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Il boss Michele Orefice voleva uccidere il tiktoker Luca Di Stefano e la sua ex amante

Il boss Michele Orefice, 46 anni, ritenuto a capo dell’omonimo gruppo malavitoso legato componente il clan Pezzella, voleva uccidere il tiktoker Luigi Di Stefano, reo, a suo dire, di avere avuto una relazione con la sua ex amante.

E per questo aveva dato incarico al figlio Luigi di 21 anni e al suoi fedelissimo Pietro D’Angelo, 23 anni di compiere la missione punitiva. Anche la donna doveva essere punita.

Ma stamane al boss e agli altri due è stata notificata un’ordinanza cautelare in carcere da parte  degli agenti della Squadra Mobile di Napoli e da quelli del commissariato di Frattamaggiore per il tentato omicidio del ristoratore tiktoker di Sant’Antimo, titolare della risto pescheria “Il Sole di Notte”.

Le intercettazioni svelano il coinvolgimento del boss

Le indagini hanno fatto emergere una cruciale conversazione intercettata il 15 maggio 2025 tra il boss Michele Orefice e la sua ex amante, nonostante la sua detenzione. Questo dialogo ha permesso agli inquirenti di consolidare le prove del coinvolgimento della famiglia Orefice sia nel pestaggio della donna che nel successivo raid armato contro il tiktoker.

La conversazione avvenne pochi giorni dopo che l’ormai ex amante di Michele Orefice era stata brutalmente picchiata da una donna, “ingaggiata” secondo la Procura, da Luigi Orefice.

Nel confronto, la donna chiedeva a Orefice di abbassare la voce per evitare pettegolezzi e di non essere associata all’immagine di chi “ruba mariti”. Orefice rispondeva che questo non era un suo problema e che era stato lui a volere la relazione. La donna si diceva molto delusa dal suo comportamento.

Orefice la interrompeva, chiedendole se stesse registrando, e lei negava, esprimendo sorpresa per tale sospetto. La donna ricordava a Orefice i due anni trascorsi insieme, dicendo di non avergli mai dato motivo per dubitare di lei. Orefice le chiedeva poi se fosse scappata in una Goldbet a chiamare la sua amica “quando è successo il casino quella mattina”, riferendosi chiaramente a quando l’aveva “fatta picchiare”.

Nella stessa giornata del 15 maggio 2025, un’ulteriore conversazione tra Orefice e la donna, sempre intercettata, ha rivelato, secondo gli inquirenti, il ruolo del boss nel ferimento di Luca Di Stefano. Orefice, con un tono sarcastico, chiedeva all’amante se fosse andata a “curare il suo fidanzato”, e lei rispondeva con indifferenza.

Orefice proseguiva chiedendole cosa avesse “capito con quella bocca”, minacciandola implicitamente di poterla far arrestare. La donna replicava che nessuno “si fiderebbe” di portarlo sulla coscienza e che se avesse avuto una coscienza come la sua, la situazione sarebbe stata diversa.

La dinamica del tentato omicidio: tavolini e sirene salvano Di Stefano

Tutto accade la sera del 13 maggio 2025 a Sant’Antimo: Pietro D’Angelo, col volto coperto, irrompe nel locale ordinando ai clienti di uscire. Punta la pistola verso la cucina e spara due colpi, ferendo Di Stefano alla mano.

La reazione del tiktoker è da film: afferra tavolini e li scaglia contro il killer, facendogli perdere l’equilibrio durante lo sparo. Il passaggio di un’auto della polizia a sirene spiegate fa fuggire il sicario.

“Ho pensato a un video-scherzo, poi ho visto la pistola”, ha raccontato poi Di Stefano, noto per i reel in cui cucina pesce con ironia.

Paolo Belli fa tappa a Pompei con il tour estivo 2025

Pompei – Domenica 6 luglio Paolo Belli farà tappa in Piazza Schettini a Pompei con un atteso concerto gratuito nell’ambito della rassegna “Pompei è Musica Live”.

L’appuntamento, fissato per le ore 21.00, rappresenta una delle date clou del suo tour estivo 2025, che lo porterà nelle principali piazze italiane per celebrare oltre 35 anni di carriera all’insegna della musica suonata dal vivo, del divertimento e dell’energia trascinante.

Cantante, showman, autore e anima della storica band Ladri di Biciclette, Paolo Belli è da decenni una figura centrale nel panorama musicale italiano, capace di spaziare dallo swing al pop, dal funk alla musica d’autore.

Con la sua inconfondibile voce e la travolgente Big Band composta da 12 musicisti, porterà sul palco uno spettacolo completo, dove la musica si intreccia con gag improvvisate, ritmo e partecipazione del pubblico.

Durante il live non mancheranno i suoi brani più celebri, da “Sotto questo sole” (storico duetto con Francesco Baccini, vincitore del Festivalbar) a “Dr Jazz & Mr Funk”, passando per “Hey Signorina Mambo”, “Ho voglia di ballare” e ovviamente “Ladri di Biciclette”, cavallo di battaglia che lo ha consacrato negli anni ’90. In scaletta anche il suo nuovo singolo “Voglio tutto l’amore che c’è”, pubblicato il 20 giugno e già disponibile su tutte le piattaforme digitali.

La Paolo Belli Big Band è formata da:

Mauro Parma (batteria)

Enzo Proietti (pianoforte e tastiere)

Gaetano Puzzutiello (contrabbasso e basso elettrico)

Peppe Stefanelli (percussioni)

Paolo Varoli (chitarra)

Pierluigi Bastioli e Daniele Bocchini (trombone)

Davide Ghidoni e Nicola Bertoncin (tromba)

Marco Postacchini e Gabriele Costantini (sax)

Juan Carlos Albelo Zamora (violino e armonica)

Il concerto di Paolo Belli è un’occasione per riscoprire il valore della musica autentica, suonata dal vivo, capace di unire generazioni e trasmettere emozioni vere. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della buona musica e dello spettacolo italiano.

Juve Stabia come il Napoli: dal 10 al 20 luglio ritiro a Castel di Sangro

La nuova stagione della Juve Stabia è pronta a decollare tra le montagne dell’Abruzzo. Il club gialloblù ha ufficializzato il programma del ritiro estivo che segnerà l’inizio della stagione 2025/26: si comincia con le visite mediche l’8 e 9 luglio presso la Casa di Cura Maria Rosaria di Pompei, quartier generale sanitario delle Vespe. Poi, partenza immediata verso Castel di Sangro, dove dal 10 al 20 luglio si entrerà nel vivo della preparazione.

Il presidente Andrea Langella, visibilmente soddisfatto, sottolinea come la scelta della località non sia casuale: “Castel di Sangro è un gioiello sportivo. Ringraziamo il sindaco Angelo Caruso per l’accoglienza: strutture eccellenti, clima ideale e una cornice turistica che offrirà ai nostri tifosi la possibilità di seguirci in un contesto straordinario. Anche questi accordi aiutano il nostro brand a crescere”.

Non meno entusiasta il sindaco Caruso, che vede nell’arrivo della Juve Stabia “una nuova opportunità per la città, un’occasione per appassionati e turisti di vivere il calcio da vicino e scoprire il territorio”. Un connubio tra sport e promozione locale che promette frutti anche oltre il campo.

Il ritiro si svolgerà tra Castel di Sangro e Roccaraso, con quartier generale fissato all’Hotel Rasinus, struttura d’eccellenza diretta da Leonardo Apuzzo, stabiese di origine, che accoglie le Vespe con orgoglio: “Per me è un onore ospitare la squadra della mia città. Metteremo a disposizione ogni comfort per rendere il soggiorno della squadra il più produttivo possibile”.

Gli allenamenti avranno luogo presso lo stadio Teofilo Patini, sia sul campo in erba naturale che su quello sintetico. Nel corso del ritiro sono previsti allenamenti congiunti, il cui calendario sarà comunicato a breve. A curare nel dettaglio la logistica del ritiro il lavoro di Vincenzo Cannatelli, ringraziato ufficialmente dalla società per la qualità dell’organizzazione.

Incendio a Gianturco, l’Arpac conferma: diossine tornate sotto la soglia di riferimento

Dopo giorni di preoccupazione e attesa, arriva un segnale rassicurante per i cittadini della zona orientale. I nuovi dati forniti da Arpa Campania confermano che la qualità dell’aria nell’area di via Gianturco, colpita dall’incendio dello scorso 28 giugno, è in miglioramento: la sommatoria delle concentrazioni di diossine, furani e policlorobifenili aerodispersi è risultata inferiore ai limiti di riferimento.

Nel dettaglio, il valore registrato è di 0,13 picogrammi per metro cubo in termini di tossicità totale equivalente (pg/Nm³ I-TEQ), al di sotto del limite di 0,15 pg/Nm³ stabilito dal Lai, l’organismo tecnico della Repubblica Federale Tedesca, utilizzato come parametro guida a livello europeo.

Il secondo ciclo di monitoraggio ha preso in esame il periodo compreso tra la mattina del 1° luglio e quella del 2 luglio, e ha evidenziato un calo netto rispetto ai dati iniziali, confermando una tendenza positiva. Le analisi sono state condotte tramite un campionatore ad alto flusso, posizionato nelle immediate vicinanze del sito incendiato.

Prosegue nel frattempo anche il lavoro del laboratorio mobile, collocato a poche decine di metri dal punto in cui si è sviluppato l’incendio. I rilevamenti più recenti, relativi al 2 luglio, hanno mostrato alcuni aumenti orari temporanei di determinati inquinanti, ma nessun superamento dei limiti di legge e nessun collegamento diretto con il rogo.

Blackout a Caserta: Reggia e Comune chiusi per grave guasto elettrico

Mattinata di caos e disagi nel centro di Caserta, dove un grave guasto elettrico ha mandato in tilt la quotidianità cittadina. La Reggia di Caserta, uno dei simboli del patrimonio culturale italiano, è rimasta chiusa al pubblico, con turisti e visitatori bloccati ai cancelli. A essere coinvolta è tutta l’area compresa tra piazza Vanvitelli e corso Trieste, colpita da un’interruzione prolungata dell’energia elettrica.

A farne le spese anche gli uffici del Comune, costretti a chiudere le porte sia nella sede centrale che in quelle periferiche. Solo alcuni servizi essenziali hanno continuato a operare, tra cui lo stato civile, la biblioteca comunale e i cimiteri cittadini, compreso quello della frazione di Casola.

Al momento non è stata ancora fornita una stima ufficiale sui tempi per il ripristino completo della rete, ma tecnici e squadre di pronto intervento sono già al lavoro per riportare la situazione alla normalità. La città attende aggiornamenti, nella speranza che il blackout non si protragga oltre le prossime ore.

Napoli, i primi test in amichevole a Dimaro saranno contro Arezzo e Catanzaro

Prende forma l’estate del nuovo Napoli di Antonio Conte. Il club azzurro ha ufficializzato le prime due amichevoli precampionato che accompagneranno la fase iniziale del ritiro a Dimaro, in Trentino, al via il prossimo 17 luglio. I primi test vedranno gli azzurri sfidare l’Arezzo il 22 luglio e il Catanzaro il 26 luglio, due avversarie scelte con cura per iniziare a valutare la condizione atletica e l’identità tattica della nuova squadra.

Entrambe le gare si disputeranno alle ore 18 al campo di Carciato, struttura che per l’occasione sarà ampliata fino a una capienza di 2.000 posti, per accogliere l’entusiasmo dei tifosi partenopei pronti a seguire da vicino i primi passi della nuova stagione. L’Arezzo, quinto classificato nell’ultima Serie C, e il Catanzaro, protagonista in Serie B con un brillante sesto posto, rappresentano due ostacoli di livello crescente, ideali per rodare il gruppo e testare nuovi equilibri.

La squadra si radunerà a Castel Volturno il 15 luglio per le consuete visite mediche, prima di partire per il Trentino. Conclusa la prima parte della preparazione il 27 luglio, il Napoli si sposterà poi a Castel di Sangro, in Abruzzo, dove lavorerà fino al 14 agosto in vista del debutto stagionale. L’era Conte è pronta a cominciare, e con lei la voglia di riscatto di una piazza che sogna di tornare protagonista.

Quartieri Spagnoli, pregiudicato accusato di maltrattamenti aggravati ottiene i domiciliari

Napoli- Scarcerato noto pregiudicato dei Quartieri Spagnoli accusato di atti persecutori e maltrattamenti aggravati.

Lo ha deciso il gip del Tribunale di Napoli, Luca Della Regione., in totale accoglimento dell’istanza presentata dall’avvocato Massimo Viscusi,  che ha concesso gli arresti domiciliari a C. P., dei Quartieri Spagnoli, indagato per atti persecutori aggravati e maltrattamenti davanti ai minori. Arresti domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico presso l’abitazione della sua nuova compagna.

L’uomo, noto pregiudicato, con molti precedenti alle spalle per rapina, estorsione, associazione per delinquere, con la recidiva infraquinquiennale, era dal 2009 in cura presso l’asl Napoli per disturbi psicologici, oltre ad essere in cura presso il Serd

Accolte dunque le minuziose e meticolose ragioni giuridiche giuridiche dell’avvocato Massimo Viscusi, difensore dell’indagato.

Roma-Milan, clamorosa suggestione: scambio Dovbyk-Gimenez sul tavolo

Il mercato estivo potrebbe regalare una delle operazioni più sorprendenti degli ultimi anni: uno scambio secco tra i centravanti Artem Dovbyk e Santiago Gimenez, rispettivamente attaccanti di Roma e Milan. A lanciare l’ipotesi è Il Messaggero, che parla di contatti e sondaggi sempre più insistenti tra le due società. Una trattativa che, se dovesse prendere forma, avrebbe il potenziale per cambiare radicalmente il volto delle due squadre.

Massimiliano Allegri, alla guida del nuovo Milan, avrebbe messo nel mirino Dovbyk, ritenuto il profilo perfetto per guidare l’attacco rossonero. L’ucraino, reduce da una stagione positiva con la Roma, ha mostrato duttilità, potenza e un’intelligenza tattica che ne fanno un elemento appetibile per qualsiasi tecnico. Parallelamente, la Roma – forte della filosofia offensiva e verticale di Gian Piero Gasperini – vedrebbe in Gimenez un centravanti ideale, giovane, esplosivo e con un margine di crescita ancora tutto da esplorare.

A rendere lo scambio più di una semplice suggestione è l’equilibrio economico tra le due operazioni: sia Dovbyk che Gimenez hanno una valutazione intorno ai 30 milioni di euro, dettaglio che potrebbe spianare la strada a un affare alla pari, senza impatti devastanti sui bilanci.

Un affare win-win, almeno sulla carta: il Milan rinfrescerebbe il proprio reparto offensivo con un attaccante più strutturato e pronto, mentre la Roma punterebbe su un talento in ascesa da plasmare nel contesto tattico di Gasperini. Per ora restano chiacchiere da mercato, ma i segnali ci sono tutti. E le prossime settimane potrebbero trasformare la suggestione in realtà.

Brescia escluso dalla Serie C, ora è ufficiale

Una delle piazze storiche del calcio italiano è stata cancellata dai campionati professionistici. Con una decisione ufficiale comunicata nelle scorse ore, la FIGC ha escluso il Brescia Calcio dalla Serie C, negando la concessione della licenza nazionale per la stagione 2025/26.

Una notizia che segna un colpo durissimo per una squadra con 114 anni di storia, capace negli anni di alternare grandi promesse a dure crisi, ma sempre centrale nella vita sportiva e culturale della città. Il comunicato della Federazione è stato inequivocabile: nessuna ammissione al prossimo campionato.

Il motivo risiede nel fallimento nel soddisfare i requisiti economico-amministrativi richiesti per partecipare ai professionisti. Una somma di negligenze, ritardi e mancanza di garanzie che hanno reso inevitabile la delibera di esclusione. A Brescia il colpo è stato devastante. Tifosi increduli, città sotto shock, istituzioni locali mobilitate. Perché perdere una squadra come il Brescia significa perdere un pezzo d’identità, un simbolo che ha unito generazioni allo stadio Rigamonti.

Ma mentre cala il sipario sulla vecchia società, un’idea di rinascita ha già iniziato a prendere forma. In prima linea c’è Giuseppe Pasini, presidente della Feralpi Salò, che ha avviato un piano per riportare il calcio professionistico in città. Il progetto, sostenuto dal Comune di Brescia e dalla multiutility A2A, punta a ricostruire dalle fondamenta una nuova realtà sportiva, capace di riportare entusiasmo, ambizione e credibilità.

Due piromani denunciati a Napoli e Ischia

Napoli – Nei primi giorni di luglio, i Carabinieri Forestali di Napoli hanno denunciato a piede libero due persone responsabili di incendi, uno boschivo e l’altro su vegetazione, avvenuti rispettivamente a Casamicciola Terme e nel capoluogo partenopeo.

A Casamicciola Terme, sull’isola d’Ischia, i militari del Nucleo Forestale, durante un servizio di perlustrazione per prevenire gli incendi boschivi, hanno notato un denso pennacchio di fumo provenire dal bosco in località “Pietrone”, sopra via Borbonica.

Raggiunto il luogo dopo aver percorso un sentiero impervio, i Carabinieri hanno sorpreso un 50enne di Lacco Ameno, con precedenti specifici, mentre tentava di contenere con una pala le fiamme da lui stesso innescate per un fuoco di pulizia, di cui aveva perso il controllo. I militari hanno collaborato a spegnere l’incendio e hanno denunciato l’uomo per incendio boschivo colposo.

A Napoli, in via Salita allo Scudillo, i Carabinieri hanno denunciato un 52enne di Giugliano in Campania, titolare di una ditta di fuochi pirotecnici con sede a Villaricca. L’uomo, pur regolarmente autorizzato, nella notte tra il 12 e il 13 giugno, al termine di una cerimonia privata in una villa per eventi, ha causato un incendio esplodendo fuochi d’artificio, che hanno danneggiato gravemente una pianta di Araucaria bidwilli.

Il 52enne dovrà rispondere del reato di incendio.L’attività di prevenzione e repressione degli incendi boschivi, fenomeno in aumento in questo periodo dell’anno, resta una priorità per il Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, impegnato a tutela del patrimonio ambientale.

Emergenza caldo in Campania: sindacati denunciano condizioni insostenibili per i lavoratori Enel

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Napoli – Ondata di caldo record e sistema al collasso: i sindacati lanciano l’allarme sulle condizioni dei lavoratori Enel in Campania, costretti a turni estenuanti con rischi per la sicurezza e servizi ai cittadini sempre più precari.

Lavoratori allo stremo: “Organizzazione diventata improvvisazione”. “Non si sfiora più la tragedia, la si aspetta” – è l’accusa durissima di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil, che in una nota congiunta denunciano: Turni di reperibilità insostenibili, con violazione sistematica delle pause (le 11 ore legali tra un servizio e l’altro “sono un’illusione”).

Personale insufficiente e abuso di ordini di servizio per coprire le carenze. Incidente sfiorato in questi giorni: un tecnico, dopo ore di lavoro ininterrotto, è rimasto coinvolto in un grave episodio (“solo per miracolo non ci sono state vittime”).

“I lavoratori sono lasciati soli, spremuti fino all’osso – spiega Lella Messina, segretaria Filctem-Cgil Campania –. L’azienda non assume, taglia i costi invece di investire, e scarica tutto sul personale”.

Blackout in aumento e servizio ai limiti

Le conseguenze ricadono anche sui cittadini: aumento dei guasti per il surriscaldamento delle infrastrutture. Tempi di riparazione sempre più lunghi per la carenza di tecnici.
Imprese appaltatrici sotto pressione, costrette a coprire turni estenuanti senza risorse sufficienti.

“La rete è al collasso, e l’Enel invece di risolvere i problemi li nasconde, chiedendo al personale di fare miracoli”, attaccano i sindacati.

La richiesta: interventi immediati

Le organizzazioni chiedono: assunzioni urgenti per coprire il fabbisogno reale. Rispetto dei turni e delle pause legali e un piano straordinario di manutenzione per evitare blackout.

La prossima settimana è atteso un tavolo di crisi con la direzione Enel, mentre i termometri continuano a salire e la tensione tra i lavoratori cresce.

Dopo anni di tagli e outsourcing selvaggio, il sistema energetico campano mostra crepe sempre più profonde. Con il clima torrido e la domanda di elettricità in picco, il rischio è che la prossima “tragedia sfiorata” diventi realtà

Succivo, giornalista arrestato per estorsione: resta in carcere Mario De Michele

Succivo – Resta in carcere il giornalista Mario De Michele, arrestato il 1° luglio dai carabinieri a Succivo, in provincia di Caserta, con l’accusa di estorsione ai danni dell’ex sindaco di Orta di Atella, Angelo Brancaccio.

Il GIP del Tribunale di Napoli Nord, Donata Di Sarno, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

Il fermo è scattato martedì pomeriggio, quando i militari hanno sorpreso De Michele all’interno di una struttura con piscina subito dopo aver ricevuto 5.000 euro in contanti da Brancaccio.

Secondo la ricostruzione della Procura di Napoli Nord, guidata dal sostituto procuratore Maria Carmen Quaranta, quella somma sarebbe stata frutto di un presunto ricatto: De Michele avrebbe minacciato l’ex primo cittadino con la pubblicazione di articoli compromettenti, anche di natura personale, per costringerlo a pagare.

Durante l’interrogatorio di convalida, tenutosi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, De Michele ha respinto ogni accusa. Assistito dal suo legale, Mario Griffo, ha sostenuto che i 5.000 euro erano il pagamento per servizi pubblicitari svolti dal suo sito a favore di attività riconducibili a Brancaccio, in particolare quelle legate agli impianti sportivi e alle piscine. Nessun contratto scritto, ha spiegato, ma un accordo verbale e un pagamento in contanti.

La Procura, tuttavia, sostiene una versione diversa: il denaro sarebbe stato il prezzo del silenzio richiesto dal giornalista per non pubblicare articoli lesivi della reputazione dell’ex sindaco.

Griffo ha annunciato ricorso al Tribunale del Riesame contro la misura cautelare e ha anticipato l’avvio di indagini difensive, puntando sul lungo rapporto personale tra De Michele e Brancaccio e sulla presunta inaspettata denuncia da parte dell’ex amministratore.

Nel frattempo proseguono anche le indagini dei carabinieri di Marcianise, che hanno sequestrato i telefoni cellulari di entrambi gli indagati. L’analisi dei dispositivi potrebbe fornire elementi utili a chiarire i contorni di una vicenda che intreccia giornalismo, politica e presunte pressioni indebite.

Esplosione in casa a Torre del Greco: ferito un 64enne. Probabile bombola di gas

Torre del Greco – Un boato ha squarciato il pomeriggio in Largo Benigno 8, dove poco fa si è verificata una forte esplosione all’interno di un’abitazione. Le prime ricostruzioni parlano di una bombola del gas esplosa, anche se le indagini sono ancora in corso per accertare le cause precise del drammatico incidente.

Sul posto sono immediatamente intervenuti iVigili del Fuoco per spegnere eventuali focolai e mettere in sicurezza l’area, i Carabinieri e Polizia Locale per i rilievi e la gestione dell’emergenza e il  118, che ha soccorso un uomo di 64 anni, rimasto ferito nell’esplosione.

Il ferito, in stato di shock ma non in pericolo di vita, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Torre del Greco per le cure necessarie.

Al momento dell’esplosione, l’uomo si trovava da solo in casa. L’onda d’urto ha divelto porte e finestre, scagliando detriti sulla strada e creando panico tra i residenti del quartiere.

“Ho sentito un boato fortissimo, come un terremoto”, racconta un vicino. “Sono corso fuori e ho visto vetri ovunque e un gran fumo dall’appartamento.”

Sebbene l’esplosione sembri legata a una bombola di gas, le autorità non escludono altre piste, tra cui malfunzionamento dell’impianto domestico, perdita di gas non rilevata
ed eventuale negligenza nella manutenzione.

I Vigili del Fuoco stanno verificando la stabilità della struttura, mentre i Carabinieri hanno avviato i necessari accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Stuntman italiano a Hollywood faceva l’Agente finanziario abusivo

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Una vita da film, ma con un copione da evasione fiscale. La Guardia di Finanza di Siracusa, su delega della Procura, ha smantellato un sofisticato sistema di evasione fiscale internazionale che ruotava attorno a un cittadino siracusano.

Era noto per la sua carriera di stuntman a Hollywood in produzioni di successo come ‘Batman Begins’, ‘Mission Impossible’, ‘Gangs of New York’ e ‘Ocean’s Twelve’. L’uomo, che negli ultimi anni operava come agente finanziario abusivo all’estero, è stato colpito da un sequestro preventivo di oltre 1,5 milioni di euro.

A far insospettire gli inquirenti è stato il suo stile di vita sfarzoso, in netto contrasto con l’assenza di redditi dichiarati e di un’occupazione formale. Il suo patrimonio includeva immobili di pregio, auto di lusso, partecipazioni societarie e una residenza esclusiva a Siracusa, completa di piscina e arredi costosi. L’uomo, infatti, non ha mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi, né in Italia né all’estero, risultando completamente sconosciuto al fisco.

/h3)Un complicato schema di frode finanziaria

Le indagini hanno rivelato che il suo tenore di vita era finanziato da ingenti somme depositate su conti correnti esteri, collegati a carte di credito utilizzate in Italia per spese quotidiane e, soprattutto, per l’acquisto di beni di eccezionale valore.

Durante una verifica fiscale, l’analisi dei dispositivi informatici in uso all’indagato ha permesso di scoprire una mole impressionante di informazioni: corrispondenza elettronica con clienti e migliaia di file, inclusi numerosi contratti di intermediazione finanziaria redatti in inglese.

L’approfondita analisi di dati digitali abilmente nascosti su tablet e cellulari, insieme alla traduzione della documentazione, ha svelato l’esistenza di un sistema incentrato su una società formalmente registrata a Londra e intestata all’indagato.

Questa entità operava come intermediario tra imprese con sede in Paesi stranieri, spesso caratterizzate da un elevato rischio di insolvenza e per questo escluse dai normali circuiti creditizi. I clienti, temendo di non ricevere la merce, si avvalevano della mediazione della società londinese, che garantiva il buon esito delle operazioni commerciali, assicurando sia l’incasso sia la regolare conclusione della transazione.

Per fornire le dovute garanzie, la società londinese si rivolgeva a istituti di credito in diversi Paesi, presentando falsi estratti conto che attestavano la disponibilità di somme elevate. In questo modo, l’indagato, sfruttando anche la sua notorietà, induceva le banche a credere che avesse fondi sufficienti, convincendole ad anticipare il pagamento della merce al cliente.

È emerso che la società londinese era di fatto un’entità di comodo, priva di una sede operativa e costituita con l’unica finalità di celare l’identità del reale beneficiario delle provvigioni: lo stuntman-agente finanziario siciliano.

L’analisi approfondita delle movimentazioni bancarie ha permesso di accertare che, nell’arco di un decennio, l’uomo ha percepito redditi prevalentemente riconducibili a provvigioni per un ammontare complessivo superiore a 60 milioni di euro. Somme che sono state sistematicamente omesse dalla dichiarazione all’Amministrazione finanziaria, sottraendosi così al versamento di imposte per circa 26 milioni di euro.

Per eludere i controlli delle autorità fiscali straniere e non destare sospetti, i flussi di denaro (da estero a estero) venivano mascherati. I pagatori ricevevano istruzioni precise per indicare nelle causali dei bonifici la dicitura “prestito personale”, facendo apparire le somme come trasferimenti tra privati e non come corrispettivi per servizi professionali. Questo rendeva molto più difficile ricondurre i versamenti a un’attività economica reale.

L’uomo è ora indagato per omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali. La Guardia di Finanza sta procedendo all’acquisizione della documentazione bancaria, anche estera, tramite rogatorie internazionali indirizzate a Paesi extra-UE, con l’obiettivo di ricostruire l’ammontare complessivo dei redditi prodotti ovunque e di tutte le movimentazioni finanziarie a lui riferibili.

Nel frattempo, è stato eseguito il sequestro dell’intero compendio patrimoniale dell’indagato presente sul territorio nazionale, che comprende una villa con piscina, una Porsche Taycan del valore di circa 200.000 euro e disponibilità finanziarie su conti correnti, per un valore complessivo che al momento supera 1,5 milioni di euro. L’indagine prosegue per far piena luce su questo complesso caso di evasione fiscale internazionale.

Ondata di calore in attenuazione: sabato calano i bollini rossi, Napoli passa in giallo

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Roma – Prime avvisaglie del cambiamento meteo atteso nel weekend: il numero di città con bollino rosso per le ondate di calore scenderà sabato da 20 a 15, secondo quanto riporta il bollettino del Ministero della Salute. Il bollino rosso rappresenta il livello massimo di rischio caldo per tutta la popolazione, non solo per le categorie fragili.

Napoli, tra le città più colpite in questi giorni, scende al livello giallo, segnale di pre-allerta per eventuali ondate di calore, ma senza rischio sanitario generalizzato.

Città con bollino rosso sabato 6 luglio:

Ancona

Bologna

Bolzano

Campobasso

Firenze

Frosinone

Genova

Latina

Palermo

Perugia

Pescara

Rieti

Roma

Trieste

Viterbo

Da segnalare la situazione del Lazio, dove tutte le cinque province restano in zona rossa.

Città con bollino giallo:

Bari

Brescia

Catania

Civitavecchia

Messina

Milano

Napoli

Reggio Calabria

Torino

Venezia

Verona

Unica città con bollino arancione:
Cagliari, dove il rischio è limitato ai soggetti più vulnerabili (anziani, bambini, persone con patologie croniche).

Particolarmente colpite dall’ondata di calore restano Bologna, Bolzano, Firenze, Perugia e Roma, che registrano giorni consecutivi di bollino rosso dal 26 giugno, la striscia più lunga dell’estate 2025.

Un calo delle temperature è atteso nei prossimi giorni con l’arrivo di perturbazioni, ma l’allerta resta alta per i picchi di calore e l’impatto sulla salute pubblica.

Operazione “Terra dei Fuochi”: sequestri e 5 denunce tra Caivano e Grumo Nevano

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Napoli – Nuova azione di contrasto ai reati ambientali nell’area a nord di Napoli, dove i militari dell’Esercito e della Polizia Metropolitana hanno effettuato una serie di controlli a Caivano e Grumo Nevano.

L’operazione, coordinata dal viceprefetto Ciro Silvestro – incaricato del contrasto a sversamenti e roghi di rifiuti – ha portato a cinque denunce, sequestri per 13.800 mq e sanzioni per 148mila euro.

Le verifiche hanno interessato tre attività imprenditoriali e un’area privata adibita ad allevamento. Le irregolarità accertate riguardano:

Smaltimento illecito di rifiuti e scarti di lavorazioni
Esercizio abusivo di attività professionale
Mancata osservanza delle norme sanitarie e ambientali
Durante i controlli, sono stati identificati 14 soggetti e verificati 72 veicoli, di cui tre sequestrati.

Situazione critica in un maneggio e deposito di auto rubate

A Caivano, un’area privata utilizzata come maneggio è finita sotto la lente degli investigatori per la scarsa igiene e gestione ambientale, tanto da richiedere l’intervento dell’ASL Napoli 2 Nord.

Nei pressi, è stato scoperto anche un deposito di auto rubate, posto sotto sequestro probatorio. Gli agenti della Polizia Municipale di Caivano stanno verificando eventuali abusivismi edilizi.

L’operazione è stata condotta con pattuglie miste (Esercito e Polizia Locale), confermando l’impegno delle istituzioni nel contrastare il fenomeno degli sversamenti illegali e dei roghi di rifiuti nell’hinterland napoletano e casertano.

Prosegue l’allerta nella “Terra dei Fuochi”, mentre le indagini potrebbero portare a nuovi sviluppi nelle prossime ore.

La tragedia ai Quartieri Spagnoli: fratello uccide il congiunto malato e poi si toglie la vita

Napoli – Nessuna lite familiare, nessuna lite per eredità o altro. solo il dramma. Il dramma di chi non riesce a vedere un fratello anziano soffrire e decide di porre fine a quella sofferenza con un gesto estremo.

È questa l’ipotesi più accreditata dagli investigatori sul dramma che si è consumato questa mattina tra i Quartieri Spagnoli e Chiaia.

I due fratelli, Raffaele Poce, 75 anni, ex guardia giurata, e il fratello maggiore di 80 anni, ex sagrestano della chiesa di Santa Maria degli Angeli, sono stati trovati morti all’interno di un’abitazione in vico Santo Spirito, nei pressi di Piazzetta Carolina. Entrambi presentavano ferite da arma da fuoco.

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, si tratterebbe di un omicidio-suicidio. Raffaele Poce avrebbe sparato al fratello, gravemente malato e in condizioni di salute precarie, per poi rivolgere l’arma contro sé stesso. I due vivevano separatamente, ma l’ex guardia giurata si recava spesso a far visita al fratello maggiore, che abitava da solo.

La corsa della moglie dell’ex guardia giurata per evitare la tragedia

A confermare la drammatica ricostruzione è stata anche la moglie di Poce. Agli inquirenti ha raccontato che il marito era angosciato dalle condizioni del fratello, già in attesa di un intervento chirurgico, e non sopportava più di vederlo soffrire.

Stamattina, accortasi dell’assenza della pistola dal cassetto, ha temuto il peggio. Si è precipitata in vico Santo Spirito, ma era ormai troppo tardi. E ora piange la morte del marito del cognato.

Sant’Antimo, il ristoratore tiktoker Luca Di Stefano ferito per motivi passionali: arrestati in tre

In poco meno di due mesi è stato risolto il caso del ferimento del noto ristoratore tiktoker di Sant’Antimo, Luca Di Stefano.

La Polizia di Stato infatti ha eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, accusate del raid armato avvenuto lo scorso 13 maggio all’interno della risto-pescheria “Il sole di notte”.

La sparatoria, avvenuta in presenza di numerosi clienti, aveva lasciato ferito il titolare, Luca Di Stefano, personaggio molto attivo sui social. Le indagini congiunte della Squadra Mobile e del Commissariato di Frattamaggiore, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno permesso di ricostruire la dinamica e il movente dell’agguato.

Un movente passionale all’origine del raid

Secondo quanto emerso dalle investigazioni, l’azione sarebbe stata deliberata ed eseguita come reazione a una presunta relazione sentimentale intrapresa da Di Stefano con una donna che, in precedenza, sarebbe stata legata a uno degli indagati. Un movente passionale, dunque, avrebbe scatenato la violenta rappresaglia.

Nei confronti dei tre arrestati, il GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I tre dovranno rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, detenzione e porto di arma, reati tutti aggravati dal metodo mafioso, e di ricettazione.

Pochi giorni prima del ferimento  Luca Di Cristofaro aveva subito anche un tentato furto nel ristorante e aveva postato il video del ladro invitandolo ad andare a lavorare da lui

 

Napoli, orrore ai Quartieri Spagnoli: uccide il fratello e poi si suicida

Napoli – Il dramma familiare, una lite, una discussione, le urla e poi gli spari. Si è consumata in uno dei vicoli dei Quartieri Spagnoli di Napoli l’ennesima tragedia.

E’ accaduto stamane in vico Santo Spirito. Quando sono arrivati gli agenti della polizia, richiamati da alcune telefonate dei vicini che avevano sentito gli spari, hanno trovato i due cadaveri riservi per terra in una pozza di sangue.

Non si esclude che uno dei fratelli abbia ucciso l’altro e poi abbia rivolto l’arma contro di sè. Un’ipotesi che attende comunque di essere confermata.

Si tratta dell’ennesima tragedia che colpisce Napoli in questa pazza estate di caldo estremo.

Repice: “Napoli favorito per lo scudetto, gestione De Laurentiis a dir poco virtuosa”

Se c’è una voce che conosce il calcio italiano da dentro, quella è la voce di Francesco Repice. Radiocronista storico di Tutto il calcio minuto per minuto, voce della Nazionale e della Champions su Radio Rai, Repice ha le idee chiare su chi comanderà nella prossima Serie A: Napoli e Milan sono le due squadre da battere.

In un’intervista esclusiva a News.Superscommesse.it, Repice ha parlato del nuovo Napoli targato Antonio Conte, sottolineando la solidità della gestione societaria e l’ambizione del progetto: “Qualcuno è già arrivato di importante e altri colpi sono in arrivo. Jonathan David sembra destinato alla Juventus, ma il Napoli è forte su Darwin Núñez del Liverpool. Stiamo parlando di una gestione a dir poco virtuosa da parte di De Laurentiis, che ha vinto due scudetti nelle ultime tre stagioni e mantiene conti in ordine. Questo gli consente di muoversi pesantemente sul mercato, pur senza essere un emiro”.

Il progetto tecnico di Conte si appoggia su fondamenta solide, sia economiche che sportive, e l’impressione è che il Napoli voglia tornare subito a dominare. Ma la corsa al titolo, secondo Repice, sarà affare a due: “Il Milan, rivoluzionato da questo calciomercato, è destinato a tornare protagonista. Non avrà le coppe europee e avrà un tecnico come Allegri, che conosce solo la vittoria come obiettivo e sa gestire solo spogliatoi da primato”.

Per il giornalista Rai, la prossima stagione sarà una sfida titanica tra due filosofie opposte ma ugualmente affamate: la fame tattica e mentale di Allegri contro il fuoco agonistico di Conte, alimentato da una società solida e pronta a investire ancora. “Milan e Napoli – chiosa Repice – saranno le favorite per la corsa scudetto. E lo saranno per motivi molto diversi”.