“Vedere la gioia negli occhi delle madri e dei bambini dell’ICAM di Lauro è stato il vero dono della giornata”. Così dichiara la presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio a margine della visita nel pomeriggio all’unico istituto per detenute madri presente in Campania. Accompagnata dal Garante dei detenuti Samuele Ciambriello, dal cappellano Padre Carlo De Angelis e dai volontari delle associazioni “Nuovo Avvenire” e “Tarita”, la presidente ha distribuito doni ai 18 bambini delle tredici donne recluse nell’ICAM, diretto da Paolo Pastena. L’incontro è stato allietato dalle musiche del maestro Barbi e dal cantante Mario Cadaveri. “La Regione Campania, attraverso il Garante, è vicina alle detenute nelle iniziative sociali, culturali e formative utili a migliorare le loro condizioni e quelle dei loro figli, ai quali ho augurato di poter crescere serenamente – continua D’Amelio – Anche per questo trasferirò al direttore generale dell’Asl Avellino la richiesta di attivazione di un servizio di pediatra a ore all’interno del carcere”.
Pozzuoli: sequestrati 250 Kg di prodotti ittici, due denunce
Sequestrati dagli uomini della Guardia Costiera di Pozzuoli prodotti ittici privi di tracciabilita’ messi in vendita in occasione delle festivita’ natalizie. Bloccati nei negozi all’ingrosso e nelle rivendite al dettaglio autorizzate 250 chili di prodotti ittici freschi e congelati privi di marchio. Sono state comminate sanzioni per 45mila euro per 22 reati amministrativi e deferite due persone all’autorita’ giudiziaria. I prodotti sequestrati sono stati distrutti.
Castellammare, il pentito Cavaliere: ‘Il clan D’Alessandro sarebbe entrato nell’affare della Cirio’
“Ricordo di avere parlato della cosiddetta area ex Cirio sia con Carolei Paolo che con D’Alessandro Vincenzo. Carolei Paolo mi ha detto che sull’area Cirio, che si trova in via Napoli, vicino al cimitero e quindi vicino all’Annunziatella (che era la zona di Carolei), c’era una compravendita, alla quale era interessato Greco Adolfo, che lo stava cercando e che lo voleva incontrare. Carolei Paolo mi ha detto che sulla compravendita saremmo entrati anche noi del clan D ‘Alessandro”. E’ una delle rivelazioni del super pentito del clan D’Alessandro, Renato Cavaliere, il killer reo confesso del consigliere comunale del Pd di Castellammare, Gino Tommasinio. La cosca di Scanzano, da quello che sta emergendo dall’inchiesta Olimpo che da tre settimane tiene in carcere il noto imprenditore stabiese, Adolfo Greco arrestato insieme con i vertici dei quattro clan che controllano la zona stabiese in una pax mafiosa, sarebbe entrato a pieno titolo quindi nel business della ristrutturazione milionaria dell’ex area industriale a ridosso del centro di Castellammare. La Dia di Napoli, sull’affare Cirio ha aperto una inchiesta a parte che vede coinvolti anche politici locali e nazionali, oltre a funzionari pubblici, magistrati e uomini delle forze dell’ordine. Il pentito Cavaliere ha raccontato ai magistrati napoletani: “So che in passato sulla compravendita voleva entrare anche Onorato Michele. lo ho riferito quanto mi era stato detto da Carolei Paolo a D’Alessandro Vincenzo, che ha voluto incontrare Carolei Paolo. Dopo l’incontro D’Alessandro Vincenzo mi ha detto che se la sarebbe vista Carolei Paolo. L’accordo prevedeva che noi prendessimo i soldi sulla compravendita e che poi entrassimo anche nei lavori con imprese da noi indicate. Carolei Paolo ha proposto di mandare qualcosa pure ai Cesarano per i loro detenuti. Un’altra compravendita riguardava infatti il palazzo rosso che si trovava dove c’e il Tribunale di Castellammare di Stabta, davanti c’é una rotatoria: il palazzo era sulla sinistra prima della ferrovia e del passaggio a livello. Era un palazzo grosso, che prendeva tutta la strada. Era una struttura paragonabile all’area Cirio. Carolei Paolo mi ha detto che si trattava di un parente dei Cesarano, ai quali certamente non potevamo chiedere i soldi per la compravendita. Tra noi ed i Cesarano c’era infatti un patto di non belligeranza. Carolei Paolo mi ha detto che poi noi ci saremmo presi i lavori. Ricordo che D’Alessandro Michele voleva che tutti i lavori grossi a .Castallammare di Stabia venissero fatti da Ercolano Catello (che è morto), dal figlio di Ercolano e dall’ingegnere Silvestri. Io ho detto a Carolei Paolo di parlarne con D’Alessandro Vincenzo e D’Alessandro Vincenzo m t ha detto che se la sarebbe vista Carolei. Un altro lavoro riguardava la grossa struttura dell’Aranciata Faito, dove venivano prodotte la gazzosa Faito e la birra Peroni. Anche quella era una zona confinante con l’Annunziatella…”.
10. continua
Attentato al bus turistico in Egitto: 4 morti e 11 feriti
E’ di quattro morti il bilancio dell’esplosione che ha colpito un bus turistico vicino alle piramidi di Giza, in Egitto. Oltre a due turisti vietnamiti rimasti uccisi sul posto, un terzo turista e una guida turistica egiziana sono morti in ospedale in un secondo momento per le ferite subite. Lo ha reso noto il primo ministro Mostafa Madbouly, secondo quanto riportato da diversi media arabi e internazionali. Il premier ha anche spiegato che l’autobus avrebbe deviato da una tradizionale strada di transito turistico, ritenuta “sicura” e “sorvegliata dalla polizia”. L’autista avrebbe scelto un altro percorso senza avvisare i servizi di sicurezza. Il pubblico ministero egiziano ha reso noto che 11 turisti vietnamiti sono stati feriti, insieme all’autista egiziano del bus.
Ghoulam: Tutti con Koulibaly
“Domani saremo tutti Koulibaly!”. Faouzi Ghoulam esprime cosi’ su Instagram la solidarieta’ per il suo compagno di squadra, indossando anche una maschera che riproduce il volto del difensore senegalese e che domani molti tifosi del Napoli porteranno al San Paolo per la gara col Bologna, ripetendo l’iniziativa di un paio di anni fa. “Non importa il colore della pelle – scrive Ghoulam – Non importa la religione. Non importa per quale squadra fai il tifo. Il calcio, come tutti gli sport, e’ un gioco”.
Salvini, menata razzismo e’ mare ipocrisia
Salvini, menata razzismo e’ mare ipocrisia Tifosi non tutti razzisti,cretino chi distingue per colore pelle
(ANSA) – MILANO, 28 DIC – Dopo gli ultimi incidenti prima di Inter Napoli, il governo intende “risolvere”, anche con l’incontro previsto il prossimo 7 gennaio “perche’ non se ne puo’ piu’ di gente che si prende a randellate e coltellate fuori dagli stadi”. Matteo Salvini lo ha ripetuto alla festa della Lega di Bergamo .”Certo – ha aggiunto – adesso c’e’ la menata del razzismo, questo mare di ipocrisia sparso come la nutella sul pane”. “Nel 2018 – ha osservato fra gli applausi – chi distingue un essere umano in base al colore della pelle e’ un cretino. Io distinguo le persone non fra bianchi e neri ma fra persone per bene e persone per male. Questa e’ l’unica distinzione che si puo’ fare ma dire che tutti i tifosi sono dei razzisti, dei delinquenti mi sembra assolutamente una sciocchezza”. “Magari – ha concluso – si facciano anche un esame di coscienza i presidenti di qualche societa’ calcistica che ormai pensano piu’ al fatturato che alle giovanili dei loro ragazzini”.
Camorra a Soccavo: scarcerato il presunto custode della droga del clan
Il tribunale del riesame di Napoli, ottava sezione, si è pronunciato sul primo gruppo di ricorrenti avverso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa ad inizio mese dal gip presso il tribunale di Napoli, dott.ssa Bardi, relativa a quelli che gli inquirenti ritengono essere i due gruppi camorristici egemoni del quartiere di Soccavo, i Vigilia, con base operativa a via Palazziello e i Sorianiello, capi della zona cosiddetta della 99. Le accuse che hanno portato in carcere circa 30 persone sono di associazione camorristica, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ipotesi di estorsione a danno dei commercianti della zona ed ipotesi di spaccio di stupefacenti. L’impianto accusatorio ha sostanzialmente retto, tuttavia, nell ambito dell’ associazione dedita al narcotraffico riferibile al clan Vigilia si è assistito ad una scarcerazione importante. I giudici hanno infatti annullato l’ordinanza emessa a carico di Umberto Calafiore, difeso dall’ avvocato Marco Bernardo, che era ritenuto il custode delle partite di droga per conto del clan. L’avvocato Marco Bernardo è infatti riuscito a dimostrare con accurate indagini difensive che il Giuseppe cui si faceva spesso riferimento nelle intercettazioni telefoniche poste a carico del proprio assistito, non poteva essere Giuseppe Mazzotti, quello che cioè è ritenuto il capo e promotore dell’organizzazione dedita al traffico di stupefacente. Il tribunale, pertanto, stante la incertezza degli elementi posti a suo carico, ha annullato tutti i capi accusa disponendo la scarcerazione del Calafiore.
La Città della crisi: arrivano i licenziamenti
L’assemblea dei redattori del quotidiano ‘La Citta” ha ribadito lo stato di agitazione e affidato al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero. ‘La Edizioni Salernitane srl – si legge in una nota dei giornalisti – ha comunicato ieri l’intenzione di procedere a una “riduzione strutturale dei posti di lavoro”, dando il via alle procedure di licenziamento. La decisione aziendale giunge dopo che dallo scorso gennaio i giornalisti e i poligrafici de “la Citta'” hanno accettato un contratto di solidarieta’ che ha comportato enormi sacrifici in termini sia economici che professionali’. ‘L’assemblea dei redattori ritiene inaccettabile il continuo ricorso da parte dell’azienda a minacce di licenziamento, tanto piu’ a fronte della grande disponibilita’ dimostrata dai lavoratori sia nell’accettare le forti decurtazioni sullo stipendio, sia nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi aziendali. L’assemblea contesta inoltre i dati contabili presentati dall’azienda (dai quali, comunque, si evince una forte incidenza sul passivo dei costi sostenuti per nuove operazioni editoriali rispetto alle quali la redazione aveva sollevato perplessita’) e fa rilevare che dal conto economico depositato in Camera di commercio risulta al 31 agosto 2018 un utile di esercizio che e’ evidentemente frutto del risparmio sulle spese per il personale e ha consentito di assorbire tutte le perdite di esercizio dichiarate al 31 dicembre 2017, ottenendo anche un margine di attivo. Non trovano quindi alcuna giustificazione le ulteriori politiche di ridimensionamento annunciate dall’azienda, che ha gia’ risparmiato sul costo del lavoro circa 350 mila euro. L’assemblea ritiene pertanto che non possano essere richiesti ulteriori sacrifici ai giornalisti, i quali peraltro continuano a garantire la qualita’ del prodotto sobbarcandosi un orario di lavoro oltre i limiti del contratto di solidarieta”. ‘Si ribadisce inoltre – si conclude la nota – che l’azienda non ha dato risposta a nessuna delle richieste formulate nei mesi scorsi circa la composizione della compagine societaria e le modalita’ con cui sono state calcolate le giornate di solidarieta’, modalita’ che tuttora presentano discrepanze rispetto ai fogli di presenza. Alla luce degli ultimi, inattesi sviluppi, l’assemblea ribadisce lo stato di agitazione e affida al Cdr la gestione di un pacchetto di cinque giorni di sciopero’. (l Sindacato unitario giornalisti della Campania, e la Federazione nazionale della stampa italiana, sono e saranno al fianco dei colleghi de ‘La Citta” in tutte le iniziative di lotta per garantire i livelli occupazionali. L’editore de La Citta’ di Salerno – si legge in una nota del sindacato dei giornalisti della Campania – minaccia ancora licenziamenti collettivi. E’ la terza volta in meno di due anni. Questo nonostante i grandi sacrifici che la redazione e’ stata costretta a fare per garantire l’uscita del giornale, prima con un accordo che ha inciso pesantemente sugli stipendi, poi con un’ulteriore riduzione del costo del lavoro grazie ad un contratto di solidarieta’ ancora in essere. Nonostante questo, una redazione di soli tredici giornalisti dipendenti riesce a garantire un prodotto eccellente che rappresenta il secondo quotidiano locale in Campania per numero di copie vendute e che di fronte alla crisi devastante del mercato dell’editoria riesce a reggere.
L’agenzia della Entrate della Campania ‘premurosa’ verso i suoi clienti: donati 50 defibrillatori alle sedi regionali
Agenzia delle Entrate premurosa: non possiamo perdere neanche un cliente.
50 defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) per 39 sedi delle Entrate sul territorio regionale e una rete di 104 soccorritori abilitati, tutti dipendenti dell’Agenzia che si sono offerti volontariamente. Questi i numeri dell’iniziativa, sostenuta dalla Direzione regionale, che ha portato a dotare di almeno un defibrillatore ogni sede dell’Agenzia in Campania, per promuovere la tutela della salute dei lavoratori e del pubblico che accede agli uffici.
Una volta installati i defibrillatori in tutti gli immobili dell’Agenzia presenti in regione, sono stati individuati tra i dipendenti i volontari da adibire al primo soccorso. Nel mese di novembre si è conclusa la formazione specifica sulle manovre di base di rianimazione cardiopolmonare e sull’utilizzo dei defibrillatori, per permettere anche a personale non sanitario, correttamente istruito, l’intervento in caso di arresto cardiocircolatorio, in attesa del soccorso sanitario che comunque viene allertato.
I DAE sono collocati in luoghi accessibili per essere rapidamente a disposizione degli operatori interni, ma anche degli operatori del 118, in caso di necessità per emergenze negli immediati dintorni.
La Procura valuta la veridicità dell’audio choc del tifoso del Napoli: ‘Li abbiamo uccisi’. Il giallo del lampeggiante
“Li abbiamo uccisi. Sono scese 200 persone e le abbiamo picchiate. Ne abbiamo investiti 4-5 con l’auto e siamo scesi con le mazze di ferro”. Sono le frasi choc mandate in onda da ‘Canale 21’, una nota vocale riconducibile a un tifoso del Napoli che ha preso parte agli scontri coi tifosi nerazzurri prima di Inter-Napoli disputata mercoledì sera a San Siro. “Hanno fermato tutti e hanno sequestrato dalle nostre auto picconi, mazze di legno, manganelli e tirapugni… è un peccato perché ci sono tante persone ferite sia dei nostri che dei loro -prosegue l’audio-. A loro però è andata peggio perché ne abbiamo feriti gravemente 6-7. Ci sono 4 accoltellati, uno di Napoli e tre di Milano. C’è confusione. La polizia ci ha fermato ed ha bloccato il traffico. Ora stanno controllando i feriti interisti, 5-6 sono molto gravi, uno è morto”. “Noi stavamo attaccando di nuovo 3-4 interisti quando ci siamo accorti che tra di noi c’era un loro amico morto. Allora ci hanno chiesto una tregua. Hanno spostato il morto e ci hanno applaudito per il gesto. Dopodiché abbiamo ripreso lo scontro”, conclude il tifoso napoletano riferendosi a Davide Belardinelli l’ultras nerazzurro investito da un van. Ma su questo audio ci sono molte perplessità degli investigatori che ne stanno valutando la veridicità poichè la ricostruzione non combacia con le immagini in possesso della Procura. Per i pm milanesi si è trattato di un agguato preordinato, un assalto guidato da due due persone, una delle quali impartiva ordini in francese, sfociati nelle strade di Milano in un vero e proprio “combattimento”, la definizione e’ del pm, quando i tifosi del Napoli sono scesi dai van che li trasportavano allo stadio per respingere l’aggressione. Nelle mani dei contendenti bastoni, mazze, roncole e razzi, aste e cinture. Col procedere delle ore, dalle indagini emergono nuovi particolari – alcuni ancora da confermare – sui fatti che mercoledi’ sera hanno preceduto l’incontro Inter-Napoli e portato alla morte dell’ultra’ del Varese Daniele Belardinelli, travolto da un suv di passaggio. Nuovi elementi sono attesi dagli interrogatori dei primi tre arrestati nell’inchiesta – i tifosi interisti Luca Da Ros, 21 anni, Francesco Baj, 31 e Simone Tira, 21 – per rissa aggravata dalla morte dall’ultra’ e dal ferimento di quattro supporter partenopei, lesioni e lancio di razzi. Compariranno domani davanti al gip Guido Salvini per l’udienza di convalida nel carcere di San Vittore e in quella sede sembrano intenzionati a chiarire qual e’ stato il loro ruolo negli scontri. Gli avvocati Mirko Perlino e Antonio Radaelli i quali, dopo averli visti, li definiscono “molto provati” per quanto accaduto, attribuiscono loro un ruolo “marginale” negli scontri e ne chiederanno la scarcerazione. Le indagini proseguono per identificare gli altri partecipanti alla rissa e per individuare il conducente del Suv che ha travolto Belardinelli sulla corsia opposta rispetto a quella sulla quale si trovavano gli interisti. Anche tifosi gemellati del Varese e del Nizza hanno preso d’assalto la colonna di van con a bordo i napoletani che sarebbe stata segnalata dalla Digos di Napoli, e individuata al casello di Melegnano (dove di solito vengono agganciati i tifosi in auto) prima di entrare in citta’. Questo aspetto della ricostruzione e’ ancora in corso di accertamento, cosi’ come la circostanza che la colonna fosse preceduta da una macchina della polizia con i lampeggianti accesi. I pm che hanno chiesto la convalida scrivono, comunque, che tra nerazzurri e partenopei c’e’ stato un “combattimento”. All’assalto con bastoni, mazze, roncole e razzi, “i tifosi del Napoli – ricostruiscono gli inquirenti – arrestavano i mezzi, scendevano dagli stessi con aste e cinture, aggredivano a loro volta i tifosi dell’Inter, intrattenevano con loro un combattimento”. Secondo alcune testimonianze agli atti, a dirigere l’assalto ai van sarebbero state due persone, una delle quali impartiva ordini in francese e i testimoni riferiscono di aver visto “tre o quattro persone” che trasportavano un uomo (Belardinelli, ndr.) che aveva “i pantaloni stracciati”, mentre i soccorritori urlavano: “Ha le gambe rotte”. Il questore, Marcello Cardona, ha emesso sette ‘Daspo’ a carico di ultras interisti. Si tratta di sette dei nove indagati (compresi gli arrestati) e il provvedimento e’ esteso alle competizioni internazionali: buona parte di loro risulta avere numerosi precedenti penali e cinque erano gia’ stati colpiti da Daspo (emessi anche in altre province).
Napoletani scomparsi in Messico: de Magistris scrive al ministro Moavero
Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e’ intervenuto nuovamente sulla vicenda dei tre concittadini scomparsi in Messico. Dopo un primo fattivo intervento del sindaco – si sottolinea in una nota diffusa dal Comune – come e’ stato riconosciuto dagli stessi familiari dei tre scomparsi, una loro delegazione fu ricevuta dall’allora ministro degli Esteri , Angelino Alfano. A questo intervento ne sono seguiti molti altri, anche con dichiarazioni pubbliche, incontri diretti con i familiari, ma anche attraverso l’azione dei collaboratori del sindaco, che fin dai primi momenti, hanno affiancato ed offerto sostegno alle famiglie. Oggi de Magistris – informa la nota – ha anche inoltrato una lettera ufficiale all’attuale responsabile del dicastero della Farnesina il ministro Enzo Moavero Milanesi con la richiesta di incontrare le famiglie dei tre napoletani. L’iniziativa del primo cittadino – spiegano dal Comune – ha cosi’ voluto offrire alle famiglie un ulteriore segno di vicinanza e solidarieta’ dell’amministrazione comunale che fin dai primi giorni sta seguendo con apprensione la vicenda pur, come ben si comprende, non avendo alcuna competenza in materia.
Morto Umberto Marzotto, aveva 92 anni
E’ morto oggi, all’eta’ di 92 anni, Umberto Marzotto, uno dei rappresentanti della grande famiglia vicentina del tessile. Terzo figlio del conte Gaetano junior e fratello di Pietro, l’uomo che guido’ l’ascesa mondiale dell’azienda, scomparso nell’aprile scorso, Umberto Marzotto soffriva da tempo di una patologia degenerativa. Era l’ex marito di Marta, e padre di Matteo Marzotto. La camera ardente – si apprende da fonti della famiglia – si aprira’ il 2 gennaio nella sede di Zignago Spa, a Portogruaro in provincia di Venezia, mentre i funerali saranno celebrati il 3 gennaio, nel Duomo di Valdagno in provincia di Vicenza. Cordoglio alla famiglia da tutto il mondo dell’imprenditoria italiana.
Liberate in extremis due auto intrappolate nel passaggio a livello col treno in arrivo
Liberate in extremis due auto intrappolate nel passaggio a livello col treno in arrivo. Due automobili bloccate nel passaggio a livello di via Unità Italiana a Caserta. Nel tardo pomeriggio di oggi nel Capoluogo, dove le vetture sono rimaste intrappolate all’interno delle sbarre col pericolo del passaggio del treno. Fortunatamente le sbarre sono state nuovamente alzate per permettere agli automobilisti di liberare il transito. Già più di una volta in Via Unità d’Italia nel pieno centro di Caserta si era rischiato grosso con le sbarre che non si chiudono al passaggio del treni.
Lucchese venduta per un euro, ovviamente più debiti…
La As Lucchese Libertas, che milita in serie C, ha cambiato proprieta’. Il 98% delle quote societarie e’ stato ceduto a una cordata di nuovi soci il cui rappresentante legale e’ l’imprenditore romano Aldo Castelli. Il passaggio di quote e’ stato illustrato in una conferenza stampa con l’amministratore unico Umberto Ottaviani e l’ex guadalinee di serie A Enrico Cenniccola. Castelli ha detto di aver acquistato la Lucchese al prezzo simbolico di 1 euro, prendendosi in carico debiti per un 1 milione e 170 mila euro. La presentazione pero’ e’ stata sospesa e differita di alcune ore per le forti proteste dei tifosi lucchesi che temono che l’annunciata acquisizione nasconda una strategia per portare la societa’ verso il fallimento.
Caso Koulibaly, la Uefa: ‘Non rispettato il protocollo antirazzismo’
La Uefa e la Federazione internazionale dei calciatori professionisti (FIFPro) condannano i ‘buuu’ a Koulibaly, in Inter-Napoli: si dicono “molto preoccupate per questo inaccettabile incidente razzista e da quello che sembra essere un mancato rispetto del protocollo antirazzismo ampiamente condiviso in tre fasi”. Le organizzazioni “applaudono alle immediate azioni intraprese dalle autorita’ calcistiche italiane” e “le sostengono in ulteriori misure adottate per una politica di tolleranza zero”. “Tuttavia, FIFPro e UEFA sono molto preoccupate per questo inaccettabile incidente razzista e da quello che sembra essere un mancato rispetto del protocollo antirazzismo ampiamente condiviso in tre fasi – si sottolinea nella nota pubblicata sul sito ufficiale -. Koulibaly, un difensore franco-senegalese, e’ stato oggetto di cori razzisti e, nonostante gli annunci dello speaker dello stadio, i cori non si sono fermati. Inoltre, sembra che lo staff di allenatori del Napoli avesse gia’ informato piu’ volte l’arbitro dei cori razzisti. Entrambe le organizzazioni sono del parere che i cori razzisti verso Koulibaly, che ha lasciato il campo per doppia ammonizione, siano inaccettabili e non debbano esistere nel calcio”.
Figc: fascicoli aperti su Adl, Cairo e Preziosi
La procura federale ha aperto fascicoli sulle dichiarazioni di tre presidenti di club di Serie A. Si tratta del numero 1 del Genoa, Enrico Preziosi (procedimento avviato nei giorni scorsi), del patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e del massimo dirigente del Torino, Urbano Cairo
Napoli, ricorso per Koulibaly e Insigne
Il Napoli presenterà ricorso sulle squalifiche per due giornate di Kalidou Koulibaly e Lorenzo Insigne. Su Insigne il Napoli proverà ad eccepire sull’entità dell’offesa all’arbitro Mazzoleni, mentre per Koulibaly il club di De Laurentiis chiederà che si tenga conto del contesto ambientale che avrebbe generato la reazione del difensore, oltre alla richiesta dello stesso giocatore di sospendere la partita.
Morte e rivolta nel carcere di Lucca: la Procura apre un’inchiesta
La procura di Lucca, col sostituto Enrico Mariotti, ha aperto un’inchiesta sulle tensioni avvenute nel carcere cittadino nelle ultime 48 ore dopo la morte, probabilmente per cause naturali, di un detenuto italiano. Il magistrato nell’ambito delle indagini ha disposto l’autopsia proprio per dirimere subito la questione della causa della morte. Richiesta l’acquisizione dei rapporti e dei verbali della polizia penitenziaria sui fatti. Seguiranno poi altri accertamenti. Protesta, intanto, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe ricostruendo in una nota i fatti con Donato Capece, suo segretario generale. “E’ successo – scrive Capece – che il 26 dicembre e’ morto un detenuto italiano, sembra per cause naturali, e nella stessa serata gli occupanti di due sezioni hanno inscenato una protesta con battiture sonore sulle inferriate. Nella prima mattinata del 27 dicembre, invece, un detenuto italiano ha gettato del caffe’ verso un detenuto tunisino, il quale poi e’ stato aggredito fisicamente per le scale della Terza sezione. Lo straniero e’ stato inviato presso l’ospedale facendo poi rientro in carcere verso le 15”. “Era prevedibile – prosegue Capece – che vi fosse una rivalsa, e infatti verso le 13.15 nei cortili della Terza sezione, un tunisino ha cercato prima di aggredire con pugni tre italiani poi ha divelto la porta e armatosi di un ferro ha cercato di colpire gli stessi. Prontamente gli agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti evitando il peggio”. “Purtroppo – riferisce il segretario generale del Sappe – nella Terza sezione sono ristretti vari detenuti con problemi psichiatrici e per vari motivi si sfogano aggredendo verbalmente il personale, creando caos nei reparti. A Lucca abbiamo un personale di Polizia Penitenziaria sempre piu’ sotto organico, senza mezzi idonei e senza adeguati fondi in una struttura penitenziaria critica nell’indifferenza totale di tutte le autorita’ preposte ad una legittima esecuzione penale. Gli eventi critici violenti ormai sono quotidiani e ricadono oltre che sugli stessi detenuti anche e soprattutto sulle donne ed uomini in divisa della polizia penitenziaria. Eroi silenziosi. E’ inammissibile che il personale di Polizia Penitenziaria debba continuare a subire queste aggressioni, senza avere alcun mezzo idoneo – tipo il taser – per difendersi”. Capece esprime “apprezzamento e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Lucca” ed auspica che “il ministero della Giustizia riconosca loro una adeguata ricompensa per le eccellenti capacita’ professionali e umane con le quali hanno gestito il gravissimo evento critico, che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze se l’intervento degli Agenti non fosse stato tempestivo. Un grazie a loro – all’unico Ispettore in servizio a Lucca, ai pochi colleghi e al Comandante di Reparto, peraltro in missione”.
M5S: “Casoria, sfiducia a Fuccio conseguenza inevitabile dell’azione di finte maggioranze”
“La sfiducia al sindaco di Casoria Fuccio a seguito delle dimissioni di 14 consiglieri comunali è l’effetto annunciato dell’opera di una finta maggioranza i cui protagonisti avevano in comune la sola bramosia di potere e di controllo degli interessi di parte. Nulla a che vedere con lo sviluppo economico e sociale della comunità di Casoria. Maggioranze che, inevitabilmente, si dissolvono come neve al sole, con la conseguenza di lasciare la città senza alcun governo. Avremmo preferito, nell’ottica di dinamiche trasparenti, portare questa sfiducia in consiglio comunale. Ma ora dobbiamo impegnarci per restituire dignità a un territorio strategico dell’hinterland a Nord del capoluogo, attraverso politiche nella direzione dell’interesse dei cittadini che potranno essere garantite soltanto da un’amministrazione a guida 5 Stelle”. E’ quanto dichiarano il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Tommaso Malerba e la portavoce al Consiglio comunale di Casoria Elena Vignati.
“In questi anni in Consiglio comunale ci siamo battuti per dotare la città degli strumenti necessari affinché vigesse il principio della democrazia partecipata. Un’impresa che porteremo a termine a partire dalla prossima Primavera. È finita l’era Fuccio e oggi è l’alba di una nuova stagione. Una stagione di cambiamento per Casoria e i suoi cittadini”.
Vomero: il 2018 finisce con traffico, buche e spazzatura
“ Queste festività natalizie al Vomero passeranno come le peggiori dal dopoguerra ad oggi – denuncia Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Sono nato e vivo nel quartiere collinare e posso assicurare che il degrado al quale si assiste in questi giorni non si era mai visto, neppure negli anni di crisi “. “Innanzitutto va rimarcata l’assenza di luminarie in molte strade del quartiere, nonostante la presenza di circa duemila esercizi commerciali a posto fisso – afferma Capodanno -.Così come bisogna sottolineare la presenza di numerose buche e di avvallamenti che si vanno manifestando lungo carreggiate e marciapiedi, a partire dagli assi principali di via Scarlatti e via Luca Giordano “.“Ma quello che lascia interdetti è lo stato di sporcizia e d’incuria che domina in buona parte del quartiere – continua Capodanno -. Stamani cumuli di spazzatura erano presenti in numerose strade, per lo più concentrati nei pressi delle campane per la raccolta differenziata. Una situazione che ha lasciato esterrefatti anche i numerosi turisti in visita, offrendo un’immagine di degrado inaccettabile “. “Un altro capitolo dolente è la presenza degli ambulanti abusivi che, in questo periodo, approfittando della mancanza di controlli da parte dei tutori dell’ordine, hanno invaso diverse aree, tra le quali, rimanendo nell’ambito della municipalità collinare, piazza degli Artisti e via Pacio Bertini, nei pressi del parco Mascagna “. “Infine il triste capitolo della viabilità, con ingorghi dappertutto. Un solo nastro di lamiere che ha invaso l’intero quartiere – conclude Capodanno -. Il Vomero, purtroppo, paga pesantemente, con ripercussioni negative anche sul settore commerciale, che rappresenta buona parte dell’economia vomerese, l’assoluta mancanza di un qualsivoglia dispositivo di traffico per il periodo natalizio. Una situazione che sta causando notevoli conseguenze sulla collina anche sul piano dell’inquinamento. Tra l’altro risulta del tutto carente, in questo periodo, la vigilanza, che invece, proprio in previsione del notevole traffico, andava incrementata “.



