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Napoli, al Pascale nasce il nuovo reparto d’eccellenza per curare i tumori del sangue

NAPOLI – È più di un nuovo reparto: è una dichiarazione di intenti. Con l’inaugurazione dell’unità di trapianti di cellule staminali e terapie cellulari avanzate, l’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli compie un salto di qualità decisivo nella cura dei tumori del sangue e delle patologie autoimmuni gravi. In 600 metri quadrati di tecnologie di ultima generazione e ambienti progettati per il benessere psicofisico dei pazienti, il settimo piano del Pascale si trasforma nel simbolo di un Sud che cura e che vuole trattenere i suoi malati.

Sei posti letto in un’unica stanza ad aria filtrata, monitoraggi multiparametrici intensivi, spazi ricreativi, zone per ricevere familiari: ogni dettaglio del nuovo reparto è pensato per supportare i pazienti più fragili, candidati a trapianti allogenici e terapie cellulari come le CAR-T. Una risposta concreta all’esodo sanitario verso il Nord, che ora trova un argine forte e radicato proprio nel cuore di Napoli.

A guidare il progetto è il direttore del reparto di Ematologia oncologica, Antonello Pinto, ma a fare notizia è anche la visione d’insieme che coinvolge la Regione Campania, l’Accademia di Belle Arti (che ha contribuito all’umanizzazione degli spazi), e la Beat Leukemia Org.

Durante l’inaugurazione, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha sottolineato come questa nuova ala del Pascale sia parte di una strategia sanitaria più ampia: dall’Istituto per le Neuroscienze all’Ospedale del Mare, fino alla prossima introduzione della protonterapia, tecnologia d’avanguardia che consente di colpire le cellule tumorali riducendo i danni ai tessuti sani.

“Stiamo mantenendo le promesse fatte ai cittadini: più cure, più vicinanza, più eccellenza. Basta viaggi della speranza”, ha dichiarato Maurizio di Mauro, direttore generale del polo oncologico. Napoli, intanto, si candida ad essere centro di riferimento per le terapie oncologiche più evolute d’Europa.

Frana di Ischia, le famiglie delle vittime si oppongono all’archiviazione: “L’evento era prevedibile”

NAPOLI – Non accettano l’archiviazione, non vogliono che la morte dei loro cari finisca tra le righe di un fascicolo chiuso troppo in fretta. È durissimo il contenuto dell’atto di opposizione presentato dagli avvocati delle famiglie delle vittime della frana di Casamicciola, a Ischia, che il 26 novembre 2022 travolse case e persone, uccidendo dodici persone, tra cui un neonato.

Secondo i legali, ci sarebbero stati segnali chiari, documenti ufficiali e uno studio del 2019 – mai preso in considerazione dagli inquirenti – che individuava proprio nella zona colpita un corpo franoso attivo, con superamento delle soglie di pericolosità. Un elemento che, secondo la difesa, rendeva prevedibile l’evento e imponeva un intervento concreto da parte degli enti preposti.

La Procura di Napoli, nella richiesta di archiviazione di 56 pagine, aveva invece definito la frana come un evento eccezionale e rapidissimo, avvenuto in un’area che mai prima era stata teatro di disastri simili. Un’ipotesi che ora viene messa in discussione dalla controinchiesta condotta dagli avvocati Massimo Stilla, Gianluca e Aniello Palomba, Raffaele e Giovanni Di Meglio, in rappresentanza delle famiglie Castagna, Mazzella, Scotto Di Minico e Monti.

Secondo la loro ricostruzione, il disastro del 2022 non sarebbe stato solo una tragica fatalità, ma il risultato di omissioni gravi, a più livelli. Lo studio di microzonazione sismica, sostengono, doveva essere usato come strumento normativo per la pianificazione della messa in sicurezza del territorio. Invece, fu ignorato. Ora si chiede un nuovo ciclo di indagini, che tenga conto proprio di quei dati tecnici mai acquisiti e mai valutati nella prima fase dell’inchiesta. Le famiglie non si rassegnano: “Chi aveva il dovere di intervenire, sapeva. E non ha fatto abbastanza”.

Anzio, ritrovato il corpo del pescatore disperso dopo il naufragio

ANZIO – Dopo oltre 24 ore di ricerche, il mare ha restituito il corpo del pescatore disperso nel naufragio avvenuto al largo di Anzio. A individuarlo, nelle acque antistanti la costa laziale, è stato il nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco, impegnato da ieri con le squadre del Comando di Roma e il supporto dei colleghi di Napoli e della Capitaneria di Porto.

Il dramma si è consumato con il ribaltamento di un peschereccio lungo 15 metri, affondato durante una battuta di pesca. Il corpo, una volta recuperato, è stato trasferito al molo di Anzio, chiudendo tragicamente una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso l’intera comunità.

Non si conoscono ancora nel dettaglio le cause dell’incidente: saranno le autorità marittime a ricostruire l’accaduto e chiarire la dinamica del naufragio. Ma per ora, resta il silenzio del mare e il dolore di una perdita.

INGV, nominati i nuovi direttori dei Dipartimenti scientifici e delle Sezioni per il triennio 2025-2028

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–L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha annunciato oggi la nomina dei nuovi direttori dei Dipartimenti scientifici e delle Sezioni di ricerca per il triennio 2025-2028.

A partire da settembre 2025, i Dipartimenti saranno guidati da Maria Fabrizia Buongiorno (Ambiente), Salvatore Stramondo (Terremoti) e Stefano Felice Branca (Vulcani).Nuove nomine e riconferme anche per le Sezioni e gli Osservatori: Micol Todesco dirigerà la Sezione di Bologna, Tomaso Esposti Ongaro quella di Pisa, Giuseppe Di Stefano la Sezione di Roma 1, Vincenzo Romano la Sezione di Roma 2, Lucia Pappalardo l’Osservatorio Vesuviano di Napoli, Annamaria Vicari la Sezione Irpinia, Salvatore Gambino l’Osservatorio Etneo di Catania e Antonio Paonita la Sezione di Palermo.

Restano in carica, poiché non in scadenza, Lucia Margheriti, Direttrice dell’Osservatorio Nazionale Terremoti, e Francesca Pacor, alla guida della Sezione di Milano.

“Siamo orgogliosi di accogliere i nuovi direttori nominati dal Consiglio di Amministrazione – ha dichiarato Fabio Florindo, Presidente dell’INGV –. Sono certo che sapranno guidare con competenza le attività di ricerca, monitoraggio e sorveglianza sismica, vulcanica e di rischio maremoto, consolidando il ruolo dell’Istituto come punto di riferimento per la comunità scientifica nazionale”.

Florindo ha sottolineato l’importanza della partecipazione a progetti di ricerca europei e internazionali, che permetteranno di potenziare le reti infrastrutturali per approfondire la conoscenza del funzionamento del Pianeta, dai terremoti ai vulcani, fino agli effetti dei cambiamenti climatici e alle risorse energetiche sostenibili.

Il Direttore Generale Giovanni Torre, unendosi agli auguri di buon lavoro, ha evidenziato il valore del dialogo tra i direttori e l’amministrazione dell’Ente per affrontare le sfide della ricerca scientifica e perseguire la missione dell’INGV con determinazione e innovazione.

Napoli punta sul Maradona per Euro 2032

Napoli – Napoli si lancia nella corsa per ospitare gli Europei di calcio del 2032. Il Comune ha ufficializzato l’intenzione di candidare lo Stadio “Diego Armando Maradona” come una delle cinque sedi italiane designate dalla UEFA per il prestigioso torneo, assegnato congiuntamente a Turchia e Italia.

In vista della scadenza di ottobre 2026 per la selezione degli stadi, l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, ha già predisposto un piano di intervento da circa 10 milioni di euro per l’adeguamento della struttura di Fuorigrotta. L’obiettivo principale è conformarsi agli standard UEFA e aumentare la capienza del “Maradona”.

Lavori di riqualificazione e riapertura del terzo anello

Il documento di indirizzo alla progettazione, definito dal Comune di Napoli, prevede una serie di interventi cruciali. Oltre ai lavori di efficientamento energetico e messa in sicurezza sismica, è contemplata la riapertura del terzo anello, che permetterebbe un ampliamento della capienza fino a 10mila posti in più.

Il “Maradona”, casa dell’unica squadra campana di Serie A e vincitrice dell’ultimo scudetto 2024-2025, rappresenta un simbolo per la regione, e Napoli, già Capitale Europea dello Sport 2026, intende valorizzare al massimo questa opportunità.

Per garantire la completa realizzazione del progetto di riqualificazione, il sindaco Manfredi ha formalmente richiesto un supporto economico al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. La richiesta ammonta a 150 milioni di euro, attingendo a programmazioni regionali finalizzate a tali attività.

La sollecitazione alla Regione si basa sull’attenzione già dimostrata da De Luca per gli impianti sportivi in altre città campane e sulla scia dei finanziamenti ottenuti per l’ammodernamento delle strutture in occasione delle Universiadi 2019 a Napoli.

L’obiettivo complessivo del Comune di Napoli, oltre alla candidatura per Euro 2032, è avviare una collaborazione proficua con la Regione per generare un ritorno positivo, sia a livello sportivo che extrasportivo, per l’intero territorio regionale.

Napoli, Lido Mappatella, il business degli abusivi continua indisturbato

La spiaggia libera di Lido Mappatella alla Rotonda Diaz torna a far parlare di sé per gli ennesimi episodi di occupazione abusiva.

Un video, diffuso sui social e segnalato al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, mostra un gruppo di abusivi all’opera mentre piazzano sedie e ombrelloni, chiedendo denaro a un turista ignaro.

Tra loro, riconoscibile, c’è lo stesso uomo in costume rosso che domenica scorsa ha aggredito il giornalista Marco Rota mentre documentava queste attività illegali.

“Denunce inascoltate, abusivi sempre al loro posto”

“È l’ennesima dimostrazione di come, nonostante le nostre continue denunce e gli interventi delle forze dell’ordine, questi soggetti tornino puntualmente al loro posto come se nulla fosse”, dichiarano Borrelli e il consigliere municipale di Europa Verde Lorenzo Pascucci. I due politici sottolineano l’urgenza di un intervento deciso: “Una spiaggia libera non può essere considerata davvero tale se i cittadini sono costretti a sottostare ai ‘comandamentì di chi lucra in maniera prepotente e illecita su uno spazio pubblico”.

Turisti e residenti sotto ricatto

Il video ha riacceso l’indignazione di residenti e turisti, sempre più spesso vittime di un sistema parallelo che impone regole non scritte e tariffe abusive. “È inaccettabile che chi prova a difendere la legalità venga aggredito, mentre gli abusivi continuano a operare impunemente”, aggiungono Borrelli e Pascucci, chiedendo “un presidio fisso e tolleranza zero” per porre fine a questa situazione.

Ladri in spiaggia: un arresto ma il fenomeno persiste

Sul fronte della sicurezza, ieri un borseggiatore è stato arrestato dalla polizia mentre rubava uno zaino contenente soldi, effetti personali e un iPhone a una donna sulla stessa spiaggia. L’uomo è stato processato in direttissima stamattina. “Ringraziamo le forze dell’ordine per aver rafforzato i controlli dopo le numerose denunce – concludono Borrelli e Pascucci – ma vogliamo un lido veramente libero: da ladri, abusivi e incivili”.

Nonostante l’arresto, il fenomeno dei furti resta preoccupante: nelle ultime settimane si sono verificati decine di episodi ai danni di bagnanti. Una situazione che rischia di compromettere ulteriormente l’immagine della città e la vivibilità degli spazi pubblici, mentre gli abusivi continuano a operare indisturbati sotto gli occhi di tutti.

Coppia di pusher in manette a Forio d’Ischia

Forio d’Ischia – Un’operazione antidroga condotta dai Carabinieri della stazione di Forio ha portato all’arresto di una coppia, un uomo e una donna, accusati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Il blitz è scattato in un’abitazione sull’isola dove sono stati rinvenuti una serra artigianale e un ingente quantitativo di droga.

I militari hanno fatto irruzione nell’appartamento abitato da Alessandro Celebrin, 24enne già noto alle forze dell’ordine, e dalla sua compagna, una 23enne incensurata. All’interno dell’abitazione, i Carabinieri hanno scoperto una vera e propria serra artigianale contenente quattro piante di marijuana alte circa un metro.

La perquisizione ha inoltre permesso di rinvenire quattro panetti di hashish per un peso complessivo di 360 grammi. Trovate anche due dosi della stessa sostanza, diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente e la somma di 1090 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività illecita.

Entrambi, l’uomo e la donna, sono stati tratti in arresto e dovranno rispondere dell’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio. Sono ora in attesa di giudizio.

Lavori sulla linea Napoli-Cancello: treni fermi per potenziamento infrastrutturale

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Napoli – Proseguono i lavori di potenziamento sulla linea ferroviaria Napoli-Caserta, via Cancello, nell’ambito del progetto Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari.

Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ha annunciato interventi infrastrutturali inderogabili, fondamentali per completare il lotto Napoli-Cancello, la cui attivazione è prevista nei primi mesi del 2026.Per garantire l’operatività dei cantieri, la circolazione ferroviaria sarà sospesa tra le stazioni di Acerra e Cancello dalle 23:30 di sabato 26 luglio alle 15:30 di domenica 27 luglio.

Le modifiche interesseranno il programma di alcuni treni regionali e a lunga percorrenza. I viaggiatori possono consultare i dettagli sui provvedimenti di circolazione attraverso i canali di vendita delle imprese ferroviarie.Un ulteriore passo verso il miglioramento della rete ferroviaria campana, con l’obiettivo di potenziare i collegamenti ad alta velocità tra Napoli e Bari.

Tragedia nei campi di Aquara: si ribalta il trattore, muore schiacciato un 79enne

Aquara – Una mattina di lavoro nei campi si è trasformata in tragedia ad Aquara, piccolo centro dell’entroterra salernitano. Un uomo di 79 anni ha perso la vita schiacciato dal trattore che si è improvvisamente ribaltato mentre arava un appezzamento di terreno di sua proprietà.

L’incidente è avvenuto intorno alle 10 del mattino. Secondo una prima ricostruzione, il mezzo agricolo avrebbe perso aderenza su un tratto in pendenza, rovesciandosi e finendo addosso all’agricoltore, che non avrebbe avuto il tempo di mettersi in salvo. A lanciare l’allarme è stata la moglie, accorsa dopo aver sentito il rumore del mezzo e le urla disperate del marito.

I soccorsi e le indagini

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, ma per l’anziano non c’era ormai più nulla da fare. Troppo gravi i traumi riportati nell’impatto con il trattore, che lo ha schiacciato sotto il proprio peso.

I carabinieri della Compagnia di Agropoli hanno eseguito i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Non si esclude che a causare l’incidente sia stato un cedimento del terreno o un malfunzionamento del mezzo.

L’ennesima vittima tra i campi

L’uomo era molto conosciuto in paese: da sempre dedito al lavoro nei campi, conduceva una vita tranquilla insieme alla moglie. La comunità di Aquara è sotto choc per l’accaduto. “Era una persona laboriosa e gentile – raccontano alcuni vicini – anche alla sua età non aveva mai smesso di prendersi cura della terra”.

Purtroppo, quella di oggi è l’ennesima vittima tra gli agricoltori anziani impegnati in lavori pesanti spesso in solitudine e con mezzi datati. Incidenti simili sono ancora troppo frequenti nelle zone rurali del Sud Italia, dove la sicurezza sul lavoro resta una sfida aperta.

Basta cinghiali!” Coldiretti Caserta porta la battaglia in Regione: il 30 luglio l’incontro decisivo

Caserta – L’invasione dei cinghiali ha ormai superato il limite della tolleranza. Campi devastati, colture distrutte, branchi sempre più vicini alle case e alla vita quotidiana dei cittadini. Coldiretti Caserta dice basta e porta la sua protesta direttamente in Regione Campania.

Il pressing ha funzionato: l’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo, ha convocato per martedì 30 luglio alle ore 11 un incontro cruciale negli uffici del Centro Direzionale di Napoli. Sul tavolo, l’emergenza fauna selvatica e, in particolare, il caos legato alla caccia di selezione nell’ATC Caserta, sospesa nelle scorse settimane, con ricadute pesanti anche in altre province campane.

Accanto a Coldiretti Caserta ci saranno anche i rappresentanti del Servizio Veterinario dell’Asl di Caserta e i funzionari degli uffici regionali per Caccia, Pesca, Acquacoltura, Zootecnia e Benessere Animale.

“La situazione è diventata insostenibile”, denuncia Coldiretti. “I cinghiali invadono i centri abitati, distruggono interi raccolti e mettono a rischio la sicurezza stradale e personale dei cittadini. Serve un piano serio, servono regole chiare e soprattutto azioni concrete”.

L’associazione degli agricoltori si aspetta che l’incontro del 30 luglio segni un punto di svolta. “Ora basta rinvii. Dalla Regione ci aspettiamo risposte, non promesse”.

La guerra contro i cinghiali è cominciata. E questa volta, a guidare l’assalto, è chi la terra la coltiva davvero.

Campania, torna l’emergenza caldo: allerta per nuove “ondate di calore” 

Napoli – L’estate rovente del 2025 non dà tregua alla Campania. Dopo settimane di temperature elevate, la Protezione Civile regionale ha diramato un nuovo avviso di criticità per “ondate di calore”, in vigore dalle 12 di giovedì 24 luglio fino alle 8 di sabato 26 luglio.

Secondo le previsioni del Centro Funzionale della Regione Campania, sono attesi picchi di temperatura superiori di 5-6 gradi rispetto alle medie stagionali, accompagnati da un tasso di umidità elevato, che sulle aree costiere potrebbe superare il 70% nelle ore serali e notturne.

Le autorità raccomandano massima prudenza, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione: anziani, bambini, cardiopatici e soggetti con patologie croniche. Sconsigliate le uscite durante le ore centrali della giornata, così come l’attività fisica all’aperto o gli spostamenti non necessari in auto. È fondamentale mantenere ambienti freschi e ben ventilati, bere molta acqua e prendersi cura anche degli animali domestici, che possono soffrire gli effetti delle alte temperature tanto quanto gli esseri umani.

Le amministrazioni locali sono state invitate a mantenere attive le misure di sorveglianza e supporto alle persone più vulnerabili, così come previsto dai protocolli di emergenza legati agli eventi climatici estremi.

Questa nuova allerta si inserisce in un’estate che sta segnando temperature record in tutta la regione, con Napoli, Caserta, Salerno e Benevento tra le province più colpite. I cittadini sono invitati a seguire gli aggiornamenti e le indicazioni delle autorità per affrontare al meglio questa nuova ondata di calore.

Campania, otto casi di virus West Nile: quattro pazienti in rianimazione

Napoli – Otto casi confermati di infezione da virus West Nile sono stati registrati in Campania, quattro dei quali in condizioni gravi, attualmente ricoverati nei reparti di rianimazione degli ospedali Moscati di Aversa e Cotugno di Napoli.

gran parte dei contagiati avrebbe soggiornato di recente nella zona di Baia Domizia, nel litorale casertano, dove si sarebbe sviluppato un primo cluster di infezione.

Il virus West Nile, trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette, rappresenta un problema sanitario emergente anche in Italia. Non si tratta di un virus nuovo a livello globale, ma il suo arrivo in Campania preoccupa soprattutto per il numero crescente di casi gravi che si sono manifestati in un breve arco di tempo.

I sintomi riscontrati nei pazienti ricoverati sono febbre alta, spossatezza e malessere generale, manifestazioni tipiche dell’infezione nelle sue forme più severe. Le aree attualmente sotto osservazione, oltre al litorale casertano, includono le zone umide e acquitrinose di Persano e la foce del fiume Sele, nel Salernitano, dove le condizioni ambientali favoriscono la proliferazione delle zanzare vettori del virus.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha rassicurato: «Il problema c’è, ma non registriamo focolai estesi. La situazione è sotto controllo. Stiamo esaminando con attenzione le caratteristiche di questi virus emergenti e disponiamo delle competenze tecnico-scientifiche per affrontare la situazione».

Il virus del West Nile, che ha già provocato focolai in altre regioni italiane negli anni scorsi, può risultare particolarmente pericoloso per soggetti anziani o immunodepressi. Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre in forma lieve o asintomatica, ma in una percentuale ristretta può causare complicazioni neurologiche gravi come encefaliti o meningiti.

Le autorità sanitarie raccomandano misure di prevenzione individuale, soprattutto nelle zone costiere e in prossimità di acque stagnanti: evitare le punture di zanzare, usare repellenti, indossare abiti lunghi durante le ore serali e proteggere le abitazioni con zanzariere.

La Regione Campania, in collaborazione con le ASL locali, ha avviato un monitoraggio attento dei casi e delle aree a rischio, mentre prosegue il lavoro di controllo entomologico per individuare e limitare la diffusione del virus nei territori sensibili.

Minorenne tenta furto scooter, bloccato con coltello e morsettiera: denunciato a Marechiaro

NAPOLI – Si aggiravano con fare sospetto tra gli scooter parcheggiati lungo via Marechiaro, ma il loro comportamento non è sfuggito ai carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli. Quando la pattuglia si è avvicinata per un controllo, uno dei due ragazzini ha tentato di disfarsi di un coltello a scatto e si è dato alla fuga.

I militari, però, sono riusciti a bloccarlo pochi metri dopo. Il giovane, appena 14enne, è stato trovato in possesso di una morsettiera appena strappata da uno scooter. Un dettaglio che ha subito trovato riscontro nella denuncia appena presentata da una donna che aveva segnalato il tentato furto del proprio mezzo.

Nel frattempo, l’altro ragazzo è riuscito a scappare in sella a un Sym Symphony, poi ritrovato poco distante: anch’esso era stato rubato. L’arma è stata sequestrata, il minorenne denunciato per ricettazione e porto abusivo di armi. Dopo le formalità, è stato affidato ai genitori. Proseguono le indagini per risalire all’identità del complice in fuga.

Nocera Inferiore, vincita record al Lotto: premi per oltre 216mila euro

NOCERA INFERIORE – La fortuna fa tappa in provincia di Salerno e regala un bottino da sogno. A Nocera Inferiore, in via Giuseppe Atzori, è stata centrata una vincita da 216.600 euro grazie a una combinazione vincente al Lotto, che ha fruttato sei ambi, quattro terni, una quaterna e una vincita Lottopiù.

Secondo quanto riportato da Agipronews, si tratta del premio più alto assegnato nell’ultima estrazione nazionale, che ha visto l’intero sistema del Lotto distribuire ben 4,4 milioni di euro in tutta Italia.

Un inizio di 2025 fortunato per i giocatori: da gennaio ad oggi, il totale dei premi distribuiti dal Lotto ha già superato i 745 milioni di euro. Intanto a Nocera si brinda, e non poco, a un colpo che lascia il segno.

Caivano, ennesimo incidente: muore 45enne

Caivano– Un’altra tragedia, un’altra vita spezzata sull’asfalto di una Campania che brucia da giorni, divorata dagli incendi e ferita dai troppi incidenti stradali.

Questa mattina, sulla Statale Sannitica, in direzione Caivano, ha perso la vita Aniello Savarese, 45 anni, centauro originario della zona.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Caivano, l’uomo era in sella alla sua moto quando è stato travolto da un’auto proveniente dal senso opposto, guidata da un operaio di 49 anni. La vettura stava svoltando verso la zona ASI, e lo scontro sarebbe stato inevitabile. Un impatto violentissimo. Per Aniello non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo.

Un’altra croce sull’asfalto. Un altro nome da aggiungere alla lunga lista delle vittime della strada. Una ferita che si allarga ogni giorno di più, mentre la Campania combatte su più fronti: fiamme che devastano ettari di territorio, e strade che si trasformano in trappole mortali.

Le cause esatte dell’incidente sono ancora al vaglio degli inquirenti, ma la dinamica sembra purtroppo chiara. E mentre le autorità indagano, una famiglia piange e una comunità si interroga: quante altre vittime servono prima che si affronti seriamente l’emergenza sicurezza sulle nostre strade?

Nel cuore dell’estate, tra incendi, fumo e lutti, la Campania continua a pagare un prezzo altissimo. Un prezzo che si misura in vite umane.

Porto di Salerno, i sindaci della Costiera dicono no all’allargamento: “Masterplan devastante per ambiente e turismo”

Cresce la tensione lungo la Costiera Amalfitana. Il nuovo masterplan del Porto di Salerno, con le sue linee guida che guardano al 2030, fa tremare le comunità di Vietri sul Mare, Cetara e Maiori. Il piano, che punta all’allargamento del molo di Ponente – con la conseguente cancellazione della spiaggia adiacente – e soprattutto all’allungamento del molo Manfredi, è considerato una minaccia diretta all’identità, all’ambiente e all’economia dell’intera area costiera, gioiello riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

A guidare la protesta, i sindaci dei tre comuni costieri: Giovanni De Simone per Vietri, Fortunato Della Monica per Cetara e Antonio Capone per Maiori. Con loro anche Italia Nostra e Legambiente, che denunciano l’impatto devastante di un’opera che rischia di alterare per sempre la morfologia e la vivibilità del litorale.

Domani mattina, alle 10:30, l’aula consiliare di Vietri ospiterà una conferenza stampa in cui le istituzioni e le associazioni ambientaliste ribadiranno con decisione il loro no a una pianificazione giudicata calata dall’alto, priva di visione sostenibile e lesiva di un fragile ecosistema.

Per i promotori della mobilitazione, il futuro della Costiera non può essere sacrificato sull’altare di uno sviluppo portuale che appare sordo alle esigenze dei territori e cieco rispetto alla tutela di un bene collettivo. Il rischio, dicono, è quello di compromettere irrimediabilmente il tessuto economico fondato su turismo e paesaggio, in nome di un’espansione infrastrutturale che sembra non tener conto del valore storico e ambientale del contesto in cui si inserisce.

Concerti di Geolier ad Agnano: il piano traffico per le date del 25 e 26 luglio

L’Ippodromo di Agnano si prepara a diventare il cuore pulsante della musica napoletana con il doppio concerto di Geolier, in programma venerdì 25 e sabato 26 luglio. Un evento attesissimo, che richiamerà migliaia di persone da tutta la Campania e che ha spinto il Comune di Napoli e la direzione della X Municipalità a istituire un massiccio dispositivo temporaneo di circolazione per garantire sicurezza e fluidità.

A partire dalle ore 14 di venerdì, e con la stessa modalità sabato, sarà vietato il transito veicolare nell’intera area attorno all’Ippodromo: via Beccadelli, via Agnano Astroni, via Astroni e tutte le strade limitrofe saranno completamente interdette alle auto. L’interdizione durerà fino a quando le autorità di pubblica sicurezza non riterranno cessate le esigenze di ordine pubblico, trasformando così l’intera zona in una vasta area pedonale a misura di evento.

I provvedimenti non si fermano al traffico. Già dalle 8 del mattino di venerdì scatterà il divieto di sosta su entrambi i lati di tutte le strade interessate, comprese via Nuova Agnano, viale della Liberazione e via R. Ruggiero. La misura resterà in vigore fino a domenica 27 luglio, a garanzia di uno sfollamento ordinato e sicuro.

Sgominata la “banda dei Rolex”: 13 arresti per rapine di lusso in tutta Europa

Una vasta operazione della Polizia di Stato ha smantellato una pericolosa banda di napoletani e casertani specializzata in furti e rapine di orologi di lusso, principalmente Rolex.

L’azione ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Lucca, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 13 persone gravemente indiziate di associazione a delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Lucca e dal Commissariato di Forte dei Marmi, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, hanno permesso di identificare i componenti di un gruppo criminale composto da circa 22 persone, tutti di origine campana. La banda era specializzata in colpi rapidi e violenti, con un bottino complessivo stimato in 374.000 euro.

Una rete criminale transnazionale

La portata dell’organizzazione era ben più ampia di quanto inizialmente ipotizzato. Le indagini hanno rivelato l’esistenza di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale, con ramificazioni non solo in Italia (Forte dei Marmi, Milano, Torino), ma anche all’estero, in particolare in Spagna (Ibiza), Francia (Nizza, Cannes, Saint-Tropez) e Germania (Monaco).

Grazie al contributo investigativo delle polizie spagnola e francese, attivato tramite ordini di indagine europei, è stato possibile documentare l’esistenza di un sodalizio criminale perfettamente strutturato e stabilmente dedito a furti, rapine e alla successiva ricettazione di orologi di lusso. La banda beneficiava di una rete di fiancheggiatori che fornivano supporto logistico, procurando case in affitto, auto, documenti falsi e targhe.

Il modus operandi

Gli investigatori della Squadra Mobile di Lucca hanno ricostruito un modus operandi ben collaudato. I rapinatori,  in sella a motociclette e seguiti da complici su autovetture, percorrevano le strade più trafficate delle località turistiche a caccia delle loro vittime. Una volta individuato l’obiettivo, attendevano il momento propizio – ad esempio quando la vittima scendeva dall’auto o usciva da un locale – per poi aggredirla e strapparle l’orologio.

La violenza usata era spesso estrema: alcune vittime, tra cui anziani, sono state colpite con pugni al volto e al torace. Ogni membro della banda aveva un ruolo preciso: dagli esecutori materiali delle rapine a chi si occupava di spostare gli scooter usati per i crimini, anche all’estero, per eludere i controlli e compiere analoghi colpi con la stessa efferatezza.

L’identificazione di alcuni membri è avvenuta anche grazie a dettagli singolari: uno dei soggetti è stato riconosciuto perché immortalato in tre occasioni con lo stesso paio di scarpe, un altro è stato identificato da una foto che lo ritraeva di spalle su una moto, ma con il volto visibile nello specchietto retrovisore.

I leader dalla prigione di Ibiza

Un elemento sorprendente emerso dalle indagini riguarda la leadership dell’organizzazione. Due degli indagati, ritenuti al vertice dell’associazione come promotori e organizzatori, continuavano a dirigere le operazioni anche mentre erano detenuti a Ibiza, dove erano stati arrestati per rapine di Rolex.

Da lì, mantenevano contatti con i sodali in Italia, fornendo indicazioni operative, scegliendo e approvando i componenti della banda, le località da colpire, e finanziando i viaggi e i mezzi di trasporto.

Tra i componenti c’era anche chi si occupava di trovare le “basi logistiche” per le “trasferte del crimine”.

A seguito dell’esecuzione delle misure cautelari, nove degli indagati sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre quattro sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Per le posizioni più marginali, il resto della banda è stato denunciato a piede libero.

L’operazione ha visto il contributo operativo della Squadra Mobile di Napoli e il supporto delle Squadre Mobili di Caserta, Foggia, Avellino e Salerno, oltre al Reparto Prevenzione Crimine Campania, tutti coordinati dal Servizio Centrale Operativo.

Truffa da 100mila a due anziani di Brescia: arrestati due napoletani in trasferta

Brescia– Ancora un drammatico episodio legato al fenomeno delle truffe agli anziani. Due uomini, spacciandosi per carabinieri e periti della Procura, sono finiti in carcere con l’accusa di truffa ed estorsione aggravata ai danni di una famiglia bresciana.

Vittime del raggiro, avvenuto lo scorso 4 febbraio, sono due coniugi ultrasessantenni e le loro figlie, costretti a consegnare denaro contante e oggetti in oro per un valore complessivo stimato in 100mila euro.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Brescia, i due arrestati – D.S., classe 1975, e F.M., classe 1978, entrambi originari della provincia di Napoli – si sarebbero presentati alla porta dell’abitazione dopo una telefonata truffaldina ricevuta dalla famiglia.

Un complice, ancora ignoto, aveva annunciato l’arrivo di finti agenti per una presunta perquisizione legata a una rapina compiuta con un’auto riconducibile alla famiglia.

Poco dopo, uno dei due indagati è riuscito a entrare in casa, qualificandosi falsamente come pubblico ufficiale e, millantando gravi conseguenze legali in caso di mancata collaborazione, ha intimidito la padrona di casa fino a farsi consegnare 8mila euro in contanti e gioielli per circa 90mila euro. Avrebbe anche fatto intendere di essere armato.

Le indagini lampo hanno portato all’identificazione dei due presunti responsabili, definiti “trasfertisti” per la loro provenienza campana e la sistematica attività criminale condotta in trasferta. Sono stati riconosciuti dalla vittima e, su richiesta della Procura di Brescia, il Gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita nei giorni scorsi.

Oltre all’arresto, il Questore di Brescia Paolo Sartori ha emesso nei confronti dei due anche fogli di via obbligatori, con divieto di ritorno nel comune di Brescia per i prossimi quattro anni. In caso di violazione, rischiano fino a 18 mesi di reclusione e una multa di 10mila euro.

«Questa tipologia di truffa è tra le più odiose, perché colpisce le fasce più fragili, ingannandole con raggiri subdoli e ben orchestrati», ha dichiarato il Questore Sartori. «Per questo motivo, la Polizia di Stato è da tempo impegnata in attività di prevenzione e sensibilizzazione, affinché gli anziani e le loro famiglie siano sempre più consapevoli dei pericoli e pronti a denunciare».

Un episodio che si inserisce nel più ampio dramma delle truffe agli anziani, un fenomeno purtroppo in crescita, che continua a mietere vittime tra le persone più vulnerabili, spesso sole e impreparate a fronteggiare simili inganni.

Benevento: arrestati 3 complici del tentato omicidio dell’ex compagna

Benevento – Una storia che sembra uscita da un film noir, ma purtroppo è realtà. Stamattina la Squadra Mobile ha arrestato due uomini e una donna, ritenuti complici di un tentato omicidio che ha dell’incredibile.

La vittima? Annarita Taddeo, ex compagna di Nicola Fallarino, che l’11 novembre 2023, mentre usciva di casa per andare al lavoro nel bar che gestiva, si è trovata davanti un incubo.

Immaginate la scena: una normale mattina d’autunno, Annarita esce con il cane come ogni giorno, quando all’improvviso un uomo con il volto coperto da un casco le spara a bruciapelo, colpendola al volto.

Prima di scappare in sella a un motorino – che poi si scoprirà essere rubato a Napoli – le ruba addirittura due cellulari. Una violenza gratuita, apparentemente senza senso.

Ma come spesso accade, il diavolo sta nei dettagli. Quell’agguato non era casuale: dietro c’era la mente del suo ex compagno, Nicola Fallarino, che nel frattempo è diventato un collaboratore di giustizia.

Proprio grazie alle sue confessioni, oggi siamo arrivati a questi tre arresti. Lui, che inizialmente aveva scelto il rito abbreviato prendendosi 10 anni di carcere, ha poi deciso di collaborare, fornendo alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli tutti gli elementi per ricostruire il puzzle.

I tre arrestati non sarebbero semplici comprimari. Secondo gli investigatori, hanno avuto un ruolo attivo in tutta la vicenda: chi si è occupato di procurare l’arma, chi del motorino per la fuga, chi dell’organizzazione logistica.

Una macchina del delitto quasi perfetta, se non fosse che – per fortuna – Annarita è sopravvissuta e oggi, a quasi due anni di distanza, la giustizia sta facendo il suo corso.

La cosa più agghiacciante? L’arma del delitto e il motorino sono stati trovati proprio vicino a casa di uno degli arrestati. Come dire: il crimine a volte torna letteralmente sul luogo del delitto. Ora i tre finiranno in carcere in attesa di processo, mentre la vicenda giudiziaria prenderà la sua strada.

E Annarita? Continua a lottare, come ha fatto fin da quel maledetto giorno. La sua storia ci ricorda quanto l’amore malato possa trasformarsi in odio, e quanto questo odio possa portare a gesti estremi. Ma ci ricorda anche che, per quanto possa sembrare difficile, la giustizia alla fine arriva. Anche se a volte ci mette un po’ più del previsto.