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Napoli, evade dai domiciliari: inseguito e arrestato in piazza Nolana

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Napoli – Un 33enne di nazionalità nigeriana è stato arrestato ieri sera dalla Polizia di Stato in Piazza Nolana per evasione dagli arresti domiciliari.

L’uomo, con precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, è stato notato dagli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato durante un pattugliamento.

Alla vista dei poliziotti, il 33enne ha tentato di allontanarsi per evitare il controllo, ma è stato prontamente raggiunto e identificato. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Arrestato sul posto, è stato trasferito in custodia per rispondere dell’accusa di evasione. Le autorità proseguono le indagini per verificare ulteriori violazioni.

Napoli, l’assessore Cosenza: “Nel 2026-2027 il Maradona avrà 65mila posti”

Il progetto di ampliamento dello stadio Diego Armando Maradona entra ufficialmente nella programmazione del Comune di Napoli. Lo ha annunciato l’assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile, Edoardo Cosenza, intervenuto ai microfoni di Stile TV, durante la trasmissione “Salite sulla giostra” condotta da Raffaele Auriemma.

“È stato approvato in Consiglio comunale un emendamento presentato dal consigliere Simeone – ha spiegato Cosenza – che prevede la progettazione e il ripristino del terzo anello dello stadio. Un intervento importante, già inserito nella programmazione dell’amministrazione comunale.

A breve ci sarà una delibera per bandire la gara relativa alla progettazione. Contiamo di avere il progetto esecutivo pronto entro la fine dell’anno, così da avviare i lavori nel 2026”.

Il ripristino del terzo anello porterà un aumento della capienza dell’impianto di Fuorigrotta: “Si tratta di circa 10mila posti in più – ha proseguito Cosenza – con l’obiettivo di arrivare a 65mila spettatori disponibili per la stagione 2026-2027. È un primo passo fondamentale per ogni futura ristrutturazione dello stadio, anche se per ora non ci sono altri interventi in programma”.

L’assessore ha poi chiarito che il Comune preferisce, almeno in questa fase, gestire in autonomia il finanziamento dei lavori, pur riconoscendo la disponibilità mostrata dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, a contribuire economicamente.

Infine, Cosenza ha aggiunto: “Nel momento in cui si dovesse procedere con una ristrutturazione più ampia, come l’avvicinamento del pubblico al campo, sarà inevitabile rendere inagibile temporaneamente il primo anello”.

Benevento, smantellata rete di truffatori: cinque denunciati 

Benevento – I carabinieri della Stazione di Ponte, in provincia di Benevento, hanno portato a termine un’operazione che ha smascherato cinque truffatori, denunciati per una serie di raggiri ai danni di cittadini ignari.

Le indagini, condotte con l’ausilio di tecnologie informatiche e analisi dei flussi finanziari, hanno permesso di ricostruire tre distinti episodi di frode, accomunati dall’uso di piattaforme digitali per ingannare le vittime.

Nel primo caso, due individui di origini toscane sono stati denunciati per una truffa orchestrata su una nota piattaforma social, molto popolare tra i giovani. I due pubblicizzavano un servizio di noleggio auto a prezzi vantaggiosi, convincendo una vittima a versare un acconto per prenotare un veicolo.

Dopo il pagamento, però, l’auto non è mai stata consegnata e i contatti con i presunti noleggiatori si sono interrotti. Grazie alla meticolosa attività investigativa, i carabinieri hanno identificato i responsabili, ora deferiti all’Autorità giudiziaria.

In un secondo episodio, un 49enne siciliano è stato denunciato per aver raggirato il titolare di un bed & breakfast locale. L’uomo, dopo aver prenotato una camera, ha inviato un sms con un link che simulava il pagamento della somma concordata.

Cliccando sul link, il gestore ha inconsapevolmente autorizzato una transazione P2P (person-to-person), subendo un addebito sulla propria carta prepagata. La tracciabilità digitale dell’operazione ha permesso ai militari di risalire al truffatore.

Infine, un uomo napoletano è stato denunciato per una frode legata alla vendita online di un motore d’auto. Dopo aver ricevuto il pagamento tramite bonifico bancario, il venditore non ha mai consegnato la merce.

Anche in questo caso, l’intervento rapido dei carabinieri ha permesso di identificare il responsabile e smascherare il sistema fraudolento.
Le denunce rappresentano un segnale chiaro contro i reati informatici, sempre più frequenti. I carabinieri di Ponte proseguono le attività di monitoraggio per contrastare le truffe online e tutelare i cittadini, invitando a prestare massima attenzione nelle transazioni digitali.

Nola, tenta di dare fuoco ad un poliziotto durante una demolizione

Nola – Un episodio di estrema violenza ha segnato le operazioni di demolizione di un immobile abusivo a Nola. La Polizia di Stato ha arrestato un 53enne napoletano per lesioni personali, minacce e resistenza a pubblico ufficiale, dopo che l’uomo ha tentato di dare fuoco a un agente lanciandogli addosso una tanica di benzina.

Nella mattinata di ieri, una squadra composta da agenti del Commissariato di Nola, Polizia Municipale e tecnici comunali era impegnata nelle operazioni di sgombero e demolizione di un edificio abbandonato, già occupato abusivamente.

A un certo punto, il 53enne – ex occupante illegale di uno degli appartamenti – è apparso sul posto con veementi proteste, cercando di bloccare i lavori.

Nonostante i tentativi degli agenti di calmare la situazione, l’uomo è riuscito a entrare nell’edificio. Ha afferrato una tanica di benzina  e l’ha lanciata contro un poliziotto, minacciando di accendere il liquido con un accendino.

Dopo il gesto, il 53enne ha tentato di scappare da una finestra, ma è stato immediatamente bloccato dagli agenti e tratto in arresto.

L’uomo dovrà rispondere di lesioni personali, minacce aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e tentato incendio.L’uomo è stato portato nel carcere di Poggioreale in attesa del rito direttissimo.

Steriline debutta a Pharmintech con un proprio stand

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PharmintechSteriline consolida la propria posizione nel panorama italiano del processing farmaceutico, presentandosi come un partner strategico per le soluzioni di riempimento e confezionamento asettico ad alta innovazione tecnologica. All’evento l’azienda era presente con una soluzione compatta e integrata che unisce robotica avanzata, levitazione magnetica e sistemi di isolamento evoluti per applicazioni ad alta criticità.

Una vetrina strategica nel cuore della fiera dedicata all’industria LifeScience

L’edizione 2025 di Pharmintech si è conclusa lo scorso 30 maggio, registrando la partecipazione di oltre 1.300 espositori provenienti da 28 Paesi. Il 38% delle presenze è stato rappresentato da operatori internazionali, con una forte affluenza da Germania, Turchia, Olanda, Francia e Cina. Distribuita su 8 padiglioni per oltre 60.000 m² netti, la manifestazione ha offerto una panoramica completa sulle soluzioni più evolute nei campi del packaging e del processing farmaceutico, confermandosi piattaforma di riferimento per l’innovazione tecnologica nel settore.

In questo contesto di alto profilo, Steriline si è distinta presentando la RVFCM11-S, una macchina compatta e altamente tecnologica che integra soluzioni di robotica avanzata, levitazione magnetica e sistemi di isolamento, suscitando notevole interesse tra gli operatori del comparto.

Specializzata nella progettazione e produzione di linee complete per il confezionamento asettico di farmaci iniettabili e oftalmici, Steriline ha scelto Pharmintech per rafforzare la propria visibilità e competitività sul mercato italiano, ritenuto cruciale per i futuri piani di sviluppo.

Come dichiarato da Ilaria Fumagalli, CEO dell’azienda: “Consideriamo questa fiera molto importante per il nostro sviluppo nazionale”.

RVFCM11-S: compattezza e tecnologia per terapie avanzate 

Al centro dell’esposizione (Hall 2, Stand B17), la macchina RVFCM11-S ha catalizzato l’attenzione dei visitatori. Si tratta di una soluzione integrata per il confezionamento primario, progettata per rispondere alle esigenze delle terapie geniche e cellulari, dove precisione, contenimento e flessibilità operativa sono requisiti imprescindibili.

Nonostante le dimensioni ridotte (2,25 x 1,65 m), il sistema incorpora una combinazione di tecnologie all’avanguardia:

  • Trasporto a levitazione magnetica, per eliminare il contatto meccanico e ridurre la generazione di particolato
  • Isolamento a doppia parete, per una maggiore barriera al rischio microbiologico
  • Robot antropomorfi Stäubli Stericlean, per una movimentazione sterile e ad alta precisione.

Tecnologia a zero contatto per un processo interamente automatizzato

La macchina opera con una testa singola di riempimento, collegata a una pompa peristaltica di elevata accuratezza, affiancata da moduli dedicati alla tappatura e ghieratura. L’assenza di contatto vetro-vetro, ottenuta attraverso la movimentazione robotica e la levitazione, garantisce un processo a rischio minimo di contaminazione e danni meccanici.

Il ciclo operativo parte da una stazione di debagging manuale. I contenitori vengono quindi processati in modo univoco: prelievo, riempimento, chiusura e ghieratura sono monitorati tramite sistemi di visione integrati. Un modulo di pesatura in-linea assicura la conformità volumetrica del dosaggio, in linea con la filosofia di processo “zero sprechi”, tesa a massimizzare l’efficienza e ridurre al minimo le perdite di prodotto.

Uno dei principali vantaggi competitivi della RVFCM11-S è la ridotta tempistica di ciclo di decontaminazione, ottenuta mediante tecnologia VHP (perossido di idrogeno vaporizzato). Ciò la rende particolarmente adatta per lotti di produzione limitati e frequenti cambi di prodotto.  Il sistema di isolamento a doppia barriera consente di minimizzare il rischio di contaminazione, migliorando al contempo la sicurezza dell’operatore e dell’ambiente di lavoro.

Un player europeo a vocazione globale

Fondata nel 1989 nel distretto comasco, Steriline ha mantenuto nel tempo il proprio quartier generale e i propri impianti produttivi in Italia, espandendosi progressivamente anche a livello internazionale. Oggi è presente in oltre 50 Paesi con un parco macchinari installato che supera le 2.000 unità, distribuite tra Europa, Asia e Stati Uniti. L’export costituisce oltre il 90% del fatturato, grazie a una rete che conta circa 400 professionisti e oltre 40 rappresentanti locali.

Un portafoglio completo per il confezionamento sterile in grado di coprire tutte le fasi del processo asettico, con intere linee di produzione, standard o robotiche, capaci di integrare:

  • macchine lavatrici, riempitrici e tappatrici
  • tunnel di depirogenazione
  • sistemi di decontaminazione esterna
  • sistemi di contenimento: LAF, oRABS, cRABS, isolatori

Tutte le soluzioni sono compatibili con contenitori in vetro o plastica (flaconi, fiale, carpule, siringhe) e progettate per gestire prodotti liquidi o in polvere, tossici e non tossici.

Contatti Steriline S.r.l.

Via Tentorio, 30/31 – 22100 Como, Italia
Tel. +39 031 592064
Corporate website: www.steriline.it
LinkedIn page: https://it.linkedin.com/company/steriline-srl

Allarme Carceri, oltre 1.200 detenuti over 70: agenti costretti a fare da “Badanti”

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Roma – La detenzione di un uomo di 94 anni nel carcere di Sollicciano, uno degli istituti penitenziari più degradati d’Italia, ha riacceso il dibattito sulla situazione dei detenuti anziani e sull’emergenza carceraria.

Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria (S.PP.), denuncia una situazione fuori controllo, con le carceri italiane che si avvicinano sempre più agli standard sudamericani.

Al 31 dicembre 2024, il Ministero della Giustizia ha censito 1.238 detenuti con più di 70 anni nei 191 istituti penitenziari italiani. Le regioni con il maggior numero di anziani reclusi sono la Lombardia (190), il Piemonte (133), il Lazio (130), la Campania (116) e la Sicilia (107). Sebbene manchino dati specifici sugli ultraottantenni, Di Giacomo stima che siano “decine” i casi di detenuti con più di 80 anni.

La problematica è amplificata dalla salute precaria di molti di questi anziani, come evidenziato dal tragico suicidio di un detenuto 83enne a Potenza nel luglio 2024. Questo scenario costringe il personale penitenziario ad assumere ruoli di assistenza diretta, trasformando di fatto gli agenti in veri e propri “badanti”.

Di Giacomo sottolinea come l’emergenza carceraria abbia raggiunto “il livello storico più allarmante di sempre”. Dall’inizio dell’anno, si è registrato il numero più alto in assoluto di morti in carcere (35) rispetto al primo trimestre degli anni precedenti.

Questi numeri, prosegue Di Giacomo, rendono “inequivocabilmente, le carceri italiane le peggiori in Europa”, avvicinandole a quelle sudamericane, un dato confermato dalle continue sentenze di condanna per lo Stato Italiano da parte degli organismi dell’Unione Europea in materia di giustizia e sistema penale.

La situazione è aggravata da un sovraffollamento cronico e da una grave carenza di organici. Il segretario del S.PP. evidenzia come lo Stato abbia perso il controllo non solo sulla tutela della vita dei detenuti, ma anche sulla sicurezza del personale: si contano in media 30 aggressioni a settimana agli agenti e il ritrovamento di circa venti telefonini a settimana, oltre a risse, proteste violente e tentativi di fuga.

Per superare il grave sovraffollamento, Di Giacomo propone soluzioni concrete, come il ricorso agli arresti domiciliari o il trasferimento in strutture di assistenza per la popolazione carceraria più anziana, auspicando un intervento deciso e immediato delle istituzioni.

Fuorigrotta, nuovo incidente a via Lepanto: scooter travolto da un’auto

Napoli – Ancora un incidente nel cuore di Fuorigrotta. Questa volta è accaduto all’incrocio tra via Lepanto e via Benedetto Cariteo, dove uno scooter è stato travolto da un’auto. Il conducente del ciclomotore, sbalzato sull’asfalto, è stato soccorso e trasportato in ambulanza all’ospedale. Le sue condizioni non sono state rese note, ma l’episodio riaccende i riflettori sulla pericolosità della zona.

A segnalare l’incidente è stato un residente che si è rivolto a Francesco Emilio Borrelli, deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra, da tempo impegnato sul fronte della sicurezza stradale. Secondo quanto riferito da abitanti e commercianti, l’incrocio è già da tempo noto per la sua pericolosità: la sosta selvaggia, che ostruisce la visuale, rende difficile e rischioso l’attraversamento, sia per i veicoli che per i pedoni.

«Più passa il tempo, più le nostre strade diventano trappole mortali», ha commentato Borrelli. «Servono controlli costanti da parte della Polizia Municipale nei punti critici, dossi rallentatori e misure efficaci per limitare la velocità. Il nuovo codice della strada, paradossalmente, ha peggiorato la situazione nei centri urbani. Serve una revisione seria e urgente.»

Il parlamentare ha anche citato il caso di Bologna, dove è stato introdotto il limite di 30 km/h nei centri abitati: «Una scelta coraggiosa e concreta. Perché Napoli non può fare lo stesso? Qui ogni incidente è una ferita aperta, un segnale ignorato. Serve un piano urbano per la sicurezza stradale che risponda alle criticità specifiche di ciascun quartiere.»

Mentre si moltiplicano le richieste d’intervento da parte dei cittadini, l’incrocio di via Lepanto resta un punto nero della viabilità napoletana, in attesa di soluzioni che vadano oltre l’emergenza.

RISCALDAMENTO GLOBALE : Il caldo che divora i ghiacciai cambia anche l’escursionismo

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Aosta. Ghiacciai che si ritirano, montagne che si sgretolano. Non ci voleva il crollo del ghiacciaio del Birch dello scorso 28 maggio -che ha travolto il villaggio di Blatten, nel cantone svizzero del Vallese- per capire che la crisi climatica può avere degli effetti devastanti, ma quanto avvenuto al di là delle Alpi impone una riflessione sulla frequentazione in sicurezza delle montagne da parte di alpinisti e appassionati della quota.

“Quello che è successo in Svizzera è un evento limite- spiega Piero Carlesi, presidente del Comitato scientifico centrale del Club alpino italiano che, su questi temi, lavora in stretto contatto con il Comitato glaciologico italiano- l’aumento delle temperature causate dal cambiamento climatico porta a una minor tenuta dei corpi rocciosi in alta quota tenute insieme dal permafrost, che si comporta come un collante. Con le alte temperature questo si fonde e possono verificarsi delle frane” che, nelle vallate di montagna, “saranno sempre più comuni”.

Per il presidente del Comitato scientifico centrale del Cai, in Italia al momento non si può parlare di casi analoghi a quello La situazione più vicina anche se differente a quella di Blatten potrebbe essere quella della Val Ferret a Courmayeur dove tanti ghiacciai pensili sono aggrappati alla roccia ma sicuramente sono monitorati.

L’importante è che le frane possano avvenire in luoghi in cui non ci siano centri abitati”. L’unica certezza di fronte alle montagne che cambiano è la maggiore attenzione richiesta a chi pratica l’alpinismo. “Alla Capanna Margherita, sul Monte Rosa, a 4.500 metri di quota, nelle scorse settimane sono stati misurati sette gradi in pieno giorno- prosegue Carlesi- questa temperatura fa capire che la neve appena caduta si fonde subito e il ghiacciaio non solo si accorcia ma soprattutto si appiattisce”.

Chi affronta l’alpinismo su ghiaccio “si trova quindi ad avere molti più crepacci scoperti perché con le alte temperature molti ponti di neve che normalmente sopravvivevano anche durante l’estate ora scompaiono subito e ciò richiede più attenzione”. Con il ritiro dei giganti bianchi, cambiano anche gli itinerari e la loro difficoltà.

“Molte vette e molti rifugi che potevano essere raggiunti più facilmente risalendo dei pendii glaciali ora non lo sono più perché il ghiaccio è scomparso o si è ridotto lasciando il posto alla roccia. Pertanto anche le descrizioni delle vie alpinistiche che troviamo nelle guide non sono più efficaci in tempo reale e molto spesso al posto del ghiaccio troviamo placche di roccia da dover superare con più attenzione rispetto al procedere sul ghiacciaio con piccozza e ramponi”.

Situazioni che chi è iscritto al Cai ha imparato ad affrontare grazie a degli appositi corsi di formazione. “Abbiamo corsi di alpinismo per arrampicata sia su ghiaccio che su roccia. I nostri iscritti sono alpinisti preparati da istruttori nazionali di alpinismo e sicuramente sanno affrontare nel modo giusto la montagna”, spiega Carlesi. Si consiglia di rivolgersi alle guide alpine del territorio prima di affrontare una salita per “raccogliere anche all’ultimo momento indicazioni e consigli per muoversi in sicurezza”.

Anche perché c’è sempre chi s’improvvisa frequentatore dell’alta quota, avventurandosi sul ghiacciaio con le scarpe da ginnastica. “Questo è un fenomeno sempre più diffuso perché la montagna ormai è concepita come un luna park- aggiunge il presidente del Comitato scientifico centrale del Cai- i sindaci dei Comuni al di là dei confini hanno dettato norme molto severe con multe e divieti qui in Italia questo non avviene ancora”.

Per il Club alpino italiano, la sicurezza e la formazione vanno a braccetto con il monitoraggio. Per questo, da qualche anno, insieme al Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, ha lanciato il progetto della rete dei rifugi sentinella del clima e dell’ambiente che ha previsto l’installazione di 29 centraline meteoclimatiche nei rifugi delle Alpi e degli Appennini per la raccolta di dati relativi, ad esempio, alla temperatura, all’umidità, al vento e alla luminosità.

“Nei prossimi anni avremo così dei dati per poter fare degli studi”, dice Carlesi, ricordando come proprio grazie a una di queste centraline dotata di webcam e installata al rifugio Citelli si è potuta immortalare in tempo reale la recente eruzione improvvisa di un piccolo cratere dell’Etna.

Oltre a raccogliere dati per studiare il futuro, il ritiro dei ghiacciai può diventare un’opportunità per ricostruire il passato. In quest’ottica, il Comitato scientifico centrale del Cai ha lanciato, insieme ad altre organizzazioni e associazioni che si occupano di montagna, un appello a chi frequenta l’alta quota e dovesse trovare lungo gli itinerari manufatti o oggetti appartenuti ad alpinisti del passato rimersi dai ghiacci.

“Chiediamo di avvisare chi di dovere -guide alpine, guardie forestali, Carabinieri – per evitare che vadano dispersi o che qualcuno se li porti a casa. Bisogna assolutamente fare in modo che questi oggetti siano conservati nei musei per farli vedere al pubblico, visto la loro importanza storica e archeologica”.

Frode fiscale e riciclaggio: maxi sequestro da 23 milioni tra Toscana e Campania

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Firenze – Un’imponente operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha portato al sequestro preventivo di beni per oltre 23 milioni di euro, distribuiti tra Toscana e Campania.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Firenze, si inserisce nell’ambito di una vasta inchiesta avviata nei mesi scorsi e già sfociata, lo scorso gennaio, nell’arresto di 17 persone e nel sequestro di un primo blocco di beni per circa 30 milioni di euro.

L’operazione odierna è stata condotta dai militari della Guardia di Finanza dei comandi provinciali di Firenze e Napoli, in collaborazione con lo Scico (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata) e i Gico (Gruppi d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata) delle rispettive unità di polizia economico-finanziaria.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero messo in piedi un sofisticato sistema di frode fiscale, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti, utilizzando una rete di società intestate a prestanome per schermare le operazioni.

Tra i beni sequestrati figura un prestigioso complesso immobiliare a Volla, in provincia di Napoli, composto da un albergo, impianti sportivi, locali commerciali e un centro estetico. Secondo gli inquirenti, il patrimonio sarebbe riconducibile a uno degli indagati già coinvolto nella prima fase dell’inchiesta, e sarebbe stato acquisito attraverso il reinvestimento dei proventi illeciti.

Parte di questi fondi, secondo le indagini, sarebbe stata utilizzata anche per sanare debiti nell’ambito di una procedura concorsuale avviata dal Tribunale di Nola nel 2019, facendo ricorso a una società immobiliare con sede a San Marino per occultare la provenienza del denaro.

Il complesso immobiliare è stato affidato a un amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale di Firenze, che ne curerà la gestione in attesa degli sviluppi del procedimento.

Aversa, sparavano pallini di gomma ai passanti: denunciati due giovani

Aversa– Un pericoloso “gioco” che è sfociato nel reato. Due giovani, un 19enne di Casaluce e un 20enne di Frignano, sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Teverola per aver sparato pallini di gomma contro ignari passanti dal finestrino di una Fiat 500 Abarth in corsa per le vie del centro di Aversa.

L’episodio risale a ieri pomeriggio, quando i due ragazzi sfrecciando a bordo dell’auto sportiva brandivano una pistola ad aria compressa (poi sequestrata) e colpivano diversi passanti, tra cui una 61enne di Trentola Ducenta.

La donna, colpita al volto mentre passeggiava con la figlia, ha riportato un contusione ed è stata medicata sul posto.

Grazie alle segnalazioni degli abitanti, i militari sono riusciti a identificare i responsabili e trovare l’auto utilizzata per i “raid”. L’arma utilizzata per il pericoloso gioco è stata consegnata spontaneamente dal 19enne.

I due giovani dovranno rispondere di molestia o disturbo alle persone e porto di oggetti atti a offendere.

Martina Carbonaro uccisa in un cantiere Pnrr, appello di Pisani a Meloni: “Perché era abbandonato?”

Napoli – Un cantiere pubblico, ufficialmente attivo e finanziato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), trasformato in scena di un orrore. È qui, all’interno del centro sportivo comunale “Luigi Moccia” di a, che Martina Carbonaro, 14 anni, è stata uccisa lo scorso maggio dall’ex fidanzato.

E ora la famiglia della giovane, attraverso il legale Sergio Pisani, annuncia una richiesta formale di risarcimento e solleva pesanti interrogativi sulla gestione del sito.

«Riteniamo che ci siano gravi responsabilità da accertare – ha dichiarato Pisani all’ANSA –. In quel cantiere non c’erano misure minime di sicurezza: è lì che Alessio ha trovato l’arma del delitto, ed è sempre lì che ha tentato di occultare il corpo di Martina. Un’area che avrebbe dovuto essere protetta e sorvegliata, e che invece era completamente accessibile.»

Il legale ha rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Chiediamo il suo intervento per comprendere come sia possibile che un’opera pubblica finanziata con fondi europei fosse in uno stato di totale abbandono. È inaccettabile».

A rafforzare la ricostruzione della famiglia, anche l’architetto Paolo Sibilio, consulente tecnico della parte civile. Secondo la sua perizia, l’omicidio è avvenuto nei locali sopra gli spogliatoi del palazzetto dello sport, parte del complesso sportivo oggetto di lavori di ristrutturazione.

«Si trattava di un cantiere edile attivo – ha spiegato Sibilio – che avrebbe dovuto essere vigilato e inaccessibile non solo per proteggere i lavoratori, ma anche gli utenti della struttura.»

Al lavoro anche la criminologa Roberta Bruzzone, incaricata di fornire un supporto alle indagini. L’assenza di controlli, secondo l’avvocato Pisani, ha avuto un ruolo cruciale. «Se l’omicidio era premeditato, quel luogo rappresentava un rifugio sicuro per il delitto. Se non lo era, il cantiere ha offerto l’ambiente ideale: un’arma a portata di mano e nessuno a controllare.»

Nonostante le richieste formali inviate all’ufficio Pnrr da parte del tecnico incaricato, a oggi – denuncia Pisani – non è pervenuta alcuna risposta. Un silenzio che pesa come un’ombra sulle responsabilità istituzionali legate a una tragedia che poteva e doveva essere evitata.

Martina non è morta in un luogo abbandonato, ma in un’area pubblica che avrebbe dovuto rappresentare un presidio di sport, comunità e sicurezza. Ed è proprio da questa contraddizione che la famiglia chiede ora verità e giustizia.

Castellammare, sgomberate 4 case popolari occupate abusivamente in via Brin

Castellammare di Stabia – Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine è in corso a Castellammare di Stabia, dove sono state sgomberate quattro unità immobiliari di proprietà comunale in via Brin n. 99, occupate abusivamente da altrettanti nuclei familiari.

I decreti di sequestro preventivo sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, per il reato di invasione di terreni o edifici di proprietà pubblica (artt. 633 e 639-bis c.p.).

Occupazioni abusive pluridecennali e tentativi di regolarizzazione falliti

Le indagini hanno rivelato che le occupazioni abusive si protraevano da anni: in un caso addirittura dal 2013, mentre negli altri dal 2022. Tutte le occupazioni erano prive di qualsiasi titolo legittimante. Le richieste di regolarizzazione, ove presentate, erano state rigettate in quanto le occupazioni erano considerate insuscettibili di sanatoria.

Lo sgombero si è reso necessario come unica modalità per dare concreta ed effettiva esecuzione al sequestro preventivo. L’obiettivo è duplice: far cessare la permanenza del reato e consentire l’assegnazione delle unità immobiliari ai soggetti aventi diritto, in attesa di una graduatoria comunale che permetta la legittima assegnazione.

Forze dell’ordine in azione e immobili resi inaccessibili

Le operazioni di sgombero, ancora in fase di completamento, sono condotte dal Commissariato di Polizia di Stato di Castellammare di Stabia, con il supporto dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale locale.

Al momento, tutte e quattro le unità immobiliari sotto sequestro sono state liberate dai nuclei familiari che le occupavano. Per due di esse, lo sgombero è già definitivo e gli immobili sono stati resi inaccessibili per prevenirne nuove occupazioni abusive. Per le rimanenti due, le operazioni di sgombero degli arredi sono ancora in corso.

Al termine delle operazioni, tutti gli immobili sgomberati saranno affidati in custodia giudiziale al Comune di Castellammare di Stabia, che potrà così procedere con le assegnazioni regolari.

Secondigliano, 17enne accoltellato nella notte: è grave al Cto

Napoli –  Stanotte un ragazzo di 17 anni è stato gravemente ferito con tre coltellate, due al fianco sinistro e una alla gamba destra, in circostanze ancora da chiarire.

Il giovane è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Cto da un amico 18enne che lo ha trovato a terra, in una pozza di sangue, lungo una strada del rione Don Guanella.

Grazie al rapido intervento dei medici, l’emorragia è stata fermata e le condizioni del ragazzo, inizialmente critiche, sono state stabilizzate. Al momento, il 17enne resta sotto osservazione in ospedale.

Interrogato dalla polizia, intervenuta su segnalazione del personale sanitario, il giovane, ancora sotto choc, non è stato molto collaborativo. Gli inquirenti prevedono di risentirlo, quando le sue condizioni gli permetteranno di fornire dettagli utili a ricostruire l’accaduto.

Ascoltato anche l’amico 18enne che lo ha soccorso, residente nello stesso quartiere. Il ragazzo ha riferito di essere passato casualmente sul luogo dell’aggressione, trovando il 17enne già ferito e in cerca di aiuto, ma il suo racconto non ha aggiunto elementi significativi alla dinamica dei fatti.

Gli inquirenti stanno valutando la versione fornita dal ferito

Il minore ferito ha un precedente per furto, ma nessuna condanna. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di una lite tra coetanei degenerata in violenza, anche se nessuna pista è esclusa.

Le indagini proseguono a ritmo serrato per identificare l’aggressore e chiarire le circostanze di un episodio che riaccende l’allarme sulla sicurezza tra i giovanissimi nei quartieri periferici di Napoli. Ma soprattutto per verificare la veridicità del racconto fornito.

Cinque luoghi imperdibili da visitare a Napoli

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Napoli è una città dove l’antico e il moderno convivono in un’armonia affascinante. Tra rovine storiche, profumi di pizza appena sfornata e vicoli che custodiscono secoli di vita, la capitale della Campania offre un’esperienza vibrante e indimenticabile per qualsiasi visitatore.Che si tratti di una fuga romantica, di un’avventura culturale o semplicemente della voglia di respirare l’anima pulsante del sud Italia, ecco cinque luoghi essenziali da visitare a Napoli — con spazio, naturalmente, anche per chi cerca momenti più intimi e riservati durante il soggiorno.

1. Centro Storico

Il Centro Storico di Napoli è il cuore autentico della città e il punto di partenza ideale per immergersi nella sua essenza. Vicoli stretti, chiese barocche, cortili nascosti e arte urbana si intrecciano in un paesaggio dove ogni angolo racconta una storia diversa.È proprio in questo ambiente di scoperta e libertà che molti visitatori si sentono ispirati ad esplorare anche altri lati della città — compresi quelli più sensuali. In questo senso, piattaforme come Vivaincontri, specializzate in incontri per adulti e accompagnatrici sessuali, offrono esperienze personalizzate a chi desidera unire turismo e piacere in modo sicuro, elegante e discreto.

2. Castel dell’Ovo

Costruito su un piccolo isolotto collegato alla terraferma da un ponte, il Castel dell’Ovo offre una delle viste più romantiche di Napoli. Dalle sue terrazze si può ammirare il Golfo, il Vesuvio e le luci della città al tramonto.È lo scenario ideale per coppie, sessioni fotografiche o anche solo per godersi un momento di pace. Nei dintorni, ristoranti e caffè affacciati sul mare rendono l’atmosfera ancora più suggestiva.

3. Pizzeria Gino Sorbillo

Se esiste un tempio della pizza napoletana, quello è la Pizzeria Gino Sorbillo. Con una tradizione familiare e una clientela affezionata, il locale offre un’esperienza autentica: impasto a lunga lievitazione, ingredienti freschissimi e un’accoglienza vivace. Oltre al cibo, il locale è un punto d’incontro animato dove si respira la vera anima di Napoli.E per chi desidera vivere a fondo questa energia, anche in modo più privato e sensoriale, può trovare spunti interessanti attraverso Vivaincontri Napoli, una piattaforma pensata per chi cerca accompagnatrici sessuali a Napoli e dintorni, con discrezione e professionalità.

4. Lungomare Caracciolo

Il Lungomare Caracciolo è uno dei luoghi più piacevoli della città. Passeggiare lungo il mare con vista sul Vesuvio è un’attività rilassante e romantica, perfetta per chi ama la bellezza naturale e la calma del paesaggio.Al calare del sole, l’atmosfera diventa ancora più magica. Tra artisti di strada, gelaterie e ristorantini sul mare, è facile lasciarsi andare al piacere della lentezza. Alcuni turisti scelgono di concludere la giornata con una cena romantica; altri preferiscono vivere un’esperienza più privata, lasciandosi guidare da piattaforme dedicate al piacere adulto.

5. Museo di Capodimonte

Situato su una collina immersa nel verde, il Museo di Capodimonte è una tappa imperdibile per gli amanti dell’arte. Ospitato in un antico palazzo reale, conserva capolavori di Caravaggio, Raffaello, Tiziano e Botticelli.Il parco circostante offre una pausa di serenità e una vista mozzafiato sulla città. Un luogo ideale per chi desidera alternare cultura e contemplazione, lontano dal caos del centro.

Quando il turismo incontra il desiderio

Napoli è intensa, passionale e sorprendente. Una città in cui perdersi nei vicoli è un modo per ritrovarsi. Dove ogni esperienza è vissuta a cuore aperto — anche quelle più intime.Per chi cerca più di una semplice visita turistica e desidera vivere momenti unici con discrezione e raffinatezza. Connettono i visitatori a esperienze personalizzate con accompagnatrici sessuali esperte, capaci di trasformare una serata qualunque in un ricordo indelebile. Perché a Napoli, tutto si vive con passione. Anche il desiderio.

 

Ulivieri: “Spalletti capro espiatorio. Non ha sbagliato, serve più coraggio con i giovani”

Luciano Spalletti non ha colpe, o almeno non quelle che giustificherebbero il suo addio alla panchina della Nazionale. È questa la posizione netta di Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori, che in un’intervista rilasciata a LaPresse ha difeso l’ormai ex ct azzurro, puntando invece il dito contro un sistema che da anni fatica a valorizzare i talenti.

“Non c’è stato nulla di sbagliato da parte del tecnico – ha dichiarato Ulivieri – è un allenatore di valore e non si discute. Forse gli è mancata l’esperienza da selezionatore, ma ha lavorato bene. I problemi sono stati altri”. Un endorsement forte che mira a spostare l’attenzione dai risultati del campo a un tema più profondo: la mancanza di fiducia nel futuro.

Secondo Ulivieri, il problema non nasce nelle giovanili, dove si lavora ancora con attenzione sui fondamentali, e le eccezioni di tecnici troppo schematizzati sono isolate. Il vero nodo, spiega, è l’assenza di coraggio nel lanciare i giovani in prima squadra, nel farli sbagliare, crescere e restare. “Non è vero che mancano i talenti – avverte – se si guardano i risultati delle nazionali giovanili, i ragazzi ci sono. Quello che manca è la forza di puntarci davvero, come invece fanno all’estero”.

Un j’accuse rivolto non solo ai vertici federali ma all’intero ecosistema del calcio italiano, incapace di accompagnare i talenti nel salto decisivo. Per Ulivieri, cambiare rotta non è più un’opzione ma una necessità: serve una scossa culturale che liberi i giovani dall’ombra del sospetto e della panchina. Solo così si potrà tornare a costruire una Nazionale solida, competitiva e degna della sua storia. Spalletti, in fondo, potrebbe essere solo l’ennesimo bersaglio sbagliato.

Arzano, dismette la fabbrica e getta per strada i rifiuti, denunciato dalla polizia locale

Si é chiuso il cerchio per un uomo di Arzano che aveva chiuso l’attività commerciale, una fabbrica, svuotando in strada il contenuto dei locali con abbandono dei rifiuti e macchinari per strada.

Attraverso una articolata attività di indagine gli agenti della polizia locale, coordinati dal Colonnello Biagio Chiariello, sono risaliti al responsabile identificando e convocandolo in ufficio dove ha confessato.

La strada di riferimento é via Capasso ed é scattata la denuncia a piede libero con il quarantenne che ora dovrà subire un processo innanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per abbandono rifiuti speciali.

Non é l’unico caso isolato quello dell’uomo, infatti altre due persone sono state sanzionate per errato conferimento rifiuti, e altre tre per abbandono degli stessi e in un caso con denuncia del responsabile.

P.B.

Caldo, allerta arancione domani in 6 città: a Napoli e altre 11 bollino giallo

Roma – L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia si intensifica. Per giovedì 12 giugno, il bollettino del Ministero della Salute prevede un’allerta di livello 2 (bollino arancione) per Roma, Bolzano, Campobasso, Frosinone, Perugia e Rieti, segnalando condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare per le fasce più vulnerabili.

Altre 12 città, invece, saranno sotto bollino giallo (livello 1, pre-allerta): Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Latina, Messina, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Torino, Verona e Viterbo.
Il report, aggiornato quotidianamente dal Ministero, monitora 27 capoluoghi con previsioni a 24, 48 e 72 ore, fornendo indicazioni sui possibili effetti del caldo sulla popolazione.

Attenzione a proteggere anziani e bambini dalle ondate di calore

Le autorità invitano a prestare attenzione, idratarsi adeguatamente e proteggere anziani e bambini dalle alte temperature.

Gragnano, scoperte 110 piante di cannabis pronte per la raccolta

Gragnano – Proseguono senza sosta i controlli dei carabinieri nelle aree più impervie dei Monti Lattari. Nell’ambito dell’operazione “Continuum Bellum 3”, i militari della compagnia di Castellammare di Stabia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno setacciato una zona demaniale in località Vallone Fondica, nel territorio di Gragnano.

Durante il rastrellamento, da parte dei carabinieri, sono state individuate e sequestrate 110 piante di cannabis, tutte superiori al metro di altezza e ormai pronte per la raccolta e l’essiccazione. Le piante erano distribuite su sei distinte piazzole, abilmente nascoste tra la vegetazione.

 Le piante sono state distrutte: si indaga sui presunti narcos

L’intero quantitativo è stato distrutto sul posto, secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per risalire ai responsabili della coltivazione illegale.

Omicidio Kanun: due ergastoli e cinque condanne per la vendetta albanese

La Corte d’Assise di Pisa ha emesso due ergastoli e tre condanne per l’omicidio di Elson Kalaveri, il 36enne albanese ucciso il 18 agosto 2022 a Sasso Pisano con 16 colpi di arma da fuoco.

La sentenza colpisce Qoli Shkelqim, 40 anni, di Castelnuovo Val di Cecina, ritenuto il basista che ha attirato la vittima nella trappola, e Valentino Tarallo, uno dei presunti sicari che ha agito seguendo il codice Kanun, la legge consuetudinaria albanese che impone la vendetta per delitti di sangue contro congiunti.

Deliu Shkelzen, alias Shkëlzen Keqi, considerato il mandante, è stato condannato a 27 anni di reclusione, mentre Giovanni Capone, napoletano e membro del commando, ha ricevuto 24 anni. Ivan Tolomello, autista del gruppo dalla Campania alla Toscana, è stato condannato a 18 anni, beneficiando di una pena ridotta per aver collaborato con gli inquirenti e ammesso il proprio ruolo.

Secondo la ricostruzione della Procura, accolta in primo grado, l’omicidio sarebbe stato orchestrato da Shkelzen per vendicare la morte del fratello, ferito da Kalaveri nel 2014 in Albania durante una lite e deceduto nel 2019. La vendetta, pianificata secondo il Kanun, ha portato all’agguato mortale.

I difensori di Capone e Tarallo hanno contestato la solidità delle prove e il movente, mettendo in dubbio l’identificazione dei membri del commando, ma la Corte ha confermato la tesi accusatoria.

Gli imputati sono stati inoltre condannati a risarcire i familiari della vittima con una provvisionale immediatamente esecutiva: 100mila euro alla madre di Kalaveri e 25mila euro ciascuno a sorella e fratello. La sentenza, riportata oggi dalla stampa locale, segna un capitolo significativo in un caso che ha scosso la comunità pisana, evidenziando le ombre di una faida radicata in codici arcaici.

 

Domenico Sepe, l’arte che rinasce a Pompei: il Fauno scolpito nel tempo

Pompei – In una serata carica di emozione e significato, il Festival Internazionale del Cinema di Pompei si è concluso con una celebrazione dell’arte come memoria e rinascita.

Nella cornice suggestiva del Teatro del Parco Archeologico, il protagonista è stato lo scultore Domenico Sepe, tra le voci più autorevoli della scultura contemporanea italiana.

Diretto da Enrico Vanzina e promosso con passione da Annarita Borelli, il festival – alla sua prima edizione – ha saputo fondere cinema, storia e identità in un dialogo vibrante con le vestigia millenarie della città sepolta dall’eruzione del 79 d.C. e oggi più viva che mai sul piano culturale.

Apice della serata conclusiva, la performance artistica di Sepe ha incantato il pubblico: ispirandosi al celebre Fauno danzante di epoca romana, l’artista ha modellato dal vivo una scultura evocativa, dando vita a un’opera che intreccia mito e materia, gesto e memoria. Una figura che emerge dal nulla come un’antica divinità, simbolo pagano di vitalità e desiderio, scolpita sotto gli occhi degli spettatori in una sorta di rito collettivo.

«La creazione è visione, non solo tecnica» ha spiegato Sepe, che ha trasformato il palco in un laboratorio dell’anima, dove l’arte diventa ponte tra l’antico e il contemporaneo. Il corpo umano, guidato dalla sua mano, si è fatto pietra, incarnando l’idea di un’umanità sospesa tra passato e presente, tra distruzione e speranza.

Accanto alla performance, Sepe ha anche firmato i premi consegnati durante la serata a protagonisti del cinema italiano come Marco Risi, Neri Parenti e Luca Ward. Due le opere simboliche: una scultura in effetto bronzo che raffigura il Fauno emergere dalla pietra lavica vesuviana e un bassorilievo che racconta, con eleganza poetica, la rigenerazione dell’uomo attraverso la forza dell’arte.

A condurre l’evento, l’attore Sergio Assisi, affiancato da numerose personalità del mondo dello spettacolo e della cultura. Ma è stata l’arte di Sepe a lasciare il segno più profondo, anche grazie all’esposizione di una grande opera scultorea inedita ispirata ai celebri calchi delle vittime dell’eruzione: volti e corpi che tornano alla vita con l’intento, nelle parole dell’autore, di “diventare simboli della rinascita di un’epoca meravigliosa e del parco che ne custodisce l’anima”.

A Pompei, ancora una volta, è l’arte a farsi voce della memoria. E quella voce, scolpita nel vento e nella pietra, continua a risuonare.