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Napoli, 6 condomini denunciati per furto di corrente alle Case Nuove

I carabinieri della stazione Napoli Borgoloreto hanno effettuato un servizio a largo raggio nel quartiere Mercato, in stretta collaborazione con i tecnici del personale Enel Distribuzione S.p.A..

L’intervento mirava a contrastare il fenomeno degli allacci abusivi e a verificare la regolarità dei consumi energetici nelle aree a più alta densità abitativa.

Il sistema di allacci abusivi nel condominio

Nel corso dei controlli, i militari hanno individuato un condominio di via Padre Ludovico da Casoria nella zona delle Case Nuove dove era stato realizzato un complesso sistema di allacci illeciti.

Le utenze delle sei abitazioni erano collegate direttamente alle infrastrutture della società Enel attraverso collegamenti fraudolenti, bypassando i normali contatori e causando un ingente prelievo di energia elettrica senza pagamento.

I sei indagati e l’inchiesta

I carabinieri hanno denunciato sei persone, tre uomini e tre donne, con età compresa tra i 38 e i 55 anni, residenti nello stesso stabile.

Insieme alle forze dell’ordine, gli esperti Enel stanno procedendo alla quantificazione del danno economico arrecato alla società distributrice, che potrebbe tradursi in un rilevante esborso di costi per i consumi illiciti accumulati nel tempo.

Tenta truffa a coppia di anziani a Lodi: arrestato 19enne di Acerra

Lodi – La vittima, una donna di circa 80 anni, ha ricevuto una chiamata da un sedicente tenente dei carabinieri. L’uomo, con tono autorevole, le ha riferito di una presunta rapina avvenuta poche ore prima a Milano, nella quale sarebbe stata coinvolta l’automobile della coppia di anziani.

Per “scagionare” la famiglia da ogni accusa, ha spiegato che di lì a poco sarebbe arrivato un collega per ritirare tutto l’oro e i contanti presenti in casa, in modo da poterli confrontare con il bottino della finta rapina.L’arrivo del complice

Pochi minuti dopo la telefonata, il finto carabiniere – un 19enne italiano residente ad Acerra  – si è presentato alla porta dell’abitazione. Con fare deciso e professionale ha chiesto e ottenuto la consegna di diversi monili in oro e 400 euro in contanti. Subito dopo si è allontanato rapidamente dall’appartamento.

Il provvidenziale intervento della Polizia

La donna, forse insospettita o resasi conto dell’inganno, ha contattato il 112. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Lodi sono intervenuti con tempestività: hanno intercettato e bloccato il giovane proprio fuori dall’abitazione della vittima, arrestandolo in flagranza di reato per truffa aggravata.

Oltre all’arresto, nei confronti del 19enne è stata immediatamente applicata la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio dal comune di Lodi e dall’intero territorio provinciale per quattro anni. Questa mattina, nel corso dell’udienza per direttissima, il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Acerra, dove il giovane risiede.

La refurtiva – gioielli e denaro – è stata recuperata e restituita agli anziani proprietari. L’episodio si inserisce nell’ondata di truffe agli anziani che continua a registrare numerosi casi in tutta Italia, spesso portati a termine con la collaudata tecnica del “finto carabiniere” o del “finto incidente”. Le forze dell’ordine rinnovano l’appello a non consegnare mai denaro o preziosi a sconosciuti che si presentano con queste motivazioni e a chiamare immediatamente il 112 in caso di dubbi.

Il Consorzio Taxi Napoli 2000 debutta alla BMT: il servizio pubblico al centro dell’accoglienza turistica

Napoli – Il consorzio Taxi Napoli 2000 arriva alla Borsa Mediterranea del Turismo che si terrà alla Mostra d’Oltremare.

E’ una tappa importantissima quella che vede impegnati i tassisti napoletani riuniti in consorzio dal 13 al 15 marzo prossimo.

In un comunicato Pasquale Ottaviano del Sitan, il sindacato di categoria, illustra l’importanza dell’evento che consente ai tassisti di promuovere, insieme agli altri rappresentanti del settore turismo, l’immagine della città.

“Si tratta di un momento importante per tutta la categoria. Per troppo tempo il nostro settore è rimasto ai margini dei principali eventi dedicati al turismo, lasciando spazio ad altri operatori del comparto – dice Pasquale Ottaviano – . La nostra presenza rappresenta quindi un passo concreto per riportare il servizio taxi al centro del sistema di mobilità e accoglienza della città”.

Il consorzio promuoverà, durante l’evento del prossimo fine settimana, l’immagine dei tassisti napoletani rafforzando ‘il ruolo del servizio taxi come mezzo di trasporto essenziale, efficiente e sicuro per cittadini e visitatori’. Il consorzio, inoltre promuoverà ‘la trasparenza del servizio valorizzando le tariffe predeterminate stabilite dal Comune di Napoli e costruirà rapporti con operatori del settore turistico: tour operator, agenzie di viaggio e strutture ricettive’.

“Il nostro obiettivo è far comprendere agli operatori turistici che il servizio taxi rappresenta spesso il primo contatto del visitatore con la città, contribuendo in modo determinante all’immagine e alla qualità dell’accoglienza di Napoli. La partecipazione alla BMT non è soltanto una presenza simbolica, ma un investimento sul futuro della categoria, volto a rafforzare la nostra credibilità e migliorare il rapporto con il mondo del turismo” ha concluso Pasquale Ottaviano.

Napoli, boato nella notte in via Stadera: esplode un ordigno composto da 62 «Cobra»

Napoli – La quiete della tarda serata napoletana è stata squarciata da una violenta esplosione che ha fatto tremare le abitazioni di via Stadera. All’altezza del civico 35, ignoti hanno piazzato e fatto brillare un ordigno artigianale di notevole potenza.

Sul posto sono intervenuti a sirene spiegate i carabinieri della Compagnia di Poggioreale, allertati dai residenti terrorizzati dal boato improvviso. Fortunatamente, al momento della deflagrazione la strada era deserta: il bilancio è di zero feriti, sebbene l’onda d’urto abbia provocato danni evidenti al manto stradale e a un muro adiacente.

L’ombra di Ercolano e le indagini

A delineare l’esatta natura e la pericolosità dell’intimidazione sono stati i rilievi eseguiti nella notte dagli artificieri dell’Arma. Secondo una prima ricostruzione tecnica, la bomba è stata confezionata unendo tra loro ben 62 candelotti “Cobra”.

Un dettaglio tecnico inquietante che riporta alla mente fatti di cronaca vicinissimi: si tratta degli stessi micidiali fuochi illegali al centro della recente e drammatica esplosione avvenuta a Ercolano.

Ora spetta agli investigatori fare luce sulla matrice dell’episodio. I militari dell’Arma stanno battendo ogni pista, a partire dall’acquisizione delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona per ricostruire la dinamica dell’attentato. L’obiettivo è capire a chi fosse indirizzato questo chiaro e rumoroso “messaggio” e se si tratti di un atto legato al racket o a dinamiche criminali di quartiere.

Napoli, 13enne accoltellato in via Toledo: il giallo della lite e la versione che non convince

I carabinieri del nucleo operativo di Napoli Centro sono intervenuti nella serata di ieri al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini, dove era stato accompagnato un ragazzo di appena 13 anni ferito a una coscia da un’arma da taglio. I medici gli hanno riscontrato una lesione alla gamba destra, giudicata guaribile in sette giorni.

Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi, ma la giovane età della vittima e il contesto in cui sarebbe maturato il ferimento rendono l’episodio particolarmente delicato. Ogni elemento è ora al vaglio dei militari, che stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore precedenti all’arrivo del minore in ospedale.

Il racconto del 13enne

Secondo quanto riferito dal ragazzo, il ferimento sarebbe avvenuto in via Toledo, dove avrebbe tentato di intervenire per calmare una rissa. In quel frangente sarebbe stato raggiunto da una coltellata alla coscia destra.

È una versione che, almeno allo stato, non sembra convincere fino in fondo gli investigatori. I carabinieri stanno verificando tempi, luoghi e presenze, anche per capire se il minore abbia raccontato l’intera verità o se abbia invece scelto di fornire una versione parziale, forse per paura, per proteggere qualcuno o per evitare di essere associato direttamente al contesto in cui è maturata l’aggressione.

I dubbi degli investigatori

L’ipotesi al centro degli accertamenti è che la dinamica possa essere diversa da quella finora riferita. Gli inquirenti stanno lavorando per identificare eventuali testimoni, acquisire immagini di videosorveglianza della zona e dare un volto alle persone coinvolte.

Quando un ragazzo così giovane arriva in ospedale con una ferita da lama, ogni dettaglio può diventare decisivo. Il punto da chiarire non è soltanto chi abbia impugnato il coltello, ma anche se il tredicenne si trovasse davvero sul posto come semplice paciere o se fosse inserito, anche marginalmente, in un contesto di tensione già degenerato. È proprio su questa discrasia tra racconto e riscontri che si concentra l’attività investigativa.

La notte violenta dei giovanissimi

L’episodio si inserisce in un quadro che da tempo preoccupa famiglie, forze dell’ordine e operatori sociali: quello della crescente esposizione dei giovanissimi a dinamiche di violenza urbana, soprattutto nelle ore serali e notturne. Sempre più spesso ragazzini finiscono ai margini, o al centro, di liti improvvise, spedizioni punitive, regolamenti di conti lampo e scontri nati per futili motivi.

Le strade della movida, i grandi assi del centro e i luoghi di aggregazione si trasformano talvolta in teatri di conflitti rapidissimi, in cui il passaggio dall’insulto all’arma bianca diventa drammaticamente breve. In questo scenario colpisce soprattutto l’età dei protagonisti: adolescenti, talvolta appena usciti dall’infanzia, che sembrano muoversi in una dimensione dove il coltello non è più un’eccezione, ma uno strumento di intimidazione e di potere.

Un campanello d’allarme per la città

La vicenda del 13enne ferito a Napoli non può essere letta come un fatto isolato. È il segnale di un disagio più profondo, che riguarda il presidio del territorio, il ruolo delle famiglie, la fragilità educativa e l’emulazione di modelli violenti assorbiti troppo presto. Ma riguarda anche il silenzio che spesso accompagna questi episodi, con versioni reticenti, testimonianze sfuggenti e una diffusa difficoltà a collaborare apertamente con chi indaga.

Per questo la ricostruzione dell’accaduto sarà fondamentale non solo per attribuire eventuali responsabilità penali, ma anche per capire che cosa si muova davvero dietro una coltellata inferta a un tredicenne nel cuore della città. Se il suo racconto dovesse rivelarsi incompleto o non veritiero, resterebbe un dato ancora più inquietante: a questa età si può già avere paura di dire tutto.

Indagini in corso

Le indagini proseguono per fare piena luce sull’accaduto e identificare le persone coinvolte. I carabinieri stanno passando al setaccio ogni elemento utile, nel tentativo di risalire al luogo esatto del ferimento e alla sequenza reale dei fatti.

Resta intanto la fotografia più amara della vicenda: un ragazzino ferito con un coltello, una notte di violenza nel centro di Napoli e una verità che, almeno per ora, appare ancora lontana.

Camorra, la truffa degli Sms che finanziava il clan dei Casalesi

Un sistema rodato, costruito sfruttando la fiducia delle vittime e le falle della sicurezza informatica, capace di trasformare semplici messaggi sul cellulare in un fiume di denaro destinato alle casse della camorra.

È il meccanismo emerso dall’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all’arresto di due persone e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre ventidue. Al centro dell’indagine una presunta organizzazione criminale specializzata nelle truffe informatiche, capace di colpire vittime in tutta Italia e di muovere il denaro tra conti correnti e piattaforme digitali fino a farne perdere le tracce.

Secondo gli investigatori del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, il gruppo avrebbe sottratto alle vittime circa 800mila euro tra il 2018 e il 2023. Una parte consistente dei proventi – circa il 40 per cento – sarebbe finita nelle casse del clan dei Casalesi, in particolare nella fazione riconducibile alla famiglia Bidognetti.

Gli arresti e i nomi dell’indagine

In carcere sono finiti Pasquale Corvino, 40 anni, e la compagna Angela Turco Cirillo, 43 anni, entrambi imprenditori casertani attivi nel settore del commercio di automobili e domiciliati tra l’Italia e la Spagna.

Per gli inquirenti Corvino sarebbe stato il promotore e organizzatore dell’associazione a delinquere, mentre la donna avrebbe svolto il ruolo di collaboratrice diretta. A lei sarebbe spettato il compito di prelevare i contanti dai conti correnti e consegnarli al compagno, oltre a gestire operazioni di investimento dei proventi illeciti in criptovalute.

Nel registro degli indagati compaiono complessivamente 24 persone. Tra loro anche Nicola Sergio Kader, ritenuto vicino ai vertici della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi, e Vincenzo D’Angelo, oggi collaboratore di giustizia e genero dello storico boss Francesco Bidognetti, conosciuto negli ambienti criminali come “Cicciotto ‘e mezzanotte”.

La rete delle truffe tra Italia e Spagna

Le indagini – coordinate dal procuratore aggiunto Michele Del Prete – si sono sviluppate lungo un arco temporale di cinque anni, dal gennaio 2018 al dicembre 2023, e hanno coinvolto anche autorità straniere attraverso i canali di cooperazione internazionale di polizia.

Gli investigatori hanno ricostruito 38 episodi di truffa ai danni di privati cittadini e aziende italiane. Le operazioni del gruppo, secondo la ricostruzione investigativa, si sviluppavano tra l’Italia e la Spagna, sfruttando conti correnti e piattaforme finanziarie collocate anche all’estero per rendere più difficile il tracciamento dei flussi di denaro.

Per consolidare il quadro probatorio sono state eseguite 21 perquisizioni tra abitazioni e attività commerciali nelle province di Napoli, Caserta, Modena, Benevento, Potenza e Isernia.

Il meccanismo dello “smishing”

Il sistema più utilizzato era quello dello smishing, ovvero la truffa informatica realizzata attraverso sms o email apparentemente provenienti dall’istituto di credito della vittima.

Il messaggio avvisava il cliente di un bonifico sospetto o di un addebito anomalo sul proprio conto. A quel punto entrava in scena un secondo passaggio della truffa: la telefonata del finto operatore bancario.

Spacciandosi per un addetto del servizio antifrode, il truffatore convinceva la vittima a effettuare un bonifico istantaneo verso un conto “sicuro” indicato durante la telefonata. In realtà si trattava di conti correnti riconducibili all’organizzazione.

Nel giro di pochi minuti il denaro spariva dal conto della vittima e veniva trasferito su una catena di altri rapporti bancari, spesso anche all’estero.

La clonazione delle sim

Un secondo schema prevedeva un’operazione ancora più sofisticata: la clonazione della sim telefonica associata al conto corrente della vittima.

Gli indagati riuscivano a ottenere una copia della scheda telefonica e quindi ad accedere all’home banking. In questo modo ricevevano direttamente sul telefono il codice temporaneo di sicurezza (Otp) necessario per autorizzare le operazioni bancarie.

Una volta entrati nel sistema, effettuavano bonifici istantanei verso conti controllati dal gruppo, svuotando completamente i depositi.

Il denaro nelle casse del clan

Dopo i trasferimenti bancari, il denaro veniva prelevato rapidamente in contanti o spostato su altri conti correnti, anche esteri.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, circa il 40 per cento dei proventi veniva consegnato direttamente ad esponenti del clan dei Casalesi.

Il denaro serviva a finanziare le attività del gruppo camorristico e sostenere le famiglie dei detenuti, contribuendo così a mantenere saldo il sistema di potere dell’organizzazione sul territorio.

L’investimento nelle criptovalute

In alcuni casi i proventi delle truffe sarebbero stati convertiti in valute virtuali.

Le criptovalute, secondo gli inquirenti, venivano considerate un investimento sicuro proprio per la difficoltà di risalire ai titolari dei portafogli digitali, i cosiddetti crypto wallet.

Una strategia che consentiva di ripulire parte dei guadagni illeciti e rendere ancora più complesso il tracciamento dei flussi finanziari.

 

(nella foto Pasquale Corvino, Vincenzo D’Angelo, Nicola Sergio Kader e Guido Diana)

Consigli pratici per creare video accattivanti

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Il video è ormai una parte essenziale del coinvolgimento dei clienti e della distribuzione dei contenuti in questo mondo frenetico e basato sull’informazione; tuttavia, la produzione video tradizionale è solitamente lunga, costosa e richiede competenze specifiche per creare e produrre con successo un video efficace, il che in genere rende il processo piuttosto complesso. Tuttavia, negli ultimi anni, abbiamo assistito all’emergere di generatori di video basati sull’intelligenza artificiale, come Viddo AI, che tentano di Create AI video from images online.

È meno significativo analizzare un elemento dalle descrizioni funzionali fornite nel materiale di marketing, quanto più utile osservare come questi elementi si sono comportati nell’applicazione pratica. Ad esempio, il processo di generazione è fluido? Qual è la qualità del contenuto generato? È adatto a diversi stili di produzione video?

L’intelligenza artificiale sta accelerando il processo di generazione dei contenuti video

Viddo utilizza la tecnologia AI nel processo di produzione video, consentendo una creazione e un editing più rapidi e meno dispendiosi in termini di tempo video creation tools, con un miglioramento complessivo dell’efficienza produttiva.

Per automatizzare tutti gli aspetti della produzione video

Collegamento dei materiali

L’intelligenza artificiale di Viddo combinerà i materiali appropriati per riflettere gli elementi incorporati in un video, insieme al tema generale del video. Questo velocizzerà il lavoro manuale associato alla ricerca dei materiali e contribuirà anche a rendere il video visivamente più completo.

Modifica e regolazioni automatiche

L’intelligenza artificiale modificherà automaticamente parametri specifici dopo la generazione del video, come l’ottimizzazione del ritmo/frequenza di montaggio dei tagli e/o la ricombinazione dei segmenti video, fornendo un video complessivamente più fluido con meno necessità di ripetute modifiche da parte dell’utente.

Sintesi vocale

La funzionalità integrata di sintesi vocale della piattaforma consente agli utenti di creare una clip narrativa a partire dal testo per semplificare il processo di aggiunta di una voce narrante di base ai video. Questa funzione semplifica anche la produzione di video di qualsiasi tipo, in particolare quando si generano rapidamente video a scopo informativo o esplicativo.

Nel complesso, l’intelligenza artificiale di Viddo (combinando questi diversi componenti in un’unica piattaforma integrata) offre una significativa automazione nel flusso di lavoro di produzione video e, a sua volta, riduce le barriere all’ingresso nella creazione di contenuti video.

Vantaggi dell’utilizzo di generatori video AI

Questi numerosi vantaggi rendono AI video generator for creators uno strumento creativo popolare tra addetti al marketing, sviluppatori di contenuti e professionisti dei servizi.

Modi più efficienti per creare contenuti

Le tecnologie video basate sull’intelligenza artificiale hanno il potenziale per semplificare notevolmente il processo di creazione video rispetto alla produzione video convenzionale. Un progetto video tradizionale richiede il completamento di più fasi in un flusso di lavoro tipico (pianificazione, riprese, montaggio). Con uno strumento di intelligenza artificiale come Viddo AI, alcuni di questi flussi di lavoro possono essere eseguiti automaticamente.

Pertanto, gli utenti potranno creare e modificare video in meno tempo, aumentando l’efficienza complessiva della loro produzione video.

Abbassare le barriere alla produzione video

Creare video utilizzando attrezzature di produzione, software e competenze tecniche sono solo alcuni dei motivi per cui in passato la produzione video richiedeva molto tempo e prevedeva numerosi passaggi. Ma tutto, a partire da una semplice ricerca tramite strumenti come Viddo AI, ha cambiato le numerose fasi di produzione, soprattutto perché praticamente tutto il processo di produzione video viene ora svolto tramite una piattaforma online.

Questo consente a sempre più creatori di creare e successivamente modificare i propri contenuti video tramite un browser.

Ridurre i costi di produzione

Il costo dei metodi tradizionali di produzione video può includere l’acquisto di attrezzature, abbonamenti software e costi di manodopera. Gli strumenti video basati sull’intelligenza artificiale automatizzeranno la generazione e l’integrazione di elementi, riducendo in una certa misura gli investimenti in questi ambiti.

Pertanto, per i team o i creatori che producono costantemente contenuti video, l’utilizzo di questi tipi di strumenti può contribuire a contenere i costi complessivi di produzione video.

Migliore per un output di contenuti coerente

I creatori di contenuti che operano sui social media e sulle piattaforme di contenuti sono spesso tenuti a produrre contenuti video aggiornati regolarmente. Gli strumenti di generazione video basati sull’intelligenza artificiale aiutano gli utenti a generare rapidamente contenuti video, contribuendo a sviluppare una cadenza coerente per il rilascio dei contenuti.

Soddisfare le esigenze di contenuto a diverse scale

Sebbene siano disponibili strumenti video basati sull’intelligenza artificiale per creare video singoli o grandi quantità di materiale nel tempo, le piattaforme di creazione video basate sull’intelligenza artificiale supportano i team nella produzione di contenuti video di grande formato o in volumi continui. Questo è fondamentale per i team che devono occuparsi di marketing video e gestione dei contenuti a lungo termine.

Introduzione a Viddo AI

Per i nuovi utenti, iniziare a usare Viddo AI non è difficile. Segui i passaggi seguenti e potrai completare rapidamente la tua prima produzione video.

Passaggio 1: Inserisci le istruzioni creative

Inserisci le descrizioni del tipo di contenuto video che vorresti vedere creato oppure carica un’immagine di riferimento da usare come ispirazione.

Passaggio 2: scegli l’aspetto e le caratteristiche del video

Aspetto e comportamento del video selezionato: scegli l’aspetto e il comportamento che desideri per il tuo video selezionando vari elementi, come l’angolazione della telecamera e le proporzioni; queste modifiche produrranno un risultato video complessivo leggermente diverso.

Passaggio 3: crea e scarica il tuo video

Dopo aver cliccato su “Crea”, l’IA produrrà il video richiesto in base alle opzioni selezionate sullo schermo. Una volta terminata la produzione del video, avrai accesso al file video e alle opzioni per visualizzarlo in anteprima e/o modificarlo.

Tendenze di sviluppo dei generatori video AI

In definitiva, queste tecnologie come Viddo AI offrono numerosi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali di produzione video, utilizzando l’intelligenza artificiale sia nei processi di creazione che di editing, migliorando l’efficienza e l’operatività con, in alcuni casi, tempi e costi ridotti.

Per molte tipologie di utenti che hanno una costante richiesta di produzione video, questi strumenti possono rappresentare risorse preziose per facilitare la produzione di video in modo più efficace rispetto al passato. Sebbene gli strumenti di generazione video basati sull’intelligenza artificiale non siano destinati a sostituire completamente i processi di produzione video convenzionali, si stanno rapidamente affermando come una componente fondamentale all’interno dell’ecosistema complessivo della creazione di contenuti video.

 

Castellammare, caccia alla «gola profonda»: chi ha tradito il corriere degli iPhone?

Castellammare – Di professione fanno i rapinatori, ma quel pomeriggio del 18 settembre 2024 hanno recitato la parte dei tutori dell’ordine. Una messinscena perfetta, studiata nei minimi dettagli, capace di trasformare un anonimo mercoledì di consegne in un incubo da 2,5 milioni di euro.

L’obiettivo non erano banconote, ma l’”oro di Cupertino”: un carico enorme di iPhone 16, Apple Watch e AirPods destinato ai megastore di Castellammare di Stabia.

Oggi, quell’operazione chirurgica ha dei nomi e dei volti. I Carabinieri della Compagnia di Castellammare, coordinati dal capitano Giuseppe De Lisa, hanno notificato ordinanze di custodia cautelare a quattro veterani del crimine: Alfredo Migliaccio (62 anni), Antonio Migliaccio (64), Michele Murolo (60) e il decano del gruppo, il 76enne Romeo Romano. Una banda di “esperti” tra Casoria e Napoli che, secondo la Procura di Torre Annunziata, non avrebbe potuto agire senza una spalla interna.

L’imboscata della Ford Puma

Tutto si consuma in pochi minuti, a un soffio dalla destinazione. Il corriere sta guidando un Doblò Maxi carico fino al tetto: all’interno ci sono 1733 iPhone 16, 455 confezioni di Apple Pods e 145 Apple Watch. La merce è quasi arrivata al deposito del megastore quando una Ford Puma taglia la strada al furgone, bloccando ogni via di fuga.

Dall’auto scendono quattro uomini. Indossano mascherine chirurgiche, cappelli calati sugli occhi e occhiali scuri. Mostrano una paletta d’ordinanza, impugnano una pistola. «Carabinieri, accosta!», è l’ordine che gela il conducente. Non è un controllo, è un sequestro di persona.

L’autista viene strattonato, placcato e scaraventato sui sedili posteriori della vettura dei banditi, mentre uno dei complici si mette alla guida del Doblò. Il convoglio scompare nel nulla, lasciando dietro di sé solo il silenzio di una zona industriale violata. L’ostaggio verrà liberato ore dopo nelle campagne di Casalnuovo, stordito ma illeso.

La regia del “Basista”: il tassello mancante

L’inchiesta, firmata dal Gip Emanuela Cozzitorto, punta ora dritta al cuore dell’organizzazione: chi ha parlato? Per gli investigatori è una certezza matematica: un colpo di questa portata necessita di informazioni privilegiate. Qualcuno sapeva l’esatto contenuto di quel Doblò, conosceva l’orario di partenza dal deposito logistico e il percorso preciso.

Sotto la lente d’ingrandimento ci sono altri due soggetti. Il primo è indagato a piede libero, sospettato di aver partecipato alla pianificazione. Il secondo è considerato l’anello di congiunzione con il mercato nero: il ricettatore.

Per quest’ultimo, la Procura ha chiesto una misura cautelare, ma il Gip ha emesso un invito a rendere interrogatorio preventivo prima di decidere. Proprio a casa dei genitori di quest’uomo, i militari hanno ritrovato parte della refurtiva, segno che la rete di stoccaggio era già pronta a polverizzare la merce.

Soldi, cocaina e il mercato parallelo

I numeri dell’inchiesta restituiscono la dimensione di una holding del crimine. Prima che i Carabinieri arrivassero a loro, la banda aveva già “piazzato” una parte consistente del bottino, incassando circa 600.000 euro. Denaro sporco che sarebbe servito a finanziare altri colpi in tutta Italia, seguendo un modello itinerante di rapine hi-tech.

Ma c’è di più. Durante le perquisizioni lampo scattate subito dopo il colpo, gli uomini dell’Arma hanno trovato un vero e proprio arsenale e un tesoro di droga: 140mila euro in contanti, 11 chilogrammi di cocaina purissima, tre pistole e munizioni. Elementi che suggeriscono come il furto degli iPhone fosse solo uno dei rami d’azienda di un gruppo criminale radicato e pericoloso.

Le telecamere di sorveglianza hanno fornito i fotogrammi del delitto, ma sono i tabulati telefonici e i pedinamenti a raccontare la storia di una settimana di sopralluoghi, di ombre che studiavano i cancelli del megastore in attesa del momento giusto per colpire.

Napoli, furto a Fiordifrutta, sfogo della star di TikTok Giovanna Sposito: «Vale la pena sacrificarsi?»

Napoli – Un raid lampo, poco più di trenta secondi in tutto, per infrangere la vetrata d’ingresso, penetrare nel locale e portare via il registratore di cassa.

Nel mirino dei ladri è finita la sede del quartiere Arenella di “Fior di Frutta”, la nota attività di proprietà di Giovanna Sposito, fruttivendola napoletana diventata una vera e propria celebrità del web.

L’amarezza sui social e il video della telecamera

A denunciare pubblicamente l’accaduto è stata la stessa titolare, che ha scelto di affidare ai social network un amaro sfogo, accompagnato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza che immortalano l’irruzione del malvivente.

“A volte mi chiedo se valga la pena alzarsi presto al mattino, quanto valga la pena fare fino a 20 ore di lavoro al giorno, sacrificarsi per avere una vita migliore”, dichiara Sposito nel video, dando voce alla frustrazione di molti commercianti.

“È una domanda che mi faccio quasi tutti i giorni. Poi ti alzi al mattino e capisci che le cose non vanno così bene, nonostante non si dia fastidio a nessuno e si sia sempre fatto il proprio lavoro”. Riferendosi ai danni subiti, aggiunge con amara ironia: “Oggi abbiamo ricevuto questo bel regalo presso la sede dell’Arenella”.

Infine, un messaggio rivolto direttamente agli autori del furto, privo di rancore ma carico di delusione: “Non vi auguro del male, perché c’è gente che sta peggio di noi, ma non ci aspettavamo una cosa del genere. Buona visione”.

Da bottega di quartiere a “caso studio” nazionale

L’episodio colpisce una delle realtà commerciali più dinamiche della città. Giovanna Sposito, che gestisce l’attività insieme alla cognata Manuela, rappresenta un esempio virtuoso di come il commercio al dettaglio possa reinventarsi attraverso i nuovi media. Titolari di punti vendita in zone signorili ed esigenti, tra cui via Michelangelo da Caravaggio al Vomero, le due donne hanno saputo cogliere la sfida del digitale.

Oggi “Fior di Frutta” vanta quasi 500mila follower su TikTok. Un successo che lo rende, a tutti gli effetti, un caso da studio e probabilmente uno dei negozi di ortofrutta più noti d’Italia.

Il segreto risiede in un format narrativo vincente: un racconto quotidiano fatto di gag divertenti che coinvolgono colleghi, amici e avventori, unito a lodevoli iniziative di solidarietà, spesso realizzate in sinergia con altre star del web partenopeo, come il celebre pizzaiolo Enrico Porzio.

La popolarità social ha fatto da volano all’espansione commerciale. “Fior di Frutta” non si limita più alla sola vendita di prodotti della terra: per ampliare il proprio raggio d’azione e intercettare nuove fette di mercato, il negozio propone oggi anche healthy bowl (ciotole salutari), piatti pronti e ha attivato un servizio di consegne postali per soddisfare la clientela interessata ai loro prodotti ben oltre i confini del quartiere.

Un progetto imprenditoriale di successo che, tuttavia, l’altra mattina ha dovuto fare i conti con l’amara realtà della microcriminalità urbana.

L’oroscopo dell’11 marzo 2026 a cura di Paolo Tedesco

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L’astrologo Paolo Tedesco apre la giornata con una riflessione: “Oggi, 11 marzo, il Sole è in Pesci e forma un aspetto stimolante con Marte in Gemelli. Questo porta a una miscela esplosiva di intuizione e voglia di comunicare. Attenzione però a non disperdere le energie in mille rivoli: meglio una freccia scagliata con precisione che una pioggia di spilli. La parola chiave di oggi è CONNESSIONE, ma con un fine.”

Detto questo, vediamo nel dettaglio come le stelle influenzeranno la tua giornata.

♈ Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Amore: La tua grinta oggi è magnetica. Se sei single, potresti attrarre persone in contesti dinamici (palestra, corsa). In coppia, evita di essere troppo diretto: la tua sincerità potrebbe essere scambiata per durezza.
Lavoro: Energia alle stelle! Sei pieno di iniziativa. Ottimo per iniziare nuovi progetti o dare una spinta a quelli in stallo. Fai attenzione a non pestare i piedi ai colleghi.
Finanze: Spese improvvise per la casa o la famiglia. Niente di grave, ma meglio tenere d’occhio il budget.
Salute: Forma fisica eccellente, ma rischio di infortuni se si va troppo di fretta. Riscaldati bene prima di qualsiasi attività.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Indossa qualcosa di rosso per tenere alta la tua fiamma interiore senza bruciare chi ti sta intorno.

♉ Toro (20 aprile – 20 maggio)

Amore: Giornata di dolcezza e sensualità. Cerca il contatto fisico, una coccola in più. Per i single, un incontro in un luogo familiare (bar sotto casa, libreria) potrebbe rivelarsi interessante.
Lavoro: La tua pazienza è messa alla prova da colleghi frenetici. Mantieni la calma e procedi con il tuo passo, i risultati arriveranno. Buono per lavoro di rifinitura.
Finanze: Entrate stabili. Potresti ricevere un vecchio credito o un piccolo rimborso. Niente spese folli, oggi vince il risparmio.
Salute: Bene, ma attenzione alla gola e alla cervicale. Un fazzoletto di seta al collo può fare la differenza.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Concediti un piacere semplice ma autentico, come un buon pasto cucinato con calma. Ti radicherà.

♊ Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Con Marte nel tuo segno, il tuo fascino è inarrestabile. La comunicazione è la tua arma vincente. In coppia, una chiacchierata profonda riaccende la fiamma. Per i single, occhio a ciò che dite: potreste promettere più di quanto manteniate.
Lavoro: Giornata frenetica ma produttiva. La tua mente è un fulmine e riesci a gestire più cose insieme. Ottimo per networking e contrattualistica.
Finanze: Attenzione alle piccole spese continue: è il classico “stillicidio” che prosciuga le risorse senza che ve ne accorgiate.
Salute: Energia nervosa alta. Potresti sentirti agitato. Utile una camminata o un po’ di moto per scaricare.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Tieni un piccolo taccuino per annotare le idee brillanti che ti passano per la testa oggi. Non fidarti solo della memoria.

♋ Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Sensibile e ricettivo come poche. La luna (il tuo pianeta) ti rende empatico, ma anche permaloso. In coppia, chiedi rassicurazioni senza fare scenate. Single: qualcuno potrebbe aver bisogno della tua spalla su cui piangere.
Lavoro: L’intuito è la tua guida. Segui le tue sensazioni su un progetto o una persona. Potresti scoprire dettagli nascosti utili alla tua carriera.
Finanze: Gestione oculata delle risorse domestiche. Potresti pensare a un investimento per la casa o la famiglia.
Salute: Benessere emotivo legato a quello fisico. Un bagno caldo o una tisana rilassante sono perfetti per te.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Circondati di persone che ti fanno sentire al sicuro. Oggi la tua corazza è più sottile del solito.

♌ Leone (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Il tuo carisma oggi è accecante. Vuoi essere al centro dell’attenzione e, onestamente, te lo meriti. Per i single, una conquista è dietro l’angolo. In coppia, organizzate una serata speciale dove tu possa brillare.
Lavoro: Capacità di leadership in primo piano. Sai guidare il team e prendere decisioni importanti. Possibile riconoscimento da un superiore.
Finanze: Guadagni legati alla tua creatività o alla tua reputazione. Momento buono per chiedere un aumento o proporsi per un ruolo più visibile.
Salute: Cuore e circolazione in primo piano. Evita eccessi di ogni genere.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Regalati un momento di ribalta, ma ricordati di fare un applauso anche a chi ti ha sostenuto. La grandezza sta nella generosità.

♍ Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Giornata di servizio e dedizione verso il partner. Ti prendi cura dei dettagli che contano. Single: potresti rivedere una persona del passato e capire cosa non ha funzionato.
Lavoro: La tua precisione è richiesta e apprezzata. Perfetto per analisi, verifiche e organizzazione. Riuscirai a mettere ordine in una situazione caotica.
Finanze: Ottima giornata per fare conti, pianificare un budget o rinegoziare un contratto. La razionalità vince sull’impulsività.
Salute: Benessere generale. Ascolta il tuo corpo: se senti un piccolo segnale, non ignorarlo.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Non cercare la perfezione in ogni minimo dettaglio oggi. A volte, “abbastanza buono” è già perfetto così.

♎ Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: La tua diplomazia è richiesta sia in casa che fuori. Sai mediare e portare armonia. Per le coppie, è il momento giusto per un confronto pacato. Single, la vostra gentilezza sarà notata.
Lavoro: Collaborazione e team working sono favoriti. Potresti dover gestire un cliente o un collega difficile. Tira fuori il tuo fascino persuasivo.
Finanze: Occhio agli acquisti impulsivi per compiacere gli altri. Chiediti se lo vuoi davvero tu o se è per fare bella figura.
Salute: Piccoli disturbi alla pelle o alla digestione. Stress da socialità.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Crea un angolo di bellezza intorno a te, anche solo sulla scrivania. L’armonia esterna riflette quella interna.

♏ Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Passione e intensità alle stelle. Se sei in coppia, è un giorno di fuoco. Se single, un incontro magnetico potrebbe lasciarti senza parole. Attenzione alla gelosia, vostra o altrui.
Lavoro: Determinazione e capacità di scavare a fondo. Scopri informazioni riservate che possono darti un vantaggio. Ottimo per ricerca e indagini.
Finanze: Potresti ricevere notizie su un’eredità, un’assicurazione o delle tasse. Gestisci con riservatezza.
Salute: Energia profonda. Potresti sentire il bisogno di eliminare le tossine: ottimo momento per iniziare una dieta detox.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Oggi non accontentarti della superficie. Vai a fondo, ma porta con te una torcia: la verità che cerchi potrebbe abbagliarti.

♐ Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Voglia di evasione e libertà. In coppia, progettate un viaggio o un’avventura. Per i single, l’amore potrebbe arrivare da lontano o incontrando una persona di un’altra cultura.
Lavoro: Idee innovative e visioni a lungo termine. Sei pieno di progetti per il futuro. Attenzione a non trascurare le scartoffie burocratiche di oggi.
Finanze: Viaggi, istruzione, cultura: potrebbero esserci spese per questi settori. Un investimento per la propria formazione è sempre valido.
Salute: Attenzione a gambe e fianchi. Movimento sì, ma senza strappi.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Sogna in grande, ma tieni i piedi per terra. Un’idea geniale ha bisogno di un piano concreto per decollare.

♑ Capricorno (22 dicembre – 20 gennaio)

Amore: La responsabilità è la tua firma. Oggi potresti sentirti più serio e riflessivo in amore. Per le coppie, gestione della casa e della famiglia in primo piano. Single, cerchi stabilità, non avventure.
Lavoro: Giornata di grandi soddisfazioni professionali. I tuoi sforzi vengono notati. Potresti ricevere una proposta importante o concludere un affare.
Finanze: Solidità e pianificazione. Potresti pensare a un investimento a lungo termine (mattone, fondi pensione).
Salute: Ossa e denti sotto i riflettori. Assicurati un corretto apporto di calcio e vitamina D.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Festeggia i tuoi successi, anche quelli piccoli. La scala verso la vetta è fatta di tanti gradini: non dimenticare di ammirare il panorama mentre sali.

♒ Aquario (21 gennaio – 19 febbraio)

Amore: Il tuo lato anticonformista e geniale è in primo piano. Stupisci il partner con una proposta originale. Se single, qualcuno potrebbe essere affascinato proprio dalla tua unicità.
Lavoro: Innovazione e tecnologia sono le tue alleate. Propensi a soluzioni creative e fuori dagli schemi. Ottimo per lavoro di gruppo in ambito umanitario o tecnologico.
Finanze: Guadagni inaspettati da fonti non convenzionali. Potresti vendere qualcosa di vecchio o ricevere un regalo.
Salute: Energia altalenante. Stress mentale, hai bisogno di staccare la spina con amici stimolanti.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Condividi le tue idee più folli con qualcuno. Anche la mente più brillante ha bisogno di un buon “testimone” per rispecchiarsi.

♓ Pesci (20 febbraio – 20 marzo)

Amore: Con il Sole nel tuo segno, sei al centro dell’attenzione celeste. Sei magnetico, sognatore e affascinante. In coppia, regala poesia. Single, potresti vivere un incontro da favola. Siete voi i protagonisti della giornata.
Lavoro: Creatività e intuizione ai massimi livelli. Riesci a vedere soluzioni dove gli altri vedono solo problemi. Fidati del tuo istinto.
Finanze: La vostra generosità potrebbe essere fraintesa o, peggio, sfruttata. Siate generosi, ma con discernimento.
Salute: Sistema linfatico e piedi. Regalatevi un pediluvio rilassante o un massaggio. L’acqua è il vostro elemento curativo.
✨ Consiglio di Paolo Tedesco: Difendi il tuo mondo interiore con dolcezza, ma con fermezza. Oggi più che mai, la tua sensibilità è la tua forza più grande, non una debolezza.

Cosa ci riservano le stelle per questo mercoledì 11 marzo 2026?

L’analisi di Paolo Tedesco ci dipinge una giornata all’insegna della connessione dinamica. L’aspetto tra il Sole sognante dei Pesci e Marte, il pianeta dell’azione, nei comunicativi Gemelli, crea un’energia che ci spinge a trasformare le nostre intuizioni in parole e i nostri sogni in progetti concreti.

È una giornata in cui l’equilibrio è tutto: i segni più istintivi (Ariete, Scorpione) sono invitati alla diplomazia, mentre quelli più riflessivi (Toro, Vergine) sono spronati a non aver paura di osare un po’ di più.

Sul fronte collettivo, questa configurazione astrale favorisce lo scambio di idee e la mobilità. Potremmo assistere a un’accelerazione nelle comunicazioni, accordi lampo e viaggi improvvisi. Tuttavia, l’avvertimento di Paolo è chiaro: senza un focus preciso, rischiamo di disperdere energie preziose.

Che siate single o in coppia, impiegati o imprenditori, la parola d’ordine è “INTENZIONE”. Non lasciatevi travolgere dal vortice della giornata, ma cavalcate l’onda con consapevolezza. Buon mercoledì a tutti!

«Ridateci l’Audi o vi ammazziamo», chiesta condanna del boss Salvatore Giannetti, ‘o scorpione e 5 complici

Napoli – Una truffa finita male, un’auto di lusso svanita nel nulla e una spedizione punitiva in puro stile camorristico. È un quadro a tinte fosche quello tracciato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli davanti al gup Ambrosino.

Per i sei imputati, tutti legati al clan Mazzarella, accusati a vario titolo di sequestro di persona, lesioni e minacce di morte, il pubblico ministero Raimondi non ha fatto sconti, invocando al termine della sua requisitoria una vera e propria stangata: 114 anni di reclusione complessivi nel processo in corso con il rito abbreviato.

L’Audi da 80mila euro e lo sgarro

La scintilla che ha innescato l’escalation di violenza ruota attorno a un’automobile esclusiva. Si tratta di un’Audi “Rs3”, un bolide da oltre 80mila euro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vettura era stata noleggiata presso un’apposita società con un obiettivo preciso: utilizzarla per portare a termine una truffa.

Il piano criminale ha però preso una piega imprevista quando due soggetti hanno fatto letteralmente sparire la macchina. Ma i due non avevano fatto i conti con chi avevano a che fare: la società di rivendita di auto è di persone legate al clan Mazzarella. Uno “sgarro” imperdonabile per i sei imputati, che hanno deciso di farsi giustizia da soli ricorrendo a metodi brutali.

Il terrore e il blitz a San Giovanni a Teduccio

Le due vittime della sparizione dell’auto sono state rintracciate, sequestrate, brutalmente picchiate e minacciate di morte. Trascinati in un’abitazione nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, trasformata per l’occasione in una prigione, i due hanno vissuto ore di autentico terrore.

A salvarli da un epilogo che avrebbe potuto rivelarsi tragico è stata la prontezza della compagna di uno dei sequestrati. La donna, intuito il pericolo, ha fatto scattare l’allarme permettendo ai carabinieri di organizzare un blitz fulmineo. I militari dell’Arma hanno fatto irruzione nell’appartamento della zona orientale di Napoli, bloccando e stringendo le manette ai polsi dei sequestratori, e liberando gli ostaggi.

Le minacce alla vittima e le richieste di pena

La spregiudicatezza del gruppo, tuttavia, non si era esaurita con gli arresti. Dalle indagini è emerso un ulteriore, inquietante retroscena: successivamente alla liberazione, una delle vittime era stata avvicinata da un emissario degli imputati. L’obiettivo era chiaro: fare pressioni e indurre la vittima a rimettere la denuncia, nel tentativo di inquinare l’iter giudiziario.

Un elemento che ha ulteriormente aggravato la posizione dei sei alla sbarra. Durante l’udienza, il pm ha chiesto 20 anni di carcere ciascuno per Salvatore Giannetti, 43 anni detto ‘o scorpione, colui che viene oggi indicato come il capo zona a San Giovanni a Teduccio per conto del clan Mazzarella.

E poi il cognato, Antonio Martori, 42 anni, Mario Amaro, 38 anni, Giuseppe Ciccarelli, 37 anni e Salvatore De Filippo, 43 anni.

Per il sesto imputato, Arturo Lama, 54 anni, la richiesta è stata invece di 14 anni di reclusione.

La parola passa ora al collegio difensivo. Nel collegio difensivo gli avvocati Diego Pedicini, Luigi Poziello, Giuseppe Milazzo e Alessandro Pignataro. Le discussioni degli avvocati sono state fissate per il prossimo 29 maggio, data in cui, a meno di rinvii, il giudice pronuncerà la sentenza che chiuderà il primo capitolo di questa brutta pagina di cronaca criminale.

Morte Domenico dopo il trapianto, continuano le indagini: ascoltati i sanitari tra Napoli e Bolzano

Proseguono senza sosta le indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e quattro mesi deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non andato a buon fine. In queste ore i militari del Nas stanno continuando ad ascoltare il personale sanitario coinvolto nella vicenda, sia nel capoluogo campano sia a Bolzano.

Gli accertamenti sono condotti dal Nas di Napoli all’interno dell’ospedale Monaldi e, parallelamente, dal nucleo di Trento nella struttura sanitaria altoatesina. Al centro dell’inchiesta c’è l’intera catena delle operazioni che hanno portato all’espianto e al successivo trapianto dell’organo.

Al momento risultano sette i medici iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Tra questi figurano i componenti dell’equipe che a Bolzano ha eseguito l’espianto del cuore e i sanitari che a Napoli hanno effettuato l’intervento di trapianto.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’organo arrivato nel capoluogo campano sarebbe stato danneggiato dalle temperature troppo basse generate dall’utilizzo del ghiaccio secco durante il trasporto, invece del ghiaccio tradizionalmente impiegato in queste procedure.

L’inchiesta giudiziaria prosegue attraverso la formula dell’incidente probatorio, che dovrebbe concludersi entro l’11 settembre prossimo, anche se non si esclude un possibile slittamento legato ai contributi tecnici dei consulenti delle parti.

Una tappa cruciale è già fissata per il 28 aprile, quando all’Istituto di medicina legale di Bari i periti nominati dal tribunale e i consulenti degli indagati effettueranno una serie di esami su entrambi i cuori sequestrati nell’ambito dell’indagine: quello del piccolo Domenico e quello espiantato a Bolzano. Accertamenti che potrebbero rivelarsi decisivi per chiarire le cause del fallimento del trapianto e le eventuali responsabilità.

Lite notturna a Cesa, denunciato un 40enne: messaggi offensivi e guida in stato di ebbrezza

Notte agitata a Cesa, nel Casertano, dove una lite scoppiata in strada tra due fidanzati ha richiesto l’intervento dei carabinieri. La vicenda si è verificata intorno alle due della scorsa notte, quando una donna ha contattato il 112 chiedendo aiuto dopo un acceso diverbio con il compagno.

Sul posto sono intervenuti i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Secondo quanto riferito dalla donna, la discussione sarebbe nata per motivi di gelosia. La stessa ha raccontato di aver ricevuto messaggi offensivi dal fidanzato e di essere stata seguita dall’uomo mentre si trovava in strada.

Durante il controllo, i carabinieri hanno identificato il quarantenne, già noto alle forze dell’ordine, e hanno effettuato ulteriori verifiche. Nel corso degli accertamenti è emersa anche una violazione per guida in stato di ebbrezza.

Al termine delle verifiche l’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria. L’intervento dei militari ha permesso di riportare rapidamente la calma e di evitare che la situazione potesse degenerare, garantendo sicurezza sia alle persone coinvolte sia ai residenti della zona.

Stadio del Nuoto di Caserta, lavoratori trasferiti temporaneamente in altre strutture

Una soluzione temporanea per salvaguardare i posti di lavoro mentre resta aperto il nodo della riapertura dell’impianto. I lavoratori impiegati nel servizio di pulizie dello Stadio del Nuoto di Caserta saranno trasferiti provvisoriamente in altre strutture della Provincia, dopo la chiusura della piscina avvenuta nel marzo 2025 per la mancanza del certificato antincendio.

L’annuncio è arrivato dal presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, durante la riunione del Tavolo Tecnico Permanente istituito nelle scorse settimane proprio per monitorare la situazione occupazionale legata alla chiusura della struttura sportiva di via Laviano.

Secondo quanto spiegato dall’ente provinciale, i lavoratori verranno impiegati temporaneamente in altre strutture gestite in passato dall’Agis, l’agenzia provinciale che fino allo scorso anno si occupava della gestione degli impianti sportivi e delle palestre delle scuole superiori e che è stata successivamente soppressa.

Il presidente Colombiano ha parlato di un primo passo concreto per affrontare la questione. Ha ricordato che fin dall’inizio l’amministrazione aveva assicurato l’impegno a individuare una soluzione, sottolineando però come i tempi tecnici e burocratici necessari per garantire un percorso corretto sul piano giuridico spesso si scontrino con le esigenze immediate dei lavoratori.

Resta però aperto il problema principale: la chiusura dello Stadio del Nuoto, uno degli impianti sportivi più importanti del territorio, in una città che già soffre la mancanza di piscine pubbliche, visto che anche quella comunale è inutilizzata da anni.

Per centinaia di utenti, tra cui molti ragazzi con disabilità o difficoltà motorie che frequentavano abitualmente la struttura, la chiusura ha rappresentato un duro colpo. Proprio per questo la Provincia ha avviato l’iter per riportare l’impianto alla piena funzionalità.

Nei giorni scorsi si è tenuta una conferenza di servizi convocata dall’ente provinciale per esaminare e approvare il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo ai lavori di riqualificazione dello Stadio del Nuoto. La procedura coinvolge le amministrazioni e gli enti competenti chiamati a esprimere il proprio parere sull’intervento.

Ricercato per abusi su una minorenne arrestato ad Agropoli: deve scontare oltre dieci anni

AGROPOLI – La Squadra Mobile di Salerno e gli investigatori del Servizio centrale operativo (Sco) hanno eseguito oggi un mandato di arresto europeo, emesso dalla Romania, nei confronti di un 45enne rumeno condannato a 10 anni e 8 mesi per atti sessuali con minorenne e violenza a pubblico ufficiale.

L’uomo, quattro anni fa, avrebbe avuto due rapporti sessuali con una 15enne e, nel corso di un controllo di polizia, aveva provocato lesioni a un agente. L’arresto arriva dopo un’attività investigativa – svolta dai poliziotti in collaborazione con le autorità di polizia romene e con l’Ufficiale di collegamento romeno in Italia – che ha consentito di localizzare il ricercato in un’abitazione in località Moio ad Agropoli, nel Salernitano.

Nel comune alle porte del Cilento, lo straniero, dallo scorso anno, viveva con una connazionale 46enne e i tre figli della donna. Il 45enne è stato portato alla casa circondariale di Salerno-Fuorni, a disposizione della Corte d’Appello.

Sampdoria, squalifica di 10 giornate per Gregucci e Foti: sanzioni anche al club

Dieci giornate di squalifica ciascuno per Angelo Gregucci e Salvatore Foti. È la decisione del Tribunale federale nazionale della Figc che ha sanzionato i due tecnici per il mancato rispetto della normativa federale relativa ai ruoli e alle abilitazioni degli allenatori.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura federale, Foti avrebbe di fatto svolto il ruolo di allenatore della prima squadra della Sampdoria pur risultando formalmente tesserato come viceallenatore e senza essere in possesso dell’abilitazione Uefa Pro, il titolo necessario per guidare una squadra nei campionati professionistici.

Contestualmente, a Gregucci – indicato contrattualmente come primo allenatore – è stato contestato di aver sottoscritto l’incarico senza esercitarne concretamente le funzioni operative, consentendo di fatto a Foti di svolgere il ruolo di responsabile tecnico della squadra durante il campionato di Serie B senza la necessaria abilitazione.

Per queste violazioni il Tribunale federale ha stabilito per entrambi una squalifica di dieci giornate da scontare nell’effettivo esercizio dell’attività di allenatore. La vicenda ha comportato anche sanzioni per la società blucerchiata. Alla Sampdoria è stata inflitta un’ammenda di 5 mila euro, mentre il presidente Matteo Manfredi e il director e Ceo dell’Area Football Jesper Fredberg sono stati colpiti da due mesi di inibizione.

Cappella Sansevero, visita tattile per non vedenti e ipovedenti: il Cristo velato si potrà toccare

Un’esperienza rara e profondamente simbolica: poter “vedere” l’arte con le mani. Il Museo Cappella Sansevero di Napoli apre eccezionalmente le sue porte ai visitatori non vedenti e ipovedenti con una visita tattile speciale in programma martedì 17 marzo, intitolata “La meraviglia a portata di mano”.

Per l’occasione il pubblico potrà esplorare attraverso il tatto alcune delle opere più celebri custodite nel complesso monumentale, a partire dal Cristo velato, considerato uno dei capolavori assoluti della scultura di tutti i tempi. Il percorso permetterà anche di scoprire da vicino i bassorilievi marmorei della Pudicizia e del Disinganno, opere simbolo dell’impianto iconografico ideato dal principe Raimondo di Sangro.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Museo Cappella Sansevero e la sezione territoriale di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ed è stata presentata dalla presidente del museo Maria Alessandra Masucci, dal presidente dell’associazione Giuseppe Ambrosino e dalla guida turistica Roberta Meomartini, esperta nella progettazione di percorsi tattili.

La giornata rappresenta il ritorno di un’esperienza inclusiva che non veniva proposta da oltre dieci anni. Gli organizzatori spiegano che l’iniziativa è il risultato di mesi di preparazione e nasce con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile il patrimonio artistico, adattando modalità di visita e strumenti alle esigenze di un pubblico spesso escluso dalla fruizione diretta delle opere.

I partecipanti saranno accolti dallo staff dei servizi educativi del museo con una introduzione dedicata alla storia della Cappella Sansevero e alla figura di Raimondo di Sangro, geniale ideatore del complesso artistico. A seguire inizierà l’esplorazione tattile guidata delle opere, condotta da guide non vedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, appositamente formate.

Per consentire l’esperienza sarà eccezionalmente rimossa la recinzione che normalmente protegge il Cristo velato. I visitatori, indossando guanti di lattice, potranno così sfiorare direttamente il marmo scolpito da Giuseppe Sanmartino, percependo le trame sottilissime del celebre velo che ha reso l’opera famosa in tutto il mondo. Il percorso proseguirà poi verso i bassorilievi ai piedi delle statue della Pudicizia e del Disinganno.

Al termine della visita gli ospiti saranno accompagnati in sacrestia dove riceveranno una guida in braille realizzata dal museo insieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e stampata dalla Stamperia Regionale Braille di Catania. Il volume resterà successivamente a disposizione delle persone con disabilità visiva che visiteranno la cappella.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di accessibilità del museo che negli ultimi anni ha introdotto diversi strumenti inclusivi, tra cui audioguide dedicate agli ipovedenti, percorsi video in lingua dei segni per le persone sorde e itinerari pensati per visitatori con disabilità intellettive.

La visita del 17 marzo sarà gratuita, dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso alle 18.30, e prevede la prenotazione obbligatoria. Ogni partecipante non vedente o ipovedente potrà accedere con un accompagnatore o con il proprio cane guida.

Omicidio Colalongo, il Riesame conferma ordinanza per lo staffettista

Napoli– Resta in carcere l’uomo ritenuto dagli inquirenti la “staffetta” del killer nell’agguato di camorra costato la vita a Ottavio Colalongo, mentre cade l’ordinanza per il presunto mandante.

È la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli sull’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che indaga sull’omicidio avvenuto il 17 dicembre 2025 a Scisciano, nel Nolano, maturato secondo gli investigatori in un contesto di tensioni tra gruppi criminali rivali.

I giudici hanno confermato la misura cautelare in carcere per Bernardo Cava, 54 anni, soprannominato “Alduccio”, ritenuto coinvolto nel delitto con il ruolo di “staffettista”.

Diversa invece la posizione di Nicola Luongo, per il quale il Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei mesi scorsi con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio. Luongo, difeso dagli avvocati Antonio Bucci e Luca Pagliaro, resta comunque detenuto per altri procedimenti.

L’agguato di Scisciano

Il delitto si consumò nel pomeriggio del 17 dicembre 2025 a Scisciano, nel cuore dell’area nolana.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Ottavio Colalongo venne raggiunto e ucciso in un agguato armato riconducibile alle dinamiche della criminalità organizzata locale. Un’esecuzione che, per gli inquirenti, si inserisce in un clima di tensione tra clan contrapposti attivi tra il Nolano e l’area vesuviana.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno portato rapidamente a concentrare l’attenzione su un gruppo di soggetti ritenuti coinvolti nella pianificazione e nell’esecuzione dell’omicidio.

Il blitz dei carabinieri e gli arresti

Sulla base degli elementi raccolti dai carabinieri e dal pubblico ministero Henry John Woodcock, la magistratura aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di più indagati, ritenuti a vario titolo coinvolti nell’omicidio.

Tra questi Bernardo Cava, indicato dagli investigatori come la staffetta del commando. Il suo ruolo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di accompagnare il presunto killer Antonio Aloia fino al luogo dell’agguato.

Gli inquirenti sostengono che Cava avrebbe scortato Aloia in auto da Mugnano del Cardinale fino all’area del Nolano, garantendo copertura e supporto logistico prima dell’esecuzione.

Un compito tipico nelle dinamiche degli agguati di camorra: la staffetta ha il compito di monitorare il percorso, segnalare eventuali controlli e assicurare la fuga del killer.

La decisione del Riesame

Il Tribunale del Riesame ha ritenuto sufficienti gli elementi indiziari a carico di Cava, confermando quindi la misura cautelare in carcere per il concorso nell’omicidio.

Di segno opposto, invece, la valutazione sulla posizione di Nicola Luongo, per il quale i giudici hanno annullato l’ordinanza relativa al ruolo di presunto mandante.

La decisione non comporta però la scarcerazione dell’uomo, che rimane detenuto per altri reati.

Le indagini della Dda

L’inchiesta della Dda di Napoli continua a scandagliare il contesto criminale in cui è maturato l’omicidio Colalongo. Gli investigatori ritengono che il delitto sia legato agli equilibri tra gruppi camorristici attivi nell’area nolana, un territorio storicamente attraversato da rivalità e regolamenti di conti.

Il quadro investigativo resta dunque aperto, mentre gli inquirenti proseguono nella ricostruzione della catena di responsabilità che ha portato all’agguato mortale di dicembre.

Cellole, rifiuti speciali nell’officina meccanica: titolare denunciato

I Carabinieri Forestale del Nucleo di Sessa Aurunca hanno denunciato il titolare di un’officina meccanica nel comune di Cellole per gestione illecita di rifiuti speciali, pericolosi e non. Il controllo, effettuato presso la struttura, ha portato al sequestro di cinque cumuli di rifiuti stoccati in modo irregolare nelle pertinenze del locale, privi di codici identificativi e mescolati tra loro in violazione della normativa vigente in materia ambientale.

Nel materiale sequestrato i militari hanno rinvenuto un’ampia varietà di scarti riconducibili all’attività dell’officina: parti meccaniche parzialmente smontate, coppe dell’olio, radiatori, tubazioni, rottami metallici di vario tipo, catene di distribuzione, contenitori in plastica e metallo con residui di oli esausti, ammortizzatori, sedili in materiale tessile e sintetico e plastiche di diverse tipologie. La promiscuità dei materiali e l’assenza di qualsiasi sistema di categorizzazione e stoccaggio sicuro hanno aggravato il quadro delle violazioni contestate.

Il titolare dell’officina è stato deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria per il reato di gestione illecita di rifiuti speciali, ai sensi della normativa ambientale vigente.

Avellino, prosciolto dall’accusa di violazione delle misure cautelari il pregiudicato Gaetano Ronga

Avellino – Un’altra assoluzione si aggiunge al “curriculum” giudiziario di Gaetano Ronga, trentenne di San Martino Valle Caudina con alle spalle numerosi procedimenti penali.

Il Tribunale di Avellino, accogliendo pienamente le tesi della difesa, ha infatti prosciolto l’uomo dall’imputazione di violazione delle misure cautelari, un reato che era scaturito da una precedente e complessa vicenda giudiziaria legata a dinamiche familiari.

Il primo grado e la riforma in Appello

La vicenda processuale di Ronga affonda le radici in accuse ben più gravi. In primo grado, assistito da un altro legale, era stato condannato a tre anni di reclusione per maltrattamenti e lesioni ai danni della compagna convivente, con condotte che si sarebbero protratte dal 2019.

Tuttavia, la svolta era arrivata in sede di Appello. La IV Sezione della Corte d’Appello di Napoli, riformando integralmente la sentenza di primo grado, aveva assolto Ronga perché “il fatto non sussiste”. Contestualmente, i giudici partenopei ne avevano disposto l’immediata liberazione, revocando la misura cautelare. In pratica, per la giustizia, i maltrattamenti non erano mai avvenuti.

La “coda” giudiziaria: il processo per la violazione

Nonostante l’assoluzione nel processo principale, rimaneva in piedi un procedimento collaterale, considerato un reato autonomo. Durante il periodo in cui era sottoposto alle misure cautelari (allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla compagna), Ronga era finito nuovamente nei guai.

Nel luglio del 2021, per una presunta violazione di quelle stesse misure, era stato aggravato la sua posizione con la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Da lì era scaturito un processo separato per la violazione.

Il verdetto di oggi

Ed è stato in questo procedimento “derivato” che oggi il Tribunale di Avellino ha nuovamente fatto proprio il ragionamento dell’avvocato Vittorio Fucci, assolvendo Gaetano Ronga. Una decisione che arriva dopo la bocciatura delle accuse principali, minando alla base la tenuta dell’intero impianto accusatorio.

Una serie di verdetti favorevoli

Come evidenziato dalla difesa, quella odierna non è una pronuncia isolata, ma si inserisce in un contesto più ampio. “Il mio assistito – spiega il legale – sta ottenendo l’assoluzione in una moltitudine di processi, molti dei quali riguardavano proprio molteplici episodi di violazione delle misure cautelari legati ai fatti originariamente contestati. Oggi possiamo finalmente voltare pagina”.