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Omicidio Vassallo, l’Emilia Romagna approva una risoluzione: “No all’archiviazione, verità sul delitto”

La Giunta regionale dell’Emilia Romagna approva all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta a chiedere verità sull’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica ucciso nel 2010 per essersi opposto alle attività criminali della camorra. L’atto di indirizzo, proposto dal Partito Democratico, invita l’esecutivo regionale a sostenere e diffondere l’appello lanciato dalla Fondazione e dalla famiglia Vassallo perchè lo Stato non rinunci a cercare esecutori e mandanti. “Vassallo è stato un sindaco straordinariamente impegnato a migliorare la vita del suo comune- ha sottolineato il consigliere Pd Antonio Mumolo presentando la risoluzione in Aula- la sua storia ha suscitato grande coinvolgimento ed emozione anche a Bologna e in Emilia-Romagna”. La petizione è stata sottoscritta in primis dalla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore ed è stata portata avanti da molte istituzioni e associazioni in tutto il territorio nazionale, dopo la notizia della possibile archiviazione delle indagini. “Questo e’ un esempio di amministratore che ha operato per la legalità e la valorizzazione del territorio- scrivono i consiglieri Dem- professando il rispetto dell’ambiente e delle regole e molti ragazzi e ragazze della nostra regione si sono avvicinati a percorsi di impegno e di partecipazione civica anche grazie alla sua storia”. Condivide gli intenti della risoluzione anche Yuri Torri di Sinistra Italiana, che ha rimarcato il forte impegno civico che ha segnato la vita di Vassallo e la sua attività politica: “Affermiamo la necessità di arrivare a una verità definitiva, questo è un delitto che non può rimare impunito per la particolare efferatezza della modalità mafiosa ma soprattutto per la passione e il coraggio di questo sindaco impegnato contro la camorra e noto per le sue battaglie ambientaliste”. La risoluzione è a firma di Antonio Mumolo, Marcella Zappaterra, Mirco Bagnari, Francesca Marchetti, Nadia Rossi, Paolo Calvano, Barbara Lori, Manuela Rontini, Stefano Caliandro, Paolo Zoffoli e Massimo Iotti, tutti del Pd.

Caserta, al via lo sgombero della villa del boss Della Ventura del clan Belforte

Caserta. Le forze dell’ordine hanno avviato lo sgombero della villa del boss del clan Belforte Antonio Della Ventura, a Caserta, in via Petrarelle, nella frazione Santa Barbara. La villa era già stata confiscata tempo fa e presa in carico dall’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, ma i parenti del boss, attualmente detenuto al 41 bis, non aveva rispettato l’ordine di lasciare l’immobile. Della Ventura e’ ritenuto il referente del clan di Marcianise nel capoluogo Caserta. L’operazione interforze eseguita da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, una sorta di “sfratto” ordinato dall’Agenzia Nazionale, è partita questa mattina; non ci sono stati problemi di ordine pubblico, e gli occupanti, tra cui la figlia del boss, hanno accettato di abbandonare la villa; entro qualche giorno la lasceranno. Il bene sarà acquisito al patrimonio comunale e riutilizzato per fini sociali.

Parete, denunciò i Casalesi l’imprenditore intimidito da 4 uomini in moto. Solidarietà del sindaco

Caserta. Potrebbe essere stata un’intimidazione camorristica quella che è avvenuta ieri a Parete, dove l’imprenditore Federico Falco, che in passato ha denunciato e fatto arrestare esponenti del clan dei Casalesi, ha sparato alcuni colpi di pistola in aria dopo che si erano presentati a casa dei suoi genitori quattro uomini a bordo di due moto, uno dei quali armato. Del fatto si sta interessando tanto la Procura ordinaria, quella di Napoli Nord, che quella Antimafia, visto che Falco ha più volte denunciato le estorsioni subite dagli esponenti del clan. Ma intanto, dopo l’episodio, sono arrivate subito dichiarazioni di solidarietà per l’imprenditore, titolare di una nota villa per eventi a Cellole e di un lido balneare. Il sindaco di Parete, Gino Pellegrino, esprime “vicinanza e solidarietà all’imprenditore e amico Federico Falco per quanto accaduto. Con lui oltre a un rapporto di amicizia e stima, da qualche mese è iniziato anche un percorso di collaborazione lavorativa nell’ambito del rilancio del Litorale domitio. Intanto, in virtù di questo episodio, dice il primo cittadino, “ho mandato una nuova richiesta al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il Comune di Parete starà al fianco suo e del socio Carlo Emini, persone perbene e validi imprenditori che stanno facendo tanto per il riscatto del nostro territorio. E’ una battaglia che tutti assieme dobbiamo fare e che necessariamente dobbiamo vincere. Non si può tornare più indietro”.

Aeronautica: giurano gli allievi del corso Vulcano V a Pozzuoli. IL VIDEO NEI CIELI DI NAPOLI

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Gli allievi del corso Vulcano V dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli giurano fedelta’ alla patria. La solenne cerimonia si è svolta sul Piazzale delle Medaglie d’Oro, alla presenza del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, e di numerose autorità civili, militari e religiose e dei genitori dei giovani giuranti. “Con il tradizionale “lo giuro!” i giovani allievi si sono impegnati ad onorare gli ideali di lealtà, coraggio e senso del dovere tipici della condizione di appartenente alle Forze Armate. Durante la cerimonia -informa una nota- si è svolto anche il battesimo del Corso, in cui il gagliardetto – attraverso un ideale passaggio di consegne tra i padrini delle generazioni dei precedenti Corsi Vulcano – è stato affidato al Capo Corso del Vulcano V. Entrambi i momenti sono stati accompagnati dal passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale, che ha disteso in cielo il suo tradizionale tricolore”. Il Ministro della Difesa, rivolgendosi ai giovani, ha ricordato loro che ”si parla spessissimo di diritti, ma non dobbiamo mai dimenticare che i diritti devono essere accompagnati anche dai doveri e dal rispetto delle regole. Oggi, con il giuramento, impegnandovi in modo profondo, per la vita, state ricordando a tutto il Paese che esistono anche i doveri”. Ha poi invitato i ragazzi a seguire sempre le proprie passioni, in quanto sono proprio queste ”che vi portano a scegliere quella che non è solo una professione ma anche e soprattutto una missione. Dentro la vostra missione sta il meglio della vostra essenza”. “Qui vi formerete con standard altamente qualificati. Non è un caso -ha continuato- che sempre più spesso c’è una richiesta pressante per potersi formare con la nostra Aeronautica Militare: una tradizione che mette insieme innovazione e valori. L’internalizzazione è oggi una parte fondamentale della formazione dei militari italiani perché tutte le sfide della sicurezza si giocano non da soli ma insieme a tutta la comunità alleata di cui facciamo parte”.Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, nel suo discorso ai giurandi, ha detto loro: ”Il vostro futuro aeronautico, cari allievi, sarà complesso ed impegnativo ma altrettanto esaltante per l’opportunità che vi viene offerta di diventare parte integrante di una realtà operativa all’avanguardia. Oggi vi dò ufficialmente il benvenuto nell’Aeronautica 4.0, la nuova era della nostra Forza Armata”. “Un’Aeronautica -ha aggiunto- consapevole delle minacce e delle sfide, determinata a contribuire attivamente alla costruzione del futuro della nostra nazione con una missione ambiziosa ma necessaria: quella di ampliare e ridisegnare le capacità della FA per essere sempre più integrati e utili al paese, realizzando un’attività di pensiero collettivo ispirato alla continua innovazione ed aperta condivisione delle idee oltre al creare un ambiente lavorativo dove ognuno di noi possa realizzare se stesso sotto il profilo etico, morale, professionale ed intellettuale. Il futuro vi appartiene cari allievi del Vulcano V. Siate fieri della vostra scelta e pronti ad onorare i vostri ideali con il coraggio dell’azione affinché possiate essere sempre orgogliosi del vostro modo di essere”.  Il Comandante dell’Accademia Aeronautica, Generale di Brigata Aerea Enrico Degni, rivolgendosi ai veri protagonisti di questa cerimonia ha detto: “Da oggi in poi, la vostra vita sarà un continuo susseguirsi di prove e di attività nelle quali vi ritroverete ad agire e scegliere tenendo fede al solenne impegno ad essere buoni cittadini, servitori della Patria, persone oneste, leali e coraggiose, perseguendo valori spesso poco compresi, ma di cui credo che il nostro Paese abbia un impellente bisogno. Vi aspettano anni esaltanti e grandi sacrifici, alla ricerca di un equilibrio tra la sfera privata e un impegno che sarebbe riduttivo definire solo lavoro. Vi aspetta una vita particolare, in un futuro complesso e imprevedibile, nel quale sarete chiamati a coprire ruoli di responsabilità e a prendere decisioni”. Come da tradizione, contestualmente alla cerimonia, è stata celebrata “la giornata in onore delle Medaglie d’Oro al Valor Militare” con la lettura del messaggio augurale inviato al corso Vulcano V dal gruppo dei decorati di medaglie d’oro. I settantotto frequentatori – 56 uomini e 22 donne – sono stati selezionati tra oltre 6000 candidati ed appartengono a diversi ruoli: 39 piloti, 10 del ruolo delle armi, 14 ingegneri, 8 commissari e 7 medici. Nel loro percorso accademico, in accordo alle attività di cooperazione internazionale svolte dall’Aeronautica Militare nel campo della formazione, i giovani cadetti sono affiancati da 11 allievi stranieri, provenienti da 7 diverse nazioni. Diventano così sette i Corsi attualmente presenti presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, in cui sono suddivisi i circa 500 frequentatori che stanno affrontando le differenti fasi della loro formazione. 

 

(il video della parata di oggi pomeriggio nei cieli di Napoli è stato realizzato da Mario Di Grezia Troise)

Benevento-Atalanta 0-3: addio alle ultimissime speranze di salvezza

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Ormai c’è poco da fare. Anzi nulla. Il Benevento va a sbattere contro l’Atalanta nel turno infrasettimanale e riprende la nota confidenza con la sconfitta. Durante una ventina di minuti l’illusione di potersi opporre alla Dea Bergamasca di Gasperini, quell’Atalanta che pressa, si muove bene senza palla e colpisce al momento giusto.Quando Brignola spacca in due la difesa dell’Atalanta e mette Diabaté comodamente davanti a Berisha, l’illusione per poco non diventa realtà. Ma stavolta il maliano si fa “ammaliare” dalla tentazione del super pallonetto e sbaglia tutto. Passano sessanta secondi e Hateboer impegna per la prima volta Puggioni, centottanta quando Cristante sfonda danzando nel mezzo della difesa, e davanti a Puggioni serve l’assist del gol comodo a Freuler. Accompagnare in fondo alla rete è un giochetto da ragazzi. L’Atalanta ha il sopravvento fino Quando si riparte c’è Barrow al posto di Petagna. Al gambiano bastano 4′ per fare 2-0. E’ il suo primo gol in Serie A. C’è ancora il tempo per un rigore (chiamato dal Var) sprecato da De Roon e per il tris del Papu Gomez. Benevento dove sei finito? In B, ormai manca poca alla scrittura della sentenza inappellabile.

Mariana Falace, chi è la bella stabiese che ha fatto impazzire Vacchi?

Ha preso il via ieri la 15 edizione del Grande Fratello. Il programma vede il ritorno alla conduzione di Barbara D’Urso, rimasta al timone del reality per tre edizioni consecutive, andate in onda rispettivamente nelle stagioni invernali-primaverili 2003 e 2004 e nell’autunno del 2004, riscuotendo un grande successo televisivo. Gli inquilini entrati nella casa più spiata d’Italia sono 16, la loro permanenza durerà 8 settimane: un cast nip con curriculm che vantano esperienze lavorative nel mondo dello spettacolo e della moda. E’ il caso di Mariana Falace 24 anni il prossimo 6 luglio nata a Castellammare di Stabia. Fisico statuario, bellezza indiscutibile, qualche ritocchino qua e là, è stata l’estate scorsa al centro del gossip per un presunto flirt con l’imprenditore veronese Gianluca Vacchi. L’eccentrico 50enne, che produce gioielli, magliette e emoji con il brand delle sue iniziali (GV), seguitissimo su instagam, ha più di 8 milioni di follower e oltre 1 milione e 300mila fan su facebook,  rapito da tanto bellezza, ha voluto Mariana tra le protagoniste del videoclip “Viento”: la sua prima creazione musicale da deejay. Girato nella villa bianca in Costa Smeralda, la location sarebbe stata anche il nido d’amore della coppia. Un amore estivo per le cronache mondane mai confermato dalla neo gieffina. Studi liceali, si trasferisce a Roma dove consegue

la laurea in economia aziendale all’Università degli Studi “La Sapienza”. Snob, antipatica, altezzosa al primo sguardo è ben determinata nei suoi intenti: diventare un’attrice. La scelta di vivere nella capitale dove studia dizione e teatro è dettata sopratutto da questo. 

 

il boss Ciro Mariano: ‘Camorristi non si nasce. Io mi sono fatto la galera davvero’. LA VIDEO INTERVISTA DE 2015

“Camorristi non di nasce”, ma manche “Io mi sono fatto la galera davvero”. Si può sintetizzare in queste due frasi di inizio e fine intervista la vita di camorrista di Ciro Mariano, il famigerato capo dei “Picuozzi” dei Quartieri Spagnoli. tornato da ieri a casa dopo 30 anni di carcere e accolto da una festa. L’intervista è di qualche anno fa è ed è stata realizzata dalla collega Antonella Belelli Ferrera nel carcere di Spoleto dove è stato detenuto fino a ieri e per gli ultimi anni il boss Ciro Mariano. Il capo dei Picuozzi qualche anno fa è stato uno dei finalisti partecipanti al premio letterario per detenuti “Goliarda Sapienza-Racconti dal carcere”. Quindici minuti in cui Ciro Mariano racconta in un italiano quasi perfetto la sua storia criminale.

“Noi siamo cresciuti scugnizzi e poi siamo diventato camorristi per necessità, a quell’epoca non avevamo altra scelta. Io sono diventato capo perchè mi ci hanno messo. Sono legato a delle regole che adesso non ci sono più”. Ha iniziato così la sua intervista Ciro Mariano e poi dopo aver ripercorso gli inizi della sua carriera criminale ha affermato: “Grazie alla scuola ho scoperto di avere dei diritti a 60 anni. Io sono  italiano, napoletano ma soprattutto quartierano. E’ il senso di appartenenza. Non credo che rifarei quello che ho fatto. Quando uno è giovane non è preparato a queste cose, Non volevo essere portato a subire le decisioni degli altri. Sono stato tradito da una persona amica. Mi avevano portato a un appuntamento trappola. L’ho capito subito  sono andato via. Sono andato a un appuntamento credendo di incontrare persone che conoscevo per cercare di appianare i contrasti che c’erano. E invece non fu così”. Ciro Mariano parla anche di come erano organizzati all’epoca i Quartieri Spagnoli: “Nel nostro quartiere all’epoca noi ci siamo anche sostituti allo Stato. Non si facevano scippi, non si andava a rubare nelle case di nessuno e non si vendeva l’eroina. Era una scelta nostra. facevamo qualcosa che non spettava e che doveva fare lo Stato. Io ho sempre fatto latitanza o galera. Non sono mai stato un uomo libero”. E poi ancora il messaggio di chi ha creduto e non rinnega la vita di camorrista: “Io non sto in guerra con nessuno ora. E’ stato un momento storico che si è aperto e si è chiuso. Per mio principio preferisco farmi la galera per rispettare  gli amici che sono andati in galera per me, per i morti. a torto o a ragione ho fatto delle cose e ora devo portarla avanti in fondo. Ho fatto il 41 bis all’Asinara 6 anni, poi Cuneo, poi sono venuto a Spoleto, dove sto bene faccio  cultura fisica, gioco a pallone nonostante gli anni, studio, mi sono diplomato e ora mi sono iscritto all’Università alla facoltà  Conservazione dei beni culturali. Ho la passione della Storia dell’Arte. Vedo mia moglie due volte al mese ogni tanto i miei figli. Per le famiglie dei morti non è giusto che io mi penta. Non voglio prostituire la mia storia per avere un vantaggio. Io non voglio alcun vantaggio, mi faccio la galera e a modo mio penso di dare più soddisfazione di qualcun altro alle persone che hanno subito per colpa mia. Ho fatto le carceri peggiori d’Italia. Potrei raccontare cose allucinanti. Io ho fatto la galera davvero”.

Furbetti del cartellino a Pozzuoli, il gip aveva fatto arrestare tre persone in più

Il pm chiede la misura ai domiciliari per sette indagati ma il gip ordina gli arresti per 10, tre in piu’: ovvero anche nei confronti di coloro per il quali la procura non aveva avanzato alcuna richiesta di provvedimento restrittivo. E’ accaduto a Napoli nell’ambito di un processo contro i cosiddetti ”furbetti del cartellino” nel comune di Pozzuoli. All’errore del giudice e’ stato posto riparo in tempi abbastanza stretti: appena e’ stata riscontrata l’anomalia, il magistrato di turno ha provveduto a revocare la misura cautelare e i tre indagati che non dovevano essere arrestati, sono stati rimessi in liberta’ una dozzina di ore dopo l’esecuzione del provvedimento. La vicenda si e’ appresa da diverse fonti a Palazzo di Giustizia.

‘Non può essere sempre estate’ di Panizon e Iannucci per ‘Vivere la periferia’. Al cinema Pierrot di Ponticelli

Lunedì 23 aprile 2018 alle 17.00 per Vivere la periferia: teatro, cinema ed educazione, sarà proiettato il film “Non può essere sempre estate” di Margherita Panizon e Sabrina Iannucci. Il film, sviluppato nel progetto FilmaP – Atelier di cinema del reale di Ponticelli e prodotto da Arci Movie e Parallelo 41 produzioni e in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo, racconta i Maestri di Strada, Nicola Laieta, Giuseppe di Somma e Mena Carillo alle prese con gli adolescenti e i giovani educatori della città di Napoli e delle sue periferie nel  laboratorio di Teatro Educazione, sviluppato all’interno del Progetto E-Vai dell’Associazione Maestri di Strada Onlus, con la collaborazione degli educ-attori dell’Associazione Trerrote.
Le associazioni Arci Movie e Maestri di Strada Onlus, da molti anni impegnate sui nostri territori per lo sviluppo educativo, sociale e culturale sono state accomunate da una esperienza particolare e interessante: un laboratorio teatrale con i giovani a san Giovanni a Teduccio si è fuso con il lavoro di documentazione cinematografica dell’Atelier di cinema del reale di Ponticelli.
Non può essere sempre estate è un documentario che racconta l’adolescenza attraverso questa esperienza di attività teatrale di un gruppo di ragazzi della periferia napoletana. Chiara Stella, Domenico e Alessio hanno 15 anni, e tutti i lunedì vanno a fare le prove di teatro al Centro Asterix, uno spazio ricreativo con dentro un piccolo teatro che si trova a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia Est di Napoli. I tre vengono da lì vicino: Ponticelli, Barra e la stessa San Giovanni.
Devono prepararsi per mettere in scena Vincenzo De Pretore, una commedia di Eduardo De Filippo. Nicola, il regista dello spettacolo, ha proposto loro questo testo per un motivo: rispecchia le condizioni di vita di alcuni ragazzi e rappresenta delle possibili realtà con le quali si confrontano quotidianamente.
Questo film – dicono le registe – nasce dall’esigenza di raccontare un momento specifico della vita di ogni essere umano: l’adolescenza, in questo caso in un contesto limite come quello della periferia di Napoli, cercando però di dare a questa fase uno sguardo positivo, volto al futuro, alla necessità e al diritto di essere felici. Quello a cui assistiamo sono le vite dei ragazzi, i loro dubbi, le loro gioie e le loro insicurezze.
Il film ricerca l’ansia e la premura di una generazione cresciuta in un altro modo e in un altro mondo: quella degli educatori, nello specifico di Nicola, pronto a rincorrere e a ricercare un modo per andare incontro ai ragazzi che si danno per persi, o per trovare il metodo adeguato per capirli e farli crescere.
I temi legati alle dinamiche adolescenziali sono esplorati attraverso gli scambi e le relazioni tra i ragazzi durante le improvvisazioni, tra una prova e l’altra e fuori dal teatro.
Il film non ha un punto di attenzione preciso o una visione oggettiva della condizione adolescenziale in generale. Si evitano i pregiudizi, ogni personaggio si racconta attraverso il teatro e la relazione con i suoi compagni. È pertanto un film corale, ma che presenta attenzione all’evoluzione dei tre personaggi principali rappresentandoli da vicino, spesso proprio dentro la scena teatrale.

Sant’Egidio del Monte Albino: ‘Notte in Bianco’ di Letizia Vicidomini per la seconda serata dei Venerdì d’Autore

Venerdì 20 aprile 2018 alle ore 20.00 presso la biblioteca civica Ferdinando Ferrajoli, appuntamento con il noir “Notte in Bianco” di Letizia Vicidomini: secondo appuntamento dei Venerdì d’Autore a Sant’Egidio del Monte Albino. Dopo aver parlato di attualità con il libro di Vincenzo Zurlo “Oltre la Trattativa” incentrato sui motivi della morte di Paolo Borsellino, si vira verso un titolo di narrativa intessuto con capacità e stile.
Come spiega Angelina De Rosa, presidente della Pro Loco che organizza la rassegna: “Questa presentazione che è figlia di una promessa: un anno fa, nella prima edizione dei Venerdì d’Autore, Letizia Vicidomini regalò al pubblico presente per “Nero. Diario di una Ballerina” l’anteprima di un brano del suo ultimo libro, allora inedito, letto da un foglio dove era stato scritto a mano da poco. È stato momento emozionante per noi, perché ha aiutato a dare impulso ad uno degli obiettivi per i quali abbiamo fondato la biblioteca Ferrajoli: dare a Sant’Egidio uno spazio dove incontrarsi a tu per tu con la cultura”.
E dopo un anno, a libro edito, ecco la reunion. In “Notte in Bianco” torna il personaggio di Andrea Martino, il “Commissario buono” di Nero, che è in pensione da un anno, con tutta l’intenzione di godersela tra i nipoti e le sue amate piante. Un giorno di primavera viene chiamato dal suo vice, promosso a capo della squadra: hanno trovato una donna anziana con la testa fracassata, all’interno del suo esercizio di Sali e Tabacchi. Un condominio intero nasconde la storia della tabaccaia, ma il Commissario si lascia catturare dalla vicenda, per dare alla vittima giustizia e pace. Ma chi era davvero quella donna? Da questo interrogativo parte un noir nel quale scoprire le motivazioni dell’anima, le storie delle persone, l’umanità corale che si muove in una Napoli soleggiata ma venata da oscure inquietudini. “Notte in Bianco” è il terzo volume della “Trilogia dei colori” della scrittrice, iniziata con “La Poltrona di Seta Rossa” e poi proseguita con “Nero. Diario di una ballerina”.
Letizia Vicidomini è nata a Nocera Inferiore. Da circa 20 anni raggiunge per lavoro tutti i giorni Napoli, città che è diventata scenario privilegiato delle sue storie. È speaker per le maggiori emittenti nazionali e regionali, come Rtl 102.5, Kiss Kiss, Radio Marte, Radio Punto Nuovo. Ha pubblicato finora: Nella Memoria del Cuore (2006); Angel (2007); Il Segreto di Lazzaro (2012); La Poltrona di Seta Rossa (2014); Nero. Diario di una Ballerina (2015) finalista al premio Garfagnana in Giallo; Notte in Bianco ( 2017).
Dopo l’appuntamento con Letizia Vicidomini, i Venerdì d’Autore proseguono fino al primo giugno.
Il 27 aprile si parla delle guerre in Medio Oriente viste attraverso lo sguardo umano di un medico che in guerra è andato per curare militari e civili. Rino Pauciulo presenta “Afghanistan – Diario di un medico”.
Venerdì 4 maggio: “Da Sud” volume di autori vari a cura di Mimmo Oliva per Polis Sa Edizioni, nel quale firme importanti del panorama culturale campano analizzano il Meridione d’Italia da un punto di vista singolare, mai scontato, contrapposto alla questione meridionale ed alla questione settentrionale.
Venerdì 11 maggio si affronta un altro argomento di grande interesse: il terrorismo, che viene affrontato ed analizzato con un giornalista che ha scritto diversi volumi sul tema. Simone Di Meo presenta il suo: “ Ho scelto di andare a vivere all’inferno. Confessioni di un terrorista dell’Isis”.
Venerdì 18 maggio si squarcia il velo su uno dei più feroci eccidi dei nazifascisti: la strage di Niccioleta del 1944, con Redenta Formisano ed il suo “Prima che me ne scordi”.
Venerdì 25 maggio il giornalista olandese Maarten Van Aalderen, corrispondente dall’Italia per il De Telegraaf, uno dei giornali più prestigiosi d’Olanda, presenta il suo “Talenti d’Italia”, viaggio attraverso le giovani eccellenze del Bel Paese.
La chiusura è per venerdì 1 giugno, con Isaia Sales che analizzerà come le mafie stiano scalando l’economia col volume “Le mafie nell’economia globale. Fra la legge dello Stato e le leggi di mercato”, scritto a quattro mani con Simona Melorio.

Roma-Liverpool: è tutto esaurito

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I biglietti Roma-Liverpool subito esauriti. Era prevedibile, e si è puntualmente verificato. In solo poco più di 3 ore dalla messa in vendita sono stati venduti tutti i tagliandi per la semifinale di ritorno di Champions League sllo Stadio Olimpico.

Papa Francesco: impugnerà il pastorale di Don Tonino Bello

Accadrà durante la Santa Messa che celebrerà venerdì 20 aprile a Molfetta (Bari) in occasione del 25/mo anniversario della morte del vescovo pugliese. Lo ha confermato questa mattina il vescovo di Molfetta, monsignor Domenico Cornacchia. “Ho chiesto personalmente alla pontificia gendarmeria – ha detto – se il Santo Padre potesse. E, in un orecchio, mi hanno detto di sì”.
“Quindi – ha aggiunto – è già pronto. E’ il pastorale che don Tonino ha usato, su cui è scolpito un ramoscello d’ulivo, e su cui c’è lo stemma di don Tonino: una croce alata”. “E il messaggio che noi vogliamo cogliere da questa circostanza del 25/o anniversario della morte del servo di Dio – ha evidenziato il vescovo – è proprio questo: la croce non è mai pesante se noi mettiamo delle ali si suoi piedi, le ali della speranza, della fiducia e della gioia”.

Torre del Greco, picchiava la sua ex: divieto di avvicinamento per uno stalker 24enne

Ieri mattina gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Torre del Greco, coordinati dalla Procura della Repubblica di torre Annunziata, hanno dato esecuzione all’ Ordinanza del Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona fisica, emessa dal G.I.P., del Tribunale di Torre Annunziata, a carico di un 24enne, resosi responsabile di reato di stalking nei confronti della sua ex convivente.Le condotte reiterate del 24enne sono iniziate nell’autunno 2016, quando la donna era incinta del loro unico figlio allorquando a seguito di una lite, era stata colpita con schiaffi e pugni al volto che le procuravano un vistoso ematoma all’occhio.Ulteriori minacce erano state fatte con il fine di evitare che la povera vittima denunciasse tali violenze, tanto da procurarle un grave stato d’ansia e un fondato timore per la propria incolumità e comunque costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita, inducendola a restare chiusa in casa ed uscire sempre in compagnia. Pertanto la donna, spaventata, a marzo sporgeva denuncia presso il Commissariato di Torre del Greco che dopo un’accurata e meticolosa indagine ha dato esecuzione al provvedimento.

‘La luna allo zoo’, il nuovo libro del giovane Roberto Addeo

Il racconto di una vita vissuta ai margini, con la dignità di chi crede ancora che ci possa essere un futuro migliore. Questo e altro è La luna allo zoo di Roberto Addeo, la confessione lucida e disincantata di un ragazzo che lotta ogni giorno per riservarsi un piccolo posto del mondo. Addeo dipinge con struggente poesia piccoli affreschi di vita quotidiana spesso crudeli e avvilenti, e li avvolge di una sottile ironia che permette al lettore di sperare che il protagonista ce la farà, che nonostante commetta errori e spesso si arrenda allo squallore della sua esistenza, troverà infine la forza di rialzarsi. Grazie al potere salvifico delle parole e della letteratura, riuscirà a riequilibrare la sfortuna con la realizzazione dei suoi piccoli, raggiungibili sogni, dimostrando come basti poco all’uomo per essere felice.
La storia di un venticinquenne arenato in una vita che non ha scelto, e che non lo sceglie mai. Una vita matrigna, che riserva solo dolore e umiliazione. “È dall’errore che si deve ripartire” questo si ripete il protagonista, incapace di dare un senso a tutto ciò che gli è capitato ma persuaso dalla possibilità che errare vuol dire anche imparare e crescere, e che prima o poi ci sarà un errore che porterà a un vero cambiamento, a una vera vita. Ambientato in una Bologna divisa tra chi può e chi vorrebbe, tra realtà paradisiaca e inferno metropolitano, il romanzo è raccontato in prima persona da un reietto della società, un giovane che si arrangia e che a volte si autodistrugge, consapevole di essere solo al mondo. È una storia di disperazione esistenziale, di un momento della vita in cui si ha intorno solo buio. Il protagonista ha la lucidità di capire che spesso il buio lo cerca lui stesso, “amiamo spegnerci appena ne abbiamo l’opportunità” e che se anche la sfortuna gli è nata accanto, è lui a non avere la forza di scacciarla. Addeo riesce a raccontare una storia delicata e brutale allo stesso tempo, così come il protagonista è dilaniato dalla possibilità di lottare ma anche di arrendersi. Attraverso il lirismo delle intime confessioni del protagonista, lo scrittore riesce a rendere poetici scenari desolati e personaggi squallidi. Il lettore segue le peregrinazioni del giovane nei quartieri più malfamati di Bologna, fa la conoscenza di un’umanità stralunata e imperfetta, e gli sembra quasi di toccare la ruvida stanchezza del protagonista, svuotato della stessa vita che tanto ardentemente desidera. Egli è troppo giovane per arrendersi, ma troppo sfiduciato per tentare. Lo scrittore mostra con atroce sincerità, in un romanzo che sembra quasi un’autobiografia, quanto dolore può incamerare un giovane cuore, quanta solitudine può abitare in chi dovrebbe prendere il mondo a morsi. Solo la scrittura, “piccola luce nella morte”, e la conoscenza di un cane, Luna, che è capace di donare più calore di qualunque essere umano, gli permetteranno di rimanere a galla, e di sperare di vedere un’isola in cui mettersi in salvo alla fine della lunga, estenuante nuotata.

Castellammare, diede fuoco al bar dove era stato picchiato il figlio: arrestato

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Castellammare di Stabia, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di G. P., 45enne stabiese, indagato per il reato di incendio aggravato.
L’uomo, è ritenuto responsabile dell’incendio accesso lo scorso 19 giugno ad un bar in Castellammare di Stabia per motivi abbietti, scaturiti da una rissa avvenuta il pomeriggio prima, alla quale aveva partecipato con tutta la sua famiglia e in occasione della quale il figlio, minore, aveva riportato delle lesioni gravi
Grazie alle certosine indagini svolte dai poliziotti del commissariato di Castellammare di Stabia, il GIP ha accolto la richiesta della custodia in carcere, poiché l’uomo, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per un altro procedimento, è stato più volte segnalato per il reato di evasione e di violazioni alla sorveglianza specialeI poliziotti hanno ricostruito tutti gli spostamenti dell’uomo di quel giorno.
Il 45enne, dopo essersi accertato delle condizioni in cui versava il figlio, presso l’ospedale Cardarelli, faceva ritornava a Castellammare di Stabia per dare fuoco all’esercizio commerciale. Dopo un primo sopralluogo a bordo della sua autovettura, si avvicinava a piedi, in una stradina laterale, alla finestra del deposito del bar. Spaccava dunque il vetro, rovesciando all’interno dell’esercizio commerciale del liquido infiammabile per poi darvi fuoco.L’uomo, questa mattina, è stato condotto al carcere di Poggioreale.

Nasce Migrangels, la prima rivista sui temi dell’immigrazione e sulla cultura del dialogo

“Migrangels” è un rivista di informazione sociale di “Agape srl Impresa sociale”, con lo scopo di promuovere la conoscenza del fenomeno migratorio e della cultura del dialogo e della integrazione. La direzione della testata è stata affidata a Carmine Alboretti, giornalista professionista originario di Boscotrecase, già avvocato del Foro di Torre Annunziata e docente a contratto. Alboretti è stato anche vicedirettore del quotidiano di informazione “la Discussione”, fondato da Alcide De Gasperi e ha collaborato con il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, oltre che con numerose testate nazionali e regionali (Il Mattino, Il Roma, Metropolis, Canale 3, ecc.).
Attualmente è Cultore di Diritto pubblico dell’Economia nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e presidente del Collegio dei Probiviri del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania.
“Il nostro intento – spiega – è quello di far conoscere il tema delle migrazioni in tutta la sua complessità, ponendo in evidenza la centralità della persona umana. Il tutto realizzando un’azione editoriale ed educativa che mira a coinvolgere studenti e giovani richiedenti protezione internazionale in azioni di sensibilizzazione, informazione e comunicazione sui temi della solidarietà sociale, dell’integrazione e del contrasto a tutte le forme di discriminazione”.
“Siamo convinti – aggiunge Massimo Esposito, amministratore unico di Agape Impresa sociale – facendo leva sulla professionalità dei nostri operatori e sul background del direttore Alboretti di contribuire alla formazione di una nuova sensibilità, anche giornalistica, sul tema delle migrazioni, in linea con i principi della cd. “Carta di Roma”. I vari numeri di “Migrangels” saranno distribuiti gratuitamente attraverso internet a istituzioni, cittadini, autorità, associazioni e comunità religiose. Dal prossimo numero la rivista sarà multilingue e la stessa sarà affiancata da una App per informazioni in tempo reale sull’immigrazione e da una web radio, realizzata anche attraverso la collaborazione dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale ospiti dei Centri di Accoglienza Straordinaria gestiti da Agape.

Napoli, il giovane rapinatore in fin di vita su facebook aveva postato: ‘Più forti di chi ci vuole morti’

Napoli. “Più forti di chi ci vuole morti”, non è la solito frase che si vede sugli striscioni nelle curve degli stadi di calcio, ma bensì è stata postata su facebook da Luca Perrella uno dei due giovani rapinatori che sabato sera aveva tentato una rapina a un supermercato alla Loggetta e che è rimasto ferito insieme con il suo complice per la reazione di un agente di polizia fuori dal servizio che si trovava nel supermercato. Eppure l’autore del post, 18enne ma già con precedenti penali e appartenente a una famiglia malavitosa di Fuorigrotta e del rione Traiano, è in ospedale intubato e in attesa di essere operato. Ma sul suo profilo facebook ci sono numerose frasi contro le forze dell’ordine. Come: “La polizia ci arresta, il pm ci accusa, il giudice conferma e a noi nessuno ci ferma”. Tra l’altro è piantonato e destinatario insieme con il complice minorenne di un’ordinanza agli arresti domiciliari. I due malviventi sono rimasti en­trambi feriti, Perrella in modo gra­ve e per questo non ha potuto ri­spondere alle domande del giudi­ce Dario Gallo all’udienza sulla con­valida dell’arresto chiesta dal pm Stefano Capuano. Il gip ha emesso nei confronti dell’indagato, difeso dall’avvocato Antonella Regine, la misura degli arresti domiciliari presso l’ospedale Cardarelli. Ieri mattina, invece nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, il 17enne D.O., si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nella macchina, sono stati rinvenuti gli abiti ancora sporchi di sangue. Nessun dubbio, secondo il giudice, sulla “trasgressiva personalità dell’indagato”. Su un’altra foto del suo profilo c’è scritto: “Se ci arrestano ce la facciamo a testa alta”. Adesso Luca è nel reparto di Rianimazione, che lotta per la vita.

 

Napoli, troppi atti vandalici: EAV chiude la stazione la Trencia di Pianura dalle 18

Troppi atti vandalici, la stazione “La Trencia” della Circumflegrea chiuderà anticipatamente alle ore 18 . Lo ha deciso l’Eav, holding dei trasporti della Regione Campania, spiegando di aver adottato “drastici provvedimenti” per tutelare “l’incolumità del personale aziendale e dei viaggiatori” e preso atto del “ripetersi incessante di atti di vandalismo ai danni della struttura aziendale e di minacce al personale e alle guardie particolari giurate disposte a protezione di beni e persone nell’impianto di La Trencia”. La stazione ricade nel quartiere Pianura, zona occidentale di Napoli, ed è posta lungo la linea Circumflegrea che, come la linea Cumana, collega la stazione Montesanto nel centro di Napoli con quella di Torregaveta, nel comune di Bacoli nei Campi Flegrei.Eav spiega di aver “inoltrato al prefetto e al questore una richiesta di intervento a tutela della sicurezza di dipendenti e utenti. Pertanto, a partire dal giorno 20 aprile 2018, temporaneamente, la fermata di La Trencia sarà chiusa al pubblico dalle ore 18 di ogni giorno e, di conseguenza, a partire dai treni delle 18.03 da Montesanto e 17.43 da Licola non sarà effettuata fermata”.

San Marzano sul Sarno, condannato a Palermo scatta l’arresto per un 59enne

San Marzano sul Sarno. Sorvegliato speciale arrestato per un definitivo pena. Il personale della Squadra Anticrimine del Commissariato di Sarno, ha arrestato V.T., 59enne di San Marzano sul Sarno, pregiudicato e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Palermo. L’uomo deve scontare la pena di anni tre e mesi tre di reclusione perché responsabile, in concorso, del reato di intestazione fittizia di beni per agevolare l’attività della criminalità organizzata. L’uomo, dopo le formalità di rito è stato trasferito la casa circondariale di Salerno-Fuorni, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.

Reggia Caserta: anche reti dei letti e una transenna nella Peschiera Grande

Sono emerse due reti da letto, una transenna ancora in buono stato, qualche bottiglia, e qualche moneta dal fondale della Pescheria Grande, la vasca ubicata nel Parco della Reggia di Caserta, che questa mattina e’ stata oggetto di un’esercitazione dei sub della Protezione Civile Regionale che, dotati di telecamere, hanno setacciato il fondo rinvenendo rifiuti che stazionavano li’ da anni. Il test, realizzato in collaborazione con il Comitato di coordinamento dei servizi di volontariato internazionale, distintosi nelle aree allagate dagli ultimi eventi emergenziali alluvionali, e’ stato organizzato per sperimentare l’efficacia del nuovo battello anfibio ricevuto dalla Regione Campania. L’imbarcazione utilizzata ha raggiunto anche l’isolotto che accentra la Peschiera, con tanto di idrojet azionato ad ossigenare l’acqua dell’invaso a beneficio della fauna acquatica. “Sull’isolotto erano ancora in buona condizione i due casotti utilizzati due secoli fa dai re borbonici per le loro battaglia navali” spiega il funzionario addetto al Parco Leonardo Ancona; “le strutture sono state utilizzate dagli animali, in particolare dai cigni, che pero’ ora non ci sono piu'”.