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Maxi sequestro in spiaggia a Bacoli: trovati oltre 2 chili di hashish tra la sabbia di Miliscola

La scoperta è avvenuta sul litorale di Bacoli, precisamente nel tratto di spiaggia libera di via Miliscola. Durante le operazioni di pattugliamento della fascia costiera flegrea, i carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno rinvenuto e posto sotto sequestro una busta sospetta abbandonata sull’arenile.

All’interno si nascondeva un ingente carico di droga: ben 2 chili e 380 grammi di hashish. Lo stupefacente era già stato accuratamente suddiviso in 20 panetti, pronti con ogni probabilità per essere immessi nelle piazze di spaccio locali, alimentando il mercato illegale che spesso prolifera all’ombra della movida.

Controlli a tappeto tra Bacoli e Monte di Procida

Il maxi sequestro di Miliscola si inserisce in una più ampia e capillare operazione di controllo del territorio disposta dall’Arma. I militari hanno concentrato la loro attenzione sulle zone ad alta densità di frequentazione serale e notturna comprese tra i comuni di Bacoli e Monte di Procida.

Le pattuglie hanno presidiato le arterie principali e i luoghi di ritrovo, identificando complessivamente 77 persone e sottoponendo a verifica 50 veicoli in transito. L’attività di prevenzione ha portato anche a colpire l’indisciplina alla guida: sono state elevate 5 sanzioni per violazioni al Codice della Strada, per un importo complessivo di 1.500 euro.

Banconote false e denunce

Nel corso del medesimo servizio, i controlli si sono estesi al contrasto dei reati contro la fede pubblica. Due persone sono state deferite all’autorità giudiziaria con l’accusa di contraffazione, dopo essere state fermate e trovate in possesso di banconote false, presumibilmente pronte per essere spacciate nei locali o nelle attività commerciali della zona.

Per uno dei due soggetti fermati la posizione si è ulteriormente aggravata: dagli accertamenti in banca dati è scattata una seconda denuncia in quanto risultato irregolare sul territorio nazionale.

Spaccio nel garage tra San Giorgio e Portici: telecamere e «scrivania operativa», arrestato 17enne

È notte quando i carabinieri della stazione di San Giorgio a Cremano avviano un servizio mirato di controllo del territorio tra San Giorgio e Portici, con l’obiettivo di contrastare lo spaccio di stupefacenti.

L’attenzione dei militari si concentra su corso Garibaldi, dove da tempo è segnalata una possibile piazza di spaccio nascosta alla fine di un vicoletto che conduce a una serie di portoni e box.

I carabinieri si appostano a poca distanza. Dopo alcuni minuti vedono uscire dalla stradina un giovane: si guarda attorno con fare sospetto, controlla di non essere osservato e si allontana rapidamente.È il segnale che spinge i militari ad avvicinarsi.

L’irruzione nel locale con le telecamere

I carabinieri attraversano la strada ed entrano nel vicolo. In fondo trovano una porta in ferro coperta da una tettoia, con la luce accesa all’interno. All’esterno sono installate anche telecamere di videosorveglianza che controllano ingresso e perimetro.

Poco dopo esce un uomo. La porta sta per richiudersi, ma il maresciallo riesce a bloccarla con il piede. A quel punto scatta l’irruzione.

La scena che si presenta ai militari ricorda quella di un normale ufficio: una scrivania, due uomini e uno schermo acceso.

Il 17enne “responsabile” dietro la scrivania

Dietro la scrivania siede un 17enne incensurato, come fosse il responsabile di un’agenzia. Sul tavolo però non ci sono documenti ma droga pronta per essere venduta.

Accanto a lui c’è un altro uomo che osserva con attenzione lo schermo di una televisione, sul quale scorrono le immagini delle telecamere esterne utilizzate per controllare eventuali arrivi sospetti.

Il locale è organizzato nei minimi dettagli. Sulla scrivania ci sono bilancino di precisione, cucchiaini, involucri di cellophane e materiale per il confezionamento, mentre lungo le pareti sono sistemati scaffali con scorte di droga sottovuoto e strumenti ancora sigillati.

La colluttazione e la fuga del complice

Alla vista dei militari il minorenne reagisce con violenza e tenta di aggredirli. Anche il complice si unisce alla colluttazione, ma riesce a divincolarsi e a fuggire.

Il 17enne viene invece bloccato e perquisito: nella tasca del gilet i carabinieri trovano 200 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Droga, contanti e una card di libreria usata per tagliare la cocaina

All’interno del locale i militari sequestrano un vero e proprio deposito di stupefacenti. In una piccola cassaforte utilizzata come cassa vengono trovati 380 euro, probabilmente destinati a custodire gli incassi o a dare il resto ai clienti.

Sul tavolo ci sono 35 grammi tra cocaina e hashish già suddivisi in dosi. Accanto al materiale per il confezionamento viene trovata anche una scheda utilizzata per suddividere la cocaina: si tratta, paradossalmente, di una loyalty card per l’iscrizione a una nota catena di librerie.

Sugli scaffali laterali i carabinieri scoprono inoltre altre confezioni di droga sottovuoto, per un totale di 212 grammi.

Sequestrata anche tutta l’attrezzatura utilizzata per il controllo dell’area: telecamere, televisore, lettore dvd e due telefoni cellulari.

Il minorenne arrestato, caccia al complice

Il 17enne è stato arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio e trasferito nel Centro di accoglienza dei Colli Aminei.

Nel frattempo i carabinieri hanno avviato le ricerche del complice riuscito a fuggire durante il blitz.

Napoli, piazza Nazionale abbraccia Noemi, inaugurato il murales della rinascita

Napoli – Si è svolta a Piazza Nazionale la cerimonia di inaugurazione del restyling del murales dedicato a Noemi Staiano, in occasione del suo undicesimo compleanno, con una partecipazione ampia di cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni civili e militari. L’iniziativa, intitolata “Coloriamo la Vita”, è nata come momento di comunità e rinascita, nel segno della vicinanza della città alla bambina e alla sua famiglia.

Il murales

L’opera è stata realizzata dall’artista Giulia Noeyes ed è ispirata a un disegno della stessa Noemi, che ha firmato personalmente il murales durante la cerimonia. Il gesto ha assunto un forte valore simbolico, trasformando il muro in un segno pubblico di rinascita e in un messaggio di speranza affidato al quartiere e alla città.

Musica e scuole

L’evento è stato accompagnato dalle esibizioni dell’orchestra ensemble e del coro del Liceo Classico Vittorio Emanuele II, insieme agli studenti degli istituti scolastici del territorio. La presenza delle scuole ha rafforzato il senso civile della manifestazione, costruita attorno ai temi della vita, della legalità e della riconquista degli spazi da parte dei più giovani.

Decoro urbano

In occasione dell’inaugurazione sono stati eseguiti anche interventi di ripristino del decoro urbano a cura del servizio PIS di Napoli Servizi, con la pulizia e la sistemazione del muro dedicato a Noemi. I lavori hanno riguardato anche il rifacimento dell’intonaco e la tinteggiatura dei muretti che delimitano le aree verdi, il recupero dei cordoli usati come sedute e il ripristino di diversi basoli della pavimentazione, in un’azione richiesta dalla Municipalità 4 e coordinata dal Tavolo Tecnico Permanente per il Decoro Urbano.

Le parole delle istituzioni

Il sindaco Gaetano Manfredi ha definito Piazza Nazionale “il simbolo di una città che non si piega”, sottolineando che il murales ispirato alla creatività di Noemi ricorda come “il male non ha vinto” e come bellezza e legalità possano essere più forti della violenza. La presidente della Municipalità 4, Maria Caniglia, ha evidenziato il valore dell’arte urbana come strumento di sensibilizzazione e ha indicato Noemi come simbolo di resilienza, mentre la partecipazione di prefetto, questore, rappresentanti della magistratura, del Consiglio regionale, del Consiglio comunale e della Fondazione Pol.i.s. ha dato ulteriore peso istituzionale alla giornata.

Dal carcere al lavoro: a Napoli un nuovo percorso per il reinserimento dei detenuti

Napoli – Si è svolto nella sala Arengario del Palazzo di Giustizia di Napoli l’incontro sui “Percorsi di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro delle persone detenute negli istituti penitenziari e di quelle in esecuzione penale esterna”.

L’appuntamento è stato organizzato in collaborazione tra la Corte d’Appello di Napoli, il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania e l’Unione Industriali di Napoli.

 “Offrire lavoro significa offrire dignità”

Ha aperto i lavori Maria Rosaria Covelli, che ha sottolineato come l’incontro non sia solo un momento di riflessione, ma “un’occasione concreta per offrire nuove possibilità a chi è incappato nelle maglie della rete penale”.

Secondo Covelli, lavorare significa acquisire dignità, responsabilità e una prospettiva di futuro. Il lavoro in ambito penitenziario, ha aggiunto, è uno strumento fondamentale per contrastare il sovraffollamento carcerario e ridurre il rischio di recidiva, con un impatto diretto sulla sicurezza della collettività.

La base costituzionale del progetto

Covelli ha richiamato l’articolo 27 della Costituzione, che stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. L’incontro di oggi punta su un approccio concreto: una formazione mirata all’inserimento lavorativo, costruita attraverso una sinergia tra istituzioni e imprese del territorio.

Il ruolo del Provveditorato penitenziario

Il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, Carlo Berdini, ha ricordato che “il lavoro e la formazione rappresentano elementi cardine del trattamento penitenziario, così come previsto dall’articolo 15 dell’ordinamento penitenziario”. Berdini ha definito incoraggiante la risposta delle associazioni imprenditoriali, che si sono dimostrate fin da subito disponibili a collaborare con il progetto.

Il carcere come opportunità di cambiamento

Patrizia Mirra, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, ha sostenuto che “la detenzione può e deve essere l’occasione per dare strumenti nuovi, soprattutto per esercitare un’attività lavorativa”. Lavorare resta, secondo Mirra, la modalità principale per allontanare le persone dalla devianza, spesso legata a motivazioni economiche, e costruire un vero argine alla recidiva.

L’impegno delle imprese

Costanzo Jannotti Pecci, Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, ha sottolineato “l’interesse delle imprese a trovare itinerari che coniughino esigenze sociali e aziendali”. Le imprese, ha aggiunto, sono pronte a dare una chance a chi cerca il riscatto, contribuendo al contempo al miglioramento economico e culturale di aree colpite da emarginazione.

Percorsi formativi nei settori chiave

Giulia Russo, Direttrice della casa circondariale “G. Salvia” di Poggioreale, ha illustrato l’idea di creare “percorsi virtuosi e performanti finalizzati all’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro”, in settori come l’edilizia, la cantieristica navale e l’hospitality. L’obiettivo è trasformare il periodo di detenzione in una fase di crescita professionale e personale.

Il ruolo dell’uomo e dei diritti

A chiudere i lavori è intervenuto Michele di Bari, Prefetto di Napoli, che ha ribadito come “bisogna mettere al centro l’uomo e il rispetto dei diritti fondamentali, come patrimonio universale”. In questo modo, i percorsi di formazione e inserimento lavorativo hanno anche una forte valenza preventiva, contribuendo a ridurre la probabilità di nuovo ingresso nel circuito detentivo.

Nasce il tavolo tecnico

Al termine della giornata è stato deciso di istituire un tavolo tecnico permanente, volto a favorire l’incontro tra imprese e realtà penitenziaria. L’obiettivo è strutturare canali stabili di collaborazione, definire standard comuni e monitorare l’efficacia dei percorsi formativi per garantire un vero reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e semiliberi.

Tragedia nel Cilento: auto precipita per 200 metri in un dirupo, morti due giovani fidanzati

Salerno -Ieri sera le strade del Cilento sono state teatro di un dramma fatale. A Montecorice, in provincia di Salerno, un terribile incidente ha spezzato le vite di Michele Pirozzi, 29 anni, e Maria Magliocco, 24 anni.

La giovane coppia di fidanzati stava rientrando verso Agnone Cilento dopo una serata trascorsa insieme, quando la loro Volkswagen Polo è precipitata in uno strapiombo per circa duecento metri, terminando la sua caduta tra gli scogli e le onde. Per i due giovani non c’è stata alcuna speranza di salvezza: sono morti sul colpo.

La dinamica dello schianto

Secondo le prime ricostruzioni, l’utilitaria dei due ragazzi stava percorrendo un tratto di strada stretto e semibuio quando è avvenuto il contatto con un furgone Citroen. In seguito all’urto, la Polo ha perso aderenza, ha sfondato il guardrail che delimita la carreggiata ed è precipitata nel vuoto.

Alla guida del mezzo commerciale vi era un pasticciere che stava rientrando a casa al termine del turno di lavoro. L’uomo, rimasto solo lievemente ferito, è stato soccorso dai sanitari del 118 e immediatamente sottoposto ai test di rito per alcol e droghe, ai quali è risultato negativo.

La sua posizione, tuttavia, resta al vaglio dei Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Agropoli, coordinati dal comandante Giuseppe Colella, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica e le responsabilità del sinistro.

Sbalzati dall’abitacolo: le difficili ricerche nel buio

La caduta della vettura è stata devastante. L’auto è rotolata più volte lungo l’impervia parete rocciosa prima di incastrarsi irreparabilmente sulla scogliera. La violenza degli urti ha sbalzato i corpi di Michele e Maria fuori dall’abitacolo.

Ritrovare i due fidanzati ha richiesto ore di estenuanti ricerche condotte in condizioni di oscurità e pericolo. Il relitto, completamente distrutto, è stato infine localizzato via mare grazie all’intervento di una motovedetta della Guardia Costiera di Agropoli, sotto il coordinamento del tenente di vascello Vincenzo Chetta.

Alle operazioni di ricerca ha preso parte persino il fratello di una delle vittime, che si è unito ai soccorritori a bordo di un peschereccio, nella disperata speranza di ritrovarli.

Il recupero via mare

Le caratteristiche geografiche del luogo dell’incidente hanno reso impossibile raggiungere le vittime via terra. È stata mobilitata un’ingente macchina dei soccorsi: sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), supportati da un elicottero per il sorvolo dell’area e da un’autogru fatta arrivare appositamente da Salerno.

Le operazioni finali di recupero delle salme sono state affidate ai sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Napoli, che hanno dovuto operare direttamente via mare. L’intera comunità locale è ora sotto shock per la perdita dei due ragazzi. Michele era ben inserito nel tessuto lavorativo della zona: lavorava come autista per un’azienda di Capaccio Paestum specializzata nel trasporto di balle di fieno per gli allevamenti locali.

Il Centro Commerciale del falso a San Giorgio a Cremano: sequestrati 25mila capi

Napoli – Non una semplice bancarella, ma un vero e proprio tempio del falso organizzato nei minimi dettagli. A San Giorgio a Cremano, i baschi verdi del Gruppo Pronto Impiego di Napoli hanno smantellato uno showroom della contraffazione che nulla aveva da invidiare alle boutique del centro, se non l’originalità della merce.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato al sequestro di oltre 25.000 articoli e alla denuncia di quattro persone.

Lo showroom nascosto dietro la tenda

L’indagine, nata da un monitoraggio della filiera del “Made in Italy”, ha condotto i militari in un locale di circa 530 metri quadrati. L’accesso era protetto da un pesante tendaggio che nascondeva un’attività frenetica. All’interno, i finanzieri si sono trovati davanti a un’esposizione ordinata e curata: scaffali in legno ricolmi di abiti, scarpe e borse suddivisi meticolosamente per brand e tipologia.

Oltre 40 le griffe internazionali nel mirino dei falsari: dai classici di Gucci, Louis Vuitton e Fendi fino alle riproduzioni di lusso di orologi Rolex, penne Cartier e Mont Blanc. Un assortimento completo pensato per rifornire i grossisti e i rivenditori al dettaglio della città di Napoli.

Dal magazzino alla spedizione: una logistica perfetta

Ciò che ha colpito gli investigatori è stata l’organizzazione logistica della struttura. Accanto all’area espositiva, i finanzieri hanno scoperto una vera e propria centrale di spedizione. Qui, la merce era già inscatolata, etichettata e pronta per essere immessa sul mercato parallelo. Un sistema oliato che garantiva una distribuzione rapida ed efficiente in tutta l’area metropolitana.

L’intervento si è concluso con il sequestro preventivo di tutto il materiale rinvenuto. Per i quattro responsabili individuati durante il blitz è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli: dovranno rispondere dei reati di ricettazione e detenzione ai fini della vendita di prodotti contraffatti.

L’operazione del 6 febbraio scorso rappresenta un duro colpo alla filiera del falso, un business che non solo danneggia l’economia legale, ma alimenta i canali del mercato nero a discapito dei consumatori e delle imprese regolari.

Turismo da record, Napoli si prepara all’assalto di Pasqua: oltre 400mila presenze

Napoli – Numeri da capogiro per il turismo a Napoli. In vista del week end di Pasqua, la città partenopea si prepara ad accogliere un’ondata di oltre 400mila visitatori. È la previsione lanciata in occasione della BMT – Borsa Mediterranea del Turismo, dove l’amministrazione comunale ha presentato il secondo report dell’Osservatorio Turistico Urbano, dipingendo il quadro di una città sempre più meta ambita dai viaggiatori di tutto il mondo, e non più solo nei tradizionali periodi di alta stagione.

Un 2026 da incorniciare: boom di presenze già a gennaio e febbraio

I primi due mesi dell’anno hanno già fatto segnare risultati straordinari, certificando un trend di crescita inarrestabile. A gennaio si sono registrate 1 milione e 750mila presenze, seguite da 1 milione e 700mila a febbraio.

Numeri che fanno ben sperare per il futuro immediato: «Le previsioni per aprile – ha spiegato l’assessora al Turismo e alle Attività produttive, Teresa Armato – parlano di una chiusura con quasi 2 milioni di arrivi, confermando la piena destagionalizzazione del turismo a Napoli. Non esistono più solo maggio e dicembre, i visitatori arrivano tutto l’anno».

Vivibilità e accoglienza: la sfida per una città “extralarge”

Di fronte a flussi così imponenti, l’amministrazione comunale guidata da Gaetano Manfredi punta a trasformare il record in opportunità, senza farsi trovare impreparata. «Il nostro impegno – ha proseguito Armato – è duplice: rendere Napoli sempre più vivibile per i cittadini e più accogliente per i turisti. Abbiamo rafforzato i servizi, ma dobbiamo aumentare la capacità di accoglienza in vista di appuntamenti cruciali come Napoli Capitale dello Sport 2026 e l’America’s Cup».

Un ruolo chiave in questa strategia è giocato dal dialogo costante con le strutture ricettive, pilastri dell’accoglienza. «Vanno supportate – ha aggiunto l’assessora – con progetti di decoro urbano e servizi, finanziabili anche attraverso una parte della tassa di soggiorno».

Oltre il record: l’esperienza, la genuinità e il “fattore ritorno”

Ma il successo di Napoli non si misura solo con i numeri assoluti. A certificare la qualità e la profondità del fenomeno è la professoressa Valentina Della Corte, coordinatrice dell’Osservatorio Turistico Urbano. «La città sta conoscendo uno sviluppo esplosivo del turismo, con un ampliamento quali-quantitativo dei target», ha dichiarato.

I turisti non si limitano a visitare, ma tornano, e lo fanno più volte, attratti da un’offerta sempre più variegata che spazia dall’enogastronomia al turismo religioso, fino ai grandi eventi sportivi. A fare la differenza, secondo Della Corte, è la capacità di conservare una spiccata “genuinità” nell’offerta, in un’ottica esperienziale che la rende unica nel panorama delle città d’arte.

Un dato, in particolare, colpisce e racconta questa peculiarità: «La permanenza media a Napoli è di 3 notti – ha sottolineato –, superando Firenze e Venezia (ferme a 2) e attestandosi a un passo da Roma (4)». Il Brand Napoli, insomma, si candida a diventare sempre più protagonista nel bacino del Mediterraneo, forte di una vivacità culturale, di una ricchezza di risorse e di uno spirito aperto e inclusivo.

Arrestati dalla polizia a Napoli due ricercati internazionali

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Napoli – Nella serata di mercoledì, gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato hanno proceduto all’arresto provvisorio ai fini di consegna di un 40enne rumeno, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità rumene. Il provvedimento riguarda reati in materia di stupefacenti.

Dopo averlo rintracciato sul territorio napoletano, la Polizia ha verificato che lo straniero risultava effettivamente destinatario del mandato e, in seguito, lo ha tratto in arresto. L’uomo è stato sottoposto alla misura della custodia provvisoria e sarà poi consegnato alle autorità rumene per rispondere dei reati contestati.

Arresto della 37enne peruviana con mandato internazionale

Nella serata successiva, gli agenti del Commissariato Pianura hanno catturato una 37enne peruviana, destinataria di un provvedimento di arresto internazionale emesso dalle autorità peruviane. Il reato contestato è anch’esso in materia di stupefacenti.

Dopo il rintraccio, la donna è stata fermata e condotta in questura, dove è stata accertata la validità del mandato. Anche in questo caso l’arrestata è stata posta in custodia provvisoria ai fini di estradizione verso il Paese di origine.

Rafforzamento della cooperazione internazionale

Le due operazioni dimostrano l’efficacia della cooperazione internazionale nella lotta contro il traffico di droga. La Polizia di Stato ha sottolineato l’importanza della rete tra le autorità italiane ed estere, finalizzata a individuare e catturare individui latitanti o destinatari di provvedimenti restrittivi.

Napoli, l’impero silenzioso: il ritorno di ’o Muntato e la nuova mappa del clan Contini

Napoli – C’è un momento preciso in cui la geografia criminale di Napoli ha cambiato pelle, tornando a un passato che sembrava sepolto dalle manette. È il 12 giugno 2019. Quel giorno, i cancelli di un carcere si aprono per lasciar passare Gennaro De Luca, per tutti “Gennaro ’o Muntato”.

Ventidue anni di detenzione non hanno scalfito il suo carisma né la sua autorità. Al contrario, il suo ritorno in libertà coincide con un vuoto di potere lasciato dagli storici boss, Edoardo Contini e Patrizio Bosti, blindati al regime del 41-bis.

Le ultime indagini della Squadra Mobile e dei Carabinieri, coordinate dalla DDA di Napoli, cristallizzano quello che gli analisti definiscono il “nuovo corso”: una restaurazione mafiosa che poggia su radici antiche ma punta a obiettivi modernissimi. E’ quanto messo nero su bianco nelle oltre 1200 pagine dell’ordinanza cautelare, firmata dal gip Fabrizia Fiore, del 3 marzo che ha portato in carcere 39 esponenti del clan Contini con 126 indagati.

La geografia del comando: i viceré del Vasto e del “Connolo”

La mappa del potere tracciata dagli inquirenti non lascia spazio a dubbi. Il clan Contini  è  un organismo multicentrico che respira attraverso i suoi quartieri storici.

Nel quartiere Vasto-Arenaccia, il volto del clan è quello di Gaetano Girgenti, alias “Core e Fierr”. Poco distante, nel rione Sant’Alfonso, che tutti nel quartiere chiamano “’à Connolo”, la sovranità appartiene ai fratelli Russo: Gennaro, Giovanni e Antonio, noti come “I Suricill”. È a loro, e in particolare a Gennaro Russo — descritto come un criminale di estrema accortezza investigativa — che De Luca avrebbe affidato il core-business del narcotraffico.

Il legame tra “’o Muntato” e i Russo non è solo strategico, ma di sangue e piombo: già nel 2005 furono condannati insieme a oltre 22 anni per gli omicidi Mele e Annunziata, ferite aperte della guerra di fine anni Novanta. A chiudere il cerchio ci sono il Borgo Sant’Antonio Abate, sotto l’egida di Carmine De Luca (“Zezzella”), e i rioni Amicizia e San Giovanniello, il cuore pulsante dove tutto ebbe inizio con il fondatore “Edoardo ’o Romano”.

L’estorsione invisibile: “Non serve sparare quando tutti sanno chi siamo”

Ciò che emerge dalle carte del GIP Roberto D’Auria è una strategia criminale raffinata, quasi “statale”. A differenza delle giovani “paranze dei bambini” o dei clan emergenti che hanno bisogno di stese e proiettili per affermare la propria esistenza, i Contini praticano la pressione subdola.

È una violenza che non ha bisogno di essere gridata. La loro forza è “immanente”: un commerciante del Vasto sa già a chi deve rivolgersi, sa già quanto deve pagare. Non serve una pistola puntata, basta una parola sussurrata. Tuttavia, quando l’efficienza cala, il clan interviene. È accaduto con la sostituzione di Gaetano Girgenti, ritenuto “poco incisivo” nella riscossione, con Francesco Laezza, incaricato di “avvicinare” le vittime, come i titolari di supermercati e ristoranti tra via Casanova e via Cairoli.

L’Antistato negli ospedali: il welfare nero dell’Alleanza

Ma l’indagine solleva il velo su qualcosa di ancora più inquietante: la capacità dell’Alleanza di Secondigliano (il cartello che unisce Contini, Licciardi e Mallardo) di infiltrarsi nei gangli vitali della città. Non solo droga e racket, ma un monopolio che spazia dai distributori di carburante ai gioielli, dall’abbigliamento alle scommesse online.

Il dato più allarmante riguarda le strutture ospedaliere. Secondo l’accusa, alcuni dei più importanti nosocomi napoletani sarebbero stati utilizzati come uffici privati del clan: luoghi sicuri per tenere summit tra latitanti, per ricevere vittime di usura o per gestire il potere mafioso sotto la copertura delle corsie bianche. Un “welfare” criminale che garantisce le “mesate” alle famiglie degli affiliati detenuti, mantenendo intatta la fedeltà alla causa.

La “Glocal” di Secondigliano: una struttura unitaria

Gli inquirenti mettono in guardia dal considerare i clan come entità separate. L’Alleanza è una “sovrastruttura” che resiste ai blitz. Nonostante l’arresto di 126 esponenti nel giugno 2019, l’organizzazione si è rigenerata.

Il documento la definisce una struttura “glocal”: radicata ferocemente nel vicolo (locale) ma capace di proiettare i propri capitali in tutta Italia e all’estero (globale). Una visione lungimirante che risale agli anni ’90, quando Eduardo Contini comprese che una tregua tra i grandi gruppi avrebbe reso più di una guerra. Oggi, quella pace armata è diventata un impero economico che gestisce interi comparti industriali come un monopolio legittimo.

Le armi nel garage: la forza pronta all’uso

Sebbene poco inclini all’uso del piombo, i Contini non sono disarmati. I sequestri effettuati presso il garage “Iole” a Casoria o gli arresti di figure come Pietro Lucarelli della “Stadera” — trovato in possesso di fucili mitragliatori e persino di una bomba — dimostrano che l’arsenale è pronto. La pace è solo una scelta aziendale; la guerra resta una possibilità tecnica sempre sul tavolo di chi siede al vertice.

1.continua

Pozzuoli, la Cassazione annulla la condanna per Cristian Di Roberto

Pozzuoli – La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Napoli nei confronti di Cristian Di Roberto, imputato per estorsione aggravata in relazione a fatti avvenuti in via Campana, a Pozzuoli.

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Luca Gili e Valerio Vianello Accorretti.

Con la decisione degli ermellini, il procedimento dovrà ora essere nuovamente esaminato da un’altra sezione della Corte d’Appello partenopea, che sarà chiamata a celebrare un nuovo giudizio sul caso.

Di Roberto era stato arrestato insieme a un complice con l’accusa di aver minacciato e intimidito il titolare di un parcheggio privato per sottrargli la clientela.

Le minacce al parcheggiatore 91enne

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati avrebbero imposto la loro presenza nella gestione delle auto nella zona della movida di Pozzuoli.

“Per il parcheggio devi dare i soldi a me, qui comando io” e ancora “stasera lo faccio io il parcheggio, devo lavorare”: sarebbero queste alcune delle frasi rivolte all’anziano titolare del parcheggio.

La vittima, nonostante i suoi 91 anni, sarebbe stata anche aggredita fisicamente: l’uomo sarebbe stato colpito con pugni e minacciato con una pistola.

Il controllo abusivo delle auto

Oltre alla richiesta di denaro, gli indagati avrebbero ostacolato l’ingresso dei clienti nel parcheggio privato dell’anziano, situato nei pressi di una discoteca molto frequentata.

L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di dirottare le vetture verso stalli improvvisati lungo la strada, dove le auto venivano sistemate abusivamente.
In questo modo avrebbero poi incassato direttamente i soldi dei parcheggi.

La denuncia e le indagini

Le indagini sono partite dopo la denuncia del 91enne. Il 23 ottobre 2022, uno degli indagati gli avrebbe puntato una pistola contro dopo che l’anziano aveva reagito a un’aggressione.

In quell’occasione sarebbe stato colpito con il bastone che utilizzava per camminare.

La versione fornita dalla vittima è stata successivamente riscontrata dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che avrebbero documentato parte delle intimidazioni.

Ora, dopo la decisione della Cassazione, la vicenda tornerà davanti alla Corte d’Appello di Napoli per un nuovo esame dei fatti.

Sorrento, ladro seriale di biciclette: arrestato due volte in poche ore

Sorrento – Arrestato, liberato e poi arrestato di nuovo nel giro di poche ore. Non è un gioco di parole ma quanto accaduto sulla Costiera sorrentina, dove un 31enne di origine algerina è finito due volte in manette nel giro di una giornata.

Erano circa le 10 del mattino quando a Sorrento i carabinieri hanno fermato l’uomo con l’accusa di furto. Il 31enne, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, aveva tentato di impossessarsi di un monopattino elettrico appartenente a una donna.

Sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma insieme agli agenti della polizia municipale. L’uomo è stato arrestato e condotto davanti all’autorità giudiziaria per il rito direttissimo previsto la mattina successiva.

La convalida senza misure cautelari

Il giudice ha convalidato l’arresto ma senza applicare misure cautelari nei confronti dell’indagato. Una decisione che, di fatto, ha rimesso in libertà il 31enne.
La permanenza fuori dalle celle, però, è durata solo poche ore.

Il secondo colpo e il nuovo arresto

Intorno alle 16.30, a Meta di Sorrento, i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento lo hanno nuovamente sorpreso, questa volta subito dopo aver rubato un’ebike appartenente a una 55enne del posto.

Il secondo intervento dei militari è scattato immediatamente: il 31enne è stato bloccato e arrestato di nuovo.

Trasferito nel carcere di Poggioreale

Dopo il nuovo arresto, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Carcere di Poggioreale, a Napoli, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida del provvedimento.

Qualiano, «fuga pericolosa»: 2 giovani arrestati: «Volevo evitare la multa»

Qualiano – Nel pomeriggio di venerdì 13 marzo 2026, i Carabinieri della stazione di Qualiano hanno intimato l’alt a una Toyota Aygo che percorreva via di Vittorio. L’autista non ha rispettato il segnale, dando origine a un inseguimento caratterizzato da velocità sostenuta e manovre azzardate tra le strade del centro abitato.

Per interrompere la fuga, è intervenuta una seconda gazzella, che ha sbarrato la strada costringendo i due giovani a fermarsi. A seguito del controllo, gli occupanti – un ragazzo di 20 anni e uno di 21 anni, entrambi incensurati – sono stati trovati in possesso di due dosi di hashish. Inoltre, l’autista non aveva mai conseguito la patente di guida.

L’inseguimento e l’arresto

Durante l’interrogatorio, il ventenne ha dichiarato: “Sono scappato per evitare la multa”. Entrambi sono stati arrestati per fuga pericolosa, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di sostanze stupefacenti. Stamattina si è tenuto il processo per direttissima a seguito dell’arresto.

Oroscopo di sabato 14 marzo 2026, a cura di Paolo Tedesco

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La giornata di oggi, sabato 14 marzo, si apre sotto il segno di una Luna che favorisce l’introspezione e la comunicazione autentica. L’energia astrale ci invita a mettere ordine nei pensieri prima di agire, specialmente nei rapporti personali. Scopriamo nel dettaglio come le stelle influenzeranno amore, lavoro, salute e finanze per ogni segno.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Amore: Giornata di forte carisma, sarete irresistibili. In coppia, organizzate una sorpresa; single, potreste fare un incontro folgorante in un contesto informale.
Lavoro: Idee innovative e voglia di fare. Attenzione a non essere troppo impulsivi con i colleghi.
Salute: Energia alle stelle. Sfruttatela con attività all’aria aperta.
Finanze: Piccole spese impulsive per un piacere personale. Concedetevele, ma senza esagerare.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: Il tuo mantra oggi è “asciutta, poi agisci”. Conta fino a dieci prima di lanciarti in una nuova impresa.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Amore: Atmosfera intima e romantica. Perfetto per una cena a lume di candela. Per i single, una persona dall’ambiente lavorativo potrebbe guardarvi con occhi diversi.
Lavoro: Questioni burocratiche e pratiche vanno finalmente a buon fine. Soddisfazione per un progetto portato a casa.
Salute: Leggera stanchezza mentale. Concedetevi un pisolino o un momento di relax totale.
Finanze: Rientro di un vecchio credito o piccolo guadagno inatteso.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: La stabilità si costruisce anche concedendosi delle pause. Non sentirti in colpa se oggi ti prendi cura di te.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Amore: La vostra verve comunicativa affascina tutti. Dialogo costruttivo in coppia per pianificare il futuro. Single: una chiacchierata potrebbe trasformarsi in un appuntamento.
Lavoro: Mattinata produttiva per contatti e nuove sinergie. Ottime idee per chi lavora nel commercio o nella comunicazione.
Salute: Attenzione alla gola e alle tensioni nervose. Una tisana rilassante può aiutare.
Finanze: Spese per la formazione o l’acquisto di libri. Investire su voi stessi è sempre una buona idea.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: Oggi parla con il cuore, ma pensa con la testa. Le parole sono frecce, scegli con cura il tuo bersaglio.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Sensibilità a fior di pelle. Cercate il contatto fisico e le coccole con il partner. Single: un ex potrebbe cercare un contatto, ma valutate bene il perché.
Lavoro: Ambiente domestico e lavorativo si intrecciano. Potreste lavorare da casa o occuparvi di questioni familiari importanti.
Salute: Sistema immunitario reattivo. Ottimo momento per depurare l’organismo.
Finanze: Controllate le spese domestiche. Piccole riparazioni in casa potrebbero richiedere un esborso.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: La tua forza è la sensibilità, non la tua debolezza. Ascoltala per capire cosa è giusto per te oggi.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Passionali e generosi. Riverberete il vostro calore sul partner. Single, un’avventura brillante ma di breve durata è dietro l’angolo.
Lavoro: Riconoscimenti per il vostro operato. Siete al centro dell’attenzione e questo vi piace. Sfruttatelo per proporre le vostre idee.
Salute: In forma smagliante. Ottima energia fisica e mentale.
Finanze: Tentazione di un acquisto di lusso. Se il budget lo permette, regalatevi un piccolo sfizio.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: Splendi, ma non abbagliare. Ricordati che il vero re è quello che fa sentire importanti anche gli altri.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Giornata di analisi. Potreste essere troppo critici con il partner. Cercate la perfezione, ma non dimenticate il lato emotivo. Single, non giudicate un libro dalla copertina.
Lavoro: Precisione e dedizione vi permettono di chiudere pratiche in sospeso. Massima efficienza.
Salute: Bene. Prestate attenzione solo a piccoli dolori muscolari da stress.
Finanze: Riuscite a risparmiare grazie a una gestione oculata. Qualche piccolo rimborso in arrivo.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: La perfezione è un’idea, l’amore è un abbraccio. Oggi, concediti l’imperfezione di un gesto spontaneo.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Armonia e bellezza vi circondano. Perfetto per uscite culturali o momenti di coppia all’insegna dell’arte. Single, fascino magnetico.
Lavoro: Collaborazioni fortunate. Riunioni produttive e clima sereno con i colleghi.
Salute: Equilibrio ritrovato. Giornata ideale per dedicarsi a yoga o meditazione.
Finanze: Guadagni da attività artistiche o creative. Ottimo momento per investire in bellezza.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: Cerca l’equilibrio, ma non aver paura di uscire dalla tua zona di comfort. La vera bellezza è anche un po’ spericolata.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Intensità e passione. Momenti di confronto profondo con il partner che rafforzano il legame. Single, attrazione fatale per una persona misteriosa.
Lavoro: Determinazione e fiuto per gli affari. Riuscite a vedere oltre l’apparenza e a cogliere opportunità nascoste.
Salute: Energia profonda da gestire. Attenzione alla digestione, pasti leggeri.
Finanze: Ottime per investimenti e speculazioni a breve termine. Seguite il vostro istinto.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: La tua intensità è un dono, ma oggi cerca di non trasformare un dialogo in un interrogatorio. Lascia spazio al mistero.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Voglia di evasione e di nuove avventure. Proponete al partner un viaggio o una gita fuori porta. Single, siete pronti per una nuova conoscenza stimolante.
Lavoro: Idee innovative per espandere il vostro business o per cercare nuovi orizzonti professionali.
Salute: Energia positiva. Perfetto per fare sport e scaricare la tensione.
Finanze: Entrate extra da fonti inaspettate. Attenzione agli acquisti d’impulso online.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: La fretta è cattiva consigliera. Prima di prenotare il prossimo volo, assicurati di aver fatto il pieno di benzina per il viaggio di oggi.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Giornata dedita alle responsabilità familiari. Trovate nel partner un appoggio fondamentale. Single, una persona più matura e stabile potrebbe fare breccia nel vostro cuore.
Lavoro: Obiettivi chiari e raggiungibili. La vostra ambizione è premiata. Siete un esempio per i colleghi.
Salute: Solida. Approfittate per recuperare energie con una lunga dormita.
Finanze: Gestione oculata e pianificazione a lungo termine. Mettete da parte per un progetto futuro.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: La scalata è importante, ma ricordati di goderti il panorama anche durante la salita. Il successo è fatto anche di piccole gioie quotidiane.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Siete anticonformisti e affascinanti. Idee originali per stupire il partner. Single, la vostra eccentricità attirerà qualcuno di molto interessante.
Lavoro: Giornata all’insegna dell’innovazione e del lavoro di squadra. Progetti futuristici e tecnologici al centro.
Salute: Bene. Fate attenzione alla circolazione, muovetevi spesso.
Finanze: Guadagni da internet o da attività innovative. Qualche spesa per un progetto tecnologico.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: Le tue idee sono avanti, ma oggi ricordati di portare con te chi ti sta vicino. La vera rivoluzione si fa insieme.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Sognanti e romantici come non mai. Momenti magici in coppia, fatti di sguardi e complicità. Single, un amore platonico potrebbe farsi più concreto.
Lavoro: Creatività e intuito al massimo. Perfetto per artisti e per chi lavora nel sociale. Ascoltate i vostri sogni.
Salute: Molto sensibili agli sbalzi d’umore. Fate una passeggiata vicino all’acqua per ritrovare la serenità.
Finanze: Piccole spese per il benessere personale e la cura di sé. Investite su ciò che vi fa stare bene.
🌟 Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco: Nuota nel tuo mondo dei sogni, ma tieni un piede ancorato a terra. La bellezza va vissuta, non solo immaginata.

Il commento finale di Paolo Tedesco

Cari amici, l’analisi di questo sabato 14 marzo 2026 ci consegna un quadro astrale interessante e profondamente umano. La predominanza di energie che spingono da un lato all’introspezione e alla cura di sé (Toro, Cancro, Pesci), e dall’altro all’azione e alla comunicazione (Ariete, Gemelli, Sagittario), ci racconta di una giornata in cui il vero equilibrio si gioca nel sapersi fermare un istante prima di agire.

Ho voluto dare un consiglio che partisse sempre da una riflessione, perché le stelle di oggi ci chiedono questo: di non essere travolti dagli eventi, ma di esserne i registi consapevoli. Che si tratti dell’impulsività dell’Ariete o della critica della Vergine, l’invito è lo stesso: portare un po’ di coscienza in più nei nostri gesti quotidiani.

In amore, la parola chiave è “autenticità”. Lasciate da parte le maschere e mostratevi per quello che siete. Sul lavoro, è il momento di seminare con intelligenza, ma anche di riconoscere i frutti già maturi.

Ricordatevi: l’oroscopo non è un destino scritto, ma una mappa celeste che ci offre spunti per navigare al meglio la nostra giornata. Usate questi consigli come uno strumento per vivere un sabato all’insegna dell’armonia e della consapevolezza.

Buona giornata a tutti, e che le stelle vi siano amiche.

Un abbraccio stellare,
Paolo Tedesco

Napoli, in fuga dalla polizia gettano la pistola dal finestrino: arrestati

Mattinata movimentata per le strade di Napoli, dove un normale controllo del territorio si è trasformato in un inseguimento culminato con due arresti e il sequestro di un’arma da fuoco. A finire in manette, con l’accusa di concorso in porto di arma clandestina, sono due cittadini napoletani di 28 e 31 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine.

Il sospetto e l’inseguimento da Corso Lucci

Tutto ha avuto inizio quando una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, transitando lungo Corso Arnaldo Lucci, ha notato un’automobile con a bordo due uomini. L’atteggiamento visibilmente nervoso e circospetto della coppia ha subito insospettito gli agenti. Alla vista della volante, il conducente dell’auto sospetta ha schiacciato il piede sull’acceleratore, in un chiaro tentativo di eludere il controllo e seminare i poliziotti.

Ne è scaturito un rapido inseguimento nel traffico cittadino che si è concluso poco distante, in via Amerigo Vespucci, dove la Polizia è riuscita a raggiungere e bloccare definitivamente la vettura in fuga.

Il lancio dell’arma e l’arresto

Durante i concitati momenti della fuga, gli agenti hanno notato chiaramente i due uomini disfarsi di un oggetto, lanciandolo fuori dal finestrino dell’auto in corsa. Recuperato immediatamente dai poliziotti, l’oggetto si è rivelato essere una pistola clandestina, priva di marca e con la matricola abrasa per impedirne il tracciamento. L’arma era pronta all’uso: all’interno era inserito un caricatore con 6 proiettili calibro 6,35 mm.

Di fronte all’evidenza dei fatti e al recupero dell’arma, per i due fuggitivi sono scattate immediatamente le manette. Ora si trovano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Fondi Ue, il gip di Palermo respinge la misura cautelare per il vicepresidente degli Industriali di Napoli

Il giudice per le indagini preliminari di Palermo, Claudia Rosini, ha rigettato integralmente la richiesta di applicazione di una misura cautelare nei confronti di Carlo Palmieri, vicepresidente dell’Unione Industriali di Napoli, indagato dalla Procura Europea con l’ipotesi di turbativa d’asta nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dei fondi comunitari destinati all’istruzione.

Nel provvedimento il gip ha ritenuto non sussistenti gli indizi di colpevolezza nei confronti del manager napoletano. Secondo la difesa, il giudice avrebbe quindi “azzerato definitivamente l’intero impianto accusatorio” formulato nei suoi confronti.

Accolta l’eccezione di incompetenza territoriale

Il giudice ha inoltre accolto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dai legali di Palmieri. Di conseguenza, il Tribunale di Palermo ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Napoli, che ora dovrà valutare la posizione dell’imprenditore.

Il provvedimento è arrivato a pochi giorni dalla notifica dell’interrogatorio preventivo disposto dal tribunale palermitano.

La soddisfazione della difesa

“Il giudice, alla luce delle ampie dichiarazioni rese dal mio assistito e condividendo la tesi difensiva, ha ritenuto totalmente insussistenti gli indizi di colpevolezza”, ha dichiarato l’avvocato Marco Campora, legale di Palmieri.

Il difensore ha espresso “grande soddisfazione” per la decisione, sottolineando che “è stata accertata l’assoluta correttezza della condotta di Palmieri e la sua totale estraneità alla vicenda”. Secondo Campora, la posizione del manager potrebbe essere archiviata in tempi brevi.

L’inchiesta sui fondi europei per l’istruzione

L’indagine della Procura Europea, avviata a Palermo tre anni fa, riguarda presunte irregolarità nella gestione dei fondi comunitari destinati al settore dell’istruzione.
Nell’inchiesta – che risale formalmente al 24 febbraio scorso – risultano coinvolti docenti universitari, ricercatori di enti di primo piano come il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e insegnanti di istituti superiori.

Il filone investigativo prese avvio con l’arresto di una dirigente scolastica del quartiere Zen di Palermo, accusata di aver sottratto denaro destinato alla mensa scolastica e di aver imposto alla scuola l’acquisto di computer e tablet da una società informatica, la R-Sore, in cambio di cellulari di ultima generazione e altri regali per sé e per i propri familiari.

Caivano, la Corte d’Appello conferma il licenziamento dell’ex bidella star dei social

Caivano– La sua storia, tra solidarietà e diffidenza, aveva fatto il giro d’Italia all’inizio del 2023. Oggi, per Giuseppina Giugliano, 32enne ex collaboratrice scolastica, arriva una nuova battuta d’arresto.

La Corte d’Appello di Napoli ha infatti confermato il licenziamento, già deciso in primo grado, mettendo la parola fine (sul piano disciplinare) al suo rapporto di lavoro con il ministero dell’Istruzione.

Dai social al tribunale: la parabola di un caso mediatico

La vicenda della Giugliano era diventata virale quando, assunta al liceo artistico “Boccioni” di Milano, aveva raccontato di essere costretta a pendolare ogni giorno tra Napoli e il capoluogo lombardo per non sostenere i costi di un trasferimento. Un racconto che inizialmente aveva suscitato un’ondata di solidarietà.

Ben presto, però, erano emerse ombre: le sue presenze a scuola erano in realtà meno frequenti di quanto dichiarato, complice un lungo periodo di malattia.

Trasferita in Campania, a novembre del 2023 era stata assegnata all’istituto superiore “Francesco Morano” di Caivano, guidato dalla preside Eugenia Carfora, la dirigente resa celebre dalla fiction televisiva “Vincere tutto” con Luisa Ranieri.

Le contestazioni e la conferma del licenziamento

Proprio a Caivano la situazione è precipitata. Alla collaboratrice scolastica sono state contestate una serie di assenze prolungate e non giustificate. Secondo quanto ricostruito, avrebbe presentato certificati medici in ritardo e richiesto un congedo per assistere lo zio malato senza possedere i requisiti di legge.

Dalla contestazione formale si è passati al licenziamento, contro il quale la donna aveva presentato ricorso. Con la recente decisione, i giudici d’Appello hanno ora respinto le sue ragioni, consolidando il provvedimento.

L’ombra dello stalking sulla preside Carfora

Ma i guai giudiziari per la Giugliano non sono finiti. Parallelamente alla vicenda lavorativa, pende sulla sua testa un processo penale. È accusata di stalking ai danni della stessa preside Carfora. L’udienza davanti al tribunale di Napoli Nord farà luce su comportamenti e atteggiamenti che sarebbero stati messi in atto dalla ex bidella nei confronti della dirigente scolastica, gettando un’ombra ancora più cupa su una vicenda già complessa e controversa.

Harmont & Blaine ritira i licenziamenti dopo il vertice in Prefettura

Un confronto lungo e teso, culminato con una svolta inattesa. Al termine del vertice convocato in Prefettura a Napoli, l’azienda Harmont & Blaine ha annunciato il ritiro della procedura di licenziamento che aveva allarmato lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali.

La decisione è arrivata dopo ore di sciopero e di presidio davanti ai cancelli dell’azienda e al termine di un confronto definito duro dai sindacati. Al tavolo istituzionale hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di Cgil e Cisl insieme ai delegati delle categorie di settore. Tra i presenti anche Raffaele Paudice per Cgil Napoli e Campania, Andrea Pastore e Vincenzo Acanfora per Filctem Cgil, oltre ai segretari Melicia Comberiati per Cisl Napoli e Anna Pareni per Femca Cisl.

Proprio Cgil e Cisl hanno commentato l’esito dell’incontro sottolineando il valore della mobilitazione dei lavoratori e il ruolo svolto dalla Prefettura nel favorire il confronto tra le parti. «Dopo un duro confronto con l’azienda, grazie alla mobilitazione dei lavoratori e al contributo fattivo della Prefettura di Napoli, oggi l’azienda Harmont & Blaine ha annunciato il ritiro della procedura di licenziamento e ha accolto la richiesta sindacale di accedere agli ammortizzatori sociali per gestire la crisi aziendale».

I sindacati parlano di un risultato importante ma invitano alla prudenza, perché la fase che si apre sarà comunque complessa. «Pur nella soddisfazione per il risultato ottenuto, dopo ore di sciopero e presidio delle lavoratrici e dei lavoratori di Harmont & Blaine, siamo consapevoli del sacrificio che comunque sarà richiesto ai lavoratori e della difficoltà di un percorso ancora tutto da costruire».

La decisione dell’azienda rappresenta però, secondo le organizzazioni sindacali, un primo passo fondamentale per salvaguardare l’occupazione in un territorio che negli ultimi anni ha vissuto numerose crisi industriali e processi di deindustrializzazione. «Un primo passo per difendere l’occupazione, in un territorio profondamente segnato dalle crisi e dalla deindustrializzazione, è stato compiuto e resteremo al fianco dei lavoratori in difesa della loro dignità e dell’occupazione».

Per i sindacati la vicenda dimostra ancora una volta il peso della mobilitazione collettiva nelle vertenze industriali. «Ancora una volta abbiamo dimostrato che la mobilitazione e la responsabilità dei lavoratori sono la chiave per affrontare le crisi e dare dignità al territorio».

Appennino tosco emiliano, il parco accelera sull’e-mobility

REGGIO EMILIA – Mobilità sostenibile, turismo lento, tutela ambientale e innovazione tecnologica. Sono gli elementi al centro degli interventi avviati dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano tra Garfagnana e l’Appennino parmense e reggiano, finanziati dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica attraverso il programma “Parchi per il clima – annualità 2020”. I lavori riguardano la realizzazione di servizi e infrastrutture per la mobilità sostenibile, con aree di sosta dedicate alla sharing mobility collocate in prossimità dei principali nodi del trasporto pubblico o dei poli attrattori di traffico. Le aree saranno dotate di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, sistemi di videosorveglianza, illuminazione e segnaletica. Nel Comune di Corniglio, in località Cancelli, è stata realizzata un’area di sosta per la sharing mobility pensata come porta di accesso alla natura dell’Alta Val Parma. Da qui si diramano infatti le strade forestali dirette verso Lagdei e l’area dei Lagoni, mete molto frequentate da escursionisti e ciclisti.

AFFLUSSO INCONTROLLATO DI AUTO, TRAFFICO, SICUREZZA E AMBIENTE – Durante i fine settimana estivi, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, l’afflusso incontrollato di automobili genera in queste zone congestionamento del traffico, problemi di sicurezza, inquinamento e impatti ambientali significativi. Per questo il Parco ha realizzato un intervento da 150.000 euro con l’obiettivo di favorire una fruizione più sostenibile dell’area naturale e promuovere forme di mobilità dolce come trekking e bicicletta. Il progetto dei Cancelli punta infatti a creare un punto di scambio tra mobilità motorizzata e mobilità lenta, dove i visitatori possano lasciare l’auto e proseguire a piedi o in bicicletta verso l’interno dell’area protetta.

I LAVORI A CANCELLI – I lavori a Cancelli hanno interessato il piazzale esistente, dove sono state installate colonnine di ricarica per veicoli elettrici: due punti per le auto e quattro per le biciclette elettriche. L’area è stata sistemata con materiale stabilizzato e nuove corsie di circolazione. Realizzata anche una rotatoria -con al centro un’area verde- per collegare la strada provinciale alle due principali strade forestali verso Lagdei e i Lagoni. Tutte le stazioni di ricarica sono dotate di tecnologia intelligente che consente di monitorare ogni ricarica registrando data, durata e quantità di energia erogata. Le postazioni bici includono anche strumenti per la manutenzione. L’area è inoltre dotata di illuminazione a Led e videosorveglianza con due telecamere. Il sistema elettrico è collegato alla rete esistente tramite una derivazione dalla linea in media tensione gestita da Enel e alimenta anche altre infrastrutture, tra cui un container riqualificato che sarà usato come centro di coordinamento per eventuali emergenze e come magazzino antincendio.

Il progetto non ha richiesto espropri: gli interventi interessano aree demaniali già in gestione al Parco e alcune superfici private per le quali è stata concessa l’autorizzazione. IL monitoraggio infrastrutture consentirà di stimare il risparmio di emissioni di anidride carbonica grazie all’uso di mezzi elettrici e alla riduzione del traffico tradizionale. I dati raccolti dalle colonnine permetteranno inoltre di analizzare giorni e orari di maggiore utilizzo, distinguendo tra periodi festivi e feriali, per comprendere meglio le abitudini dei visitatori e pianificare eventuali miglioramenti del servizio. Tutti i punti di ricarica saranno inseriti nella cartografia digitale del Parco e i dati saranno disponibili gratis sul sito istituzionale.

I LAVORI A SOLOGNO – Sono in corso lavori anche nel cuore dell’Appennino reggiano, nel borgo di Sologno, frazione del Comune di Villa Minozzo, per un investimento di 218.500 euro. Qui sorgerà una nuova area di sharing mobility pensata per favorire l’uso di mezzi ecologici e ridurre le emissioni di CO2 nel territorio montano. Il progetto creerà un punto di interscambio tra diversi sistemi di mobilità a servizio dei visitatori diretti verso luoghi di grande interesse naturalistico come la Pietra di Bismantova, le sorgenti sulfuree delle Fonti di Poiano e l’area dei Gessi Triassici, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità dal 19 settembre 2023. L’intervento prevede la realizzazione di un’area di sosta alle porte del Parco con una colonnina di ricarica per auto elettriche e stalli per e-bike, oltre a informazioni e servizi per la mobilità a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. La colonnina sarà dotata di hardware e software per monitorare le ricariche e stimare la CO2 risparmiata. La ricarica per le auto sarà collocata davanti all’ostello recentemente ristrutturato dal Comune di Villa Minozzo. L’area circostante ospiterà sei stalli per e-bike: due accanto alla colonnina auto e quattro nel cortile dell’ostello.

È inoltre in corso la riqualificazione della fermata bus davanti all’ufficio postale del paese per favorire l’uso del trasporto pubblico. Saranno installati pannelli informativi e segnaletica escursionistica dedicata ai percorsi del Parco e verrà realizzata una piazzola ecologica per la raccolta differenziata che sostituirà i cassonetti attualmente lungo la strada provinciale, migliorando l’impatto visivo all’ingresso del paese. Previsto anche il rifacimento di un tratto della provinciale che attraversa il borgo. L’intervento è cofinanziato dall’Ente Parco e dal Comune di Villa Minozzo con 18.500 euro. Nel piccolo centro di circa 120 abitanti i visitatori potranno così trovare, in pochi metri, ricarica per auto e bici elettriche, servizi turistici, collegamenti autobus, percorsi naturalistici e strutture di accoglienza.

I LAVORI A MONCHIO DELLE CORTI – Nel Parmense devono invece partire i lavori per una nuova area di sosta dedicata alla sharing mobility alla porta “Pratospilla” del Parco, nel Comune di Monchio delle Corti, punto di partenza di numerosi sentieri verso i boschi, i laghi e le praterie d’alta quota dell’Alta Val Cedra. L’intervento, dal costo di 50.000 euro, prevede stalli di ricarica elettrica per auto e biciclette, due colonnine di ricarica, impianto di illuminazione e videosorveglianza. Infine, anche in Garfagnana il Parco investe sulla mobilità sostenibile con nuove aree di sosta dedicate alla sharing mobility nel Comune di Sillano-Giuncugnano, per un investimento di 150.000 euro. Il progetto prevede l’installazione di una colonnina di ricarica per auto nel centro di Sillano, nei pressi del municipio, e sette punti di ricarica per e-bike in alcune frazioni. La colonnina consentirà la ricarica simultanea di due veicoli ed è predisposta per tecnologie avanzate come lo smart charging e la gestione intelligente dei flussi energetici. Le stazioni per e-bike sorgeranno nei pressi del bivio per Rocca Soraggio, a Villa Soraggio accanto alla pensilina dell’autobus riqualificata, nella frazione di Metello, nel parcheggio antistante il bar del paese e nel centro di Ponteccio.

Ulteriori punti saranno realizzati a Magliano, accanto alla terrazza panoramica del paese, e a Capanne di Sillano, nei pressi del Villaggio Anemone, dove verranno potenziate le colonnine esistenti. Tutte le aree di ricarica saranno dotate di rastrelliere per bici, panchine e sedute, trasformandosi in piccoli spazi di sosta e socialità, muniti di sistema di illuminazione a led e videosorveglianza. Da alcuni anni il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, grazie ai finanziamenti “Parchi per il clima” del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, sta portando avanti interventi di valorizzazione turistica del territorio, alcuni già realizzati e altri in corso di progettazione e realizzazione. Si tratta di opere finalizzate a promuovere un uso sostenibile della risorsa natura, riducendo traffico e emissioni e incentivando forme di fruizione dolce del territorio. Gli obiettivi sono favorire la mobilità non inquinante, diminuire il traffico veicolare nelle aree protette, contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e rafforzare la resilienza degli ecosistemi rispetto alla pressione antropica, promuovendo al tempo stesso una maggiore educazione, consapevolezza e responsabilità dei visitatori.

Accusato di aver evaso accise su 23 tonnellate di oli: assolto imprenditore

Si chiude con un proscioglimento la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto un imprenditore di San Martino Valle Caudina accusato di irregolarità nel pagamento delle accise su prodotti energetici. Il Tribunale di Civitavecchia ha infatti pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti di S. T., 32 anni, difeso dall’avvocato Vittorio Fucci.

L’accusa contestava all’imprenditore di aver sottratto al pagamento delle accise un carico di 23.760 chilogrammi di oli lubrificanti, trasportati dalla Spagna in concorso con un’altra persona. Secondo l’ipotesi investigativa, il materiale sarebbe stato movimentato senza che fosse dimostrato l’avvenuto pagamento dell’imposta da parte della ditta destinataria della merce.

Nel procedimento era coinvolto anche F. B., autista di un mezzo di trasporto della società riconducibile all’imprenditore. I due, secondo la ricostruzione iniziale, avrebbero trasferito il carico di oli lubrificanti destinato a una società che non risultava registrata presso l’Ufficio delle Dogane e che non era qualificata come deposito fiscale, circostanza che aveva portato alla contestazione della presunta evasione delle accise.

Il Tribunale di Civitavecchia, esaminati gli atti del procedimento, ha però stabilito che nei confronti dell’imprenditore non sussistono i presupposti per proseguire l’azione penale. Da qui la decisione di pronunciare sentenza di non luogo a procedere, accogliendo di fatto la posizione difensiva sostenuta dal legale Vittorio Fucci. La vicenda giudiziaria si conclude quindi con il proscioglimento dell’imprenditore irpino, ponendo fine alle accuse legate al trasporto del carico di oli lubrificanti proveniente dalla Spagna.

Processo Moccia, Giudice e Pg in Cassazione: il «doppio ruolo» che spacca il tribunale di Napoli

Napoli – Un magistrato può essere contemporaneamente giudice in un dibattimento di merito e Sostituto Procuratore Generale presso la Suprema Corte? È questo l’interrogativo che sta infiammando il tribunale di Napoli, sollevando un polverone politico-giudiziario attorno alla figura di Michele Ciambellini.

Il magistrato, attualmente impegnato nel complesso processo contro il presunto clan Moccia, ricopre infatti anche l’incarico di Pg in Cassazione. Una sovrapposizione che la Camera Penale partenopea non ha esitato a definire come l’ennesima “spia di una patologia del sistema”.

L’attacco dei penalisti: “Ruoli incompatibili”

Per Maurizio Capozzo, segretario della Camera Penale di Napoli, la questione non riguarda il valore del singolo professionista, ma la tenuta del modello accusatorio. Pur ribadendo la stima per la professionalità di Ciambellini, Capozzo sottolinea come tale “commistione” sia incompatibile con i principi cardine dell’ordinamento italiano.

Secondo i penalisti, si tratta di un corto circuito che alimenta la necessità di riforme strutturali, richiamando anche il tema referendario sulla separazione delle carriere come possibile soluzione a queste ambiguità procedurali.

La difesa dell’ANM: “Evitiamo di ricominciare da zero”

Di parere diametralmente opposto è Giuseppe Santalucia, già presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che bolla come “fuorviante” la ricostruzione dei legali. Santalucia chiarisce un punto tecnico fondamentale: la Procura Generale presso la Cassazione non è un ufficio inquirente che svolge indagini o esercita l’accusa come le Procure territoriali, ma un organo che coopera con la Corte per il controllo della legittimità dei provvedimenti.

La scelta del CSM tra efficienza e forma

Dietro la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura di mantenere Ciambellini nel collegio giudicante napoletano tramite l’istituto dell’applicazione, ci sarebbe una motivazione pragmatica: salvare il processo. Il dibattimento contro il clan Moccia si trascina da anni; la sostituzione di un giudice comporterebbe il rischio di dover ripartire da zero con il rinnovo del dibattimento.

“Una perdita di tempo ed energie infinita”, avverte Santalucia, difendendo la saggezza della scelta del CSM contro quella che definisce una “rappresentazione distorta della realtà” dovuta alla scarsa conoscenza delle funzioni giudiziarie.