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Salerno, De Luca già parla da sindaco: «La ricreazione sta finendo»

In un momento cruciale per Salerno, Vincenzo De Luca torna a farsi sentire con toni che sembrano anticipare una campagna elettorale, richiamando l’attenzione su problemi di sicurezza e decoro urbano, mentre il sindaco dimissionario lascia un vuoto da colmare.

Senza annunciare ufficialmente una candidatura, ma con toni e contenuti che ricordano da vicino una campagna elettorale, Vincenzo De Luca torna a parlare di Salerno e lo fa proprio nel giorno delle dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli.

Durante la consueta diretta Facebook del venerdì, l’ex presidente della Regione Campania – e già sindaco della città – affronta di petto il tema della sicurezza, delineando quella che appare come una vera e propria piattaforma programmatica.

«Sto frequentando la mia città, Salerno», premette De Luca, per poi lanciare l’allarme su una situazione che definisce ormai fuori controllo, soprattutto nelle aree del lungomare. «La mattina presto troviamo sulle panchine bande di extracomunitari ubriachi, fatti di droga, impegnati a spacciare e a consumare. Fanno paura», afferma, sottolineando le difficoltà di intervento delle forze dell’ordine di fronte a episodi di degrado e violenza.

Da qui la proposta di rafforzare i presìdi notturni, soprattutto nelle zone della movida, attraverso «pattuglie specializzate» e «reparti speciali delle forze dell’ordine», con il coinvolgimento anche della Polizia Municipale. De Luca ipotizza incentivi economici, «300-400 euro in più», per gli agenti disposti a collaborare nelle attività di controllo e repressione. «Serve un’azione dura contro chi gira con il coltello in tasca», scandisce.

Nel suo intervento non manca il riferimento al decoro urbano e al rispetto delle regole. L’ex governatore racconta di un elettrodomestico abbandonato su un marciapiede del centro, lasciato – secondo lui – da un commerciante poi fuggito. «Stiamo verificando con le telecamere per individuarlo e sanzionarlo», annuncia, collegando l’episodio a un impegno più ampio che intreccia sicurezza, ambiente e civiltà dei rapporti sociali.

Il messaggio finale è perentorio e riecheggia lo stile che ha caratterizzato i suoi mandati da sindaco: «Dobbiamo spiegare a tutti che la ricreazione sta finendo. È finita. Meglio cominciare a comportarsi da persone civili e responsabili». Parole che, per molti osservatori, suonano già come l’inizio di una nuova sfida elettorale in vista della prossima primavera.

Sicurezza e tecnologia: a Brescello nasce la prima Stazione Sicura in Emilia-Romagna

A Brescello, la stazione si trasforma in un "ecosistema protetto" grazie al progetto "Stazioni Sicure", che unisce tecnologia e sicurezza per rispondere a un'esigenza crescente, creando un modello che potrebbe rivoluzionare il trasporto pubblico in Emilia-Romagna e migliorare la fiducia dei.

Brescello – Non più solo un luogo di passaggio, ma un “ecosistema protetto”. La stazione di Brescello diventa il laboratorio di un nuovo modo di concepire la sicurezza ferroviaria in Emilia-Romagna.

È stato inaugurato oggi “Stazioni Sicure”, il progetto pilota promosso da Ferrovie Emilia-Romagna (FER) e sostenuto dalla Regione, che punta a trasformare le sale d’attesa in zone ad accesso controllato e tecnologicamente avanzate.

Il “Fortino” tecnologico: come cambia la stazione

Il cuore dell’intervento risiede in un mix di barriere fisiche e monitoraggio digitale. La novità principale riguarda l’accesso alla sala d’attesa: a regime, la porta si sbloccherà esclusivamente passando il titolo di viaggio (biglietto o abbonamento) su un apposito lettore ottico. Una volta all’interno, i viaggiatori troveranno:

Pulsante SOS: Un collegamento diretto e immediato con la sala di controllo FER di Bologna Centrale per richieste d’assistenza in tempo reale.

Videosorveglianza attiva: Telecamere interne ed esterne monitorate h24 da tecnici specializzati, pronte a inviare le immagini alle Forze dell’ordine in caso di necessità.

Comfort e servizi: Un restyling completo con luci a LED, climatizzazione, Wi-Fi gratuito, prese di ricarica per dispositivi elettronici e monitor informativi di ultima generazione.

Risposta concreta dopo i fatti di Bologna

Il progetto non nasce solo per migliorare il decoro, ma risponde a una crescente urgenza di protezione. L’Amministratore Unico di FER, Gianluca Benamati, ha sottolineato come il piano sia stato accelerato anche a seguito di tragici eventi recenti, come l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio avvenuto lo scorso 5 gennaio a Bologna.

“Vogliamo incrementare gli standard di sicurezza nei punti di accesso all’infrastruttura,” ha spiegato Benamati, precisando che dopo questa fase sperimentale a Brescello, il modello sarà esteso progressivamente alle altre stazioni della rete regionale.

Le istituzioni: “Più qualità, meno degrado”

Per l’assessora regionale ai Trasporti, Irene Priolo, la sicurezza non è solo una questione di sorveglianza: “È anche qualità degli ambienti e illuminazione. Restituire dignità alle sale d’attesa significa rafforzare la fiducia dei cittadini nel trasporto pubblico”.

Soddisfazione espressa anche dal sindaco di Brescello, Carlo Fiumicino, che ha ricordato come la stazione sia un simbolo turistico legato all’immaginario di Don Camillo e Peppone: “Dopo diversi episodi di vandalismo, restituiamo alla comunità e ai turisti uno spazio decoroso e protetto”.

Verso un modello regionale

Il test di Brescello servirà a calibrare il sistema. Nei prossimi mesi, FER e Regione valuteranno la risposta dell’utenza per affinare la tecnologia prima di avviare il piano di espansione su larga scala, con l’obiettivo di rendere i “viaggi brevi” dei pendolari emiliano-romagnoli un’esperienza sempre più sicura e moderna.

Martello demolitore nel bagagliaio: denunciato 28enne a Benevento

In una serata che sembrava normale, un controllo di routine a Benevento ha rivelato la presenza inquietante di un martello demolitore nel bagagliaio di un'auto, un episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza urbana e sulla presenza di oggetti potenzialmente letali nel quotidiano.

Benevento – Un 28enne di Benevento è stato denunciato dalla Polizia di Stato per porto di oggetti atti ad offendere dopo essere stato trovato con un martello demolitore nascosto nel bagagliaio della propria auto. Il controllo è scattato nella notte in piazza Bissolati, quando una volante ha fermato il veicolo.

Gli agenti hanno sottoposto a controllo il giovane, che era alla guida dell’auto, e un passeggero di 22 anni, residente nel capoluogo e già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali. Durante la perquisizione del veicolo, i poliziotti hanno scoperto nel vano bagagli un martello demolitore lungo circa 90 centimetri.

Il 28enne non è riuscito a fornire alcuna giustificazione plausibile sul possesso dell’attrezzo, che è stato sequestrato. Per lui è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria.

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Telese Terme hanno fermato un’altra persona, trovata in possesso di cocaina. L’individuo è stato segnalato alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.

Giugliano , raffica di controlli interforze: identificate 124 persone e sequestrati veicoli

Nella mattinata di ieri, Giugliano ha visto un'intensa operazione di controllo interforze che ha portato all'identificazione di 124 persone e al sequestro di quattro veicoli, nell'ambito di un'iniziativa della Questura di Napoli per rafforzare la sicurezza locale.

Giugliano è stata al centro, nella mattinata di ieri, di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dalla Questura di Napoli nell’ambito dell’intensificazione delle attività di prevenzione e sicurezza.

L’operazione ha visto impegnati gli agenti della Polizia di Stato, i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con la collaborazione della Polizia Locale e il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania.

Nel corso dei controlli sono state identificate complessivamente 124 persone, di cui 41 già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Sotto la lente anche la circolazione stradale: 81 i veicoli controllati, con il sequestro amministrativo di quattro mezzi e il fermo amministrativo di un ulteriore veicolo.

Gli operatori hanno contestato 17 violazioni al Codice della Strada, tra cui mancata copertura assicurativa, omessa revisione periodica, assenza dei documenti di circolazione, guida senza patente e casi di incauto affidamento. Ritirate, inoltre, quattro carte di circolazione.

L’attività ha interessato anche il tessuto commerciale e il rispetto delle misure giudiziarie: controllati due esercizi commerciali e sei soggetti sottoposti a misure restrittive o alternative alla detenzione. L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione volto a garantire legalità e sicurezza sul territorio.

Rapina alla Deutsche Bank di Caserta, quattro estradati dalla Bosnia

L'estradizione di quattro indagati dalla Bosnia segna un passo decisivo nella risoluzione della rapina alla Deutsche Bank di Caserta, un evento che ha scosso la comunità e ha messo in luce l'efficacia della cooperazione internazionale tra forze di polizia.

Caserta – Sono rientrati in Italia con un volo speciale del governo, partito dalla Bosnia-Erzegovina e atterrato all’aeroporto militare di Pratica di Mare, quattro degli indagati per la rapina messa a segno nella notte del 22 marzo 2025 ai danni della Deutsche Bank di via Bosco, a Caserta. I quattro sono stati estradati e consegnati alle autorità italiane, scortati dal personale del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia.

Il colpo fu messo a segno da un gruppo di sei persone che, con il volto coperto e a bordo di un’auto con targhe rubate, riuscirono a impossessarsi della cassa continua dell’istituto di credito, dandosi poi alla fuga. Durante l’allontanamento, una volante della polizia tentò di bloccare il commando sbarrando la strada, ma i rapinatori speronarono deliberatamente l’auto di servizio, provocando il ferimento di due agenti.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno consentito di ricostruire l’intera azione e di identificare tutti i componenti della banda. Un primo arresto era già stato eseguito lo scorso 15 luglio, quando uno degli indagati fu fermato al confine mentre rientrava in Italia.

Secondo quanto emerso, i sei vivevano in campi rom della provincia di Napoli e, già la sera successiva alla rapina, avevano lasciato il territorio nazionale rifugiandosi in Bosnia-Erzegovina. Tutti erano stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Gli arresti erano stati eseguiti direttamente in Bosnia, dove i soggetti erano stati localizzati dalle autorità locali in collaborazione con la polizia italiana. Con l’estradizione dei quattro indagati, si chiude ora il cerchio giudiziario sull’assalto armato alla banca casertana.

Torre Annunziata, blitz delle forze dellordine: 457 identificati e 90 violazioni stradali in poche ore

Ieri pomeriggio, Torre Annunziata ha visto un'operazione senza precedenti delle forze dell'ordine, con 457 identificati e 90 violazioni stradali, a testimonianza del potenziamento del piano di sicurezza voluto dalla Questura di Napoli per contrastare attività illecite nei rioni più critici.

Torre Annunziata è stata teatro ieri pomeriggio di un massiccio show of force delle forze dell’ordine. Nell’ambito del piano di sicurezza potenziato dalla Questura di Napoli, un vero e proprio esercito in divisa ha invaso le strade dei rioni considerati più caldi: Annunziata, Poverelli, Penniniello e Provolera.

All’operazione, coordinata a livello provinciale, hanno partecipato agenti della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania e dalle unità cinofile dell’Ufficio Prevenzione Generale e della Finanza stessa.

I numeri del blitz parlano chiaro e descrivono un’azione a largo raggio e senza sconti: 457 le persone fermate e identificate. Tra queste, ben 98 avevano precedenti di polizia e 5 sono state colpite da sanzioni amministrative per il possesso di droga destinata al consumo personale.

Il controllo si è esteso a tutto il territorio, colpendo anche la mobilità illegale e il commercio. 210 i veicoli sottoposti a controllo: 3 sono finiti subito sotto sequestro amministrativo. Sul fronte del codice della strada, gli agenti hanno elevato 90 contravvenzioni e ritirato 3 patenti di guida.

Non sono sfuggiti al setaccio neppure gli esercizi commerciali, con 5 locali controllati, e le persone già nel mirino della giustizia: verificati 25 soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà o in alternativa alla detenzione.

L’operazione, chiaramente a carattere preventivo e di presenza intimidatoria, segnala l’attenzione delle forze dell’ordine su un’area storicamente sensibile e dimostra la capacità di schierare in poco tempo un dispositivo imponente e multiforza.

Controlli interforze a Porta Capuana: 134 identificati e due denunce

Ieri, a Porta Capuana, Napoli, le forze dell’ordine hanno condotto un controllo straordinario che ha portato all’identificazione di 134 persone, di cui 37 pregiudicati, e a due denunce per reati specifici, evidenziando l’impegno nella lotta contro l’illegalità in un’area già segnata da tensioni.

Napoli -Nella giornata di ieri, la Questura di Napoli ha alzato la guardia su Porta Capuana, quartierone noto per le tensioni sociali e il degrado. Personale del Commissariato Vicaria-Mercato della Polizia di Stato, insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, ha lanciato un controllo straordinario del territorio, setacciando ogni angolo dell’area.

Bilancio: 37 pregiudicati tra i fermati

Gli operatori hanno identificato 134 persone, di cui 37 con precedenti di polizia, tenendo sotto stretto controllo i profili a rischio. Due soggetti finiti dritti in denuncia: uno per guida senza patente reiterata nel biennio, l’altro per ricettazione.

Due ulteriori persone sanzionate amministrativamente per detenzione di stupefacenti a uso personale.

Non solo pedoni: 39 veicoli controllati, con 3 violazioni al Codice della Strada contestate sul posto. Un’operazione che rafforza la morsa contro l’illegalità quotidiana in una zona strategica come Porta Capuana.

Bacoli diffida il lido militare di Miseno: Arretrati per 81mila euro, tre anni senza tasse

Bacoli — Il Comune ha diffidato il lido militare di Miseno per 81.000 euro di tributi non versati negli ultimi tre anni, segnalando un problema di equità fiscale che coinvolge l'intera comunità.

Bacoli — Il Comune di Bacoli ha inviato una diffida ai gestori di uno stabilimento balneare militare nell’area di Miseno, nel cuore dei Campi Flegrei. Secondo quanto riferito dall’amministrazione, il lido non avrebbe versato tributi comunali da circa 3 anni, accumulando un debito pari a 81.000 euro.

A rendere pubblica la vicenda è il sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che parla di una situazione “intollerabile” e sostiene che, prima della diffida, il Comune avrebbe tentato più volte una soluzione bonaria. “Abbiamo più volte sollecitato al rispetto dei propri doveri tributari, abbiamo fatto incontri, scritto lettere, ma nulla. Adesso basta: abbiamo appena diffidato a pagarci quanto ci devono, senza scaricabarili che offendono non semplicemente la comunità bacolese ma le istituzioni”, afferma.

Il primo cittadino lega il caso anche al tema dei presunti “privilegi” e alla necessità, dice, che chi è istituzione rispetti le regole come cittadini e imprese. “Le tasse le paga il commerciante, le pagano le famiglie, le pagano gli imprenditori. Paga le tasse anche chi ha difficoltà a farlo. Chi non lo fa danneggia il Paese”, dichiara.

L’area interessata è quella del lungomare tra Miseno e Miliscola, a ridosso di Capo Miseno, uno dei punti più noti del litorale flegreo. Della Ragione rivendica inoltre la linea portata avanti dall’amministrazione sulla fruibilità pubblica delle spiagge: “Aree che oggi stiamo riconsegnando alla popolazione come arenile libero”. Il riferimento è a oltre
25.000 metri quadrati di spiaggia che, secondo il sindaco, dovrebbero tornare a essere “non più bene di pochi ma di tutti”.

Dal Comune, la richiesta resta una: pagamento di quanto dovuto e rispetto delle norme. “Vogliamo solo questo: che tutti rispettino le leggi”, conclude il sindaco.

Castellammare, processo ai Fontana: ridimensionata ipotesi di estorsione

Continua al Tribunale di Torre Annunziata il processo a carico della famiglia Fontana, conosciuta come “i Fasano dell’acqua della Madonna”, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione di una parte dei pontili a Castellammare di Stabia.

Oggi, davanti al collegio D, è stata ascoltata la persona offesa. Nel corso di una deposizione lunga e articolata, è emerso un racconto che – almeno sul piano fattuale – tratteggia una presenza costante dei fratelli Fontana sui pontili, sia con attività in proprio sia collaborando con i titolari delle strutture, grazie a competenze specifiche e a una conoscenza consolidata del lavoro.

Un passaggio ritenuto centrale dalla Difesa. L’avvocato Olga Coda, che assiste Francesco Fontana detto “il Chicco”, ha evidenziato come dalla testimonianza – pur accompagnata da remore attribuite al timore di possibili ripercussioni sul fronte dell’Ispettorato del lavoro – sarebbe affiorato un quadro diverso dall’accusa originaria: gli imputati avrebbero svolto mansioni specializzate legate alla gestione delle imbarcazioni, ricevendo una retribuzione, circostanza che la Difesa considera incompatibile con l’ipotesi di estorsione aggravata dal metodo mafioso contestata dalla Dda di Napoli.

Il processo è stato aggiornato. Alla prossima udienza sono attesi i collaboratori di giustizia che, negli anni, hanno chiamato in causa la famiglia dei “Fasani” nelle loro dichiarazioni: un passaggio che potrebbe incidere sulla tenuta dell’impianto accusatorio e sulla ricostruzione dei rapporti nel contesto stabiese.

Terremoto Ischia: Marcello Feola nominato Commissario straordinario per la ricostruzione

Oggi, la Presidenza del Consiglio ha nominato Marcello Feola Commissario straordinario per la ricostruzione di Ischia, con l'obiettivo di accelerare il rilancio dei territori colpiti dal terremoto del 2017, in un momento cruciale per il futuro dell'isola.

Il docente salernitano succede a Giovanni Legnini su proposta del Ministro Musumeci. Il governo punta sulla competenza tecnica per accelerare il rilancio dei territori colpiti dal sisma del 2017.

Ischia– Si apre una nuova fase per la ricostruzione dell’Isola d’Ischia. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ufficializzato oggi la nomina dell’avvocato Marcello Feola quale nuovo Commissario straordinario per il coordinamento degli interventi nei territori colpiti dal sisma dell’agosto 2017.

L’avvicendamento, proposto dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, segna il passaggio di testimone con l’avvocato Giovanni Legnini. Proprio a quest’ultimo sono andate le parole del Ministro, che ha espresso «un sincero ringraziamento per l’attività svolta e il profondo impegno profuso» durante il suo mandato.

Marcello Feola, 61 anni, originario di Salerno, vanta un curriculum di alto profilo tecnico e accademico. Avvocato specializzato in Diritto Amministrativo, è professore aggregato presso l’Università degli Studi di Salerno, dove ricopre le cattedre di Istituzioni di Diritto Pubblico e Diritto dell’Urbanistica e dell’Ambiente.

La sua figura coniuga l’esperienza forense con una solida competenza istituzionale: è infatti membro del Collegio direttivo dell’Osservatorio per lo Sviluppo Territoriale (OST) e ha partecipato a numerose Commissioni tecniche di rilevanza ministeriale.

La sfida della ricostruzione

Feola è chiamato ora a gestire il complesso dossier della ricostruzione ischitana, ferma restando la necessità di coniugare la messa in sicurezza del territorio con la rigenerazione urbana e il rispetto dei vincoli ambientali. La sua nomina punta a dare continuità amministrativa ai cantieri già avviati, portando una specifica sensibilità verso le dinamiche del diritto dell’urbanistica, fattore chiave per il futuro dell’isola.

Inferno Giugliano, via Carrafiello è una bomba sociale: 200 bambini prigionieri tra i veleni

Gigliano– Uno scenario apocalittico che evoca territori devastati dai conflitti bellici, ma che si consuma nel cuore della Campania. Via Carrafiello, a Giugliano, si conferma il “buco nero” della dignità umana: un ghetto dove circa 450 persone, tra cui oltre 200 bambini, sopravvivono in condizioni di segregazione estrema.

Le ultime immagini giunte al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, restituiscono la fotografia di un fallimento sociale senza precedenti: baracche circondate da montagne di rifiuti speciali, assenza totale di servizi igienici, acqua potabile e corrente elettrica.

Un sistema al collasso tra illegalità e abbandono

Non si tratta di una crisi passeggera, ma di un’emergenza strutturale che vede la Città Metropolitana di Napoli maglia nera a livello nazionale. Secondo il rapporto “Figli dell’abbandono”, l’area ospita quasi il quadruplo della media nazionale di popolazione rom, con Giugliano epicentro di questa ondata di disperazione.

Qui, la mancanza di una strategia politica a lungo termine ha lasciato campo libero alle infiltrazioni della criminalità organizzata, che trasforma gli insediamenti in hub per il traffico illecito di rifiuti e il business dei roghi tossici.

Il monito dell’Europa e la linea della fermezza

Il caso è ormai internazionale: nel luglio 2025, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha bacchettato duramente l’Italia, intimando misure urgenti e condannando la pratica degli sgomberi forzati privi di alternative dignitose.

Una pressione che si scontra con una realtà locale esasperata. Per Francesco Emilio Borrelli, la soluzione non può più passare per palliativi: “Via Carrafiello è un insulto alla legalità. Ogni bonifica parziale si rivela inutile dopo poche settimane”.

L’insediamento di via Carrafiello rappresenta una zona franca dove il diritto alla salute è un miraggio. La convivenza con i quartieri limitrofi è ormai ai minimi termini, lacerata dalle conseguenze ambientali dei roghi e dai rischi sanitari.

Borrelli chiama in causa direttamente Governo e Prefettura: “Serve un coordinamento superiore. Bisogna radere al suolo le baraccopoli e, contemporaneamente, sottrarre i bambini a questo destino di fango e veleni. Solo spezzando il ciclo dell’illegalità potremo restituire sicurezza ai cittadini e dignità a chi è prigioniero di questi non-luoghi”.

Caserta, accoltellato noto professionista: è grave in ospedale

A Caserta, un noto professionista di 57 anni è stato accoltellato nel pomeriggio, lasciando la comunità sotto shock; la presenza del figlio, che lo ha portato in ospedale, potrebbe rivelarsi cruciale per gli investigatori nel chiarire le circostanze dell'accaduto.

Caserta– Un noto professionista di 57 anni, molto conosciuto negli ambienti cittadini, è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano dopo aver riportato una profonda ferita da arma da taglio.

L’episodio, ancora avvolto nel mistero, è avvenuto nel pomeriggio di oggi nel capoluogo.Secondo le prime informazioni filtrate dagli ambienti sanitari, l’uomo non sarebbe in pericolo di vita.

I medici del pronto soccorso hanno prontamente attivato le procedure di stabilizzazione e gli hanno prestato le cure necessarie per fronteggiare la lesione, giudicata grave ma non letale.Al fianco del ferito, visibilmente sconvolta, c’era la moglie, rimasta sotto choc per l’accaduto.

Entrambi sarebbero stati accompagnati in ospedale dal figlio della coppia, che li ha condotti direttamente al pronto soccorso subito dopo il ferimento. Questo dettaglio potrebbe risultare decisivo per gli investigatori nella ricostruzione dei fatti.

Sul caso indagano gli agenti della Polizia di Stato, che hanno aperto un fascicolo per chiarire con precisione dove e come si sia verificato l’accoltellamento, nonché le circostanze che hanno portato alla ferita.

Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: non viene esclusa alcuna ipotesi e si attendono elementi concreti da testimonianze, referti medici e eventuali rilievi.Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli in grado di fare luce su quanto accaduto nel cuore di Caserta, mentre proseguono senza sosta gli accertamenti per definire un quadro completo della vicenda.

Salerno, il sindaco Napoli lascia: addio anticipato e corsa verso le nuove elezioni

Le dimissioni anticipate di Enzo Napoli da sindaco di Salerno segnano un cambio di rotta nella politica locale, con ripercussioni che potrebbero riscrivere gli equilibri tra i partiti e sollevare interrogativi sulla vera autonomia dei rappresentanti eletti.

Salerno – Enzo Napoli ha formalizzato le dimissioni da sindaco di Salerno, chiudendo anticipatamente il suo secondo mandato consecutivo. L’atto è stato protocollato nella mattinata e, trascorsi i venti giorni previsti dal Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), l’addio sarà irrevocabile. Il Comune sarà guidato da un commissario prefettizio fino alle elezioni comunali, previste tra la primavera e l’estate.

Napoli, rieletto il 3 ottobre 2021, aveva anticipato la decisione agli assessori prima di partecipare al consiglio provinciale di insediamento dell’assise rinnovata lo scorso 11 gennaio. La sua uscita, attesa da settimane, apre la strada al possibile ritorno di Vincenzo De Luca, già sindaco della città e figura di riferimento del centrosinistra campano.

De Luca torna protagonista

Il nome di De Luca torna con insistenza tra i possibili candidati alla guida del Comune di Salerno. Ex presidente della Regione Campania e già sindaco in passato, De Luca è visto come il volto forte del centrosinistra, capace di ricucire gli equilibri locali e nazionali.

Sul fronte opposto, il centrodestra dovrà decidere se puntare su un candidato di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia o Noi Moderati, con la possibilità di lanciare un nome di peso della coalizione. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra restano in attesa di definire la propria strategia.

Critiche e accuse di “pilotaggio”

La vicenda ha già acceso polemiche politiche. Il deputato salernitano di Forza Italia Pino Bicchielli, viceresponsabile nazionale Enti locali del partito, ha espresso dure critiche: “L’ipotesi di dimissioni per aprire la strada a elezioni anticipate e al ritorno di De Luca pone un tema gravissimo che va oltre i nomi: riguarda l’idea di istituzioni che si sta affermando”.

Secondo Bicchielli, “Salerno non può essere trattata come una casella da liberare dentro una filiera di comando. Un sindaco non è un delegato di partito, ma un rappresentante eletto dai cittadini. In assenza di una mozione di sfiducia, un’uscita di scena pilotata manda un messaggio devastante: il voto popolare vale meno delle decisioni del capo”.

Il parlamentare chiede agli organi competenti di verificare le circostanze e di accertare l’eventuale esistenza di pressioni esterne, auspicando l’intervento delle forze politiche nazionali e dell’Anci con il presidente Gaetano Manfredi. “L’autonomia dei sindaci e dei Comuni è un principio da difendere sempre, soprattutto quando sono in gioco i diritti dei cittadini e la libertà di un mandato popolare. Il caso Salerno rischia di diventare un grave precedente per tutta l’Italia”.

Neonato in crisi respiratoria salvato dai carabinieri ad Avellino

In una serata che sembrava destinata a un dramma, il coraggio dei carabinieri di Avellino ha trasformato la paura in speranza, intervenendo con prontezza per salvare un neonato in crisi respiratoria, un gesto che ricorda l'importanza della solidarietà in momenti di emergenza.

Avellino – Una serata che poteva trasformarsi in tragedia si è conclusa con un lieto fine grazie al tempestivo intervento dei carabinieri di Avellino. Protagonista della vicenda un neonato di appena due mesi, colto da una grave crisi respiratoria mentre si trovava in auto con i genitori, bloccati nel traffico cittadino.

La richiesta di aiuto nel traffico

L’emergenza è scattata qualche sera fa a Mercogliano, nell’hinterland del capoluogo irpino. Una giovane madre, immobilizzata dalla congestione del traffico, ha contattato con urgenza la Centrale Operativa dei Carabinieri segnalando le condizioni critiche del figlio lattante. Il piccolo versava in gravi difficoltà respiratorie e necessitava di immediate cure mediche.

L’operatore della Centrale ha immediatamente compreso la gravità della situazione, attivando il servizio 118. Nel frattempo, l’auto con a bordo la famiglia si è fermata lungo la viabilità cittadina, dove una pattuglia della Sezione Radiomobile era impegnata in un normale servizio di controllo della circolazione stradale.

L’intervento della Radiomobile

La donna, visibilmente scossa, ha avvicinato i militari chiedendo disperatamente aiuto. I carabinieri, constatate le critiche condizioni del bambino e lo stato di forte agitazione della madre, non hanno perso tempo: hanno fatto salire entrambi a bordo dell’auto di servizio e sono partiti con la massima urgenza verso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino, già preventivamente allertato.

La corsa contro il tempo si è conclusa positivamente. Giunto in ospedale, il neonato è stato immediatamente preso in carico dal personale sanitario. Dopo alcuni giorni di ricovero e superata la fase di emergenza, il piccolo ha potuto fare ritorno a casa con i genitori.

La famiglia ha voluto esprimere pubblicamente il proprio ringraziamento all’Arma dei Carabinieri e in particolare ai militari della Sezione Radiomobile intervenuti, lodandone la tempestività, la professionalità e il senso del dovere dimostrati in un momento così delicato.

Napoli, chiude la storica mensa ferroviaria: a rischio 12 posti di lavoro

NAPOLI – La chiusura della storica mensa ferroviaria di Napoli Centrale, prevista per il 28 febbraio, solleva preoccupazioni tra i sindacati e i lavoratori, poiché mette a rischio 12 posti di lavoro e il servizio di pasti caldi per la comunità, un presidio sociale fondamentale che merita tutela.

NAPOLI – Il prossimo 28 febbraio chiuderà la storica mensa ferroviaria di Napoli Centrale, un punto di riferimento per il personale ferroviario, studenti, lavoratori e cittadini. La comunicazione è arrivata da Ferservizi, società del Gruppo FS che gestisce il servizio per conto di RFI, e ha immediatamente sollevato preoccupazioni tra i sindacati e i lavoratori.

Secondo quanto denunciano Angelo Lustro, Massimo Aversa e Pierino Ferraiuolo, segretari generali rispettivamente di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, la chiusura rischia di compromettere 12 posti di lavoro e di cancellare un presidio sociale che da anni garantisce pasti caldi a prezzi calmierati, coniugando accoglienza, qualità e funzione sociale. “Non è solo un punto ristoro – sottolineano i sindacalisti – ma un servizio pubblico di prossimità che merita tutela”.

I sindacati hanno lanciato un appello urgente a RFI, Ferservizi e alle istituzioni locali e regionali affinché si garantisca la continuità del servizio, attraverso un nuovo affidamento o una manifestazione di interesse pubblica, tutelando tutti i livelli occupazionali e valorizzando la funzione sociale della mensa. Lustro, Aversa e Ferraiuolo avvertono che non resteranno a guardare: “Saremo al fianco dei lavoratori, pronti a mobilitarci per difendere diritti, occupazione e servizi per la comunità”.

Agnano, al via i lavori per riaprire la strada chiusa dopo il crollo

Agnano, Napoli, ha avviato oggi i lavori per riaprire una strada chiusa da un crollo avvenuto due mesi fa, un intervento fondamentale per ripristinare la mobilità nel quartiere e migliorare i collegamenti con la conca.

NAPOLI – Sono iniziati questa mattina i lavori sul costone delle Terme di Agnano, danneggiato da un crollo che due mesi fa aveva costretto alla chiusura di una strada cruciale per la mobilità del quartiere e dei collegamenti con la conca di Agnano. L’intervento, avviato dal comune di Napoli, prevede l’impiego di mezzi speciali e continuerà anche nei giorni festivi per accelerare la riapertura della via.

Sul posto era presente il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, da tempo impegnato insieme al membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde, Rosario Pugliese, per sollecitare l’avvio immediato dei lavori. “Ci hanno assicurato che gli interventi proseguiranno senza interruzioni anche nei giorni festivi – ha dichiarato Borrelli – per garantire che la strada sia percorribile quanto prima. Continueremo a seguire la vicenda con la massima attenzione”.

Il crollo aveva isolato temporaneamente il quartiere, complicando i collegamenti e la circolazione veicolare, rendendo urgente l’intervento dell’amministrazione comunale. La ripresa dei lavori rappresenta quindi un passo decisivo per ristabilire la normalità e garantire sicurezza e accessibilità ai cittadini.

Caserta, firmato protocollo con la FIN per la riqualificazione dello Stadio del Nuoto

La firma del protocollo tra la Provincia di Caserta e la Federazione Italiana Nuoto segna un momento cruciale per la rinascita dello Stadio del Nuoto, un impianto chiuso da tempo, ora pronto a tornare al centro della vita sportiva e sociale della comunità.

CASERTA – Una svolta per lo Stadio del Nuoto di Caserta: questa mattina a Roma è stato firmato il protocollo d’intesa tra la Provincia di Caserta e la Federazione Italiana Nuoto, segnando l’avvio concreto del percorso di riqualificazione dell’impianto di via Laviano. L’accordo, sottoscritto dal presidente della Provincia Anacleto Colombiano e dal presidente della FIN Paolo Barelli, prevede un supporto tecnico-specialistico per l’analisi dello stato dell’impianto, la definizione di soluzioni progettuali conformi agli standard tecnici FIN e CONI e l’assistenza nella progettazione degli interventi di ristrutturazione e adeguamento.

L’intesa, della durata di 24 mesi, consentirà anche di valutare le modalità di gestione più adatte a garantire continuità, sviluppo e valorizzazione delle attività natatorie, sia di base che agonistiche. “Con questo protocollo – ha spiegato Colombiano – compiamo un passo decisivo per restituire alla comunità uno spazio di sport, aggregazione e crescita. La collaborazione con la Federazione ci permetterà di garantire qualità progettuale, sicurezza e piena funzionalità dell’impianto”.

Il presidente della FIN Paolo Barelli ha sottolineato l’impegno della Federazione nell’assistere la Provincia, mettendo a disposizione esperti e tecnici per verificare le necessità progettuali e operative e restituire la piscina al territorio nel più breve tempo possibile. Lo Stadio del Nuoto, chiuso al momento dell’insediamento di Colombiano, vedrà così partire le attività propedeutiche ai lavori di riqualificazione, compresi i test di laboratorio sui materiali e il completamento del progetto di fattibilità tecnico-economica.

Serie A, designazioni arbitrali per la 21ª giornata: Fourneau per Napoli-Sassuolo

Con l'avvicinarsi della 21ª giornata di Serie A, l'attenzione si concentra su Napoli-Sassuolo, dove l'arbitro Francesco Fourneau avrà il compito di gestire un match cruciale per le ambizioni partenopee, creando così un'atmosfera carica di aspettative tra i tifosi e la squadra.

La Serie A torna in campo con la 21ª giornata e la Lega ha reso note le designazioni arbitrali che dirigeranno i match più attesi del weekend. Sabato alle 15, Udinese-Inter sarà affidata a Marco Di Bello della sezione di Brindisi, coadiuvato dagli assistenti Bercigli e Zingarelli, con Feliciani quarto ufficiale e Mazzoleni e La Penna in Var.

Sempre sabato, alle 18, Francesco Fourneau di Roma guiderà Napoli-Sassuolo, mentre alle 20.45 Davide Massa di Imperia sarà al centro di Cagliari-Juventus. La domenica propone quattro incontri: Parma-Genoa alle 12.30 con Luca Pairetto, Bologna-Fiorentina alle 15 con Daniele Doveri, Torino-Roma alle 18 con Daniele Chiffi e Milan-Lecce alle 20.45 con Luca Zufferli.

Il turno si chiuderà lunedì con i posticipi Cremonese-Verona, affidata ad Alberto Ruben Arena di Torre del Greco, alle 18.30, e Lazio-Como, diretta da Michael Fabbri di Ravenna, alle 20.45. La 21ª giornata era stata inaugurata già venerdì sera con Pisa-Atalanta, anticipata a Matteo Marchetti di Ostia Lido.

Linea Eav Cumana, dal 21 febbraio attiva la tratta completa Montesanto-Torregaveta

NAPOLI – Dal 21 febbraio 2026, la linea Cumana ripristinerà il servizio completo da Montesanto a Torregaveta, grazie al termine dei lavori di messa in sicurezza nella galleria Monte Olibano, necessari dopo il terremoto del luglio 2025, garantendo così un collegamento vitale per pendolari e turisti.

NAPOLI – Dal 21 febbraio 2026 la linea Cumana tornerà pienamente operativa sull’intera tratta da Montesanto a Torregaveta. A comunicarlo è l’Ente Autonomo Volturno, a seguito di incontri con la Regione Campania e Rete Ferroviaria Italiana del gruppo FS Italiane.

I lavori nella galleria Monte Olibano, necessari a seguito dei danni provocati dal terremoto di magnitudo 4.0 che ha colpito l’area dei Campi Flegrei il 18 luglio 2025, sono ormai in fase di ultimazione. Le operazioni hanno previsto interventi di consolidamento, messa in sicurezza e verifiche tecniche finalizzate a garantire la piena funzionalità e la sicurezza della tratta, consentendo così la riapertura completa del servizio.

L’Ente sottolinea che il completamento dei lavori permetterà ai pendolari e ai turisti di viaggiare nuovamente senza interruzioni tra Montesanto e Torregaveta, ripristinando un collegamento strategico per la mobilità della zona flegrea e migliorando l’affidabilità complessiva della rete Cumana.

Spaccio a San Nicola la Strada, arrestato 25enne di Caivano

La lotta contro lo spaccio di droga a San Nicola la Strada si intensifica con l'arresto di un 25enne di Caivano, un episodio che svela non solo la continua presenza del crimine, ma anche il persistente impegno delle forze dell'ordine nel monitorare e contrastare queste attività nella provincia di.

SAN NICOLA LA STRADA – Ieri pomeriggio, i Carabinieri hanno arrestato un 25enne di Caivano, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile della cessione di sostanza stupefacente. L’episodio è avvenuto a San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, quando i militari hanno notato il giovane fermarsi davanti al cancello di un’abitazione per consegnare una dose di cocaina a un acquirente, ricevendo in cambio una banconota da 50 euro.

Subito bloccato dai Carabinieri, il 25enne è stato arrestato sul posto. Dai successivi accertamenti è emerso che, oltre a essere sottoposto all’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria, il giovane si era recato sul luogo dello spaccio guidando senza patente, mai conseguita. Per questo motivo è stato denunciato anche per guida senza patente, mentre l’acquirente è stata segnalata alla Prefettura come assuntrice di sostanze stupefacenti.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo. L’operazione conferma l’attenzione dei Carabinieri nella lotta allo spaccio di droga sul territorio casertano e il controllo costante delle aree maggiormente esposte a questo fenomeno.

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