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Noleggio a lungo termine oltre il successo: emergono nuovi trend

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Il settore del noleggio a lungo termine vive un momento particolarmente felice nel nostro Paese. A dirlo sono i dati che arrivano dal 24° Rapporto Aniasa, che raccoglie tutti gli indicatori del settore. Numeri da record che in Italia non si erano mai visti con la crescita di 76mila unità di veicoli presi a noleggio ed un fatturato totale di 12.5 miliardi, rispetto ai 10.6 del 2023.

Ma oltre i numeri in sé per sé che ci dicono quanto ad oggi questa formula funziona più dell’acquisto di un’auto, i dati del settore ci mostrano tanti altri spunti interessanti che permettono di analizzare quelli che potrebbero rivelarsi da qui a poco dei veri e propri trend.

Sebbene le immatricolazioni siano calate, anche nel settore delle auto a noleggio, quelle che riguardano i veicoli commerciali non conoscono crisi e crescono. Una formula, dunque, che continua ad avere un pubblico solido e fedele, quello delle attività commerciali. Ma non è tutto. Il noleggio a lungo termine è pronto a conquistare anche altre fette di mercato, ed in particolare, quella dei privati nei quali si sta facendo sempre più strada la logica dell’uso più che del possesso.

Quello che emerge, ancora, in modo sorprendente è che il fatturato del noleggio cresce ma non solo per i contratti sottoscritti ma anche grazie alla rivendita dei veicoli a fine noleggio. La vendita dell’usato, infatti, è aumentata del 25,2% nell’ultimo anno.

Altro dato molto interessante riguarda l’aspetto della sostenibilità. Grazie al noleggio viaggiano su strada molte più auto ibride che sono quelle che crescono di più rispetto al 2023. Non vanno male neanche quelle elettriche e plug-in che, sebbene abbiamo bisogno di una spinta, promettono di fare bene nel breve futuro.

Insomma, questo tipo di servizio sembra rispondere sempre di più a quelle che sono le esigenze di movimento degli italiani in maniera trasversale. C’è una soluzione adatta a tutti, per le aziende, i privati ed i professionisti. Lo conferma uno dei maggior player del settore, Rent4You.

Stilare un contratto di noleggio a lungo termine su rent4you.it è ad oggi facile, veloce e sicuro, grazie ad un team di professionisti pronto a supportare gli utenti per ogni esigenza. Il catalogo è veramente vasto e la consegna avviene in tutta Italia senza spese aggiunte. Un unico pacchetto ed una soluzione per tutti per guidare un’auto senza possederla.

Napoli, caccia al bomber: in quota Darwin Núñez e Jonathan David, sogno Lookman

Dopo un’apertura di calciomercato da protagonista, il Napoli di Antonio Conte guarda adesso con decisione verso il reparto offensivo. Il club partenopeo, intenzionato a consolidare il vertice e infiammare il “Maradona”, sta studiando le prossime mosse con l’obiettivo di regalare al tecnico salentino un attaccante di livello internazionale.

Tra i nomi più caldi delle ultime ore spicca quello di Darwin Núñez. L’attaccante uruguaiano, attualmente al Liverpool, non ha vissuto una stagione brillante in Inghilterra e potrebbe essere pronto a salutare Anfield per rilanciarsi sotto il Vesuvio. I bookmaker cominciano a crederci: il trasferimento al Napoli è quotato a 2,50 su Sisal e 4 su Snai, segno che la pista si fa concreta.

Tuttavia, la soluzione ritenuta più probabile resta quella di Jonathan David. Il centravanti canadese del Lille, reduce da una stagione da 16 gol in Ligue 1, piace molto alla dirigenza azzurra e potrebbe rappresentare il profilo ideale per Conte: affidabile, giovane e con margini di crescita. Il suo sbarco in Serie A è dato a 1,85, un’indicazione chiara sulle intenzioni del club.

Non mancano le alternative suggestive. In lavagna torna a fare capolino anche il nome di Ademola Lookman, protagonista con l’Atalanta, quotato a 3. E poi c’è Alejandro Garnacho, talento argentino del Manchester United: già cercato a gennaio, potrebbe nuovamente entrare nei radar del Napoli, con una quota che si assesta a 4.

Ancora ritardi per Alta Velocità tra Roma e Napoli: ripresa graduale ma cittadini esasperati fino a 120 minuti di ritardo

Ancora una volta, il viaggio in treno si trasforma in un’odissea. Sulla tratta dell’Alta Velocità Roma-Napoli si sono registrati ritardi fino a 120 minuti, con treni deviati sulla linea convenzionale via Formia o via Cassino, corse cancellate o limitate. Tutto per un “inconveniente tecnico” che ha paralizzato la circolazione dalle prime ore del mattino, proprio nei pressi di Anagni.

A farne le spese, come sempre, sono i viaggiatori. Pendolari, famiglie, lavoratori, turisti: tutti accomunati da un sentimento ormai diffuso e legittimo, la stanchezza. Perché chi acquista un biglietto a caro prezzo si aspetta un servizio efficiente, puntuale, e soprattutto affidabile. Ma la certezza del viaggio, oggi, sembra essere un lusso. Eppure i prezzi restano sempre più alti, come se il “servizio garantito” fosse la regola. Peccato che la realtà sia ben diversa.

A sollevare la questione è anche Assoutenti, che chiede con forza un piano straordinario per l’estate, in vista degli spostamenti di milioni di italiani. Ma soprattutto rilancia un principio che ormai dovrebbe essere scontato: rimborsi automatici per chi subisce ritardi e disagi.

«Non si può più accettare – spiega il presidente Gabriele Melluso – che chi resta fermo in stazione per ore debba anche lottare per ottenere un misero indennizzo. Serve un sistema chiaro, veloce, e accessibile, che risarcisca senza dover presentare istanze, reclami e giustificazioni».

Perché quando il treno non parte in orario, o non arriva come previsto, il danno è reale: appuntamenti persi, giornate rovinate, ore sottratte al lavoro o alla vacanza. E quel danno va riconosciuto.

Intanto, la circolazione è lentamente ripresa. Ma la fiducia dei passeggeri, quella, resta bloccata.

Napoli, nel cuore dei Quartieri Spagnoli: smantellato deposito di merce contraffatta.

C’è un volto nascosto della città che lavora nell’ombra, lontano dalle vetrine e dai negozi con serranda alzata ogni mattina. Un volto che ruba spazio, fiducia e dignità a chi del lavoro onesto ne ha fatto una scelta quotidiana. E proprio contro questo volto si è mossa la Polizia locale di Napoli, che ha individuato e sequestrato un deposito di merce contraffatta nel cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli.

L’operazione – condotta dall’unità operativa Avvocata – è partita dopo numerose segnalazioni di attività sospette in via Toledo, via Emanuele De Deo e tra i vicoli stretti dei Quartieri. Dopo giorni di appostamenti e verifiche, i vigili hanno fatto irruzione in un seminterrato di vico Sansepolcro: un vero e proprio centro logistico del falso, al servizio di una trentina di bancarelle abusive.

All’interno, il blitz ha colto sul fatto un uomo di origine bengalese, senza documenti e irregolare sul territorio, mentre trasportava banchetti pieni di merce. Quella stessa merce – cover per cellulari, occhiali, borse, cappellini, cinture – organizzata con cura in sacchi e pronta per essere esposta sulle strade del centro.

Il deposito è stato immediatamente sequestrato e chiuso con sigilli, la merce destinata alla distruzione. Resta ora da individuare chi gestiva l’attività nell’ombra.

Ma la questione non si esaurisce con un sequestro o con la conta degli articoli falsi. Dietro ogni pezzo contraffatto c’è un danno profondo all’economia sana: artigiani, commercianti, piccoli imprenditori che pagano le tasse, che assumono, che resistono in una concorrenza sempre più sleale. Ogni oggetto venduto illegalmente è un colpo inferto a chi vive di lavoro vero.

Ecco perché contrastare la contraffazione non è solo una questione di legalità: è una battaglia per difendere posti di lavoro, dignità, equità. Una battaglia che riguarda tutti noi.

Dopo intossicazione, Salernitana-Sampdoria si gioca domenica

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Salerno  – La gara di ritorno dei playout tra Salernitana e Sampdoria si giochera’ domenica prossima alle 20.30, anziche’ venerdi’.

E’ quanto ha fatto sapere la società calcio Salernitana. Infatti nel recepire le istanze dei granata il comunicato 228 la Lega di B  oggi, ha provveduto alla variazione di data dell’incontro.

Il club campano, ieri, aveva inoltrato alla Lnpb una formale richiesta di rinvio ad altra data della gara contro la Samp dopo che ventuno componenti del gruppo squadra, tra calciatori e staff, hanno avvertito sintomi compatibili con un’intossicazione alimentare nella notte successiva alla partita di andata a Genova.

Caserta, pusher in trasferta sorpreso dai carabinieri

Caserta – Un 31enne del napoletano, già noto per reati contro il patrimonio e droga, è stato arrestato mentre tentava di sfuggire ai militari.

A bordo della sua Lancia Ypsilon, trasportava dosi di stupefacenti pronte per lo spaccio. Velocità eccessiva, una manovra spericolata e l’illusione di poter sfuggire al controllo.

Ma i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta non si sono fatti sfuggire il 31enne, già noto alle forze dell’ordine per una serie di reati, tra cui quelli in materia di stupefacenti.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 15, lungo viale della Libertà. L’uomo, a bordo della sua Lancia Ypsilon, ha attirato l’attenzione dei militari in borghese impegnati in un servizio antidroga.

Nonostante avesse tentato di seminare i Carabinieri con una brusca accelerazione, è stato intercettato dopo poche centinaia di metri, in viale Abramo Lincoln, all’ingresso dell’Università Luigi Vanvitelli.

Appena fermato, il pusher ha cercato di nascondersi dietro un muretto, nella vana speranza di evitare il controllo. Scoperto e bloccato, è stato perquisito: nelle sue tasche, i militari hanno trovato cinque involucri di plastica termosaldata contenenti crack e cocaina, oltre a ulteriore stupefacente occultato in un pacchetto di sigarette. La droga, già suddivisa in dosi, era pronta per il mercato dello spaccio.

Trascinato in caserma, il 31enne è stato arrestato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e posto ai domiciliari in attesa del giudizio. Durante i controlli, è emerso anche che guidava senza patente: la sua auto è stata sequestrata, mentre per lui è scattata una multe aggiuntiva.

Montella, bimbo incastrato in uno scivolo: liberato dai vigili del fuoco

Montella- L’intervento dei vigili del fuoco è necessario e risolutivo per liberare un bambino incastrato in uno scivolo di un parco giochi. E’ accaduto nel parco pubblico di Montella, in provincia di Avellino.

Il bambino di quattro anni e mezzo era finito con una gamba tra il legno della struttura e la lamiera dello scivolo.La madre e la nonna hanno tentato inutilmente di liberarlo, prima di chiedere aiuto.

Fortunatamente il bimbo non si era ferito ma era solo spaventato per la situazione. Sul posto anche la Polizia municipale che ha posto sotto sequestro la struttura. In corso sopralluoghi per verificare le condizioni di sicurezza di tutta l’area giochi. Il piccolo è rimasto illeso.

Truffano anziana a Sorrento: arrestati due napoletani

Napoli – Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due persone, gravemente indiziate per una truffa aggravata ai danni di un’anziana.

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari della Stazione di Sorrento, i due indagati avrebbero raggirato, lo scorso 18 luglio 2024, una donna di 78 anni residente proprio a Sorrento.

Con un falso allarme, le avrebbero fatto credere che il figlio fosse stato arrestato per aver causato un incidente stradale e che per evitare gravi conseguenze legali fosse necessario versare una somma di denaro.

La truffa, messa in atto attraverso un contatto telefonico, si è consumata quando uno dei due si è spacciato per un Carabiniere, comunicando alla donna che per “liberare” il figlio avrebbe dovuto consegnare tutto il denaro disponibile e i gioielli in suo possesso a un presunto collega che si sarebbe presentato di lì a poco nei pressi della sua abitazione.

Pochi minuti dopo, un complice ha incontrato la 78enne in un luogo concordato, qualificandosi anch’egli falsamente come appartenente all’Arma, e si è fatto consegnare 3mila euro in contanti, un orologio, un bracciale e una collana, per un valore complessivo stimato in circa 8mila euro.

Le indagini, supportate dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dei tabulati telefonici, hanno permesso di individuare con elevata probabilità gli autori del raggiro

. A incastrare i due anche il riconoscimento da parte dei Carabinieri di Sorrento, già intervenuti in un episodio analogo avvenuto pochi giorni dopo, conclusosi con l’arresto in flagranza dei sospettati da parte dei militari della Stazione di Vico Equense.

I due indagati sono ora sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

Arzano, commercio abusivo in strada: sequestrata merce alimentare per 430 kg

Una vera e propria operazione di bonifica del territorio da parte degli agenti della polizia locale di Arzano ha riguardato da diversi giorni tutto il territorio.

Circa 30 i verbali contestati per occupazione abusiva suolo pubblico con ripristino dei marciapiedi.

In alcuni casi é scatto il sequestro della merce per alcuni commercianti ambulanti che erano sprovvisti di necessaria licenza per la vendita ponendosi per strada.

Tra essi un ambulante abusivo proveniente dal territorio di Afragola che si era collocato da diversi giorni in una traversa di via Atellana sperando di non essere scoperto con occupazione di marciapiedi e strade.

All’esito, la merce é stata donata ai poveri attraverso ddlle associazioni del territorio che hanno ringraziato.

Elevate per occupazione suolo abusiva sanzioni per circa 8 mila euro.

I controlli proseguiranno nei prossimi giorni con un unico obiettivo, restituire gli spazi ai cittadini.

P.B.

La Grande Pompei Celebra la Festa della Musica 2025

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Pompei – La Festa della Musica 2025 si accende nei siti della Grande Pompei con un programma ricco di eventi che spaziano dai cortei musicali alle performance al tramonto, dalle installazioni sonore ai laboratori per i più giovani. Un appuntamento annuale che celebra la musica dal vivo e la sua capacità di unire culture e generazioni.

Venerdì 20 Giugno: Allegreen! e la Scalzabanda Animano Pompei

Il cuore dei festeggiamenti batterà forte già venerdì 20 giugno, con un’iniziativa pensata per coinvolgere i giovanissimi e le famiglie. Alle ore 10:30, dall’ingresso di Piazza Anfiteatro a Pompei, partirà il festoso corteo di Allegreen!, animato dai trenta giovani musicisti della coinvolgente Scalzabanda.

L’evento, organizzato dal Pompeii Children’s Museum nell’ambito del progetto ESOPOP, guiderà i partecipanti attraverso il Foro Boario fino a Casa Rosellino, sede del museo, dove un centinaio di bambini e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, accoglieranno la banda.

Dopo un breve saluto e la presentazione degli appuntamenti estivi dedicati ai bambini, la Scalzabanda riprenderà il suo percorso su via dell’Abbondanza, toccando le Terme Stabiane per una seconda tappa e concludendo la sua marcia con un concerto all’Odeion.

Il Pompeii Children’s Museum di Casa Rosellino, uno spazio specificamente dedicato ai più piccoli per scoprire il patrimonio culturale attraverso il gioco e la sperimentazione, si arricchirà nei prossimi mesi con un’area espositiva, affiancando l’attuale bookshop e punto ristoro. Il museo è frutto di una speciale partnership pubblico-privato tra il Parco Archeologico di Pompei e il Consorzio Aion, il Gruppo Pleiadi, Artem e Le Nuvole/teatro arte scienza.

Sabato 21 Giugno: Suoni e Tramonti Tra Stabia e Villa Arianna

La celebrazione proseguirà sabato 21 giugno con due appuntamenti imperdibili.

“Echeia – Un Museo che risuona” al Museo Archeologico di Stabia

Dalle ore 19:00 alle 22:00 (ultimo ingresso alle 21:00), il Museo Archeologico di Stabia presso la Reggia di Quisisana ospiterà “Echeia – Un Museo che risuona”. Si tratta di una live performance con la chitarra di Marco D’Acunzo e un’installazione sonora immersiva curata dallo stesso D’Acunzo e Marina Lucia.

I visitatori potranno intraprendere un “viaggio emozionante, fatto di suoni, parole e musica”, esplorando spazi, oggetti e storie del passato attraverso un’esperienza audio immersiva (3D binaurale) con l’ascolto in cuffia. Il progetto è ideato dall’associazione FUNNECO APS. A conclusione della serata, sarà offerta una degustazione di vini a cura del Consorzio Produttori DOC Penisola Sorrentina e Masseria delle Grazie. Il biglietto d’ingresso al Museo è di 8 euro.

Musica al Tramonto a Villa Arianna con LAB 88

Sempre il 21 giugno, alle ore 19:00, Villa Arianna farà da cornice a un’emozionante esibizione musicale al tramonto. Protagonisti saranno i giovani musicisti con disabilità dell’Associazione Culturale Musicale LAB 88, che si esibiranno con batteria, pianoforte, chitarre e violini. Un momento di inclusione e celebrazione del talento, a dimostrazione che la musica non conosce barriere.

La Festa della Musica 2025 nei siti della Grande Pompei promette dunque un’esperienza indimenticabile, unendo arte, cultura, inclusione e l’incanto dei luoghi storici campani.

Pession (Simmesn): A Napoli non ci si dimentichi di prevenzione neonatale

“È con screning che si diagnosticano malattie congenite rare ma rilevanti”

Napoli – “Parlare di prevenzione dimenticandosi come inizia, cioè con la nascita, è abbastanza difficile”. Lo evidenzia Andrea Pession, presidente della Simmesn (Società italiana per lo studio delle malattie metaboliche ed ereditarie e lo screening neonatale), all’indomani della prima giornata degli “Stati generali della prevenzione”, a Napoli, dove, a quanto pare, questo aspetto non è stato toccato.

“Le cronache sulla prima giornata non accennano a questo aspetto, non è chiaro se sia stato toccato, ma credo sia necessario richiamare questa sottolineatura”. Ovvero, continua il presidente della Simmesn, “non si può parlare di prevenzione senza richiamare lo screening neonatale. Questo importante intervento di prevenzione sanitaria secondaria consente la diagnosi precoce di un ampio spettro di malattie congenite, singolarmente rare ma complessivamente rilevanti”.

Parlando alla ‘Dire’, Pession spiega che “lo scopo dei programmi di screening neonatale è, infatti, quello di diagnosticare tempestivamente le malattie congenite per le quali sono disponibili interventi terapeutici specifici che, se intrapresi prima della manifestazione dei sintomi, sono in grado di migliorare in modo significativo la prognosi della malattia e la qualità di vita dei pazienti, evitando gravi disabilità e, in alcuni casi, anche la morte”.

Ad oggi, l’Italia è la Nazione che sottopone a screening neonatale “il più alto numero di patologie, ovvero 59 malattie croniche diagnosticabili già alla nascita, su cui si investe in prevenzione precoce per ridurre la spesa sanitaria di una cronicità complessa.

Oggi, inoltre, l’avanzamento tecnologico, in particolare attraverso le tecniche di sequenziamento genomico massivo, consente di andare ben oltre questo spettro di malattie allargando i programmi di prevenzione in maniera inimmaginabile”, segnala Pession.

Su questi temi è “in corso un vivace dibattito scientifico che necessità di formale interlocuzione istituzionale per trovare la giusta collocazione evitando ritardi o rischiose fughe in avanti”.

Napoli, risolti tre omicidi di camorra a Ponticelli: 6 arresti

Napoli, – La Squadra Mobile di Napoli ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip su richiesta della Dda, contro sei indagati per omicidio doloso aggravato dal metodo mafioso e porto abusivo di armi.

Le indagini, condotte con il Commissariato di Ponticelli, hanno ricostruito tre omicidi commessi tra il 2016 e il 2018 dal clan Schisa-Minichini, attivo nel Rione De Gasperi di Ponticelli e alleato con il clan Rinaldi-Reale di San Giovanni a Teduccio, nel contesto di una faida con il clan Sarno.

Il primo omicidio è quello di Mario Volpicelli, ucciso il 30 gennaio 2016 a Ponticelli in un agguato a colpi d’arma da fuoco mentre rientrava a casa, preso di mira per legami familiari con l’autore di un precedente delitto.

Il secondo caso riguarda Giovanni Sarno, assassinato il 7 marzo 2016 nella sua abitazione con due colpi di pistola, perché fratello di collaboratori di giustizia del clan Sarno.

L’ultimo episodio è l’omicidio di Salvatore D’Orsi, spacciatore vicino al clan De Micco, freddato il 12 marzo 2018 sotto casa con numerosi proiettili, deceduto il giorno successivo in ospedale.

  • Mario Volpicelli, ucciso il 30 gennaio 2016, ritenuto vicino a punitori del clan;

  • Giovanni Sarno, freddato in casa il 7 marzo 2016, fratello di un collaboratore di giustizia;

  • Salvatore D’Orsi, alias “Poppetta”, spacciatore affiliato al clan De Micco, ferito mortalmente il 12 marzo 2018

    (Nella foto le tre vittime Mario Volpicelli, Giovanni Sarno, Salvatore D’Orsi)

 

Di nuovo libero “Pella Pella” : la Cassazione ribalta l’inchiesta sul patto camorra-politica a Giugliano

Un colpo di scena che rimescola le carte dell’inchiesta più scottante degli ultimi mesi. La Suprema Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza che teneva in carcere Gaetano Diana, alias “Pella Pella”, presunto uomo fidato del boss Domenico Pirozzi (“Mimì o pesante”) e figura chiave nella presunta alleanza tra politica e camorra a Giugliano.
Una mossa che lascia attoniti investigatori e opinione pubblica: come se nel bel mezzo di una partita decisiva, l’arbitro fischiasse… ma per far ripetere tutto da capo.

Nuova chance per “Pella Pella”

La sesta sezione penale ha accolto il ricorso dell’avvocato Luigi Poziello, ordinando una nuova valutazione dei gravi indizi di colpevolezza da parte di una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Napoli.
Diana era finito in manette lo scorso febbraio, durante una maxi operazione dei Carabinieri del ROS — sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia — che aveva portato all’esecuzione di ben 25 misure cautelari, tra carcere e domiciliari.

Una giustizia a due facce?

L’inchiesta ruota attorno al clan Mallardo, accusato di aver costruito una rete di potere capace di inquinare la politica locale: si parla di associazione mafiosa, estorsione, usura, corruzione e persino scambio elettorale politico-mafioso. Un pacchetto completo del crimine organizzato.
Secondo gli inquirenti, il clan avrebbe avuto un ruolo attivo nella campagna elettorale di Giugliano del 2020. Ma, mentre la politica fingeva di non vedere, la camorra metteva radici.

E non è finita qui.

Anche Mimì o pesante, il presunto boss reggente, era inizialmente coinvolto nell’indagine. Ma anche lui, come Diana, è stato rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame.
Una coincidenza? O un segnale che, quando si parla di potere, anche la giustizia deve camminare in punta di piedi?

Sembra che nei palazzi di giustizia si giochi una partita tutta loro. Tra ordinanze che entrano e poi escono, ricorsi che cancellano arresti, e mafiosi che sfuggono alla rete. Intanto, a Giugliano e dintorni, i cittadini onesti si chiedono: chi sta davvero vincendo questa battaglia?

Cannabis nei boschi e arsenali nascosti: i Monti Lattari diventano campo di battaglia contro il narcotraffico

Una “Giamaica del Sud” alle porte di Napoli. Nei Monti Lattari, quella che un tempo era una terra di contadini e sentieri panoramici si sta trasformando in un campo di guerra contro il narcotraffico. In sole 24 ore, i carabinieri di Castellammare di Stabia, affiancati dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, hanno scoperto una nuova piantagione di cannabis in località Pozzano: 3 piazzole ben nascoste nel bosco con oltre 120 piante alte un metro e venti, pronte per il raccolto.

Ma non è un caso isolato: si tratta solo dell’ultimo tassello di “Continuum Bellum 3”, un’operazione che dal 14 maggio ha già portato alla distruzione di oltre 670 piante di marijuana, disseminate in 17 coltivazioni clandestine tra Gragnano, Lettere e Castellammare. I numeri parlano chiaro: una vera industria illegale radicata nella vegetazione.

E non finisce qui. Durante le perlustrazioni, le forze dell’ordine hanno fatto una scoperta inquietante: un arsenale nascosto sottoterra, come in un film. Due pistole con matricola abrasa, tre fucili (tra cui uno semiautomatico), oltre 100 proiettili, caricatori e persino strumenti per la manutenzione delle armi. Un vero e proprio deposito bellico, a pochi passi dai sentieri escursionistici.

Le zone più colpite? Gragnano, Vallone Fondica e Monte Muto, ma anche i boschi di confine con Lettere e Castellammare. Qui, la lotta alla criminalità si gioca metro per metro, tra droni, elicotteri e militari a terra.

L’obiettivo è chiaro: restituire i Monti Lattari ai cittadini onesti, smantellando piantagioni, smascherando reti criminali e togliendo spazio alle armi. Un’operazione imponente che, per la sua portata, ha già fatto parlare di “zona rossa della cannabis”.

La guerra è in corso. E questa volta, lo Stato sta rispondendo colpo su colpo.

Massa Lubrense, segnala un incendio e scompare: trovato morto

Un silenzio inquietante ha avvolto la zona di Sant’Agata, a Massa Lubrense, dove si è consumata una tragedia che ha lasciato sgomenta un’intera comunità. Pasquale De Angelis, bracciante agricolo di 65 anni, è stato trovato morto in un terreno, rannicchiato tra l’erba e con segni evidenti di bruciature sulle braccia.

L’uomo, regolarmente assunto, aveva segnalato poco prima un incendio divampato in un fondo agricolo vicino a quello in cui poi è stato ritrovato il suo corpo. Da quel momento, di lui si erano perse le tracce. È stata la moglie – assistita dall’avvocato Maria Fontanella – a lanciare l’allarme, non vedendolo rientrare a casa nonostante l’incendio fosse stato domato dai soccorritori.

Una morte che solleva domande
Cosa è accaduto davvero tra quei filari avvolti dal fumo? Un malore? Un tentativo di domare le fiamme finito male? Oppure qualcosa di più? Gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, stanno lavorando per ricostruire con precisione gli ultimi istanti di vita dell’operaio.

Non si esclude l’ipotesi di un infarto, ma sarà l’autopsia a fornire risposte decisive. Nel frattempo, la salma è stata sottoposta a sequestro, in attesa degli accertamenti medico-legali disposti per i prossimi giorni.

Una tragedia che va oltre il singolo fatto
Dietro questa vicenda c’è anche l’ennesima storia di lavoro nei campi, troppo spesso sottovalutata, dove ogni giornata può trasformarsi in un rischio. Finalmente, anche su questi “incidenti invisibili” lo Stato sembra voler accendere una luce, per dare giustizia non solo alle vittime, ma anche alla dignità del lavoro agricolo.

Napoli, terrore a due passi dal Maschio Angioino: parcheggiatore abusivo aizza i cani contro chi rifiuta il “parcheggio” 

È successo nel cuore di Napoli, tra i luoghi più turistici e fotografati della città, nei pressi dei celebri “Cavalli di Bronzo”, accanto al Maschio Angioino: un parcheggiatore abusivo è stato arrestato per aver trasformato i suoi cani in strumenti di minaccia contro chi non voleva piegarsi al racket dei parcheggi. Dieci euro il “prezzo” imposto per sostare l’auto. In caso contrario? Scattava l’intimidazione. E se non bastavano le parole, arrivavano le zanne.

In un episodio gravissimo, una donna della Polizia Locale è stata morsa da uno dei cani e ha dovuto ricevere cure mediche. La scena è solo l’ennesimo esempio di come piccole forme di criminalità quotidiana, apparentemente “di strada”, in realtà condizionino pesantemente la libertà e la sicurezza dei cittadini onesti. E a Napoli, come in molte zone della provincia, sono in troppi a vivere ogni giorno questo genere di soprusi.

Ma stavolta qualcosa è cambiato. La Polizia Locale ha detto basta, eseguendo una misura cautelare detentiva che ha portato all’arresto dell’uomo. È il segnale che finalmente lo Stato si sta svegliando.

Un segnale forte contro la criminalità “invisibile” – quella che non fa i titoli dei giornali ma che rovina la vita di chi vuole semplicemente parcheggiare, lavorare o camminare senza essere minacciato. Il Reparto IAES della Polizia Locale di Napoli ha condotto un’intensa attività di controllo nell’area tra via Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga e la discesa che collega piazza Municipio a via Acton, portando all’arresto anche di altri due soggetti accusati di estorsione ai danni dei turisti.

Non è solo un arresto. È un messaggio: chi semina paura, raccoglierà giustizia.

Andrea Pignataro, la seconda persona più ricca d’Italia :come ha creato il suo patrimonio ?

Andrea Pignataro è un enigma nell’era dei social media, dove la privacy è quasi un’utopia. Circolano online pochissime foto di lui, un vero primato nella condivisione perenne. Nonostante la sua riservatezza, quando si possiede un patrimonio di 26 miliardi di euro, è difficile sfuggire alla curiosità pubblica. Secondo Forbes, è il secondo italiano più ricco sul mercato, posizionandosi al numero 74 nella classifica mondiale dei paperoni. Una fortuna costruita da un self-made man.

La costruzione di un impero finanziario

Pignataro ha fondato negli anni Novanta il gruppo Ion, che guida ancora attraverso una giungla di società che confluiscono nella holding di famiglia lussemburghese, Bessel Capital. Un piccolo impero costruito sull’analisi dei dati con 32 controllate e svariate partecipazioni minori in giro per l’Europa. In Italia, Ion comanda in Cedacri, Cerved, List e Prelios; ma Andrea Pignataro possiede quote rilevanti di Illimity (oltre il 9%) e Cassa di risparmio di Volterra (32%). Le cronache finanziarie hanno segnalato in portafoglio anche il 2% di Banca Montepaschi di Siena e una partecipazione del 10% nel Fondo strategico italiano.

Dalla laurea a Bologna al successo globale

Nato a Bologna il 10 giugno del 1970, dopo la laurea in Economia ottenuta nella sua città, Pignataro ha spiccato il volo: si è specializzato in matematica all’Imperial College di Londra, per poi lavorare come broker da Salomon Brothers, una banca d’affari poi comprata da Citi. Nel 1997, ha avuto l’intuizione sul nascente mercato dei dati e ha dato vita a Ion, un gruppo fintech che “fornisce software di automazione, analisi e approfondimenti di alto valore e consulenza strategica a istituzioni finanziarie, banche centrali, governi e aziende. Soluzioni e servizi che semplificano processi complessi, aumentano l’efficienza e consentono di prendere decisioni migliori”, spiega il gruppo sul suo sito. Commento: Un vero mago dei dati, che ha trasformato l’analisi in un impero finanziario.

Pignataro ha sempre avuto una visione chiara e nel tempo è riuscito a realizzare i suoi progetti e crescere ancora, diventando uno stratega della finanza globale, grazie alla capacità di raccogliere capitali sul mercato e farsi prestare soldi, con i debiti aumentati negli anni.

In una rara intervista rilasciata al Sole 24 Ore, Pignataro ha spiegato di aver messo in piedi “un conglomerato industriale con la struttura finanziaria e la sofisticazione dei grandi private equity”. Ion si muove infatti come un fondo d’investimento comprando aziende, ma in realtà gestisce operativamente aziende che si muovono nel campo dei dati. “Siamo un ibrido – ha spiegato – abbiamo la disciplina, la velocità e la capacità di execution dei grandi fondi, ma allo stesso tempo abbiamo un orizzonte temporale permanente, da holding industriale. Ion ha sempre una ‘entrance strategy’, ma non ha una ‘exit strategy’, una strategia di vendita, a differenza dei private equity che, invece, la devono necessariamente avere. L’orizzonte temporale ‘forever’, per sempre, è un vantaggio competitivo importante”, ha detto al quotidiano economico. Commento: Un approccio unico che spiega il suo successo, senza fretta di vendere.

Investimenti in Italia

Lo shopping in Italia è costato a Pignataro quasi sei miliardi di euro, con le sedi di Ion che sono sorte negli anni a Milano, Roma e Pisa. Il gruppo, come emerge da una ricerca su Linkedin, al momento ha 150 posizioni aperte per lavorare nel Paese. Si cercano, principalmente, software engineering, sviluppatori e analisti per sostenere la crescita del gruppo fintech globale che ha basato la sua fortuna sulla lettura e l’interpretazione delle informazioni.

Fonte Verificata

Napoli, aggressione al personale 118 in piena notte: ferito un soccorritore

Un’altra notte di paura a Napoli per chi indossa una divisa per salvare vite. Intorno all’una e mezza, tra domenica e lunedì, un equipaggio del 118 della postazione Incurabili è stato aggredito durante un intervento apparentemente di routine in Piazza Carlo III. A scatenare la violenza un uomo di circa 40 anni, di origine africana, in evidente stato di ebbrezza.

L’uomo, dopo essere stato stabilizzato sul posto e caricato in ambulanza per il trasferimento all’ospedale Fatebenefratelli, ha improvvisamente perso il controllo al momento dello sbarco dalla barella. Prima una testata violenta all’addome dell’autista soccorritore, poi un pugno al volto che ha fatto esplodere il panico tra il personale sanitario.

A raccontarlo è l’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”, che monitora da anni gli episodi di violenza contro medici e soccorritori. Quello della scorsa notte è il trentesimo caso solo nel 2025 sul territorio dell’Asl Napoli 1, che sale a 38 se si includono anche gli episodi avvenuti nell’area dell’Asl Napoli 2.

L’aggressore è stato fermato e condotto in caserma dalle forze dell’ordine, intervenute rapidamente sul posto. Ora è indagato per aggressione a pubblico ufficiale e lesioni personali. Ancora una volta, l’allarme lanciato da sindacati e operatori sanitari è lo stesso: il lavoro degli equipaggi del 118 è diventato troppo spesso una missione ad alto rischio.

Monti Lattari, individuate e distrutte oltre 670 piante di cannabis

I Monti Lattari continuano a essere teatro di una guerra silenziosa ma senza tregua. L’operazione “Continuum Bellum”, giunta al suo terzo anno consecutivo, ha già smantellato un’intera filiera del narcotraffico montano. Dal 14 maggio, i Carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, supportati dallo squadrone eliportato Cacciatori Calabria, dai droni del nucleo investigativo di Torre Annunziata e dagli elicotteri del VII nucleo di Pontecagnano, stanno rastrellando metro dopo metro le pendici impervie dei Lattari, con risultati sempre più eclatanti.

A Pozzano, nel cuore del bosco stabiese, i militari hanno appena scoperto tre piazzole con 120 piante di cannabis alte fino a un metro e mezzo. La coltivazione è stata subito distrutta, ma è solo l’ultimo colpo a una rete criminale che in queste zone ha trovato una vera serra naturale per lo smercio di marijuana.

Dall’inizio dell’operazione, sono state già individuate e incenerite oltre 670 piante, disseminate in almeno 17 piazzole nascoste tra Castellammare, Gragnano e Lettere. Una coltivazione in piena espansione, segno che i gruppi criminali locali non solo non hanno mai smesso di operare, ma anzi hanno affinato le tecniche di occultamento sfruttando la vegetazione fitta, cunicoli, anfratti e grotte.

Non solo droga: durante i blitz sono state rinvenute anche armi da guerra. Due pistole con matricola abrasa, tre fucili – tra cui un semiautomatico – 107 munizioni, caricatori e persino kit di manutenzione. Un arsenale nascosto sotto terra, pronto a essere usato. Tra il Vallone Fondica e il Monte Muto, il cuore pulsante di questa “Giamaica del Sud”, il traffico di cannabis è solo la punta dell’iceberg.

La presenza capillare delle forze dell’ordine, tra cieli e boschi, non mira solo a distruggere le piantagioni ma a spezzare il meccanismo criminale che tiene in ostaggio il territorio. “Continuum Bellum 3” è tuttora in corso e si candida a essere una delle operazioni più importanti nella storia del contrasto al narcotraffico campano in ambito rurale.

Mondragone, corruzione: ai domiciliari ex comandante dei vigili

Napoli– L’ex comandante della polizia municipale di Mondragone, David Bonuglia, è finito agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ipotizza, a suo carico, i reati di peculato, concussione, corruzione e falso.

La misura cautelare è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale sammaritano.

L’indagine, condotta dai carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone e dal Nucleo investigativo di Caserta, ha permesso di documentare numerosi episodi di reati contro la pubblica amministrazione, anche grazie all’ausilio di intercettazioni.

Al centro delle contestazioni ci sono condotte illecite che si sarebbero verificate tra il 2020 e il 2023, tra cui – secondo quanto emerso – anche l’utilizzo indebito di auto di servizio.

Bonuglia si era dimesso dal suo incarico a febbraio 2024 e, nelle scorse settimane, era già stato ascoltato dagli inquirenti, respingendo ogni addebito.

L’inchiesta coinvolge complessivamente 24 persone: tra loro figura anche l’ex sindaco di Mondragone, Virgilio Pacifico, indagato per concussione.