Scafati. Lettere, chat con il telefono dei genitori e il finto tentativo di suicidio concordato per tentare un avvicinamento da Roccaraso dove era detenuto ai domiciliari a Scafati: sono questi gli elementi che hanno riportato il carcere l'ex sindaco di Scafati, Angelo Pasqualino Aliberti il 12 giugno scorso per ordine dei giudici del Tribunale di Nocera Inferiore. A far scoprire i numerosi episodi di violazione agli obblighi di non comunicare con persone diverse dai genitori, imposti dal Gip Giovanna Pacifico che aveva concesso i domiciliari ad Aliberti, sono stati amici e familiari ascoltati grazie alle intercettazioni ambientali disposte dalla Procura antimafia di Salerno ed eseguite dalla Dia. Aliberti è nel carcere de l'Aquila da una settimana e oggi la moglie Monica Paolino, consigliere regionale della Campania per FI e coimputata con il marito per scambio di voto politico mafioso ha rotto il silenzio 'forzato' ed ha scritto su facebook un post in difesa di Aliberti. "Mi sembra giusto rompere il silenzio dopo la nuova disposizione d'arresto di mio marito, Pasquale Aliberti. Un silenzio - scrive il consigliere - che nasce da un dolore molto grande che ci portiamo dentro tutti. Se ci domandiamo: 'Potevamo gestire meglio la situazione?', la risposta più ovvia è sì. Potevamo". Cosa significa gestire meglio la situazione? Essere più furbi o evitare di infrangere gli obblighi imposti dal Giudice? Dal post della Paolino è difficile evincere il senso di questa frase.
Il consigliere regionale poi aggiunge: "Anche se giudicare dall'esterno è molto più semplice che vivere le situazioni in prima persona, bisogna calarsi nei panni e nella pelle degli altri per poter davvero capire. E nel nostro caso c'è veramente poco da capire. Non c'è, infatti, nessun contatto con gli ambienti camorristici cui si fa riferimento nell'inchiesta 'Sarastra', nelle presunte missive che sarebbero state smistate da Roccaraso, non ci sarebbero indicazioni o 'pizzini' alla camorra, ma esternazioni d'affetto e d'amicizia di un uomo solo, fortemente provato dalla detenzione prima al carcere di Fuorni e poi agli arresti domiciliari a Roccaraso. E dunque, potevamo gestire meglio la situazione? Si, potevamo, ma potevamo tutti, giustizia compresa. Perchè è giusto rispettare le regole, è giusto controllare minuto per minuto, secondo per secondo l'ex sindaco, è giusto anche concentrarsi sul peso delle parole piuttosto che sul nocciolo vero della questione, e cioè l'esistenza o meno dei rapporti tra l'ex sindaco e il clan, ma l'essere umano con le sue sensibilità e le sue fragilità dovrebbe sempre essere rispettato. Soprattutto quando è allo stremo delle forze e la sua famiglia è a pezzi. La giustizia - conclude la Paolino - deve fare il suo lavoro, ma come dice sempre Pasquale, la 'verità è figlia del tempo' e presto o tardi verrà fuori. La sua, la nostra onestà non è di certo messa in discussione da qualche leggerezza o errore umano. Tutti, dovremmo sempre ricordarlo: siamo umani. Ritorniamo ad essere umani".
Considerazioni 'umane' che nulla tolgono al vero nocciolo della questione che ha ricondotto in carcere Aliberti. A stabilire se le accuse mosse dalla Procura antimafia all'ex sindaco, alla moglie, al fratello Nello e agli altri coimputati saranno i giudici del tribunale di Nocera Inferiore dinanzi al quale pende il processo. Pasquale Aliberti ha violato la legge e gli obblighi imposti dal giudice. Lo dimostrano le numerose relazioni depositate dagli uomini della Dia - sezione di Salerno, diretti dal tenente colonnello Giulio Pini - che stanno seguendo le indagini. Relazioni che tengono conto delle intercettazioni ambientali disposte dalla Procura che hanno avuto come bersaglio sia Monica Paolino che Nello Aliberti e che dimostrano il continuo bisogno di comunicare oltre che con i suoi familiari più stretti anche con i suoi fedelissimi. Un bisogno che preoccupa gli stessi interlocutori, consci che le violazioni gli sarebbero costate care. "
Devo mandare un messaggio a mio fratello - dice Nello Aliberti parlando con Giovanni Cozzolino, l'ex staffista e coimputato dell'ex sindaco - dicendogli di non scrivere più messaggi, cambiati il telefono, questo buttalo, prendi la scheda di mamma e mettila in un telefono nuovo". Chiaramente il detenuto ai domiciliari utilizza il telefono della mamma per comunicare con l'esterno da quello che si evince da queste conversazione e ironia della sorte a metterlo nei guai sono state proprio le persone a lui più vicine.
Il 20 febbraio scorso a bordo della Smart di Nello Alberti viene intercettata una conversazione con Carlo Vitiello, autista, tuttofare degli Aliberti. Vitiello è colui che si occupa dei trasferimenti sia dei genitori dell'ex sindaco sia di Pasquale Aliberti quando ha dovuto affrontare le udienze del suo processo. Vitiello diventa anche il 'postino' di Pasquale Aliberti, colui che dispensa missive. Proprio in quell'occasione Vitiello consegna a Nello Aliberti una lettera scritta dal detenuto ai domiciliari nella quale chiede l'acquisto di un telefono cellulare, dà disposizioni e fa raccomandazioni al fratello. Ma - si evince dalle intercettazioni - Pasquale Aliberti ha scritto non solo al fratello Nello, ma anche a Giovanni Cozzolino, alla moglie Monica Paolino, a Domenico D'Aniello 'o tormentone, il ristoratore suo amico, Eduardo D'Angolo, ex presidente dell'Acse e marito della proprietaria dell'abitazione di Roccaraso dove ha ottenuto i domiciliari. Ma un altro episodio ha messo in allerta gli inquirenti, rispetto all'attività dell'ex sindaco detenuto e alle sue continue violazioni. Pasquale Aliberti, nel tentativo di un avvicinamento a casa, inscena un finto tentativo di suicidio il 20 aprile scorso. A svelare il retroscena, la moglie Monica Paolino conversando con, Michela Rasteli, un'amica preoccupata per le sorti di Aliberti dopo la diffusione della notizia. Quel giorno, Nello Aliberti è a Roccaraso ed è lui ad allertare i medici del 118 e i carabinieri del malore del fratello. Che sia tutto concordato si evince dall'intercettazione alla Paolino. "Tranquillissima ... - dice alla sua amica - Era tutto concordato ...capito? Tranquilla ... niente di ché c'ho parlato... era concordata questa cosa. Questo è un rafforzativo, hai capito?". Pasquale Aliberti viene soccorso per un'abuso di tranquillanti, in ospedale sul referto viene indicato come un tentativo di suicidio. E' quindi Carlo Vitiello che evidentemente è in compagnia di Nello Aliberti a Roccaraso a chiamare Monica Paolino per informarla del trasferimento del marito dall'ospedale di Castel di Sangro a quello de L'Aquila. La dicitura in cartella clinica preoccupa non poco il detenuto, il referto potrebbe pregiudicare la sua attività di medico e portare ad una cancellazione dall'albo. E qui si mettono in azione i familiari e in particolare il fratello Nello che chiedono rassicurazione agli avvocati. Due giorni dopo l'episodio, Nello Aliberti chiama il cugino Pasquale Giugliano che sostiene di aver ricevuto una telefonata dall'ex sindaco per la vicenda della cartella clinica "hanno indicato tentato suicidio e ha paura che lo cancellano dall'albo". Una preoccupazione che anche gli avvocati escludono. Resta l'escamotage e il tentativo - a tutti i costi - di voler ritornare nella sua città, di continuare ad avere rapporti con familiari e coimputati. Violazioni che non depongono a favore del rispetto delle regole e della condotta 'ligia' alla quale il detenuto ai domiciliari Pasquale Aliberti avrebbe dovuto attenersi.
Le esternazioni della moglie Monica Paolino di oggi non sono null'altro che un tentativo di solidarietà mediatica che purtroppo si infrange dinanzi al mancato rispetto degli obblighi imposti, umanamente giusti o ingiusti non importa. La legge va rispettata.
Rosaria Federico
Scafati: lettere, telefonate e chat portano Aliberti in carcere. La moglie su Fb: "Potevamo gestire meglio la situazione"
Il volo Napoli-Cagliari colpito da un fulmine atterra a Palermo:paura a bordo
Disagi per i passeggeri del volo Napoli-Cagliari di Volotea che doveva atterrare all'aeroporto del capoluogo sardo alle 18.50. Durante il tragitto verso la Sardegna l'aereo e' stato centrato da un fulmine. Il comandante, in via precauzionale, ha deciso di atterrare all'aeroporto di Palermo, dove sono presenti i tecnici Volotea che si occuperanno di verificare eventuali problemi all'aereo. Il volo sta accumulando ritardo. I passeggeri saranno riprotetti su altri voli o partiranno con lo stesso aereo dopo le verifiche.
Nocerina: caos infinito
Incontro tra Leone e Del Giudice per dare l'ennesimo nuovo assetto alla Nocerina. La piazza è confusa e preoccupata, comincia a chiedersi se per caso non erano meglio i vecchi soci, tanto contestati, capaci in tre anni di vincere un campionato e di collezionare due secondi posti. Ma rimpiangere serve a poco, dopo le feroci contestazioni di una parte della piazza, alimentate da social con rapporti particolari con qualcuno. Ora è tempo di sperare nell'iscrizione, poi si vedrà.
Napoli,si scommette su Cavani
Dichiarato il dissesto finanziario del comune di Bacoli
E' stata firmata dal commissario prefettizio, Francesco Tarricone, la dichiarazione di 'fallimento' del Comune di Bacoli; il commissario, che regge le sorti dell'ente locale da due mesi, ha preso atto della bocciatura del bilancio di previsione per mancanza di coperture adeguate da parte del commissario ad acta e dei revisori dei conti e ha avviato la procedura di dissesto. Nella relazione del default e' stata evidenziata "una costante mancanza di liquidita' e la non ottemperanza alle spese obbligatorie per legge". Gli atti ora saranno inviati al Ministero degli Interni e alla Corte dei Conti per appurare eventuali responasabilita'. Nel mirino l'operato degli amministratori negli ultimi cinque anni. Proprio il mancato riequilibrio del bilancio aveva portato, nell'aprile scorso, alle dimissioni del sindaco, Giovanni Picone, a distanza di solo nove mesi dall'elezione. Dimissioni scaturite in seguito alla mancata approvazione in Consiglio comunale del Piano Urbano del Traffico, che avrebbe garantito nuove entrate ed evitato il fallimento. Il dissesto comportera', inevitabilmente, un aumento delle imposte locali, per le quali saranno applicate le aliquote massime.
Pompei, di scoperta in scoperta: ma il re è nudo. O almeno svestito. E il domani si profila in brache di tela
Questo episodio di vita privata, lo ho raccontato più volte, chiacchierando con gli amici.Ma stavolta faccio eccezione. Lo voglio raccontare in forma scritta perché, a mio modesto parere, il fatto è divenuto di pressante attualità. In breve: una quindicina d’anni fa, nei primi anni Duemila, ad Arezzo, dove avevo pernottato in hotel, al momento di pagare la camera, mi sentii dire dall’albergatore, un toscanaccio aretino doc di mezza età. “Scusi, ma lei è proprio di Pompei? Allora esiste una città moderna di nome Pompei? Io conosco gli Scavi perche li visitai da giovane, ma avevo sempre pensato che accanto agli Scavi famosi non ci fosse un paese dotato di Comune. Insomma pensavo che al massimo ci fossero solo ‘uattro ‘ase !” concluse pronunciando le ultime parole con una forte “aspirazione” tutta toscana.
Allora, io mi impegnai a spiegargli come e perché si sbagliava …che Pompei nuova etc…. che Bartolo LONGO etc….che gli scavi invece etc… lasciandolo sorpreso e interdetto non poco. Oggi non lo farei piuù, credo. Mi limiterei ad annuire scuotendo appena la testa.
E la Domanda - provocatoria - stavolta sono io a rivolgerla al lettore dalle colonne on line di questo giornale Le Cronache della Campania.
Ma esiste POMPEI? Intendo dire la città nuova, quella abitata? Oppure son solo ‘uattro ‘ase ? Avevo ragione l’Aretino? Ebbene, dai segnali che vengono dal territorio, io mi aspetterei un sì, provocatorio. Ma pur sempre un sì! E netto!!
Proviamo a ragionare un momento senza far finta di non vedere che il Comune è guidato da una Amministrazione Comunale, che più ectoplasmatica non si può. Il Sindaco amministra (ndr: si fa per dire…) una cittadina spenta e desertificata dal Centro Commerciale La Cartiera e dalla inazione dei propri amministratori comunali. Essa è oggi ancora aggrappata ai flussi turistici religiosi diretti al Santuario mariano e a quelli laici del turismo archeologico, che popolano i tanti B&B sorti spontaneamente qua e là nel territorio.
Ma la crisi c’è ed è evidente nei numeri in calo con cui sono costretti a fare i conti anche i flussi turistici religiosi. E i numeri calanti sono quelli attestati dalle particole sacre (ndr: le ostie consacrate, per dirla più semplicemente, in lingua ecclesiastica) distribuite dagli officianti sull’altare ai devoti settimanalmente. Si sa - ed è un fatto noto - che è sempre più raro vedere per le strade della Città di Pompei falangi numerose e compatte di fedeli come una volta, organizzati da preti e terziari volenterosi e solerti.
E non è solo la “concorrenza” dei luoghi lontani del santo Padre Pio a generare defezioni tra i pellegrini (ndr: posso ancora chiamarli così?) un tempo soprattutto “mariani”. D’altra parte, cosa fanno la Amministrazione Ecclesiale, da una parte, e quella a Comunale, dall’altra, per rendere più gradita e agevole la “giornata” del pellegrino a Pompei?...Per non parlare della sosta nelle strisce blu, esosa e implacabile… Senza dilungarsi sulla assenza di uno straccio di Ufficio Informazioni Turistiche, degno di questo nome in un paese civile. E, infine, senza dimenticare i giovani, in fuga da Pompei per cercare lavoro altrove, mentre piovono milioni di euro.
A questo panorama desolato e desolante si contrappone la Amministrazione del Parco Archeologico Pompei - quella che si chiamava Soprintendenza - il quale rimane esteso solo su un quarto del territorio comunale, in offesa alla intelligenza comune, senza che NESSUNO, tra gli addetti ai lavori (ndr: chi sono?) se ne infischi dei disagi derivanti alla Città viva, divisa in due, anzi in un quarto e tre quarti.
Però annunci e scoperte non mancano, anche se alcune delle recenti scoperte, come quella del candelabro emergente lindo e pinto - tirato a lucido e fresco - dal lapillo, che appare sporco e gia ri-mosso e ri-accantonato, farebbero ridere o almeno sono idonee soltanto per la “mandrie buoi” dei Media e dei Social in Internet.
Insomma fanno notizia, ma Pompei - tutta Pompei - ha bisogno di ben altro. Intanto però - bisogna riconoscerlo - il numero dei visitatori di Pompei cresce, forse anche attirato dalle notizie delle scoperte, ma le statistiche dicono che crescono – e di più – anche i numeri turistici di Napoli, Sorrento, Capri, Paestum e degli altri siti turistici della Campania. Tocca a questo Giornale fare la voce fuori dal Coro.
Ci sarebbero infatti molte cose più serie a cui pensare, come la Buffer Zone del grande Progetto Pompei, la traslazione a monte del Vesuvio della storica tratta ferrata Napoli-Pompei, il ruolo - mai territorialmente trainante - di Pompei stessa, la realizzazione di un Museo Archeologico in uno dei grandi contenitori vuoti del centro città, ultima e unica speranza di futuro per Pompei, tutta Pompei.
Dei Restauri poi è meglio non parlare, per carità di Patria…europea, visto che si fanno con fondi UE. Piaccia o no al Ministro Salvini.
Parleranno da soli e presto. Come parleranno le opere incompiute. Come parleranno i marciapiedi eseguiti senza risparmio, ma a colori alterni, mentre i rumors raccontano che la massima parte dei Lavori di Restauro, sembra che siano stati fatti dei necessari rilievi.
Che fine ha fatto quindi lo sbandierato Piano della Conoscenza? E i droni rilevatori?
Insomma, se il Re non è nudo…. è perlomeno svestito. E per Pompei - tutta Pompei - il domani si profila in brache di tela.
Federico L.I. Federico
Il M5s denuncia: “Officina Eav, polvere sulle teste degli operai durante la rimozione dell’amianto”
“Con un finanziamento di 3,5 milioni di euro la Regione Campania si è impegnata a bonificare il capannone Eav di Ponticelli, con la rimozione dei pannelli di amianto che ricoprono la struttura e la contestuale sostituzione con un impianto fotovoltaico. In risposta a una nostra interrogazione, dell’aprile scorso, il responsabile dei lavori aveva dato rassicurazioni sul rispetto di misure di sicurezza a tutela degli oltre cento dipendenti Eav che in questi mesi hanno continuato a operare nel capannone, nonostante la delicatezza e la pericolosità dei lavori in corso. Da due giorni, i lavoratori hanno incrociato le braccia, a causa della caduta di polvere dai tiranti dell’officina, provocata dagli urti dei telai in ferro durante le fasi di montaggio dell’impalcatura. Un’opera, quest’ultima, inspiegabilmente svolta non dalla ditta specializzata, incaricata di occuparsi della bonifica, ma da una ditta terza che non ha né i requisiti né le strumentazioni necessarie per il trattamento dell’amianto. Un’operazione che anche oggi ha provocato la caduta di polvere sospetta, mettendo in allarme i dipendenti che, giustamente, si rifiutano di rientrare in officina”. E’ quanto denunciano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà e Luigi Cirillo.
“Nonostante le garanzie date dalla dirigenza Eav, relative a un monitoraggio costante che avrebbe dovuto interessare la stessa Asl competente, ai lavoratori non risulta che ci sia stato alcun controllo fin dall’apertura del cantiere. Né, allo stato, hanno avuto riscontro le preoccupazioni degli stessi lavoratori, che a più riprese in queste ore sono stati invitati dalla dirigenza a riprendere le attività, sebbene continui a cadere polvere sulle loro teste. La stessa Asl, interpellata dai rappresentanti dei lavoratori, ha fatto sapere che la questione non è di sua competenza, ma di incaricare i carabinieri del nucleo ambientale. Come Movimento 5 Stelle continueremo a sostenere la battaglia dei dipendenti dell’officina Eav di Ponticelli, interessando della questione il Consiglio regionale, attraverso un ordine del giorno che porteremo in aula il 25 giugno prossimo, in occasione della prossima seduta dell’assise”.
Torre Annunziata, un murales in memoria delle 8 vittime del crollo a rampa Nunziante
Una struttura a sostegno di un murales in memoria delle otto vittime del tragico crollo dello scorso 7 luglio.
La giunta, guidata dal sindaco Vincenzo Ascione, ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di elementi di arredo urbano in Rampa Nunziante, e precisamente nella curva di intersezione tra le due rampe, attualmente occupata da pannelli pubblicitari.torr
«L’Amministrazione Comunale – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Ammendola – vuole che il ricordo dei nostri otto concittadini deceduti in quelle tragiche circostanze resti per sempre vivo nella memoria di tutti. A tal riguardo, c’è la forte volontà di realizzare, nei pressi della palazzina crollata, una struttura che sostenga un murales commemorativo in ricordo delle vittime di quell’infausto evento che quasi un anno fa ha colpito al cuore Torre Annunziata. L’opera – conclude Ammendola – potrà essere finanziata a mezzo sponsorizzazione. Pertanto, sarà immediatamente attivata una manifestazione d’interesse al fine di individuare i soggetti sostenitori. Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’Avviso Pubblico sul portale istituzionalewww.comune.torreannunziata.na.it».
Il Movimento 5 Stelle di Acerra ha chiesto a RFI SPA di riaprire il sottopasso pedonale ferroviario di corso Garibaldi.
Da tempo ormai numerosi cittadini stanno manifestando lamentele per i disagi arrecati dal passaggio a livello di corso Garibaldi. Infatti, a causa della centralità del medesimo, che è situato su una delle arterie principali della nostra città, porta, durante la sua prolungata e ripetuta chiusura giornaliera per il transito dei treni, a molteplici disagi alla popolazione di Acerra.
Infatti, molti cittadini, anziani e bambini, studenti e utenti RFI, in attesa del transito dei treni, sono esposti alle intemperie o a elevate temperature durante la stagione estiva anche per molti minuti. Gli orari dei treni, spesso in coincidenza con quelli di apertura delle scuole, causano ritardo agli studenti, non sottovalutando inoltre l'enorme disagio di bambini e anziani costretti ad attendere l’apertura del passaggio anche 15/20 minuti, a volte anche di più.
Per questo abbiamo proposto la riapertura del sottopasso che risulta chiuso da fine anni ’90.
Maturità, studenti soddisfatti: 'E' andata bene'
Studenti soddisfatti per le tracce della prima prova scritta della maturita' anche se il tema storico, che proponeva di analizzare l'argomento della cooperazione internazionale partendo da un brano tratto da un discorso di Aldo Moro e da un brano dedicato ad Alcide De Gasperi, ha lasciato molti perplessi (e' stato scelto solo dall'1,1%) perche', pur nella bellezza della traccia, spesso in classe non si arriva a 'coprire' fino ad avvenimenti di storia cosi' recente. Chi "Giocava in casa" sono stati gli studenti di Ferrara alle prese con la prova di italiano per una delle opzioni sull'analisi del "Il giardino dei Finzi-Contini" di Giorgio Bassani. Soprattutto al liceo Ariosto, dove lo scrittore ferrarese ha anche studiato e il cui atrio e' intitolato proprio a lui. Tra i tanti, a scegliere il tema su Bassani, Martina "perche' mi piace l'analisi del testo come tipologia di prova. Non avevo studiato l'autore, ma le tematiche da trattare, come la discriminazione e l'esclusione, sono molto note". Cosi' Irene "si trattava di un libro, Il giardino dei Finzi-Contini, che abbiamo studiato molto nel triennio. E' un tema sul quale mi sono sentita preparata, grazie anche alla partecipazione che facciamo alla Giornata Bassani". Anche al liceo Vittorio Emanuele di Palermo i commenti sulla prima prova di maturita' sono stati positivi, e in tanti sono stati indecisi su quale traccia scegliere. "Le piu' belle tracce di sempre, facili, e in grado di fare diversi collegamenti", hanno detto molti uscendo da scuola dopo la prima prova. Tra le piu' gettonate quella di ambito storico - politico su massa e propaganda: "L'ho trovata piu' affine ai miei interessi - ha spiegato Ettore Madonia - dopo vorrei frequentare la facolta' di Storia". Volti sorridenti anche all'uscita dalle scuole a Napoli. "Mi aspettavo quella su Aldo Moro - ha raccontato Martina, quasi 18enne, del liceo classico Genovesi - perche' quest'anno ricorrono i 40 anni dalla sua morte. Pero' ho scelto la traccia sulla solitudine. Mi sentivo ispirata e credo che a volte serva averne un po' per poter riflettere, cosi' come in altre occasioni si ha bisogno di compagnia". "E' andata benissimo" anche a Lucia, studentessa dello storico liceo Giulio Cesare di Roma. "Ho scelto il saggio breve sulla solitudine che e' il tema della mia tesina. Quando l'ho visto non potevo crederci. Non mi era mai successo nella vita di essere cosi' fortunata", ha raccontato. A tirare un sospiro di sollievo anche il suo compagno di classe Matteo: "E' andata - ha affermato sorridendo - ho scelto l'analisi del testo. Le tracce non mi hanno sorpreso, erano abbastanza prevedibili".
Campania, stanziati 30 milioni di euro contro gli incendi estivi
Uno stanziamento di quasi 30 milioni in tre anni, circa 5 mila risorse umane da impiegare sul territorio e 30 mezzi pronti a entrare in azione. Questi i numeri del Piano antincendio boschivo approvato dalla Regione Campania e condiviso con le prefetture, i vigili del fuoco, il comando per la Tutela forestale dei carabinieri, i parchi nazionali e regionali e le comunita' montane. Un modello operativo che diventa triennale e che, fino al 2020, affianca attivita' di prevenzione alla gestione delle emergenze, anche per evitare il bilancio drammatico della scorsa estate, quando sono bruciati 13 mila ettari in seguito a 3 mila incendi appiccati. Per il contrasto ai roghi ci sono 9,5 milioni, 10 milioni per la prevenzione, 9 milioni in tre anni per gli aeromobili, 500 mila euro per i volontari della Protezione civile, 920 mila e 600 mila per le convenzioni con vigili del fuoco e corpo forestale dei carabinieri, 4,5 milioni per comunita' montane, province, e citta' metropolitana di Napoli. Il personale impiegato sara' composto dalle 350 unita' della Regione, tra cui i dipendenti della Sma - societa' in house che si occupa di ambiente - che sono gia' al lavoro per ripulire il sottobosco e riattivare i 'sentieri tagliafuoco' occlusi da sterpaglie. A questi ai aggiungono i 500 volontari, i 3.600 vigili del fuoco e i 500 carabinieri forestali. In seguito alle segnalazioni, le sale operative potranno contare su sei aeromobili monomotore, un bimotore, 5 mezzi speciali della protezione civile, due autopompe e 16 mezzi della Sma. "Mettiamo in campo uno sforzo tecnologico, umano e organizzativo importante - sottolinea il presidente della Campania, Vincenzo De Luca - gli incendi sono causati con diverse finalita'. Ci sono quelli legati alla speculazione edilizia, chi brucia i residui di lavorazione industriale per non pagare gli oneri per lo smaltimento dei rifiuti, c'e' stato in qualche caso un lavoro scientifico per i roghi appiccati nei valloni dove non potevano arrivare i mezzi di spegnimento e poi c'e' qualche mitomane che gode nel vedere un disastro ambientale determinato dalla sua azione. Ci siamo preparati per tempo e, nei limiti del possibile, credo che riusciremo a far fronte alla situazione, che ci auguriamo non abbia la portata dello scorso anno". Il colonnello Angelo Marciano, comandante del Gruppo carabinieri forestale Napoli, ha assicurato che "si lavora da mesi per essere pronti", sottolineando come gli incendi siano "sempre generati dall'uomo per colpa o per dolo, al di la' delle eccezionali condizioni climatiche della scorsa estate. Un aspetto rimarcato anche dal direttore regionale dei vigili del fuoco, Giovanni Nanni, che si e' soffermato sull'importanza della prevenzione e di un coordinamento tra tutte le istituzioni che si occupano di incendi boschivi.
Fontana di Monteoliveto, Borrelli: "Sporcata dopo pulizia straordinaria"
"Alla fine, questa battaglia di civiltà, come è già successo con l'albero di Natale in Galleria Umberto I questo Natale, la vinceremo noi che amiamo Napoli e le sue bellezze e i vandali e gli incivili, prima o poi, dovranno farsene una ragione". Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e lo speaker Gianni Simioli de La radiazza di Radio Marte, dando notizia che "nel corso della notte, la fontana di Monteoliveto che, nei giorni scorsi, era tornata a essere una discarica a cielo aperto ed era stata usata addirittura per urinarci dentro, è stata nuovamente utilizzata come cestino". "Anche questa mattina, però, i componenti della Cooperativa 25 giugno, protagonisti della pulizia straordinaria di ieri, hanno ripulito la fontana" hanno aggiunto Borrelli e Simioli ribadendo "per l'ennesima volta la richiesta di una recinzione per la fontana di Monteoliveto, come quella che c'era nei secoli scorsi, o, come richiesto da Massimiliano Rosati, patròn del Gambrinus, lo spostamento in piazza del Plebiscito dove i titolari del Gambrinus sarebbero disposti ad 'adottarla' per garantirne la manutenzione".
De Magistris: 'Per Nouvelle Observateur noi capitale della cultura'
Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha espresso ''apprezzamento e soddisfazione'' per l'articolo pubblicato sul giornale francese 'Nouvelle Observateur' in cui si parla di Napoli come ''capitale italiana della cultura''. ''Mi fa molto piacere - ha affermato - e conferma i nostri dati statistici secondo i quali Napoli e' negli ultimi anni la citta' che maggiormente ha messo in campo un'offerta culturale di qualita' e quantita', impegno ripagato da presenze turistiche che nella sua storia questa citta' non aveva mai registrato". "Tutti - ha concluso - vedono nella cultura e nell'umanita' di Napoli gli elementi caratterizzanti della sua svolta''.
Napoli, sosta selvaggia in via Terracina: sfiorata la tragedia in un incidente
"Questa volta s'è sfiorata la tragedia, ma se non si interviene per impedire la sosta selvaggia lungo via Terracina, a ridosso dell'ospedale San Paolo, c'è il rischio di ritrovarci a piangere un morto nei prossimi giorni". A lanciare l'allarme il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, raccontando che "questa mattina, un'auto s'è ribaltata per il caos creato da veicoli in sosta, camion compresi, e auto che corrono verso il pronto soccorso dell'ospedale, ma quello che è successo stamattina è solo uno dei tanti incidenti che si ripetono in quella strada dove, seppur insistono dei divieti, si continua a parcheggiare in malo modo". "In alcuni tratti, soprattutto quelli a ridosso dell'ospedale, c'è anche un parcheggiatore abusivo che 'regola' il parcheggio, ma, nel resto della strada, è l'inciviltà a farla da padrona visto che, a pochi metri, ci sono diversi spazi a disposizione per parcheggiare, ma restano sempre vuoti" ha aggiunto Borrelli sottolineando di aver chiesto al comandante della polizia municipale di avviare controlli straordinari in quella zona".
Spari contro gli immigrati, il Centro sociale: 'Salvini venga qui'
Spari contro gli immigrati, il Centro sociale: 'Salvini venga qui'
"Salvini venga qui a CASERTA a vedere come funziona il sistema di accoglienza dei migranti, che da anni gestiamo con efficienza. E se qualcosa non va e' nelle norme che gia' ci sono e che andrebbero cambiate; penso alla Bossi-Fini, che porta la firma proprio della Lega di Salvini". Dopo aver invitato a CASERTA e Castel Volturno il presidente della Camera Roberto Fico, il Centro sociale Ex Canapificio, associazione che si occupa da anni di migranti nel Casertano, tramite una delle responsabili, Maria Rita Cardillo, invita anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che piu' di tutti, in questi giorni, si sta esponendo sul fenomeno dell'immigrazione, e che ieri, intervenendo sull'episodio razzista denunciato a CASERTA da due rifugiati del Mali, che sarebbero stati sparati da alcuni ragazzi con una pistola ad aria compressa - ferito uno dei migranti - ha manifestato perplessita' sull'autenticita' della notizia, dicendo che "la fonte e' un centro sociale".
"Parole che vogliono mettere in discussione il racconto dei due maliani - dice la Cardillo - e la stessa gestione della vicenda da parte del Centro sociale ex Canapificio. Per questo diciamo a Salvini di venire a CASERTA per vedere come si fa reale integrazione; qui abbiamo un'utenza di almeno 10mila immigrati che si rivolgono costantemente al nostro sportello informativo, realizziamo percorsi di inclusione sociale bilaterale, pensiamo ad attivita' che hanno dato ottimi risultati come Piedibus, o la riqualificazione di villette, ma anche i tirocini formativi". Un percorso in cui si colloca l'organizzazione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebra proprio oggi. A CASERTA la festa e' stata realizzata nello stesso quartiere dove si e' verificata l'aggressione, cioe' nel quartiere Acquaviva, e precisamente nella villetta di Via Arno, che, dopo essere stata chiusa per anni, e' stata riaperta e riqualificata grazie alla collaborazione tra cittadini e rifugiati.
Il pacco bomba all'avvocato conteneva un chilo di tritolo: la prognosi resta riservata
Le condizioni sono stazionarie ma gravi. La prognosi resta riservata. E' questo l'ultimo bollettino dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno relativo alle condizioni di Giampiero Delli Bovi, il 29enne avvocato rimasto gravemente ferito per lo scoppio di un pacco bomba lunedi' scorso a Montecorvino Rovella, nel Salernitano. Presidente del Forum dei Giovani del comune dell'Alto Picentino, Delli Bovi ha perso entrambe le mani a seguito della deflagrazione dell'ordigno. Le indagini coordinate dal pm della procura di Salerno, Katia Cardillo, e delegate ai carabinieri, intanto, proseguono serrate. Gli inquirenti stanno battendo ogni pista, da quella legata all'ambiente professionale a quella personale e, nello specifico, quella del rancore. Chi ha lasciato il pacco imbottito di esplosivo assemblato in una scatola di uno spedizioniere davanti al cancello del civico 155 di via Fratelli Rosselli, alla frazione Macchia, ha premeditato il gesto per compiere danni gravi. Il giovane civilista poteva essere colpito in modo mortale. Il quantitativo di esplosivo non e' ancora chiaro, ma sembra che fosse di circa un chilo. Il rompicapo sul confezionamento dell'ordigno e' stato affidato al Raggruppamento Investigazioni Scientifiche dei carabinieri di Roma a cui gia' sono stati consegnati i reperti e sono state fatte, dice il procuratore di Salerno, Corrado Lembo, "le opportune sollecitazioni per avere in tempi brevissimi l'esito delle indagini balistiche". Il capo dei pm, stamani a margine di una conferenza stampa nel proprio ufficio, ha definito "grave" quanto successo. Il riserbo e' massimo ma Lembo ha sottolineato che "immediati accertamenti sono stati gia' disposti sulle tracce del reato, e precisamente sulle polveri da sparo e sui meccanismi di innesco. Anche da questo, noi potremmo prendere delle indicazioni importanti. Naturalmente, sono state gia' attivate tutte le indagini tradizionali". Per il comandante provinciale dei militari dell'Arma di Salerno, Antonino Neosi, "le indagini sono complesse. Occorre raccogliere tutte le testimonianze, tutte le immagini dei sistemi di videosorveglianza perche' solo in questo modo possiamo iniziare a cercare di fare chiarezza su quanto accaduto". Neosi ha, poi, aggiunto che "un fatto cosi' grave, necessariamente, deve trovare una sua spiegazione e quindi, proprio per questo motivo, non e' corretto avanzare delle ipotesi a priori. Per riuscire a capire perche' cio' e' avvenuto, occorre che qualcuno che ha visto ce lo deve dire. Questo e' fondamentale. Avremo bisogno ancora di qualche giorno ma in campo e' stato messo il miglior dispositivo possibile". Secondo l'ex procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, oggi assessore alla Sicurezza della Regione Campania, "la situazione gia' drammatica e' stata aggravata proprio dal fatto che le indagini sono rese piu' complicate dalla mancanza di un sistema di videosorveglianza". Roberti ha poi aggiunto: "Intendo esprimere la mia solidarieta' all'avvocato Giampiero Delli Bovi e suoi familiari per quanto accaduto. Mi auguro che Montecorvino si possa dotare di questo sistema di videosorveglianza. Bisogna intervenire urgentemente per sostenere l'azione del Comune e delle autorita' locali per realizzare questi impianti che consentiranno, mi auguro, di prevenire altri episodi criminali".
Napoli, picchiava la moglie da anni: arrestato 40enne alla Riviera di Chiaia
Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Ferdinando hanno arrestato un napoletano di 40 anni, responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia.Stamane i poliziotti sono intervenuti in un appartamento della Riviera di Chiaia dove era stata segnalata una lite in famiglia. Ad aprire la porta una donna, la vittima, appena aggredita sia verbalmente che fisicamente dal marito davanti ai loro figli.Un comportamento aggressivo, quello del marito, che era oramai divenuto consuetudine scaturendo anche da motivi banali e che la donna subiva da diversi anni.A questo punto gli agenti, dopo aver chiesto l’intervento del personale sanitario per la cura di vistose ferite che la donna ha riportato dopo l’aggressione di pochi minuti prima, hanno raccolto gli elementi utili per rintracciare il marito. Il 40enne, con precedenti di polizia, è stato intercettato in via Michelangelo Schipa. È stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.
Picchiano e chiedono il pizzo al titolare del Supermercato poi denunciano di essere stati aggrediti: presi 3 del clan Maiale
Tre persone, ritenute vicine al clan camorristico Maiale attivo nella Piana del Sele, sono finite in carcere, nel Salernitano, con l'accusa di tentata estorsione, lesioni personali aggravate dal metodo mafioso, in concorso, e calunnia: reato contestato solo a due degli indagati. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai carabinieri, è stata emessa su richiesta della Dda salernitana. I provvedimenti restrittivi scaturiscono da un'indagine avviata dopo la denuncia di due commercianti di Eboli. - "Non hai capito con chi hai a che fare". Per chiedere il 'pizzo' ad alcuni commercianti di Eboli, i tre arrestati ricordavano l'appartenenza al clan Maiale, attivo nella Piana del Sele, a Sud di Salerno. Devono rispondere, in concorso, di tentata estorsione, lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e, due di loro, anche di calunnia. Tra loro, Giovanni Maiale, nipote e omonimo del capoclan, in carcere nell'ambito dell'operazione eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Salerno. L'indagine e' nata nel maggio scorso dopo l'immediata denuncia dei titolari di due supermercati di Eboli che hanno raccontato di aver subito un tentativo di estorsione In particolare, è emerso che l'8 maggio scorso, gli arrestati hanno tentato un'estorsione ai danni dei due titolari di un supermercato della cittadina del Salernitano, minacciandoli ed evocando la loro appartenenza al clan Maiale. Gli indagati - spiega in una nota il procuratore di Salerno, Corrado Lembo - hanno intimato alle vittime di consegnare loro mensilmente denaro e hanno anche aggredito uno dei commercianti procurandogli lesioni giudicate guaribili in venti giorni. Dopo l'accaduto, i malviventi hanno tentato di sviare le indagini. I due che dovranno rispondere anche del reato di calunnia si sono recati presso la Stazione dei carabinieri di Eboli e hanno sporto una querela per lesioni personali nei confronti dei proprietari del supermercato con cui avevano avuto una colluttazione dichiarando, falsamente, di essere stati vittime di minacce e di aggressione. Le immagini del sistema di videosorveglianza installato presso l'esercizio commerciale hanno dimostrato che i fatti si erano svolti diversamente ossia come raccontato dai negozianti.
'Ai tiempi ro barone', il festival di musica e giochi antichi nel borgo di Prata Principato Ultra
Musica, visite guidate, enogastronomia, giochi antichi: il borgo di Prata Principato Ultra (Avellino) si prepara a rivivere gli antichi fasti dell’aristocrazia pratese in occasione dell’evento “Ai tiempi ro barone”, in programma dal 29 giugno al primo luglio Prata Principato Ultra (Avellino).
Una manifestazione che propone un format innovativo e spettacolare, incentrato sulla magia di un luogo a cui il territorio è fortemente legato: il Palazzo Baronale che fu della famiglia Zamagna, originaria della croata Dubrovnik, a cui simbolicamente l’evento - promosso dall’associazione Panta Rei con la direzione artistica di Roberto D’Agnese - si lega, attraverso la figura del Barone Savino Zamagna e la storia della sua tragica fine. È proprio in questo Palazzo, infatti, che il barone trovò la morte, in una notte in cui – come sua abitudine - volle esercitare lo Ius primae nocti, famigerato diritto del Signore feudatario di giacere la prima notte con la sposa di un proprio sottomesso. Zamagna venne ucciso da Gianlorenzo la Monica per difendere la giovane nuora dall’arcaica abitudine feudale, travestendosi da sposa ed aspettando il barone nel talamo nuziale e pugnalandolo a tradimento.
“Ai tiempi ro Barone” comincerà venerdì 29 giugno, alle ore 20, con il concerto di Voci del Sud, la tarantella di Montemarano di Stelle Popolari, le Trombe Egiziane e lo hang di Martino D’Amico. Sabato 30 giugno si comincerà alle ore 17 con le visite guidate al Palazzo Baronale su prenotazione e alle Catacombe paleocristiane dell’Annunziata, a cura di Marcello Freda e Donata Russo. Quindi i Giochi Antichi a cura del Museo etnografico “Beniamino Tartaglia” di Aquilonia. Alle 18.30 il concerto di musica rinascimentale e primo Barocco “Ai vis lo lop, lo Rainard, la Levre” e, alle 20, l’apertura del “Palazzo ro Barone” accompagnata da musica e spettacoli: Verdiana e Ivan all’arpa e al violino, Trombe Egiziane, Stelle Popolari, Hang di Martino D’Amico, Danze barocche in costume d’epoca a cura di Contrapasso, la musica popolare e world music de I Trillanti e Suoni Antichi I Bottari di Macerata Campania.
Domenica 1 luglio “Ai tiempi ro Barone” comincerà in mattinata, a partire dalle ore 10, con le visite guidate su prenotazione al Palazzo Baronale e alle Catacombe paleocristiane dell’Annunziata, quindi alle 12 il Pranzo al Palazzo (su prenotazione) e dalle 16 ancora visite guidate. Alle 17 l’incontro “Ius Primae Noctis – Mai più violenza sulle donne”, quindi la presentazione del libro “Irpine” di Elisa Forte e l’installazione della Panchina Rossa a cura di Panta Rei. Lo spettacolo continua con i Giochi Antichi a cura del Museo etnografico “Beniamino Tartaglia” di Aquilonia. Alle 18 animazione per adulti e bambini con il clown fantasista Kaos in “Aghi di spugna”, alle 19 concerto di Luca Rossi in duo e, dalle 20, Trombe Egiziane, Stelle Popolari con la tarantella di Montemarano, Hang di Martino D’Amico, Danze barocche in costume d’epoca a cura di Contrapasso e concerto de I Lumanera. Un evento unico del suo genere, in programma dal 29 giugno all’1 luglio a Prata Principato Ultra (Avellino). Per informazioni: tel. 349.6932049, pagina facebook “Ai tiempi ro Barone”.
La Finanza scopre 1000 grandi evasori fiscali. Tutti i numeri di un anno di lavoro
Non si tratta di piccoli commercianti, artigiani e imprenditori, che rappresentano l’ossatura economica del Paese - sempre da tutelare - e che magari hanno omesso di rilasciare uno scontrino. Parliamo invece dei grandi evasori, ossia di quei soggetti fiscalmente pericolosi i cui patrimoni sono espressione diretta dei gravi reati tributari o economico-finanziari commessi; importi tutt’altro che insignificanti se si pensa che questi evasori, tutti insieme, in un anno e mezzo hanno sottratto allo Stato 2 miliardi e 300 milioni di euro (in media, più di 2 milioni ciascuno). E non ci si riferisce a numeri ancora da accertare o a importi da recuperare a tassazione o incassare da parte del fisco, ma (per oltre la metà, pari a 1,3 miliardi di euro) a valori e beni dapprima “congelati” e poi acquisiti in via definitiva (con la confisca) al patrimonio dello Stato.
Ci si è arrivati seguendo uno dei nuovi percorsi intrapresi dalla Guardia di Finanza, che mira a “stanare” gli evasori qualificando e quantificando la sproporzione esistente tra i redditi dichiarati e il patrimonio della persona interessata da procedimenti di prevenzione patrimoniale. Un percorso vincente perché non ancorato alla ricerca degli indizi di evasione - non sempre agevoli da riscontrare - ma fondato sul rilevamento della contraddizione emergente tra le manifestate disponibilità finanziarie e lo spesso esiguo reddito dichiarato.
Grandi evasori fiscali, quindi, che quasi mai evadono da soli, ma si avvalgono di una rete di connivenze per realizzare circuiti viziosi fatti di fatture false, emesse o utilizzate in contabilità. Veri e propri sodalizi criminali che, affidandosi in qualche caso all’esperta consulenza di studi tributari, sono in grado di minare la concorrenza tra le imprese sane del Paese. Quello connesso alle fatture false è un fenomeno arduo da contrastare proprio per le difficoltà connesse alla necessità di dimostrare l’inesistenza delle transazioni - a volte immateriali e complesse oltre che di respiro internazionale - o per i tempi occorrenti, talvolta lunghi, per raccogliere tutte le prove. Nella “categoria” dei grandi evasori non rientra soltanto chi si avvale delle fatture false. Ci sono anche quelli delle frodi cosiddette “carosello”, quelli che costituiscono crediti IVA fittizi o che ottengono indebite compensazioni di imposte e contributi: sono 3.188 i casi di società “cartiere” o “fantasma”, create ad hoc per la realizzazione di frodi all’IVA, la costituzione di crediti fittizi e l’ottenimento di indebite compensazioni. Vi sono poi coloro che, più intraprendenti, si spingono oltreconfine trasferendo all’estero i propri profitti e, per finire, quelle imprese straniere che operano in Italia, ma non dichiarano nel nostro Paese i redditi su cui hanno l’obbligo di pagare imposte nazionali.
Nel settore della fiscalità internazionale i casi di evasione scoperti nel 2017 e nei primi 5 mesi del 2018 sono stati 2.120. Interventi sempre più mirati per contrastare le frodi fiscali: 128.000 in tutto, tra verifiche e controlli, avviati nei confronti delle persone e delle imprese considerate maggiormente a rischio di evasione fiscale.
Sfiorano i 23.000 i reati fiscali denunciati in un anno e mezzo di attività. Il 67% di questi sono rappresentati dagli illeciti più insidiosi e pericolosi per la stabilità economico-finanziaria del Paese e per la libera concorrenza tra imprese: l’emissione di fatture false, la dichiarazione fraudolenta, l’occultamento di documentazione contabile. 17.000 i responsabili individuati, 378 dei quali finiti in manette.
I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie ai responsabili di frodi fiscali ammontano a 1,1 miliardi di euro, cui si aggiungono le ulteriori proposte di sequestro già avanzate, per 5,7 miliardi di euro.
Sono 12.824 le persone del tutto sconosciute al fisco (evasori totali) responsabili di aver evaso, in un anno e mezzo, 5,8 miliardi di IVA. Nello stesso periodo sono stati verbalizzati 6.361 datori di lavoro per aver impiegato 30.819 lavoratori in “nero” o irregolari.
Nel settore delle accise, i 5.300 interventi conclusi dalle Fiamme Gialle hanno portato al sequestro di oltre 18.400 tonnellate di prodotti energetici oggetto di frode. A questi si aggiunge un consumato in frode pari a circa 225.000 tonnellate.
Nel comparto del gioco e delle scommesse, eseguiti oltre 6.000 controlli e concluse 352 indagini di polizia giudiziaria. Altra fenomenologia illecita contro cui, dopo l’evasione, il Corpo riversa le proprie migliori risorse, è la corruzione, campo nel quale, sempre nell’ultimo anno e mezzo, sono state denunciate, per reati in materia di appalti e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione, oltre 6.000 persone, il 10% delle quali è finito in manette (644). Anche i sequestri eseguiti per 800 milioni di euro in tutto il comparto della tutela della spesa pubblica danno il senso dell’efficacia delle misure intraprese se si pensa che 600 milioni sono i sequestri nel solo settore degli appalti e del contrasto alla corruzione. Sequestri che consentono, almeno in parte, di ristorare lo Stato dai fenomeni di malaffare e di cattiva amministrazione scoperti dalla Guardia di Finanza.
Il valore degli appalti in cui sono state riscontrate irregolarità è di 2,9 miliardi di euro su un totale di gare sottoposte a controllo pari a 7,3 miliardi di euro: il che si traduce nel 40% di irregolarità nell’aggiudicazione delle gare oggetto di indagine.
Ma la corruzione è solo la punta dell’iceberg di un insieme di inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone che, operando nel pubblico, procurano danni all’erario: nell’ultimo anno e mezzo le Fiamme Gialle ne hanno individuate 8.400, responsabili di un danno erariale da 5 miliardi di euro.
Le frodi scoperte in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a oltre 1,5 miliardi di euro, mentre si attestano a 175 milioni quelle nel settore della spesa previdenziale e sanitaria. I soggetti nel complesso denunciati sono stati 12.741, con l’esecuzione di oltre 40.000 interventi a tutela dei principali flussi di spesa pubblica.
Proseguendo in ambito sanitario, ci sono poi i “furbetti” del ticket, settore nel quale i controlli mirati hanno consentito di individuare “sacche” di irregolarità nel 90% dei casi: in pratica, ogni 10 persone controllate, almeno 9 si sarebbero fatte curare gratis, in ospedali pubblici o in altre strutture private convenzionate senza averne diritto.
Altro settore particolarmente a rischio è quello delle assistenze domiciliari, dei pasti a domicilio, degli assegni per il nucleo familiare e di quelli di maternità, degli assegni per le mense scolastiche, delle borse di studio, ecc.; insomma di tutti quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza spettanti ai cittadini che versano in particolari e delicate condizioni economiche e sociali.
I controlli svolti in tale ambito dalla Guardia di Finanza - polizia economico-finanziaria a forte vocazione sociale - mirano proprio a evitare che delle “prestazioni sociali agevolate” - questa la definizione tecnica degli aiuti in argomento - possa beneficiare chi non ne abbia diritto, a danno dei più bisognosi. I risultati ottenuti sono significativi: il 39% dei controlli svolti ha evidenziato irregolarità.Le indagini patrimoniali contro le mafie, volte a sottrarre le risorse finanziarie e patrimoniali dalle quali le consorterie criminali traggono sostento, hanno portato alla confisca (e ristabilito il possesso da parte dello Stato) di beni e valori per 2 miliardi di euro. Ulteriori 3 miliardi sono stati, inoltre, sequestrati, mentre le richieste di sequestro in corso ammontano a 4,6 miliardi di euro.
Il denaro illecitamente accumulato dalle “mafie”, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere “lavato” della sua provenienza “sporca”, deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente “puliti”.
Ecco che seguire i flussi finanziari diventa fondamentale in ogni tipologia di contrasto agli illeciti. Il valore del riciclaggio accertato dalla Guardia di Finanza nell’ultimo anno e mezzo si è attestato attorno ai 3 miliardi di euro. Un fiume di soldi intercettato grazie alle circa 1.300 indagini di polizia giudiziaria avviate, da cui sono “scattate” denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 2.508 persone (di queste 284 agli arresti).
I sequestri effettuati su ordine della Magistratura ammontano a 769 milioni di euro. La lotta al fenomeno del riciclaggio non si fa però solo con la repressione. Per contrastarlo al meglio è necessaria anche una seria azione preventiva attraverso le analisi del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria delle segnalazioni di operazioni sospette. Delle oltre 131.600 S.O.S. esaminate, 38.600 sono state sottoposte a indagini più approfondite. Di queste, 756 sono risultate attinenti al finanziamento del terrorismo internazionale .
Il controllo dei movimenti di soldi presso i confini terrestri e navali, compresi porti e aeroporti e sedi doganali, ha portato alla scoperta di 14 milioni di euro illecitamente trasportati al seguito dalle persone che entravano in Italia o ne uscivano. Accertate 8.500 violazioni.
Scoperti infine reati fallimentari con il sequestro di beni per 725 milioni di euro su un totale di patrimoni risultati distratti di oltre 6 miliardi di euro.
Anche la contraffazione fa male al Paese perchéè danneggia il made in Italy, svilendo il prestigio del marchio italiano nel mondo. Rientrano negli oltre 264 milioni di articoli sequestrati dalle Fiamme Gialle nell’ultimo anno e mezzo quelli propriamente contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy, quelli non sicuri e i prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità. Praticamente è come se ogni italiano avesse fatto esperienza - dal 1° gennaio 2017 a oggi - di prodotti con marchio falso per ben 4 volte. In questo settore, i Reparti operativi del Corpo hanno eseguito oltre 15.600 interventi, svolgendo più di 4.500 deleghe dell’Autorità giudiziaria.
Di pari passo, le Fiamme Gialle hanno oscurato o sequestrato 521 siti internet, utilizzati per commercializzare on line merce contraffatta.La contraffazione non risparmia alcun settore: ne sono testimonianza le banconote, le monete, i titoli, i certificati e i valori bollati falsi sequestrati dal Corpo dal 1° gennaio 2017, per un valore complessivo di 12 milioni di euro. Denunciate 366 persone, 65 delle quali agli arresti. Non tende sicuramente a rallentare l’azione a contrasto dei traffici di droga. Con il tempo diventano semmai più efficaci i modi e i mezzi usati per combatterli. Significativo il fatto che il 50% delle oltre 100 tonnellate di stupefacenti, sequestrate dal 2017 a oggi, sia stato intercettato grazie a grandi operazioni aeronavali condotte dalla GdF quale Polizia Economico-Finanziaria e del Mare (vgs. punto 15 allegata scheda).
E sempre in termini di tonnellate deve ragionarsi quando si fa riferimento ai risultati ottenuti dal Corpo nel settore del contrasto al contrabbando di sigarette: 370 sono state, infatti, le tonnellate di tabacco sequestrato nel corso di oltre 7.600 interventi.
In mare caccia aperta ai narcotrafficanti quindi, ma anche agli scafisti e a tutti coloro che sfruttano il fenomeno della migrazione. 751 gli arresti e 382 i mezzi sequestrati dalla Guardia di Finanza nelle nostre acque.
In termini di diretto intervento a favore dei cittadini, soprattutto di quelli che si trovano in difficoltà, ha operato nell’ultimo anno e mezzo il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, meglio noto come S.A.G.F., che ha eseguito 2.624 interventi in montagna, prestando aiuto a 2.873 persone.
Per l’intero periodo estivo i Reparti Aeronavali del Corpo continueranno a garantire una costante presenza sul mare e nello spazio aereo sovrastante a favore dei villeggianti e delle imprese che operano lungo le coste italiane. Un piano straordinario di rafforzamento del dispositivo di sicurezza economico-finanziario nazionale è già in campo da parte della Guardia di Finanza per prevenire e contrastare fenomeni di illegalità diffusa, a tutela degli operatori nei settori economici che, proprio nel periodo estivo, vedono incrementare il proprio fatturato nonché per garantire una costante presenza del Corpo sul mare e nello spazio aereo sovrastante.
Quest’estate saranno anche potenziate le attività della Guardia di Finanza connesse all’esercizio delle funzioni di controllo doganale in materia di commercio della fauna e della flora tutelate dalla Convenzione di Washington (c.d. C.I.T.ES.) per contrastare i traffici illeciti di specie animali e vegetali in pericolo di estinzione. Il controllo economico del territorio, infine, contribuirà al presidio di strade, aree urbane, porti, aeroporti, frontiere marittime e terrestri per la ricerca di fenomeni di sommerso d’azienda e di lavoro nonché per la prevenzione ed il contrasto di tutte le tipologie di traffici illeciti.



