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Marcello Fonte torna a ‘Cinema intorno al Vesuvio’. Questa sera a Villa Bruno

Questa sera, lunedì 23 luglio, alle ore 21.15 nuovo appuntamento con i lunedì del cinema d’autore all’Arena “Cinema intorno a Vesuvio” di Arci Movie a Villa Bruno con “L’intrusa” di Leonardo Di Costanzo, presentato lo scorso anno alla prestigiosa Quinzaine des Réalisateurs al Festival de Cannes, vincitore del Globo d’Oro come Miglior Film e circuitato in oltre 30 Festival internazionali. Sarà presente l’attore Marcello Fonte, già ospite della rassegna per presentare “Dogman” di Matteo Garrone, e una parte del cast del film. Giovanna è la fondatrice del centro “la Masseria” a Napoli, luogo di gioco e creatività al riparo dal degrado e dalle logiche mafiose. Ed è proprio alla Masseria che, con i suoi due figli, cerca rifugio Maria, giovanissima moglie di un camorrista arrestato per un efferato omicidio. Maria rappresenta tutto quello da cui le madri dei bambini che frequentano il centro stanno cercando di proteggere i loro figli, e Giovanna si trova così di fronte ad una scelta esiziale: Maria, l’intrusa, va accolta o allontanata? Chi va difeso, il gruppo o chi – senza dirlo – chiede l’ultima possibilità di sfuggire ad una vita già scritta?
Ingresso 4 euro per i soci Arci e 3 euro per gli studenti under 25. (Sarà possibile tesserarsi direttamente a Villa Bruno). Ingresso gratuito per i diversamente abili.
Aree di parcheggio consigliate: Via Vittorio Bachelet, Piazza Troisi, Via Cavalli di Bronzo e Via Giacomo Matteotti.

La donna uccisa dal marito lo aveva denunciato e poi ritrattato

Immacolata Stabile, la 48enne di San Marcellino strangolata la notte scorsa dal marito Antonio Topa di 51anni, carpentiere originario di Fuorigrotta, che poi si e’ tolto la vita, aveva denunciato il consorte circa un anno fa per maltrattamenti, ma dopo due settimane aveva ritirato la denuncia. Una decisione sulla quale i Carabinieri stanno ora facendo luce. La circostanza e’ emersa dagli accertamenti realizzati in queste ore dai militari guidati da Antonio Forte con il coordinamento della Procura di Napoli Nord diretta da Francesco Greco. Il quadro familiare appariva incerto anche a causa del lavoro instabile dell’uomo ma nulla – secondo quanto raccontato da chi li conosceva i coniugi – faceva presagire un epilogo cosi’ drammatico. Sui corpi dei coniugi sarà effettuata l’autopsia, disposta dalla procura della Repubblica di Napoli Nord, ma i carabinieri danno già per certo che si tratti di un omicidio-suicidio. I segni di strangolamento trovati sul corpo della donna, Immacolata Stabile di 48 anni, sono inequivocabili; esattamente come le ferite al collo del marito, Antonio Topa di 51. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, Topa avrebbe strangolato la moglie a mani nude al culmine di un litigio tra le 24 di domenica e la una di notte di lunedì. Poco dopo i figli sono rincasati trovando il corpo della madre senza vita in camera da letto, e quello del padre in un’altra stanza appeso al solaio. Secondo i primi accertamenti effettuati dai militari, Topa avrebbe ucciso la moglie al culmine di un violento litigio, forse scoppiato per motivi passionali. Il corpo della donna era in camera da letto: e’ qui che si e’ consumata la prima parte della tragedia, con il marito che ha strangolato a mani nude la donna. L’uomo ha poi preso un laccio, l’ha legato ad un solaio dell’abitazione e si e’ impiccato. Sotto shock il figlio e la figlia della coppia, entrambi maggiorenni, che questa notte intorno alle 3 sono rincasati trovando la madre morta in camera da letto con i segni inequivocabili, attorno al collo, di mani che avevano esercitato una pressione fatale. In un altro locale dell’abitazione hanno poi scoperto il corpo ormai esanime del papa’. Con l’aiuto di un vicino i due ragazzi hanno chiamato i carabinieri e il 118. Dell’episodio e’ stata poi informata la Procura della Repubblica di Napoli Nord che ha disposto l’autopsia sui due cadaveri. Il 51enne Topa di mestiere faceva il carpentiere, e andava avanti con lavori saltuari.

Mister Rastelli: il premio fair play è suo

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“Questo premio ha un sapore particolare per quello che rappresenta. Il fair play, lo dice la parola, è sinonimo di correttezza. E io sono onorato di aver ricevuto questo premio assieme a tante stelle dello sport, per questo sono grato agli organizzatori che hanno deciso di attribuirmi questo importante riconoscimento”. Così il mister scafatese Massimo Rastelli ha commentato il riconoscimento ricevuto durante la XXII edizione del Premio Internazionale Fair-Play Menarini che si è svolto a Castiglion Fiorentino. La serata ha celebrato quei campioni che, contando solo sul proprio talento, si sono distinti seguendo le regole, rispettando gli avversari e incarnando i valori del fair play. Tra i premiati Giovanni Trapattoni, Antonio di Gennaro, Carolina Kostner, il giornalista Xavier Jacobelli, l’ex rugbista Marco Bortolami, il campione di salto in alto Stefan Holm, l’ex cestista Toni KuKoc, l’ex marciatore Robert Korzeniowski, la ginnasta Vanessa Ferrari.

Il Parma resta in A ma con 5 punti di penalizzazione

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E’ questa la decisione del Tfn in relazione al deferimento della Procura federale per la vicenda dei messaggi sospetti precedenti la gara Spezia–Parma, valida per l’ultima giornata dello scorso campionato di Serie B. La Procura aveva chiesto per il club ducale due punti di penalizzazione da scontare nella stagione 2017/2018, che avrebbe significato permanenza nel torneo cadetto a vantaggio del Palermo o in alternativa sei punti di penalizzazione per la stagione alle porte mantenendo la permanenza nel massimo campionato. Per Calaiò la richiesta era di 4 anni di squalifica e 50mila euro di multa. “Ebbene – si legge nel comunicato del Tfn – alla luce dei principi testé enunciati, questo Tribunale ritiene provato che Calaiò, nell’inviare all’ex compagno De Col i messaggi in questione, abbia posto in essere il tentativo di illecito previsto dall’art. 7, comma 1, CGS, irrilevante essendo che, nello specifico, a tutto voler concedere, questi possa essersi riferito unicamente alla propria incolumità fisica. E’ di tutta evidenza, invero, che anche la sollecitazione e/o l’invito ad omettere interventi di gioco sulla propria persona, ove accolta, possa ritenersi idonea, quanto meno in termini di tentativo, ad alterare l’andamento e/o lo svolgimento della gara” .

Castellammare, Scafarto spiazza tutti: ‘Avrei fatto l’assessore anche se me lo avesse chiesto il Pd’

“Non ho velleita’ politiche e non ho mai portato avanti un’indagine per scopi politici. Da tempo dico a chi ci amministra di approfittare della mia esperienza. L’avrei messa a disposizione della citta’ gratuitamente” e l’incarico “l’avrei accettato anche se me l’avesse dato un altro sindaco”, anche del Pd, “anche se dubito che il Pd avrebbe fatto questa scelta”. Gianpaolo Scafarto, l’ufficiale del Noe dei carabinieri che ha indagato sul caso Consip, e’ assessore alla Legalita’, fresco di incarico, nel Comune di Castellammare di Stabia, in una giunta capitanata da un sindaco di FI, e in un’intervista al quotidiano la Repubblica spiega il perche’ abbia accettato l’incarico e precisa alcuni aspetti della vicenda che l’hanno visto chiamato in causa. Intanto precisa di non essere ne’ imputato ne’ condannato (e’ indagato, la procura di Roma gli contesta la falsificazione di brani dell’informativa chiave dell’indagine Consip, ndr) e sottolinea che nella decisione di accettare l’incarico in Giunta “ha pesato, inoltre, il provvedimento del Riesame, confermato dalla Cassazione (l’annullamento della misura interdittiva richiesta dalla procura, ndr), che dice che nella mia condotta non c’e’ dolo e parla di errore involontario”. L’ufficiale – ha il grado di maggiore – nell’intervista dice anche che al momento sta smaltendo licenze e ferie arretrate , “voglio prima capire quanto impegno richiedono le deleghe che mi sono state attribuite, poi decidero’ se mettermi in aspettativa”. E respinge l’idea che la sua nomina ad assessore possa innescare nuovi dubbi sull’inchiesta Consip: “Parliamo di un piccolo Comune. Davvero mi pare un’attenzione eccessiva. Se si legge l’ordinanza del Riesame ho commesso solo degli errori e, trattandosi di un’informativa complessa scritta in 19 giorni, forse ne ho fatti anche pochi”. Errori – dice Scafarto – di cui si e’ scusato “non solo con i Renzi ma con tutti quelli che involontariamente posso aver tirato in ballo nell’inchiesta”.

Facebook pensa a satellite per connettere il mondo

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Dopo la fine del progetto Aquila, il drone che doveva portare Internet nei paesi senza copertura, Facebook ci riprova. Il social network sta lavorando ad un nuovo progetto, simile ma con l’utilizzo di un satellite, secondo documenti della Federal Communication Commission (Fcc) scoperti dal sito Wired. Il nome provvisorio di questo progetto e’ Athena. I documenti, che derivano da una richiesta del Freedom of Information Act, dettagliano diversi scambi di email tra funzionari della Fcc e i rappresentanti di Facebook dal 2016 al 2018. Nei messaggi del 2018, i rappresentanti del social network fanno riferimento ad una “piccola applicazione sperimentale satellitare per il satellite Athena”. La societa’ si e’ gia’ lanciata nella tecnologia satellitare. Nel 2016 avrebbe dovuto lanciare un satellite per il collegamento a Internet di alcune parti dell’Africa, ma e’ andato perso mentre era a bordo di un razzo SpaceX esploso durante un test. E ha interrotto il progetto col drone Aquila che avrebbe dovuto consentire di portare la connettivita’ Internet, con una rete LTE volante ad alta quota nelle parti piu’ remote del mondo. Il progetto e’ terminato un mese fa a quattro anni dal lancio e con test di volo che non hanno avuto grande successo.

Bomba d’acqua su Napoli: allagamenti anche in provincia

Allagamenti in diverse strade di Napoli e provincia a causa della pioggia, caduta in alcuni momenti anche con forte intensita’ durante la mattinata. Auto costrette a marciare a rilento e conseguenze sul traffico che in diverse zone e’ andato in tilt. Problemi anche per i pedoni a causa di diversi marciapiedi completamente sommersi dall’acqua. Il temporale non è durato molto, ma è stato sufficiente a creare dei veri corsi d’acqua attorno e sopra i marciapiedi che ancora adesso risultano parzialmente sommersi. Non solo, il vento forte anche abbattuto le reti di delimitazione poste all’ingresso di uno dei due varchi del sottopasso Claudio.

Ragazza violentata a Reggio Emilia: indagini in corso

Una ragazza ventenne e’ stata aggredita e violentata ieri sera nella prima periferia di Reggio Emilia. La vittima ha raccontato di essere stata assalita alle spalle intorno alle 21 da uno sconosciuto, probabilmente straniero. L’uomo l’avrebbe spinta dietro un cespuglio prima di abusare di lei, per poi far perdere le sue tracce. La notizia e’ stata anticipata dal Resto del Carlino. La ragazza, ferita e sotto choc, e’ stata soccorsa dal 118 e trasportata in ospedale. Indaga la Polizia, per rintracciare l’aggressore.

Migranti: Tajani, piano Marshall per l’Africa

“Il Niger e’ un paese chiave e un paese modello nel Sahel. E ‘anche uno dei paesi piu’ poveri del mondo. Decine di migliaia di migranti passano ogni anno per raggiungere la Libia. Con l’Unione europea ha stanziato un miliardo di euro tra il 2014 e il 2020 e in collaborazione con le Nazioni Unite, abbiamo ridotto i passaggi 300 000 nel 2016 a meno del 10 000. Il Consiglio europeo di fine giugno stanziati 500 milioni di euro per la Libia e il Sahel. Questo e’ ben lungi dall’essere sufficiente. Per ora, credo che questi paesi dovrebbero ricevere 6 miliardi, lo stesso importo assegnato alla Turchia da parte dell’Unione Europea. Dobbiamo attuare una strategia di sviluppo, investendo in agricoltura, acqua, energia rinnovabile, istruzione, salute, ricerca, innovazione. Dare ai giovani africani seri motivi per non lasciare il loro paese. Se non creiamo un’economia forte in Africa, ci sono milioni di giovani che prenderanno la via dell’esilio verso l’Europa e noi non sara’ in grado di fermare”. Il presidente del Parlamenti europeo Antonio Tajani intervistato da Le Figaro al rientro dalla missione di tre giorni in Niger, torna a rilanciare un “Piano Marshall” per l’Africa. “Il continente africano ha 1,3 miliardi di soggetti. Al ritmo attuale di crescita della popolazione sara’ 2,5 miliardi entro il 2050, forse anche 5 miliardi nel 2100. E il 2050 e’ domani mattina. Come prevenire l’esodo? Con un modo: investendo pesantemente nelle economie africane, creando infrastrutture, strade, ferrovie, telecomunicazioni, scuole, centri sanitari che impiegano medici africani nella formazione dei giovani nel commercio specializzato. Abbiamo bisogno di una strategia globale. L’Europa ha i mezzi per la sua attuazione. Deve iscriversi 40 miliardi nel bilancio 2021-2027 per l’Africa. Puo’ anche 50 miliardi. Questo e’ un problema che non puo’ essere risolto solo con un aiuto nazionale. Ci vuole un vero e proprio lavoro di squadra di tutti i paesi europei”, ha spiegato Tajani. “La scorsa settimana, diversi paesi europei – Francia, Germania, Spagna, Portogallo, tra gli altri – hanno accettato di destinare una quota dei migranti che arrivano via mare in Italia. Questa e’ la prova che una soluzione europea e’ possibile. Matteo Salvini ha fatto un’alleanza con i paesi del Patto di Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia) che rifiutano qualsiasi solidarieta’ europea. Dovrebbe cambiare alleanza…”, ha concluso il presidente dell’europarlamento.

Portogruaro: sostanze urticante, respiro faticoso, ricovero in ospedale

Sono terminate alle 3, di questa mattina, le operazioni dei vigili del fuoco del nucleo NBCR (nucleare biologico chimico radiologico) dopo i problemi accusati alle vie respiratorie da numerosi clienti di un negozio del centro commerciale “Adriatico” di Portogruaro (Venezia) per aver respirato probabilmente una sostanza urticante. I vigili del fuoco hanno predisposto e gestito l’evacuazione dell’intero centro commerciale. Il personale del Suem 118 ha effettuato sul posto un triage sanitario, valutando 73 persone. Cinque di queste presentavano sintomi irritativi piu’ accentuati alle mucose. Per nessuno e’ stato necessario il ricovero. I vigili del fuoco avevano gia’ predisposto una linea di decontaminazione per il trattamento delle persone di cui non c’e’ stata necessita’. Gli operatori NBCR hanno effettuato una misurazione ambientale dei locali con strumentazione per rilevazione multigas, chimica e radiometrica con esito negativo. Verificati gli impianti di condizionamento del centro commerciale anche questi con esito negativo. Al vaglio dei carabinieri e della polizia la valutazione delle immagini dei circuiti di sicurezza.

Si chiude il sipario sul premio Pio Alferano 2018

Doppio appuntamento con l’arte in tutte le sue forme nell’antico di Castellabate, che il 20 e il 21 luglio ha ospitato nella sua corte medievale personalità di spessore, impegnate nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. L’occasione è stata data dall’edizione 2018 del Premio Pio Alferano promosso dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito in stretta collaborazione  con il Comune di Castellabate che, anno dopo anno, si impegna in sinergia con il Presidente della Fondazione Santino Carta nella crescita di una manifestazione dal respiro internazionale per il prestigio dei suoi ospiti e che esalta la cultura con garbo. Questa volta sul palco, oltre al giornalista Nicola Porro che ha condotto la cerimonia di premiazione e all’istrionico direttore artistico Vittorio Sgarbi, si sono alternati per ricevere l’ambito riconoscimento – una scultura ispirata dal mito tutto cilentano della Sirena Leucosia – nomi del calibro dell’attore Lino Banfi, del critico d’arte Philippe Daverio, della giornalista Daniela Ferolla, del manager Franco Moscetti, del Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, della produttrice cinematografica Camilla Nesbitt, del Generale dei Carabinieri, comandante del Reparto Tutela Patrimonio Culturale Fabrizio Parrulli, di Don Fabio Raimondi, responsabile dei Beni Ecclesiastici della Sicilia, di Edi Rama, artista e attuale primo ministro dell’Albania, e ancora, Francesco Scoppola, dirigente generale del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo e il produttore cinematografico e collezionista Pietro Valsecchi. In questa edizione il Premio Speciale conferito direttamente dal Comune di Castellabate è stato consegnato all’attore Claudio Bisio, celebre protagonista insieme ad Alessandro Siani di una delle commedie italiane più amate e conosciute, Benvenuti al Sud. Il Sindaco di Castellabate Costabile Spinelli ha inoltre rivelato sul palco la volontà di conferire a Bisio anche la cittadinanza onoraria per il suo legame indissolubile con Castellabate. Traccia che si integra perfettamente con l’ambiente circostante è l’eredità artistica che ogni anno rimane patrimonio del territorio, oltre alle prestigiose esposizioni che arricchiscono le sale del Castello, i murales nel centro storico. Lo street artist Neve, ha realizzato una nuova opera murale che si aggiunge al meraviglioso ritratto di Leucosia realizzata lo scorso anno. “Emozioni e arte si fondono perfettamente con la cornice donata da Castellabate e dal suo Castello, che non delude mai le aspettative, diventando un centro culturale di grande spessore, anche internazionale. Lo dimostra la presenza del Primo Ministro dell’Albania Edi Rama e di tutti gli ospiti intervenuti, un esito positivo frutto del lavoro sinergico fatto ogni anno con la Fondazione Pio Alferano e che quest’anno ha visto la partecipazione della Regione Campania, nella persona del governatore Vincenzo De Luca, e del Parco Nazionale del Cilento con il Presidente Tommaso Pellegrino”, commenta le serate con orgoglio il sindaco Costabile Spinelli: “Un successo che ripaga dello sforzo fatto nel valorizzare il nostro territorio che con le sue bellezze naturalistiche, i tanti riconoscimenti e  manifestazioni come queste può continuare a crescere con una prospettiva d’eccellenza”.

Cetara: 30 indagati per i box abusivi sul porto

Trenta persone accusate di occupazione abusiva del demanio marittimo, sanzionate e denunciate dalla Guardia costiera della Capitaneria di porto di Salerno e Cetara che ha provveduto anche al sequestro di ventitré box sul porto, aprendo inoltre un fascicolo contro ignoti per individuare chi ha inquinato con cento litri di olio l’area portuale del comune di Cetara.
I sequestri Sono avvenuti al termine di un lungo iter investigativo da parte degli uomini della guardia costiera su delega della procura che ha chiesto ed ottenuto il sequestro dei box che affacciano sul porto di Cetara, al di sotto della promenade, e che insistono sul demanio marittimo. Dalle prime indagini, risulta che l’iter di assegnazione degli stessi non sarebbe avvenuto secondo la norma, al loro interno i militari hanno trovato arnesi e strumenti per la pesca. Gli investigatori hanno verificato che oltre all’autorizzazione concessa dal Comune l’uso dei depositi doveva avere anche un nulla osta da parte del demanio marittimo. Le indagini dunque proseguono anche per capire se ci siano responsabilità amministrative da parte degli uffici comunali competenti.
Indagini serrate anche per trovare il colpevole della dispersione d’olio in mare. Il pronto intervento ha consentito di recuperare circa cento litri che sarebbe potuto uscire in mare aperto diventando una vera e propria bomba ecologica.
L’acqua inquinata sarà esaminati in laboratorio per cercare di capire da qualche nave possa essere stato scaricato l’olio e poi comparato con le navi che sono state registrate all’interno dell’area portuale. Intanto grazie ad una imbarcazione della Capitaneria equipaggiata con nuova e avanzata strumentazione adibita al rilevamento di inquinamenti dovuti ad olii ed idrocarburi e ad un battello il battello disinquinante, l’area è stata immediatamente bonificata senza gravi conseguenze.

Quinta settimana di programmazione per ‘Brividi d’estate 2018’ al Real Orto Botanico di Napoli

Domani, martedì 24 luglio, parte la quinta settimana di programmazione della rassegna Brividi d’estate 2018 al Real Orto Botanico di Napoli. Un’idea di Annamaria Russo, sostenuta dalla collaborazione dell’Università Federico II di Napoli, che gestisce il parco, e con il patrocinio del Comune di Napoli. Quattro appuntamenti per la quinta settimana di programmazione della rassegna, fino a lunedì 30 luglio con tre spettacoli in scena e l’originale Cena con Delitto. La programmazione proporrà, proprio martedì 24, la seconda replica di Spoon River di Edgar Lee Masters, con Paolo Cresta e Carlo Lomanto. Spoon River è un villaggio divenuto piccola opera d’arte visiva. Uomini e donne che furono, raccontano le loro vite, i sogni, le peregrinazioni, gli istinti i rimpianti, le sconfitte, attraverso epitaffi su fredde lapidi. La morte che parla alla vita: le scritte incise nelle lapidi marmoree raccontano un caleidoscopio di personaggi che insieme tessono una storia.
La rassegna proseguirà, mercoledì 25 e giovedì 26 luglio, con Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi, con Paolo Cresta. Sullo sfondo di una Lisbona sfavillante, dolcemente accarezzata dalla brezza atlantica, in un Portogallo condannato alla lunga dittatura di Salazar, prende vita una storia che insegna a misurarsi con la necessità di far prevalere le “ragioni del cuore”, lottando contro l’appiattimento delle coscienze imposto dalla dittatura Una storia che celebra chi combatte e muore in difesa di ideali di giustizia, libertà e verità e che, spesso, finisce per essere dimenticato tra le pieghe multiformi della Storia.
Venerdì 27 terzo appuntamento de La Cena con Delitto e sabato 28 luglio (in replica fino a lunedì 30) La Medea di Portamedina di Francesco Mastriani, drammaturgia e regia di Annamaria Russo, con Rosaria De Cicco, Marianita Carfora, Giuseppe Gavazzi, Peppe Romano, Alfredo Mundo, Gennaro Monti, Sonia De Rosa, Paolo Rivera, Rita Ingegno, Federica Grosso, Flora Del Prete. E’ il 19 maggio 1793, Coletta Esposito, una giovane popolana di via Portamedina, uccide la figlia di pochi mesi e getta il corpicino esanime sul sagrato della chiesa, dove si stanno celebrando le nozze dell’uomo che aveva promesso di sposare lei e non quella donna vestita di bianco che stringe sottobraccio. La donna, poco più che ventenne, assurge agli onori della cronaca per il suo terribile delitto, che richiama alla tragedia greca.

L’ambulanza non arriva: picchiano medico e autista all’ospedale di Sarno

Quattro uomini fanno irruzione al piano terra dell’ospedale di Sarno e picchiano infermiere e autista del 118. I quattro aggressori erano convinti di avere richiesto l’intervento dell’autoambulanza direttamente all’ospedale Martiri del Villa Malta, ma invece avevano contattato la centrale che smista le telefonate. Gli operatori del 118 erano appena rientrati da un intervento piuttosto complesso quando si sono ritrovati quattro persone in preda all’ira tra urla e forti colpi sulla porta d’ingresso. A nulla sono valse le spiegazioni di medico, infermiere ed autista che hanno cercato di chiarire che la telefonata al numero 118, seppur proveniente da Sarno, collega alla centrale operativa che gestisce gli interventi e non direttamente alla sede sarnese.
I quattro sono passati dagli insulti all’aggressione fisica. Preso a pugni il giovane infermiere di venticinque anni che ha riportato diverse escoriazioni sul corpo ed una lesione al labbro. Schiaffi e calci anche all’autista. Risparmiato solo il medico di turno, i quattro non si sono accaniti contro la donna in servizio. Le urla e le richieste di aiuto hanno richiamato l’attenzione degli uomini della vigilanza dell’ospedale e i quattro aggressori si sono subito dati alla fuga. Sul caso indagano gli uomini del locale commissariato di Polizia di Stato. Al vaglio le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza per identificarli.

Strangola la moglie e poi si impicca: omicidio-suicidio nel Casertano

Ha strangolato la moglie dopo una lite e poi si e’ tolto la vita impiccandosi al solaio dell’abitazione coniugale. L’omicidio-suicidio e’ avvenuto nel Casertano, a San Marcellino. A ritrovare i corpi dei genitori, Antonio Topa di 51 anni e Immacolata Stabile di 48 anni, sono stati i due figli della coppia rincasati nella notte dopo una serata con gli amici. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e del Reparto Territoriale di Aversa che indagano. La donna era supina in camera da letto, e, secondo i primi rilievi, e’ stata strangolata; l’uomo poi si sarebbe tolto la vita impiccandosi al solaio dell’abitazione. Le indagini sono affidate ai carabinieri. Al momento non risulta che la coppia fosse in via di separazione. I militari dell’Arma stanno procedendo con le analisi e l’ascolto dei testimoni.

‘Un maledetto carnevale’, il romanzo di Giuseppe Guisa che racconta di vendetta e perdono

Giuseppe Giusa presenta un romanzo drammatico che parla di perdono e di vendetta, e di quanto questi sentimenti possano condizionare e perfino distruggere la vita di un uomo. Gli sfortunati protagonisti di questa tormentata vicenda, Maria e Michele, imparano presto quanto sia alto il prezzo da pagare per dimenticare, per andare avanti e costruirsi un futuro sereno. La storia è incentrata su un atto di violenza e codardia ai danni di una ragazza indifesa, un gesto che passa inosservato e impunito per anni, prima di riemergere aiutato dal destino, e di esigere una punizione esemplare. Un maledetto carnevale è un romanzo che si interroga sulla necessità del perdono, sulle conseguenze della vendetta e sulla forza dell’amore, e lo fa attraverso la storia di uomini e donne vittime di una bugia che li annienterà o, forse, li libererà.
“[…] Ogni estate, quando vado in Sicilia, la mia permanenza non è altro che di due settimane: tanto per stare un po’ con i miei e poi scappare via da quel paese, che per me ormai è diventato come un incubo. In quelle due settimane scruto ogni tipo di ragazza, sperando di riconoscere quella che per me e per i miei amici fu un gioco capriccioso di carnevale”.
“Un maledetto carnevale” di Giuseppe Giusa narra una storia che non si dimentica facilmente. Purtroppo attuale in un momento storico in cui la violenza sulle donne è all’ordine del giorno, il romanzo racconta di uno stupro insensato, di un crudele gioco tra ragazzini che distrugge la vita di una giovane innocente. È il 1965, sono anni in cui prevale l’omertà, specialmente in un piccolo paese siciliano, e la violenza non viene denunciata per paura della macchia incancellabile sulla reputazione della sfortunata ragazza. La storia procede raccontando i dieci anni seguenti nella vita di due dei protagonisti della brutale vicenda. Michele e Maria sono scappati lontano, chi dalle proprie colpe e chi dal proprio inestinguibile dolore. Il ricordo di quel maledetto carnevale non li abbandona, non dà tregua alle loro notti insonni, specialmente a Maria, che da quell’episodio ha dovuto anche far nascere una vita, una vita che ora adora più della sua. Giuseppe Giusa intreccia una storia in cui il destino ci mette più dello zampino, in cui ogni verità è costretta a svelarsi, tassello dopo tassello. Michele sa che la resa dei conti è vicina, l’ha sempre saputo, non solo per sé stesso ma anche per i suoi vecchi amici. La figura di Maria è quella che emoziona di più: tredicenne costretta a crescere troppo in fretta, e poi giovane donna spezzata ma ancora capace di perdonare, di amare e vivere. Il perdono è infatti il nodo centrale di Un maledetto carnevale, un atto doloroso ma necessario, che solo un’anima pura può scegliere. La vendetta è invece per i codardi, e in questo romanzo verrà scelta da molti a scapito dell’amore, di quella forza positiva condannata a soccombere in partenza, perché l’ombra della violenza ha offuscato il suo potere salvifico. E allora qual è il limite che non si deve superare, fino a che punto si deve rispetto alla vita umana, anche a quella più infima? Uno dei personaggi, Antonio, dice: “Ma se alla gente onesta non è permesso di vivere in pace, mi domando che valore ha questo mondo”. Ed è ciò che si domanda anche il lettore, alla fine di questo doloroso romanzo.
TRAMA. Maria è una tredicenne piena di vita, ma il destino le riserva una brutta sorpresa. Durante un gioioso carnevale viene violentata da quattro quindicenni mascherati. Le conseguenze di questa efferatezza sono molteplici: al dolore per la violenza subita si aggiunge la nascita di una figlia, che deve imparare ad amare nonostante sia legata a un penoso ricordo. Dieci anni dopo Maria conosce Michele, un ragazzo per bene, e per la prima volta in vita sua il suo cuore comincia a palpitare. Tra i due nasce una bella storia d’amore e decidono di sposarsi, ma il passato è in agguato. Il destino di Maria e Michele si è infatti intrecciato molti anni prima. Alla fine ci sarà chi perdonerà, e chi in preda alla follia esigerà una vendetta egoistica, spinta dall’insensata necessità di cancellare un passato che non può e non deve essere dimenticato.

Aggressione nel centro migranti del Salernitano, contestato l’odio razziale

E’ contestata anche l’aggravante dell’odio razziale ad un operaio di 33 anni che nella serata di ieri ha aggredito prima un migrante e poi una operatrice – colpendoli a calci e pugni e provocando loro trauma cranico ed addominale – all’interno di una struttura di accoglienza di Atena Lucana, a Sud di Salerno. Nel corso della nottata i carabinieri della compagnia di Sala Consilina, guidati dal capitano Davide Acquaviva, hanno riscontrato che l’uomo sul proprio profilo social ha pubblicato post inneggianti al nazismo e al fascismo. Pur essendo al momento dell’aggressione in preda ai fumi dell’alcol, l’uomo, ritengono i Carabinieri, avrebbe potuto premeditare l’azione durante la quale ha leggermente ferito anche un militare – intervenuto sul posto – e danneggiato una gazzella. L’aggressore e’ stato arrestato. Resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ingiurie, minacce e lesioni aggravate dall’odio razziale, danneggiamento e guida in stato di ebbrezza alcolica sono i reati contestati.

Cade dal balcone, grave bimbo di 4 anni

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E’ caduto dal balcone al primo piano dell’abitazione di famiglia a Quart in provincia di Aosta mentre giocava con la sorellina il bambino italiano di quattro anni ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino. In base a una prima ricostruzione, il piccolo era da poco rientrato a casa insieme ai suoi familiari. Nell’incidente ha riportato un trauma cranico e ora e’ intubato, ricoverato in prognosi riservata. Dell’accaduto si occupa la polizia. Subito dopo i fatti, nella serata di ieri, domenica 22 luglio, il bambino era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Parini di Aosta. Considerate le condizioni critiche, in virtu’ di un protocollo esistente con la Regione Piemonte, era stato trasferito in elicottero nel nosocomio torinese.

La tragedia dopo la notte in discoteca: muore 24enne nel Cilento

La tragedia dopo la notte in discoteca: ieri mattina un altro triste episodio segna il Golfo di Policastro. Un incidente stradale ha tolto la vita ad Antonio Ernesto Zacaria, ventiquattro anni e residente a Maratea. Salvo l’amico di Sapri, di anni ventidue. Entrambi, in sella ad uno scooter Beverly 300, facevano rientro a casa dopo una notte trascorsa in discoteca a Policastro. Giunti a Capitello, Zacaria ha perso il controllo del due ruote che è finito violentemente contro il muretto che delimita quel tratto della ss. 18. In seguito all’impatto violentissimo il giovane centauro sarebbe morto. Il ventiduenne di Sapri, invece, dopo l’impatto tra lo scooter e il muretto è finito sulla strada riportando contusioni e fratture. E’ ricoverato presso l’ospedale dell’Immacolata ma è fuori pericolo di vita. Dopo gli accertamenti del caso la salma è stata restituita ai familiari per i funerali che saranno celebrati a Maratea.Il fatale incidente è avvenuto intorno alle cinque mentre faceva il giovane nato a Panama e residente a Maratea faceva rientro a casa. Probabile che alla base dell’incidente ci sia l’alta velocità. Tutti e due i ragazzi indossavano il casco e non avevano abusato di alcool o sostanze stupefacenti.

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