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Benevento, grande impresa a Verona, con Coda verso la testa…

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La prima vera occasione è per il Benevento: al 13′ Armenteros viene servito in area dopo un rimpallo, il suo piatto viene respinto da Silvestri, poi Ricci fallisce clamorosamente il tap in. Il Verona cerca di allargare ma fatica a concludere, mentre il Benevento cerca più il lancio lungo nella prima fase. Al 20′ Matos non riesce ad agganciare in acrobazia un invitante servizio di Zaccagni. L’Hellas prova ad alzare il ritmo, ma il tiro di Lee al 23′ viene respinto dalla difesa. Episodio dubbio in area al 26′: Lee cade dopo un contatto con Ricci, ma Nasca lascia correre. Del Pinto al 27′ abbozza un colpo di tacco improvvisato, sul traversone arretrato di Coda. Altro contatto dubbio in area campana alla mezzora: stavolta Nasca fischia il presunto fallo di Pazzini su Antei. Al 33′ Ricci rientra sulla destra e prova il sinistro, che termina di poco alto sulla traversa. Dawidowicz al 35′ chiude su Coda lanciato in contropiede. Tiro alto dal limite di Danzi al 38′. Pazzini ci prova di testa in tuffo al 39′ servito da Danzi, ma non riesce ad inquadrare lo specchio e sfuma una buona occasione. Lee tira da fuori al 41′, ma la conclusione è larga. Zaccagni calcio improvvisamente in porta al 45′, ma neppure lui riesce ad inquadrare lo specchio. Allo scadere,su un lancio a scavalcare in profondità per Armenteros (in posizione dubbia) diventa un assist per Coda dopo lo stop sbagliato del compagno, che fulmina Silvestri. Secondo tempo, il Verona crea subito un pericolo in area avversaria, ma al 47′ la sponda di Armenteros trova Coda, in netto fuorigioco non segnalato, che batte per la seconda volta Silvestri. Zaccagni al 50ì penetra in area e serve Pazzini, che di destro manda fuori e sciupa. Al 53′ la punizione di Vitale da solo l’illusione del gol ai tifosi. L’Hellas prova a reagire dopo il pesante doppio colpo. Silvestri respinge il tiro di Vila al 56′. Faraoni al 58′ si libera e calcia dal limite, ma senza fortuna. Montipò al 61′ dice di no in tuffo all’incornata di Bianchetti. Conclusione alta di Zaccagni al 64′: i padroni di casa provano a pressare gli avversari. Bella azione dei gialloblu al 73′, con Zaccagni che spreca l’assist di Bianchetti da posizione invitante. Il Verona continua a provare e a sciupare tante buone occasioni. Deviato in corner dalla difesa il tiro di Henderson a botta sicura al 78′. Di Gaudio ci prova da posizione impossibile all’80’ e Montipò para. Tello alle stelle all’81’, dopo l’appoggio di Armenteros. Gli scaligeri continuano a cercare con poca fortuna la via del gol. Silvestri all’87’ respinge in corner la conclusione di Tello dopo un’incursione. Ultimi assalti gialloblu nel finale. Maggio al 91′ chude al momento opportuno su Di Gaudio. Laribi non arriva per un soffio sull’assist di Di Gaudio al 92′. Dawidowicz al 93′ stende Bonaiuto in area, stavolta Nasca fischia e Coda non sbaglia il rigore

San Giorgio a Cremano: ladri di pneumatici in azione anche a Pasquetta

Neanche la Pasqua ha fermato i ladri di pneumatici in azione nel vesuviano. A farne le spese ancora una volta un cittadino di San Giorgio a Cremano che ha dovuto rinunciare alla classifica gita di Pasquetta perchè ha ritrovato la propria auto adagiata su dei pezzi di legno senza le ruote. Ormai i ladri agiscono indisturbati su tutto il territorio anche nei giorni di festa. La macchina si trovava addirittura in un parco privato con un cancello chiuso ma ciò non è bastato per tenere l’auto al sicuro dai malviventi.

Giorgio Kontovas

Napoli, operai sul campanile, la moglie accusa: ‘Non ci fanno neanche portate cibo e acqua e il prete ci ha risposto: che ci posso fare?’

Hanno ricevuto la solidarietà del musicista Daniele Sepe, gli operai licenziati dalla Fca di Pomigliano d’Arco che sabato scorso sono saliti sulle impalcature montate attorno al campanile della Chiesa del Carmine di piazza Mercato, a Napoli. I due operai, Mimmo Mignano e Marco Cusano dei Si Cobas, insieme ad altri tre colleghi nel 2014 furono licenziati dalla Fca per aver esposto, nel corso di una protesta, un manichino impiccato con le sembianze dell’allora amministratore delegato Sergio Marchionne. Mignano e Cusano hanno trascorso la domenica di Pasqua sul campanile e oggi sono ancora lì, con lo striscione con il quale denunciano che, a causa di un cavillo, non potranno ricevere neanche il reddito di cittadinanza. la moglie di uno degli operai lamenta l’abbandono istituzionale in cui si trovano i loro congiunti. “le forze dell’ordine ci impediscono di portare loro da mangiare e da bere- accusa la signora- e pensare che stanno senza acqua da ieri-Non è umano. Li stanno trattando peggio delle bestie. Uno degli operai ha dei problemi di salute e hanno tutti i telefonini scarichi. Se accade qualcosa non possono neanche avvisare. Siamo stati anche dal parroco. ma quale carità cristiana? sapete cosa ci ha risposto? E io che ci posso fare i vostri familiari hanno fatto una sciocchezza”.Sabato scorso Mignano e Cusano hanno anche ricevuto la telefonata del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha promesso loro un incontro per risolvere la situazione. Questa mattina, intorno alle 11 così come aveva annunciato ieri, Daniele Sepe si è presentato in piazza ai piedi del campanile con il suo sassofono insieme ad altri tre musicisti, Roberto Trenca, Antonello Iannotta e Roberto Lagoa, per esprimere sotto forma di musica la sua solidarietà ai due operai. Sepe ha anche parlato al telefono con Mignano e Cusano, che lo hanno ringraziato per la solidarietà e hanno lamentato la mancanza di cibo e acqua. Sul posto sono preseneti anche i componenti del gruppo “Noi contro la malasanità” che segnalano il contrasto della piazza: 2Da un lato ci sono questi poveri operai abbandonati sul campanile e dall’altro lato della piazza si festeggia la Madonna dell’Arco con le solite manifestazione dei fujenti. Ma nessuno si è preoccupato di quelli che stanno sul campanile”.

Cade una parte delle luminarie: stop alla processione

Cade una porzione di luminaria ritarda l’uscita dei Patroni della città di Sessa Aurunca. In mattinata in via Garibaldi il parziale distacco di una luminaria, fortunatamente senza conseguenze per i passanti, ha impedito che i Santi patroni cittadini: San Leone e Maria Santissima Avvocata del Popolo venissero portati in processione. Dietro front quindi per i devoti ed i Santi fino al ripristino della luminaria ad opera della ditta installatrice. Intervenuta per la messa in sicurezza del luogo, la polizia municipale e le forze dell’ordine competenti.

Campania, prorogata l’allerta meteo per vento e mare

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E’ in vigore, dalle 8 di questa mattina, l’allerta meteo per vento e mare sulle seguenti zone 1 (Piana campana, Napoli, Isole, Area vesuviana),3 (Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini), 6 (Piana Sele e Alto Cilento), 8 (Basso Cilento).L’allerta scadrà alle ore 22 per le zone 6 ed 8; mentre resterà in essere fino alle 6 di domani mattina sulle zone 1 e 3.La Protezione civile della Regione Campania ha infatti prorogato l’allerta meteo su Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana, Penisola Sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e monti Picentini dove i venti forti sud-orientali con locali raffiche e il mare agitato permarranno per tutta la notte e fino alle 6 di domani mattina.La sala operativa raccomanda alle autorità competenti di mantenere in vigore o porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi, anche in linea con i piani di protezione civile.Si ricorda, inoltre, che per l’allerta vento non è previsto il codice colore che invece indica eventuali condizioni di rischio idrogeologico connesso alle piogge.

Sfiorata rissa tra visitatori e custodi della Reggia all’ingresso del Giardino Inglese

Sono dovuti intervenire due macchine dei Carabinieri in servizio all’interno della Reggia oltre che i soci dell’ANC Reggia Caserta per placare una discussione che stava assumendo le sembianze di una rissa.
Alle base della discussione la chiusura del Giardino Inglese. Alcuni visitatori, secondo quanto hanno raccontato, non sarebbero stati informati della chiusura del Giardino Inglese e quindi hanno cercato di accedere allo stesso, anche perché’ sembra che fossero in possesso di regolare biglietto d’ ingresso. Da qui è nato un forte confronto con i custodi che in funzione del loro lavoro hanno impedito l’ingresso al Giardino. La discussione, iniziata alle 10, 30, si è placata solo dopo alcuni minuti. Per onore di cronaca è doveroso ricordare che alle 11 di stamattina, Domenica di Pasqua la Reggia contava già ben 4000 visitatori.

Si trancia un dito mentre lavora la mozzarella: condannato titolare di un caseificio

Perse un dito mentre lavorava la mozzarella. Per questo motivo il titolare di un caseificio, L.M., 47 anni di San Cipriano d’Aversa, è stato condannato a risarcire il dipendente mentre il reato di lesioni colpose è stato dichiarato prescritto.
Questa la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato le statuizioni civili già disposte dalla Corte d’Appello di Napoli. I fatti si sono verificati nel 2007 quando l’operaio, con mansioni di casaro, addetto alla macchina spezzatrice destinata alla lavorazione della mozzarella, alla fine del turno di lavoro, nel provvedere al recupero dei residui di lavorazione della pasta filata da reimmettere nel macchinario, per completare il confezionamento delle ultime mozzarelle, inseriva la mano nella cavità ad imbuto dell’apparecchiatura, dalla quale era stata tolta la griglia di protezione, rimanendo agganciato dalle coclee presenti sul fondo dell’imbuto e vedendosi tranciare un dito della mano sinistra.
L’imprenditore ha provato a dimostrare come la manovra sbagliata fosse dipesa dall’imprudenza del dipendente ma i giudici hanno rincarato la dose sostenendo, come emerso anche nei due gradi di giudizio, che la rimozione della griglia di sicurezza sarebbe dipesa dalla necessità di “rendere più rapida la lavorazione”. In ogni caso per i giudici “non muta la responsabilità del datore di lavoro che ha omesso di vigilare efficacemente sul corretto funzionamento del macchinario e sul dovuto utilizzo dei dispositivi di sicurezza, da parte dei prestatori di lavoro.

Napoli, minaccia e rapina i familiari: arrestato 21enne di Ponticelli

Napoli. Ieri sera, gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e del Commissariato Ponticelli hanno arrestato C.B. 21enne napoletano in quanto resosi responsabile dei reati di rapina aggravata a maltrattamenti in famiglia. Alle ore 19.00 circa le volanti in servizio di controllo del territorio, su nota della locale centrale operativa, si sono portate in via nuova Poggioreale, per la segnalazione di una rapina.Giunti sul posto e contattato il richiedente, gli agenti hanno appreso dal giovane che il fratello 21enne aveva minacciato la famiglia e devastato l’appartamento, che era ancora presente sul posto ed intimidiva i familiari con un coltello. I poliziotti sono prontamente intervenuti  bloccando il giovane, riuscendo a disarmarlo.Il 21enne è stato arrestato, accompagnato presso il carcere di Napoli Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa del processo con direttissimo.

Napoli, aggredisce la compagna incinta: arrestato 26enne di Pianura

Napoli. Ieri notte, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Pianura hanno tratto in arresto G.V. 26enne napoletano in quanto resosi responsabile dei reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.Alle ore 04.00 circa, i poliziotti in servizio di controllo del territorio, su nota della locale centrale operativa, si sono portati in vico Carrozzieri, per la segnalazione di una lite. Giunti sul posto sono stati contattati dalla madre del giovane che li accompagnava presso l’appartamento, ove c’era la presenza di una donna in stato interessante con una evidente ferita da taglio ad una coscia e segni di maltrattamento, ed un giovane, dai modi aggressivi ed in manifesto stato alcolico. Prontamente i poliziotti contattavano il 118 e bloccavano il giovane, che è stato arrestato ed accompagnato in Ufficio per gli adempimenti di tiro.

Dalla perquisizione effettuata all’interno dell’appartamento i poliziotti hanno sequestrato un coltello di a serramanico della lunghezza di 16 cm occultato nel cassetto di una specchiera, ed un coltello con manico in legno della lunghezza di 22,5cm sporco di sangue, occultato in un cassetto tra la biancheria.La donna è stata ricoverata all’A.O.R.N. Cardarelli, e non c’è pericolo né per lei né per il nascituro. Il 26enne è stato arrestato, accompagnato presso il carcere di Napoli Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa del rito per direttissima.

Salvini col mitra: chiesto il licenziamento di Morisi, il social manager del ministro

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Tiene banco nel giorno di Pasquetta la polemica suscitata dal post pasquale pubblicato su Facebook dal social media manager del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Luca Morisi sceglie una foto di Salvini che impugna un’arma automatica per accompagnare un testo apparentemente rivolto a cronisti, critici e oppositori de leader della Lega: “Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega? Si avvicinano le Europee e se ne inventeranno di ogni per fermare il Capitano. Ma noi siamo armati e dotati di elmetto! Avanti tutta, Buona Pasqua!”, scrive. Le reazioni non si fanno attendere, e su Twitter l’hashtag “licenzia Luca Morisi” è in classifica nelle tendenze italiane nel giorno di Pasquetta, con 13.500 tweet. In molti chiamano in causa il Quirinale, il profilo della Presidenza della Repubblica viene taggato nei tweet di protesta. La reazione di Salvini (o forse dello stesso social media manager): un ironico tweet di Pasquetta, nel quale non cita il caso Morisi, ma pubblica una foto con alcuni pupazzi di peluche. Niente mitra ma, promette il segretario del Carroccio, “Pronti alla gita in montagna con procione, coniglietto e unicorno. Buona giornata Amici!”.

Boss latitante della ‘ndrangheta arrestato a Malta

E’ stato arrestato a Malta il latitante Antonio Ricci, accusato di collegamenti diretti con la ‘ndrangheta e sfuggito a un maxi blitz nel 2018. E’ quanto si legge in una nota del Viminale.”Grazie ai nostri investigatori e alle nostre Forze dell’Ordine, che non hanno mai mollato, e grazie alle autorità maltesi. Nessuna tregua ai criminali e ai latitanti, in Italia e all’estero”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, commentando l’arresto a Malta del latitante Antonio Ricci, accusato di collegamenti diretti con la ‘ndrangheta e sfuggito a un maxi blitz nel 2018.

Napoli, a Ponticelli la fiaccolata contro il prete accusato di pedofilia

Il 26 aprile alle 19 a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, si svolgerà una fiaccolata per il coraggioso Arturo Borrelli l’uomo che da quasi dieci anni si batte per avere giustizia per le violenze sessuali subite dai tredici ai diciassette anni dal suo insegnante di religione, don Silverio Mura.  Lo scorso mese il Tribunale ecclesiastico di Milano ha infatti assolto il prete accusato di pedofilia e violenze sessuali. Spiega Borrelli in un comunicato che “nel processo canonico si è parlato solo della seconda denuncia fatta nel 2014 ed essendo trascorsi 21 anni dai miei 18 il reato viene dichiarato prescritto”. Ma spiega sempre Borrelli: “La mia prima denuncia fu fatta nel 2010 e visto che che dai miei 18 erano trascorsi 17 anni fu insabbiata dal Vescovo Lemmo e così il reato sarebbe stato prescritto”. Borrelli continua a chiedere giustizia per se e quanti come lui sono stati abusati sessualmente dai preti pedofili non solo a Napoli e mette sotto accusa la Curia napoletana che avrebbe tentato più volte a trasformarlo da “vittima a responsabile”. Arturo la scorsa estate era andato in udienza dal Santo Padre. In quella occasione gli ha raccontato la lotta per veder riconosciute dalla Chiesa le violenze subite. “Mi ha detto: ‘Procedi per la tua strada’. E il Pontefice, racconta Diego, aveva preso il fascicolo con tutta la documentazione del suo caso e l’aveva consegnato alla sua segreteria prendendosi l’impegno di continuare a indagare.
Del caso di Borrelli si è più volte occupata la trasmissione televisiva Le Iene.L’uomo ha raccontato alla trasmissione di Italia 1 le violenze sessuali subite “per 3 anni, 2-3 volte alla settimana” e il dramma vissuto. Dopo 25 anni, registrando tutto, aveva incontrato di nuovo don Silverio, che non negava quanto avvenuto ma lo invitava solo a pregare. La Curia di Napoli poi lo aveva fatto sottoporre a una perizia psichiatrica (lui aveva registrato anche quella), che in realtà sembra incolpare lui per il fatto di essere andato a casa del sacerdote. 
Gli abusi di don Silverio – riporta il sito de Le Iene- non avrebbero segnato la vita solo di Arturo, che da allora vive tra psicofarmaci e attacchi d’ansia e di panico. Ci sarebbero altre vittime. Una di queste, Giuseppe (anche in questo caso il nome è di fantasia), l’abbiamo intervistato incappucciato. Almeno altre nove persone sarebbero disposte a testimoniare per quello che, come sosteniamo nel servizio della Iena Pablo Trincia e dell’autore Marco Fubini, potrebbe essere “uno dei più grossi casi per abusi sessuali all’interno della Chiesa italiana”. Don Silverio, nel frattempo, si era trasferito al Nord, a Montù Beccaria in provincia di Pavia, dove, sotto il falso nome di don Saverio Aversano, continuava tranquillamente a fare il catechista.

Turista salernitana in Sri Lanka: ‘Chiusi in albergo, non possiamo uscire’

“Siamo chiusi in albergo per il coprifuoco che ci sara’ fino alle 6 di domattina. Poi, una volta cessato, ci allontaneremo al piu’ presto da Colombo. Siamo spaventati”. E’ la testimonianza di Giusi Bortone, medico originario di Camerota ma residente a Parma, atterrata stamani a Colombo per una vacanza in compagnia del fidanzato. “Siamo arrivati alle 10 – dice al telefono – e mentre stavamo ritirando i bagagli un ragazzo ci ha informato delle esplosioni. Poi abbiamo visto le immagini dei tg in aeroporto. Siamo partiti da Milano – ha raccontato la dottoressa all’agenzie di stampa – e quando siamo arrivati all’aeroporto di Colombo non si respirava aria di terrore, eravamo tutti tranquilli. Pero’ le immagini che abbiamo iniziato a vedere sono state a dir poco terrificanti. E solo allora – prosegue nel suo racconto – abbiamo capito la gravita’ della situazione. Una volta arrivati in albergo, non siamo praticamente piu’ usciti. Dal tg hanno annunciato un coprifuoco dalle 18 alle 6 di domani e quindi rimarremo qui”. “Domani – prosegue – secondo il nostro programma di viaggio, volevamo prendere un treno panoramico per scendere a Sud, per ora abbiamo solo pensato di allontanarci da Colombo il piu’ presto possibile ma con un autista privato. Ci ha anche contattato la Farnesina per avvisarci delle esplosioni, fornendoci un numero da contattare in caso di emergenza. Per il momento – conclude la sua testimonianza Giusi Bortone – rimaniamo bloccati qui. Domani si vedra'”.

Pasqua senza stipendi per molti dipendenti del comune di Salerno: la protesta dei sindacati

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Pasqua senza soldi per molti dipendenti del Comune di Salerno. La Csa scende in campo al fianco delle maestranze, protestando per la mancata corresponsione delle performance relative al saldo 2018. “A tutt’oggi, infatti, non si ha notizia delle somme destinate ai lavoratori. Le risorse economiche non sono ancora disponibili. Con fermezza rappresentiamo, con il massimo disappunto, il mancato rispetto degli impegni assunti”, tuonano i delegati Csa di Salerno, Angelo Rispoli, Angelo Napoli, Claudio Vuolo e Giovanni De Luca.
“Si lavora per vivere e la mancata disponibilità delle già esigue somme, prima di Pasqua, ha provocato, per molte famiglie, serie problemi per trascorre una serena e dignitosa festività. Ci fa rabbia per il tanto impegno e passione profusa ed ora verificare che i tanti problemi interni al palazzo hanno poi portato a queste conseguenze”, riprendono i diretti interessati.
Quindi l’appello ai vertici del Comune di Salerno: “Chiediamo che l’amministrazione comunale faccia le dovute verifiche e assumere i provvedimenti necessari nei confronti della tesoreria così come fa per noi lavoratori. A questi ultimi chiediamo l’unità per affrontare compatti le prossime sfide”, concludono i delegati Csa.

La Procura chiede di nuovo l’arresto dei medici assenteisti

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere non si arrende e torna a chiedere l’arresto dei medici ed infermieri che sono stati raggiunti nei giorni scorsi dal provvedimento cautelare dell’obbligo di firma per assenteismo. Il magistrato ha infatti proposto istanza di appello al Riesame chiedendo un nuovo provvedimento cautelare dopo che il gip aveva negato l’arresto nelle scorse settimane a carico di medici ed infermieri coinvolti nell’inchiesta sull’assenteismo all’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca. Gli indagati sono residenti a Sessa Aurunca, Napoli, Caserta, Carinola, Mondragone, Cellole, Casagiove, Gragnano e Teano. L’udienza è fissata a metà maggio ed arriverà dopo le decisioni del tribunale del Riesame di questi giorni dove è caduta l’associazione che era contrasta a sei medici, anche se i giudici hanno confermato il provvedimento cautelare in atto.

Tenta di investire i vigili urbani dopo la multa

Una multa per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza rischiava di trasformarsi in una vera e propria tragedia a Bellona in provincia di Caserta con l’automobilista che, dopo aver minacciato ed offeso i due malcapitati vigili urbani, ingrana la marcia e tenta di investirli. Questi in estrema sintesi i fatti oggetto di un processo, che si sta celebrando dinanzi al giudice Antonio Riccio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che vede alla sbarra V.V. di Sant’Angelo in Formis.

Denunciato il noto chef Vissani: non rispetta la legge sulla macellazione degli agnelli

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“Daniela Martani ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma per il tramite del Commissariato di polizia Prati contro Gianfranco Vissani per violazione alle cautele da adottare durante la macellazione”. Lo rende noto Rinaldo Sidoli, segretario di Alleanza Popolare Ecologista (Ape). “L’atto di macellare un animale senza stordimento – spiega – è una violazione dell’art. 4 del D.Lgs. 6 novembre 2013 n. 131, e nel caso di uccisione e maltrattamento di animali si risponde penalmente in base all’art. 544-bis e 544-ter del codice penale. Veicolare un simile messaggio di morte tramite una radio nazionale dello Stato (Radio 1) – indipendentemente dalla veridicità di quanto dichiarato da Gianfranco Vissani a ‘Un giorno da pecora’–, può avere un carattere emulativo. Gli agnelli sono delle piccole creature innocenti che non vanno uccise come sostiene lo chef con ‘un piccolo coltello che possa arrivare al cuore per fare uscire più sangue possibile’. In una festa in cui si dovrebbe celebrare la resurrezione e la vita, questo comportamento è quanto di più lontano si possa immaginare dallo spirito della Pasqua. Dov’è la compassione, la pietà, l’amore e il rispetto per una creatura del Signore? Ci sono delle norme a tutela del benessere degli animali che vanno rispettate”. “Questo atteggiamento disumano è un indiretto incentivo al maltrattamento animale – commenta nella stessa nota Daniela Martani, responsabile diritti animali di Ape, – che non possiamo tollerare. Al momento esistono solo sanzioni amministrative per chi viola le prescrizioni sulle procedure di macellazione, che nei casi più gravi prevedono una pena pecuniaria del tutto irrisoria di € 6.000. È necessario evitare il consumo di carne o quantomeno ridurlo, non solo per rispetto verso altri esseri senzienti, ma anche per salvaguardare la nostra salute e per tutelare l’ambiente. Dagli allevamenti intensivi proviene il 20% dei gas serra antropici, il 37% del metano e il 65% del protossido d’azoto globali, due dei gas che più contribuiscono all’effetto serra”. Conclude Martani:”Confidiamo nell’operato dell’Autorità intestata affinché effettuati gli opportuni riscontri, avvii le indagini nei confronti del sig. Gianfranco Vissani, nonché nei confronti di altri eventuali soggetti per le violazioni ovvero ogni altro reato che l’Autorità ritenga essere stato posto in essere alla luce di quanto in precedenza esposto. Troviamo inaccettabile che una emittente del servizio pubblico faccia passare un messaggio violento in palese violazione del codice autoregolamentazione. Chiediamo pertanto ai vertice dell’azienda Rai una nota in cui si dissociano con la speranza che tali personaggi non vengano più invitati”.

Ventotto veicoli spariti dal deposito giudiziario: il titolare sotto processo

Auto e moto confiscate sparite da un deposito giudiziario di Castel Volturno. per questo motivo è finito sotto processo Giacomo N., titolare della rimessa, accusato per l’omessa custodia dei beni sottoposti a sequestro. Nel corso dell’ultima udienza, celebrata dinanzi al collegio presieduto dal giudice Roberta Carotenuto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stato escusso un dipendente dell’Agenzia del Demanio di Napoli oggi in servizio in Molise. Il funzionario ha spiegato che presso la rimessa di Castel Volturno “erano depositati circa 200 veicoli, tra auto e moto, di cui non avevamo documenti sulla demolizione. Per questo decidemmo di fare un sopralluogo”.
Durante i controlli “alcuni veicoli non vennero trovati mentre altri erano stati smontati e vennero trovati privi di parti meccaniche e targhe”. Per la maggior parte dei veicoli in custodia il titolare del deposito riuscì a fornire documentazione ma di 28, 10 auto e 18 moto, “non venne giustificata l’assenza in deposito”.
Il funzionario del Demanio ha poi spiegato, nel rispondere alle domande dell’avvocato Nando Letizia difensore dell’imputato, di non essere a conoscenza di furti o raid incendiari presso il deposito e che presso lo stesso “non ho mai visto l’imputato che è il figlio del reale titolare del deposito”. Il processo è stato dunque rinviato a metà maggio.

Incidente sull’A3, moto travolta da un’auto: gravi due centauri

Tragedia sfiorata, nella serata di sabato, lungo l’autostrada A3, dove due persone in sella ad una moto sono state travolte da un’automobile mentre percorrevano il tratto che collega gli svincoli di Nocera Inferiore ed Angri.
A causa del violento impatto, entrambi sono caduti rovinosamente sulla careggiata. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che li hanno trasportati d’urgenza all’ospedale “Umberto I”. Uno dei feriti, un uomo di 36 anni, ha riportato diverse escoriazioni, traumi e una lesione grave al cranio. Sul posto è giunta la Polizia Stradale per effettuare tutti gli accertamenti del caso.

Sorpresi armati in auto prima della stesa: arrestati in tre

In tre, tutti già noti alle forze dell’ordine, sono stati sorpresi in auto dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna armati di pistola con colpo in canna e revolver carico. Si tratta di Antonio Tortora, 32enne di Marigliano, Marco Capobianco, 41enne di Brusciano e Giovanni Conquista, 43enne di Acerra. Sono stati bloccati mentre su un’auto presa a noleggio stavano percorrendo via del Cimitero. Perquisiti, sono stati trovati in possesso di una semiautomatica con matricola abrasa e colpo in canna e di una pistola revolver provento di furto nascoste nell’abitacolo. A Tortora e’ stato sequestrato anche un minitelefonino. I tre sono stati arrestati per porto e detenzione illegale di armi da fuoco – una clandestina – e per ricettazione e rinchiusi in carcere.