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Boscoreale, si finge carabiniere dopo incidente e tenta truffa: arrestato pregiudicato di Scafati

Tenta di estorcere 220 euro da un’automobilista fingendosi un carabiniere, ma è stato scoperto dai veri militari dell’Arma ed arrestato. E’ accaduto a Boscoreale, piccolo comune in provincia di Napoli, dove è stato bloccato Luca Giuseppe Aquilano un 35enne di Scafati già noto alle forze dell’ordine. L’uomo era alla guida di un’auto quando si è fatto tamponare dalla vittima prescelta, una 37enne. E’ così sceso dalla macchina qualificandosi subito come maresciallo dei carabinieri alla guida di una vettura di servizio. Ha poi continuato a discutere con la donna pretendendo 220 euro come risarcimento danni: se non avesse pagato, minacciava, “avrebbe fatto passare un guaio” a lei e al marito che, nel frattempo, era arrivato sul luogo dell’incidente asserendo che li avrebbe condotti in caserma. Nel pieno della discussione i tre sono stati notati da una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata che hanno bloccato il 35enne. I militari hanno ascoltato la donna che ha spiegato cosa fosse successo. E’ stata così ricostruita la dinamica della truffa, compreso l’incidente causato volutamente. L’uomo è stato arrestato per tentata estorsione e sarà giudicato con rito direttissimo

Migliori disordine online Aams: come scegliere

I disordine online aams sono una fonte di divertimento per migliaia di italiani, che ogni giorno visitano i siti di disordine online italiani per giocare a slot machine, roulette blackjack o disordine live. L’offerta dei disordine online è molto ampia e le possibilità per il divertimento online sono molteplici. Giochi di disordine, slot machine, lotterie, scommesse sportive, gratta e vinci sono a disposizione degli appassionati in qualsiasi momento. In questo contesto scegliere una tra le decine di sale da gioco disponibili può essere complicato. Per questo si possono scoprire i migliori disordine online aams su disordineonline.srl, un sito gestito da esperti del gioco d’azzardo online. Scegliere la sala da gioco adatta alle proprie esigenze diventa un gioco da ragazzi, seguendo i consigli degli esperti si può giocare con più consapevolezza e in modo più informato.

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Luca Materazzo: ‘Voglio parlare con i pm e spiegare fatti che ignorano’

Intende contribuire alla ricostruzione dei fatti e si dice pronto a collaborare “in separata sede” con i pubblici ministeri perche’ e’ a conoscenza di circostanze che gli stessi pm ignorano. Lo ha detto Luca Materazzo, accusato dell’omicidio del fratello, l’ingegnere Vittorio, nel corso di una breve dichiarazione spontanea alla prima udienza del processo a suo carico davanti alla prima sezione della Corte di Assise di Napoli. Luca Materazzo si e’ sempre professato innocente. Durante l’udienza i pm, i difensori dell’imputato e quelli dei familiari che si sono costituiti parte civile, hanno chiesto l’ammissione delle liste dei testimoni e di diverse fonti di prova. Il processo riprendera’ il 9 maggio prossimo.

Cuoco beneventano ubriaco alla guida investe e uccide un ragazzo in Trentino: arrestato

 

Deve rispondere del reato di omicidio stradale aggravato dalla fuga e dallo stato di ebbrezza alcoolica un cuoco trentenne originario della provincia di Benevento, arrestato ieri sera dai carabinieri perche’ ritenuto responsabile dell’investimento mortale di un diciannovenne avvenuto poche ore prima nei pressi di Moena, in val di Fiemme, lungo la ex statale 48. Dopo l’investimento, l’automobilista, anziche’ fermarsi a prestare i primi soccorsi all’investito, Mattia Sommariva residente a Moena, si e’ dato alla fuga. Dopo le prime indagini, i carabinieri hanno trovato l’auto nel centro di Moena con segni evidenti sulla carrozzeria dell’incidente. Raccolti altri elementi i i carabinieri hanno rintracciato il presunto responsabile dell’investimento in un albergo di Moena. Sottoposto al test alcolemico, il giovane e’ risultato positivo all’assunzione di bevande alcoliche, facendo registrare un tasso rispettivamente di 1,57 g/l e 1,60 g/l nelle due prove eseguite con apparecchio alcoltest. Sulla scorta di queste risultanze, sentito anche il magistrato di turno, il giovane cuoco e’ stato dichiarato in arresto e l’auto e’ stata sottoposta a sequestro per consentire tutti i rilievi di natura tecnico-scientifica. La magistratura ha inoltre disposto l’esame autoptico sulla salma dell’investito. 

Terremoto: crollato il campanile della chiesa

La scossa di terremoto di magnitudo 4.6 avvenuta alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia (Macerata) ha causato il crollo di una porzione del piccolo della chiesa del ‘600 Santa Maria di Varano già inagibile. Sono in corso, spiega il sindaco Mario Baroni, accertamenti per verificare se vi siano ulteriori danni sulle poche case rimaste agibili in paese: su 920 abitanti, 550 sono sistemati nelle Sae, 120-130 persone stanno in case agibili e il resto è in sistemazione autonoma o da parenti. “Le casette Sae non hanno riportato nessun danno – aggiunge il primo cittadino – Dalle verifiche che stiamo effettuando nelle aree dove sono realizzate le Soluzioni abitative di emergenza non si riscontrano problemi: al massimo sono caduti alcuni oggetti”. Lo confermano alcuni cittadini che ci vivono: “Abbiamo avuto molta paura, ma nessun danno”.

Napoli, babygang: ‘Confessa uno degli aggressori di Arturo’

Napoli. L’atteggiamento di chi ha iniziato a prendere consapevolezza di quanto accaduto e delle conseguenze che scaturiranno. A.R. con lo sguardo fisso sul monitor che trasmette le immagini dell’aggressione ad Arturo confessa di essere lui. “Si, quello sono io” dice ai magistrati con la voce pacata. “Mi dispiace per quello che è successo. Ho capito di aver sbagliato a non intervenire per fermare i miei amici ed aiutare il ragazzo’’ avrebbe detto mentre guardava le immagini delle telecamere di videosorveglianza di alcuni negozi di via Foria.
Sulle parole del giovane c’è massimo riserbo, ma, come riporta Il Mattino, con molta probabilità la chiusura del cerchio è vicina. La versione fornita da A.R. sarà messa al confronto con quelle degli altri indagati. C’è chi nega tutta la linea non riconoscendosi nelle immagini, chi respinge le accuse e propone una versione diversa. I video sono una prova importante, fondamentale per le indagini ma in nessuno dei filmati c’è l’immagine chiara dell’aggressione. Ci sono inquadrature da lontano ma non c’è una ricostruzione nitida di tutta la scena. Nei video ci sono A.R. e tre ragazzi, tutti in carcere in via cautelare. Tranne uno che ha 13 anni e non è imputabile. A.R. ha confermato la sua estraneità ai fatti. “Non l’ho accoltellato io. Non sono stato io a colpirlo”, questa la sua versione e con molta probabilità la difesa chiederà un esame probatorio, ovvero un confronto con la vittima. Il gruppo era uscito per una passeggiata in un pomeriggio che non è stato qualunque ed aggredirono Arturo, riducendolo quasi in fin di vita.

Napoli, protestano gli operatori del mercatino settimanale di Pianura

Protestano gli operatori del mercatino settimanale di Pianura perchè per una serie di ritardi dovuti a vari funzionari comunali e a una diversa interpretazione della norma che disciplina il commercio su aree pubbliche gli ambulanti che operano da oltre 20 anni sarebbero addirittura abusivi. I vigili urbani nei giorni scorsi hanno intimato agli operatori di via Provinciale di chiudere perché abusivi. E così stamane gli operatori del mercati riuniti nell’associazione Union Cap insieme con i vertici, il presidente Enzo Grillo e il segretario Salvio Pascale hanno deciso di protestare e occupare la struttura. “Siamo abusivi di che visto che c’è la norma che ci tutela?”, tuona il presidente Enzo Grillo. E poi aggiunge: Non riusciamo a capire questo atteggiamento dei pol.itici e dei funzionari comunali. si sta verificando questo ovvero che mentre loro studiano noi stiamo morendo”. La storia del mercatino bisettimanale di Pianura parte dal lontano 1995 quando prese i suoi primi passi in via Cumana con vari spostamenti prima nei pressi del Polo Artigianale, poi in via Provinciale sullo stradone che sovrasta i binari della Sepsa e che collega Pianura a Trencia. Gli operatori hanno cominciato ad operare in quell’area grazie  a una delibera di consiglio 4 del 2 marzo 2011. poi ci sono stati una serie di emendamenti con i quali si chiedeva di fare operare anche altri operatori che erano negli elenchi storici del comune. La Regione Campania con un decreto dirigenziale numero 90 del 15 febbraio 2012 che prevedeva l’espletamento del bando “giusto la comunicazione da parte dei comuni dei posteggi liberi nei mercati insistenti sui loro territori”. Il comune di Napoli comunicò alla Regione la possibilità di mettere a bando  45 posti a Poggioreale, 80 a Pianura e 125 a Ponticelli in via Califano.  Solo ponticelli si è allineata ai criteri previsti dalle normative e opera con gli stalli tracciati a terra e la presenza di vigili urbani. Nel 2012  ci fu un avvicendamento dei funzionari comunali e quelli successivi cambiarono metodologia di interpretazione della norma.

“Da allora- spiega ancora Enzo Grillo- non ci fu dato l’atto concessorio decennale, ma ci fecero atti illegittimi annuali  per giustificare che era area fieristica e  che non era stata abilitata a commercio su area pubbliche. Forse perché su questa area vogliono fare altro?Ci hanno sempre impedito il prosieguo  dell’iter burocratico. Nel tempo ci sono state tante cose contrastanti. La più eclatante è avvenuta quando ci dissero nel corso di un incontro in assessorato con finti ingegneri Eav  che quell’area non era praticabile, calpestabile e percorribile perchè poteva cadere sulla testa dei passeggeri della Cumana. E dopo tanti anni? E perché questo? Ci spostarono in via Escrivà e poi di nuovo in via Cumana. Poi dopo tante battaglie abbiamo preso posizione siamo tornati in via Provinciale senza però mai ufficializzata con titoli concessori previsti dalla normativa vigente.  E ora il 5 aprile la polizia municipale ci ha intimato di stare chiusi perché questa area non era idonea. Quello che noi chiediamo è di trovare in fretta una soluzione perché non è possibile che per colpa di ritardi burocratici e di mancati accordi politici si rischia di rimanere centinaia di operatori del settore senza lavoro”.

Scoperte 86 truffe agli anziani: ecco come operava la banda dei napoletani

I Carabinieri della Compagnia di Caserta, dalle prime ore del mattino, stanno dando esecuzione a 8 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di soggetti, tutti napoletani, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al reato di truffa in danno di anziani. L’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha consentito di scoprire 86 truffe, perpetrate in tutta la regione Campania in danno di anziani nel periodo ricompreso tra febbraio 2016 e ottobre 2017 che hanno fruttato al sodalizio criminale circa 90.000 euro in contanti nonche’ numerosi gioielli e preziosi sottratti alle vittime. 
I delitti contestati riguardano l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata al reato di truffa in danno di anziani, nonché n. 86 reati per altrettanti episodi accertati di truffe consumate e tentate ai danni di persone in età avanzata.
L’ordinanza di custodia cautelare costituisce l’epilogo di una complessa, articolata e meticolosa attività investigativa avviata agi inizi del 2017, coordinata da questa Procura e delegata ai Carabinieri della Compagnia di Caserta.
Essa si è articolata avvalendosi dei tradizionali strumenti investigativi, composti dalla iniziale denuncia delle vittime delle truffe, cui ha fatto seguito un complesso lavoro di raccordo e coordinamento fra diverse attività investigative in atto, successive attività di intercettazione telefoniche, con servizi di pedinamento e osservazione, sovente seguite da arresti in flagranza ( operati per evitare che il reato venisse portato a conseguenze ulteriori); in tal modo, consolidando il quadro probatorio che si andava a comporre.
II grave compendio indiziario così raccolto ha consentito di operare la ricostruzione di circa 90 episodi tra truffe consumate e tentate ai danni di persone anziane, naturalmente vulnerabili proprio a causa dell’età avanzata; nonché di calcolare in circa €100.000 l’ammontare complessivo del profitto illecito conseguito, rappresentato da denaro contante, gioielli e monili in oro.
Grazie alle informazioni acquisite durante le indagini ed il raccordo informativo con i Comandi dell’Arma dei Carabinieri presenti su buona parte del territorio nazionale è stato, inoltre, possibile scongiurare che numerosi tentativi di truffa venissero portati a termine, nonché procedere in diverse occasioni all’arresto in flagranza di reato di cinque esecutori materiali delle truffe.
Le investigazioni, in particolare, hanno consentito di disvelare la stabile ed articolata struttura organizzativa dell’associazione criminale, caratterizzata da due livelli:
– il primo, composto dagli associati preposti all’individuazione delle vittime, alla raccolta d’informazioni sulle loro quotidiane abitudini di vita, alla pianificazione della truffa ed al coordinamento di tutte le attività propedeutiche e strumentali alla fase esecutiva della truffa;
– il secondo, ma non meno importante livello, composto dai soggetti preposti all’esecuzione delle truffe.
L’ingegnoso sistema di raggiro utilizzato dal sodalizio criminale prende il nome di “truffa del pacco” e si fonda sulle consolidate capacità di raggiro e persuasione acquisite dai truffatori. II ruolo principale veniva, infatti, svolto a mezzo del telefono, dai capi dell’associazione che si occupavano di individuare le vittime (di solito persone in età avanzata e che nella maggior parte dei casi vivono da sole) ed acquisire i numeri telefonici. Gli stessi procedevano poi a contattare :telefonicamente la vittima, cui si presentavano come loro figli/nipoti in modo da instaurare un colloquio di tipo familiare e superare la resistenza psicologica degli anziani. Una volta che la parte offesa era stata convinta a parlare con un suo (fittizio) parente, proseguiva la seconda parte del raggiro, attraverso la rappresentazione di un temporaneo stato di difficoltà del parente fittizio per il ritiro di un “pacco urgente”, che un corriere sarebbe passato a consegnare, previo versamento di una somma di denaro, oscillante tra i 1.000 ed i 3.000€, somma di denaro che poteva essere corrisposto anche con gioielli o preziosi in caso d’indisponibilità di denaro contante. Ottenuto l’assenso da parte della vittima, mentre quest’ultima veniva trattenuta al telefono per evitare che potesse contattare familiari o conoscenti, entravano in azione gli esecutori materiali della truffa, generalmente due persone, i quali, sulla base delle informazioni acquisite dai basisti, raggiungevano l’obbiettivo. A questo punto, uno dei due, fingendo di essere il citato corriere, si presentava agli anziani e consegnava il pacco, contenente di solito un bagno schiuma o dei calzini, ritirando, in cambio, la somma pattuita, mentre il complice rimaneva nelle vicinanze a bordo dell’autovettura con funzioni di palo.
Da rimarcare la scarsa propensione delle vittime a denunciare le truffe subite; atteggiamento di sfiducia solo iniziale e di certo non orientato ad eludere le indagini giudiziarie (anche perché, successivamente alla scoperta dei fatti, le vittime hanno pienamente collaborato con gli organi inquirenti) e frutto probabilmente del disagio psicologico vissuto dall’anziana vittima.
L’esito dell’attività investigativa-unitamente a quelli già raccolti per precedenti, analoghe attività- potrà, fra l’altro, sortire l’effetto di orientare la vittima all’emersione del proprio vissuto, con risultati favorevoli in termini di potenziamento del contrasto all’odioso fenomeno delle truffe ai danni di soggetti deboli.

Nazionale: Capello dice no

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Mentre il campionato di serie A resta apertissimo ed emozionante, nell’Europa delle big le squadre italiane non brillano, vedi i pesanti ko di Juventus e Roma in Champions. Per Fabio Capello questa sofferenza è da addebitare alla “poca qualità”. “Se i giocatori migliori non vengono più in Italia, ma anzi vanno a rinforzare le avversarie, il livello del calcio non ha dei buoni insegnanti, dai quali ‘copiare’. Io da giovane ho copiato da Suarez, da Massei. Dei grandi, che potevano trasmettere qualcosa. Copiare bene è fondamentale” ha commentato il tecnico friulano.

Capello ha poi assicurato di non avere un futuro da Ct della nazionale italiana: “Ho già fatto le mie esperienze in Inghilterra e Russia. L’ultima mia panchina è stata in Cina, allo Jiangsu Suning. Volevo provare ancora una volta ad allenare una squadra. Siamo riusciti a salvarla dopo averla presa ultima in classifica e sono felice così. Ora mi diletto di più a fare il commentatore, un ruolo in cui si vince sempre”.

Agguato naziskin: un ventunenne denuncia

Preso a pugni e insultato con frasi omofobe in pieno giorno a Roma da quattro naziskin che gli hanno puntato un coltello alla schiena. E’ quanto denunciato da un ragazzo di 21 anni. L’episodio è accaduto giovedì scorso in via Tiburtina, all’altezza di via Portonaccio, alla periferia di Roma. I quattro giovani, ha raccontato, “avevano la testa rasata e indossavano bomber neri. Uno aveva un tatuaggio sulla nuca con la croce celtica. Stavo tornando a casa dal primo giorno di lavoro, mi hanno puntato un coltello alla schiena”. “Poi mi hanno preso a calci anche quando ero a terra. Mi hanno rubato il cellulare – ha raccontato Federico, questo il nome del ragazzo – e il portafogli. Prima di andar via mi hanno sbattuto la borsetta in faccia. Mi sembra strano che all’ora di punta nessuno si sia accorto di nulla”. Il ragazzo, che è rimasto una notte in ospedale ed è stato dimesso con 5 giorni di prognosi, ha presentato denuncia alla polizia.

Roma: la Salaria è piena di buche

Sono circa 50 al momento le auto rimaste in panne per le buche che si sono aperte su via Salaria a Roma. Lo si apprende dalla polizia locale. C’è una lunga fila di macchine all’altezza della motorizzazione in direzione fuori Roma, molte di queste con le gomme bucate. Secondo quanto si è appreso, oggi alcune buche sulla Salaria erano state riparate.Sul posto la polizia locale.

Truffa sui Gratta e Vinci, leggevano i biglietti e vendevano solo quelli perdenti

Salerno. Riuscivano ad individuare attraverso piccole abrasioni sui “gratta e vinci” i biglietti vincenti ed incassarli, rimettendo in vendita gli altri. Queste piccole abrasioni erano fatte in modo così preciso tanto da essere impercettibili per i clienti che acquistavano i biglietti non vincenti e che non si accorgevano di nulla. A realizzare questa vera e propria truffa due coniugi che gestiscono una tabaccheria in via Posidonia, zona centrale di Salerno. A fa scattare i controlli sono stati direttamente i responsabili dei Monopoli di Stato i quali si sono rivolti ai carabinieri. I dipendenti dell’ Agenzia delle dogane e dei monopoli si sono insospettiti dalle vincite. I militari dell’arma hanno controllato la tabaccheria ritrovano elementi utili per incastrare i coniugi, denunciandoli per falsificazione, frode, accesso abusivo ad un sistema telematico e truffa in concorso. Nel corso dei controlli i carabinieri hanno accertato che dal 2011 la coppia avrebbe incassato oltre 1milione e 300mila euro, comprensivi anche di percentuale prevista dalla vendita di biglietti vincenti. Al controllo dei “gratta e vinci” sono stati trovati 12mila tagliandi alterati per un valore complessivo di circa 12mila euro. Ora la coppia di coniugi dovrà spiegare quanto accaduto all’autorità giudiziaria.

Incidente sulla Panoramica del Vesuvio: muore 38enne di Scafati

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Boscotrecase. Si chiamava Mario Cirillo e aveva 38 anni la vittima dell’incidente stradale sulla strada Panoramica del Vesuvio all’altezza del ristorante Antico Cellaio al confine tra i comuni di Boscotrecase e  Torre del Greco. L’uomo era in sella a uno scooter ed è andato ad impattare contro una Fiat Punto di colore rosso che usciva da una stradina laterale. L’autista dell’auto è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale dalla Procura di Torre Annunziata. Il magistrato di turno , dopo i rilievi effettuati dai carabinieri e dai vigili urbani che hanno ascoltato anche i testimoni, ha disposto il sequestro della salma. Si dovrà stabilire l’esatta dinamica dell’incidente. ma secondo una prima ricostruzione la vittima viaggiava a velocità sostenuta quando si è scontrata frontalmente contro l’auto che si era appena immessa sulla strada principale. Il conducente dell’auto si è fermato e ha chiamato i soccorsi insieme con alcune persone che si trovavano in zona. Ma quando sul posto è arrivata l’ambulanza i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Cirillo, sposato con un figlio piccolo viveva in via Poggiomarino nella zona periferica di Scafati.

 

Picchiato a morte dopo una lite a una festa: arrestato il vero assassino di Antonio Parrella

Per mesi era sfuggito alla Polizia grazie ad un clima di omerta’ e alle coperture di amici e parenti che lo proteggevano dai sospetti degli inquirenti, ma stamane un giovane, del quale per il momento non sono state rese note le generalita’, e’ stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile della questura di Benevento che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale della citta’ sannita. Deve rispondere di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. I fatti risalgono al 26 luglio scorso, quando all’esterno di un ristorante di contrada Pini a Benevento fu inseguito e picchiato selvaggiamente un 32enne, Antonio Parrella, che mori’ dopo due giorni di agonia nell’ospedale “Rummo”. Inizialmente fu arrestato per questo omicidio un 28enne, Umberto Sferruzzi, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza mentre inseguiva Parrella assieme ad altre persone. Sferruzzi torno’ in liberta’ per decisione del tribunale del Riesame. Ma le indagini della squadra mobile di Benevento non si sono fermate. E nonostante il pesante clima di omerta’ tra gli invitati alla festa che si stava svolgendo nel locale, i riscontri venuti da testimonianze, intercettazioni e altre attivita’ investigative, hanno permesso di riconoscere l’uomo che aggredi’ violentamente Parrella provocandogli un’emorragia cerebrale letale. L’uomo si trova ora nel carcere di Benevento. Altre 7 persone sono indagate per favoreggiamento. La festa durante la quale si era verificato il brutale pestaggio era di un uomo con precedenti che aveva scelto un ristorante di Benevento per festeggiare il compleanno. Il primo arrestato per quel delitto, Umberto Sferruzzi, e’ comunque il secondo inseguitore della vittima, anche se non l’ha aggredita. Intercettazioni telefoniche e ambientali, ma soprattutto la comparazione degli indumenti indossati dagli ospiti con quelli che si rilevavano dal sistema di videosorveglianza e dai contenuti multimediali dei cellulari sequestrati agli invitati alla festa hanno permesso di individuare il giovane oggi arrestato. Il clima di omerta’ e’ stato tale che una parte dei partecipanti alla festa ha persino negato che la vittima fosse stata aggredita. Invece la minuziosa ricostruzione anche video della Polizia ha mostrato che Parrella e il suo aggressore avevano avuto un alterco sulla terrazza inferiore del ristorante ed era fuggito correndo verso il parcheggio inseguito dall’assassino, ma era scivolato su un leggero pendio. Anche l’arrestato era caduto a sua volta sulla ghiaia del parcheggio, ma si era rialzato, aveva raggiunto Parrella mentre era ancora a terra e l’aveva colpito con forti pugni alla testa e sul corpo e poi gli aveva dato un calcio al torace, mentre altri due invitati cercavano di trattenerlo e allontanarlo dall’uomo a terra. Quattro persone sono ora indagate per favoreggiamento personale tra cui il primo arrestato perche’ hanno aiutato l’arrestato a eludere le indagini e una quinta e’ stata denunciata per aver violato alle prescrizioni della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. 

 (nella foto la vittima Antonio Parrella)

Slitta ancora la consegna del cadavere di Vincenzo Ruggiero, lo sfogo della mamma contro l’assassino: ‘Mostroooooo’

La Procura di Napoli Nord, ha ordinato una seconda perizia del Dna sui resti di Vincenzo Guarente il 24enne di parete in provincia di Caserta ucciso e fattoa pezzi in una casa di Aversa e poi sotterrato in un garage di Ponticelli da Ciro Guarente, suo amico e fidanzato della trans Heven Grimaldi. Da nove mesi la mamma attende di riavere il corpo di suo figlio per poter piangere su una tomba. Da nove mesi la Procura sta cercando ri ricomporre i pezzi martoriatati dello sfortunato commesso. manca qualcosa perché nella sua follia omicida da macelleria messicana Ciro Guarente ha distrutto parte del corpo (tagliandolo a pezzi dopo un flex dopo avergli sparato) e sotterrandolo al men peggio in un garage di Ponticelli (sua zona di origine) affittato alcuni giorni prima. Guarente è in carcere dall’agosto scorso ha confessato in parte l’omicidio ma non ha spiegato nei dettagli cosa ne abbia fatto del corpo  e si vi sono state delle persone che lo hanno aiutato. Un complice in carcere c’è ed è Francesco de Turris , un pregiudicato di Ponticelli che gli ha fornito l’arma del delitto. Intanto Guarente è stato trasferito nel carcere di Matera dopo che il Dipartimento di amministrazione penitenziaria di Roma ha riscontrato l’inopportunità di lasciare il detenuto a Poggioreale, nello stessa casa circondariale dove è rinchiuso il padre di Vincenzo Ruggiero. la signora Maria Esposito, madre di Vincenzo l’altro giorno per la festività di san Vincenzo ha scritto un lunghissimo e commovente post sulla sua pagina facebook che ha avuto centinaia di like e condivisioni e in cui si scaglia nuovamente contro l’assassino di suo figlio:  “E’ il tuo onomastico amore di mamma e sono 9 mesi che manchi da impazzire e non sono ancora riuscita a far benedire li tuoi poveri resti anche se si che tu non sei lì e sei tra le braccia di Dio , aiutami ad andare avanti e sopportare la tua assenza dammi la forza amore mio!. Io vado avanti pensando a tutto quello che a fatto e donato a tutti il suo sorriso non si spegnerà mai dentro di noi”. Poi ieri quando ha saputo dell’ennesimo rinvio della consegna del corpo del figlio si è lasciata andare: “Una cosa che spero con tutto il mio essere che quel mostro non abbia mai un momento di serenità e che soffra per tutta la sofferenza che ha causato a me in primis e a tutta la mia famiglia mi ha distrutto l’esistenza , si , si ride la vita va avanti ma con un vuoto dentro ,niente e più come prima senti una mancanza dentro che non riesci a colmare .ti auguro di soffrire a vita col rimorso che ti logora dentro sempre ammesso che hai una coscienza cosa che dubito fortemente ,vorrei dire ti maledico ma io non posso dio solo sa come punirti adeguatamente , ma spero e credo che prima tela dovrai vedere con la giustizia terrena e spero che ti diano la galera a vita non meriti di stare tra le persone perchè tu sei un mostro e le persone devono stare alla larga dai mostri come te hai fatto soffrire tante persone la mia famiglia e anche la tua. MOSTROOOOOOOOOOO!”. 

Da Napoli alla provincia di Caserta per truffare gli anziani: 8 arresti

I carabinieri della Compagnia di Caserta, dalle prime ore del mattino, stanno dando esecuzione a 8 misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di altrettanti indagati, tutti napoletani, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al reato di truffa in danno di anziani. L’indagine ha consentito di scoprire 86 casi di truffe commesse in tutta Campania ai danni di anziani nel periodo ricompreso tra febbraio 2016 e ottobre 2017, che hanno fruttato alla banda circa 90.000 euro in contanti nonche’ numerosi gioielli e preziosi sottratti alle vittime. 

Forti scosse di terremoto nel Maceratese, avvertite anche a Perugia: danni e crolli

Una scossa di Terremoto di magnitudo 4.7 e’ stata registrata alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia, in provincia di Macerata, ed ipocentro a 9 km di profondita’. Lo riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Oltre che nelle Marche, la scossa e’ stata chiaramente avvertita anche in Umbria. Al momento non si hanno notizie di eventuali danni a persone o cose.  Oltre 10 repliche sono state registrate finora dopo il Terremoto di magnitudo 4.7 avvenuto stamani con epicentro a Muccia, nel Maceratese, tra cui due di magnitudo 3.5 alle 5:46 e alle 6:03. Quest’ultima, secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha avuto ipocentro a 2 km da Pieve Torina in provincia di Macerata. Il sindaco di questo Comune, Alessandro Gentilucci, ha parlato di “notevoli ulteriori danni” ma nessun ferito.

Dopo il forte sisma del Centro Italia del 2016, nella zona di Muccia la terra era tornata a tremare con frequenza e intensita’ gia’ da alcuni giorni. In particolare, il 4 aprile se ne erano registrate una di magnitudo 4 alle 4:19 e una di magnitudo 3.6 alle 20:41. L’epicentro di questa ultima scossa di magnitudo 4.7 e’ stato a 53 km da Perugia, 65 da Terni e 85 dall’Aquila. Gia’ si sono registrate 4 lievi repliche di magnitudo 2 o 2.1.  E’ stata avvertita anche a Perugia e in altre zone dell’Umbria la scossa di Terremoto di magnitudo 4.7 registrata poco dopo le 5 nella zona di Muccia, in provincia di Macerata. Ai vigili del fuoco del capoluogo umbro non sono comunque giunte chiamate per chiedere informazioni. Diverse invece le segnalazioni e i commenti su Facebook. 

Pozzuoli, furbetti del cartellino al parcheggio comunale: 10 ai domiciliari

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I carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli su richiesta della locale procura a carico di 10 dipendenti del parcheggio comunale multipiano di Pozzuoli ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a truffare la pubblico amministrazione e di truffa continuata aggravata.

A 7 degli indagati è stata contestata l’associazione per delinquere perché non si limitavano alla timbratura per conto di colleghi assenti ma si erano accordati per nascondere i badges di tutti in un cassetto da dove ognuno di loro, a turno, poteva prenderli per timbrare.

Le misure cautelari sono state decise dopo indagini dei carabinieri di Licola di Pozzuoli che, grazie a riprese investigative e riscontri effettuati tramite pedinamenti, hanno documentato che alcuni dipendenti, in orari in cui risultavano a lavoro, erano in realtà sul lungomare di Pozzuoli in bici o in scooter. La procura generale presso la Corte dei Conti avvierà gli accertamenti per stimare il danno erariale e procedere al recupero.

Napoli, il monito del presidente del Tribunale per i Minori: ‘Per molti giovani alzarsi la mattina alle 7 è da sfigati’

A Napoli ci sono moltissimi ragazzi per i quali “alzarsi alle sette di mattina per andare lavorare vuol dire essere sfigati. C’e’ un’emergenza sociale con diseguaglianze sociali e poverta’ economiche, certo, ma soprattutto educative, che sono forse ancora piu’ pericolose”. Lo ha detto Patrizia Esposito, presidente del Tribunale dei Minori di Napoli, intervenendo al convegno “Napoli: il rischio o la gioia di essere minore” promosso dell’Arciconfraternita dei Pellegrini. Esposito ha spiegato che si tratta di “ragazzini astuti, intelligenti, scaltri che hanno dimestichezza con internet e i social network, dove il facile camuffamento ancora di piu’ li espone ai rischi della devianza. Vengono da famiglie liquide, che non sanno cosa significa neanche assicurare la puntualita’ dei figli a scuola. La politica parla di scuole aperte tutto il giorno ma e’ ancora tutto da combattere, perche’ nei quartieri periferici i ragazzi hanno i libri di testo in ritardo e mancano le attrezzature a scuola. Eppure conosco molto docenti che pur avendo avuto trasferimento in luoghi piu’ semplici sono voluti restare nei quartieri difficili a insegnare”. Al convegno e’ intervenuto anche il primicerio dell’Arciconfraternita dei pellegrini, Vincenzo Galgano: “Napoli – ha detto – attraversa periodo complicato, da un lato richiama tanti turisti, dall’altro le fasce piu’ povere diventano sempre meno socialmente affidabili e la conseguenza si scarica sui ragazzi. Dobbiamo tentare di fare capire loro l’utilita’ di un vita non fatta di violenza. La classe dirigente citta’ dovrebbe impegnarsi con maggiore determinazione nei limiti di quello che i fondi finanziari permettono:so che le condizioni sono difficili ma questo non vuol dire che dobbiamo abbandonarli anche se vengono da ambienti familiari che sono completamente dediti ad attivita’ criminali”.

 

Napoli, rafforzati i controlli nella Movida dopo la sparatoria al Chiatamone

I dispositivi di controllo nella zona compresa tra il lungomare di Napoli e via Chiatamone, dove nella serata di ieri sono stati esplosi alcuni di pistola, saranno ulteriormente rafforzati. Lo ha deciso il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si e’ tenuto oggi pomeriggio negli uffici della prefettura di Napoli. “Si tratta di dare massima applicazione all’integrazione dell’attivita’ di controllo del territorio, proprio delle forze dell’ordine, e delle attivita’ proprie della polizia locale, soprattutto per quanto attiene il controllo della viabilita’, in modo da realizzare quella ‘combinazione degli effetti’ che e’ uno dei fattori chiave dell’innalzamento del livello di efficacia della prevenzione ad ampio spettro”, si legge in una nota. Gli aspetti operativi del nuovo dispositivo saranno curati nel corso di una riunione di coordinamento tecnico che si terra’ giovedi’ prossimo presso la Questura di Napoli. “Sul medio periodo saranno perfezionati tutti gli strumenti – conclude la nota – che la normativa sulla sicurezza urbana mette a disposizione, compreso il potenziamento della videosorveglianza”.

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