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Casalnuovo celebra la Festa della Liberazione e la Festa del Lavoro al Parco delle Chiocciole

La città di Casalnuovo si appresta a trasformarsi per una settimana di festeggiamenti primaverili al Parco delle Chiocciole, sotto la direzione di Giovanni Nappi. Questo spazio verde diventerà il palcoscenico di eventi che promettono di attrarre un gran numero di visitatori e cittadini.

Mille Tulipani: un omaggio alla primavera

Nei giorni del 25, 26 e 27 aprile si svolgerà la seconda edizione di “Mille Tulipani”, dove saranno donati oltre mille tulipani, completi del loro bulbo, in un gesto che celebra la bellezza della natura primaverile. Già un successo dello scorso anno, l’iniziativa è frutto della sinergia con l’azienda Tulipani Freschi Italiani e prevede anche attività di animazione per i più piccoli, trasformando il parco in un’oasi di colori e divertimento.

Primo Maggio Casalnuovese: una festa per tutti

Il 1° maggio, nell’ambito delle celebrazioni, si terrà il “Primo Maggio Casalnuovese”, un evento che culminerà con il concerto gratuito di Gianni Fiorellino. Questo concerto, nonostante l’ingresso gratuito, è già sold out, rendendo evidente l’attrattiva del programma. Chi non ha effettuato la prenotazione obbligatoria nelle scorse settimane dovrà rinunciare alla serata.

Dettagli sugli eventi

Gli appuntamenti al Parco delle Chiocciole si svolgeranno con orari precisi: dal 25 al 27 aprile, l’evento Mille Tulipani si terrà dalle ore 10:30 alle ore 13:30. Il Primo Maggio, la giornata di animazione e gonfiabili per bambini sarà aperta dalle 10:30 alle 13:30, mentre il concerto avrà inizio alle 20:30. “Un’occasione speciale per i cittadini di Casalnuovo per celebrare la primavera e festeggiare due ricorrenze importanti – la Festa della Liberazione e la Festa del Lavoro – restando nella propria città”, commenta Giovanni Nappi. Un’opportunità da non perdere per tutti coloro che desiderano vivere appieno la stagione primaverile, immerse nella comunità e nella cultura locale.

Dove:

Parco delle Chiocciole – Via Paolo Borsellino, 8, Casalnuovo di Napoli (Na)

Camorra, scarcerato Luca Esposito, ex genero di Patrizio Bosti

Napoli – – Luca Esposito, ex genero del boss Patrizio Bosti, è stato scarcerato. Lo ha deciso il Gip di Napoli Federica Villano, che ha ritenuto ormai venute meno le esigenze cautelari nei confronti dell’uomo, coinvolto in una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea per autoriciclaggio e, in passato, anche per associazione di tipo mafioso.

L’istanza di scarcerazione, accolta nella giornata odierna, è stata presentata dai suoi difensori, gli avvocati Nicola Pomponio e Fabio Segreti. Esposito, marito di Flora Bosti, figlia del capoclan attualmente detenuto in regime di 41 bis, era stato arrestato nel luglio 2024 nell’ambito di un’indagine che lo vedeva coinvolto per presunti reati economico-finanziari.

Negli anni precedenti, era già finito al centro di un’inchiesta con l’accusa di associazione mafiosa, accusa da cui è poi stato assolto. Diverso l’esito di un’altra vicenda giudiziaria, che ha visto condannati sia Esposito che la moglie per corruzione di alcuni medici, dai quali, durante la pandemia, avevano ottenuto falsi certificati di esenzione dai tamponi Covid per poter viaggiare all’estero, in particolare verso Dubai.

La decisione del giudice riapre il dibattito sul ruolo dei familiari dei vertici della criminalità organizzata nel tessuto sociale ed economico partenopeo, e arriva in un momento delicato per la lotta alla camorra, in cui le autorità giudiziarie stanno cercando di colpire anche i circuiti del riciclaggio e del reinvestimento dei capitali illeciti.

Pankhurst: in digitale il nuovo singolo All the black stars

È disponibile sulle piattaforme digitali e in tutti i digital stores “All the black stars”, il nuovo singolo dei Pankhurst, quarto estratto dall’album “AND THE WAR CAME”, la cui uscita è prevista per il 18 aprile 2025.

Questa volta la band si schiera contro i movimenti che nel mondo stanno ricreando tensioni che si rifanno alle ideologie che alla fine della Seconda Guerra Mondiale avevamo pensato sconfitte.

Il pezzo è un colpo di sciabola che spezza l’aria rovente e ti scarica la frenesia dei primi Hives portandoti dentro un hardcore corale dall’architettura europea. Un fendente di un minuto e mezzo che non ti lascia molto se non la voglia di riascoltarlo. La band dichiara: “Abbiamo scritto All the black stars nel 2024 quando ancora la presidenza negli USA non era arrivata a Trump e quando la salita del partito di estrema destra in Austria e Germania non sembrava potere raggiungere l’attuale posizione di vertice.” Questo commento mette in luce lo spirito critico dei Pankhurst nei confronti della situazione politica attuale.

Chi sono i Pankhurst

I PANKHURST affermano di essere di Washington DC per rivendicare che lì c’è ancora il cuore del potere (nero) mondiale. PANKHURST, però, è anche il cognome della famiglia di femministe che all’inizio del Novecento lottarono per il diritto di voto delle donne. La band entra sulla scena nel settembre 2019 con la pubblicazione del primo EP THE VOTE. La pandemia di COVID-19 li tiene lontani dalla scena live, ma dal novembre 2022 iniziano a muovere i primi passi sul palco di Carpi, dove firmano con la indie label Sheratan.

La crescita della band

Durante il lockdown, riescono a lavorare al secondo EP ON THE BORDER, pubblicato nel luglio 2021, accompagnato dal video del singolo “No One Wanna Read Tolstoj”. Successivamente, il 8 marzo 2023, arriva il terzo EP OUT OF THE KINGDOM, con due video inclusi. La collaborazione con Alessandro Rocca, un cineasta giovanissimo e già premiato a livello nazionale, prosegue dal 2021. Il 27 settembre 2024 i Pankhurst pubblicano “Recognizm”, il singolo di apertura dell’album “AND THE WAR CAME”, mentre il 13 dicembre 2024 è previsto l’uscita del secondo singolo “Gene Oxyde”. Infine, il 31 gennaio 2025, vedrà la luce il terzo singolo “Runner”. La band continua a farsi notare per la sua musica incisiva e le tematiche sociali che affronta, segnando un percorso di crescita che promette un futuro intrigante.

La realtà virtuale e l’intelligenza artificiale possono cambiare il settore dei giochi da casinò online?

L’industria dei casinò è un settore attualmente davvero molto dinamico, visto che si dimostra sempre in continua evoluzione. Dal lusso ostentato e dal fascino di un mito intramontabile come Las Vegas alle vecchie sale fumose, i casinò continuano costantemente ad adattare la loro grande offerta alle più disparate esigenze dei singoli giocatori. Con il tanto atteso avvento della realtà virtuale (VR) e dell’intelligenza artificiale (AI), sono davvero in molti a chiedersi attualmente dove tutti questi sviluppi e tutte queste innovazioni possano finire con il portare questa realtà.

La VR entra nei casinò

E se, indossando un visore VR veniste immediatamente catapultati in un lussuoso casinò di Monte Carlo? Rimante sbigottiti, increduli, fermi ad ammirare i dettagli, come lo scintillio emanato dei lampadari di cristallo che, lentamente, dondolano sopra di voi… Un attimo di silenzio, ecco: lo sentite? In sottofondo, c’è il mormorio delle conversazioni e sì, quello che state ascoltando poco al di sopra di quella soglia di rumore, adesso, è proprio il tintinnio delle fiches! A questo punto, non dovete far altro che piazzare la vostra puntata. La realtà virtuale offre ai casinò un’opportunità unica di creare esperienze immersive capaci di abbattere ogni barriera, anche quella rappresentata dagli impedimenti geografici.Per le nuove generazioni, già molto più avvezze all’intrattenimento digitale, i casinò VR hanno godono già di una certa attrativa, hanno un fascino tutto loro, ma ora a tutti viene offerta la grande occasione di socializzare con persone provenienti da ogni parte del globo intorno ai tavoli verdi virtuali e non solo. Infatti, così si ha anche l’occasione di testare nuovi giochi in un ambiente privo di rischi e di vivere il brivido del casinò dal comfort del vostro salotto: questi sono solo alcuni dei potenziali vantaggi che la realtà virtuale può attualmente offrire.

Tutte le possibilità dell’IA

La realtà virtuale promette di rivoluzionare l’esperienza dei casinò, ma non solo. Oggi, i leader dei casinò online utilizzano già l’intelligenza artificiale per vari scopi, come individuare frodi e fornire assistenza ai clienti tramite chat o e-mail. Inoltre, se sei alla ricerca di nuove esperienze di gioco, scopri Plinko Italia su enopress.it, un gioco innovativo che sta guadagnando popolarità.Immaginate croupier capaci di sfruttare tutte le potenzialità date dall’intelligenza artificiale, pronti a gestire più giochi contemporaneamente, di mescolare più carte e di gestire, in questo modo, un numero maggiore di tavoli con precisione impeccabile, personalizzando al massimo l’esperienza di gioco, regolando i livelli di difficoltà o fornendo suggerimenti per giochi in base alle singole preferenze del giocatore. Inoltre, l’IA potrebbe essere utilizzata per esaminare il diverso comportamento dei giocatori, visto che riesce a individuare quelli più esposti, cioè maggiormente a rischio di ludopatia, permettendo ai casinò di adottare tutte le necessarie misure di gioco responsabile in maniera più efficace e tempestiva.

L’etica e il costo

C’è grande entusiasmo intorno alla VR e all’ IA, ma è bene ricordare che non è tutto oro quello che luccica. Infatti l’applicazione in questo campo della tecnologia VR è ancora nella sua fase iniziale. Il costo elevato dei visori e i potenziali problemi legati alla chinetosi ne stanno ostacolando la diffusione di massa. Inoltre, replicare con successo tutti gli elementi che si trovano in un casinò fisico risulta ancora abbastanza difficile in un contesto interamente virtuale.Ovviamente, è bene ricordare che anche l’intelligenza artificiale presenta dei limiti. Se è vero che è capace di incrementare quella che è l’efficienza operativa, è però altrettanto vero che manca quel tocco umano che diversi giocatori continuano ad apprezzare e a preferire. Inoltre, non bisogna trascurare le implicazioni etiche legate all’impiego dell’IA, che può influenzare il comportamento dei giocatori, per evitare possibili manipolazioni e garantire un gioco responsabile.

Il futuro ibrido dei casinò

L’IA e la VR rappresenteranno la classica gallina delle uova d’oro per questo comparto? Non possiamo ancora rispondere con certezza a questa domanda ma appare sempre più plausibile un futuro dall’approccio ibrido. Infatti, molto probabilmente, i casinò fisici continueranno a esercitare un grande fascino per chi cerca un’esperienza completa e coinvolgente, mentre la realtà virtuale proporrà alternative convenienti e stimolanti, in particolar modo per le nuove generazioni.Così, com’è altrettanto vero che, probabilmente, toccherà sempre all’intelligenza artificiale operare da deus ex machina dietro le quinte, ottimizzando le operazioni, migliorando l’aspetto della sicurezza generale e personalizzando l’esperienza di gioco in modo responsabile.

L’innovazione è fondamentale

Questo settore ha sempre dimostrato una grande capacità di innovazione. Anche se l’applicazione della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale non garantisce affatto un successo immediato, con la loro adozione viene comunque offerta la possibilità di intraprendere percorsi che sembrano poter davvero presentare sviluppi decisamente interessanti. In definitiva, la chiave per il successo dei casinò risiede nell’abbracciare l’innovazione senza dimenticare gli elementi fondamentali che rendono l’esperienza più avvincente: l’emozione, l’atmosfera e, ovviamente, la possibilità di incrementare le proprie vincite.

 

Napoli Est, Saiello (M5S): “Bonifica, il tempo è scaduto! Regione chiarisca cronoprogramma”

“Napoli Est, una ferita aperta da trent’anni, simbolo dell’immobilismo politico. Un territorio strategico, abbandonato a se stesso, con falde acquifere avvelenate, suoli contaminati e aria irrespirabile. La misura è colma! Basta promesse vuote, vogliamo risposte concrete sul futuro della bonifica”.

Così tuona Gennaro Saiello, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che incalza la Regione Campania: “Vogliamo sapere quali interventi sono stati completati e il cronoprogramma di quelli in sospeso. Non tollereremo ulteriori rinvii o risposte evasive”.

Nel mirino del consigliere pentastellato anche la delocalizzazione delle attività industriali e petrolifere: “Nel 2006 fu siglato un protocollo che garantiva la presenza delle attività di stoccaggio fino al 2026. La scadenza è vicina, la Regione intende rispettare gli impegni o siamo pronti all’ennesima proroga?”.

Saiello non usa mezzi termini: “I cittadini di Napoli Est vivono in condizioni di rischio ambientale e sanitario inaccettabili. La Regione non può più tergiversare, è ora di agire”.

Mercoledì nel duomo di Napoli i funerali di Roberto De Simone

Napoli – Saranno celebrati mercoledì 9 aprile, alle ore 16, nel Duomo di Napoli, i funerali di Roberto De Simone, il celebre maestro scomparso ieri sera all’età di 91 anni.

Intanto, la camera ardente verrà allestita al Teatro San Carlo, come annunciato oggi dal sindaco Gaetano Manfredi.

L’ultimo saluto al San Carlo

Il primo cittadino, anche presidente del Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro San Carlo, ha confermato che Napoli renderà omaggio al grande artista nella storica sala del massimo teatro partenopeo. In segno di lutto, le bandiere saranno esposte a mezz’asta nel giorno delle esequie.

“Una perdita immensa per Napoli”
«È una grandissima perdita – ha dichiarato Manfredi –. De Simone è stato uno dei più straordinari interpreti della cultura della nostra città. Ha saputo recuperare le radici della tradizione musicale napoletana, unendole a una straordinaria capacità di innovazione. Il suo è un patrimonio che non deve andare disperso, una memoria da custodire. E noi lo onoreremo nel migliore dei modi».

Il sindaco ha ricordato che alcune iniziative in onore di De Simone erano già state programmate nell’ambito delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Napoli, organizzate in collaborazione con il San Carlo e con la stessa famiglia del maestro. «Rafforzeremo questi progetti – ha aggiunto Manfredi – e individueremo il modo migliore per rendere omaggio a questa gigantesca figura della cultura napoletana».

Mutti, in arrivo 1.300 assunzioni stagionali per la trasformazione del pomodoro

Parte ufficialmente la campagna di trasformazione del pomodoro 2025 per Mutti, eccellenza italiana del settore agroalimentare. L’azienda ha annunciato l’apertura delle selezioni per 1.300 lavoratori stagionali, che saranno impiegati nei tre stabilimenti del Gruppo situati a Montechiarugolo e Collecchio, in provincia di Parma, e a Oliveto Citra, nel salernitano.

In dettaglio, 500 posizioni saranno aperte a Montechiarugolo, 400 a Collecchio e altre 400 a Oliveto Citra, con l’avvio delle attività previsto per i mesi clou della raccolta, da luglio a settembre. Si tratta del periodo più cruciale per Mutti, in cui viene lavorato l’intero raccolto fornito da oltre 800 famiglie di agricoltori, con cui l’azienda collabora stabilmente.

Le figure ricercate spaziano da operatori generici a profili specializzati come analisti per il controllo qualità, addetti alle campionature, periti meccanici ed elettrici. Particolare attenzione è rivolta anche al progetto Instafactory, lo stabilimento mobile brevettato da Mutti, attivo nella zona di Gualtieri (RE), che consente la trasformazione del pomodoro direttamente in campo. Qui si cercano operatori di linea e studenti o neolaureati in ingegneria meccanica o alimentare, da formare come conduttori della stazione mobile.

«Nei mesi estivi trasformiamo tutto il pomodoro che poi commercializzeremo nel corso dell’anno. Sono solo settanta giorni, ma fondamentali: non possiamo, e non vogliamo, scendere a compromessi», ha dichiarato Federico Luddi, direttore delle Risorse Umane del Gruppo Mutti.

L’azienda offre ai lavoratori stagionali contratti basati sul CCNL dell’industria alimentare, integrati dal contratto aziendale Mutti, con una retribuzione fino al 30% superiore rispetto a quella prevista per gli operai agricoli. Una scelta che sottolinea la volontà di investire sul capitale umano: basti pensare che il 44% degli attuali dipendenti Mutti ha iniziato il proprio percorso proprio con un impiego stagionale durante la campagna del pomodoro.

Le candidature sono già aperte. Per molti sarà l’occasione per entrare in un’azienda che ha fatto della qualità, dell’innovazione e del rispetto per la filiera agricola i suoi pilastri.

Mondragone, il lato oscuro dell’infanzia: madri insegnano alle figlie l’arte del furto

Una vicenda sconcertante scuote la tranquilla cittadina di Mondragone. Due donne, presumibilmente di origine bulgara, sono state denunciate per aver utilizzato le proprie figlie, di tenera età, come complici in una serie di furti all’interno di attività commerciali locali.

Le vittime: commercianti e l’ombra del sospetto

La denuncia è giunta al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, attraverso la testimonianza della moglie del titolare di un negozio di casalinghi.

La donna ha raccontato di come le due sospettate, accompagnate da una bambina di 3-4 anni e da una neonata, abbiano messo in atto un piano ben orchestrato: mentre una distraeva la commessa chiedendo un prodotto, l’altra sfilava il portafoglio dal grembiule, e la bambina più grande nascondeva la refurtiva negli slip.

La fuga e le telecamere: prove inconfutabili

La fuga precipitosa delle due donne, immortalata dalle telecamere di sorveglianza del negozio, ha confermato i sospetti. Le immagini mostrano chiaramente una delle donne con la neonata in braccio, utilizzata probabilmente per intenerire le vittime e distogliere l’attenzione.

L’appello: fermiamo questo scempio

“È inaccettabile che dei bambini vengano sfruttati in questo modo”, ha dichiarato il deputato Borrelli. “Chiediamo alle forze dell’ordine di intensificare i controlli e di assicurare alla giustizia queste persone, che non solo commettono reati, ma rubano anche l’innocenza a dei bambini”.

Camorra, l’imprenditore Antonio Fusco “referente stabile” del clan Bidognetti

CASERTA – Colpo ai vertici del clan dei Casalesi: cinque persone sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Aversa al termine di un’indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Tra gli arrestati figurano tre soggetti ritenuti elementi di spicco delle fazioni Bidognetti e Schiavone, due delle più radicate del sodalizio criminale.

Tra i destinatari delle misure cautelari c’è Antonio Fusco, 45 anni, imprenditore del litorale domitio attivo nel settore delle forniture per la ristorazione, considerato dagli inquirenti un “referente stabile” del clan Bidognetti per il finanziamento delle casse del gruppo.

Fusco è accusato di aver acquistato numerosi immobili all’asta, avvalendosi dell’intimidazione esercitata da uomini del clan per scoraggiare eventuali concorrenti. Inoltre, sarebbe direttamente coinvolto in un progetto per la costruzione di un ristorante di una nota catena di fast food a Castel Volturno, su un terreno confiscato a un imprenditore colluso con il clan.

Le indagini hanno accertato anche il coinvolgimento di Nicola Gargiulo (classe 1967) e Nicola Pezzella (classe 1963), entrambi ritenuti responsabili della gestione delle estorsioni nei comuni di Lusciano e Parete, territori storicamente sotto il controllo del clan.

Pezzella, in particolare, è indicato come referente del gruppo Schiavone per il traffico di stupefacenti sulla costa domitiana. Dopo un lungo periodo di detenzione, avrebbe ripreso le attività illecite, tornando a gestire sia le estorsioni che il mercato della droga.

Arrestato anche un cittadino albanese, Hermal Hasanai (classe 1984), accusato di pagare migliaia di euro al mese al clan per mantenere il controllo pressoché monopolistico sulla distribuzione di droga nel litorale domitio. Insieme a Umberto Meli (classe 1993), sarebbe coinvolto in un’estorsione da 15mila euro ai danni di un imprenditore della zona, realizzata con violenza e minacce, in concorso con altri soggetti legati al clan per i quali si procede separatamente.

Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, passando per il traffico di sostanze stupefacenti e il reimpiego di capitali illeciti. Il provvedimento rappresenta un duro colpo alla rete economica e intimidatoria del clan dei Casalesi, che continua a esercitare una forte influenza sul territorio nonostante le numerose operazioni di contrasto.

Coppia arrestata a Benevento per furto in Agenzia delle Entrate

Una coppia di Benevento è stata bloccata dalla Polizia dopo aver messo a segno un furto all’interno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

I due, un uomo di 35 anni e una donna di 33, sono stati colti sul fatto mentre svuotavano di monete il distributore di bevande. I malfattori, che avevano scelto un obiettivo insolito, sono stati arrestati e successivamente posti agli arresti domiciliari.

L’episodio ha destato sorpresa e, in un certo senso, ilarità tra i presenti, in quanto si trattava di un furto decisamente singolare per la natura del luogo.

Le indagini hanno rivelato che la coppia aveva pianificato l’azione per un po’, approfittando della momentanea assenza del personale.

La Polizia, grazie a una segnalazione, è intervenuta tempestivamente, mugugnando per l’assurdità di un furto di questo tipo in una sede così istituzionale.

Macron vorrebbe rappresentare l’Europa nei colloqui con Putin

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Secondo quanto riportato dal Telegraph il presidente transalpino Emmanuel Macron sarebbe intenzionato a rappresentare l’Europa nei negoziati con l’omologo russo Vladimir Putin finalizzati quantomeno alla sospensione del conflitto russo-ucraino.

Il Telegraph sostiene che alcuni membri della cosiddetta “coalizione dei volenterosi” starebbero facendo pressioni affinché i contatti con Mosca vengano posti in essere da un leader europeo.Gli interlocutori designati dalla coalizione in questione sarebbero Starmer ed il già citato Macron

.Starmer ha però precisato di non essere intenzionato a tener colloqui con Putin a differenza di Macron,  dato per disponibile da una fonte dell’Eliseo.Questa apertura suggerisce la volontà, da parte del presidente francese, di lavorare al fine di ottenere una soluzione pacifica, qualora ciò fosse possibile.

L’approccio “low profile” ma possibilista di Macron, chiaramente, non può non prendere contezza del fatto che la Russia ad oggi non sembra intenzionata a “congelare”il conflitto poichè intenta a perseguire i propri obiettivi militari sul suolo ucraino.

Luca De Crescenzo

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Usmia Esercito illumina la Pasqua dei piccoli eroi del Santobono-Pausilipon con un gesto di solidarietà

Napoli– Un raggio di sole ha spezzato la routine ospedaliera dei piccoli pazienti del Santobono-Pausilipon di Napoli, trasformando la Pasqua in un’occasione di gioia e speranza.

Questa mattina, una delegazione di USMIA Esercito ha portato in dono delle uova di Pasqua, che saranno consegnate ai bambini ricoverati attraverso l’associazione Santobono Pausilipon Onlus. Un’iniziativa semplice ma carica di significato, capace di accendere sorrisi sui volti di chi affronta ogni giorno sfide più grandi di loro.

All’evento hanno preso parte figure di spicco dell’organizzazione: il Segretario Generale Regionale della Campania, Nicola Ruffo, il Segretario Nazionale dell’Area Trattamento Economico, Vincenzo Pascarella, la Delegata di Base del 21° Genio Guastatori di Caserta, Francesca De Filippo, e il Portavoce USMIA Campania, Claudio De Gennaro. La consegna, accolta con entusiasmo e gratitudine dai rappresentanti dell’associazione, ha creato un’atmosfera di festa, dimostrando come anche un piccolo gesto possa avere un impatto profondo.

“Oggi, in questa giornata di festa, il nostro cuore è con i bambini che stanno combattendo una battaglia difficile”, ha dichiarato Nicola Rufo. “Con questo dono, USMIA vuole trasmettere un messaggio di speranza e coraggio. Vogliamo che questi piccoli eroi sappiano che non sono soli, che la comunità è al loro fianco e che insieme possiamo superare ogni ostacolo.

La Pasqua rappresenta la rinascita, e noi crediamo nella forza straordinaria di questi bambini. La nostra missione è stare vicino a chi ha bisogno, e oggi sentiamo più che mai il dovere di regalare un sorriso e un abbraccio a questi piccoli grandi combattenti.”

L’iniziativa non è solo un atto di generosità isolato, ma un tassello del più ampio impegno di USMIA Esercito nel sostenere le fasce più vulnerabili della società. L’organizzazione, nota per la tutela dei diritti dei militari, dimostra con questa azione di andare oltre il suo mandato istituzionale, promuovendo valori di solidarietà e coesione sociale.

La consegna delle uova pasquali si inserisce in una visione che punta a rafforzare il senso di comunità e a sensibilizzare sull’importanza di gesti concreti per il benessere collettivo.

Il Santobono-Pausilipon, eccellenza napoletana nella cura pediatrica, è da sempre un punto di riferimento per migliaia di famiglie. Grazie a iniziative come questa, sostenute da realtà come USMIA e dall’associazione Santobono Pausilipon Onlus, i piccoli pazienti possono vivere momenti di leggerezza, sentendosi parte di una rete di affetto e sostegno che non li lascia mai soli. Un simbolo di speranza che, in questa Pasqua, si fa ancora più tangibile.

Il conservatorio di Napoli piange Roberto De Simone

Napoli – Il Conservatorio San Pietro a Majella si stringe nel lutto per la scomparsa di Roberto De Simone, figura leggendaria della cultura italiana e Direttore per chiara fama dell’istituzione dal 1995 al 2000.

Con una nota intrisa di “profonda commozione e sincero cordoglio”, il Conservatorio rende omaggio a un uomo che ha segnato indelebilmente la storia musicale, teatrale e intellettuale non solo di Napoli, ma dell’intero Paese.

“Roberto De Simone è stato un Maestro nel senso più alto e autentico del termine”, ha dichiarato il presidente Carla Ciccarelli. “Un intellettuale visionario capace di trasformare la memoria in arte e la tradizione in un sapere vivo e contemporaneo.

Ha guidato il nostro Conservatorio con rigore, passione e un amore sconfinato per Napoli e le sue radici. La sua opera, che spazia dalla musicologia al teatro fino alla composizione, ha illuminato un’epoca e continua a ispirare generazioni di artisti e studiosi.

La sua scomparsa lascia un vuoto immenso nella cultura italiana, ma il suo lascito è ovunque: nei canti popolari che ha strappato all’oblio, nei palcoscenici che ha reso immortali, nei libri e nelle partiture che ci ha donato. Lo salutiamo con gratitudine e immenso rispetto: Napoli gli deve molto, noi tutti gli dobbiamo moltissimo”.

Musicologo, regista, compositore e antropologo, De Simone ha dedicato la vita a esplorare e valorizzare il patrimonio culturale partenopeo, dando nuova linfa alla tradizione popolare e intrecciandola con una visione artistica innovativa.

Durante il suo mandato al San Pietro a Majella, ha lasciato un’impronta profonda, come ricordato dal direttore Gaetano Panariello: “La sua direzione fu un’espressione di genialità e rigore, capace di dare voce all’anima complessa di Napoli. Tra i suoi contributi più significativi, il Progetto Integrato per il riordino e la riqualificazione della Biblioteca del Conservatorio, avviato nel 1998 sotto la sua guida.

Un’iniziativa ambiziosa che, grazie a importanti fondi stanziati, ha permesso la catalogazione, il restauro e la digitalizzazione di un patrimonio librario e musicale di inestimabile valore”.

Panariello ha poi aggiunto un ricordo personale: “Nel 2001, quando ero direttore del Conservatorio di Avellino, chiesi al Maestro di curare la regia e la messa in scena de

L’impresario in angustie di Domenico Cimarosa, un’opera realizzata esclusivamente con gli studenti delle classi di canto. Per un mese intero seguì il progetto con una dedizione instancabile, lasciando un segno indelebile in tutti noi. Il Conservatorio di Napoli gli sarà eternamente grato per il suo magistero e per la passione con cui ha formato le nuove generazioni”.

La morte di Roberto De Simone chiude un capitolo straordinario della cultura italiana, ma il suo spirito resta vivo nel patrimonio immateriale che ha saputo preservare e tramandare. Napoli e il mondo della musica lo piangono, certi che la sua eredità continuerà a risuonare nei teatri, nelle aule e nei cuori di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo o di studiarne l’opera.

Crolla il soffitto al Commissariato di Polizia di Capri: paura e proteste

Capri – Un grave episodio ha messo in allarme il Commissariato di Polizia di Capri nel primo pomeriggio di sabato, quando una parte del soffitto si è improvvisamente staccata, facendo piovere calcinacci e intonaco all’interno dei locali di via Roma.

Fortunatamente, non si registrano feriti tra il personale o i cittadini presenti, ma l’accaduto ha riacceso le polemiche sulle condizioni dell’edificio, già denunciate più volte dai sindacati.

L’allarme del Cosap: “Struttura inagibile, rischi ignorati”

A lanciare l’allarme è stato il CoSAP (Coordinamento Sindacale Autonomo di Polizia), che ha diffuso un comunicato accompagnato da immagini eloquenti del danno. “Si è verificato il crollo di buona parte del solaio”, si legge nella nota firmata dal segretario provinciale Domenico Pagano, che sottolinea come solo per pura fortuna l’incidente non abbia avuto conseguenze più gravi.

Il sindacato non ha usato mezzi termini: “Già in passato abbiamo denunciato le carenze strutturali e l’inagibilità di questo commissariato, ma nulla è stato fatto”. Rivolgendosi direttamente al Questore di Napoli, il CoSAP ha ricordato che “in qualità di datore di lavoro, ha l’obbligo di garantire la sicurezza del personale”.

Commissariato chiuso, servizi ridotti

A seguito del crollo, l’accesso agli uffici è stato temporaneamente interdetto fino al ripristino delle condizioni minime di sicurezza. Nel frattempo, la Polizia assicura i servizi essenziali, tra cui i controlli sul territorio con le volanti e la risposta alle emergenze tramite il 113.

La situazione ripropone il tema della sicurezza degli edifici pubblici, soprattutto in un’isola turistica come Capri, dove la presenza delle forze dell’ordine è fondamentale. Ora si attende un intervento strutturale per evitare che simili episodi possano ripetersi, magari con esiti più drammatici.

Intanto, la domanda circola insistentemente: quanto ancora dovrà aspettare il personale per lavorare in un ambiente sicuro?

“La sicurezza per il nostro territorio e le forze dell’ordine sono nella condizione peggiore degli ultimi 30 anni”- afferma il deputato AVS Francesco Emilio Borrelli- “Chiudono caserme e commissariati, manca il personale, molti spazi sono fatiscenti e inagibili e le cose continuano a peggiorare di giorno in giorno. Se la criminalità dilaga e le il senso di sicurezza dei cittadini crolla come i solai malandati, ci sarà un motivo”.

Napoli, operazione “Alt caporalato”: sei aziende sospese

Napoli- Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine, denominata “Alt Caporalato”, ha portato alla sospensione dell’attività di sei aziende manifatturiere nell’area metropolitana di Napoli.

L’intervento, coordinato dall’Ispettorato d’Area Metropolitana (IAM) di Napoli, ha svelato una situazione di grave irregolarità, con lavoratori impiegati in nero e numerose violazioni delle norme sulla sicurezza.

L’operazione, parte di un progetto nazionale contro lo sfruttamento lavorativo, ha visto la partecipazione di ispettori dell’IAM, carabinieri del Nucleo Operativo Gruppo Tutela Carabinieri della Direzione Interregionale del Sud e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, agenti della Polizia di Stato, personale dell’ASL, Polizia Locale e mediatori dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).

I risultati dell’operazione sono allarmanti:

Sospensione di sei attività imprenditoriali: una per impiego di lavoratori in nero e cinque per lavoro nero e violazioni della sicurezza.

149 lavoratori controllati: tutti di origine extracomunitaria.
62 lavoratori impiegati in nero: di cui 39 senza permesso di soggiorno.
45 violazioni in materia di salute e sicurezza: tra cui mancata valutazione dei rischi, assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), mancata effettuazione di visite mediche e formazione, assenza del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e mancata distribuzione dei dispositivi di protezione individuale.

L’operazione “Alt Caporalato” evidenzia la persistenza del fenomeno dello sfruttamento lavorativo, che colpisce in particolare i lavoratori migranti.

Le autorità hanno annunciato che i controlli proseguiranno nei prossimi mesi per contrastare l’illegalità e tutelare i diritti dei lavoratori. Le sei aziende coinvolte dovranno affrontare le conseguenze amministrative e penali delle irregolarità riscontrate.

Roma, muore a 13 anni colpito da proiettile mentre giocava in casa con una pistola

ROMA – È morto questa mattina, intorno alle 6, il ragazzo di 13 anni rimasto gravemente ferito alla testa da un colpo di pistola esploso accidentalmente nella serata di sabato scorso, 5 aprile.

La tragedia è avvenuta all’interno dell’abitazione della famiglia, in zona Marconi, dove il giovane stava maneggiando l’arma del fratello maggiore, regolarmente detenuta. Il ragazzino era stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo e subito sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni erano apparse da subito disperate e, nonostante gli sforzi dei medici, non ce l’ha fatta. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che coordina le indagini sull’accaduto.

Secondo una prima ricostruzione, il 13enne aveva sviluppato un interesse per le armi e, a detta dei familiari, negli ultimi tempi avrebbe imparato a smontare e rimontare la pistola guardando video tutorial su internet. Resta però ancora da chiarire la dinamica esatta dell’incidente. L’allarme era scattato attorno alle 23 di sabato sera, quando i familiari hanno chiesto soccorso dopo l’esplosione del colpo.

Lutto nel calcio: è morto Jorge Bolaño, ex centrocampista del Parma e della Colombia

Lutto nel calcio: Jorge Eladio Bolaño Correa, ex centrocampista colombiano noto in Italia per la sua militanza nel Parma e nella nazionale colombiana, è morto improvvisamente all’età di 47 anni.

Il decesso è avvenuto nella città di Cúcuta, nel nord della Colombia, dove l’ex calciatore si trovava per partecipare a una festa. Secondo quanto riportato dai media locali, sarebbe stato colpito da un infarto fulminante. Bolaño è stato un volto noto del calcio internazionale tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila.

Cresciuto nell’Atlético Junior de Barranquilla, squadra con cui era diventato un idolo, si era poi fatto conoscere anche in Europa grazie alla sua esperienza nel campionato italiano, dove ha vestito le maglie di Parma, Sampdoria, Lecce e Modena. Con la nazionale colombiana aveva partecipato ai Mondiali di Francia 1998, rappresentando il suo Paese con orgoglio e grinta a centrocampo.

A piangerlo oggi è l’intero movimento calcistico colombiano. In una nota ufficiale, la Federazione calcistica (Fcf) ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e agli affetti più cari dell’ex giocatore, definendolo “un professionista esemplare, un uomo di sport la cui eredità vivrà nella memoria collettiva del calcio colombiano”. “La sua scomparsa lascia un vuoto nei cuori di chi lo ha conosciuto e ammirato”, ha concluso la Federazione.

Teatro Nuovo: Il mistero di Angela Celentano torna in scena a Napoli, l’ultimo atto di una rassegna che scuote le coscienze

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Ultimo atto per la rassegna Napoli Fermata Mistero, in programma martedì 8 aprile 2025 alle 19 al Teatro Nuovo di Napoli, con l’illustre tema “Il caso di Angela Celentano”. Una storia avvolta nel mistero che ha fatto vibrare le corde dell’attenzione pubblica per quasi tre decenni. Era una mattina di agosto di ventinove anni fa quando Angela scomparve, poco dopo aver gustato un’insalata di riso.

**“Angela a papà, hai ancora fame? Vuoi un panino?”** Chiese. Da quel momento, il silenzio avvolse la scena e la bimba non fu mai più vista.

### Una sparizione che ha scosso l’Italia

All’età di tre anni, con gli occhi neri e un sorriso che illuminava, la piccola Angela Celentano divenne un simbolo di una delle sparizioni più enigmatiche d’Italia. La ricostruzione della sparizione avvenuta sul Monte Faito il 10 agosto 1996 chiude la rassegna con un evento che promete di essere emozionante e intenso. Saranno presenti come relatori l’avvocato della famiglia Celentano, Luigi Ferrandino, e il PM Raffaele Marino, che per anni ha seguito il caso, concentrandosi anche sulla “pista messicana”.

### Un’opportunità per la memoria

Un’occasione preziosa per ascoltare direttamente dalle voci che hanno vissuto questa vicenda e il tumulto emotivo che ha accompagnato la ricerca della piccola. La narrazione di “Il caso di Angela Celentano” è curata da Ciro Sabatino, che presenterà diverse ipotesi e piste investigative seguite dalla famiglia e dalle autorità nel corso del tempo. Questa serata al Teatro Nuovo non sarà solo un richiamo alla memoria, ma un’opportunità per riflettere su un dramma che continua a colpire i cuori di chi spera ancora in un epilogo diverso.

Marano, Izzo dopo aver ucciso il rivale ha telefonato alla ex: “E mo’ vattell’ a chiagnere”

Marano – Era tutto premeditato: conosceva il percorso del rivale in amore o meglio dell’uomo che secondo lui gli aveva soffiato la moglie. E lo aveva anche minacciato.

E dopo averlo freddato davanti alla scuola Papa Luciani di Marano stamane ha anche telefonato alla ex annunciandole ciò che aveva appena fatto: “E mo’ vattell’ a chiagnere”. Poi ha staccato la conversazione e dopo pochi minuti si è suicidato poco lontano.

Una tragica vicenda di sangue, una storia di gelosia non frenata. E’ accaduto a Marano, in via Marano-Pianura: protagonisti un uomo di 45 anni, Andrea Izzo, e il suo rivale in amore, Mirko Gargiulo, 32 anni, attuale compagno della sua ex moglie.

Subito dopo l’omicidio, Izzo si è tolto la vita, dando così all’episodio il profilo drammatico dell’omicidio-suicidio.

 L’omicidio del rivale in amore e poi la telefonata alla ex moglie

Secondo quanto emerso dalle prime indagini condotte dai carabinieri, il killer avrebbe atteso Gargiulo nei pressi di una scuola, sorprendendolo mentre si trovava a bordo della sua auto, una BMW bianca. In sella a uno scooter, Izzo avrebbe esploso almeno cinque colpi di pistola, colpendolo mortalmente.

Un’arma che, secondo testimoni, si sarebbe anche momentaneamente inceppata prima del colpo fatale. Pochi istanti dopo, Izzo avrebbe telefonato alla sua ex moglie, pronunciando una frase agghiacciante: “E mo’ vattell’ a chiagnere”, confermando di fatto il movente sentimentale del delitto.

La fuga e il suicidio

Dopo il delitto, Izzo è fuggito in direzione della zona collinare dei Camaldoli, precisamente nell’area di Montelungo, dove ha trovato rifugio in un luogo isolato. È lì che, pochi minuti dopo l’agguato, si è tolto la vita. Il suo corpo è stato rinvenuto senza vita dai carabinieri.

Precedenti minacce

La vittima, molto conosciuta nell’ambiente delle palestre napoletane, aveva già denunciato in passato Izzo per gravi minacce. Una tensione latente che si è trasformata in tragedia. Secondo fonti investigative, Izzo avrebbe tentato più volte un confronto diretto con la vittima, fino a giungere all’estrema decisione maturata probabilmente nel contesto di un’escalation di gelosia e rancore.

Le indagini sono coordinate dai carabinieri della Compagnia di Marano, guidati dal maggiore Alberto Leso, e successivamente passate sotto la competenza dei militari del Comando Provinciale di Napoli.

Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e ricostruendo nel dettaglio la dinamica e la tempistica dei fatti, cercando di comprendere fino in fondo le motivazioni che hanno spinto Izzo a compiere il duplice gesto.

Il contesto e le indagini

Il delitto è avvenuto in pieno giorno, in una zona densamente popolata e trafficata, a pochi passi da un istituto scolastico. L’episodio ha seminato il panico tra residenti, studenti e famiglie presenti nella zona.