Camorra, il pentito: ‘Zia Rosaria quando manda un’imbasciata il suo ordine viene eseguito immediatamente’

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“Quando manda un’imbasciata il suo ordine viene eseguito immediatamente”, si può sintetizzare in queste parole il potere criminale di Rosaria Pagano detta, zia Rosaria. La donna boss per antonomasia. E’ in carcere dal 17 gennaio dello scorso anno quando con un blitz ordinato dalla Dda di Napoli fini in carcere con altri 17 affiliati. Blitz ordinato dal gip Ludovica Mancini e che vede indagati complessivamente 58 persone tra esponenti di spicco e semplici manovali della cosca degli Amato-Pagano e di alcune famiglie camorriste satelliti dei melitesi. Ma zia Rosaria per quell’inchiesta ha ricevuto il provvedimento di scarcerazione per decorrenza dei termini della custodia cautelare grazie alla difesa dei suoi avvocati Luigi Senese ed Emilio Martino. resta però in carcere per un residuo pena di pochi mesi per riciclaggio. E quindi la donna boss potrebbe presto tornare in libertà se non interverranno fatti nuovi nel frattempo. Di lei nelle 382 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare , relative al blitz del gennaio scorso, parlano molti pentiti. Ma uno in particolare, Fabio Vitagliano, ex componente del gruppo di fuoco del clan, arrestato insieme con altri cinque complici la sera di Capodanno del 2012, mentre si preparavano a un agguato. Ecco il racconto di Vitagliano che poco dopo il suo arresto decise di passare dalla parte dello Stato.

“E’ uno dei capi, perché quando manda un’imbasciata il suo ordine viene eseguito immediatamente. La ZIA ROSARIA ha una quota su tutte le attività criminali del clan, non so di quanto sia ma è di milioni di euro; è Mariano RICCIO che divide le quote per la famiglia Amato-Pagano. Io so che ZIA ROSARIA andava ai colloqui in carcere con i figli, sempre accompagnata non so da chi; non so se andava anche dai fratelli. Zia Rosaria abita a Via Cicerone a Melito, io ci sono stato con BAIANO Emanuele, TEATRO Raffaele e ROMANO Mirco. Le prime volte rimanevo fuori, poi durante la faida sono entrato in casa; la casa è molto bella. Voglio precisare che parlavano dinanzi a me di cose semplici del clan, per esempio “rapporti con la Vinella”, “come vanno le piazze”; quando poi il discorso diventava delicato, la Zia Rosaria si alzava e Baiano, o Teatro, o Romano si spostavano in un ‘altra stanza ed io rimanevo in cucina. Qualche volta in casa c ‘era la moglie di PAGANO Carmine, detto ANGIOLETTO, che rimaneva con me a farmi compagnia e qualche volta c ‘era anche un ‘altra signora che saprei riconoscere. Io non ho mai sentito discussioni o voci alterate, anche perché la Zia Rosaria non strilla. Qualche volta dopo che la Zia Rosaria si appartava con le persone che ho detto prima. quando tornavano e ci salutavamo per andare via, la Zia Rosaria diceva ” ci siamo chiariti, non voglio sapere più niente”. Ricordo un episodio specifico, verifìcatosi dopo che io, Romano Mirco, LIGUORI Gennaro e PALMA Pasquale, andammo alla 219 da TURAM, ossia FRANCESCO, che era in quel periodo era il responsabile della 219; nell’occasione il ROMANO lo picchiò perché si stava comportando male. Poco dopo il Romano venne convocato dalla Zia Rosaria; in quell’occasione si fece accompagnare da me e me la presentò. Quella volta io ero in macchina ad attendere, loro uscirono e MIRCO mi presentò alla Zia Rosaria, dicendo che ero “FABIO un fratello nostro”, anzi lui mi chiamava il “parente. La donna mi invitò ad entrare in casa, io rimasi nel salone e loro andarono in un ‘altra stanza a parlare; quando uscirono i due ridevano e MIRCO disse “la prossima volta a TURAM non gli faccio uscire il sangue ma gli spezzo proprio il collo”; la Zia Rosaria continuo’ a ridere…né BAIANO né il TEATRO hanno mai commentato i discorsi fatti con Zia Rosaria in modo riservato, credo parlassero di soldi e comunque non erano mai sereni né quando andavamo né al ritorno…”.

Antonio Esposito



    @riproduzione riservata

     (nella foto Rosaria pagano al momento dell’arresto dello scorso anno e nel riquadro il pentito Fabio Vitagliano)


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