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Arrestato il “re” della contraffazione vesuviana

San Giuseppe Vesuviano – Un colpo alla filiera del falso nel cuore del Vesuviano.

I finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Napoli hanno sgominato un traffico ben organizzato di merce contraffatta, arrestando un 40enne marocchino, già noto alle forze dell’ordine, e sequestrando un tesoro illegale: 65 mila capi d’abbigliamento taroccati, oltre mezzo chilo di hashish e 130 mila euro in contanti.

La scoperta del deposito clandestino

L’operazione è partita da un’intensificazione dei controlli nell’hinterland napoletano, dove il mercato del falso – dagli ambulanti di via Toledo ai banchetti del lungomare – prospera grazie a grossisti senza scrupoli. L’obiettivo questa volta era un magazzino anonimo a San Giuseppe Vesuviano, trasformato in un vero e proprio emporio della contraffazione.

Tra scaffali stipati all’inverosimile, le Fiamme Gialle hanno trovato di tutto: t-shirt, felpe, tute e sneakers perfettamente clonate, con tanto di etichette e loghi contraffatti di Gucci, Fendi, Louis Vuitton ed EA7. Una merce che, a prima vista, poteva ingannare anche gli occhi più esperti.

Ma la sorpresa più clamorosa è arrivata durante le perquisizioni: nascosti tra le scatole di abbigliamento, i militari hanno scoperto panetti di hashish già pronti per la vendita, insieme a buste per lo spaccio e un malloppo da 130 mila euro, probabilmente frutto del doppio business.

Chi è l’arrestato

Il presunto “re” del falso, un quarantenne con precedenti penali, è stato preso in flagranza e ora dovrà rispondere di traffico di stupefacenti, contraffazione e ricettazione. Un giro d’affari milionario, che riforniva il mercato nero di Napoli e forse non solo.

Intanto, la merce sequestrata finirà al macero, mentre l’indagine potrebbe allargarsi. Perché una domanda sorge spontanea: chi erano gli altri clienti di questo “supermercato” del falso?

 

Napoli, detenuto psichiatrico tenta di evadere dal carcere di Poggioreale

Napoli – Momenti di tensione ieri mattina nel carcere di Napoli Poggioreale, dove un detenuto psichiatrico di 30 anni, originario della Puglia e con un passato segnato da numerosi episodi critici, ha tentato la fuga dalla Casa Circondariale.

L’episodio si è verificato durante l’orario di passeggio, quando l’uomo è riuscito a scavalcare il muro perimetrale interno, raggiungendo l’intercinta dell’istituto. La sua corsa verso la libertà è stata però interrotta dall’intervento tempestivo della Polizia Penitenziaria, che ha bloccato il detenuto prima che potesse completare l’evasione.

Un’azione rapida che ha evitato conseguenze più gravi, ma che riporta l’attenzione sulle fragilità del sistema carcerario.A denunciare la situazione è Luigi Castaldo, vicepresidente nazionale del sindacato CON.SI.PE., che ha puntato il dito contro la cronica carenza di personale, aggravata in estate dal piano ferie.

 Sicurezza sempre più a rischio a Poggioreale

“Con 2100 detenuti e 200 agenti in meno rispetto all’organico previsto, la sicurezza è a rischio”, ha dichiarato Castaldo. “Il personale è costretto a coprire più postazioni, con ripercussioni sul benessere degli agenti e sulla gestione dell’istituto”.

Il sindacato chiede con urgenza una riorganizzazione del lavoro per garantire maggiore efficienza e tutelare la sicurezza di detenuti e operatori, sottolineando la necessità di interventi strutturali per affrontare una crisi che minaccia l’intero sistema penitenziario.

Sulla vicenda è intervenutoi anche il presidente CON.SI.PE. Mimmo Nicotra: “I detenuti con problematiche psichiatriche rappresentano un fattore di destabilizzazione dell’ordine e della sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Come CON.SI.PE., da tempo chiediamo un potenziamento delle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), affinché queste persone possano essere curate in strutture adeguate, sottraendole a un contesto che non è né adatto né sicuro per loro né per il personale penitenziario.”

Monteforte Irpino, incendio devasta deposito di detersivi

Monteforte Irpino – Un violento incendio ha completamente distrutto un capannone adibito a deposito di detersivi nel territorio di Monteforte Irpino, comune a pochi chilometri da Avellino.

Le fiamme si sono sviluppate nel tardo pomeriggio di ieri e in breve tempo hanno avvolto l’intera struttura, riducendola in cenere. Fortunatamente, non si registrano feriti.

Il capannone era utilizzato da un commerciante all’ingrosso locale per lo stoccaggio di prodotti per la pulizia. L’allarme è scattato poco dopo le 18, quando una densa colonna di fumo ha cominciato ad alzarsi dalla zona industriale del paese, attirando l’attenzione di residenti e automobilisti. Il fumo era visibile a chilometri di distanza, anche da Avellino e dai comuni limitrofi.

Sul posto sono giunte tempestivamente tre squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate per ore nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Le forze dell’ordine hanno isolato l’area, anche per prevenire eventuali rischi legati alla presenza di materiali chimici altamente infiammabili, come quelli contenuti nei detersivi.

Al momento sono in corso le indagini per accertare le cause del rogo: non si esclude alcuna ipotesi, dall’origine accidentale a quella dolosa. Gli inquirenti stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo testimonianze. Sul posto è atteso anche un sopralluogo tecnico per valutare eventuali criticità nella sicurezza del sito.

L’episodio ha suscitato preoccupazione tra i residenti, che temono possibili conseguenze ambientali legate alla combustione dei materiali chimici. L’ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) è stata allertata per il monitoraggio della qualità dell’aria e la verifica di eventuali contaminazioni.

Intanto, il titolare dell’azienda – visibilmente scosso – ha dichiarato ai presenti: “Una tragedia, abbiamo perso tutto in pochi minuti. Fortunatamente nessuno si è fatto male”.

Il capannone, andato completamente distrutto, rappresentava un importante punto di riferimento per il commercio all’ingrosso della zona.

Oroscopo del 26 luglio 2025 segno per segno

1

Oggi Mercurio in Leone favorisce comunicazione carismatica, mentre Saturno in Bilancia ci ricorda l’importanza dell’equilibrio: previsioni astrologiche del giorno con focus su Amore, Lavoro, Salute, Finanze e il Consiglio Astrologico del Giorno


♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

🔹 Amore: Giorno di passione e discussioni accese. Se sei single, potresti incontrare qualcuno in modo inaspettato. Se in coppia, cerca di evitare polemiche inutili.
🔹 Lavoro: Energia in crescita, ottimo per prendere iniziative. Attenzione ai dettagli: un errore potrebbe costarti caro.
🔹 Salute: Sei sotto stress, ritagliati del tempo per rilassarti.
🔹 Finanze: Possibili spese impreviste, meglio non rischiare in investimenti.
💡 Consiglio del giorno: Ascolta il tuo istinto, ma non essere impulsivo.


♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

🔹 Amore: Giornata romantica, ideale per un appuntamento speciale. Se single, qualcuno potrebbe farti battere il cuore.
🔹 Lavoro: Situazione stabile, ma potresti sentirti bloccato. Pazienza, presto arriverà un’opportunità.
🔹 Salute: Attenzione all’alimentazione, evita eccessi.
🔹 Finanze: Buon momento per risparmiare o pianificare.
💡 Consiglio del giorno: Goditi le piccole cose, la felicità è nei dettagli.


♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

🔹 Amore: Comunicazione chiara è fondamentale oggi. Se single, un’amicizia potrebbe trasformarsi in qualcosa di più.
🔹 Lavoro: Giorno dinamico, potresti ricevere notizie importanti. Collabora con gli altri per ottenere risultati migliori.
🔹 Salute: Attenzione a mal di testa o affaticamento, riposati.
🔹 Finanze: Evita spese superflue, meglio risparmiare.
💡 Consiglio del giorno: Sii flessibile, ma non indeciso.


♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

🔹 Amore: Emozioni in primo piano, potresti sentirti vulnerabile. Se in coppia, cerca conforto nel partner.
🔹 Lavoro: Sensibilità utile per risolvere conflitti, ma non farti sovrastare dallo stress.
🔹 Salute: Cura il benessere emotivo: meditazione o una passeggiata ti aiuteranno.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma non fare acquisti impulsivi.
💡 Consiglio del giorno: Proteggi il tuo cuore, ma non chiuderti al mondo.


♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

🔹 Amore: Giorno di fascino e attrazione. Se single, potresti essere al centro dell’attenzione. Se in coppia, passione alle stelle!
🔹 Lavoro: Leadership al top, ottimo per prendere decisioni importanti.
🔹 Salute: Energia alta, ma attenzione a non esagerare.
🔹 Finanze: Possibili guadagni inaspettati, ma non sperperare.
💡 Consiglio del giorno: Brilla, ma ricorda di ascoltare gli altri.


♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

🔹 Amore: Se cerchi stabilità, oggi è il giorno giusto per parlarne. Se single, potresti incontrare una persona seria.
🔹 Lavoro: Precisione e organizzazione pagano. Attenzione ai colleghi poco affidabili.
🔹 Salute: Attenzione a disturbi digestivi, mangia leggero.
🔹 Finanze: Ottimo per pianificare risparmi o investimenti a lungo termine.
💡 Consiglio del giorno: Il perfezionismo è un pregio, ma non un obbligo.


♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

🔹 Amore: Giorno armonioso, ideale per riconciliazioni o nuovi incontri.
🔹 Lavoro: Collaborazione fondamentale, evita decisioni unilaterali.
🔹 Salute: Equilibrio mentale è la chiave, pratica yoga o respirazione.
🔹 Finanze: Situazione bilanciata, ma controlla le spese.
💡 Consiglio del giorno: Cerca l’armonia, ma non a discapito dei tuoi bisogni.

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

🔹 Amore: Passione magnetica oggi! Se single, potresti attirare qualcuno con il tuo fascino misterioso. Se in coppia, momento di intimità profonda.
🔹 Lavoro: Intuito infallibile, ottimo per strategie importanti. Attenzione a non essere troppo manipolativo.
🔹 Salute: Controlla lo stress emotivo, potresti accumulare tensioni.
🔹 Finanze: Possibili guadagni nascosti (bonus, rimborsi). Occhio alle truffe.
💡 Consiglio del giorno: Trasforma la tua energia in azione, ma senza ossessioni.


♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

🔹 Amore: Giornata avventurosa! Se single, un incontro casuale potrebbe portare una scintilla. Se in coppia, pianificate un viaggio o un’esperienza nuova.
🔹 Lavoro: Idee brillanti, ma potresti essere impaziente. Collabora invece di fare tutto da solo.
🔹 Salute: Energia fisica alta, perfetto per sport all’aperto.
🔹 Finanze: Attenzione a spese impulsive (specialmente viaggi o divertimento).
💡 Consiglio del giorno: Sii ottimista, ma resta con i piedi per terra.


♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

🔹 Amore: Se cerchi serietà, oggi è il momento di chiarire. Se single, potresti incontrare qualcuno maturo e affidabile.
🔹 Lavoro: Determinazione al massimo, ottimo per chiudere affari o chiedere una promozione.
🔹 Salute: Attenzione a schiena e articolazioni, fai stretching.
🔹 Finanze: Ottimo per risparmi o investimenti a lungo termine. Evita rischi inutili.
💡 Consiglio del giorno: Il successo richiede tempo, non bruciare le tappe.


♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

🔹 Amore: Sei più distaccato del solito, ma potresti ricevere una dichiarazione inaspettata. Se in coppia, condividi idee e progetti futuri.
🔹 Lavoro: Creatività alle stelle, ottimo per innovare. Attenzione a non essere troppo ribelle con i superiori.
🔹 Salute: Benessere mentale prioritario, stacca dal lavoro se necessario.
🔹 Finanze: Qualche spesa imprevista, ma nulla di grave.
💡 Consiglio del giorno: Segui la tua originalità, ma non isolarti.


♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

🔹 Amore: Sensibilità accentuata, potresti sentirti emotivamente vulnerabile. Se single, un’anima affine potrebbe entrare nella tua vita.
🔹 Lavoro: Fidati del tuo intuito, ma evita di farti sfruttare.
🔹 Salute: Attenzione a stanchezza e sbalzi d’umore, riposati.
🔹 Finanze: Situazione incerta, meglio non fare grandi spese oggi.
💡 Consiglio del giorno: Sogna, ma resta ancorato alla realtà.


La chiave è trovare un equilibrio tra cuore e ragione: ascolta le tue emozioni, ma agisci con prudenza.

  • Amore: I segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) avranno passione in primo piano, mentre quelli d’acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) vivranno emozioni profonde.

  • Lavoro: Terra (Toro, Vergine, Capricorno) e Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) avranno ottime opportunità se sapranno unire praticità e creatività.

  • Denaro: Attenzione alle spese impulsive, specialmente per Sagittario e Leone!

Le stelle ci guidano, ma siamo noi a scrivere il nostro destino. Usa questa giornata per ascoltare il cuore senza dimenticare la ragione.

Che il cielo ti sia favorevole!

Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10eLotto di oggi 25 luglio 2025

Ecco le estrazioni del Lotto di oggi 25 luglio:

BARI 53 75 06 08 43

CAGLIARI 62 52 59 55 72

FIRENZE 54 13 56 14 62

GENOVA 07 84 21 58 20

MILANO 27 28 62 61 04

NAPOLI 16 43 31 68 50

PALERMO 72 34 60 40 66

ROMA 46 72 66 36 11

TORINO 77 29 23 11 48

VENEZIA 24 77 41 48 21

NAZIONALE 70 83 17 40 71

10eLotto

Numeri vincenti: 06 07 13 16 24 27 28 29 34 43 46 52 53 54 59 62 72 75 77 84

NUMERO ORO:53

DOPPIO ORO:53 75

 

Morte di DJ Godzi a Ibiza: il padre: “Nessuna denuncia contro di lui”

Giuseppe Noschese, padre del DJ Michele Noschese, morto a Ibiza lo scorso 19 luglio, si prepara a rientrare in Italia dopo una settimana di dolore e attesa.

La salma del 35enne è stata liberata dalle autorità spagnole e verrà cremata nelle prossime ore. Intanto, la famiglia attende gli esiti degli ultimi esami diagnostici – tra cui TAC e risonanza magnetica – eseguiti alla presenza di un consulente di parte, per confermare o smentire i risultati dell’autopsia.

«Ci vorranno un paio di giorni», spiega il padre, medico ortopedico in pensione, che insieme alla moglie Daniela e all’altro figlio Giampiero è «straziato» dalla perdita. L’autopsia non ha rilevato segni di percosse, avvalorando la tesi della Guardia Civil, secondo cui il decesso sarebbe avvenuto per arresto cardiaco dopo che Michele, in preda a una crisi, era stato immobilizzato.

“Era fuori di sé”: la testimonianza choc

I racconti dei residenti del complesso di Rocca Llisa, dove Michele viveva, dipingono una scena drammatica. Una testimone intervistata dal Diario de Ibiza ha descritto il DJ come «fuori di sé», tanto da intrufolarsi nel balcone di un vicino 82enne e scuoterlo violentemente.

«Non so se fosse in crisi psicotica o sotto effetto di droghe, ma sembrava un matto», ha detto la donna. Gli amici presenti quella notte – arrivati per una festa – avrebbero tentato di calmarlo, senza successo: «È come uscito di senno, è impossibile», gli avrebbero risposto.

Quando sono arrivate le forze dell’ordine, Michele era già in uno stato di estrema agitazione. Secondo la ricostruzione ufficiale, avrebbe minacciato un anziano con un coltello, saltando da un balcone, prima di essere bloccato. Poco dopo, le convulsioni e il tragico epilogo.

Il padre: “Mio figlio non era un violento”

Giuseppe Noschese contesta però la versione della polizia spagnola, soprattutto l’ipotesi che il figlio fosse un consumatore abituale di stupefacenti.

«Michele era uno sportivo, sempre in salute. Dov’è la denuncia che lo prova?», chiede. E aggiunge: «Non ci sono denunce per aggressioni, né da parte del vicino né della ragazza che era con lui».

Quella notte, spiega, Michele era in «dolce compagnia» e, poco prima della tragedia, aveva scritto agli amici: «Basta fare chiasso, che protestano i vicini». Un messaggio che, secondo il padre, dimostra che non era in preda a un raptus.

Le domande ancora senza risposta

La famiglia ha presentato una denuncia contro la Guardia Civil per omicidio, ma Giuseppe Noschese insiste: «Non cerco un colpevole a tutti i costi, solo la verità».

Da medico, però, solleva un dubbio cruciale: «Se Michele aveva convulsioni, perché non è stato soccorso invece che ammanettato?».

Ora tutto dipende dagli esami tossicologici e dalle indagini della magistratura spagnola. Intanto, Napoli attende il ritorno di un padre che non smette di chiedersi: «Cos’è successo davvero a mio figlio?».

Cripto nei mercati emergenti: i prossimi miliardi di utenti

Il valore delle criptovalute ha subito forti oscillazioni quest’anno, con grandi guadagni per alcuni investitori e perdite drastiche per altri. Poiché le criptovalute sono note per la loro elevata volatilità, il loro prezzo può salire alle stelle o crollare in breve tempo. Osservare periodicamente le principali criptovalute è utile per valutare lo stato di salute del mercato.In questo articolo elenchiamo le 5 criptovalute più performanti del 2025, descrivendone dettagliatamente la performance al 27 giugno 2025 e fornendo un breve riassunto della loro importanza nel 2025, incluse le criptovalute su BYDFi.

Le 8 criptovalute più performanti nel 2025 (anno fino ad oggi)

Ecco le prime otto criptovalute, classificate in base alle performance fino a oggi nel 2025:

Criptovaluta Performance YTD
Monero 59,17%
Hyperliquid 51,35%
Bitcoin Cash 15,94%
Bitcoin 14,49%
TRON 7,06%
XRP 0,55%
Ethena USDe 0,28%
Tether 0,23%

 

  1. Monero (XMR): In testa alla classifica

Monero (XMR) Anche Monero (XMR) ha registrato una delle migliori performance di quest’anno, con un 59,17%. Gli utenti possono nascondere le proprie transazioni utilizzando Monero, rinomato per le sue funzionalità orientate alla privacy. La crittografia della moneta oscura le informazioni sulle transazioni, una caratteristica che la distingue da molte altre criptovalute, gestite su blockchain pubbliche.

  • Prezzo: 307,71 dollari
  • Capitalizzazione di mercato: 5,68 miliardi di dollari

Monero è stata una delle criptovalute preferite da chi è a favore della privacy e, nonostante sia stata lanciata nel 2014, questa situazione non è cambiata. Nonostante l’instabilità del mercato intorno al 2025, la costante crescita di Monero nel corso del 2025 indica che ha ancora rilevanza nel mondo delle criptovalute, soprattutto nelle criptovalute su BYDFi.

  1. Hyperliquid (HYPE): Un forte contendente

Hyperliquid (HYPE) è anche una delle criptovalute con una performance impressionante quest’anno, con un rialzo del 51,35%. Hyperliquid è una blockchain di primo livello riconosciuta per le sue funzionalità di transazione all’avanguardia e sfrutta la piattaforma Hyperliquid. L’offerta di HYPE è limitata a 1 miliardo di monete, il che la rende una risorsa rara.

  • Prezzo: 36,28 $
  • Capitalizzazione di mercato: 12,12 miliardi di $

 

È una delle criptovalute più interessanti da tenere d’occhio, poiché l’esplosione del prezzo di Hyperliquid nel 2025 è indicativa del suo crescente utilizzo nelle applicazioni decentralizzate (dApp).

  1. Bitcoin Cash (BCH): un duplicato di Bitcoin, ma un’altcoin.

Bitcoin Cash (BCH) è stato lanciato nell’agosto 2017 in risposta ai problemi di scalabilità di Bitcoin. Gli sviluppatori affermarono che Bitcoin aveva un limite di dimensione nei suoi blocchi che ne ritardava la crescita e la velocità di elaborazione. Per risolvere questo problema, si separarono dalla blockchain di Bitcoin e crearono Bitcoin Cash, che ora offre transazioni più veloci e commissioni inferiori a quelle di Bitcoin.

  • Prezzo: $502,75
  • Capitalizzazione di mercato: $10 miliardi

Finora, nel 2025, Bitcoin Cash (in crescita del 15,94% da inizio anno) continua ad attrarre i suoi seguaci di nicchia, che a quanto pare preferiscono transazioni più veloci ed economiche rispetto a quelle di Bitcoin.

  1. Bitcoin (BTC) – La nonnina originale. La prima tra pari.

Il bitcoin (BTC) è la valuta principale della rete bitcoin ed è attualmente la valuta virtuale più riconosciuta e utilizzata. È ancora leader per capitalizzazione di mercato e continua a registrare ottime performance, con un aumento del 14,49% da inizio anno al 2025.

  • Prezzo: $ 108.783,31
  • Capitalizzazione di mercato: $ 2,12 trilioni

Lo status di Bitcoin come riserva di valore e protezione contro l’inflazione rimane la ragione principale di questa domanda, attirando sempre più acquirenti verso la più grande criptovaluta al mondo.

  1. TRON (TRX): Blockchain Peer To Peer per Applicazioni Decentralizzate

TRON (TRX) è una blockchain decentralizzata creata nel 2017. L’obiettivo di Tron è offrire un ambiente per la creazione e la distribuzione di dApp. TRON supporta gli smart contract, ed è per questo che ha guadagnato popolarità tra gli sviluppatori specializzati nella DeFi, consentendole di crescere nel settore.

  • Prezzo: $0,2719
  • Capitalizzazione di mercato: $25,78 miliardi

Con una crescita del 7,06% da inizio anno nel 2025, TRON è un peso massimo nell’ecosistema decentralizzato e la sua blockchain ha registrato una crescita nella Finanza Decentralizzata.

Investire in criptovalute su BYDFi: conviene?

Sebbene le criptovalute abbiano riacquistato un certo slancio dopo un inizio d’anno difficile, è importante ricordare che il mercato è ancora altamente volatile. I prezzi possono oscillare drasticamente, con i token che registrano una rapida crescita o improvvisi cali nel giro di pochi giorni o addirittura minuti.La mancanza di asset tangibili a supporto delle criptovalute è uno dei motivi principali della loro volatilità. I prezzi sono determinati esclusivamente dalla domanda di acquirenti e venditori. Ciò significa che il valore di una criptovaluta è spesso determinato dalla speculazione, dalle tendenze di mercato e dal sentiment generale del mercato finanziario più ampio.Prima di investire in criptovalute, è importante valutare la propria tolleranza al rischio e il proprio orizzonte temporale. Le criptovalute dovrebbero rappresentare solo una piccola parte della strategia di investimento complessiva, soprattutto in periodi di incertezza del mercato. Se si investe in criptovalute, assicurarsi che integrino un portafoglio ben diversificato che includa classi di attività più tradizionali, come azioni e obbligazioni.

In conclusione

Le criptovalute stanno vivendo un anno strano, ma si può imparare molto osservando più da vicino i grandi trend del 2025. Con la crescente popolarità e l’utilizzo delle valute digitali, nuove monete e progetti vengono immessi regolarmente in circolazione. Assicuratevi di valutare la vostra personale tolleranza al rischio quando valutate investimenti in criptovalute e di prendere decisioni di conseguenza, nell’ambito di una strategia finanziaria più ampia.E se decidete di investire in criptovalute, assicuratevi di essere preparati alla follia. Investite solo ciò che potete permettervi di perdere e assicuratevi di rimanere aggiornati sul settore delle criptovalute.

Domande frequenti

  • Quali sono le migliori criptovalute entro il 2025?

Ecco le criptovalute più performanti nel 2025: Monero (XMR), Hyperliquid (HYPE), Bitcoin Cash (BCH), Bitcoin (BTC), TRON (TRX). Cosa c’è da sapere sulle criptovalute nel 2025. Quanto varrà Bitcoin nel 2025?

  • Dovrei investire in criptovalute?

Le criptovalute possono offrire rendimenti generosi: un investimento di soli 1.000 dollari in Bitcoin nel 2013 varrebbe più di 1,8 milioni di dollari oggi, ma presentano rischi simili. È fondamentale rischiare solo ciò che ci si può permettere di perdere e diversificare gli investimenti per minimizzare il rischio.

  • Come investire al meglio in criptovalute?

L’approccio migliore è probabilmente iniziare in piccolo, diversificare gli investimenti e rimanere aggiornati sulle nuove tendenze emergenti nel mondo delle criptovalute.

 

Napoli, la strage degli operai: già inviati gli avvisi di garanzia

Una giornata di lutto e profonda rabbia per Napoli, scossa dall’ennesima strage sul lavoro. Tre operai hanno perso la vita stamane al Rione Alto, precipitati da un’altezza di oltre 20 metri mentre lavoravano su un cestello.

La Procura di Napoli ha immediatamente aperto un’indagine per omicidio colposo, e inviato i primi avvisi di garanzia per consentire lo svolgimento di atti irripetibili. Una vera accelerata nell’indagine perché si vuole capire come sia potuto accadere.

La Procura di Napoli, sotto la direzione del procuratore aggiunto Antonio Ricci della VI sezione specializzata in reati di incolumità pubblica e infortuni sul lavoro, e con la sostituta Stella Castaldo, ha aperto un fascicolo sull’accaduto. L’obiettivo principale è chiarire se si sia trattato di un cedimento strutturale del montacarichi o del cestello, e se un eventuale sovraccarico possa aver contribuito alla tragedia.

In primo luogo si vuole capire se il cestello del montacarichi fosse idoneo a sopportare il peso degli operai visto che si è capovolto su se stesso facendoli precipitare da un’altezza di venti metri.

Poi perché gli operai non indossavano ne caschi , tantomeno avessero l’imbracatura che gli avrebbe salvato la vita. E poi se c’è stato un. subappalto regolare nell’affitto del montacarichi che non era in dotazione alla ditta che si è aggiudicata i lavori di sistemazione del tetto dell’edificio di sei piani.

Insomma sono tanti i punti da chiarire e sui saranno chiamati a rispondere tutti coloro che hanno responsabilità nelle ditte che stavano effettuando i lavori

La tragedia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con le voci di protesta di sindacati e forze politiche che si levano unanimi.

Un volo di oltre 20 metri: le vittime e la dinamica dell’incidente

Le vittime dell’incidente, avvenuto intorno alle 9:40 in via Domenico Fontana, sono Vincenzo Del Grosso, 53 anni, di Napoli; Ciro Pierro, 61 anni, di Calvizzano; e Luigi Romano, 66 anni, di Arzano. I tre operai erano impegnati in lavori di manutenzione su un palazzo di sette piani.

Secondo le prime ricostruzioni, si trovavano su un cestello di un montacarichi, utilizzato per raggiungere il tetto dell’edificio, quando la struttura si è improvvisamente capovolta, facendoli precipitare nel vuoto. Un volo di oltre venti metri che non ha lasciato loro scampo.

I condomini hanno raccontato di aver udito un forte boato. Chi ha assistito alla scena ha immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, ma purtroppo non hanno potuto far altro che constatare il decesso dei tre uomini. I Vigili del Fuoco hanno avviato le operazioni di messa in sicurezza dell’area, mentre gli agenti della Polizia di Stato hanno dato il via ai primi accertamenti per ricostruire l’accaduto e individuarne le cause.

Il cordoglio unanime e l’appello per la sicurezza

La notizia ha scatenato un’ondata di cordoglio e indignazione in tutta Italia. Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha espresso “enorme dolore e tanta rabbia per l’ennesima strage sul lavoro”, ricordando un altro incidente mortale avvenuto nella stessa giornata a Brescia e auspicando “subito decisioni e fatti concreti”.

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha annullato alcuni impegni, ha parlato di una “strage silenziosa” alla quale “non possiamo e non dobbiamo rassegnarci”. Ha ribadito l’impegno concreto per fermare le morti sul lavoro, chiedendo “più sicurezza, più controlli e più formazione”.

Un appello accorato è giunto anche dal cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, che ha definito la tragedia “non solo motivo di dolore, ma anche di indignazione e di coraggio per dire ‘basta'”. “È inaccettabile morire non ‘sul’ lavoro, ma ‘di’ lavoro,” ha dichiarato. “Che nessuno le chiami più morti bianche, perché sporcano le nostre coscienze. Non c’è più tempo da perdere”.

Il Prefetto di Napoli: “Tragedia che ci interpella, servono risposte urgenti”

Nel pomeriggio, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è recato sul luogo dell’incidente, esprimendo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime. “Questo è il momento del lutto e del dolore, della sofferenza umana. È il momento in cui tutti siamo chiamati a riflettere,” ha affermato il Prefetto. “Queste tragedie ci interpellano come cittadini e come istituzioni. E noi siamo chiamati a fornire urgenti risposte.”

Il Prefetto ha ricordato l’impegno costante della Prefettura di Napoli, che ha da tempo attivato un tavolo dedicato con tutti gli interlocutori istituzionali interessati. L’obiettivo è attuare una strategia di controlli incisivi e mirati nei cantieri, attraverso un programma di accessi e ispezioni in collaborazione con l’Ispettorato del Lavoro, i sindacati, la Regione Campania e il Comune di Napoli.

“Il lavoro è un diritto. E non si può morire per portare il pane a casa,” ha ribadito Di Bari, sottolineando che il tema della sicurezza sul lavoro riguarda in primis il settore dell’edilizia, ma che si stanno attenzionando anche altri ambiti per garantire la legalità e prevenire episodi tragici. Per il Prefetto, tuttavia, non bastano solo i controlli, “che ci sono e che ci saranno”, ma è necessario uno “sforzo corale” per diffondere “la cultura della sicurezza e della prevenzione”. Sicurezza e prevenzione, ha concluso, “non devono essere considerati un costo ma un investimento per la collettività.”

Mauro Icardi pronto a denunciare Wanda Nara per revenge porn

Roma– Un nuovo clamoroso episodio scuote la già turbolenta separazione tra Mauro Icardi e Wanda Nara, da tempo al centro dell’attenzione mediatica e social.

Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, il calciatore argentino avrebbe incaricato i suoi legali italiani – gli avvocati Raffaele Rigitano, Valeria De Vellis e Salvatore Pino – di avviare un’azione penale contro l’ex moglie, accusandola di revenge porn.

Stando alla ricostruzione, Icardi sostiene che Wanda Nara abbia diffuso un suo video intimo, risalente al periodo in cui i due erano ancora sposati, con lo scopo di diffamarlo e danneggiare il rapporto con la sua attuale compagna, l’attrice Eugenia “La China” Suarez. Il calciatore avrebbe appreso “con sconcerto” della circolazione online delle immagini, da lui condivise in modo privato con la moglie all’epoca della loro relazione.

Il procedimento si aggiunge alla già complessa battaglia legale tra i due, iniziata con la separazione ufficializzata nei mesi scorsi dal Tribunale di Milano.

Icardi fa inoltre riferimento a un altro episodio precedente: la presunta sottrazione delle figlie minori, per la quale Wanda Nara è stata denunciata nel 2024 alla Procura milanese. Ora, il calciatore si dice pronto a reagire “in tutte le sedi competenti” per tutelare la propria reputazione e i suoi diritti.

Quella tra Icardi e Wanda è diventata negli anni molto più di una crisi coniugale: una vera e propria telenovela social, seguita da milioni di fan e curiosi, tra colpi di scena, riconciliazioni lampo, accuse pubbliche e rotture fragorose. E il nuovo capitolo sembra destinato ad accendere ancora una volta i riflettori, tra gossip, diritto e spettacolo.

Sarno, paura tra i cittadini per un’ondata di furti notturni

Sarno – Una notte di paura e tensione ha scosso la città di Sarno, dove un’ondata di furti ha messo in allarme diversi quartieri. denunce di auto rubate sono state presentate dai cittadini nelle ultime ore, con episodi concentrati su Corso Vittorio Emanuele, nella zona Ferrovia dello Stato e in via Vecchia Lavorate.

Nella frazione di Lavorate, a destare preoccupazione tra i residenti è stata la presenza sospetta di un’auto con almeno tre individui a bordo, segnalata all’interno di un terreno privato.

Decine le persone che si sono riversate in strada. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni oculari, si sarebbero uditi anche colpi d’arma da fuoco, il che ha aumentato ulteriormente la paura nel quartiere.

I presunti malviventi, sentendosi braccati, avrebbero abbandonato l’auto per darsi alla fuga a piedi attraverso i campi circostanti, facendo perdere le proprie tracce.

Sul posto sono intervenuti prontamente i carabinieri della stazione di Sarno, che hanno avviato le indagini. Gli accertamenti svolti hanno rivelato che il veicolo abbandonato era stato rubato a Nocera Inferiore, probabilmente poche ore prima.

A Viale Margherita invece è stato rubato un Fiat Doblò, parcheggio all’interno di un’area condominiale. Altri furti si sono verificati ieri, in zona Cappella Vecchia, dove sono stati rubati un ciclomotore e un’autovettura parcheggiati all’esterno di un condominio. Anche in questo caso sono in corso le verifiche da parte delle forze dell’ordine per raccogliere elementi utili all’identificazione dei responsabili

Castel Volturno, natante incagliato sulla scogliera: 2 persone salvate dalla Guardia Costiera

Castelvolturno  – Dramma sfiorato nella notte tra il 23 e il 24 luglio al largo di Castelvolturno, dove un’imbarcazione da diporto di circa 10 metri si è incagliata su una scogliera semisommersa di fronte al lido Villaggio Coppola, nella zona di Pinetamare.

Le due persone a bordo, in balia del buio e delle onde, hanno lanciato un disperato “mayday”, dando il via a un’operazione di salvataggio coordinata dalla Guardia Costiera di Napoli.Le ricerche, rese difficili dall’oscurità e dall’impossibilità dei naufraghi di fornire una posizione precisa, sono state condotte con grande professionalità dalla Sala Operativa della Capitaneria di Porto.

Grazie alla geolocalizzazione del cellulare di uno degli occupanti, i soccorsi sono stati indirizzati con precisione verso il punto dell’incidente. Sul posto sono intervenuti mezzi via terra e via mare, con la motovedetta CP 807 in prima linea.

Un salvataggio tecnologico

La posizione dell’imbarcazione, incagliata sulla scogliera, ha reso impossibile un avvicinamento diretto della motovedetta e altrettanto rischioso per i naufraghi tentare di raggiungere la costa a nuoto. In una mossa decisiva, il comandante e l’equipaggio hanno impiegato un salvagente radiocontrollato, un dispositivo all’avanguardia in dotazione alle unità della Guardia Costiera specializzate in ricerca e soccorso.

Dotato di motore elettrico, capace di operare entro un raggio di 300 metri e di trasportare fino a 240 kg, il salvagente è stato pilotato con perizia verso i due naufraghi, consentendo di trarli in salvo e trasferirli a bordo della motovedetta.

Un intervento di alta professionalità

L’operazione, conclusasi con successo, ha messo in luce l’efficienza e la preparazione del personale della Guardia Costiera, che ha saputo gestire una situazione critica in condizioni avverse. Il salvataggio è stato reso possibile grazie all’uso di tecnologie innovative e alla prontezza dei soccorritori, che hanno evitato una possibile tragedia.

Con l’intensificarsi del traffico nautico estivo, episodi come questo sottolineano l’importanza di una navigazione responsabile e della presenza di dispositivi di sicurezza a bordo. La Guardia Costiera continua a vigilare sulle coste campane, pronta a intervenire per garantire la sicurezza di diportisti e bagnanti.

Europa Verde lancia l’allarme: “Spiagge sicure, urgente la vigilanza balneare nei comuni costieri”

Napoli – Con l’avvio della stagione balneare, cresce la preoccupazione per la sicurezza sulle spiagge libere della Campania. Il Dott. Francesco Velotti di Europa Verde ha acceso i riflettori su un tema cruciale: l’obbligo, da parte dei Comuni costieri, di garantire un adeguato servizio di vigilanza balneare e la corretta segnalazione dei limiti di sicurezza in acqua.

Una questione di vitale importanza, spesso sottovalutata, che potrebbe mettere a rischio la vita dei bagnanti.

“Ai sensi e per gli effetti della Legge Regionale n. 17/98,” ha ricordato Velotti, “i Comuni rivieraschi sono tenuti ad assicurare la presenza di bagnini di salvataggio lungo le spiagge libere idonee alla balneazione ricadenti nel loro territorio di giurisdizione.”

Non solo. È imperativo, secondo le disposizioni delle Autorità Marittime, che le amministrazioni comunali segnalino con precisione il limite delle acque sicure (dove i non esperti nel nuoto possono bagnarsi) e il limite dell’area riservata alla balneazione (300 metri dalla battigia o 100 metri dalle coste a picco).

Queste aree devono essere chiaramente delimitate da gavitelli o boe galleggianti: bianche per le acque sicure, rosse per il limite dell’area di balneazione.

Ma cosa succede se un Comune non riesce a garantire questi servizi essenziali? “Nel caso di impossibilità ad assolvere a tali incombenze necessarie ai fini della sicurezza,” ha sottolineato Velotti, “i Comuni devono comunque dare avviso al pubblico apponendo sulle spiagge libere adeguata segnaletica monitoria verticale, ben visibile.”

Questa segnaletica, ha specificato, deve essere redatta in più lingue, dotata di pittogrammi esplicativi e conforme alla simbologia standard ISO 20712, seguendo il modello del progetto europeo PERLA (cooperazione per l’accessibilità, fruizione e sicurezza della fascia costiera).

Tra le indicazioni fondamentali da riportare sui cartelli, Velotti ha elencato: “attenzione – balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvamento
balneazione non sicura per limite acque sicure (mt. 1,00 di profondità) non segnalato
attenzione – limite acque interdette alla navigazione – non segnalato” (riferendosi ai 300 metri dalla battigia o 100 metri dalle coste a picco).

La richiesta di Europa Verde è chiara: “Sottoponiamo all’attenzione della Polizia Municipale la necessità di una vigilanza stringente per ottenere spiagge comunali sotto controllo e sicure per i bagnanti,” ha concluso Velotti, sollecitando una “risposta rapida” da parte delle autorità competenti.

L’obiettivo è prevenire incidenti e garantire un’estate serena e sicura per tutti coloro che affolleranno le coste campane.

Considerando l’importanza della sicurezza balneare, quali passi concreti potrebbero intraprendere i Comuni per garantire il pieno rispetto di queste normative, soprattutto in vista dell’alta stagione?

Parco del Matese, sversati 800 metri cubi di rifiuti speciali

San Gregorio Matese— Ennesimo caso di sversamento incontrollato di rifiuti speciali in una zona a tutela ambientale.

I Carabinieri Forestali di San Gregorio Matese, in collaborazione con i militari della Stazione territoriale, hanno posto sotto sequestro un ingente cumulo di materiale di risulta, rinvenuto nella località “Acqua di Santa Maria”, all’interno del Parco Regionale del Matese, in transizione verso lo status di Parco Nazionale.

Durante un controllo, i militari hanno individuato un cumulo di circa 800 metri cubi di fresato d’asfalto, accatastato abusivamente sul suolo. Ma non solo: la stessa tipologia di rifiuto risultava già stesa lungo una stradina sterrata preesistente, per una lunghezza di circa 800 metri e una larghezza media di 6 metri, con uno strato di materiale spesso fino a 15 centimetri.

L’area interessata è sottoposta a plurimi vincoli ambientali: si tratta di zone “B” e “C” del Parco, già classificate come SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona di Protezione Speciale), nonché soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto sull’“Ambito Massiccio del Matese”.

Gli accertamenti hanno permesso di risalire alla provenienza dei rifiuti, riconducibili a un cantiere stradale attivo nelle immediate vicinanze. A fronte delle irregolarità riscontrate, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro del materiale per gestione illecita di rifiuti speciali non autorizzata, iscrivendo nel registro degli indagati il delegato del legale rappresentante della ditta esecutrice dei lavori, nonché direttore tecnico del cantiere.

Le indagini sono tuttora in corso per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare se l’illecito rientri in una prassi più estesa di smaltimento abusivo in aree vincolate.

Questo nuovo episodio riporta al centro dell’attenzione il problema ormai cronico dell’abbandono indiscriminato di rifiuti in contesti naturalistici protetti, minacciando l’equilibrio ambientale e paesaggistico di uno dei patrimoni verdi più importanti della Campania.

Salerno, ritrovata a Striano la neonata positiva agli stupefacenti porta via dall’ospedale

Striano  – È stata ritrovata in buone condizioni nel comune di Striano, nel Napoletano, la neonata di quattro mesi risultata positiva alla cocaina e sottratta dai genitori all’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno.

La piccola era stata ricoverata nei giorni scorsi per accertamenti clinici e, dopo l’esito degli esami tossicologici, era scattato l’allarme: mercoledì mattina i genitori, una coppia di nazionalità marocchina senza fissa dimora, l’avevano prelevata senza autorizzazione dalla struttura sanitaria, facendo perdere le proprie tracce.

A lanciare l’allerta erano stati i sanitari dell’ospedale salernitano, preoccupati per lo stato di salute della bimba e per il rischio che potesse non ricevere le cure necessarie. Le ricerche si sono concluse nel pomeriggio di oggi, grazie all’intervento dei carabinieri della compagnia di Salerno, con il supporto dei militari presenti sul territorio.

Secondo quanto ricostruito, la famiglia si era inizialmente rifugiata in una struttura alberghiera della zona.

Ma al momento dell’intervento dei militari – allertati anche i vigili del fuoco per un eventuale supporto – i genitori avevano già lasciato la stanza, cercando di allontanarsi a piedi. Sono stati intercettati e bloccati poco dopo lungo una strada del comune vesuviano.

I genitori sono stati portati in caserma

La neonata è stata immediatamente affidata ai servizi sociali, che ora si occuperanno della sua tutela. Secondo i primi accertamenti, le sue condizioni di salute sono buone, ma verrà comunque sottoposta a ulteriori controlli clinici.

I genitori sono stati condotti in caserma a Salerno. La loro posizione è ora al vaglio della magistratura, che dovrà chiarire le responsabilità e valutare eventuali misure a loro carico.

De Bruyne: “Napoli, il livello è alto. Sto imparando tutto, anche Conte”

Kevin De Bruyne non è arrivato a Napoli per una passerella. Il campione belga, ancora in fase di rodaggio dopo solo dieci giorni di lavoro con la nuova squadra, ha già le idee chiare: c’è da pedalare, conoscere, imparare. Ma soprattutto da costruire qualcosa di importante. Dal ritiro di Dimaro, ai microfoni di Sky Sport, ha messo subito i puntini sulle “i”: “Sto bene, sono felice. Ovviamente è tutto nuovo, ma il gruppo lavora duramente e questo è ciò che conta. Il livello è alto, la qualità si vede. So di essere in una squadra che ha vinto lo scudetto e che ha fame”.

De Bruyne non fa proclami, ma trasmette serietà e consapevolezza. Parla dei compagni, dell’adattamento, ma anche della pressione, elemento costante in una piazza come Napoli. “Non è facile gestirla, ma va accettata. Avere tifosi così ti dà una spinta in più. Qui ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e arrivare al meglio: solo così si può essere competitivi a questo livello”.

E poi il confronto inevitabile con il passato. Dopo nove anni al fianco di Pep Guardiola, ora la guida è Antonio Conte. Una transizione che lo incuriosisce e lo stimola. “Guardiola ha uno stile più offensivo, mentre Conte lavora su una solidità diversa, più difensiva. Ma è presto per giudicare, siamo insieme da poco. So solo che ogni allenatore ha la sua mentalità e voglio conoscerla fino in fondo. Ho tutto il tempo per entrare nei meccanismi”.

Il pensiero finale è sull’ultima amichevole, persa contro l’Arezzo, e su quella che verrà contro il Catanzaro. Nessun allarme, solo testa al lavoro. “Non sono preoccupato. La cosa importante adesso è entrare nei meccanismi e conoscere meglio squadra e compagni. Certo, avremmo potuto vincere facilmente, ma ci è mancato il gol. Ora proveremo a fare meglio”.

Oriali: “A Napoli ho provato emozioni mai vissute. Ora serve umiltà: ogni partita sarà una battaglia”

Lele Oriali ha vissuto di calcio per tutta la vita, ha vinto tutto, ma quello che ha provato a Napoli lo ha segnato in modo profondo. A pochi mesi dallo scudetto che ha mandato in estasi un’intera città, l’uomo di fiducia di Antonio Conte torna a parlare del trionfo, del presente e di un futuro che si annuncia durissimo. Ai microfoni di Radio Crc, Oriali non nasconde la sua emozione: “Ho vissuto tante vittorie, ma quello che è successo a Napoli è stato unico. La passione che questa città trasmette ti entra dentro. Vincere qui ti tocca l’anima”.

Eppure, il suo messaggio non è quello di chi si culla sugli allori. Tutt’altro. Oriali è uno che sa cosa significa vincere, ma soprattutto sa quanto costa restare in alto. “Lo scorso anno abbiamo compiuto qualcosa di straordinario, partendo senza essere la rosa più forte. È stata la squadra, l’unione del gruppo, a fare la differenza. E quest’anno sarà ancora più difficile. Saremo la squadra da battere e ogni partita sarà una guerra”.

Parole chiare, dritte al cuore dei tifosi e, soprattutto, dei calciatori. Da Dimaro, dove il Napoli sta preparando la nuova stagione, Oriali spiega il senso del lavoro che Conte e il suo staff stanno impostando. “Il ritiro è durissimo, ma necessario. L’obiettivo è far sì che la squadra regga fisicamente per tutta la stagione. Chi pensa che basti il talento, si sbaglia. Servono sacrifici. E i nuovi? Portano grande qualità, su tutti De Bruyne, ma anche esperienza internazionale. E questo conta”.

Poi, il pensiero si fa più personale. Oriali si rivolge ai giovani, a chi sogna di diventare calciatore, senza filtri o illusioni. “Non basta il talento. Servono testa, disciplina, persone giuste attorno. E mai abbandonare gli studi. Questo è un mondo bellissimo, ma difficilissimo. Per restarci serve equilibrio. Lo dico a chi sogna di arrivare: niente scorciatoie, solo lavoro e sacrificio”.

Beukema: “Napoli, arrivo con orgoglio. Con Conte possiamo sognare in grande”

Sam Beukema ha scelto Napoli, e Napoli ha scelto lui. Dal ritiro di Dimaro, nella sua prima conferenza stampa in maglia azzurra, il centrale olandese ha fatto capire subito di non essere arrivato per caso, ma con un’idea precisa: prendersi la città, lo spogliatoio e la fiducia di Antonio Conte. Parole chiare, tono deciso e occhi lucidi per l’emozione: Beukema è pronto a diventare un pilastro della nuova difesa partenopea.

Arrivato dal Bologna per oltre 30 milioni di euro, è il primo grande investimento difensivo della gestione Conte. E lui, con la serietà tipica di chi sa dove vuole arrivare, si è già calato nel contesto: “Il Napoli è una squadra che gioca per vincere. È un orgoglio essere qui e lavorare con un allenatore come Conte. Darò tutto me stesso per aiutare questo gruppo di campioni a fare ancora meglio”.

Non ci ha pensato due volte, Beukema, quando il Napoli si è fatto avanti. “Sentivo che era il posto giusto. Una piazza così calda, così appassionata… volevo farne parte. E poi, l’Olanda a Napoli ha un nome e un cognome: Ruud Krol. È un onore essere il secondo difensore olandese a vestire l’azzurro. So che qui la storia pesa, ma per me è uno stimolo”.

Il lavoro con Conte è appena cominciato, ma Beukema ha già capito cosa significa essere un giocatore del Napoli sotto la guida del tecnico leccese: disciplina, intensità, concentrazione assoluta. “Con lui si lavora duro, ma è proprio questo che ci farà fare la differenza. Mi piace essere messo alla prova e credo che, con questa mentalità, potremo fare qualcosa di importante sia in Italia che in Europa”.

Sul piano tecnico, Beukema si descrive come un difensore “aggressivo, ma che sa leggere le situazioni”. E aggiunge: “So che posso migliorare ancora tanto. Voglio crescere giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Qui posso farlo”.

Homynest, la soluzione innovativa per la messa a valore di un immobile

Perché perdere tempo nel tentativo di affittare un immobile, quando esiste una soluzione pratica, affidabile, veloce, che garantisce il patrimonio del proprietario e, a volte, lo migliora?Per tutti i proprietari che non sono intenzionati a vendere, il dubbio di fare la scelta giusta nell’individuazione di un inquilino può ritardare la “messa a valore” dell’immobile e generare angoscia e dilemmi.Tutto questo non accade quando si affitta a Homynest, la società rodigina che si è già dimostrata un inquilino impeccabile per oltre 30 proprietari di case di pregio in Italia.Homynest è specializzata nella gestione “chiavi in mano” di affitti brevi e case vacanza. Si propone come l’inquilino perfetto per chi possiede una casa inutilizzata e desidera affittarla senza pensieri.

Perché affittare a Homynest?

Lo spiegano i soci della società nata per offrire servizi di foresteria ad aziende che ricercano, per i propri collaboratori, soluzioni diverse dall’ospitalità alberghiera.Abbiamo cominciato a individuare immobili in affitto nelle principali città italiane per i nostri clienti e ci siamo attrezzati con servizi a 360 gradi che prevedono la preparazione dei locali, l’arredamento, un servizio di pulizia, le manutenzioni” dichiarano Roman, Mattia e Filippo, soci fondatori di Homynest.Il servizio offerto alle aziende è stato da subito molto apprezzato, abbiamo quindi valutato che ogni immobile presenta dei momenti di mancato uso ed abbiamo “aperto” il nostro modello di business al mondo degli affitti brevi, per privati, corredati però da tutti i servizi che già offriamo alle aziende“.Il servizio piace ai clienti e l’idea di essere “coccolati” in uno degli appartamenti gestiti da Homynest spinge la società a ricercarne sempre di nuovi.Affittare ad Homynest conviene davvero in quanto la società non è un’intermediaria. Homynest è semplicemente il nuovo inquilino dell’immobile, serio e professionale. Con Homynest l’immobile è in mani sicure, valorizzato e sempre al massimo delle sue potenzialità. Offriamo un contratto diretto e garantito: firmiamo noi come inquilini, senza agenzie o terzi” ribadiscono i fondatori di Homynest.Pagamenti sempre puntuali, zero morosità, zero rincorsi, cura dell’immobile impeccabile con pulizie, manutenzione, attenzioni quotidiane e tutte le garanzie ed assicurazioni a tutela di ogni aspetto dell’immobile sono i punti di forza che fanno dormire sonni tranquilli ai proprietari.

Homynest è la soluzione innovativa per la messa a valore di un immobile

È possibile contattare Homynest senza impegno attraverso uno di questi canali:

 

Giugliano, la mamma del 15enne accoltellato: “Basta non se ne può più”

Giugliano – Piange e si dispera, Giuseppina Sarni, la mamma del 15enne accoltellato ieri sera in un campo di calcetto all’interno di un camping di Varcaturo: “Non se ne può più”

La donna, in lacrime, davanti ai microfoni e le telecamere del Tgr Campania fa un ritratto del figlio ferito gravemente. “Ho davanti agli occhi mio figlio che mi dice mamma non ti preoccupare sto bene, ho già chiamato l’ambulanza. Mio figlio è un bravo ragazzo, è educatissimo, va a scuola e studia. Gioca a calcio, è un campione, fa il portiere”.

E poi l’amara riflessione: “Basta non se ne può più. Se oggi è mio figlio, domani sarà un altro e dopo domani sarà ancora un altro”.

Giuseppe oltre ad essere appassionato di calcio aveva il desiderio di voler accedere alla prestigiosa scuola militare Nunziatella e ripeteva spesso di voler lasciare Napoli. Ora dopo questo episodio e quando starà meglio questo desiderio diventerà ancora di più prioritario.

Il giovane ha il fegato perforato: è stato operato ed è in prognosi riservata

Il giovane è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per una perforazione al fegato. Attualmente è ricoverato in prognosi riservata.

Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso che, al termine di una partita di calcio, sarebbe scoppiata un’accesa discussione tra alcuni ragazzini ospiti della struttura. Durante il litigio, uno di loro avrebbe estratto un coltello, ferendo gravemente la vittima.

Le indagini hanno consentito di ricostruire l’intera vicenda e di identificare l’aggressore: si tratta di un 18enne incensurato, che nel frattempo era tornato a casa con la propria famiglia, temendo possibili ritorsioni da parte di amici e parenti del 15enne ferito.

Secondo quanto ricostruito dai militari, il 18enne sarebbe intervenuto per difendere il proprio fratello, coetaneo della vittima, estraendo un coltello a scatto che portava nel marsupio. Durante la colluttazione, sarebbe poi partito il fendente che ha colpito il 15enne.

Questa notte i carabinieri hanno arrestato il 18enne con l’accusa di tentato omicidio. Il giovane si trova attualmente in carcere, in attesa di giudizio.

Napoli, tragedia al Vomero: ecco chi sono i tre operai morti

Napoli – Si chiamavano Ciro Pierro, 62 anni, originario di Calvizzano; Luigi Romano, 67 anni, di Arzano; e Vincenzo Del Grosso, 56 anni, residente a Napoli.

Sono loro le vittime del grave incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nel quartiere Vomero, dove i tre operai sono precipitati nel vuoto da un’altezza di circa venti metri mentre stavano lavorando alla manutenzione del tetto di un palazzo di sei piani, tra via Domenico Fontana e via San Giacomo dei Capri.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, i tre lavoratori si trovavano su un ponteggio mobile dotato di cestello, intento a sollevare un rotolo di bitume fino al tetto dello stabile. Proprio durante questa operazione, il montacarichi si sarebbe sganciato all’improvviso, probabilmente a causa di un cedimento strutturale della colonna portante, forse sollecitata oltre la propria capacità di carico.

 Il montacarichi affittato presso un’altra azienda

dai primi accertamenti è emerso che il montacarichi era stato affittato dalla ditta aggiudicatrice dei lavori presso un’altra impresa. E su questo e sulle rispetto delle normativo anti infortunistiche che si concentrano le indagini degli investigatori.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno potuto soltanto constatare il decesso dei tre operai. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per accertare dinamica e responsabilità, affidando il fascicolo alla Sezione “Lavoro e colpe professionali”, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Ricci e del sostituto procuratore Stella Castaldo.

Morire di lavoro, una ferita che non si rimargina

Ancora tre morti. Ancora una volta operai, ancora una volta in pieno orario di lavoro, mentre svolgevano un’attività ordinaria come la manutenzione di un tetto. Le prime ipotesi parlano di un cedimento strutturale, forse legato a un sovraccarico. Ma, al di là delle cause tecniche e delle responsabilità che saranno accertate dalla magistratura, resta un fatto inaccettabile: si continua a morire di lavoro, troppo spesso e troppo in silenzio.

Non si tratta di fatalità, ma di un’emergenza nazionale. Le morti bianche – così definite, con un linguaggio che le svuota di peso e dramma – sono la conseguenza diretta di un sistema che ancora oggi, nel 2025, non riesce a garantire condizioni minime di sicurezza nei cantieri, nei magazzini, nei campi, nelle fabbriche.

Le vittime di oggi si chiamavano Ciro, Luigi e Vincenzo. Avevano una famiglia, una vita, progetti. Erano padri, mariti, colleghi. Hanno lasciato la casa questa mattina per andare a lavorare e non sono più tornati. È a loro, e a tutti gli altri come loro, che il Paese deve risposte vere, concrete. Non solo parole di cordoglio.

Serve un salto culturale, prima ancora che normativo. La sicurezza sul lavoro non può essere vista come un costo, ma come un diritto. E ogni morte evitabile rappresenta una sconfitta per tutti: per le istituzioni, per le imprese, per la società civile. Perché nessuno dovrebbe morire per guadagnarsi da vivere.