Turismo da record, Napoli si prepara all’assalto di Pasqua: oltre 400mila presenze

L'assessora Armato presenta i dati dell'Osservatorio: "Gennaio e febbraio già oltre le attese, il 2026 sarà l'anno della consacrazione con lo sport". La città allunga la sua stagione turistica e punta a una crescita sostenibile.
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Napoli – Numeri da capogiro per il turismo a Napoli. In vista del week end di Pasqua, la città partenopea si prepara ad accogliere un’ondata di oltre 400mila visitatori. È la previsione lanciata in occasione della BMT – Borsa Mediterranea del Turismo, dove l’amministrazione comunale ha presentato il secondo report dell’Osservatorio Turistico Urbano, dipingendo il quadro di una città sempre più meta ambita dai viaggiatori di tutto il mondo, e non più solo nei tradizionali periodi di alta stagione.

Un 2026 da incorniciare: boom di presenze già a gennaio e febbraio

I primi due mesi dell’anno hanno già fatto segnare risultati straordinari, certificando un trend di crescita inarrestabile. A gennaio si sono registrate 1 milione e 750mila presenze, seguite da 1 milione e 700mila a febbraio.

Numeri che fanno ben sperare per il futuro immediato: «Le previsioni per aprile – ha spiegato l’assessora al Turismo e alle Attività produttive, Teresa Armato – parlano di una chiusura con quasi 2 milioni di arrivi, confermando la piena destagionalizzazione del turismo a Napoli. Non esistono più solo maggio e dicembre, i visitatori arrivano tutto l’anno».

Vivibilità e accoglienza: la sfida per una città “extralarge”

Di fronte a flussi così imponenti, l’amministrazione comunale guidata da Gaetano Manfredi punta a trasformare il record in opportunità, senza farsi trovare impreparata. «Il nostro impegno – ha proseguito Armato – è duplice: rendere Napoli sempre più vivibile per i cittadini e più accogliente per i turisti. Abbiamo rafforzato i servizi, ma dobbiamo aumentare la capacità di accoglienza in vista di appuntamenti cruciali come Napoli Capitale dello Sport 2026 e l’America’s Cup».

Un ruolo chiave in questa strategia è giocato dal dialogo costante con le strutture ricettive, pilastri dell’accoglienza. «Vanno supportate – ha aggiunto l’assessora – con progetti di decoro urbano e servizi, finanziabili anche attraverso una parte della tassa di soggiorno».

Oltre il record: l’esperienza, la genuinità e il “fattore ritorno”

Ma il successo di Napoli non si misura solo con i numeri assoluti. A certificare la qualità e la profondità del fenomeno è la professoressa Valentina Della Corte, coordinatrice dell’Osservatorio Turistico Urbano. «La città sta conoscendo uno sviluppo esplosivo del turismo, con un ampliamento quali-quantitativo dei target», ha dichiarato.

I turisti non si limitano a visitare, ma tornano, e lo fanno più volte, attratti da un’offerta sempre più variegata che spazia dall’enogastronomia al turismo religioso, fino ai grandi eventi sportivi. A fare la differenza, secondo Della Corte, è la capacità di conservare una spiccata “genuinità” nell’offerta, in un’ottica esperienziale che la rende unica nel panorama delle città d’arte.

Un dato, in particolare, colpisce e racconta questa peculiarità: «La permanenza media a Napoli è di 3 notti – ha sottolineato –, superando Firenze e Venezia (ferme a 2) e attestandosi a un passo da Roma (4)». Il Brand Napoli, insomma, si candida a diventare sempre più protagonista nel bacino del Mediterraneo, forte di una vivacità culturale, di una ricchezza di risorse e di uno spirito aperto e inclusivo.


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