Una detenuta di 36 anni ha aggredito prendendoli a morsi ieri pomeriggio due agenti nel carcere di Pontedecimo. A darne notizia e’ Fabio Pagani, segretario regionale dell’Uilpa. Secondo quanto riporta l’ organizzazione sindacale, la donna ha prima cercato di schiaffeggiare le due agenti e poi le ha prese a morsi. La detenuta, in cella per rapina e resistenza, e’ stata riportata alla calma dopo l’intervento di altre guardie carcerarie. Le due poliziotte sono state portate al pronto soccorso. “Chiediamo – sottolinea Pagani – al ministro della Giustizia di convocare un tavolo di monitoraggio per trovare soluzioni utili a frenare la violenza nei confronti degli agenti. Uno Stato che si rispetti non puo’ permettere che i suoi rappresentanti siano maltrattati impunemente”.
Ronaldo pareggia, ma solo col Fisco
Cristiano Ronaldo patteggia con il fisco e viene condannato a 24 mesi di carcere: il campione evitera’ la detenzione commutata in una multa da 3,57 milioni di euro. Il tribunale ha stabilito che ai 365.000 euro della conversione della detenzione in multa si aggiunga un’ulteriore multa da 3,2 milioni. Non e’ ancora chiaro se le multe o parte di esse saranno comprese nei 18,8 milioni di euro patteggiati con il fisco. Il calciatore ha lasciato il tribunale dicendo: “tutto bene”. L’udienza e’ durata meno di un’ora.”Sto benissimo”. Così Cristiano Ronaldo ha detto alla folla di giornalisti riuniti fuori dal tribunale di Madrid dopo la breve udienza riguardante il caso di frode fiscale che lo vede coinvolto. L’attaccante della Juventus ha firmato alcuni autografi prima di salire in auto. CR7 è apparso sorridente, vestito con giacca, maglione e pantaloni scuri mentre teneva per mano la fidanzata Georgina Rodriguez. “Non ho mai nascosto nulla, né ho avuto l’intenzione di evadere le tasse”, ha detto il giocatore alla corte, secondo una dichiarazione dell’agenzia sportiva che lo rappresenta, Gestifute. “Todo perfecto, hombre”, “tutto perfetto, uomo”: Cristiano Ronaldo si e’ rivolto cosi’ ad un giornalista che, all’uscita del tribunale di Madrid, gli ha chiesto se andasse tutto bene. L’udienza davanti al giudice dell’Audiencia Provincial de Madrid, per chiudere la partita col fisco spagnolo per le imposte non versate sui diritti d’immagine tra il 2011 e il 2014, e’ durata poco piu’ di un’ora.
Carceri: Spoleto, indagine su detenuto a messa con lametta
Porto abusivo di oggetti atti a offendere e’ il reato ipotizzato in seguito al sequestro di un coltello rudimentale a un detenuto nordafricano che si accingeva ad assistere alla messa celebrata il 12 gennaio dal vescovo monsignor Renato Boccardo nel carcere di Spoleto. L’indagine e’ coordinata dalla procura spoletina che mantiene il massimo riserbo. Al vaglio degli inquirenti perche’ lo straniero – in carcere per reati comuni e finora non monitorato per rischio radicalizzazione – avesse il manico di rasoio sul quale era stata posta una lametta e se o contro di chi la volesse utilizzare. L’arma e’ stata sequestrata dal personale della polizia penitenziaria durante i controlli sui detenuti prima che accedessero a dove l’arcivescovo doveva celebrare la messa. Lo straniero aveva cercato di sfuggire alla perquisizione ma subito bloccato dagli agenti che hanno sequestrato il coltello rudimentale. Il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini ha gia’ annunciato che per il detenuto “sara’ disposto al piu’ presto il trasferimento ad altro istituto come previsto per quelli pericolosi e aggressivi”.
Mafia, morto un papa volevano farne un altro…
ZCZC1702/SXR OPA29151_SXR_QBKS R CRO S45 QBKS >ANSA-FOCUS/ Piccoli mafiosi crescono, saga dei Greco continua Lea PALERMO, 22 GEN – Tornano, vogliono il potere criminale, vogliono contare nel nome del padre o del nonno. E’ una saga che non vogliono interrompere. Spunta tra i personaggi che volevano rifondare la mafia palermitana e la sua cupola anche Leandro Greco il nipote del “papa di Cosa nostra” che si faceva chiamare come il nonno: Michele. A 29 anni si era seduto gia’ attorno al tavolo di una presunta nuova commissione mafiosa insieme a un altro rampollo di mafia, Calogero Lo Piccolo, 45 anni, figlio del boss palermitano Salvatore, che pero’ ha gia’ pesanti condanne per mafia ed estorsioni mentre lui non aveva precedenti penali. A Palermo si riaffaccia alla ribalta la famiglia Greco, quella di Michele, ricco possidente di Croceverdere Giardini con entrature nella Palermo che conta, grazie anche alle amicizie del fratello Salvatore “il senatore”, prima di esser scoperto e condannato per mafia, omicidi, estorsioni: aveva fatto genuflettere la mafia palermitana a quella rozza e violenta dei corleonesi. Leandro e’ figlio di Giuseppe Greco, un uomo schiacciato dal destino deciso dal padre che sposo’ una ragazza dal cognome pesante nel mondo di Cosa nostra: Milano. Erano gli anni in cui i matrimoni servivano a rinsaldare potere e alleanze nel pianeta mafia. Una consuetudine diventata piu’ rara ma non scomparsa se si considera che il fratello di Leandro ha sposato nel luglio scorso la figlia di Gregorio Di Giovanni, potente mafioso di Palermo centro. Ma Giuseppe voleva stare al di fuori di quel mondo e seguire la sua passione per il cinema: nella tenuta della Favarella fece installare una vera e propria sala cinematografica dove proiettava per se e gli amici i film che gli piacevano. Realizzo’ anche tre film. Del piu’ noto “Crema, cioccolata e pa…prika'” curo’ la sceneggiatura. Mori’ nel 2011, a 58 anni, e sembrava che con al sua morte si fosse chiuso il ciclo dei Greco mafiosi. Suo padre, Michele, mori’ invece a 84 anni nel 2008 in una stanza di una clinica romana dov’era ricoverato da detenuto: era in carcere da oltre vent’anni, Con lui se ne andarono oltre trent’anni di segreti, di rapporti tra malaffare e politica, di gestione dell’ economia siciliana e non solo. Amico di politici e colletti bianchi, Greco ha sempre detto di essere ”un agricoltore, uno sperimentatore di innesti di agrumi” gestendo i mandarineti della sua tenuta. Camminava con la bibbia in tasca, teneva i Vangeli sul suo comodino a casa o nella cella di Rebibbia, la citava continuamente. Durante l’ultima udienza del maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino nell’aula bunker dell’Ucciardone, Michele Greco prese la parola, e rivolgendosi alla Corte d’assise disse: “Auguro a tutti voi la pace, perche’ la pace e’ la tranquillita’ dello spirito e della coscienza, perche’ per il compito che vi aspetta la serenita’ e’ la base per giudicare. Non sono parole mie, ma le parole che nostro signore disse a Mose’…”. Venne condannato all’ergastolo. Il nipote forse ha vissuto nel mito del nonno.
Sport e guerra, appuntamento a Salerno
Un evento sicuramente di forte impatto culturale e storico quello organizzato a Salerno dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia presieduta da Renato Del Mastro. Ideata e curata dal Mémorial de la Shoah di Parigi, la mostra “Sport, sportivi e giochi olimpici nell’Europa in guerra (1936 – 1948)” approfondisce il rapporto tra sport e dittatura negli anni Trenta e Quaranta, con particolare riferimento alla Germania nazista e al resto dell’Europa occupata. Il periodo che va dai Giochi Olimpici di Berlino (1936) a quelli di Londra (1948) coincide con un’inedita politicizzazione dello sport. Esaltando il corpo degli atleti, le discipline sportive diventano sinonimo di inquadramento delle popolazioni, di propaganda ideologica e di arma diplomatica. Ma lo sport é anche un ambito di resistenza al nazismo. L’esposizione sarà ospitata dal 28 gennaio all’11 febbraio 2019 presso il Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi” di via Gabriele D’Annunzio a Salerno, grazie alla sensibilità della dirigente scolastica dott.ssa Barbara Figliolia, e sarà visitabile dal lunedì al sabato nei seguenti orari: dalle ore 09,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00. L’evento si aprirà alle ore 10,00 del 28 gennaio 2019 con il taglio del nastro d’inaugurazione della mostra ed a seguire il previsto convegno, realizzato con la collaborazione dell’Associazione Italia Israele di Salerno, presieduta dal dott. Ernesto Pintore. L’evento gode del patrocinio e del sostegno del Comune di Salerno, del MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Campania – Direzione Generale, dell’Università degli Studi di Salerno, del CONI Comitato Regionale Campania, dell’Associazione Italia Israele di Salerno, dell’Accademia Olimpica Nazionale Italiana, del Comitato Nazionale Fair play, del Campolongo Hospital, della EuroDesk.
Sequestrati oltre 3 milioni di beni all’imprenditore marcianisano Giuseppe Salzillo
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, su delega della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha completato le operazioni di sequestro di ingenti disponibilità finanziarie della “Ewa Oil S.p.A.”, esercente l’attività di “commercio al dettaglio di carburante per autotrazione” con sede a Marcianise, nonché il patrimonio personale del rappresentante legale (Giuseppe Salzillo, 66 anni), cautelando beni per un valore complessivo di 3,2 milioni di euro.
Il sequestro preventivo è stato disposto, su richiesta della Procura, dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere fino al valore limite di 4,9 milioni di euro, pari al profitto illecito derivante dall’evasione di IVA e delle Imposte dirette accertata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta a seguito di un’ispezione tributaria conclusasi nel 2017.
In particolare, i successivi approfondimenti investigativi coordinati da questo Ufficio Giudiziario hanno permesso di riscontrare che la società aveva effettivamente omesso di contabilizzare e di dichiarare al Fisco elementi positivi di reddito, complessivamente, per 13 milioni di euro con riferimento alle annualità di imposta 2013 e 2015, superando così le soglie di punibilità stabilite dall’art. 4 del d.lgs. n. 74/2000 per la contestazione in capo al rappresentante legale del reato di “Dichiarazione infedele”.
Pertanto è stato richiesto al gip di sequestrare il patrimonio frutto di tale illecito arricchimento, al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dall’’evasione, il quale, concordando con tale prospettazione, ha disposto il sequestro preventivo delle disponibilità liquide della società e, per equivalente, dei beni nella disponibilità del suo amministratore fino al valore delle imposte complessivamente evase.
Sulla base di tale provvedimento, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta ha sottoposto a vincolo cautelare somme di denaro, strumenti finanziari, quote di 4 società di capitali nonché 9 immobili (5 abitazioni, 2 negozi, 1 deposito e 1 autorimessa) siti In provincia di Caserta, per un valore complessivo di oltre 3,2 milioni di euro. Gli esiti della presente attività d’indagine costituiscono un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in stretta sinergia con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta che, per la repressione del grave fenomeno dell’evasione fiscale che, oltre al connesso danno erariale, altera anche le dinamiche di mercato e la corretta e leale concorrenza tra le imprese.
Gustavo Gentile
Napoli, Stirpe risponde e punzecchia ADL
E’ polemica verbale tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e quello del Frosinone Maurizio Stirpe. Ad innescarla e’ stato ‘Adl’, che in un’intervista al New York Times ha parlato anche di calcio dicendo “che ci fa il Frosinone in Serie A? Non attira spettatori…”. Poi aveva aggiunto: “club come il Frosinone non attirano fan, ne’ interessi, ne’ emittenti nel campionato. Arrivano, non cercano di competere e tornano indietro. Se non possono competere, se finiscono ultimi, dovrebbero pagare una multa e non dovrebbero ricevere denaro”. Ora arriva, tramite ‘CalcioNapoli24t’, arriva la replica di Stirpe, stizzito per le parole del collega. “”Mi sembrano dichiarazioni di una persona che ha la sindrome di Napoleone – dice Stirpe -. Nella vita ancora prima che nel calcio serve rispetto e io qua non ne vedo: invece bisognerebbe averne sempre per gli avversari, lo sport deve insegnare questi valori. Se invece lo sport insegna i valori della prepotenza queste dichiarazioni si commentano da sole e le rispedisco al mittente. Arrivano parole da parte di persone che non hanno vinto niente e mi sembra anche velleitario”. “Abbiamo il progetto di crescere in modo sano e attraverso i nostri mezzi – aggiunge il presidente della squadra ciociara -. Noi mettiamo i soldi nel calcio e non li prendiamo, siamo stati capaci di realizzare uno stadio mentre altri che hanno risorse ben piu’ importanti delle nostre non hanno regalato alla citta’ un’infrastruttura del genere”. Secondo Stirpe, “le uniche modifiche che il calcio italiano deve fare sono quelle che devono prendere come punto di riferimento il calcio inglese, tedesco o francese. Non come capita in Italia dove i ricchi diventano sempre piu’ ricchi e i poveri sempre piu’ poveri”.
Delitto Moro, la famiglia fa causa allo stato
Maria Fida Moro, figlia primogenita di Aldo Moro, a Radio Cusano Campus, ha parlato della sua decisione di far causa allo Stato: “Posto che la legge delle vittime sul terrorismo del 2004 è stata applicata per tutti tranne che per la mia famiglia, volevo ricorrere alla Corte europea dei diritti umani dove però potrò andare solo dopo aver tentato tutte le strade in Italia. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro ha trovato l’80% della verità e ha secretato tutto per i prossimi 50 anni, questo è perlomeno un po’ inquietante. Avevano il diritto giuridico di farlo, ma che l’hanno aperta a fare una nuova commissione d’inchiesta se poi viene tutto secretato per 50 anni? Oltre a questo ci sono tanti comportamenti che non vanno bene. Ad esempio familiari delle vittime erano stati invitati a vedere la fiction con Placido, che non mi era piaciuta per niente come tutti i film e le fiction sul caso Moro, mi piace un po’ il film ‘Piazza delle Cinque Lune’ che almeno distingue tra la parte romanzata e quella di cronaca. Comunque, ci invitano alla prima di questa fiction dicendo: sarebbe meglio se non veniste. Questo accade perché noi richiamiamo all’attenzione della coscienza del popolo sovrano la parte dolente di questa ingiustizia conclamata che è il caso Moro. Possono parlare tutti e dire le peggiori stupidaggini, tranne noi. La stupidaggine più grossa l’ho sentita da una pilota di elicotteri che raccontava in pubblico che mio padre studiando a Napoli le faceva da babysitter sulla spiaggia e le dava le caramelle. Mio padre non ha mai studiato a Napoli, non ha mai fatto il babysitter, non dava mai le caramelle primo perché c’era la guerra e non aveva le caramelle e inoltre era un igienista convinto e neanche a noi le dava. Tutti vogliono trovare un posto in questa vicenda, ma non nel dolore, nella verità, vogliono fama. C’è gente che abitava nel nostro stesso condominio che ci detestava perché gli scocciava che nei giorni del rapimento avessimo una visibilità che di certo non avevamo cercato. Io non mi lamento per me, mi lamento per mio padre”.
‘Madre’, di e con Francesca Bartellini al Museo Madre di Napoli in anteprima nazionale
Sarà la Sala Re_PUBBLICA del Museo Madre di Napoli a ospitare, sabato 26 gennaio 2019 alle ore 18.30, l’anteprima nazionale di Madre di e con Francesca Bartellini, allestimento presentato da Ipazia Production e Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, in collaborazione con Macro Asilo di Roma. Dopo l’anteprima partenopea, lo spettacolo proseguirà la sua tournée al Teatro di Tor Bella Monaca di Roma, poi sarà a Milano, Firenze, Torino e Pescara. Con questo testo Francesca Bartellini continua il suo percorso nel Sacro Femminile, unica vera forza in grado di accompagnare una profonda rifondazione di valori, con uno spettacolo che unisce performance e video art, attraverso uno studio di ricerca estetica ed espressiva, che ruota intorno alla figura di Maria Maddalena. Il monologo Madre è parte del dittico Two, unitamente a Father (Padre), scritto e interpretato in lingua inglese da Francesca Bartellini e diretto dalla regista inglese Susan Wordsfold, che, invece, sarà in scena ad aprile 2019 al Tron Theater di Glasgow in prima assoluta. In estate, lo spettacolo sarà al Fringe Festival 2019 di Edimburgo, e, successivamente, a Londra. In scena una violenza su una donna è consumata come fosse un sacrificio: il secolo XXI si presenta con un ghigno feroce. L’immagine della giovane e bellissima donna si scompone, e, attraverso una dilatazione dello spazio-tempo, da un Presente di onde gravitazionali a un Passato di echi confusi, emerge la figura emblematica di Maria Maddalena.
Maria Maddalena e la sua sconfinata iconografia, Maria Maddalena e il suo Vangelo apocrifo, Maddalena bambina. La coppia sacra, lo Hieros Gamos, Maddalena e Gesù. In modo totalmente inatteso e dissacratorio, Maddalena rivelerà le proprie ragioni attraverso i secoli, e si libererà dalle sue catene, poiché la sua storia è “un’altra”. Riappropriandosi dell’elastico spazio-temporale, Maddalena affronta la brutalità del Presente nel Nuovo Millennio, dove la Natura è distrutta, e i bambini sono divorati dalla libidine o tagliati a pezzi da macellai, che ne vendono gli organi. Maddalena urlerà il suo sdegno e le onde della galassia con lei, verso un altro futuro: la via del Cuore.
Le immagini, a cura di Francesca Fini, interagiscono con la protagonista in scena, divenendo personaggi, atmosfere e frammenti drammaturgici, con uscite ed entrate che rimandano al teatro medievale. La musica, in un percorso che va dal rinascimentale all’atonale contemporaneo, sarà eseguita al clavicembalo da Angelo Trancone, giovane organista e clavicembalista, spesso al fianco di Toni Florio della Cappella Neapolitana.
Madre è una rappresentazione che evoca il cuore dell’infanzia, affronta l’idea della morte, come la poetica di Pina Bausch, ma compie un necessario salto di civiltà, muovendo verso la ‘Via del Cuore’ della ‘Sacra Ragione’ femminile.
Caserta, ‘Voglio un lavoro, fatemi incontrare il sindaco’ e s’incatena davanti al Comune
Caserta. “Voglio un lavoro fatemi incontrare il sindaco” e s’incatena davanti agli uffici del comune. E’ iniziata così questa mattina la protesta di un uomo di Caserta che si è portato al secondo piano degli uffici del Comune Capoluogo in piazza Vanvintelli chiedendo di incontrate il sindaco Carlo Marino. L’uomo, per protesta, si è anche incatenato annunciando che non si sarebbe mosso fin quando non si sarebbe incontrato con il Sindaco. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Digos della Questura e della polizia municipale con in testa il comandante Luigi De Simone che stanno cercando di far desistere l’uomo.
Gustavo Gentile
Capri, false pratiche di condono edilizio: in otto a processo
Capri. L’ ex capo dell’ Ufficio Tecnico del Comune di Capri, Massimo Stroscio, ed altri sette tra tecnici, componenti la Commissione edilizia ed il proprietario di un immobile sull’ isola sono stati rinviati a giudizio dal Gip del Tribunale di Napoli Eliana Franco per abuso d’ ufficio e falso ideologico. Il Gip ha accolto le richieste del pm Monica Campese, che ha coordinato le indagini dei carabinieri della Stazione di Capri e della Compagnia di Sorrento. Stroscio e’ attualmente destinatario di un divieto di dimora per un’ altra vicenda edilizia. I reati contestati si riferiscono ad una pratica contenente un falso condono edilizio. Gli inquirenti hanno accertato che nella pratica erano stati commessi falsi, con alterazione dei grafici originari, che hanno procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale di rilevante entita’ al proprietario dell’ immobile con la realizzazione di aumenti volumetrici per 57 metri quadrati e l’ aumento del valore dell’ immobile per circa 460mila euro. L’ atto sara’ notificato anche al sindaco pro-tempore del Comune di Capri, Gianni De Martino, che e’ parte offesa nel procedimento.
Ladri incappucciati entrano a casa Mastella a Ceppaloni: immortalati in azione dalle telecamere
Furto nella notte nella villa di Ceppaloni dei coniugi Mastella. I ladri, erano in cinque e tutti incappucciati, hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione di Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo mandando frantumi la vetrata della casa. Ancora da quantificare il bottino ma non dovrebbero essere stati asportati oggetti di valore in quanto i Mastella risiedono, da più di un anno, a Benevento. Sul posto i carabinieri Comando compagnia carabinieri di Montesarchio per le indagini. I banditi sono stati ripresi durante la loro azione dalle telecamere di video sorveglianza della casa. Ma erano tutti incappucciati segno che conoscevano l’esistenza delle telecamere e probabilmente si tratta di persone note alle forze dell’ordine. I militari stanno cercando di capire se attraverso le immagini, i vestiti e il modo di muoversi se si riuscirà ad avere elementi utili alla loro identificazione.
Vinti 1 milione di euro con Gratta e vinci nel Salernitano
Vincita da un milione di euro in Campania con il Gratta e Vinci. In particolare la fortuna ha premiato Silla, frazione del comune di Sassano in provincia di Salerno, con il biglietto “NUOVO 100X”. Il biglietto fortunato e’ stato acquistato nel punto vendita “Colpo Grosso Caffe'” in Via Provinciale del Corticato 29 – Silla – frazione di Sassano nel salernitano. “Non abbiamo idea di chi sia stato baciato dalla Dea bendata: e’ la prima volta che viene realizzata una vincita cosi’ importante nel nostro punto vendita. Auguriamo al fortunato che questa somma possa permettergli di condurre una vita piu’ tranquilla. Se capitasse a me, acquisterei una bella casa al mare e donerei parte della vincita in beneficenza” – ha dichiarato Pasquale Rizzo, titolare del Colpo Grosso Caffe’.
Santa Maria Capua Vetere: blitz della polizia negli uffici delle case famiglia
Perquisizione della Polizia, ordinato dalla Dda, negli uffici della casa famiglia dell’ex mulino Buffolano a Santa Maria Capua Vetere: case famiglia sotto indagine. È in corso, in questi minuti, un blitz negli uffici dei Servizi Sociali presso la struttura dell’ex mulino Buffolano da parte degli uomini della Squadra Mobile. Sono già stati sequestrati diversi faldoni di autorizzazioni a case famiglia per minori.
Gustavo Gentile
La FIT CISL chiede al Prefetto di Salerno un tavolo ad hoc sulla viabilità in costiera amalfitana
Salerno. Un tavolo di confronto “ad hoc” sulla viabilità in Costiera Amalfitana “per giungere finalmente a una soluzione definitiva prima del nuovo avvio della stagione turistica”. A chiederlo è la Fit Cisl Campania, che sul traffico in Costiera Amalfitana legato al transito di autobus di linea e privati lancia l’allarme viabilità e scrive al prefetto di Salerno: “Da anni – scrive il segretario generale Alfonso Langella – si vedono spuntare autorizzazioni a varie ditte di trasporto per viaggiare sulla Strada statale 163 con addirittura la possibilità di effettuare fermate lungo il tragitto per la discesa e la risalita dei passeggeri, quasi a sostituirsi al trasporto pubblico con tutte le relative conseguenze. Il traffico produce ripercussioni sull’immagine nel mondo di questo meraviglioso territorio, crea stress ai lavoratori dei trasporti, che ormai ai limiti della sopportazione, devono quotidianamente ingegnarsi per evitare il blocco dei mezzi”. Da qui la richiesta al prefetto di Salerno “di renderci partecipi a un tavolo di confronto ad hoc che ci permetta di esprimere il nostro punto di vista reale dei fatti, per giungere finalmente ad una soluzione definitiva della vicenda, prima del nuovo avvio della stagione turistica”.
Napoli, utilizzava la figlioletta di 18mesi per fare accattonaggio: denunciata 22enne
Napoli.Una nomade di 22 anni utilizzava la figlia di appena 18 mesi per l’ accattonaggio al Centro Direzionale di Napoli. Una pattuglia della Polizia Municipale ha notato la bambina che, sotto la pioggia, infreddolita, tendeva la mano ai passanti ed e’ intervenuta, bloccandole. La piccola e la madre, che era sprovvista di documenti, sono state trasferite al Comando del reparto Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale. La bambina e’ stata rifocillata. Qualche ora dopo al Comando e’ giunto il marito della 22 enne con i documenti di identita’. I genitori della bambina sono stati denunciati per accattonaggio e diffidati dal proseguire nella loro attivita’. La Polizia Municipale ha inviato una segnalazione alla Procura per i Minori per l’adozione di ulteriori provvedimenti in favore della bimba.
Da Lampedusa a Napoli: in manette nigeriano per violenza sessuale
Napoli. La polizia di Stato ha arrestato un nigeriano per violenza sessuale nella serata di ieri. Una donna che grida, un uomo che la trascina in un vicolo di via Poerio. E’ questa la scena nella quale alle 20,30 circa di ieri sera i poliziotti in servizio di controllo del territorio si sono imbattuti nel percorrere la strada. Scesi dalla Volante i poliziotti hanno inseguito l’uomo, che nel frattempo aveva lasciato la sua “preda” sul manto stradale per darsi alla fuga. Raggiunto e bloccato, gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno quindi dovuto sottrarlo ad una folla di persone che cercavano di aggredirlo. Papa Stephen, nigeriano di 41 anni, poco prima aveva afferrato la vittima alle spalle cominciando a toccarla nelle parti intime stringendola da dietro, fino a trascinarla in un vicolo. L’intervento immediato degli agenti ha consentito di evitare il peggio. L’uomo, sbarcato a Lampedusa nel 2008, ha presentato negli anni diverse richieste di protezione internazionale. Da stanotte è ospite presso la Casa Circondariale di Poggioreale. L’uomo dovrà rispondere del reato di violenza sessuale.
Ercolano, troppi furti nella zona di San Vito, l’associazione scrive al Prefetto
Più presidi delle forze dell’ordine in località San Vito a Ercolano per porre fine ai furti in appartamenti: è quanto chiede il presidente dell’associazione di volontariato ‘Giovani per il territorio’, Domenico Sannino, in una lettera inviata al prefetto di Napoli, Carmela Pagano, al questore Antonio De Iesu e per conoscenza al sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto. Dallo scorso mese di novembre i residenti a San Vito e zone limitrofe ”stanno subendo una serie di furti in appartamento perpetrati da ignoti, una escalation criminale che ha di fatto gettato nel panico l’intera popolazione” si legge nella lettera ”Nonostante l’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine che con abnegazione hanno operato instancabilmente al servizio dei cittadini per mettere fine a questa incresciosa serie di reati, i furti continuano a verificarsi settimana dopo settimana”. Proprio a San Vito una decina di giorni fa imprenditore e figlio sono stati derubati e legati alla sedia in casa da una banda di ladri, poi fuggita via. ”Molti cittadini ritengono che i mezzi messi a disposizione delle forze dell’ordine che operano in loco non siano sufficienti a fronteggiare questa emergenza”. Da qui la richiesta di ”assicurare più presidi delle forze dell’ordine in zona, specie nelle ore notturne, tenuto conto che come si apprende dagli organi di stampa e come evidenziato nei mesi scorsi dalle istituzioni cittadine, in alcuni giorni della settimana il commissariato di pubblica sicurezza locale e’ costretto a presidiare un’area, quella dei comuni di Ercolano e Portici di circa 100mila abitanti con una sola auto”.
Auto con targhe estere, sequestri della finanza a Caserta ed Aversa
Caserta. I Baschi verdi della Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Aversa hanno elevato le prime multe ai conducenti italiani trovati a circolare con auto con targa straniera senza alcun documento giustificativo. Sequestrate le prime auto a Caserta e Aversa.
Come noto, il “decreto sicurezza” ha innovato l’art.93 del Codice della Strada, vietando ai soggetti residenti in Italia da oltre sessanta giorni di circolare con un veicolo immatricolato all’estero, a meno di non esibire la documentazione attestante la riconducibilità del mezzo ad una società di leasing o ad altra impresa estera senza sedi effettive in Italia, unitamente alla specificazione del titolo e della durata della disponibilità dell’auto in capo al conducente.
Tale provvedimento si è reso necessario per arginare un fenomeno che, anche e soprattutto nella provincia casertana, era divenuto diffusissimo, ossia quello di circolare con auto immatricolate all’estero e magari intestate a società italiane o estere che ne schermavano l’effettiva proprietà in capo al conducente, non solo per risparmiare sul pagamento dell’imposta di bollo e sulle tariffe assicurative, ma anche al fine di garantirsi di fatto una sorta di impunità rispetto alla contestazione delle violazioni al codice della strada.
Centinaia sono le auto, soprattutto di lusso, immatricolate per lo più nella Repubblica Ceca o in Polonia, non riconducibili agli effettivi proprietari, che circolano negli ultimi anni nei centri urbani della provincia senza alcun rispetto delle zone a traffico limitato, sostando selvaggiamente in doppia fila o senza pagare il ticket e, purtroppo, sfrecciando molto spesso oltre i limiti di velocità. Un atteggiamento irrispettoso delle regole di civile convivenza rispetto al quale gli Organi accertatori avevano finora delle “armi spuntate”.
Solo qualche settimana fa, ad esempio, sui quotidiani locali si leggeva dell’iniziativa del Comune di Caserta di esternalizzare a favore di una ditta specializzata il servizio di riscossione delle circa tremila contravvenzioni elevate l’anno ai conducenti di auto con targhe straniere e che rimanevano nei cassetti degli uffici dopo l’infruttuoso tentativo di notificarle al trasgressore.
D’altra parte le ispezioni tributarie eseguite negli ultimi anni nei confronti delle società con sede nella provincia di Caserta che operano nella compravendita o nel noleggio di tali mezzi hanno confermato l’opacità dell’intera catena commerciale e la commissione di articolate frodi all’Iva anche attraverso l’interposizione fittizia di società estere create e gestite a tal fine dagli stessi italiani che poi “piazzano” le auto sul mercato locale.
Venendo quindi ai sequestri di questi giorni, tra i primi ad incappare nelle maglie strette delle nuove disposizioni di legge è stato un trentenne casertano che domenica sera aveva parcheggiato in doppia fila su Corso Trieste in Caserta una fiammante Audi RS3, del valore di oltre 50.000 euro con targa tedesca. I successivi approfondimenti hanno permesso di accertare che il mezzo era stato noleggiato a lungo termine da una società italiana specializzata nel settore ed è così scattata la sanzione amministrativa di 720 euro e il sequestro amministrativo del mezzo. Il conducente o la società di noleggio avranno ora 180 giorni di tempo per immatricolare l’auto in Italia o per trasportarla fuori dal territorio italiano, altrimenti si procederà alla confisca definitiva.
Verbalizzato nei giorni scorsi anche un venticinquenne a bordo di un’autovettura con targa rumena e ieri sera, invece, analoga sanzione è stata comminata ad una donna che circolava nel centro di Aversa con un automezzo con targa spagnola.
Ma l’attività delle Fiamme Gialle non si fermerà alla sola contestazione delle violazioni al codice della strada, ma, almeno nei casi di auto di lusso, le pattuglie operanti procederanno a trasmettere i dati dei relativi conducenti ai colleghi dei Reparti territoriali che operano a contrasto dell’evasione fiscale, al fine di verificare la congruità del possesso di tali automezzi con la situazione reddituale dichiarata al Fisco da parte dei “furbetti” della strada.
L’attività in parola si inserisce negli sforzi costanti compiuti dai finanzieri del Comando Provinciale di Caserta, in coordinamento con le altre Forze di Polizia e con le polizie locali, al fine di garantire il rispetto della legalità, il decoro e la sicurezza dei centri urbani. Gustavo Gentile
Furti ad Ercolano, il presidente di “Giovani per il futuro” scrive al Prefetto
Ercolano. Più presidi delle forze dell’ordine in località San Vito a Ercolano per porre fine ai furti in appartamenti: e’ quanto chiede il presidente dell’associazione di volontariato ‘Giovani per il territorio’, Domenico Sannino, in una lettera inviata al prefetto di Napoli, Carmela Pagano, al questore Antonio De Iesu e per conoscenza al sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto. Dallo scorso mese di novembre i residenti a San Vito e zone limitrofe ”stanno subendo una serie di furti in appartamento perpetrati da ignoti, una escalation criminale che ha di fatto gettato nel panico l’intera popolazione” si legge nella lettera ”Nonostante l’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine che con abnegazione hanno operato instancabilmente al servizio dei cittadini per mettere fine a questa incresciosa serie di reati, i furti continuano a verificarsi settimana dopo settimana”. Proprio a San Vito una decina di giorni fa imprenditore e figlio sono stati derubati e legati alla sedia in casa da una banda di ladri, poi fuggita via. ”Molti cittadini ritengono che i mezzi messi a disposizione delle forze dell’ordine che operano in loco non siano sufficienti a fronteggiare questa emergenza”. Da qui la richiesta di ”assicurare piu’ presidi delle forze dell’ordine in zona, specie nelle ore notturne, tenuto conto che come si apprende dagli organi di stampa e come evidenziato nei mesi scorsi dalle istituzioni cittadine, in alcuni giorni della settimana il commissariato di pubblica sicurezza locale e’ costretto a presidiare un’area, quella dei comuni di Ercolano e Portici di circa 100mila abitanti con una sola auto”.



