Al 4′ Rende già pericoloso: Franco serve Vivacqua a tutto campo, il numero nove biancorosso a tu per tu, con la palla defilata a destra, non riesce a superare Vono. Prova la risposta immediata Migliorini: da fuori, col destro, senza eccellere in precisione. Il vero brivido per Savelloni, arrivà così: cross teso che arriva dalla destra: Favasuli stacca bene di testa, di poco a lato. Si continua sullo stesso registro: Bettini per Manetta, colpo di testa con qualche sussulto. Poi la mazzata dell’inferiorità numerica: Vono esce fuori area in scivolata e per l’arbitro è chiara occasione da gol, scatta il rosso diretto. Modica toglie un attaccante per far entrare il portiere di scorta: nasce il 4-4-1 forzato. Arriva il vantaggio dei biancorossi ospitii, c’è la firma di Godano. Palla arpionata col destro, poi sinistro centrale che beffa il suo ex compagno di squadra. Proteste metelliane per presunta posizione di fuorigioco. Ancora pericoloso Godano al 37′, stavolta la Cavese riesce ad arginare. per l’estremo difensore del Rende, Savelloni risponde presente alla botta da fuori area di Migliorini. Segna Rossini ma è tutto inutile: è in fuorigioco. La Cavese non ci sta: mischia pericolosa in area di rigore. Savelloni sventa, la difesa calabrese fa il resto. Rosafio prova ad inventarsi un tiro a giro, Savelloni è costretto a un intervento in tuffo. Al 25′ il debole destro di Vivacqua consente a De Brasi di partecipare. Blaze pesca Vivacqua, che sbaglia il controllo e la mette fuori. Quando nessuno l’aspetta più, ecco il pari: zampata di Flores Healtey a pochi passi da Savelloni, difesa anticipata e beffata.
Le parole di Schiavone junior fanno tremare il clan:’Ecco come Zagaria si è preso Caserta’
Caserta. Le parole di Schiavone nel processo sul delitto di Michele Iovene da parte di Michele Zagaria fanno tremare il clan. “L’omicidio di Michele Iovine è stato uno spartiacque, lui era il referente del clan su Caserta e paesi limitrofi. Era un lontano di Antonio Iovine, ma Zagaria disse che c’erano stati problemi con i lavori a Caserta e anche attentati incendiari nei cantieri”, il referente casertano dei Casalesi, per Michele Zagaria, anche a costo di rompere l’alleanza doveva morire: era necessario per prendersi il capoluogo campano e chiudere il cerchio.Schiavone, figlio di Sandokan, chiamato a testimoniare proprio nel processo su quel delitto, quando era ancora libero non rilasciò dichiarazioni dal momento che non aveva intenzione di stravolgere gli equilibri dell’organizzazione criminale.
Dalle testimonianze del collaboratore di giustizia si evince che Nicola Panaro, il cugino proprio di Schiavone diede inconsapevolmente il consenso a Zagaria che sorprese tutti facendo un agguato pianificato dai suoi uomini di fiducia. “Voleva piazzare a Caserta persone di fiducia in modo che a noi non arrivassero informazioni sui lavori nella zona” ha spiegato Schiavone ai magistrati della Dda. Così, dieci anni fa, Zagaria si prese pure il capoluogo con una scalata che ha l’ha portato a insinuarsi in politica, sanità e imprenditoria. In realtà la direzione distrettuale antimafia aveva già individuato in “Capastorta” come colpevole dell’omicidio Iovine del 28 Gennaio 2008, all’epoca dei fatti, proprio Michele Iovine ricopriva il ruolo di capo zona del territorio di Caserta e dintorni ed era il capo di un gruppo con la competenza di estorsioni, sotto l’egida della famiglia degli Schiavone.
Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Antonio Iovine e Nicola Panaro hanno costituito il materiale probatorio ed hanno riferito ciò che hanno appreso da Michele Zagaria, durante i loro incontri prima e dopo l’omicidio, anche le attestazioni di Attilio Pellegrino e Massimiliano Caterino convergono queste testimonianze. Da come si evince dalle dichiarazioni rilasciate dai pentiti, la volontà di Zagaria era quella di eliminare Michele Iovine che dopo la scarcerazione voleva riprendere possesso delle sue mansioni estorsive, molte volte rivolte contro imprenditori o parte della fazione dello stesso Zagaria.
Gustavo Gentile
Benevento, col Perugia vittoria all’ultimo assalto
Vittoria al 90′ per il Benevento che riesce a superare in extremis il Perugia per 2-1. E’ Bandinelli a realizzare la rete che consegna i 3 punti ai sanniti e che salva la panchina traballante di Bucchi. Dopo l’1-0 firmato da Coda, il Perugia riesce ad impattare nel primo tempo con Verre. Gli umbri restano in inferiorità numerica per l’espulsione dell’ex Avellino Falasco al 75′ e in 10 uomini subiscono il gol di Bandinelli al 90′. I sanniti salgono così a quota 20 punti in classifica. Passa in vantaggio la squadra di Cristian Bucchi, brava a prendere fiducia negli ultimi minuti. Cross perfetto di Di Chiara dalla sinistra e colpo di testa del bomber Coda, lasciato forse troppo solo: la palla colpisce il palo interno e poi si deposita in rete. Per Massimo Coda è il settimo gol stagionale. Il quinto consecutivo al Vigorito. Pareggia Valerio Verre. Il giocatore, scuola Roma, trova spazio tra le linee e lascia partire un tiro fantastico che non lascia scampo a Montipò. E fa gol per la quarta partita di fila. AL 90’rete in controbalzo di Bandinelli, che punisce Gabriel con un gol capolavoro. Al 92′ il Benevento si salva grazie a un miracolo di Montipò. El Yamiq raccoglie palla al limite dell’area e carica il destro: Montipò si distende e devia la conclusione del difensore in corner.
Benevento: Montipò, Letizia, Billong, Di Chiara, Tello, Coda, Viola (dal 26′ st Bonaiuto), Volta, Improta (dal 38′ st Ricci), Bandinelli, Asencio. A disposizione: Puggioni, Gori, Antei, Filogamo, Ricci, Sparandeo, Gyamfi, Insigne, Goddard, Cuccurullo. Allenatore: Bucchi.
Perugia: Gabriel, Verre (dal 32′ st El Yamick), Bianco (dal 40′ Moscati), Vido (dal 23′ st Mustacchio), Melchiorri, Kingsley, Ngawa, Cremonesi, Dragomir, Falasco, Gyomber. A disposizione: Sgarbi, Terrani, Felicioli, Bianchimano, Mustacchio, Mazzocchi, El Yamick, Leali, Kouan, Moscati, Perilli, Bodin. Allenatore: Nesta.
Reti: al 17′ Coda, al 34′ Verre, al 45′ st Bandinelli
Ammonizioni:Gyomberg, Bandinelli, Vido, Viola
Espulsioni: Falasco
Recupero: 1′ nel primo tempo e 5′ nella ripresa
Juventus-Spal 2-0: partita a senso unico
Il nono gol in campionato di Cristiano Ronaldo, il sesto per Mandzukic: senza grandi sforzi la Juventus ha vinto la dodicesima partita in campionato regolando con un 2-0, un gol per tempo, la Spal di Semplici. Cristiano Ronaldo ha segnato nel primo tempo, cogliendo alla grande il perfetto assist su punizione di Pjanic. Il raddoppio di Mandzukic è stato roba da semplice tap-in. Nel primo tempo annullato un gol a Douglas Costa, nel secondo Cristiano Ronaldo ha sbagliato il gol del bis personale da pochi passi, dopo il legno centrato da Douglas Costa.
Stanca di subire le percosse del marito si rivolge al centro antiviolenza
Stanca di subire percosse da parte del marito, ha prima denunciato tutto alla Polizia di Stato e poi ha deciso di sua volonta’ di seguire un percorso di vita in una casa antiviolenza. Lei e’ una donna di Portici per mesi vessata da un marito violento che, sotto l’effetto di stupefacenti, non esitava a malmenarla anche per futili motivi. Dopo vessazioni reiterate nel tempo, ha finalmente deciso di mettere la parola fine ad una triste storia denunciando l’altro ieri gli episodi agli agenti del locale Commissariato della Polizia di Stato. E agli assistenti sociali che hanno preso in carico il caso, lei ha espresso la ferma volonta’ di lasciare l’abitazione che divide con marito e figli maggiorenni e di iniziare una nuova vita in una casa protetta per donne maltrattate. Nei confronti dell’uomo e’ scattata una denuncia per maltrattamenti in famiglia. E sempre a Portici, nello stesso giorno, la Polizia di Stato ha notificato un divieto di avvicinamento alla casa familiare ad un uomo responsabile di stalking.
Napoli, gli operai licenziati ex Auchan sul tetto del centro commerciale di via Argine
Sono rimasti senza lavoro e si sono incatenati sul tetto della galleria commerciale Neapolis, l’ex Auchan di via Argine a Napoli. Va avanti da alcune ore la trattativa per far desistere i due operai, dipendenti di una ditta di pulizie impegnata all’interno del centro commerciale, che minacciano di lanciarsi nel vuoto. Sul posto la Polizia di Stato ed i Vigili del fuoco. I due raccontano una lunga storia di riduzioni dello stipendio e poi di allontanamento dal lavoro, nonostante il centro commerciale abbia riaperto i battenti .
“Senza lavoro è inutile continuare a vivere – spiegano i due lavoratori – ci buttiamo di sotto. La ditta di pulizie, Papalini Spa, ha in forza per queste attività, 15 dipendenti ed ha deciso di ridurre l’organico con un criterio discriminatorio. Il nostro stipendio era di 500 euro al mese vogliono negarci anche questo diritto. La riduzione di stipendio è stata per noi una minaccia più che una proposta, non ci saremmo rientrati neanche con le spese”.
Napoli, Ancelotti vuole battere il Chievo ma pensa alla Juve…
Battere il Chievo, sfruttare le prossime partite di campionato per accorciare le distanze dalla capolista Juventus, passare il turno in Champions, qualificandosi per gli ottavi di finale. Piu’ facile a dirsi che a farsi, ma Carlo Ancelotti misura le potenzialita’ della sua squadra e ritiene che raggiungere tutti questi traguardi sia un’impresa realizzabile. ”Dobbiamo sfruttare queste gare fino a Natale – dice in conferenza stampa, presentando la gara di domani con i veronesi – per accorciare la distanza dalla prima e provare passare il turno in Champions. Non abbiamo mai pensato al calendario difficile all’inizio, come non pensiamo che sia facile adesso, prepariamo ogni gara senza pensare alla classifica. I sei punti dalla Juve? Preferiremmo averne di meno, ma e’ quello che deve darci motivazione. Piu’ che demerito nostro e’ merito della Juve che ha fatto solo un pareggio”. Il match di domani puo’ sembrare facile, sulla carta, ma Ancelotti non e’ assolutamente d’accordo e spiega anche il perche’. ”Il Chievo – osserva – e’ fanalino di coda ma avra’ tante motivazioni, ha cambiato allenatore, non abbiamo indicazioni e proporranno cose nuove. Pure a Genova poteva sembrare facile, poi s’e’ complicata. Domani ci aspetta un’altra prova di maturita’ perche’ veniamo da 15 giorni di sosta e dobbiamo subito dare una risposta per riprendere il nostro cammino”. Quando si parla di formazione da mandare in campo, Ancelotti si abbottona e preferisce svicolare, rimanere nel vago. ”Per ora – dice – non ho deciso ancora la formazione, devo dire che ho varie alternative e sono contento. Sara’ difficile scegliere e soprattutto mandare qualcuno in panchina”. Anche la scelta degli attaccanti non e’ facile ed esiste il ballottaggio solito tra Mertens e Milik. ”Ora forse Mertens e’ piu’ avanti di condizione rispetto a Milik – chiarisce l’allenatore degli azzurri – ma lo valuto dopo che ha preso un colpo in allenamento. Per tutti ci sono momenti buoni o meno buoni, Milik fa parte di una batteria di attaccanti che mi ha soddisfatto, lui compreso. Non abbiamo mai avuto problemi realizzativi, giochiamo un ottimo calcio offensivo, poi ogni giocatori ha dei momenti”. La partita di domani non e’ da considerarsi tra quelle di prima fascia, dal grande richiamo, eppure sugli spalti ci saranno 50 mila spettatori. ”Mi fa molto piacere avere 50mila tifosi attorno allo stadio. Significa – conclude Ancelotti – che c’e’ sintonia e armonia tra i nostri sostenitori e la squadra. Questo e’ un valore aggiunto perche’ avere tanta gente che ci sostiene per noi e’ importantissimo”.
La petizione al premier Conte, firmata Le Iene
“Vediamo questo tipo di integrazione e la valutiamo. Se mi dici che ci sono 100mila firme, a maggior ragione la considereremo, considerero’ con attenzione”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte ai microfoni de Le Iene che, ieri a Napoli, hanno consegnato al capo del governo una petizione – lanciata sulla piattaforma Change.org e sostenuta sostenuta da 110mila firme – che chiede l’introduzione di un emendamento al dl sicurezza che prevede l’accoglienza in Italia di chi dimostra di volersi integrare davvero. “Qualora la Commissione territoriale non accolga la domanda di protezione internazionale ma verifichi che il richiedente asilo si sia distinto per comprovata volonta’ di integrazione, trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso speciale di soggiorno” si legge nel testo della petizione.
Malore per Mazzarri, il Toro lo ferma
L’allenatore del Torino Walter Mazzarri ha accusato un malore che lo costringe a sospendere l’attività sportiva. Il club granata lo ha annunciato con un comunicato, precisando che l’allenatore si è “prontamente ripreso” e che lo stop è stato deciso dallo staff medico “a scopo prudenziale” per svolgere ulteriori accertamenti. Mazzarri non sarà dunque in panchina lunedì sera contro il Cagliari e potrà tornare ad allenare al completamento degli esami.
Domenico Cuomo, il nuovo talento della scuola Laborart di Gragnano: da ‘Gomorra 3’ a ‘L’amica geniale’
I nuovi talenti della scuola Laborart Centro Artistico di Gragnano, si fanno strada nel mondo del cinema e della televisione. Il giovane allievo Domenico Cuomo, dopo aver esordito in “Gomorra La serie 3” (nei panni di Cosimo, nipote di Enzo Sangue Blu) torna sul piccolo schermo questa volta nel cast de “L’amica geniale”, la serie evento tratta dal primo volume della quadrilogia di Elena Ferrante, in onda in quattro prime serate in prima visione su Rai1 e on line su Rai Play tutti i martedì dal 27 novembre. Domenico Cuomo nella fiction interpreta Antonio Cappuccio (da bambino), primogenito della famiglia Cappuccio, che smette di andare a scuola per aiutare la famiglia. Orfano di padre, Antonio lavora in un’officina meccanica e si prende cura della madre instabile mentalmente.
Per il giovane Cuomo l’esperienza de “L’amica geniale” non è l’unico progetto. La scorsa estate, infatti, ha girato, nel ruolo di Lorenzo, sul set di “Catch-22”, la prima serie televisiva diretta e interpretata da George Clooney, attualmente in lavorazione, tratta dal romanzo “Comma-22” di Joseph Heller e co-prodotta da Sky.Oltre a Domenico Cuomo, nella serie “L’amica geniale” diretta da Saverio Costanzo, hanno preso parte anche gli allievi Catello Buonomo (Pino Sarratore) e ancora Egidio di Maio, Vincenzo Alfano, Valeria Dell’Amura, Alessio d’Aniello, Giada Iovino, Mariateresa Pezzatini, Marcello Lusciano, Rosaria Ruocco.
Laborart Centro Artistico è nata nel 1987 da un’idea di Imma Cuomo in collaborazione con l’insegnante Rosaria Cannavale. La scuola di Gragnano (Napoli) è una vera e propria fucina di talenti. Ogni allievo, attraverso un percorso di studi pratici e teorici – sia per quanto riguarda la danza, sia per la recitazione – si sente parte integrante della scuola, in particolar modo grazie alla competenza degli insegnanti e professionisti del settore. La scuola si avvale della collaborazione di validi insegnanti quali Francesca Rapicano e Guy De Bock per la danza, mentre i corsi di recitazione e cinematografia sono a cura di Giuseppe Mastrocinque, che gestisce l’agenzia PM5 Talent di Napoli e Pino L’Abbate.
Avellino, fine della corsa per il sindaco ‘grillino’: Ciampi sfiduciato dopo soli 5 mesi
Finisce dopo appena 5 mesi l’esperienza da sindaco di Avellino per Vincenzo Ciampi, eletto a giugno scorso con il Movimento 5 Stelle. Il Consiglio comunale ha approvato la mozione di sfiducia con i 23 voti a favore dei consiglieri del Partito democratico, di Forza Italia e dei gruppi “Mai più”, “Si può”, “La svolta inizia da te”, “Avellino è popolare” e “Davvero Avellino”. Ciampi era stato eletto a giugno scorso dopo aver sconfitto al ballottaggio Nello Piazza, candidato del centrosinistra, ma nell’aula del Consiglio comunale poteva contare su un gruppo del Movimento 5 Stelle composto da soli 5 consiglieri: una situazione particolare dovuta ai risultati del primo turno, che vedevano la coalizione di centrosinistra sopra il 50% ma il candidato, Piazza, fermo al 42%.
Aversa, operazione antidroga dei carabinieri: due fermi
I carabinieri del Nucleo Operativo del Reparto Territoriale di Aversa, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, di Cangiano Antonio, cl. 1970, residente a Napoli, e Palmiero Aurelio, cl.1982, residente a Lusciano.
I militari dell’Arma, in via Perillo nel comune di Trentola Ducenta (CE), a seguito dell’identificazione e dell’immediata perquisizione personale e veicolare, eseguita a carico dei due, hanno rinvenuto e sequestrato, nella loro disponibilità, gr. 3,44 di cocaina, suddivisa in 10 dosi e la somma di euro 200,00, in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento dell’attività di spaccio. Gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari a disposizione della competente autorità giudiziaria.
Juve Stabia, Caserta: “Ora non bisogna perdere la concentrazione”
Dopo la grande rimonta della sua Juve Stabia, mister Fabio Caserta ha analizzato così il match contro il Rieti:
“Primo tempo sofferto, Rieti squadra difficile, nel secondo tempo abbiamo saputo dare una svolta alla gara grazie anche ai subentrati, contento per la vittoria, adesso bisogna continuare a lavorare e non perdere la concentrazione“.
Scafati, “Mollo tutto e vado a zappare”. Al fondo agricolo “Nicola Nappo” la consegna degli orti urbani
Scafati, 24 novembre 2018 – “Mollo tutto e vado a zappare”: è questo il motto con cui l’Ats “Terra Viva” ha dato il via questa mattina alla consegna dei 50 orti urbani ricavati all’interno del Fondo agricolo “Nicola Nappo” di Scafati, bene confiscato alla camorra gestito da Alpaa (Associazione Lavoratori Produttori Alimentari Ambientali), circolo Arci Ferro 3.0 e Finetica Onlus.“Con il fondo agricolo dedicato a Nicola Nappo – ha spiegato il coordinatore dell’Ats “Terra Viva”, Gianluca Torelli – continuiamo a costruire un’alternativa concreta alla camorra, dimostrando che la legalità conviene. Mentre procede la preparazione del terreno per la coltivazione del cipollotto e la riqualificazione dell’intero fondo agricolo, oggi avviamo la consegna degli orti urbani. Nei prossimi mesi – ha aggiunto – avvieremo invece il frutteto e le altre coltivazioni”Alla giornata di apertura del fondo, che ha coinvolto cittadini, associazioni e scolaresche di Scafati, hanno partecipato il segretario nazionale di Alpaa, Gino Rotella, il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci e il segretario generale della Flai Cgil Campania, Giuseppe Carotenuto.
“Contro gli interessi economici illegali – ha affermato il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci – c’è bisogno di questi presidi di legalità, Scafati in questo senso è un baluardo, un simbolo contro le mafie che vogliono inquinare e condizionare la società civile, l’economia e la politica. Scafati – ha concluso Ricci – per tutta la Cgil ha un grande valore simbolico e in questo momento storico i simboli contano molto”. “Con il bene confiscato “Nicola Nappo” – ha evidenziato Carotenuto – contribuiamo a ripristinare legalità e socialità nella città di Scafati, con il coinvolgimento di cittadini, scuole, associazioni. La cultura della legalità si professa non si pronuncia e si costruisce attraverso azioni concrete”.
Napoli, il nipote del boss fugge alla vista della polizia perché armato: rincorso e arrestato col complice
Napoli. Ieri notte, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Carlo Arena hanno arrestato Contini Ciro di 30 anni e De Pompeis Vincenzo, 18enne, entrambi pregiudicati, perché responsabili di porto, detenzione e ricettazione di arma e munizionamento. I poliziotti nel corso di ordinari servizi di prevenzione e repressione dei reati in genere, poco dopo l’una di notte, in via Nicolini in direzione Ponti Rossi, hanno intercettato una autovettura Micra con a bordo due giovani che hanno destato la loro attenzione.Gli hanno intimato l’alt per un controllo ma, i due giovani, hanno repentinamente invertito la marcia, effettuando un testa coda, e sono fuggiti in direzione via Arenaccia.I due hanno cercato invano, di far perdere le loro tracce ma i poliziotti non li hanno mai persi di vista, anche quando hanno lasciato l’auto in via Mazzocchi, angolo via Sant’Attanasio, cercando di fuggire a piedi.
Nel momento in cui hanno abbandonato la vettura, per tentare la fuga a piedi, i poliziotti hanno riconosciuto, nel passeggero della Micra, Contini Ciro considerato attuale capo clan dell’omonima consorteria criminale, nipote di Eduardo Contini, attualmente detenuto.Il Contini Ciro, uscendo dalla autovettura si disfaceva di una pistola e scappava ma veniva rincorso e fermato, insieme al conducente della vettura da uno dei due poliziotti , dopo una corsa di circa 500 metri, riusciva a bloccarli in via Tanucci .L’altro poliziotto recuperava, nella via Sant’Attanasio, la pistola, una Python 357 Magnum CTG Colt’s PT.F.A. di fabbricazione USA con matricola leggibile e completa di 5 proiettili di cui 4 Magnum ed 1 38 special.L’arma risultava essere compendio di furto, denunciato regolarmente nel 2010.I due sono stati arrestati per i reati di porto e detenzione nonché di ricettazione di arma ma gli è stata contestata l’aggravante di agire a favore dell’associazione criminale, mediante il “pattugliamento” teso a dimostrare il controllo del territorio.I due giovani sono stati arrestati e rinchiusi presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano. L’arma ed il munizionamento, nonché i due telefoni cellulari trovati in possesso dei due arrestati, sono stati sequestrati e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. Mentre la Nissan Micra usata dai giovani è stata affidata in giudiziale custodia ad una ditta autorizzata.
Picchia la ex in strada, i cittadini lo fanno arrestare
L’anno scorso l’aveva picchiata alle gambe con una mazza da baseball, due sere fa aveva tamponato la sua auto. Ieri l’ha seguita, le ha strappato il cellulare e ha iniziato a picchiarla. Ma lo ha fatto in strada dove alcuni cittadini non sono rimasti fermi, anzi. Hanno chiamato il 112 e hanno cosi’ consentito di far arrestare lo stalker che da tre anni perseguitava la sua ex. E’ accaduto a pochi chilometri da Napoli, citta’ dove le donne vittime di violenza potranno chiedere aiuto anche grazie ad uno smartwatch. Le violenze sulla donna di 38 anni duravano da tanto, da quando aveva deciso di lasciare il compagno con il quale dieci anni fa aveva avuto una figlia. Mai nessuna denuncia, per la bimba e per paura. Poi, tre anni fa, quando il compagno, un 32enne di Castel Volturno, e’ uscito dal carcere dove era detenuto per rapina, ha deciso di cambiare vita, di lasciarlo. E da li’, da quel giorno, sono iniziate le minacce, le violenze, le persecuzioni. Ieri, pero’, la vittima e’ stata aiutata da alcuni passanti che in via Campana, a Pozzuoli (Napoli), hanno assistito alla violenza, hanno chiamato i carabinieri e per il suo ex, ora ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo, hanno fatto scattare le accuse di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e rapina. Un aiuto, quello dei cittadini, risultato centrale. Un aiuto che nei prossimi giorni, proprio a Napoli, potrebbe anche arrivare da uno smartwatch di ultima generazione che, abbinato a un telefonino con applicazioni, consentira’ alle vittime di lanciare un allarme e, allo stesso tempo, di registrare e trasmettere immagini e audio che gli investigatori potranno poi acquisire come prove di reato. La nuova tecnologia, in dotazione dell’Arma dei carabinieri, e’ finanziata dalla Fondazione Vodafone e dall’associazione Woman Care Trust. Funziona cosi’: la vittima potra’ attivare la chiamata d’emergenza premendo un tasto o anche attraverso il movimento del braccio. La chiamata arrivera’ direttamente al Comando provinciale di Napoli dei Carabinieri dove ci saranno un carabiniere referente tecnico e un referente investigativo che rapportera’ all’Autorita’ giudiziaria. In centrale ci sara’ un monitor dedicato dove appariranno la geolocalizzazione e le informazioni necessarie. Per poter avere in dotazione lo smartwatch dovranno esserci situazioni di crisi comprovate e la disponibilita’ della vittima. “Questo strumento – ha spiegato il Generale di brigata Maurizio Stefanizzi, comandante della Legione Carabinieri ‘Campania’ – e’ stato fortemente voluto dall’Arma e dalla Procura distrettuale di Napoli con la finalita’ di assistere in modo concreto anche a distanza donne e soggetti deboli vittime di violenza”.
I mobili dei Casamonica acquistati negli store di Cercola e Afragola
Il kitsch portato all’ennesima potenza, soprattutto con l’arredamento ‘bombato’, come diceva la buonanima di Concetta Mobili, la queen del megastore indicato «dal vigile luminoso», nei pressi dell’uscita di Caserta Nord.
Il filo rosso del gusto che lega la capitale alla provincia partenopea. camere da letto barocche, divani dorati, cucine dai piani martellati e con le ante imbottite. E poi complementi poco proponibili, ma quando c’è gusto, come recita l’adagio, non c’è perdenza. Mobili, suppellettili, troni, cornici, statue e tappeti sono finiti all’interno di 18 container, allocati presso depositi comunali di Roma. E’ il “tesoro” dei Casamonica, degli Spada, degli Spinelli, della quarantina di componenti delle famiglie di origine rom, che nelle scorse ore sono state sgomberate dalle otto ville abusive del Quadraro. Gli sfollati hanno tenuto però a precisare che i pezzi d’arredo custoditi dal Comune e che potranno essere reclamati entro venti giorni (in caso contrario saranno portati al macero), sono di qualità scadente, imitazioni riprodotte in serie, in provincia di Napoli. Su alcuni profili Facebook, accanto alle foto di mobili, troni e sedie finite sotto custodia, i commenti dei proprietari
‘Queste sono state comprate a Cercola’, spiega uno degli sfollati. I prezzi? ‘Roba che vale poco, qualche centinaio di euro, tutto qui’, scrive un altro. Sui social fanno anche i nomi di alcune rivendite presso le quali si sarebbero serviti. Rivendite in provincia di Napoli. Una di queste è ‘Jack Aprano’ e si trova a Cercola. Il proprietari dello store: ‘Siamo specializzati nella vendita di mobili stile barocco – spiega il proprietario del negozio – Si tratta di pezzi prodotti in Italia, ma che importiamo anche dall’estero, dai Paesi arabi. Mobili di tutti i prezzi, poi dipende dalla qualità. Ad esempio si va da un comò che può costare qualche centinaio d’euro fino a quelli che invece si attestano sui mille, millecinquecento’. Altro fornitore, da cui gli sfollati del Quadraro, hanno detto si sarebbero serviti per arredare le loro ville, è ‘Veronflex’ di Afragola. La linea in cui è specializzato il negozio è a metà tra il rococò e lo stile Luigi XV. Le finiture dorate abbondano, ma recita sempre l’adagio, non è tutto oro quello che luccica. Appunto, come i pezzi di arredo dei Casamonica. Anche se, la Dda ha quantificato il patrimonio immobiliare della famiglia di origine rom, in 90 milioni di euro.
San Nicola la Strada. I Giovani Democratici nell’ambito della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne pianteranno ciclamini rossi
Domenica 25 novembre 2018, con inizio dalle ore 9.30, i GD di San Nicola la Strada saranno in Piazza Municipio nell’ambito della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, dove verranno piantati dei ciclamini rossi, un gesto simbolico per sostenere e sensibilizzare le persone sul tema e per essere di sostegno alla lotta contro la violenza sulle donne. I ciclamini verranno piantati nelle aiuole di Piazza Municipio – Monumento ai Caduti.
I numeri sono inquietanti e li snocciolano i media ed i sindacati precisando che la lista della vergogna è in continuo aggiornamento. Ogni anno in Italia circa 100 donne ed altre svariate decine di esse vengono assassinate o ferite in quella cieca e bieca violenza che l’uomo sfoga su di loro. Alcune denunciano e altre non vogliono, perché temono di essere giudicate.
La soluzione è tra i banchi di scuola perché è lì che bisogna piantare il seme della tolleranza e dell’amore verso il prossimo e che mai e poi mani i problemi si risolvono con la violenza. Era il 25 novembre 1960 quando Maria Teresa, Patria e Minerva, ricordate come le sorelle Mirabal, stavano tornando dal carcere in cui si erano recate per trovare i mariti detenuti. Avrebbero dovuto attraversare un ponte, ma da una jeep che lo bloccava scesero tre uomini che le rapirono. Questo perché avevano deciso di opporsi al brutale regime del dittatore dominicano Rafael Trujillo. Iniziarono per loro una serie di inenarrabili violenze, culminate, il giorno seguente, con il ritrovamento dei loro corpi in fondo a un precipizio. Quelle morti scossero le coscienze, e la data del 25 novembre venne scelta per ricordare l’episodio e combattere, una volta di più, contro la violenza sulle donne. A questo importante problema non basta dedicare un giorno, una settimana o un mese, deve essere una priorità ogni giorno dell’anno. La violenza non è solo fisica ma può essere anche psicologica e verbale. Gustavo Gentile
La lettera dei vescovi di Caserta, Acerra, Aversa e Nola: ‘Preoccupazione per continuo degrado, preghiera e impegno dei cristiani per atto di conversione’
Di fronte a tante gravi forme di inquinamento e di maltrattamento della “nostra madre terra”, come diceva S. Francesco d’Assisi, avvertiamo un terribile senso di impotenza, di incapacità a fermare la mano di chi inquina o incendia rifiuti. C’è il forte rischio che davanti al male, che agisce nelle tenebre, si rimanga indifferenti, abituati, rassegnati.
Come insegna ancora Papa Francesco citando il Patriarca Bartolomeo I, noi vogliamo annunziare “che un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio” (Laudato Sì, 8), e siamo chiamati a testimoniare che solo cambiando l’atteggiamento dell’umanità verso la natura, imparando a non considerarla come qualcosa da usare solo per soddisfare il proprio egoismo, ma che, al contrario, attraverso di essa siamo invitati a conoscere a dialogare con Dio, a saper scegliere l’essenziale, a valorizzare la bellezza e la bontà di ogni creatura e a riconoscere la dignità della persona umana. Per questo il Papa ci invita ad un cammino di conversione, a “passare dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere… È un modo di amare, di passare gradualmente da ciò che io voglio a ciò di cui ha bisogno il mondo di Dio. È liberazione dalla paura, dall’avidità e dalla dipendenza” (Laudato Sì, 9).
Illuminati da questo insegnamento, nello stile proprio dei cristiani, vogliamo far sentire a tutta la nostra società la voce potente dei figli di Dio che chiedono rispetto per la terra e vogliono offrire amore e fraternità a tutta l’umanità. Per questo non scenderemo in piazza a protestare contro qualcuno, non alzeremo il volume di roboanti strumenti di amplificazione, ma semplicemente vorremo dedicare, offrire una giornata di digiuno e di preghiera, di penitenza e di ascolto della Parola di Dio.
Il silenzioso digiuno dei cristiani e l’intensità della preghiera comune vorranno essere un atto di conversione, di riparazione per i peccati commessi contro la bellezza e la bontà della natura che Dio ci ha donato, e speriamo possa coinvolgere ed essere come un’onda lunga, che parte da lontano per arrivare ad immergere in sé ogni scoglio e ciò che trova sul suo cammino.
A ciascuno dei fratelli e sorelle cui arriverà questa nostra lettera affidiamo l’impegno di diffonderla mediante tutti gli strumenti possibili, affinché tanti possano partecipare alla giornata di digiuno e di preghiera per la nostra conversione ad amare e rispettare la natura e perché si abbia cura dell’ambiente e si possa veramente conoscere ed amare Dio in ogni sua creatura.
Invitiamo tutte le Comunità parrocchiali e religiose, le Associazioni, i Movimenti e tutti i cristiani a vivere nella giornata di GIOVEDI 29 NOVEMBRE 2018 una GIORNATA DI DIGIUNO che possa culminare a sera in un momento di PREGHIERA COMUNITARIA.
I vostri Vescovi
Giovanni D’Alise – Diocesi di Caserta
Antonio Di Donna – Diocesi di Acerra
Angelo Spinillo – Diocesi di Aversa
Francesco Marino – Diocesi di Nola
Premio Annibale Ruccello 2018 a Manlio Santanelli, Bruno Garofalo, Carmine Borrino e al poeta spagnolo Piqueras
Si terrà giovedì 29 novembre nella Città delle Acque la cerimonia di consegna dei Premi “Annibale Ruccello” per il Teatro e la Poesia. L’evento, ospitato nella Sala Conferenze della Banca Stabiese, segna il momento culminante dello Stabia Teatro Festival, la kermesse teatrale e letteraria ideata e diretta da Luca Nasuto in collaborazione con l’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura” presieduta da Maria Carmen Matarazzo e giunta alla sesta edizione. Il premio per la Drammaturgia è stato assegnato a un autore di grande fama europea, prolifico quanto raffinato, quale Manlio Santanelli, che dalla fine degli anni ‘70 ha regalato alla storia del teatro indimenticabili testi come Uscita di emergenza, Regina Madre, Bellavita Carolina, Il baciamano e continua ad affascinare il pubblico con la forza di una scrittura scenica nutrita di una vasta cultura letteraria, sapientemente legata al paradosso e all’assurdo, capace di illuminare con spietata ironia le fragilità umane nascoste sotto l’apparenza della normalità. Vincitore del Premio alla Carriera è lo scenografo Bruno Garofalo, che a partire dal lungo sodalizio con Eduardo – per il quale ha firmato scenografie memorabili come quelle di Napoli milionaria, Le voci di dentro, Il sindaco del Rione Sanità, Il monumento – è stato protagonista di una parabola artistica che lo colloca tra i massimi esponenti della scenografia italiana, forte delle collaborazioni con prestigiose realtà teatrali tra cui il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Teatro alla Scala di Milano, la Biennale di Venezia, il Festival di Taormina, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro di San Carlo di Napoli, il Festival dei Due Mondi di Spoleto. I vincitori delle due categorie sono stati individuati in base a una votazione della giuria presieduta da Pasquale Sabbatino, italianista dell’Università Federico II e Direttore del Master in Drammaturgia e Cinematografia dello stesso ateneo, e coordinata da Monica Citarella. Ad affiancare Sabbatino, il prezioso lavoro del Presidente Onorario, Giulio Baffi, critico teatrale de La Repubblica, insieme a Carlo de Nonno, musicista di Ruccello, nonché rappresentante della famiglia e custode del suo patrimonio teatrale; Matteo Palumbo, italianista dell’Università Federico II; Stefano de Stefano, critico teatrale de Il Corriere del Mezzogiorno; Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura Teatrale Italiana dell’ateneo federiciano; Armida Parisi, caporedattore culturale del Roma; Francesco de Cristofaro, docente di Letteratura comparata dell’Università Federico II. Il Coordinamento dello Stabia Teatro Festival ha assegnato uno speciale riconoscimento per la Drammaturgia Emergente al giovane Carmine Borrino, attore e autore, premiato per il testo inedito Il bene immobile, pièce a tinte fosche ma sempre nell’esprit della commedia all’italiana, incentrata sul problema della speculazione immobiliare. Il Premio Annibale Ruccello per la Poesia è stato invece assegnato al poeta spagnolo Juan Vicente Piqueras, designato da una giuria presieduta da Sergio Iagulli, responsabile della Casa internazionale della Poesia di Baronissi, dal poeta e critico Giancarlo Cavallo, dalla traduttrice Raffaella Marzano e dagli stessi Maria Carmen Matarazzo e Luca Nasuto. Intellettuale eclettico vissuto tra Francia, Italia, Grecia e Algeria, Piqueras è direttore dell’Istituto Cervantes di Algeri e ha al suo attivo diverse raccolte tra cui Tentativas de un héroe derrotado, Castillos de Aquitania, La palabra cuando, La edad del agua, Adverbios de lugar, Atenas, Padre y Animales. Abile traduttore, ha curato tra l’altro l’edizione spagnola di poeti come Tonino Guerra (Poesìa Completa) e Cesare Zavattini (Refugiarme en una palabra). Il gran finale dello Stabia Teatro Festival sarà affidato venerdì 30 novembre alle ore 21.00 al concerto di Eugenio Bennato e Pietra Montecorvino al Teatro Supercinema.



