Diele, colpo di scena: inutilizzabili gli esami del Dna

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Continua senza sosta a far parlare il caso Diele. L’attore fu arrestato lo scorso 24 giugno per avere investito e ucciso Ilaria Dilillo che viaggiava in sella al suo scooter. L’incidente mortale avvenne sulla corsia nord dell’autostrada del Mediterraneo, nei pressi dello svincolo di Montecorvino Pugliano.
Il trentaduenne non poteva guidare in quanto gli era stata sospesa, un anno prima la patente di guida, per uso di stupefacenti. L’attore però ha sempre sostenuto di non aver fatto uso di alcuna droga il giorno dell’incidente ma di essersi solo distratto mentre era alla guida dell’auto. Di qui la necessità del gup di sapere e l’effettiva sussistenza dello stato di alterazione, distinto dalla prova di assunzione di droga.
La scorsa estate, al momento di eseguire gli esami tossicologici sul capello dell’attore Domenico Diele, questi si fece trovare dal pm e dai periti rasato. E quando il medico legale e psichiatra Antonello Crisci e il tossicologo Ciro Di Nunzio sono andati ad analizzare il materiale organico prelevato la scorsa estate, non hanno trovato nulla: il precedente perito ha, difatti, come riporta Il Mattino, utilizzato tutto per stendere la propria relazione. Quindi ora, i tecnici incaricati di stabilire gli effetti provocati dalla droga sull’organismo dell’uomo, dal gup Piero Indinnimeo, dovranno lavorare solo sulle carte e su esami che non sono i loro.
Intanto nei prossimi giorni si elaborerà il materiale raccolto la scorsa settimana durante i test psicologici a cui Diele si è sottoposto, nonostante il parere contrario dei suoi legali.
Mentre oggi l’ingegnere Alessandro Lima, inizierà le verifiche sull’auto che ha sbalzato in aria la salernitana Ilaria Dilillo . Per verificare il livello di lucidità di Diele al momento del tragico impatto, si valuterà la velocità dell’auto, rapportandola all’analisi dello spazio d’arresto e di frenata rilevato sull’autostrada.
Si procede a ritmo serrato seguendo i tempi dettati dal giudice per l’udienza preliminare che, entro la fine del mese di aprile, è intenzionato ad emettere la sentenza. Il pm, considerando anche il rito abbreviato, ha chiesto per lui otto anni di pena.







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