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Roma, muore a 13 anni colpito da proiettile mentre giocava in casa con una pistola

ROMA – È morto questa mattina, intorno alle 6, il ragazzo di 13 anni rimasto gravemente ferito alla testa da un colpo di pistola esploso accidentalmente nella serata di sabato scorso, 5 aprile.

La tragedia è avvenuta all’interno dell’abitazione della famiglia, in zona Marconi, dove il giovane stava maneggiando l’arma del fratello maggiore, regolarmente detenuta. Il ragazzino era stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo e subito sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni erano apparse da subito disperate e, nonostante gli sforzi dei medici, non ce l’ha fatta. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che coordina le indagini sull’accaduto.

Secondo una prima ricostruzione, il 13enne aveva sviluppato un interesse per le armi e, a detta dei familiari, negli ultimi tempi avrebbe imparato a smontare e rimontare la pistola guardando video tutorial su internet. Resta però ancora da chiarire la dinamica esatta dell’incidente. L’allarme era scattato attorno alle 23 di sabato sera, quando i familiari hanno chiesto soccorso dopo l’esplosione del colpo.

Lutto nel calcio: è morto Jorge Bolaño, ex centrocampista del Parma e della Colombia

Lutto nel calcio: Jorge Eladio Bolaño Correa, ex centrocampista colombiano noto in Italia per la sua militanza nel Parma e nella nazionale colombiana, è morto improvvisamente all’età di 47 anni.

Il decesso è avvenuto nella città di Cúcuta, nel nord della Colombia, dove l’ex calciatore si trovava per partecipare a una festa. Secondo quanto riportato dai media locali, sarebbe stato colpito da un infarto fulminante. Bolaño è stato un volto noto del calcio internazionale tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila.

Cresciuto nell’Atlético Junior de Barranquilla, squadra con cui era diventato un idolo, si era poi fatto conoscere anche in Europa grazie alla sua esperienza nel campionato italiano, dove ha vestito le maglie di Parma, Sampdoria, Lecce e Modena. Con la nazionale colombiana aveva partecipato ai Mondiali di Francia 1998, rappresentando il suo Paese con orgoglio e grinta a centrocampo.

A piangerlo oggi è l’intero movimento calcistico colombiano. In una nota ufficiale, la Federazione calcistica (Fcf) ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e agli affetti più cari dell’ex giocatore, definendolo “un professionista esemplare, un uomo di sport la cui eredità vivrà nella memoria collettiva del calcio colombiano”. “La sua scomparsa lascia un vuoto nei cuori di chi lo ha conosciuto e ammirato”, ha concluso la Federazione.

Teatro Nuovo: Il mistero di Angela Celentano torna in scena a Napoli, l’ultimo atto di una rassegna che scuote le coscienze

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Ultimo atto per la rassegna Napoli Fermata Mistero, in programma martedì 8 aprile 2025 alle 19 al Teatro Nuovo di Napoli, con l’illustre tema “Il caso di Angela Celentano”. Una storia avvolta nel mistero che ha fatto vibrare le corde dell’attenzione pubblica per quasi tre decenni. Era una mattina di agosto di ventinove anni fa quando Angela scomparve, poco dopo aver gustato un’insalata di riso.

**“Angela a papà, hai ancora fame? Vuoi un panino?”** Chiese. Da quel momento, il silenzio avvolse la scena e la bimba non fu mai più vista.

### Una sparizione che ha scosso l’Italia

All’età di tre anni, con gli occhi neri e un sorriso che illuminava, la piccola Angela Celentano divenne un simbolo di una delle sparizioni più enigmatiche d’Italia. La ricostruzione della sparizione avvenuta sul Monte Faito il 10 agosto 1996 chiude la rassegna con un evento che promete di essere emozionante e intenso. Saranno presenti come relatori l’avvocato della famiglia Celentano, Luigi Ferrandino, e il PM Raffaele Marino, che per anni ha seguito il caso, concentrandosi anche sulla “pista messicana”.

### Un’opportunità per la memoria

Un’occasione preziosa per ascoltare direttamente dalle voci che hanno vissuto questa vicenda e il tumulto emotivo che ha accompagnato la ricerca della piccola. La narrazione di “Il caso di Angela Celentano” è curata da Ciro Sabatino, che presenterà diverse ipotesi e piste investigative seguite dalla famiglia e dalle autorità nel corso del tempo. Questa serata al Teatro Nuovo non sarà solo un richiamo alla memoria, ma un’opportunità per riflettere su un dramma che continua a colpire i cuori di chi spera ancora in un epilogo diverso.

Marano, Izzo dopo aver ucciso il rivale ha telefonato alla ex: “E mo’ vattell’ a chiagnere”

Marano – Era tutto premeditato: conosceva il percorso del rivale in amore o meglio dell’uomo che secondo lui gli aveva soffiato la moglie. E lo aveva anche minacciato.

E dopo averlo freddato davanti alla scuola Papa Luciani di Marano stamane ha anche telefonato alla ex annunciandole ciò che aveva appena fatto: “E mo’ vattell’ a chiagnere”. Poi ha staccato la conversazione e dopo pochi minuti si è suicidato poco lontano.

Una tragica vicenda di sangue, una storia di gelosia non frenata. E’ accaduto a Marano, in via Marano-Pianura: protagonisti un uomo di 45 anni, Andrea Izzo, e il suo rivale in amore, Mirko Gargiulo, 32 anni, attuale compagno della sua ex moglie.

Subito dopo l’omicidio, Izzo si è tolto la vita, dando così all’episodio il profilo drammatico dell’omicidio-suicidio.

 L’omicidio del rivale in amore e poi la telefonata alla ex moglie

Secondo quanto emerso dalle prime indagini condotte dai carabinieri, il killer avrebbe atteso Gargiulo nei pressi di una scuola, sorprendendolo mentre si trovava a bordo della sua auto, una BMW bianca. In sella a uno scooter, Izzo avrebbe esploso almeno cinque colpi di pistola, colpendolo mortalmente.

Un’arma che, secondo testimoni, si sarebbe anche momentaneamente inceppata prima del colpo fatale. Pochi istanti dopo, Izzo avrebbe telefonato alla sua ex moglie, pronunciando una frase agghiacciante: “E mo’ vattell’ a chiagnere”, confermando di fatto il movente sentimentale del delitto.

La fuga e il suicidio

Dopo il delitto, Izzo è fuggito in direzione della zona collinare dei Camaldoli, precisamente nell’area di Montelungo, dove ha trovato rifugio in un luogo isolato. È lì che, pochi minuti dopo l’agguato, si è tolto la vita. Il suo corpo è stato rinvenuto senza vita dai carabinieri.

Precedenti minacce

La vittima, molto conosciuta nell’ambiente delle palestre napoletane, aveva già denunciato in passato Izzo per gravi minacce. Una tensione latente che si è trasformata in tragedia. Secondo fonti investigative, Izzo avrebbe tentato più volte un confronto diretto con la vittima, fino a giungere all’estrema decisione maturata probabilmente nel contesto di un’escalation di gelosia e rancore.

Le indagini sono coordinate dai carabinieri della Compagnia di Marano, guidati dal maggiore Alberto Leso, e successivamente passate sotto la competenza dei militari del Comando Provinciale di Napoli.

Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e ricostruendo nel dettaglio la dinamica e la tempistica dei fatti, cercando di comprendere fino in fondo le motivazioni che hanno spinto Izzo a compiere il duplice gesto.

Il contesto e le indagini

Il delitto è avvenuto in pieno giorno, in una zona densamente popolata e trafficata, a pochi passi da un istituto scolastico. L’episodio ha seminato il panico tra residenti, studenti e famiglie presenti nella zona.

Al teatro Acacia di Napoli l’omaggio a Mina di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista

Nella storica cornice del Teatro Acacia di Napoli, si prepara un evento musicale che promette di far vibrare le corde del cuore degli appassionati: “Le mille bolle blu”, il tributo a Mina, realizzato da Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, avrà luogo giovedì 10 aprile alle ore 20.30. Questo concerto è parte della stagione musicale dell’Associazione Alessandro Scarlatti, presieduta da Oreste De Divitiis, ed è dedicato alla canzone d’autore.

Un’icona della musica italiana

Tommaso Rossi, direttore artistico della Scarlatti, ha messo in evidenza l’importanza di Mina, affermando che “Mina è una leggenda della musica” e un’icona pop capace di unire generazioni. L’interpretazione dei brani di un’artista di tale calibro da parte di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista non può che risultare un omaggio ricercato e coinvolgente.

Un’appassionante scaletta musicale

Con l’accompagnamento di musicisti di talento come Andrea Rea (pianoforte), Daniele Sorrentino (contrabbasso) e Luigi Del Prete (batteria), il duo presenta un selezionato repertorio che include famosissimi brani di Mina, come “E se domani” e “Non gioco più”, accostati a classici della canzone italiana di artisti come Luigi Tenco e Lucio Dalla. Inoltre, non mancheranno le composizioni originali di Di Battista, rendendo il programma anche innovativo.

Un viaggio sonoro senza tempo

A sorpresa, si legge in una nota che “I brani originariamente cantati da Mina… rivelano uno stile interpretativo che si presta ancora oggi… al travaso in altri generi, in questo caso il jazz.” “Le mille bolle blu” rappresenta così un affascinante incontro di epoche e stili, promettendo di emozionare e far vibrare anche le platee più esigenti. Un appuntamento da non perdere per chi desidera vivere un’esperienza musicale unica e avvolgente nel cuore di Napoli.

Peppe Servillo e Solis String Quartet portano Carosonamente al Teatro Lendi dal 9 aprile, un evento da non perdere

Si avvicina un evento imperdibile per gli amanti della musica e della cultura napoletana: il Teatro Lendi, sotto la direzione di Francesco Scarano, chiuderà il cartellone 2024/25 con uno spettacolo in onore di Renato Carosone.

Per tre serate dal 9 all’11 aprile (ore 21), Peppe Servillo & Solis String Quartet presenteranno “Carosonamente”, un tributo all’artista che ha segnato profondamente la scena musicale di Napoli e oltre.

### Un viaggio tra i classici
Il repertorio dello spettacolo promette di incantare il pubblico con una selezione di canzoni iconiche, come **“Tu vuo’ fa l’americano”**, **“Torero”** e **“’O sarracino”**, ma non saranno dimenticati nemmeno brani meno noti come **“Tre guagliune e ‘nu mandolino”** e capolavori di grande ironia come **“Pigliate ‘na pastiglia”**. Carosone, insomma, sarà celebrato in tutte le sue sfumature, dai pezzi leggeri a quelli più nostalgici, come **“Giacca rossa ‘e russetto”** e **“T’aspetto ‘e nove”**.

### Il messaggio di inclusività
Il mondo musicale di Carosone è descritto come inclusivo: **“perché non ha paura del diverso, ma lo accoglie con ammirazione e curiosità”**. Questa visione si riflette non solo nei suoi arrangiamenti, ma anche nelle storie che racconta, che oscillano tra verità e folklore popolare. Con un legame profondo con la sua terra, Carosone ha innovato un genere facendolo entrare, per la prima volta, nelle abitazioni degli italiani attraverso la televisione. Peppe Servillo, a proposito dell’eredità di Carosone, ha affermato: **“Si ride con le canzoni, ma non solo. Renato ci commuove, si commuove guardando con carezzevole ironia i suoi toreri, sarracini, americani”**. Così, il pubblico è invitato a seguire questo viaggio musicale, sperimentando l’emozione di divertirsi e riflettere.

### Dettagli e biglietti
I biglietti per “Carosonamente” sono già disponibili presso il botteghino del Teatro Lendi, aperto dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 20:30, e online sul sito etes.it. Un’opportunità da non perdere per immergersi in un’esperienza che promette di essere tanto emozionante quanto coinvolgente.

Coro di Napoli diretto da Carlo Morelli travolge il Canada con la sua musica emozionante

È stato un vero e proprio trionfo per il coro That’s Napoli Live Show, che ha fatto il suo ingresso trionfale sul palcoscenico del Leonardo Da Vinci Centre di Montréal. Con una platea sold out, il gruppo diretto dal maestro Carlo Morelli ha offerto uno spettacolo di oltre due ore, catturando l’anima del pubblico canadese con reinterpretazioni audaci di brani iconici.

H3: Un repertorio coinvolgente

La scaletta ha incluso mash up che hanno fatto battere il cuore dei presenti: una fusione energica tra **“Tammurriata Nera”** e **“Eye of the tiger”** dei Survivor, un mix travolgente di **“’O surdato innamorato”** e **“Roxanne”** dei Police, e un incrocio imperdibile tra **“Comme facette mammeta”** e **“Hit the road Jack!”** di Ray Charles. Il pubblico ha poi danzato con **“’O Sarracino”** e **“I will survive”** di Gloria Gaynor, senza dimenticare **“Reginella”**, **“I want to break free”** dei Queen e **“Dancing Queen”** degli Abba. Infine, il coinvolgente finale è stato affidato a **“Luna rossa”** e **“Mas que nada”** di Sergio Mendes, che hanno concluso la serata in maniera esplosiva.

H3: La reazione del pubblico

La standing ovation è stata palpabile e, tra gli spettatori in piedi ad applaudire, si è distinto il direttore generale del Leonardo Da Vinci Centre, Pat Buttino. La sua entusiasta approvazione ha confermato l’ottima riuscita della serata, frutto della sinergia tra la produzione di Alatere Consultancy LLC e l’abilità di Morelli nel conquistare il pubblico.

H3: La missione di Carlo Morelli

In un’uscita post-spettacolo, il maestro Carlo Morelli ha condiviso la sua visione: **“La mia volontà è diffondere la cultura napoletana nel mondo. Questa del Canada è stata una bella esperienza”**. La sfida di confrontarsi con un pubblico estero non è mai semplice, ma il coro ha dimostrato di avere una straordinaria capacità di attrarre e conquistare ascoltatori di diverse nazionalità.

Infine, dopo la debacle canadese, Carlo Morelli si prepara per le prove dello spettacolo That’s Napoli Live Show, che debutterà al Teatro Augusteo dal 25 Aprile al 4 Maggio. La tradizione napoletana è pronta a continuare il suo viaggio trionfale, questa volta sul palcoscenico di casa.

L’illuminante intreccio di Vincenzo D. Esposito svela misteri in libreria da ScottoJonno

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Il ritorno di un medico e autore di fama con un’opera che promette di sconvolgere le convenzioni. Vincenzo D. Esposito torna in libreria con “Siamo quanti di luce”, un libro che si preannuncia come un vero e proprio manifesto della biologia quantistica. La presentazione avrà luogo martedì 8 aprile alle ore 18:00 presso la raffinatezza di ScottoJonno, nel cuore della Galleria Principe di Napoli.

L’evento, curato culturalmente da Alessandro Polidoro, vedrà la partecipazione della giornalista Tiuna Notarbartolo e della stessa Giulia Giannini per Giannini Editore, creando un’occasione imperdibile per gli appassionati del tema.

Un’esplorazione della biologia quantistica

Nel suo nuovo testo, Esposito si addentra negli intricati legami tra biologia, medicina e fisica quantistica, ampliando le intuizioni già espresse in opere precedenti come “L’Uomo elettromagnetico”. L’autore afferma che **“il sole è elettrico, la terra magnetica, noi, al centro siamo elettromagnetici”**. Una metafora potente per illustrare come, secondo la sua ricerca, le malattie si manifesterebbero prima nel campo magnetico, lasciando intendere che anticipare tali segnali potrebbe ridurre l’impatto delle patologie sul corpo fisico. La biologia e la medicina quantistica sono presentate da Esposito come scienze capaci di gettare luce su meccanismi vitali, considerati dalla scienza tradizionale come mere coincidenze.

La carriera medica di Esposito

Con un percorso professionale straordinario, Vincenzo D. Esposito ha servito come medico chirurgo in alcuni degli ospedali più prestigiosi di Napoli, incluso il Policlinico Universitario, dove ha praticato in vari ambiti, dall’anestesia alla rianimazione e alla cardiochirurgia pediatrica. Attivo dal 1979 come medico di medicina generale, ha ampliato le sue competenze in psicologia clinica, osteopatia e medicina integrata. Oggi, libero professionista, è specializzato in medicina generale omeopatica, biopsicosomatica e biorisonanza, trattando una vasta gamma di pazienti da tutta Italia. La sua bibliografia include opere significative, come “L’uomo elettromagnetico” e “Le vibrazioni della buona salute”. Per Giannini Editore, ha anche pubblicato “Vaccinologia innata”, un contributo notevole al dibattito contemporaneo sulla salute e il benessere.

La presentazione di “Siamo quanti di luce” si preannuncia non solo come un evento culturale, ma anche come un’opportunità per rappresentare e discutere le nuove frontiere della medicina e della comprensione dell’essere umano, catturando l’interesse di un pubblico sempre più curioso e aperto a nuove scoperte.

Domani 8 aprile, L’arte ti svela nell’ambito di Affido Culturale per promuovere un museo che include la comunità

Il progetto Affido Culturale continua a sorprendere, con nuove iniziative che promettono di ridefinire il ruolo dei musei nella società. Attivo dal 2020, questo modello innovativo si espande ulteriormente, aspirando a coinvolgere famiglie e minori in esperienze culturali che vanno ben oltre gli stereotipi tradizionali.

Il Museo come Spazio di Inclusione

Il Pio Monte della Misericordia, capofila del progetto, si lancia in una fase di sperimentazione che cambia radicalmente la percezione del museo, proponendolo non solo come un contenitore di opere d’arte, “ma come uno spazio di relazione e inclusione”, in grado di generare benessere individuale e coesione collettiva. In questo contesto, un ciclo di incontri intitolato “L’Arte ti svela!” sarà al centro dell’attenzione, portando i partecipanti a esplorare il potere espressivo dell’arte.

Un Percorso Esperienziale Unico

Con una programmazione ben definita, gli incontri si svolgeranno l’8 aprile, il 13, il 21 e il 27 maggio 2025. Questi appuntamenti presenteranno un mix esplosivo di attività di gruppo e momenti di approfondimento museale, dove i minori dell’Istituto Comprensivo “Eduardo De Filippo” di Ponticelli potranno finalmente scoprire i propri talenti nascosti. La suddivisione in due fasi — una laboratoriale e una museale — permette di ampliare l’esperienza, così che le opere d’arte diventino strumenti per leggere e comprendere una varietà di esperienze, sia personali che collettive.

Un Nuovo Orizzonte per il Cambiamento Sociale

Con questa iniziativa, il Pio Monte della Misericordia si riconferma come un attore chiave nel panorama del cambiamento sociale e culturale. Il suo impegno nella costruzione di un sistema museale integrato, “in dialogo costante con il territorio e le comunità educanti”, dimostra come sia possibile aggiornare il modello di partecipazione culturale, rendendo l’arte accessibile e significativa per tutti.

Arriva a Napoli Quattrozampeinfiera: un weekend tutto dedicato agli animali alla Mostra d’Oltremare

NAPOLI – Amanti degli animali, segnate in agenda: sabato 12 e domenica 13 aprile la Mostra d’Oltremare si trasformerà in un vero e proprio paradiso per cani, gatti e i loro compagni umani.

Torna in città Quattrozampeinfiera, l’evento più atteso in Italia dedicato al mondo pet, tra divertimento, formazione, spettacolo e tenerezza. Per due giorni, migliaia di visitatori tra famiglie, curiosi e appassionati potranno immergersi in un universo interamente pensato per il benessere e il divertimento degli animali da compagnia.

L’iniziativa offrirà l’occasione di partecipare a dimostrazioni, attività sportive, sessioni educative e momenti di relax, creando un ponte tra chi vive con gli animali e chi desidera saperne di più sul loro mondo. Grande spazio sarà riservato all’educazione cinofila, con esperti ed educatori pronti a fornire consigli su come instaurare un rapporto più profondo e consapevole con il proprio cane, affrontando insieme le sfide della quotidianità.

Dalla convivenza in casa ai viaggi, dalla gestione dello stress alla cura del benessere, ogni aspetto sarà trattato con attenzione e competenza. E per chi vuole regalare al proprio amico peloso una coccola speciale, debutterà quest’anno la SPA firmata Zoomiguana: un’area relax dove farsi coccolare da veri professionisti, tra trattamenti esclusivi e cure personalizzate.

Il weekend sarà animato anche da tante attività sportive e di intrattenimento. Rally O, Dog Agility, Obedience, Ricerca Olfattiva, Acquadog e Pet Therapy coinvolgeranno cani e padroni in percorsi divertenti e stimolanti, mentre le Puppy Class saranno pensate per i più piccoli, offrendo momenti di gioco e socializzazione.

Non mancherà nemmeno l’angolo fashion, con la sfilata Pet à Porter, dove gli amici a quattro zampe sfoggeranno cappottini, borse e accessori all’ultima moda. Tra le novità più curiose di questa edizione anche l’“Aperitivo a sei zampe”, un momento conviviale a bordo del laghetto Fasilides, dove umani e animali potranno gustare snack e drink gourmet, studiati appositamente per i palati a quattro zampe.

Attenzione, come sempre, anche al comfort. L’Area Pit Stop garantirà zone di ristoro e abbeveratoi innovativi, mentre la Casa Pet by The Had Human Animal Design offrirà ispirazione per rendere gli spazi domestici ancora più accoglienti e funzionali per i nostri compagni animali. Quattrozampeinfiera sarà aperta al pubblico dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle ore 18. L’ingresso è gratuito per bambini fino a 10 anni (non compiuti), cani e gatti. Una festa pensata per tutta la famiglia, dove l’amore per gli animali sarà protagonista assoluto.

Gol di Thuram, esplode la bufera social: il dubbio tocco di mano accende le polemiche

Un gol che doveva chiudere la partita ha invece riaperto il dibattito, scatenando una vera e propria bufera sui social: Marcus Thuram, attaccante dell’Inter, è finito al centro delle polemiche per la rete del momentaneo 0-2 nella sfida contro il Parma, valida per la 31ª giornata di Serie A.

Un episodio che, tra moviola, frame rallentati e sospetti, ha infiammato il post partita e sollevato l’ennesimo polverone sulla regolarità del campionato. Il caso nasce al Tardini, dove l’Inter sembrava lanciata verso una vittoria tranquilla. Al termine di un’azione confusa, Thuram devia in rete un cross dalla sinistra.

Il gesto tecnico, tutt’altro che pulito, ha subito attirato l’attenzione per la traiettoria anomala del pallone, tanto da far sospettare un tocco di braccio. Le immagini televisive non hanno fornito una risposta definitiva, lasciando aperta la discussione. L’ex arbitro Luca Marelli, oggi moviolista per DAZN, ha riconosciuto la possibilità di un leggerissimo tocco con l’arto superiore, ricordando che la regola vieta espressamente di segnare dopo un contatto, anche involontario, con il braccio.

Tuttavia, l’assenza di una prova video inequivocabile ha portato il VAR a non intervenire, lasciando valida la decisione di campo. A quel punto, a infiammare gli animi ci ha pensato il mondo dei social. In particolare, i tifosi del Napoli hanno denunciato un presunto torto, parlando apertamente di “campionato falsato” e postando fotogrammi e zoom in cui il tocco di mano sembra evidente, almeno secondo la loro ricostruzione.

Ad alimentare ulteriormente il clima di sospetto è spuntato anche un video amatoriale in cui si vede Thuram rivolgersi a un compagno con una frase che suona come una mezza ammissione: “Fallo di mano?”, dice, prima di accennare una smorfia poco convincente. Nonostante il caos, il gol è stato confermato e l’Inter ha proseguito la gara, chiusa poi sul 2-2. Ma l’episodio ha lasciato dietro di sé una lunga scia di polemiche.

San Nicola la Strada, coppia ruba centinaia di tavolette di cioccolato da supermercato: denunciati

SAN NICOLA LA STRADA (CE) – Una coppia di cittadini georgiani è stata sorpresa dai carabinieri dopo aver rubato centinaia di tavolette di cioccolato da un supermercato di Viale Carlo III di Borbone, alle porte di Caserta.

Il valore complessivo della merce sottratta ammonta a circa 360 euro. L’episodio è avvenuto nella serata di ieri, quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, in servizio di pattugliamento nella zona, hanno notato i due sospetti uscire furtivamente dal supermercato con in spalla due zaini voluminosi.

Alla vista della pattuglia, la coppia ha cercato di allontanarsi rapidamente a bordo della propria auto, ma è stata immediatamente bloccata dai carabinieri, che hanno sbarrato loro la strada con la “gazzella” a lampeggianti accesi. L’uomo, 36 anni, già noto alle forze dell’ordine, e la donna, 31 anni, sono apparsi da subito nervosi e insofferenti al controllo.

Quando i militari hanno ispezionato gli zaini, hanno trovato all’interno un’ingente quantità di cioccolato, di varia marca e tipologia. Nessuno dei due è stato in grado di fornire una spiegazione plausibile sulla provenienza della merce, né ha potuto esibire scontrini che ne attestassero l’acquisto.

La visione delle immagini di videosorveglianza del supermercato ha confermato i sospetti: la coppia era stata ripresa mentre sottraeva la merce dagli scaffali e superava le casse senza pagarla. Al termine delle procedure di identificazione e dopo la ricostruzione dei fatti, i due sono stati denunciati in stato di libertà con l’accusa di furto aggravato in concorso. La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita al responsabile del punto vendita.

Via Boccaccio, al via la riqualificazione: progetto da 4,6 milioni per restituire decoro a Posillipo

La Giunta comunale di Napoli ha dato il via libera al progetto esecutivo per la riqualificazione di via Boccaccio, una delle arterie storiche di Posillipo, tra le zone più affascinanti e delicate della città.

L’intervento, atteso da anni dai residenti, prevede una spesa complessiva di 4,6 milioni di euro e si inserisce in un programma più ampio messo in campo dall’Amministrazione per migliorare vivibilità, decoro urbano e qualità degli spazi pubblici della collina. I lavori, che dureranno circa dodici mesi, saranno affidati attraverso una gara pubblica che sarà bandita entro la fine di aprile.

Il progetto è sostenuto da due principali canali di finanziamento: i lavori stradali, che comprendono il rifacimento del capostrada e dei marciapiedi, saranno finanziati attraverso un mutuo attivo presso la Banca Europea degli Investimenti, mentre l’intervento sulla componente verde – con la ripiantumazione degli alberi – rientra in un programma della Città Metropolitana di Napoli.

“Siamo di fronte a uno degli interventi più attesi per Posillipo,” ha commentato il sindaco Gaetano Manfredi. “Riqualificare via Boccaccio significa restituire valore a un luogo simbolico della città e migliorarne la fruibilità quotidiana.” Gli assessori alla Mobilità e al Verde hanno sottolineato come i lavori si inseriscano in un disegno integrato di rigenerazione urbana, che ha già coinvolto via Orazio e via Petrarca, e che punta a superare progressivamente il degrado che per anni ha interessato la zona.

L’intervento su via Boccaccio rappresenta, in particolare, l’inizio di un percorso più strutturato dedicato alla riqualificazione delle strade alberate, portato avanti in sinergia con gli organi preposti alla tutela del paesaggio. Nel dettaglio, il progetto prevede il rifacimento completo della pavimentazione stradale, con la rimozione dei vecchi strati di asfalto, la sistemazione dei chiusini e delle caditoie, la pulizia delle condutture per lo smaltimento delle acque piovane e il rinnovo della segnaletica.

Anche i marciapiedi saranno completamente riqualificati, con una nuova configurazione altimetrica, la posa di pavimentazione in porfido, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la manutenzione dei parapetti in pietra e l’adeguamento dell’illuminazione pubblica.

Una particolare attenzione sarà riservata al verde urbano: verranno infatti rimossi i pini attualmente presenti, spesso fonte di problemi strutturali, e sostituiti con un nuovo filare di lecci – 84 in totale – che saranno piantati su entrambi i lati della strada, contribuendo a ridefinire l’identità paesaggistica dell’area.

Addio a Roberto De Simone, il sindaco Manfredi: “Napoli perde un faro culturale, lo ricorderemo come merita”

Napoli piange la scomparsa di Roberto De Simone, maestro indiscusso della cultura partenopea e figura simbolo del dialogo tra tradizione e innovazione: a rendere omaggio alla sua memoria è il sindaco della città, Gaetano Manfredi, che ha espresso profondo cordoglio a nome dell’intera amministrazione.

“Siamo profondamente addolorati per la morte del maestro Roberto De Simone. Napoli perde un riferimento culturale che ha saputo portare nei decenni la nostra città in giro per il mondo, coniugando le antiche tradizioni con una straordinaria attitudine innovativa”, ha dichiarato Manfredi.

Il legame tra il Comune e De Simone è stato forte e costante nel tempo, come ricordato dallo stesso primo cittadino: “A De Simone eravamo strettamente legati, consapevoli della sua grandezza artistica. Per i suoi 90 anni, durante i festeggiamenti di Capodanno, a San Domenico Maggiore gli dedicammo un omaggio nell’ambito del progetto ‘Napoli Città della Musica’.”

Un tributo particolarmente sentito fu il concerto Natale a Napoli alla Corte di Carlo di Borbone”, realizzato dall’orchestra La Nuova Polifonia diretta da Alessandro De Simone, con il coro Ensemble Vocale di Napoli. “Un momento molto emozionante”, lo definisce Manfredi, sottolineando l’intensità di quell’esperienza.

Il sindaco ha inoltre annunciato che il ricordo del maestro sarà parte integrante delle celebrazioni culturali future: “Napoli e l’Amministrazione comunale ricorderanno De Simone come merita, per il suo apporto alla cultura italiana e internazionale. Nell’ambito dei festeggiamenti per i 2500 anni della città, avevamo già previsto una mostra al Teatro di San Carlo per ripercorrere la sua produzione.”

Boniek: “Inter da finale di Champions. Ma in Serie A il Napoli merita un applauso: Conte fa la differenza”

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Zibì Boniek, ex attaccante di Juventus e Roma e attuale vicepresidente UEFA, si è espresso con parole di grande fiducia nei confronti dell’Inter e del Napoli durante un intervento a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.

Parlando del cammino europeo dei nerazzurri, Boniek non ha dubbi: “Se l’Inter può arrivare in fondo in Champions? Ha tutte le carte in regola. Se stanno tutti bene, può giocarsela alla pari con chiunque.” Una dichiarazione che conferma il rispetto e la considerazione internazionale per la squadra di Inzaghi, sempre più protagonista anche fuori dai confini italiani. Ma è sul fronte del campionato che arriva l’elogio più inaspettato, diretto a una squadra e a un tecnico capaci di sorprendere: “Bisogna fare un applauso al Napoli e a Conte per tenere vivo questo campionato. Conte è una garanzia: riesce sempre a trasmettere un’incredibile voglia di arrivare fino in fondo.”

Boniek si sofferma anche sulla classifica e sugli scenari di vertice: “Vediamo cosa combina stasera. Se vince, va a -1 dall’Inter, che avrà tanti impegni tra coppe e campionato.” E se l’organico dei partenopei non è il più attrezzato della Serie A, per Boniek il merito va tutto alla guida tecnica: “Ci sono squadre con un organico superiore al Napoli, diciamoci la verità. Ma nessuno ha la costanza del Napoli, ed è merito di Conte.”

Marano, uccide il presunto amante della moglie e poi si suicida

Marano di Napoli – Un dramma passionale si è consumato oggi in via Marano-Pianura, a pochi passi dalla scuola paritaria Papa Luciani, nella zona collinare dei Camaldoli.

Un uomo, Milco Gargiulo, è stato freddato a colpi di pistola mentre era al volante della sua BMW bianca. Poco distante, il suo presunto assassino, Andrea Izzo, è stato trovato morto, suicida. Un duplice omicidio che ha gettato nel panico famiglie e insegnanti della scuola vicina.

La sparatoria: terrore a pochi metri dalle aule

I primi spari sono risuonati poco dopo la rotonda di Città Giardino, in un’area trafficata e frequentata. Secondo le ricostruzioni, Gargiulo è stato raggiunto da almeno cinque proiettili mentre era in auto.

L’assalitore, in sella a uno scooter, avrebbe esploso due colpi iniziali, ma l’arma si sarebbe inceppata. Gargiulo, nel tentativo di sfuggire, lo avrebbe tamponato con la vettura. Poco dopo, però, l’aggressore è tornato all’attacco, sparando nuovamente e centrando in pieno la vittima.

Il traffico è andato in tilt, mentre polizia e carabinieri hanno preso il controllo della zona, vicinissima all’istituto scolastico. Alcuni testimoni hanno raccontato scene di panico, con genitori e alunni in allarme per gli spari uditi nelle vicinanze.

La pista passionale: tradimento e vendetta

Le indagini puntano verso un movente sentimentale. Andrea Izzo, il suicida, sarebbe stato marito di una donna con cui Gargiulo aveva una relazione. Un triangolo amoroso finito in tragedia. Dopo aver ucciso il rivale, Izzo si sarebbe tolto la vita poco distante, lasciando una scia di sangue e domande.

Non ci sono legami con la criminalità organizzata, ma solo un gesto estremo dettato dalla gelosia. Un delitto che ha sconvolto la comunità, trasformando una normale giornata in un incubo a due passi da una scuola.

Due vite spezzate, una storia d’amore diventata una strage. Le forze dell’ordine stanno ora ricostruendo ogni dettaglio, mentre Marano piange le sue vittime.

Campi Flegrei, scossa di magnitudo 2.4 alle 9.43

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.4 è stata registrata questa mattina, 7 aprile 2025, alle ore 9:43, nell’area dei Campi Flegrei, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Il sisma, avvenuto a una profondità di 2,6 chilometri, ha avuto il suo epicentro localizzato tra le località di Agnano e Astroni, in prossimità della zona della Solfatara, nota per la sua attività geotermica.
Non si tratta di un evento isolato: nelle ore precedenti, tra la notte appena trascorsa e l’alba, altre tre scosse di minore intensità, con magnitudo compresa tra 1.2 e 1.4, avevano già fatto tremare il territorio flegreo.
Dopo un periodo di relativa calma, che aveva forse illuso i residenti di una tregua dall’attività sismica, la terra è tornata a farsi sentire, riaccendendo timori e preoccupazioni in una delle aree vulcaniche più monitorate d’Italia.
La scossa di questa mattina, pur non essendo di elevata magnitudo, è stata distintamente percepita non solo nell’intera area dei Campi Flegrei, ma anche in alcuni quartieri limitrofi di Napoli, come Fuorigrotta e Bagnoli, dove diversi cittadini hanno segnalato lievi vibrazioni e un senso di inquietudine.
Al momento non risultano danni a cose o persone, ma l’evento ha inevitabilmente riportato l’attenzione sulla fragilità di un territorio che vive da sempre in simbiosi con il suo sottosuolo inquieto.
 Gli studiosi continuano a monitorare la situazione per valutare se questi episodi rappresentino un segnale di un’evoluzione nell’attività del supervulcano o rientrino nella normale dinamica geologica della zona.
Intanto, tra la popolazione cresce l’attesa di aggiornamenti ufficiali, mentre si cerca di convivere con una terra che non smette di ricordare la sua natura viva e imprevedibile.

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Marano, due persone uccise per motivi di gelosia

Napoli– Due uomini sono stati trovati senza vita questa mattina tra Marano di Napoli e la zona dei Camaldoli. Dietro il duplice omicidio potrebbe celarsi un movente passionale legato a motivi di gelosia. È questa una delle ipotesi al vaglio degli investigatori.

Il primo corpo è stato rinvenuto all’interno di un’auto parcheggiata in via Marano-Pianura, all’altezza del civico 181, nel comune di Marano di Napoli, a poca distanza da una scuola. L’uomo, ancora in fase di identificazione, è stato freddato con diversi colpi d’arma da fuoco esplosi a bruciapelo.

Poco dopo, in strada comunale Montelungo, nell’area collinare dei Camaldoli, è stato scoperto il secondo cadavere, riverso sull’asfalto. Anche in questo caso, le modalità dell’omicidio lasciano pochi dubbi sull’efferatezza dell’agguato.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno immediatamente avviato i rilievi e le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento, tra le piste seguite dagli inquirenti, c’è quella che collega i due episodi, avvenuti a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro e nel giro di poche ore.

I militari dell’Arma non escludono che si tratti di un regolamento di conti personale, maturato in un contesto sentimentale, ma restano aperti anche altri scenari. In corso l’analisi delle telecamere di sorveglianza della zona e l’ascolto di eventuali testimoni.

Morto il maestro Roberto De Simone

Napoli in lutto per la scomparsa del Maestro Roberto De Simone. Il celebre musicologo, compositore, regista e antropologo si è spento all’età di 91 anni, lasciando un vuoto incolmabile nella cultura italiana.

Malato da tempo, De Simone è morto nella sua casa napoletana, circondato dai familiari: la sorella Giovanna, il nipote Alessandro (musicista e docente al conservatorio San Pietro a Majella),  e pochi affetti intimi.

Con la sua morte, si chiude un’epoca. De Simone è stato un faro della cultura napoletana, figura centrale del Novecento e degli inizi del nuovo millennio. Fondatore nel 1967 della Nuova Compagnia di Canto Popolare, ha riportato alla luce la forza espressiva della tradizione musicale partenopea e meridionale, con uno stile colto, teatrale e antropologico.

Direttore artistico del Teatro di San Carlo dal 1981 al 1987 e direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella tra il 1995 e il 1999, il maestro ha attraversato i linguaggi musicali con rigore accademico e passione popolare.

Ha riscoperto e rilanciato opere dimenticate del Settecento napoletano, mettendole in scena con visioni innovative e un profondo rispetto per le radici.

Tra i suoi capolavori più noti “La Gatta Cenerentola”, opera seminale che ha segnato la rinascita del teatro musicale popolare negli anni ’70, e poi “L’Opera Buffa del Giovedì Santo”, “Masaniello”, “Mistero Napolitano”, “La Festa di Piedigrotta”. In ambito più strettamente musicale, restano memorabili composizioni come il “Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini”, la cantata “Populorum Progressio”, e la “Lauda Intorno allo Stabat”.

Ma De Simone è stato anche autore di spettacoli memorabili per il Teatro di San Carlo: dalla “Festa Teatrale” per i 250 anni del Massimo napoletano allo struggente “Stabat Mater” con la voce di Irene Papas, fino a “Eleonora”, opera dedicata alla rivoluzione napoletana del 1799, con Vanessa Redgrave nel ruolo di Eleonora Pimentel Fonseca.

Ha lavorato con alcuni dei più grandi direttori d’orchestra, tra cui Riccardo Muti, e portato in scena le sue visioni tra la Scala, il San Carlo e i più prestigiosi teatri italiani ed europei. Sempre con uno sguardo attento al teatro colto e popolare, capace di parlare a tutti, facendo vibrare le corde dell’identità meridionale e universale insieme.

La cultura italiana e internazionale perde una delle sue voci più autorevoli, creative e profonde. Un maestro vero, capace di far dialogare la memoria del passato con la modernità, il sacro con il profano, la raffinatezza con l’emozione del popolo. Con lui, Napoli perde uno dei suoi figli più illuminati. Ma la sua eredità continuerà a vivere nella musica, nel teatro, nei libri e nei cuori di chi ha saputo ascoltarlo.