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4 gare delle Nazionali in diretta su Facebook e sul canale YouTube della Figc

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Le Nazionali Azzurre vanno in Rete! Sul canale YouTube Figc Vivo Azzurro Nazionale Italiana di Calcio e sulla pagina Facebook della Nazionale Italiana di Calcio verranno trasmesse nei prossimi giorni in diretta streaming quattro gare delle Nazionali Under 17 e Under 19 maschili e della Nazionale Femminile. La Figc punta cosi’ ad accrescere la visibilita’ mediatica delle sue nazionali, rendendo un servizio utile a tutti i tifosi che potranno seguire sul web quattro sfide ricche di fascino. Si parte mercoledi’ 16 gennaio con la doppia amichevole con la Spagna che vedra’ impegnate le due Nazionali giovanili maschili: ad aprire le danze sara’ l’Under 19 di Federico Guidi, che alle 14 ospitera’ le piccole Furie Rosse allo stadio ‘Alberto Pinto’ di Caserta. Alle 19 sara’ poi la volta del match dell’Under 17, che andra’ a far visita ai pari eta’ della Spagna al ‘Fernando Torres Stadium’ di Fuenlabrada. Due test probanti per le compagini Azzurre in vista dei rispettivi impegni nella Fase e’lite del Campionato Europeo. C’e’ grande attesa anche per i primi due incontri del nuovo anno della Nazionale Femminile, che a giugno tornera’ a disputare la Fase finale della Coppa del Mondo a vent’anni di distanza dall’ultima volta. Il cammino verso il Mondiale iniziera’ venerdi’ 18 gennaio (ore 18) allo Stadio ‘Carlo Castellani’ di Empoli, dove le Azzurre affronteranno in amichevole il Cile. Un match che tifosi e appassionati potranno seguire sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della FIGC al pari della seconda amichevole di questo inizio 2019, che martedi’ 22 gennaio (ore 18) vedra’ la squadra guidata da Milena Bertolini opposta al Galles allo stadio ‘Dino Manuzzi’ di Cesena.

Arzano, Cemento&Camorra, i referenti del clan Moccia in fibrillazione: è caccia all’architetto della camorra

Arzano. Cemento & camorra, città sotto scacco. I referenti del clan Moccia in fibrillazione: è caccia all’architetto della camorra. Basta toccare i fili giusti per scatenare il “sistema” fatto da tecnici, amici degli amici, politici e imprenditori che in questo momento sarebbero impegnati in importanti operazioni di riciclaggio e gestione e controllo del territorio proprio come fanno i gruppi malavitosi con tanto di “affiliati” nei vari settori della società civile da utilizzare a secondo dell’obiettivo da colpire. Nulla deve sfuggire e nessuno deve parlarne o ostacolare il fiume di soldi in giro per Arzano. Non bisogna profferire parola alcuna pena il linciaggio o l’intimidazione. Le operazioni proseguono e sono proseguite in questi anni sotto gli occhi di tutti nonostante vi siano a corollario interrogazioni parlamentari e un intero capitolo dedicato, proprio nel decreto di scioglimento del 2015 in cui il Ministero dell’Interno scrive che: ”Ulteriore elemento di concretezza evidenziato dalla commissione d’accesso riguarda la vicenda del frazionamento di un’area di proprietà di un gruppo immobiliare, riconducibile allo stretto collaboratore del sindaco, di cui si è già riferito, il quale per altro risulta, secondo quanto emerge dalla relazione prefettizia, in stabili contatti con ambienti legati alla criminalità organizzata e in particolare al clan egemone. Attraverso il frazionamento del terreno in lotti e la cessione di quote societarie tra aziende collegate, è stata inequivocabilmente realizzata una lottizzazione abusiva cartolare, tollerata dall’amministrazione comunale che, ancora una volta, non ha disposto i dovuti controlli finalizzati all’adozione dei provvedimenti di demolizione. Ancor più grave appare la circostanza che la stessa società ha ottenuto un’autorizzazione per lo svolgimento di un’attività commerciale, in assenza dei presupposti di legge, grazie all’inerzia dell’amministrazione”. Insomma, come se nulla fosse cambiato, i poteri forti vanno avanti e in molti giurano che se dovessero saltare le operazioni da milioni di euro, vi sarebbero contraccolpi inimmaginabili. Nonostante la corsa ai ripari.

 Luca Rossi

‘La maledizione dell’acciaio’ di Oreste Ciccariello, da un’idea di Gigi&Ross, al Cricolo Ilva di Bagnoli

“La maledizione dell’acciaio” (Rogiosi editore), scritto da Oreste Ciccariello, da un’idea di Gigi&Ross, impreziosito dalla prefazione del magistrato Catello Maresca, arriva al Circolo Ilva, mercoledì 23 gennaio, alle 19.00. La storia raccontata da Oreste Ciccariello arriva nella sua casa perché è una storia dedicata a una delle pagine più belle, rivoluzionarie e dolorose della storia di Napoli: Bagnoli e l’Italsider. Quel quartiere straordinario che negli anni ’30 era meta ambita del turismo d’élite e che oggi, dopo tanti plastici mostrati e mai diventati esecutivi, è sovrastato dalla presenza ingombrante e sterminata dell’Italsider. Qualche ciminiera saltata verso la fine degli anni ’90 era parsa preludio di una rinascita concreta. Il mostro d’acciaio è ancora là. Portatore di morte e deturpatore di un panorama e di un quartiere, di cui si continua ad auspicare la meritata rinascita e la dovuta bonifica.
“Un mondo migliore è auspicabile e può diventare reale solo con l’impegno quotidiano di ognuno di noi – dichiara l’editore Rosario Bianco -. Pubblicare libri come ‘La maledizione dell’acciaio’ vuol dire riportare l’attenzione su questioni che vivono di onde mediatiche alte e improvvisi silenzi. Intanto, il tempo passa e nulla cambia. La speranza è che davvero tutto quanto mostrato e raccontato su Bagnoli e Italsider riesca a diventare realtà. Sarebbe una fantastica storia a lieto fine, dopo tanta sofferenza”.
“Mio padre mi ha insegnato, fin da quando ero bambino, a puntare un obiettivo preciso e cercare poi di raggiungerlo in tutti i modi: tutto quello che sono riuscito a fare fino a questo momento nel mio percorso professionale è frutto di questo insegnamento, della mia voglia di lottare, di non arrendermi, stimolata dalla capacità di crederci. Questa è la speranza che resta alla nostra gente, troppo spesso rassegnata a un destino che non può essere ineluttabile. Perché fermarsi, non combattere per ciò che si ama e in cui si crede non è l’atteggiamento giusto – scrive nella prefazione il magistrato Catello Maresca –. […] Bagnoli, terra di mare e di sole, deturpata da chi non ha saputo – o voluto – coglierne fino in fondo la bellezza e l’armonia, e poi dimenticata, abbandonata a se stessa e alla tristezza di ricordi che parlano il linguaggio della sofferenza”.
“Nella pagine della ‘Maledizione dell’acciaio’ il lettore trova una bella storia di resistenza, di forza di volontà – racconta l’autore Oreste Ciccariello –. La volontà di non arrendersi davanti agli ostacoli. La maledizione che si trova nel titolo diventa, in fondo, una benedizione, perché alcune battaglie vanno combattute solo se hai le armi per intraprenderle e questo è vero. Ma se le armi non le hai in partenza, la forza di volontà ti aiuterà a trovarle. Il protagonista del romanzo, Massimo Mancini, è un supereroe, che, come tutti i supereroi della Marvel ha nome e cognome con le stesse iniziali, e combatte contro l’ecomostro Italsider per amore nei confronti del suo territorio ma anche perché influisce sulla sua vita portandogli via pezzi di amore e di cuore”.

“Il libro avrebbe dovuto chiamarsi ‘Fino alla fine’, perché tra le righe delle sue pagine c’è tanta forza e tanta resistenza – racconta Ross –. Gigi e io stavamo lavorando alla sceneggiatura di questo lavoro e proprio in quel periodo c’è stato l’incontro con Oreste Ciccariello che ci ha proposto di farne un romanzo. Abbiamo accettato subito e così nasce ‘La maledizione dell’acciaio’, un libro che trova la sua anima della verità e nelle battaglie senza resa, perché se una cosa è più forte di te può sconfiggerti ma vale la pena lottare fino alla fine, senza fermarsi davanti agli ostacoli e senza darla subito vinta all’avversario”.
“Una delle primissime domande che è stata fatta a me e Ross su questo lavoro è perché noi due, coppia che arriva al pubblico e alla stampa per la sua comicità, decide di dedicarsi a un progetto così delicato e così impegnativo – racconta Gigi –. Credo che fondamentalmente far ridere voglia dire toccare delle corde molto intime. E questo richiede una certa sensibilità. La stessa che ti consente di guardare le cose con uno sguardo più profondo e che ti dà il coraggio di non voltarti dall’altra parte. Proprio come fa Massimo, il protagonista di questa storia. Una storia che ha in sé tanti sentimenti. Rabbia, coraggio, tristezza, malumore, gioia, determinazione. Elementi che, spesso, ti danno la forza di salire sul palco e affrontare il pubblico”.
Il libro racconta l’eterna lotta contro il male, contro il buio, contro l’arido è troppo spesso ad armi impari quando sei solo un pizzico di bene, una fioca lucina, un piccolo angolo di mare. Se il male, il buio e l’inferno vengono confinati all’interno di un enorme ecomostro d’acciaio e tu sei solo un piccolo uomo, la battaglia è già persa in partenza. Anche se resti inerme, però, non sopravvivi… il mostro ha troppa fame. Quindi vale la pena combattere. Così fa Massimo Mancini quando decide di affrontare l’Italsider, l’avvelenato mostro di acciaio di Bagnoli che gli ha portato via il padre. Lo fa con le armi dell’uomo comune, studiando per laurearsi ed entrare nella commissione di bonifica dell’Italsider. Ma è proprio entrando nelle viscere del mostro che Massimo scoprirà segreti, complotti che mai avrebbe potuto immaginare. E poi la maledizione che gli cambierà la vita: l’acciaio avvelenato che gli entrerà fino a dentro facendolo sentire mai così vivo ma irrimediabilmente morto. La maledizione che gli darà, forse, la forza per combattere finalmente ad armi pari contro il mostro di acciaio che intanto ha generato tanti altri mostri fatti di carne e ossa. In un susseguirsi di rivelazioni, colpi di scena, amicizie rovinate e amori mai finiti, e nella cornice di una straordinaria e maledetta Bagnoli, finalmente Massimo accenderà una luce accecante nel buio e sarà il mare che inonderà la terra arida, vincendo una battaglia di una guerra purtroppo ancora molto lunga, perché da qualche parte un altro mostro sta già oscurando ogni debole fonte di luce.

 

Il Comune di Arezzo intitola una strada a Oriana Fallaci

Una strada intitolata a Oriana Fallaci. A ricordare la giornalista e scrittrice fiorentina è il Comune di Arezzo che proprio questa mattina, per mano del sindaco Alessandro Ghinelli, alla presenza dei parlamentari Riccardo Nencini e Tiziana Nisini, ha inaugurato la targa.
“Si tratta di un gesto di grande sensibilità da parte del Comune di Arezzo, sono molto felice che anche Arezzo abbia una strada dedicata ad Oriana Fallaci”, ha commentato Riccardo Nencini. Il sindaco Ghinelli ha spiegato che “con la scopertura della targa si completa un iter partito qualche tempo fa per l’intitolazione della strada a Oriana Fallaci. La nuova denominazione anche i soccorsi dato che la vecchia denominazione di via Trasimeno comprendeva anche questo tratto in realtà interrotto dalla ferrovia e dunque spesso foriero di errori per le ambulanze”.
Durante gli ultimi anni di vita, la posizione di Oriana Fallaci (1929 – 2006) contro l’Islam, in seguito agli attentati dell’11 settembre, fece molto discutere. Al tempo viveva a New York dove si era trasferita in seguito alla pubblicazione di “Insciallah”. Viveva in un villino a due piani di Manhattan dove si creò una specie di isolamento. I suoi dodici libri hanno venduto circa venti milioni di copie in tutto il mondo. Come reporter resterà nella storia la famosa intervista all’ayatollah Khomeini, durante la quale la Fallaci gli rivolse domande dirette sulla condizione dela donna in Iran dandogli del “tiranno”. Si tolse il chador che era stata costretta a indossare per poter incontrare Khomeini e dopo questo gesto l’ayatollah le disse che la veste islamica era per donne “perbene”, abbandonò la stanza e concluse l’intervista il giorno seguente. All’affronto della reporter, l’irritato Khomeini fece riferimento a lei chiamandola “quella donna” e indicandola come esempio da non seguire. Oriana Fallaci morì di cancro ai polmoni a settantasette anni, a Firenze come da suo desiderio: “Voglio morire nella Torre dei Mannelli guardando l’Arno dal Ponte Vecchio”. Era il quartier generale dei partigiani che comandava mio padre, il gruppo di Giustizia e Libertà. Azionisti, liberali e socialisti. Ci andavo da bambina, con il nome di battaglia di Emilia. Portavo le bombe a mano ai grandi. Le nascondevo nei cesti di insalata.”

I controlli automatici che ogni operatore di gioco online deve garantire secondo la legge italiana

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Il gioco d’azzardo digitale sta crescendo di anno in anno a ritmi molto veloci. Se consideriamo il solo caso italiano la crescita è stata quasi del 60% dal 2015, la raccolta del 2017 ha superato i 25 miliardi di euro e il settore rappresenta ormai più del 20% dell’intero mercato.

A queste cifre imponenti corrisponde un incalcolabile numero di transazioni, depositi e prelievi, passaggi nei quali possono celarsi svariati tentativi di frode ai danni dello Stato. Su questo punto vale la pena di fare una premessa: non possono avvenire frodi ai danni dei giocatori da parte degli operatori di gioco, se questi hanno ricevuto la licenza da parte dell’ente regolatore.

La stringente e severa regolamentazione da parte di Agenzie Dogane e Monopoli (ADM ex AAMS) prevede che vi sia una certificazione delle giocate da parte di SOGEI, azienda interna al Ministero dell’Economia e delle Finanze che passa al vaglia ogni giocata e, eventualmente, valuta ogni ricorso da parte dei giocatori.

  • Frodi nel gioco d’azzardo in Italia

I giochi d’azzardo online ben si prestano alle pratica fraudolente, alcuni più di altri come ad esempio i cosidetti skill games, giochi di carte come briscola o poker, giochi dove al tavolo siedono pochi astanti ed è facile indirizzare l’andamento della partita (se ci si è messi preventivamente d’accordo).

Facciamo conto che due giocatori complici si sfidino in una partita uno contro uno depositando 10 euro a testa, formando un piatto da 20 euro al quale ne vanno sottratti 2 (supponendo una commissione di gioco del 10%). In pratica i due giocatori possono riciclare una certa somma di denaro “pagando” la commissione stabilita dall’operatore.

Un’operazione che su queste somme è praticamente impossibile da intercettare, gli indicatori che possono essere d’aiuto sono la frequenza di gioco di questi account, partite con cifre particolarmente alte, la ricorrenza di particolari giorni in cui si svolgono questa sorta di appuntamento.

Questo fenomeno viene chiamato in gergo tecnico ‘chip dumping’ ovvero scarico delle fiches, visto che uno dei due giocatori finisce per “regalare” i propri gettoni all’altro a prescindere dalla sorte del gioco.

Un altro tipo di frode esistente sin dagli esordi digitali del gioco d’azzardo: il multi-accounting. In pratica il giocatore tenta di riuscire a creare più account riconducibili alla sua persona, con lo stesso operatore, per sedere allo stesso tavolo di gioco occupando più sedie. Si tratta di quelle truffe che aumentano di sofisticatezza insieme al progresso tecnologico. Oggi è semplicissimo individuare l’indirizzo IP di un account, e sapere se altri si sono già iscritti da quell’indirizzo, ma esistono anche dei software che permettono di celare il proprio IP.

  • Cosa devono automatizzare gli operatori di gioco a distanza italiani?

Per governare al meglio un mercato così ampio l’Italia ha recepito alla lettera le direttive antiriciclaggio stabilite dall’Unione Europea e può vantare, in questo specifico caso della sua giurisprudenza, una legge moderna ed efficace.

La IV direttiva antiriciclaggio fu emanata dall’UE nel 2015, l’emiciclo di Strasburgo lavoro con una certa velocità sotto il peso degli attentati dei primi mesi di quell’anno che, secondo le indagini, potevano esser state finanziate anche attraverso lo spostamento di denaro sui conti del gioco d’azzardo online, nelle modalità che abbiamo illustrato prima.

Con la V direttiva antiriciclaggio, pubblicata nel 2018, si portano poche novità alla norma, prevalentemente un’estensione di validità anche su altri ambiti di applicazione. Entrambe le direttive si concentrano sui controlli che devono essere effettuati e automatizzati dagli operatori di gioco a distanza e sulla libera circolazione dei dati riscontrati dagli organi di controllo, per un atteggiamento più utile e comunitario di lotta al problema.

  • Decreto Legge n. 90 del 25 maggio 2017

Con il Decreto Legge n. 90 del 25 maggio 2017 la giurisprudenza italiana recepisce entrambe le direttive antiriciclaggio dell’Unione Europea e va a modificare il Decreto Legge n. 231 del 21 novembre 2007. Si tratta di modifiche che riprendono il focus su quali tipo di controlli debbano provvedere ad automatizzare i fornitori dei giochi.

In particolare riferimento al gioco d’azzardo sul web si stabilisce che vadano posti al vaglio:

lo stato dei conti di gioco ed in particolare quelli sospesi e quelli sui quali vi siano movimentazioni rilevanti;

  • i conti di gioco caratterizzati da una concentrazione anomala di vincite o perdite in un arco temporale limitato, specie se verificatesi su giochi in cui c’è interazione tra giocatori;
  • la tipologia degli strumenti di ricarica utilizzati;
  • la frequenza e le fasce orarie delle transazioni di ricarica del conto di gioco;
  • l’individuazione di anomalie nell’utilizzo del conto di gioco per come desumibili dal rapporto tra depositi e prelievi.

In merito, invece, al controllo dell’identità reale dietro gli account di gioco si stabilisce di:

  • procedere all’identificazione e alla verifica dell’identità di ogni cliente non solo in apertura di conto di gioco ma anche al momento di eventuali modifiche (come ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88);
  • consentire operazioni di ricarica dei conti di gioco solo a chi ne detiene la titolarità e in possesso di un mezzo di pagamento idonei a garantire la piena tracciabilità dei flussi finanziari connessi alle operazioni di gioco;
  • acquisire e conservare, per un periodo di dieci anni dalla relativa acquisizione, nel pieno rispetto delle norme dettate dal codice in materia di protezione dei dati personali.

 

 

 

 

 

 

 

Abete: Cori razzisti? Problema non è norma, ma l’applicazione

“La questione dei cori razzisti e antisemiti? In tanti vogliono reprimere questi comportamenti e allontanare l’immagine negativa che queste situazioni comportano. Il problema però non è la norma, ma l’applicazione della norma”. Lo ha detto Giancarlo Abete, vice presidente Uefa, ai microfoni di Radio Marte. “In occasione del consiglio federale che dovrebbe essere a fine mese, dovrà affrontare il protocollo e mi pare che l’attenzione di Gravina sia orientata a migliorare il protocollo affinchè venga applicato per limitare i danni di delinquenti travestiti da tifoni fanno al mondo del calcio”, ha spiegato l’ex numero uno della Federcalcio. “Il razzismo è una problematica di livello mondiale e la norma italiana è sempre stata attenta a riconoscere. Uefa e Fifa – hanno proseguito – hanno chiesto maggiore sensibilizzazione, lo hanno fatto anche a seguito dei buu a Koulibaly richiamando l’esistenza del quadro normativo e la necessità di rispettare il protocollo. Ogni volta che si poe l’attenzione su questo tema – ha sottolineato – in parallelo emergono questi signori che rivendicano il loro fuori dalle norme dando vita a manifestazioni inaccettabili. Uefa e Fifa hanno allenato tutti e ribadito che c’è una norma che va rispettata”. Secondo Abete “il consiglio federale credo che interverrà per migliorare l’applicazione del protocollo”.

Ischia, aggredisce i poliziotti: in manette 43enne

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Ischia hanno arrestato Salvatore Chartier, 43enne , con precedenti di polizia per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. I poliziotti sono intervenuti su segnalazione della centrale operativa in una abitazione in via Leonardo Mazzella per persona in stato di agitazione. Il 43enne alla vista degli agenti ha sin da subito avuto un atteggiamento violento nei loro confronti e di altre persone presenti in casa. Gli agenti, con non poche difficoltà, sono riusciti a bloccare l’uomo ed arrestarlo. Il 43enne in stato arrestato è in attesa del rito direttissimo che si terrà in giornata.

Fontana Trevi: Pd, ennesima figuraccia mondiale Raggi

“Il Daily Telegraph, il Times e il Sueddeutsche Zeitung sono solo alcuni dei giornali esteri che oggi riportano la notizia sull’assurda decisione della sindaca Raggi di rivedere le procedure di affidamento per le monetine di Fontana di Trevi. Fondi utilizzati fin dal 2001 per progetti di solidarieta’ promossi dalla Caritas di Roma dal 31 marzo dovrebbero essere destinato ad altro”. Cosi’ in una nota il capogruppo del PD capitolino Giulio Pelonzi. “Dopo l’ennesima figuraccia mondiale, in Campidoglio va in scena il ripensamento e la Raggi ritratta le sue decisioni. Per fortuna, meglio tardi che mai. Resta pero’ la macchia di un’amministrazione incapace di progettare futuro e modernizzazioni infrastrutturali ma solo di creare guasti laddove non se ne sente proprio il bisogno”, conclude.

Uefa, l’Italia chiamata a dar risposte

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“L’Uefa non e’ responsabile della sicurezza di 55 federazioni, ma fornisce standard e indicazioni di supporto. Sono le istituzioni italiane che devono fornire risposte chiare e soluzioni per risolvere i problemi”. Lo ha detto Kenny Scott, responsabile sicurezza dell’Uefa, intervenendo al convegno sulla prevenzione della violenza negli stadi organizzato dal Sassuolo Calcio al Mapei Stadium di Reggio Emilia e sollecitato dal moderatore dell’incontro, Matteo Marani vicedirettore SkySport, sui fatti di Milano, dove il 26 dicembre e’ morto l’ultra’ Daniele Belardinelli.

Supercoppa Italiana, ecco l’arbitro

Sarà Luca Banti di Livorno ad arbitrare la finale della Supercoppa Italiana, Juventus-Milan, in programma mercoledì 16 gennaio a Gedda. Assistenti Preti e Passeri, per la Var Guida e Vuoto. Quarto uomo Di Bello.

Calcio: Gabrielli, stop gara spetta a responsabile ordine pubblico

“Le norme sono molto chiare. La responsabilita’ ultima sulla sospensione o l’interruzione della partita spetta a chi ha la responsabilita’ dell’ordine pubblico”. Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, intervenuto al convegno “Calcio e ordine pubblico” in corso allo stadio Mapei di Reggio Emilia. “L’arbitro – ha spiegato Gabrielli – ha una responsabilita’ per quanto riguarda quello che avviene nel rettangolo di gioco. Ma quello che avviene all’esterno del rettangolo di gioco appartiene in maniera ultimativa a chi ha la responsabilita’ dell’ordine pubblico. Sostengo questo non perche’ in qualche modo voglio svilire il ruolo e l’importanza dei segnali che attori qualificati del mondo dello sport possono dare. Ma – ha sottolineato il Prefetto – quando siamo in presenza di decine e decine di migliaia di spettatori, la sospensione e ancora di piu’ l’interruzione di una gara implica valutazioni che non sono eminentemente di carattere sportivo”. Gabrielli, a tal proposito ha citato “il deflusso” e “la possibilita’ che si realizzino incidenti. L’interruzione del derby a Roma – ha concluso – provoco’ gravissimi incidenti al di fuori dell’impianto sportivo”. 

Tajani: Razzismo? Rispettare regole, Inter-Napoli andava fermata

“Credo si debbano rispettare le regole internazionali. Le partite si sospendono per far capire che le regole vanno rispettate. Forse bisognava far così anche in occasione di Inter-Napoli”. E’ il giudizio di Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, in merito ai fatti di San Siro. “Mi auguro che certi cori non si ripetano, è una questione di educazione – ha aggiunto ai microfoni di ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento – Speriamo che le cose migliorino, va spiegato ai giovani che ci sono delle cose importanti nella vita. Il rispetto dell’altro è qualcosa che deve essere inculcato fin da bambini. C’è un clima troppo violento, che deve essere controllato e disinnescato anche a livello culturale”.

Napoli, nascondeva la droga nel cestino dei giardinetti di via Ghisleri a Scampia: preso 24 enne

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato “Scampia” hanno arrestato Antonio Garzia, 24enne, con precedenti di polizia, per il reato di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti, grazie ad un’attività investigativa, finalizzata al contrasto della piazze di spaccio nel quartiere Scampia, hanno notato durante un servizio di appostamento, in via Ghisleri, nei pressi del lotto T/A, il 24enne scambiare, dopo averla prelevata in un cestino nei pressi dei giardinetti, una dose di droga, con un giovane acquirente. Gli agenti hanno subito bloccato Garzia, il quale ha tentato un vana fuga. L’acquirente, invece, è riuscito ad allontanarsi. Il Garcia è stato trovato con 20 dosi di eroina, per un peso complessivo di 17 grammi, circa e con 110 euro, divise in vario taglio. L’uomo è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Torre Annunziata, ricercato stanato a casa della sorella

I carabinieri hanno arrestato a Torre Annunziata, Michele Evacuo un 42enne del luogo già noto alle forze dell’ordine per reati di droga, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa per spaccio di droga dal tribunale della cittadina campana. Durante le ricerche effettuate a partire dalla fine dell’anno, l’uomo in un’occasione era riuscito a sfuggire all’arresto saltando giù dal secondo piano della sua abitazione e facendo poi perdere le tracce. I militari infine lo hanno individuato nell’appartamento della sorella, bloccandogli ogni possibilità di fuga. L’arrestato è stato condotto nel carcere napoletano di Poggioreale.

Napoli, esce di casa violando i domiciliari, poi torna, picchia la figlia e rompe i mobili: arrestato

Napoli. Gli agenti del Commissariato Vicaria Mercato hanno arrestato Bakit Asanov, di 51 anni, responsabile dei reati di maltrattamenti, lesioni personali ed evasione. Stanotte i poliziotti sono intervenuti in un appartamento di via A. Toscano dove era in atto un’accesa lite. In particolare quando gli agenti sono entrati hanno visto l’uomo picchiare una delle figlie ma lo hanno immediatamente fermato. La casa si presentava totalmente a soqquadro. Gli agenti hanno accertato che l’uomo aveva lasciato l’abitazione alcune ore prima violando il regime degli arresti domiciliari a cui si trovava sottoposto da diverso tempo, e, una volta rientrato, aveva cominciato ad aggredire i suoi familiari. Nel corso dell’intervento i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato una Katana rinvenuto e due proiettili. L’uomo è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Serata di eccellenze musicali all’Associazione de Bellis

Serata di eccellenze musicali all’Associazione de Bellis che ha aperto il nuovo anno con il concerto eseguito dai giovani che agli esami pre accademici, tenuti in convenzione con il Conservatorio Martucci di Salerno,hanno ottenuto i voti al di sopra dell’otto. La serata svoltasi domenica 13 gennaio, è stata introdotta dal direttore dell’Associazione, il maestro F. Izzo, visibilmente soddisfatto dai risultati ottenuti da questi ragazzi, che con la loro passione e il grande impegno testimoniano che la musica come tutte le arti ,se si da il massimo, può diventare una professione. Il concerto è un appuntamento fisso e come ogni anno ha riscosso un grande successo di pubblico e critica. I giovani musicisti protagonisti dell’evento sono: Claudia Aliberti, Davide Cascone, Giovanni Mennella e Sabrina Vito, al Clarinetto, Giuseppina Venturini e Sonia Vito al flauto, Laura Sorrentino, Gaia Occhiello e Matteo Santomartino al sax e Fabiana Frulio che si è esibita nel canto. I ragazzi si sono alternati in pezzi solisti e di gruppo, allietando il pubblico che ha lasciato la sala visibilmente soddisfatto. La diffusione dell’arte e delle discipline musicali a livello professionale sono alla base della Associazione De Bellis, che si conferma una delle poche realtà culturali rivolte ai giovani e alla loro crescita, del nostro territorio, capace di creare eventi musicali da sempre vicini alla città. Il maestro Izzo ,a conclusione della serata ,ha incentivato i suoi giovani musicisti a continuare a dare il massimo e a testimoniare nella vita l’amore per la musica con l’augurio di migliorare sempre di più e di realizzare il sogno che con tanti sacrifici inseguono da sempre. Anche i giovani musicisti si sono dichiarati soddisfatti e con grande umiltà e serietà hanno dichiarato che la strada da fare per arrivare alla meta è ancora lunga ma con l’aiuto degli insegnanti e il sostegno delle famiglie continueranno a perseguire il loro obiettivo.

 

‘Gran Premio del Teatro Amatoriale’, tredici spettacoli a Torre Annunziata, Ercolano e Pompei

“Gran Premio del Teatro Amatoriale”: siglato un Protocollo d’Intesa tra la FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori), i Comuni di Torre Annunziata, Ercolano, Pompei e la Città Metropolitana di Napoli, che ha concesso il proprio patrocinio alla manifestazione.
Il progetto consiste nella realizzazione di un festival nazionale di teatro amatoriale diretto dalla FITA: ogni regione d’Italia organizza una kermesse con tutte le compagnie territoriali e stabilisce lo spettacolo migliore. Al termine di questa prima fase, le rappresentazioni finaliste andranno a comporre il cartellone del “Festival Nazionale – Gran Premio del Teatro Amatoriale”.
«Sono orgoglioso ed onorato – afferma il sindaco Vincenzo Ascione – che l’area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, inserita nella “World Heritage List” dell’Unesco, faccia da cornice alla IV Edizione del “Gran Premio del Teatro Amatoriale”. Per la prima volta in assoluto le compagnie finaliste si esibiranno dal vivo davanti ad una platea che mi auguro possa essere particolarmente numerosa. La speranza – conclude il primo cittadino – è quella di poter assistere ad una bellissima manifestazione, di coinvolgere tanti giovani e di far conoscere ed apprezzare le inestimabili bellezze delle risorse archeologiche presenti sul territorio».
Sono tredici gli spettacoli che andranno a comporre il cartellone del Gran Premio. Cinque quelli che si svolgeranno presso il cine-teatro “Politeama” di Torre Annunziata (19 gennaio, 2, 3, 9 e 16 febbraio); quattro al “MAV” (Museo Archeologico Virtuale) di Ercolano (23 febbraio, 9 e 23 marzo, 13 aprile); quattro al teatro “Di Costanzo-Mattiello” di Pompei (27 e 28 aprile, 4 e 5 maggio), oltre alla serata di gala durante la quale verrà premiata la migliore rappresentazione, e che si terrà sabato 18 maggio alle ore 20.30.
L’orario previsto per l’inizio degli spettacoli è alle ore 21, fatta eccezione per quelli di domenica che inizieranno alle ore 20. L’ingresso è gratuito.
Per ricevere informazioni è possibile contattare il numero 081.535.82.01, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 15.
Sabato 19 gennaio ore 20.30
Compagnia dei Giovani (Trieste)
“Confeti garbi” di Agostino Tommasi, regia di Julian Sgherla
Comitato Fita Friuli Venezia Giulia (Gran Premio F.I.T.A. Friuli Venezia Giulia)

Sabato 2 febbraio ore 20,30
Compagnia Spasso Carrabile (Nizza Monferrato, AT)
“Credoinunsolodio” di Stefano Massini, regia di Matteo Campagnoli
Comitato Fita Piemonte (Un PO di Teatro)

Domenica 3 febbraio ore 20.00
Compagnia ‘A cumpagnia ‘e Zazzà (Torre del Greco, NA)
“’A morte ‘e Carnevale” di Raffaele Viviani, regia di Salvatore Pinto
Comitato Fita Campania (Premio Campania Felix)

Sabato 9 febbraio ore 20.30
Teatro Accademia (Pesaro)
“La notte dell’uomo nero” di Maury Incen, regia di Giovanni Buresta
Comitato Fita Marche (Marche in Atti)

Sabato 16 febbraio ore 20.30
Compagnia CarMa (Reggio Calabria)
“1861 La Brutale verità” tratto dal libro di Michele Carilli, regia di Michele Carilli e Lorenzo Praticò
Comitato Fita Calabria (Premio Bronzi di Riace)

Cosmo, Motta, Salmo, Sinigallia, Zen Circus in finale nella TOP 2018 del Forum del giornalismo musicale

Sono Cosmo con “Cosmotronic”, Motta con “Vivere o morire”, Salmo con “Playlist”, Riccardo Sinigallia con “Ciao cuore”, Zen Circus con “Il fuoco in una stanza” i finalisti (in ordine alfabetico) del “Top 2018”, il referendum sui migliori album italiani del 2018 promosso dal “Forum del giornalismo musicale” (che si svolge da tre anni al Mei di Faenza) e dall’Agimp (la neonata Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) con il coordinamento di Enrico Deregibus. Lo scorso anno a prevalere erano stati, a pari merito, Brunori Sas con “A casa tutto bene” e Caparezza con “Prisoner 709”. Quest’anno è stata anche introdotta anche la categoria delle opere prime, che vede in finale (in ordine alfabetico) Giuseppe Anastasi con “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo”, i Dunk con l’album omonimo, Generic Animal con l’album omonimo, i Maneskin con “Il ballo della vita”, Paola Rossato con “Facile”. Sono stati quasi 100 i giornalisti e critici musicali coinvolti nel voto (rappresentanti di testate di vario tipo, dai quotidiani alle webzine, sino alle radio). Con altri che si aggiungeranno, sceglieranno ora nelle rose dei finalisti i vincitori nelle due categorie.
Fra gli album più votati ci sono stati anche, nelle posizioni immediatamente successive ai primi cinque: i Baustelle con “L’amore e la violenza – Vol. 2”, Calcutta con “Evergreen”, i Calibro 35 con “Decade”, Carlot-ta con “Murmure”, i Nu Guinea con “Nuova Napoli”, i Subsonica con “8”. Nei dischi d’esordio dopo i finalisti si sono classificati Francesco Anselmo con “Il gioco della sorte”, Gigante con “Himalaya”, Mèsa con l’album omonimo, Viito con “Troppoforte”, Wrongonyou con “Rebirth”. Hanno votato in questa prima fase del referendum: Fabio Alcini, Diego Alligatore, Elisa Alloro, Eugenio Arcidiacono, Daniele E. Auricchio, Luca Bassani, Andrea Belmonte, Guido Biondi, Francesco Bommartini, Valentina Brunelli, Lia Buttari, Chiara Callegari, Angela Calvini, Marco Camozzi, Cinzia Canali, Simona Cantelmi, Francesco Casale, Michele Chisena, Matteo Cimatti, Alfredo D’Agnese, Flaviano De Luca, Katia Del Savio, Giuliano Delli Paoli, Enrico Deregibus, Chiara Di Giambattista, Gianluca Diana, Luca Dondoni, David Drago, Salvatore Esposito, Mauro Eufrosini, Isabella Fava, Marco Fioravanti, Fabio Gallo, Jonathan Giustini, Paolo Gresta, Carmen Guadalaxara, Federico Guglielmi, Ambrosia J.S. Imbornone, Salvatore Imperio, Claudio Lancia, Luciano Lattanzi, Massimiliano Leva, Massimiliano Longo, Elisabetta Malantrucco, Michele Manzotti, Alberto Marchetti, Claudia Marchetti, Marco Messineo, Francesca Milano, Federico Molteni, Giorgio Moltisanti, Giommaria Monti, Michele Neri, Giulia Nuti, Simona Orlando, Claudia Orsetti, Luca Paisiello, Chiara Papaccio, Nello Pappalardo, Duccio Pasqua, Ornella Petrucci, Alex Pierro, Giovanni Pirri, Dario Pizzetti, Walter Porcedda, Paolo Prato, Stefano “Bizarre” Quario, Antonio Ranalli, Elena Raugei, Alessandro Ribaldi, Pasquale Rinaldis, Ivan Rufo, Riccardo Sada, Adilah Salah, Cristiano Sanna, Alex Sgritta, Daniele Sidonio, Marcella Sullo, Egle Taccia, Paolo Talanca, Barbara Tomasino, Andrea Umbrello, Barbara Urizzi, Gianluca Valentini, Gianluca Verga, Enrico Veronese, Rossella Vetrano, Vito Vita, Giulia Zichella, Marcello Zinno, Donato Zoppo.
Il Forum del giornalismo musicale, ideato da Giordano Sangiorgi e diretto da Enrico Deregibus, ha visto sino ad ora tre edizioni a Faenza ed una speciale a Roma. Ha ospitato nei suoi primi tre anni numerose iniziative: tavoli di lavoro, assemblee, lezioni, corsi di aggiornamento, incontri con figure professionali. Sono stati coinvolti sino ad oggi oltre 250 giornalisti, da quelli delle grandi testate a quelli delle webzine, sino alle radio e tv. Una occasione unica per affrontare da molti punti di vista i temi centrali del giornalismo musicale di oggi: il rischio di estinzione, il nuovo ruolo, la carenza di spazi, l’interazione fra media diversi e molto altro. La prossima edizione è in programma ai primi di ottobre a Faenza.
L’Agimp nasce da un’idea lanciata durante il Forum del Giornalismo Musicale. Attualmente è rappresentata da un direttivo (formato da Fabio Alcini, Simona Cantelmi, Luciano Lattanzi, Michele Manzotti, Alex Pierro), eletto durante il Forum 2018, che sta preparando un regolamento attuativo dello statuto già approvato, consolidando così le basi dell’associazione. In questo momento la mailing list dell’Agimp raccoglie un centinaio di indirizzi che riceverà notizie più dettagliate nel prossimo febbraio. Vista la peculiarità della situazione dell’editoria musicale, che permette solo in minima parte l’accesso alla professione giornalistica come lo conosciamo in base alla legge del 1963, saranno ammessi all’Agimp anche i non iscritti all’ordine, con parametri che vengono indicati nello statuto. L’associazione ha eletto la sua sede a Faenza, con il Mei a curarne la segreteria tecnico-organizzativa. Informazioni e statuto possono essere richiesti all’indirizzo mail associazioneagimp@gmail.com, che serve anche per le richieste d’adesione.

Supercoppa, Juve-Milan, una lunga storia

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Il retrogusto amaro e’ appena percettibile ma la Juve comincia a chiedersi perche’ la Supercoppa Italiana devii dalle regole ferree dello stradominio bianconero. Sette scudetti di fila (e uno in cottura) e 4 Coppe Italia consecutive stridono infatti col bilancio della manifestazione che consegna il titolo mercoledi’ a Gedda nel confronto col Milan. Sono sette le Supercoppe che la Juve disputa di fila, finora con tre vittorie e tre sconfitte. Ma i tre ko sono venuti nelle ultime quattro edizioni (gli ultimi due consecutivi): coincidenze, difetto di concentrazione in un torneo forse giudicato minore, certo, ma il perfezionista Max Allegri stavolta non vuole concedere alibi, anche per prendere il largo nell’albo d’oro della manifestazione, visto che Juve e Milan sono in testa con sette vittorie. La carta vincente potrebbe essere ancora una volta Cristiano Ronaldo, grande collezionista di titoli, che si e’ presa la Juve sulle spalle, segna gol decisivi, e’ gia’ in testa alla classifica marcatori e vuole alzare il suo primo trofeo italiano. Sara’ l’ennesima sfida con il corrucciato Higuain, che soffre l’ombra del portoghese, in squadra ha un rendimento alterno e potrebbe cercare l’acuto prima, magari, di raggiungere Sarri al Chelsea. Per il Pipita e’ un appuntamento delicato e forse definitivo. Guttuso ha salvato la panchina giovandosi dei gol del baby Cutrone anche in Coppa Italia, ma sa che battere la Juve e’ impresa da supereroi. C’e’ di mezzo anche la pausa di inizio d’anno dopo il giro di boa e sullo sfondo c’e’ la contrastata vicenda della finale a Gedda con polemiche sulla presenza separata delle donne nello stadio. Per non parlare degli echi dell’uccisione del dissidente Kashoggi nell’ambasciata saudita di Istanbul. Ma i ricchi accordi presi saranno rispettati e la Juve e’ nettamente favorita. Dopo il ko in Supercoppa del 2016 i bianconeri hanno inanellato sei successi consecutivi sui rossoneri. Oltre a Ronaldo, in assenza di Mandzukic, potrebbe risultare decisivo Dybala, ancora imbronciato per la doppietta 2017 che non ha evitato la sconfitta con la Lazio. La Supercoppa, che tocca quota 31 edizioni, e’ ormai uno spot del calcio italiano. Da Maradona a Zidane, da Baggio a Del Piero, da Totti a Van Basten, da Sheva a Ibra, da Tevez a Higuain sono tanti i campioni che negli anni hanno lasciato il sigillo. Nata nel 1988 la Supercoppa e’ anche formato esportazione: nove edizioni, sei delle ultime otto, si sono disputate all’estero. E ora si ricomincia con Gedda, scelta piu’ discussa insieme a quella di Tripoli 2002 con il 2-1 della Juve sul Parma con doppietta di Del Piero. Nel 1989 si parte col 3-1 del Milan di Sacchi alla Samp, decide su rigore Van Basten. Nel 1990 il Napoli di Maradona travolge la Juve per 4-1. Nel 1994 il Milan si sbarazza della Samp 5-4 ai rigori. Mihajlovic prima segna e poi sbaglia il rigore decisivo. Nel 2000 la Lazio di Eriksson da’ una lezione all’Inter di Lippi, 4-3. Un’altra Supercoppa da incorniciare e’ quella del 2003 a New York: la Juve batte il Milan 6-4 ai rigori dopo un cucchiaio di Pirlo e un errore di Brocchi. Scricchiola la Juve di Capello prima di calciopoli perdendo 1-0 nel 2005 con l’Inter che conquista sette finali e quattro vittorie. Nel 2006 la Roma di Spalletti ammutolisce San Siro con tre gol in 34′, poi l’Inter rimonta 3-3 e vince con Figo. A Pechino 2009 il dream team di Mourinho viene infilato 2-1 dalla Lazio, nel 2011 il Milan di Allegri vince a Pechino il derby. Poi c’e’ la velenosa sfida 2012 a Pechino: Napoli in vantaggio 2-1 e raggiunto da un rigore dubbio. Espulsi Pandev, Zuniga e Mazzarri e Juve che vince ai supplementari. Ai rigori dopo due anni la vendetta con doppietta di Higuain. Poi tocca a Mandzukic e Dybala riportare il trofeo a Torino contro la Lazio. Nel dicembre 2016 a Doha il Milan batte la Juve ai rigori, poi nell’agosto 2017 Dybala vanifica la doppietta di Immobile, ma poi il giovane Murgia conferma che in Supercoppa la sorpresa e’ dietro l’angolo.

Marotta vuol convincere Icardi a rinnovare

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“I tifosi possono stare tranquilli, assolutamente non dobbiamo parlare di un caso. Sono quelle dinamiche tipiche in una società di calcio, soprattutto quando c’è l’approssimarsi delle scadenze contrattuali”. E’ il commento, ai microfoni di RaiSport, di Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, in merito alla situazione del rinnovo di Mauro Icardi. “Non credo che ci saranno problemi, entrambe le parti hanno intenzione di proseguire il rapporto e questo – ha aggiunto il dirigente nerazzurro – è assolutamente un buon auspicio per il futuro”.