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Scoperta nel Golfo di Napoli una nuova specie marina “migrante”

Napoli – Una scoperta che potrebbe riscrivere parte della biologia marina è emersa dalle acque del Golfo di Napoli. Un team di ricercatori italiani e spagnoli ha identificato una nuova specie di ascidia, battezzata Françoisea monnioti in onore della celebre ascidiologa francese recentemente scomparsa.

La specie, lunga appena un centimetro, è stata rinvenuta nei fondali sabbiosi antistanti Villa Rosebery, nella baia di Posillipo. A differenza delle sue “cugine”, che vivono ancorate a rocce o substrati duri, questa ascidia ha sviluppato un comportamento unico:

Si muove attivamente sul fondale, strisciando come un minuscolo “gasteropode”
Libera la propria tunica dai granelli di sabbia quando le condizioni ambientali diventano sfavorevoli

Migra alla ricerca di nuove aree dove stabilirsi

«È la prima volta che documentiamo questo comportamento in una ascidia», spiega Riccardo Virgili, primo autore dello studio pubblicato su Invertebrate Systematics e dottorando alla Federico II.

Parenti prossimi dei vertebrati: Le ascidie sono i nostri più stretti “cugini” invertebrati nello schema evolutivo
Bioindicatori: Il loro studio aiuta a monitorare la salute degli ecosistemi marini
Adattamento climatico: La mobilità potrebbe essere una risposta ai cambiamenti ambientali
«Questa scoperta dimostra quanto ancora dobbiamo imparare sugli oceani, persino in aree densamente popolate come il Golfo di Napoli», commenta Fabio Crocetta della Stazione Zoologica Anton Dohrn, coordinatore della ricerca.

Un monito per la tutela marina

La scoperta in un’area urbanizzata come Posillipo evidenzia:
L’incredibile biodiversità nascosta dei nostri mari
L’urgenza di proteggere gli ecosistemi costieri
L’impatto di inquinamento e cambiamenti climatici

«Ogni nuova specie scoperta è un tassello per comprendere la storia della vita sulla Terra», conclude Virgili. «Ma molte potrebbero estinguersi prima ancora di essere catalogate».

La sfida ora? Studiare se questo insolito “nomade marino” sia un’eccezione o rappresenti una strategia evolutiva più diffusa.

Napoli, smantellati gli ormeggi abusivi in via Caracciolo

Napoli– Stamane, il Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, in un’ottica di potenziamento dei servizi di contrasto all’abusivismo demaniale e commerciale, ha condotto una vasta operazione che ha portato allo smantellamento di numerosi ormeggi abusivi nello specchio d’acqua antistante il Consolato Americano, in via Caracciolo.

L’intervento ha richiesto un notevole dispiegamento di forze e mezzi: il Nucleo Sommozzatori del Corpo è stato impiegato per le operazioni subacquee, coadiuvato da un pontone messo a disposizione dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

A bordo del pontone, tramite l’ausilio di una gru, sono stati recuperati e accatastati tutti gli elementi utilizzati per gli ormeggi illegali: “corpi morti”, catene, cime e altro materiale.

Abusivo affittava lettini ed ombrelloni al Lido Mappatella

Contestualmente, un’azione mirata ha interessato il cosiddetto “Lido Mappatella“, dove le Fiamme Gialle hanno colto in flagrante un soggetto intento ad affittare sedie e ombrelloni senza la necessaria autorizzazione

. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, e al responsabile è stata comminata una sanzione amministrativa di 5.000 euro.

L’intera operazione è stata supportata dalla collaborazione dei militari del I Gruppo Napoli, che si occuperanno degli aspetti di polizia economico-finanziaria legati in particolare agli ormeggi abusivi, i quali alimentano un rilevante giro d’affari in nero. La Capitaneria di Porto, presente con una motovedetta, ha garantito la sicurezza della navigazione nell’area interessata.

La Guardia di Finanza ha annunciato che i controlli della “Polizia del Mare” saranno intensificati nelle prossime settimane e riguarderanno l’intero territorio regionale. L’obiettivo è chiaro: contrastare ogni forma di abusivismo e tutelare gli imprenditori che operano nel rispetto delle regole e della legalità.

 

Motociclista fa un selfie con un’orsa e muore sbranato

Un italiano di 48 anni, noto su Facebook come Omar Farang Zin, ha perso la vita in un attacco di un’orsa mentre percorreva in moto la suggestiva strada montana del Transfagarasan, soprannominata “La Follia di Ceausescu”.

La tragedia è avvenuta nei giorni scorsi nella zona di Arefu, come riportato dal quotidiano romeno Gandul.Secondo le autorità, il motociclista aveva condiviso sui social foto e video di orsi incontrati lungo il tragitto. Sul suo telefono è stato ritrovato un filmato che documenta i momenti dell’attacco, recuperato dalle squadre di soccorso intervenute sul posto.

Il corpo dell’uomo, che presentava gravi ferite da morso, è stato trasferito all’Istituto di medicina legale per l’autopsia.L’orsa responsabile dell’attacco è stata abbattuta dai cacciatori, come confermato dal sindaco di Arefu.

La polizia romena ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al fine di chiarire le dinamiche dell’incidente. La vicenda ha scosso la comunità locale e i numerosi motociclisti che ogni anno percorrono questa celebre strada di montagna, nota per la sua bellezza e i suoi rischi.

Napoli: “Un pensiero per Fiorella Fabiola”, l’ottava edizione del convegno sulla depressione 

Napoli– Si terrà martedì 8 luglio 2025, alle ore 16, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – Palazzo Serra di Cassano, l’ottava edizione di “Un pensiero per Fiorella Fabiola”.

Il convegno, ideato e diretto dalla giornalista e conduttrice Magda Mancuso, si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla depressione, promuovendo una corretta e efficace informazione attraverso il dialogo tra specialisti e comunicatori.

L’iniziativa, supportata da professionisti del settore “Salute”, mira a combattere l’indifferenza e a sollecitare la società a un coinvolgimento attivo nei confronti delle persone colpite da depressione, che spesso tendono all’isolamento, arrivando a rifiutare la vita stessa.

Quest’anno, l’evento porrà un’attenzione particolare sui giovani, in risposta al preoccupante dilagare di fenomeni di violenza che li vedono tristemente protagonisti. Questa scelta nasce dalla storia personale e sofferta di “inadeguatezza” di Fiorella Fabiola, sorella gemella di Magda Mancuso, che a soli 38 anni si tolse la vita a causa di una grave forma di depressione.

La sua perdita ha lasciato un profondo vuoto e un senso di impotenza, lo stesso vissuto da familiari di individui di ogni età che cadono nel tunnel della depressione e necessitano di un supporto attivo, continuo e qualificato per un recupero tempestivo.

Questa edizione del convegno gode del patrocinio morale della Regione Campania e del Comune di Napoli, ed è realizzata in collaborazione con “F.L.A.I.-Fare Libera Arte Insieme”, associazione presieduta da Gennaro Quirito con vicepresidente Maria Aprile.

A moderare l’evento sarà il giornalista professionista e sociologo Giuseppe Giorgio. Il convegno sarà introdotto dai saluti dell’onorevole Gianfranco Di Sarno, segretario particolare del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, e della consigliera della Regione Campania Vittoria Lettieri.

Tra i relatori che discuteranno dei disturbi depressivi figurano: il Dott. Piero Prevete, psichiatra e dirigente responsabile del Servizio Antistalking Napoli 1 Centro; la Dott.ssa Manuela Morra, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa; la Dott.ssa Simona Toto, psicologa e psicoterapeuta Emdr; la Prof.ssa Rosalia Ciorciaro, docente universitaria, nutrizionista e idrologa alimentare; e Tanya Sidorenkova, insegnante di Yoga.

Un momento toccante di questa edizione sarà la dedica alla Memoria di Ermanno Corsi, stimato giornalista Rai ed ex presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Corsi è stato un sostenitore fedele del convegno, moderando le prime due edizioni, e la sua assenza sarà particolarmente sentita.

Napoli, fuga e colluttazione in Corso Arnaldo Lucci: arrestato 53enne

Napoli– Un 53enne napoletano, con precedenti penali, è stato arrestato ieri pomeriggio dalla Polizia di Stato in Corso Arnaldo Lucci per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.

Durante un servizio di controllo del territorio, gli agenti del reparto Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno notato due individui salire frettolosamente su un’auto.

Alla vista dei poliziotti, il conducente ha accelerato per darsi alla fuga, innescando un inseguimento. Grazie alla conoscenza del territorio e all’intuito investigativo, gli agenti hanno intercettato il veicolo in via Fausto Coppi.

Il conducente ha nuovamente tentato di eludere il controllo, ma, dopo una colluttazione, è stato bloccato. All’interno dell’auto sono stati rinvenuti numerosi attrezzi da scasso.

L’uomo è stato arrestato, mentre il passeggero è stato denunciato per favoreggiamento personale. L’operazione sottolinea l’impegno della Polizia di Stato nel contrasto alla criminalità e nel controllo del territorio napoletano.

Santa Maria Capua Vetere, il caso dell’aggressione al professore finisce su Rai 3

Santa Maria Capua vetere – Le telecamere del programma Rai “Un giorno in Pretura”, con la giornalista Antonella Nafra, sono tornate all’interno del Palazzo di Giustizia sammaritano per documentare un processo che ha scosso la comunità scolastica: quello a carico di Amedeo Di Maro, 50 anni, residente proprio nella città del Foro, accusato di aver aggredito un insegnante all’interno dell’Istituto scolastico “Gallozzi”.

Il procedimento, in corso davanti al giudice Alessandra Vona, è seguito con particolare attenzione dall’opinione pubblica e dalla stampa nazionale. Alla sbarra, Di Maro risponde di lesioni aggravate ai danni del professor Giuseppe Morelli, che all’epoca dei fatti rivestiva il doppio ruolo di docente e vicepreside dell’istituto, qualifica che lo configurava come pubblico ufficiale.

A sostenere l’accusa è il pubblico ministero Armando Bosso, che ha chiesto il rinvio a giudizio sulla base delle indagini condotte dal Commissariato di Polizia.

L’aggressione in aula e le testimonianze

Durante l’ultima udienza, sono stati ascoltati i testimoni oculari dell’episodio avvenuto circa due anni fa. In particolare, il professor Antonio Letizia ha riferito in aula di aver assistito personalmente all’aggressione, raccontando di aver visto Di Maro sferrare un violento pugno al volto del collega Morelli e di essere stato lui stesso strattonato con forza.

Ha inoltre chiarito che gli spostamenti degli studenti durante l’orario scolastico erano rigidamente regolamentati e di non sapere perché, quel giorno, alcuni alunni della classe 3ª F si trovassero in mezzo a un gruppo di genitori in protesta.

Particolarmente rilevante anche la deposizione della professoressa Chiara Martini, che ha ammesso di aver autorizzato gli studenti a contattare telefonicamente i propri genitori. Una scelta che, secondo la ricostruzione, avrebbe innescato la presenza dei familiari fuori dall’istituto e la successiva aggressione da parte di Di Maro, convinto – erroneamente – che il professor Morelli fosse il docente accusato dalla figlia di comportamenti inappropriati.

L’origine della denuncia e la parte civile

L’indagine è scattata in seguito alla querela presentata da Morelli, assistito dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, presso il Commissariato della Polizia di Stato. Il docente riportò lesioni giudicate guaribili in 80 giorni, a causa di una complicanza oculare provocata dal trauma. L’aggressore fu identificato solo in seguito alle indagini.

A processo, la parte civile – rappresentata dall’avvocato Gaetano Crisileo – ha chiesto la condanna penale dell’imputato e il risarcimento dei danni subiti.

La prossima udienza è fissata per il 9 ottobre e anche in quell’occasione Rai 3 sarà presente per documentare l’intero dibattimento, confermando l’attenzione mediatica su un caso che intreccia scuola, giustizia e violenza.

Napoli, pesca di frodo nell’area protetta della Gaiola: denunciato sub

Napoli– I Carabinieri hanno denunciato un uomo per pesca di frodo all’interno del Parco Sommerso della Gaiola, area marina protetta nel cuore di Posillipo.

L’episodio è avvenuto durante un servizio di controllo condotto dai militari del Nucleo Subacquei della Compagnia Centro e dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli.

Il sub, sorpreso in immersione in una zona dove la pesca è severamente vietata, ha tentato di eludere i controlli nascondendosi tra le rocce, rifiutandosi di consegnare l’attrezzatura subacquea. I militari si sono immersi e, dopo averlo raggiunto, hanno sequestrato un fucile da pesca.

Il pescato – composto da dieci polpi e circa trenta granchi felloni – è stato immediatamente liberato e restituito al mare.

L’uomo è stato denunciato per pesca illegale in area protetta e resistenza a pubblico ufficiale.

Il Parco Sommerso della Gaiola, che si estende su circa 42 ettari, custodisce un prezioso ecosistema marino e un patrimonio archeologico sommerso di straordinario valore, tra cui resti di antiche ville romane e mosaici. L’interdizione alla pesca è una misura fondamentale per la salvaguardia della biodiversità e dell’equilibrio ambientale dell’area.

Mondagrone, misterioso incendio in casa del pirata della strada

Mondragone- Un misterioso incendio ha devastato la casa di Pietro Cascarino, il pregiudicato 57enne accusato di essere il pirata della strada che una settimana fa aveva investito e ucciso il 16enne Luigi Petrella che era in sella al suo scooter.

L’uomo, fratello del pentito Giovanni Cascarino del clan La Torre, era stato arrestato il giorno seguente dopo circa 24 ore di fuga. L’incendio si è sviluppato nelle stesse ore del funerale del ragazzo.

L’incendio sospetto nella casa del pirata della strada

Fiamme improvvise hanno avvolto l’abitazione di Cascarino, lungo la provinciale per Falciano del Massico. I vigili del fuoco, supportati dai carabinieri, hanno lavorato per ore per domare il rogo, che ha distrutto arredi e suppellettili.

Le prime indagini escludono il dolo o una vendetta per la morte di Luigi: l’incendio sarebbe partito da un corto circuito causato da un allaccio abusivo alla rete elettrica. Ma in una vicenda già segnata dall’ombra della criminalità, il dubbio resta.

Cascarino, già noto alle forze dell’ordine, era stato inizialmente accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. Ma dopo le perizie tecniche sull’auto e sullo scooter di Luigi, l’ipotesi è diventata più grave: omicidio volontario.

Da omicidio stradale a quello volontario: l’accusa si inasprisce

L’impatto sarebbe stato così violento da scaraventare il ragazzo contro un palo della luce, lasciandolo agonizzante sull’asfalto. Le indagini ora si concentrano sui filmati delle telecamere, per ricostruire la dinamica esatta.

Ieri sera, migliaia di persone – soprattutto giovanissimi, amici e compagni di scuola – hanno riempito le strade di Mondragone in una silenziosa fiaccolata. Molti indossavano magliette con la foto di Luigi e la scritta “Luigi vive”, lo stesso slogan apparso sui muri della città.

Il corteo è partito da via Padule, dove Luigi ha perso la vita, ormai diventato un luogo di pellegrinaggio con fiori, messaggi e preghiere. «Qui i giovani devono urlare la voglia di un futuro diverso», ha detto don Paolo Marotta.

Tra la folla, anche il sindaco Francesco Lavanga, rappresentanti di Libera e lo scrittore Sergio Nazzaro, che ha denunciato senza mezzi termini: «Mondragone è invasa da droga, alcol e violenza. Si muore perché i criminali girano impuniti, senza caschi, con il telefono in mano. E i controlli? Zero».

 

Annullato il concerto di Mary J. Blige e John Legend a Napoli

È ufficiale: il concerto di Mary J. Blige e John Legend, previsto per sabato 6 luglio in Piazza del Plebiscito, è stato annullato. Dopo giorni di indiscrezioni e l’improvvisa scomparsa dell’evento dalle piattaforme di vendita, la conferma è arrivata con una nota ufficiale della Dream Loud, agenzia americana titolare del format “The 4Ever Show – Official July 4th Celebration”.

Il motivo è tanto semplice quanto amaro: vendite troppo basse. Nonostante i contratti firmati, le collaborazioni con istituzioni locali e partner tecnici e artistici, e un impegno organizzativo che puntava a portare in scena un evento di altissimo livello, la realtà dei numeri ha imposto lo stop. «Una scelta dolorosa – si legge nella nota – ma necessaria per rispetto del pubblico e degli artisti».

Lo show, che si preannunciava come uno dei grandi eventi internazionali dell’estate partenopea, sfuma così nel silenzio delle prevendite. Un duro colpo per chi sperava di vedere dal vivo due icone della musica soul e R&B in una delle piazze più scenografiche d’Italia. I possessori dei biglietti potranno richiedere il rimborso tramite i circuiti ufficiali VivaTicket e TicketOne, secondo le modalità indicate sui rispettivi siti.

Torre del Greco, demolito manufatto abusivo nel Parco Nazionale del Vesuvio

Torre del Greco – Prosegue l’azione di contrasto all’abusivismo edilizio portata avanti dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Ieri, in esecuzione di un ordine di demolizione emesso dal Tribunale di Torre Annunziata, sezione distaccata di Torre del Greco, è stato abbattuto un manufatto abusivo di circa 60 metri quadrati in via Boccea 14, all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio.

La struttura, realizzata con un telaio in ferro e tompagnatura in lapilcemento, era completa di finiture interne ed esterne e adibita a uso abitativo.L’area interessata è gravata da molteplici vincoli ambientali e urbanistici: vincolo paesaggistico-ambientale (D.M. 20.01.1964, ex legge 1497/39), vincolo sismico (zona sismica 2, Legge 64/1974), rischio vulcanico (Zona Rossa, Legge Regionale 21/2003), rischio idrogeologico (Piano Stralcio dell’Autorità di Bacino del Sarno) e classificazione come Zona A2 del Piano Regolatore Generale e Zona C2 del Piano Territoriale Paesistico dei Comuni Vesuviani (D.M. 04.07.2002).

L’area ricade inoltre nella Zona di Protezione Integrale del Parco Nazionale del Vesuvio.La demolizione, eseguita in regime di autodemolizione dal proprietario, ha permesso di risparmiare le risorse stanziate dal Parco Nazionale del Vesuvio, grazie a un protocollo d’intesa con la Procura.

 La sentenza di demolizione risale addirittura al 2005

L’intervento, che dà esecuzione a una sentenza del 2005, rappresenta un tassello fondamentale nella lotta all’abusivismo, con un’azione che combina repressione, ripristino ambientale e prevenzione attraverso un’efficace dissuasione.

La Procura sottolinea l’importanza di queste operazioni per la tutela del territorio vesuviano, un’area di straordinario valore paesaggistico e ad alto rischio ambientale, e rinnova il proprio impegno nella sensibilizzazione contro l’abusivismo edilizio.

Primo weekend di luglio, strade roventi: è già bollino rosso

L’estate accelera e con lei anche le partenze: il primo fine settimana di luglio segna già il primo bollino rosso sulle strade italiane. A partire da questo pomeriggio, il traffico si fa sempre più intenso lungo tutta la rete stradale e autostradale gestita da Anas, con spostamenti crescenti dai grandi centri urbani verso le località turistiche, marine e montane, fino ai confini di Stato.

A confermarlo è la stessa Anas, che prevede criticità anche per il rientro domenicale e annuncia una presenza rafforzata di personale su tutta la rete per contenere le criticità e migliorare la sicurezza. Alcuni cantieri, dove possibile, sono stati anticipatamente rimossi, come nel caso dell’A19 Palermo-Catania, per agevolare il deflusso dei vacanzieri. In Sicilia, nel Lazio, in Piemonte e lungo le direttrici adriatica, tirrenica e jonica, si registrano già i primi rallentamenti, mentre i nodi strategici come il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS148 Pontina e la SS1 Aurelia restano tra i più congestionati.

Anche il nuovo tunnel di Tenda tra Piemonte e Francia è entrato in funzione con orari limitati, ma da metà luglio dovrebbe garantire aperture prolungate, agevolando ulteriormente i collegamenti verso la Costa Azzurra. In Veneto, resta invece chiusa per rischio frane la statale 51 “di Alemagna” in provincia di Belluno.

L’esodo estivo è ormai partito, e Anas invita gli automobilisti alla prudenza, suggerendo orari alternativi di partenza, come la mattina presto o la tarda serata, per evitare le ore di punta. Circa 2.500 operatori tra tecnici e sorveglianti sono operativi h24 nelle sale di controllo, mentre i divieti per i mezzi pesanti scatteranno sabato dalle 8 alle 16 e domenica dalle 7 alle 22.

Infine, l’ente ricorda le campagne di prevenzione “Quando guidi, guida e basta” e “La strada non è un posacenere”, per richiamare l’attenzione sulla sicurezza e sul rischio incendi. L’estate italiana è cominciata, e con lei anche la lunga battaglia contro traffico, caldo e distrazioni.

Camorra, il boss Zullo ordinava le estorsioni dal carcere: 4 arresti

Salerno– Gestivano usura ed estorsioni anche dal carcere, grazie a telefoni cellulari introdotti illegalmente dietro le sbarre. Questa mattina la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro presunti affiliati al clan Zullo, attivo a Cava de’ Tirreni, nel Salernitano.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, contesta ai destinatari i reati di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso.

Al centro delle indagini c’è Vincenzo Zullo, elemento apicale del gruppo e già condannato in via definitiva per associazione mafiosa. Nonostante la detenzione, Zullo – secondo la ricostruzione degli investigatori – avrebbe continuato a esercitare il controllo su parte delle attività criminali del clan, impartendo ordini tramite telefoni cellulari illecitamente introdotti nell’istituto penitenziario.

Estorsione a un commerciante e “pizzo” sullo spaccio

In particolare, l’inchiesta ha documentato un’estorsione a un commerciante di Cava de’ Tirreni, costretto a restituire – sotto minaccia – un prestito concesso anni prima a tassi usurari. Ma non solo: dagli approfondimenti è emerso che Zullo avrebbe anche imposto il pagamento di una tangente ai gestori di una piazza di spaccio nella frazione Santa Lucia del comune metelliano. Un vero e proprio racket imposto dal carcere, con la collaborazione di altri affiliati operativi sul territorio.

Questi ultimi, spiegano gli inquirenti, avevano il compito di trasmettere i messaggi intimidatori alle vittime e, soprattutto, di riscuotere le somme di denaro per poi farle pervenire al boss detenuto. Le indagini – condotte anche attraverso intercettazioni, sequestri e perquisizioni – confermano, ancora una volta, la capacità dei clan di continuare a gestire i propri interessi criminali anche dal carcere, grazie a una rete ben collaudata e strumenti tecnologici introdotti illegalmente.

Il clan Zullo e la presenza a Cava de’ Tirreni

L’operatività del clan Zullo a Cava de’ Tirreni è stata già riconosciuta da precedenti sentenze. L’azione della DDA mira a smantellare un sistema che, secondo l’accusa, si fonda sulla continua intimidazione del territorio e sulla gestione capillare delle estorsioni. I quattro arrestati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Casoria, dà fuoco alla porta di casa della ex: arrestato un 42enne

Ha appiccato il fuoco alla porta dell’appartamento dove vive la sua ex compagna, al quarto piano di una palazzina in via Ferrara. Un gesto che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia se il caso non avesse voluto che la donna, in quel momento, fosse fuori casa. I carabinieri di Casoria, accorsi dopo una chiamata al 112, hanno trovato le fiamme ancora vive sull’uscio, ma sono riusciti a contenere il rogo prima che potesse propagarsi.

Dietro l’incendio, secondo le indagini, c’è la mano di un 42enne del posto, già protagonista di un’escalation di violenze e minacce, fino a quel momento mai finite in una denuncia formale. La donna aveva più volte subito aggressioni, insulti, intimidazioni quotidiane, sempre minimizzate o “perdonate” dopo le rituali scuse dell’uomo.

All’inizio dell’anno, lo stesso ex l’aveva colpita nel suo rifugio più sicuro, la casa: prima aveva sfondato la porta a pugni, poi aveva versato acido sui citofoni. Il motivo? Un mancato messaggio, una chiamata ignorata. Da quel momento era iniziato un vero e proprio percorso di persecuzione, tra fari dell’auto presi a calci, telefonate ossessive, insulti, minacce di morte via SMS.

Questa volta però la situazione è precipitata. Le fiamme, le urla dei vicini, l’odore acre nell’aria hanno costretto tutti ad agire. La donna ha raccontato tutto ai militari, e le sue parole hanno trovato conferma nelle immagini delle telecamere di sorveglianza installate in strada. Incastrato e arrestato, l’uomo si trova ora in carcere con le accuse di atti persecutori e incendio doloso.

La Serie A parla sempre più inglese: DAZN porta il campionato in USA, UK e Irlanda

La Serie A si prepara a conquistare nuovi palcoscenici globali. Con un accordo che segna un ulteriore salto di qualità nella strategia internazionale, DAZN ha acquisito i diritti – esclusivi e non – per trasmettere le principali competizioni della Lega Serie A nei mercati chiave di Stati Uniti, Regno Unito e Irlanda, portando così il calcio italiano nel cuore del mondo anglofono.

A partire dalla stagione 2025/26, gli appassionati di calcio di oltremanica e oltreoceano potranno seguire Serie A, Coppa Italia e Supercoppa Italiana in diretta streaming sulla piattaforma. Nel Regno Unito e in Irlanda, DAZN trasmetterà fino a otto partite in esclusiva per ogni turno di campionato, con due match in co-esclusiva, per un totale di oltre 300 partite. Unica eccezione, i match giocati nella cosiddetta “finestra di blackout” del sabato, che non potranno essere trasmessi integralmente. Si tratta della prima volta in cui una grande competizione calcistica europea viene offerta in diretta al pubblico britannico, aprendo un canale inedito di visibilità per il calcio italiano.

Negli Stati Uniti, l’operazione punta direttamente al pubblico ispanofono. Cinque partite a giornata saranno trasmesse in esclusiva e altre cinque in co-esclusiva, tutte con telecronaca in lingua spagnola e una programmazione ad hoc pensata per il pubblico latino e caraibico. Tutti i match saranno visibili live, senza alcuna restrizione.

L’intesa prevede anche la diffusione globale degli highlights: brevi clip da due o tre minuti saranno disponibili un’ora dopo il triplice fischio in quasi tutti i Paesi del mondo, rafforzando la presenza mediatica delle squadre italiane. Ai nuovi territori annunciati oggi si aggiungono quelli già coperti dai precedenti accordi siglati da DAZN in Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Giappone, dove la Serie A continuerà ad essere trasmessa almeno fino al 2027.

Soddisfatto Pete Oliver, CEO of Growth Markets di DAZN, che sottolinea: “La Serie A è una delle leghe più prestigiose al mondo e la nostra collaborazione con la Lega continua a rafforzarsi da quando siamo diventati il principale broadcaster in Italia. Questo accordo consolida la nostra posizione come piattaforma globale del calcio e arriva in un anno speciale, quello del Mondiale per Club 2025”.

Napoli: sindacati in rivolta contro gli appalti “selvaggi” nei servizi di logistica e sicurezza

Napoli – Una protesta a viso aperto contro le irregolarità nella gestione degli appalti. I sindacati USB e SGB sono scesi in campo ieri per denunciare quelle che definiscono “gravi violazioni” nei contratti di logistica, pulizie e vigilanza privata.

Tra le accuse principali: mancato rispetto delle norme sulla sicurezza, gestione aziendale opaca e subappalti sospetti.

Il caso Securpol: vigilanza privata sotto accusa

Al centro delle polemiche c’è la società Securpol, responsabile dei servizi di vigilanza privata. I sindacati puntano il dito su tre criticità:

Sicurezza ignorata – La società avrebbe eluso le normative in materia di tutela dei lavoratori.
Subappalto “temporaneo” ma anomalo – Securpol, pur avendo licenziato 25 dipendenti senza rinnovo contrattuale, ha ottenuto un subappalto per coprire la carenza di personale. Un’operazione definita “senza senso”, visto che il nuovo affidatario impiegherà 60-90 giorni per ottenere le idoneità necessarie, mentre il subappalto dura solo tre mesi (giustificato ufficialmente per le ferie estive).
Il silenzio dell’ASL Napoli 1 – La committente pubblica, nonostante le segnalazioni, non si è ancora espressa sulla vicenda.

La richiesta dei sindacati: incontro urgente con i responsabili

USB e SGB hanno già sollecitato un tavolo di confronto con i Responsabili Unici del Procedimento (RUP) e i Dirigenti Enti Committenti (DEC) per chiedere:

Chiarimenti ufficiali sulla gestione degli appalti.
Interventi immediati per garantire sicurezza e diritti ai lavoratori.

«Qui non si tratta solo di contratti, ma di dignità», sottolineano i sindacati. La palla passa ora alle istituzioni: resteranno in silenzio o interverranno?

Napoli, stasera “La Notte della Tammorra” con Serena Rossi in Piazza Mercato

Napoli- Torna stasera, alle 21, in Piazza Mercato, l’atteso appuntamento con “La Notte della Tammorra”, evento che celebra la tradizione musicale e culturale napoletana. A inaugurare la serata sarà Serena Rossi, voce e volto simbolo della scena musicale e teatrale partenopea.

Lo spettacolo si aprirà con il suggestivo “Canto ‘a figliola”, omaggio alla Madonna del Carmine, seguito dalla tradizionale Tammurriata di Accoglienza.Sul palco si alterneranno grandi nomi del panorama folk e nuove promesse della musica popolare.

Tra i protagonisti, il gruppo Ars Nova Napoli e le voci del Nu-Folk come Irene Scarpato (Suonno d’ajere), Simona Boo (99 Posse, Bimbi di fumo), Denise Di Maria e la romana Lavinia Mancusi, che presenterà un progetto originale che fonde folk, musica classica e pop d’autore.

Non mancheranno le performance dello storico quartetto femminile Assurd e dell’energica Bagarjia Orkestar. A completare la serata, i maestri della Tammurriata: Antonio “o’ Lione” Matrone, Toto Toralbo, Dario Mogavero e Luigi Matrone, custodi della tradizione.Un evento che promette di far vibrare Piazza Mercato al ritmo della cultura popolare napoletana.

Casalnuovo, fermati con oltre 370mila euro in contanti: denunciati 2 libici

Un normale posto di blocco si è trasformato in un’operazione di rilievo per i carabinieri di Casalnuovo di Napoli.

Durante un controllo alla circolazione nella serata di ieri, i militari della Tenenza locale hanno fermato un’auto con a bordo due cittadini libici, rispettivamente di 42 e 39 anni, regolarmente soggiornanti in Italia.

Nonostante i documenti fossero in regola, l’atteggiamento nervoso dei due uomini ha insospettito i militari, che hanno deciso di procedere con una perquisizione del veicolo. Nessuna traccia di armi o sostanze stupefacenti, ma nel bagagliaio dell’auto è stato rinvenuto un borsone contenente una somma in contanti pari a 374.695 euro, di cui otto banconote risultate false.

 Anche in casa avevano un’altra ingente somma di denaro contante

Alla richiesta di spiegazioni, i due non sono stati in grado di giustificare l’origine del denaro. La perquisizione è proseguita presso la loro abitazione, dove sono stati trovati altri 31mila euro in contanti e due dispositivi per il conteggio delle banconote.

I due uomini sono stati denunciati in stato di libertà per trasferimento fraudolento di valori e falsificazione di monete. L’intero importo in denaro è stato posto sotto sequestro. Le indagini proseguono per chiarire la provenienza del denaro e verificare eventuali collegamenti con attività illecite.

Targhe per monopattini e alcolock: arrivano le regole tecniche, ma resta il caos operativo

Roma– Sei mesi dopo l’approvazione della riforma del Codice della Strada, arrivano finalmente i primi dettagli tecnici sui dispositivi previsti dalla normativa: targhe per monopattini elettrici e alcolock sui veicoli.

Due decreti del Ministero dei Trasporti chiariscono in parte le modalità operative, ma restano significative lacune che impediscono, di fatto, l’applicazione immediata delle nuove regole.

Monopattini elettrici: come sarà la targa

Il primo decreto definisce le caratteristiche delle nuove targhe obbligatorie per i monopattini elettrici, previste dalla riforma in vigore da dicembre 2024. La targa sarà:

rettangolare, adesiva, plastificata e non rimovibile,

dimensioni: 5×6 centimetri,

con lettere nere su sfondo bianco riflettente,

dotata di simbolo della Repubblica Italiana e sigla M.E.F. (Ministero dell’Economia e delle Finanze),

da applicare sul parafango posteriore o nella parte anteriore dello sterzo, tra i 20 e i 120 cm da terra.

La produzione sarà affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, mentre la distribuzione spetterà alle Motorizzazioni Civili. Curiosamente, come per i ciclomotori, la targa sarà associata al proprietario e non al veicolo, poiché i monopattini non dispongono di un numero di telaio.

Il nodo dei costi
Nonostante l’impianto tecnico sia ora chiaro, manca un elemento essenziale: il prezzo per l’emissione delle targhe. Senza questo dato, cittadini e operatori non possono avviare le richieste. La norma prevede multe tra i 100 e i 400 euro per chi non si adegua, ma al momento nessuno sa come farlo. Un cortocircuito burocratico che rischia di trasformarsi in caos.

Alcolock: obbligatorio per i recidivi

L’altro fronte della riforma riguarda l’alcolock, il dispositivo che impedisce l’avvio del motore in caso di positività all’alcol. Sarà obbligatorio per chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Il sistema, simile a un etilometro, sarà installabile su tutti i veicoli, anche commerciali.

Il decreto stabilisce che:

l’installazione debba avvenire presso officine autorizzate,

i dispositivi siano sigillati per evitare manomissioni,

durante i controlli, il conducente dovrà esibire il certificato di installazione e quello di taratura.

Tuttavia, l’elenco degli installatori autorizzati non è ancora stato pubblicato, rendendo impossibile l’applicazione concreta della norma. ma la cosa più grave è che la maggior parte delle auto che circolano in Italia sono vecchie e su esse il sistema non si può montare.

Una riforma a metà
Le novità tecniche sono un primo passo, ma l’attuazione resta sospesa. Mancano ancora:

il costo delle targhe per monopattini,

la data effettiva di operatività,

l’elenco degli installatori alcolock,

una chiara comunicazione agli utenti.

Il risultato è un quadro normativo incompleto che lascia cittadini, forze dell’ordine e operatori in un limbo. La riforma, tanto attesa, si rivela per ora una rivoluzione a metà, in attesa che i prossimi decreti completino davvero l’opera.

Napoli, omicidio di Porta Capuana: l’assassino si costituisce e confessa

Napoli- Si è costituito all’Ufficio Immigrazione di via Galileo Ferraris. Si tratta di un 30enne tunisino che ha confessato di aver assassinato un uomo.

La vittima era il cittadino marocchino di 27 anni, Elhoucine Ziouani, che era stato trovato morto con una coltellata al petto due notti fa a Porta Capuana.

L’aggressione, come emerso fin dalle prime battute dell’indagine condotta dai Carabinieri, è scattata al culmine di una furibonda lite. Vittima e assassino, entrambi nordafricani, si conoscevano piuttosto bene. Stando alle prime ricostruzioni, poco dopo le 2:30 del mattino, complici alcune birre di troppo, uno “sfottò” non gradito avrebbe innescato l’escalation di violenza.

Le bottiglie che avevano tra le mani sono diventate armi. L’aggressore avrebbe frantumato la sua bottiglia, usando il collo come una lama, e si sarebbe avventato sul conoscente con un unico, fatale affondo.

Nonostante i tentativi dei chirurghi dell’Ospedale del Mare, per la vittima non c’è stato scampo: il decesso è stato constatato circa mezz’ora dopo l’aggressione. Il trentenne tunisino che ha confessato il delitto si trova ora in stato di fermo nel carcere di Poggioreale.

Camorra, i clan di Caivano riciclavano i soldi con il “10e Lotto”

Napoli – Una vasta operazione dei Carabinieri ha smascherato un sofisticato sistema di riciclaggio di denaro della camorra, e in particolare dei clan di Caivano, che utilizzava giocate e scommesse sportive, in particolare il “10 e Lotto”, per “ripulire” ingenti somme.

Sette persone sono state arrestate su disposizione del GIP di Napoli: quattro sono finite in carcere e tre ai domiciliari, tutte accusate a vario titolo di riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita.

L’inchiesta, condotta in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha rivelato come Raffaele Alibrico, titolare di una ricevitoria a Caivano e ritenuto dagli inquirenti a capo del gruppo, riciclasse i proventi illeciti dei clan Sautto/Ciccarelli e Angelino/Gallo, derivanti da estorsioni e spaccio di droga.

Il denaro veniva “investito” nel suo esercizio attraverso giocate al “10 e Lotto” o tramite la piattaforma di scommesse Gold Bet.

La “lavanderia” del clan: vincite fittizie e capitali sospetti

Le somme “investite” dalla camorra in questa particolare “lavanderia” erano consistenti, raggiungendo quasi 800mila euro, anche se divise in tranche. Le giocate venivano effettuate, tra gli altri, dal fratello di Raffaele Alibrico, Luca, e dal padre Angelo. Le vincite venivano poi intestate a altri membri del gruppo, incluse donne, legate agli Alibrico da vincoli di parentela o convenienza, in modo da renderle fittiziamente legali.

L’indagine ha preso il via da un tentativo di rapina subito da un pregiudicato, Francesco Pezzella, il 7 febbraio 2023. Le successive perquisizioni hanno portato a un elemento chiave: a casa di Carmela Maugeri, moglie di Raffaele Zambella (un pregiudicato ora detenuto e tra gli indagati odierni), è stata trovata una ricevuta postale con un saldo attivo di oltre 155mila euro, una somma sproporzionata rispetto alle capacità reddituali della famiglia. Tutte le giocate vincenti che le avevano permesso di accumulare tale capitale erano state effettuate nella ricevitoria di Alibrico.

Oltre 766mila euro riciclati in due mesi

Secondo gli inquirenti, i clan Sautto-Ciccarelli e Angelino-Gallo, attivi nel Parco Verde e nel cosiddetto Bronx di Caivano, avrebbero “ripulito” una parte consistente del denaro illecito. Tra settembre e ottobre 2022, è emerso che sarebbero stati investiti oltre 766mila euro, di cui circa 137mila euro ritenuti provento diretto delle attività illecite della camorra. Queste somme hanno generato vincite successivamente acquistate e intestate, fittiziamente, a una donna.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP Tommaso Perrella su richiesta del PM, ha disposto anche il sequestro di beni e denaro riconducibili agli indagati.

In carcere:

Raffaele Zambella, 45 anni, attualmente detenuto nel carcere di Poggioreale

Michele Esposito, 41 anni, già detenuto nella Casa Circondariale di Lecce

Michele Leodato, 55 anni, attualmente detenuto nel carcere di Taranto

Aniello Leodato, 20 anni, già detenuto nel carcere di Catanzaro

Agli arresti domiciliari:

Raffaele Alibrico

Angelo Alibrico

Luca Alibrico

(nella foto da sinistra Angelo Alibrico, Raffaele Alibrico, Michele Leodato e Aniello Leodato)