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Roma, 18 truffe agli anziani: arrestati 3 napoletani

I Carabinieri di Roma hanno assestato un duro colpo al fenomeno delle truffe agli anziani, arrestando tre uomini originari di Napoli, ritenuti emissari di bande specializzate nel raggirare persone fragili.

Le operazioni, condotte in collaborazione con la Procura della Repubblica di Roma, hanno portato all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere.

In un’operazione condotta a Napoli, i Carabinieri della Stazione di Roma Porta Portese hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini, di 32 e 41 anni. Sono gravemente indiziati di reati di truffa ed estorsione in danno di anziani, con un totale di 18 episodi delittuosi commessi a Roma tra dicembre 2022 e febbraio 2023.

I due indagati erano già stati colpiti da un provvedimento cautelare per altre truffe commesse nella provincia di Latina nel 2023. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sono iniziate a dicembre 2022 a seguito della denuncia di una delle vittime e si sono concluse a ottobre 2023. Attraverso l’analisi dei dati di traffico telefonico e telematico, accertamenti bancari e l’acquisizione di immagini dai sistemi di videosorveglianza, è stato possibile ricostruire il loro modus operandi e il ruolo specifico di ciascuno.

Modus operandi collaudato: dal “finto nipote” ai prelievi bancari

La banda utilizzava un sistema ben collaudato per carpire la fiducia delle vittime, tutte persone anziane di età compresa tra gli 80 e i 93 anni, spesso con patologie o in condizioni fisiche che ne limitavano la capacità di reazione. Gli espedienti più comuni includevano la tecnica del “finto nipote in difficoltà economiche” (per pagamenti insoluti o a seguito di incidenti stradali) o del “finto avvocato o rappresentante delle forze dell’ordine”.

Una volta ottenuta la fiducia, i truffatori si introducevano nelle abitazioni delle vittime, facendosi consegnare denaro, gioielli e persino carte bancomat con i relativi PIN. In alcuni casi, sono stati effettuati prelievi diretti dai conti correnti delle vittime, per un ammontare totale di circa 4.000 euro. L’indagine ha permesso di ricostruire un volume d’affari stimato in circa 400.000 euro.

Arrestato un terzo uomo: truffe tra Roma, Udine e Pordenone

Nell’ambito della stessa operazione di contrasto, i Carabinieri della Stazione di Roma Porta Portese, con la collaborazione dei colleghi della Stazione di Napoli Quartieri Spagnoli, hanno rintracciato e arrestato un terzo uomo, 40enne, anch’esso di Napoli. L’uomo era già destinatario di un provvedimento cautelare da alcuni mesi ed era irreperibile da maggio.

È gravemente indiziato dei reati di truffa aggravata ed estorsione in danno di anziani per un totale di sette episodi delittuosi, avvenuti a Roma e nelle province di Udine e Pordenone, tra marzo e maggio del 2024.

Le indagini, avviate a fine marzo 2024, hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari grazie all’acquisizione di dati di traffico telefonico e telematico, all’analisi delle immagini di videosorveglianza e all’incrocio delle descrizioni fornite dalle vittime. Il valore dei beni sottratti in questi casi ammonterebbe a circa 300.000 euro.

 

Castellammare, ubriaco sfonda il vetro del triage al pronto soccorsoe aggredisce le guardie

Una notte di caos e violenza quella trascorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.

Protagonista del brutto episodio un 49enne di Torre del Greco, Pasquale Visciano, già noto alle forze dell’ordine, che ha scatenato la sua ira contro la struttura sanitaria e il personale di sicurezza.

La lite per l’attesa e l’escalation di violenza

Tutto sarebbe nato da un banale motivo: l’uomo, accompagnando la moglie al pronto soccorso con un codice bianco (il meno urgente), non avrebbe sopportato i tempi di attesa.

In preda a quello che sembra essere stato un raptus – forse amplificato dall’alcol – Visciano ha prima sfondato con un pugno la parete in vetro che divide il triage dalla sala d’attesa, poi ha aggredito tre guardie giurate intervenute per calmare la situazione.

L’intervento dei carabinieri

Allertati dall’allarme scattato in ospedale, i militari della compagnia di Castellammare sono intervenuti tempestivamente. Dopo aver bloccato l’uomo in preda all’ira, lo hanno arrestato con l’accusa di lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento. Visciano, nato a Torre del Greco il 24 marzo 1976, è stato trasferito nel carcere di Poggioreale dove attenderà il processo.

L’accaduto riporta l’attenzione su due problemi cronici del nostro sistema sanitario: da un lato le lunghe attese al pronto soccorso, dall’altro la sicurezza del personale sanitario sempre più spesso oggetto di aggressioni. Solo poche settimane fa un episodio analogo si era verificato in un ospedale del napoletano.

Il direttore sanitario dell’ospedale San Leonardo, raggiunto per un commento, ha espresso solidarietà al personale aggredito: “Condanniamo fermamente questi atti di violenza. I nostri operatori lavorano in condizioni spesso difficili e meritano rispetto. Stiamo valutando misure per aumentare la sicurezza”.

Intanto la parete in vetro distrutta è già stata sostituita, ma il segno lasciato da questa notte di follia rimane nell’umore degli operatori che, ancora una volta, si sono trovati a fare i conti con l’aggressività di un utente.

Napoli, l’anatema del truffatore scoperto contro l’anziana: “Devi morire, devi morire”

Napoli – “Devi morire… devi morire”: così ha reagito uno dei tre truffatori arrestati a Napoli quando ha capito che la vittima – un’anziana donna del Napoletano – non era più caduta nella rete dell’inganno.

Un’escalation di odio e minacce che evidenzia, ancora una volta, la brutalità con cui i truffatori colpiscono gli anziani, approfittando delle loro fragilità e dei sentimenti più profondi, come l’amore per un figlio.

La vicenda si è consumata nei giorni scorsi, ma è emersa oggi grazie all’operazione dei Carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, che ha portato all’arresto di Paolo Del Giudice (32 anni), considerato il capo della banda, di Mario Torre (38 anni), e di Antonio Grimaldi (26 anni), il “corriere” che andava di casa in casa a ritirare denaro e gioielli.

I tre sono finiti in carcere su disposizione del GIP di Napoli Giovanni Vinciguerra. Indagata anche una donna del Casertano, che aveva messo a disposizione la propria abitazione come base logistica del gruppo.

La truffa: il falso incidente e la richiesta di denaro

Lo schema è ormai tristemente noto. Alla vittima arriva una telefonata concitata, in cui una voce camuffata, in lacrime, simula quella del figlio: “Mamma, ho fatto un guaio… ho investito una donna incinta, aiutami”. Poi entra in scena il finto avvocato, che riferisce della gravità dell’incidente e del rischio di arresto per il giovane, “reo” di non aver prestato soccorso.

A quel punto, la richiesta: quasi 15mila euro per una “cauzione risarcitoria”, da consegnare immediatamente a un presunto collaboratore. Ma qualcosa non torna: l’anziana, seppur sconvolta, comincia a sospettare e chiede una ricevuta. Di fronte all’insistenza, il truffatore minaccia di interrompere la “pratica”.

Quando però la linea cade accidentalmente, la donna ha il tempo di consultarsi con un conoscente, che la mette in guardia. Così, al momento della seconda telefonata, la signora pone una domanda chiave: “Mi dica la data di nascita di mio figlio”. La truffa crolla e il criminale reagisce con odio: “Devi morire”.

L’inquietante “trofeo” del truffatore

Durante le perquisizioni, i militari hanno trovato nella casa di uno degli arrestati un articolo di giornale (Fanpage) che raccontava una precedente truffa, conservato come un trofeo. I truffatori, per scegliere le vittime, si servivano delle Pagine Bianche online, selezionando nomi che lasciassero presumere l’età avanzata.

Un fenomeno dilagante: serve una svolta culturale e istituzionale

La truffa smascherata è solo l’ultima di una lunga serie che colpisce gli anziani in Campania e in tutta Italia. Vittime spesso sole, fragili, impaurite. Un problema sociale sempre più drammatico, che impone una risposta ferma e coordinata: prevenzione, sensibilizzazione e repressione.

I consigli per difendersi

Mai fidarsi di telefonate allarmanti: soprattutto se si parla di denaro da consegnare urgentemente.
Chiedere sempre conferme: fare una controchiamata al familiare coinvolto o alle forze dell’ordine.
Non aprire la porta a sconosciuti: nemmeno se si presentano come avvocati, tecnici o amici di parenti.
Segnalare sempre alle forze dell’ordine ogni episodio sospetto, anche se non si è caduti nella trappola.

Associazioni per anziani e forze dell’ordine continuano a promuovere campagne di informazione e incontri pubblici. Ma è fondamentale anche il ruolo delle famiglie e dei vicini: ascoltare, proteggere e informare gli anziani è la prima vera difesa contro queste vili truffe.

Napoli, al via l’orario estivo per il trasporto su ferro

Dal mese di agosto, a Napoli sarà adottato l’orario estivo per il trasporto pubblico su ferro gestito dall’ANM, con significative limitazioni che penalizzeranno residenti e turisti.

A denunciarlo è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, che critica le scelte dell’Azienda Napoletana Mobilità in un periodo in cui la città è ancora affollata, nonostante le ferie concentrate principalmente a Ferragosto.

Secondo quanto riportato sul sito ufficiale dell’ANM, la Linea 1 della metropolitana, già limitata dalla chiusura della tratta Piscinola-Colli Aminei per lavori di ammodernamento, subirà ulteriori riduzioni: dall’8 al 30 agosto, i prolungamenti serali del venerdì e sabato saranno sospesi.

Inoltre, la seconda uscita del Rione Alto sarà aperta dal 21 al 31 luglio solo dalle 8:45 alle 20:00, mentre resterà chiusa per tutto agosto. L’uscita Montecalvario, invece, sarà inaccessibile dal 23 luglio all’8 settembre 2025.

Non va meglio per le funicolari: la funicolare di Chiaia non effettuerà prolungamenti per tutto agosto, mentre la funicolare di Mergellina chiuderà completamente dal 28 luglio al 31 agosto, con un’anticipazione della chiusura alle 14:00 nel weekend dal 25 al 27 luglio.

Durante il fermo, sarà attiva la navetta sostitutiva 621.“Un orario che scontenta lavoratori e turisti”, commenta Capodanno, evidenziando come le limitazioni, unite alla sospensione di alcune linee su gomma come la 130 e ai problemi di viabilità aggravati dai cantieri, complichino gli spostamenti estivi.

Il presidente del Comitato chiede una revisione dell’orario, con il ripristino dei prolungamenti serali della Linea 1 e della funicolare di Chiaia, oltre a garantire l’apertura delle uscite di Montecalvario e Rione Alto per tutto il periodo estivo, a supporto di chi resta in città e dei numerosi visitatori.

La morte di Dj Godzi a Ibiza, misteri e versioni contrastanti

È una vicenda dai contorni ancora oscuri quella della morte di Michele Noschese, in arte Dj Godzi, il 35enne napoletano deceduto sabato scorso durante un arresto eseguito dalla Guardia Civil a Ibiza.

Secondo la versione ufficiale fornita dalle autorità spagnole, il giovane sarebbe morto in seguito a un intervento di contenimento reso necessario da uno stato di forte agitazione psicofisica, presumibilmente dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti.

Ma la famiglia e gli amici del dj non ci stanno. Il padre, Giuseppe Noschese, e diverse persone vicine al ragazzo sostengono con forza un’altra verità: Michele sarebbe stato picchiato a morte, e chiedono che venga effettuata una seconda autopsia per fare piena luce su quanto accaduto.

Nel frattempo, del caso si sta occupando anche la Farnesina, tramite l’ambasciata italiana in Spagna. La vicenda ha assunto contorni internazionali, anche per via delle numerose contraddizioni emerse nelle testimonianze e nei comunicati ufficiali.

Il comunicato della Guardia Civil: “Usata la forza minima necessaria”

A difendere l’operato degli agenti è intervenuta l’Aegc, l’associazione che rappresenta la Guardia Civil. In una nota diramata dalla delegazione delle Baleari si parla di un intervento “corretto” e si sostiene che gli agenti abbiano usato “la forza minima necessaria” per fermare un uomo “completamente fuori controllo e minaccioso”.

Secondo il comunicato, la Guardia Civil sarebbe intervenuta in seguito a una segnalazione per “minacce di morte con un’arma” nei confronti di un vicino di casa. Gli agenti avrebbero trovato Noschese in stato di grave alterazione, aggressivo e sotto l’effetto di droghe. Dopo aver cercato di calmarlo, lo avrebbero immobilizzato e ammanettato. Pochi istanti dopo, il dj avrebbe smesso di muoversi.

A quel punto sarebbero iniziate le manovre di rianimazione, poi proseguite dai soccorritori, che però non hanno potuto fare nulla per salvarlo.

“La morte di Michele Noschese – si legge ancora nella nota – non è stata conseguenza dell’intervento degli agenti. Non è stato picchiato, né trascinato, né massacrato. Era in stato psicofisico alterato, impugnava un coltello ed era entrato nell’abitazione di un uomo anziano, minacciandolo”.

La testimonianza della figlia del vicino: “Mio padre pieno di lividi”

Un racconto che trova parziale conferma nella testimonianza della figlia dell’81enne vicino di casa coinvolto nell’episodio, intervistata da Il Periodico de Ibiza. La donna ha chiesto l’anonimato, ma ha confermato che sabato mattina Michele sarebbe entrato in casa del padre saltando dal proprio balcone e lo avrebbe aggredito, minacciandolo con un coltello. Il padre, ha raccontato, “è ancora pieno di lividi” e ha riportato contusioni alla spalla e a un piede.

Secondo la sua ricostruzione, l’aggressione sarebbe avvenuta all’improvviso, nonostante i buoni rapporti tra i due vicini. Michele, ha aggiunto, era considerato “il migliore amico del quartiere” dal padre, che però ora è “molto provato fisicamente ed emotivamente”, anche perché porta un pacemaker.

La donna ha anche riferito di un particolare inedito: poco prima dell’aggressione, una ragazza sarebbe caduta dal balcone dell’appartamento di Noschese, probabilmente spaventata dalla situazione. Dettaglio finora mai emerso e che sarebbe stato raccontato da alcuni vicini riuniti nel giardino condominiale, vicino alla piscina.

Dubbi, ombre e un abbraccio tra il padre di Michele e il vicino

La versione della figlia dell’anziano contrasta però con quanto riferito da alcuni amici di Michele, secondo cui il dj non avrebbe mai impugnato un coltello e le ferite riportate dall’uomo sarebbero il frutto di una caduta accidentale. Anche il padre di Michele, arrivato a Ibiza dopo la tragedia, ha incontrato l’anziano vicino, raccontando di un abbraccio carico di commozione e dolore.

“Mi chiedeva piangendo di Michele”, ha riferito l’uomo. L’anziano avrebbe ricordato il giovane come “una brava persona”, confermando i rapporti di amicizia tra i due.

Gli amici del dj, ancora sconvolti, lo descrivono come una persona generosa, pacifica e con una grande passione per la musica. “Non era violento”, insistono.

Le indagini e la commemorazione a Napoli

Nel frattempo, le autorità spagnole non escludono ulteriori accertamenti: potrebbero essere ascoltati nuovi testimoni e stilata una relazione più dettagliata sugli ultimi momenti di vita del 35enne napoletano.

Intanto, a Napoli si prepara un momento di raccoglimento per ricordare Dj Godzi. Sabato prossimo, a partire dalle 19.30, amici e fan si ritroveranno al Parco Virgiliano per commemorare “la nostra star”. L’invito è rivolto a tutti, con un’unica regola: vestirsi di bianco. Un ultimo omaggio a un ragazzo che, nel cuore di molti, resterà sempre un’anima della notte.

Oroscopo di oggi 24 luglio 2025 segno per segno

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Oggi il cielo ci regala una Luna Nuova in Leone, un potente segnale di rinascita e nuove opportunità. Con Marte in Gemelli che spinge all’azione e Venere in Bilancia che cerca equilibrio, la giornata sarà un mix di energia e romanticismo. Ecco cosa ti riserva il destino oggi in amore, lavoro, salute e finanze, con un consiglio stellare per ogni segno.


♈ Ariete (21/03 – 19/04)

Amore: Giornata di passione, ma attenzione ai litigi impulsivi. Se single, un incontro casuale potrebbe scatenare scintille.
💼 Lavoro: Idee brillanti, ma cerca di non strafare. Ottimo momento per presentare progetti.
🌿 Salute: Troppa energia nervosa? Fai sport per scaricare la tensione.
💰 Finanze: Piccola spesa improvvisa, ma potrebbe arrivare una sorpresa positiva.
Consiglio stellare: Non bruciare le tappe, agisci con strategia.

♉ Toro (20/04 – 20/05)

Amore: Se in coppia, cercate momenti di complicità. Se single, potresti ricevere un’offerta interessante.
💼 Lavoro: Situazione stabile, ma non trascurare i dettagli.
🌿 Salute: Attenzione alla digestione, meglio pasti leggeri.
💰 Finanze: Evita spese superflue, concentrati sui risparmi.
Consiglio stellare: Fidati del tuo istinto, ma non essere troppo rigido.

♊ Gemelli (21/05 – 20/06)

Amore: La comunicazione è tutto oggi. Se single, una chiacchierata potrebbe trasformarsi in qualcosa di più.
💼 Lavoro: Idee geniali, ma attento a non disperdere le energie.
🌿 Salute: Mal di testa in agguato? Ritagliati un momento di relax.
💰 Finanze: Possibile piccolo guadagno laterale.
Consiglio stellare: Scrivi le tue idee, potrebbero essere preziose domani.

♋ Cancro (21/06 – 22/07)

Amore: Emozioni in primo piano. Se single, potresti ripensare a un ex.
💼 Lavoro: Momento favorevole per chi cerca un cambiamento.
🌿 Salute: Umore altalenante? Cerca conforto nelle piccole cose.
💰 Finanze: Niente investimenti rischiosi, meglio aspettare.
Consiglio stellare: Non lasciarti bloccare dalla nostalgia.

♌ Leone (23/07 – 22/08)

Amore: Giornata magnetica! Se single, attirerai sguardi. In coppia, passione alle stelle.
💼 Lavoro: Ottimo per leadership, ma senza eccessi di autorità.
🌿 Salute: Energia alta, ma non strafare.
💰 Finanze: Possibile bonus o riconoscimento economico.
Consiglio stellare: Usa il tuo carisma con umiltà.

♍ Vergine (23/08 – 22/09)

Amore: Se in coppia, cercate più dialogo. Se single, occhio alle illusioni.
💼 Lavoro: Ottimo per organizzazione, ma senza eccessivo criticismo.
🌿 Salute: Attenzione a tensioni muscolari, fai stretching.
💰 Finanze: Risparmi in crescita, ma niente scommesse.
Consiglio stellare: Lascia spazio alla spontaneità.

♎ Bilancia (23/09 – 22/10)

Amore: Armonia in coppia. Se single, un incontro piacevole è in arrivo.
💼 Lavoro: Collaborazioni fruttuose, ma occhio alle promesse troppo belle.
🌿 Salute: Equilibrio mentale fondamentale oggi.
💰 Finanze: Investimenti in partnership possono dare frutti.
Consiglio stellare: Cerca compromessi, ma senza annullarti.

♏ Scorpione (23/10 – 21/11)

Amore: Passione intensa, ma attento a gelosie. Se single, incontro misterioso.
💼 Lavoro: Situazione in evoluzione, mantieni la calma.
🌿 Salute: Stress emotivo in agguato, concediti una pausa.
💰 Finanze: Possibile guadagno inaspettato, ma occhio alle truffe.
Consiglio stellare: Non lasciare che la diffidenza blocchi le opportunità.

♐ Sagittario (22/11 – 21/12)

Amore: Se in coppia, pianificate un’avventura insieme. Se single, incontro casuale e sorprendente.
💼 Lavoro: Ideale per progetti innovativi, ma senza impulsività.
🌿 Salute: Energia fisica alta, perfetta per l’attività sportiva.
💰 Finanze: Viaggi o investimenti culturali potrebbero essere redditizi.
Consiglio stellare: Segui l’ottimismo, ma con i piedi per terra.

♑ Capricorno (22/12 – 19/01)

Amore: Se in coppia, più concretezza. Se single, potresti conoscere qualcuno di serio.
💼 Lavoro: Giornata produttiva, ma non trascurare la vita privata.
🌿 Salute: Attenzione alla schiena, fai stretching.
💰 Finanze: Buon momento per risparmi e pianificazione.
Consiglio stellare: Non sacrificare tutto per il dovere.

♒ Acquario (20/01 – 18/02)

Amore: Se in coppia, spazio alla libertà. Se single, un’amicizia potrebbe evolversi.
💼 Lavoro: Idee rivoluzionarie, ma verifica la fattibilità.
🌿 Salute: Attenzione a disidratazione, bevi molta acqua.
💰 Finanze: Investimenti tecnologici interessanti.
Consiglio stellare: Rompi la routine, ma senza stravolgimenti.

♓ Pesci (19/02 – 20/03)

Amore: Romanticismo in primo piano. Se single, potresti innamorarti di un’idea.
💼 Lavoro: Creatività al top, ma occhio alla confusione.
🌿 Salute: Stanchezza emotiva, riposati.
💰 Finanze: Evita spese impulsive.
Consiglio stellare: Non farti trasportare troppo dalla fantasia.


La Luna Nuova in Leone ci spinge a osare, creare e amare con più coraggio. È il momento perfetto per iniziare nuovi progetti o dare una svolta alla vita sentimentale. Attenzione però a Marte in Gemelli, che potrebbe renderci un po’ troppo impulsivi nelle decisioni.

La frase del giorno: “Il coraggio non è la mancanza di paura, ma la capacità di agire nonostante essa.”

Prossimo appuntamento celeste: Mercurio entra in Vergine (26 luglio), portando precisione e pragmatismo. Preparatevi a organizzare meglio i vostri piani!

Baia Domizia, addio a Vitaly: muore a 23 anni dopo giorni di agonia

Baia Domizia – Non ce l’ha fatta Vitaly Stanislav, il giovane di appena 23 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto nella notte tra sabato e domenica lungo viale degli Eucalipti, a Baia Domizia. Dopo giorni di agonia, ricoverato in condizioni disperate all’ospedale Cardarelli di Napoli, il suo cuore ha smesso di battere questa mattina.

Il violento impatto, avvenuto intorno alle 3 di notte, ha coinvolto due autovetture in uno scontro frontale. Le dinamiche esatte sono ancora al vaglio delle forze dell’ordine, ma il bilancio è drammaticamente chiaro: un morto e quattro feriti, tutti giovanissimi. Un’altra tragedia della strada, l’ennesima in una Campania sempre più insanguinata da incidenti stradali.

Una scia di morte che non si ferma

La morte di Vitaly si inserisce in un contesto sempre più preoccupante. Solo nelle ultime settimane, la regione ha contato numerosi decessi legati a incidenti su strade urbane ed extraurbane, spesso in orari notturni e con protagonisti ragazzi poco più che ventenni. Una strage silenziosa che continua a seminare dolore e che chiama in causa il tema della sicurezza stradale, troppo spesso trascurato.

Le amministrazioni locali, nel frattempo, lanciano appelli al rispetto del codice della strada e chiedono interventi urgenti per potenziare la prevenzione, i controlli e la manutenzione dei tratti a rischio.

Dolore a San Marco Evangelista

La notizia della morte di Vitaly ha scosso profondamente la comunità di San Marco Evangelista, dove il giovane viveva. In queste ore, amici e conoscenti si stanno stringendo intorno alla famiglia, sconvolta da un dolore immenso. “Un ragazzo solare, educato, con tanti sogni ancora da realizzare”, lo ricordano i coetanei.

Mentre la magistratura continua gli accertamenti per stabilire le cause precise dello scontro, resta una certezza amara: un’altra giovane vita è stata spezzata sull’asfalto. E la Campania, ancora una volta, piange una vittima di troppo.

Benevento, arrestato pusher 34enne

Benevento – La Guardia di Finanza di Benevento ha tratto in arresto S.A., 34 anni, residente in città, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante un controllo nei pressi della sua abitazione, i finanzieri hanno rinvenuto circa 100 grammi di hashish nascosti negli slip dell’uomo.

Il 34enne, assistito dal suo avvocato di fiducia, Vittorio Fucci, è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione del Pubblico Ministero di turno, in attesa dell’udienza di convalida prevista nei prossimi giorni. L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di contrasto al traffico di droga nel territorio beneventano.

Pompei, al via la sfida per la nuova “Buffer Zone” Unesco

Riuniti attorno a un tavolo, i sindaci degli undici comuni che rientrano nella nuova Buffer Zone del sito Unesco “Pompei, Ercolano e Torre Annunziata-Oplonti” hanno discusso strategie condivise per valorizzare l’immenso patrimonio archeologico e paesaggistico dell’area.

L’incontro, organizzato dall’Unità Grande Pompei guidata dal generale Giovanni Capasso, ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti delle istituzioni culturali campane: dal direttore di Pompei Gabriel Zuchtriegel a Francesco Sirano, neo-nominato alla guida del MANN, passando per Mariano Nuzzo, soprintendente dell’Area metropolitana di Napoli. Presente anche il Parco Nazionale del Vesuvio con il presidente Raffaele De Luca.

Una visione comune per undici comuni

La nuova Buffer Zone, approvata dall’Unesco nel 2024 dopo un lungo iter, non è solo un vincolo ma un’opportunità. Si tratta di un’area cuscinetto che, attraverso relazioni visive e storiche, collega i siti archeologici al paesaggio circostante, ampliando la fruizione turistica e culturale. I comuni coinvolti – Pompei, Torre Annunziata, Ercolano, Portici, Torre del Greco, Scafati, Castellammare di Stabia, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno – dovranno ora lavorare in sinergia per sviluppare progetti condivisi.

Trasporti e “Pompei diffusa”: la sfida più urgente

Tra i nodi emersi, spicca la questione dei trasporti. “Non possiamo parlare di valorizzazione se non miglioriamo la mobilità”, ha sottolineato Zuchtriegel. Con Pompei che ha ormai raggiunto il tetto di 20mila visitatori al giorno per ragioni di sicurezza, gli altri siti – dalle ville romane di Oplonti a quelle di Boscoreale – rappresentano un potenziale ancora inespresso. Ma per sfruttarlo, serve una rete ferroviaria efficiente che colleghi Napoli a Salerno, superando l’attuale frammentazione.

“Vogliamo un trasporto pubblico democratico, non treni turistici spot che creano disparità”, ha aggiunto il direttore. “La bellezza di questo territorio deve essere accessibile a tutti, non confinata in percorsi privilegiati”. Un concetto ribadito anche dal generale Capasso, che ha sollecitato una strategia unitaria per lo sviluppo sostenibile dell’intera area, in linea con gli obiettivi del Piano Strategico varato nel 2013.

Prospettive future: più coesione, meno frammentazione

L’appuntamento di oggi segna un primo passo verso una governance più coordinata. L’auspicio è che i comuni, insieme alle istituzioni culturali, sappiano tradurre in azioni concrete le riflessioni emerse, puntando su una comunicazione condivisa e su progetti di sviluppo territoriale che coinvolgano l’intera Buffer Zone.

“La sfida – ha chiosato Capasso – è far sì che questa zona non sia solo un’etichetta Unesco, ma un volano per la crescita socio-economica di tutto il territorio”. Ora tocca alle amministrazioni locali raccogliere il testimone.

Napoli, giovane pusher arrestato a Porta Capuana

Napoli – Ancora un arresto per spaccio nel cuore della città. Nella notte scorsa, un giovane di 19 anni è stato sorpreso e arrestato dagli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato mentre cedeva droga a un cliente in piazza Porta Capuana, nel centro storico di Napoli.

Durante un servizio di controllo predisposto proprio per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, i poliziotti hanno notato il ragazzo mentre passava un involucro a un altro giovane in cambio di una banconota. Immediato l’intervento degli agenti, che hanno bloccato entrambi.

L’acquirente è stato trovato in possesso di una dose di hashish, appena ricevuta. Il presunto pusher, invece, è stato perquisito e trovato in possesso di 17 involucri di marijuana, una stecca di hashish ben occultata e 40 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

La perquisizione è poi proseguita presso l’abitazione del 19enne, dove è stato rinvenuto materiale utile al confezionamento delle dosi, a conferma di un’attività organizzata e strutturata.

Per lui sono scattate le manette con l’accusa di detenzione illecita e cessione di sostanze stupefacenti. L’acquirente, invece, è stato sanzionato amministrativamente per possesso di droga per uso personale.

Porta Capuana si conferma ancora una volta una delle zone più sensibili della città sul fronte del piccolo spaccio, spesso al centro delle operazioni di polizia contro il traffico di droga al dettaglio.

Bimbo positivo a stupefacenti prelevato dall’ospedale di Salerno: scattano le ricerche

Salerno – Carabinieri e Polizia sono impegnati in una corsa contro il tempo per rintracciare un neonato di quattro mesi che questa mattina è stato prelevato dal padre dall’ospedale “Ruggi” di Salerno, senza alcuna autorizzazione medica.

La vicenda ha destato forte preoccupazione, soprattutto perché le analisi del bambino avevano rivelato una positività alla cocaina.

Il piccolo, figlio di una coppia di cittadini marocchini senza fissa dimora, era giunto al pronto soccorso nella notte in codice azzurro. Le successive analisi delle urine avevano purtroppo riscontrato la presenza di cocaina, sebbene i primi accertamenti escludano una trasmissione tramite allattamento.

Questo preoccupante dettaglio era stato immediatamente segnalato alle forze dell’ordine, con gli agenti della sezione Volanti che avevano già ascoltato i genitori.

Tuttavia, in mattinata è scattato un nuovo allarme quando il padre ha prelevato il neonato dal reparto di Pediatria senza il consenso dei medici. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Salerno, che ora stanno lavorando a stretto contatto con la Polizia per localizzare la coppia e, soprattutto, il bambino.

La priorità assoluta delle forze dell’ordine è rintracciare il neonato per verificarne lo stato di salute e assicurargli le cure mediche di cui, secondo i sanitari, ha ancora bisogno. La vicenda è ora al centro di un’indagine approfondita per chiarire i contorni di questa delicata situazione.

Morte di Dj Godzi, un testimone accusa: “Ho visto gli agenti colpirlo mentre era ammanettato”

Napoli– Si infittisce il mistero attorno alla morte di Michele Noschese, il dj napoletano di 35 anni deceduto a Ibiza sabato scorso in circostanze ancora poco chiare, durante un intervento della Guardia Civil spagnola.

Una vicenda che, giorno dopo giorno, sta assumendo i contorni di un vero caso diplomatico tra Italia e Spagna, con accuse incrociate, testimonianze inedite e una famiglia che chiede giustizia.

Autopsia contestata: “Esame frettoloso e senza garanzie”

L’autopsia eseguita in Spagna non ha contribuito a fare chiarezza. Secondo la famiglia Noschese, l’esame sarebbe stato condotto in maniera superficiale e senza la presenza di un consulente di parte, come ha denunciato il padre della vittima, Pino Noschese, medico di lungo corso e già responsabile del Trauma Center del Cardarelli di Napoli.

Anche l’avvocata Rosanna Alvaro, legale della famiglia sull’isola, ha espresso forti riserve: “L’autopsia è da ritenersi incompleta. Chiederemo nuovi accertamenti, come TAC e risonanze magnetiche, per individuare eventuali lesioni interne che potrebbero essere sfuggite a un esame condotto ‘a caldo’”.

Il padre del dj ha anche sporto denuncia presso le autorità spagnole, ipotizzando il reato di omicidio volontario a carico degli agenti intervenuti quella mattina.

Il racconto del testimone: “Michele era ammanettato, lo colpivano al volto”

A rimettere tutto in discussione è la testimonianza di Raffaele Rocco, coinquilino e amico stretto del dj, presente in casa al momento dell’intervento delle forze dell’ordine. Rocco racconta al Mattino di aver assistito alla scena: “Gli hanno messo le manette non solo alle mani, ma anche ai piedi.

Non avevo mai visto nulla del genere. Poi hanno iniziato a colpirlo con pugni al volto e sulla schiena. Io ero sulla porta e sentivo le sue urla: ‘Lasciatemi stare, lasciatemi stare’. Era terrorizzato”.

Secondo Rocco, quella mattina non c’era alcuna festa in casa, né comportamenti violenti da parte di Michele. A scatenare l’intervento dei vicini sarebbe stato lo stato confusionale del dj, notato anche da una coinquilina argentina.

Tra le persone accorse, anche l’anziano vicino di casa che, secondo la ricostruzione della Guardia Civil, sarebbe stato minacciato con un coltello dal 35enne. Ma Rocco smentisce: “L’anziano ha solo cercato di calmarlo, è caduto da solo. L’ho aiutato io a rialzarsi. Michele non lo ha mai aggredito”.

La versione della Guardia Civil e le contraddizioni

La Guardia Civil, dal canto suo, sostiene una versione completamente diversa: gli agenti sarebbero intervenuti per fermare Michele che, in preda a un raptus psicotico, avrebbe scavalcato il balcone dell’anziano, armato di coltello. Secondo gli agenti, non ci sarebbe stata alcuna violenza da parte loro, ma solo un’azione di immobilizzazione. Poco dopo, il giovane avrebbe avuto una crisi convulsiva e sarebbe deceduto nonostante i tentativi di rianimazione.

A confermare in parte questa dinamica è la figlia dell’81enne coinvolto, che in un’intervista al Periodico de Ibiza ha parlato di “buoni rapporti” tra suo padre e Michele. Ma ha anche dichiarato che l’anziano “ha riportato contusioni e un trauma” e che “non ricorda nemmeno se il dj avesse un coltello”.

Un caso diplomatico sempre più teso

Il caso Noschese è destinato a suscitare ulteriori tensioni tra Roma e Madrid. La Farnesina ha già attivato i propri canali diplomatici, mentre crescono le richieste di trasparenza e cooperazione internazionale per fare piena luce sull’accaduto.

La famiglia, assistita anche da legali italiani, chiede ora che venga disposta una seconda autopsia in Italia, dopo il rientro della salma. “Non possiamo accettare il silenzio e le omissioni”, ha detto il padre. “Mio figlio era agitato, ma non violento. Non si muore così in una democrazia europea”.

Nel frattempo, migliaia di messaggi di cordoglio continuano ad arrivare da Napoli, dal mondo della musica elettronica e da amici e colleghi del dj, noto nell’ambiente con il nome d’arte DJ Godzi.

Addio a padre Giuseppe De Gennaro, fondò l’Università della Preghiera

Napoli saluta padre Giuseppe De Gennaro, ma è L’Aquila che lo piange. Gesuita, poeta, intellettuale e guida spirituale, è morto in una struttura di assistenza sulla collina di Posillipo all’età di 92 anni. Una figura silenziosamente rivoluzionaria, capace di tenere insieme teologia, cultura, azione sociale e poesia, restituendo alla parola “fede” un significato vissuto, pensato e condiviso.

Nato a Vico Equense nel 1932, arrivò all’Aquila nel 1968, chiamato dal rettore Pontieri per contribuire alla nascita della neonata università statale. Da allora, non ha più lasciato la città, nemmeno quando il terremoto del 2009 ha spazzato via la sede della sua amata casa “Dono di Gesù”, poi ricostruita. L’Aquila, diceva, “è una Gerusalemme rovesciata, provata dal tempo ma sempre capace di risorgere dalle proprie ceneri”.

Docente di Lingua e Letteratura spagnola all’Aquila e di Storia della cultura spagnola alla Lumsa di Roma, ha fondato l’Università della Preghiera, esperienza unica di riflessione e meditazione ispirata a sant’Ignazio di Loyola e visitata persino da Madre Teresa di Calcutta. Ha rappresentato le associazioni culturali aquilane dinanzi a Giovanni Paolo II nel 1980, ma anche mantenuto rapporti diretti con figure del calibro del Cardinale Carlo Maria Martini e del filosofo Cvetan Todorov.

È stato l’ultimo gesuita rimasto all’Aquila dopo il ritiro dell’Ordine dalla città. Fedele fino in fondo a quella comunità che lo aveva accolto e alla quale ha restituito cultura, bellezza e strumenti interiori per affrontare il dolore. Oggi pomeriggio, nella sede dell’Università della Preghiera, verrà celebrata una messa in suo ricordo. Una cerimonia sobria per chi ha scelto il silenzio come via alla verità.

Restyling stadio Maradona, il consigliere Venanzoni: “Da Regione chiesti 150 mln e da Comune 10?”

Un progetto ambizioso, una cifra imponente e un’analogia cinematografica che strappa un sorriso amaro. È il quadro dipinto dal consigliere regionale Diego Venanzoni, esponente del gruppo “De Luca a testa alta”, intervenuto sulle polemiche scaturite dalla richiesta ufficiale del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, alla Regione Campania per finanziare con 150 milioni di euro la riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona. Una proposta legata alla candidatura di Napoli tra le città ospitanti degli Europei di calcio del 2032, ma che riapre il tema dei rapporti – e degli equilibri – tra Comune e Regione.

Venanzoni riconosce “l’impegno costante e concreto del presidente De Luca per Napoli, per il Napoli e per i napoletani”, ma mette in discussione la sproporzione tra quanto annunciato dal Comune, appena 10 milioni, e quanto richiesto alla Regione. Il paragone, caustico e ironico, è con una celebre scena di Ricomincio da tre, dove si parla di un regalo per la madre: “5.000 lire io, 5.000 lire Patrizia, e un milione e due tu”.

Secondo il consigliere, il progetto ha potenzialità importanti non solo per lo sport, ma anche per la riqualificazione dell’intero quartiere di Fuorigrotta, che ruota attorno all’impianto. Tuttavia, l’approccio finanziario dovrebbe essere “più equilibrato”, auspicando una ripartizione più razionale degli oneri tra gli enti coinvolti. La palla, ora, è nei piedi di Vincenzo De Luca, chiamato a valutare la proposta con il consueto mix di pragmatismo e attenzione al territorio.

America’s Cup 2027, le scuole protagoniste: via libera ai PCTO per gli studenti

L’America’s Cup 2027 non sarà solo spettacolo sportivo e mare. Sarà anche formazione, esperienza, orientamento. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, ha infatti approvato un emendamento al Decreto legge Sport che apre le porte della celebre competizione velica internazionale agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Grazie a questo intervento normativo, i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) saranno parte integrante dell’evento, offrendo ai ragazzi un’occasione concreta per apprendere sul campo e confrontarsi con la realtà professionale legata alla manifestazione.

“Il progetto offre agli studenti opportunità concrete di crescita e orientamento professionale”, ha dichiarato Valditara, sottolineando anche l’importanza del rispetto delle regole e della valorizzazione dello sport come veicolo educativo. Al centro dell’iniziativa ci saranno in particolare gli indirizzi tecnologico-professionali della filiera “4+2”, coerenti con le aree degli ITS Academy: scuole e territori potranno così giocare un ruolo attivo nella realizzazione della regata più prestigiosa al mondo.

Tutte le attività, come precisato dal Ministero, dovranno svolgersi con standard elevati di sicurezza: i soggetti ospitanti dovranno aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) con una sezione dedicata agli studenti PCTO, da condividere con gli istituti scolastici coinvolti. L’America’s Cup diventa così una palestra di competenze, un laboratorio a cielo aperto in cui imparare non solo a progettare, organizzare e comunicare un grande evento, ma anche a mettersi in gioco. E a guardare lontano.

Napoli, Lang si presenta: “Voglio divertire e divertirmi quando gioco. Con Conte posso migliorare”

Noa Lang è il primo a saperlo: il talento non basta, serve sporcarsi le mani. E nella sua nuova vita napoletana, fatta di fatica, intensità e ritmi martellanti, lo sa bene. “Sono un po’ stanco, ma va bene così. È pre-season e ci stiamo allenando duramente. Penso che mi sto adattando bene, non vedo l’ora che inizi la stagione” ha raccontato ai microfoni di Radio Crc dal ritiro di Dimaro, tra una sessione e l’altra targata Antonio Conte.

Dopo una settimana a ritmi altissimi, il test con l’Arezzo è servito più a respirare campo che a macinare gioco: “Era importante mettere minuti nelle gambe. Abbiamo creato tanto, non abbiamo segnato, ma era la prima volta insieme. Il rigore? Capita quando un’ala difende (ride, ndr)”. Lang, classe e carisma, ha già una missione chiara in mente: “Voglio che la gente si diverta quando ho la palla. Voglio creare occasioni, aiutare i compagni, rendere il gioco più semplice. E bello da vedere”.

L’ambientamento, garantisce, sarà veloce: “Se sei un buon giocatore, puoi giocare ovunque. Sto conoscendo tutti: squadra, ambiente, campionato, paese. Un passo alla volta, ma mi sento pronto”. E sulla guida tecnica non ha dubbi: “Lavorare con Conte è bello. In Olanda l’intensità era minore, qui si lavora come serve per diventare un giocatore completo. Mi piace uscire dalla mia comfort zone, so che questo è il modo per diventare più forte”.

Napoli, il sogno di un mercato faraonico

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Dopo la vittoria dello scudetto e la qualificazione alla prossima Champions League, il Napoli ha messo da parte un altro tesoretto dopo quello di due stagioni fa. Questa volta però, la società partenopea sembra aver messo da parte il basso profilo e ha puntato le unghie sulla sessione estiva di calciomercato, proclamando grandi ambizioni già alla conclusione del campionato appena vinto. 

Ad oggi, se De Laurentiis dovesse accontentare tutte le richieste importanti di Conte, il Napoli tornerebbe certamente ad essere la favorita del campionato anche secondo i pronostici di Gazzetta.it e degli analisti di calcio in generale. Cosa fa credere agli addetti ai lavori che gli azzurri saranno ancora protagonisti? Prima di tutto il fatto che Antonio Conte sia rimasto a Castel Volturno nonostante la presunta chiamata della Juventus, a seguire la determinazione comunicata dalle successive conferenze stampa di fine primavera e poi l’apertura del calciomercato subito con il botto De Bruyne.

Che impatto potrà avere De Bruyne

Con un investimento complessivo di 21 milioni di euro, De Bruyne è arrivato a Napoli a parametro zero e ha firmato un contratto biennale con opzione di riscatto per il terzo. Poco più di 10 milioni di euro sono stati spesi per l’ingaggio, la restante parte è prevista per i bonus. Il belga ha raccolto 40 presenze nell’ultima stagione, andando in doppia cifra se si sommano gli assist alle reti segnate con i citizen. 

Considerato che la Serie A, rispetto alla Premier, presenta un ritmo di gioco decisamente più basso e considerato anche che lo staff di Antonio Conte è specialista delle preparazioni atletiche, i 34 anni di De Bruyne potrebbero non rappresentare un problema. Il tecnico partenopeo ha già dichiarato di non preferire né moduli e né ruoli fissi, ma piuttosto compiti strategici per ciascun giocatore. 

In merito al belga, Conte ha dichiarato:De Bruyne alzerà la qualità, vede cose che gli altri non vedono” . Poi ha aggiunto: “parlare oggi è presto, ci ritroveremo a fine anno per capire e vedere che impatto avrà avuto questo calciatore”.  Fatto sta che il lavoro di Antonio Conte potrà giovare dell’intesa umana e tecnica tra l’ex City e Lukaku, conoscenza acquisita durante i ritiri con la maglia del Belgio. 

Possibili colpi in entrata

La stampa italiana è d’accordo sul fatto che il mercato azzurro sia solo agli inizi e che l’interesse per Ndoye e Grealish abbia superato la fase dei sondaggi, nel frattempo, la novità Juanlu Sanchez ha già fatto vibrare i tifosi. Intanto, l’altro nuovo innesto Beukema ha subito prenotato la partenza per Dimaro, dato che la squadra è già al lavoro dal 17 luglio. Si aggregherà presto anche il nuovo centravanti Lorenzo Lucca, che per la sua fisicità e la sua capacità di lavorare di spalle alla porta, ha tutte le caratteristiche tipiche che piacciono ad Antonio Conte. Basti pensare ai vari Tevez, Diego Costa, Lautaro e allo stesso Lukaku!

 

Chi rimane e chi parte
Dalla lista dei convocati per il consueto ritiro a Dimaro si possono dedurre già alcune scelte pressoché definitive da parte di Antonio Conte. Sono stati esclusi ben 7 giocatori: Ambrosino, Cajuste, Cheddira, Folorunsho, Lindstrom, Ngonge e Osimhen. Per la sua partenza non ci sono stati dubbi, anche se ufficialmente è rimasto in Nigeria con certificato medico. 

Il patron del Galatasaray è stato chiaro: “Osimhen ci ha scelti”. Da subito ha lasciato intendere la volontà di effettuare il pagamento anticipato di 40 milioni, più 35 da spalmare, con tanto di conferma della clausola anti Italia, alla quale il club di De Laurentiis sembra abbia tenuto particolarmente da sempre. 

Infatti, se Antonio Conte è rimasto a Napoli è sicuramente perché l’obiettivo principale per la stagione 2025/26 sarà competere per lo scudetto e quest’anno nessuno ha intenzione di arrivare con gli alibi ai nastri di partenza. Nella città azzurra lo sanno bene sin dai confronti fatti a maggio: confermarsi è più difficile che sorprendere. E questa è la sfida che De Laurentiis e Antonio Conte si sono posti quando hanno deciso di andare avanti insieme con il nuovo motto: Amma fatica’ ag4in!”.

Febbre West Nile, primo caso al Cardarelli: scatta la sorveglianza

Napoli– Il virus West Nile arriva anche al Cardarelli di Napoli, il più grande ospedale del Mezzogiorno. Un paziente fragile, attualmente asintomatico, è risultato positivo durante uno screening mirato. A confermarlo è la stessa direzione strategica dell’ospedale, che in queste settimane ha intensificato le misure di prevenzione e sorveglianza sanitaria.

Il caso, isolato e sotto controllo, non ha generato complicazioni cliniche. Il paziente, ricoverato per una patologia preesistente, si trova in condizioni stabili, e tutto lascia supporre che abbia contratto il virus prima del ricovero, dato l’alto livello di sterilità osservato all’interno della struttura.

Tuttavia, l’allerta è massima. L’ospedale ha già avviato una campagna di disinfestazione bisettimanale sul parco interno di oltre 25 ettari e ha esteso lo screening a tutti i donatori di sangue, a prescindere dalla zona di provenienza. In casi selezionati, i test sono stati eseguiti anche su pazienti fragili.

“Questo approccio ci ha consentito di individuare tempestivamente un caso positivo, senza sintomi – spiegano dall’ospedale –. Continueremo con una sorveglianza sanitaria scrupolosa anche nelle prossime settimane”.

Cresce l’allarme tra la popolazione

La scoperta del primo caso al Cardarelli contribuisce ad alimentare una psicosi crescente che da giorni si diffonde in Campania. I social sono pieni di segnalazioni di zanzare “strane”, mentre i pronto soccorso iniziano a registrare accessi di pazienti preoccupati per febbre, dolori e malesseri che spesso non hanno alcun legame con il virus.

Il West Nile virus, trasmesso dalla puntura delle zanzare, nella maggior parte dei casi non provoca sintomi o si manifesta con malesseri lievi. Solo in soggetti fragili può causare complicazioni neurologiche anche gravi, ma si tratta di eventi rari.

Nonostante questo, il tema della sicurezza sanitaria è tornato al centro del dibattito regionale. L’assessorato alla sanità campano ha confermato di seguire con attenzione l’evoluzione della situazione, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute. Intanto, numerosi comuni stanno predisponendo interventi straordinari di disinfestazione, mentre le farmacie segnalano un aumento della vendita di repellenti e zanzariere.

Un’estate di emergenze

L’estate campana si sta trasformando in una stagione segnata da emergenze multiple: incendi devastanti, ondate di calore, crisi idrica e ora anche il timore di un nuovo focolaio virale. Il rischio, secondo gli esperti, non è tanto sanitario quanto comunicativo: a preoccupare è la disinformazione e il panico, che possono portare a reazioni sproporzionate.

“Serve informazione scientifica chiara e interventi preventivi mirati – spiegano fonti sanitarie regionali –. Il virus va monitorato, non demonizzato”.
Nel frattempo, i cittadini chiedono più controlli, più trasparenza e soprattutto più sicurezza. Perché la paura, se non gestita, può diventare il primo vero contagio dell’estate.

Perché i veri amanti del gelato preferiscono la coppetta

C’è chi non può rinunciare alla croccantezza del cono, un matrimonio perfetto tra cialda e gelato che affonda le radici nella tradizione. Ma esiste un’altra schiera di appassionati, i veri “aficionados” del freddo piacere, per i quali la coppetta rappresenta la scelta definitiva, un vero e proprio atto d’amore verso il gelato. Ma quali sono le ragioni di questa preferenza? Cosa cercano i “coppetta lovers” nell’eleganza di un contenitore rotondo o squadrato? Andiamo ad esplorare il cuore di questa dolce passione.

Un assaggio di libertà: la possibilità di esplorare più gusti

Uno dei motivi principali che spinge molti amanti del gelato verso la coppetta è la libertà di poter assaporare più gusti contemporaneamente. Mentre il cono, per la sua natura, invita a concentrarsi su una o al massimo due varianti, la coppetta diventa un palcoscenico ideale per un’esplorazione più audace. Stratificare sapori contrastanti o complementari, creare un piccolo arcobaleno di delizie, diventa un gioco goloso che solo la generosità di una coppetta può offrire.

Il piacere che dura più a lungo: un ritmo di degustazione personalizzato

Chi ama la coppetta spesso apprezza un ritmo di degustazione più lento e controllato. Il timore che il gelato si sciolga rapidamente sul cono, soprattutto nelle giornate più calde, svanisce con la sicurezza di un contenitore che accoglie e preserva la freschezza più a lungo. Ogni cucchiaiata diventa un piccolo rituale, un momento per assaporare appieno la consistenza, la temperatura e l’intensità di ogni singolo gusto, senza la fretta imposta dalla “corsa contro il tempo” del cono che si scioglie.

Un’esperienza multisensoriale: esaltare colori e texture

La coppetta offre un’esperienza visiva che il cono non può eguagliare. I colori vibranti del gelato, le eventuali guarnizioni, le onde create dalla spatola del gelatiere diventano parte integrante del piacere. L’occhio vuole la sua parte, e una bella coppetta gelato sa come esaltare la maestria artigianale e la cura nella preparazione del gelato, rendendolo ancora più invitante. Anche la texture del gelato, percepita ad ogni affondo del cucchiaino, acquista una diversa centralità rispetto alla “croccantezza vs cremosità” del cono.

Comfort e praticità: un momento di puro relax

Per molti, gustare un gelato dalla coppetta è sinonimo di comfort e praticità. Sedersi a un tavolino, magari all’ombra di un ombrellone, e godersi il proprio gelato con un cucchiaino è un piccolo lusso quotidiano. Non ci si deve preoccupare di gocciolamenti improvvisi o di dover gestire l’equilibrio precario del cono che si svuota. La coppetta offre una stabilità rassicurante, permettendo di concentrarsi unicamente sul piacere del momento.

Altri aspetti importanti: qualità e sostenibilità del contenitore

Se l’esperienza di degustazione è così centrale per chi ama la coppetta, anche la qualità e le caratteristiche del contenitore stesso diventano importanti. Un vero amante della coppetta apprezza:

  • Materiali di qualità: Una coppetta robusta, che non si deforma e che magari offre un buon isolamento termico. 
  • Design curato: Un’estetica piacevole, che valorizzi il gelato e che magari rifletta l’identità della gelateria. 
  • Sostenibilità: Un occhio di riguardo per l’ambiente è sempre più apprezzato, con una preferenza per materiali riciclabili, biodegradabili o compostabili. 

Conclusioni

La scelta tra cono e coppetta è spesso una questione di gusti personali e di momenti. Ma per i veri amanti del gelato, la coppetta rappresenta un’esperienza più completa, un modo per assaporare appieno ogni sfumatura di gusto, colore e consistenza, in totale libertà e comfort. Se la tua gelateria ha a cuore le preferenze di ogni cliente, offrire una selezione di coppette di qualità e dal design accattivante è un segno di attenzione che non passerà inosservato.

 

Napoli, i tassisti scrivono ancora al Prefetto: “Città al collasso per il traffico”

Napoli– “Mai vista una Napoli così paralizzata, nemmeno ai tempi dell’ex sindaco Iervolino”. È un appello disperato quello lanciato dai rappresentanti dell’Associazione Tassisti di Base, affiancati da Movimento Consumatori, Dalla Parte del Consumatore e Nessuno Tocchi Ippocrate, che nelle scorse ore hanno inviato una richiesta formale al Prefetto di Napoli Michele di Bari per un intervento urgente sulla gestione del traffico cittadino.

La denuncia arriva al culmine di una vertenza che va avanti da anni, fatta di proteste pubbliche, lettere, incontri istituzionali e continue sollecitazioni rimaste finora senza risposte concrete.

Ora le sigle rappresentative chiedono un atto diretto e risolutivo da parte della Prefettura, invocando un’ordinanza prefettizia straordinaria che possa intervenire sulla situazione viaria “non più tollerabile”.

Il caos quotidiano

Nel documento, inviato anche alle principali testate giornalistiche cittadine, si parla di una Napoli “allo stremo”, prigioniera di cantieri continui, deviazioni caotiche e congestioni permanenti che colpiscono centro e periferia senza distinzioni. “Anche una bussola andrebbe in tilt tentando di orientarsi per le strade della città”, scrivono con amarezza i promotori dell’appello, denunciando un livello di disordine senza precedenti.

Nel mirino finisce soprattutto l’amministrazione comunale, accusata di inerzia e distanza dalla realtà quotidiana. “Si parla di ‘futura mobilità’ mentre il traffico strangola la città – si legge nella nota – Mentre il medico studia, il malato muore, consentiteci questa massima napoletana”.

Richieste ignorate e silenzi istituzionali

Le associazioni ricordano come già da due anni abbiano chiesto alla Prefettura di farsi intermediaria tra il Comune e le categorie più colpite – tassisti, ambulanze e consumatori – proponendo misure tampone come le targhe alterne, l’accesso al centro in fasce orarie o limitazioni al transito nei giorni critici. Ma nulla di tutto ciò è mai stato messo in campo.

“Abbiamo la netta percezione – accusano i firmatari – che manchi la volontà politica di agire, mentre la città sprofonda nel caos”.

Emergenza sicurezza e ordine pubblico

La denuncia non si ferma agli aspetti logistici. “Siamo davanti a un’emergenza che ha assunto connotati di ordine pubblico e sicurezza – affermano le sigle – e proprio per questo il Prefetto ha il potere di intervenire senza ulteriori mediazioni politiche, per tutelare i cittadini, i lavoratori e l’intero sistema urbano”.

La richiesta è chiara: un segnale forte, un atto concreto che restituisca vivibilità e normalità a una città quotidianamente ostaggio del traffico. “Napoli non può più aspettare”, è il grido che arriva dalle piazze, dai taxi bloccati tra i clacson e dalle ambulanze costrette a fendere colonne di auto ferme. Un grido che ora attende una risposta.