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Napoli, alla Federico II una tesi sull’AI che rivoluziona il marketing digitale

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A Napoli sempre più giovani studenti universitari studiano le nuove tecnologie e quindi anche l’intelligenza artificiale. E’ il caso del giovane Davide Fina che con la relatrice Teresa Marrone ha presentato una tesi dal titolo: “L’impatto dell’intelligenza artificiale nel digital marketing” al corso di laurea di International and Innovation managment del Dipartimento, managtment e Istituzione della Federico II.

L’elaborato ha analizzato l’impatto dell’intelligenza artificiale sul digital marketing, evidenziando come la trasformazione digitale abbia modificato profondamente il rapporto tra imprese e consumatori. L’obiettivo principale della tesi è comprendere in che modo l’AI stia ridefinendo le strategie di marketing, rendendo possibile una comunicazione più personalizzata, predittiva e basata sui dati.

Attraverso modelli come machine learning, neuromarketing e la marketing automation, le aziende possono analizzare grandi quantità di informazioni per anticipare i bisogni dei clienti, migliorando la customer experience e rafforzandola brand loyalty. Lo studio affronta anche le sfide etiche e normative legate all’uso dell’intelligenza artificiale, tra cui privacy, trasparenza degli algoritmi e impatto sul lavoro.

L’analisi è arricchita da casi aziendali internazionali (BMW, Revolut, AstraZeneca e Gucci), che mostrano come l’AI venga utilizzata per innovare il marketing, migliorare i servizi e creare relazioni più strette con gli utenti. La tesi conclude che il futuro del marketing sarà sempre più AI-driven, ma richiederà un equilibrio tra innovazione tecnologica, responsabilità etica e creatività dell’esperienza umana.

La brillante esposizione del neo laureato ha reso felici ed orgogliosi in primo luogo i suoi genitori Lucio Fina e Valeria Coppola.

 

Napoli, Manfredi annuncia: «Da maggio 300 nuove telecamere in città»

Napoli – Partirà tra maggio e giugno l’installazione di circa 300 nuove telecamere di videosorveglianza sul territorio di Napoli. Lo ha annunciato il sindaco Gaetano Manfredi, ribadendo l’impegno dell’Amministrazione a rafforzare la sicurezza urbana attraverso l’implementazione degli impianti tecnologici a disposizione delle forze dell’ordine.

Il primo lotto di lavori rientra in un progetto più ampio di potenziamento del sistema di controllo delle aree sensibili della città, dall’area centrale ai quartieri più periferici, passando per le principali arterie di collegamento e i punti critici individuati in base alle esigenze di Polizia e Carabinieri.

Contratto firmato, gara aggiudicata

“La gara è stata aggiudicata e il contratto è stato firmato”, ha spiegato Manfredi, sottolineando che la ditta vincitrice procederà nei mesi di maggio e giugno all’installazione delle nuove postazioni.

Le telecamere saranno collegate alla Sala operativa della Questura di Napoli, che fungerà da hub centrale per la raccolta, il monitoraggio e la gestione delle immagini in tempo reale.

L’intervento consente di integrare i nuovi impianti con la rete esistente, espandendo la copertura su strade, piazze e nodi di traffico dove in passato sono stati rilevati episodi di microcriminalità, traffico di sostanze stupefacenti, furti e atti di vandalismo.

Progetti complessi e coordinamento con le forze dell’ordine

Il sindaco ha sottolineato come si tratti di “progetti complessi”, che richiedono numerose autorizzazioni amministrative, la verifica delle infrastrutture di rete e la compatibilità con i sistemi già in uso dalle forze dell’ordine.

“Non si tratta solo di installare apparecchiature”, ha precisato Manfredi, “ma di costruire una rete integrata, sicura e omogenea, capace di supportare le indagini e i controlli quotidiani. È fondamentale che i sistemi siano coordinati con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, per massimizzare l’efficacia del presidio urbano”.

L’obiettivo dichiarato è duplice: aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini e fornire agli operatori di polizia strumenti in grado di accelerare interventi e ricostruzioni di fatti.

Emergenza rifiuti a Ischia: trasporti nel caos e scali saturati

Ischia – Da oltre due settimane, l’isola d’Ischia deve fare i conti con un grave deficit logistico. L’unica imbarcazione specificamente adibita al trasporto dei rifiuti verso la terraferma è ferma in cantiere per manutenzione dal 27 febbraio. Nonostante le rassicurazioni iniziali, l’unità sostitutiva non è mai entrata in servizio, costringendo i camion della nettezza urbana a imbarcarsi sulle corse ordinarie.

Porti e collegamenti in sofferenza

Questa soluzione d’emergenza sta portando al collasso il sistema dei trasporti marittimi. Il surplus di mezzi pesanti sui traghetti di linea, in particolare sulla tratta Pozzuoli-Ischia, sta saturando la capacità dei garage. A farne le spese sono i corrieri e le aziende che trasportano merci di prima necessità, che vedono i propri veicoli esclusi dalle corse mattutine per mancanza di spazio.

L’allarme per la stagione turistica

La preoccupazione tra gli operatori economici è altissima. Con l’avvicinarsi della Pasqua e l’apertura ufficiale della stagione turistica, il fabbisogno di approvvigionamenti per alberghi e ristoranti aumenterà esponenzialmente. Le associazioni di categoria hanno già lanciato l’allarme: senza una soluzione immediata, il rischio è quello di un blocco delle forniture che comprometterebbe l’accoglienza dei primi flussi di visitatori.

Martedì il vertice in Prefettura

Per prevenire proteste e garantire la regolarità dei collegamenti, la Prefettura di Napoli è scesa in campo. Per martedì prossimo è stato convocato un tavolo tecnico che vedrà protagonisti le compagnie di navigazione e le autorità marittime. L’obiettivo è sbloccare lo stallo e ripristinare una gestione dei rifiuti che non gravi sulla mobilità ordinaria dell’isola “verde”.

Omicidio Martina Carbonaro, il legale: «Il Pm ha contestato la crudeltà. Colpita alle spalle e a terra»

Afragola – Non fu solo un dolo d’impeto o un delitto scaturito da futili motivi. La fine di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola la notte tra il 27 e il 28 maggio 2025, è stata segnata da una “ferocia gratuita” e da una “sofferenza inflitta ulteriore” rispetto a quella necessaria a provocare la morte.

A metterlo nero su bianco è la Procura di Napoli, che ha pienamente contestato all’ex fidanzato, Alessio Tucci, l’aggravante della crudeltà.

La smentita sulle indiscrezioni investigative

A fare chiarezza su un dettaglio fondamentale per il futuro iter processuale è l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia della vittima. Nelle settimane successive all’avviso di conclusione delle indagini, erano trapelate alcune indiscrezioni secondo le quali i magistrati non avrebbero ravvisato gli estremi per la crudeltà. Una narrazione che oggi viene categoricamente smentita dalle carte ufficiali.

«Contrariamente a quanto trapelato – dichiara l’avvocato Pisani in una nota – lo studio analitico degli atti, messi a mia disposizione solo dopo la fissazione dell’udienza preliminare, rivela chiaramente che il Pubblico Ministero ha invece contestato l’aggravante».

La dinamica nel capo d’imputazione

La conferma arriva dalla lettura testuale del capo di imputazione formulato dai pm partenopei, in cui la sequenza omicidiaria viene descritta in tutta la sua drammaticità. Le indagini hanno ricostruito un attacco spietato. L’assassino, si legge negli atti citati dalla difesa, avrebbe commesso il fatto «colpendo la persona offesa dapprima alle spalle e nuovamente anche quando oramai accasciata e riversa al suolo».

Non solo: l’aggressione si sarebbe consumata anche «facendo altresì pressione manuale in corrispondenza del volto e della cavità orale». Dettagli agghiaccianti che configurano un accanimento sul corpo della giovane vittima.

Oltre i futili motivi

Dal punto di vista della procedura penale, l’architettura accusatoria disegnata dalla Procura assume ora contorni decisamente più gravi per l’imputato. Secondo il legale di parte civile, l’uso dell’espressione “ed ancora” all’interno del capo d’accusa rappresenta uno snodo giuridico cruciale: funge da cerniera tra la contestazione dell’aggravante dei futili motivi e la descrizione di una condotta che è, intrinsecamente e oggettivamente, crudele.

«Questa descrizione – conclude l’avvocato Pisani – sottolinea una ferocia che non lascia spazio a dubbi sulle reali intenzioni della Procura». Ora la parola passa al Giudice per l’Udienza Preliminare, chiamato a vagliare un quadro indiziario che si profila severissimo.

Caserta, droga e contanti in casa: arrestato 28enne

Caserta – La Guardia di Finanza di Caserta ha arrestato un 28enne domiciliato a Teano dopo aver trovato nella sua disponibilità oltre mezzo chilo di sostanze stupefacenti e tremila euro in contanti. L’operazione è scattata al termine di un’attività di pedinamento condotta dai militari della Tenenza di Piedimonte Matese, insospettiti dai movimenti dell’uomo mentre si trovava alla guida della sua auto.

Il controllo e la perquisizione

Il fermo è avvenuto nel territorio del comune di Vairano Patenora, dove i finanzieri hanno eseguito un controllo stradale. Dalla successiva perquisizione dell’auto e dell’abitazione del giovane è emerso il materiale ritenuto riconducibile all’attività di spaccio.

All’interno dell’appartamento i militari hanno rinvenuto una busta contenente oltre mezzo chilo di droga tra cocaina, hashish e marijuana, oltre alla somma di tremila euro in contanti. Sequestrati anche un bilancino di precisione e diversi strumenti utilizzati per il confezionamento delle dosi.

Il 28enne è stato arrestato e condotto a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato l’arresto, applicando nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I gladiatori dell’Appia: riaffiora nel Beneventano un monumentale sepolcro romano

Benevento – Un nuovo, straordinario capitolo della storia romana riemerge dalle terre campane. Lungo il tracciato della millenaria Via Appia, nel territorio di Apollosa (Benevento), è tornato alla luce un imponente monumento funerario di epoca romana, impreziosito da rare e affascinanti raffigurazioni di scene gladiatorie.

La scoperta, coordinata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione delle dinamiche sociali e urbanistiche che animavano la “Regina Viarum” agli albori dell’Impero.

L’intuizione dopo la piena

A innescare il ritrovamento non è stata una tradizionale campagna di scavo preventivata, ma l’occhio attento di un cittadino e la forza della natura. È stato infatti il volontario Marco Zamparelli a notare per primo alcuni blocchi di pietra insoliti, affiorati dal fango in seguito alla recente esondazione del torrente Serrentella.

La sua tempestiva segnalazione ha permesso l’intervento immediato degli archeologi. Sotto la guida del funzionario Simone Foresta e di un team di specialisti, sono stati finora recuperati circa venti grandi blocchi in pietra calcarea ed è stato individuato l’ingresso di una suggestiva camera funeraria impreziosita da affreschi.

L’identikit: il sepolcro di un “manager” dei gladiatori

Ma chi riposava in questa struttura monumentale? Gli studi preliminari delineano il profilo di un uomo di assoluto spicco della società augustea (inizio del I secolo d.C.). Il monumento, che in origine doveva dominare il paesaggio con un diametro stimato di circa dodici metri, testimonia non solo l’enorme ricchezza del defunto, ma ne suggerisce anche la professione.

Le decorazioni scultoree con scene di lotta indicano infatti che l’uomo fosse strettamente legato all’organizzazione dei celebri e cruenti giochi dei gladiatori. La scelta di collocare il mausoleo proprio sulla Via Appia, in un tratto strategico compreso tra le antiche Caudium e Montesarchio, non era casuale: era una vetrina perfetta per mostrare il proprio potere e il proprio status ai viandanti della più importante arteria di Roma.

Verso il futuro: tutela e realtà virtuale

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati alla comunità locale durante la conferenza “Un cantiere per conoscere l’Appia”. Un momento di divulgazione voluto dal Soprintendente Mariano Nuzzo per sottolineare l’importanza del legame tra i cittadini e il proprio patrimonio storico, definendo il reperto di eccezionale valore sia architettonico che iconografico.

Ora la sfida si sposta sulla valorizzazione. Il Comune di Apollosa ha già annunciato di voler inserire l’area nei progetti di promozione territoriale legati alla Via Appia, lavorando in sinergia con la Regione Campania.

Nel frattempo, i preziosi blocchi salvati dalle acque sono stati messi in sicurezza presso il Centro operativo della Soprintendenza a Benevento (dove sono visitabili su prenotazione). Per il futuro, le istituzioni stanno già sognando in grande: è allo studio un progetto di ricostruzione virtuale in 3D per permettere a tutti di ammirare il sepolcro dei gladiatori nella sua maestosa forma originaria.

Discarica abusiva nell’Avellinese: sequestrati 6.000 mq di rifiuti pericolosi

Avellino – I militari del Nucleo di polizia economico‑finanziaria della Guardia di Finanza di Avellino sono intervenuti presso un’azienda produttrice di gru, verricelli e sollevatori situata nella provincia. Durante l’ispezione hanno scoperto che un’area di circa seimila metri quadrati era stata trasformata in una discarica abusiva.

All’interno del sito erano accatastati autocarri fuori servizio, parti di motori, cisterne, escavatori e mezzi agricoli in disarmo, oltre a una notevole quantità di oli esausti e altri rifiuti speciali pericolosi. La presenza di tali materiali, classificati come rifiuti pericolosi, ha

fatto scattare immediatamente il sequestro preventivo dell’intera zona.
Il responsabile della società è stato denunciato alla Procura della Repubblica per violazione delle norme ambientali (art. 256‑bis del Codice dell’ambiente) e per gestione illecita di rifiuti.

Secondo quanto disposto dalle autorità, dovrà ora farsi carico della rimozione di tutti i rifiuti, del ripristino dello stato dei luoghi e dello smaltimento secondo le procedure previste dalla normativa.

L’operazione rientra nell’ambito di un’intensificata attività di controllo del territorio da parte della Guardia di Finanza, finalizzata a contrastare i fenomeni di abbandono illegale di rifiuti e a tutelare l’ambiente e la salute pubblica delle comunità locali.

Donazioni di organi in crescita nel 2026, la mamma di Domenico: «Una notizia che mi riempie di gioia»

Crescono in Italia le donazioni di organi nei primi mesi del 2026. I dati diffusi dal Centro nazionale trapianti indicano un incremento rispetto allo stesso periodo del 2025, smentendo i timori di un possibile effetto negativo legato alla vicenda del piccolo Domenico, il bambino morto dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato.

Secondo le ultime rilevazioni, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e l’8 marzo 2026 sono state registrate 340 donazioni, contro le 316 dello stesso periodo del 2025.

In calo anche il tasso di opposizione alla donazione nelle rianimazioni, sceso dal 27,7% al 26,9%. In crescita, infine, anche il numero dei trapianti effettuati: 837 interventi nel 2026 contro i 764 del 2025.

“Gli ultimi dati aggiornati mostrano un incremento significativo”, ha spiegato il direttore del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin, sottolineando come la tendenza sia positiva sia per quanto riguarda le donazioni sia per i trapianti.

La madre di Domenico: “Avevamo temuto un effetto negativo”

La notizia è stata accolta con sollievo da Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, che ha commentato i dati.

“È una notizia che mi riempie di gioia. Ho sempre creduto nella donazione di organi e fino all’ultimo istante di vita di mio figlio ho chiesto e sperato che arrivasse un cuore nuovo”, ha dichiarato.

La donna ha ricordato come, dopo la tragedia che ha colpito la sua famiglia, ci fosse il timore che la vicenda potesse generare diffidenza nei confronti del sistema dei trapianti.

“C’era il rischio che la tragedia di Domenico avesse un effetto negativo sulle donazioni. Lo abbiamo temuto, ma per fortuna non è stato così. È importante continuare ad avere fiducia nella buona sanità e nell’impegno quotidiano dei medici”.

Nasce la Fondazione dedicata a Domenico

Nel ricordo del bambino nascerà anche una fondazione a lui dedicata. L’iniziativa sarà presentata il prossimo 18 marzo e avrà tra i suoi obiettivi proprio la promozione della cultura della donazione.

“La Fondazione intitolata a Domenico – spiega la madre – intende promuovere la cultura del dono, della solidarietà e dell’attenzione verso chi soffre”.

Un impegno che nasce dall’esperienza personale vissuta dalla famiglia.

“So cosa significhi attendere per anni quella telefonata che può riaprire la speranza di vita per una persona cara. Spero che questo trend di donazioni si rafforzi ulteriormente, anche per onorare la memoria del mio piccolo guerriero Domenico”.

Truffa anziano ipovedente a Milano: arrestato 52enne di Napoli

Milano – Un uomo di 52 anni è stato arrestato a Milano con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un’anziana ipovedente di 86 anni. Fondamentale la nuova normativa che ha reso obbligatorio l’arresto in flagranza per questo tipo di reati.

Avrebbe messo a segno il colpo in pochi minuti, sfruttando la fiducia e la fragilità della vittima. Con una telefonata, il truffatore si è presentato come un maresciallo dei Carabinieri o un finanziere (le forze dell’ordine non hanno specificato il grado), inventando la classica storia dei finti controlli sui gioielli dopo una rapina. La vittima, un’anziana di 86 anni con gravi problemi di vista, gli ha aperto la porta di casa, in via Neera, a Milano.

La messa in scena

Una volta dentro, l’uomo ha ordinato alla donna di raccogliere tutti i monili che aveva in casa e di metterli in un sacchetto, con la scusa di doverli confrontare con il bottino di una rapina. L’anziana, confusa e spaventata, ha ubbidito, consegnandogli un tesoro dal valore inestimabile, fatto di ricordi di una vita.

Il bottino e l’arresto

Contento del bottino, il truffatore è uscito dall’abitazione, ignaro di ciò che lo aspettava. I poliziotti dei “Falchi” della Squadra Mobile, insospettiti dai movimenti e probabilmente già sulle sue tracce, lo hanno fermato e perquisito.

Il sacchetto conteneva 315 grammi d’oro e 20 d’argento: medagliette, orologi, ciondoli, spille, bracciali e persino le fedi nuziali dei genitori defunti dell’anziana. L’uomo, un 52enne arrivato appositamente da Napoli il giorno prima, è stato arrestato in flagranza.

Una novità legislativa

L’operazione della Questura di Milano assume un rilievo particolare perché è tra le prime in cui viene applicata la nuova aggravante che, in caso di truffa, prevede l’arresto obbligatorio in flagranza di reato. Un cambio di passo normativo che mira a contrastare con maggiore efficacia un fenomeno odioso che troppo spesso prende di mira le fasce più deboli della popolazione. Tutti i gioielli sono stati fortunatamente recuperati e restituiti alla legittima proprietaria.

Tragedia a Eboli: 30enne uccisa da un’auto mentre aspetta il bus alla fermata

Eboli – Una giovane donna di circa 30 anni ha perso la vita questa mattina, venerdì 13 marzo 2026, investita da un’automobile mentre attendeva l’autobus lungo la trafficata Statale 18 “Tirrena Inferiore”, in località Santa Cecilia, nel comune di Eboli.

Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente si è verificato intorno alle 12 quando una Fiat 500, guidata da una donna, avrebbe improvvisamente perso il controllo del veicolo – forse a causa di un malore – finendo fuori traiettoria e andando a sbattere contro la pensilina della fermata dell’autobus, travolgendo la 30enne che si trovava lì in attesa.

La vittima è deceduta sul colpo. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118 giunti rapidamente sul posto.La strada statale è stata immediatamente chiusa in entrambe le direzioni al chilometro 84+050, con il traffico deviato per diverse ore. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Eboli per i rilievi e le indagini, insieme al personale Anas per la gestione della viabilità e la rimozione del mezzo incidentato.

La dinamica esatta è ancora al vaglio degli inquirenti: al momento non è chiaro se si sia trattato di un malore del conducente, di una distrazione o di altre cause. La donna alla guida dell’auto è sotto shock e viene ascoltata dagli investigatori.L’ennesimo grave incidente sulla Statale 18, arteria spesso teatro di sinistri anche mortali nel tratto ebolitano, ha provocato sgomento nella comunità locale.

La vittima non è ancora stata ufficialmente identificata nelle prime comunicazioni, in attesa di notifica ai familiari.Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della tragedia.

Ischia, in giro in Porsche con targa spagnola ma immatricolata in Lituania: nei guai un 30enne

Ischia – Un imponente servizio di controllo del territorio condotto dai Carabinieri ha interessato le isole di Ischia e Procida, con risultati che evidenziano criticità legate alla circolazione irregolare di veicoli e alla presenza di soggetti con precedenti. I militari hanno identificato 88 persone, controllato 62 veicoli e 6 imbarcazioni, portando alla denuncia di quattro individui.

Tra i casi più emblematici, spicca quello di un 30enne sorpreso alla guida di una Porsche sottoposta a fermo amministrativo: il veicolo, equipaggiato con targa spagnola, è risultato in realtà immatricolato in Lituania, un escamotage che ha immediatamente attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Per lui è scattata la denuncia.

Non sono mancati altri episodi di rilievo. Un 45enne è stato deferito all’autorità giudiziaria per furto, mentre un 21enne — privo di patente di guida — ha tentato di sottrarsi ai controlli dandosi alla fuga a bordo della propria autovettura. A chiudere il quadro delle denunce, un secondo 45enne trovato in possesso di un coltello con lama pieghevole.

Napoli, notte di follia a Piazza Dante: auto lasciata in sosta selvaggia blocca tutti i bus

Nel cuore di Napoli, ieri sera intorno alle 23, la circolazione dei mezzi pubblici in Piazza Dante è stata messa in stand‑by per oltre 30 minuti a causa di un’auto parcheggiata in modo del tutto irregolare, che impediva fisicamente il transito dei bus. L

a denuncia è arrivata al deputato di Alleanza Verdi‑Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, da parte di una madre preoccupata per la figlia in attesa del mezzo: “Mia figlia stava cercando di rientrare a casa e attendeva il bus, rimasto bloccato insieme a diversi altri per colpa di questo cialtrone. È surreale che una sola persona possa fermare un intero servizio pubblico.”

Solo l’intervento della Polizia Municipale e l’arrivo del carro attrezzi, che ha rimosso forzatamente il veicolo del trasgressore, hanno consentito di ripristinare la viabilità e permettere ai passeggeri di proseguire il viaggio. “Siamo di fronte a un atto di vero e proprio banditismo stradale,” ha commentato Borrelli.

“Non è solo un divieto di sosta, è il sequestro di un servizio essenziale e del tempo di decine di cittadini. Questi individui non hanno alcun rispetto per la collettività. Servono sanzioni durissime e il ritiro immediato della patente per chi dimostra una tale mancanza di senso civico. Ringrazio la Polizia Municipale per essere intervenuta prontamente a rimuovere l’auto di questo incivile.”

Casagiove: 41enne arrestato per detenzione di droga e denaro contante

Casagiove – Nel corso di un controllo presso l’abitazione dell’uomo, i militari hanno rinvenuto e sequestrato 3,75 grammi di cocaina e 3,08 grammi di crack, nonché strumenti idonei alla pesatura, al taglio e al confezionamento della sostanza stupefacente.

Durante la perquisizione sono state inoltre trovate banconote per un totale di 2.190 euro, ritenute provento dell’attività di spaccio. L’uomo è stato dichiarato in arresto e, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, sarà giudicato con rito direttissimo.

L’operazione rientra nell’intensificazione dei controlli sul territorio da parte dell’Arma, finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti

Lerochem amplia il portafoglio prodotti e rafforza la presenza nel mercato europeo dei prodotti chimici

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Klaipeda – Lerochem, affermato fornitore di prodotti chimici specializzati, annuncia l’ampliamento del proprio portafoglio prodotti e la prosecuzione della sua espansione nel mercato europeo. L’azienda è stata recentemente premiata come A-Class Leader nel proprio settore e ha inoltre ricevuto il prestigioso European Business Masters Award, un riconoscimento per la qualità, la capacità di innovazione e il costante orientamento al cliente.

Con un chiaro focus sul mercato dell’UE, Lerochem si posiziona grazie a una combinazione distintiva di ampia gamma di prodotti e flessibilità negli ordini. I clienti hanno la possibilità di acquistare sostanze secondo la classificazione così come sostanze secondo l’utilizzo, sia in grandi volumi sia in quantità più ridotte per prove, test o produzioni pilota. Questo approccio è particolarmente interessante per le aziende che desiderano valutare nuove formulazioni senza rinunciare a una qualità costante e alla sicurezza delle forniture.

Per supportare in modo mirato i reparti di sviluppo e i produttori di medie dimensioni, Lerochem offre una rapida elaborazione delle offerte, tempi di consegna trasparenti e quantità campione e da laboratorio. L’assortimento comprende additivi ad alte prestazioni, intermedi e materie prime specializzate destinati a diversi ambiti applicativi: per la produzione di cosmetici, il trattamento delle acque, applicazioni per materie plastiche e rivestimenti, nonché la lavorazione dei metalli. Anche il sale rientra tra i gruppi di prodotti regolarmente richiesti.

La sede aziendale a Klaipėda consente, grazie alla vicinanza diretta al porto e a una rete logistica che copre l’intera UE, una fornitura efficiente ed economicamente vantaggiosa ai clienti internazionali. Tutti i prodotti sono conformi alle normative vigenti REACH e CLP. Su richiesta, i clienti ricevono documentazione specifica per lotto, schede di sicurezza e consulenza tecnica.

«Questi riconoscimenti confermano la nostra ambizione a lungo termine di fornire alle aziende europee soluzioni chimiche affidabili e innovative», dichiara la direzione di Lerochem. «Il nostro obiettivo è supportare in modo flessibile sia i processi di sviluppo sia le produzioni in serie, indipendentemente dal volume dell’ordine.»

Con i recenti riconoscimenti, Lerochem rafforza ulteriormente la propria posizione di mercato e prevede di espandere in modo mirato le proprie attività in Europa. L’attenzione resta chiaramente focalizzata su una crescita sostenibile, su una solida competenza tecnica e sul successo a lungo termine dei clienti.

Informazioni su Lerochem

Lerochem è un fornitore europeo di prodotti chimici affidabile e offre un ampio portafoglio di sostanze classificate per tipologia e per utilizzo. L’azienda è nota per la sua selezione specializzata di prodotti, per i modelli di fornitura flessibili e per un approccio commerciale orientato alla consulenza. Premiato come A-Class Leader e insignito dell’European Business Masters Award, Lerochem supporta le aziende nello sviluppo, nella scalabilità e nell’ottimizzazione dei loro processi produttivi.

Un approccio commerciale orientato alla consulenza mette in collegamento specialisti tecnici e team acquisti per proporre alternative adeguate, ottimizzare le formulazioni e ridurre i costi complessivi di utilizzo. Per i clienti esistenti, Lerochem mantiene scorte di sicurezza per consentire consegne “just in time” e garantire la continuità dell’approvvigionamento anche in fasi di mercato caratterizzate da elevata volatilità.

Informazioni di contatto

UAB Lerochemas
info@lerochem.eu
https://lerochem.eu/it/

Le partite che hanno fatto la storia del Napoli

Il Napoli è una delle squadre più affascinanti e amate del calcio italiano. Fondata nel 1926, ha vissuto una storia fatta di sofferenze, rinascite e momenti indimenticabili che hanno segnato per sempre la memoria dei tifosi. In questo articolo ripercorriamo alcune delle Napoli partite storiche che hanno scritto pagine indelebili nel libro della società, con un focus su grandi vittorie Napoli che hanno segnato epoche diverse del club.

Il primo scudetto (1986‑87): l’impresa che cambiò la storia

Tra le Napoli partite storiche più celebri della storia del club c’è senza dubbio la stagione 1986‑87, quella del primo scudetto nella storia del Napoli. Dopo anni di lotte nel massimo campionato italiano, la squadra guidata da Diego Armando Maradona centrò uno storico successo, diventando la prima squadra del Sud Italia a vincere il titolo nazionale.

In un’annata caratterizzata da grande continuità di risultati, il Napoli ottenne 42 punti (all’epoca si assegnavano 2 punti per vittoria) e mantenne una posizione di vertice per tutta la stagione. La festa dei tifosi esplose quando, con una giornata d’anticipo, il Napoli conquistò matematicamente lo scudetto tra gli applausi del pubblico del San Paolo.

Quell’anno gli azzurri non solo vinsero lo scudetto, ma conquistarono anche la Coppa Italia, realizzando un memorabile double, impresa rara e storica per una squadra italiana in quegli anni, suggellata da un 4‑0 complessivo nella finale contro l’Atalanta.

La Coppa UEFA 1989: Napoli conquista l’Europa

Una delle grandi vittorie Napoli è certamente la conquista della Coppa UEFA nella stagione 1988‑89, il primo grande titolo internazionale della società. In una competizione molto competitiva, il Napoli superò numerosi avversari prima di arrivare alla doppia finale contro il VfB Stuttgart.

La finale fu giocata su due partite: il Napoli vinse 2‑1 al San Paolo davanti a oltre 80.000 tifosi, mentre al ritorno riuscì a ottenere un 3‑3 al Neckarstadion di Stoccarda, sufficiente per un aggregate di 5‑4 che consegnò la coppa all’Italia.

Quella vittoria non rappresentò solo un successo sportivo, ma un simbolo dell’affermazione europea della squadra partenopea: gli azzurri divennero la prima italiana a vincere la UEFA Cup dopo Juventus nel 1977 e aprirono un’era di prestigio per le squadre italiane in competizioni internazionali.

La Coppa Italia 2014: una finale dominata

Un’altra grande vittoria Napoli degna di entrare tra le Napoli partite storiche è la finale di Coppa Italia del 3 maggio 2014, giocata allo Stadio Olimpico di Roma. In quell’occasione il Napoli affrontò la Fiorentina e si impose con un netto 3‑1, grazie a una prestazione convincente e alla doppietta di Lorenzo Insigne nei primi minuti.

Nonostante l’espulsione di Gökhan Inler nella ripresa, gli azzurri gestirono il vantaggio fino al triplice fischio, con un gol nel finale anche di Dries Mertens, suggellando una delle vittorie più importanti in Coppa Italia degli ultimi anni.

Questa affermazione non solo aggiunse un titolo nazionale al palmarès, ma consolidò il rendimento competitivo del Napoli in finale, confermando la capacità della squadra di imporsi nei momenti chiave delle competizioni italiane.

Napoli partite storiche

Grandi vittorie Napoli

Le partite che hanno fatto la storia del Napoli | Grandi vittorie Napoli

Scopri le Napoli partite storiche che hanno segnato la storia del club azzurro: dallo scudetto del 1987 alla Coppa UEFA del 1989 e alla Coppa Italia 2014, le grandi vittorie Napoli che hanno emozionato i tifosi.

Castellammare, sorpreso sul tetto del circolo nautico con tre chili di rame: arrestato 43enne

Una sagoma sul tetto nel silenzio dell’alba ha fatto scattare i controlli dei carabinieri a Castellammare di Stabia. Quella presenza insolita sul lastrico solare del circolo nautico, inizialmente difficile da interpretare, si è rivelata in realtà un tentativo di furto.

Era ancora presto quando una gazzella dei carabinieri stava pattugliando la zona della villa comunale. L’area era praticamente deserta e lo sguardo dei militari è stato attirato da un uomo che si muoveva sul tetto della struttura. A quel punto i carabinieri si sono fermati e sono scesi dall’auto per capire cosa stesse accadendo. Per qualche istante l’episodio è apparso ambiguo: poteva trattarsi di un gesto disperato o di una protesta.

Raggiunto il lastrico solare, però, la situazione è apparsa subito più chiara. Sul posto i militari hanno trovato Salvatore Raimo, 43 anni, residente della zona e già noto alle forze dell’ordine. L’uomo era in possesso di alcuni tubi di rame appena rimossi dagli impianti di condizionamento installati sul tetto del circolo nautico.

Il materiale recuperato, circa tre chili di rame, era stato appena staccato dalle strutture quando i carabinieri sono intervenuti. Per il 43enne sono scattate le manette con l’accusa di furto. Dopo l’arresto è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria ed è ora in attesa di giudizio.

Sorrento, ruba un monopattino elettrico: arrestato 31enne

Un furto consumato in pochi istanti e una fuga durata ancora meno. A Sorrento un uomo di 31 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver rubato un monopattino elettrico appena parcheggiato dalla proprietaria.

In manette è finito Mohammed Abedelbaki, cittadino algerino già noto alle forze dell’ordine. L’episodio si è verificato in tarda mattinata, quando erano da poco passate le dieci. Una donna aveva parcheggiato il proprio monopattino elettrico per allontanarsi pochi minuti. A poca distanza l’uomo avrebbe osservato la scena aspettando il momento giusto.

Quando la proprietaria si è allontanata, il trentunenne si è avvicinato al mezzo e vi è salito sopra, tentando di allontanarsi rapidamente. La fuga però è durata pochissimo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale insieme ai carabinieri della stazione di Sorrento, che lo hanno intercettato e fermato dopo pochi minuti. Per l’uomo sono scattate le manette con l’accusa di furto. Dopo l’arresto è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria ed è ora in attesa di giudizio.

Licenziata dopo perdita dell’appalto: il Tribunale di Napoli ordina reintegra di operatrice socio-sanitaria

Una sentenza del Tribunale di Napoli rafforza la tutela dei lavoratori impiegati negli appalti sanitari privati. Il Giudice del Lavoro ha dichiarato illegittimo il licenziamento di un’operatrice socio-sanitaria con oltre vent’anni di servizio, ordinando la sua immediata reintegra nel posto di lavoro presso il Centro di Fisiocinesiterapia Serapide.

La vicenda riguarda Nadia Deynat, assunta nel 2000 come operatrice socio-sanitaria e licenziata nell’ottobre del 2024 dopo che l’azienda aveva perso l’appalto per la gestione della RSA Toiano di Pozzuoli, struttura legata alla ASL Napoli 2 Nord. Nonostante la lavoratrice fosse stata successivamente riassunta dalla cooperativa subentrante Innotec grazie alla clausola sociale prevista dal contratto collettivo, la dipendente ha deciso di impugnare il licenziamento originario.

Il ricorso, sostenuto dalla FP CGIL Area Metropolitana di Napoli e patrocinato dall’avvocato Raffaele Ferrara dell’ufficio legale CGIL Napoli, è stato accolto integralmente dal Tribunale. Con la sentenza numero 10776/2025 R.G., pubblicata il 12 marzo 2026, il giudice del lavoro Martina Brizzi ha ribadito un principio giuridico ormai consolidato: la cessazione di un appalto non costituisce automaticamente un giustificato motivo oggettivo di licenziamento.

Secondo il Tribunale, il datore di lavoro ha infatti l’obbligo di dimostrare di aver tentato ogni possibile soluzione per ricollocare il dipendente all’interno della propria organizzazione aziendale prima di procedere al licenziamento. Nel caso esaminato, il Centro Serapide non è riuscito a fornire prove concrete dell’impossibilità di impiegare la lavoratrice in altre strutture o appalti ancora attivi gestiti dalla società, né in mansioni equivalenti né, eventualmente, in mansioni inferiori.

Per questo motivo il licenziamento è stato ritenuto privo di una reale giustificazione oggettiva. Il giudice ha quindi disposto la reintegra immediata della lavoratrice nel suo posto di lavoro presso il Centro Serapide, oltre al pagamento di un’indennità risarcitoria calcolata sull’ultima retribuzione globale di fatto, fino a un massimo di dodici mensilità, e al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali maturati dal momento del licenziamento fino alla reintegra effettiva.

Soddisfazione è stata espressa dalla FP CGIL. «Questa è la terza sentenza favorevole all’interno della stessa procedura di licenziamento collettivo e conferma un principio cardine: la tutela del lavoratore non si esaurisce con il subentro della nuova impresa grazie alla clausola sociale», ha dichiarato Marco D’Acunto, segretario regionale FP CGIL con delega alla sanità privata. «L’azienda uscente mantiene l’obbligo di verificare tutte le soluzioni interne possibili prima di procedere all’espulsione definitiva del dipendente, indipendentemente dalle garanzie offerte dalla subentrante».

D’Acunto ha anche ringraziato la lavoratrice per la determinazione dimostrata nel portare avanti la causa. «Ringraziamo Nadia Deynat per la tenacia dimostrata in questi mesi e per aver creduto nelle ragioni portate avanti dal sindacato fin dall’inizio».

La decisione del Tribunale si inserisce in un orientamento giurisprudenziale sempre più netto che negli ultimi anni ha rafforzato l’onere probatorio a carico dei datori di lavoro nei casi di licenziamento legati alla perdita di appalti, soprattutto nel delicato settore sociosanitario privato.

Napoli, Manna guarda avanti: «Con Conte stiamo già costruendo il futuro. McTominay resta»

Il Napoli guarda avanti e lo fa con una parola chiave ben precisa: programmazione. A confermarlo è il direttore sportivo Giovanni Manna, che in un’intervista rilasciata a Sportmediaset ha fatto il punto sul presente e soprattutto sul futuro del club azzurro, a partire dal rapporto con Antonio Conte.

«Se stiamo già progettando la prossima stagione con Conte? È normale, si pianifica sempre, ci si conosce da due anni, il lavoro che è stato fatto è incredibile e positivo», ha spiegato il dirigente, sottolineando come la sintonia con l’allenatore sia ormai consolidata. «In altre circostanze non saremmo terzi in classifica e non avremmo vinto una Supercoppa, staremmo parlando di altro, quindi con tranquillità e serenità guardiamo al futuro».

Tra i temi inevitabili anche quello legato a Scott McTominay, diventato una pedina importante della squadra. Manna non lascia spazio a dubbi sul rapporto tra il club e il centrocampista scozzese. «Scott è un calciatore importante, è contento di stare a Napoli, penso che lo dimostri quando gioca e quando vive la città. Ha ancora due anni di contratto, abbiamo un rapporto estremamente chiaro e franco con lui», ha detto. Poi la precisazione sulle voci di mercato: «Stiamo parlando, non è un argomento attuale. Sappiamo l’importanza di Scott, a oggi non abbiamo ricevuto offerte anche perché il calciatore non ha mai manifestato la volontà di cambiare aria».

Il direttore sportivo si è soffermato anche sull’impatto di Alisson Santos, uno dei volti nuovi della stagione. «È stato positivo perché è un ragazzo di grande umiltà, energia e disponibilità al lavoro. Per quanto riguarda il riscatto c’è un diritto che è già definito quindi non c’è bisogno di fare nulla».

Infine, uno sguardo al bilancio complessivo della stagione. Per Manna il raggiungimento della qualificazione in Champions League, unito alla vittoria della Supercoppa, rappresenterebbe un risultato pienamente soddisfacente. «Sarebbe una stagione estremamente positiva. Dobbiamo ricordare che in due anni abbiamo vinto uno scudetto inaspettato e poi la Supercoppa in modo netto e meritato».

Il dirigente ha ribadito che l’obiettivo principale del Napoli resta la presenza stabile nelle posizioni valide per la Champions League, anche se il lavoro quotidiano può spingere la squadra a puntare ancora più in alto. «Il nostro obiettivo è sempre stato quello di centrare le posizioni di Champions League, poi è chiaro durante il campionato la crescita della rosa e il lavoro ti possono portare anche ad ambire a qualcosa di più».

Un percorso che quest’anno, secondo Manna, è stato rallentato soprattutto dagli infortuni. «Quest’anno non è stato possibile perché c’è stato un susseguirsi di infortuni lunghi che ci hanno condizionato l’andamento», ha spiegato, ricordando però la continuità mostrata dalla squadra durante la stagione. «Non dobbiamo dimenticare comunque che il Napoli è sempre stato primo o secondo quando aveva tutti, poi terzo. C’è stata una costanza da parte della squadra».

Maxi rissa tra famiglie rom ad Avellino, uomo in fin di vita dopo un colpo alla testa

Una violenta rissa tra due famiglie di etnia rom ha sconvolto la tarda serata di ieri ad Avellino, lasciando a terra un uomo in condizioni gravissime. Il bilancio dello scontro è pesante: un quarantanovenne è ricoverato in fin di vita all’ospedale Moscati dopo essere stato colpito alla testa durante il violento confronto.

La lite è scoppiata nei prefabbricati di Contrada Quattrograna, complesso abitativo realizzato dopo il terremoto e oggi occupato da diversi nuclei familiari. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, alla rissa avrebbero preso parte circa venti persone appartenenti alle due famiglie coinvolte. Nello scontro sono state coinvolte anche diverse donne.

Il quarantanovenne sarebbe stato colpito con una mazza da baseball alla testa durante il parapiglia. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi e l’uomo è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Avellino, dove i medici hanno riscontrato un serio trauma cranico che ha reso necessario un intervento chirurgico immediato.

La tensione, però, non si è fermata sul luogo della rissa. Lo scontro tra i due gruppi sarebbe infatti proseguito anche all’interno dei locali del pronto soccorso, quando si è diffusa la notizia del peggioramento delle condizioni del ferito, creando momenti di forte agitazione e allarme. Le forze dell’ordine sono intervenute per riportare la calma e avviare le indagini. L’uomo ritenuto responsabile dell’aggressione con la mazza da baseball è stato individuato e sottoposto a fermo di polizia.