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Pompei restituisce il cavallo bardato del comandante

Bellissimo, con la moderna sella di legno e bronzo appena montata dagli inservienti, il muso ornato dai luccicanti finimenti, il cavallo del comandante militare era ancora legato nella stalla quando dalla bocca del Vesuvio e’ arrivato il vento di fuoco che ha tolto ogni speranza di sopravvivenza a chiunque non fosse riuscito a fuggire. E cosi’ lo splendido sauro ha avuto in sorte una morte atroce, per soffocamento o per choc termico, condivisa con ogni probabilita’ con il suo augusto padrone e le persone che in quel momento lo stavano aiutando a partire, chissa’, forse per tentare un estremo soccorso ai civili in pericolo. Lo scheletro dell’animale, la testa ripiegata, le membra ancora contratte nello spasimo, e’ l’ultima eclatante scoperta dei nuovi scavi in corso a Pompei anticipata in esclusiva all’ANSA dal direttore Massimo Osanna. Un reperto “di grande importanza perche’ particolarmente raro”, sottolinea il direttore indicando i preziosi frammenti della sella e dei finimenti in queste ore allo studio degli esperti nei laboratori del parco. Ma che prelude anche ad una nuova stagione di ritrovamenti clamorosi, al di la’ del Grande Progetto Pompei, tanto che il Parco ha appena stanziato per il 2019 due milioni di euro dai suoi fondi ordinari da destinare per meta’ agli scavi e per l’altra meta’ agli espropri dei terreni sui quali intervenire. Perche’ la Tenuta del Sauro Bardato, ovvero la grande villa suburbana adiacente a via di Civita Giuliana alla quale apparteneva la stalla appena scavata, “era una residenza di altissimo pregio, con ambienti riccamente affrescati e arredati, sontuose terrazze digradanti che affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre ad un efficiente quartiere di servizio, con l’aia, i magazzini per l’olio e per il vino, e ampi terreni fittamente coltivati”. Lo documentano una serie di scavi che vennero fatti agli inizi del Novecento dal marchese Imperiali, allora proprietario del fondo, che con una autorizzazione dello Stato porto’ alla luce alcuni ambienti riccamente affrescati insieme a suppellettili e oggetti che poi in parte vendette ai musei ma che oggi sfortunatamente sono andati perduti, anche in seguito al bombardamento che nel 1943 distrusse l’Antiquarium del parco. Di quegli ambienti di lusso giudicati alla stregua della celeberrima Villa dei Misteri, ci restano oggi solo alcune foto in bianco e nero scattate dal marchese prima di dare ordine ai suoi uomini di seppellire nuovamente tutto. Altri scavi parziali, a meta’ degli anni Cinquanta, hanno messo in luce anche la presenza di un lunghissimo, imponente porticato sul quale si affacciavano ambienti affrescati in III stile pompeiano. E che si trattasse un posto favoloso, lo prova anche l’attivita’ incessante dei tombaroli, che negli ultimi decenni hanno continuamente tentato di aprire cunicoli alla ricerca di tesori. Proprio una indagine della Procura di Torre Annunziata sugli scempi degli scavi clandestini ha convinto il Parco ad intervenire con nuovi studi, spiega Osanna, deciso a riportare alla luce il prestigioso complesso che puo’ raccontare molto della vita a Pompei e della storia ultima della cittadina romana. “Ci vorra’ tempo, naturalmente, ma per i visitatori sara’ un’esperienza unica”, assicura il direttore. Intanto, chissa’, subito all’esterno della stalla, potrebbero trovarsi i corpi del comandante militare e dei suoi inservienti fermati dal vulcano mentre tentavano un ultimo, disperato, tentativo di soccorso.

Salernitana: Gregucci comincia battendo il Foggia

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Tutto è bene quel che finisce bene, cioè con una vittoria, non meritatissima ma vittoria. Buon Natale con Vitale. La Salernitana, con l’uomo in più nell’ultimo tratto della sfida, riesce a regalare i primi tre punti all’appena arrivato Gregucci, e ad arrestare la serie di sconfitte, superando in extremis il Foggia: decisivo, all’alba del recupero, il mancino Vitale, susseguente all’angolo nato da un mezzo miracolo di Bizzarri sulla conclusione di Jallow, uno dei rari offensivi di una squadra apparsa migliorata sotto l’aspetto dell’attenzione e della determinazione ma sempre carente di qualità e profondità quando si tratta di organizzare e la finalizzare la parte offensiva. Ritorniamo all’inizio, per il taccuino al 22′: discesa di Vitale sulla sinistra palla al piede: l’esterno granata entra in area e mette al centro per Bocalon, pallone che tuttavia termina sull’esterno della rete. Risponde Kragl: sinistro potentissimo del tedesco, tiro che rimbalza davanti a Micai bravo a salvarsi in calcio d’angolo. Ci prova anche l’ex Agnelli: mancino del capitano del Foggia che termina alto sopra la traversa. Prima vera palla-gol al 38′: solita discesa di Vitale sulla sinistra, cross per l’accorrente Bocalon che controlla ma trova il grande intervento di Bizzarri. Allo scadere del primo tempo ancora Kragl: da grandissima distanza, sinistro alto sulla traversa.  Avvio di ripresa che registra la doppia chance targata Mazzeo-Iemmello, quest’ultimo frenato dall’ottimo Micai. Non è la girandola di cambi a spezzare l’equilibrio, piuttosto il secondo giallo rimediato da Gerbo al 71: Migliorini e soprattutto Jallow impegnano Bizzarri, portiere che capitola al 92’ dal diagonale vincente di Vitale.

Salernitana (3-5-2): Micai; Gigliotti, Schiavi (73′ Mazzarani), Migliorini; Casasola (57′ Pucino), Akpa Akpro, Di Tacchio, Castiglia (58′ Rosina), Vitale; Bocalon, Jallow. All. Gregucci

Foggia (3-5-2): Bizzarri; Loiacono, Boldor, Ranieri; Cicerelli (70′ Zambelli), Gerbo, Agnelli (83′ Carraro), Busellato, Kragl; Mazzeo (74′ Rubin), Iemmello. All. Padalino (in panchina Di Corcia)

Arbitro: Baroni di Firenze

Rete: 92′ Vitale

Note: espulso Gerbo (F) al 71. Ammoniti: Castiglia (S), Boldor (F), Schiavi (S), Migliorini (S)

Arzano,intimidazione mafiosa al giornalista Domenico Rubio, indaga la Polizia postale. Dopo i ‘corvi’ le minacce arrivano via Fecebook.

Arzano. Intimidazione mafiosa al giornalista Domenico Rubio, indaga la Polizia postale. Dopo i “corvi” le minacce arrivano via Fecebook. Una nuovo avvertimento contro il giornalista finito sotto tutela nei mesi scorsi è arrivata stavolta via social. Un profilo creato ad hoc, dal nome di Laura Massaro, ha condiviso sulla sua pagina e su altri siti cittadini una foto di una proprietà privata scattata presumibilmente di nascosto alcuni mesi fa dalla stessa casa comunale che immortala alcuni operai intenti a lavori di rimozione di alcuni intonaci pericolanti dell’abitazione del giornalista Anticamorra definendo gli stessi abusivi e in assenza di controlli. Ovviamente, così come denunciato da Rubio, entrambe le affermazioni sono state smentite da fatture e titoli autorizzativi depositati agli atti della denuncia. Secondo i poliziotti, il profilo “fake”, così vengono definiti in gergo i profili creati da truffatori on line e da soggetti con finalità terroristiche, avrebbe come unico scopo l’intimidazione del giornalista che da mesi sta conducendo una battaglia contro le infiltrazioni camorristiche al comune di Arzano e di connivenze co i clan locali. Infatti, Rubio è finito sotto il fuoco incrociato di esposti anonimi risultati costruiti a tavolino contro la sua persona e contro la sua proprietà tutti riscontrati come “falsi d’autore”. A commentare la falsa notizia anche una candidata alle ultime elezioni comunali proprio con la maggioranza di governo e già denunciata alla Questura di Napoli per violazione della privacy, Dora Zeccehetella . “Azz e a me per pittare le ringhiere dell’area mercatale come volontariato mi hai fatto un articolone, che mi chiamarono in caserma i carabinieri mi dissero che non dovevo pittare senza protezione del casco e scarpe antinfortunistiche. Da premettere ero con i piedi per terra ci sono le foto che l’attestato. E poi si permette di sparare a zero su tutti e tutto bravooooo. Aprite gli armadi tutti abbiamo scheletri che urlano che vogliono uscire”. A replicare alle nuove minacce, il cronista Domenico Rubio. “ Diffamazione, delegittimazione, persecuzione. Sono già state depositate raffiche di querele denuncia, e segnalazioni alla polizia postale e alla Procura, ultimo in ordine di tempo nei confronti del falso profilo Laura Massaro (si è poi aggiunto anche Pascal Alex Morisieri) che sui social ha violato persino sfera e proprietà privata (proprio lì su quel balcone dove la camorra mi ha lanciato una bomba e dove ho subito diversi danni) direttamente con foto scattate dagli uffici del Comune. Saranno individuati e trascinati in tribunale anche coloro che hanno condiviso e commentato questo gravissimo ultimo post di stampo mafioso nel tentativo di minacciare e imbavagliare la stampa. Hanno prevaricato ogni limite, su “commissione” della politica, violando anche la sfera privata di un cittadino, peggio ancora per loro, senza nemmeno informarsi nel merito”.

 Marco Di Napoli

Ercolano: coniugi arrestati dai carabinieri, avevano 115 chilogrammi di botti in casa

Ercolano: coniugi arrestati dai carabinieri. avevano 115 chilogrammi di botti in casa
I carabinieri della tenenza di Ercolano hanno arrestato in flagranza di reato i coniugi Domenico Maglione, 53 anni, già noto alle forze dell’ordine e Maddalena Oliviero, 47 anni, incensurata.
Nel corso di controlli nella loro casa sul vico Ferrari i carabinieri li hanno trovati in possesso di 115 kg. circa di botti di fine anno detenuti illegalmente. Gli arrestati sono stati tradotti ai domiciliari.

Tsunami in Indonesia: i morti salgono a 22, 843 feriti e 30 dispersi

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Continua a salire il bilancio delle vittime dello tsunami che si è abbattuto sulle coste dell’Indonesia. Ora le autorità indonesiane parlano di 222 morti ed 843 feriti, un bilancio ancora considerato provvisorio. Ci sono anche una trentina di dispersi, ma il presidente Joko Widodo ha avvertito che e’ destinato ad aggravarsi sensibilmente anche perche’ per molte localita’ non ci sono ancora dati. Non si ha notizia di stranieri tra le vittime, ma l’area piu’ colpita di Banten, nel distretto di Pandeglang, e’ piena di localita’ balneari affollate dai turisti durante le feste natalizie. Gravi anche i danni materiali: lo tsunami ha danneggiato 556 case, nove alberghi, 350 barche e 60 chioschi di gastronomia lungo le coste. Le autorita’ hanno invitato le popolazioni delle aree colpite a stare lontano dalla costa perche’ non sono escluse altre onde anomale. Lo tsunami e’ stato causato dalle frane sottomarine seguite a un’eruzione ad Anak Krakatau, un’isola vulcanica emersa 90 anni fa attorno al vulcano Krakatoa (“il bambino”, in indonesiano), sotto osservazione da giugno. Nel 1883 il vulcano ha fatto registrare una delle piu’ violente eruzioni di tutti i tempi, con un bilancio di 30.000 morti. La Farnesina ha attivato l’Unita’ di crisi e l’ambasciata a Giacarta per assistere i connazionali. “Noi italiani siamo vicini al popolo indonesiano, con spirito di forte solidarieta’ e sincera amicizia in questi terribili momenti”, ha twittato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Papa Francesco all’Angelus ha invitato tutti a pregare per le vittime e i loro cari e ha lanciato un appello “perche’ non manchi a questi fratelli e sorelle la nostra solidarieta’ e il sostegno della Comunita’ Internazionale”. Tra gli eventi piu’ drammatici c’e’ la strage a un concerto della popolare band indonesiana dei Seventeen. Un video subito diventato virale mostra il gruppo che si esibisce all’aperto nel resort sul mare di Tanjug Lesung, a Giava. I musicisti hanno le spalle rivolte al mare quando l’onda anomala li travolge scaraventandoli giu’ dal palco. Il bassista e il manager del gruppo sono morti e un tecnico e sua moglie sono dispersi. L’Indonesia e’ tra i Paesi piu’ esposti al mondo alle catastrofi naturali trovandosi a cavallo del cosiddetto “Anello del Fuoco” del Pacifico in cui si scontrano le placche tettoniche. Si tratta dell’area in cui si concentra gran parte delle eruzioni vulcaniche e dei terremoti del mondo. L’ultima risaliva a settembre, quando la citta’ di Palu sull’isola di Sulawesi aveva subito 2mila morti per un terremoto e uno tsunami. Il 26 dicembre 2004 uno tsunami innescato da un sisma di magnitudo 9,3 al largo delle coste di Sumatra aveva causato 168.000 morti in Indonesia.

Palma Campania, bruciavano rifiuti speciali pericolosi: arrestato il titolare e un operaio di una falegnameria

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Nel corso di un servizio di perlustrazione per il controllo del territorio i Carabinieri delle Stazioni Forestali di Roccarainola e di Marigliano hanno notato una fitta coltre di fumo alzarsi sulle campagne del circondario. L’origine del fumo è stata di li a poco individuata nel piazzale di una falegnameria industriale che produce infissi. È li che i militari hanno trovato la base della colonna di fumo: la combustione illecita di uno sversamento di rifiuti speciali pericolosi su suolo nudo ed esposto alle intemperie, con il rischio di compromettere anche il sottosuolo. Tra i rifiuti bruciati c’erano guaine bituminose, contenitori di vernici, materiale plastico, materiale legnoso proveniente dall’attività dell’azienda, segatura, materiale ferroso e contenitori di collanti.
Sul posto sono state rinvenute anche numerose vecchie tracce di bruciato sul suolo. Identificati quali autori materiali del rogo un operaio extracomunitario 33enne e il proprietario 53enne dell’azienda. Sequestrato il piazzale antistante dove vi era un deposito incontrollato di rifiuti speciali tra i quali latte di vernice, vetro, ed altro materiale adagiato sul suolo nudo. Gli autori sono stati tratti in arresto e sottoposti ai domiciliari. L’arresto è stato convalidato e gli autori, in attesa del processo che si celebrerà in data da decidersi, sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla PG.

Istruttrice subacquea italiana trovata morta in Messico: è giallo

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E’ avvolta nel mistero la morte in Messico di Anna Ruzzenenti, un’istruttrice subacquea veronese di 27 anni. La giovane, riferisce il quotidiano L’Arena, e’ stata trovata morta a Playa del Carmen. La 27enne, che lavorava per una scuola di immersione, era partita lo scorso 13 dicembre per una vacanza nel paese centro-americano. Ancora da chiarire le cause del decesso, che saranno affidate ad un’autopsia. Solo successivamente potra’ esserci il nulla-osta per il rimpatrio della salma in Italia. L’Ambasciata d’Italia a Citta’ del Messico, in coordinamento con la Farnesina, segue il caso della connazionale Anna Ruzzenenti, deceduta in Messico, in stretto contatto con i familiari. Lo riferiscono fonti della Farnesina.

Ercolano, incidente stradale: muore una 73enne

Alle 22.00 circa di ieri sera i Carabinieri della Tenenza di Ercolano sono intervenuti su via Sacerdote Benedetto Cozzolino ove, all’altezza del civico 95, un’anziana donna era stata investita da una vettura. La vittima è stata identificata in Anna Accardo, una 73enne del luogo che dai primi accertamenti è stata investita da una Punto guidata da un 19enne del posto mentre attraversava a piedi la strada per andare a gettare la spazzatura, decedendo sul colpo a causa delle lesioni riportate.
Il guidatore è stato denunciato in stato di libertà per omicidio stradale. La salma è stata portata al secondo Policlinico di Napoli per l’autopsia disposta dall’AG.

Peppe Iodice al Teatro Lendi in ‘Un Natale all’improvviso’

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Prosegue con successo la stagione del Teatro Lendi di via A. Volta 176 (strada provinciale Frattamaggiore-Sant’Arpino), che il 26 dicembre (ore 18), 27 e 28 dicembre (ore 21), ospita sul suo palcoscenico Peppe Iodice in “Un Natale all’improvviso”, recital scritto a quattro mani con Lello Marangio, che si trasforma subito in un happening condito con ospiti e sorprese, dove Iodice racconta e si racconta mettendo insieme i suoi monologhi più nuovi con altri scritti proprio per l’occasione, uniti ai pezzi migliori del suo repertorio.Uno show che passa in rassegna tic, usi, costumi e malcostumi di chi, sovrappeso e in fuga dalle tavole imbandite, si dirigerà in teatro per assistere ad una vera e propria insalata di rinforzo di comicità. Con lui sul palco ci sarà la Zampognary Band, composta da quattro musicisti diretti dal maestro Gennaro Franco, e lo speaker ufficiale del Napoli Calcio Daniele Decibel Bellini. Lo stile è diretto e il clima è sempre quello di una grande festa perché, dice Peppe: “A Natale se non è così, mi viene la malinconia…!”.

IL CARTELLONE

A gennaio ci sono Federico Salvatore che in “Malalengua” (dal 9 all’11 gennaio) diventa Un Pulcinella smascherato che porta in scena tutte le contraddizioni che rendono Napoli diversa dal resto del mondo; e Sal Da Vinci in “Sinfonie in Sal Maggiore” (dal 23 al 25 gennaio e il 27 gennaio fuori abbonamento alle 18.30), dove i compagni di viaggio del cantautore napoletano diventano un’orchestra di 50 elementi diretti dal maestro Adriano Pennino, la voglia di cantare i suoi brani e i brani classici della canzone napoletana e un equipaggio sgangherato e comico che renderanno la traversata anche molto divertente.Dal 27 febbraio all’1 marzo, il pubblico potrà apprezzare Francesco Cicchella in “Millevoci tonight show”, un one man show comico-musicale curato nella regia da Gigi Proietti, in cui Cicchella mette in gioco le sue doti di comico, cantante e intrattenitore. Il titolo strizza l’occhio allo storico varietà di Rai1 “Milleluci” e al contemporaneo “Tonight show” americano, sintetizzando uno dei criteri principali dello spettacolo: fondere gli elementi tradizionali del varietà con una concezione più fresca, moderna ed innovativa del one man show.A marzo, arrivano Gino Rivieccio, pronto a divertire la platea con “Cavalli di ritorno 2.0” (dal 13 al 15 marzo) e la sua vita presa di mira on line da un fan che si impadronisce dei suoi dati e del suo profilo per sbeffeggiarlo e ricattarlo davanti agli occhi di tutti; e I Ditelo Voi con “Il Mistero della violaciocca” (dal 27 al 29 marzo), una black comedy tutta da ridere nella quale non mancheranno bugie, gelosie e colpi di scena, con gli stravaganti condomini di una palazzina della Napoli bene che si troveranno, loro malgrado, ad affrontare insieme un segreto.Fuori abbonamento arriva sul palcoscenico del Teatro Lendi uno straordinario Fabio Concato in concerto: venerdì 22 marzo, alle 21.00. Sarà l’occasione per ascoltare non solo i grandi “successi”, ma anche tanti altri brani del suo ricco repertorio di oltre 40 anni di carriera. “Domenica bestiale”, “Fiore di Maggio”, “Guido piano”, “Rosalina”, “051222525”,” Sexi tango”, “Gigi”, fino ai singoli dell’ultimo album uscito nel 2012 “Tutto qua”. Queste alcune delle canzoni del concerto, riproposte con nuovi arrangiamenti e scelte secondo i temi più cari all’artista. Il repertorio viene riproposto con grande energia e complicità, assieme agli stessi musicisti che hanno contribuito alla realizzazione dell’album: Ornella D’Urbano (arrangiamenti, piano e tastiere), Stefano Casali (basso), Larry Tomassini (chitarre) e Gabriele Palazzi (batteria).

Dopo questo “fuori programma”, arriva la chiusura di stagione con tre straordinarie donne in palcoscenico Maria Grazia Cucinotta, Michela Andreozzi e Vittoria Belvedere in “Figlie di Eva” (dal 10 al 13 aprile).

Scossa di terremoto nel Veneto

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Un terremoto di magnitudo 2.6 e’ stato registrato stamani, intorno alle ore 8.50, con epicentro a Bassano del Grappa in provincia di Vicenza. Secondo le rilevazioni del Centro terremoti dell’Ingv, l’epicentro della scossa e’ stato localizzato due chilometri a Est della citta’, a una profondita’ di 11 chilometri. La scossa e’ stata preceduta da un’altra piu’ debole, di magnitudo 2.0, registrata alle ore 8.33.  La scossa nel Bassanese e’ stata avvertita soprattutto ai piani alti delle abitazioni. Al centralino della caserma dei vigili del fuoco di Bassano sono giunte diverse telefonate da parte di cittadini, ma al momento non risultano esserci danni. Contattati anche i centralini delle altre forze dell’ordine, ma allo stato attuale non risulta esserci alcun allarme ne’ sarebbero in corso sopralluoghi.

Ladri in azione, depredate altre due abitazioni nel Casertano

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Riardo. Due famiglie lungo viale della Repubblica hanno ricevuto la sgradita visita dei ladri. È accaduto la notte scorsa, a Riardo. La notizia, diffusa attraverso messaggi sociali, ha allarmato la comunità. Secondo alcune indiscrezioni i malviventi avrebbero violato l’abitazione di un’anziana donna e quella del figlio. I ladri avrebbero rovistato in alcune stanze. Indagano i Carabinieri.

Capodanno, circolare del ministero dell’Interno:stop a botti e spray al peperoncino nelle piazze

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Niente botti ma via libera ai fuochi d’artificio che “valorizzano i giochi di luce”; e niente bottiglie di vetro, niente spray al peperoncino, metal detector e ingressi a numero chiuso. Il Viminale e i sindaci di mezza Italia mettono a punto le misure per gli eventi previsti per l’ultimo dell’anno e blindano le piazze con provvedimenti che si muovono tutti nella stessa direzione. Fa eccezione il sindaco di Roma Virginia Raggi che sceglie invece di non porre divieti per lo spray al peperoncino: “e’ uno strumento che ha consentito a tante ragazze di salvarsi”. Al di la’ delle scelte dei primi cittadini e delle differenze tra citta’ a seconda dei contesti dove si svolgeranno concerti ed eventi, dietro ai provvedimenti c’e’ una sola motivazione: garantire il massimo della sicurezza possibile nell’epoca del terrorismo internazionale, che tutto e’ meno che sconfitto come dimostra l’attentato dell’11 dicembre al mercatino di Natale di Strasburgo. Ed evitare che un ‘botto’ troppo forte o una bottiglia di vetro lanciata tra la folla possa provocare nuovamente quello che e’ accaduto in piazza San Carlo a Torino in occasione della finale di Champions League. Si tratta dunque di mettere in piedi un sistema che integri misure di ‘safety’, di competenza delle amministrazioni, e di ‘security’, che spettano invece al questore, in modo che ognuno dia il proprio contributo per evitare che una festa si trasformi in un incubo. E se molte citta’ hanno gia’ predisposto nei giorni scorsi le ordinanze con i divieti – lo ha fatto ad esempio Dario Nardella a Firenze, Chiara Appendino a Torino e Virginio Merola a Bologna, e lo ha fatto il prefetto di Milano fissando a 20mila il numero massimo di persone che potranno accedere in piazza Duomo – e’ partita oggi dal Viminale una circolare a tutti i prefetti proprio per fornire le linee guida sull’utilizzo dei botti. La richiesta che arriva dal capo di gabinetto di Salvini, Matteo Piantedosi, e’ di mettere in campo una forte opera di “sensibilizzazione” invitando i cittadini a preferire ai botti prodotti “meno invasivi e pericolosi”. E, soprattutto, di “non utilizzare i botti nei luoghi di aggregazione e in tutte quelle aree considerate a rischio di propagazione incendi, nei pressi di ospedali, scuole, luoghi di culto, nelle vicinanze di monumenti e aree di valenza storica, archeologica, architettonica, naturalistica o ambientale”. “Auguro a tutti gli italiani feste serene e felici. Ma soprattutto – dice Matteo Salvini – raccomando attenzione e senso di responsabilita’. Per tutelare l’incolumita’ delle persone e degli amici animali, confido che ci sia un utilizzo intelligence di petardi e fuochi d’artificio in genere. Non roviniamoci i momenti di festa”. Nella circolare non c’e’ invece alcun riferimento all’uso dello spray al peperoncino e con ogni probabilita’ dal Viminale non arrivera’ alcuna indicazione. Il perche’ sta nel fatto che Salvini, su questo fronte, la pensa come Virginia Raggi. “Il problema non e’ lo strumento – ha detto due giorni fa al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Firenze – il problema e’ l’uso che se ne fa, perche’ lo spray al peperoncino, che ha salvato tante donne da aggressioni stupri e rapine, usato male puo’ essere pericoloso. Se uno va in piazza con lo spray e’ un cretino che prima va curato e poi va portato per due giorni al fresco, cosi’ gli passa la voglia”.

Napoli, si impossessa della strada per farne una ‘lavanderia’ personale

Napoli.Si impossessa di un pezzo di strada a via Santa Maria della Neve, a Napoli, per realizzare la sua lavanderia personale. A denunciare il fatto il consigliere regionale dei Verdi Campania, Francesco Emilio Borrelli, il consigliere comunale del Sole che Ride, Marco Gaudini, che hanno ricevuto numerose fotosegnalazioni dai cittadini della zona. “Nei pressi dell’istituto ‘Bernini’ in via Santa Maria della Neve un residente ha pensato bene di recintare abusivamente un intero tratto di strada pubblica per realizzare la propria lavanderia personale dove stendere i panni. Si tratta di un insopportabile atto di arroganza per il quale chiediamo alla Polizia Municipale di provvedere alla rimozione immediata della recinzione abusiva, sanzionando l’autore”. Borrelli e Gaudini infine aggiungono: “Sempre più spesso nella nostra città incivili e delinquenti si appropriano di spazi pubblici abusivamente per fini personali. Feste, matrimoni, prime comunioni, funerali, sono occasione in diversi rioni per chiudere arbitrariamente le strade, anche quelle carrabili. Per non parlare delle aree requisite dai parcheggiatori abusivi. Contro questa arroganza è necessario allertare tutte le forze dell’ordine sul territorio per impedire simili episodi”.

I fedeli disertano la messa per fare l’albero Natale: il parroco si dimette

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Il parroco di Civo  in provincia di Sondrio ha rassegnato le dimissioni in segno di ‘protesta’ verso i fedeli e lo ha reso noto con un cartello affisso al portone della chiesa di Sant’Andrea: “Si informa la comunita’ parrocchiale che a decorrere da oggi, sino a nuove disposizioni, sono sospese tutte le funzioni religiose”. Questo il messaggio scritto lo scorso 10 dicembre, anche se la notizia arrivata dal piccolo paese della Valtellina e’ trapelata soltanto oggi. I rapporti con i suoi parrocchiani pare non siano mai stati particolarmente idilliaci sin dall’inizio, ma lo scorso 9 dicembre c’e’ stato un episodio che ha rappresentato la rottura definitiva: il sacerdote, al termine della Messa domenicale, e’ uscito sul sagrato e ha rimproverato i fedeli di avere disertato la funzione perche’ intenti ad allestire l’albero di Natale. E, a quel punto, ha annunciato l’intenzione di non volere piu’ essere il parroco di Civo, circa 1.100 residenti sulle Alpi Retiche divisi in piu’ frazioni molto distanti una dall’altra. La diocesi di Como, dalla quale dipende la Valtellina, getta acqua sul fuoco delle polemiche: “La comunicazione affissa sul portone e’ stata rimossa dopo poche ore. La celebrazione delle Messe e’ stata sempre garantita. Le iniziative rivolte ai fedeli, adulti e bambini, in preparazione del Natale, si sono svolte regolarmente con la vicina comunita’ di Mello. La diocesi si pone in un atteggiamento di ascolto saggio e attento nei confronti del parroco, dei fedeli e della comunita’ di Civo, in un percorso di dialogo e di rispetto per affrontare insieme fatiche e difficoltà”.

Il pentito Grillo: ‘La cocaina della camorra spacciata in un Night Club alle porte di Caserta’

La cocaina del gruppo Letizia spacciata in un noto Night Club della zona di viale Carlo III. È questa la circostanza svelata agli organi inquirenti da Giuseppe Grillo, nipote dell’imprenditore Angelo Grillo, che ha iniziato a collaborare con la giustizia raccontando il business degli stupefacenti dei clan di Marcianise.
Grillo parla di una persona, G.B., che “è sposato o comunque convive con una ragazza che lavora nel night che si trova sul vialone. Lui vendeva la cocaina all’interno ed all’esterno del night, cocaina che acquistava da Giovanni Pontillo”.
Circostanze che sono note a Grillo per il fatto che “personalmente ho consegnato la droga acquistata da Pontillo direttamente al night”, locale che “per un periodo ho frequentato anche io”. Il misterioso G.B. non risulterebbe tra i 41 indagati dell’operazione condotta dalla Dda.

 Gustavo Gentile

Tsunami in Indonesia: 168 e 745 feriti

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E’ di almeno 168 morti, 745 feriti e una trentina di dispersi il bilancio aggiornato dello tsunami che ha colpito la costa attorno allo stretto della Sonda, tra le isole indonesiane di Giava e Sumatra. A riferirlo e’ il portavoce dell’Agenzia indonesiana per la gestione dei disastri, Sutopo Purwo Nugroho. Le onde anomale, che hanno raggiunto i 20 metri di altezza, potrebbero essere state causate da frane sottomarine seguite a un’eruzione di Anak Krakatau, un’isola vulcanica formatasi dal vulcano Krakatoa. Lo tsunami ha danneggiato centinaia di costruzioni e anche molti alberghi lungo le coste.
L’onda di tsunami che ha colpito lo stretto della Sonda, in Indonesia, ha fatto strage tra gli impiegati della compagnia statale Pln, riuniti per celebrare la fine dell’anno. Lo riferiscono i media locali. Le immagini mostrano l’onda devastante che si abbatte sul palco dove una band rock, i Seventeen, stava suonando per l’evento: il bassista e’ rimasto ucciso insieme al manager, altri 4 componenti del gruppo risultano tra gli oltre 80 dispersi nella tragedia. All’evento partecipavano almeno 260 persone: i morti accertati sinora sono 14, almeno 89 i dispersi. “L’acqua ha spazzato via il palco, che era molto vicino al mare”, afferma la band in un comunicato citato da Cnn Indonesia. “Abbiamo perso i nostri cari, incluso il bassista e il manager, gli altri sono dispersi”. Sul posto, i soccorritori sono al lavoro per trovare i dispersi, sono arrivate 36 ambulanze.

Il Senato vota la fiducia al maxi emandamento sulla manovra: le opposizioni protestano

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Si’ del Senato alla fiducia posta dal governo sul maxi emendamento alla Manovra. I voti favorevoli sono stati 167, quelli contrari 78, 3 gli astenuti. Il senatore M5S Gregorio De Falco si è astenuto durante il voto di fiducia al Senato, che stanotte poco dopo le 2.30 ha dato luce verde alla Manovra “riveduta e corretta” dopo l’accordo con l’Ue.De Falco, come già accaduto con il Dl Sicurezza, mostra quindi ancora la sua insofferenza per l’azione del Governo M5S-Lega. “Un primo passaggio e’ stato completato adesso passiamo alla Camera”. E’ quanto si e’ limitato a dire il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando Palazzo Madama dopo il voto di fiducia sulla Manovra.  Il testo del decreto ricalca in gran parte quello inizialmente incluso nel maxi emendamento alla manovra, poi stralciato per problemi di coperture. Si prevede che gli Ncc possano operare in ambito provinciale ma senza dover tornare sempre in rimessa. La deroga e’ prevista se nel ‘foglio di servizio’ gia’ sono indicate “piu’ prenotazioni oltre la prima”. Prevista in aggiunta anche una deroga per 2 anni per chi abbia contratti con societa’ di altri territori, stipulati fino a “15 giorni” prima dell’entrata in vigore del decreto. Per le sanzioni si prevede invece una moratoria di 90 giorni sempre dall’entrata in vigore del decreto. Previsto anche lo stop al rilascio di nuove autorizzazioni fino alla piena operativita’ di un nuovo “archivio informatico pubblico nazionale” che registrera’ tutte le licenze anche dei taxi.

Dopo l’ennesima giornata al cardiopalma il Senato ha approvato la Manovra, che dovra’ tornare alla Camera per il via libero definitivo il 28 o il 29 dicembre, a poche ore dall’incubo dell’esercizio provvisorio. Il governo – in notturna – ha incassato la fiducia sul maxi emendamento che recepisce l’intesa con l’Europa, ma le opposizioni hanno battagliato fino all’ultimo (abbandonando la commissione Bilancio e manifestando il loro dissenso in Aula) e il Pd ha annunciato il ricorso alla Corte costituzionale perche’ – lamenta – ai senatori non e’ stato consentito di procedere a un solo voto sul testo. L’ultimo miglio e’ stato anche il piu’ lungo. L’avvio della discussione generale, prevista per le 14, e’ slittato alle 20,30. La tensione e’ salita in commissione Bilancio quando il governo ha annunciato la necessita’ di modificare il testo presentato per correggere degli errori formali e per stralciare alcune norme per motivi di copertura. Una decisione che ha suscitato la reazione dell’opposizione. FI ha lasciato la commissione prima del voto sulla modifica del testo, il Partito democratico ha chiesto le dimissioni del presidente della commissione, Daniele Pesco, Leu e FdI non hanno partecipato al voto. Piu’ tardi, quando dopo l’ennesima capigruppo il testo e’ finalmente giunto in Aula, si e’ sfiorata la rissa allorche’ i senatori dem si sono avvicinati ai banchi del governo. Sono volate alcune copie del maxi emendamento e Simona Malpezzi, del Pd, ha accusato la senatrice questore Laura Bottici (M5s) di averle “messo le mani addosso”. Per calmare gli animi il presidente Casellati ha sospeso per alcuni minuti la seduta. Alla ripresa, finalmente, e’ iniziato l’iter che ha portato all’approvazione del testo. Nella versione finale del provvedimento sono confermate alcune delle misure principali ma arrivano anche delle novita’. A partire dalla sforbiciata al fondo per gli investimenti che passa dai 9 miliardi in tre anni inizialmente previsti a 3,6 miliardi. Per il 2019 il fondo scende a 740 milioni di euro (contro i 2.750 precedenti), nel 2020 a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). Il governo assicura pero’ che non ci sara’ alcun “taglio agli investimenti. Nel passaggio al Senato, le risorse destinate nel prossimo triennio agli investimenti restano invariate, per un valore complessivo di circa 15 miliardi”. Confermato il blocco delle assunzioni fino al 15 novembre 2019 per la Presidenza del Consiglio, i ministeri, gli enti pubblici non economici e le agenzie fiscali, mentre per le universita’ e’ posticipato al primo dicembre, con l’eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere assunti come professori nel corso del 2019. Saltano dal testo le norme sugli Ncc ma il governo ha varato un decreto ad hoc per affrontare la crisi del settore che introduce una nuova regolamentazione. La nuova versione della Manovra ha suscitato i dubbi dell’Ufficio parlamentare di bilancio: la nuova stima di crescita del Pil all’1% per il 2019 (a fronte dell’1,5% precedente) e’ ora “plausibile, pur presentando non trascurabili rischi di revisione al ribasso”. E i rischi “risultano amplificati se si considerano le previsioni per il 2020 e 2021”. L’Upb mette in guardia anche sui saldi: senza gli aumenti dell’Iva previsti nelle nuove clausole di salvaguardia, il deficit italiano nel 2020 e nel 2021 arrivera’ alla soglia limite del 3% “con evidenti rischi sulla sostenibilita’ futura della finanza pubblica”.

Ancelotti: ‘Il campionato è aperto, si può migliorare’

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“Il campionato resta aperto, al di là della distanza di punti, perché é ancora lunghissimo. Non dobbiamo fare troppi calcoli, ma dobbiamo fare la corsa su noi stessi. Pensare alla Juventus finirebbe per demotivarci”. Carlo Ancelotti é positivo dopo la vittoria sulla Spal che porta il Napoli verso il Natale con serenità ma anche con la consapevolezza di poter migliorare. Alla quarta vittoria consecutiva in campionato, il Napoli di Ancelotti viaggia a una media che lo potrebbe portare a quota 91 punti: “Non faccio calcoli – dice il tecnico – so che proveremo ad essere competitivi in tutte le competizioni, abbiamo trovato continuità di risultati anche quando non giochiamo benissimo, le gestiamo seppur con difficolta’, ma dobbiamo migliorare in alcuni aspetti”.

Juventus, Allegri: ‘Non abbiamo ancora vinto nulla’

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“Ancora non abbiamo vinto niente, stiamo facendo delle buone cose. Abbiamo raggiunto gli ottavi di Champions League, ma l’importante il 29 é essere davanti al Napoli con un po’ di punti. Contro la Roma é stata una bella partita, abbiamo sofferto in modo ordinato. Olsen ha fatto delle buone parate, ma la mia squadra ha fatto una buona partita. Ronaldo riposerà a Bergamo? Ci sono il 50% di possibilità. Ha trovato un portiere in forma, poi aveva fatto un assist fenomenale sul gol annullato a Douglas Costa”. Così Massimiliano Allegri ha commentato il successo della Juventus: 16esima vittoria dei bianconeri in 17 giornate di campionato. Allegri ha spiegato: “Dovevamo dare pressione alla Roma per metterli in difficolta’ a livello psicologico. Nel secondo tempo abbiamo avuto più occasioni noi, ma loro hanno fatto piu’ possesso palla. Non abbiamo concesso nulla e penso sia stata una vittoria meritata”. Sulla prestazione di un Mandzukic sempre più insostituibile, il tecnico livornese ha aggiunto: “E’ un giocatore importante, anche a livello tecnico. E’ anche un generoso, ci aiuta. Ha queste caratteristiche, é un giocatore fantastico”. Poi un commento sulla prossima avversaria di Champions, l’Atletico Madrid: “E’ un’avversaria che va incontrata. Bisogna farsi trovare pronti. Manca ancora molto, dobbiamo portare avanti tanti impegni. Ora bisogna pensare al campionato, alla Coppa Italia e a vincere la Supercoppa”.

La protesta del Sappe dopo la rivolta nel carcere di Trento: ‘Bonafede se ci sei batti un colpo’

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Torna altissima la tensione nel carcere di Trento, dove ieri si è registrato un picco di violenze e devastazioni nelle celle del carcere dopo il suicidio, nella notte, di un detenuto. La denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.
Spiega Donato Capece, segretario generale del SAPPE:“Purtroppo sono stati momenti di vera follia e altissima tensione, con il carcere devastato e un centinaio di detenuti in rivolta. Esprimo solidarietà e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria di Trento, in particolare all’Agente ferito ed ai sei intossicati, che ancora una volta hanno risolto in maniera professionale ed impeccabile un gravissimo evento critico, che avrebbe potuto sfociare in una evasione di massa se non fosse stata la grande professionalità dei poliziotti penitenziari a contenere, per quanto possibile, la critica situazione. Un centinaio di detenuti, ristretti a Trento, con prepotenza e arroganza tentano di caraterizzare negativamente la quotidianità penitenziaria. E la loro ascendenza criminale condiziona tanti altri ristretti, che li vedono quasi come dei miti”.“Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”, denuncia Capece. “Quanto accaduto a Trento evidenzia come le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E rispetto all’ennesima emergenza legata al sovraffollamento, con oltre 60mila detenuti presenti nelle carceri italiane, è solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto e se si riesce a contrastare le intemperanza e le violenze di una parte di popolazione detenuta aggressiva e violenta”.
Il Segretario Generale del SAPPE esprime infine apprezzamento e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Trento ed auspica che “il ministero della Giustizia riconosca loro una adeguata ricompensa per le eccellenti capacità professionali e umane con le quali hanno gestito il gravissimo evento critico, che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze se l’intervento degli Agenti non fosse stato appunto tempestivo”.
“Il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non può continuare a tergiversare su questa drammatica realtà”, conclude Capece. “Servono soluzioni concrete per il contrasto della costante violenza nelle carceri che vede sempre più spesso coinvolto il Personale di Polizia Penitenziaria. Le carceri reggono solamente per l’abnegazione e la professionalità delle donne e degli uomini del Corpo. Al Ministro della Giustizia Bonafede dico: se ci sei, batti un colpo!”.

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