“Allora ha sciolto a quello nell’acido, non ha fatto bene? Ha fatto bene”. Parla, non sapendo di essere intercettato, uno dei mafiosi fermati dalla dda di Palermo nel blitz di oggi che ha portato in cella 22 tra boss e favoreggiatori del clan di Matteo Messina Denaro. Il drammatico riferimento e’ alla vicenda del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, rapito, tenuto sotto sequestro per 779 giorni, ucciso e sciolto nell’acido per indurre il padre a ritrattare. La conversazione e’ del 19 novembre del 2017. “Se la stirpe e’ quella… suo padre perche’ ha cantato?”, conviene l’interlocutore. Il mafioso rincara la dose, esaltando la decisione di Riina di eliminare il bambino di soli 13 anni come giusta ritorsione rispetto al pentimento del padre, colpevole di avere danneggiato Cosa nostra. “Ha rovinato mezza Palermo quello… allora perfetto”. “Il bambino e’ giusto che non si tocca – aggiunge l’altro – pero’ aspetta un minuto … perche’ se no a due giorni lo poteva sciogliere … settecento giorni sono due anni … tu perche’ non ritrattavi tutte cose? se tenevi a tuo figlio, allora sei tu che non ci tenevi”. “Giusto! perfetto!…e allora … fuori dai coglioni – gli fa eco l’altro – dice: ‘io sono in una zona segreta, sono protetto, non mi possono fare niente’…si a te… pero’ ricordati coglione che una persona la puoi ammazzare una volta, ma la puoi far soffrire un mare di volte”.
Fermati i fiancheggiatori di Messina Denaro: stop ai pizzini
L’indagine che ha portato al blitz in provincia di Trapani, con il fermo di una ventina tra presunti boss e fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro, ha consentito di individuare la rete utilizzata dal capo di Cosa nostra per lo smistamento dei ‘pizzini’ con i quali dava le disposizioni agli affiliati. Le indagini di Polizia, Carabinieri e Dia, inoltre, hanno confermato sia il ruolo di vertice di Messina Denaro sulla provincia di Trapani sia quello del cognato, reggente del mandamento di Castelvetrano in seguito all’arresto di altri familiari. Pedinamenti, appostamenti e intercettazioni hanno ribadito come Cosa nostra eserciti un controllo capillare del territorio e ricorra sistematicamente alle intimidazioni per infiltrare il tessuto economico e sociale. I particolari dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa in Procura a Palermo alle 11:30.
Piange in carcere e si pente l’assassino di Buonabitacolo
Salerno. “Valuteremo la confessione del mio assistito una volta acquisite le carte. Procederemo alla richiesa di copia di tutti gli atti di indagine fin d’ora compiuti al fine di valutare la completa fondatezza della confessione del mio assistito”. È questo l’unico commento del difensore di Karol Lapenta dopo l’interrogatorio di garanzia del 18enne reo confesso dell’omicidio di Antonio Alexander Pascuzzo. La confessione alla quale si riferisce il tribunale di Lagonegro è quella resa dal suo assistito la notte tra sabato e domenica scorsa, la notte successiva al ritrovamento del cadavere lungo un fiume. Il 18enne in quell’occasione ha spiegato ai militari il perché e il come: la droga e la voglia di acquistarlo senza avere i soldi necessari. Karol ha anche portato gli investigatori nella macelleria dove aveva prelevato il coltello dopo averlo pulito. Prima di essere trasferito al carcere di Potenza il giovane è scoppiato in lacrime ed ha compreso cosa aveva fatto. Al momento non ci sono altri indagati ma le indagini non sono ancora terminate. C’è la piena intenzione di completare il quadro e i militari stanno anche ascoltando altre persone. Intanto sarà convocato un tavolo tra gli amministratori locali per affrontare, dal punto di vista politico, il problema dell’assunzione di sostanze stupefacenti e spaccio di droga su tutto il territorio.
Maxi sequestro: 25 milioni di capi contraffatti
Un maxi sequestro di 165.785 capi d’abbigliamento e accessori con marchio contraffatto Yves Saint Laurent è stato portato a termine dalla Guardia di Finanza di Como. Il valore economico della merce, spiega una nota, si aggira intorno ai 25 milioni di euro. I finanzieri hanno perquisito due società del comasco, operanti nel commercio all’ingrosso e al minuto, e hanno trovato bancali di sciarpe, cravatte e pochette provenienti dalla Cina riportanti il marchio “Yves Saint Laurent” e la dicitura “Made in Italy”. Insospettiti dall’incongruenza tra la provenienza dei prodotti e l’attestazione di origine italiana, i finanzieri, con l’ausilio di una società delegata da vari brand internazionali a fare perizie sui rispettivi prodotti, hanno rilevato che i 55.242 capi e accessori stoccati all’interno delle società erano falsi e privi della licenza della maison parigina. I legali rappresentanti delle due società sono stati denunciati per i reati di contraffazione, frode nell’esercizio del commercio e ricettazione.
Gragnano, si ribalta con l’auto a Punta Scutolo: illeso 49enne
Meta di Sorrento. Stava viaggiando a bordo della sua auto in direzione Napoli quando ha perso il controllo della sua vettura che improvvisamente si è ribaltata. Il protagonista di questa vicenda è un automobilista originario di Gragnano, illeso dopo l’incidente stradale che per ore ha paralizzato il traffico lungo la statale sorrentina. L’uomo è un 49enne che viaggiava verso Napoli ma all’altezza di Punta Scutolo, tra Vico Equense e Meta, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Sorrento a causare l’incidente sarebbe stato un sasso. Secondo i rilievi effettuati un sasso si sarebbe staccato dalla parete rocciosa che si affaccia sulla strada e sarebbe finito sotto la ruota dell’automobile facendola ribaltare. Il conducente non procedeva ad altissima velocità ed è rimasto illeso, infatti è uscito da solo dall’abitacolo. Coinvolti nell’incidente anche una donna ed un bambino in un’ auto che viaggiava in direzione opposta. Fortunatamente solo tanta paura per tutti. Dopo qualche ora la viabilità è tornata regolare.
Camorra: scarcerati tutti i complici di ‘zia’ Rosaria Pagano
La Dda prepara il ricorso in Cassazione contro la clamorosa decisione del Riesame di liberare la donna boss Rosaria Pagano e tutti gli altri arrestatati nel blitz del gennaio dello scorso anno per scadenza dei termine della custodia cautelare. E così mentre la “zia” di Melito resta ancora in carcere (ha un fine pena nel 2019 per riciclaggio ma potrebbe anche essere liberata molto prima) e nel frattempo ha lasciato il carcere duro sono invece tornati in libertà quasi tutti gli altri anche se con obblighi di residenza fuori dalla regione Campania. Gente del calibro di Mario Avolio o’ ciuraro, socio in affari della Pagano nel traffico di droga, Ferdinando Lizza detto o’ ragiuniere, Salvatore Tufo, il narcotrafficante internazionale Giuseppe Iavarone detto Peppe o’ gitano (che era stato arrestato in Spagna) e poi tutti quelli che erano ai domiciliari come Vincenzo Bolognini, Massimo Cesarini, detto massimino Giuseppe Leonardi, Luigi Leonardi, Salvatore Manzo e Giovanni Onorato. Ora i due pm della Dda di Napoli Maurizio De Marco e Vincenza Marra, preparano il ricorso per Cassazione sulla decisione del Riesame. I magistrati sostengono che i difensori della Pagano che hanno eccepito il regime di “termini a difesa”, erano a conoscenza dei documenti depositati davanti al giudice per l’udienza preliminare che avrebbe dovuto emettere la sentenza con il rito abbreviato. Sentenza che non è arrivata per un accordo tra le parti ma gli avvocati della Pagano hanno presentato il ricorso al Riesame che ha dato loro ragione mandando liberi la maggior parte degli arrestati dell’inhciesta che vede complessivamente ben 58 indagati.
(nella foto da sinistra in alto Rosaria Pagano, Mario Avolio, Giuseppe Iavarone, Ferdinando Lizza, Massimo Cesarni, Giovanni Onorato, Giuseppe Leonardi, Luigi Leonardi, Salvatore Manzo, Vincenzo Bolognini, Salvatore Tufo)
Libero l’investitore della Statale Cava-Nocera: ‘Nessun sorpasso’
Nocera Inferiore. Il 47enne ritenuto colpevole della morte di Raffaele Rossi il 17enne di Sant’Egidio del Monte Albino avvenuta in un tragico incidente sabato a Nocera è stato scarcerato ed è indagato a piede libero. “Non ho provato alcun sorpasso – ha riferito ieri durante l’udienza di convalida – né ho avuto il tempo di frenare o di evitare l’impatto. Ricordo solo che guidavo sulla mia corsia di marcia, ad una velocità regolare, poi all’improvviso ho visto i fari di un’altra auto”. L’uomo è accusato di omicidio stradale. La decisione di scarcerare il 47enne è connessa alla dinamica dell’incidente che è ancora tutta da chiarire. Il giudice non ha al momento elementi utili per comprendere come le due auto si siano scontrate frontalmente quella notte e ad oggi non ci sono gravi indizi di colpevolezza per tenere Marco Avagliano in stato di arresto. Avagliano ha fatto sapere di essere dispiaciuto ed addolorato per il ragazzo deceduto. I carabinieri di Nocera Superiore che seguono il caso hanno le immagini di videsorveglianza di un’azienda situata lungo la strada dove è avvenuto l’impatto e le testimonianze di due ragazzi che facevano parte dello stesso gruppo di amici di Raffaele presenti su un’altra auto. Per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti la Procura si potrebbe avvalere del supporto di alcuni tecnici come un ingegnere stradale ed un perito che possa analizzare i danni delle due auto. I ragazzi di Sant’Egidio procedevano in direzione Nocera, da Cava. Quelli della Opel invece, tornavano da Gragnano, diretti nella città di Cava.
Camorra, maxi blitz tra Napoli e provincia: 50 arresti. IL VIDEO
È in corso una vasta operazione da parte del Comando Provinciale dei Carabinieri che stanno dando esecuzione a provvedimenti cautelari emessi dal G.I.P. di Napoli su richiesta della locale D.D.A. nei confronti di oltre 50 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro di provenienza illecita e riciclaggio, tutti reati aggravati da finalità mafiose.
Napoli, indagati 16 dirigenti ed ex del comune: non facevano pagare i canoni dei mercati rionali
“Un quadro di diffusa illegalita’ che ha comportato la mancata esazione di canoni cagionando un danno patrimoniale al Comune”. Il nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ha notificato otto inviti a dedurre ad altrettanti dirigenti ed ex dirigenti del Comune di Napoli che avrebbero generato un danno erariale che sfiora i 300mila euro. E’ l’ennesima inchiesta della Corte dei Conti della Campania sulla cattiva gestione dei beni di Palazzo San Giacomo e in particolare questa volta l’attenzione si e’ concentrata sulla mancata riscossione dei canoni di 20 mercati rionali cosiddetti in ‘sede propria’, ovvero in strutture di proprieta’ del Comune di Napoli dove i commercianti pagano i canoni. Dal 1993 al 2005 sono stati accumulati debiti per quasi 700mila euro che sono andati definitivamente persi tanto che il Comune li ha cancellati dagli attivi del bilancio gia’ nel 2012. La Corte dei Conti si e’ concentrata su quelli che vanno dal 2006 al 2016 e che ammontano a 300mila euro. Si tratta di tutti quei crediti che non sono stati richiesti dai dirigenti di Palazzo san Giacomo e che sarebbero andati persi. L’inchiesta del vice procuratore regionale Marco Catalano, con il procuratore Capo Michel Oricchio punta a recuperare questi soldi facendo pagare direttamente a chi aveva o ha la responsabilita’ nella gestione dei mercati. Inviti a dedurre a Ida Alessio Verni’, Francesco Crispino, Fabio Pietro Fracasso, Massimo Lucrezia, Rosangela Broda, Paola Sparano, Alessandro Ajraldi e Umberto Persico.
Marotta: ‘Tifosi del Napoli a Torino? Non vogliamo fare polemiche’
Domenica la super sfida a Torino tra Juventus e Napoli, a cui potranno assistere circa duemila tifosi napoletani non residenti in Campania. L’ad della Juve, Marotta, ha sottolineato: “Noi irritati? L’irritazione nasce da una logica e saggia preoccupazione. Vorremmo il pubblico avversario in ogni gara ma la preoccupazione nasce da quanto è successo negli ultimi anni. Ma le istituzioni hanno garantito grande controllo e ci affidiamo a loro. Non vogliamo fare polemica”. la preoccupazione di Marotta nasce dalla convinzione che sicuramente saranno molti di più di duemila quelli che tiferanno Napoli domenica sera allo Stadium come i figli di napoletani nati al Nord e che potranno acquistare regolarmente il biglietto.
Mafia: arrestati 22 uomini del super boss Matteo Messina Denaro
Si stringe il cerchio sul capo di Cosa nostra Matteo Messina Denaro: Polizia, Carabinieri e Direzione investigativa antimafia (Dia) stanno eseguendo un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Palermo nei confronti di 22 presunti affiliati alle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna Il blitz scattato in provincia di Trapani e’ l’ennesimo colpo inferto dagli investigatori alla rete relazionale, criminale ed economica di Messina Denaro. Le accuse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, detenzione di armi e intestazione fittizia di beni. Tutti reati aggravati dalle modalita’ mafiose.
Napoli: Sarri fa melina ma pensa a domenica
“Campionato riaperto? A noi interessava vincere questa gara, abbiamo approcciato benissimo, facendo 20 minuti di livello, poi abbiamo avuto 10 minuti di vuoto, così come l’inizio del secondo tempo. Poi nel finale abbiamo giocato un calcio molto veloce. Sono un po’ dispiaciuto ma anche soddisfatto perché ho rivisto un grande livello di prestazione”. Così su Premium Sport, l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri dopo la vittoria contro l’Udinese. “Raramente abbiamo questi black out difensivi, e anche stasera avevamo fatto bene a parte qualche minuto a cavallo tra il primo e il secondo tempo. Spero siano stati errori occasionali, perché sappiamo che con la Juve diventa fondamentale anche la fase difensiva”, ha aggiunto.Se il Napoli ha la personalità per giocarsela a Torino. “Noi cerchiamo di imporre sempre il nostro gioco e cercheremo di farlo anche a Torino, in uno stadio difficilissimo. La Juventus a livello di rosa è la squadra più forte d’Europa. Sappiamo che è una gara difficile – ha detto Sarri – ma non cambieremo la nostra filosofia. Mancano 5 partite ancora, imitare tutto alla prossima sfida è riduttivo. E’ difficile andare lì, così come lo è andare a Manchester contro il City, a Madrid col Real o a Parigi col PSG: la difficoltà è questa”. Cosa cambia con Mertens e Milik insieme in campo. “Come sviluppo della manovra abbiamo gli stessi principi, non cambiamo molto. Poi è chiaro che quando andiamo sugli esterni cerchiamo più la palla alta con Milik e quella veloce con Mertens. Hanno caratteristiche fisiche diverse – ha spiegato – ma tecnicamente sono molto bravi tutti e due, quindi quando giocano insieme non cambiamo i nostri principi”. Ma con la Juve giocherà Mertens o Milik? “Dopo l’allenamento di domenica mattina potrò rispondere. Valutare ora come potranno stare tra quattro giorni mi sembra difficile, bisogna vedere come reagirà Milik a questo spezzone importante di partita”, ha concluso Sarri.
Napoli: Allegri si dice tranquillo per domenica
Max Allegri non fa drammi dopo il pareggio di Crotone e rilancia la sfida scudetto al Napoli: “Un mese e mezzo fa ci avrei messo la firma se mi avessero detto che sarei arrivato allo scontro diretto contro il Napoli con 4 punti di vantaggio: domenica sarà sicuramente una bella sfida. Ci prepareremo al meglio. Stasera non abbiamo fatto tanto bene, anche se i ragazzi hanno fatto tutto il possibile. Venire a giocare a Crotone non è facile, sono sempre partite sporche in cui ci si deve adattare: siamo riusciti ad andare in vantaggio, ma poi abbiamo preso un gol da polli. Dopo l’1-0 dovevamo continuare a palleggiare senza forzare le giocate, anche se la sensazione era che il gol degli avversari sarebbe potuto arrivare: diciamo che non era serata, ora dobbiamo concentrarci sulla sfida contro il Napoli. Non firmerei per un pareggio: dobbiamo giocare per ottenere il massimo, vincendo faremmo un grande salto in avanti. Ad ogni modo, il campionato non finirà domenica”.
Napoli: la gioia di Insigne e la sfida rilanciata
Entusiasta e determinato Lorenzo Insigne, tornato al gol, dopo la spettacolare rimonta del Napoli contro l’Udinese. Il pensiero è già rivolto alla partitissima di Torino: “Quella di domenica sara’ una partita fondamentale per avvicinarci alla Juve. Oggi hanno fatto un passo falso ma dobbiamo restare con i piedi per terra, dobbiamo farci trovare pronti. Se vogliamo vincere lo scudetto dobbiamo andare la’ e provarci, questa squadra ha dimostrato grandi attributi per conquistare questo campionato, ce la stiamo mettendo tutta e speriamo che alla fine le fatiche vengano ripagate. Stiamo dando l’anima e tutte le settimane ci alleniamo sempre a duemila per fare risultato a tutti i costi”.
Crotone-Juventus 1-1: la capolista sbanda
Un gran gol in rovesciata di Simi nella ripresa consente al Crotone di pareggiare al Napoli di credere ancora nello scudetto. La peggior Juve del girone di ritorno non va oltre il pari contro la squadra di Zenga. Bianconeri in vantaggio nel primo tempo con Alex Sandro. Ma strafa facendo la truppa si distrae, appare poco centrata. Il Crotone ne approfitta e trova con una splendida rovescita di Simi il gol del pareggio.
Napoli, ora viene il bello: la sfida di Torino vale davvero lo scudetto
Il Napoli batte l’Udinese 4-2 e accorcia in classifica sulla Juventus capolista, a -4. Con il pareggio a Crotone (1-1), i bianconeri sono a 85 punti, mentre il Napoli è a 81. Domenica sera la sfida scudetto Juventus-Napoli.Nella serata più rocambolesca, quando sembrava ormai tutto finito, il Napoli rialza la testa e potrà giocarsi lo scontro diretto con ‘soli’ quattro punti di distanza dalla Juventus, fermata sul pari a Crotone. E’ successo di tutto al San Paolo, in una gara vietata ai malati di cuore con gli uomini di Sarri che vanno due volte sotto con l’Udinese (alla decima sconfitta consecutiva, a segno con Jankto e Ingelsson) e che a al 65′ erano in pratica a meno 9 dalla Juventus con il campionato quasi finito. Anzi in caso di vittoria della Juve se fossero restati quei risultati i bianconeri già domenica prossima potevano aggiudicarsi lo scudetto. E invece con tenacia e orgoglio la riaprono e ribaltano, con le reti di, Albiol, Milik e Tonelli la chiudono sul 4-2 portandosi a meno 4 dai bianconeri.
Prima la sofferenza, poi la gioia. Vittoria di maturità per il Napoli di Maurizio Sarri, che batte 4-2 l’Udinese con le reti di Insigne, Albiol, Milik e Tonelli e vola a quota 81 punti mettendosi a -4 dalla Juventus, contemporaneamente bloccata sull’1-1 sul campo di Crotone, a soli 3 giorni dal big match di domenica sera dell’Allianz Stadium che deciderà le sorti dello scudetto. Ottima partenza della squadra di casa che sin dalle prime battute costringe l’Udinese nella propria metà campo, sfiorando il vantaggio prima con un gran tiro di Hamsik dalla distanza e poi con una conclusione di destro di Insigne, ma in entrambi i casi è bravo Bizzarri a chiudere lo specchio della porta. Col passare dei minuti, però, l’Udinese inizia a guadagnare terreno e al minuto 26′ avrebbe anche la ghiotta occasione per passare in vantaggio con Barak, ma il ceco calcia debole tra le mani di Reina dall’interno dell’area piccola. Ma la gioia è solo posticipata, perché al minuto 40′ l’Udinese passa in vantaggio con Jankto, il più lesto a intervenire su un cross dalla destra di Zampano e a insaccare in rete sfruttando la disattenzione della difesa azzurra. Il Napoli però non si dà per vinto e pochi minuti dopo pesca il jolly con Lorenzo Insigne, che raccoglie l’assist di Zielinksi, salta secco Nuytinck e fredda Bizzarri con un destro chirurgico all’angolino, per l’1-1 con cui si chiude la prima frazione di gioco.
Nel secondo tempo è di nuovo il Napoli a partire forte e a sfiorare il vantaggio prima con un bel tiro di Diawara deviato da Bizzarri e poi con una botta da fuori area di Hamsik che si spegne di poco a lato; ma l’Udinese è tutt’altro che rinunciataria e infatti prima va vicinissima al gol con Jankto e poi lo trova con una gran girata di Ingelsson, bravo a raccogliere l’assist di Zampano e a trafiggere Reina con un destro che vale il 2-1 per gli ospiti. Sotto di una rete Sarri si gioca la carta Mertens per Hamsik, passando così ad un più offensivo 4-2-3-1 e infatti al 64′ gli azzurri trovano subito il pari con Albiol, che svetta da calcio d’angolo e di testa supera Bizzarri per il 2-2 che carica i partenopei. La rimonta azzurra si completa al minuto 70′ con il solito Arek Milik, il più rapido a ribattere in rete una conclusione di Callejon e a realizzare il 3-2 che manda in visibilio il pubblico del San Paolo; e non finisce qui, perché pochi minuti dopo il Napoli trova anche il 4-2 con Lorenzo Tonelli, che stacca benissimo in terzo tempo e di testa buca ancora Bizzarri, rete che chiude virtualmente la gara. Negli ultimi minuti l’Udinese prova l’assalto disperato e colpisce anche una traversa di testa con Perica, ma gli azzurri tengono il doppio vantaggio e al fischio finale festeggiano vittoria e tre punti, grande iniezione di fiducia in vista del big match di domenica sera contro la Juventus.
NAPOLI – UDINESE: 4-2
Reti: 41′ Jankto (U), 47′ Insigne (N), 55′ Ingelsson (U), 64′ Albiol (N), 70′ Milik (N).
NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Tonelli, Mario Rui; Zielinski, Diawara, Hamsik (dal 57′ Mertens); Callejon (dal 81′ Rog), Milik (dal 73′ Allan), Insigne. A disposizione: Rafael, Sepe, Maggio, Chiriches, Milic, Jorginho, Machach, Ounas, Leandrinho. All. Sarri.
UDINESE (3-5-2): Bizzarri; Nuytinck, Danilo (dal 76′ De Paul), Samir; Zampano, Ingelsson, Balic, Barak, Pezzella (dal 69′ Adnan); Jankto (dal 77′ Widmer), Perica. A disposizione: Scuffet, Borsellini, Caiazza, Widmer, Pontisso, Fofana, De Paul, Maxi Lopez, Djoulou. All. Oddo.
Arbitro: Calvarese di Teramo.
Note: ammoniti Danilo (U), Mario Rui (N), Ali Adnan (U).
Da Napoli alla Cina: Corde Oblique a Shenzhen il 25 aprile
Da Napoli alla Cina. Un gradito ritorno per i Corde Oblique, la formazione napoletana che mercoledì 25 aprile 2018 parteciperà al Nanshan Pop Music Festival 2018 a Schenzen, città della provincia di Guangdong, nellaCina continentale meridionale. Per Riccardo Prencipe e i suoi musicisti è un ritorno importante a conferma del bel ricordo lasciato nel dicembre del 2015, quando i Corde Oblique tennero un tour cinese di nove concerti, prima band italiana underground ad effettuare una tournée così lunga in Cina. Sarà anche l’occasione di suonare le nuove versioni di brani storici del gruppo, quelli rivisitati nel recentissimo nuovo disco dal vivo Back Through The Liquid Mirror, pubblicato dalla tedesca Dark Vinyl Records. L’apparizione a Schenzhen è di notevole importanza poichè il Nanshan Pop Music Festival negli ultimi cinque anni conta una cifra come 276 performance artistiche, per un pubblico di più di un milione e mezzo di spettatori.
“Il primo istinto è stato semplicemente quello di “fotografare” il presente di Corde Oblique. Oggi la formazione live ha assunto una struttura stabile e ha dato un nuovo carattere a determinate esecuzioni. Ogni brano, una volta pubblicato, prende una vita propria e, se parte del repertorio live, inizia a trasformarsi come un essere vivente. Cresce, cambia, a volte diventa più bello, a volte diventa più brutto, ma in ogni caso è diverso. Questo guardarsi indietro attraverso uno specchio vivo, liquido come acqua, è alla base di Back Through The Liquid Mirror. Sarebbe come dire: “Ecco come siamo oggi a distanza di ben 13 anni”; guardiamoci indietro attraverso uno specchio liquido e vivo: il live”. Così Riccardo Prencipe riassume Back Through The Liquid Mirror, il nuovo album di Corde Oblique, il progetto da lui fondato nel 2005 che, a tredici anni di distanza dai primi passi, si guarda indietro, si riappropria di alcuni pezzi divenuti veri e propri classici, e li rivisita dal vivo, in studio.
Back Through The Liquid Mirror è distribuito in Italia da Audioglobe e in tutto il mondo da MVD (USA), Plastic Head (UK), Clear Spot (Benelux), Nova Media (Germania), Dying Art (Asia), in digitale su Believe. Corde Oblique si è riunita per un giorno negli Splash Studio di Napoli e ha reinterpretato i classici del proprio repertorio attraverso lo “specchio liquido” del presente, tutto d’un fiato, registrando e filmando la performance. “Sfogliando il catalogo dei nostri album – dichiara Prencipe – ci si rende conto che alcuni brani sono difficili da riproporre durante un concerto per motivi strumentali. Nei nostri dischi si contano tantissimi strumenti, spesso assai diversi tra loro. Il live assume invece un carattere più folk-rock-progressivo, ed è quello che volevamo uscisse fuori. Abbiamo sempre registrato step by step, costruendo gli album dalle fondamenta e sovrapponendo gli strumenti uno ad uno come pennellate multistrato, come si fa con un montaggio cinematografico. Stavolta volevamo invece la spontaneità e il vigore del teatro”.
Corde Oblique è un vero e proprio progetto artistico, una “bottega degli artisti del suono”ideata e diretta da Riccardo Prencipe, compositore e chitarrista che nel corso degli anni ha impresso alla musica la sua personalità, la sua esperienza, i suoi studi. Il risultato finale di questa lunga e appassionata elaborazione tra musica, arte, storia, geografie e culture, è un genere a sè stante ribattezzato “Progressive-Ethereal-NeoFolk”: da una parte il retaggio del classic rock – ad esempio l’esperienza progressive anni ’70, ma anche certi elementi del panorama hard heavy – e dall’altra una miscela di sonorità acustiche antiche e contemporanee, con un profilo talvolta severo e introspettivo ai confini con un’ estetica dark. Diplomato in chitarra classica presso il Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, Prencipe ha pubblicato sette album con varie case discografiche straniere, distribuiti e promossi in tutto il mondo (con particolare successo in Germania, Russia e Cina), tutti ottimamente recensiti dalla critica per la congiunzione tra la provenienza partenopea, il respiro internazionale, il passaggio fluido tra generi e il riferimento tematico al patrimonio storico-artistico italiano.
Tra i brani selezionati, provenienti da dischi importanti come The Stones of Naples (2009), A Hail Of Bitter Almonds (2011) e I maestri del colore (2016), spiccano anche Flying degli Anathema e Kaiowas dei Sepultura. Due “riscritture”, più che rivisitazioni, che sottolineano l’eclettismo e l’ampiezza delle fonti di ispirazione: ” Anathema e Sepultura hanno avuto picchi di espressione assai interessanti a mio parere, l’idea di rivisitare un loro brano mi stuzzicava da sempre. Ho avuto anche il modo di far ascoltare la versione originale ad Andreas Kisser dei Sepultura, il quale si disse subito molto entusiasta. Con Daniel Cavanagh degli Anathema suonammo un paio di brani durante un suo live acustico ed in seguito decidemmo di coverizzare Flying dopo aver ascoltato una loro esecuzione favolosa in apertura del concerto dei Porcupine Tree a Roma”.
Il prossimo appuntamento dal vivo, ancora una volta al di fuori dei confini nazionali, sarà il 29 luglio all’Amphi Festival di Colonia. L’ennesima conferma del valore internazionale di una realtà artistica che con Back Through The Liquid Mirror offre al pubblico una nuova occasione di scoperta.
Il Sindaco del rione Sanità di mario Martone al Teatro Argentina di Roma fino al 29 aprile
Il “Sindaco del rione Sanità” diretto e rivisitato da Mario Martone, tratto dall’opera di Eduardo, richiama “Gomorra” o la “Paranza” di Roberto Saviano. In scena fino al 29 aprile al teatro Argentina di Roma si tratta di un progetto che ha visto la compartecipazione di Elledieffe (il nome della compagnia teatrale di Luca De Filippo, il figlio d’arte di Eduardo scomparso poco più di un anno fa) di Nest Napoli Est Teatro di San Giovanni a Teduccio e dello Stabile di Torino. Il giovane Francesco Di Leva interpreta il protagonista, il boss della camorra Antonio Barracano che decide sorti e destini, torti e ragioni, del suo rione, uomo d’onore – ma non certo come quello tracciato alla metà del Novecento da Eduardo – che divide gli esseri umani in gente perbene e gente carogna; Giovanni Ludeno interpreta il medico “affiliato”, che copre il sistema fuorilegge ma aspira a uscirne ed emigrare in America per mettere legalmente a frutto la sua professionalità. Tra i giovani, anche il rapper Ralph P che apre la commedia interpretando la sua “Niente ‘e nuovo” e firma le musiche originali dello spettacolo.
“Scomposto e ricomposto – come spiega nelle note di regia Mario Martone – per essere riportato alla sua potente carica di attualità. Il teatro è vivo quando si interroga sulla realtà, se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”. Così, nel caso specifico, “si favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica, incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo”.
Agente penitenziario suicida in carcere
Un poliziotto penitenziario di 31 anni, D.S., di origini sarde, effettivo alla Casa circondariale di Aosta, sposato da pochi mesi, in forza al Gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria e in questo periodo operativo in Sardegna, si è tolto la vita a Oristano. A dare la notizia è Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. ”Tragedie che ogni volta che si ripetono determinano in tutti noi grande dolore e angoscia – commenta Capece – E ogni volta la domanda che ci poniamo è sempre la stessa si poteva fare qualcosa per impedire queste morti ingiuste? Si poteva intercettare il disagio che caratterizzava questi uomini e, quindi, intervenire per tempo? Non sappiamo se vi siano correlazioni con il lavoro svolto – precisa – Siamo vicini alla moglie, al figlio, ai familiari e agli amici”. “Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del personale di Polizia Penitenziaria. Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore – sottolinea Capece – è necessario strutturare un’apposita direzione medica della Polizia penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione penitenziaria”.
Ucciso in casa della fidanzata, condannata tutta la famiglia
Una intera famiglia condannata per la morte di Marco Vannini, ucciso il 17 maggio del 2015 a Ladispoli mentre si trovava a casa della fidanzata. Il giovane di 21 anni venne raggiunto, mentre si trovava nella vasca da bagno, da un colpo di pistola sparato dal padre della ragazza: un colpo solo, ma che risulto’ fatale visto che nessuno dei presenti in casa chiamo’ tempestivamente i soccorsi che avrebbero permesso di salvare la vita a Marco. Una condanna per omicidio volontario a 14 anni per Antonio Ciontoli, tre condanne a tre anni per omicidio colposo per la moglie Maria Pezzillo e per i figli Martina (fidanzata della vittiima) e Federico, accusati in sostanza di aver ritardato i soccorsi, e una assoluzione per la fidanzata di Federico, Viola Giorgini. Questa nel dettaglio la decisione presa dai giudici della I corte d’Assise di Roma. Troppo poco per i parenti della vittima che inscenano una protesta in aula tanto da richiedere ‘intervento dei carabinieri. “Vergogna – ha urlato la madre di Vannini, Marina Conte- non posso piu’ credere nella giustizia: riconsegnero’ la mia scheda elettorale perche’ mi vergogno di essere una cittadina italiana”. Urla e proteste anche da altri parenti all’indirizzo della corte rea di essere stata troppo morbida “con chi ha ucciso Marco e con chi non lo ha soccorso”. I giudici, che hanno disposto una provvisionale di 400 mila euro in favore dei genitori di Vannini, hanno condannato Ciontoli, sottufficiale della Marina Militare, ad ulteriori due mesi di carcere per omessa custodia dell’arma di servizio. Da quanto emerso nel processo, la morte di Vannini e’ stata causata da un micidiale mix di imprudenza e incoscienza. L’imprudenza legata all’utilizzo di una arma, regolarmente detenuta, in una sorta di “folle gioco” e la colpevole incoscienza di non avere avvisato subito i soccorsi che, ha dimostrato una perizia, se fossero intervenuti subito avrebbero potuto salvare la vita del 21enne. Durante il processo Ciontoli, per il quale il pm aveva sollecitato una condanna a 21 anni, ha raccontato che quella sera di maggio di tre anni fa Vannini era nella vasca bagno quando lui era entrato per prendere due pistole che il ragazzo aveva chiesto di mostrargli, ma era scivolato facendo partire un colpo e ferendolo. “Mi vergogno di quello che ho fatto – ha raccontato ai giudici -. Ho fatto una grossa stupidata, ero preoccupato per tutto anche per il mio lavoro. Ho rovinato la vita a tante persone, alla famiglia di Marco e alla mia”. Secondo la procura di Civitavecchia tutti i presenti in casa quella sera avrebbero contribuito a ritardare i soccorsi. Se l’allarme al 118 fosse stato lanciato in modo corretto e tempestivo, Vannini sarebbe stato trasportato entro 40 minuti dal fatto presso un pronto soccorso di secondo livello e avrebbe avuto grandi possibilita’ di essere salvato. Secondo i consulenti della Procura, invece, le varie telefonate fatte al numero di emergenza, durante le quali non venne detto agli operatori cosa realmente era accaduto, hanno fatto accumulare un ritardo di circa un’ora e mezza che e’ poi risultato fatale.



