Dieci tifosi sono stati arrestati per le tensioni che si sono verificate fuori dallo stadio Olimpico Grande Torino prima del derby della Mole. Altri cinque sono stati indagati per rissa. Per tutti verra’ valutato il Daspo. Tra gli arrestati ci sono otto francesi, tra cui un agente della polizia di frontiera di Modane. Appartenenti al gruppo di tifosi conosciuti come Drughi, sono stati trovati in possesso di grossi petardi. Sempre fuori dallo stadio sono stati arrestati, per lancio di oggetti pericolosi e rissa, un tifoso della Juventus e uno del Torino.
Juve ancora vittoriosa: soffre e poi vince il derby
I campioni d’Italia, senza gli infortunati Cancelo e Cuadrado, vincono anche il derby della Mole. Buono il primo tempo del Torino,con ritmo alto e gran pressing. Musica diversa nella ripresa. Dopo aver rischiato qualcosa su un intervento in area di Alex Sandro su Zaza, la Juventus ha alzato il baricentro, costingrendo sulla difensiva la squadra di Mazzarri. Partita sbloccata su rigore. Netto il fallo di Ichazo (subentrato all’infortunato Sirigu) su Mandzukic. Dal dischetto, gol di Cristiano Ronaldo. Annullato, invece, il gol di Mandzukic, per posizione di fuorigioco da parte di Cristiano Ronaldo.
TORINO (3-5-2): Sirigu (20′ Ichazo); Izzo, N’Koulou, Djidji; Aina (85′ Berenguer), Meité, Rincon, Baselli, Ansaldi (76′ Parigini); Zaza, Belotti. All.: Mazzarri
JUVENTUS (4-3-1-2): Perin; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Dybala; Mandzukic, Ronaldo. All: Allegri
Reti: 70′ rig. Ronaldo
Ammoniti: Zaza (T), Pjanic (J), Can (J), Ronaldo (J), Ansaldi (T)
Castellammare, il superpentito Cavaliere:’Greco non pagò il pizzo sui lavori e noi gli incendiammo le auto’
Castellammare. È stata fissata per martedì prossimo l’udienza del tribunale del Riesame chiamato a decidere in merito ai ricorsi presentati dai legali del noto imprenditore stabiese Adolfo Greco e Giovanni Cesarano, detto “Nicola”. Entrambi erano stati arrestati nell’operazione Olimpo di due settimane fa insieme ai vertici dei clan D’Alessandro ( con gli arresti domiciliari a Teresa Martone, vedova del defunto padrino Michele) e quelli deli clan Cesarano e Afeltra-Di Martino. Contro la misura cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli, Tommaso Perrella, gli avvocati di Greco e Cesarano avevano presentato l’istanza al Riesame immediatamente, ottenendo così la fissazione dell’udienza per martedì prossimo. Ma nelle prossime ore si attende la fissazione delle udienze per tutti gli altri arrestati. Le udienze dovrebbero tenersi comunque tutte entro Natale. Il Tribunale sarà chiamato a confermare o meno le misure cautelari.
Restano sempre latitanti invece i due boss Antonio Di Martino figlio di Leonardo o’ lione e Raffaele Afeltra, o’ burraccione. Intanto dall’inchiesta e dall’ordinanza emergono altre accuse nei confronti dell’imprenditore Greco. Come quelle del super pentito del clan D’Alessandro, Renato Cavaliere. Il killer reo confesso, del consigliere comunale del Pd, Gino Tommasino, in una delle sue prime deposizioni datata 9 luglio del 2015 ha raccontato: “Greco Adolfo mi è stato presentato da Verdoliva Luciano. Io sono andato con Verdoliva Luciano all’ingrosso dove Greco faceva yogurt e latte. L’ingrosso di Greco Adolfo si trovava ai confini tra Castellammare di Stabia e Ponte Persica. Verdoliva Luciano mi ha spiegato che Greco Adolfo era stato indagato per il castello di Cutolo ed era molto amico del padre Verdoliva Giuseppe. In precedenza a tenere i contatti con Greco Adolfo era stato Verdoliva Giuseppe, al quale Greco dava i soldi per il clan. Io e Verdoliva Luciano abbiamo raggiunto la struttura di Greco Adolfo, che si trovava forse a via Schito e comunque tra Ponte Persica e via Schito, con una motocicletta. Siamo entrati e abbiamo parlato a Greco Adolfo nel suo ufficio. Ricordo che, all’epoca, Greco Adolfo aveva i capelli neri ed era scuro di carnagione. Verdoliva Luciano mi ha presentato a Greco Adolfo dicendo che io ero il cumpariello di Luigino D’Alessandro e che a Castellammare di Stabia c’ero io. Greco Adolfo mi ha allora chiesto che cosa poteva fare per il clan ed io gli ho risposto che, se faceva qualche lavoro a Castellammare di Stabia, doveva portare i soldi al clan. Greco Adolfo mi ha assicurato che era a disposizione e mi ha detto che però dovevamo evitare di incontrarci e che io dovevo evitare di andare da lui nella sua struttura, perché potevo essere visto dai suoi operai. Greco Adolfo mi ha detto che il tramite tra noi doveva essere Verdoliva Luciano. Infatti Verdoliva Luciano, ai confini con Ponte Persica, che era zona dei Cesarano, aveva l’appoggio dei fratelli, soprannominati Pezze ‘n culo, che avevano una concessionaria di automobili nella via Schito. Dopo una settimana, Verdoliva Luciano mi ha detto che aveva un appuntamento con Greco Adolfo e, successivamente, mi ha comunicato che Greco gli aveva mandato ventimila euro. Diecimila euro abbiamo deciso di dividerli tra di noi, il cognato D’Agostino Massimo, Belviso Francesco e Guerriero Vincenzo. Ricordo che abbiamo preso mille e cinquecento euro per ciascuno. Diecimila euro li abbiamo mandati alle palazzine e a Partoria e, quindi, alla famiglia di D’Alessandro Michele ed alla famiglia di D’Alessandro Luigi senior, come del resto veniva fatto per tutte le estorsioni. Il mio primo incontro con Greco Adolfo è avvenuto certamente dopo l’omicidio di Verdoliva Giuseppe e dopo la mia scarcerazione del 2006.
Dopo la consegna dei ventimila euro, io ho fermato un lavoro che era in corso in via Tavernola in un palazzo vicino all’abitazione di Romano Catello, un po’ più avanti. Il lavoro consisteva nella demolizione e nella ricostruzione del palazzo. Io sono andato sul cantiere e ho parlato con gli operai, ai quali ho chiesto chi stava facendo il lavoro. Gli operai mi hanno risposto che a fare il lavoro era don Adolfo Greco, che abitava proprio di fronte a quel palazzo. Io sono andato da Verdoliva Luciano e gli ho detto che, mandandoci ventimila euro, Greco Adolfo ci aveva mandato soltanto gli spiccioli. Il lavoro di via Tavernola infatti era molto grosso. Io ho chiesto a Verdoliva Luciano di fare l’imbasciata a Greco Adolfo per comunicargli che doveva mandare i soldi. Verdoliva Luciano è stato poi arrestato. Fino al momento dell’arresto di Verdoliva, Greco Adolfo non aveva mandato i soldi. Io per due o tre giorni ho dormito a casa di Romano Catello per vedere a che ora Greco Adolfo usciva di casa. Ho così accertato che Greco Adolfo usciva di casa verso le 6,30 del mattino e che ad aspettarlo fuori casa c’era un suo autista. Sono quindi sceso da casa di Romano Catello e ho fermato Greco Adolfo sotto la sua abitazione, mentre stava uscendo la mattina. Io ero armato. Io ho detto a Greco Adolfo che stavo aspettando proprio lui e che non doveva impaurirsi. Ho anche detto a Greco Adolfo di fermare il suo autista, facendogli capire che altrimenti gli avrei sparato. Ho quindi chiesto a Greco Adolfo di chi era il palazzo e Greco mi ha risposto che era una cosa della sua famiglia. Io gli ho detto che doveva comunque mandare i soldi a Scanzano. Greco Adolfo mi ha risposto che lui aveva mandato i ventimila euro ed io gli ho detto che doveva dare il 5% sulla struttura e gli ho dato quarantotto ore di tempo per mandare i soldi. Gli ho detto che doveva mandare cinquantamila euro. Durante quell’incontro ho anche detto a Greco Adolfo che, se stava facendo altri lavori, doveva dirmelo. Greco Adolfo mi ha assicurato che avrebbe mandato da me un operaio a Scanzano per consegnarmi il denaro. Poiché non si è presentato nessuno, io ho detto a Romano Catello che dovevamo incendiare la macchina di Greco Adolfo. Romano Catello mi ha detto che Greco Adolfo posava l’Audi di colore grigio metallizzato chiaro del figlio in un garage che si trovava subito dopo l’ingresso di via Tavernola. Questo garage, dove c’erano pure un meccanico ed un lavaggio, era proprio collegato all’abitazione di Greco Adolfo. La sera Romano Catello ha scavalcato il muretto e con la benzina ha bruciato più macchine, che si trovavano all’interno di quel garage. Io ho assistito alla scena da casa di Romano Catello. Da casa di Romano Catello ho visto anche l’intervento dei vigili del fuoco. Dopo l’incendio Greco Adolfo si è rivolto a Vitiello Antonio, che praticava molto Ponte Persica e che conosceva Greco. Vitiello Antonio mi ha infatti chiamato e mi ha detto che, dopo l’incendio, Greco Adolfo si era rivolto a lui dicendogli di essere preoccupato per il figlio. Io ho detto a Vitiello Antonio che Greco Adolfo doveva portare i soldi. Greco Adolfo ha poi consegnato cinquantamila euro a Vitiello Antonio, che mi ha dato trentamila euro che io ho a mia volta consegnato a Belviso Francesco per dividerli tra le palazzine e Partoria…”.
5. continua
Salerno, l’Unione Studenti denuncia: ‘Due ragazze aggredite da neofascisti’
“Due ragazze del liceo Alfano I di Salerno sono state aggredite da alcuni esponenti della giovanile del cosiddetto partito neo-fascista Forza Nuova, Lotta Studentesca, accompagnati dal Coordinatore Provinciale, originario di Montoro, di circa 35 anni. In particolare una ragazza dopo aver ricevuto diversi insulti sessisti quali “tu sei donna non puoi parlare”, “stai zitta vai a casa a lavare i piatti” ha reagito e si e’ vista aggredita da persone ben piu’ grandi di lei che le hanno sferrato colpi sulla faccia piu’ volte”. A raccontare l’accaduto su Fb l’Unione degli Studenti Salerno. A quanto si apprende i fatti sarebbero avvenuti alla fine delle lezioni, fuori dall’istituto scolastico e nessuno del corpo docente si sarebbe reso conto dell’accaduto in quanto impegnato, all’interno, per una riunione sindacale. Sembra, comunque, che lunedi’ gli insegnanti vogliano chiedere la possibilita’ di una pattuglia all’esterno della scuola e il divieto di volantinaggio. Le due ragazzine, intanto, “spaventatissime da quanto accaduto”, secondo le parole di una docente, “non avrebbero sporto denuncia”. Intanto, l’Unione degli Studenti di Salerno ha organizzato per “lunedi’ alle ore 8.30 un presidio davanti il Liceo Alfano I per urlare il nostro antifascismo e la nostra netta opposizione a questo clima di odio e violenza e in solidarieta’ alle nostre compagne”.”Sono stato informato di un episodio allarmante che si sarebbe verificato stamattina, all’esterno di un istituto scolastico, che ha coinvolto due studentesse salernitane aggredite da un gruppo di neofascisti alla fine delle lezioni. Ne sarebbe nato un alterco verbale degenerato in una aggressione fisica nei confronti delle due ragazze. Se cosi’ fosse, sarebbe gravissimo. Manifestare le proprie idee, politiche e non solo, non puo’ generare simili violenze. Siamo in contatto con il dirigente scolastico dell’Istituto per avere notizie dettagliate e, soprattutto, per valutare azioni concrete per evitare che episodi del genere possano ripetersi”. A dirlo il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli in merito all’aggressione che avrebbe coinvolto, stamane, due studentesse dell’Alfano I.
Napoli, si spara ancora a Forcella: 8 colpi calibro 9×21
Napoli. Non conosce soste la guerra di camorra per il controllo delle attività illecite nel centro storico di Napoli. Nella notte l’ennesima stesa di camorra nel cuore della città. E precisamente in vico Campanile ai Santi Apostoli. I poliziotti stamattina, verso le ore 11.30, sono stati allertati da un cittadino che ha chiamato il 113 per segnalare la presenza di questi bossoli in strada; ha anche riferito di aver sentito l’esplosione di colpi di arma da fuoco alle ore 4 del mattino: Gli uomini della scientifica hanno trovato sull’asfalto otto bossoli esplosi da una pistola calibro 9×21. La stradina si trova a ridosso di via Carbonara, nel cuore di Forcella, dove da mesi è in atto una nuova faida tra i Mazzarella e i reduci dei Sibillo- Giuliano. Gli investigatori hanno avviato le indagini ascoltando alcune persone. Si sta verificando la presenza di pregiudicati in zona. Ma anche cercando di capire chi abita e quindi a chi era rivolto il messaggio dei pistoleri.
Il Presidente della Camera, Roberto Fico riceve “Il pacco alla camorra”
Il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, accoglie con grande orgoglio i rappresentanti di Casa Don Diana, Libera ed Nco, rispettivamente: Valerio Taglione, Gianni Solino e Tonino De Rosa. Con loro anche Augusto Di Meo, testimone di giustizia determinante per la verità sull’omicidio di Don Peppe Diana. Il “Pacco alla camorra” che è alla sua decima edizione non intende minimamente scalare di marcia.
Il Presidente Fico:“Ringrazio di cuore i rappresentanti di Comitato Don Diana, Nuova Cooperazione Organizzata e Libera per essere venuti oggi a Montecitorio a portarmi questo graditissimo “Pacco alla Camorra”. Me lo hanno consegnato qui, sotto l’albero di Natale allestito alla Camera dei deputati.
La lotta alle mafie passa sempre dal riscatto sociale ed economico del territorio: per questo progetti che vedono protagoniste cooperative e associazioni che gestiscono i beni confiscati alla criminalità organizzata, sono significative. Grazie per il lavoro che state portando avanti!
Gustavo Gentile
Lega: a Napoli ha presentato la Scuola di Formazione
Provvedera’ alla formazione dei futuri quadri dirigenti del movimento ma sara’ aperto anche a quanti vorranno approfondire alcuni temi particolari. La scuola di formazione della Lega e’ stata presentata oggi a Napoli alla presenza del sottosegretario con delega al Sud, Pina Castiello, del deputato Gianluca Cantalamessa e del senatore Manuel Vescovi, segretario della Commissione esteri del Senato. Il progetto, che sara’ appunto di formazione ed informazione politica, entrera’ nel vivo il prossimo anno. Sara’ articolato in piu’ moduli e vedra’ anche la promozione di dibattito con esperti su singoli temi. Ed uno di temi che sara’ approfondito, ha assicurato il deputato Gianluca Cantalamessa “sara’ quello della Questione meridionale perche’ dobbiamo smetterla di dare sempre responsabilita’, colpe, meriti e demeriti agli altro”. Per Cantalamessa e’ importante che torni al politica, con le sue funzioni “come sono state immaginate dai padri Costituenti” auspicando, infine, che Napoli e la Campania possano tornare ad avere un ruolo centrale “perche’ da dopo Tangentopoli questa citta’ ha espresso pochi ministri”.
Napoli: Maran vuole la perfezione dal suo Cagliari
Per iniziare a presentare il match di domani con il Napoli, l’allenatore del Cagliari Rolando Maran si riallaccia al finale della gara contro la Roma. “Bisogna partire dall’immagine dopo il gol di Sau: tutto quello che è esploso in quel momento è ciò che dovremo avere per fornire una prestazione sopra le righe”, ha spiegato. “Affrontiamo una corazzata, una squadra che ha valori tecnici enormi: per fare cose importanti dobbiamo focalizzare l’immagine della settimana scorsa e proiettarla nella mente. Solo così – ha aggiunto il tecnico rossoblù – potremo rivivere certe emozioni, pareggiare i gap tecnici e tanti altri ostacoli”. “Dovremo essere più che perfetti, ma intanto sarà fondamentale andare in campo con quello spirito”, ha proseguito. “Il pareggio nel finale della gara contro i giallorossi ha lasciato strascichi positivi”, ha assicurato Maran. “Quando riesci a recuperare una partita in quel modo, rientri nello spogliatoio felice di avere compiuto una piccola impresa e aver fatto gioire i tifosi. Abbiamo bisogno di emozionarci e fare emozionare, di dare in campo tutto quello che si ha dentro, in modo da uscire sereni dal terreno di gioco al fischio finale”. L’analisi del tecnico dei sardi si è spostata sugli avversari di domani: “I numeri dicono che la squadra di Ancelotti ha una capacità realizzativa formidabile. Dovremo creare densità vicino alla palla, altrimenti ci faranno girare a vuoto con i loro riferimenti. Saremo chiamati a tenere alta l’attenzione ma questo deve costituire uno stimolo ulteriore per noi. Ci dev’essere – ha proseguito – la voglia di superare un test molto difficile, andare in campo con coraggio, il che non dipende dal numero degli uomini offensivi schierati, ma dalla maniera di interpretare le partite. Dobbiamo incidere rispettando gli equilibri ma non essere passivi: è una questione di mentalità, che deve essere presente al di là del nome degli avversari”. “La capacità di recuperare risultati sfavorevoli è qualcosa che ci dobbiamo tenere stretti”, ha concluso Maran. “Lavoriamo senza la presunzione di essere perfetti, ma con l’obiettivo di migliorare certi dettagli, tecnici e caratteriali”.
Sud Protagonista: adesione al Progetto Meloni
Salvatore Ronghi e’ stato eletto, per acclamazione, segretario federale di “Sud Protagonista”, il movimento politico, composto dai movimenti politici territoriali federati, che celebra a NAPOLI il proprio Congresso costituente. Ronghi e’ stato eletto dai 473 delegati, provenienti dalle Regioni Campania, Calabria, Lazio, Abruzzo e Sicilia. Insieme con Ronghi sono stati eletti tesoriere Alessandro Cogliati, vicesegretario federale vicario Massimo Rossi, vicesegretario federale per gli Enti locali e le Politiche del Mediterraneo, Vincenzo Avati. E’ stato, poi, eletto, il Comitato federale composto da dodici persone tra cui sei donne ed, infine, l’Assemblea federale composta da 101 membri con il 30% di donne. “Il mio impegno – ha detto Ronghi – sara’ finalizzato, particolarmente, al problema piu’ grave del nostro Sud, il lavoro che, come piu’ volte ha detto Papa Francesco, e’ dignita’ ed e’ il pilastro della vita e della famiglia”. “Dopo i fallimenti e le delusioni provocate dai partiti nazionali e dai movimenti del pseudo-cambiamento – ha sottolineato – sta crescendo nel Sud il desiderio di veder nascere un soggetto politico meridionale che diventi protagonista, nelle Regioni, in Italia e in Europa, per concretizzare le giuste proposte politiche per lo sviluppo del Sud e, quindi, per la crescita dell’Italia”. “E’ quello che faremo con i nostri dirigenti politici ed eletti nelle Assemblee elettive affinche’ – ha aggiunto – con competenza e risolutezza, si diano al Sud le necessarie risposte e venga superato il gap economico e sociale che, oggi, lo separa dal resto d’Italia”. “‘Sud Protagonista’ – ha concluso Ronghi – ha accolto la proposta che Giorgia Meloni ha presentato ad Atreju e ribadito nel nostro Congresso, per dare vita alla Confederazione sovranista-conservatrice e sottoscriveremo un patto con la leader di FdI per costruire insieme, partendo dal Sud, una vera Italia unita, anche economicamente e socialmente, e anche l’Europa delle identita’ e dei popoli”.
Il sindaco pescatore: premiato il cortometraggio su Vassallo
A NAPOLI si e’ tenuta la cerimonia di premiazione del concorso nazionale di poesia e narrativa “Talenti Vesuviani” dedicato, quest’anno, al sindaco pescatore Angelo Vassallo ed organizzato dallo scrittore Vincenzo Russo. L’iniziativa si e’ aperta con un cortometraggio sull’impegno di Angelo Vassallo e sulla sua capacita’ di trasformare un luogo dimenticato in un’ambita meta turistica, con sguardo attento alla tutela dell’ambiente e del territorio. I ragazzi della scuola di cinema di NAPOLI, autori del cortometraggio, sono stati premiati con una targa della Regione Campania dal consigliere regionale Gianluca Daniele che, durante il suo intervento, ha evidenziato l’importanza del valore della cultura per rafforzare la legalita’ in un contesto territoriale e quella del lavoro di qualita’ per un reale sviluppo, che deve essere conseguito attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori sociali ed istituzionali della vita di ognuno. Coinvolgimento fondamentale soprattutto ai fini della creazione di posti di lavoro: a tal proposito, Daniele ha sottolineato l’importanza del Piano Lavoro della Regione Campania. Tra gli altri intervenuti all’iniziativa, Dario Vassallo, presidente della fondazione “Angelo Vassallo – Sindaco pescatore”; il magistrato Santino Mirabella; l’assessore al Turismo del Comune di NAPOLI, Nino Daniele; il presidente dell’associazione “Annalisa Durante” e lo scrittore ed editore Francesco Billeci.
Prende a pugni un netturbino e gli ruba il furgoncino
E’ l’insolita rapina avvenuta verso le 3 della scorsa notte in Piazza Maggiore, nel centro di Bologna. Il responsabile, un 28enne di Avellino, e’ stato arrestato poco dopo dai Carabinieri. A subire l’aggressione e’ stato un operaio marocchino di 52 anni, addetto di una ditta che ha in subappalto da Hera alcuni dei servizi di pulizia della citta’. Stava facendo il proprio lavoro quando un giovane lo ha raggiunto alle spalle buttandolo a terra, poi lo ha colpito con alcuni pugni in faccia. Dopo avergli sfilato dalle tasche le chiavi del furgoncino, ci e’ salito ed e’ partito a forte velocita’. L’operaio ha chiesto aiuto a un collega che era poco lontano e che si e’ messo all’inseguimento del mezzo rubato lungo via Rizzoli. La scena e’ stata notata da una pattuglia del nucleo radiomobile dei Carabinieri, che si sono a loro volta messi all’inseguimento. Il ladro a qual punto ha abbandonato il furgone e ha proseguito la fuga a piedi, ma e’ stato raggiunto e bloccato dai militari. Il 28enne, che aveva gia’ qualche precedente per droga, rispondera’ di rapina impropria. In citta’, e’ la seconda volta in pochi giorni che un netturbino viene aggredito mentre sta lavorando: martedi’ notte in via Ugo Bassi un altro addetto della stessa ditta era stato preso a sprangate, insieme a un tassista intervenuto in suo aiuto, da un gruppo di cinque giovani, tre dei quali rintracciati dalla Polizia.
Nusco: arrestato per maltrattamenti alla moglie
I carabinieri del Comando provinciale di AVELLINO hanno messo fine al clima di violenza e terrore imposto per anni da un marito violento. L’uomo, di Nusco, e’ stato arrestato per maltrattamenti familiari e lesioni nei confronti della moglie, che in piu’ occasioni, secondo quanto finora ricostruito, e’ stata costretta a far ricorso alle cure dei medici in ospedale. Le violenze sarebbero avvenute anche in presenza di figli minorenni. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di AVELLINO che ha ottenuto dal Gip l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Avellino: evade detenuto in permesso premio
Aveva ottenuto un permesso premio ma, allo scadere del beneficio, non e’ rientrato nel carcere di Avellino, dove era ristretto, facendo perdere le sue tracce. “Tecnicamente si tratta di evasione, e questo non puo’ che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al piu’ presto”, spiega Emilio Fattorello, segretario per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. Fattorello giudica la condotta del detenuto “un evento irresponsabile e gravissimo. L’uomo e’ un detenuto di origini siciliane L.B. definitivo con fine pena 2025 per rapina ed altro fruiva di un permesso di tre giorni da trascorrere presso la Caritas cittadina. Questa mattina al termine del provvedimento premiale non ha fatto rientro in Istituto. Considerato detenuto modello tanto che svolgeva mansioni lavorative all’interno del Penitenziario Irpino”. Il Sappe evidenzia infine che “nei primi sei mesi del 2018 si sono verificate, nelle carceri italiane, 2 evasioni da istituti penitenziari, 27 evasioni da permessi premio, 7 da lavoro all’esterno, 7 da semiliberta’ e 17 mancati rientri di internati. Dati minimi, rispetto ai beneficiari: nell’intero 2017 sono stati concessi 34.105 permessi premio e le evasioni in tutto sono state 36, ossia lo 0,1%. Questo non deve percio’ inficiare l’istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all’esterno o dei permessi ai detenuti”.
Di Maio contro De Luca: il commissario ha fatto l’arte dei pazzi
”Nella mia regione avevano fatto commissario della sanita’ Vincenzo De Luca, che e’ presidente di Regione: quelli del PD al governo lo avevano fatto anche presidente di tutta la sanita’ con ruolo di commissario. Allora appena ci siamo insediati gli abbiamo tolto il ruolo di commissario perche’ prima ancora dei soldi nella politica nella sanita’, la cosa importante era togliere ai politici la possibilita’ di nominare le persone nella sanita’ perche’ altrimenti la sanita’ non si sarebbe mai piu’ messa al lavoro per noi. L’abbiamo fatto, abbiamo rimosso De Luca come commissario: quello che ha fatto? Noi stiamo mandando il nostro commissario di governo a mettere a posto la sanita’ in Campania e lui l’ultimo giorno con un blitz ha nominato tutti i nuovi direttori generali per fare la guerra al nuovo commissario che mandiamo. Allora e’ un po’ l’arte dei pazzi come si dice a Napoli, perche’ la struttura della Costituzione dice che la sanita’ sta in mano ai presidenti delle regioni”. Lo ha detto Luigi Di Maio dal palco del comizio di Lanciano.
Universiadi: avranno Un Posto al Sole…
Le Universiadi di Napoli entrano nella sceneggiatura di “Un posto al sole”, la soap di Rai 3 che si gira a Napoli. La fiction che da oltre venti anni appassiona gli italiani prende spunto dalla realta’ e cosi nelle puntate in programma nel mese di luglio le storie degli abitanti di Palazzo Palladini” si intrecceranno con quelle della manifestazione sportiva in corso in quei giorni a Napoli (dal 3 al 14). L’ annuncio questa mattina nel corso dell’ evento a 200 giorni dall’ inizio delle Universiadi organizzato nella Stazione Centrale di Napoli presenti gli attori della soap Francesco Vitiello, Raffaele Imparato e Andrea D’ Auria (Diego, Ugo e Vittorio nella fiction). Con l’ esibizione dei rugbisti della Amatori Napoli nel pomeriggio, si e’ conclusa nel frattempo la manifestazione. Una rappresentanza maschile e una femminile delle squadre under 18 si sono esibite nello spazio messo a disposizione da Grandi Stazioni interagendo con gli appassionati e promuovendo l’attivita’ rugbystica tra i piu’ giovani. In mattinata si erano esibiti gli atleti del taekwondo, del tennistavolo, del judo. Presenti anche gli under 20 Simone Di Cerbo (salto con l’ asta) e Alessandro Marasco (salto in lungo).
Arzano, luminarie nella 167: la ‘longa manus’ del clan e del boss latitante
Arzano. Luminarie nel centro storico: la longa manus del clan. Forse un segno di ossequio ad un nuovo latitante del clan della 167. Un’intera via, quella del centro storico, addobbata con sgargianti luci colorate. Qualcuno in silenzio bisbiglia che le luminarie in una zona dove esistono solo 2 attività commerciali, appaiono a dir poco singolari. Ma coma al solito alla negazione quasi “culturale” dell’esistenza della camorra legata molte volte ad un omertà strisciante, di pari passo cresce e trova terreno fertile la camorra che sente di trovare appoggi e coperture di chi a parole disegna e vorrebbe un mondo diverso, ma che nei fatti non denuncia e non collabora. Ora in molti sperano che qualcuno intervenga per far rimuovere le luminarie che a quanto pare sarebbero state istallate senza autorizzazioni e in qualche caso utilizzando abusivamente la rete elettrica. Anche se nel vecchio centro storico racchiuso tra via Zanardelli e via Annunziata nessuno parla apertamente, l’aria pesante si taglia quasi a fette e nei vicoli si parla d’altro che del nuovo ras latitante del clan della 167 che avrebbe istallato la propria base operativa in una zona che conosce molto bene. Insomma, dopo il boss latitante Giuseppe Monfregolo, ora il nuovo ras del gruppo avrebbe lasciato la zona di piazza Cimmino per trasferire alcune piazze di spaccio nel centro storico.
Luca Libricino
Napoli, avevano 4mila euro in banconote da 20 tutte false: due arresti
Napoli. Duecento banconote da 20 euro false per un totale di 4mila euro: è quanto hanno trovato i Carabinieri del Reggimento ”Campania” insieme ai colleghi della compagnia Stella di Napoli sotto il sedile di un’auto fermata per un controllo in via Foria. A bordo del veicolo c’erano due catanesi, un 32enne di Mascali e un 24enne di Piedimonte Etneo, entrambi già noti per reati contro il patrimonio e arrestati per introduzione nello Stato di monete false. I due si trovano ora in carcere a Poggioreale. I carabinieri continuano le indagini per capire i canali di fornitura a cui si erano rivolti di due catanesi per acquistare le banconote false.
Informazioni sui bilanci delle aziende italiane: ecco come ottenerle velocemente
Quando ci si accinge a stringere delle alleanze, o a creare delle relazioni di vario tipo, con realtà aziendali o societarie è indispensabile conoscere il più possibile della loro reale solidità dal punto di vista economico e patrimoniale di queste realtà commerciali. Il miglior modo di conoscere la situazione economica e patrimoniale di un’azienda, è quello di visionare nella maniera più attenta possibile il bilancio di quella realtà. Ma come si può fare ad ottenere i bilanci delle aziende o di una società in maniera abbastanza veloce?
Che cos’è il bilancio
Il bilancio è un documento che risulta essere obbligatorio per quelle aziende o società che adottino il regime contabile ordinario. Infatti, per le aziende che adottano i diversi regimi forfettario e semplificato per cassa o delle imprese minori non sussiste questa tipologia di obbligo. Nel primo caso invece sarà necessario redigere annualmente questo documento, che attesti e permetta di visionare da parte di tutti la situazione economica e patrimoniale della realtà aziendale alla quale il bilancio si riferisce. Il bilancio consiste di una pluralità di documenti. All’interno del bilancio possiamo trovare infatti il conto economico diviso in costi e ricavi, lo stato patrimoniale con sezione attivo e sezione passivo, la nota integrativa e la relazione di gestione oltre che il rendiconto finanziario.
Quali informazioni potrete conoscere grazie alla visione del bilancio
Il conto economico permetterà di valutare la situazione economica dell’azienda, valutando le variazioni economiche negative o costi e le variazioni economiche positive o ricavi. Alla stessa maniera lo stato patrimoniale permetterà di valutare la situazione patrimoniale di questa azienda, con le variazioni finanziarie positive o attivo e le variazioni finanziarie negative o passivo.
Questi documenti rappresentano dei conti di carattere numerico dettagliati e spiegati in una certa maniera nella nota integrativa. La relazione sulla gestione, redatta dagli amministratori, vi permetterà invece di conoscere anche la situazione delle eventuali partecipazioni della società in altre società, dei rapporti di collegamento o di controllo che intercorrono con altre società e delle prospettive future. Come vedete si tratta di un documento molto utile per una valutazione consapevole dell’azienda che si intende analizzare.
A chi rivolgersi per ottenere il bilancio
I bilanci delle società tenute alla loro redazione sono obbligatoriamente depositati nel Registro delle Imprese ossia presso la Camera di Commercio. Questo per permettere l’eventuale visualizzazione di questo fondamentale documento da parte di chiunque possa averne interesse.
La visualizzazione di questo documento potrà avvenire con una richiesta effettuata proprio alla Camera di Commercio. Oppure, per ridurre i tempi o avere anche dei veri e propri report su quella realtà aziendale, sarà possibile rivolgersi a degli operatori rintracciabili online con una semplice ricerca. Questo per avere in tempi brevi e con un costo contenuto il bilancio della realtà aziendale che vi interessa in maniera veloce e con una comprensione intuitiva.
Come ottenere il bilancio in maniera veloce
Per ottenere il bilancio nella maniera più veloce possibile sarà consigliabile rivolgersi a realtà che operano per garantire questo tipo di servizio. Queste in aggiunta offrono anche dei report molto dettagliati sulle realtà aziendali italiane. Report che fanno riferimento alla banca dati che contiene i bilanci delle società italiane. Usufruire dei servizi di questi operatori commerciali vi permetterà di ottenere non soltanto il bilancio in forma completa, ma anche altri dati molto interessanti che completano la panoramica che si può ricavare sull’attività di quella determinata azienda.
Per esempio, questo potrà essere arricchito da argomenti di approfondimento che vi permettano di valutare meglio quella specifica realtà aziendale. Soprattutto quando non siete degli esperti contabili e incontriate delle difficoltà ad interpretare, ad una prima vista, il contenuto di un bilancio in maniera agevole ed efficace.
Di Maio annuncia: ‘L’anno prossimo taglieremo 345 parlamentari’
“Arrivera’ arrivera’ qualche sorpresa l’anno prossimo: pure noi faremo le riforme costituzionali. Una: taglieremo 345 parlamentari dal plenum della Camera e del Senato”. Lo ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio a Lanciano, in un comizio a sostegno di Sara Marcozzi. “Poi – ha aggiunto – se vogliono andare al referendum andremo anche al referendum, voglio vedere quanti votano contro il taglio”; “altro – ha aggiunto – che tutti quei giochi che hanno fatto in questi anni facendoci credere di stare riformando la Costituzione per il nostro bene e poi si stavano salvando le loro poltrone e istituiamo il referendum propositivo senza quorum”, “togliamo – ha detto ancora – agli onorevoli il potere di gestire la nostra vita e dobbiamo pregarli pure per un’interrogazione”. Sulla manovra, Di Maio ha detto che “i soldi si trovano”, ricordando che l’anno scorso la legge bilancio valeva 800 milioni di euro e “ci dicevano che non si poteva fare nulla” perche’ “non c’era un euro”: “Quest’anno – ha precisato – noi abbiamo trovato 37 miliardi. Abbiamo trovato 4 miliardi da banche e assicurazioni, oltre 1 miliardo dal taglio delle pensioni d’oro”. Con la legge di Bilancio – ha proseguito – stiamo mettendo insieme i soldi che servono affinche’ il 2019 possa essere l’anno del cambiamento”. “Abbiamo trovato 7 miliardi di euro per mandarvi in pensione”, ha quindi affermato Di Maio, spiegando che con i pensionamenti si libereranno 450 mila posti di lavoro per i giovani, che saranno formati con il reddito di cittadinanza, per cui ci sono 8 miliardi. “Se ci sara’ un accordo con l’Ue – ha affermato – ci sara’ per mantenere le promesse non per tradire le promesse” e se non ci saranno anche noi – ha detto – avremo in piazza i gilet gialli. Quindi ha ricordato che sono stati trovati i soldi per alzare le pensioni minime a 780 euro da febbraio prossimo, per il tempo pieno nelle scuole, per la sanita’. Di Maio ha quindi spiegato i vantaggi delle norme anticorruzione che diventeranno legge mercoledi’, e del decreto semplificazioni, ed ha poi assicurato la necessita’ di interventi infrastrutturali e di opere pubbliche “che servono agli italiani”. Quindi ha parlato di sanita’: “Giulia Grillo ha cominciato a fare piazza pulita – ha detto – ha azzerato il Consiglio superiore della sanita’, sta mandando a casa quei dirigenti che hanno messo le mani in maniera sbagliata sulla sanita’ e non a caso e’ una dei ministri piu’ attaccati, che si dice sempre in bilico: ma a Giulia Grillo daremo il nostro sostegno”.
Droga nel carcere di Porto Azzurro, assolto l’agente scafatese accusato di spaccio
Scafati. Droga nel carcere di Porto Azzurro all’isola d’Elba: assolti i due agenti della polizia penitenziaria Domenico Puolo, 35enne, di Scafati e Massimiliano Brianza di origini siciliane. I due erano accusati di spaccio per aver gestito – secondo l’accusa – un fiorente giro all’interno della struttura carceraria, accuse gravi per le quali il sostituto procuratore Daniele Rosa aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, richiesta poi respinta dal Gip livornese che aveva applicato per i due la sospensione dal servizio per la durata di tre anni. Ad inizio dell’anno 2014, il carcere di Porto Azzurro era finito nell’occhio del ciclone perché vi era stata la morte per overdose del detenuto Alderigo Rossi e di un altro cittadino di origine slave oltre che il ritrovamento di droga ad un altro detenuto e dello stupefacente nella disponibilità del figlio di un agente di polizia penitenziaria. La Procura di Livorno aveva attivato un’indagine per scovare gli spacciatori del carcere di Porto Azzurro. Un fenomeno diffuso, secondo le cronache dell’epoca, tanto che il comandante della struttura, Alessia Assante, aveva dovuto ammettere di essere impotente dinanzi alla situazione. L’attività investigativa prese spunto dalle dichiarazioni spontanee rilasciate da un detenuto, Nicolosi, che raccontò di essere vittima di un giro di droga che puntualmente avveniva all’interno del carcere. Dalle indagini era emerso che alcuni detenuti per approvvigionarsi di sostanze stupefacenti, da spacciare all’interno del carcere, utilizzavano vari sistemi, alcuni dei quali molto creativi e fantasiosi. A volte venivano spediti nell’Istituto penitenziario pacchi postali contenenti principalmente derrate alimentari, all’interno delle quali veniva nascosta la droga. Altre volte erano i familiari ammessi ai colloqui a portare lo stupefacente, occultato nella carne cotta, sulla persona, negli indumenti intimi, nelle suole delle scarpe o incollato nei lembi dei plichi destinati ai detenuti. Il vice-comandante della Polizia Penitenziaria del carcere, Davide Militello, redasse un’informativa nella quale paventava il coinvolgimento di due agenti di giovane età, uno dei quali di origine campana, di nome Mimmo che avrebbero introdotto nella struttura dietro compenso di denaro, attraverso la complicità di alcuni familiari di detenuti, che effettuavano accreditamenti su carte di credito prepagate intestate a terzi. La Procura supportata dalla guardia di Finanza e dagli agenti penitenziari di Porto Azzurro mise sotto osservazione l’agente Domenico Paolo, considerato la figura apicale dello spaccio sull’isola. Si scoprì che quest’ultimo si serviva di due minori, figli di due agenti penitenziari, che usavano il garage in uso ai loro genitori, all’interno della cittadella, per occultare lo stupefacente. Gli inquirenti appurarono che Puolo aveva rapporti illeciti con altra figura di spicco dell’area nocerino sarnese Alfonso Ferrante, infermiere presso l’ospedale di Sarno assurto agli onori delle cronache giudiziarie perché sebbene condannato per associazione finalizzata allo spaccio con conseguente interdizione perpetua dai pubblici uffici era stato assunto presso il presidio ospedaliero salernitano. Ferrante, poi, è stato anche coinvolto in un’inchiesta per furti di medicinali dall’ospedale di Sarno. Le indagini portarono a ritenere che Puolo si rifornisse da “amici” dell’agro nocerino e soprattutto da Alfonso Ferrante e Giovanni Visco. In parecchie conversazioni gli agenti penitenziari parlavano liberamente di droga e di forniture di stupefacente. Nel corso del processo che si è svolto al Tribunale di Piombino, dinanzi al giudice Elena Nadile, sono stati ascoltati numerosi testimoni tra i quali i finanzieri che seguirono le indagini e il comandante della polizia penitenziaria, Alessia Assante che aveva puntato il dito contro Puolo e Brienza. La difesa dell’agente penitenziario scafatese, rappresentata dall’avvocato Gennaro De Gennaro, ha incentrato la sua strategia difensiva sull’uso personale dello stupefacente dimostrando che le pseudo prove raccolte dall’ufficio di procura non erano sufficienti a convalidare l’accusa. Tesi difensiva che è stata accolta dal giudice del Tribunale di Livorno che ha assolto con formula piena i due agenti che ora potranno così ritornare in servizio dopo la fine di un lungo calvario giudiziario e tre anni di sospensione.



