L’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno svela alcuni retroscena relativi al futuro di Sarri. Ad oggi non è ancora chiaro il suo destino e il quotidiano fa sapere che tra lui e De Laurentiis non c’è accordo né sull’ingaggio né sul progetto: “Sarri vorrebbe che gli investimenti del Napoli sul mercato s’avvicinassero a quelli della Juventus, con giocatori già pronti, acquisti importanti di 30-40 milioni di euro e non giovani talenti da valorizzare e far crescere in casa, non ha gradito la partenza di Reina, avrebbe desiderato che la società avesse provato a trattenerlo in virtù anche del suo peso nello spogliatoio”.
Rabbia Juve: Agnelli attacca Collina
La rabbia per un’eliminazione che la Juventus ritiene ingiusta e decisa da un errore arbitrale è tanta, ma il presidente del club bianconero, Andrea Agnelli, e l’allenatore la controllano con classe; un po’ meno Buffon, che ‘distrugge’ l’arbitro inglese Oliver. “Fischiando quel rigore stradubbio ha dimostrato di avere un bidone d’immondizia al posto del cuore, di non sapere veramente un c…”. Ciò non toglie che lo stesso Agnelli non cerchi giri di parole. “L’arbitro – dice – non ci ha capito niente. La persona meno felice di tutti dovrebbe essere lui”.
Camorra: ecco come i fratelli Inquieto crearono in Romania l’impero economico dei Casalesi. IL VIDEO
Vincenzo, il terzo fratello Inquieto con l’ex primula rossa dei dei Casalesi nel 2011, faceva l’idraulico; gli altri fratelli Nicola e Giovanni Inquieto, destinatari di una misura cautelare dopo indagini della Dia di Napoli e presi l’uno in Romania e l’altro ad Aversa, erano invece gli imprenditori di fiducia del boss Michele Zagaria. Con ruoli diversi, dice la misura cautelare firmata dal gip Federica Colucci. Nicola e’ per gli inquirenti il referente di Zagaria, l’uomo che ne ha curato tutti gli investimenti economici prima in Italia e poi dal 2004 in Romania attraverso la Italy Constructi, una srl a carattere immobiliare. E’ lui che ha anche fatto rientrare i capitali in modo da rifornire costantemente di denaro la famiglia del boss. Ed e’ anche lui che ha provveduto in maniera costante e stabile a rifornire di denaro agli affilati. Il fratello Giuseppe ha una gestione diretta di altre societa’, la Inaba metal, ma soprattutto l’Aurora Service e l’Aurora servizi, che fanno affari prevalentemente nel settore dell’abbigliamento attraverso anche catene di outlet. Il contributo di Giuseppe e’ pero’ soprattutto quello di aver curato la costruzione e la manutenzione dei bunker in cui Michele Zagaria ha trascorso la sua decennale latitanza, tutti creati all’interno di proprieta’ immobiliari che a lui fanno capo. Coinvolto in questa inchiesta anche un altro gruppo familiare fedelissimo a questa fazione dei Casalesi, quello di Salvatore e Giovanni Nobis, indagati insieme al figlio di Salvatore, Mario, e alla moglie di Giovanni, Rita Fontana, titolare di caseifici. Per i tre, il gip Colucci ha deciso di respingere le richieste del pm.
Una famiglia a disposizione del boss Michele Zagaria, ma soprattutto persone pronte a curarne gli interessi patrimoniali. E’ quanto emerso nelle indagini della Dia che hanno portato a individuare l’impero del boss del clan dei Casalesi e ad arrestare Nicola e Giuseppe Inquieto, il primo residente in Romania e il secondo ad Aversa. I due sono fratelli di Vincenzo Inquieto, ovvero l’idraulico che per anni ha tenuto nascosto Zagaria in un bunker sotto la sua villa di via Mascagni a Casapesenna. I due fratelli, proprio dopo l’arresto di Zagaria e dell’altro fratello, iniziarono a incrementare gli investimenti nell’Est Europa. Degli Inquieto ha parlato piu’ volte anche il boss Antonio Iovine, oggi collaboratore di giustizia. Iovine dato’ anche il rapporto tra loro e Zagaria che sarebbe iniziato nel 1997. In particolare, Iovine racconto’ che Nicola Inquieto avrebbe messo a disposizione un appartamento a San Cipriano d’Aversa per Carmine Zagaria, fratello di Michele. E quando Carmine Zagaria fu catturato, sarebbe stato lo stesso Michele Zagaria a decidere di mandarlo in Romania per allontanarlo dalle attenzioni degli inquirenti.
In giro in auto a Crispano a vendere droga, fermati in 4: due sono minorenni
A bordo di una Fiat 500 fermata dai carabinieri lungo via Di Giacomo c’erano 4 soggetti: alla guida Emilia Migliore, una 27enne incensurata di Pascarola, accanto un 16enne di Caivano già noto alle forze dell’ordine e sui sedili posteriori Antonio Sciarra, un 50enne di Pascarola già noto alle forze dell’ordine e un altro 16enne di Caivano. I carabinieri della compagnia di Casoria e della stazione di Crispano, impegnati in un servizio di osservazione per il contrasto allo spaccio, hanno notato che dal finestrino di quell’auto era uscito un braccio che aveva ceduto a un uomo una dose di hashish così hanno immediatamente intimato l’ “alt” alla conducente. Bloccati tutti i passeggeri, i militari li hanno perquisiti sequestrando a Sciarra una ventina di euro in contante mentre al 16enne che aveva ceduto la sostanza 2 dosi di hashish. Arrestati, dovranno tutti rispondere di spaccio: dopo le formalità Sciarra e la Migliore sono stati posti agli arresti domiciliari mentre i due 16enne accompagnati al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.
Dramma in famiglia: anziano uccide figlia disabile
Ha ucciso con un colpo di pistola la figlia di 45 anni, disabile, per poi rivolgere l’arma contro se stesso, sparandosi al capo, sopravvivendo. E’ successo in mattinata a Meldola, sul primo Appennino forlivese. L’uomo, un pensionato di 73 anni, è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Cesena, in condizioni giudicate disperate.
Sono ancora da chiarire la cause della tragedia. L’ipotesi al momento più probabile riguarda i problemi economici derivanti dai forti costi, forse non più sostenibili, delle cure assistenziali di cui la donna aveva bisogno. Secondo quanto ricostruito, attorno alle 8.30 il padre ha accompagnato la figlia, cerebrolesa dalla nascita a seguito di complicanze durante il parto, sotto casa, in attesa dell’arrivo del mezzo che l’avrebbe accompagnata nella struttura assistenziale che la seguiva. L’ha fatta entrare nel garage e qui ha fatto fuoco, uccidendola sul colpo.
Realizzata a Napoli la prima App per recitare il Rosario sugli smartphone Apple
Nasce Rosarium, la prima app che aiuta a recitare il rosario usando un Apple Watch o un iPhone. L’app è stata sviluppata da un team di giovani sviluppatori all’interno dell’Apple Developer Academy di San Giovanni a Teduccio. Rosarium è disponibile nell’App Store in 155 nazioni ed è stata realizzata in 4 lingue, italiano, inglese, spagnolo e latino e in futuro arriveranno altre lingue. Nella versione realizzata per Apple Watch il fedele viene aiutato a non perdersi nella recita dei vari Misteri del giorno del Santo Rosario. Un’interfaccia grafica flat, che riprende i colori usati in ambiente religioso, permette il passaggio tra le varie preghiere. La Digital Crown (Corona Digitale) dell’Apple Watch aiuta a spostarsi da una preghiera all’altra, riprendendo la stessa sensazione al tatto offerta dai classici grani che formano un rosario fisico. La versione per iPhone contiene le preghiere utilizzate durante il Rosario. Qui il fedele ha la possibilità di impostare una notifica giornaliera per ricordarsi di recitare il Rosario.
Distribuita in 155 nazioni, Rosarium pesa 16 MB e si scarica gratuitamente da questo link dell’App Store:
https://geo.itunes.apple.com/us/app/rosarium-rosary-crown/id1358741127.
L’App è stata realizzata con la consulenza del mondo ecclesiastico ed è stata sviluppata da Ciro Barbato – project manager, Vittorio Stile – designer, Mauro Romito – developer, Alfredo Rizzo – developer, Dario Abete – developer, Marco Regis – developer.
Per saperne di più su Rosarium sono disponibili il sito internet www.rosariumapp.com e la pagina Facebook: www.facebook.com/rosariumCrown.
Camorra, sono state due le stese ieri al rione Sanità
Sarebbero stati due i raid che ieri sera si sono verificati nel Rione napoletano della Sanita’: dopo la segnalazione di colpi d’arma da fuoco esplosi in via Santa Maria Antesaecula – dove, pero’, non sono stati trovati bossoli – le volanti del Reparto Prevenzione Crimine della Questura di Napoli sono state costrette, mentre facevano accertamenti nella strada dov’e’ nato Toto’, a correre in vico Pacella ai Miracoli, dove un cittadino ha comunicato alla Polizia che qualcuno gli aveva rotto il lunotto della sua vettura parcheggiata con colpi di arma da fuoco. La strada, secondo gli investigatori, si trova in una zona della Sanita’ dove a gestire gli affari illeciti e’ il clan Vastarella. I poliziotti hanno accertato che, effettivamente, il lunotto era stato rotto da un colpo di pistola. L’ogiva ha infranto il vetro e attraversato lo schienale del sediolino lato passeggero per poi fermarsi sulla seduta dov’e’ stata trovata. Su entrambi i casi sono in corso indagini della Squadra Mobile.
Operaio di Sarno stroncato da un infarto mentre ristruttura una casa
Un operaio di cinquantanove anni, di Sarno, è stato stroncato da un malore: un arresto cardiaco che non gli ha dato scampo. Si trovava a Nocera Inferiore, vicino una casa in ristrutturazione. A nulla è servito l’intervento tempestivo del 118 che ha potuto solo costatare il decesso dell’uomo. Poco dopo, sul luogo della tragedia, è giunta anche una pattuglia del commissariato di polizia di Stato, guidato dal vice questore Luigi Amato.
Si era ipotizzata una morte bianca, un decesso sul cantiere provocato da un incidente per la mancanza di adeguate misure di sicurezza. Il medico, però, ha escluso una caduta dall’alto, in quanto sul corpo non sono state trovate tracce di ferite o contusioni. Gli agenti hanno raccolto le testimonianze dei presenti e pare che l’uomo si sia sentito male e si sia accasciato al suolo. Immediatamente intorno a lui si sono raccolti i compagni di lavoro per cercare di soccorrerlo, mentre è partita la telefonata di aiuto al servizio di emergenza sanitaria. Il luogo della tragedia si trova prima di una delle diverse curve che si incontrano sulla provinciale 106. Sconvolte le persone che erano presenti, compresi i proprietari della casa che non hanno voluto commentare quanto accaduto. L’uomo era impegnato nei lavori di ristrutturazione della casa che si trova a ridosso della strada davanti ad un appezzamento di terreno. Mancando segni di caduta, la polizia non avvierà le indagini per individuare eventuali responsabilità penali. Toccherà, invece, agli uomini dell’Ispettorato del lavoro capire se il cantiere è in regola con le norme della sicurezza sul lavoro e se l’uomo era regolarmente assicurato come prevede la legge. La salma è stata consegnata alla famiglia.
Coppa Campania Seconda Categoria: vince il Montecalvario
Festa ai Quartieri Spagnoli. Il Montecalvario vince a Mugnano la Coppa Campania di Seconda Categoria, superando in finale il Castel Volturno. Gara sbloccata al 25′ da Papa per il Castel Volturn. La risposta napoletana? Con Bagnoli, che prima centra una traversa e poi sigla il pari.
Nella seconda frazione di gioco, i biancazzurri ribaltano definitivamente il risultato, passando in vantaggio con Grillo. Tutto va a favore del Montecalvario, che si ritrova in superiorità numerica in seguito all’espulsione di Falco. Gli uomini di Musto riescono a legittimare il vantaggio con una rete di Di Chiara, da poco entrato, su assist di un ispiratissimo Bagnoli, e segnano ancora con Panfili. Lo stesso numero 10, quasi allo scedere, mette a segno la sua personale doppietta, che significa manita.
Uccide figlia disabile e poi tenta il suicidio
Ha ucciso con un colpo di pistola la figlia di 45 anni, disabile, per poi rivolgere l’arma contro se stesso, sparandosi al capo, sopravvivendo. E’ successo in mattinata a Meldola, sul primo Appennino forlivese. L’uomo, un pensionato di 73 anni, e’ stato trasportato in elicottero all’ospedale di Cesena, in condizioni giudicate disperate.
Sono ancora da chiarire la cause della tragedia di Meldola, nel Forlivese, dove un pensionato di 73 anni ha sparato alla figlia disabile di 45, e poi ha tentato il suicidio. L’ipotesi al momento piu’ probabile sarebbero problemi economici derivanti dai forti costi, forse non piu’ sostenibili, delle cure assistenziali di cui aveva bisogno. Secondo quanto ricostruito, attorno alle 8.30 il padre ha accompagnato la figlia, cerebrolesa dalla nascita a seguito di complicanze durante il parto, sotto casa, in attesa dell’arrivo del mezzo che l’avrebbe accompagnata nella struttura assistenziale che la seguiva. L’ha fatta entrare nel garage e qui ha fatto fuoco, uccidendola sul colpo.
La Finanza scopre un falso oculista a San Giorgio a Cremano
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno individuato una persona che esercitava la professione di medico-oculista in assenza dei titoli abilitativi. I finanzieri della Compagnia di Portici hanno scoperto che, all’interno di una struttura polispecialistica a San Giorgio a cremano (Napoli) e presso uno studio privato nel quartiere di Secondigliano, entrambi non in regola con le prescritte autorizzazioni sanitarie, un sedicente oculista visitava ignari pazienti, per lo più giovanissimi, senza aver conseguito titoli accademici abilitativi all’esercizio della professione di medico-oculista. I controlli eseguiti insieme a personale dell’Asl Napoli 1 Centro, hanno portato al sequestro di uno studio medico, un centro diabetologico, le attrezzature ed i farmaci di vario tipo utilizzati e forniti agli ignari clienti dal sedicente medico specialista. Il responsabile è stato segnalato all’autorità giudiziaria per esercizio abusivo della professione sanitaria, unitamente al titolare della struttura sanitaria, quest’ultimo per aver concorso nel reato. Sono inoltre in corso accertamenti per ricostruire quanto è stato sottratto al fisco.
Buffon:”Arbitro con immondizia nel cuore”
“Cosa ho detto all’arbitro? Avrei potuto dirgli qualsiasi cosa ma lui doveva avere la sensibilità per capire il disastro che stava facendo. Se non hai quella sensibilità devi stare in tribuna a mangiare le patatine e mandi qualcun altro perché significa che non riesci ad arbitrare queste gare. Uno che si comporta così, al posto del cuore, lo ripeto, ha un bidone dell’immondizia, perché è troppo eclatante. Vuol dire che non sapeva dove fosse, che squadre si stessero affrontando, vuol dire non sapere niente”. Così Gigi Buffon ai microfoni di Premium Sport, dopo l’amaro verdetto di Madrid, dove la Juventus è stata eliminata, dopo avere rimontato lo 0-3 dell’andata, solo per un rigore contestato al 92′.
“C’è un sentimento che prevale, questo è l’orgoglio. I ragazzi son stati meravigliosi e commoventi: da qui si riparte. A testa alta, anzi, altissima”, ha scritto Massimiliano Allegri in tweet ‘notturno, poche ore dopo la sconfitta.
Caso Siria: Trunp vuole intervenire coi missili
Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare l’attacco in Siria e a punire il regime di Assad, reo secondo la Casa Bianca di usare armi chimiche contro il suo popolo. Al Pentagono si attende ormai solo l’ordine di Donald Trump, che intanto ha avvertito Mosca con una sorta di dichiarazione di guerra via Twitter: “La Russia si prepari, i nostri missili stanno arrivando, belli, nuovi e ‘intelligenti’!”. Immediata la risposta: “I missili li usino contro i terroristi”. Putin schiera le navi e avverte: risponderemo. La Casa Bianca frena: nessuna decisione finale è stata presa. E il segretario di stato Pompeo sottolinea: la guerra è sempre l’ultima risorsa. Ma manda anche lui un avvertimento a Mosca: finiti gli anni di politica soft. La May invia intanto i sottomarini: un’azione militare potrebbe iniziare tra stasera e domani, secondo la stampa Gb. L’Onu chiede di “evitare che la situazione diventi incontrollabile”.
Nuovo Governo: parte il secondo giro di Mattarella
Consultazioni: al via il secondo giro convocato dal presidente Sergio Mattarella al Quirinale. Dopo il primo nulla di fatto, la “liturgia” di cui il presidente della Repubblica si serve per individuare una maggioranza che sostenga un nuovo Esecutivo subisce una leggera modifica rispetto al precedente round. Questa volta, infatti, nello Studio alla Vetrata del Quirinale entreranno prima i rappresentati dei gruppi parlamentari, mentre il presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e i presidenti delle Camere Roberto Fico e Elisabetta Casellati, al Colle saliranno venerdì.
Castellammare, dov’è Manuel? Ha contattato la moglie senza però ritornare a casa
La scomparsa di Manuel Spagnuolo, detto o “russ” residente a Castellammare di Stabia, ha susciato apprensione tra i familiari che allarmati anche da un messaggio postato su facebook, hanno sporto denuncia ai carabinieri. La richiesta d’aiuto arrivata anche dai social: in centinai si sono attivati nel condivedere il post. Ieri sera Chi l’ha visto ha trattato il caso nel corso della diretta ma Manuel sembra essersi volatilizzato. Un contatto con la moglie avuto in nottata aveva fatto sperare in un ritorno a casa. L’uomo 39 anni, parrucchiere di professione, stà attraversando un periodo di forte difficoltà psicologica, dovuta alla mancanza di lavoro. La mattina del 10 Aprile è uscito dalla casa del fratello a Boscoreale, dove aveva passato la notte, indossando una giacca blu con cappuccio, pantaloni blu, porta occhiali da vista. Gli ultimi avvistamenti lo collocano a Castellammare di Stabia.
‘Appartiene ai Sequino’, intercettato in carcere il boss Raffaele Vastarella parla dell’omicidio del figlio Vittorio
“Appartiene a uno dei Sequino”, è la frase intercettata durante un colloquio in carcere tra Raffaele Vastarella, detto “Auciello” e il figlio Rosario. La frase è contenuta nelle oltre 400 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che il mese scorso ha portato in carcere 18 persone tra boss, familiari e affiliati del clan Vastarella del rione Sanità tra cui il reggente Patrizio, Vastarella, la moglie, il figlio, un nipote e altri affiliati. Anche lo stesso Raffaele è stato raggiunto da una nuova ordinanza in carcere. La conversazione è data 3 settembre 2016 ed è registrata nel carcere di Voghera dove l’uomo è detenuto. Il 31 agosto in via Sanità era stato ucciso il figlio Vittorio. Quella frase intercettata e l’intero colloquio hanno dato via a nuovi spunti investigativi ma anche la conferma della rottura tra i Vastarella e i Sequino che erano stati alleati fino a qualche anno prima e che si erano divisi la gestione dei traffici illeciti nel rione. Quell’omicidio farebbe riferimento alla strage di Martedei del 3 agosto quando in un agguato furono trucidati il boss emergente Salvatore Esposito, e Ciro Marfé, il primo ritenuto legato al clan Sequino del rione Sanità e il secondo legato al clan Contini e il ferimento del ras Pasquale Amodio anch’egli legato ai Sequino. Erano di ritorno da un summit di camorra a cui avevano partecipato al Cavone in cui avevano deciso di creare un super cartello di camorristi (escludendo i Vastarella) che avrebbe dovuto gestire il traffico di droga da Poggioreale fino al Vomero. E Vittorio Vastarello secondo gli investigatori era un obiettivo facile da colpire perché non era uno di quelli che partecipava fino in fondo agli affari illeciti delle famiglia. Aveva terminato appena tre mesi prima gli arresti domiciliari per l’unico reato commesso in 43 anni, droga.
dall’intercettazione ambientale in carcere, pubblicata dal quotidiano Il Roma, traspare chiaramente tutta la convinzione dell’anziano ras che ad uccidere il figlio Vittorio, come riferitogli dall’altro congiunto, Rosario, sia stato qualcuno legato al clan Sequino,
Era il 3 settembre 2016 quando la microspia registrò la conversazione, durata circa due ore, dalla quale traspariva an-che la richiesta di “spiegazioni” su un argomento preciso a Patrizio Vastarella, fratello di Raffaele e zio di Rosario. Il giovane, libero, avrebbe fatto da tramite tra i due fratelli.
Raffaele: «Loro che ti hanno detto…».
Rosario: «Ah?».
Raffaele: «Loro che dicono?». Rosario: «incomprensibile». Raffaele: «I Tolomelli che di-cono?».
Rosario: «Non lo so, non ci stanno loro».
Raffaele: «No, perché appar-tiene a uno dei Sequino». Rosario: «Ah?».
Raffaele: «Appartiene a uno dei Sequino».
Rosario: «Incomprens…..adessso comunque…incomprens….”
Raffaele: «Come, ma quello che dico io, ma quello……incomprens….non poteva andare dietro…..incomprens…..dentro a un portone? E lo “menavano” a terra?».
I due sono interrotti da un detenuto che va a chiedere qua-te ore di colloquio devono fare. Rosario risponde: “due”. Raffaele: «Ha capito quello che dico io…è vero che stava a terra dentro a un portone?» Rosario: «Eh».
Raffaele: «Quello è un uomo di merda quel ragazzo».
Rosario: «Lo so….non ti preoccupare…hai capito? L’ho avuta la lettera».
Raffaele: «È stato quello, non hai capito?».
Rosario: «No…ma io a….».
Successivamente padre e figlio discutono sulla possibilità che il loro congiunto Vittorio forse si sarebbe salvato se i soccorsi fossero stati più rapidi. E gli investigatori sulla base di questo colloquio intercettato stanno cercando i riscontri anche alla luce del racconto fatto all’epoca da un supertestimone ascoltato poco dopo l’agguato e che si sarebbe trovato sulla scena del crimine.
(nella foto il luogo dell’agguato e nei riquadri da sinistra il boss Raffaele Vastarella e il figlio ucciso Vittorio Vastarello
Napoli, ok all’agibilità: finalmente apre il campo sportivo ‘Landieri’ di Scampia
Un ‘travaglio’ lungo dodici anni ma finalmente Scampia, il popoloso quartiere delle ‘Vele’ in periferia di Napoli noto per essere stato la piazza di spaccio piu’ grande d’ Europa, ha di nuovo il suo stadio. Solo ieri, infatti, la Commissione di vigilanza di Pubblico Spettacolo ha certificato per l'”Antonio Landieri, vittima innocente di camorra” la definitiva agibilita’. Per realizzare il terreno di gioco dello stadio, omologato per la Lega Nazionale Dilettanti e che potra’ ospitare fino a 1300 spettatori, e’ stata utilizzata la gomma proveniente dal riciclo di 10mila pneumatici riciclati. “E’ il risultato di una sinergia istituzionale tra l’Ottava Municipalita’ ed il Comune di Napoli – ha dichiarato Apostolos Paipais, presidente della Municipalita’ – che portato ad un importante risultato per questo territorio”. “Una struttura attesa dai ragazzi del quartiere a Nord di Napoli – ha commentato Alberto Patruno assessore al Welfare e Politiche Giovanili dell’ottava Municipalita’ – intitolata ad una altro ragazzo, Antonio, che nel 2004 fu ucciso per errore in un agguato con due colpi di pistola alla schiena”.
Marano, ladri alla scuola Mallardo: bottino 8 mila euro
Una serie di furti stanno colpendo gli istituti scolastici della città di Marano. La scorsa notte l’ennesimo furto ha riguardato la scuola Mallardo, ubicata in pieno centro cittadino.
I ladri hanno trafugato decine di computer e tablet, per un valore di circa otto mila euro. Le attrezzature erano custodite in un’aula dell’istituto che è il più antico della città. La scuola non possiede di un impianto di videosorveglianza, come sprovvista è anche la scuola di San Rocco, depredata meno di sette giorni fa, per un danno che ammonta a circa venticinque mila euro. A due passi c’è anche la casa del custode, che ha raccontato ai carabinieri di Marano di non essersi accorto di nulla e di non aver nemmeno udito il suono prodotto dall’allarme.
I ladri sono entrati nell’edificio, che ospita bambini della materna e delle elementari, intorno le quattro del mattino. A quell’ora – secondo la ricostruzione dei tecnici chiamati a supportare il lavoro dei militari dell’Arma – sarebbe scattato anche l’allarme. Gli autori del raid non si sono accontentati solo di rubare attrezzature scolastiche ma hanno anche vandalizzato i distributori di bibite e alimenti e arrecato danni a porte e finestre. Appresa la notizia, molti genitori hanno riversato la loro rabbia sulle pagine dei social network. Commenti non lusinghieri all’indirizzo del custode, ma anche nei confronti della dirigenza scolastica, rea – secondo alcuni – “di non essersi attivata per collegare l’allarme alla caserma di via Nuvoletta o ad altri presidi delle forze dell’ordine”.
“Alla fine a rimetterci sono sempre e solo i bambini – spiegano alcune mamme -. Molte attrezzature erano state acquistate di recente, ora chissà quanto dovremo aspettare per poterle ricomprare”.
I carabinieri potenzieranno i servizi di controllo notturno: controlli mirati con particolare attenzione alle strutture scolastiche del territorio. Intanto i genitori del plesso San Rocco, la scuola oggetto del precedente furto, hanno promosso una raccolta fondi per acquistare parte delle attrezzature sottratte. Ad aiutarli numerosi commercianti di Marano che hanno deciso di esporre lo slogan “Aiuta la scuola derubata” all’interno delle loro attività.



