Arzano. Nuove pressioni sul giornalista anticamorra Domenico Rubio: presentata denuncia in Procura.Dipendenti e M5S nel mirino. “Siamo sempre per la massima trasparenza e ci mettiamo sempre la faccia. Condividiamo, a tal proposito, quattro ordinanze di demolizione pubblicate in questo fine settimana nell’Albo Pretorio per possibili abusi edilizi (con il n* 01-02-03-05) , dove poi ognuno dei proprietari chiamati in causa, ovviamente, se e nelle modalità che riterrà più opportuno, potrà obiettare e/o contestare nelle sedi opportune (TAR, etc). Vi invitiamo, però, nel frattempo, a leggere attentamente, minuziosamente ogni dettaglio, relativo a date e i tempi di origine e valutazione finale delle quattro pratiche e a confrontarle, con i rispettivi improvvisi “progress” di alcune di queste dopo l’arrivo della Commissione d’accesso antimafia. In questo momento ci interessa molto sottolineare quello che sta succedendo, a nostro avviso di molto grave, in città, e già denunciato alla Procura, in termini di delegittimazione e di intimidazione, anche via social e whatsapp. Attenderemo, però, a breve anche l’iter conclusivo di un’altra azione anti abusivismo diretta invece ad un consigliere comunale di opposizione che ci ha già confermato che lo cercano in tal senso, finito anch’egli negli stessi dossieraggi d’accusa “anonimi” (?!) contro i giornalisti. La sua colpa “pubblica”, che ripetiamo esula da qualsiasi situazione di merito e di eventuale responsabilità, che vale sia chiaro per chiunque di noi cittadini e dove ognuno paga se ha sbagliato, è solo quella di appartenere ad un partito di governo, in cui uno dei suoi massimi rappresentanti Antimafia, ha puntato i riflettori su questa città, l’on Giarrusso . Sono in atto gravissime pressioni, intimidazioni e delegittimazioni (per quel che ci riguarda come giornalisti già denunciate alla Procura!) contro tutti coloro che sono ritenuti colpevoli in modo diretto e indiretto dell’arrivo di questa Commissione. Vi avevo già anticipato qualcosa con la pubblicazione dell’ultima seduta consiliare, che è ovviamente a disposizione della Procura. Ve lo dissi allora, e ve lo ribadisco oggi. Le cose gravi dette in quel consiglio comunale, quelle dette contro pezzi dello Stato, comparati alla merda-camorra, certe reazioni al conseguente arrivo della Commissione d’accesso antimafia, con l’impiego di una macchina del fango, che colpisce anche familiari che non c’entrano nulla, che si serve di persone legate strettamente alla politica, e in ultimo gravissime pressioni in atto sui dirigenti comunali per colpire a tutti costi “persone considerate nemiche e scomode”, meritano tutta l’attenzione di Procura, Commissione d’accesso, Prefettura, Commissione Parlamentare Antimafia, Ministro degli Interni. Dimenticavo: non abbiamo paura! Non ci fanno paura le bombe che la camorra ci ha fatto già esplodere presso l’abitazione, non ci fanno paura i tentativi di delegittimazione dei loro amici e referenti politici… Per mettere il bavaglio alla stampa “LIBERA E ANTIMAFIA” In questa città ci devono solo ammazzare. Ci conosciamo tutti Ad Arzano….ognuno ha il proprio albero genealogico….ognuno ha la propria storia familiare e personale….,non annoveriamo al nostro interno pregiudicati, trafficanti di droga, camorristi e affini. E di sicuro non abbiamo preso voti della camorra quando siamo scesi in campo”. In effetti, secondo quanto affermato dal giornalista Rubio dal suo profilo social, vi sarebbero soggetti che in maniera trasversale sarebbero dediti ad attività di dossieraggio con il solo scopo di fermare attività investigative e giornalisti scomodi.
Luca Rossi
Arzano, nuove pressioni sul giornalista anticamorra Domenico Rubio: presentata denuncia in Procura
Napoli, il Sappe: ‘Il telefonino nello stomaco del detenuto di Poggioreale era già stato scoperto durante i controlli in carcere’
Donato Capece e Emilio Fattorello, rispettivamente segretario generale e segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, intervengono sul presunto caso del detenuto con un telefono nello stomaco per oltre un mese: “Si tratta di un polverone costruito ad arte. Al detenuto V. C. di origini napoletane, definitivo per reati comuni, già dal 3 ottobre scorso gli venne riscontrato il telefonino all’interno dello stomaco a mezzo raggi fatti in carcere e proprio per questo è stato ricoverato al Centro Clinico Poggioreale, in osservazione e con terapia del caso in attesa espulsione corpo estraneo che però non è avvenuta. Il 25 ottobre 2018 venne approntato ricovero in ospedale per intervento chirurgico ma il detenuto Rifiuta l’intervento presso la struttura pubblica sanitaria. Di lì a poco, i primi di novembre gli viene concessa la misura alternativa degli arresti domiciliari. Noi non abbiamo responsabilità ed il polverone mediatico come al solito nasce su cose non vere. Il carcere di Poggioreale, come altre strutture detentive, ha oggettive difficoltà strutturali che meriterebbero urgenti interventi di manutenzione da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Ma, e va detto con forza, questo non pregiudica le condizioni di sicurezza dell’Istituto e la dignità della detenzione dei ristretti. A Poggioreale le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato. Ed è solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. Altro che chiacchiere e fantasie!”.
Giugliano, rissa tra familiari per l’eredità: 4 feriti e arrestati. Carabiniere contuso
Lite per motivi di eredità tra familiari finisce in due risse con quattro, quattro arresti e un carabiniere contuso. E’ accaduto l’altra sera al corso Europa nel centro storico di Giugliano. A contendersi l’eredità di un immobile due famiglie imparentate tra loro. Dalle parole in breve tempo si è passato ai fatti Antonio Sgariglia, 70 anni e il genero Giuseppe Trinchillo, 42 anni, residente a Giugliano, già noti alle forze dell’ordine, aggrediscono Giulio Frecciarulo, nipote acquisito di Sgariglia, 31 anni e Francesco Migliaccio, cognato di Frecciarulo, 28 anni, di Giugliano, incensurato. Alla rissa ma solo verbalmente partecipano anche le mogli. Qualcuno chiama i carabinieri nel frattempo quando gli animi sembravano essersi calmati con l’arrivo delle forze dell’ordine si ricomincia. Giulio Frecciarulo in preda a un raptus di follia impugnando una mazza da baseball comincia a colpire chiunque gli capitasse a tiro. I carabinieri cercano di fermarlo e uno rimane contuso a un dito. Alla fine i quattro si sono fatti medicare all’ospedale , uno con una frattura al naso guaribile in 30 giorni. I quattro sono stati arrestati con l’accusa di rissa aggravata. Frecciaruolo anche di resistenza e lesioni a un pubblico ufficiale.
Blitz antimafia a Palermo: in manette anche il nipote del ‘Papa’ Michele Greco
Blitz antimafia all’alba di oggi a Palermo, dove la Dda ha emesso un decreto di fermo nei confronti di sette indagati. In manette anche Leandro Greco, detto ‘Michele’, nipote del boss omonimo Michele Greco, detto il ‘Papa’. Le indagini fanno seguito al provvedimento emesso nelle scorse settimane, il 4 dicembre 2018, quando fu scoperta la nuova Commissione provinciale di Cosa nostra. Secondo gli inquirenti, a quella riunione, parteciparono “altre due figure di vertice dell’organizzazione mafiosa”, appunto Leandro Greco e Calogero Lo Piccolo, figlio di Salvatore Lo Piccolo, “capomandamento mafioso di San Lorenzo”, dicono i pm. Il fermo riguarda anche la posizione di Giovanni Sirchia, “affiliato di spicco della famiglia mafiosa di Passo di Ridano, che ha partecipato – dicono gli inquirenti – all’organizzazione della riunione della commissione provinciale”, “occupandosi in particolare della consegna dei messaggi di convocazione della riunione, nonché di accompagnare alcuni affiliati presso il luogo prescelto per la riunione”. A fare i loro nomi sarebbero stati due personaggi di grosso calibro di Cosa nostra, Francesco Colletti e Filippo Bisconti, secondo i pm “componenti della ricostituita Cupola mafiosa”, che dopo gli arresti di dicembre hanno iniziato a collaborare facendo i nomi di diversi boss. All’alba i primi arresti.
Scafati, Dino Faucitano divise l’ultimo caffè con il suo traditore. Ecco come si muore per un debito di droga
Scafati. Uccisero per un debito di droga: 700 euro tanto valeva la vita di Armando Faucitano, il 47enne pregiudicato, ucciso il 26 aprile del 2015 in piazza Falcone e Borsellino a Scafati. Ieri né Marcello Adini, alias ‘o biondo, né Pasquale Rizzo ‘o tedesco, hanno risposto alle domande del Gip Maria Zambrano del Tribunale di Salerno che ha emesso nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare per omicidio e concorso in omicidio. Il primo è accusato di essere uno dei due killer di Faucitano, l’altro l’amico che gli tese la trappola per farlo uccidere. Nessuna difesa per i due detenuti a Fuorni, arrestati su richiesta del pm della Dia Giancarlo Russo, insieme a Carmine Alfano, Bin Laden, detenutone carcere di Cosenza. In tutto sono 8 gli indagati per il delitto commesso in piazzetta Genova tre anni fa, insieme ai tre ci sono coloro che aiutarono Alfano e Adini subito dopo l’omicidio: Vincenzo Alfano, fratello di Carmine ritenuto anche il mandante, che recuperò i due killer dopo che questi abbandonarono la moto (un’onda Sh 125) in località Fosso dei Bagni); Vincenzo Pisacane che si occupò di far sparire le armi utilizzate; Giovanni Barbato Crocetta e Gaetano Esposito, alias Ninotto, che prepararono la moto con la quale sarebbe stato commesso l’omicidio; Alberto Panico, il ladro di Trecase, oggi collaboratore di giustizia, che rubò la moto per il delitto. Ricostruito dagli inquirenti nel corso delle indagini sull’omicidio anche un raid punitivo messo a segno da Carmine Alfano nei confronti di un gruppo di bulgari residenti a Scafati, rei di aver rubato a casa di Anna D’Isidoro, zia e madre adottiva di Antonio Matrone detto Michele, nonché moglie di Francesco Matrone. Michele Matrone risulta tra gli indagati per essere il mandante di quell’episodio.
Quel giorno a tradire Faucitano fu Pasquale Rizzo, dipendente di Carmine Alfano, nel suo negozio di animali e complice nella tratta dei cani provenienti dall’estero del pregiudicato. Rizzo, con il quale la vittima divise il suo ultimo caffè al blu bar di via De Gasperi, portò Faucitano in piazzetta Genova dove poi i killer lo uccisero. I due vivevano insieme, nell’appartamento della vittima, o meglio Alfano aveva chiesto al pregiudicato – detenuto ai domiciliari, di ospitare Rizzo che non aveva dove andare a dormire, e fu proprio ‘o tedesco – era nato in Germania, da qui il soprannome – a tradire la vittima. I carabinieri del reparto Territoriale di Nocera hanno ricostruito le fasi precedenti e quelle successive dell’omicidio con estrema precisione, a saldare i tasselli dell’indagini sono arrivati poi anche i collaboratori di giustizia: Alfonso Loreto, Romolo Ridosso, Dario Spinelli, Alberto Panico e Massimo Fattoruso. Carmine Alfano, ritenuto insieme al padre Gennaro Alfano (alias bim bus bam) e al fratello Vincenzo esponenti del clan Aquino-Annunziata di Boscoreale gestiva lo spaccio a Scafati ed è nell’ambito di questo affare che maturò la decisione di uccidere Armando Faucitano, debitore di mille euro nei confronti del pericoloso pregiudicato, per l’acquisto di stupefacente. Pochi giorni prima del delitto, Faucitano aveva avuto un ultimatum da ‘Bin Laden’: ‘Entro sabato devi saldare il debito’. Ma Dino Faucitano riuscì in quei giorni solo a racimolare 300 euro, il resto non li aveva. Sapeva che Carmine Alfano era pericoloso ed era determinato a denunciarlo il lunedì successivo se non fosse riuscito a trovare i soldi. Ma non fece in tempo: la domenica mattina fu ucciso in piazzetta Genova, davanti agli occhi del suo amico Pasquale Rizzo che i killer non toccarono proprio.
Rosaria Federico
Il boss latitante Afeltra andò dall’imprenditore Greco per un ‘finanziamento’ da un milione e mezzo di euro. LE INTERCETTAZIONI
Nelle oltre ottocento pagine dell’informativa che poi ha portato all’inchiesta Olimpo che ha visto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare ad un cospicuo numero di imputati viene cristallizzata l’attenzione su un episodio particolare che sottolinea i rapporti tra l’imprenditore Adolfo Greco, attualmente in carcere a Secondigliano, e gli Afeltra. I rapporti tra Greco Adolfo e gli esponenti degli Afeltra apparivano quanto mai chiari – si legge nella nota della squadra investigativa – Ma soprattutto incontrovertibile era la partecipazione del Greco a molti dei loro affari. La partecipazione dell’ imprenditore abbracciava inoltre un ampio ventaglio di modalità come si sarebbe visto con il tempo; dalla messa a disposizione della propria rete di clientele e conoscenze politico-amministrative alla partecipazione diretta a loro affari. Era il 16 luglio del 2014, Raffaele Afeltra, dopo alcuni mesi dalla sua scarcerazione si recava nella sede operativa del re del latte a via Napoli. Raffaele Afeltra era accompagnato da Cuomo Umberto. Il motivo della visita era una richiesta economica di circa “un milione e mezzo di euro” per finanziare i lavori di realizzazione dei loculi nel nuovo cimitero di Santa Maria la Carità. Il lavoro era stato affidato ad una impresa edile di Gragnano attraverso una gara d’appalto. Non è da escludere che l’impresa fosse legata agli Afeltra visto che Raffaele chiese aiuto a Greco proprio per la ditta. Praticamente, da come si evince nei documenti, l’impresa aveva necessità di liquidità per completare il lavoro, una liquidità che gli istituti bancari non riuscivano a garantire. “Il contenuto della conversazione – sottolineano gli investigatori nel testo – permetteva di saggiare i toni del dialogo tra i presenti. Questi ultimi apparivano in modo in equivoco portatori di interessi condivisi. Tale cointeressenza avrebbe avuto ad oggetto la vicenda di “investimento” a favore di un terzo imprenditore fidato ed amico”. Ecco alcuni stracci dell’intercettazione allegata agli atti. A(Adolfo Greco) R (Raffaele Afeltra).
A: “Rafilù… se possiamo fare qualcosa per voi… che avete bisogno? (incomprensibile)
R: “…Si vi voglio parlare di una situazione diciamo… è una cosa che… penso che è possibile…”
A: “Eh…”
R: “Ci sta un costruttore che è sta facendo un lavoro già iniziato però…(incomprensibile)… gli è venuto a mancare un poco di… diciamo di liquidità, quindi dice lui dice noi se troviamo un finanziatore… completiamo il lavoro… e quindi”
A: “… e che lavori sono?”
R: (Incomprensibile) “Un lavoro edile sta facendo,… un lavoro grosso che saranno un… cinque milioni di euro mi sembra, però non è che lui… (icomprensibile)… andava trovando tutti questi soldi…”
A “… si lo so, …lo so, … ma lui con la banche, … con quale banche lavora questo signore?”
R: “Lui stava… (incomprensibile)… di Gragnano, … eh no, questo è un amico, sono gente a posto…”
A: “…si (si sovrappongono le voci)”
R: “… poi non è che noi facciamo una cosa per senza niente, …certamente”
A: “…no, … ma noi…”
R: “… noi ci sediamo…”
A: “…noi se gli possiamo dare una mano…”
R: “…eh!”
A: “… a livello, se lui ha… ha le caratteristiche, … noi possiamo dare solo una mano… a livello di banche dico, … di farlo, … di presentarlo se ha le caratteristiche per poterle avere…”
R: “… io penso che ha le caratteristiche”
A: “… scusa no, … questo come si chiama?”
R: “…ec, …Coticelli… No so brava gente, hanno sempre lavorato, hanno sempre fatto… solamente che loro hanno fatto una cosa un poco grossa per la portata loro, … hai capito? E quindi eh…”
Adolfo Greco spiega ad Afeltra Raffaele che oggi è difficile ricevere credito con le banche ma che tuttavia avrebbe potuto intercedere con qualche istituto di credito. E racconta che anche i suoi parenti, i Polese, avevano avuto problemi.
A: “(incomprensibile) …voi di questi tempi, … è anche difficile finanziare una cosa, … una cosa una, … allora, … se (incomprensibile)…le banche loro hanno una possibilità noi lo possiamo portare alla banca, … io conosco, … se loro hanno con tutto il… (incomprensibile) … dove vanno non gli da niente nessuno, … oggi le banche non danno niente manco a chi merita, quindi fatevi il conto che i miei parenti, … i Polese, … i parenti miei, i Polese, …gli hanno chiuso, … hanno dovuto rientrare tutte le banche con tutto che lavorano, … tutte perché hanno avuto il sequestro del terreno per mezzo, … per una cosa urbanistica una cosa di costruzione e no una cosa di mafia, di camorra, … questo e quell’altro e gli hanno revocato i fidi…”
R: “…comunque… lui mi sembra che ha accennato… (si sovrappongono le voci)”
A: “… questi Cotticelli”
R: “… voi.. (icomprensibile)… sapete come”
A: “… però loro…”
R: “… si deve trovare una strada… (incomprensibile)”
A: “Ma loro che lavoro devono fare?”
R: “…loro devono completare questo lavoro, questo lavoro già sta…”
A: “e dove ce l’hanno questo lavoro?”
R: “… a Santa Maria la Carità”
A: “(incomprensibile)… ancora devono cominciare…”
R: “No quello la…”
A: “… loro eh.. questa ditta… e la ditta che… per caso ha vinto le cose… del cimitero?”
R: “… non lo so, … sinceramente non lo so”
A: “…perché io ho letto però, … non, ripeto, …non conosco però una ditta Cotticelli insieme ad altri ha vinto una gara per fare il cimitero o i loculi del cimitero a della Carità, … perciò vi sto dicendo, … e non vanno iniziando perché mi sembra che non hanno fidejussioni, … non hanno di queste cose, … e loro sono andati anche da Ciro Polese…”
R: “…ah allora già sono andati allora?… Eh?”
A: “… io in un modo indiretto l’ho saputo, … se sono questi di Gragnano…”
Nel corso della conversazione Adolfo Greco chiede se questa impresa ha da proporre sul tavolo delle garanzie “se tengono da perdere allora noi possiamo proporre al… Io tengo un amico… della banca” . Quindi chiede ad Afeltra di portare l’interessato così da spiegare la situazione “… se voi lo fate venire eh gli diamo un appuntamento e così spiega…” Adolfo Greco dice che preferisce incontrare “giù da lui” questa persona.
A: “Fatelo venire voi qua da me e lui mi spiega la situazione… uno di loro basta che viene…”
R: “…eh”
A: “… e spiega la situazione… (incomprensibile — si sovrappongono le voci) … se ci sono gli estremi e ho la possibilità per mezzo di Raffaele, … dico, … io sto a disposizione per Raffaele di farlo conoscere a un presidente della banca, … (omissis), … il presidente, … se lui ha gli elementi sicuramente questo lo fa, … però se loro stanno che da un anno o due anni, … io perché lo so, … perché il compariello di mio figlio, … non conosco le persone, però il compariello di mio figlio si chiama Gennaro ed era consigliere comunale alla Carità, … e più volte mi ha detto… (incomprensibile) … pure sopra il giornale che hanno vinto la gara due tre ditte, … quello non è solo lui, sono due tre di loro che hanno vinto questa gara, … sono, … non so, quelli di Napoli, … un’altra dovettero toglierla da mezzo perchè ebbe l’antimafia malamente, … questo è successo… (incomprensibile) … che non sono partiti perché mi sembra che non hanno la possibilità di fare una fidejussione, … cioè io mo vi dico delle cose che voi non sapete neanche niente…”.
14. continua
Juventus-Chievo 3-0: bianconeri di nuovo a + 9
La Juventus sblocca velocemente la pratica Chievo. Al 14’, infatti, Douglas Costa, innescato da Dybala, si accentra, finta e dal limite scarica un sinistro potente e preciso all’angolino, che non lascia scampo a Sorrentino. I veneti non si scoprono, tentano di limitare le sortite offensive bianconere e concedono soltanto alcune conclusioni da fuori di Ronaldo, Dybala e Bernardeschi. Proprio sulo finire di primo tempo, però, la Juve raddoppia: palla geniale di Dybala per Emre Can, che col destro infila in buca d’angolo. 2-0 e bianconeri in totale controllo all’intervallo.Nella ripresa la Juventus attacca ancora. Al 53’ Douglas Costa tira da fuori, Bani respinge con la mano e Piccinini assegna il rigore. Dal dischetto va Ronaldo, ma Sorrentino è reattivo e devia il pallone, respingendo il penalty del portoghese. La squadra di Allegri attacca ancora, Sorrentino respinge i tentativi di Alex Sandro, Dybala e Bernardeschi, Ronaldo si divora un altro paio di gol da posizione favorevole, mentre Meggiorini scalda i guanti a Perin. Nel finale c’è spazio anche per il 3-0, firmato da Rugani di testa, su assist da calcio di punizione di Bernardeschi.
Indagine sulla morte del ‘re dello zucchero’: la polizia spulcia nella sua vita e nei suoi conti
Sarà l’autopsia a chiare le cause della morte dell’imprenditore Francesco D’Avino. Il “re dello zucchero” è stato trovato morto questa mattina in un albergo di Rimini dove era atteso per il Sigep, il megasalone della pasticceria. L’imprenditore di Poggiomarino nel tempo aveva raggiunto una fama mondiale, creando un vero e proprio impero esportando il suo zucchero in tutto il mondo. Francesco aveva ereditato lo zuccherificio da papà Vincenzo, portandolo da realtà locale a europea, “inventando” le bustine usa e getta che da anni si usano nei bar di tutto il mondo. La notizia della morte di D’Avino ha fatto il giro del web e si stanno facendo varie ipotesi. La polizia di Rimini che indaga sulla vicenda ha iniziato a spulciare nella vita dell’imprenditore per trovare tracce utili alle indagini.
Napoli, 106 avvocati candidati per il rinnovo delle cariche dell’Ordine
Il presidente della Commissione elettorale per il rinnovo dell’Ordine degli avvocati di Napoli ha sciolto la riserva. Sono 106 i candidati al Consiglio e tra loro ci sono anche i cinque che erano ritenuti non candidali ed ineleggibili perche’ avevano ricoperto per due anni consecutivi la carica di consigliere. Maurizio Bianco, presidente uscente, Armando Rossi, suo maggiore competitor, Roberto Fiore, Vincenzo Pecorella e Salvatore Impradice, potranno essere votati dall”esercito’ dei 14 mila aventi diritto al voto che sono chiamati alle urne da lunedi’ prossimo, fino a sabato, nella sala Arengario del Tribunale di Napoli dalle 9 alle 13, per scegliere i nuovi 25 consiglieri dell’Ordine partenopeo, tra i piu’ ‘affollati’ e importanti d’Italia. Le elezioni sono pero’ animate da forti polemiche dopo la decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che prima di Natale aveva stabilito in una sentenza che chiunque avesse espletato per due anni consecutivi la carica di consigliere all’Ordine non poteva candidarsi. Questa decisione fu una doccia fredda per tutti gli avvocati che si erano presentati per i rinnovi delle cariche consiliari. Non solo a Napoli, ma in ogni Foro d’Italia. La settimana successiva intervenne poi il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, con un decreto legge urgente sollecitato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega che potesse mettere la parola fine all’annosa questione. Cosi’ il ministro ha stabilito che la legge va interpretata come l’aveva espressa la Cassazione, e non considerare per i due mandati quando uno di questi aveva una durata inferiore ai 2 anni, come nel caso di Napoli. Ma il punto dibattuto e’ proprio questo, perche’ anche se l’Ordine del Foro di Napoli e’ durato in carica solo un anno, questo e’ stato stabilito per legge.
Riconosciuto come vittima innocente dei Casalesi dopo 27 anni
Riconosciuto come vittima innocente dei Casalesi dopo 27 anni.Il padre avrà diritto al vitalizio come stabilito dalla legge. Russo venne ucciso nel 1992 a San Cipriano d’Aversa, Il giudice civile di Napoli Barbara Gargia ha riconosciuto a Rodolfo Russo, papà di Flavio Russo, vittima innocente di camorra, ucciso a soli 21 anni nel 1992 a San Cipriano d’Aversa, colpito da un proiettile vagante durante un agguato dei Casalesi, il diritto al vitalizio così come riconosciuto dalla legge sui benefici economici ai familiari delle vittime della criminalità (legge 302 del 1990). La sentenza di cui da notizia il legale della famiglia Russo, Gianni Zara – ha accolto l’istanza del papa’ del giovane ucciso. Il padre avrà diritto al vitalizio come stabilito dalla legge.
Gustavo Gentile
Tenta rubare cavi rame dalla linea elettrica: cade e poi muore in ospedale
Un uomo di 42 anni è morto mentre tentava di rubare cavi di rame dalla linea elettrica a San Sebastiano al Vesuvio. E’ avvenuto lungo via Panoramica Fellapane, una strada che conduce verso il monte Somma. La vittima, residente a Ercolano, era gia’ nota alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio e personale del 118. L’uomo è stato portato in ospedale in condizioni disperate e poco dopo il suo cuore ha cessato di battere. Il 42enne e’ caduto da un’altezza di cinque metri mentre provava a rubare i cavi dalla linea elettrica dei lampioni pubblici. Ora i militari stanno cercando di capire se la vittima fosse solo e se aveva un complice scappato dopo la tragedia.
Napoli;Ancelotti incorona Milik,serviva solo pazienza
“Dopo due anni di stop devi ritrovare tempi di gioco e di posizione, serviva pazienza ora avra’ molta piu’ regolarita'”. Cosi’ Carlo Ancelotti consacra Arek Milik a bomber ufficiale del suo Napoli, a terminale offensivo nella rincorsa alla Juventus in campionato e nelle Coppe. La punizione di ieri contro la Lazio e’ solo l’ultima di una serie di perle che il polacco regala ormai con regolarita’ da due mesi ai tifosi, fugando ogni dubbio: dopo due ko al ginocchio, l’attaccante arrivato tre anni fa dall’Ajax e’ esploso definitivamente e ora non vuole piu’ fermarsi. A parlare sono i numeri. Dopo un avvio di stagione lento, spesso in panchina alle spalle del duo Insigne-Mertens, Milik si e’ preso il suo spazio a suon di gol a cominciare dalla rete da tre punti in casa dell’Atalanta lo scorso 2 dicembre, quando ha firmato il 2-1 finale all’85’. Da allora non si e’ piu’ fermato, firmando due doppiette, una al Frosinone e una al Bologna, e altri gol pesantissimi come la punizione in pieno recupero che ha sbloccato il risultato a Cagliari e l’altro colpo da biliardo di ieri, che ha messo al sicuro il risultato dal tentativo di rimonta della Lazio. I gol di Milik sono arrivati a 11 in 17 presenze in campionato, senza rigori ma con la sua nuova specialita’, la punizione chirurgica, spietata, come quella che ha lasciato immobile ieri Strakosha. Lui, Milik, si gode il momento, e nella tarda serata ha postato su Instagram una foto della sua esultanza scrivendo “Grande partita, vittoria meritata, altro gol. E’ stata una bella serata, dobbiamo continuare su questa strada”. I tifosi si godono il nuovo bomber mentre affrontano le paure in arrivo da Parigi, dove si rincorrono le voci su un possibile assalto decisivo e miliardario del Psg ad Allan. Il presidente De Laurentiis, che in questi giorni e’ proprio nella capitale francese per una vacanza programmata con sua moglie, resiste, ma sui gioielli azzurri e’ sempre stato chiaro: davanti a richieste ‘scandalose’ non potrebbe che cedere.
Calcio violento: la confessione di Ciccarelli
Ha ammesso di aver partecipato agli scontri di Santo Stefano prima di Inter-Napoli, ma non ha voluto parlare di chi era con lui. Il capo dei ‘Viking’ della Curva dell’Inter, Nino Ciccarelli, 49 anni, in carcere da giovedì scorso per rissa aggravata e altri reati, ha parlato per poco più di un’ora con il gip Guido Salvini e il pm Michela Bordieri. Ha risposto solo ad alcune domande dei magistrati e ha fatto dichiarazioni spontanee. Ha confermato di essersi ferito nel blitz tra via Novara e via Fratelli Zoia, a Milano, contro i tifosi del Napoli, ma non ha voluto parlare di un suo eventuale ruolo nella pianificazione dell’azione punitiva contro i rivali partenopei.Ciccarelli, da quanto ha riferito l’avvocato Mirko Perlino lasciando San Vittore, ha ripetuto davanti ai magistrati, come già aveva detto in un interrogatorio in Questura, di essere passato per caso in via Novara e di essersi unito agli amici ultrà contro la tifoseria avversaria. Nei tafferugli, il capo dei Viking – che ha alle spalle 12 anni di carcere tatuati sul corpo con 12 foglie ed è stato prima arrestato e poi assolto per la morte del tifoso ascolano Nazzareno Filippini – è rimasto anche lievemente ferito. Le immagini analizzate dalla Digos mostrano una ferita al naso e una da arma da taglio a una coscia. Il 49enne ha detto di non essere stato presente a un incontro al pub ‘Cartoon’ in via Novara, dov’erano riuniti prima della partita i vertici della Curva Nord insieme ai capi ultrà del Varese e del Nizza, tifoserie gemellate con i nerazzurri.Ciccarelli non ha dato indicazioni nemmeno sull’incidente nel quale è rimasto coinvolto Daniele ‘Dede’ Belardinelli che, dopo essere stato investito, è morto in ospedale per le fratture e le lesioni riportate. In Questura, il capo ultrà aveva spiegato di aver visto soltanto un corpo a terra e poi di aver notato due auto che passavano. Nelle prossime ore l’avvocato Perlino chiederà che al leader dei Viking vengano concessi i domiciliari. Con lui, giovedì scorso, è finito in carcere anche il tifoso del Varese Alessandro Martinoli. Anche lui ha ammesso venerdì scorso davanti al gip di aver partecipato agli scontri e di aver ferito un ultrà napoletano. Non ha visto, però, il momento in cui l’amico ‘Dede’, di cui era stato ospite a Natale insieme ad altri tifosi, era stato schiacciato dal mezzo dei supporter partenopei.Nel frattempo, deve restare in carcere Marco Piovella, detto ‘il Rosso’, a capo dei ‘Boys’, altro storico gruppo di tifosi interisti. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano, respingendo l’istanza di scarcerazione della difesa e confermando l’ordinanza cautelare del gip Guido Salvini.Oltre a lui, devono restare in carcere anche Francesco Baj e Simone Tira, altri due ultrà arrestati subito dopo i fatti. L’unico ad aver riguadagnato la libertà, per il momento, è Luca Da Ros, anche lui membro della curva interista, che ha scelto di collaborare con le indagini e ha ricostruito davanti ai magistrati alcuni passaggi chiave della maxi rissa di Santo Stefano.
Mercatissimo: Boateng, Icardi e le altre trattative
Si apre la settimana decisiva per il mercato invernale, due fra gli attaccanti piu’ in vista della Serie A, HIGUAIN e PIATEK, vivono giorni intensi legati al proprio futuro. I dirigenti di Genoa e Milan si sono incontrati dopo la partita odierna e trovato l’intesa per chiudere la trattativa, con il polacco destinato a prendere la strada di Milanello e l’argentino quella che porta a Londra, sponda Chelsea. Domani la firma. Nell’affare dovrebberi essere inseriti JOSE’ MAURI e BERTOLACCI, anche se Preziosi ha chiesto il portiere PLIZZARI come contropartita tecnica; quest’ultimo, pero’, per Leonardo resta incedibile. Dalla Juve arrivera’ in rossoblu STURARO, mentre ROMERO partira’ in direzione Torino. La notizia del giorno, tuttavia, arriva dalla Spagna: il Barcellona, infatti, si e’ preso Kevin-Prince BOATENG per sostituire MUNIR, ceduto dal club blaugrana al Siviglia. Il ghanese del Sassuolo e’ in partenza per la Catalogna: in estate potrebbe toccare a un altro gioiellino della squadra emiliana, Stefano SENSI. La Fiorentina vuole l’Europa e, dopo Muriel, punta dritto su GAGLIARDINI dell’Inter: in queste ore i dirigenti delle due societa’ discutono i termini del trasferimento del centrocampista, ormai fuori dai piani di Spalletti. L’Inter in estate riscattera’ POLITANO dal Sassuolo, mentre il Torino pensa a JESE’ RODRIGUEZ del Psg. In casa nerazzurra sono ore decisive per il rinnovo di Icardi, che percepira’ 7 milioni a stagioni, per la gioia di Wanda Nara. La Roma pensa a blindare Nicolo’ ZANIOLO, offrendogli uno stipendio che parte da un milione e lievita di anno in anno: il club giallorosso fissera’ una clausola rescissoria di una quarantina di milioni. Sul giocatore c’e’ l’Arsenal, ma presto potrebbe scatenarsi un’asta. E dire che Zaniolo e’ arrivato dall’Inter per soli 4 milioni. Sul taccuino outlet di Monchi spiccano due nomi per la difesa, in emergenza dopo l’infortunio a Juan Jesus: si tratta di Bram NUYTINCK dell’Udinese e di Ragnar KLAVAN del Cagliari. La Juve si prende DARMIAN dal Manchester United e respinge l’ultimo assalto per KEAN, l’attaccante che Allegri ha promosso a vice di Mandzukic: l’offerta per il millenial arrivava dallo Schalke 04. Su JAMES RODRIGUEZ, oltre a Juve e Napoli, adesso c’e’ pure l’Arsenal, almeno secondo quanto riporta l’Indipendent. Il trequartista colombiano attualmente e’ in prestito al Bayern Monaco dal Real Madrid, ma l’allenatore Niko Kovac non stravede per lui. DE PAUL difficilmente restera’ a Udine per lungo tempo: su di lui c’e’ il Tottenham, ma l’operazione dovrebbe essere chiusa solo in estate. De Laurentiis e’ pronto a rinnovare il contratto di HAMSIK, trattative anche per ALBIOL E CALLEJON. Diversa la situazione di MERTENS, che in estate dovrebbe partire. Per ALLAN tutto tace: restera’ in azzurro a meno che da Parigi non arrivino offerte irrinunciabili (80-90 milioni). In partenza pure ROG, che dovrebbe finire al Siviglia in prestito. Le prossime mosse in casa partenopea riguardano i possibili arrivi di Augustin ALMENDRA dal Boca Juniors e LOZANO dal Psv.
De Luca: il baciamano di Salvini…
“Il baciamano a Salvini? C’e’ un proverbio francese che dice: chi sa leccare sa anche mordere, deve stare attento”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a margine di un’iniziativa a NAPOLI commentando il baciamano ricevuto da Matteo Salvini ad Afragola (NAPOLI) da parte di un sostenitore.
Parcheggia Suv sul posto riservato e poi picchia il disabile. Ora è caccia all’uomo
Parcheggia Suv sul posto riservato e poi picchia il disabile. Ora è caccia all’uomo. E’ accaduto ad Aversa.Disabile aggredito per un posto auto, l’aggressore fugge via. E’ accaduto questa mattina in via Raffaello quando un automobilista invalido, con tanto di contrassegno, voleva giustamente parcheggiare la propria vettura in uno stallo per disabili. Ma ad un certo punto, un altro automobilista a bordo di un grosso SUV, senza averne i requisiti, ha occupato il posto auto. A quel punto il disabile è sceso dalla propria vettura per chiedere spiegazioni e da lì ne è nata una discussione, terminata con l’aggressione ai danni del disabile che è finito a terra con il volto tumefatto.
Gustavo Gentile
‘Impossessato dal diavolo’, strangolò la figlioletta e accoltellò la moglie: ‘solo’ 5 anni di carcere
‘Impossessato dal diavolo’, tentò di strangolate la figlioletta e accoltellò la moglie. Ridotta la pena per il duplice tentato omicidio: solo 5 anni in Appello: “E’ stato il diavolo a dirmi di farlo”.Fu un vero e proprio raptus quello di Antonio Bevitore di Francolise in provincia di Caserta che sarebbe stato colto da vere e proprie allucinazioni prima del duplice tentato omicidio. Il 43enne tentò prima di strangolare la figlioletta e poi accoltellò la consorte che aveva tentato di difendere la bambina ferendola alla gola con un coltello da cucina. Quando arrivarono i carabinieri per arrestarlo ammise che era stato il diavolo a dirgli di commettere l’insano gesto. La corte d’appello da sette anni riduce la pena a soli cinque anni.
Gustavo Gentile
Napoli, anziana rapinata, picchiata e lasciata sanguinante a terra. Il figlio: ‘Barbari’
“Una aggressione dai contorni disumani si è consumata sabato mattina in pieno centro a Napoli. Una donna di 75 anni è stata ridotta in fin di vita durante uno scippo”. La denuncia arriva dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Sabato mattina la malcapitata camminava lungo viale Gramsci – spiega Borrelli -, diretta a casa del figlio in piazza Sannazaro, quando è stata fermata da due giovani che le hanno chiesto dei soldi. Pensando a dei mendicanti, ha detto che non aveva spiccioli. A quel punto le hanno strappato la borsa, sottraendo 75 euro dal portafogli. Non contenti l’hanno violentemente malmenata, lasciandola in un lago di sangue. Oltre ad una frattura dell’orbita e dell’area temporale, le hanno provocato contusioni su tutto il corpo e una profonda ferita lacero-contusa”.
“Mia madre – afferma il figlio della vittima, anch’egli medico – è stata vittima di una barbarie, un’aggressione inumana. Il tutto si è consumato alle 11 di mattina, in pieno centro. Mi chiedo come sia possibile una cosa del genere. Se accadono cose del genere a due passi dal lungomare, cosa succede nei vicoli?”.”Si tratta di un fatto gravissimo – conclude Borrelli -, aggravato dall’orario. Non è accettabile che violenze del genere si consumino alla luce del sole. Chiediamo maggiore presenza alle forze dell’ordine e massima attenzione nelle indagini. Questi due delinquenti devono essere assicurati quanto prima alla giustizia”.
Riconoscimento nazionale del consorzio di tutela della pasta di Gragnano IGP
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Italiana, Decreto dicembre 2018 Riconoscimento del Consorzio di tutela della Pasta di Gragnano IGP e attribuzione dell’incarico di svolgere le funzioni di cui all’articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128 come modificato dall’articolo 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la IGP «Pasta di Gragnano». Le buone notizie per la Campania, arrivano ancora una volta dal comparto Agroalimentare. IGP alla Pasta di Gragnano, prima pasta italiana a fregiarsi dell’importante riconoscimento Europeo. Ora bisognerà impegnarsi nel garantire gli standard qualitativi del prodotto ed investire, attraverso la sinergia con le istituzioni preposte, al Distretto Agroalimentare della Pasta per dare un nuovo impulso socio-economico al territorio. Abbiamo l’obbligo di sottolineare che bisogna partire da un punto fermo, che oggi il Consorzio della Pasta di Gragnano,rappresenta una grande opportunità per dare ulteriore slancio all’attività dei pastai gragnanesi, che è sempre stata al centro della nostra attenzione. Il comparto della produzione della pasta non solo è tornato ad essere la voce più importante dell’economia di Gragnano, ma ha stimolato anche un indotto di notevoli proporzioni che riteniamo possa ancora crescere con una politica a favore della formazione d’impresa nell’arte bianca e sollecitare, la domanda di qualità attraverso mezzi molto puntuali ed innovativi. Qualità e sicurezza alimentare,sono i due fattori essenziali per competere sul mercato internazionale, in particolare quello nordamericano e nordeuropeo. Ne sono consapevoli le imprese del nostro distretto, che, nonostante le buone performance registrate rispetto agli ultimi anni in termini di fatturato e di export, hanno ancora bisogno di essere sostenute per una ripresa occupazionale ed una maggiore spinta verso l’innovazione. E’ fondamentale, attirare l’attenzione dell’ente regione verso queste problematiche e verso la necessità di legare al territorio i servizi di cui si costituisce ciascuna unità di prodotto, come quelli finalizzati alla ricerca ed alla sperimentazione di nuovi prodotti per il confezionamento e la conservazione della pasta. Diversi sono le persone che hanno creduto in questo importante iniziativa (non molte per dire la verità) sicuro Giuseppe Di Martino che con passione, professionalità, impegno, determinazione e amore per la propria terra è stato attore principale di questo importante risultato. Cosi a margine della presentazione del decreto in gazzetta ufficiale, il Portavoce della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, componente del Dipartimento Nazionale Agroalimentare Ambiente Agricoltura Acqua Ristorazione Servizi e Turismo del MNS già Delegato della Provincia di Napoli al settore Agricoltura, Rosario Lopa.
Salerno, squillo dell’Est si prostituivano lunga la litoranea: denunciate
Durante i controlli della Polizia di Stato svolti nell’ultimo fine settimana nel capoluogo salernitano, gli agenti della Sezione Volanti della Questura di Salerno hanno deferito all’autorità giudiziaria due giovani donne A.A., cittadina bulgara del 1991, e D.A.A. rumena del 1985, controllate sulla strada del litorale cittadino nella zona industriale. Le due donne, già note per essere dedita all’attività di prostituzione, sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria perché inosservanti al provvedimento dell’Autorità, in particolare per non aver ottemperato al divieto di accesso alle aree urbane indicate nel provvedimento del “D.A.Spo” urbano, previsto dalla legge n.48/2017, emesso dal Questore della Provincia di Salerno nei confronti delle due giovani donne.
Inoltre, nella serata di sabato gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti nei giardini di “Villa Carrara” nella zona orientale della città, per la segnalazione di un uomo ubriaco molesto. Giunti sul posto gli agenti della Sezione Volanti della Questura di Salerno hanno fermato la persona segnalata, constatando lo stato di ubriachezza molesta del soggetto. Gli agenti hanno accompagnato l’uomo in Questura per accertamenti, identificandolo successivamente per O.T., nato in Marocco nel 1968, il quale veniva poi espulso con provvedimento dell’Autorità dal territorio nazionale in quanto privo di permesso di soggiorno e già non ottemperante all’ordine di allontanarsi dall’Italia.



