Sarà l’arbitro Banti di Livorno a dirigere mercoledì prossimo alle 15 Atalanta-Juventus, uno degli incontri della 18/a giornata del campionato di serie A che si giocherà interamente il 26 dicembre. Il posticipo serale Inter-Napoli è stato invece affidato a Mazzoleni di Bergamo. Tra le altre designazioni, Pairetto di Nichelino sarà l’arbitro di Bologna-Lazio, l’anticipo delle 12.30 Frosinone-Milan sarà diretto da Guida di Torre Annunziata e Roma-Sassuolo, uno de tre incontri delle 18, a Giacomelli di Trieste. Queste le altre designazioni: Cagliari-Genoa Orsato di Schio, Fiorentina-Parma Fabbri di Ravenna, Sampdoria-Chievo Giua di Pisa, Spal-Udinese (ore 18.00) Doveri di Roma, Torino-Empoli (ore 18.00) Maresca di Napoli.
Forte eruzione sull’Etna: 130 scosse da stamane
Da questa mattina e’ in corso un intenso sciame sismico sul vulcano Etna. Dalle 8.50 e per le tre ore successive sono avvenute oltre 130 scosse sismiche, le maggiori delle quali sono state di magnitudo Ml = 4.0 (alle ore 13:08, localizzata nella zona di Piano Pernicana, fianco NE del vulcano, a 2 km profondita’ e 6 km a W di Zafferana Etnea) e Ml 3.9 (localizzata nella zona di Monte Palestra fianco NO del vulcano). L’attivita’ sismica e’ stata accompagnata da un graduale incremento del degassamento dall’area craterica sommitale, inizialmente con sporadiche emissioni di cenere emesse dalla Bocca Nuova e dal Cratere di Nord-Est, che sono culminate alle ore 12.00 circa in un denso e continuo pennacchio di cenere scura. Dopo circa cinque minuti e’ iniziata un’intensa attivita’ stromboliana localizzata alla base meridionale del Nuovo Cratere di Sud-Est, probabilmente scaturita da una fessura eruttiva. Contemporaneamente l’attivita’ stromboliana e’ ulteriormente incrementata anche alla Bocca Nuova e al Cratere di Nord-Est. Alle ore 12.01 locali la Sala Operativa dell’Osservatorio Etneo (OE-INGV) ha diramato il comunicato VONA ROSSO per emissione di cenere, indirizzato alle autorita’ aeronautiche. Le reti geodediche GPS e clinometriche mostrano vistose deformazioni dell’area sommitale. L’Osservatorio Etneo sta continuamente monitorando l’evolversi dei fenomeni in stretto contatto con il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e tutte le Autorita’ di Protezione Civile.
Giovane detenuto trovato morto in cella a Santa Maria Capua Vetere
È morto in carcere a Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Vincenzo Migliore, 27enne della frazione Cancello, via Polvica. Come riportato da ‘Edizione Caserta’, il giovane era in carcere da alcuni mesi, a causa di maltrattamenti in famiglia. Inoltre, mentre era ai domiciliari, fu trovato nel centro della frazione Polvica e quindi tratto ancora in arresto. Ebbe poi un aggravamento della pena mentre era ai domiciliari. Il detenuto è stato ritrovato nella sua branda non si era tolto neanche le scarpe. A dare l’allarme un compagno di cella. Sul corpo è stata disposta l’autopsia. la famiglia chiede di accertare la verità sulle cause del suo decesso
Latitante alla guida senza patente. Fermato da un posto di blocco: arrestato
Nel tardo pomeriggio del 23 dicembre del latitante bulgaro 37enne Tomanov Asen Iliev ad opera della compagnia carabinieri di Sessa Aurunca, capitanati dal comandante Giuseppe Fedele.
Fermato dai militari a bordo della sua vettura, una Opel Vectra con targa bulgara, in compagnia di un connazionale il 37enne è stato condotto in caserma poichè sprovvisto di patente. Il veicolo è stato sottoposto a sequestro. Ma ad incastrare Iliev sono state le impronte digitali. Dalla verifica effettuata dagli uomini dell’Arma sui due stranieri, entrambi residenti a Mondragone, si è scoperto, infatti, che l’uomo era gravato da mandato di arresto europeo per concorso in furto, commesso in Bulgaria.
L’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Poggioreale in attesa di esser rimpatriato e subire il processo penale a suo carico in Bulgaria.
Natale, il Decalogo per una tavola a prova di Galateo
Quando si invitano degli ospiti a casa, in particolar modo nel periodo delle feste, la mise en place è il primo biglietto da visita. Curare i dettagli e apparecchiare la tavola con amore è segno di attenzione verso i propri ospiti e dà un chiaro messaggio sullo stile dei padroni di casa. In questi giorni che anticipano le feste, quindi, meglio ripassare (o imparare) poche e facili regole del galateo per apparecchiare la tavola nel modo più corretto e pratico. Alcuni di questi suggerimenti si riveleranno utili anche per occasioni più informali. Ecco, così, le 10 regole per la tavola perfetta con i consigli di ‘Noi di Sala’, l’associazione dei professionisti di sala e di cantina, partner della Fondazione Birra Moretti.
1. La tovaglia. Se decidete di utilizzare – anche se, oggi, va sempre più di moda non averla – un trucco rubato ai grandi ristoranti è stirarla direttamente sulla tavola con l’accortezza di mettere sotto un copritavolo (mollettone) per non rovinare la superficie.
2. I coperti: l’ideale è distanziarli l’uno dall’altro almeno di 50-60 cm, compatibilmente con la dimensione del tavolo di casa e rispetto al numero di ospiti.
3. Il tovagliolo, un altro tormento: la regola base è maneggiarlo il meno possibile. Quindi, vietatissimi cigni, papere o ventagli. Basta una semplice piegatura prima di posizionarlo al centro del posto del commensale. Una cosa molto gradita è sostituirlo a fine pasto, prima dei dolci.
4. Le posate: meglio non metterle tutte in tavola. L’obiettivo è semplificare, rendere più leggera la tavola e fare in modo che gli ospiti non siano in difficoltà nella scelta della posate corrette. Se si desidera, invece, usare il servizio completo, la regola è posizionare esternamente le prime posate da utilizzare e, man mano, avvicinarsi al piatto.
5. Le posate da pesce, queste sconosciute! Ormai poco utilizzate, in realtà sono sempre e comunque estremamente utili. Si distinguono dalle altre posate dai tre rebbi della forchetta e dal coltello senza lama. Quindi, se ne abbiamo, utilizziamole al momento giusto. Al contrario, possiamo sostituirle con le posate classiche.
6. Le posate da dessert: se decidete di metterle direttamente a tavola, vanno posizionate al di sopra del piatto. Ricordate: le punte delle posate non devono mai incrociarsi tra loro, quindi partite dalla più bassa – che sarà il coltello da dessert – con la punta verso sinistra, poi posizionate la forchetta con i rebbi verso destra, infine, il cucchiaio da dessert con la punta rivolta verso sinistra
7. I bicchieri: evitare di mettere troppi calici in tavola. Per primo, posizionare il bicchiere dell’acqua appena sopra la punta del coltello e, a seguire, leggermente più in alto e più a sinistra, la flûte per l’aperitivo. Se dovessimo aggiungere altri calici, utilizzare lo stesso procedimento delle posate: mettere sempre più esterni i primi calici da utilizzare.
8. Il piattino del pane: anche a casa, non può mancare e va posizionato sempre alla sinistra dell’ospite, circa 8/10 cm sopra al bordo del tavolo. Si può utilizzare anche un piatto che stacchi dal resto del servizio, per dare un tocco più vivace al tavolo.
9. Sale, pepe, olio e aceto: a tavola, mai! Ogni portata dovrebbe arrivare ben bilanciata ed equilibrata. Se un ospite lo chiede, il padrone di casa può portare altri menage. È, invece, un bel gesto preparare un piattino o una ciotolina posizionata alla sinistra, dove verranno servite poche gocce di olio extra vergine di oliva, su una piccola fetta di pane, all’arrivo dell’ospite, come benvenuto.
10. Decorazioni e abbellimenti della tavola: se abbiamo una decorazione classica, meglio cambiarla per le occasioni speciali. Evitare fiori troppo profumati, potrebbero interferire con i profumi dei cibi e della birra o vino. Preferire centrotavola bassi e mai troppo ingombrati per non compromettere la visibilità tra gli ospiti. Si a candele, bugie, lumini, anche in questo caso non profumate.
Sequestrate 75mila paia di scarpe contraffatte provenienti dalla Cina
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno sequestrato 75mila calzature contraffatte, provenienti dalla Cina, delle collezioni autunno-inverno 2018/2019 dei marchi Nike, Adidas, Saucony e Balenciaga, perfettamente riprodotti e completi di tutti gli accessori. I finanzieri del Gruppo Fiumicino, in servizio di pattugliamento lungo le strade di accesso alla capitale, venivano insospettiti da due soggetti, un italiano e un bengalese, che con rapide manovre caricavano su un furgone diversi colli ammassati in un grande capannone sito nei pressi dell’uscita Prenestina del Grande Raccordo Anulare. Il successivo pedinamento del furgone consentiva di individuare un ulteriore magazzino di stoccaggio, di dimensioni più contenute, in zona Casilina, e di ricostruire il modus operandi dei responsabili, i quali scaricavano la merce contraffatta nel deposito sulla Prenestina, dotato di un ampio piazzale per facilitare le manovre dei Tir, e, in un secondo momento, i colli venivano smistati nel deposito più piccolo, per le successive fasi di capillare distribuzione sul territorio. I militari, a quel punto, accedevano all’interno dei locali e individuavano migliaia di colli contenenti delle anonime calzature con marchi apparentemente regolari, ma un attento esame della merce faceva emergere che era stata utilizza una tecnica finalizzata a camuffare e nascondere il logo registrato, per le Adidas venivano utilizzate delle “striscette di congiunzione” a coprire le tre del noto brand e delle “toppe di stoffa”, mentre per i modelli Saucony il logo era realizzabile semplicemente asportando tre piccoli cerchietti dalla fascia di pelle a “S” stilizzata. La merce sequestrata dalla Guardia di finanza avrebbe alimentato il mercato clandestino ed illegale della Capitale e del suo hinterland, generando introiti per oltre 2 milioni di euro. In una nota si spiega che i due responsabili dell’illecito traffico sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria Capitolina, per concorso nei reati di contraffazione, introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi e ricettazione. L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo operativo a tutela del Made in Italy e al contrasto della contraffazione marchi predisposto e coordinato dal Comando Provinciale di Roma a tutela della legalità e degli operatori rispettosi delle regole che subiscono la concorrenza sleale di chi si muove in spregio delle norme.
Femminicidi: Natale di sangue, due donne uccise
Una strangolata ad Alghero dal marito reo confesso, l’altra uccisa assieme al suo attuale compagno in un piccolo centro sulla costa ionica calabrese da un uomo che e’ ancora in fuga e che potrebbe essere un suo ex che non aveva accettato la fine della storia: non si ferma neanche a Natale la scia di violenza contro le donne, che nel 2018 ha gia’ provocato oltre 65 vittime. La prima vittima e’ Michela Fiori, una quarantenne dipendente di una cooperativa che gestiva i servizi di assistenza domiciliare per conto dei servizi sociali del comune di Alghero: nel pomeriggio il marito Marcello Tilloca, un carrozziere e imbianchino di 42 anni si e’ presentato dai carabinieri insieme al suo avvocato per costituirsi, dicendo di averla strangolata nella casa in cui vivevano, in via Vittorio Veneto. Nell’abitazione sono ancora al lavoro i carabinieri della scientifica. Da quanto si e’ appreso i due – che hanno due figli piccoli – stavano affrontando una tormentata separazione e sembra che la donna di recente si fosse anche rivolta al Centro di ascolto antiviolenza. E aiuto sembra avesse chiesto anche Francesca Petrolini, una donna di 53 anni che e’ stata uccisa assieme al suo attuale compagno Rocco Bava, di dieci anni piu’ piccolo, nella tabaccheria di proprieta’ della donna a Davoli Superiore, piccolo centro sulla costa ionica catanzarese. Petrolini, secondo quanto hanno ricostruito al momento gli inquirenti, in passato avrebbe infatti ricevuto minacce da un ex fidanzato, che non aveva accettato la fine della relazione. Una circostanza adesso al vaglio degli investigatori che stanno cercando l’uomo per capire se dalle minacce sia passato all’azione. Quel che e’ certo e’ che la donna e il suo compagno sono stati uccisi a bruciapelo uno dopo l’altro. La coppia si trovava infatti nella tabaccheria di lei. Lui, residente a Simbario, nel vibonese, dove aveva un autolavaggio, era andato a trovarla ed erano insieme. Improvvisamente nell’esercizio e’ entrato un uomo che ha sparato contro la donna uccidendola sul colpo. Bava ha cercato di fuggire, e’ uscito dal locale ma la sua fuga e’ durata poco, interrotta da due colpi di pistola. L’uomo e’ caduto in terra e a nulla e’ valso l’intervento dei sanitari: e” morto poco dopo il loro arrivo a causa della gravita’ delle ferite riportate. Sia Petrolini sia Bava erano erano separati e da alcuni mesi avevano allacciato una relazione sentimentale. Sulla pagina Facebook di lui c’e’ una foto che li ritrae insieme, sorridenti, in un post di auguri per Natale. Un sorriso innocente che pero’ potrebbe aver acceso qualcosa nella mente malata di qualcuno. Forse di chi non accettava la fine della relazione. Al momento gli investigatori non escludono alcuna ipotesi ma e’ un fatto che hanno cominciato a scavare nella vita privata della donna e nelle sue relazioni passate, sentendo familiari e amici.
Afragola: era agli arresti domiciliari con una pistola nel comodino e droga sulla sedia
Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Afragola hanno arrestato Carlo Giuseppe Esposito, 20enne napoletano per il reato detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I poliziotti, nel corso dell’attività di controllo del territorio si sono portati nell’abitazione del 20enne che era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. L’uomo all’arrivo della Polizia ha esitato diversi minuti prima di’aprire la porta.I poliziotti insospettiti hanno eseguito un accurato controllo, a seguito del quale hanno rinvenuto su una sedia due stecchette di hashish, di cui una già confezionata e un bilancino di precisione. In un cassetto del comodino i poliziotti hanno rinvenuto una pistola Revolver marca Webley calibro 8 perfettamente funzionante. illegalmente detenuta. L’arma è stata sequestrata mentre il 20enne arrestato ,e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sottoposto agli arresti domiciliari.
I Campani e il gioco: le ultime tendenze
L’Italia dei giocatori: le regioni e le città più attive
Gli italiani sono un popolo di giocatori. Lo conferma un recente rapporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il quale, come ogni anno, stila un bollettino specifico relativo alle entrate tributarie per l’annata corrente.
Se si considera il periodo che comprende i primi 7 mesi dell’anno 2018, l’entrata relativa alle attività di gioco ha avuto un incremento di 357 milioni di euro rispetto ai 10 miliardi e 364 milioni rilevati nel 2017, corrispondenti a un 4% in più rispetto all’anno precedente.
Oltre alla revisione relativa alle aliquote, incide in modo forte sul fenomeno anche la sostanza effettiva della raccolta.
Sulla raccolta stessa incidono due fenomeni principali:
– le tasse sulle vincite superiori ai 500 euro (con una trattenuta del 6% che il concessionario deve versare allo Stato, sottraendolo al vincitore)
– l’incremento del numero di aziende specializzate nel settore, in tutte le sue varie declinazioni.
In particolare il fenomeno delle trattenute sulle vincite ha sollevato non poche polemiche , soprattutto politiche, vista l’incidenza del “fattore gioco” sulle casse dello Stato e tutte le conseguenze che trascina con sé anche a livello sociale.
Per quanto riguarda invece le imprese di settore, uno studio realizzato dalla Camera di Commercio di Milano ha rilevato che, soltanto nel 2018, c’è stato un aumento che ha sfiorato il 7% in riferimento alle attività di gioco specializzate aventi sede in Italia.
Ecco la top list delle città più attive in questo ambito:
- Napoli
- Roma
- Milano
- Bari
- Salerno
- Caserta
- Torino
- Palermo
- Catania
- Brescia
Tra le oltre 11mila imprese legate al gioco e aventi sede nel territorio nazionale, la gran parte sono localizzate in capoluoghi regionali: in testa c’è Napoli, con 1.307 attività aperte nel settore, seguita, sul podio, dalle 904 di Roma e dalle 480 di Milano.
Ma vediamo nel dettaglio quali sono i probabili motivi che spingono gli italiani al gioco e le ipotetiche cause del successo crescente di questo tipo di attività, con un focus sulle ultime tendenze in materia e sulle regioni più attive.
Da Napoli a Brescia: cosa muove il popolo dei giocatori?
Soltanto nel 2016 il business del gioco valeva il 4 per cento dell’intero Pil nazionale, tra slot machine e lotterie di vario genere.
Va comunque chiarito che esistono varie conseguenze legate all’attività del gioco: la più grave è senza dubbio la ludopatia: le recenti misure normative in merito hanno fatto discutere politici, addetti ai lavori e persone comuni.
Queste recenti misure di contrasto, non sono solo state pensate per chi già soffre di ludopatia, ma hanno prestato grande attenzione alla prevenzione e al contenimento del fenomeno.
Esiste però anche una parte di giocatori che si avventura saltuariamente, o comunque in modo non patologico, nel gioco – di qualunque tipo esso sia -, magari grazie agli incentivi provenienti dai siti Internet , tra bonus e promozioni di varia natura.
Va chiarito a questo proposito che tutte le attività sicure e legali sono certificate da AAMS, come si vede, ad esempio, dal disordine SNAi ed il suo bonus.
Sicuramente anche la risonanza che le vincite sostanziose hanno tra i media favorisce l’incremento del fenomeno e la curiosità verso il gioco, almeno per tentare la sorte.
Da questo punto di vista alcune regioni, a partire dalla Campania fino ad arrivare alla Lombardia, hanno avuto particolare fortuna: se a Casal di Principe è stata da poco realizzata una vincita da 500 mila euro grazie al biglietto “Il Miliardario”, dall’inizio del 2018 il Gratta e Vinci ha pagato i giocatori campani per oltre 270 milioni di euro.
Regioni fortunate sono anche la Sicilia, il Piemonte, e il Lazio.
Quanto alle ultime tendenze, torniamo ancora in Campania, regione in cui al MillionDAY – una delle new entry tra i giochi a quota fissa promossi da Lottomatica- , è stato da poco vinta la cifra di un milione di euro, grazie a una fortunata combinazione di cinque numeri.
Il gioco, lanciato agli inizi del 2018, ha già prodotto numerose vincite importanti, e questo è probabilmente uno dei motivi del suo successo, almeno in questa fase iniziale.
In ogni caso, indipendentemente dal luogo baciato dalla fortuna, la voglia di tentare la sorte è per tutti legittima, ma un po’ di misura – e oculatezza – è sempre consigliata… perché la dea, si sa, è bendata.
Di Battista annuncia: ‘Dopo 7 mesi torniamo a casa’
“Dopo 16.718 km in bus (più altri su varie imbarcazioni), con qualche kg in meno noi due e qualcuno in più Andrea, dopo aver visitato 9 Paesi, scritto reportage, girato documentari, dopo aver vissuto per 7 mesi la vita che sognavamo per nostro figlio… torniamo a casa. Un saluto e un augurio di Buon Natale a tutti quanti”. Lo scrive su Facebook l’ex deputato M5S, Alessandro Di Battista, atteso in Italia dalla campagna elettorale per le prossime elezioni europee di maggio 2019.
Indonesia, sale a 281 il numero di morti
È di 281 vittime il bilancio, ancora provvisorio, dello tsunami in Indonesia. Attraverso il suo profilo Twitter, il portavoce dell’agenzia per i disastri, Sutopo Purwo Nugroho, riferisce che i feriti sono 1.016, 57 gli sfollati, mentre restano disperse 11.687 persone. Le case danneggiate sono 611. Nugroho sottolinea che “Lo tsunami è avvenuto improvvisamente” e “la comunità non ha avuto il tempo per evacuare”, per questo motivo il numero delle vittime “continua a crescere”. “L’Unità di crisi, la Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Giacarta sono attive per prestare ogni assistenza necessaria ai connazionali in Indonesia” in seguito allo tsunami che ha colpito Java e Sumatra causando 281 morti, si apprende da fonti della Farnesina.
Messico, ipotesi suicidio della giovane sub italiana
Il mistero della morte in Messico dell’istruttrice sub italiana Anna Ruzzenenti, 27 anni originaria di Bardolino in provincia di Verona, starebbe diradandosi rafforzando l’ipotesi del suicidio, dopo che la tv messicana ‘Canal 10’ di Cancun ha postato su YouTube un video girato quando la giovane era ancora viva. Nel filmato, datato 19 dicembre, la tv racconta che ‘Ana’ “ha cercato di togliersi la vita annegandosi” davanti ad una spiaggia di Playa del Carmen, ma che “per sua fortuna e’ stata salvata dal personale della Zona federale marittimo-terrestre” e “portata in ospedale dove i medici sono riusciti a stabilizzarla”. La tv sostiene che dopo questo gesto ‘Ana’ doveva essere rimandata in Italia, ma che aveva chiesto al personale del Sistema integrale per lo sviluppo della famiglia (Dif) e agli agenti della polizia turistica “di farle vedere per un’ultima volta le onde dei Caraibi messicani”.
Nel racconto non si fa alcuna allusione al decesso di Anna e si rivela solo che la giovane, “dai capelli biondi ed il colorito pallido”, una volta raggiunta la spiaggia “attratta dall’incantesimo del mare e sotto un cielo in parte nuvoloso”, si e’ “avvicinata all’acqua ma e’ stata bloccata dagli agenti della polizia turistica che hanno temuto un nuovo gesto suicida”. La si vede nelle immagini – con jeans, un pullover rosso ed uno zaino sulle spalle – camminare verso le onde ed essere presa per un braccio da una funzionaria del Dif, mentre un agente di polizia le dice qualcosa. Il reportage lascia comprendere che la giovane e’ in preda a un qualche turbamento: “Non conosciamo – dice il commento fuori campo – quale sia la ragione della tristezza che Anna si e’ portata dietro dall’Italia. Ma in base al protocollo vigente, il personale dell’Assistenza sociale del Dif municipale le ha fornito assistenza” e “si e’ messo in contatto con l’ambasciata italiana affinche’ venissero a conoscenza dell’accaduto e collaborassero con il suo rientro in Italia”. In che modo successivamente si e’ scatenato il dramma, non e’ noto, perche’ la tv sostiene che “giovedi’ la giovane rientrera’ in Italia”. Ma la mattina di quel giorno il suo corpo senza vita e’ invece stato rinvenuto all’alba sulla spiaggia davanti all’Hotel Royal Hacienda.
Benevento: tre gol al Crotone per guardare avanti
Il Benevento fa suo il posticipo della 17^ giornata e fa un bel balzo in classifica. 3-0 il risultato finale ai danni del Crotone e padroni di casa che salgono a 25 punti, in piena zona playoff e a -4 dal secondo posto, occupato dal Lecce. Gara a senso unico (almeno per il risultato) al Vigorito, con i calabresi che recriminano per qualche occasione sprecata col minimo svantaggio e per qualche disattenzione difensiva che apre le porte al successo dei giallorossi. Al Vigorito c’è subito grande aggressività da entrambe le parti, ma è il Benevento a passare dopo nove minuti. Letizia fa la sponda aerea, Insigne raccoglie e incrocia benissimo col mancino, trafiggendo Cordaz sotto le gambe per l’1-0 dei padroni di casa. La reazione del Crotone è quasi immediata e si concretizza con il colpo di testa di Budimir che, tutto solo a centro area, non riesce a dare potenza e centrare lo specchio della porta. I calabresi alzano il baricentro per trovare il pari, ma rischiano di subire il raddoppio in ripartenza. Coda è bravissimo nel movimento a elastico sulla linea del centrocampo che consente di involarsi a tu per tu con il portiere, ma un prodigioso recupero in scivolata di Golemic nega il gol. La formazione di Oddo cresce nel finale di primo tempo e prova a colpire con Firenze. L’esterno cerca due volte il destro a giro, ma la mira è sempre imprecisa. In avvio di ripresa è di nuovo il numero 7 a trascinare i suoi, questa volta in versione assist-man, ma sul suo cross Zanellato arriva con un pizzico di ritardo e non riesce a spingere il pallone in rete da due passi. Gli ospiti danno la sensazione di poter strappare un punto, ma una leggerezza a ridosso dell’ora di gioco provoca il rigore a favore del Benevento: il neo entrato Aristoteles sbaglia l’appoggio, con Sampirisi che atterra Insigne. Dal dischetto si presenta Coda che trasforma il 2-0. Il Crotone si ripresenta subito in avanti con Budimir, ma è un fuoco di paglia. I giallorossi prendono il comando dell’incontro e non rischiano praticamente più nulla fino alla fine, fatta eccezione per un colpo di testa di Simy a fin di palo e il destro sull’esterno di Nalini a porta vuota. Ogni tiro dei padroni di casa, invece, diventa una sentenza. Come il missile che lascia partire Buonaiuto a nove minuti dal termine e che supera per la terza volta Cordaz. È il 3-O
Serie D: la Turris dilaga, il Savoia caccia Squillante
Nel girone G, non decolla l’Avellino: mezzo stop casalingo con il Latina, 1-1 in rimonta. Nel girone H, il pari al Giraud a porte chiuse contro la Gelbison costa la panchina a Gigi Squillante, esonerato in serata dal Savoia, che va su Campilongo per la sostituzione. Bene Nola e Gragnano, che regolano in casa Nardò e Granata. Male il Sorrento, sconfitto nettamente a Taranto. Guizzo del Pomigliano, che con Poziello passa sul campo della Sarnese. Nel girone I, 5-0 rifilato dalla Turris al Portici grazie al poker di Longo e all’acuto singolo di Cunzi, Bari leggermente avvicinato grazie al pareggio strappato dal Roccella. Nell’anticipo di ieri, buon pari della Nocerina a Marsala.
Strage del rapido 904: 34 anni dopo ricordate le vittime
Era una domenica prenatalizia come questa, quando alle 19:08 del 23 dicembre 1984 un ordigno nella nona carrozza del rapido 904 esplose con una carica radiocomandata mentre percorreva i 18 km della galleria Direttissima, tra le stazioni di Vernio e San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino toscoemiliano, luoghi non distanti da quelli della strage dell’Italicus di dieci anni prima (12 morti e 48 feriti). La bomba sul 904 provoco’ 16 morti e 267 feriti: il treno era partito alle 12.55 da Napoli Centrale diretto a Milano, carico di persone in viaggio per le feste di fine anno. Il boss Toto’ Riina, morto nel 2017, era l’unico imputato a Firenze al processo d’appello sulla strage. Il 34/o anniversario della ‘strage di Natale’ e’ stato ricordato – oltre che con un messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – con una commemorazione a San Benedetto, presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il sindaco di Bologna Virginio Merola e l’arcivescovo Matteo Zuppi. Bonaccini ha ribadito “la richiesta, che mai verra’ meno, di arrivare alla completa verita’ e giustizia per la ‘strage di Natale’, una delle troppe vicende che hanno insanguinato l’Italia e il nostro territorio nei decenni passati. Vicende che richiedono una verita’ piena, negata in tanti casi”. E ha ricordato la digitalizzazione dei fascicoli processuali delle stragi di terrorismo giudicate dalla Corte d’Assise di Bologna a partire dal ’71, un lavoro “grazie al quale e’ possibile rileggere in modo integrato e veloce alcuni tra gli eventi piu’ controversi della storia dell’Italia repubblicana”. “La memoria collettiva della nostra comunita’ metropolitana – ha sottolineato Merola – e’ costellata di fatti drammatici: il 2 agosto, Ustica, la Uno Bianca, l’eccidio dei carabinieri al Pilastro, il ‘Salvemini’ di Casalecchio (dove un aereo militare cadde sulla scuola 28 anni fa), l’Italicus e il rapido 904. Bologna e la sua gente hanno vissuto insieme queste tragedie, hanno sofferto, si sono battuti nei processi al fianco dei familiari, hanno ricordato dimostrando sempre grande maturita’ democratica e senso delle istituzioni”. Per la strage del 904 ci sono gia’ state condanne pesanti passate in giudicato, fra cui quella all’ergastolo di Pippo Calo’, fedelissimo di Riina. In tempi piu’ recenti, una rilettura degli atti e delle indagini aveva portato la procura di Firenze a individuare Riina come presunto mandante della strage.
Morto per circoncisione: arrestato l’autore dell’intervento
La procura di Tivoli ha disposto l’arresto di un cittadino statunitense di origine libiche di 66 anni, ritenuto responsabile della circoncisione sui due fratellini nigeriani a Monterotondo che ha causato la morte di uno e il grave ferimento dell’altro. Nei suoi confronti i pm contestano i reati di omicidio preterintenzionale, lesioni gravissime ed esercizio abusivo della professione medica. “Nel corso della perquisizione presso l’abitazione dell’arrestato – afferma il procuratore Francesco Menditto -, svolta dagli uomini della squadra mobile di Roma, sono stati sequestrati oggetti da cui si desume l’abitudine della condotta contestata”. Gli inquirenti hanno disposto anche l’esame autoptico sul corpo del piccolo deceduto.
Clamoroso: la Pro Vercelli trova lo stadio chiuso, assente il Pro Piacenza
La squadra ospite arriva, attende in pullman 45 minuti davanti allo stadio chiuso, e ritorna a casa con la vittoria a tavolino per 3-0. E’ la vicenda quasi surreale accaduta oggi a Piacenza, dove i giocatori della Pro-Vercelli, che milita in serie C, hanno atteso invano davanti allo stadio Garilli di Piacenza di disputare la partita contro il Pro-Piacenza, una delle due squadre di calcio della citta’ emiliana. Squadra che, di recente, ha vissuto vicissitudini societarie ed economiche (giocatori rimasti senza stipendio, affitto dello stadio non pagato) che ne hanno decretato il declino improvviso. Ecco perche’ quest’oggi il Pro-Piacenza non si e’ presentato alla partita, consegnando appunto la vittoria a tavolino ai rivali.
Relazione choc della Procura sulla gestione delle acque reflue casertane sui ‘Regi Lagni’.
Relazione choc della Procura sulla gestione delle acque reflue casertane sui “Regi Lagni”. La dottoressa Troncone già nel 2017 aveva scritto alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati. Impianto di grigliatura intasato dai rifiuti grossolani. La Procura chiarisce ai politici, sindati e mezzi di informazione come non avviene il trattamento della acque reflue dei “Regi Lagni”.
Com’è noto a codesta Commissione – scrive la Procuratrice Troncone – tra le cause del degrado ambientale in cui versano il litorale e le acque prospicienti lo stesso, sicuramente un peso non indifferente hanno avuto i cosiddetti Regi Lagni con il proprio carico di rifiuti solidi, maggiormente trasportati in occasione degli eventi meteorici, che si riversa direttamente a mare, apportando un contributo consistente all’inquinamento di tutto il litorale domizio, a causa delle correnti marine e dagli apporti, anch’essi inquinanti, dei fiumi Volturno e Garigliano. Quest’Ufficio sta svolgendo numerose riunioni sulla questione coinvolgendo gli Enti interessati quali l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile presso la Regione Campania, PA.R.P.A.C – Dipartimento di Casetta, la Capitaneria di Porto di Napoli, il Comando Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta ed il Comando Carabinieri Nucleo operativo Ecologico di Caserta, al fine di individuare gli obiettivi e ripartire l’attività investigativa da svolgere sull’attuale stato critico dell’impianto di grigliatura dei Regi Lagni”.
Si fa notare anche che nel mese di luglio scorso la Procura della Repubblica ha proceduto ad informare la Prefettura di Caserta a seguito della grave situazione ambientale creatasi presso l’impianto di grigliatura alla foce dei Regi Lagni di Castel Volturno, in tale periodo derivata dalla circostanza che la Regione Campania aveva dismesso la gestione dell’impianto di grigliatura.
In passato l’impianto era gestito dalla Provincia di Caserta e, successivamente, preso in carico di fatto dalla Regione Campania e, per il suo tramite, dalla Soc. SMA Campania S.p.A. che gestisce le attività relative agli impianti comprensoriali di competenza della Regione. La Regione, infatti, aveva rilevato che tale impianto non era collegato agli impianti comprensoriali di propria competenza, sicché aveva dichiarato di non essere tenuta ad assicurarne la gestione. La Procura fa notare che, a seguito di tale determinazione, dal 14 luglio scorso si era creata una totale carenza di titolarità della gestione dell’impianto di grigliatura, che poteva comportare gravissime conseguenze ambientali costituite dalla mancata rimozione dei rifiuti che vengono trattenuti dall’impianto di grigliatura, con conseguente travalicamento nei terreni laterali nonché nella parte successiva dei Regi Lagni e con conseguente deflusso verso il mare. Alla luce di ciò la Procuratrice aveva richiesto all’ARPAC di effettuare un sopralluogo al fine di verificare lo stato attuale dei luoghi e a tal proposito, PARPAC riferiva che le attività manutentive, da parte della SMA Campania, erano riprese.
Gustavo Gentile
A Roma per fare gli auguri ai ‘figli rapiti’
Oggi si è svolto a Roma innanzi Montecitorio il consueto raduno dei papà separati a cui sono stati sottratti o allontanati i loro figli o comunque ad ogni modo il raduno di quei papà che passeranno il Natale senza la vicinanza dei loro figli. La manifestazione a cui partecipano papà separati provenienti da tutta Italia rigorosamente vestiti da Babbo Natale si svolge ogni anno dal 2004 ad oggi, frutto dell’iniziativa del suo fondatore Giorgio Ceccarelli Presidente dell’associazione nazionale Figli Negati, Leader indiscusso a livello nazionale dei papà separati e autore di numerose altre manifestazioni di interesse nazionale ed estero tra cui vale la pena sicuramente menzionare oltre agli “Auguri di Natale ai figli rapiti” anche:
– il Daddy’s Pride che si tiene a marzo innanzi al Colosseo,
-il funeral day in memoria dei papà separati che si sono suicidati dopo la separazione giudiziaria dal vuoto e dolore cagionato dal non vedere più i loro figli
– le festa dei figli per richiedere l’istituzione anche di una giornata di festa da dedicare ai bambini così come già esistono la festa della mamma, della donna, del papà, dei nonni.
Giorgio Kontovas
Tifoso ferito alla testa con una bottiglia a Ischia, 5 sostenitori del Quarto arrestati sul traghetto
Violenza nel dopo partita tra Ischia e Quartograd nel campionato di calcio, serie Promozione, che si e’ tenuta sull’isola di Ischia nel pomeriggio di oggi. Al termine della partita alcuni tifosi della squadra ospite, secondo quanto finora ricostruito, hanno colpito alla testa con una bottiglia un tifoso dell’Ischia (ha subito 4 punti di sutura dai medici) e si sono precipitosamente dati alla fuga, inseguiti da polizia e carabinieri. Sono riusciti a dileguarsi ma gli agenti della polizia, coordinati dal vice questore Alberto Mannelli, sono saliti sul traghetto bloccandone la partenza per individuare i facinorosi. Sulla nave i poliziotti hanno identificato cinque presunti aggressori che sono stati fermati e arrestati con le accuse di lesioni, violenza, rissa e resistenza a pubblico ufficiale, in concorso. Nell’inseguimento tre poliziotti ed un carabiniere sono rimasti leggermente feriti I cinque arrestati sono al momento trattenuti del Commissariato di Ischia e posti a disposizione dell’autorita’ giudiziaria.



