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Napoli: Douglas Costa fa appello al tifo bianconero

Allenamento pomeridiano per la Juventus reduce dal pareggio di Crotone. A Vinovo Allegri deve valutare la condizione dei giocatori scesi in campo e capire se Pjanic recuperera’ per il Napoli. Di certo, per lo scontro scudetto di domenica, c’e’ il rientro di Chiellini. “Bisogna concentrarsi e spingere sul finale di stagione”, scrive su Instagram Wojciech Szczesny. Deluso dal risultato di ieri anche Douglas Costa: “Non era quello che volevamo”, ammette il brasiliano, che su Instagram chiede il sostegno dei tifosi in vista della partita con i partenopei. “Contiamo su di voi ancora una volta”, scrive il numero 11 bianconero.

Napoli: Zielinski è pronto a combattere

“Una vittoria preziosa al San Paolo. Ci aspettano le ultime partite molto intense, si combatte!”. A parlare è il centrocampista Piotr Zielinski che sul suo profilo Facebook ha pubblicato il seguente messaggio con tanto di grafica della classifica aggiornata della Serie A, con il Napoli che grazie alla vittoria 4-2 sull’Udinese è volato a quota 81 punti e a -4 dalla Juventus (bloccata ieri sul campo del Crotone), a pochi giorni dallo scontro diretto di domenica sera all’Allianz Stadium.

L’Istituto Superiore della Sanità: ‘A Napoli si vive sei anni in meno che a Stoccolma’

“Nella città metropolitana di Napoli si vive in media ben 6 anni in meno rispetto alla città di Stoccolma”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute 2017 dal quale emerge una forte disparità negli indicatori di salute tra Nord e Sud d’Italia. Nel Mezzogiorno d’Italia, ha rilevato Ricciardi, “l’unica eccezione positiva e’ rappresentata dalla Basilicata. Dal Rapporto emerge pero’ fortemente un dato: nelle regioni che si sono attivate per dare vita concretamente a piani di prevenzione, a partire dalla promozione di corretti stili di vita, si e’ avuta una ricaduta positiva sulla salute dei cittadini. Vi è cioè un’alta percentuale di mortalità evitabile, e ciò – ha chiarito – proprio attraverso la prevenzione oncologica, vaccinale, lo stop al fumo e all’alcol e l’incentivazione di attività fisica e corretta alimentazione”.
Ricciardi ha anche fatto riferimento all’allarme che emerge dal rapporto in merito all’attesa crescita del numero di anziani non autosufficienti, che superera’ il tetto dei 6 milioni entro il 2028: “Uno dei problemi e’ anche rappresentato dall’assistenza domiciliare che gia’ oggi, specie al Sud – ha detto – e’ molto carente”. Con l’invecchiamento della popolazione, ha inoltre affermato la presidente del Consiglio superiore di sanita’ Roberta Siliquini, “le malattie croniche diventano il grande tema per il futuro, perche’ questi pazienti hanno un grande peso sociale ed economico”.

Carceri: oltre il 34% dei detenuti è in attesa di giudizio

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L’Italia è il quinto paese dell’Unione Europea con il più alto tasso di detenuti in custodia cautelare. Nel 2017 i detenuti ancora in attesa di sentenza definitiva (dunque innocenti, fino a prova contraria) erano il 34,4%, mentre la media europea è del 22%. È quanto emerge dal dossier dell’associazione Antigone sulla situazione nelle Carceri italiane.Nel 2008 la carcerazione in assenza di condanna definitiva riguardava il 51,3% dei detenuti. “Le riforme degli ultimi anni hanno permesso una certa deflazione – sottolinea Antigone – senza tuttavia riportarci a soglie in linea col resto d’Europa. Il ricorso alla custodia cautelare è peraltro selettivo e ingiusto, giacché riguarda soprattutto i detenuti più vulnerabili come gli stranieri, che costituiscono il 37% del totale dei detenuti in attesa del primo giudizio”.

”Il 39% delle persone uscite dal carcere nel 2007 vi ha fatto rientro, una o più volte, negli ultimi 10 anni. Troppo spesso il carcere non aiuta la sicurezza dei cittadini” La denuncia arriva da dall’Associazione Antigone che oggi ha pubblicato il XIV dossier sulle condizioni di detenzione. ”Dei 57.608, solo 22.253, meno del 37%, non avevano alle spalle precedenti carcerazioni. 7.042 ne avevano addirittura un numero che spazia dalle 5 alle 9. Il 29% degli italiani e il 57% degli stranieri non ha precedenti, mentre il 49,6% degli italiani e il 38,8% degli stranieri ne avevano fino a 4” prosegue Antigone. ”Se si sale con il numero dei precedenti aumenta il divario tra gli italiani e gli stranieri, infatti il 16,6% dei primi e il 3,8% dei secondi ne avevano da 5 a 9 mentre, ad averne oltre 10, erano il 4,8% degli italiani e lo 0,8% degli stranieri”. 

Caldo anomalo in mezza Europa, in Italia e’ quasi estate

Caldo anomalo in mezza Europa: oggi previsti 29 c a Parigi, 27 c a Londra. E l’Italia non fa eccezione: valori da inizio estate ne nostro paese soprattutto al centro-nord, con picchi di 27-28 c. Mentre qualche temporale pomeridiano e’ previsto sul basso versante tirrenico e isole. L’alta pressione determinera’ una fase stabile e soleggiata fino all’inizio della prossima settimana. “Nei prossimi giorni l’alta pressione – spiegano i meteorologi del Centro Epson Meteo – favorira’ la persistenza del caldo fuori stagione che caratterizza le attuali condizioni climatiche soprattutto al Nord (ieri a Bolzano il termometro ha raggiunto i 29 C). Gli ultimi aggiornamenti indicano tendenzialmente una persistenza di questa situazione fino alla prima parte della prossima settimana.” Sulla stessa linea 3bmeteo.com che conferma l’aumento del caldo con temperature da inizio Giugno, “in intensificazione dapprima soprattutto al Nord, Toscana, Lazio, Umbria e alta Campania, dove tra venerdi’ e sabato le massime raggiungeranno i 25-26 C ma con punte locali di 27-28 C. Sulle vallate alpine non esclusi persino picchi vicini ai 30 C”. Tra le citta’ piu’ calde, conclude Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: “Trento, Bolzano, Milano, Torino, Verona, Bologna, Firenze, Terni, Grosseto, Roma, Frosinone, Benevento.

Inchiesta Consip, un teste al Csm: ‘Nessuno suggerì a Vannoni il nome di Renzi’

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Nessuno suggeri’ il nome dell’allora premier Matteo Renzi a Filippo Vannoni, consulente economico di Palazzo Chigi, quando il 21 dicembre 2016 venne ascoltato dai pm di Napoli Henry John Woodcock e Celestina Carrano nell’ambito dell’inchiesta Consip. “Assolutamente no”. Cosi’ il capitano della Gdf Sebastiano Di Giovanni, sentito come teste nel procedimento disciplinare aperto al Csm a carico dei pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano, ha risposto alla domanda se vi siano state “minacce o pressioni” nei confronti di Filippo Vannoni, ex consigliere economico di Palazzo Chigi, durante l’interrogatorio avvenuto il 21 dicembre 2016 nell’ambito dell’inchiesta Consip. Woodcock e Carrano sono finiti sotto processo disciplinare proprio per l’interrogatorio di Vannoni, sentito come persona informata sui fatti e non come indagato. Di Giovanni era uno degli ufficiali di polizia giudiziaria che erano presenti all’interrogatorio: “Vannoni era molto agitato – ha raccontato in udienza davanti al ‘tribunale delle toghe’ – sudava, gli fu offerta dell’acqua”. Il teste, quindi, ha escluso che Woodcock abbia rivolto a Vannoni la frase ‘vuol fare una vacanza’ nel carcere di Poggioreale, indicandoglielo dalla finestra dell’ufficio: “mai Woodcock si avvicino’ alla finestra ne’ fece una battuta del genere – ha detto il finanziere – e’ sempre stato rispettosissimo dei testi”. Falso, ha aggiunto, anche che a Vannoni vennero mostrati dei fili dicendogli che erano microspie: “non c’era nessun filo. E’ una ricostruzione assolutamente falsa. Scafarto mostro’ i fili di microspie ad un’altra persona, a Marroni, il giorno prima”, ha spiegato il teste.

Napoli: da domani nuova fermata alibus nel porto

A partire da venerdì 20 aprile il servizio Alibus che collega l’aeroporto di Capodichino con la città e con il porto di Napoli avrà una terza fermata all’interno dell’area portuale, precisamente in corrispondenza del Varco Pisacane. Questa nuova fermata si aggiunge alle due già esistenti nello scalo portuale. La nuova fermata del Varco Pisacane punta a migliorare ulteriormente l’interconnessione tra Aeroporto di Capodichino, Stazione centrale e Porto di Napoli in attuazione del protocollo d’intesa tra Anm (Azienda napoletana mobilità) e Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. La nuova fermata Alibus del Varco Pisacane si trova in corrispondenza con l’arteria di via Duomo che collega direttamente al centro antico della città. La sua istituzione è pensata proprio per facilitare gli spostamenti dell’utenza in arrivo e partenza dal “terminal traghetti” per Capri, Ischia, Procida e Sorrento. La novità migliora e completa così il servizio già fornito con le fermate attive dal 2016 di Calata Porta di Massa-Immacolatella, all’altezza del “terminal traghetti” per le destinazioni Sicilia, Sardegna, e Stazione Marittima (Molo Beverello-piazzale Angioino) in corrispondenza dei terminal crociere e aliscafi per Capri, Ischia, Procida e Sorrento e delle vicine biglietterie.
Nicola Pascale, amministratore unico di Anm, spiega che si tratta di “una linea che quest’anno trasporterà oltre 1 milione di viaggiatori e che nel 2018 potrebbe far registrare un incremento del 100% rispetto al 2016. Considerati i flussi di passeggeri che stiamo registrando, aggiungeremo a breve un ulteriore bus ai 6 già impegnati su questa linea per incrementare ulteriormente l’offerta e la qualità del servizio che, giova ricordarlo, da un sondaggio trasmessoci da Gesac, risulta tra le più apprezzate in Europa”. Il presidente dell’Adsp Pietro Spirito ricorda che “la collaborazione con Anm è stata uno dei primi atti che ho compiuto dopo il mio insediamento all’Autorità di sistema, perché il collegamento all’interno dell’area portuale e con il tessuto della città è uno dei servizi essenziali per i viaggiatori. Il traffico passeggeri e dei crocieristi è uno dei settori di punta dello scalo partenopeo: oltre 8 milioni di passeggeri all’anno. Aver raggiunto sin dal primo momento un accordo con l’azienda napoletana di trasporto pubblico per collegare porto, stazione ferroviaria e aeroporto è stato importante per due ragioni: ha costruito il primo legame tra le tre porte di accesso alla città e ha agevolato la mobilità di cittadini e turisti. Aver ora previsto una nuova fermata al Varco Pisacane – conclude Spirito – è un ulteriore miglioramento del servizio già offerto”.

M5S: “Aeroporti campani, sicurezza e lavoro a rischio con piano industriale Enav”

“Il nuovo piano industriale di Enav rischia di produrre effetti devastanti in tema di sviluppo degli scali aeroportuali campani, oltre che sul futuro occupazionale degli operatori dei servizi di controllo, con conseguenze anche sulla sicurezza del traffico aereo. Lo spostamento del servizio di controllo a medio raggio presso il Centro di Controllo a lungo raggio di Roma, produrrà un ridimensionamento di circa il 40% del personale della Torre di Controllo e della Sala Radar di Napoli. Personale già sotto organico e che oggi annovera appena 42 unità. Con il controllo da remoto effettuato dalla sede di Roma, verranno meno sinergia e tempestività di intervento che oggi rendono efficace l’azione dei controllori della sede di Napoli sia per il traffico dello scalo di Capodichino sia per quello di Salerno. Il rischio di perdere la qualità del servizio comporterà un riverbero sui progetti di rilancio dell’aeroporto di Napoli, che nel 2017 ha calcolato oltre 75mila movimenti commerciali e che punta a raggiungere nei prossimi tre anni, secondo le previsioni di Gesac, 90mila movimenti annui. La delocalizzazione del personale e il calo fisiologico della qualità dell’attività di controllo comporteranno ritardi e disservizi a fronte dei quali compagnie internazionali potrebbero anche prevedere di escludere Napoli tra le loro rotte”. E’ quanto denunciato dal Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione a prima firma del consigliere Vincenzo Viglione e sottoscritta dai consiglieri Saiello e Malerba.
“Chiediamo alla Regione di mettere in atto iniziative e adottare provvedimenti, per quanto di propria competenza, per salvaguardare i livelli occupazionali, anche in considerazione delle conseguenze che potrebbero derivarne in tema di sicurezza e rilancio del comparto. Come Movimento 5 Stelle siamo pronti a sostenere, in tutte le sedi, proposte di rilancio degli aeroporti di Napoli e Salerno che non incidano sui livelli occupazionali, tese dunque a frenare l’emorragia dei nostri professionisti del settore, e che puntino ad ottimizzare la qualità dei servizi offerti”.

Operazione della Polizia Stradale contro il riciclaggio di autovetture al porto di Salerno

Ennesimo colpo inferto dalla Polizia di Stato alle organizzazioni criminali dedite al traffico
di veicoli di provenienza delittuosa verso paesi extraeuropei.
Dopo accurati accertamenti documentali e successivi controlli tecnici su veicoli in
esportazione per l’Africa, il personale dell’Ufficio delle Dogane di Salerno e gli agenti della
Polizia Stradale di Salerno hanno messo a segno una brillante operazione, trovando una
autovettura in procinto di essere imbarcata per l’Africa.
L’attività ha consentito il sequestro di una Toyota Rav 4 Ibrida di recentissima costruzione,
priva di targa, contraffatta nel numero del telaio che risultava corrispondere ad altro veicolo
regolarmente circolante. L’autovettura era corredata da documenti riconducibili a cittadini
del Centro Africa.
L’Ufficio delle Dogane di Salerno puntualmente procede con il personale dell’Antifrode
dell’Agenzia delle Dogane del Porto alla vigilanza e controllo di tutti i beni in esportazione
tra cui autovetture e veicoli commerciali.
Tale servizio, svolto insieme al personale della Polizia Stradale di Salerno, si è reso
necessario in quanto, dall’analisi della fenomenologia del furto di veicoli e la conseguente
ricettazione degli stessi, si è rilevato che il dato è in continuo aumento. Da qui la necessità di
arginare e contrastare il riciclaggio di veicoli rubati e contraffatti mediante imbarco nei porti
italiani su motonavi dirette verso i paesi Africani, maggiormente quelli del Magreb e quelli
Balcanici.
La collaborazione tra i due Uffici ha già dato soddisfacenti risultati; infatti, nel mese di
novembre scorso, in un’analoga operazione, sono stati sequestrati due veicoli sempre in
procinto di essere imbarcati per l’Egitto.
Sono in corso ulteriori e più approfondite indagini tese all’identificazione dell’auto e del
luogo dove è stata asportata e contraffatta, nonché dei responsabili del riciclaggio della
stessa.
Il sequestro dell’autovettura ha inferto un altro duro colpo all’organizzazione criminale,
privandola dell’ingiusto profitto ottenuto dalla loro mancata vendita (valore stimato intorno
ad Euro 40.000).

Napoli, ‘Io non ci sto’: solo una parte di san Giovanni a Teduccio in piazza per dire no alle stese

Studenti e gente comune in corteo tra i palazzoni di San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli, contro le ‘stese’ le scorribande armate che esponenti di clan di camorra in guerra tra loro utilizzano per affermare il predominio sul territorio. ”Portiamo tutti un cartello con la scritta ‘Io non ci sto’, lo slogan della manifestazione – ha spiegato uno dei promotori – , perche’ vogliamo affermare la nostra determinazione a non voler abbandonare il quartiere nelle mani della criminalità organizzata. Una scossa di orgoglio che ci piacerebbe coinvolgesse tutte le istituzioni preposte per perseguire l’obiettivo di restituire una pacifica San Giovanni a Teduccio ai suoi onesti cittadini”. I manifestanti, partiti dal Parco intitolato a Massimo Troisi, hanno attraversato lungo il tragitto alcune strade teatro nei giorni scorsi di questi pericolosi raid, l’ultimo dei quali e’ avvenuto nel rione Villa, luogo di arrivo del corteo, per anni roccaforte e piazza di spaccio del boss della camorra Ciro Rinaldi detti my way sotto la cui abitazione nel corso degli ultimi due mesi ci sono state almeno 4 stese da  parte dei clan avversari dei Mazzarella e dei D’Amico.

“L’iniziativa – spiega don Modesto Bravaccino – nasce da un sogno che ho condiviso con la preside Valeria Pirone, all’indomani della sparatoria del 31 dicembre, dove fu ferito un ragazzino che commise l’errore di affacciarsi al balcone. Purtroppo le sparatorie si ripetono spesso e noi siano al centro di una guerra tra clan”. Don Modesto, prete della parrocchia di San Giuseppe e Madonna di Lourdes, ha in mano un bossolo: uno dei tanti proiettili che si raccolgono in strada dopo le cosiddette stese. Ma di rappresentanti politici e istituzionali in marcia ce n’erano pochi: i consiglieri regionali Francesco Emilio Borrelli e Antonio Marciano, gli assessori del Comune di Napoli Ciro Borriello e Annamaria Palmieri per l’amministrazione comunale e il presidente della municipalità Salvatore Boggia. 
“All’inizio abbiamo avuto una porta chiusa in faccia da tutti, a partire dai piccoli che dicevano di avere paura – ha detto la preside Pirone – fino a 20 giorni fa non avevamo una adesione né di un alunno né di una famiglia. Di stese se ne parla ancora troppo poco, i miei ragazzi mi raccontano ogni giorno di episodi del genere. Questo di stamattina è il nostro grido di rabbia».
Un risultato frutto di un lavoro di rete che ha coinvolto agenzie educative, parrocchie e la rete di associazioni Napoli Zeta, in particolare la cooperativa Sepofà, Libera, Terra di confine, Un popolo in Cammino, Ente Agisco, Studenti contro la Camorra, l’Associazione Maestri di Strada. 

Mugnano,controlli antiabusivismo al mercatino rionale, maxi sequestro di merce contraffatta

Controlli antiabusivismo al mercatino rionale, maxi sequestro di merce contraffatta. Nella giornata di ieri gli agenti della polizia municipale, su richiesta dell’Amministrazione Sarnataro, hanno effettuato una serie di verifiche lungo via Di Vittorio durante lo svolgimento del mercatino con l’obiettivo di stanare i venditori ambulanti abusivi. Nel corso degli accertamenti i caschi bianchi del Comune hanno scoperto e sequestrato 246 dvd falsi tra film, cd e videogiochi. “In questi giorni stiamo procedendo, come è giusto che sia, con degli accertamenti capillari – spiega l’assessore al ramo Vincenzo Massarelli – che interessano tanto i commercianti quanto gli ambulanti. Un servizio che continuerà nelle prossime settimane in maniera costante e puntuale”. Soddisfatto il sindaco Luigi Sarnataro: “L’obiettivo è quello di contrastare tutti i fenomeni di illegalità presenti sul territorio con le forze che abbiamo a nostra disposizione. Le regole valgono per tutti e tutti devono rispettarle: soltanto così si potrà assicurare una concorrenza leale tra gli operatori del settore e rendere la città più vivibile”.

Salerno. Campagna di controlli: aree percorse dal fuoco e vincolo idrogeologico

I Carabinieri Forestali del Gruppo di Salerno stanno svolgendo sopralluoghi e controlli sulle
aree percorse da incendio durante le passate stagioni estive e controlli su scavi, movimenti
terra e variazioni geomorfologiche in genere.
Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco sono soggetti a
specifici divieti e prescrizioni tesi da una parte a limitare gli scopi speculativi che possono
originare gli incendi boschivi e dall’altro a favorire la naturale rinnovazione del soprassuolo
vegetale.
E così, le aree percorse da incendio non possono avere una destinazione diversa da quella
preesistente per almeno quindici anni, per dieci anni è vietata la realizzazione di edifici,
strutture ed infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, sono vietate
per cinque anni le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse
finanziarie pubbliche, sono infine vietati per dieci anni il pascolo e la caccia. I militari hanno
in particolare accertato attività di pascolo non consentito in aree incendiate e contestato 10
sanzioni per un totale di circa 2.000,00 euro.
In sinergia ai predetti controlli, i militari stanno verificando il rispetto del vincolo
idrogeologico e quindi i terreni che per effetto di utilizzazioni contrastanti con la natura del
suolo possono subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque al fine
ultimo di prevenire pericolosi eventi quali alluvioni, frane e movimenti di terreno.
20 le persone sanzionate per un importo di 8.000,00 euro e 16 le persone deferite alla Autorità
Giudiziaria per violazioni al vincolo idrogeologico e violazioni urbanistico edilizie.

In bici e con braccialetto elettronico compiono 2 rapine, arrestati

I carabinieri di Marcianise, insieme a quelli di Macerata Campania, tra Marcianise e Recale, nel Casertano, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per rapina in concorso, di Giuseppe Di Nuzzo  e di Carmine Di Saverio, che era anche sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. I due si sono resi responsabili, nelle prime ore di questa mattina, di due rapine commesse ai danni di due esercizi commerciali di Marcianise e Casagiove. Con volto coperto da passamontagna, i due hanno fatto ingresso nella pizzeria di piazza Principe di Napoli a Marcianise e, con la minaccia di una pistola e un coltello, si sono fatti consegnare la somma in contanti di 10 euro, dandosi poi alla fuga a bordo di due biciclette e mandando in frantumi due vetrine. Dopo circa due ore, mentre l’Aliquota radiomobile di Marcianise era gia’ sulle loro tracce, i due hanno commesso la seconda rapina in un bar di Casagiove, in via Nazionale Appia, con il medesimo modus operandi, portando via il contenuto della cassa, circa 210 euro in banconote di vario taglio. Poi sono fuggiti separatamente, ma i carabinieri li hanno intercettati e bloccati ancora in sella alle loro biciclette. Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno permesso di rinvenire una pistola a salve, un coltello e la refurtiva asportata. 

Mafia, i boss intercettati: ‘Padre Pio ci devono mettere allo zio Ciccio e a quello accanto… Quelli sono i Santi’

“Vedi, una statua gli devono fare… una statua… una statua allo zio Ciccio che vale. Padre Pio ci devono mettere allo zio Ciccio e a quello accanto… Quelli sono i Santi”. Cosi’ uno dei mafiosi fermati dalla Dda di Palermo che ha messo in cella boss e favoreggiatori del latitante Matteo Messina Denaro a marzo scorso parlavano, non sapendo di essere intercettati, di Matteo Messina Denaro e del padre Francesco, capomafia di Castelvetrano morto nel 1998. Don Ciccio e il figlio vengono accostati dai due interlocutori, uno dei quali cognato del boss ricercato, ai santi e a padre Pio, e vengono idolatratati: “Io ho le mie vedute… che c? vuoi?”, prosegue uno dei due. “Significa essere colpevole? Arrestami. Che spacchiu (cavolo ndr) hai? Che fa? non posso dire quello che penso?”. “E’ potuto essere stragista… cosa minchia sia a me? le cose giuste”, spiega uno dei due che fa un paragone tra i boss alla classe politica. “Voialtri tanto mangiate. State facendo diventare un paese… l’Italia e’ uno stivale pieno di merda… uno stivale pieno di merda… le persone sono scontente? questo voi fate? e? glielo posso dire? Arrestami… che minchia vuoi?”.

Il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, in conferenza stampa, parlando dell’operazione che ha portato al fermo di 22 persone indicate come vicine al boss latitane Matteo Messina Denaro ha spiegato: “Stiamo indagando sull’omicidio del 6 luglio dell’anno scorso di Giuseppe Marciano’, genero del boss di Mazara del Vallo. Un omicidio riconducibile al gruppo mafioso attorno a Matteo Messina Denaro. Abbiamo registrato pochi giorni fa intercettazioni di persone che volevano scappare e per questo abbiamo adottato i provvedimenti di fermo.Dalle intercettazioni – ha aggiunto – si registra un attaccamento e una venerazione nei confronti di Matteo Messina Denaro paragonato ai santi. Tra gli arrestati figurano sei capi mafia dei due mandamenti di Castelvetrano e Mazara del Vallo. Le persone fermate avevano a disposizione armi modificate, per evitare comparazioni balistiche. Sono state ritrovate nel corso delle perquisizioni. Inoltre, dalle indagini e’ emerso che i mafiosi avevano un’attenzione maniacale per i sistemi di comunicazione protetti e usavano in maniera accorta i cellulari. Ci sono state continue bonifiche nelle auto per evitare intercettazioni – ha spiegato il magistrato -. Abbiamo registrato intercettazioni in cui si parlava contro i pentiti. I mafiosi hanno anche commentato la morte di Toto’ Riina, discutendo anche di una possibile ascesa di Messina Denaro dopo la morte di Riina”. Invece il capo della Squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti, conversando con i giornalisti, in merito all’operazione ha spiegato: “Matteo Messina Denaro e’ un latitante molto attento. E’ cresciuto a scuola di latitanza con il padre. E’ un latitante che pero’ resta legato alle dinamiche mafiose territoriali. Anche nella scelta di nuovi capi mafia – ha aggiunto – abbiamo registrato l’ascesa del giovane Dario Messina, poco piu’ che trentenne, appena uscito dal carcere per un omicidio. Ha preso il posto del vecchio capo mafia Vito Gondola, nel mandamento di Mazara del Vallo. Anche queste ascese sono il frutto dell’appartenenza che queste persone hanno con Cosa nostra. In particolare Dario Messina e’ parente di Giovan Battista Consiglio, personaggio coinvolto nell’attentato di via Fauro del 1993 contro Maurizio Costanzo”. 

Camorra, anche un carabiniere tra i 50 arrestati dei clan Nuvoletta, Polverino, Ciccarelli e del rione Traiano

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C’e’ anche un carabiniere, un brigadiere della sezione antidroga di Castello di Cisterna, tra i 50 destinatari di misure cautelari nell’ambito di una inchiesta su un traffico internazionale di sostanze stupefacenti e riciclaggio di denaro ‘sporco’ dei clan affidata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli proprio ai militari dell’Arma partenopei. Figura centrale dell’inchiesta un broker napoletano, Bruno Carbone, che dall’Olanda, con contatti diretti con i cartelli colombiani, ‘importava’ cocaina, e riforniva varie cosche nella zona di Marano e nella zona di Caivano in ambienti dei Nuvoletta, dei Polverino e dei Ciccarelli. Le ‘importazioni’ di ‘polvere bianca’ stimano gli inquirenti sono state nell’ordine di 18 milioni di euro l’anno. Il brigadiere deve rispondere di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e ha avvisato il gruppo anche delle indagini in corso. La droga veniva poi consegnata ad organizzazioni di trafficanti attive in una vasta area del Napoletano, cioe’ Marigliano, Castello di Cisterna, Parco Verde di Caivano e anche in citta’, al Rione Traiano.

Napoli: c’è Sarri per il dopo Conte al Chelsea

In Inghilterra danno l’indiscrezione con una serie di particolari. Maurizio Sarri e’ la prima scelta del Chelsea per il dopo Antonio Conte. Secondo il “Mirror” e il “Daily Mail”, Roman Abramovich avrebbe deciso di puntare sull’attuale tecnico del Napoli che non sarebbe intenzionato, scrivono i tabloid britannici, a prolungare la sua avventura in azzurro. Per il “Daily Mail” resta da vedere come il club si liberera’ dell’ultimo anno di contratto del pugliese, che ha un ingaggio da 9 milioni di sterline, circa 10.3 milioni di euro. La prossima mossa, insomma, tocca ad Adl, che dovrà cercare di blindare Sarri dalle brame inglesi.

Juventus-Napoli: arbitrerà il numero uno Rocchi

Sarà Rocchi di Firenze ad arbitrare Juventus-Napoli, big match della 34/a giornata di Serie A in programma domenica sera all’Allianz Stadium. Spal-Roma è stata assegnata a Tagliavento, mentre Chievo-Inter verrà diretta da Valeri. Queste le designazioni arbitrali della 34/a giornata di Serie A, in programma domenica 22 aprile alle 15. Atalanta-Torino (Aureliano), Cagliari-Bologna (Doveri, h. 12.30), Chievo-Inter (Valeri), Genoa-Hellas Verona (Gavillucci, lunedì 23/4 h. 20.45), Juventus-Napoli (Rocchi, h. 20.45), Lazio-Sampdoria (Orsato), Milan-Benevento (Mariani, sabato 21/4 h. 20.45), Sassuolo-Fiorentina (Irrati, sabato 21/4 h. 18), Spal-Roma (Tagliavento, sabato 21/4 h. 15), Udinese-Crotone (Di Bello).

Napoli, parco Mascagna, ancora ritardi nella riapertura. Sabato prossimo sitin di protesta

Continua la battaglia per la riapertura del parco Mascagna. Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, promotore della petizione on-line sulla riapertura del parco Mascagnache ha superato le seicento firme, ancora una volta richiama l’attenzione di istituzioni e cittadini su una vicenda che da diversi mesi a questa parte tiene banco nella popolosa area collinare del capoluogo partenopeo.
“Finalmente il 28 febbraio scorso – ricorda Capodanno –  con due giorni di ritardo rispetto al termine indicato del 26 febbraio, ebbero inizio i lavori per messa in sicurezza delle alberature all’interno del parco Mascagna, uno dei pochi polmoni di verde pubblico a disposizione dei cittadini, posto a confine tra i quartieri del Vomero e dell’Arenella. Così, dopo quasi sette mesi dalla chiusura,  avvenuta, per ragioni di sicurezza, il 13 agosto dell’anno scorso, a seguito dell’improvvisa caduta di un grosso ramo di un cedro, finalmente si avviava l’iter per la riapertura del parco”.
“I lavori da realizzare  – precisa -, sulla scorta di quanto al riguardo pubblicizzato, consistevano nell’immediato abbattimento di tre soggetti arborei con la loro sostituzione, nell’approfondimento strumentale per la verifica della tenuta radicale di altre cinque alberature e in interventi arbori colturali sui restanti soggetti arborei indagati con interventi sia di tipo ordinario, quali rimozione di ramificazioni instabili, rimonda del secco e spignatura che straordinario, quali rigenerazione radicale con palo iniettore, consolidamenti branche mediante l’applicazione di tiranti dinamici”.
“In realtà – sottolinea Capodanno – da quanto ho potuto verificare personalmente stamani, all’interno del parco si nota che sono state tagliate numerose essenze arboree, anche se non risultano ancora chiari i motivi per i quali si è dovuto procedere ad operazioni così radicali e per tanti soggetti. A testimonianza dei tagli effettuati resta il solo ceppo delle alberature che, in qualche caso, è stato trasformato addirittura in una sorta di sedile. Di nuove essenze, in verità, non se ne notano affatto. Inoltre le aiuole appaiono, per lo più brulle, e con molte chiazze prive del manto erboso. Dagli atti pubblicati sul sito internet del Comune di Napoli risulta che con determina n. 2 della Direzione centrale ambiente, tutela del territorio e del mare, del 15 febbraio scorso, per i lavori in questione, si era deciso di fare ricorso all’affidamento diretto, ai sensi dell’art. 36 c.2 lett. a ) del D.lgs. 50/2016. L’importo complessivo impegnato, da corrispondere alla ditta che ha avuto assegnati i lavori, risultava essere di € 19.990,00, oltre Iva al 22%. Nella documentazione allegata alla determina, in relazione alla durata, si legge che “la durata del servizio è stabilita in 40 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data di avvio del’esecuzione del servizio, in seguito ad emissione a ordinativo del Responsabile unico del procedimento.”
“Nelle premesse dello stesso atto – sottolinea Capodanno – si leggeva anche: “rilevato che risulta necessario e urgente procedere all’affidamento degli interventi di manutenzione a carico delle alberature radicate presso il Parco Mascagna al fine di restituire al più presto ai cittadini uno spazio verde ad altissima frequentazione da parte di bambini, anziani e famiglie, e al fine di evitare un irreversibile ulteriore deterioramento degli alberi del parco. A quel punto però erano già passati oltre sei mesi, che avevano prodotto, tra l’altro, una serie di manifestazioni di protesta dei cittadini, assurte anche alla ribatta delle cronache, perché finalmente venisse finalmente varato il provvedimento in questione, con notevoli quanto, allo stato, ingiustificati ritardi, rispetto ai quali è stato anche più volte richiesto che venissero avviate le indagini del caso, da parte degli uffici a tanto preposti”.
“Da tempo – sottolinea Capodanno – sono scaduti i 40 giorni “naturali e consecutivi” fissati per la durata dei lavori ma al momento sulla riapertura del parco al pubblico non vi è nessuna notizia o comunicazione ufficiale. Da qui la rabbia mista a delusione dei residenti e l’indizione per sabato prossimo di un sit-in di protesta al fine di sollecitare l’immediata apertura del parco chiuso da oltre otto mesi”.

Napoli. Acquisti verdi, Campania modello di efficienza

Napoli. Legislazione ambientale, nuovo codice degli appalti pubblici ed amministrazione pubblica. Queste le direttive sulle quali si è esperti del settore si sono confrontati nel corso del seminario “Green Public Procurement – Diritto, Economia, Best Pratice” organizzato dalla professoressa Giuliana Di Fiore, titolare della cattedra di Diritto dell’ambiente tenutosi mercoledì dalle 10.30. Un’iniziativa pensata per offrire in primo luogo agli studenti la possibilità di confrontarsi su temi che saranno centrali del mestiere di un giurista fin dalla condizione. Una scommessa senz’altro vinta e bastava guardare l’aula del dipartimento di diritto amministrativo della facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Federico II” di Napoli al secondo piano di Via Mezzocannone 16 gremita in ogni ordine di posti. Come appropriata si è rivelata l’idea di riunire intorno allo stesso tavolo i rappresentanti della pubblica amministrazione, degli industriali e della centrale di committenza, elementi fondamentali del sistema economico regionale. Un confronto serrato e ricco di contenuti interessanti che candida la Campania a regione modello per quanto riguarda i temi trattati.

Fissata il 5 maggio la tradizionale e solenne processione di San Gennaro

Sabato 5 maggio, a partire dalle ore 17.00, avrà luogo la tradizionale e solenne processione del busto di San Gennaro e delle ampolle contenenti il sangue del Santo. La processione partirà dalla Chiesa Cattedrale alla Basilica di Santa Chiara e si svolge in ricordo della traslazione delle Reliquie del Santo dal Cimitero posto nel territorio di Fuorigrotta, alle Catacombe di Capodimonte, chiamate in seguito, di San Gennaro.
Il Cardinale Crescenzio Sepe, alle ore 17.00, dopo essersi recato nella Cappella del Tesoro, accolto dall’Abate Prelato, monsignore Vincenzo De Gregorio e dalla Deputazione, procederà all’apertura della cassaforte che custodisce le Reliquie del Santo. Sul sagrato del Duomo saranno disposti i busti argentei dei Santi compatroni. L’avvio della processione sarà preceduto da un breve momento di preghiera guidato dall’Arcivescovo. Il corteo processionale si snoderà per via Duomo e via dei Tribunali, passando dinanzi al Pio Monte della Misericordia; si porterà poi in via delle Zite per giungere a Forcella, proseguendo poi lungo via San Biagio dei Librai, piazza San Domenico Maggiore e via Benedetto Croce, fino alla Basilica di Santa Chiara. Lungo il percorso i Parroci del territorio attraversato onoreranno il Santo Patrono con l’offerta dell’incenso e il suono delle campane. Il corteo processionale sarà accompagnato dalla Fanfara dei Carabinieri. Nella Basilica di Santa Chiara, alle ore 18.00 avrà inizio la Celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo. In tale occasione, come è avvenuto tante volte negli anni scorsi, si può rinnovare il prodigioso evento della liquefazione del Sangue del Santo. Per tutta la settimana seguente, in Cattedrale ogni giorno, sarà venerata la Teca contenente le Ampolle del Sangue di San Gennaro. Alla processione e alla celebrazione prenderanno parte delegazioni provenienti da luoghi dove è particolarmente vissuto il culto a San Gennaro.