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Boscoreale, truffa sventata alle poste: allarme phishing e i consigli di Poste Italiane

Boscoreale– Una potenziale truffa da diverse migliaia di euro è stata sventata presso l’ufficio postale di Boscoreale, nel Napoletano, grazie alla prontezza e alla formazione del personale.

L’episodio mette in luce la crescente minaccia delle frodi online e telefoniche, in particolare il fenomeno del “family emergency scam” che sfrutta i legami affettivi per estorcere denaro.

L’allarme è scattato quando una cliente, la signora Giuseppina (nome di fantasia), si è presentata allo sportello in evidente stato di agitazione, richiedendo un prelievo urgente di diverse migliaia di euro.

La donna ha spiegato all’operatore che il denaro era necessario per un’improvvisa emergenza che avrebbe coinvolto il nipote. Il direttore dell’ufficio di via Vittorio Emanuele, 146, Pasquale Raiola, ha raccontato come l’operatore, insospettito dalle parole della cliente e riconoscendo una tipologia di truffa affrontata nei recenti corsi di formazione, abbia subito avvisato la direzione.

“Abbiamo chiamato immediatamente la figlia della signora Giuseppina, cointestataria del conto, chiedendole di raggiungerci quanto prima vista la confusione della madre”, ha spiegato Raiola. All’arrivo della figlia, Luisa (nome di fantasia), è emerso che la nonna aveva ricevuto numerose chiamate dal presunto nipote, il quale le aveva chiesto di prelevare la somma con urgenza, indicando che un amico sarebbe passato a ritirare il denaro per risolvere un grave problema.

La figlia ha potuto chiarire alla madre che il nipote era regolarmente a scuola e che si trattava di un tentativo di truffa. “L’operazione non è stata effettuata e mamma e figlia ci hanno ringraziato per aver evitato loro una grave perdita economica”, ha concluso il direttore.

Il pericolo delle truffe online: dal phishing alla “Family Emergency Scam”

L’episodio di Boscoreale rientra nella categoria delle truffe basate sulla manipolazione psicologica, come la “family emergency scam”, particolarmente insidiosa perché fa leva sui sentimenti più profondi e sulla fiducia, approfittando spesso dell’ingenuità di persone anziane. Eugenio Simioli, responsabile della funzione Fraud Management Sud di Poste Italiane, ha sottolineato come “i rapinatori di strada siano stati sostituiti da abili professionisti della persuasione e astuti criminali informatici”.

Le truffe moderne, tra cui il più noto phishing, utilizzano tecniche psicologiche e sofisticati strumenti tecnologici per indurre le vittime a effettuare trasferimenti di fondi o a rivelare dati sensibili come user e password. “Purtroppo”, spiega Simioli, “le vittime, pur sapendo di non dover mai fornire a nessuno user e password, sono spesso così ben raggirate che neanche si rendono conto di cosa sta accadendo”.

Poste Italiane sta investendo significativamente nella formazione dei propri dipendenti per contrastare questo fenomeno. Nel solo 2025, circa 1.400 operatori tra direttori e sportellisti delle province campane sono stati coinvolti in corsi specifici, per un totale di circa 5000 ore di formazione. L’obiettivo è istruire il personale a riconoscere i comportamenti sospetti e a reagire prontamente ai tentativi di frode.

A supporto degli uffici postali, operano due centri dedicati alla prevenzione delle frodi: il Fraud Prevention Center di Roma e il Centro di monitoraggio frodi di Torino. Questi centri, attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, impiegano oltre 100 specialisti con esperienza nella sicurezza finanziaria e nella cyber security. La loro missione è vigilare costantemente sulla sicurezza delle transazioni effettuate negli uffici postali, online, con carte di pagamento, nell’e-commerce e nel ramo assicurativo.

I consigli di Poste Italiane per evitare le truffe

Per tutelare i propri clienti, Poste Italiane diffonde regolarmente una serie di consigli pratici per evitare di cadere nelle trappole dei truffatori:

Dati Sensibili Mai Richiesti: Poste Italiane e PostePay non chiederanno mai dati riservati (nome utente, password, codici di sicurezza) tramite telefono, e-mail, SMS o chat di social network. Chiunque lo faccia, anche presentandosi come operatore dell’azienda, sta tentando una frode.

Diffidare da Richieste Anomale: Non rispondere a e-mail, SMS, telefonate o chat di call center che richiedono codici personali o segnalano fantomatici problemi di sicurezza con imminenti blocchi di operatività.

Verificare il Mittente: Controllare sempre l’affidabilità di un’e-mail prima di aprirla, verificando che il mittente sia conosciuto e identificabile.

Attenzione agli Allegati: Non scaricare allegati da e-mail sospette prima di aver verificato la conoscenza e l’identità del mittente.

Non Cliccare su Link Sospetti: Se si clicca per errore su un link contenuto in un’e-mail sospetta, non autenticarsi sul sito web falso e chiudere immediatamente il browser.

Segnalare il Phishing: Inoltrare eventuali e-mail di phishing a antiphishing@posteitaliane.it e, subito dopo, cestinare e cancellare definitivamente il messaggio.

Accesso Sicuro al Sito: Digitare sempre direttamente l’indirizzo https://www.poste.it/ nella barra del browser per visitare il sito ufficiale di Poste Italiane.

Utilizzare le Notifiche: Attivare il servizio gratuito di notifiche push tramite l’app di Poste Italiane per essere informati in tempo reale sulle operazioni di pagamento. In alternativa, attivare le notifiche via SMS per i pagamenti su siti internet e app.

Rimanere informati e adottare queste semplici precauzioni è fondamentale per difendersi dalle truffe, che continuano a evolversi e a mietere vittime. La collaborazione tra cittadini e operatori, come dimostrato a Boscoreale, è la chiave per contrastare efficacemente la criminalità informatica.

La Turris riparte dall’Eccellenza: lettera di Gravina al sindaco

Torre del Greco – Dopo il fallimento della Turris, Torre del Greco potrà ripartire dal campionato di Eccellenza. Lo ha comunicato ufficialmente il presidente della Figc, Gabriele Gravina, in una lettera indirizzata al sindaco Luigi Mennella, nella quale si annuncia l’attivazione della procedura prevista dall’articolo 52, comma 10, delle Noif (Norme Organizzative Interne della Federazione).

Una decisione che accoglie la richiesta avanzata dallo stesso primo cittadino lo scorso 28 maggio, finalizzata a garantire alla città un titolo sportivo per poter continuare la tradizione calcistica a seguito della mancata iscrizione della Turris ai campionati.

Nella missiva, la Figc illustra nel dettaglio l’iter e la documentazione necessaria affinché una nuova società possa essere ammessa al campionato regionale di Eccellenza, organizzato dal Comitato Campania della Lega Nazionale Dilettanti.

Tra i requisiti richiesti: l’atto di affiliazione (se non già presente), la richiesta formale di ammissione al torneo con l’indicazione dei soci, un business plan che attesti solidità economica, organizzativa e finanziaria, oltre a un piano triennale delle attività sportive.

Fondamentale sarà anche l’appoggio dell’amministrazione comunale: il sindaco dovrà infatti accompagnare la candidatura con una lettera che accrediti la società, esprimendo il gradimento del Comune e garantendo sulla serietà del progetto e sulla solidità della compagine societaria.

Un passo decisivo, dunque, per il rilancio del calcio torrese dopo la fine della Turris: ora tocca a imprenditori e sportivi locali farsi avanti con una proposta concreta per riportare il pallone a rotolare al Liguori.

Salerno, contromano sull’A2: bloccato e patente revocata

Sala Consilina – La Polizia di Stato ha sventato un potenziale disastro sull’Autostrada A2 del Mediterraneo, bloccando un’auto che viaggiava in contromano, seminando il panico e mettendo a serio rischio la sicurezza stradale.

L’allarme è scattato quando una segnalazione ha avvertito il Centro Operativo Autostradale di un veicolo che aveva imboccato la carreggiata sud dell’autostrada in direzione nord, all’altezza dello svincolo di Sala Consilina. Immediatamente, una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale, già presente sul tratto interessato nei pressi di Polla, è stata allertata.

Gli agenti, consapevoli dell’estrema pericolosità della situazione – con il conducente che percorreva la corsia di sorpasso sfiorando le auto che procedevano correttamente – hanno rapidamente messo in atto la procedura della “safety car”. Posizionandosi al centro della carreggiata, hanno rallentato il flusso di traffico, creando una barriera di protezione per evitare impatti frontali devastanti.

In pochi minuti, la Polizia Stradale ha raggiunto il veicolo in contromano, riuscendo a bloccarlo in totale sicurezza e scongiurando incidenti e danni a persone o cose. Il conducente è stato sottoposto agli accertamenti di rito. Per lui sono scattate pesanti sanzioni: la patente di guida è stata immediatamente revocata e il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo per tre mesi.

L’intervento tempestivo e coordinato delle forze dell’ordine ha permesso di evitare una tragedia, sottolineando l’importanza della prontezza e della professionalità degli operatori stradali.

Allarme diossina a Napoli: superati i limiti nell’area di via Gianturco dopo l’incendio

Napoli – Allarme ambientale a Napoli dopo l’incendio divampato lo scorso 28 giugno in via Gianturco.

I risultati del primo ciclo di monitoraggio effettuato dall’Arpa Campania, con un campionatore ad alto flusso posizionato nei pressi del rogo, rivelano livelli preoccupanti di diossine, furani e policlorobifenili aerodispersi.

La concentrazione registrata, pari a 1,3 pg/Nm³ I-TEQ (picogrammi per metro cubo in termini di tossicità equivalente), supera di gran lunga il valore di riferimento scientifico di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ indicato dal LAI tedesco.

Il monitoraggio copre il periodo tra la mattina del 30 giugno e la mattina del 1 luglio.Nonostante le stazioni fisse della rete regionale non abbiano rilevato superamenti dei limiti di legge per la qualità dell’aria il 1 luglio, il laboratorio mobile installato a poche decine di metri dal sito dell’incendio ha registrato picchi temporanei di inquinanti, legati alla direzione del vento proveniente dall’area colpita. Fortunatamente, questi aumenti non hanno violato i limiti normativi.

L’Arpa Campania continua le analisi e pubblicherà ulteriori aggiornamenti sul sito arpacampania.it. L’elevata concentrazione di diossine desta preoccupazione per la salute pubblica e l’ambiente, alimentando il dibattito sulla gestione delle emergenze ambientali in città. Per dettagli sugli accertamenti relativi agli incendi dello scorso weekend, si rimanda ai precedenti bollettini dell’agenzia.

Efficienza e crescita con l”Intelligenza Artificiale: AI Hero al fianco delle aziende

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Con un focus strategico sull’ottimizzazione dei flussi di lavoro, AI Hero si afferma come partner per le imprese che vogliono trasformare l’efficienza operativa in un vantaggio competitivo attraverso l’IA.

ROMA, 30 giugno 2025 – In un mercato che non ammette pause, la capacità di operare con rapidità ed efficienza è un imperativo strategico. AI Hero, società specializzata in consulenza sull’Intelligenza Artificiale, si posiziona come partner per le imprese che vogliono trasformare questa esigenza in realtà, utilizzando l’IA per accelerare drasticamente i processi operativi e sbloccare nuove opportunità di crescita.

La missione di AI Hero è chiara: tradurre le potenzialità dell’IA in soluzioni pratiche che liberino tempo e risorse, permettendo alle aziende di concentrarsi su ciò che conta davvero: l’innovazione e la strategia.

Un percorso su misura per accelerare il business

AI Hero si distingue per un approccio pragmatico che punta a risultati misurabili. Il servizio di consulenza è strutturato come un percorso personalizzato che accompagna l’azienda in ogni fase dell’integrazione dell’IA:

  1. AI Audit: si parte da un’analisi approfondita dei flussi di lavoro per mappare le inefficienze e identificare le opportunità di automazione e ottimizzazione con il maggior potenziale di ritorno sull’investimento.
  2. Sviluppo della Roadmap AI: sulla base dell’audit, viene disegnata una mappa strategica chiara, con obiettivi focalizzati sull’accelerazione dei processi e KPI per misurare l’aumento di produttività.
  3. Implementazione delle Soluzioni: si passa all’azione con l’integrazione di strumenti AI su misura – come sistemi di automazione, piattaforme di analisi dati e chatbot avanzati – per rendere i processi più snelli e veloci.
  4. Formazione del Team: per garantire un impatto duraturo, AI Hero investe nella formazione dei team aziendali, rendendoli autonomi e competenti nella gestione delle nuove tecnologie per un miglioramento continuo dell’efficienza.
  5. Social Sentiment Analysis: un servizio avanzato per analizzare in tempo reale il sentiment attorno a brand, prodotti e trend sui social network, supportando decisioni strategiche e azioni di marketing basate sui dati.

Dall’analisi strategica all’implementazione: ogni intervento parte dai processi reali

Il punto di partenza di ogni progetto AI Hero è una mappatura dettagliata dei processi aziendali. Attraverso sessioni dedicate con i reparti chiave, si analizza il funzionamento concreto dell’impresa: flussi operativi, colli di bottiglia, ridondanze, attività a basso valore aggiunto. Questo approccio consulenziale permette di costruire una strategia di perfezionamento personalizzata, centrata sugli obiettivi reali del business.

L’analisi non si limita alla teoria: per ogni area di intervento si identificano soluzioni AI concrete, prioritarie per impatto e ritorno sull’investimento. Solo dopo questa fase progettuale si entra in azione, implementando tecnologie su misura che automatizzano, accelerano e potenziano l’operatività quotidiana. Il risultato è un modello di crescita sostenibile, dove l’Intelligenza Artificiale si integra perfettamente con l’organizzazione esistente, migliorandola in modo tangibile e misurabile.

I vantaggi concreti dell’Intelligenza Artificiale con AI Hero

Affidarsi ad AI Hero permette alle aziende di ottenere benefici tangibili, primo fra tutti un radicale miglioramento dell’efficienza. Tra i principali vantaggi:

  • Accelerazione dell’efficienza operativa: automatizzare task manuali e ripetitivi, ottimizzando i flussi di lavoro per liberare le risorse umane e ridurre i tempi di esecuzione.
  • Decisioni più rapide con dati migliori: sfruttare l’IA per analizzare grandi volumi di dati in tempo reale e ottenere insight che permettono di prendere decisioni strategiche più velocemente.
  • Marketing e vendite più performanti: creare campagne mirate e contenuti personalizzati su larga scala, velocizzando il ciclo di vendita.
  • Supporto clienti istantaneo: offrire un’assistenza clienti attiva 24/7, capace di risolvere le richieste comuni istantaneamente, migliorando la soddisfazione del cliente.
  • Monitoraggio del sentiment online: analisi continua del sentiment digitale e della reputazione aziendale sui social media e sul web, utile per anticipare crisi, migliorare il brand positioning e ottimizzare le strategie di comunicazione.

“Il nostro obiettivo è essere il partner di cui le aziende si possono fidare per navigare la complessità dell’Intelligenza Artificiale” spiegano i fondatori di AI Hero, Federico e David Giannicchi. “La nostra consulenza AI non è una soluzione preconfezionate, ma costruiamo strategie su misura che portano a risultati reali e misurabili.”

Riguardo AI Hero

Fondata da Federico Giannicchi (CEO) e David Giannicchi (CTO), AI Hero nasce con la missione di applicare processi innovativi per accelerare le operazioni aziendali. La società è specializzata nell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi di business e, con un approccio strategico e personalizzato, aiuta le imprese italiane a sfruttare appieno il potenziale dell’IA. L’azienda si posiziona come un partner strategico, guidando i clienti attraverso audit, sviluppo di roadmap, implementazione e formazione.

Per maggiori informazioni e per richiedere una consulenza, è possibile visitare il sito ufficiale: https://aihero.it/

Sant’Egidio del Monte Albino: scoperta una piantagione di cannabis

Sant’Egidio del Monte Albino  – Un’operazione dei Carabinieri ha portato al sequestro di cinque terrazzamenti adibiti alla coltivazione di marijuana nella zona boschiva dei Monti Lattari, nel comune di Sant’Egidio del Monte Albino.

I militari della Sezione Operativa del NORM (Nucleo Operativo e Radiomobile) del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, con il supporto del VII Nucleo Elicotteri di Pontecagnano, hanno individuato l’area sospetta dopo un’attività di monitoraggio del territorio.

I terrazzamenti, attrezzati con sistemi di irrigazione e diserbante, contenevano 87 piante di marijuana già cresciute, pronte per essere raccolte e immesse nel mercato illegale.

L’operazione rientra in una campagna più ampia di contrasto alla produzione e allo spaccio di stupefacenti nell’area dell’Agro nocerino-sarnese, dove i Carabinieri stanno potenziando i controlli per smantellare le attività illecite legate alla droga.

Al momento, non sono stati identificati i responsabili della coltivazione, ma le indagini proseguono per risalire alla rete criminale che gestiva il traffico.

L’operazione conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel combattere il narcotraffico, anche attraverso l’uso di tecnologie avanzate e pattugliamenti aerei.

Truffa e rapina da 3 milioni alla poetessa Bracco: arrestato il complice a Napoli

Roma – Nuova svolta nel caso della truffa e rapina ai danni di Gemma Bracco, poetessa 80enne e moglie dell’ex ministro Paolo Baratta.

La polizia ha arrestato un uomo residente nell’hinterland di Napoli, ritenuto complice del colpo messo a segno lo scorso febbraio a Roma, che fruttò un bottino di circa 3 milioni di euro tra contanti, monili e lingotti d’oro.

Il primo arresto era avvenuto a febbraio, quando gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, avevano individuato uno dei presunti responsabili grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza dello stabile teatro del crimine.

I due malviventi, fingendosi un maresciallo e un avvocato, avevano ingannato la vittima, trasformando la truffa in una rapina in abitazione. L’arresto del complice, avvenuto nelle ultime ore, segna un ulteriore passo avanti nelle indagini, che proseguono per chiarire eventuali altri coinvolgimenti.

Agropoli, rintracciato sui Monti Picentini il 60enne scomparso dopo malore

Agropoli – Attimi di paura per un uomo di 60 anni, scomparso dopo essere stato colto da un grave malore durante un viaggio verso Roma.

. L’allarme è scattato nella serata precedente da Agropoli, quando i familiari, preoccupati per il mancato arrivo a destinazione, hanno contattato le forze dell’ordine.

Le ricerche sono scattate immediatamente grazie al coordinamento tra gli agenti della Polizia Stradale di Eboli e il Centro Operativo Autostradale (Coa) di Sala Consilina. Decisiva la localizzazione del cellulare dell’uomo, che risultava attivo nella zona di San Mango Piemonte, nei pressi dell’autostrada A2 del Mediterraneo.

Ma a rendere la situazione ancora più allarmante sono state le chiamate fatte al telefono del 60enne, dalle quali si percepivano solo rantoli e respiri affannosi.

Le operazioni di ricerca sono state rese complicate dal fatto che l’uomo viaggiava su un’auto a noleggio di cui non si conoscevano né modello né targa. Per ovviare all’ostacolo, gli operatori del Coa hanno continuato a far squillare il cellulare per agevolare l’individuazione del veicolo da parte delle pattuglie impegnate nel controllo dei mezzi in sosta nell’area.

Grazie alla perseveranza degli agenti, l’auto è stata individuata in pochi minuti. L’uomo, in stato confusionale, è stato soccorso immediatamente. Le sue condizioni sono apparse gravi e, dopo una prima assistenza sul posto, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’Ospedale di Salerno.

Campania, caldo record allerta prorogata fino al 5 luglio

Napoli – Non accenna a diminuire l’ondata di calore che sta investendo la Campania in questi giorni. La Protezione Civile regionale ha prorogato fino alle 20:00 di sabato 5 luglio l’avviso di criticità per “ondate di calore”, a causa delle temperature superiori alla media stagionale di oltre 6,7°C, con picchi di umidità che, nelle ore serali e notturne lungo la fascia costiera, potranno superare il 70%.

A peggiorare la situazione, la quasi totale assenza di ventilazione, che contribuisce ad aumentare la percezione del caldo e lo stress termico sull’organismo.

I consigli per difendersi dal caldo

Le autorità regionali rinnovano l’invito a tutta la popolazione, e in particolare alle categorie più vulnerabili – anziani, bambini, persone con patologie croniche o disabilità – ad adottare comportamenti prudenti per ridurre i rischi per la salute.

Ecco le principali raccomandazioni:

Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, in particolare tra le 11 e le 18.
Limitare l’attività fisica all’aperto, soprattutto se intensa.
Non esporsi al sole diretto senza protezione e cercare zone d’ombra se si è all’esterno.
Bere acqua frequentemente, anche in assenza di sete, per mantenere una corretta idratazione.
Consumare pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura.
Arieggiare gli ambienti durante le ore più fresche e oscurare le finestre esposte al sole.
Prestare attenzione agli animali domestici, assicurandosi che abbiano sempre acqua fresca e un luogo ombreggiato.
Attenzione ai più fragili
Il bollettino della Protezione Civile sollecita anche i Comuni, le Asl e le strutture socio-assistenziali a mantenere attive le procedure di vigilanza, garantendo un’adeguata assistenza ai cittadini più a rischio. Particolare attenzione va riservata agli anziani soli, che spesso non percepiscono il senso di sete, e alle persone con problemi cardiovascolari o respiratori.

Restano attivi i numeri verdi delle autorità sanitarie locali per segnalare situazioni di emergenza o richiedere supporto, così come le iniziative promosse da associazioni e volontari, tra cui l’apertura di centri refrigerati e servizi domiciliari per chi non può spostarsi.

In attesa di un possibile calo delle temperature nei prossimi giorni, le autorità invitano tutti i cittadini alla massima prudenza. L’emergenza caldo, infatti, non va sottovalutata: colpi di calore e disidratazione possono avere conseguenze gravi, soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione.

Aurora, morta in culla a 8 mesi nel Casertano: lividi e ustioni sul corpo, medici in aula

CASERTA – Era già morta quando i medici del 118 sono entrati nella stanza. Aurora Savino, otto mesi appena, giaceva priva di vita nella casa di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta. Ma non è stato solo il tragico silenzio del corpo a parlare: sulla schiena della neonata, e in altre zone del corpo, i soccorritori hanno notato immediatamente lividi e perfino ustioni. Lesioni evidenti, sospette, che hanno spinto i sanitari a chiamare subito i carabinieri.

Ora quei momenti drammatici rivivono nell’aula della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, dove si sta celebrando il processo per omicidio a carico dei genitori della piccola, Emanuele Savino e Anna Gammella, rispettivamente di 28 e 21 anni. La coppia, che ha altri due figli piccoli, ha sempre negato ogni accusa.

I medici, ascoltati nell’ultima udienza, hanno raccontato una scena che ha lasciato pochi dubbi fin da subito. Il letto matrimoniale ordinato, coperto solo dal copriletto, mentre le lenzuola erano state riposte, inspiegabilmente, in una busta di plastica sopra l’armadio. E poi quel corpo, fragile, pieno di segni visibili a occhio nudo, come hanno ribadito anche i sanitari dell’ambulanza rianimativa intervenuti sul posto.

A fornire una nuova versione dei fatti è stata la nonna della piccola, madre dell’imputata. Secondo lei, i lividi sarebbero stati provocati dai giocattoli lanciati addosso da un altro nipotino. Un tentativo, forse, di ridimensionare i fatti dopo la precedente spiegazione – già giudicata poco credibile – secondo cui i segni sarebbero stati il risultato di “pizzicotti affettuosi”. La donna ha inoltre dichiarato che la figlia avrebbe portato Aurora dal pediatra, ma questa circostanza è stata smentita da tutti i medici già ascoltati durante il processo.

Alla fine dell’udienza è intervenuta anche Clara Niola, legale di parte civile per il Cam Telefono Azzurro. Le sue parole sono taglienti: “Pur nel rispetto del diritto di difesa, sono già emersi elementi incontrovertibili sulle lesioni subite da Aurora. A questo punto, il silenzio farebbe persino più rumore.”

Campi Flegrei, l’allarme dell’Ingv: “Siamo di fronte a un’emergenza nazionale”

NAPOLI – “I Campi Flegrei sono un’emergenza nazionale.” È un appello chiaro e senza giri di parole quello lanciato da Fabio Florindo, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), nel corso della sua audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. Secondo il massimo esperto del Paese, l’intera area flegrea, già da vent’anni interessata da un’attività bradisismica crescente, è oggi in uno stato di forte instabilità e va monitorata con la massima attenzione.

Florindo ha sottolineato che il punto più critico è la zona di Astroni-Agnano, dove – in base agli scenari elaborati – esiste una probabilità tra il 40 e il 50% che si apra una bocca eruttiva capace di generare flussi piroclastici. Ma il rischio immediato non è solo quello di un’eruzione. “Quello che mi preoccupa di più oggi – ha detto – sono le esplosioni freatiche: fenomeni violenti e improvvisi, senza preavviso, causati dal contatto tra falde superficiali e aree calde sotto pressione”.

Un punto particolarmente delicato è l’area di Pisciarelli, dove rilevazioni da drone hanno registrato temperature superiori ai 140 gradi centigradi, su un suolo fortemente fratturato. È proprio lì, ricorda Florindo, che storicamente si sono verificate piccole esplosioni freatiche: “Sono letali perché arrivano senza segnali, ed è per questo che tanti vulcanologi sono morti studiandole da vicino”.

Florindo (Ingv): “Il vero pericolo ora sono le esplosioni freatiche”

Sul fronte sismico, il sollevamento del suolo continua a ritmi preoccupanti: circa un centimetro e mezzo al mese, con picchi recenti di 3 centimetri. “Finché il terreno sale, continueremo ad avere scosse – ha detto Florindo – e sebbene sia improbabile superare una magnitudo 5.5, il ripetersi dei terremoti, come quello di magnitudo 4.6 dei giorni scorsi, può causare il crollo di edifici già indeboliti”.

L’allerta si scontra anche con la reticenza dei cittadini, secondo Florindo nel corso del suo intervento. “So che ci sono controlli nelle abitazioni, ma molte persone rifiutano di far ispezionare le proprie case per paura di essere sgomberate. È un problema serio, che mina la prevenzione.”

Florindo ha chiarito che al momento non ci sono segnali di risalita del magma. Ma ha anche avvertito: “Se dovesse cominciare a muoversi, lo sapremmo, perché si manifesta con segnali chiari, come il tremore sismico di lungo periodo. Ma le esplosioni freatiche no, quelle accadono e basta”.

Napoli, la metro Linea 1 si blocca per un guasto: disagi in tutta la città

NAPOLI – La metropolitana di Napoli si è fermata. Un guasto tecnico, improvviso e ancora non meglio precisato, ha costretto oggi – mercoledì 2 luglio – all’interruzione completa della Linea 1, mandando in tilt il trasporto cittadino e creando disagi diffusi tra pendolari e turisti.

Secondo quanto riferito dall’ANM, l’Azienda Napoletana Mobilità, la circolazione è stata sospesa lungo tutta la tratta interessata. L’azienda ha fatto sapere che sono in corso le verifiche tecniche per risalire alla causa del guasto e riprendere la circolazione “nel più breve tempo possibile”.

L’interruzione ha colpito una delle arterie principali del trasporto urbano partenopeo, provocando inevitabili ripercussioni anche in superficie, con un sensibile aumento del traffico e difficoltà di collegamento tra le varie zone della città. Al momento, non si conoscono i tempi di ripristino del servizio.

Caivano, pizzo agli imprenditori: ecco chi sono i due nuovi reggenti del clan

Caivano – Una lista con nomi e cognomi, tramandata da un clan all’altro, come fosse un’eredità criminale.

È quella su cui i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno acceso i riflettori, scoprendo un sistema estorsivo ben rodato, attivo a Caivano e ai danni di numerosi imprenditori locali.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno portato all’arresto di due figure di vertice del gruppo camorristico: Giovanni Barra, 39 anni, noto come “Giovanni ’o scucciato”, e Roberto Alfio Maugeri, 33 anni. Entrambi sono accusati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata.

I due nuovi ras avevano preso il posto del boss Antonio Angelino, alias “Tibiuccio”

Secondo gli inquirenti, Barra e Maugeri avrebbero assunto la guida del clan durante la latitanza del boss Antonio Angelino, alias “Tibiuccio”, diventando i referenti principali per la gestione delle attività criminali sul territorio.

Proprio in quel periodo, i due avrebbero continuato a riscuotere il pizzo dagli imprenditori già “schedati” in un elenco, considerato un vero e proprio strumento di continuità per le estorsioni, indipendentemente da chi fosse alla guida del sodalizio.

Dall’inchiesta emergono diversi episodi di estorsione a danno di attività economiche della zona, in un contesto di sistematica pressione mafiosa sul tessuto imprenditoriale locale. Le misure cautelari sono state eseguite nelle scorse ore.

Vico Equense, arrestato pusher 19enne

Vico Equense – I Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno arrestato questa mattina un 19enne di Vico Equense, accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Il giovane, raggiunto da un’ordinanza di arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura, è gravemente indiziato per tre episodi di traffico illecito di droga.

Le indagini sono scattate il 13 ottobre 2024, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile sono intervenuti nell’abitazione del giovane a seguito di una violenta lite con la madre.

Durante il controllo, i militari hanno trovato due ovuli di hashish, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e denaro contante, ritenuto provento dell’attività di spaccio.

L’indagine nata dopo l’aggressione alla mamma

Cruciale per le indagini l’analisi del cellulare del 19enne: nella galleria fotografica sono state rinvenute immagini di sostanze sospette, identificate come hashish, marijuana e cocaina, inviate in conversazioni con diversi contatti.

L’esame forense dello smartphone, incrociando immagini, chat e identità degli interlocutori, ha permesso di ricostruire un quadro accusatorio solido, confermando l’attività di spaccio al dettaglio.

Dopo le formalità di rito, il giovane è stato posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori collegamenti nella rete dello spaccio nella penisola sorrentina.

Camorra, blitz a Cardito: 16 arresti per estorsione e narcotraffico

Napoli – Un colpo mirato alla camorra nel Nord Napoli è stato inferto stamane dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Casoria, su mandato della Procura della Repubblica.

I militari hanno infatti eseguito questa mattina 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

I militari hanno perquisito decine di abitazioni tra Cardito e l’hinterland, sequestrando droga, armi e documentazione utile alle indagini. L’operazione è il risultato di mesi di indagini tra intercettazioni e appostamenti.

Gli indagati – ritenuti esponenti di un gruppo camorristico attivo a Cardito e nei comuni limitrofi – sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione a danno di commercianti e privati, traffico di stupefacenti (rifornimento di piazze di spaccio locali)
e detenzione e porto illegale di armi.

Tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Secondo gli investigatori, il gruppo esercitava un controllo territoriale attraverso intimidazioni e imposizioni illecite, mentre parallelamente gestiva un fiorente giro di spaccio.

 

Camorra, racket a Caivano: arrestati due nuovi estortori, avevano la lista delle vittime

Caivano – Nuovo colpo ai signori del racket di Caivano che in questo periodo stanno intensificando le richieste per il “pizzo di agosto”.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno infatti eseguito stamane un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’arresto di due pregiudicati gravemente indiziati di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Secondo le indagini, i due arrestati, che avrebbero assunto una posizione di rilievo all’interno dell’organizzazione criminale, avevano “ereditato” una vera e propria lista di imprenditori a cui imporre il pizzo. Questa lista delle vittime veniva tramandata tra i vari clan che si sono succeduti nel controllo del territorio di Caivano.

 La lista delle vittime del pizzo passata da clan a clan

Le accuse nei loro confronti riguardano plurime estorsioni commesse in danno di questi imprenditori, tutte finalizzate ad agevolare il clan camorristico locale. L’operazione di questa mattina conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare il fenomeno del racket che affligge il tessuto economico del Napoletano.

Fuochi d’artificio per festeggiare la comunione della figlia: l’incendio distrugge 10mila piante

Santa Maria la Carità- La malsana e disdicevole abitudine di far esplodere fuochi d’artificio per festeggiare un qualsiasi evento familiare ha causato l’ennesimo incendio e danni.

E’ accaduto a Santa Maria la Carità dove un uomo di 46 anni è stato denunciato dai Carabinieri perché ha fatto esplodere dei fuochi d’artificio per festeggiare la comunione della figlia che hanno causato un incendio e la conseguente distruzione di un terreno in via Canneto.

Le fiamme, spente dai vigili del fuoco, tra l’altro hanno minacciato anche alcune abitazioni. I carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate, intervenuti sul posto, hanno ricostruito la vicenda e denunciato un 46enne.

 Il 46enne denunciato per incendio colposo

Secondo quanto chiarito dai militari, l’uomo avrebbe innescato alcune batterie di fuochi pirotecnici per festeggiare la comunione della figlia. Questo senza preoccuparsi degli effetti che avrebbe potuto generare alla vegetazione e alle palazzine vicine. Distrutti circa 250 alberi di eucalipto, oltre 10mila piante e una serra. Il 46enne risponderà di incendio colposo e accensione ed esplosioni pericolose.

Caldo africano: oggi il picco di 40 gradi ma attenzione ai temporali al Nord

L’ondata di calore africano raggiunge oggi il suo apice, con temperature che sfioreranno i 40°C in diverse regioni, in maniera particolare al Sud Italia mentre il Nord dovrà fare i conti con violenti temporali.

L’anticiclone subtropicale continua a dominare il Mediterraneo, portando sole e caldo intenso, ma l’ingresso di correnti instabili dal Nord Europa destabilizzerà l’atmosfera, innescando fenomeni estremi.Secondo i meteorologi l’evaporazione dai mari, con temperature marine di 27-28°C (4-5°C sopra la media), alimenta l’energia per temporali violenti, grandinate e forti raffiche di vento.

Da oggi, mercoledì 2 luglio, fino al weekend, Alpi e Prealpi saranno colpite da nubifragi, con possibili sconfinamenti nelle pianure del Nord. Al Centro-Sud, invece, l’anticiclone africano manterrà temperature roventi, con punte di 36-38°C in Triveneto, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il bollettino del Ministero della Salute segnala allerta di livello 3 (“bollino rosso”) per domani e dopodomani in 18 città, tra cui Roma, Milano, Firenze, Bologna e Palermo, con rischi per la salute anche per persone sane.

Giornate di caldo estremo sopra i 35°C sempre più frequenti

Temperature percepite record: 38°C a Firenze e Latina domani, fino a 39°C a Firenze e 38°C a Bologna, Brescia, Latina e Verona giovedì.I meteorologi evidenziano il nuovo volto del clima estivo del XXI secolo: giornate di caldo estremo sopra i 35°C sempre più frequenti, alternate a piogge monsoniche e grandinate devastanti, segni tangibili del cambiamento climatico in corso.

Napoli, anziano aggredito per un “no” al lavavetri: arrestato 23enne in via Vespucci

Napoli– Un semplice gesto di diniego si è trasformato in violenza nel cuore del traffico cittadino. Un anziano di 78 anni è stato aggredito in via Vespucci, all’angolo con via Toscano, dopo aver rifiutato il lavaggio del parabrezza da parte di un giovane lavavetri.

L’episodio, che ha portato all’arresto di un 23enne di origine ghanese, riaccende l’attenzione sul fenomeno sempre più invasivo della presenza di lavavetri agli incroci semaforici di Napoli, spesso percepita come una forma di microcriminalità tollerata.

Tutto è accaduto in pochi secondi. Il giovane, armato di spazzola, si è avvicinato alle auto ferme al semaforo dopo aver premuto il pulsante per la prenotazione pedonale, una prassi utilizzata da alcuni lavavetri per garantirsi una finestra temporale di attività.

Il 78enne, fermo con l’auto in prima fila, ha fatto cenno di non essere interessato e ha attivato i tergicristalli nel tentativo di dissuadere l’insistenza.

Ma il ragazzo non ha desistito. L’anziano ha abbassato il finestrino per ribadire a parole il suo rifiuto. La reazione è stata inaspettata e brutale: il 23enne ha colpito l’uomo al volto con la spazzola, provocandogli ferite giudicate guaribili in dieci giorni.

L’aggressione è avvenuta davanti a diversi testimoni che hanno immediatamente allertato i carabinieri. Una pattuglia del Nucleo Radiomobile è intervenuta pochi minuti dopo, arrestando il giovane nonostante un violento tentativo di resistenza. Ora si trova in camera di sicurezza, in attesa di essere processato per lesioni personali, violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale.

Un fenomeno fuori controllo?

L’episodio non è isolato e rilancia il dibattito sulla presenza insistente e, in alcuni casi, aggressiva dei lavavetri nei pressi degli incroci più trafficati della città. Per molti automobilisti rappresentano una costante fonte di disagio e, talvolta, di tensione, specie quando il rifiuto al servizio si scontra con atteggiamenti intimidatori.

Negli ultimi anni, le segnalazioni da parte dei cittadini si sono moltiplicate, così come le richieste di intervento alle autorità. Tuttavia, la gestione del fenomeno resta complessa, anche per la mancanza di un inquadramento normativo chiaro e per le difficoltà di controllo in tempo reale di tutti gli incroci cittadini.

Il caso di via Vespucci – snodo nevralgico per il traffico tra centro e zona portuale – evidenzia la necessità di interventi strutturali, che non si limitino al solo fronte repressivo, ma coinvolgano anche misure di inclusione e controllo sociale, volte a prevenire dinamiche di degrado urbano e tensione sociale.

Nel frattempo, l’automobilista aggredito è stato medicato e ha sporto denuncia. Il giovane arrestato, invece, dovrà ora rispondere di un gesto che mette ancora una volta sotto i riflettori la questione della sicurezza stradale urbana.

Napoli, marocchino ucciso nella notte a Porta Capuana

Notte di sangue a Napoli: è accaduto a Poorta Capuana, zona sempre più centrale nel traffico di droga, dove un giovane marocchino è stato accoltellato a morte.

Si tratta di un 27enne di origini che è morto all’ospedale del mare a causa delle profonde ferite da taglio riportate al torace.

Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, allertati dal 112, l’uomo sarebbe stato ferito da alcuni sconosciuti con un’arma da taglio in via Alessandro Poerio, a due passi da Porta Capuana.

L’uomo è stato portato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale del Mare dove è morto per la ferita riportata.

Il giovane è morto all’Ospedale del Mare

Sul posto dell’accoltellamento sono intervenuti i Carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli che hanno effettuato i rilievi insieme con la Sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Napoli.

Nel frattempo, su disposizione della Procura di Napoli, la salma è stata sequestrata e portata al II Policlinico.

I carabinieri del Nucleo operativo Napoli Stella, che conducono le indagini, stanno analizzando le telecamere poubbliche e private nella zona e stanno cercando testimonianze. Nel frattempo si lavoro anche sul cellulare della vittima per risalire ai suoi contatti ed eventuali messaggi e chat utili alle indagini. Non si esclude che l’omicidio sia scaturito nel corso di una lite tra pusher che frequentano la zona.