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90 Wonderland trionfa ai Dance Music Awards: miglior evento d’Italia

Il format veneto che ha rivoluzionato il revival anni ’90 conquista il massimo riconoscimento della club culture italiana.

Un’idea nata in Veneto, diventata fenomeno nazionale e adesso premiata con il più ambito riconoscimento nel panorama dell’intrattenimento notturno. 90 Wonderland si è aggiudicato il titolo di “Miglior Format Evento Italiano” ai Dance Music Awards, considerati gli Oscar del clubbing e della musica elettronica. Un riconoscimento che incorona il progetto come il format più coinvolgente e popolare della scena italiana, capace di trasformare la nostalgia in uno spettacolo dal vivo che unisce generazioni.

Dalla provincia al successo nazionale

Tre amici, una passione comune e una visione che ha cambiato il modo di vivere la musica anni ’90

L’avventura inizia nel 2008, con tre professionisti veneti – Willy Bergamin (Padova), Francesco Ciconte e Davide Menegazzo (Vicenza) – uniti dalla passione per la musica anni ’90 e da una visione chiara: non solo DJ set, ma uno show immersivo. Da quell’intuizione sono nati eventi che, nel tempo, hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, trasformando un revival nostalgico in un vero e proprio rito collettivo. Dopo tre vittorie come miglior format anni ’90, è arrivato l’Oscar come miglior evento generalista.

Oltre 300 eventi in un anno: i numeri di un fenomeno

Un successo costruito con metodo e costanza: 2000 eventi in 100 città

Solo nell’ultimo anno, 90 Wonderland e gli altri format collegati hanno totalizzato oltre 300 eventi, 180 dei quali appartenenti al concept principale e alla sua declinazione Duemila Wonderland. In diciotto anni sono stati organizzati quasi 2000 eventi in più di 100 città italiane, con una media di oltre 200 date all’anno nell’ultimo decennio. Numeri da record per un progetto che non mostra segni di rallentamento.

Ciconte: “Gli anni ’90 non sono un ricordo, sono vivi”

Il responsabile marketing racconta l’evoluzione e guarda all’estero: “Prima data internazionale a Malta”

Per Francesco Ciconte, project manager e responsabile commerciale, il premio rappresenta “la dimostrazione che gli anni Novanta sono ancora attuali, vivi, e capaci di parlare anche a chi non li ha vissuti”. La stagione estiva è già partita con oltre 60 date confermate, ma la vera novità è l’espansione oltre i confini nazionali: “Stiamo per debuttare all’estero, la prima tappa è a Malta”.

Bergamin: “Uno show totale, non solo musica”

Il direttore artistico: “Ricreiamo l’estetica e l’energia degli anni Novanta con tecnologie moderne”

Willy Bergamin, ideatore visivo e direttore artistico del progetto, spiega l’approccio scenico: “Ogni evento è costruito come uno spettacolo, con effetti speciali, video, costumi e momenti teatrali. Gli anni Novanta sono un immaginario visivo e culturale, un’epoca di libertà che cerchiamo di far rivivere con qualità e creatività”.

Dietro le quinte: una macchina organizzativa perfetta

Menegazzo: “Pianificazione, coesione e passione: così ogni evento diventa possibile”

Davide Menegazzo, responsabile logistico e amministrativo, sottolinea l’importanza della squadra: “Dietro ogni serata ci sono mesi di lavoro: permessi, trasporti, contratti, briefing tecnici. Ma tutto funziona perché c’è armonia tra noi. Questo premio è anche un riconoscimento a un metodo di lavoro che unisce sogno e concretezza”.

Un ponte generazionale sulle note del passato

Hit intramontabili e pubblico trasversale: la formula vincente del successo

A rendere unico 90 Wonderland è la sua capacità di unire generazioni. Giovani alla scoperta dei grandi successi del passato e adulti nostalgici ballano insieme sulle note di The Rhythm of the Night, Blue (Da Ba Dee), Barbie Girl, Smells Like Teen Spirit, Gigi D’Agostino, 883 e tanti altri. Una playlist che è diventata colonna sonora di una generazione e continua a emozionare.

Un viaggio nel tempo tra musica, emozioni e memoria

Ciconte: “Non è solo un tour, è un’esperienza collettiva indimenticabile”

Con l’entusiasmo alle stelle, il team è pronto a ripartire. “Siamo carichi per un’estate intensa. Sessanta date già fissate, e altre in arrivo. Non sarà solo un tour, ma un viaggio nel tempo, un’esperienza capace di lasciare senza fiato”, conclude Ciconte. 90 Wonderland si conferma così molto più di un evento: è un fenomeno culturale, una festa senza tempo che continua a far battere il cuore di migliaia di fan.

Giugliano, auto incendiata in un bene confiscato alla camorra

Un’auto è stata data alle fiamme nella notte tra il 29 e il 30 maggio in via Comunale Palmentiello, a Giugliano in Campania, all’interno del garage di un immobile confiscato alla camorra.

Il rogo ha provocato anche danni all’intonaco esterno della palazzina. Sul grave episodio è intervenuto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha espresso “ferma condanna per i responsabili” e ha annunciato l’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine.

L’edificio coinvolto, un bene sottratto a un’organizzazione criminale attiva sul territorio giuglianese, è destinato ad accogliere alcuni nuclei familiari della comunità rom, nell’ambito del piano istituzionale volto al superamento del campo nomadi di via Carrafiello.

Un progetto coordinato dalla Prefettura di Napoli in collaborazione con la Regione Campania, la Città Metropolitana, il Comune di Giugliano, le forze dell’ordine, rappresentanti religiosi e realtà del Terzo Settore.

Proprio nella giornata di ieri, il Comune di Giugliano – sotto la guida del commissario straordinario Carmine Valente – aveva proceduto alla firma di sei contratti di comodato d’uso gratuito per l’assegnazione di altrettanti appartamenti a famiglie rom, segnando un passo avanti concreto nel percorso di inclusione e legalità.

Il prefetto Di Bari ha disposto “l’ulteriore intensificazione dei servizi di controllo del territorio”, già attivi a scopo preventivo e repressivo.

La vicenda sarà inoltre al centro di un approfondimento nella prossima seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per valutare ogni misura utile alla tutela del percorso di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Napoli accelera sull’elettrico: entro il 2026 oltre 250 bus green in città

È ufficialmente partita la rivoluzione elettrica del trasporto pubblico a Napoli. Domani, venerdì 31 maggio, i primi 22 autobus completamente elettrici entreranno in servizio sulle strade della città, anticipando una trasformazione che entro giugno 2026 porterà il numero totale dei veicoli full electric a quota 253.

Una svolta green costruita con risorse del Pnrr per circa 180 milioni di euro, destinati all’acquisto dei nuovi mezzi (145 milioni) e alla realizzazione delle infrastrutture di ricarica (35 milioni). Gli autobus, forniti da aziende leader del settore in Europa e Cina, garantiranno un’autonomia media di 300 km, con ricarica rapida in deposito durante le ore notturne.

Le prime linee interamente servite da mezzi elettrici saranno la C78, la 654, la C65 e la 3M, mentre altri bus andranno a potenziare linee come la C16, la C63, la C42 e la 132. Ognuno dei veicoli è associato a un punto di ricarica, frutto di un lavoro tecnico minuzioso e di settimane di test.

“Un salto tecnologico vero”

I nuovi mezzi sono dotati delle più avanzate tecnologie di sicurezza e monitoraggio, dalla visione a 360° alla rilevazione di pedoni e ciclisti, dal controllo angoli ciechi ai sistemi anti-sonnolenza del conducente. “Questa è una nuova era per il trasporto pubblico napoletano”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Edoardo Cosenza, sottolineando come la filosofia del sindaco Manfredi sia quella di presentare i risultati solo a cose fatte.

“Non si tratta di vetrine, ma di fatti concreti: entriamo davvero in un sistema sostenibile e a basse emissioni”. Con un parco mezzi oggi composto da circa 500 autobus, l’obiettivo di Anm è portare la quota elettrica a 300 unità, mantenendo solo un residuo di 100 veicoli diesel e 80 a metano. “Un salto tecnologico vero”, ha aggiunto il direttore generale di Anm Francesco Favo, “che segna una discontinuità storica nel servizio urbano della città”.

L’estate di Nanà, il nuovo romanzo di Chiara Clausi: una storia senza lieto fine

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Una giovane donna in fuga dal passato, un amore che sembra un’ancora di salvezza, ma che non basta a salvarla. “L’estate di Nanà”, secondo romanzo della giornalista e scrittrice Chiara Clausi, è una storia intensa, senza happy ending, che esplora le contraddizioni dell’animo umano e i limiti imposti dalla società. Pubblicato da Affiori, il libro racconta un tentativo di emancipazione fallito, un grido di libertà che si spegne lentamente.

Dalla Calabria a Torino: il percorso dell’autrice

Chiara Clausi, nata in un piccolo paese della Calabria e oggi residente a Torino, ha all’attivo una carriera giornalistica internazionale e una produzione letteraria in crescita. Dopo il reportage Beirut au revoir (2022), frutto dei sei anni trascorsi in Libano, Clausi ha esordito nella narrativa con Claudine (2024), un romanzo più luminoso e ottimista. Con L’estate di Nanà, l’autrice vira verso toni più cupi e disillusi.

Il viaggio di Nanà: fuga da Napoli, sogno romano

Protagonista del romanzo è Nanà, una giovane donna che lascia Napoli e i suoi eccessi – amicizie distruttive, droghe, violenze – per cercare una nuova vita a Roma. È un viaggio fisico e interiore, un tentativo di rinascita che passa attraverso l’amore per Nic, l’uomo con cui spera di ricominciare. Ma il passato, come spesso accade, non concede tregua. Nanà resta intrappolata tra quello che era e quello che vorrebbe diventare.

Una ribellione soffocata

Quella di Nanà è una lotta impari contro le proprie radici e contro un destino che sembra già scritto. Il suo desiderio di cambiamento si infrange contro forze più grandi: dinamiche sociali invincibili, un senso di colpa che non si placa, una realtà che non perdona. “Nanà è una vinta”, afferma Clausi, “schiacciata da una forza sociale imbattibile”.

Un romanzo controcorrente

“Non volevo scrivere una storia consolatoria”, spiega l’autrice. “Mi interessava rompere con la narrativa del lieto fine a tutti i costi, spingere il lettore all’irrequietezza, far emergere il malessere e abbattere tabù borghesi.” Con L’estate di Nanà, Clausi si propone di superare la morale conformista, che a suo avviso ostacola il percorso verso la libertà individuale.

Dall’ottimismo di “Claudine” al turbamento di Nanà

Il confronto con il precedente romanzo è inevitabile. “Claudine era più ottimista”, ammette la scrittrice, “ma sentivo che mancava qualcosa: il dolore, il disorientamento, quelle zone d’ombra con cui prima o poi ognuno di noi si confronta.” Il romanzo è stato recentemente presentato al Circolo dei Lettori di Torino, dove ha suscitato interesse per il suo approccio crudo e autentico.

Ra di Spina presenta l’album Vocazioni con un live.showcase il 1° giugno all’Auditorium Novecento di Napoli

Un canto che è memoria collettiva, una ricerca sonora che unisce le radici popolari del Sud Italia alle sperimentazioni contemporanee: è “Vocazioni”, il primo album di Ra di Spina, progetto musicale guidato dalla cantante, performer e ricercatrice vocale Laura Cuomo. L’opera è stata pubblicata lo scorso 23 maggio da Agualoca Records.

Il gruppo si esibirà il 1° giugno con uno showcase all’Auditorium Novecento di Napoli: ore 22:30, ingresso 10€ con CD incluso, prevendite su Etes.it.

Un disco corale tra folk, elettronica e world music

“Vocazioni” è un lavoro visionario che attinge dalla tradizione orale del Meridione, rielaborandola attraverso polifonie vocali, chitarre elettriche, ritmi tribali ed elettronica sperimentale. Il disco nasce dalla collaborazione tra Laura Cuomo (voce, elettronica e ricerca), Alexsandra Ida Mauro (voce), Ernesto Nobili (chitarra e produzione) e Francesco Paolo Manna (percussioni), in un percorso che esplora il tema della “chiamata”: quella delle voci antiche, delle storie dimenticate, delle lotte sociali e delle identità popolari.

“Voci che si rincorrono, ascoltate, immaginate, sognate. Voci che raccontano amori divini e terrestri, restituendo la potenza delle melodie arcaiche”, racconta il gruppo. Un disco che trasforma il canto in un atto politico e poetico, dove la voce diventa strumento di connessione tra passato e presente.

“La voce è soglia e radice dell’identità – spiega Laura Cuomo –. Attraverso di essa si manifesta l’essere, nel suo stare al mondo e nel suo divenire. Il canto d’insieme in Ra di Spina è la riscoperta di una dimensione collettiva, condivisa”.

Dopo l’anteprima a Barcellona lo scorso aprile, in compagnia di Maria Mazzotta e nell’ambito del festival Napoli World, e successivamente a Roma, Ra di Spina porterà “Vocazioni” in tour il 19 giugno al Medimex di Taranto e a seguire a Bologna, Palermo, nelle Marche, Basilicata e in Salento (date in via di definizione).

Omicidio Maione, la Cassazione annulla l’ordinanza per Roberto Mazzarella e Clemente Amodio

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le misure cautelari per Roberto Mazzarella, attualmente latitante, e Clemente Amodio, accusati dell’omicidio di Antonio Maione, ucciso a Napoli il 15 dicembre 2000 in una salumeria di San Giovanni a Teduccio.

La decisione rimanda ora al Tribunale del Riesame di Napoli la valutazione sulla loro custodia.

Il delitto: una vendetta di camorra

Antonio Maione, estraneo alle dinamiche criminali, fu ucciso perché fratello di Ivan Maione, il killer che assassinò Salvatore Mazzarella, esponente di spicco dell’omonimo clan. Ivan, diventato poi collaboratore di giustizia, aveva scatenato la faida che portò alla morte del fratello innocente.

Le accuse

 Clemente Amodio: indicato come esecutore materiale;
Roberto Mazzarella: accusato di essere il mandante;
Problemi probatori: la difesa ha contestato le dichiarazioni dei collaboratori, quasi tutte “de relato” (di seconda mano).

Con l’annullamento della Cassazione, il Riesame di Napoli dovrà riesaminare:l’attendibilità delle prove. La necessità della custodia cautelare, soprattutto per Mazzarella, ancora latitante.

Napoli celebra Sant’Erasmo, patrono dei marinai

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Dal 31 maggio al 2 giugno, Napoli si prepara a celebrare la festa di Sant’Erasmo, vescovo di Formia e martire, patrono dei marinai. L’evento, che apre la terza edizione delle Feste Patronali promosse dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, si svolgerà tra Largo Sant’Erasmo e la storica Chiesa di Sant’Erasmo ai Granili.

Programma ricco di eventi tra fede e spettacolo

Le celebrazioni inizieranno sabato 31 maggio alle ore 20 con l’accensione delle luminarie in onore del santo. Domenica 1 giugno, sempre alle 20, Largo Sant’Erasmo ospiterà uno spettacolo di musica e cabaret con Luciano Caldore e Francesco Procopio, mentre l’apertura sarà affidata al Parroco Rettore Don Paolo Melito. Lunedì 2 giugno, giorno della festa ufficiale, la Santa Messa sarà celebrata alle 18 dal vescovo ausiliare Monsignore Francesco Beneduce nella chiesa ai Granili. La serata si concluderà con la musica di Rafele ’o pazz Dj e Kekko Caruso voice sul palco di Largo Sant’Erasmo alle 19:30.

Assessora Armato: “Un’occasione per valorizzare l’anima autentica di Napoli”

L’assessora al Turismo Teresa Armato sottolinea l’importanza di sostenere le feste religiose popolari: “Riconoscere e promuovere l’anima autentica di Napoli significa valorizzare devozione, tradizione e senso di comunità. Per la prima volta, la festa di Sant’Erasmo entra ufficialmente nel calendario delle Feste Patronali sostenute dall’assessorato, con l’obiettivo di dare visibilità a quartieri spesso trascurati ma ricchi di storia”. Armato aggiunge che “luminarie, musica e spettacoli sono un omaggio alla fede e un modo per attrarre visitatori, facendo vivere la città nei suoi luoghi più autentici”.

Un luogo simbolo di storia e fede

L’evento si svolge nella storica Chiesa di Sant’Erasmo ai Granili, una delle più antiche di Napoli, affidata al parroco Don Paolo Melito. La zona del ponte della Maddalena, vicina alla chiesa, ospita anche l’edicola che raffigura San Gennaro mentre ferma l’eruzione del Vesuvio del 1767, a testimonianza del forte legame tra fede, storia e territorio.

Il patron dell’Anderlecht non ha dubbi: “Lukaku tornerà da noi, ma non questa estate…”

Romelu Lukaku è reduce da una stagione da protagonista con il Napoli, culminata con la conquista dello scudetto e arricchita da 14 gol e 10 assist in Serie A. Ma mentre la città festeggia e già sogna la Champions, il centravanti belga guarda avanti, verso un ritorno che sa di casa: l’Anderlecht.

A lanciare l’indiscrezione è Marc Coucke, proprietario del club belga, che ha parlato apertamente di un futuro ritorno del gigante di Anversa: “Sì, tornerà, ma non so se tra uno, due o tre anni. Non sarà questa estate, ha appena vinto il titolo con il Napoli e deve gustarsi la Champions. Però sogna l’Anderlecht”.

Lukaku, oggi 32enne e capocannoniere storico della nazionale belga con 88 gol in 122 presenze, lasciò l’Anderlecht da giovanissimo nel 2011 per volare in Premier League al Chelsea. Dopo un lungo peregrinare tra Inghilterra e Italia, è approdato al Napoli per 30 milioni di euro la scorsa estate, legandosi fino al 2027.

Secondo il portale belga DH Les Sports, l’attaccante starebbe pianificando un ritorno al club che lo ha formato entro il 2026, chiudendo così il cerchio della sua carriera là dove tutto ebbe inizio. Intanto, Napoli se lo gode e si affida ancora una volta alla sua potenza in area e alla sua esperienza in vista della stagione europea.

Ufficiale: Allegri torna al Milan, sarà lui il nuovo allenatore rossonero

Ora è ufficiale: Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Milan. Il club rossonero ha annunciato il ritorno del tecnico livornese con una nota ufficiale che chiude il cerchio aperto tredici anni fa, quando Allegri vinse lo Scudetto nel suo primo anno in rossonero.

“AC Milan comunica di aver affidato la conduzione tecnica della Prima Squadra maschile a Massimiliano Allegri”, recita il comunicato. Nato a Livorno l’11 agosto 1967, Allegri ha avuto una lunga carriera da centrocampista in Serie A con le maglie di Pisa, Pescara, Cagliari, Perugia e Napoli. Dal 2002 ha iniziato il suo percorso da allenatore, passando da Aglianese, Spal, Grosseto e Sassuolo fino alla chiamata del Cagliari nel 2008.

Nel 2010 l’approdo al Milan, dove conquista subito il 18º Scudetto della storia del club e la Supercoppa Italiana nel 2011. Dopo il ciclo vincente con la Juventus — cinque Scudetti, cinque Coppe Italia e due Supercoppe tra 2014 e 2024 — Allegri è pronto a guidare nuovamente il Diavolo. Il club ha salutato il nuovo tecnico con un “caloroso in bocca al lupo” a lui e al suo staff.

Napoli, Materdei: rimosse 59 fioriere abusive, liberate le strade del quartiere

Napoli – Blitz della Polizia locale di Napoli nel rione Materdei, dove gli agenti dell’Unità operativa Avvocata hanno coordinato un’operazione per la rimozione di 59 fioriere abusive che occupavano indebitamente gli spazi pubblici, ostacolando la libera fruizione di strade e piazzette da parte dei cittadini.

L’intervento, realizzato con il supporto degli operai di Napoliservizi, ha interessato piazzetta Materdei, via Ugo Falcando, via Bartolomeo Caracciolo e via Domenico di Gravina, rispondendo alle segnalazioni di alcuni consiglieri della Municipalità.

Le fioriere, installate senza autorizzazione, rappresentavano un intralcio per pedoni e residenti, limitando l’accesso a marciapiedi e aree comuni. Durante l’operazione, gli agenti hanno anche elevato sanzioni amministrative nei confronti di cinque veicoli trovati in divieto di sosta, rafforzando il controllo sul rispetto delle norme di circolazione nella zona.

L’intervento si inserisce in un più ampio piano di ripristino della legalità e del decoro urbano nel quartiere, con l’obiettivo di restituire ai cittadini spazi pubblici pienamente accessibili. “Azioni come questa sono fondamentali per garantire il diritto di tutti a vivere e muoversi liberamente nella propria città”, ha commentato un rappresentante della Polizia locale.

La rimozione delle fioriere abusive rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le esigenze della comunità di Materdei, che da tempo chiedeva interventi per contrastare l’occupazione illecita degli spazi pubblici.

Salerno, Grandi Pagine di Franz Schubert alla chiesa di San Giorgio

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Il prossimo 31 maggio, alle ore 19.30, la Chiesa di San Giorgio a Salerno ospiterà il quarto concerto della rassegna “Grande Musica a San Giorgio”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti. Protagonisti saranno il duo pianistico formato da Maria Libera Cerchia e Antonello Cannavale, che eseguiranno brani per pianoforte a quattro mani di Franz Schubert (1797-1828).

Il Programma: Capolavori di Schubert per Quattro Mani

Il concerto si aprirà con il Duo in La minore op. post. 144 D947, noto come “Lebensstürme” (“Tempeste della vita”), seguito dalla Sonata in Do maggiore op. post. 140 D812. Entrambi i pezzi rappresentano pietre miliari del repertorio schubertiano e saranno interpretati con grande intensità dal duo.

“Lebensstürme”: L’Opera degli Ultimi Giorni di Schubert

Il Duo in La minore, seppur composto da Schubert nel maggio del 1828 – l’ultimo anno della sua vita – deve il titolo evocativo “Tempeste della vita” al pianista Anton Diabelli, che lo pubblicò nel 1840. Il brano si caratterizza per la sua drammaticità e passione, con accordi potenti, rapide scale e silenzi che scandiscono il ritmo, evocando le turbolenze emotive dell’autore.

La Sonata in Do Maggiore: Un Capolavoro di Innovazione e Fantasia

Composta a Zseliz nel 1824, dove Schubert insegnava musica alle figlie del conte Esterházy, la Sonata op. post. 140 D812 è considerata da alcuni, come Robert Schumann, quasi una trascrizione sinfonica. L’opera si distingue per la sua straordinaria armonia e sperimentazione compositiva, che rivelano la modernità e la profondità del genio viennese.

Un Duo di Eccellenza per la Musica di Schubert

Maria Libera Cerchia e Antonello Cannavale vantano un’esperienza consolidata nell’interpretazione del repertorio schubertiano per pianoforte a quattro mani. Il loro sodalizio artistico, già noto nella stagione concertistica dell’Associazione Alessandro Scarlatti, promette una serata di grande qualità musicale.

Informazioni sull’Evento e Biglietti

La rassegna è realizzata in collaborazione con Salerno Sacra e la Fondazione Alfano I, con il patrocinio morale del Comune di Salerno. I biglietti, dal costo di 5 a 10 euro, sono disponibili presso la Chiesa di San Giorgio dalle 18.30 e in prevendita su Azzurro Service.

Per maggiori informazioni: www.associazionescarlatti.it | WhatsApp 3426351571

1 e 2 giugno al Parco Archeologico di Ercolano ingresso gratuito

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Il Parco Archeologico di Ercolano si prepara ad accogliere il pubblico per un fine settimana speciale: il 1° e il 2 giugno 2025 l’ingresso sarà gratuito, grazie al doppio appuntamento promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito delle iniziative nazionali nei musei. Due giornate all’insegna dell’arte, della memoria e della partecipazione, con un ricco calendario di eventi per tutte le età.

Domenica 1° Giugno: #DomenicalMuseo e un Invito alla Sostenibilità

Accesso gratuito e visite guidate per scoprire i tesori del sito

Domenica 1° giugno torna l’appuntamento con *#domenicalmuseo*, che apre gratuitamente le porte dei luoghi della cultura ogni prima domenica del mese. Il Parco di Ercolano non offre soltanto l’ingresso libero, ma propone un’esperienza più profonda: i visitatori sono invitati a riflettere sull’importanza della sostenibilità durante la visita, prendendosi cura degli spazi che custodiscono la memoria collettiva e il patrimonio culturale.

Tra gli eventi in programma, una visita guidata alla suggestiva Villa Sora, a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano, prevista dalle 10.30 alle 12.45. Parallelamente, a Villa Campolieto, sarà visitabile (con biglietto a pagamento) la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola”, un viaggio nell’alimentazione e nelle abitudini conviviali del mondo antico.

Lunedì 2 Giugno: Festa della Repubblica tra Cultura e Sapori Antichi

Apertura speciale con percorsi didattici e riapertura della Casa dell’Erma di Bronzo

Anche lunedì 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica Italiana, il Parco resterà aperto a ingresso gratuito dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.00). Il programma prevede attività per adulti, famiglie e appassionati di storia, tra cui un percorso didattico nella mostra “Dall’uovo alle mele” a Villa Campolieto, in programma alle ore 11.30 (ingresso a pagamento).

Fiore all’occhiello della giornata sarà la riapertura al pubblico della Casa dell’Erma di bronzo, tornata fruibile dopo un accurato intervento di restauro e valorizzazione, che ne restituisce il fascino originario.

Modalità di Accesso e Informazioni Utili

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria in biglietteria

Per entrambe le giornate, l’ingresso gratuito al Parco Archeologico di Ercolano richiede la prenotazione, da effettuare esclusivamente in loco. Il biglietto omaggio potrà essere ritirato direttamente presso la biglietteria del sito.

Il Parco invita cittadini e turisti a partecipare a questo doppio appuntamento con la cultura, promuovendo l’accessibilità e la valorizzazione di un patrimonio condiviso, da vivere con rispetto e consapevolezza.

Femmicidio di Martina Carbonaro, Alessio Tucci al gip: “L’ho colpita perché ha rifiutato un abbraccio”

Ha raccontato di aver perso il controllo dopo un rifiuto. Alessio Tucci, il 18enne accusato dell’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa la sera del 26 maggio ad Afragola, ha confermato al giudice di aver colpito la ragazza alla testa con una pietra dopo che lei si era sottratta a un suo tentativo di abbraccio.

Il giovane ha parlato questa mattina davanti al gip del Tribunale di Napoli Nord, durante l’udienza di convalida del fermo svoltasi nel carcere di Poggioreale, dove è detenuto.

“Erano entrati insieme nel casolare abbandonato vicino allo stadio Moccia, un luogo che frequentavano spesso durante la loro relazione – ha spiegato il legale Mario Mangazzo –. Alessio ha provato ad abbracciarla, lei ha rifiutato, e in quel momento l’ha colpita da dietro con una pietra”.

Secondo la ricostruzione fornita dall’indagato, dopo il primo colpo ne avrebbe sferrati altri due. Quando si è reso conto che Martina non respirava più, avrebbe poi girato il corpo e lo avrebbe coperto con alcuni arredi trovati nel rudere.

Udienza di convalida: meno di un’ora per la confessione

L’udienza, durata poco meno di un’ora, ha confermato i capi d’accusa già emersi nelle prime fasi dell’inchiesta: omicidio volontario pluriaggravato e occultamento di cadavere. Tucci, difeso sempre dall’avvocato Mangazzo, ha ripercorso davanti al giudice quanto avvenuto la sera del delitto. Il corpo di Martina fu scoperto solo il giorno seguente, abbandonato e coperto all’interno del casolare.

Il giudice si è riservato la decisione sulla convalida del fermo e sull’eventuale misura cautelare da applicare, mentre la Procura della Repubblica di Napoli Nord prosegue con gli approfondimenti investigativi per definire ogni dettaglio della vicenda. Il delitto ha suscitato profondo sgomento nella comunità locale, dove la giovane era conosciuta e benvoluta.

Intanto, all’esterno del carcere, familiari e amici di Martina continuano a chiedere giustizia.

Pollena Trocchia, perseguita l’ex compagna anche davanti alla figlia di 3 anni: arrestato 34enne arrestato

Pollena Trocchia  – Un 34enne è stato arrestato dai Carabinieri della Tenenza di Cercola con l’accusa di atti persecutori aggravati nei confronti della sua ex compagna.

L’intervento, avvenuto in un parcheggio di un parco giochi a Pollena Trocchia, ha messo fine a una vicenda di vessazioni e minacce che durava da tempo, culminata in un episodio di violenza sotto gli occhi della figlia di tre anni della vittima.

Durante un pattugliamento, i militari hanno notato una scena sospetta: un uomo, identificato poi come il 34enne, era chino all’interno di un’auto con il busto, mentre una donna al volante suonava ripetutamente il clacson per attirare l’attenzione.

I Carabinierisono intervenuti immediatamente, bloccando l’uomo prima che potesse darsi alla fuga. La donna, visibilmente scossa, ha denunciato di essere stata aggredita dall’ex compagno, che in passato l’aveva già minacciata e molestata.

Secondo il racconto, l’uomo avrebbe tentato di entrare con la forza nell’auto, bloccandole le mani e strattonandola, incurante della presenza della loro bambina.

Accompagnata in caserma insieme a una testimone presente al momento dell’aggressione, la vittima ha fornito un resoconto dettagliato delle persecuzioni subite: minacce continue, comportamenti ossessivi e intimidatori che l’avevano costretta a modificare le sue abitudini quotidiane per evitare il 34enne.

 Con la scusa della figlia ha cercato di riavvicinarsi a lei

L’uomo, secondo quanto riferito, avrebbe cercato di riavvicinarsi usando la scusa della figlia, tentando contatti fisici non graditi e esercitando pressioni psicologiche che avevano generato un clima di paura costante.

Il 34enne, dopo l’arresto, è stato condotto in carcere, dove resterà in attesa di giudizio. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori episodi e per garantire che la vittima e la minore ricevano il supporto necessario.

 

Sannio, smantellata rete di spaccio coordinata dal carcere tramite cellulari: 12 indagati

Benevento – Una vasta rete di spaccio di droga nel Sannio è stata smantellata dai carabinieri di Benevento e Cerreto Sannita al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento.

Dodici le persone raggiunte da un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale sannita, tra carcere, domiciliari e obblighi di firma, nei confronti di soggetti residenti nelle province di Benevento, Napoli e Caserta.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati sono gravemente indiziati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti – tra cui cocaina, crack, hashish e marijuana – in un arco temporale che va dal 2018 a marzo 2023. Determinanti per le indagini sono state le intercettazioni telefoniche e telematiche, oltre a osservazioni sul campo, sequestri e audizioni di persone informate sui fatti.

Particolarmente inquietante uno dei dettagli emersi: alcune cessioni venivano coordinate direttamente dall’interno del carcere da un detenuto già ristretto per reati in materia di stupefacenti, che gestiva l’attività illecita tramite l’uso abusivo di telefoni cellulari.

 Tre pusher in carcere e sei agli arresti domiciliari

Nel dettaglio, tre persone sono finite in carcere, sei agli arresti domiciliari e altre tre sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La droga, in diversi casi, risultava approvvigionata da fornitori attivi nella provincia di Napoli, punto di riferimento per i traffici illeciti.

In alcuni episodi documentati, i carabinieri erano già intervenuti con arresti in flagranza di reato, avviando così procedimenti paralleli a quelli oggi sfociati nelle misure cautelari.

L’inchiesta, come evidenziato dal procuratore facente funzione Gianfranco Scarfò, sottolinea ancora una volta la capacità delle organizzazioni criminali di operare anche da luoghi di detenzione, sfruttando mezzi tecnologici e una fitta rete di contatti esterni.

Risto pub con strutture abusive nel Parco del Vesuvio: abbattute

Trecase – Nel quadro dell’intensa attività di contrasto all’abusivismo edilizio, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha dato esecuzione a due ordini di demolizione, portando all’abbattimento di diversi manufatti abusivi di pertinenza del ristopub denominato “T.V.B.” nel comune di Trecase.

L’operazione mira al ripristino delle condizioni ambientali e rappresenta un’efficace azione preventiva contro nuove violazioni.

Le demolizioni hanno riguardato nello specifico:

Una struttura in ferro di circa 240 mq, adibita a discoteca, con orditura orizzontale, pilastrini in ferro e copertura in telone plastificato. Questa struttura, completa di arredi e attrezzature da discoteca, era stata realizzata nell’area antistante la sala ristorante e la sala discobar, quasi totalmente eliminando una precedente costruzione abusiva.

Una piscina rettangolare di circa 50 mq, piena d’acqua, costruita nel giardino del ristopub. Ad essa si aggiungevano una scala di accesso con 14-15 scalini rivestiti in cotto, una piattaforma di circa 15 mq in fase di realizzazione e un piccolo manufatto di circa 30 mq contenente servizi igienici funzionanti.

Tutti i manufatti insistevano in via Panoramica s.n.c. a Trecase, un’area che ricade nella perimetrazione del Parco Nazionale del Vesuvio ed è soggetta a molteplici vincoli:

Paesistico: dichiarato di notevole interesse pubblico dal D.M. del 09.04.1963.
Ambientale: ai sensi del Decreto Legge 27 giugno 1985 n. 312.
Sismico: il comune di Trecase è classificato come sismico (II categoria) dal 1981.
Zona Rossa: ad alto rischio vulcanico, con vincoli imposti dalla Legge Regionale n. 21 del 10.12.2003.

L’area in cui sorgevano le opere abusive rientrava inoltre in Zona Agricola secondo il P.R.G.I. approvato dalla Regione Campania nel 1983.

L’importanza della demolizione e l’autodemolizione

L’esecuzione delle demolizioni, relative ad abusi risalenti agli anni 2007/2010, è ritenuta dalla Procura uno strumento “insostituibile” per la tutela del territorio, sia in chiave repressiva (per il ripristino delle condizioni ambientali violate) sia preventiva (per l’efficacia dissuasiva).

Un aspetto significativo è che, grazie all’opera di sensibilizzazione della Procura, le demolizioni sono avvenute in regime di autodemolizione da parte del proprietario dei manufatti.

Ciò ha permesso di non impiegare le somme di denaro già stanziate per tale scopo dal Parco Nazionale del Vesuvio, in virtù di un protocollo stipulato tra l’Ente e la Procura della Repubblica. Un esempio virtuoso di collaborazione per la salvaguardia del patrimonio ambientale.

Camorra, la faida interna al clan Contini tra il gruppo della “Stadera” e quello della “Cittadella”

Una nuova ordinanza cautelare è stata eseguita ieri mattina nei confronti di 14 soggetti legati al clan Contini, già coinvolti nella faida interna tra i gruppi criminali della “Stadera” (Poggioreale) e della “Cittadella” (Casoria).

Gli arresti sono stati disposti dal Tribunale del Riesame di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha accolto l’appello della Procura contro il rigetto di una precedente ordinanza di custodia cautelare emessa nel giugno 2024.

L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli (guidata dal dirigente Giovanni Leuci e dal vicequestore Luigi Vissicchio), ha preso avvio dal ferimento a colpi d’arma da fuoco di Gioele Lucarelli, avvenuto il 20 settembre 2021.

Secondo gli investigatori, l’agguato è riconducibile a una scissione interna al gruppo della “Stadera”, con Lucarelli intenzionato a creare un’organizzazione autonoma per il traffico di stupefacenti, approvvigionandosi da fornitori attivi tra Scampia e il Connolo.

Il Riesame ha riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso e ha disposto le misure cautelari per reati che, a vario titolo, includono associazione di tipo camorristico, traffico di droga, detenzione e porto illegale di armi e tentato omicidio.

Il gruppo, secondo l’accusa, aveva anche avviato una propria rete di spaccio operante tra Casoria, Napoli, Ponticelli, Secondigliano e Avellino, dimostrando una crescente disponibilità di armi e l’intenzione di espandersi attraverso lo scontro con altre organizzazioni criminali.

L’operazione rappresenta un nuovo duro colpo alla rete del clan Contini, uno dei principali cartelli della camorra napoletana, da anni inserito nel cartello dell’Alleanza di Secondigliano.

Gli arrestati

  • Vittorio Albano

  • Lucio Cammarota

  • Leonardo Cimminiello (accusato anche del tentato omicidio di Lucarelli)

  • Feliciano Ciccarelli

  • Mario Rosario De Martino

  • Pasquale Finizio

  • Carlo Finizio

  • Mario Claudio Gaimari

  • Giovanni Granata

  • Giuseppe Gargiulo

  • Gioele Lucarelli (già vittima dell’agguato, ma anche indagato per traffico di droga)

  • Pietro Lucarelli

  • Giuseppe Romano (coinvolto anche nell’agguato contro il ras della “Cittadella”)

  • Marcella Spiniello

(nella foto da sinistra Gioele Lucarelli, Pietro Lucarelli, Feliciano Ciccarelli, Aalvatore Tolino, Leonardo Cimminiello, Mario Rosario De Martino e Carlo Finizio)

Circumvesuviana, arrivano le body cam per i controllori

Napoli – Controllori “armati” di telecamera per difendersi dagli aggressori. EAV (Ente Autonomo Volturno) lancia il piano sicurezza con body cam per i dipendenti più esposti, i verificatori di biglietti, spesso vittime di violenze da parte di chi rifiuta di pagare il biglietto.

La sperimentazione, concordata con i sindacati, coinvolgerà inizialmente 20 lavoratori volontari, per estendersi progressivamente ad altre tratte.

Dove e come funzioneranno

Stazioni pilota: Montesanto, Piazza Garibaldi, Porta Nolana, Sorrento e Castellammare;
Dispositivi sempre accesi ma con registrazione attivabile solo in caso di minacce o aggressioni;
Privacy garantita: i video saranno utilizzati solo per fini giudiziari o disciplinari.

I numeri delle aggressioni e dati EAV rivelano un cambio di trend:

Furti e vandalismi dimezzati (93 nel 2024 vs 197 nel 2023);
Aggressioni al personale in aumento: 40 nel 2024, già 10+ nei primi mesi 2025 (erano 37 nel 2023).
“L’obiettivo è prevenire, non solo punire”, spiega un manager EAV. “Chi sa di essere ripensato ci pensa due volte prima di alzare le mani”.

Il modello Trenitalia

L’iniziativa segue l’esempio di Trenitalia, dove le body cam sono già operative su alcune linee. “Serviranno anche a snellire le denunce”, aggiunge un sindacalista: “Basterà il video come prova”.

L’imprenditore latitante Pasquale Capuano scovato in una clinica di Pompei

È finita in una clinica di Pompei la latitanza di Pasquale Capuano, imprenditore campano condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per una serie di reati legati allo smaltimento illecito di rifiuti, alcuni dei quali aggravati dal metodo mafioso.

L’uomo era ricercato da circa due mesi, dopo essersi sottratto all’esecuzione del provvedimento restrittivo emesso nei suoi confronti.

L’arresto è stato eseguito nelle scorse ore dagli agenti delle Squadre Mobili di Genova e Napoli, coordinate dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Genova, che ha diretto le indagini per il rintraccio del latitante. Le condanne a carico di Capuano si riferiscono in particolare a reati commessi durante i lavori di ripristino successivi alla mareggiata che colpì Rapallo nel 2018.

Durante la latitanza, Capuano aveva messo in atto una serie di stratagemmi per sfuggire alla cattura: cambiava frequentemente telefoni e schede SIM, intestate a prestanome di nazionalità straniera, usava false identità e aveva interrotto ogni contatto con i familiari.

Aveva anche una carta d’identità falsa

A tradirlo, però, è stato un controllo medico: gli investigatori lo hanno localizzato mentre si trovava ricoverato presso una struttura sanitaria privata a Pompei. Quando la polizia ha fatto irruzione, l’uomo era in possesso di una carta d’identità elettronica e una patente con generalità fittizie, entrambe con la sua foto. Uno dei documenti risultava anche valido per l’espatrio, elemento che ha fatto scattare immediatamente l’arresto.

Capuano è stato trasferito nel carcere di Secondigliano, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Caivano, Parco Verde: i carabinieri smantellano una piazza di spaccio in costruzione a due passi dalla Chiesa

Caivano – Blitz dei carabinieri della compagnia di Caivano nel cuore del rione Parco Verde, una delle aree più difficili della periferia napoletana.

Durante un’operazione a largo raggio, i militari hanno individuato e smantellato una piazza di spaccio in fase di allestimento, situata a pochi metri dalla Chiesa di San Paolo Apostolo, simbolo di speranza e riscatto per la comunità locale.

Il locale, ubicato nel blocco abitativo C8-2, era stato trasformato in un vero e proprio fortino dello spaccio. Protetto da cancellate rinforzate e dotato di un sofisticato sistema di videosorveglianza, l’appartamento risultava disabitato e, secondo le indagini, l’intestatario del contratto di locazione è deceduto.

Le autorità hanno provveduto al sequestro della struttura, che al termine delle verifiche sarà restituita al Comune di Caivano per una nuova destinazione d’uso, nell’ottica di un recupero sociale dell’area.

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio, mirato a contrastare il fenomeno della criminalità organizzata che da anni affligge il Parco Verde. La vicinanza del locale alla Chiesa di San Paolo Apostolo, luogo di aggregazione e punto di riferimento per molte famiglie, rende l’intervento ancora più significativo, sottolineando l’impegno delle forze dell’ordine nel restituire sicurezza e legalità a un quartiere spesso abbandonato a sé stesso.

L’intervento dei carabinieri rappresenta un ulteriore passo nella lotta al traffico di stupefacenti, ma solleva anche interrogativi sull’urgenza di interventi strutturali per il rilancio sociale ed economico di Caivano. La comunità locale, spesso stretta nella morsa della criminalità, guarda con speranza a operazioni come questa, che potrebbero segnare l’inizio di un cambiamento concreto per il futuro del quartiere.

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