AGGIORNAMENTO : 9 Febbraio 2026 - 21:54
11.1 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 9 Febbraio 2026 - 21:54
11.1 C
Napoli
Home Blog Pagina 8201

Vigilante ucciso a Scampia, De Luca incontra i familiari di Della Corte: “Devo dare risposte”

Napoli. “Ho ricevuto la famiglia del vigilante picchiato in maniera brutale a Scampia. Io ho ruoli di governo e non posso soltanto risolvere un problema grande come la criminalità con la repressione. Ma devo dare anche risposte che non lasciano le persone in preda alla disperazione”. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, commenta l’incontro avuto oggi con i familiari di Francesco Della Corte, il vigilante massacrato davanti alla stazione della metropolitana a Scampia il 3 marzo e morto dopo qualche giorno di agonia. Nel corso del colloquio, De Luca, assieme al presidente dell’Eav Umberto De Gregorio ha consegnato alla moglie del guardia giurata, Anna Maria, e ai due figli un assegno di 30.655 euro, frutto di una raccolta effettuata tra i dipendenti della holding dei trasporti campana e della Regione e tra i cittadini.

Lacrime e commozione ai funerali dei due giovani di Giugliano morti in autostrada

Giugliano. “Ora vai e corri tra le nuvole, resterai sempre nei nostri cuori”, firmato gli amici della sala giochi. Era questo lo striscione con il quale gli amici hanno voluto salutare il 27enne Alessandro Tizzano morto sabato notte  nei pressi di san Vittore lungo l’autostrada Roma Napoli mentre correva ad oltre 280 chilometri orari con la sua Porsche Carrera insieme con l’amico 18enne Alessandro Lottante morto anch’egli. I funerali dei due, entrambi di Giugliano si sono svolti a poca distanza l’uno dall’altro. Quelli di Alessandro si sono svolti nel Santuario dell’Annunziata. “Per motivi incomprensibili torniamo in maniera prematura alla casa del padre. Seppure stremati dal dolore dovete continuare ad andare avanti con forza. Voi giovani siete il futuro e la speranza della nostra città. Sappiate coltivare la vostra giovinezza con la certezza che il Signore non ci abbandona. A Maria Santissima affidiamo Alessandro affinché lo prenda per mano e lo accompagni in questo viaggio”. Così il parroco nella sua omelia ha voluto ammonire i giovani presenti rispetto alla tragedia.palloncini bianchi e striscioni anche per il funerale del 18enne Francesco Lottante che invece si è svolto nella parrocchia di San Masssiliano. “Francesco vivrai sempre dentro di noi”, “Tu non ci hai mai lasciato soli, ci hai solo preceduti, non ci hai abbandonati, hai solo percorso sentieri che prima o poi percorreremo tutti. Buon viaggio, Ciccio”. A celebrare l’omelia il parroco Stanislao Tozzi: “Non ci sono parole per spiegare una tragedia simile, La morte è un passaggio che tutti noi dobbiamo percorrere prima o poi. È quell’esperienza in cui tutti noi vediamo la fine della nostra esistenza. Ma parliamo della parte materiale della vita. Poi, comincia la nuova vita. Francesco era un giovane che amava la vita. Per lui la vita era tutto. È però bastato un nulla per lasciarci. Questa morte deve portare tutti voi giovani ad apprezzare questo dono che Dio ci ha fatto, la vita, per far sì che non venga portata via così all’improvviso. Lui, oggi, si presenta come un angelo ed è per questo che non ho voluto il viola ma il bianco. Per mostrare il bene, la leggerezza che Francesco esprimeva. Il nostro cuore è come trafitto da una strada. Non possiamo immaginare i dolori dei genitori. Possiamo solo stargli vicino. Il dolore dei genitori spiega l’amore verso il loro figlio che non c’è più”.

 

 

Avellino, un investigatore privato per stanare l’ex complice scappato col bottino: 5 arresti

Avellino. Avevano ingaggiato un investigatore privato per rintracciare il complice che era scappato con la cassa comune della banda specializzata nell’usura ai commercianti. I cinque banditi pregiudicati, accusati di sequestro di persona, sono stati arrestati con l’accusa di tentato sequestro di persona con l’aggravante del metodo mafioso. Lui, la vittima, 20 anni lavorava in un parcheggio gestito dai due indagati finiti in carcere, Diego Bocciero e Elpidio Galluccio, dopo aver svuotato la cassa comune di 16mila euro era sparito. Ma i complici, dopo aver effettuato vane ricerche, avevano ingaggiato un investigatore privato, ignaro di tutto, al quale avevano detto di essere preoccupati per le sorti dell’amico. C’e’ anche questo singolare dettaglio nella vicenda che ha portato all’arresto dei cinque pregiudicati irpini, originari di Avellino, Mercogliano e Ospedaletto d’Alpinolo, arrestati all’alba dai carabinieri nel corso dell’operazione “Revenge”, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il Gip del tribunale partenopeo ha concordato con l’esito delle indagini cominciate lo scorso mese di marzo firmando cinque ordinanze di custodia cautelare, due in carcere Diego Bocciero, 30 anni, e Elpidio Galluccio, 29 anni e tre agli arresti domiciliari. “E’ un amico che sta attraversando un periodo particolare, siamo preoccupati per lui”, avevano spiegato all’investigatore che si era messo all’opera del tutto ignaro delle vere finalità dell’incarico: trovare con ogni mezzo l’ex complice per tornare in possesso del denaro e dargli una lezione esemplare che prevedeva anche la sua uccisione. La potenziale vittima, un pregiudicato di Avellino, si era nel frattempo dileguata nascondendosi in una abitazione del capoluogo irpino nella disponibilità di un suo amico, anche lui con precedenti penali. Quando ha avuto sentore che il cerchio intorno a lui andava stringendosi, si è rivolto ai carabinieri che hanno provveduto a trasferirlo a Roma in un’abitazione protetta che i cinque indagati erano riusciti a localizzare: un commando della banda era stato già allertato per prelevarlo armi in pugno e riportarlo ad Avellino. Dopo avere inutilmente setacciato numerosi alberghi della provincia di Avellino e minacciato ritorsioni e vendette nei confronti di parenti e amici che ne avrebbero favorito la fuga, sono riusciti a individuare il luogo in cui l’ex complice si nascondeva attraverso le applicazioni del suo smartphone con le quali si teneva in contatto con la sua fidanzata avellinese, costretta a sua volta a rivelare anche la password di accesso al profilo facebook del compagno. Il sequestro già definito nei dettagli è stato sventato dall’operazione a cui hanno preso parte oltre 50 carabinieri del Comando provinciale di Avellino, unità cinofile e un elicottero del Nucleo di Pontecagnano (Salerno) nel corso della quale sono state eseguite anche numerose perquisizioni domiciliari in casa dei cinque indagati e di potenziali fiancheggiatori.

La Youtuber juventina e la reazione al gol di Diawara. IL VIDEO VIRALE SU WEB

0

Da Youtuber non può che essere soddisfatto per il successo mediatico che ha avuto da ieri sera oggi il suo video. Ma da tifosa juventina sicuramente no. La ragazza siciliana tifosa bianconera ha postato un video con il quale la si vede seguire seguire da accanita tifosa della Juve probabilmente insieme con il suo papà gli ultimi cinque minuti della gara tra Napoli e Chievo disputata al san Napoli. La sua reazione finale è quasi drammatica, la sua faccia e la sua espressione al gol di Diawara al 93′ sono diventati invece da ieri l’emblema della gioia dei tifosi del Napoli. E’ inutile dire che questo è il video più cliccato da ieri.

Ecco come agiva la banda del buco di Poggioreale: ecco i nomi dei 10 arrestati

Nocera Inferiore. Scavavano gallerie sotterranee per mettere a segno furti in negozi di importanti marchi e avevano la base logistica nel quartiere Poggioreale a Napoli. Stamane, la gang composta da 14 persone è stata sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Salerno. Alla guida della banda di ladri tre nuclei familiari, padri, figli e fratelli, accomunati da un’unica missione: i furti.
Il gip del Tribunale di Nocera Inferiore, Paolo Valiante ha accolto la richiesta di misura cautelare nei confronti di 10 dei 14 indagati: cinque sono finiti in carcere, tre agli arresti domiciliari, due hanno l’obbligo di firma. Tra i coinvolti anche un minorenne, all’epoca dei fatti, per il quale procede il tribunale per i Minorenni di Salerno. Per altri tre indagati, il Gip ha rigettato la richiesta di misura cautelare. Il gruppo secondo l’accusa compiva furti in esercizi commerciali delle province di Salerno, Caserta e Napoli. Sempre uguale il modus operandi: scavare gallerie sotterranee oppure utilizzare le condotte fognarie per giungere al luogo da depredare. Dopo aver praticato un foro nel pavimento dei locali individuati, vi accedevano la notte per operare indisturbati. Sono stati documentati quattro furti, soprattutto di capi di abbigliamento, del valore complessivo di circa 340mila euro tra febbraio 2015 e marzo 2016. Dieci i tentativi di furto tra aprile e maggio 2016 e una tentata rapina ai danni del supermercato Crai all’interno del centro commerciale I Pini di Casoria, avvenuta il 12 ottobre 2015 e non portata a termine grazie a un addetto al servizio di vigilanza. Nel corso delle indagini sono state recuperate e sequestrate varie attrezzature utilizzate dagli indagati per scavare i tunnel sotterranei.

In carcere
Ciro Liguori, 55 anni di Napoli
Vincenzo Di Maio, 52 anni di Napoli
Ciro Giordano, 54 anni di Napoli
Luca Giordano, 27 anni di Napoli
Bruno Torre, 33 anni di Napoli

Domiciliari
Assunta Giuliani, 49 anni di Napoli
Giuseppe Giuliani, 40 anni di Napoli
Ciro Alfano, 30 anni di Casoria

Obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria
Gennaro Martino, 29 anni di Napoli
Rosetta Conte, 43 anni di Casoria

Indagati
Carlo Di Maio 31 anni di Napoli
Francesco Castaldo, 43 anni di Afragola
Filomena Auletta, 30 anni di Frattamaggiore
S. D. M., 18 anni, minorenne all’epoca dei fatti

Attentato in Calabria: morto Matteo Vinci

È stata un’esplosione causata da una bomba, collocata nell’auto in uso a padre e figlio, a provocare nel pomeriggio la morte di Matteo Vinci, di 42 anni, di Limbadi (Vibo Valentia), e il grave ferimento del padre Francesco che è stato trasferito in ospedale in prognosi riservata. A questa conclusione sono arrivati gli artificieri dei carabinieri dopo gli esami sul posto e dopo che in un primo momento si era ventilata l’ipotesi di un incidente poiché l’auto era alimentata a metano. Analisi più approfondite sono giunte alla conclusione che si sia trattato di un attentato. S’indaga per ‘ndrangheta. Sul posto per spegnere l’incendio sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Matteo Vinci, ex rappresentante di medicinali, era stato candidato alle ultime elezioni comunali nella lista «Limbadi libera e democratica».

Benevento: respinto il reclamo per Lucioni

0

La Seconda Sezione del TNA ha respinto il ricorso presentato dal difensore del Benevento, Fabio Lucioni, avverso la decisione (squalifica di un anno) adottata dalla Prima Sezione del TNA nel gennaio scorso e ha confermato la decisione impugnata, condannando l’atleta al pagamento delle spese processuali. Lo rende noto un comunicato di Nado Italia.

Tragedia sfiorata a Pozzuoli, crolla palo della luce e distrugge auto in sosta

Sfiorata la tragedia a Monterusciello, quartiere a nord di Pozzuoli, per il crollo di schianto di un palo della pubblica illuminazione. Si e’ abbattuto su un’auto in sosta, una Peugeot 308, distruggendola. Non si segnalano danni a persone. Il conducente si era allontanato poco prima prima dalla vettura dopo averla parcheggiata. Il palo ha ceduto di schianto alla base, in evidente stato di deterioramento, abbattendosi sulla vettura. La presenza dell’auto ha evitato che il crollo avvenisse direttamente sulla strada, via Umberto Saba, molto frequentata da pedoni e traffico veicolare. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale e i vigili del fuoco. Successivamente personale tecnico della ditta di impianti elettrici della pubblica illuminazione ha provveduto a mettere in sicurezza l’area e a rimuovere il palo. 

Gragnano, dopo 9 anni si scopre che lo scioglimento dell’amministrazione Patriarca fu un errore: ma nessuno le chiederà scusa

0

Gragnano politica discute e si interroga dopo la sentenza di assoluzione dell’ex presidente del consiglio comunale , Giuseppe Coticelli, accusato di brogli elettorali e assolto dai giudici dell’Appello perchè “Il fatto non sussiste”. In primo grado era stato condannato a tre anni di carcere: E così nove anni dopo arriva una sentenza clamorosa perchè l’inchiesta sui presunti brogli elettorali commessi da Coticelli insieme con l’inchiesta della gara di appalto del trasporto scolastico avevano rappresentato uno dei punti cardine dello scioglimento del consiglio comunale retto all’epoca dal sindaco Annarita Patriarca. Quello scioglimento fu impugnato davanti alla giustizia amministrativa e si concluse con un rigetto da parte del Consiglio di Stato. Dalla sentenza emerge chiaro che il motivo fondamentale ostativo al reintegro della giunta Patriarca era la vicenda dei brogli elettorali che aveva visto coinvolto Coticelli.
Poi da contorno veniva citata la vicenda del trasporto scolastico che vedeva coinvolto il sindaco Patriarca. Anche per questa inchiesta nel luglio scorso era arrivata l’assoluzione per la Patriarca  e per gli altri quattro imputati ovvero l’ex consigliere comunale di maggioranza Liborio Di Nola, l’imprenditore Lorenzo Angelino, i dipendenti comunali Angelo Delle Donne e Vincenzo Inserra e il funzionario comunale Eugenio Piscino.
Ora dopo anni con l’assoluzione di Coticelli per brogli elettorali e la assoluzione della patriarca del trasposto scolastico  appare evidente a tutti come siano  cadute tutte le accuse che per anni hanno portato alla gogna mediatica l’ex sindaco Annarita Patriarca, che da quella vicenda ha subito anche enormi danni a livello personale. Per lei oltre il danni anche la beffa perchè su mandata a casa senza un motivo e questo lo si scopre dopo anni e sicuramente nessuno chiederà scusa ne a lei, ne alla sua famiglia, ne alla città che dovette subire l’onta dello scioglimento del consiglio comunale.

 

M5S, Cirillo: “Valle dei Mulini, da 15 giorni il transito sulla statale 269 impedito da un masso”

“E’ bastata una pietra per ostruire il traffico veicolare di un’importante arteria di transito e limitare l’accesso alla Valle dei Mulini, una delle oasi più belle e gettonate oasi del nostro territorio regionale per storia e bellezza paesaggistica. E’ paradossale l’inedia a cui assistiamo a oltre due settimane dalla frana di un costone di collina che ha investito un tratto della statale 269, nei pressi del Comune di Gragnano. E’ accaduto il 25 marzo scorso, a seguito di temporali che hanno investito l’intera area. Soltanto per un caso non si è registrata una tragedia, tenuto conto che quello stesso tratto è percorso quotidianamente da studenti, pendolari e autotrasportatori. Un evento prevedibile e annunciato da denunce e segnalazioni dei residenti, che da mesi invocano la messa in sicurezza dell’area oggetto del crollo. Di quella frana oggi resta il ricordo di un masso, piazzato al centro della carreggiata, che da 15 giorni impedisce il transito di auto e camion”. E’ quanto denuncia il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Cirillo, firmatario di un’interrogazione a risposta scritta alla giunta regionale per chiedere “se sono stati destinati fondi al Genio civile per la messa in sicurezza dell’area interessata dalla frana ed il ripristino della viabilità e se sia a conoscenza degli interventi da predisporre e con quale cronoprogramma”.

M5S, Saiello: “Ex Montefibre, 350 lavoratori presi in giro dalla Regione e lasciati senza alcun reddito”

“E’ trascorso poco più di un semestre da quando, a epilogo di una seduta monotematica del Consiglio regionale convocata per individuare una soluzione alla vertenza dei lavoratori del sito ex Montefibre di Acerra, l’assessore Amedeo Lepore rassicurò tutti con annunci-spot sullo stile del padre-padrone Vincenzo De Luca. Rivelando di avere già la soluzione nel taschino, Lepore snocciolò cifre sprovviste di contenuti su contratti di sviluppo e di decontribuzione che avrebbero prodotti posti di lavoro a migliaia. Annunciando un rifinanziamento della mobilità per i lavoratori ex Montefibre e un piano di investimento che avrebbe portato alla riconversione dello stabilimento di Acerra. Eppure, in linea con la filosofia di questa giunta, ad oggi la drammatica verità è nei volti disperati di 350 lavoratori, a cui gli ammortizzatori sociali sono scaduti a novembre e che, dopo aver inseguito per mesi gli assessori Lepore e Palmieri, hanno trovato nel Movimento 5 Stelle l’unico interlocutore istituzionale”. E’ quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle e componente della commissione regionale Attività Produttive Gennaro Saiello, che questa mattina ha incontrato i lavoratori ex Montefibre durante un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento.

“Nella seduta monotematica dello scorso novembre – ricorda Saiello – con un atto formale impegnammo la giunta a individuare in tempi rapidi con il Governo una soluzione per lavoratori, in previsione della fine degli ammortizzatori sociali, agendo sulle misure di politica del lavoro esistenti e sulle misure in grado di evitare una grave situazione di disagio sociale. Lepore ci rispose sbandierando interventi mirabolanti. Oggi siamo l’unica forza politica che non smetterà di far sentire la propria voce ad ogni livello per mettere fine al dramma di 350 famiglie rimaste senza alcun reddito di sostentamento”.

Napoli, la studentessa suicida non aveva completato gli esami per la laurea

Si chiamava Giada Di Filippo la studentessa 26enne che si e’ tolta la vita, a Napoli, prima di discutere la tesi di laurea in Scienze Naturali, Facolta’ dell’Ateneo Federico II. La ragazza era originaria di Sesto Campano  in provincia Isernia. A Napoli – secondo quanto si apprende dal sindaco di Sesto Campano, Luigi Paolone – c’erano anche i suoi familiari arrivati per assistere alla discussione della tesi. “Era una ragazza solare – ha dichiarato Paolone – sempre sorridente, dolce e bellissima. Speciale anche la sua famiglia, il padre, la madre e il fratello. La notizia ha sconvolto tutti poiche’ un gesto del genere da lei, proprio per il suo carattere, nessuno lo avrebbe mai immaginato”.

Era indietro con gli esami e quindi il suo nome non compariva nell’elenco dei laureandi di oggi all’universita’ “Federico II” a Napoli. All’ateneo di Monte Sant’Angelo dove erano fissate le sedute di laurea di diversi corsi di studio triennali e magistrali, sono giunti anche i suoi familiari, come si apprende a Sesto Campano, il suo paese di origine. Lei, la studentessa di 25 anni, ha lasciato il gruppo ed e’ salita sul tetto di un edificio per poi lanciarsi nel vuoto

Il corpo della ragazza e’ stato trasferito all’Istituto di Medicina Legale di Napoli per l’autopsia. “Non sappiamo ancora la data in cui l’esame sara’ svolto – ha concluso Paolone – ma vi anticipo che per il giorno dei funerali proclameremo il lutto cittadino”.

Sulla vicenda del suicidio della studentessa indaga la polizia. E sul posto e’ giunto anche il sostituto procuratore della Repubblica di Napoli. Gli investigatori stanno sentendo alcune persone per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e accertare le ragioni che hanno spinto la ragazza a togliersi la vita in un giorno che doveva essere di festa. Al vaglio degli investigatori la carriera accademica della ragazza, ad iniziare dalle iscrizioni. Dopo la tragedia la “Federico II” di Napoli ha deciso di annullare l’incontro sul tema “Lo sport in Accademia” in programma domani con i calciatori del NapoliI, Hamsik, Ghoulam e Maggio.

Stalker ucciso, un testimone conferma: ‘E’ stato un incidente’

“Omicidio volontario aggravato da futili motivi”: e’ l’accusa rivolta a Domenico Senatore, la guardia giurata 37enne che nella notte tra sabato e domenica, a Nocera Inferiore  ha investito e ucciso un autotrasportatore di 47 anni, Fabrizio Senatore, in via Fluminate, nella zona periferica della citta’. Il corpo della vittima che non ha alcuna parentela con l’investitore) e’ stato ritrovato incastrato tra la vettura e il muro di una villetta dove vive Filomena, conoscente di Domenico ed ex compagna di Fabrizio. Quest’ultimo, in seguito alla fine della relazione con la donna, era stato denunciato dalla stessa per stalking e si trovava ai domiciliari a Salerno. Secondo l’avvocato della guardia giurata, Armando Lanzione, “non si tratta di un movente passionale”. “Il mio assistito conosceva appena la signora Mena. Quella sera era la seconda volta che la incontrava. Alla fine del turno di lavoro della donna in pizzeria si erano incontrati in un appuntamento improvvisato per un caffe’. Dopo averla accompagnata a casa e’ stato avvicinato dal 47enne. Domenico non sapeva assolutamente della situazione che viveva Mena, ne’ conosceva questo suo ex compagno che, tra l’altro, doveva stare ai domiciliari. Invece, accompagnato da un amico che non e’ neanche stato indagato per favoreggiamento, si e’ recato sotto casa della ex evidentemente per vedere che stesse facendo e con chi fosse, versione peraltro avvalorata proprio dalle testimonianze dell’amico stesso. Si e’ trattato di un incidente”.(ANSA). Y8W-PO 09-APR-18 16:39 NNNN

Napoli, sparatoria al Chiatamone, de Magistris: ‘Un fatto gravissimo, vergogna’

“Quanto accaduto e’ gravissimo. Questa citta’ che e’ sempre piu’ citta’ di vita, cultura e non violenza, non puo’ assolutamente accettare azioni di prepotenza da parte di pochi. Queste persone sono una vergogna e tutto sono tranne che napoletani”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando gli spari che sono stati esplosi ieri sera in via Chiatamone. De Magistris – a quanto riferito – gia’ da ieri sera ha sentito “piu’ volte” sia il Prefetto che i vertici delle forze dell’ordine. “Una risposta forte, adeguata e inequivocabile – ha sottolineato – deve essere messa in campo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Delle azioni sono state gia’ decise e sicuramente ci saranno fatti concreti che chi di dovere mettera’ in campo”.

Muore a 32 anni in ospedale a Ischia dopo un’operazione di ernia ombelicale: aperta un’inchiesta

0

Sono state sequestrate dai carabinieri la salma e la cartella clinica di una donna di 32 anni, morta ieri sera nell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, sull’isola di Ischia. In seguito al decesso i familiari della donna hanno chiesto l’intervento dei carabinieri. Secondo i primi accertamenti dei militari la donna, M.M., sposata con due figli, era stata operata un mese fa per ernia ombelicale nel nosocomio isolano. Il 2 aprile era stata nuovamente operata per “problemi intestinali” (come da referti medici sequestrati dai carabinieri) e poi operata d’urgenza nella mattinata di ieri, a causa di “forti dolori intestinali”. Nel tardo pomeriggio la 32enne e’ deceduta mentre era in sala operatoria. Oggi, d’intesa con il pm di turno della Procura di Napoli, hanno sequestrato la salma e la cartella clinica e formalizzato una denuncia per l’ipotesi di omicidio colposo – al momento – contro ignoti. La salma della donna e’ stata trasferita al II Policlinico di Napoli per l’autopsia. 

“In merito al decesso della donna ricoverata presso l’ospedale Rizzoli di Ischia, l’ASL Napoli 2 Nord e il personale del Rizzoli di Ischia esprimono la propria vicinanza ai cari e alla famiglia per il dolore della grave perdita” e’ scritto in un comunicato dell’ASL NA2 Nord. “La Direzione dell’ASL – prosegue la nota – ha gia’ richiesto alla Direzione Sanitaria dell’ospedale una relazione tecnica circa lo svolgimento dei fatti, al fine di valutare la necessita’ di un’indagine interna. I sanitari dell’ospedale, gia’ nell’immediatezza dei fatti, avevano proposto ai familiari della paziente di effettuare un accertamento diagnostico autoptico utile ad individuare le cause del decesso. I medici e il personale dell’Azienda stanno garantendo la massima collaborazione con l’autorita’ giudiziaria per accertare la verita’ circa quanto accaduto” si conclude. 

Incidente mortale sulla Panoramica a Torre del Greco IL VIDEO

Incidente mortale nel tardo pomeriggio di oggi lungo la strada Panoramica che da Torre del greco sale al Vesuvio. nei pressi del ristorante Antico Cellaio. La vittima di cui non si conoscono ancora le generalità era in sella a uno scooter e si è scontrato violentemente contro un’auto che arrivava dalla direzione opposta. Sul posto le forze dell’ordine e un’ambulanza che non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Si sta cercando di capire l’esatta dinamica dell’incidente interrogando i testimoni.

Diciottenne scomparso da 4 giorni dalla provincia di Salerno: avviate le ricerche

Sono in corso da parte dei carabinieri le ricerche di un giovane di 18 anni, Antonio Alexander Pascuzzo, scomparso venerdi’ sera dalla sua abitazione di Buonabitacolo  in provincia di Salerno, dove risiede con il padre e con lo zio. E’ uscito in bici, e da allora non si hanno piu’ sue notizie. Il suo telefono cellulare risulta spento dalle 22,30 di venerdi’. Le ricerche finora non hanno dato esito, ma non si esclude che si tratti di un allontanamento volontario. I genitori di Alexander sono separati; la madre vive in Peru’ e il giovane era rientrato a Buonabitacolo da qualche mese dopo un periodo trascorso nel paese sudamericano. Pascuzzo e’ anche gia’ noto alle forze dell’ordine dopo essere stato fermato, tempo fa, per spaccio di droga. 

Tennis, Torneo Open Givova: trionfano Giuseppe Caparco e Giulia Porzio. LE FOTO

0

Torre del Greco. Giuseppe Caparco e Giulia Porzio sono i tennisti vincitori, nelle rispettive categorie maschile e femminile, del Torneo Open Givova – I Memorial “Antonio Boccia” che dal 29 marzo all’8 aprile 2018 si è svolto presso lo Sport Club Oplonti di Torre Del Greco. Caparco in finale ha avuto ragione di Enrico Fioravante con il punteggio di 6-3, 1-6, 6-4, mentre Porzio ha prevalso su Giusy Miccio con il punteggio di 7-6, 4-6, 6-3. Si è dunque concluso, con le finalissime disputate oggi sui campi da gioco del circolo vesuviano, il torneo organizzato dal Tennis Club Oplonti, che in dieci giorni di gare ha visto sfidarsi più di 120 atleti provenienti da tutta la Campania e anche da altre regioni italiane. Il torneo agonistico si è svolto sotto l’egida del Coni e della Federazione Italiana Tennis (Fit). «Un successo di partecipazione e di pubblico – come ha ricordato durante la premiazione Giuseppe Pagano, presidente del Tennis Club – un primo passo importante per il ritorno del grande tennis al circolo Oplonti, che nel 2005 fu teatro della sfida di Coppa Davis tra Italia e Spagna, e vide sfidarsi campioni come Ferrero, Lopez e Nadal».

Omicidio di Katia Tondi, un teste accusa il marito

 

“Il pomeriggio in cui fu uccisa Katia Tondi vidi il marito Emilio Lavoretano uscire in auto con il padre”. Affermazioni “pesanti”, secondo l’accusa, quelle pronunciate oggi alla Corte d’Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dal testimone Marco Pascale, titolare insieme al fratello Crescenzo – anch’egli sentito oggi – di un negozio di ortofrutta ubicato a San Tammaro, nel Casertano, nei pressi dell’abitazione di Katia Tondi, la casalinga di 31 anni uccisa in casa il 20 luglio 2013. Unico imputato e’ il marito Emilio Lavoretano, che si e’ sempre proclamato innocente. Pascale ha confermato quando gia’ dichiarato subito dopo il fatto, smentendo il papa’ di Lavoretano, ex carabiniere in passato in servizio anche a Casal di Principe, che aveva detto di non aver visto il figlio quel pomeriggio; le parole del teste inoltre confermerebbero indirettamente anche l’ipotesi accusatoria, basata sulla consulenza dell’ex generale del Ris dei Carabinieri Luciano Garofano, secondo cui la Tondi sarebbe stata strangolata (mai trovato l’oggetto utilizzato per ucciderla) tra le 18 e le 19. Pascale non specifica l’ora, ma ricorda di aver notato padre e figlio insieme circa due ore prima che l’ambulanza del 118 arrivasse a casa della Tondi; il mezzo di soccorso arrivo’ tra le 20.20 e le 20.30. Per il Pm Lavoretano chiamo’ il padre dopo il delitto. Per la difesa, rappresentata da Natalina Mastellone, si tratta di un particolare “non rilevante, tanto piu’ che il papa’ di Lavoretano ha chiesto il confronto con Pascale che pero’ l’accusa non ha disposto”. Lavoretano, agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Caserta intervenuti nell’abitazione della coppia, disse di aver trovato Katia quando “era gia’ morta”. L’uomo affermo’ di essere uscito poco prima delle 19, quando la moglie era ancora viva, di essere rincasato intorno alle 20, e di aver rinvenuto il corpo della moglie accasciato vicino alla porta di casa; a conferma del suo alibi consegno’ anche uno scontrino della spesa, e fu inizialmente creduto. Ma le discrepanze sull’orario della morte della donna emersero gia’ con la prima perizia eseguita dal medico-legale incaricato dalla Procura, secondo cui la Tondi sarebbe stata uccisa tra la 14 e le 16, orario in cui Lavoretano non era presente in casa in quanto a lavoro (era dipendente presso un’officina di cambio gomme), mentre la 31enne in quell’arco temporale era in compagnia della madre. Determinante per la contestazione della Procura e’ stata pero’ la relazione presentata da Garofano. Si torna in aula il 30 aprile. 

Truffa sulla cassa integrazione: sequestro da 2 milioni di euro a una coop del Beneventano

Un sequestro preventivo di 2 milioni di euro e’ stato disposto, su richiesta della procura della Repubblica di Napoli, dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di una cooperativa di servizi assistenziali socio-sanitari con sede a Benevento, e dei due rappresentanti legali, per indebita percezione di cassa integrazione. Gli uomini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Benevento, in particolare, hanno sequestrato valori e beni intestati/cointestati o comunque nella disponibilita’ della societa’ cooperativa e di due soggetti resisi responsabili in concorso tra loro di falso e truffa ai danni dello Stato, per un importo pari a circa 2 milioni di euro. Al termine delle indagini le Fiamme Gialle sannite hanno denunciato C.G., 52 anni di San Marco dei Cavoti  ed C.M. (46 anni) di Buonalbergo , entrambi con precedenti di polizia, quali legali rappresentanti pro-tempore della cooperativa. Le indagini hanno permesso di accertare per il quinquennio 2010/2014 l’indebita percezione di cassa integrazione, in assenza del requisito generale oggettivo della crisi aziendale che e’ risultata non reale, nonche’ dei requisiti soggettivi necessari in capo ai numerosi dipendenti percipienti. In dettaglio, la Guardia di Finanza ha rilevato che la societa’ da un lato richiedeva alla Regione Campania la concessione di soldi pubblici quale ammortizzatore sociale a favore dei propri dipendenti, dall’altro, quale contraltare alla richiesta di Cassa Integrazione, procedeva a nuove assunzioni di personale, rivelatesi strumentali per l’accesso ad ulteriori provvidenze pubbliche. 

CRONACHE TV
Seguici su
YouTube
Ad is loading…
Ad is loading…