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Juve Stabia – Trapani, all in or nothing

Lo strano caso della squadra dal miglior attacco e difesa del campionato del girone C di Serie C che, però, non sa più vincere

65 punti in 31 gare disputate, miglior attacco con 52 reti segnate ed una media di 1.68 goal a partita (in coabitazione con il Trapani ndr) e 13 subite con una media di 0.42 reti subite a partita (miglior difesa in assoluto), due calciatori (Paponi e Carlini ndr) fra i primi 8 top scorer dell’intero girone.

Ci credereste mai che una squadra del genere, prima in classifica dalla prima giornata di campionato e che nel girone d’andata ha stracciato ogni record possibile di imbattibilità, ha vinto una sola volta negli ultimi due mesi (dal 13 di febbraio per la precisione)? Io, sinceramente, no ma la mia opinione, tuttavia, vale davvero poco se rapportata all’analisi approfondita dei numeri sopracitati.

Non serve essere giornalisti iscritti all’ordine di competenza, soci dell’unione stampa sportiva italiana o ancora soci dell’ associazione internazionale della stampa sportiva per poter avere la possibilità di affermare che la Juve Stabia di Fabio Caserta ha smarrito la sua arma segreta di quest’anno: l’anonimato. Le partite, in fondo, basta guardarle per rendersi conto. Il diavolo è nei dettagli, dicono persone più colte e sagge di me.

Ad inizio luglio della scorsa estate, quando l’incognita chiamata Juve Stabia si presentava presso gli uffici della Lega italiana calcio professionistico per depositare la documentazione necessaria all’iscrizione per il campionato di Lega Pro 2018/19 mancante, tuttavia, della necessaria fideiussione, alzi la mano lo stabiese che avrebbe scommesso, anche con un solo centesimo, di ritrovarsi poi ad aprile del 2019, da prima in classifica, con il miglior attacco, la miglior difesa, il miglior portiere ed una sola sconfitta dopo ¾ di campionato disputato e potersi giocare il campionato da protagonista assoluta. Non vi dirò che questa settimana che ci accompagna al match dell’ all in or nothing di domenica al ‘Menti’ sarà una settimana di passione perché non sarebbe vero; chi conosce il popolo stabiese sa perfettamente che saranno ansia e tensione a farla da padrone, almeno sino a domenica alle ore 14:29. Non vi dirò quanto sia fondamentale vincere contro il Trapani, non sono necessarie particolari doti intellettive per capirlo. Non vi parlerò nemmeno di disamine tecnico-tattiche, utili in questo particolare momento della stagione quanto una cipolla nel latte.

Vi parlerò di mentalità, piuttosto. Di voglia di non arrendersi. Di non mollare niente dopo mesi interi di sacrifici che hanno portato una squadra, una città, un popolo a compiere miracoli impensabili nella più totale spensieratezza. Nel più totale anonimato. A fari spenti, come si suol dire. Recuperare leggerezza mentale è l’imperativo unico categorico in vista del match clou con il Trapani in cui

la prima fase dell’ apprendimento è il silenzio; una partita di importanza capitale come quella di domenica deve essere affrontata con la leggerezza psico-fisica di una sgambata infrasettimanale, quella dove, per intenderci, il calciatore cerca di mettersi in mostra dinanzi agli occhi dell’allenatore per strappare una maglia da titolare nel week-end e vedere cosi valorizzato il lavoro di un’intera settimana. La seconda è l’ascolto; ascoltare la propria voce interiore, prendersi metaforicamente tutti per mano e cercare di uscire da una situazione di stallo con tutte le residue forze a disposizione.

Imparare a comprendere che il più grande nemico di noi stessi siamo noi, cosi come il più grosso nemico della Juve Stabia domenica prossima sarà solo e soltanto la Juve Stabia stessa.

Mark Twain diceva che ‘’non sono le cose che non sai a metterti nei guai . É quello che dai per certo e che invece non lo è’’. Chi vuol capire, capisca. Domenica in massa al ‘Menti’: c’è un’idea da difendere.

Mario Miccio

‘Gate’, progetto artistico ed editoriale al Convento di SAn Domenico Maggiore da sabato 6 aprile

GATE è l’ultimo progetto espositivo ed editoriale di Caterina Arciprete. Artista partenopea che in questo racconto di immagini e poesia crea, come risposta al momento storico contemporaneo, un unicum paesaggistico in cui un’opera scivola nell’altra. Una visione del pianeta spogliato dai confini stabiliti dall’uomo. Una narrazione senza frontiere tecnicamente resa dalla commistione di fotografia e pittura. Gli scatti fotografici, catturati in diversi luoghi della Terra, hanno prolungamenti pittorici che l’artista sviluppa come a voler restituire all’occhio cio’ che in foto è celato. GATE nasce come messaggio di apertura, di accoglienza , e dunque sarà divulgato anche in formato ridotto a tutti i viaggiatori presso l’aeroporto internazionale di Napoli che ha sostenuto il progetto.
GATE sarà visitabile dal 6 aprile al 5 maggio tutti i giorni dal lunedì al sabato, dalle ore 10.00 alle18.00 – ingresso libero.

Colpo al clan Moccia: presi i nuovi ‘signori del racket’ di Afragola e Casoria

I Carabinieri della Compagnia di Casoria hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal GIP di Napoli a carico di 8 soggetti ritenuti, a vario titolo, appartenenti al clan camorristico dei “Moccia” e responsabili di una serie di estorsioni, sia consumate che tentate, ai danni di imprenditori e commercianti o a comuni cittadini costretti a pagare il cosiddetto “cavallo di ritorno” per la restituzione di veicoli rubati.
Gli arresti sono stati eseguiti dopo indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Erano state avviate dopo una serie di episodi sintomatici del fenomeno estorsivo in danno di imprenditori e commercianti di Casoria e Afragola che risultavano taglieggiati con modalità camorristiche e costretti a “finanziare” le casse del sodalizio con ingenti versamenti periodici.
Uno degli indagati, operante nel settore delle onoranze funebri, è stato raggiunto da avviso di conclusione indagini. Gli viene stata contestata l’illecita concorrenza con minaccia o violenza poiché avrebbe tentato di monopolizzare il servizio funebre con un attentato dinamitardo ai danni di azienda concorrente, imponendo la chiusura di altra attività e minacciando altro imprenditore per costringerlo a non aprire una sede locale ad Afragola e a non operare su quel territorio.
Sempre nel campo delle estorsioni a onoranze funebri sono indagate altre 2 persone.

Napoli, 29enne ferito a colpi di arma da fuoco

Napoli. Un uomo di 29 anni è stato ferito a colpi di arma da fuoco alla gamba. Si chiama Fabio Falco ed ha 29 anni. L’uomo è arrivato da solo e sanguinante all’ospedale Loreto Mare dove è stato preso in cura dai medici. Sulla sparatoria, che è avvenuto intorno alle 030 di stanotte in via Bisignano, indaga la polizia. Il ferito in nottata è stato trasferito all’Ospedale del mare per essere operato.

Napoli, stasera Tony Colombo in tv dalla D’Urso: ‘Vi racconto la mia verità’

Tony e Tina Colombo saranno tra gli ospiti della puntata di stasera, 3 aprile, di “Live – Non è la D’Urso” programma condotto da Barbara D’Urso in onda in prima serata su Canale 5.
Gli sposi più discussi del momento, dopo le polemiche e le indagini scattate nei giorni scorsi in merito ai permessi legati al flash mob svoltosi tre giorni prima delle nozze in piazza del Plebiscito e alla passeggiata in carrozza della sposa svoltasi la mattina del 28 marzo per le strade di Secondigliano, mostreranno in esclusiva i video inediti delle nozze finite in Procura, i permessi in loro possesso e racconteranno la loro verità.

Juve, vittoria a Cagliari con polemiche

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La Juventus vince a Cagliari 2-0 con i gol di Bonucci e Kean e sale a 81 punti Buu razzisti contro Kean dopo il gol del 2 a 0 della Juventus a Cagliari. È l’accusa dei giocatori bianconeri che si sono subito lamentati con l’arbitro Giacomelli. Matuidi in prima fila nelle proteste. Il direttore di gara ha preso atto e subito dopo lo speaker ha ricordato ai tifosi l’elenco dei divieti, compreso quello sui cori razzisti.

Benevento, tre gol al Carpi per scalare posizioni

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Il Benevento ha segnato gli ultimi due gol rompendo gli equilibri e vincendo per 3-1 contro il Carpi. Ci sono stati ben 3 differenti giocatori che sono riusciti a segnare in questa partita, riuscendo a portare il Benevento alla vittoria. Dopo l’iniziale vantaggio del Benevento con Riccardo Improta al 1°, il Carpi è riuscito a pareggiare con Mattia Vitale al 16°. Il gol di Christian Maggio al 39° per il Benevento ha chiuso il primo tempo sul risultato di 2-1. Il Benevento ha chiuso la partita nel secondo tempo con il gol di Nicolas Viola al 69° minuto. 

Salernitana in piena crisi, lo Spezia la sorpassa allo scadere

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E’ dello Spezia la prima palla gol. Matura al 5′: palla in profondità di Galabinov, Augello sfonda a sinistra e prova a servire Bartolomei che sopraggiunge a rimorchio ma libera Memolla; l’azione prosegue ma la mira di Da Cruz è sballata. Lo Spezia ci riprova al 16′: dopo la mischia, il pallone a campanile prolungato da Djuric è preda di Bartolomei che mira al palo lungo, fuori misura. Rosina su punizone mira all’incrocio ma trova i guanti di Lamanna. Meriterebbe miglior sorte anche la conclusione di Djuric che al 41′ è lesto a fiondare verso la porta ligure il pallone servitogli da Casasola. La Salernitana passa in vantaggio al 43′, con Djuric,  grazie ad un cross dell’ispiratissimo Rosina. Il trequartista crossa e il bosniaco si avvita e indirizza di testa all’angolo basso alla sinistra di Lamanna. Nella ripresa Alla ripresa, la Salernitana scende di rendimento. Lo Spezia ci mette 13′ ad impattare con Mora. Memolla regala una sorta di corner corto allo Spezia. Lo batte Bartolomei, Migliorini dimentica Galabinov che di testa fa la sponda per Mora, a propria volta dimenticato da Casasola. Il calciatore dello Spezia, in rovesciata, trafigge Micai. Non c’è offside perché Djuric – proprio lui – è piantato sulla linea di porta e tiene tutti in gioco. Gregucci dà riposo a Jallow, non cambia il modulo e prova ad allargare il gioco sfruttando la freschezza di Djavan Anderson. Galabinov, al 22′, impegna Micai con una conclusione di sinistro, al 26′ il tiro di Pierini incoccia il palo alla sinistra di Micai, a portiere battuto. Al 30′ lo Spezia spreca ancora con Pierini ma soprattutto invoca il calcio di rigore per braccio largo in area di Migliorini, che l’arbitro non vede. Ancora brividi al 44′: sponda di Galabinov e sinistro al volo di Mora, fuori di poco. La beffa è dietro l’angolo e arriva al 94′: Da Cruz crossa al centro, tocco di Galabinov per Mora che quasi sulla linea di fondo si gira e pesca Capradossi tutto solo, libero di appoggiare il pallone alle spalle di Micai.

Scrive su Fb: ‘Addio san giorgesi, questa sera mi ammazzo’, arriva la polizia e lo salva

San Giorgio a Cremano. Tentativo di suicidio annunciato in rete e fortunatamente sventato. Un post all’improvviso ad annunciare un imminente suicidio raggela il web “Addio San giorgesi questa sera mi suicido” , la comunità web a San Giorgio a Cremano si mobilita subito. Molti chiedono al giovane ragazzo vittima di un improvviso, si pensa, attacco di panico e solitudine di desistere e parlare. Altri più lucidi contattano subito il locale commissariato di San Giorgio a Cremano. Si attiva subito anche la Lega tramite il suo Dipartimento per le Politiche Sociali che contatta subito la polizia. Parte subito una pattuglia della polizia diretta in via Bruno Buozzi 7, nelle adiacenze di piazza Municipio. Gli agenti sventano subito ogni proposito suicidiario e chiedono l’intervento di un ambulanza. Sul luogo si è recato subito anche il sindaco.
Centinaia di commenti in pochi minuti su Facebook di cittadini preoccupati. Anche noi avendo letto il post abbiamo contattato tempestivamente la locale stazione di polizia che ci rassicurava sul fatto che la pattuglia fosse già sul luogo.

Giorgio Kontovas

Vendevano ‘cioccolatini’ ai giovani dell’Agro nocerino e Valle dell’Irno: presi in 9

Al telefono avveniva l’accordo su quanto pagare “i cioccolatini”. In realta’ quei dolciumi era la droga che, poi, veniva acquistata dai ‘corrieri’ a Castel Volturno, nel Casertano, e a Torre Annunziata, nel Napoletano. All’uscita autostradale di Mercato San Severino, avveniva la cessione. E’ il modus operandi di due gruppi criminali che il gip definisce “piattaforme” con a capo un 20enne e un 29enne, scoperto in un’indagine della procura di Nocera Inferiore che ha portato all’esecuzione di nove misure cautelari di cui 4 in carcere e 2 ai domiciliari, mentre 3 indagati hanno ottenuto il divieto di dimora in provincia di Salerno. Tutti, a vario titolo, sono accusati di concorso in detenzione e spaccio di cocaina e eroina. Una delle due “piattaforme”, spiega il procuratore capo, Antonio Centore, si serviva del ‘telefonino di servizio’, ossia un cellulare che i vari pusher avrebbero utilizzato, appunto a turno, per soddisfare le richieste della ‘clientela’. In un’intercettazione, inoltre, si sente un pusher dire al proprio interlocutore di essere costretto a interrompere il turno per accompagnare la moglie incinta dal ginecologo. “Speriamo che non perdo la giornata”, aggiunge, riferendosi ala fatto che la loro paga era ‘a giornata’. In un’altra telefonata, invece, gli inquirenti hanno sentito il capo redarguire lo spacciatore che si e’ svegliato tardi, mentre i clienti chiamavano invano. “Che ti tengo a fare? A guardare le macchine”, dice.

Nell’indagine, avviata nell’ottobre dello scorso anno e condotta dai carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino, sono documentati numerosi episodi di spaccio di cocaina ed eroina nei comuni salernitani di Mercato San Severino, Castel San Giorgio e Siano. Nei cinque mesi di inchiesta, sono stati anche arrestati, in flagranza, sei corrieri che trasportavano stupefacenti suddivisi in dosi sigillate da 50 grammi di cocaina e 110 di eroina. “Ma – spiega il capo dei pm – i sequestri non hanno messo in ginocchio i gruppi perche’ dopo ogni attivita’ di polizia si riprogrammava l’approvvigionamento, a dimostrazione della loro stabilita’ economica”. Le vendite di dosi avvenivano anche a credito, tanto che un cliente avrebbe contratto un debito da 2.650 euro. I due gruppi, pur ‘lavorando’ nei medesimi territori, non erano in contrasto tra loro. I militari dell’Arma hanno segnalato al prefetto anche numerosi assuntori di tutte le eta’ che, senza alcuna paura di ritorsioni o di perdere il canale di spaccio, hanno fatto i nomi degli spacciatori. “E’ molto significativo – spiega Centore – in passato, una cosa del genere non accadeva perche’ l’acquirente non accusava il fornitore perche’ aveva paura di perdere il riferimento in quel settore. Oggi, ci sono talmente tanti consumatori e talmente tanti spacciatori che questo problema non sussiste piu'”. Nelle intercettazioni c’e’ anche chi si lamenta di ‘scarcerazioni facili’ di concorrenti: “Ti rendi conto? Gia’ li hanno scarcerati con 45 grammi. I poliziotti gridavano fuori al tribunale. Un tribunale che non conta niente”. “Non vorrei che questo dato che ho dovuto registrare e vi ho voluto riferire possa apparire una critica verso i colleghi giudicanti ai quali e’ imposto un certo comportamento dalle normative. Certo e’ che sono gli stessi pusher che si sorprendono e sono, a volte, anche contrariati del fatto che la giustizia si dimostri cosi’ scarsamente incisiva”, sottolinea il procuratore.

Castellammare, chiama i vigili del fuoco per una fuga di gas, ma è uno scherzo: rischia la denuncia per procurato allarme

Castellammare. Quest’oggi i vigili del fuoco sono intervenuti nel centro antico dopo essere stati allertati per una fuga di gas con una persona chiusa all’interno del proprio appartamento in preda al panico. E’ accaduto quando erano passate da poco le 19 in Via Nuova, strada che porta in via del Gesù. Sul posto, come da prassi, oltre ai vigili del fuoco è arrivata anche un’ambulanza con i medici del 118. I soccorritori non appena sono giunti sul luogo indicato dalla segnalazione si sono accorti di essere state vittime di uno scherzo: la donna stava bene e non c’era alcun odore di gas. E’ in corso l’individuazione di chi ha allertato i soccorsi. Rischia di essere denunciato per procurato allarme.

Agropoli, cabina elettrica in fiamme: 300 famiglie restano al buio

Disagi, questa sera, ad Agropoli, dove, a causa di un problema ad una cabina elettrica, si è registrato un black out per circa 300 famiglie. La cabina in questione si trova nei pressi del parcheggio dell’ex campo sportivo “Gino Landolfi”.

Giovane calciatore muore a solo 21 anni dopo il drammatico incidente

Muore a solo 21 anni dopo il drammatico incidente. Quindici giorni fa l’incidente e stamattina l’ultimo respiro: si è spento, per un infarto, in un letto d’ospedale il 21enne di Villa Literno, Luigi Mercurio, giovane che 15 giorni fa è rimasto schiacciato da due camion della raccolta dei rifiuti durante l’orario di lavoro. Il ragazzo lavorava infatti con una ditta che raccoglie immondizia in provincia di Napoli e durante un’attività di smaltimento è rimasto schiacciato da due camion per motivi sui quali dovrà fare chiarezza l’autorità giudiziaria. La salma è stata sequestrata e domani ci sarà anche l’autopsia. Il ragazzo era anche un calciatore dilettante e militava nella squadra di Villa Literno sua città natale. Commovente il ricordo della società sulla pagina facebook: “Tanti giovani hanno vestito la nostra maglia col sogno di diventare calciatori. Luigi Mercurio era uno di questi, amava il calcio, amava Villa Literno ed il Villa Literno Calcio. Amico di tutti e da sempre presente allo stadio, ogni volta era li sulle gradinate con gli amici e con la dirigenza. Dapprima sognatore e poi tifoso. Ci lascia un vuoto immenso ed incolmabile. Un momento per noi roseo che si spegne e DEVE spegnersi per dare il più grande cordoglio alla Famiglia Mercurio per la perdita del caro Luigi che resterà per sempre nei cuori del popolo biancorosso. Il Presidente Fontana e tutta la dirigenza sono cosi vicini e affranti da questo momento triste per la comunità liternese. Ciao Luigi ci guarderai da lassù e gioirai ai nostri gol ogni sabato un po come se non ci avresti mai abbandonati”.

La mamma di Tiziana Cantone: ‘Per me è un giorno speciale’

“Oggi per me e’ un giorno davvero speciale, un primo e concreto riconoscimento di una battaglia che ho intrapreso da quando l’avverso destino mi ha portato via il bene piu’ prezioso che la vita mi aveva donato”. Cosi’ commenta il voto sul revenge porn Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano suicidatasi il 13 settembre 2016 dopo la diffusione on line di un video hot che la ritraeva. In un lungo post su facebook la donna esprime tutta la sua gioia: “Ora dopo tantissimo tempo si e’ aperto uno spiraglio di luce, dopo tanti palleggi e altre priorita’ da parte dei politici che ci governavano in precedenza. Infatti nonostante i miei disperati appelli, non ricordo che sia stato un tema prioritario per chi ci ha governato in precedenza”. Dopo la tragedia che l’ha colpita, Teresa si e’ battuta per sensibilizzare i parlamentari sull’importanza di punire determinati comportamenti che trovano sbocco sui social, rovinando la vita di tante persone, come accaduto alla figlia Tiziana. L’ultima battaglia da vincere per la Giglio, forse la piu’ difficile, resta quella del diritto vero all’oblio, visto che ancora oggi, nonostante diffide e denunce alle multinazionali che gestiscono le piattaforme social, il video di Tiziana e’ ancora in rete. “Il mio scopo – prosegue la Giglio sul social – e’ quello di restituire dignita’ e rispetto a Tiziana ma anche quello di aiutare tante altre vittime di questa ignobile e subdola violenza che viene perpetrata sul web, l’ennesima contro una donna, una nuova forma di ‘femminicidio’. Nessun’altra deve attraversare l’inferno che ha dovuto subire Tiziana, per questo ho fondato l’associazione ‘Tiziana Cantone per le altre’. Il mio unico interesse e’ stato sempre e solo quello di costringere le Istituzioni a legiferare anche in Italia una norma ad hoc come in tanti altri paesi”. La vicenda di Tiziana Cantone ha avuto numerose ricadute sul piano giudiziario, civile e penale. Le numerose indagini penali aperte non hanno pero’ avuto esito positivo, in particolare quelle sull’istigazione al suicidio (Procura di Napoli Nord), chiusa con l’archiviazione; e’ stata archiviata anche quella per diffamazione (Procura di Napoli) che vedeva coinvolti i cinque ragazzi che facevano parte della chat con Tiziana in cui sarebbe stato diffuso per la prima volta il video hot che ritraeva la ragazza. Resta in piedi a Napoli il procedimento per calunnia a carico dell’ex fidanzato di Tiziana, Sergio Di Palo, da sempre accusato da Teresa Giglio di essere il responsabile della morte della figlia. Sul piano civile invece, la madre di Tiziana e’ riuscita ad ottenere una sentenza importante dal giudice di Aversa, che nel novembre 2016 censuro’ Facebook disponendo che sarebbero dovuti essere rimossi i link e le informazioni relativi a Tiziana una volta che ne era emersa l’illiceita’ dei contenuti; e cio’ a prescindere da un preciso ordine dell’ autorità amministrativa o giudiziaria. Una pronuncia che pero’ non e’ servita a rimuovere totalmente dalla rete il filmato.

Genny Cesarano, il pentito Mariano Torre pronto a svelare in aula i nomi degli altri complici

Napoli. Fu condannato all’ergastolo per l’uccisione di Genny Cesarano e a dicembre scorso ha deciso di collaborare con la giustizia: Mariano Torre, ex giovane sicario del clan Lo Russo di Miano, sarà ascoltato tra due settimane in Corte d’Assise d’Appello nel corso del processo che si è aperto per la morte di Genny Cesarano, il ragazzo di 17 anni colpito da una pallottola vagante la notte 6 settembre del 2015, nel corso di una stesa nel cuore del rione Sanità che doveva servire ad “intimidire” i seguaci del clan nemico dei “Barbudos”, Torre è pronto a indicare i complici che con lui non solo hanno commesso l’omicidio di Cesarano ma anche altri delitti, almeno tre, come ricostruito dalla Dda di Napoli e dal pm Enrica Parascandolo. ma soprattutto di quelli che fino ad sono riusciti a sfuggire alle manette. E sarebbe almeno altri due rispetto a quelli condannati In primo grado la sentenza fu emessa dal gup Alberto Vecchione che al termine del processo con rito abbreviato ha condanno all’ergastolo Luigi Cutarelli, Ciro Perfetto, lo stesso Mariano Torre e Antonio Buono. Trecentomila euro di provvisionale ai familiari del ragazzo ucciso. Tutti, nel corso del processo, si erano dichiarati pentiti del gesto e avevano chiesto perdono ai familiari di Genny e Perfetto scrisse anche una lettera ai genitori di Genny. Il boss pentito Carlo Lo Russo, che di quel delitto è il mandante, perchè diede ordine di andare a sparare nella Sanità contro gli uomini del boss Pierino Esposito, ucciso poi nel dicembre successivo quasi allo steso punto, incassò invece 16 anni.

Politica e camorra a Castellammare anche il Pd chiede l’arrivo della commissione d’accesso

Castellammare. Anche il deputato del Pd, Gennaro Migliore porta il caso Camorra-impresa e Politica a Castellammare in Parlamento dopo l’interrogazione al minstro dell’interno da parte dei deputati grillini.
“… premesso che, da notizie a mezzo stampa -scrive e chiede Migliore-si è appreso che lo scorso dicembre un noto imprenditore di Castellammare di Stabia, Adolfo Greco, sarebbe stato arrestato assieme ad altre dodici persone per collusione e legami con i clan della camorra dell’area stabiese nell’ambito di un’indagine investigativa denominata “Olimpo”;
sempre da notizie a mezzo stampa, starebbe emergendo un quadro complesso che vede da un lato uno stretto collegamento di questo imprenditore con diverse realtà sociali, politiche e imprenditoriali, alcune delle quali fortemente legate alla criminalità organizzata; e dall’altro gli intensi legami del medesimo imprenditore anche con numerosi esponenti della classe politica locale;
in attesa che gli organi inquirenti concludano le proprie attività investigative, non è chiaro se gli intensi legami fin qui emersi dell’imprenditore sopra-citato con esponenti della criminalità organizzata da un lato, ed esponenti della classe politica locale, dall’altro, siano atti a configurare significativi elementi di turbativa dell’attività politica su questo territorio;
in attesa che gli organi inquirenti completino le proprie indagini, appare opportuno verificare quanto prima se i gravi episodi di corruttela e i traffici di influenze emersi dalle notizie a mezzo stampa siano tali da alterare e influire negativamente sugli atti compiuti dall’amministrazione in corso e se vi siano elementi univoci e coerenti volti a far ritenere un collegamento tra l’Amministrazione in carica e i gruppi criminali, conformemente a quanto stabilito dall’articolo 143 del T.U.E.L.,: –
se e quali iniziative intenda adottare per l’istituzione-chiude-di una Commissione d’indagine per l’esercizio dei poteri di accesso e di accertamento al fine di verificare se l’estesa ingerenza della criminalità organizzata in quest’area, come riportato dagli organi di stampa, sia tale da compromettere una corretta azione amministrativa degli enti locali”.

Incendio alla fabbrica Ricicla Molisana di Caserta

Scoppia incendio alla Ricicla Molisana. Fiamme e fumo nero ben visibili: sul posto i vigili del fuoco. Ancora fiamme e fumi tossici a ridosso di Caserta. Stavolta il rogo è scoppiato alla Ricicla Molisane lungo via Appia, a confine tra i comuni di Caserta, San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni. Da pochi minuti all’interno dell’azienda si è sviluppato un rogo che ha provocato una densa nube di fumo nero che si è issata in aria ed è ben visibile dai comuni circostanti. Sul posto sono da poco giunti i mezzi dei vigili del fuoco. Da chiarire cosa stia bruciando e le cause dell’incendio.

Gustavo Gentile

Torre del Greco. “Stiamo operativi, stiamo con le macchine”, soldi e pacchi dell’Unicef per un voto al consiglio comunale

Torre del Greco. Nella città del corallo si è eletti solo se si è disposti ad investire denaro in un sistema di corruzione elettorale diffusa. E’ quanto emerge nelle pagine dell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata affidata ai carabinieri della Compagnia di Torre del Greco che ha portato, ad oggi, all’emissione di 16 ordinanze di misure cautelari personali sono tutti, a vario titolo, indagati di associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, voto di scambio elettorale, attentati contro i diritti politici del cittadino, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, favoreggiamento, detenzione illegale di armi da sparo comuni e da guerra. Tra le persone destinatarie della misura ci sono anche due consiglieri comunali di maggioranza. Nelle oltre 50 pagine firmate dal gip del Tribunale di Torre Annunziata vi sono alcuni episodi che, secondo gli investigatori, avrebbero inquinato il voto in occasione della tornata elettorale del 10 giugno per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale di Torre del Greco lo scorso anno.
Alcuni elettori venivano prelevati per strada accompagnati con i motorini e forniti di telefonino per fotografare il voto espresso. E’ quanto ha dichiarato Massella Giovanni, anch’egli indagato nell’ambito della medesima inchiesta, nel corso di un interrogatorio. L’indagato ha raccontato che all’acquisto dei voti avevano contribuito tutti quelli assunti nella GEMA, azienda che si occupava fino a qualche settimana fa della gestione dei rifiuti in città, più lo zio di Loffredo Salvatore. Inoltre Massella ha dichiarato che Magliacano Simone Onofrio, finito ai domiciliari, aveva utilizzato altri soggetti assunti nella ditta in questione per procacciare voti ad altri candidati di altre liste in modo da poter sfruttare l’amicizia e l’influenza anche di altri candidati eletti nel consiglio comunale. Non solo soldi ma anche pacchi dell’Unicef per comprare i voti. Il centro di tutto sembrerebbe essere l’IPAM di Corso Garibaldi. “Ohee passa per l’Ipam, altrimenti gestiscimi tu dove dobbiamo stare. Io penso che “abbasc o mare” stiamo bene in due tre di noi, Ci stiamo dividendo. Siamo tutti operativi con i motorini e con la macchina. Abbiamo anche la macchina, quella di mio suocero. Siamo portando le persone”. Agli atti dell’inchiesta è stata fondamentale anche la testimonianza del collaboratore di giustizia di Torre del Greco Pellegrino Giuseppe e della cugina.
“Mia cugina – dice – mi ha anche detto che il giorno delle elezioni davanti alla scuola che è ubicata nei pressi del bar del Professore a Torre del Greco era attiva una squadra di soggetti che acquistava voti sempre per 80 euro in favore del candidato sindaco Giovanni Palomba e di un altro candidato consigliere che mi venne indicato unicamente per il suo nome di battesimo che è Simone, ma non potrei precisare altro a riguardo”. Mia cuigna mi disse che a capo di questa squadra c’era Giovanni Montella detto “ ‘a zi Pecchia”, e che con lui c’erano un “chiattone di vascio San Giuseppe”, “Peppe” Mercedulo dello “ ‘o Pezzotto” e pure la predetta “Andreina”. Mia cugina mi disse che anche il figlio di Giovanni Montella che si chiamava Ciro, e anche un suo “amico grasso”, dovevamo essere assunti nella nettezza urbana, come pure “Peppe” Mercedulo, i figli di Scala Gaetano, il figlio di un tale “Nicola ‘e Suele”, che si chiama Donato Liguoro, Salvatore Marrazzo, e altri hanno ricevuto la promessa di un lavoro nell’azienda di raccolta rifiuti urbani”.

La Guardia di Finanza, dona 5 mila abiti sequestrati alla Caritas in Libano

Guardia di Finanza, donati 5 mila abiti sequestrati alla Caritas in Libano. L’ingente quantitativo di scarpe, maglie, giacche, pantaloni, completini da calcio e altro ancora, per un peso complessino di circa una tonnellata, è stato consegnato ai militari della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” – Reggimento “Cavalleggeri Guide”.
Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno spedito alla Caritas di Tiro, in Libano, 5 mila articoli, tra capi di abbigliamento e calzature, affinché siano consegnati alla popolazione del posto.
L’ingente quantitativo di scarpe, maglie, giacche, pantaloni, completini da calcio e altro ancora, per un peso complessino di circa una tonnellata, è stato consegnato ai militari della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” – Reggimento “Cavalleggeri Guide” di Salerno, che si occuperanno del trasferimento del carico in Libano, con un volo in partenza dall’aeroporto militare di Pisa. Si tratta di merce sottoposta a sequestro dalle Fiamme Gialle, nel corso dei tanti interventi effettuati a Salerno ed in provincia, per contrastare il “commercio abusivo ambulante”, ossia la vendita di prodotti senza la prevista autorizzazione per l’esercizio dell’attività su aree pubbliche.

Gustavo Gentile

San Giorgio, la ragazza incontra le senatrici della commissione femminicidio

“Oggi io e le vicepresidenti Donatella Conzatti (Fi) e Cinzia Leone (M5s) abbiamo incontrato in forma privata, in Senato, la giovane che ha denunciato uno stupro di gruppo nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano. Indipendentemente da quello che sara’ il giudizio dei magistrati in merito al caso, abbiamo voluto testimoniarle la vicinanza e il sostegno delle istituzioni e in particolare della Commissione di inchiesta sul fenomeno del femminicidio e la violenza di genere, per la violenza che ha trovato il coraggio di denunciare”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della Commissione sul femminicidio. “Dopo la scarcerazione anche del suo secondo aggressore, la ragazza aveva confessato di sentirsi profondamente sola e di aver avuto dubbi sulla scelta fatta di denunciare. Poi per fortuna non solo ha trovato la forza di reagire ma soprattutto ha espresso il desiderio di entrare in relazione con altre vittime per dare il suo aiuto ad altre donne. Abbiamo quindi deciso di invitarla a Palazzo Madama, nella sede della Commissione, per darle un segnale semplice e concreto di vicinanza – sottolinea – Pensiamo che la lotta alla violenza si persegua ogni giorno, anche squarciando il silenzio e la solitudine che avvolge le vittime, che dobbiamo invece sostenere e incoraggiare a denunciare sempre. Nessuna donna deve più sentirsi sola di fronte alla violenza”.

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