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Telese Terme, molesta e minaccia una parente: arrestato per stalking 

Telese Terme  – Un uomo residente a Telese Terme è stato arrestato ieri dagli agenti del Commissariato di Polizia locale con le accuse di atti persecutori e detenzione illegale di arma da fuoco.

L’uomo, secondo le indagini, avrebbe molestato e minacciato ripetutamente una giovane donna, sua parente, rendendo la vita della vittima un vero e proprio calvario.
Le indagini, avviate a seguito della denuncia presentata dalla ragazza, hanno permesso di ricostruire un quadro inquietante di persecuzioni protrattesi nel tempo.

L’uomo, con atteggiamenti ossessivi, avrebbe compiuto reiterate molestie, tra cui minacce verbali e comportamenti intimidatori, che hanno generato nella vittima un perdurante stato di ansia e paura. Gli agenti, grazie a un’accurata attività investigativa, hanno raccolto prove schiaccianti che hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare.

Durante l’arresto, eseguito nella giornata di ieri, i poliziotti hanno inoltre scoperto che l’uomo deteneva illegalmente un’arma da fuoco, aggravando ulteriormente la sua posizione. L’arma è stata sequestrata e sarà sottoposta a ulteriori accertamenti per verificarne la provenienza e l’eventuale utilizzo in altri episodi criminosi.

L’arrestato è stato trasferito in carcere, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.

Frasso Telesino, 48enne rinviato a giudizio: è accusato di stalking nei confronti dell’ex moglie

È stato rinviato a giudizio e dovrà comparire davanti al tribunale penale di Benevento con l’accusa di atti persecutori nei confronti della ex moglie. Protagonista della vicenda un 48enne originario di Frasso Telesino, ma da anni residente a San Salvatore Telesino, difeso dall’avvocato Massimo Viscusi.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’uomo non avrebbe accettato la fine del matrimonio né la nuova relazione intrapresa dalla ex con un altro uomo, arrivando – secondo la denuncia – a mettere in atto comportamenti ossessivi e persecutori nei suoi confronti.

La donna ha riferito agli inquirenti di essere stata sottoposta a un costante controllo della sua vita privata, con telefonate continue, appostamenti sotto casa e nei luoghi da lei frequentati, oltre a tentativi di contatto anche attraverso amici e conoscenti comuni.

Un atteggiamento che, secondo l’accusa, avrebbe generato in lei un perdurante stato di ansia e paura, al punto da modificarne abitudini e stile di vita.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha ritenuto sussistenti gli estremi per il rinvio a giudizio. Il processo si aprirà nei prossimi mesi davanti al collegio penale del Tribunale di Benevento, dove l’imputato dovrà rispondere delle gravi accuse formulate a suo carico.

Il legale dell’uomo, l’avvocato Viscusi, ha annunciato l’intenzione di dimostrare l’infondatezza delle accuse, respingendo ogni addebito. Secondo la difesa, il 48enne avrebbe semplicemente cercato un confronto civile con la ex moglie, senza mai mettere in atto atteggiamenti persecutori.

Il dibattimento sarà decisivo per chiarire la veridicità delle accuse e accertare la responsabilità dell’imputato.

Airola, occupazione abusiva di un immobile Acer: assolta 34enne

Aiola – È stata assolta perché il fatto non sussiste G.T., 34enne di Airola, finita a processo con l’accusa di occupazione abusiva di un immobile di proprietà dell’Acer Campania.

La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico del Tribunale di Benevento, dottoressa Fallarino, che ha accolto le tesi difensive dell’avvocato Vittorio Fucci.

Secondo l’accusa, la donna avrebbe invaso senza titolo un alloggio popolare ad Airola. A sostegno della contestazione, la Procura aveva prodotto rilievi fotografici eseguiti dalla Polizia Giudiziaria, un atto di diffida al rilascio dell’immobile, un’ordinanza di sgombero e un’informativa della Polizia Municipale del Comune caudino.

Nonostante gli elementi agli atti, la difesa è riuscita a smontare l’impianto accusatorio, portando il giudice a pronunciare una sentenza di assoluzione piena.

Maxisequestro di mezzi agricoli rubati: indagate 20 aziende Tra Puglia, Campania e Calabria

Un’ampia operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Tricarico (Matera), sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia, ha smantellato un articolato sistema di furto, ricettazione e riciclaggio di mezzi agricoli.

L’inchiesta, avviata nel 2024, ha portato a perquisizioni e sequestri in Campania, Puglia e Calabria, con circa 20 aziende agricole indagate nelle province di Foggia, Avellino, Benevento, Lecce e Cosenza.

Recuperati Mezzi per Oltre 1,3 Milioni di Euro

Le perquisizioni, che hanno visto l’impiego di circa 100 Carabinieri e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia”, hanno permesso il recupero di 25 mezzi rubati, per un valore complessivo stimato in circa 1,3 milioni di euro. Tra i veicoli recuperati figurano 15 trattori, tre autocarri, tre rimorchi agricoli, tre macchine operatrici e un furgone.

“L’inchiesta – si legge in una nota diffusa dal Comando provinciale di Matera dell’Arma – ha messo in luce un articolato sistema illecito basato sul furto e sulla ricettazione di veicoli agricoli, ovvero provento di truffe anche online”.

La Rete del Riciclaggio e il Ruolo di un Funzionario Motorizzazione

Già nel luglio 2024, le investigazioni avevano portato a un primo sequestro di ben 27 mezzi (20 trattori, 2 autocarri, 2 autovetture, un carroattrezzi e 2 rimorchi agricoli), rubati nelle province di Campobasso, Matera, Padova e Foggia.

Un dettaglio particolarmente inquietante emerso dall’indagine riguarda il coinvolgimento di un dipendente della Motorizzazione civile di Foggia. Quest’ultimo avrebbe agevolato le operazioni di reimmatricolazione dei mezzi di provenienza illecita, fornendo un anello fondamentale per il riciclaggio dei veicoli rubati.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori ramificazioni del sistema criminale e individuare tutti i responsabili di questa vasta operazione illecita che ha colpito il settore agricolo in diverse regioni del Sud Italia.

Napoli, truffa a una 95enne: denunciate due donne, restituiti oro e denaro

Napoli – La Polizia di Stato di Napoli ha denunciato due donne per truffa ai danni di un’anziana di 95 anni residente a Gubbio, restituendo alla vittima denaro contante e preziosi sottratti con l’inganno della “falsa nipote”.

Il 6 marzo scorso, gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli Nord hanno fermato un’autovettura con a bordo due donne, già note alle forze dell’ordine per raggiri a persone anziane. Durante il controllo, i poliziotti hanno rinvenuto un borsello contenente monili d’oro, tra cui una fede nuziale, e 600 euro in contanti.

Gli accertamenti successivi hanno confermato che, poche ore prima, le due avevano truffato l’anziana vittima, con una di loro che si era spacciata per sua nipote, convincendola a consegnare oro e denaro. Le donne sono state denunciate per truffa, mentre i beni sottratti sono stati restituiti alla 95enne.

L’operazione sottolinea l’impegno della Polizia di Stato nel contrastare i reati contro le fasce più vulnerabili della popolazione.

Nuovo incontro Conte-De Laurentiis: in arrivo la fumata bianca

Napoli – È fumata bianca per Antonio Conte. Dopo un incontro decisivo avvenuto nel pomeriggio tra il tecnico salentino e il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, il club è pronto a ufficializzare la conferma in panchina anche per la prossima stagione.

Alla riunione, svoltasi nella sede del Napoli, hanno partecipato:Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli;Andrea Chiavelli, amministratore delegato;Giovanni Manna, direttore sportivo e l’allenatore Antonio Conte.

Secondo indiscrezioni, il colloquio sarebbe stato positivo e risolutivo, spianando la strada alla continuazione del rapporto.

La situazione

Dopo il quarto scudetto vinto nella stagione 2024-2025, Conte aveva lasciato spazio a qualche dubbio sul futuro, alimentando speculazioni su un possibile addio. Ma oggi, con questo vertice, le parti hanno trovato l’accordo definitivo per proseguire insieme.

Prossimi passi

Annuncio ufficiale atteso nelle prossime ore;
Piano di mercato: Conte avrà voce in capitolo sulle nuove operazioni;
Obiettivi: confermare il dominio in Italia e puntare alla Champions League.

Omicidio di Martina, il padre: “Avevo l’assassino di mia figlia in auto e non lo sapevo”

Afragola– Un dolore lancinante e un’amara consapevolezza stanno attanagliando i genitori di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola.

La loro figlia era morta, ma loro non lo sapevano, e hanno condiviso i concitati momenti della ricerca proprio con l’uomo che l’aveva assassinata: l’ex fidanzato Alessio Tucci, 19 anni, reo confesso.

“Lui ci ha aiutato con le ricerche. Io avevo l’assassino di mia figlia in macchina e non lo sapevo,” racconta con voce rotta Marcello Carbonaro, il papà di Martina. “Quando l’ho chiamato mi ha detto ‘ha fatto la sua strada e io la mia’.

Alessio mi ha detto che stava andando a fare la doccia, si è buttato la zappa sui piedi: dopo l’omicidio, lui è tornato a casa, si è andato a fare la doccia, ha mangiato ed è uscito.”

“Si è tolto i panni sporchi del delitto”: Il sospetto della madre

Anche la madre di Martina, Enza Cossentino, non si dà pace. Ieri ha chiesto l’ergastolo per Tucci, affermando con decisione: “Chi le ha fatto del male pagherà”. La donna ora riflette sull’agghiacciante indifferenza dell’assassino: “Si è fatto una doccia, cioè si è tolto i panni sporchi del delitto e non si sa dove siano andati a finire.”

“Alessio veniva a fare le ricerche con noi e ora sto metabolizzando che l’arresto è avvenuto a casa mia. Ora che non ho più mia figlia, non so chi mi stia dando questa forza, forse i miei angeli: mia madre, mio padre e mia figlia,” aggiunge Enza.

I dubbi retrospettivi: uno schiaffo, i social e l’avvertimento

Con la mente che scava a ritroso, la madre di Martina ora rilegge dettagli che prima sembravano marginali. “Tre settimane fa ho saputo che Alessio diede uno schiaffo a mia figlia,” rivela Enza.

“Io avevo una cena a casa e non abbiamo potuto parlare, poi in camera mia figlia ha detto di aver sopportato tanto, pure uno schiaffo, e di aver sbagliato ad accettare queste cose. Mia figlia mi ha sempre parlato bene del fidanzato, ma oggi ho il dubbio che sia successo di più e che lei abbia taciuto.”

Un altro colloquio, avuto con la mamma di Alessio, le ritorna alla mente con un’inquietante premonizione. “Mia figlia tramite social ha conosciuto un ragazzo con cui si sfogava, Alessio pensava l’avesse tradita. E sua mamma, non mi ha minacciato, ma mi ha detto ‘stai attenta ai social, qualcuno può violentare e uccidere’. Ora come ora posso dire che dovevo stare attenta al figlio. Non so se era un avvertimento, che lei forse aveva capito qualcosa e non me l’ha voluto dire.”

Domani l’interrogatorio di Alessio Tucci

Sul fronte delle indagini, si terrà domani nel carcere di Poggioreale, a Napoli, l’udienza di convalida del fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere notificato ad Alessio Tucci, difeso dall’avvocato Mario Mangazzo. I genitori di Martina sono assistiti dall’avvocato Sergio Pisani.

La Procura di Napoli Nord ha fissato per il prossimo 3 giugno il conferimento dell’incarico al perito per l’autopsia, che dovrebbe tenersi lo stesso giorno e chiarire ulteriormente le dinamiche della morte della giovane.

Il messaggio del Procuratore Generale: “Cultura della non sopraffazione”

Del delitto di Afragola ha parlato anche il procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro. “C’è un problema di prevenzione, di cultura, di formazione che non può essere affrontato in sede penale, ma deve essere affrontato all’interno della società, delle scuole e delle agenzie educative, della famiglia, dei media con messaggi che escludano dai rapporti personali la forza della sopraffazione,” ha dichiarato.

Riguardo all’efficacia delle leggi contro la violenza sulle donne, Policastro ha affermato: “Io penso che siano assolutamente sufficienti. Noi abbiamo una normativa molto avanzata ed efficace e una magistratura che su questo si sta impegnando al massimo: stiamo lavorando in tutti gli uffici inquirenti e giudicanti al massimo per garantire rapidità ed efficacia. Ma capiamo che non basta.”

La tragedia di Martina riaccende con forza i riflettori su una problematica complessa che va oltre l’aspetto penale, toccando le corde della cultura, dell’educazione e della prevenzione.

 

Carcere di Santa Maria Capua Vetere, allarme sanitario: interrogazione parlamentare denuncia “cure negate”

Roma – “Qui si muore di abbandono”. È il grido d’aiuto lanciato dai detenuti della casa circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), raccolto dall’onorevole Debora Serracchiani (PD) in un’interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e della Salute.

L’allarme riguarda un collasso sanitario che da quasi due anni negherebbe cure essenziali, dalla chemioterapia all’insulina per i diabetici.

L’emergenza sanitaria nel carcere

La denuncia parte da una lettera firmata dai detenuti al direttore della Sanità Penitenziaria, Giuseppe Nese:
Nessun medico generico presente con continuità;
Pazienti oncologici senza terapie;
Diabetici senza somministrazione di insulina da oltre un mese;
Psichiatri assenti: i detenuti con disturbi mentali trattati come “ordinari” per mancanza di posti nelle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza).

La struttura inadeguata

Il cosiddetto “repartino” dell’istituto, attivo dal 2000 ma mai completato, sarebbe:
Senza pronto soccorso;
Con poche specialità mediche (per una radiografia si deve trasferire i detenuti in altri ospedali);
Dirigente sanitario irreperibile: il dottor Pasquale Iannota avrebbe rifiutato persino un incontro con una delegazione di detenuti.

L’interrogazione: “Violato il diritto costituzionale alla salute”

La Serracchiani, con altri 4 deputati, chiede ai ministri:

Verifiche immediate sulle condizioni del carcere;
Invio urgente di personale medico;
Potenziamento delle REMS per i detenuti psichiatrici;
Rispetto della definizione OMS di salute (1946): “L’incarcerazione non deve diventare una condanna a una salute peggiore”.
Un sistema al collasso

L’interrogazione fotografa l’emergenza nazionale:
Sovraffollamento cronico;
Carenza di psicologi e psichiatri;
Discontinuità delle cure tra carcere e territorio.

Dries Mertens sarà cittadino onorario di Napoli: il riconoscimento il 6 giugno

Il 6 giugno Dries Mertens riceverà la cittadinanza onoraria di Napoli, un riconoscimento che il sindaco Gaetano Manfredi conferirà durante una cerimonia al Maschio Angioino. La decisione, frutto della richiesta del Consiglio Comunale, celebra l’attaccante belga che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi azzurri.

Nove stagioni e 148 gol, record assoluto per il Napoli, in 397 partite giocate: numeri che consacrano Mertens come il calciatore più prolifico nella storia del club partenopeo. Dopo l’addio nell’estate del 2022 e il passaggio al Galatasaray, il “Ciro belga” non ha mai tagliato i ponti con la città, mantenendo la sua dimora a Palazzo Donn’Anna e facendo ritorni frequenti nel luogo che considera casa.

Un legame forte, fatto di affetto e rispetto reciproco, che oggi trova nuova forma con la cittadinanza onoraria, un riconoscimento ufficiale a un protagonista che ha scritto pagine memorabili del calcio napoletano e che continuerà a far parte della sua storia.

Il Futsal Napoli chiede casa al Comune: “Sindaco, mantenga la promessa”

Un appello accorato e chiaro arriva dal presidente del Futsal Napoli, Serafino Perugino, che chiede al sindaco Gaetano Manfredi di mantenere una promessa importante: garantire alla squadra una casa nella città di Napoli. La società, che da anni si distingue ai vertici del futsal italiano, non è solo una realtà sportiva di successo ma anche un progetto sociale capace di coinvolgere circa 150 giovani, offrendo loro uno spazio gratuito per praticare sport e un’alternativa concreta a strade e pericoli.

“Non facciamo pagare nulla, neppure un euro”, tiene a sottolineare Perugino, che da imprenditore discografico di fama internazionale ha saputo mettere a frutto capacità organizzative anche nello sport. Il Futsal Napoli, che ha conquistato la Coppa Italia nel 2024 e vanta tra le sue fila atleti di livello internazionale, continua però a giocare le sue partite “in trasferta” ad Aversa, lontano dal calore e dai tifosi della sua città.

“Siamo capaci di emozionare fino a cinquemila persone nelle gare più importanti e sono convinto che i numeri crescerebbero giocando a Napoli, all’ombra del Vesuvio”, dice Perugino, che ha presentato al Comune un progetto per la gestione del PalaVesuvio come casa stabile per la squadra, una proposta seguita da un team di avvocati e tecnici esperti. Un progetto che però, denuncia il presidente, “sta subendo un inspiegabile stop”.

Con la passione per lo sport e per i giovani, Perugino chiede ora il supporto concreto delle istituzioni: “Amo questo sport, amo i ragazzi, ma per andare avanti ho bisogno che la città e il sindaco siano al nostro fianco. È impossibile continuare senza una casa a Napoli”. Il futuro del Futsal Napoli sembra dunque appeso a un filo e la città rischia di perdere un’eccellenza che non è solo sportiva ma anche sociale

Alessio Arena presenta alla Feltrinelli di piazza dei Martiri il suo nuovo romanzo Il sesso degli alberi

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Venerdì 30 maggio, alle ore 18:00, la Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli ospiterà la presentazione del nuovo romanzo di Alessio Arena, Il sesso degli alberi, pubblicato da Fandango Libri.

L’autore dialogherà con il giornalista e scrittore Pier Luigi Razzano. L’incontro, a ingresso libero, promette di essere un’immersione coinvolgente nell’universo letterario di uno degli autori più originali del panorama narrativo italiano.

Un romanzo tra Napoli e Barcellona

Ambientato tra Barcellona e Napoli, Il sesso degli alberi racconta il percorso di formazione e trasformazione di Matteo, un bambino alle prese con le prime, profonde scoperte della propria identità. Tra l’infanzia e l’adolescenza, il protagonista attraversa un viaggio che intreccia radici familiari, misteri personali e riflessioni interiori.

La storia di Matteo: tra realtà e sogno

Matteo ha undici anni e vive in un paesino della provincia spagnola con una madre assente e un padre, pianista, costretto su una sedia a rotelle. Quando il padre scompare, la madre decide di mandarlo a Napoli, dove ad attenderlo c’è una famiglia stravagante e un palazzo decadente pieno di storia, memoria e magia. Lì scopre di essere discendente di Matteuccio, celebre castrato del Seicento. Tra presenze misteriose, piante che sembrano comunicare e numeri della smorfia, Matteo esplora il proprio talento per il canto e un’empatia speciale per il mondo naturale.

Un viaggio di formazione e appartenenza

Accompagnato dall’amica Elisangela e dai femminielli del centro storico, Matteo intraprende un cammino fisico e spirituale. Il romanzo fonde elementi di melodramma, cronaca e sogno, raccontando un universo sospeso tra la Napoli barocca e la Barcellona delle identità migranti. Un’opera che mescola con maestria realismo e fantastico, radicata nelle storie familiari e nel potere evocativo della musica.

Alessio Arena

Nato a Napoli nel 1984, Alessio Arena è scrittore, cantautore, traduttore e docente di lingua e letteratura spagnola. Ha esordito con L’infanzia delle cose, vincitore del Premio Giuseppe Giusti Opera Prima, ed è stato finalista al Premio Neri Pozza con La letteratura tamil a Napoli. Con Ninna nanna delle mosche ha conquistato il Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante e il Bookciak Legge. Parallelamente alla carriera letteraria, ha ottenuto importanti riconoscimenti musicali, tra cui Musicultura, il Premio A.F.I. e una candidatura alla Targa Tenco. Vive tra Napoli e Barcellona, continuando a muoversi con naturalezza tra parole e note.

Boninsegna attacca Inzaghi: “Ha regalato due scudetti, forse è meglio che se ne vada”

Parole pesanti, senza freni, quelle di Roberto Boninsegna all’indirizzo di Simone Inzaghi. L’ex bomber dell’Inter, premiato oggi con la Rosa Camuna 2025 per la carriera sportiva, non risparmia critiche all’attuale tecnico nerazzurro, al quale imputa colpe gravi: “Ultimamente non mi è piaciuto. Ha fatto vincere uno scudetto al Milan, e un altro al Napoli, perché all’88esimo contro la Lazio avevamo praticamente vinto il campionato”.

Un’accusa diretta, che arriva a poche ore dalla finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain. “Sarà una partita difficile, ma lo sarà anche per loro”, ha detto Boninsegna, mantenendo viva la speranza per la sua Inter. “Il cuore è nerazzurro e logicamente spero che vinca l’Inter”, ha aggiunto, ricordando con amarezza quel pareggio agguantato sul 2-2, che aprì la strada al sorpasso del Napoli, giudicato da lui immeritato.

Non si ferma qui l’affondo dell’ex attaccante: “Non so se Inzaghi rimarrà all’Inter, ha delle richieste e da come si è comportato quest’ultimo anno forse è meglio che vada in un’altra squadra”. Una dichiarazione che suona come una sentenza, proprio nel giorno in cui Boninsegna riceve un riconoscimento alla carriera. L’ex campione non fa sconti e manda un messaggio forte alla società, mentre i riflettori sono tutti puntati sull’ultima grande sfida europea della stagione.

Cremano Film Festival, il 31 maggio Gran Galà a Villa Vannucchi con attori, registi e produttori italiani

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Tutto pronto per la serata conclusiva del Cremano Film Festival, in programma sabato 31 maggio alle 20.30 nella suggestiva cornice di Villa Vannucchi, a San Giorgio a Cremano. L’evento, che celebra il cinema italiano, chiude la terza edizione della kermesse ideata e promossa dal sindaco Giorgio Zinno e dal vicesindaco Pietro De Martino.

Ospiti d’eccezione e premi alla carriera

A calcare il palco del Gran Galà sarà Nicola Di Pinto, attore di lungo corso e volto noto del cinema d’autore, protagonista in pellicole di Giuseppe Tornatore come Il camorrista e Nuovo Cinema Paradiso, e in serie televisive di successo come La Piovra, Il Maresciallo Rocca* e, più di recente, The White Lotus.

Accanto a lui, la madrina del festival, Nunzia Schiano, e Lorenzo Fantastichini, che ritirerà il Premio alla memoria del padre, il grande Ennio Fantastichini. Saranno inoltre premiati l’attore Tommaso Bianco, la fotografa di scena Anna Camerlingo e la casting director Marita D’Elia, oltre alle migliori opere prime e al cortometraggio vincitore selezionati da una giuria di esperti.

La serata sarà condotta da Enzo Agliardi e Benedetta Valanzano, con la regia di Gianni Parisi.

Una serata con il gotha del cinema italiano

Il Gran Galà vedrà la partecipazione di numerosi professionisti del settore: attori, registi, produttori e addetti ai lavori, a conferma della crescente importanza della manifestazione. Il festival gode del patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Campania attraverso la Film Commission, della Città Metropolitana di Napoli e di Rai Campania.

Una terza edizione all’insegna delle opere prime

Con la direzione artistica affidata a Massimo De Matteo, il Cremano Film Festival ha scelto di puntare sulle opere prime, offrendo gratuitamente al pubblico proiezioni di film esordienti come La casa degli sguardi di Luca Zingaretti, Nero di Giovanni Esposito, Sotto Coperta di Simona Cocozza e Quanno chiove di Mino Capuano. Ogni proiezione è stata preceduta da incontri con registi, cast e case di produzione, trasformando il festival in un vero e proprio laboratorio di cinema.

Omaggio a Francesco Rosi: le terrazze di Villa Bruno a suo nome

Nel corso del festival è stato reso omaggio al maestro Francesco Rosi, intitolando le terrazze di Villa Bruno al regista che proprio lì girò alcune sequenze del capolavoro Le mani sulla città, Leone d’Oro nel 1963. Alla cerimonia hanno partecipato la figlia Carolina Rosi, il nipote Riccardo e il critico cinematografico Giulio Baffi.

Mostra fotografica al Museo Civico: “Figli di una stella”

Fino al 6 giugno, sarà visitabile gratuitamente al Museo Civico di San Giorgio a Cremano la mostra fotografica *Figli di una stella* di Anna Camerlingo. L’esposizione raccoglie scatti realizzati sul set dell’omonimo film di Massimiliano Gallo, firmati da una delle fotografe di scena più apprezzate del panorama italiano.

Zinno: “San Giorgio capitale del cinema”

“Siamo orgogliosi di una manifestazione in continua crescita, capace di attrarre ospiti prestigiosi e offrire gratuitamente eventi culturali di alto livello”, dichiara il sindaco Giorgio Zinno. “Con il Cremano Film Festival, San Giorgio a Cremano rafforza il proprio ruolo di città del cinema, contribuendo alla valorizzazione del territorio attraverso la cultura”.

“Questa terza edizione – aggiunge il vicesindaco De Martino – conferma il festival come espressione dell’identità culturale della nostra città, legata a figure storiche come Francesco Rosi e a una tradizione cinematografica sempre più viva grazie ai tanti luoghi sangiorgesi scelti come set e ai professionisti locali”.

Femminicidio di Martina, parla il padre di Alessio Tucci: “Chiedo scusa, mio figlio ha sbagliato e deve pagare”

Afragola -“Siamo distrutti. Non avrei mai immaginato che mio figlio potesse compiere una cosa simile. Fino ad ora certe tragedie le vedevamo solo in televisione. Ora è capitato a noi”.

Così Domenico Tucci, padre di Alessio, il 19enne accusato di aver ucciso a colpi di pietra Martina Carbonaro, 14 anni, rompe il silenzio e parla con voce carica di dolore e sgomento.

In un’intervista, l’uomo rivolge un messaggio alla famiglia della vittima: “Chiedo perdono io, a nome di mio figlio. Martina era una ragazza semplice, perbene. Nessuno merita una fine del genere”.

“Mio figlio era innamorato di Martina”

Domenico Tucci respinge l’idea che ci fossero segnali di pericolo: “Mio figlio non era ossessionato da Martina. Era innamorato, sì, ma non l’ho mai visto avere atteggiamenti violenti o possessivi. Lei veniva spesso a casa nostra, si rideva e si scherzava. Mai una mano addosso, mai un gesto fuori posto. Era geloso, certo, ma come tanti ragazzi”.

Sulla frase pronunciata dalla moglie alla madre di Martina – “guardati tua figlia” – Tucci chiarisce: “Non era una minaccia. L’ha detto perché sapevamo che i due si stavano lasciando e forse Martina stava conoscendo un altro ragazzo. Era solo una frase detta con amarezza, non con ostilità”.

Il padre dell’indagato conferma la volontà di non abbandonare il figlio: “Alessio ha sbagliato e pagherà per quello che ha fatto. Ma resta nostro figlio, e la famiglia gli starà accanto, nonostante tutto. Anche se il dolore è immenso, anche per noi”.

Alla domanda su eventuali precedenti, Tucci risponde: “No, Alessio non ha mai avuto problemi con la giustizia. È un ragazzo pulito. Io sì, qualche guaio in passato, ma sono storie vecchie. Mai avrei pensato che una cosa simile potesse toccarci. Perché proprio a noi?”

Infine, un dettaglio agghiacciante: “Durante le ore in cui Martina era scomparsa, Alessio sembrava tranquillo. Gli chiedevo se sapesse qualcosa, e lui ripeteva: ‘No, non so nulla’. Non avrei mai immaginato che stesse mentendo. Non aveva mai fatto nulla di simile. E invece questa è stata la prima e l’unica cosa terribile che ha fatto nella sua vita”.

Le indagini proseguono, mentre la comunità di Afragola continua a fare i conti con una tragedia che ha sconvolto tutti.

Argentina, annullato il processo per la morte di Maradona

Buenos Aires – È stato annullato il processo sulla morte di Diego Armando Maradona. A comunicarlo è stato il Tribunale di San Isidro, alla periferia di Buenos Aires, che ha deciso di sospendere il procedimento giudiziario in seguito allo scandalo legato alla realizzazione di un documentario non autorizzato che coinvolge una delle tre toghe chiamate a giudicare.

A rendere nota la decisione è stato il giudice Maximiliano Savarino, membro del collegio giudicante, il quale ha sottolineato come la collega Julieta Makintach – coinvolta nel progetto audiovisivo – non avrebbe mantenuto la necessaria imparzialità durante l’istruttoria.

“La sua condotta – ha spiegato Savarino – ha causato un danno sia alla parte querelante che alla difesa”.

L’annullamento del processo rappresenta un clamoroso colpo di scena nel procedimento avviato per far luce sulle presunte responsabilità mediche e gestionali legate alla scomparsa del fuoriclasse argentino, morto il 25 novembre 2020 all’età di 60 anni.

Le accuse principali riguardavano presunte negligenze nella gestione sanitaria del campione durante i suoi ultimi giorni di vita.Al momento non è chiaro se e quando il procedimento verrà riaperto.

Paolo Siani presenta Cyberbullismo presso la libreria Luce di Lorenzo Marone

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Imperdibile appuntamento quello che si terrà mercoledì 4 giugno alle ore 18, l’autore Paolo Siani presenterà il suo libro: “Cyberbullismo” presso la libreria emotiva “Luce” di Lorenzo Marone, piazzetta Durante 1, Napoli.

Pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi è il volume numero venti. Per partecipare all’evento basta prenotarsi sul sito della libreria: www.lucelibreriaemotiva.it.

Dialogheranno con l’autore: Giulia Giannini della Giannini Editore, la docente Maria Grazia Vitelli, le pediatre Elena Scarpato e Nicoletta Gasparini, l’insegnante e presidente della “Fondazione figlie di Maria” Anna Riccardi. Modera l’evento la giornalista e scrittrice Tiuna Notarbartolo, direttrice del Premio Elsa Morante.

Cyberbullismo

Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima. La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata, sia nel tempo che nello spazio, con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi. Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età. Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini. È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.

Paolo Siani

Pediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri. Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.

Maradona, il processo può ricominciare da zero: la decisione oggi in tribunale

Potrebbe ripartire da zero il processo sulla morte di Diego Armando Maradona. La decisione è attesa per oggi dal tribunale di San Isidro, in Argentina, dopo che una delle giudici del collegio è stata estromessa per aver partecipato a un documentario non autorizzato, girato in parte proprio all’interno del palazzo di giustizia. La giudice Julieta Makintach si è dimessa martedì, dopo che le immagini e i copioni della serie – realizzata a insaputa di tutte le parti – sono stati mostrati in aula.

La richiesta è chiara: un nuovo collegio di tre giudici e la ripresa del processo da capo. A sostenerla sono l’accusa, i querelanti e la maggioranza degli avvocati della difesa. Due soli legali si oppongono, chiedendo di nominare un nuovo giudice in sostituzione e proseguire da dove si era arrivati. Se la Corte dovesse accogliere l’istanza, le venti udienze già celebrate da marzo – con oltre quaranta testimoni ascoltati, inclusa la testimonianza delle tre figlie del fuoriclasse – verrebbero azzerate.

Il processo, destinato a durare fino a luglio, mira a chiarire se la morte di Maradona – avvenuta il 25 novembre 2020 per un edema polmonare mentre era in convalescenza a casa dopo un intervento neurochirurgico – sia riconducibile a responsabilità penali. Sette operatori sanitari sono accusati di omicidio volontario, con pene previste tra gli otto e i venticinque anni di carcere.

Secondo l’accusa, il giudice ricusato non può più garantire l’imparzialità necessaria. “Un nuovo processo è necessario. A volte bisogna fare un passo indietro per farne due avanti”, ha dichiarato il procuratore Patricio Ferrari. La Corte Suprema della provincia di Buenos Aires ha destituito Makintach e affidato la valutazione finale alla Commissione Disciplinare Giudiziaria. Nel frattempo, resta sospeso anche il giudizio su un’ottava infermiera, che sarà processata separatamente. Tutto si deciderà nelle prossime ore, ma una cosa è certa: la verità sulla morte del “Diez”, idolo planetario del calcio, è ancora lontana dall’essere scritta.

Napoli, assolti tre carabinieri forestali: non presero buoni carburante

Dopo tre lunghi anni di processo, è arrivata la parola fine: assolti perché il fatto non sussiste. Si chiude così, dinanzi al Tribunale Militare di Napoli, la vicenda giudiziaria che aveva visto imputati tre carabinieri forestali in servizio tra il 2018 e il 2019 alla stazione di Mattinata, in provincia di Foggia.

A uscire definitivamente puliti da un’accusa che ne aveva oscurato immagine e carriera sono l’allora comandante della stazione, maresciallo Giovanni Fontanas, il vice brigadiere Orazio Guerra e l’appuntato scelto Giovanni Quitadamo. I tre erano finiti sotto processo con l’accusa di essersi appropriati, per scopi personali, di buoni carburante in dotazione al comando.

“Siamo molto soddisfatti, ed eravamo assolutamente fiduciosi nell’esito di questa vicenda”, hanno dichiarato gli avvocati Mario Aiezza e Michele Arena, legali di Fontanas e Guerra. Una fiducia che oggi trova conferma nella sentenza, che restituisce piena dignità a uomini che, sottolineano i difensori, “hanno subito enormi pregiudizi personali e di carriera, mentre venivano ingiustamente offuscati anni di servizio svolto con impegno sul territorio”.

A Secondigliano nasce la Cittadella dello Sport più grande d’Italia: il carcere diventa palestra di rinascita

A Secondigliano, le mura del carcere si trasformano in spalti ideali per una sfida molto più grande: quella contro l’emarginazione. È stata inaugurata questa mattina la Cittadella dello Sport all’interno della Casa Circondariale “Pasquale Mandato”, la più grande mai realizzata in un istituto penitenziario italiano. Un campo da calcio, due campi da padel, e soprattutto un’idea: che lo sport possa davvero cambiare il destino di chi ha sbagliato.

Il progetto, nato nell’ambito dell’iniziativa “Rigiocare il Futuro”, è il frutto di una sinergia tra pubblico, privato e terzo settore. Le associazioni Seconda Chance e Sport Senza Frontiere hanno guidato il percorso, sostenute da enti come Regione Campania, Comune di Napoli e Sport e Salute, e da numerose aziende del tessuto produttivo nazionale, tra cui Entain Italia, Ita Airways e Miri Spa. L’obiettivo è ambizioso quanto chiaro: offrire ai detenuti un’occasione concreta di rinascita, costruendo percorsi formativi e professionali a partire dallo sport.

Durante la cerimonia, rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e del terzo settore hanno sottolineato l’importanza di investire nella riabilitazione sociale per ridurre la recidiva e rafforzare il tessuto civile. “Lo sport è rispetto delle regole, è disciplina, è squadra – ha dichiarato Flavia Filippi, fondatrice di Seconda Chance – e rappresenta un potentissimo strumento educativo e di trasformazione”.

Dopo il panel istituzionale, la cittadella ha preso vita con partite inaugurali di calcio e padel che hanno visto protagonisti ex calciatori del Napoli come Emanuele Calaiò, Roberto Sosa, Francesco Montervino e Luca Toni, insieme a detenuti, volontari e dipendenti delle aziende coinvolte. Secondigliano diventa così un simbolo di una giustizia che non rinuncia alla speranza. Un carcere che non punisce soltanto, ma accompagna al cambiamento. Una palla che rotola in campo, ma che può cambiare la traiettoria di una vita.

Zak travolge con il suo lacrimoso nuovo tormentone Lacrime Pop, in arrivo venerdì 30 maggio

Zak sta per inondare le orecchie del pubblico con “Lacrime Pop”, un singolo che promette di trasformare l’estate in un mare di malinconia salata!

Il cantautore Zak, noto per i suoi ritmi spezzati e le confessioni intime, rilascia il suo nuovo brano “Lacrime Pop” su Indiebox Music a partire da venerdì 30 maggio. Dopo le vibrazioni grezze di “Hangover”, la nostalgia appiccicosa di “Se Non Esisti Tu”, le ammissioni personali di “8 Minuti” e l’energia sfrenata di “Mia”, questo pezzo aggiunge un tocco di synth pop melenso che sa di lacrime e spiagge marce, miscelando ricordi sfocati come vecchie VHS con un profumo di salsedine che puzza di rimpianti.

### Un’Hit Anti-Estate Che Bussa Duro
Zak definisce “Lacrime Pop” come **“una hit anti estiva”** – un modo per dipingere con dolcezza e un filo di ironia quella malinconia che piomba addosso proprio quando il mondo promette solo feste e leggerezza. E proprio come confessa: **”Le lacrime possono essere leggere o pesanti, ma sempre salate come il mare. In questo brano ho cercato di mettere insieme la spensieratezza pop e la profondità di un’emozione che spesso ci prende alla sprovvista, proprio quando tutto intorno sembra brillare”**. L’arrangiamento è un abbraccio ipnotico e vellutato, con una voce eterea che non urla più come un ubriaco, trasportando l’ascoltatore in un viaggio confuso tra ricordi e desideri, dove il tempo si scioglie in un mix di slanci e ferite.

### Dal Frontman al Solista: Un Altro Tassello Tagliente
Con “Lacrime Pop”, Zak prosegue la sua avventura solista, lasciando alle spalle l’esperienza come frontman e autore de Gli Animali Notturni. Si tratta del quinto capitolo di una storia musicale che parla crudo di amori fragili e intensi, immersi in un mondo di reel e selfie che graffiano la pelle, invitando tutti a identificarsi in versi spietati come: “Quelle domeniche che ci accoltellano in questa estate di merda dove manchi tu.” È pop che fa male, e Zak non si trattiene.

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