Chissa’ quanti sapevano che era sua la voce di Woody, lo sceriffo protagonista della saga di film ‘Toy Story’… Un altro aspetto della intensa e variegata carriera di Fabrizio Frizzi. Il suo modello di conduttore televisivo era Corrado e a lui si e’ ispirato in tutti questi anni, tanti anni, da protagonista della televisione, pubblica e privata e infine nuovamente pubblica, quella Rai che e’ stata la sua ‘casa’. Fabrizio Frizzi e’ stato uno dei volti piu’ noti della Rai, che lo ha sempre ritenuto un suo personaggio di primo piano, tanto da affidarsi a lui in piu’ di una circostanza per recuperare da crisi degli ascolti o da insuccessi di trasmissioni. E lui, Fabrizio, sempre disponibile e forte del suo carisma presso il pubblico a casa, non ha detto di no. Affrontando le sfide di trasmissioni di quiz, varieta’, talent show, senza sottrarsi ad essere egli stesso protagonista di programmi al pari di altri concorrenti. Ma anche le sue partecipazioni da attore in alcune fiction e, come detto, quella di doppiatore. Tra i programmi piu’ celebri e di maggior successo da lui condotti ci sono ‘I fatti vostri’, ‘Scommettiamo che…?’, ‘Luna Park’, Per tutta la vita’, ‘Cominciamo bene’, ‘Soliti ignoti – Identita’ nascoste’ e ‘L’eredita”, tutti in onda sulle reti Rai. Inoltre e’ stato il volto storico del concorso di bellezza Miss Italia, avendone condotte ben 18 edizioni. Dal 2005 il padrone di casa della maratona benefica ‘Telethon’. Aveva cominciato da giovanissimo la sua carriera nelle radio e nelle televisioni private, per approdare poi alla Rai dove partecipa alla trasmissione per ragazzi ‘Il barattolo’, su Rai 2 nel 1980, prima come inviato e poi come conduttore fisso insieme a Roberta Manfredi. Nel 1982 prende parte alla trasmissione pomeridiana per ragazzi ‘Tandem’ sempre in onda su Rai 2 e condotta da Enza Sampo’. Quando ‘Tandem’ fu sostituita dalla trasmissione ‘Pane e marmellata’, indirizzata allo stesso pubblico di giovani, a Frizzi ne fu assegnata la conduzione’. Nel marzo 1988 approda in prima serata su Rai 1 dove conduce il varieta’ ‘Europa Europa’, ideato da Michele Guardi’, affiancato da Elisabetta Gardini. La trasmissione verra’ realizzata per un totale di 3 edizioni, fino al giugno 1990. Sempre nel 1988 conduce l’evento ‘Una notte d’estate’ e un’edizione di ‘Donna sotto le stelle’. Dallo stesso anno diventa il conduttore del concorso di bellezza Miss Italia, esperienza che gli dara’ enorme popolarita’ e che ripetera’ per ben quindici edizioni consecutive sino al 2002 e nuovamente nel 2011 e nel 2012. Nel 1989 conduce numerosi eventi come il Festival di Castrocaro e quello di Saint Vincent. Di quest’ultimo sara’ il padrone di casa anche l’anno successivo. Conduce inoltre le prime tre edizioni del concorso di bellezza ‘Miss Italia nel mondo’, comprese tra il 1991 e il 1993, e la serata speciale ‘Uno, due, tre Vela d’oro’ (1990). Nel 1990 tiene a battesimo il programma ‘I fatti vostri’, una delle trasmissioni piu’ longeve di Rai 2 anch’essa ideata da Michele Guardi’, che conduce per tre edizioni fino al 1993. Dopo una breve parentesi nella primavera 2003 a Mediaset con il programma ‘Come sorelle’, in onda su Canale 5, e’ tornato alla Rai. Nella stagione 2003/2004 conduce ‘Piazza Grande’ su Rai 2, programma mattutino che sostitui’ ‘I fatti vostri’ (precedentemente condotto da lui stesso) con buon successo in termini di ascolto. Dopo un periodo di riposo, nel gennaio 2005 partecipa come concorrente alla prima edizione ‘Ballando con le stelle’ condotto da Milly Carlucci, in coppia con la ballerina Samanta Togni classificandosi quarto, ed e’ presentatore di ‘Assolutamente’. Dalla stagione 2005-2006, e’ alla guida di ‘Cominciamo bene’, programma mattutino di Rai3, al fianco di Elsa Di Gati. In autunno riprende il timone de ‘La partita del cuore’, che condurra’ fino al 2013. Da dicembre e’ nuovamente al timone della maratona ‘Telethon’, al fianco Milly Carlucci, per poi tornare in tv dopo 9 mesi conducendo la nuova edizione di ‘Cominciamo bene’. Nell’autunno 2006 conduce nuovamente ‘Cominciamo bene’ con Elisa Di Gati, mentre a dicembre nuovamente ‘Telethon’. Da giugno a settembre 2007, sempre su Rai1, conduce il gioco a premi ‘Soliti ignoti – Identita’ nascoste’ subito dopo il Tg1, che ottiene un grande successo di ascolti. Ancora nell’estate del 2007 conduce su Rai 3, con l’esordiente Bele’n Rodri’guez il ‘Circo Massimo Show’. Nell’autunno 2007 torna a condurre ‘Cominciamo bene’, mentre a dicembre propone 4 puntate speciali di ‘Soliti ignoti – Identita’ nascoste’ in prima serata, per poi condurlo dal 1 gennaio 2008 nuovamente in access prime time, per due mesi al posto di ‘Affari tuoi’ fino a marzo. Nello stesso periodo conduce nuovamente ‘Telethon’. A partire dal settembre 2009 ritorna a condurre ‘Tutti a scuola’, programma trasmesso da Rai1 in diretta dal Quirinale per l’augurio di buon inizio dell’anno scolastico da parte del Presidente della Repubblica Italiana, e nello stesso mese conduce l’ultima edizione di ‘Cominciamo bene’. Dal 12 dicembre conduce nuovamente ‘Telethon’. Dal 26 dicembre conduce nuovamente lo show ‘Mettiamoci all’opera’, per due puntate. Il 31 dicembre 2009 dello stesso anno conduce la trasmissione ‘L’anno che verra”, in diretta da Rimini per celebrare l’arrivo del nuovo anno. Dall’8 settembre 2010 conduce nuovamente ‘Soliti ignoti – Identita’ nascoste’, in onda fino al 12 febbraio 2011, ottenendo grandi ascolti, riuscendo a battere in numerose occasione il concorrente di Canale 5 ‘Striscia la notizia’. Dopo 9 anni di assenza, il 18 e 19 settembre 2011 torna a condurre Miss Italia, in onda da Montecatini Terme. Dal 16 al 18 dicembre e’ di nuovo il padrone di casa di ‘Telethon’. Il 25 giugno 2012 ha condotto il ‘Concerto per l’Emilia’, evento musicale di beneficenza per la raccolta di fondi per la ricostruzione di due ospedali danneggiati dal terremoto dell’Emilia del 2012. Il 10 marzo 2014 viene scelto per condurre una delle piu’ importanti trasmissioni di Rai 1, ‘L’eredita” subentrando a Carlo Conti. Frizzi conduce il programma dal 13 aprile fino al 31 maggio 2014, ottenendo un enorme successo e venendo promosso dalla critica specializzata. Per tale successo, il conduttore originale Carlo Conti rivela che d’ora in poi ci sara’ una staffetta tra i due alla guida del programma. Dal 1 novembre 2014 quindi conduce nuovamente ‘L’eredita” fino all’8 marzo 2015 ottenendo un grande successo, addirittura maggiore della stagione precedente. Dal 14 novembre 2014 partecipa come concorrente al torneo di ‘Tale e Quale Show’, posizionandosi nono nella classifica finale. Il 7 dicembre conduce per il 13esimo anno la maratona benefica ‘Telethon’. Nel luglio 2015 conduce su Rai 1 ‘Gli italiani hanno sempre ragione’, game show sociologico in 4 prime serate basato su sondaggi del popolo italiano. A settembre 2015 conduce nuovamente ‘L’eredita”. A dicembre e’ nuovamente padrone di casa della maratona ‘Telethon’. Il 23 ottobre 2017 viene colto da un malore mentre sta registrando una puntata de ‘L’eredita”; subito ricoverato al Policlinico Umberto I. Torna al lavoro ma da li’ in poi e’ un susseguirsi di voci, incontrollate, sulle sue reali condizioni fisiche. Frizzi resta tenacemente attaccato e appassionato al suo lavoro. Di certo vi e’ che per la televisione italiana, per lo show italiano, e’ una grande perdita.
Berlusconi frena Salvini: “Il partito unico non fa per noi”
Matteo Salvini “ha il diritto e il dovere di provare a formare un nuovo governo”. Lo afferma il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in una intervista al Corriere della Sera. “Non ho mai avuto motivo per non fidarmi (di Salvini, ndr) – aggiunge -. Mi ha sempre detto lealmente quello che intendeva fare. Quando non l’ho condiviso ne abbiamo discusso e abbiamo trovato insieme la soluzione migliore”. Salvini e Di Maio posson governare da soli? “Sarebbe un ircocervo – sottolinea Berlusconi – l’animale mitologico spesso citato dai filosofi antichi come esempio di assurdità perchè in esso convivono caratteri opposti e inconciliabili. E poi perchè Salvini dovrebbe fare il socio di minoranza di un governo Cinquestelle? Non credo che l’elettorato di centrodestra lo perdonerebbe”. “Il partito unico non è nei nostri progetti e neppure che io sappia in quelli di Salvini, Matteo è un leader pragmatico e intelligente: sa benissimo che il centrodestra non vince senza una forte componente moderata”, conclude.
Sequestrato al largo di Lecce un gommone con 500 chilogrammi di marjiuana: due arresti
I militari della Guardia di Finanza hanno intercettato e posto sotto sequestro un gommone con oltre mezza tonnellata di marijuana arrestando i due scafisti albanesi. L’imbarcazione e’ stata intercettata, sabato sera, al largo delle coste salentine, dalle unita’ aeronavali della Guardia di Finanza impegnate nell’operazione “Themis 2018” e dell’Agenzia Frontex coordinata, a livello nazionale, dall’lnternational Coordination Centre (I.C.C.) istituito presso il Comando Operativo Aeronavale Guardia di Finanza di Pratica di Mare e in Puglia, dal Gruppo Aeronavale Guardia di Finanza di Taranto. In particolare, alle 18.30 i finanzieri di due vedette veloci del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari hanno intercettato il gommone cpn il carico nascosto sotto un telone plastificato. Dopo un tentativo di fuga verso terra i militari sono riusciti a bloccare lo scafo abbordando il natante nonostante le pessime condizioni meteo. Il mezzo utilizzato per l’illecito traffico, un gommone lungo 7 metri circa, con un motore fuoribordo da 200 CV e uno ausiliario, e’ stato sequestrato e condotto agli ormeggi della Sezione Operativa Navale Guardia di Finanza di Otranto. Gli scafisti, S.K. di 45 anni, e S.F. 34 anni, entrambi di nazionalita’ albanese, sono stati arrestati per detenzione e traffico internazionale di stupefacenti e posti a disposizione dell’autorita’ giudiziaria. La marijuana sequestrata dai finanzieri era confezionata in numerosi colli di varie dimensioni, per un peso complessivo di oltre 500 kg, che avrebbe fruttato al dettaglio circa 5 milioni di euro. Anche in questa circostanza e’ stata attivata la ormai stabile collaborazione operativa con le Autorita’ di polizia albanesi, tramite il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo e l’Ufficio di Collegamento della Polizia Albanese in Italia.
Salvini secco: “Il premier sarò io”
“Il premier spetta al centrodestra”, “che rimarra’ compatto”. “Io sono pronto a fare il premier, pero’ prima viene il programma”. “Per ricucire il Paese serve un assetto per il governo anche con i 5Stelle” federale con il rafforzamento della Capitale”. Con il passo obbligato di “ripartire dal Sud”. Cosi’ il leader della lega, Matteo Salvini in un’intervista a Il Messaggero. “Ad aprile – ha aggiunto il leader della Lega – ci sono altre due prove elettorali, in regioni importanti come il Friuli e il Molise, e la nostra coalizione vincera’ di nuovo. Nel frattempo, ci presenteremo con una proposta di governo al Presidente della Repubblica e auspicabilmente al Parlamento, dentro la quale ci sara’ cio’ che abbiamo promesso in campagna elettorale e che e’ diverso da cio’ che qualcuno a Bruxelles vorrebbe farci fare. A costoro piacerebbe che aumentassimo l’Iva, che non toccassimo la legge Fornero e che continuassimo con i disastri che hanno fatto gli altri. Ma cosi’ non sara'”. Lo schema? “Si parte dal programma del centrodestra, ma non potendo governare da soli, perche’ al momento non abbiamo numeri sufficienti, siamo disposti ad ampliare e a modificare il nostro programma, tutelandone la coerenza”. “Bisogna mettersi al tavolo con tutti, e certamente anche con M5S. E a questo tavolo, bisognera’ vedere come azzerare la legge Fornero, come si riducono le tasse, come si controlla l’immigrazione, anche perche’ adesso ricominceranno gli sbarchi”. Un governo Salvini-Di Maio? “Ho letto tante sciocchezze in proposito. La mia posizione e’ lineare. Noi abbiamo lavorato insieme, perche’ venissero eletti alle presidenze delle Camere due personaggi che rappresentassero il voto degli italiani. Questo voto e’ stato rispettato. Quella del governo e’ un’altra partita. Con Di Maio non abbiamo mai parlato di governo, e adesso cominceremo a farlo. “La Lega – ha proseguito Salvini – sta lavorando a questa ricucitura, fin dal momento in cui sono diventato segretario. Nel centrodestra, il partito piu’ votato a Roma e nel centro Italia e’ il nostro. E questo e’ indicativo di un messaggio che e’ stato capito. E’ fatto di autonomie e federalismo, con un ruolo forte per Roma. La centralita’ della Capitale italiana, in un Paese federale, e’ ancora piu’ importante. Quello che non era maturo vent’anni fa, adesso lo e'”. Cioe’? “Io dico che in un sistema federale ma anche di tipo presidenzialistico, perche’ le due cose per noi vanno insieme, il rafforzamento di Roma e’ essenziale. Se i territori contano di piu’ – e penso al processo di autonomia avviato in Lombardia e in Veneto e che dovra’ essere esteso a tutte le regioni che lo vorranno – anche lo status della Capitale deve cambiare”.
Camorra, colpo ai Rinaldi, uccisero ‘Ulitmo’ Cepparulo e l’innocente Ciro Colonna: 8 arresti
Cercavano un affiliato a un clan rivale, ma le loro pallottole uccisero anche un 19enne estraneo alle lotte di camorra. I carabinieri a Napoli hanno dato esecuzione a una misura cautelare emessa dal gip. del tribunale partenopeo nei confronti di 8 elementi di spicco delle cosche Rinaldi e Pazzignani, a cui vengono contestati l’ipotesi di reato di omicidio aggravato da finalita’ mafiose e la detenzione di armi da guerra. L’indagine ha identificato mandanti ed esecutori del duplice omicidio consumato il 7 giugno 2016 in un circolo privato nel quartiere di Ponticelli che aveva come obiettivo Raffaele ‘Ultimo’ Cepparulo, appartenente al clan Esposito-Genidoni, e in cui rimase ucciso anche Ciro Colonna, un 19enne presente in quel circolo durante il raid camorristico. Cepparulo che era scampato già a due agguati apparteneva al gruppo di fuoco dei ‘Bardudos’ rivali del clan Vastarella del rione Sanità e autori della strage delle Fontanelle dell’aprile 2016 in cui rimase ucciso Giuseppe Vastarello, nipote del boss Patrizio e suo cognato oltre a tre feriti.
Maltrattavano i disabili del centro riabilitativo: 15 misure cautelari. C’è anche un prete
Maltrattamenti su degenti disabili in una struttura riabilitativa di Venosa in provincia di Potenza: coinvolto anche un religioso: il gip ha emesso 15 misure cautelari che sono in corso di esecuzione da parte dei Carabinieri del Nas nei confronti di altrettante persone coinvolte, a vario titolo, in un’inchiesta su “ripetuti e violenti maltrattamenti” su disabili in una struttura riabilitativa di Venosa centro della provincia di Potenza. Tra le persone coinvolte – secondo quanto si e’ appreso – vi sono i dipendenti e i medici della struttura e finanche un religioso. Alle 11.30 i dettagli saranno illustrati in una conferenza stampa negli uffici della Procura della Repubblica di Potenza.
Drammatico bilancio dell’incendio nel centro commerciale in Russia: 48 morti, 41 sono bambini
E’ drammatico il bilancio delle vittime provocate ieri sera da un violento incendio in un centro commerciale di Kemerovo, nella Siberia sud occidentale: è salito infatti a 48 il numero delle vittime e tra queste potrebbero esserci fino a 41 bambini, secondo quanto riporta la Bbc online che cita funzionari russi. Finora si contano fino a 27 dispersi. La tragedia e’ avvenuta nel mall Winter Cherry di Kemerovo, citta’ circa 3.600 chilometri a est di Mosca, quando molte delle vittime si trovavano nei cinema del centro commerciale. Sull’episodio, rivela la Tass, è stata aperta un’inchiesta penale.Alcuni media russi affermano che nell’incendio ci sono anche decine di dispersi e che molte delle vittime sono bambini. Le immagini diffuse dalle televisioni mostrano colonne di fumo nero che escono dalle finestre e persone che saltano da finestre e cornicioni per sfuggire alla morte.
Fondi neri e fatture false per le aziende edili in Campania: 34 arresti
Questa mattina 140 militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta stanno dando esecuzione a 34 misure cautelari personali (10 custodie in carcere, 7 arresti domiciliari e 17 obblighi di dimora) disposte dal Gip del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di un’agguerrita consorteria criminale con base nell’agro aversano che in pochi anni ha emesso migliaia di fatture false a beneficio di 643 aziende edili con sede prevalentemente in Campania, ma anche nelle Marche, Toscana, Emilia Romagna, Lazio ed Umbria. Grazie al giro d’affari illecito sono stati riciclati oltre 100 milioni di euro di cui 13,5 milioni rimasti nelle tasche degli organizzatori della frode e il resto restituito per contanti alle aziende beneficiarie che potevano così disporre di “fondi neri” per inquinare il mercato di riferimento.
E’ morto nella notte Fabrizio Frizzi
E’ morto Fabrizio Frizzi. Aveva 60 anni. A dare l’annuncio la famiglia del conduttore in una nota: “Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato”. Così la moglie Carlotta, il fratello Fabio e i familiari. Fabrizio si è spento nella notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma in seguito ad una emorragia celebrale.
Volto molto amato dal pubblico, Fabrizio Frizzi ha esordito in Rai con la tv dei ragazzi nella trasmissione a 20 anni con ‘Il barattolo’ nel 1980. Da ‘Scommettiamo che’ a ‘Europa Europa’, dal preserale ‘Luna park’ alla maratona benefica ‘Telethon’, e’ diventato uno dei volti piu’ popolari e amati di RaiUno. Ha condotto per 15 anni Miss Italia (e proprio al concorso nel 2002 ha conosciuto la moglie, giornalista a Sky Tg24). Grande appassionato di musica, fratello di Fabio il musicista autore di grandi colonne sonore, ha conquistato il pubblico giovane mettendosi in gioco come concorrente di ‘Tale e quale show’ condotto da Carlo Conti, di cui era grande amico, con cui ha fatto la staffetta per L’eredita’. Frizzi e’ stato anche doppiatore dei film d’animazione: la sua voce e’ indissolubilmente legata al cowboy di Toy Story. Il suo stile di conduzione era ispirato a Corrado e la sua fama e’ tale da essersi meritato una citazione sul numero 2778 di Topolino. Il 18 febbraio 2009, infatti, e’ stata pubblicata la storia “I Bassotti e gli insoliti ignoti”, dove i furfanti partecipano al quiz Soliti ignoti-Identita’ nascoste condotto da Paprizio Sfrizzi, versione topoliniana del Frizzi nazionale. Malgrado siano 73 i programmi condotti quello in cui il pubblico lo ricordera’ sempre e’ Miss Italia: Fabrizio, infatti e’ stato il padrone di casa del concorso di bellezza per ben sedici edizioni, dal 1988 al 2002 e dal 2011 al 2012. Seppure la sua carriera sia indissolubilmente legata al piccolo schermo e, in particolare, al ruolo di conduttore, Frizzi negli anni si e’ distinto anche come doppiatore e, in qualche caso, come attore di fiction. Non solo, ha anche partecipato in qualita’ di concorrente in programmi di successo, come ‘Ballando con le stelle’. Ma nella carriera di Frizzi anche l’Arena di Verona nella Vedova Allegra nel ruolo del barone Mirko Zeta, con Cecilia Gasdia e Luca Canonici e la partecipazione di Andrea Bocelli. Romano, e’ stato sposato in precedenza con Rita Dalla Chiesa con cui e’ rimasto in ottimi rapporti al punto da condurre insieme anche la ‘Posta del cuore’. L’unico programma che manca nel palmares di Frizzi e’ il Festival di Sanremo.
Agricoltore incornato dal toro, la moglie si arrampica su un albero
Un agricoltore è stato incornato da un toro ed è finito in ospedale mentre la moglie è stata costretta ad arrampicarsi su un albero per sfuggire alla furia dell’animale. E’ accaduto a Felitto, piccolo centro in provincia di Salerno. Un imprenditore del posto S.C. di 54 anni e la moglie si trovavano in un campo di loro proprietà alla periferia del paese quando improvvisamente è comparso il toro probabilmente fuggito da un campo vicino. Momenti di panico per la coppia. Il toro ha puntato l’uomo ed ha cominciato a colpirlo trascinandolo a terra per alcuni metri. La moglie in preda al panico è riuscita ad aggrapparsi ad un albero. per fortuna dell’agricoltore l’animale ha lasciato la presa e si è allontanato. La donna ha caricato il marito in auto e lo ha accompagnato in ospedale di Roccadaspide dove gli sono state riscontrate ferite all’emitorace destro ma anche alle mani e ai polsi che l’uomo ha utilizzato per parare i colpi del toro.
Il clan Troia chiede lo sconto di pena. Il pentito: ”Sparai a Perrella a Ponticelli su ordine della Passilona’
Indagini chiuse per il clan Troia di San Giorgio a Cremano guidato dalla donna boss Immacolata Iattarelli, moglie del padrino detenuto Ciro, insieme con i figli Francesco e Vincenzo e alla nuora Concetta Aprea. La Dda ha pronta la richiesta di rinvio a giudizio per i 47 indagati che nel dicembre scorso finirono nel blitz ordinato dal gip Giuliana Pollio. hanno fatto sapere attraverso i loro legali che sono tutti pronti a chiedere l’accesso al rito abbreviato per ottenere lo sconto di pena previsto dalla legge. Nelle oltre 1100 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare viene ricostruita, anche grazie a una serie di pentiti, la storia della cosca degli ultimi dieci anni a cominciare dalla scissione con gli Abate”cavallari”. La Dda ha ricostruito nei dettagli il traffico di droga gestito dal clan e le varie piazze di spaccio, ben otto controllate dal clan oltre al lucroso giro di estorsioni in tutta la città attraverso la quale la Iattarelli incassava contanti per mantenere marito e figlio in carcere e soprattutto per consentire la bella vita alla figlia con la pretesa di abiti griffati e di lusso nei negozi.
E’ stato il pentito Alfredo Troia, uomo di famiglia, insieme con la moglie Maria Grandulli, a svelare tutti gli affari illeciti della cosca e a fare i nomi ma spiegando anche le alleanze con gli altri clan della vicina Ponticelli. In uno dei suoi primi verbali datato 21 marzo 2014 spiega: “…Posso altresì riferire dei rapporti del clan Troia con i Mazzarella di San Giorgio ed in particolare con Franco Mazzarella, i Rinaldi, gli Abbate, i Vollaro (Pippo Vollaro ha contatti con il clan Troia). Sono a conoscenza di omicidi commessi a San Giorgio ed in particolare circa quelli effettuati ai danni di Marittiello Leone, Cappiello Antonio che è mio zio; mi riservo di fare mente locale per altri episodi omicidiari…non ho commesso alcun omicidio. Ho partecipato invece ad una sparatoria commessa in relazione alla guerra tra i clan D’Amico e Perrella; ciò quando facevo reati per. i D’Amico, non ricordo il periodo. Da una parte vi erano le donne dei D’Amico e dall’altra Ciro Perrella. Io avevo rapporti con i D’Amico perchè mia madre, abita nel Conocal ed i D’Amico mi stavano aiutando ad uscire dalla tossicodipendenza. Io ho sparato contro Ciro Perrella che stava sul balcone e ho sparato contro questi con. una mitraglietta. Io stavo con Andalù ed è stata la Pastellona o Passilona a danni l’incarico di sparare con.tra Perrella. E’ stato o’ Mocillo a darmi la mitraglietta su incarico della Passilona. Mocillo di cognome fa Esposito. Ciò è avvenuto circa 3 anni fa e sono stato con i D’Amico per 6-7-8 mesi. Posso dire che è stato Minichini Ciro di Ponticelli ad intervenire con mio zio Troia Ciro per farmi uscire da questa guerra che non mi apparteneva e si trattava di una cosa sorta per questioni di altre famiglie camorristiche. Quanto a Troia Carmine posso dire che io effettivamente sono stato sparato da quest’ultimo poiché in precedenza, nel corso di una discussione, è stato da me offeso… Quanto a Parisi Valerio posso dire che in famiglia si è saputo, in particolare da Patrizia Troia madre dei Cappiello, che mio zio Carmine Troia, quando mi ha sparato, era accompagnato da mio zio Giovanni Troia e da Parisi Valerio. Parisi Valerio stava in macchina, come la mamma di Cappiello diceva al figlio Salvatore, mentre Giovanni si è occupato di recuperare i bossoli della pistola ed io l’ho visto fare questa cosa…”
ELENCO DEGLI INDAGATI
Aprea Concetta, 27 anni, di Napoli
Ariosto Claudio, 39 anni, di San Sebastiano al Vesuvio
Bellini Andrea, 31 anni di San Giorgio a Cremano
Carrotta Marcello, 34 anni di San Giorgio a Cremano
Corteggio Emanuele, 25 anni, di San Giorgio a Cremano
Corteggio Felice, 22 anni di San Giorgio a Cremano
Castellano Luigi, 40 anni di San Giorgio a Cremano
D’Amato Ciro, 26 anni di Napoli
D’Ambra Vincenzo, 33 anni di San Giorgio a Cremano
De Ponte Giovanni, 31 anni di San Giorgio a Cremano
Di Domenico Cosimo, 38 anni di Portici
Ferrara Gennaro, 44 anni di San Giorgio a Cremano
Ferricchio Cristian, 21 anni di San Giorgio a Cremano
Gallifuoco Marco, 35 anni di San Giorgio a Cremano
Gallifuoco Raffaele, 43 anni di San Giorgio a Cremano
Giugliano Luigi, 26 anni di San Giorgio a Cremano
Gloriosi Francesco, 38 anni di Portici
Iattarelli Immacolata, 55 anni di San Giorgio a Cremano
Montella Gaetano, 30 anni di San Giorgio a Cremano
Niccolò Aniello, 49 anni di Portici
Rega Entony, 21 anni di San Giorgio a Cremano
Ritaccio Emanuele, 24 anni di Portici
Santillo Olimpia, 57 anni di San Giorgio a Cremano
Siano Salvatore, 35 anni di San Giorgio a Cremano
Sodano Ugo, 24 anni di San Giorgio a Cremano
Troia Danilo, 23 anni di Massa di Somma
Troia Fabio, 40 anni di San Giorgio a Cremano
Troia Giuseppe, 27 anni di San Giorgio a Cremano
Troia Vincenzo, 38 anni di San Giorgio a Cremano
Troia Vincenzo, 24 anni di San Giorgio a Cremano
Troia Francesco, 29 anni di San Giovanni a Teduccio Napoli
Veneruso Daniele, 27 anni di Napoli
Rinaldi Stefano, 34 anni di San Giorgio a Cremano:
Bronzino Salvatore, 34 anni;
Bisignano Bruno, 34 anni anni;
Siano Vincenzo, 39 anni;
Siano Emanuele, 21 anni;
Staiano Ciro, 21 anni;
Vito Carla, 21 anni.
Antonio Esposito
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(nella foto Vincenzo Troia e la mamma Immacolata Iattarelli)
Nazionale: con l’Inghilterra si cambia tutto
Riscossa, rinascita, rivincita: chiamatela come vi pare ma il prossimo match degli azzurri a Wembley – martedi’ sera contro la nazionale dei ‘Tre Leoni’ – per l’Italia avra’ il sapore del riscatto. Deve averlo dopo il flop (piu’ di gioco che di risultato) di Manchester, contro un’Argentina certo non trascendentale e senza la sua stella piu’ brillante. “Basta veder vincere gli altri”, sintetizza per tutti Lorenzo Pellegrini, uno degli emergenti del calcio italiano che con tutta probabilita’ sara’ in campo dal primo minuto martedi’ nel tempio del calcio. Per il match contro l’Inghilterra il ct Gigi Di Biagio puntera’ sulla linea verde, di cui il talento classe ’96 della Roma e’ uno delle new entry gia’ affermata. “Tutti noi vogliamo rialzarci, senza pensare ai blocchi mentali o altro, non c’e’ tanto da pensare”, spiega in conferenza stampa. La ripartenza dopo il flop mondiale e’ stata dura, la sconfitta pur in amichevole contro l’Argentina, ha lasciato qualche strascico nella critica, ma Pellegrini si fa portavoce dello stato d’animo dei compagni di squadra: “Questa squadra ha giocatori forti – spiega – Abbiamo purtroppo davanti a noi un po’ piu’ di tempo per concentrarci e prepararci agli impegni del prossimo anno, dobbiamo sfruttarlo al meglio, per risalire tutti insieme. Non e’ una cosa che avviene dalla mattina alla sera, ma sono convinto che il lavoro paghi sempre”. Poi lancia il messaggio che conta: “Dobbiamo ricominciare tutti insieme, senza creare problemi che non esistono. Dobbiamo soprattutto crescere insieme, per noi, per l’Italia e per l’orgoglio di questa Nazionale: ci siamo un po’ stancati di vedere sempre gli altri fare qualcosina in piu'”. La sconfitta contro l’Argentina pur orfana di Messi e Aguero brucia ancora: “C’e’ un po’ di delusione ed amarezza – ammette il giallorosso, sul quale ci sono gli appetiti di mercato di top club – tutte le squadre che affrontiamo hanno l’obiettivo di far girare la palla, noi dobbiamo migliorare tanto sotto questo aspetto con le qualita’ tecniche che abbiamo. Possiamo divertirci e crescere, cercando di rubare agli altri quello che noi ancora non abbiamo. Giocatori come Bustos, Lo Celso, Lanzini non hanno molto piu’ di noi, se non l’esperienza internazionale”. Poi promuove Di Biagio, suo ‘padre putativo’ ai tempi dell’Under 21: “E’ stato molto diretto con noi, non gli interessa se viene chiamato ct o altro. E’ molto ambizioso, ha voglia di dimostrare e crescere, incarna l’italianita’ che ha voglia di fare un ulteriore step non solo a livello calcistico. Tante cose non dipendono da noi o da lui, noi dobbiamo fare quello che ci chiede il mister per cercare di crescere insieme. Perche’ alla fine questo e’ importante: conoscersi e formare un gruppo per tornare fra qualche anno dove l’Italia merita di essere”. Per il match di Wembley, scontato un ampio turnover (anche in vista i ravvicinati impegni di campionato, sabato), con Donnarumma (o Perin) al posto di Buffon, Darmian e Spinazzola ad agire sulle fasce con la coppia Bonucci-Ogbonna in mezzo. A meta’ campo linea verde Pellegrini-Gagliardini-Bonaventura, mentre in attacco dovrebbe scattare il turno di Belotti con Verdi e Candreva esterni.
Detenuto tenta il suicidio nel carcere di Cassino: salvato dagli agenti penitenziari
Un detenuto ha tentato di uccidersi nella sua cella del carcere di Cassino, ma l’uomo è stato salvato dal tempestivo intervento dell’Agente di Polizia Penitenziaria in servizio. “L’insano gesto -posto in essere mediante impiccamento all’1.30 di notte- non è stato consumato per il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari. Soltanto grazie all’intervento provvidenziale di due Assistente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria di sezione si è evitato che l’estremo gesto avesse conseguenze. L’ennesimo evento critico accaduto nel carcere di Cassino è sintomatico di quali e quanti disagi caratterizzano la quotidianità penitenziaria”, denuncia Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. Donato Capece, segretario generale del Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, evidenzia che “per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere -come a Cassino- con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici. E’ solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. La situazione delle carceri si è notevolmente aggravata. Basterebbe avere l’onesta di esaminare i dati sugli eventi critici accaduti in carcere nell’anno 2017”, denuncia.”I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nell’interno anno 2017 sono inquietanti: 9.510 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell’anno 2016, già numerosi: 8.586), 1.135 tentati suicidi (nel 2016 furono 1.011), 7.446 colluttazioni (che erano 6.552 l’anno prima) e 1.175 ferimenti (949 nel 2016). E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”. Per il Sappe ”lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti -lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività- è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti”. E la proposta è proprio quella di ”sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili”.Anche per questo il giudizio del Sappe sulla riforma dell’ordinamento penitenziario è sempre stato critico: “I dati ci confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni -che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante- sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli Agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria, come la riforma penitenziaria approvata qualche giorno fa dal Governo nel Consiglio dei Ministri. Avere carceri meno affollate e più moderne non vuol certo dire aprire le porte delle celle, come pure prevedeva questa scellerata riforma penitenziaria!”.
Allarme terrorismo a Roma: è caccia al tunisino
Un tunisino sospetto terrorista che starebbe pianificando attentati a Roma. E’ allerta dopo una segnalazione inviata nei giorni scorsi all’antiterrorismo dall’ambasciata italiana di Tunisi che, a sua volta, si era vista recapitare una lettera anonima in cui si parlava di una possibile minaccia terroristica in Italia, in particolare nel centro di Roma, ad opera di un cittadino tunisino sospettato di essere un islamista radicale appartenente all’Isis. Nella segnalazione, confermata dalla Farnesina, si fa riferimento ad Atef Mathlouthi, tunisino 41enne arrestato piu’ volte a Palermo e con precedenti per droga, che dovrebbe essere residente in Tunisia. La sua foto segnaletica e’ stata diramata a tutti gli uffici investigativi e anche alle pattuglie sul territorio. L’uomo, secondo quanto riportato nella lettera, potrebbe pianificare attentati nella capitale e, in particolare, nella metropolitana ma anche in “caffe’, siti turistici e centri commerciali”. Il warning e’ all’attenzione degli esperti dell’antiterrorismo, che lo stanno valutando con attenzione. In ogni caso sono comunque state sono state rafforzate le misure di sicurezza a Roma: un innalzamento del dispositivo che si va ad aggiungere a quello solitamente predisposto per le festivita’ pasquali in tutta Italia e che domani vedra’ un ulteriore passaggio con un tavolo tecnico in Questura. Attenzione in particolare alle iniziative religiose: dalle celebrazioni nelle chiese della citta’ a quelle all’aperto, come la via Crucis al Colosseo venerdi’. Ma e’ stata sensibilizzata la vigilanza di palazzi istituzionali e aree pedonali, centri commerciali, metro, stazioni e aeroporti, con bonifiche e controlli. Sotto osservazione gli ambienti dell’estremismo islamico mentre sono previsti controlli ai valichi di frontiera. Quella riguardante Atef Mathlouthi e’ solo l’ultima delle diverse segnalazioni che da mesi gli 007 di Tunisi girano ai nostri apparati di sicurezza, nell’ambito di una collaborazione, ripetono al Viminale, “consolidata, costante e proficua” che dura da tempo e che e’ stata rafforzata recentemente in un incontro tra il ministro Minniti e il suo collega tunisino Lofti Brahem. Una collaborazione che trova conferma anche nel numero degli espulsi: nel 2017 sono stati piu’ 25 i tunisini rimpatriati e in questi primi due mesi e mezzo sono gia’ 7. L’ultimo – secondo gli investigatori in contatto con un foreign fighter in Siria e pronto ad un “gesto eclatante” – 20 giorni fa: era arrivato con un barcone a Linosa, dove lo hanno arrestato per una precedente condanna per droga, e successivamente espulso. E proprio la rotta Tunisia-Italia e’ quella che al momento viene monitorata con maggiore attenzione. Perche’ con il calo dei flussi dalla Libia, c’e’ stato nel 2017 un aumento del 492% delle partenze rispetto al 2016. E quest’anno sono gia’ sbarcati 1.187 tunisini su un totale di 6.161 migranti (19% del totale). Ma soprattutto, dicono gli 007 nella Relazione annuale, perche’ “rispetto agli arrivi dalla Libia, quelli originati dalla Tunisia… sono essenzialmente autoctoni e prevedono sbarchi ‘occulti’, effettuati sottocosta per eludere la sorveglianza marittima aumentando con cio’, di fatto, la possibilita’ di infiltrazione di elementi…terroristici”. Intanto oggi una telefonata anonima che annunciava la presenza di una bomba alla Rinascente ha fatto scattare l’evacuazione precauzionale delle due sedi a Roma, in via del Tritone e in piazza Fiume. Sono state effettuate verifiche e bonifiche della polizia e poi l’allarme e’ poi rientrato.
Tragedia sfiorata a Gragnano: crolla la montagna nei pressi della fonte della Forma
Tragedia sfiorata a Gragnano nella zona montana di Castello dove si è verificata una frana nei pressi della fonte della Forma. Alcuni grossi massi si sono staccati dalla montagna sovrastante e non solo hanno invaso la carreggiata stradale ma hanno anche colpito la zona della fontana e della Cappella della Madonna di Lourdes che si trova nelle immediate vicinanze. Solo un caso fortuito ha voluto che al momento della caduta dei massi non ci fosse nessuno ne alla cappella a pregare, cosa che avviene tutti i giorni e a tutte le ore dai parte dei fedeli e dei devoti della zona, ne a prendere l’acqua alla fonte. La zona è stata interdetta al traffico. E ora bisognerà attendere tutte le verifiche prima che i cittadini possano ritornare nella zona. Un altro pezzo della famosa Valle dei Mulini di Gragnano abbandonata all’incuria e alla cattiva gestione.
Sgominata la banda dei furti nelle abitazioni: 6 arresti nell’Avellinese
Furti in abitazione: è questa l’accusa di cui dovranno rispondere 4 albanesi, domiciliati nel casertano e nel napoletano, destinatari di misure cautelati (3 in carcere ed un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) emesse dal Tribunale Ordinario di Avellino sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine in ordine alla consumazione di reati predatori perpetrati tra il 2016 ed il 2017 nei comuni di Avellino e Pratola Serra.L’attività d’indagine prende spunto da una violenta rapina in abitazione consumata in provincia di Caserta, nel corso della quale i malviventi avevano ingaggiato una violenta colluttazione con un amico dei proprietari di casa che, trovandosi all’interno dell’abitazione, aveva reagito mettendo i malviventi in fuga. Il sopralluogo effettuato dai Carabinieri all’interno della casa aveva consentito di rinvenire numerose tracce di sangue riconducibili ai rapinatori, che erano state quindi repertate ed inviate al RA.C.I.S. (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche), permettendo d’identificare grazie alla comparazione del DNA due cittadini albanesi.Il riscontro ha consentito di poter attivare un’ attività d’indagine, svolta mediante attività tecniche d’intercettazione telefonica ed ambientale nonché attraverso servizi di pedinamento che ha consentito di compendiare un grave quadro indiziario a carico complessivamente di 18 soggetti (sedici di nazionalità albanese e due cittadini italiani), indagati in ordine alla responsabilità di 5 rapine aggravate e 34 furti in abitazione commessi tra la Campania e il Lazio.Le indagini hanno permesso di ricostruire il “modus operandi”: vi era una prima fase organizzativa in cui gli albanesi si contattavano e si davano appuntamento in un punto d’incontro prestabilito. Sul posto, dopo aver spento i telefoni cellulari per evitare di essere localizzabili, venivano definiti i ruoli ed i compiti di ciascuno, dopodiché l’autista accompagnava il “gruppo esecutivo” nella località prescelta, per poi allontanarsi. Solo alle prime ore del mattino, dopo la commissione di più furti nella stessa zona, i malviventi contattavano l’autista per farsi venire a recuperare in un punto preventivamente concordato. Lo spessore criminale del gruppo criminale – spiegano gli investigatori – è confermato dal fatto che gli stessi agivano con arnesi atti ad offendere, utilizzavano abiti scuri ed operavano scalzi per evitare di far rumore e mettere in allarme le vittime.L’operazione ha consentito di prevenire una nuova serie di attività delittuose che gli stessi indagati avevano in mente di compiere dopo essere rientrati illecitamente nel territorio nazionale nonostante la già avvenuta emissione di vari provvedimenti di espulsione a loro carico.
La Cavese espugna Nardò e torna a sognare
La Cavese espugna il “Giovanni Paolo II” grazie ad un eurogoal di Manzo. Il centrocampista al termine del primo tempo spiazza tutti con una conclusione da fuori diretta all’incrocio dei pali. Vittoria fondamentale perché non solo permette alla Cavese di consolidare il 2° posto ma soprattutto di riavvicinarci al Potenza, sconfitto 3-2 in casa del Francavilla e ora distante solo 5 lunghezze. Passiamo alla cronaca.
Ottima partenza degli uomini di casa che dopo due minuti subito chiamano in causa Bisogno, bravo a volare e mandare in corner la conclusione di Cavaliere. Tre giri di lancette lo stesso calciatore va in rete ma l’arbitro annulla per offside. Al 18’ sgroppata di Caporale che conclude con un tiro potente ma Bisogno blocca in due tempi. La partita non regala molte emozioni complice anche il campo pesante. Ad un minuto dal termine la Cavese passa in vantaggio con una botta da fuori di Manzo dritta all’incrocio dei pali. Si passa alla ripresa. Al 52’ Fella ci prova dalla trequarti ma la sfera è alta sopra la traversa. Al 61’ miracolo di Mirarco che con un colpo di reni salva su Martiniello. Lo stesso attaccante aquilotto al 65’ si vede negare il raddoppio dal palo con una conclusione al volo su sponda di Fella. Al 75’ arriva la risposta del Nardò ma Bisogno blocca a terra l’inzuccata di Cassano. I minuti passano con sostituzioni da una parte e dall’altra e si giunge al 90’ quando possiamo annotare un tentativo di esterno di Palmisano che però termina alto. Al 92’ Fella sfila la sfera a Cassano e ci prova da posizione defilata ma Mirarco respinge in angolo.
Nardò-Cavese 0-1
NARDO’: Mirarco, Scipioni, Caporale, Bertacchi, Cassano, Mangione, A. Palmisano (73′ Gaetani), De Pascalis, Cavaliere (70′ G. Palmisano), Capristo (57′ Gigante), Agodirin. A disp.: Spinelli, Trinchera, G. Greco, Bolognese, Di Cosola, O. Greco. All. Taurino
CAVESE (4-3-3): Bisogno Carotenuto, Garofalo (84’ Frezzi), Manzo, Lame (88′ Fabbro), D’Alterio, Oggiano, Iannini, Martiniello, Fella, Tripoli (58′ Massimo). A disp.: Marruocco, Marino, Favasuli, Logoluso, De Rosa, Girardi. All. Bitetto
Arbitro: sig. Giacomo Monaco di Termoli
Marcatori: 45′ Manzo
Ammoniti: Manzo (C), De Pascalis (N), Iannini (C), Agodirin (N), Caporale (N), Gaetani (N).
Espulsi:
Note: Circa 100 tifosi provenienti da Cava. Recupero 0′ pt, 7′ st
Vincenzo Vitale
Tragedia in campo: muore Boban
Durante una gara di terza divisione del campionato croato tra Marsonia e Pozega Slavonija è morto in campo, a causa di un collasso, il 25enne Bruno Boban. Il giocatore del Marsonia dopo essere stato colpito da una pallonata al petto, si è accasciato a terra perdendo conoscenza ed è morto dopo 40′ di tentativi di rianimazione, nonostante il pronto intervento dei medici e l’immediato trasporto in ospedale. Lo sfortunato giocatore è stato subito ricordato su Instagram dal connazionale Mario Mandzukic, attaccante della Juventus: “Riposa in pace, Bruno. Condoglianze alla famiglia Boban, così come a tutti i suoi amici e ai compagni di squadra”. “Riposa in pace, Bruno”, sono le condoglianze del Marsonia e della federcalcio croata.
Catania-Paganese 6-0: azzurrostellati travolti
CATANIA (4-3-3) Pisseri 6,5; Blondett 6,5 (dal 28′ s.t. Esposito s.v.), Aya 6,5, Bogdan 6,5, Marchese 7 (dal 35′ s.t. Brodic s.v.); Lodi 8, Biagianti 7,5 (dal 19′ s.t. Rizzo 6,5), Mazzarani 7,5; Barisic 7,5 (dal 19′ s.t. Di Grazia 6), Curiale 7, Manneh 7 (dal 19′ s.t. Porcino 6). (Martinez, Semenzato, Tedeschi, Bucolo, Russotto, Ripa). All. Lucarelli .
PAGANESE (3-4-1-2) Gomis 5,5; Meroni 6 (dal 30′ s.t. Acampora), Piana 5, Carini 5; Ngamba 5,5, Tascone 5, Nacci 5, Della Corte 5; Cesaretti 5,5; Cernigoi 5 (dal 13′ s.t. Talamo 5,5), Cuppone 5 (dal 26′ p.t. Bensaja 5,5). (Marone, Galli, Tazza, Pavan, Acampora, Bernardini, Grillo, Maiorano, Boggian). All. De Sanzo.
ARBITRO Mei di Pesaro 6 (Garzelli di Livorno, Meocci di Siena).
Reti: al 10′ p.t. Biagianti, al 21′ p.t. Barisic, al 40′ p.t. Mazzarani, al 16′ s.t. Barisic, al 40′ s.t. Curiale, al 42′ s.t. Bogdan.
Sotto una pioggia battente il Catania passa subito con il tiro dalla distanza di Biagianti indirizzato all’angolino (prima Blondett aveva timbrato la traversa), raddoppia con Barisic pescato splendidamente da Lodi. La Paganese è in bambola. Cambia modulo ma subisce il tris di Mazzarani ancora su assist mostruoso di Ciccio Lodi. Tiro al volo imparabile e 3-0 firmato d’autorità. Gli uomini di Lucarelli potrebbero arrivare al 4-0; Manneh salta anche il portiere, ma la sua traiettoria viene respinta in scivolata da Meroni. Il cross di Marchese viene colpito da Curiale, ma la palla timbra il palo. Curiale fa 5-0 con uno scavetto, Bogdan fissa il 6-0 con un tocco di testa in tuffo.
Casertana-Lecce 1-0: capolista battuta da un gol di Turchetta
Prestazione suoer contro la prima della classe, suggellata dal sigillo di Turchetta. Il risultato di 1-0 finale consente ai falchetti di agguantare il decimo posto a quota 39 punti. Una cavalcata inarrestabile per Alfageme & soci supportati da un pubblico caloroso. Passo falso, invece, per il Lecce che resta a quota 64 punti e vede avvicinarsi Catania e Trapani a quattro lunghezze. E’ il giorno della Casertana, è il giorno dell’impresa, è il giorno del ritorno in fase play-off.
CASERTANA (4-4-2): Forte; D’Anna, Polak, Lorenzini, Finizio; Carriero, De Rose (87’ Rajcic), Romano (71’ De Marco), Meola; Turchetta (78’ Padovan), Alfageme. In panchina: Gragnaniello, Cardelli, Forte Francesco II, Santoro, Minale, Rainone, Tripicchio, De Vena. Allenatore: Luca D’Angelo
LECCE (4-3-1-2): Perucchini, Lepore, Cosenza, Marino, Di Matteo (54’ Legittimo); Tsonev (46’ Armellino), Arrigoni, Mancosu; Tabanelli (66’ Persano); Saraniti (80’ Caturano), Torromino (46’ Di Piazza). In panchina: Chironi, Centenze, Costa Ferreira, Valeri, Ciancio, Gambardella, Selasi. Allenatore: Fabio Liverani
RETE: 46’ pt Turchetta (C)



