAT Punto al proprietario della stessa. L’effige fotografica veniva poi mostrata al dipendente che lo riconosceva. Veniva inoltre rinvenuta e sequestrata l’ascia utilizzata dal rapinatore.
Bar e parrucchieri camuffati da enti no-profit: 4 denunce
La Guardia di Finanza di Scafati ha eseguito alcuni controlli nei confronti di enti non commerciali con scopi socio-culturali aventi sede nel Comune di Sarno.
Gli interventi di polizia economico-finanziaria posti in essere hanno riguardato alcuni enti cosiddetti. “no profit” che utilizzavano forme giuridiche associative per mascherare attività che, invece, sono risultate vere e proprie attività commerciali, abilmente dissimulate al fine di beneficiare in maniera indebita di un regime tributario di favore previsto dall’ordinamento fiscale rispetto a quello ordinario previsto per le similari realtà commerciali. Tra i quattro circoli individuati, due svolgevano l’attività di “bar” mentre gli altri due erano saloni di acconciatura per il pubblico femminile. Sono così scattate le conseguenti segnalazioni agli uffici comunali competenti che ora dovranno disporre la chiusura di questi falsi enti non commerciali. Nel corso dell’operazione, all’interno dei uno dei bar, sono stati rinvenuti pacchetti di sigarette posti in vendita illecitamente senza le prescritte autorizzazioni, che sono stati immediatamente sequestrati; il titolare dell’altro bar è stato invece denunciato alla competente Procura della Repubblica per la detenzione vietata di apparecchi da intrattenimento (le cosiddette “slot”) senza esporre la prevista tabella dei giochi proibiti ai minori. Per tutti i falsi enti “no profit” sono scattati anche i controlli fiscali per sottoporre alla prevista tassazione i redditi e i volumi d’affari derivanti dalle attività commerciali in effetti esercitate verso il pubblico degli utenti e non solo verso i rispettivi associati; in tal modo sono state ristabilite le corrette regole di competitività commerciale con i similari esercizi commerciali della zona, finora penalizzati dalla concorrenza sleale posta in essere dai falsi circoli che avrebbero dovuto operare “a numero chiuso”. Sono in corso ulteriori controlli di polizia economico-finanziaria sul territorio allo scopo di smascherare altri “furbetti” e sanzionarne nelle varie sedi la condotta illecita perpetrata.
La Prima del Senato: Napolitano sferza Renzi e il Pd
93 anni ma di una lucidità impressionante. Discorso politico, pungente, soprattutto per le sponde che dovrebbero sue. Ad aprire la seduta a Palazzo Madama è stato Giorgio Napolitano, che nel suo discorso si è soffermato a commentare i risultati delle ultime consultazioni. “Il partito che aveva guidato tre esecutivi ha subito una drastica sconfitta ed è stato respinto dagli elettori”, ha detto l’ex capo dello Stato, secondo il quale col voto del 4 marzo c’è stato “un vero e proprio spartiacque. Gli elettori hanno premiato straordinariamente le formazioni politiche che hanno espresso posizioni di vera e propria rottura rispetto al passato”, e il risultato dimostra “quanto poco avesse convinto l’autoesaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e partiti di maggioranza”. Lo squilibrio sociale, ha detto il presidente emerito, è stato in grado di “generare la dilagante ribellione nelle regioni meridionali” espressa nel voto. “Sono stati condannati in blocco i circoli dirigenti e i gruppi da tempo stancamente governanti in quelle regioni”.
Camorra: nuova scarcerazione per Salvatore ‘Terremoto’ Di Lauro
Era già capitato nel giugno scorso dopo il primo arresto avvenuto e ora “terremoto” per l’anagrafe Salvatore Di Lauro uno degli ultimi dei nove figli in vita del super boss Paolo di Lauro detto “Ciruzzo o’ milionario” torna in libertà dopo il secondo arresto del 28 febbraio scorso.
Tutto ruota attorno a quella parola – terremoto – che è il nomignolo con il quale viene indicato secondo gli inquirenti Salvatore Di Lauro. E anche questa volta il Tribubale del Riesame dice no alla Procura revocando gli arresti a carico di Salvatore Di Lauro. Difeso dal penalista Vittorio Giaquinto, Salvatore Di Lauro può lasciare il carcere, mentre vengono in gran parte confermate le misure cautelari a carico di una dozzina di presunti esponenti del clan dei girati – quelli della Vinella Grassi – indicati come narcotrafficanti al soldo della camorra.
Lo scorso anno ci furono le esplosioni dei fuochi d’artificio a Secondigliano che era stato arrestato insieme ad altre 26 persone tra cui due finanzieri corrotti al servizio del clan della Vinella-Grassi, al suo fidato Giovanni Cortese ‘o cavallaro e a un’altra ventina di esponenti del suo stesso clan e dei Girati e del clan Pesce-Marfella di Pianura. I suoi difensori, quindi anche questa volta hanno convinto i giudici del Riesame sull’infondatezza delle accuse da parte di una dozzina di pentiti tra cui l’ex reggente della Vinella Grassi, Antonio Accurso ‘ o puorco, secondo il quale insieme con Salvatore Di Lauro aveva organizzato un traffico di droga. Salvatore Di Lauro secondo i pentiti faceva i cosiddetti passaggi di mano di di droga e gestiva in proprio un traffico di marijuana con alcune cosche della sacra Corona Unita pugliesi. Di Lauro si era difeso sostenendo di non avere niente a che fare con la droga e che stava gestendo una pizzeria insieme con la moglie. E così come a giugno Di Lauro torna libero.
‘Imma Vive’, commozione e rabbia ai funerali della mamma uccisa. IL VIDEO
Applausi, cori “Forza Imma” e donne con il nastro rosso sulla maglietta bianca con impresso il volto sorridente di Imma Villani e la scritta “Sarai sempre nei nostri cuori”. E’ partito da via Colombo nella frazione Pellegrini di Boscoreale il funerale di Imma Villani, la mamma 31enne uccisa lunedì mattina dall’esterno della scuola elementare di Terzigno dove era andata ad accompagna la figlioletta di nove anni, dal marito Pasquale Vitiello dal quale si stava separando. L’uomo poco dopo si è suicidato con la stessa pistola, una calibro 22, ed è stato ritrovato in un casolare a poca distanza la mattina seguente dopo che i carabinieri avevano rintracciato la cella del suo telefonino.
Il sindaco di Boscoreale, Vincenzo Balzano ha portato il ” cordoglio e un forte abbraccio dall’amministrazione. La violenza contro le donne inumana e triste”. E poi ha citato una frase di madre Teresa di Calcutta “il fulcro del silenzio è la preghiera”. Presente anche il primo cittadino di Terzigno, Francesco Ranieri. Le cugine di Imma Villani hanno letto una breve testimonianza: “Hai lasciato nei nostri occhi il sorriso donna forte capace di ribaltare il mondo questa volta il fuoco fatuo ti ha portato via”.
Don Pasquale D’Onofrio, accompagnato nella messa da don Emilio Ventre il parroco della chiesa di Sant’Anna, il vicario del vescovo di Nola nella sua toccante omelia ha spiegato: ”U.a morte assurda ancor più perché inspiegabile.In questo momento è difficile trattenere l’odio è il rancore per una giovane vita spezzata nel fiore degli anni. Ma bisogna trovare la forza di perdonare per Imma e la sua piccola Alessia che è la testimonianza concreta del fatto che la morte è soltanto una separazione temporanea”. All’uscita del feretro dalla chiesa di Sant’Anna, si è levato un lungo applauso con i palloncini a forma di cuore rossi e bianchi che sono volati in cielo. “Imma vive”, hanno scandito a viva voce i presenti.
Rosaria Federico
Truffe agli anziani in tutta Italia per 100 mila euro: arrestati due napoletani
Due napoletani sono stati arrestati dai carabinieri di Bassano del Grappa per una serie di truffe ad anziani di tutta Italia che hanno portato ad un bottino di oltre 100 mila euro. Più di 30 i casi di cui i militari dell’Arma si sono occupati e che hanno visto i due indagati agire con la tecnica dei falsi avvocati su casi di incidenti stradali che vedevano il coinvolgimento di parenti delle vittime truffate in Veneto, Marche, Lombardia, Emilia Romagna e in altre regioni tra l’ottobre 2017 e oggi. Uno degli indagati e’ stato bloccato in Puglia mentre stava mettendo a segno un altro colpo. L’indagine è iniziata lo scorso anno dopo che l’Arma bassanese aveva ricevuto varie denunce da anziani della zona.
Elezione Presidenti Camere: Bianca, il più votato
Il bacio tra Salvini e Di Maio, su un murales apparso a Roma, è del tutto contro natura. E non ci riferiamo alle voci velenose dei scorsi giorni sulle preferenze in Camera (da letto) del leader pentastellato (a noi non interessano). E’ contro natura politica e programmatica, pur avendo la base populista in comune pro natura. Intanto le prime votazioni per le presidenze di Camera e Senato daranno un esito scontato: Bianca trionferà nella giornata di oggi. Quasi tutti i gruppi presenti in Parleranno voteranno una scheda senza nome. L’accordo tra vincenti è saltato ieri sera. Niente Romani (ladroni?) al Senato, tutto torna in discussione, Camera compresa. Il Pd è al solito spaccato, tra Aventino e voglia di scegliere il meno peggio degli altri. Berlusconi è indispettito dal no di Di Maio a parlare persino con lui. Salvini è in tour di ringraziamento elettorale e a tutti si presenta come leader della coalizione e candidato secco all’incarico da premier. Stamattina al Senato apre Napolitano con un discorso programmatico: bella forza, a 93 anni. Alla Camera, invece, Giachetti dovrebbe limitarsi al saluto. C’è chi può e chi non può.
Accusato e condannato a sua insaputa di violenza sessuale all’ex moglie: assolto in appello
Dopo dieci anni, una condanna in contumacia in primo grado e un processo che gli stessi giudici hanno deciso di rifare, per l’accusa di avere stuprato e massacrato di botte sua moglie, è stato assolto ieri un imprenditore casertano residente a Gricignano d’Aversa.
A qualche anno dal matrimonio, la coppia si trasferisce a Viareggio dove nasce il loro unico figlio. Dopo qualche tempo e il matrimonio entra in crisi e inizia così una travagliata causa di separazione. Il figlio, su sua stessa richiesta, viene affidato al padre quando l’imprenditore decide di tornare a vivere nel casertano.
Poco prima, però, lei denuncia quello che all’epoca era il marito prima per percosse e poi per stupro. I suoi esposti arrivano in questura in una strana sequenza: si presenta una prima volta per raccontare di essere stata schiaffeggiata dal marito, dopo alcune ore, torna in questura e aggiunge che un mese prima, di notte, suo marito l’ha riempita di botte e poi violentata. Non è però in grado di fornire referti medici. L’accaduto risale al 2005.
Tre anni dopo, come riporta l’edizione di Caserta de Il Mattino, quando oramai l’uomo si era trasferito a Gricignano d’Aversa, arriva una notifica giudiziaria: il tribunale di Lucca lo ha giudicato colpevole di maltrattamenti e violenza carnale, condannandolo a otto anni. L’imprenditore neanche sapeva del dibattimento in corso e incarica l’avvocato Dezio Ferrara che fa ricorso contro la sentenza. La Corte d’Appello di Lucca annulla la sentenza, riconoscendo una serie di difetti di notifica e rinvia gli atti al gup ordinando la celebrazione di una nuova udienza preliminare. L’imprenditore viene di nuovo rinviato a giudizio. L’avvocato chiama a testimoniare sia la madre della ex moglie che il figlio della coppia, ormai maggiorenne. Nella denuncia sporta dalla donna, infatti, si legge che entrambi erano presenti nella casa la notte delle presunte violenze. La madre della presunta vittima smentisce la versione della figlia; riferisce di essere sorda, ma aggiunge che la donna ha inventato tutto e conclude “ero presente quella notte e non è successo nulla”. Uguale la versione del figlio della coppia che ai giudici riferisce che proprio a causa delle bugie della madre aveva scelto, in passato, di vivere col padre.
Nel corso del dibattimento, l’avvocato Ferraro chiede e ottiene anche l’acquisizione della planimetria della casa in cui la donna sostiene di essere stata violentata: un appartamento di cinquanta metri quadrati, troppo piccolo perché nessuna delle due persone presenti in casa potessero non sentire o non accorgersi di uno stupro in corso nelle modalità violente in cui la donna lo ha descritto. Ma il pm la pensa diversamente e va avanti per la sua strada, chiedendo una condanna a sei anni carcere per violenza sessuale. La tesi difensiva convince invece il tribunale di Lucca che, ieri, ha assolto l’imprenditore “per non aver commesso il fatto”.
La Parola di oggi
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 10,31-42.
In quel tempo, i Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.
Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?».
Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei?
Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata),
a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio?
Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi;
ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre».
Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò.
Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero».
E in quel luogo molti credettero in lui.
Diele, colpo di scena: inutilizzabili gli esami del Dna
Continua senza sosta a far parlare il caso Diele. L’attore fu arrestato lo scorso 24 giugno per avere investito e ucciso Ilaria Dilillo che viaggiava in sella al suo scooter. L’incidente mortale avvenne sulla corsia nord dell’autostrada del Mediterraneo, nei pressi dello svincolo di Montecorvino Pugliano.
Il trentaduenne non poteva guidare in quanto gli era stata sospesa, un anno prima la patente di guida, per uso di stupefacenti. L’attore però ha sempre sostenuto di non aver fatto uso di alcuna droga il giorno dell’incidente ma di essersi solo distratto mentre era alla guida dell’auto. Di qui la necessità del gup di sapere e l’effettiva sussistenza dello stato di alterazione, distinto dalla prova di assunzione di droga.
La scorsa estate, al momento di eseguire gli esami tossicologici sul capello dell’attore Domenico Diele, questi si fece trovare dal pm e dai periti rasato. E quando il medico legale e psichiatra Antonello Crisci e il tossicologo Ciro Di Nunzio sono andati ad analizzare il materiale organico prelevato la scorsa estate, non hanno trovato nulla: il precedente perito ha, difatti, come riporta Il Mattino, utilizzato tutto per stendere la propria relazione. Quindi ora, i tecnici incaricati di stabilire gli effetti provocati dalla droga sull’organismo dell’uomo, dal gup Piero Indinnimeo, dovranno lavorare solo sulle carte e su esami che non sono i loro.
Intanto nei prossimi giorni si elaborerà il materiale raccolto la scorsa settimana durante i test psicologici a cui Diele si è sottoposto, nonostante il parere contrario dei suoi legali.
Mentre oggi l’ingegnere Alessandro Lima, inizierà le verifiche sull’auto che ha sbalzato in aria la salernitana Ilaria Dilillo . Per verificare il livello di lucidità di Diele al momento del tragico impatto, si valuterà la velocità dell’auto, rapportandola all’analisi dello spazio d’arresto e di frenata rilevato sull’autostrada.
Si procede a ritmo serrato seguendo i tempi dettati dal giudice per l’udienza preliminare che, entro la fine del mese di aprile, è intenzionato ad emettere la sentenza. Il pm, considerando anche il rito abbreviato, ha chiesto per lui otto anni di pena.
Signori del racket in azione a Benevento: in fiamme agenzia di viaggi
Hanno forzato la saracinesca per entrare e appiccare il fuoco in un’agenzia di viaggi, ma qualcosa non e’ andato secondo i piani e l’attentato all’agenzia Lombardi di corso Dante a Benevento ha prodotto pochi danni. E’ accaduto la notte scorsa e i residenti hanno avvisato i vigili del fuoco del comando provinciale di Benevento dopo aver visto le fiamme intorno all’ingresso dell’agenzia. Per forzare la saracinesca e’ stato usato un paletto di ferro e una volta aperto il varco e’ stari lanciato del liquido infiammabile che pero’ non ha invaso il pavimento. Le fiamme hanno danneggiato solo l’ingresso. I vigili del fuoco hanno spento il rogo e messo in sicurezza l’area. Al lavoro anche i carabinieri per risalire agli autori del gesto. Al vaglio anche le telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Il titolare dell’agenzia che è stato sentito a sommarie informazioni dai carabinieri ha spiegato di non aver avuto mai minacce ne richieste estorsive.
Napoli, una petizione per intitolare la stazione di Piscinola al vigilante ucciso
Napoli. Parte una petizione pubblica per intitolare la stazione di Piscinola della metropolitana di Napoli a Franco Della Corte, il vigilante ucciso nel corso di una rapina che ha coinvolto tre minorenni la scorsa settimana. La proposta è partita da Enrico Alfieri, in rappresentanza delle Guardie giurate napoletane e dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “E’ un atto doveroso – hanno spiegato Alfieri e il consigliere Borrelli – il sacrificio di Della Corte morto ingiustamente mentre svolgeva il suo lavoro non deve essere dimenticato”. In carcere per quell’efferato omicidio ci sono tre ragazzi, tutti minorenni e tutti del quartiere di Piscinola, e che conoscevano la vittima.
Internet quasi 30enne e c’è ancora: il digital divide
Sono passati quasi 30 anni dalla nascita di Internet. Il 12 marzo 2018, infatti, il web ha compiuto i suoi primi 29 anni di età. Per l’occasione Tim Barners – Lee, considerato il padre della Rete, ha pubblicato la sua ultima lettera aperta nella quale vengono descritte le future prospettive del progetto e i pericoli che potrebbero comprometterne l’evoluzione.
Internet ha, indiscutibilmente, cambiato il nostro mondo. Come ricordato dallo stesso Berners – Lee, ad oggi circa la metà della popolazione mondiale dispone di una connessione ad internet. Questo vuol dire che circa tre miliardi di persone al mondo usufruiscono dei servizi di internet più disparati. Da quelli per lo streaming per la musica e la tv fino ad arrivare a servizi più professionali per inviare fax online. Resta, però, l’altra metà della popolazione mondiale che non ha ancora sposato tale rivoluzione. È qui che nasce il famoso Digital Divide. Si tratta del divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Oltre a indicare il divario nell’accesso reale alle tecnologie, la definizione include anche disparità nell’acquisizione di risorse o capacità necessarie a partecipare alla società dell’informazione: nei paesi avanzati, e specie nella popolazione giovane, infatti, il divario di mero accesso alla rete è ormai quasi del tutto colmato e si apre invece un “digital divide di secondo livello
L’accesso alla rete è considerato, dal 2016, un diritto fondamentale degli esseri umani. Il digital divide, invece, impedisce a miliardi di persone di informarsi, trovare un lavoro, partecipare al dibattito democratico e migliorare le proprie condizioni di vita. Le Nazioni Unite indicano una soglia minima di 1GB di dati in mobilità ad un costo pari al 2% del reddito mensile medio per individuo, ma in diversi Paesi tale costo è ancora vicino al 20%.
In questo contesto risultano essere necessarie politiche che favoriscano una fruizione pubblica e libera del Web, queste iniziative non saranno però sufficienti senza che venga limitata la posizione dominante dei cosiddetti gatekeepers. Secondo l’inventore del web, infatti, realtà come Google e Facebook avrebbero oggi troppo potere decisionale per quanto riguarda l’accesso alle informazioni.
Secondo Berners – Lee, inoltre, un web dove le realtà indipendenti vengono sempre più marginalizzati non potrà che essere meno innovativo di quanto sia stato capace di fare in passato.
Per arginare il fenomeno del Digital Divide, dunque, una possibilità potrebbe essere rappresentata dalla costituzione di una istituzione super parters in grado di dettare le linee guida valide per tutta la rete.
Insomma, bisogna sposare appieno le nuove tecnologie e le enormi potenzialità che ci regala la rete. Solo in questo modo tutti i cittadini del mondo potranno avere accesso a servizi impensabili fino a qualche anno fa, che possono facilitare la vita di miliardi di persone.
Musica e dolci per i detenuti del carcere di Benevento
Spettacolo musicale per i detenuti del carcere di Benevento. Una iniziativa voluta dalla direttrice Marianna Adanti e dallo capo area Patrizia Fucci nell’ambito delle iniziative volte a migliorare la qualità della detenzione per gli ospiti dell’istituto penitenziario. Martedì 27 marzo infatti ci sarà uno spettacolo organizzato dall’associazione “Chiocciola tv” di Vincenzo Polverino con la direzione artistica di Giampaolo Malfi con la partecipazione di Ciro Giustiniani e Mariano Bruno di Made in Sud e i cantanti Stefania Lay e il concerto di Gianni Fiorellino. Per l’occasione la pasticceria Madonna regalerà agli oltre 400 detenuti, uomini e donne, le sue deliziose sfogliatelle. Lo spettacolo sarà presentato da Ettore Dimitrof. Ma non è questa l’unica manifestazione che l’associazione Chicciola Tv organizza nelle carceri del Sud Italia. Altri spettacoli sono in programmazione oltre che negli istituti di pena della Campania anche a Latina e Frosinone.
Meningite, donna di 63 anni di Pompei ricoverata a Nocera
Una donna di 63 anni di Pompei è ricoverata da ieri all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore con una infezione batterica da meningococco. Al momento le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni. Nel frattempo la direzione sanitaria dell’ospedale nocerino ha avviato la procedura di profilassi per tutte le persone entrate in contatto con la 63enne. La stessa cosa è avvenuta all’ospedale di Boscotrecase dove la donna era passata lamentando febbre alta e uno stato di sofferenza e di confusione. Trasportata a Nocera in ambulanza dopo i primi accertamenti è arrivato il responso del virus della meningite. Ora si trova in isolamento, nel reparto di malattie infettive diretto da Mariano Corrado e risponde positivamente alla terapia, mostrando anche piccoli segni di miglioramento.













